GIUSTIZIA PER ALESSANDRO
IL LIBRO BIANCO DEGLI ABUSI
DIFFIDE, CHE FARE?
SITI WEB DELLE TIFOSERIE ITALIANE
ALLE RADICI DEL TIFO:  LA TRIBU' DEL CALCIO
LA BACHECA
FANZINES
DEDICATO A CHI. . .
IL PUNTO GIALLOROSSO DI EMILIANO
LE VIGNETTE DI ZENGA
SONO FUORI ROMA, DOVE VEDO LA PARTITA?
VIDEO

" AL DI FUORI DI ROMA NON C'E' NULLA 
DI BELLO NEL MONDO" 
Johann Joachim Winckelmann, 1756
(archeologo e filologo, nonché massimo teorico mondiale del'estetica neoclassica)
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NASCITA DI UN ROMANISTA
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Comunicati ufficiali Lega Calcio

Coppa Disciplina 2003/04


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"E' nato il Roma Club Milano, siamo in tanti e stiamo aumentando ogni giorno. Per chi vuole avere informazioni info@romaclubmilano.it , telefono 3357509688 o 3284214138" sito web www.romaclubmilano.it

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SENZA COMMENTO
gli sviluppi giudiziari del dopo-derby

18 luglio 2004: on line tre foto (calcistiche) di Gak/Roma. Tutto il precampionato lo potrete seguire nella pagina La stagione in corso.

16 luglio 2004: questo simpaticone di Desenzano del Garda (sic!) ha creato un sito che insulta la nostra squadra (o forse la nostra città, visto l'URL).
Chi vuole salutarlo....
Inserita la prima pagina delle foto delle scritte sui muri di Roma. Inserite altre foto nella pagina 28 di memorabilia.


15 luglio 2004: un po' in ritardo, ecco le info per gli abbonamenti 2004-05.


9 luglio 2004: (ANSA) - ROMA, 9 LUG - Restano liberi i 3 tifosi giallorossi che durante Lazio-Roma del 21 marzo avevano avvicinato i giocatori a bordo campo per chiedere lo stop. Il tribunale del riesame di Roma, infatti, ha respinto il ricorso del pm Silverio Piro che aveva chiesto la custodia cautelare in carcere per S.S., S. C. e R. M. arrestati e poi scarcerati. Sono state quindi accolte le richieste dei legali dei 3 tifosi, che chiedevano la conferma del provvedimento del gip.
Europei 2004: resoconto e foto dal Portogallo.


8 luglio 2004: aggiunto l'articolo "La Roma in campo neutro" nella pagina dei racconti. Cliccando qui, potrete scaricare un filmato di dieci minuti (24 mb circa) che si riferisce (mi sembra, visto che la lingua è ostica), a una trasferta di tifosi croati in Serbia. Sono immagini estranee allo stadio, ma rendono bene l'idea di come a volte il tifo estremista calcistico sia precursore della storia.
27 ottobre 1999, in Cecoslovacchia


5 luglio 2004: apprendo ora dall'ANSA che "(ANSA) - ROMA, 5 LUG - Si sono costituiti gli ultimi due tifosi della Roma ricercati per gli scontri all'esterno dell'Olimpico in occasione del derby del 21 marzo. Si tratta di E.A. e C. C. (il puntato è mio, visto che per i pedofili - al contrario che per i tifosi - non si usa mettere nome e cognome, n.d.L.), entrambi di 38 anni, accusati di concorso in resistenza aggravata a pubblico ufficiale. I due sono ora in carcere. Gli scontri seguirono alla sospensione della partita causata dai capi della tifoseria che scesero in campo durante la partita 'consigliando' l'interruzione del match.". La notizia è vera e falsa: è vero che si siano costituiti, è falso che stiano in carcere: uno è all'obbligo di firma, l'altro è ai domiciliari. E comunque si sono costituiti dieci giorni fa.
A proposito: avete visto che scontri in Portogallo tra gli ultras italiani e le altre tifoserie? I tifosi della Roma poi, tutti con la maglietta uguale, hanno fatto la parte del leone!
Ricevo e pubblico da Alessandro M.:
E' il momento di fare qualcosa di concreto per la Roma e per il futuro. 
Chiunque sia azionista della Roma sottoscriva l'aumento di capitale, chiunque sia tifoso, ma non ancora azionista aspetti il termine di scadenza dei diritti di prelazione e partecipi all'aumento di capitale acquistando le azioni della società. ognuno per quello che può, basta poco se saremo tanti. E poi chi vive a roma "deve" abbonarsi... 
Passate parola, fate proseliti fra i vostri amici, collegatevi ai siti dei tifosi e date il vostro contributo scrivendo un piccolo appello, invitate tutti a muoversi per la Roma.
Noi non abbiamo alle spalle la FIAT o Mediaset, noi possiamo contare solo su quello che ci mette sensi e sulla nostra passione.
Per rimanere grandi a questi livelli serve tanto. O sei la FIAT che ha sempre coperto la Juve e "comprato" il calcio italiano o sei mediaset e appartieni al capo del governo o fai la fine di Tanzi e Cragnotti. Tanzi e Cragnotti per stare a quei livelli hanno fatto fallire Parmalat e Cirio sono finiti dentro e hanno rischiato di far fallire Parma e Lazio.
La Juve, tanto per fare un piccolo esempio, per sanare 30 milioni di euro di passivo dello scorso bilancio ha venduto alla fiat il suo centro sportivo.
Un gioco delle tre carte fatto in casa.
Il Milan dopo aver ridotto da 300 milioni a 50 il passivo grazie al decreto spalma ammortamenti fatto ad hoc da Berlusconi ha coperto i 50 milioni di passivo residuo con capitale Mediaset che da azionista ha coperto il buco. Sky e Mediaset che sono soci in affari coprono d'oro tre squadre a danno degli altri. Sky che è sponsor della Juve, ha sempre pagato anticipati a Juve e Milan i corrispettivi dei diritti tv, alla Roma li ha pagati sempre posticipati (salvo l'ultima rata). Questa differenza ha comportato che la
Juve ha potuto evitare l'aumento di capitale che la Roma ha dovuto lanciare.
Ora vogliono pagarci la metà di quanto danno loro, nonostante abbiamo un numero di abbonati quasi analogo e un appeal superiore in termini di giocatori. Forse alla fine ci daranno il giusto, ma non ora, rendendo difficile alla società le operazioni di mercato.
Sensi non è sicuramente un santo e con la Roma ci ha sicuramente guadagnato, ma ha operato con i margini di ciò che gli era consentito per stare a quei livelli (non pagando le tasse e ritardando il pagamento ai giocatori per comprare Chivu e altri) ma poi quando è arrivato il redde rationem ha venduto i suoi beni, non ha attinto ai soldi pubblici di poveri azionisti, come hanno fatto gli altri.
Se vogliamo che il sogno continui e il progetto di Baldini (un grande davvero) abbia successo, dobbiamo dare un segnale forte. il successo dell'aumento di capitale e della campagna abbonamenti permetterebbe di chiudere la campagna acquisti con successo in attesa dei soldi di Sky.
Tra gli aggiornamenti del 10 giugno avevo inserito una e-mail che mi era pervenuta da un tipo che diceva di avere il figlio moribondo e che per tale ragione avrebbe avuto piacere di ricevere la maglia autografata di Montella. Mi scrive una ragazza degli Ingrifati Perugia, ed ecco l'e-mail che mi scrive:
"gironzolando nel tuo sito ho notato tra gli aggiornamenti la mail di un tale Vincenzo dalla Svizzera che chiede per suo figloi malato di tumore al cervello una maglia di Montella...
Bè questa è la mail che è arrivata a me e chiede agli Ingrifati la maglia di Di Loreto.....
Cari Tifosi,
Sono Vincenzo e scrivo dalla svizzera, scrivo a voi perché ho bisogno del
tuo aiuto. Mio figlio Angelo (20anni) ha un tumore alla testa e non so se
c'è la farà a sopravivere e vi chiedo il vostro aiuto. L'idolo di mio figlio
è Marco Di Loreto, parlate con lui,fategli leggere questa e-mail e fate
che forse l'ultimo sogno di mio figlio si realizzi,quello di avere la maglia
del suo idolo con dedica e autografo speciale. Vi prego siete la mia ultima
speranza ho scritto parecchie volte al Perugia ma mai ho avuto risposta.
Conto su di voi che avete piu possibilità di seguire la squadra anche in
allenamento. Angelo è uno di noi e sa che lo aiuterete ad esaudire il suo
ultimo desiderio. Vorrei tanto vederlo sorridere di nuovo. Grazie Vincenzo
N.B. Mandatemi una mail per sapere se e possibile cosi non illudo mio figlio
e cosi poi vi do l'indirizzo di mio figlio. Grazie in anticipo.
Rispondete su: vinc1959@virgilio.it
Io non ho parole..........
Un saluto da Perugia"


4 luglio 2004: "ciao lorenzo io sono mattia un ragazzo di 16 anni che sta cercando disperatamente un abbonamento per la sud.
come lo scorso anno nel periodo tra la fine della scuola la campagna abbonamenti vado a lavorare per potermi pagare l'abbonamento, che i miei genitori non ritengono spesa primaria, lo scorso anno però non avendo problemi personali di domenica ed essendo membro di un gruppo della sud mi compravo settimanalmente un biglietto di qualsiasi settore ed entravo all'entrata dei gruppi. La prossima stagione non potrei farlo perchè ho dei problemi la domenica e non potrò andare molte ore prima dell'inizio della partita(purtroppo)... morale della favola aiutatemi!! cerco esclusivamente la SUD, chi non rinnova mi contattasse per favore a questi recapiti. tel. cell. 3472221448 - e-mail: gianca.massimi@tiscalinet.it oppure cannamix@libero.it
grazie per l'attenzione"

1° luglio 2004: inserito un articolo "cronologico" sulla violenza negli stadi fino al 1984 nella pagina "dedicato a chi...".
Sto cercando di riprendere regolarità con gli aggiornamenti, scusate ma tra lavoro e bimbe che non dormono prima di mezzanotte....
Aggiunte altre cosette nella pagina 28 di memorabilia. Notizie sul fronte post-derby: degli undici romanisti mandati a Regina Coeli nessuno è più in carcere. Tutti sono agli arresti domiciliari e un paio all'obbligo di firma.


24 giugno 2004: inserita la fototifo di Neuchatel Xamax/Roma1995/96, iniziata la pagina 28 di memorabilia.

23 giugno 2004 pomeriggio: mi è pervenuto un comunicato stampa fatto qualche giorno fa da un consigliere comunale che va controcorrente rispetto al comune sentire e fa riferimento ai fatti di Lumezzane/Cesena.
COMUNICATO STAMPA
VIOLENZA CALCIO, ROCCA (AN): DOPO GLI SCONTRI DI LUMEZZANE
IL CALCIO RIFLETTA AL SUO INTERNO.
“Le immagine degli scontri avvenuti durante l’incontro Lumezzane-Cesena, che hanno visto coinvolti giocatori, allenatori e dirigenti, sono vergognose e preoccupanti, è ora che il mondo del calcio di fermi un attimo e si interroghi su al suo interno”.
Lo sostiene in una nota Federico Rocca (AN) vice presidente del Consiglio del Municipio XV.
“E’ stato veramente deprimente vedere violenze di quel tipo, uno spettacolo indegno, indecoroso e diseducativo che è stato offerto a tutti gli amanti del calcio e agli sportivi italiani.
Questo calcio è alla deriva con scandali, scommesse, fallimenti, la situazione confusionaria di  Federcalcio e Lega, non ultima la nostra Nazionale che in questi campionati europei sta facendo figuracce sia fuori che dentro il campo di gioco.
Ma di questo nessuno ne vuole parlare, tutti sono impegnati a giustificare, a coprire, a negare, a lanciare appelli agli industriali per non far fallire le società indebitate, oppure si individua come unico male di questo sport le curve degli stadi ed in particolare quelle delle tifoserie romane.
Mi chiedo perché un ultras viene arrestato ed invece un giocatore o un allenatore che si è reso protagonista dei fatti accaduti nella partita tra Lumezzane e Cesena, viene sospeso o squalificato.
Anche lì c’è stata violenza fisica ai danni della persone, anzi, c’è l’aggravante del messaggio che si lancia a chi sta sugli spalti e fuori dal campo, perché se i primi a fare certe cose sono dirigenti e giocatori cosa possiamo pretendere dai tifosi?
Comunque – conclude Rocca - se la giustizia è uguale per tutti, quei giocatori e quei dirigenti dovrebbero essere diffidati dal frequentare gli stadi durante le partite con l’obbligo di firma in commissariato, così come avviene per gli ultras, in caso contrario verrà dimostrato ancora una volta che esistono figli e figliastri e di come a questa casta di professionisti sia consentito tutto, ma proprio tutto, anche il permesso di picchiare e di insultare”. 
Ricevo e pubblico:
Al direttore di Libero Vittorio Feltri e a suo figlio Mattia.
Egregio signor direttore e illustrissimo signor figlio,
Sono un cittadino romano profondamente indignato per quanto scritto sul vostro giornale nel commentare il "Caso Totti". Conosco bene il modo che avete di fare giornalismo e i vostri pregiudizi nei confronti della capitale e di chi appartiene a una classe sociale più sfortunata rispetto alla vostra. Quello che non tollero e' lo stupro perpetrato ai danni della lingua italiana. Si può scrivere di tutto, ma bisogna saperlo fare bene. Se il signor ( si fa per dire ) Mattia Feltri avesse avuto a disposizione le possibilità di un qualsiasi" borgataro" della Casilina, molto probabilmente adesso non sarebbe neanche in grado di trovarsi una ragazza con le zeppe e la minigonna.
Il vostro giornale molto spesso si e' dedicato, talvolta in maniera faziosa, alla denuncia dei privilegi corporativi. Mi duole constatare che un marmocchio incapace di utilizzare con correttezza le basilari regole di sintassi possa scrivere, solo in quanto figlio di un noto direttore amico di potenti, in un quotidiano a tiratura nazionale. Questo però non può essere oggetto di nessuna squalifica né tantomeno di scuse formali. Sono convintissimo che suo figlio,signor Feltri, magari in una scuola parificata abbia imparato a concordare singolare e plurale. Non la stupisce quindi che il suo pargolo scriva "pacchettO di Marlboro arrotolatE nella manica"? Non voglio fare il maestrino delle elementari ma in Italiano, lingua che un giornalista dovrebbe conoscere, il sostantivo singolare si concorda con l'aggettivo. Mi dirà:è un'inezia ,che tuttavia io borgataro non faccio, pur non appartenendo al mondo dorato del giornalismo . Certo la forma non e' tutto, solo gli imbecilli lo ignorano e sono sicuro che voi avete ben presente la categoria. 
Sono romano, caro direttore, e da buon cattolico sono tollerante non solo con i genitori incapaci di dare un' educazione ai figli nelle borgate ma anche con quelli che puzzano di potere come lei. Tralasciando tutte le parole che su questa cretinata di Totti sono state scritte e dette dai pennivendoli e parolai di mestiere, degni eredi di una tradizione civica che da secoli continua a inquinare l'Italia memore del Panis et Circensis di Nerone, mi limito a constatare il vostro modo grettamente razzista di guardare il mondo. Esistono molte persone migliori di voi, che lontani dalla facile retorica si impegnano quotidianamente per portare a casa "50 euro alle madri" senza i favori del primo Nando o Silvio di turno. Lo fanno perché sono dignitosi, educati al lavoro,all'umiltà e al sacrificio, anche dentro al raccordo anulare.. E' facile per i fighetti schifiltosi, lontani anni luce dalla coda alla vaccinara, sprecare i loro strali contro la "piccola gente" delle" assolate periferie". Chi ha un lavoro precario, tanto più a 27 anni, a meno che non sia un " figlio di", non ha colpe,né merita la vostra disgustosa supponenza. Troppo comodo prendersela con Totti "er PUPONE" atteggiandosi a presunti uomini di sport mossi dal più nobile fair play. Se fosse possibile, in un ipotetico gioco virtuale ,trasportare il mondo del giornalismo su un campo di calcio vi siete chiesti in che categoria dovreste giocare? O se in tutta questa storia dello sputo non sareste stati né Totti né Poulsen ma probabilmente la parte meno solida della vicenda?
Comunque sia,basta, già mi pento di avervi scritto, vi conosco e so che non mi risponderete mai.Di certo,nel calcio come nella vita, si può sbagliare e ci si può chiedere scusa, tra uomini, ma voi,voi siete soltanto due Feltri.
Distinti saluti,
(Lettere Firmata)


23 giugno 2004: scusate per la mancanza di aggiornamenti: dopo il 25 sarò "quotidiano" come sempre. Ora ci sono altre priorità.

18 giugno 2004 (pomeriggio): eccone un altro, segnalatomi da Bobo:
SPORTAL.IT
An vedi che combina Totti
Caro Totti, del fatto che tu sia addolorato per la squalifica non me ne frega
sinceramente un bel niente. Anzi, sostengo che la squalifica sia ancora 
poco e che una bella pena pecuniaria di quelle serie (tipo un terzo del tuo 
stipendio di un anno, da devolvere ovviamente in beneficenza) farebbe 
davvero giustizia.
Trapattoni dice che la squadra si è stretta attorno a te e spero siano solo 
parole di circostanza. Spero non sia vero, insomma. Perchè tu hai fatto un 
danno incalcolabile e non meriti davvero nessuna solidarietà.
Alla storia che sei stato provocato posso anche credere. Ma quella 
reazione da coatto non la giustifico lo stesso. Potrei essere solidale 
persino se tu avessi dato un pugno al danese, perchè si sarebbe trattato di 
una reazione umana, benchè certo non da applaudire. Ma uno sputo è 
troppo. E' un gesto vergognoso, che un VIP come te, un atleta tra i più 
celebrati al mondo, non può permettersi di commettere.
Avevi una telecamera puntata su di te per tutta la partita. E allora? 
I tennisti e i pugili sono abituati a questo. E trovo davvero ridicola l'ipotesi 
che la telecamera 'dedicata' sia una persecuzione. La regia danese lo ha 
fatto per potersi godere i tuoi numeri, caro Totti. E farli godere a tutti noi.

Personalmente io ti caccerei a casa e se questo significa avere meno 
chance di vincere, amen. Per come hai giocato contro la Danimarca, 
d'altra parte, non saresti troppo d'aiuto.
So che se rientrerai con l'Italia ancora in corsa e inizierai a giocare come 
sai quasi tutti dimenticheranno quell'episodio. Ma nel mio piccolo ti voglio 
dire che vederti giocare non sarà più la stessa cosa. Hai disonorato la 
maglia azzurra, hai tradito milioni di tifosi. 
Che brutta sorpresa ci hai fatto, caro Totti. 

scrivi a Riccardo Schiroli: riccardo.schiroli@sportal.it

Nessuna comprensione da parte di Paolo Rossi dalle colonne de "Il Messaggero": «Niente giustifica un gesto simile, ha compiuto il gesto più 
brutto nello sport». Paolo Rossi. 
PAOLOROSSI!
Clicca per vedere Paolo Rossi in Tribunale
Paolo Rossi, quel calciatore squalificato per il calcioscommesse perché si 
vendeva le partite della sua squadra, per arrotondare i magri stipendi. 
Paolo Rossi, che chiedeva pietà a destra e sinistra.
Paolo Rossi: come venisti perdonato dalla Federcalcio, 
e come accettasti quel perdono...
In raffronto a Totti, vali meno della sua saliva.
Per chi lo vuole vedere saltare di gioia mentre festeggia la Coppa dei 
Campioni vinta con la Juventus nel 1985 con 39 morti, vada alla pagina 
Stile juve.
"L'esposto di due comuni scommettitori segna l'inizio dello scandalo del 
calcio scommesse: il 23 marzo 1980 vengono arrestati 11 giocatori (Albertosi 
e Morini del Milan, Girardi del Genoa, Cacciatori, Wilson, Manfredonia e 
Giordano della Lazio, Stefano Pellegrini dell'Avellino, Della Martira e 
Zecchini del Perugia, Magherini del Palermo) e anche l'allora presidente del 
Milan, Felice Colombo. Per tutti l'accusa è di truffa aggravata. Ordini di 
comparizione anche per Paolo Rossi,Fernando Viola, Giuseppe Dossena. Il 
caso esplode con l'esposto alla Procura della Repubblica di Roma di un 
commerciante, Massimo Cruciani e un ristoratore, Alvaro Trinca che a 
accusano alcuni calciatori di accettare denaro per 'truccare' le partite al fine 
di garantire vincite record ad un gruppo di scommettitori clandestini, di cui
i due fanno parte. Il 22 dicembre dello stesso anno la giustizia ordinaria 
assolve tutti i calciatori coinvolti, ma quella sportiva non fa sconti. Milan e 
Lazio retrocedono in B, Avellino, Perugia e Bologna (A)
e Palermo e Taranto (B) vengono penalizzate di 5 punti.
Le squalifiche per venti giocatori vanno da tre mesi ai sei anni di Pellegrino. 
Colpito anche Paolo Rossi, che finisce di scontare la squalifica a pochi
giorni dai mondiali dell'82. Al presidente del Milan viene inflitta
l'inibizione definitiva,a quello del Bologna Fabretti squalifica di un anno".
Ancora sull'argomento Totti.
E' chiaro che il giocatore sia da condannare: i perchè sono fin troppo ovvi ma
ricordiamoli:
1) anche il più ingenuo degli sprovveduti sapeva che in un campionato europeo, 
ancor più di quello nazionale, il giocatore di grande qualità nel confronto con altri 
giocatori che devono frenarlo con tutti i mezzi, già sa che sarà certamente oggetto di provocazioni. Il fatto di avere abboccato ha dimostrato che  è stato un "pollo".
2) deve anche sapere che i potenti mezzi televisivi odierni consentono anche di 
registrare immagini che fino a qualche anno fa non era immaginabile pensare.
3) che un gesto sconsiderato come il suo, ha danneggiato tutta la squadra e la 
sua immagine.
La sua immagine è però rovinata solamente nei confronti di quelle persone o 
personaggi che il calcio lo hanno scoperto da due giorni. Quelli che ne capiscono, 
se si sono scandalizzati, sono da considerare dei sepolcri imbiancati.
Da sempre, nei campi di periferia, nei campionati di promozione nelle serie 
cadette, in serie A, il gioco del calcio è fatto di provocazioni fisiche e verbali, di 
bestemmie, d'insulti più sanguinosi magari detti col sorriso sulle labbra per 
mascherare l'ingiuria: questo non lo dico perchè personalmente sia d'accordo su 
questi modi di fare che nulla hanno a che vedere con la lealtà di cui sono un 
fautore, ma perchè quello che ha fatto uno è quello che fanno tanti altri e che non 
vengono alla ribalta perchè sono degli sconosciuti o perchè il mezzo televisivo non 
li ha sorpresi con le mani nel sacco.
Allora diciamo, nel condannare episodi di questo tipo, che sono comunque meno 
gravi, anche se moralmente più offensivi, di quello che entra sull'avversario 
proditoriamente con lo scopo di fare male, che tutti i giocatori, o meglio tutta la 
squadra dovrebbe essere ripresa, in una sorta di "par condicio" , per scoprire a 
posteriori se c'è stato qualche giocatore passibile di sanzionamento. 
Personalmente sono certo che si troverebbero altri episodi sanzionabili.
Il mio malcontento a questo punto si allarga e si espande al punto che mi sembra 
di incarnare il classico Don Chisciotte che combatte contro i mulini a vento, fedele 
solo ad un ideale che mai si realizzerà perchè.....nel mondo comandano i SOLDI 
che si possono fare se si ha un CENTRO DI POTERE. Tutti lo sanno ma si finge 
di non sapere e ci si scandalizza, si dice ".....guadagnano troppo......sono 
viziati......ecc."
Purtroppo, e non da oggi, intorno al pianeta Calcio girano tanti di quei miliardi
(direttamente o indirettamente) che una svista ( anche in buona fede di un arbitro) 
causa danni finanziari che possono essere molto rilevanti. Non è più ammissibile 
che una svista possa produrre effetti così nefasti. Ciò è pienamente ammissibile 
se si gioca la partita "Scapoli-Amogliati".
La discussa faccenda d'inserire la moviola sui campi da gioco, non eliminerebbe al 100% tutti gli errori ma li ridurrebbe sicuramente del 90%.
A chi non giova? Alla classe arbitrale, perchè perderebbe un Centro di Potere, a 
quei personaggi che con tale classe arbitrale hanno a che fare e che su di essa 
possono far sentire il loro peso ed infine, a cascata, su tutti quelli, che definendosi "giornalisti", trovano alimento interminabile, sulla carta stampata o in TV, perchè 
se c'è contestazione c'è da parlare all'infinito e fino alla nausea.
Le partite durerebbero di più? Ma perchè, nel basket,  rugby, palla a nuoto ecc. , 
non c'è il tempo effettivo? Basterebbe fare nuove regole e non venitemi a dire che 
".....ma come si potrebbe fare per il fuori gioco?" Cari amici a tutto c'è rimedio, 
basterebbe pensarci, e non voglio qui già "sputare" (tanto per restare in 
argomento) regole, ma forse sarebbe sufficiente non fermare il gioco e giudicare 
solo ad azione conclusa.
L'Italia è stata penalizzata dal caso Totti con la moviola postuma di "parte", ma la 
Russia  ha avuto espulso il suo portiere perchè nell'uscire fuori area ha toccato 
"volontariamente" il pallone con la mano, smentito poi dalla moviola. In questo 
caso la prova televisiva postuma non ha certamente messo a posto le cose. In 
tutto questo c' è equità? Sostengo che la moviola dovrebbe essere usata sempre: 
allora si che la prova televisiva postuma di una scorrettezza perpetrata sarebbe 
legittima!
Son convinto, da buon Don Chisciotte, che tutti quelli che ne capiscono ma che 
non hanno altri interessi o vincoli editoriali, sarebbero d'accordo; ma che per fare 
una rivoluzione nel settore, troppi morti si dovrebbero fare e questi, oltre ad avere il 
Potere, sono duri a morire.
Maurizio Contucci
Sputo Totti, la condanna di Paolo Rossi:
"Gesto inqualificabile"
Gio 17 Giu, 3:22 PM

Paolo Rossi condanna Francesco Totti. Per il Pablito nazionale,
protagonista dell'Italia Mundial di Spagna '82, lo sputo contro il danese
Poulsen "é stato un gesto assolutamente non giustificabile" e le tre giornate di
squalifica appaiono come una punizione giusta.
"Sputare addosso ad un avversario - ricorda l'ex attaccante di Vicenza e
Juventus - é il peggior gesto che possa essere compiuto in un campo di calcio".
Incredibile il "Pablito nazionale" sentenzia che il peggior gesto che si
può compiere su un campo di calcio, è sputare ad un avversario.
Ed io ingenuo che pensavo che vendersi una partita, oppure esultare come
un ossesso per una vittoria sportiva sul campo, facendo finta che sugli
spalti tutti siano in perfetta salute (il riferimento è chiaro e si trova sulla tua pagina 
"Stile juve"), fosse più grave.
Qualcuno dovrebbe spiegare al "Pablito nazionale", il significato della parola DECORO.
Per il resto massacro mediatico ANTIROMANO pieno di acredine, e ti pareva.
Eh sì, perchè volenti o nolenti, Francesco rappresenta l'icona della romanità.
Diciamocelo chiaramente: non aspettavano altro.
In un Paese dove allegramente e impunemente si può parlar male della
Capitale e dei suoi abitanti, e trasformare questo odio in un MANIFESTO POLITICO (lega e potentati dei dintorni di Milano su tutti), che cosa ci dovevamo aspettare?
Forse l'indulgenza avuta per il campione transalpino Zidane che in
manifestazioni importanti come mondiali, europei e coppa dei campioni, non ha mancato di imprimere, oltre alle sue giocate da fuoriclasse, il suo
 marchio di fabbrica: CAPOCCIATA IN FACCIA ALL'AVVERSARIO, con annessa relativa e lunga squalifica.
Uno è un campione, e quindi se reagisce così è chiaro che è stato provocato (Zidane), l'altro se reagisce così è solo perchè è romano, quindi coatto (Totti).
Il "Resto d'Italia" ci odia. Odia questa città, odia me, odia te.
Considero l'Italia non la mia nazione, ma la mia Patria, concetto ben più profondo ed intimo, immune da stupide colorazioni politiche.
Ne ho le palle piene.
C'è una vecchia canzone romana che recita "CHI OFFENNE ROMA OFFENNE 
MAMMA MIA!".
E la MAMMA, è ben più importante dei fratelli (d'Italia, in questo caso), soprattutto se questi ultimi sono infami.
Per questo, non seguirò la squadra che veste la maglia azzurra, sarebbe troppo 
ipocrita da parte mia, non ci sarà nessuno in campo che rappresenterà il mio 
sentire, il mio modo di essere.
Finita questa filologia ANTIROMANA, se potessi mi rivolgerei affettuosamente verso il giocatore ROMANISTA più forte di tutti i tempi, e gli direi: "FRANCè NUN 
TE PREOCCUPA' ... IO HO CAPITO QUELLO CHE E' SUCCESSO ....  TU STAVI A SPUTA' PER TERA E QUER PROVOCATORE DE POULSEN PUR DE FATTE 
SQUALIFICA' CIA' MESSO LA FACCIA IN MEZZO ...".

P.S.
Caro Francesco vuoi andare al Real Madrid? Al Milan? Ci vogliono delle qualità 
amorali che tu non hai per vestire quella maglia ....
(Angelo)


"Egregio" Pergolini, 

dall'oggetto della mail presumo che abbia già inteso quale sia il contenuto della 
stessa. Questa nostra comunicazione non giunge a distanza di due giorni dal suo 
exploit per caso o indolenza ("tipico spirito romano" presumiamo aggiungerebbe lei..), ma solo perché abbiamo voluto ponderare se fosse il caso di seguire altre vie. Presumiamo che lei ben conosca il reato di diffamazione a mezzo stampa, la
cui esimente del rispetto dei limiti di obiettività e continenza è applicabile solo nel
caso la stessa sia desumibile dagli elementi essenziali di serenità, misura e proporzione, fattispecie, queste, che certamente difettano nel suo articolo (forse sarebbe meglio definirlo una sorta di "pamphlet" di stampo nazi - lombrosiano..). Alla fine abbiamo deciso che non fosse neanche il caso di sprecare tempo ed energie per contrastare espressioni di tale bassezza.

Vede, come esponenti del Roma Club Milano (che, per inciso, è intitolato proprio a Francesco Totti), siamo stati i primi a criticare il nostro Capitano per un gesto tutt'altro che commendevole e, univocamente, sosteniamo la legittimtà della squalifica; ciò che troviamo squallido e riprovevole, ben più di uno sputo dettato da una reazione repentina esito di continue e reiterate provocazioni, è il suo aver utilizzato l'episodio per esternare chissà quale repressione interiore o, ancor peggio in quanto anche più doloso, per sperare di far emergere il suo nome quale autore di commenti che ben sapeva avrebbero suscitato le reazioni più veementi.

La nostra reazione non è veemente, ma conformata di quella pacatezza che può essere data solo da chi è conscio di interloquire con qualcuno che ha profondamente sbagliato in ragione di propri limiti intrinseci. E, ci lasci dire, il suo tentativo di rimedio, quella rispostucola data alle stampe una volta ricevute valanghe di proteste, è stato ben peggiore del male : il suo arrampicarsi sugli specchi, il suo bieco tentativo di presentare il suo excursus esistenziale di figlio di una Roma popolare, sono eventi davvero nauseabondi; tanto più gravi divengono le espressioni da lei utilizzate se effettivamente la sua esistenza si è dipanata come lei stesso ha descritto...l'unica conclusione che ci viene da trarre è che davvero la brama di emergere dalla massa pennivendolistica sia stata tale da tradire ignobilmente anche i natali che lei tenta di opporre a difesa.

E, per cortesia, lasci perdere le citazioni di Alberto Sordi, una persona di tal caratura le cui parole trascritte dalla sua penna suonano come un ancor più grave insulto a tutti NOI romani.

Con poca stima, la auguriamo un radioso futuro quale galoppino di redazione a "La Padania".

Marco Mariano - Roma Club Milano

Marco mi invia un "simpatico e carino " videogame
online sul sito di tgcom, curato da Paolo Liguori
(che cura, tra l'altro, la rubrica "Curva Sud" sul Messaggero).
Lo scopo del gioco è quello di centrare con uno sputo gli avversari ed ogni 11 
colpiti si vince un viaggio con Ilary.
Il tutto contornato da una grafica niente male.

scrivete a Paolo Liguori
a Il Messaggero


18 giugno 2004: certamente il gesto di Totti è indifendibile: si può sputare solo ai giocatori della Lazie. Io infatti sono arrabbiato con lui semplicemente perché ha sputato prima ad un insulso danese che a un giocatore bianceleste!
Comunque sia un conto è il disappunto per la caduta di stile di un campione, un conto è il linciaggio mediatico che i pennivendoli di turno stanno conducendo. La cosa clamorosa è che persino l'ex giornale proletario L'Unità fa una requisitoria persino peggiore de La Padania.
IL GIORNALE
(articolo a firma del figlio di (papà) Vittorio Feltri
CHE DISASTRO TOTTI,
GIOCA MALE MA SPUTA BENE
di MATTIA FELTRI 

L'ATTACCANTE PROTAGONISTA DI UN NUOVO CASO. PANICO NELLA FEDERCALCIO, QUASI CERTA LA SQUALIFICA DAGLI EUROPEI 

Già molti e prima di ieri nutrivano il dubbio che Francesco Totti fosse uno poco presentabile fuori dal grande raccordo anulare. Non perché sia un tipo cattivo, semplicemente perché le facce contano e con quella faccia, se non si fosse impiegato nel calcio, Totti avrebbe avuto un futuro nel ramo del precariato. Bisogna immaginarsi un pomeriggio assolato a Torbellamonaca, Totti seduto sulla sua Kawasaki, jeans, t-shirt bianca, pacchetto di Marlboro arrotolate nella manica, sigaretta pendente dalle labbra o incastrata sopra l'orecchio; forse ha un fidanzata: zeppe, minigonna e chewing gum. Sta prendendo accordi con un tal Nando, stasera andranno a farsi una coda alla vaccinara da Nestore, forse Nando ha un posto in ditta per Francesco, un paio di mesi, poi si vedrà. Intanto pijate 'sti cinquanta euro, e pensa a mamma tua. Invece Totti ha il privilegio di poter lavorare coi piedi. Per altri sarebbe un disastro, per lui un dono del cielo: poter prendere a calci il mondo, ridotto in scala alle dimensioni di una palla. Una interminabile retorica - di quelle verosimili - tratteggia i campioni del football come bambolotti mai cresciuti, coccolati nel vizio, arroganti, incapaci di spedire un vaglia postale, in perenne conflitto con le coniugazioni dei verbi, avidi, pronti a rifarsi una reputazione facendo visita, scortati, al ragazzino in ospedale. Se è un luogo comune, Totti ha contribuito a diffonderlo. Quando fece ingresso nel palcoscenico della notorietà, fu preso di mira dai comici televisivi che lo misero in caricatura. Giudicò la macchietta oltraggiosa e tutti pensarono e molti dissero: santo cielo, vivi giocando, ti coprono d'oro, le belle donne e le belle case, i cori della gente allo stadio; possibile invocare il vilipendio con tanta acredine per uno sketch in seconda serata? Poi venne il tempo delle barzellette sul suo conto, e Totti continuò a trovare impervi i sentieri dell'umorismo, sinché non gli venne in soccorso Maurizio Costanzo. Convinse Totti a impossessarsi delle storielle perché fossero raccolte in un libro e il libro messo in vendita e i ricavi destinati alla beneficenza. In Italia ci si guadagna la fama di imbecilli come quella di santi alla medesima velocità. In un colpo Totti divenne autoironico, maturo, paternale, generoso. Il problema è che in campo si è soli. Non c'è Maurizio Costanzo a darti il consiglio buono. E Totti in campo non ha la sensibilità di un monaco. È spesso nervoso, le piglia ma le dà anche, siccome è un idolo dei tifosi gli arbitri lo perdonano più di un po', gli capita di allungare le mani, magari per strattonare un terzino troppo ruvido. Ma Roberto Baggio, per esempio, le mani le ha sempre tenute basse. E Roberto Baggio, dopo un gol, non mai ha alzato la casacca per mostrare la scritta «vi ho purgati ancora». Non era niente di male, quella maglietta, aveva in sé anche qualcosa di spiritoso, di borgataro, di rivalità pecorona, ma era un altro indizio, indubbiamente. Da un punto di vista più puramente tecnico, Totti è un giocatore capace di qualsiasi cosa, ha forza e stupenda perizia nel trattare il pallone. Ma quando il gioco si fa duro, tende a perdersi in un groviglio di velleità. Giocò così così gli Europei di quattro anni fa, molto male i mondiali di Corea e Giappone, che concluse da espulso. Stavolta è cominciata come sappiamo. Una partita nebulosa contro la Danimarca, un bruttissimo fallo all'ultimo minuto e un'ammonizione che sapeva di grazia. Infine è saltata fuori la storia dello sputo in faccia a Christian Poulsen. Sputare in faccia a qualcuno è da bulletti e da vili, funziona sulla Casilina se uno guarda troppo a lungo la tua fidanzata, non per vincere il Pallone d ' O ro. Un'emittente radiofonica danese stava riesaminando le immagini del match per apprezzare nella sfumatura la vincente marcatura di Poulsen su Totti, e ha scoperto la prodezza: Totti si avvicina a Poulsen, Poulsen lo spinge via con una spallata, Totti si gira e sputa. E già questo è sufficientemente disgustoso. Non quanto il contorno. Totti si è rifugiato nella menzogna: «Non ho sputato a nessuno». I dirigenti della nazionale lo hanno miseramente coperto: «La sequenza non è molto chiara». Guardate le foto qua sopra, e giudicate voi. Ci voleva tanto ad ammettere, a chiedere scusa, a promettere una punizione scontata per un giocatore responsabile di un gesto spregevole e antisportivo? Macché, non sono soltanto i calciatori a essere bambini capricciosi e vacui. Tutto quel mondo è così, il mondo dei presidenti indebitati fino al collo per comprare l'ultimo giocattolo, le scommesse, le piccinerie, i sospetti sugli arbitri, e quella deprimente permalosaggine alla minima sottocr itica. In questa vicenda, i responsabili del calcio italiano si sono preoccupati di proteggere Totti perché la nazionale non venga privata del suo giocatore più importante, hanno paura di perdere il prossimo incontro con la Svezia, e non gli importa nulla di perdere il decoro, già tanto compromesso dai modi di Totti. Poulsen ha detto: «Totti mi ha sputato addosso più di una volta». Dallo spogliatoio della squadra è trapelata la replica: «Totti non ricorda». Non ricorda? Dall'Italia è in arrivo l'avvocato Giulia Buongiorno, grande difensore di Giulio Andreotti. Ci vien voglia di sperare che stavolta le vada male. Totti quasi sicuramente stamattina sarà squalificato per non meno di tre giornate. Ma è fin troppo facile dire che si è già squalificato da sé. 
C'E' SOLO UN CAPITANO!
Francesco,lascia la nazionale! 
Lascia immediatamente la nazionale! Non ti meritano!
Scrivo all'indomani della notizia dell'inqualificabile gesto di reazione di Totti nei confronti del giocatore danese Poulsen.
Sono Valerio, ultras romanista, 29 anni di San Giorgio a Liri. Ho preso molto a cuore la vicenda perché conoscendo il capitano e la sua onestà in campo e fuori mi ha particolarmente colpito questo suo gesto. Da tutti potevo aspettarmelo ma da lui no!
Fermo restando che io sono sempre stato del partito che i calciatori, che siano"superstelle" o semplici "gregari", sono comunque persone normali ed in carne ed ossa, con tutti i sentimenti e con tutte le emozioni del caso. E quindi, anche nel caso dei calciatori, con tutte le reazioni del caso.(io ad esempio non me la sono mai presa con Baggio per quel rigore sbagliato a USA '94 , voglio dire che il fatto che abbia i miliardi non lo rende immune dall'avere paura di tirare un calcio di rigore.).
Questa non vuole assolutamente essere una difesa per Totti. Il gesto l' ha fatto, è palese, è chiaro. Ci sono dei regolamenti, ci sono delle leggi, scritte e non scritte, pagherà, giusto che paghi!
E' un gesto gravemente antisportivo, inqualificabile, e come tale verrà sanzionato. Punto e basta. Totti chiederà scusa a Poulsen, ai danesi e all'Italia tutta, accetterà la sentenza ecc. ecc.
Ma il punto non è questo! Francesco deve assolutamente lasciare la nazionale! E' inammissibile, ripeto inammissibile, lo schifo mediatico che gli stanno creando attorno!
Uno schifo che da anni va avanti contro la Roma (e le romane) ma voglio lasciar perdere perché poi vado fuori tema .
Francesco ha ormai quasi 28 anni e finalmente aveva assunto un ruolo importantissimo anche in nazionale, meritatissimo ma con quante difficoltà ??? Ma quanto c'è voluto ???
Sappiamo benissimo a cosa alludo. Se Francesco fosse stato un giocatore della Juve? O del Milan? Beh, sicuramente sarebbe il leader e il capitano indiscusso dell'Italia da almeno 5 anni, avrebbe la cameretta piena di palloni d'oro, di scarpette ecc.ecc.ecc. (anche con un rendimento inferiore).
Ma soprattutto, e cosa decisamente più importante per un uomo, godrebbe di un rispetto e di una stima quantomeno degna di una persona che, come lui merita. Ma su di lui in questi anni si è detto di tutto, si è scritto di tutto, e lo si sta continuando a fare da squallidi e beceri preconcetti del tipo: è bullo, è coatto, è romano, non ha voglia di lavorare, di sudare, è montato, lo si è sempre guardato con una differenza di fondo così come si guarda sempre tutto ciò che è romano e che può in qualche modo dare fastidio. Nel suo caso il tutto è chiaramente elevato all'ennesima potenza perché lui della Roma né è anche capitano e simbolo. Certo, lo si è anche esaltato spesso per le sue straordinarie giocate, ma è stato praticamente inevitabile. 
Così com'è diventato inevitabile che anche in nazionale diventasse un punto di riferimento. Ma per chi? 
Ho sempre avuto la sensazione che per molte persone Totti fosse un personaggio scomodo e non gradito da tutti (diversi giocatori compresi). Personalmente ritengo, ma è un idea del tutto personale, che Totti sia arrivato tardi in nazionale e che sia quasi sfruttato solo perché essendo palesemente il più forte comunque fa comodo averlo. Ma da sempre attorno a lui ci sono gli avvoltoi dietro l'angolo pronti e ben accostati che lo aspettano al varco al primo sbaglio o alla prima situazione non proprio chiara. Ricordate il mondiale in Corea? Una nazionale decisamente bruttina che gioca male, non piace, in più l'arbitraggio scandaloso di Moreno ecc. ecc.
Morale della favola? L'Italia perse quel mondiale perché Ilary andò in Giappone! e spogliatoio spaccato!!!
Il tipico assenteismo da Nazionale per le amichevoli? Totti è stato l'unico costretto ad andare a Coverciano per sostenere delle visite mediche e dover dimostrare la sua reale indisponibilità. Lui che, per fare un inutile amichevole con l'Italia si infortunò veramente saltando le ultime e decisive partite di campionato che la Roma poi perse per 1 punto!
Già, ma Totti è romano, Totti è bullo perché ha tatuato un gladiatore sul braccio.
EURO 2004? Ristabiliti i rapporti (sicuro?) con alcuni compagni, Totti si presenta all'europeo come indiscussa stella della squadra, il Trap lo elogia (giustamente) in continuazione e che succede? Quella che si vantava di essere prima di tutto una Nazionale unita e compatta comincia a scricchiolare sempre da più parti. I malumori e le invidie sono sempre più frequenti e palesi e Totti, per l'ennesima volta, è costretto a vivere in un ambiente non proprio ameno. L'Italia esordisce con la Danimarca, brutta partita, mal giocata da 11 titolari più 3 riserve entrate, sembra abbia giocato male solo lui. Ah, ma aveva le scarpette strette!!!
Quando per onestà lui è stato il primo a dichiarare ai microfoni che la sua opaca prestazione non dipendeva assolutamente da quel problema. Ma i media tutti addosso a colpevolizzare, a ironizzare.
Ma Totti è romano, Totti è coatto, Totti ha le treccine.
Ma alla fine il capitano della Roma (perché, badate bene, ora si chiama così, non più il num. 10 della Nazionale, quasi a voler confermare questo suo stato di essere un corpo estraneo.) ha sbagliato veramente.
Come ripeto può capitare a tutti, ma ha sbagliato è pagherà. Ma la sensazione di delusione e tristezza che proviamo noi romanisti perché non è condivisa dal resto degli Italiani???
Che guardano la vicenda quasi con liberazione, quasi gioiendo.
Quasi volessero dire:"Ahhh, visto??? Quel bullo di quartiere si è rivelato quello che è!".
Giornali e TV che invece di dispiacersi, quasi hanno esultato alla notizia, come coloro che da una vita aspettano la mossa sbagliata di qualcuno e, appena questi viene colto in fallo, danno il via ad un linciaggio che sa molto di premeditato.
Fermo restando la caduta di stile e di immagine, non è comunque tollerabile tutto questo livore nei suoi confronti ecco perché Totti, dopo chiaramente aver chiesto scusa a chi di dovere, a malincuore ma a bocce ferme dovrebbe lasciare la Nazionale dove è sempre stato visto più come un peso che come un valore aggiunto e abbandonarli al loro triste e meschino destino.
C'E' SOLO UN CAPITANO! 

Valerio Lucciola, SAN GIORGIO A LIRI 
valeriolucciola@libero.it

L'UNITA'
FINISCE IN UNO SPUTO L'EUROPEO DI TOTTI
di R. Pergolini (L'Unità on line)
«Vostro onor, ma quale sputo... ma lei l’ha vista la partita? Con quei danesi che sembravano levrieri c’avevamo tutti la lingua a penzoloni. Salivazione azzerata e dove lo andavo a prendere lo sputo?» Signor Totti, gli schizzi nelle immagini tv sono evidenti... «Gli schizzi? Ma forse me saranno scoppiate le vesciche che c’avevo ai piedi... o magari è esplosa una di quelle bottigliette di acqua santa che mister Trapattoni si porta in panchina...». 

Può solo provare a strappare un sorriso ai giudici dell’Uefa il numero 10 azzurro. D’altronde con le barzellette è riuscito, oltre che a scalare le vette dei best seller, anche a crearsi una immagine meno antipatica. O almeno sembrava. Quanti complimenti per la sua (?) autoironia, quanti plausi al suo impegno nel sociale. Il “pupone” si era fatto adulto. E invece basta una partita che non va secondo le sue aspettative ed ecco che non sa resistere al richiamo della jungla metropolitana. 

Nelle periferie romane il campioncino, o presunto tale, che non sopporta di dover “fare i conti” con gli umili, ma tenaci operai del pallone e che reagisce in maniera vigliaccamente aggressiva è un tipo diffuso. L’homo romanus è affetto dalla sindrome de “er più”, ma anche da quella de “er meno” quando gioca fuori casa e non riguarda solo i calciatori. L’homo romanus all’estero (e l’estero spesso comincia dove finisce il suo quartiere) rende ancora più greve il suo dialetto, alza la voce come fanno gli animali quando hanno paura. E Totti deve aver sentito questo richiamo. 

Lo avevano aiutato a disegnarsi in modo gradevole, lui stesso si era applicato molto, ma quello sputo ha avuto l’effetto di una micidiale scolorina. “Er pupone” è nudo e questa mattina davanti a quei “parrucconi” dell’Uefa avrà poche chance di nascondersi. 

In suo soccorso, assieme all’avvocato della Roma, è corsa a Lisbona anche l’avvocatessa della Federcalcio Giulia Bongiorno che è una sorta di ultrà in toga. Ricorderete quando in tv urlava nel telefono per comunicare a Giulio Andreotti la sua assoluzione. Personalmente avremmo consigliato anche l’avvocato Taormina: con quel popo’ che è riuscito a combinare per il delitto di Cogne questa storia salivale l’avrebbe fatta diventare un’accusa appiccicata con lo sputo.

Il modo migliore per affrontare questo caso ci pare il silenzio. Tre belle giornate di squalifica e poi tanto silenzio, uno di quei lunghi, eloquenti silenzi con i quali si liquidano le persone volgari, Totti ha dimostrato di essere un campione di maleducazione e un asso nel rovinare la sua immagine. Ma quella interessa soprattutto i suoi munifici sponsor. Per noi è un ottimo giocatore di pallone, ma non è un campione.

Lui vorrebbe che gli venisse assegnato il Pallone d’oro. Per una sorta di contrappasso gli dovrebbero dare il Gavettone d’oro. E non ci sputi sopra: è il massimo che può pretendere.


sport@unita.it

LA PADANIA
Totti ha sputato su tutti noi

ANDREA CONFALONIERI
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 Il rispetto degli altri ce l'hai dentro o non ce l'avrai mai. Fa parte di te, della tua vita. Non si compra da nessuna parte. Non ha prezzo. Te lo hanno insegnato da bambino, viene da lontano, è un fatto di cultura e intelligenza. È un'inclinazione naturale. Come lo è la maleducazione. Totti poteva cambiare le scarpette, trovando quelle giuste. Ma non poteva tenere chiusa quella sua "boccaccia" ed evitare di sputare al danese Poulsen che lo marcava duramente ma senza cattiveria; non poteva perché una cosa così ovvia e scontata avrebbe dovuto venirgli dal profondo dell'animo, dalla sua abitudine ad essere uomo adulto ed esempio e non da quella alla cafonaggine e all'impunità dovute probabilmente all'onnipotenza della sua fama.
Lo sputo fa più male ed è un gesto più ignorante e grave di un pugno. Quello almeno devi tirarlo a viso scoperto, assumendoti tutte le conseguenze e responsabilità, mentre basta sentirsi protetti e intoccabili, basta considerare gli altri come degli "inferiori", per arrivare a uno sputo, o a più sputi (Poulsen: «Totti mi ha sputato in più di una occasione durante la partita»).
Noi a Totti svestiremmo la maglia azzurra per tutta la vita e lo rispediremmo a casa a calci nel sedere, senza aspettare la sacrosanta e istruttiva squalifica. Perché non merita di occupare non tanto e non solo il posto in nazionale, ma nessun posto di lavoro, chi sputa meschinamente in faccia ai colleghi.
Moralismo, razzismo? Nossignori: firmeremmo per avere in campo undici Rino Gattuso, cattivi e spietati col nemico, ma leali.
Quanto alla scusa di essere stato provocato da Poulsen, sempreché sia vera, è un'aggravante: alle provocazioni si reagisce con classe e non con volgarità.
Meglio undici Del Piero a mezzo servizio che però non sputerebbero in faccia a nessuno, piuttosto che un "lama" sputacchione per quanto divino.
Al Tour de France 2003 si vide Lance Armstrong cadere per terra in un tappone di montagna e il suo "nemico" Jan Ullrich, invece di approfittarne per andare a prendersi la maglia gialla, si fermò ad aspettarlo, poi lo accarezzò sulla spalla e, soltanto dopo, lo attaccò. Questo è lo sport che piace a noi, non quello di Totti.
I Grandi Nemici fanno come Armstrong o Ullrich, non come Totti con Poulsen. I Grandi sono più grandi di ogni agguato o ingiustizia e alla fine stringono la mano anche ai picchiatori come Poulsen, se davvero ha picchiato (a noi sembra di no), battendoli da uomini, e non da cafonetto sputacchione.
E comunque c'è un posto dove Totti può continuare a sputare tutto il tempo che vuole, se lo vuole: casa sua.
confa73@libero.it


Ma non gliene fregava niente dell'Italia a questa gente?
 

15 giugno 2004: diversi altri tifosi arrestati sono stati scarcerati dallo stesso G.i.p. che li aveva fatti arrestare su richiesta della Procura, a sua volta notiziata dalla Digos. La cosa sorprendente è che lo stesso giudice si è evidentemente reso conto che qualcosa non quadrava ed è tornato sui suoi passi. Naturalmente la notizia delle scarcerazioni non trovano posto sui mass-media.



13 giugno 2004: come può l'ANSA scrivere una cosa del genere? " LISBONA, 12 GIU - David Beckham ha lanciato ai tifosi un appello alla calma e un invito ad evitare gli incidenti di Euro 2000 in Olanda e Belgio. Intanto e' stato di allerta a Lisbona, che attende l'arrivo di 30.000 hooligan: la polizia che da 24 ore e' gia' schierata nei punti piu' a rischio della citta' guarda a vista i bar e i pub che solitamente attirano i tifosi britannici piu' ''caldi''. L'Uefa ha minacciato di escludere dal torneo le squadre i cui tifosi provocheranno incidenti".
30.000 hooligans? Ahahahahahahahahahahahahahahah!
Dizionario:
Hooligan = teppista
Fan = tifoso
Per l'ANSA - e parliamo dell'ANSA, non del processo di Biscardi - quindi TUTTI i tifosi inglesi sono teppisti?


12 giugno 2004: scarcerati tre tifosi dallo stesso G.i.p. che li aveva fatti arrestare. Uno degli arrestati, per sua fortuna, aveva un video a disposizione che lo ritraeva mentre, al momento degli scontri, era altrove. A questo punto mi piacerebbe chiedere a
Valentina Lanzone commessa
«Era ora, sono stanca di assistere alla violenza negli stadi. Spero che questi arresti servano a far riflettere i tifosi più esaltati, ormai troppo malati di calcio e pronti a tutto pur di fare casino»

Simone Mei edicolante
«Non vale la pena organizzare scontri con la polizia in nome del pallone. Il calcio non è più un gioco, ma puro business. Gli arresti? Più che giusti, ma si doveva fare di più: arrestare tutte le persone coinvolte»

Claudio Zarfati commerciante
«La verità sul derby della vergogna non la conosceremo mai. Ma forse, con questri arresti finalmente si potrà fare un po’ di luce su quanto avvenuto quel 21 marzo all’Olimpico»

Adriano Sias studente
«I diciotto arresti? Più che giusti. Io quel derby l’ho visto in tivvù così come quello successivo. Da quattro anni, infatti, non vado più allo stadio: cioè da quando un ultrà del Napoli fu ferito gravemente al volto»

Sergio Framondi autista Atac
 «Era tutto organizzato: dalla sospensione della partita alla guerriglia urbana contro le forze dell’ordine. La violenza va sempre condannata, fuori e dentro il campo. Temo, però, che gli arrestati siano sempre gli stessi»
tutti intervistati dal Messaggero del 09.06.2004: come potete, senza conoscere una sola virgola di quello che è accaduto, esprimere giudizi del tipo "I diciotti arresti sono giusti", visto che, per ora almeno uno è sicuramente ingiusto (e tra una decina di giorni faremo il conto finale)?
Il ragazzo scarcerato era I-N-N-O-C-E-N-T-E, così come lo sono diversi degli arrestati. E' stato sbattuto in prima pagina, con nome e cognome con titoli a nove colonne. Hanno letto del suo I-L-L-E-G-I-T-T-I-M-O arresto milioni di persone, il suo volto cerchiato l'hanno visto i datori di lavoro, amici, parenti, conoscenti. Vi rendete conto che cosa vuol dire? Vuol dire R-O-V-I-N-A-R-E una persona. Quindi si vergogni chi esprime giudizi (e non commenti) senza sapere le cose, incluso quel tipo che sul newsgroup it.sport.calcio.roma ha scritto "bene bene finalmente un po' di pulizia". Populista!
Il Roma Club Milano (gente comune, non ultras), mi invia questo "flash" da scaricare con cui manifestano solidarietà alla Curva Sud.
Comunque sia, visto che la questione tutto sommato è interessante, e che i giornali dalle nove colonne degli arresti sono passati a mezza colonna (Il Messaggero) e al trafiletto (Covvieve della Seva e Repubblica) per le scarcerazioni, è giusto fare un po' di informazione seria riguardo questa faccenda nella pagina "senza commento". Aggiornata la pagina "Stile Juve".



11 giugno 2004: dopo gli arresti, ecco cosa è accaduto ieri:
"(ANSA) - ROMA, 10 GIU - Una decina di perquisizioni sono state compiute dalla Digos negli ambienti ultras di Roma nell'ambito delle indagini sul derby del 21 marzo. Sono stati sequestrati indumenti, fumogeni, vari strumenti atti ad offendere usati durante le partite di calcio e una pistola lanciarazzi. Le perquisizioni, disposte dal sostituto procuratore Silverio Piro, riguardano tra gli altri i capi tifoseria dei gruppi ultras 'Tradizione e distinzione', 'AS Roma ultras' e 'Giovinezza'".
Pensate cosa accadrebbe se un tifoso facesse questo!
Stamattina alle 09.30 inizieranno gli interrogatori a Regina Coeli. Posso dirvi che le prove contro diverse persone arrestate sono molto labili, e in alcuni casi assolutamente inesistenti. Tra le fonti di "prova" portate dalla pubblica accusa vi è persino l'intervista rilasciata da Gigi Moncalvo, direttore de "La Padania", quel giornale moderato che sputa veleno su Roma e i romani.
Vi ho detto tutto.
Passando ad altro, pensavate che potesse passare inosservata la notizia de "Il Messaggero" dell'08.06.2004 sull'intenzione della Lazie di giocare in provincia. Dopo di ciò, era tempo che cercavo le immagini: i video che documentano lo stile Juve dopo l'Heysel... vedremo Platini ebbro di gioia e tante maglie bianconere esultare con 39 morti sulle spalle.... Un qualcosa che la Juventus ha cercato di cancellare merita una pagina apposita: Stile Juve, appunto. La pagina è solo un abbozzo, ma la perfezionerò in seguito.
Passiamo a video più allegri... Qui trovate il video in cui Alberto Sordi dice "Viva la Roma" in un programma televisivo. Sono 3 megabyte.
Infine, Manuel ha trovato la fabbrica che produce i gas lacrimogeni nocivi che vengono usati allo stadio.


10 giugno 2004: seguiremo passo per passo la vicenda dei tifosi giallorossi arrestati.
 
«Ci vogliono cacciare dagli stadi»

 Tifosi laziali e romanisti uniti contro la maxioperazione della Digos

 di MAURO EVANGELISTI 
La verità è che negli ambienti del tifo organizzato romano l’aria era pesante da tempo, la verità è che molti dei leader, ma anche dei soldati semplici, dei gruppi organizzati di Roma e Lazio, si aspettavano il vento di quella che loro definiscono repressione. Ciò che è successo prima, durante e dopo il derby sospeso ha lasciato il segno, e non solo nelle immagini usate dalla Digos per ricostruire le responsabilità delle battaglie attorno all’Olimpico e ottenere i 18 ordini di custodia cautelare. 
«Non abbiamo parole. E’ un’operazione strana - osserva Fabrizio Piscitelli, Diabolik, una delle voci degli Irriducibili -, dopo due mesi e mezzo. Un’operazione elettorale». Ci sono alcuni concetti che circolano, da anni, nel movimento ultras: vogliono allontanarci dagli stadi. «Se vogliono lo stadio bomboniera, lo dicano - sostiene Antonio Schiavo, guida di Tradizione Distinzione, uno dei gruppi della Curva Sud - Vogliono le risate finte e il pubblico di plastica? Ma poi gli stadi senza tifosi, senza colori, senza striscioni e cori, non piaceranno più a nessuno». Da una parte e dall’altra respingono la tesi della macchinazione, degli scontri preparati a tavolino, della alleanza fra romanisti e laziali contro le forze dell’ordine. Semmai, sussurra qualcuno, ci hanno teso la trappola, ci hanno provocato e noi ci siamo cascati. Concetti intrisi di dietrologia che in modo singolare assomigliano a quelli che circolano su altre sponde, che rimbalzano spesso durante le manifestazioni, quando si parla sempre di immancabili presunte provocazioni. Ad accomunare le due curve o, più correttamente, la grande maggioranza dei gruppi organizzati di Roma e Lazio, una caratteristica ormai acquisita e fin troppo sbandierata: la simpatia per la destra estrema. C’è un evento da segnare sull’agenda per capire cosa si sta muovendo nelle due curve, che va oltre il semplice tifo o al business delle magliette e delle trasferte. Per oggi alcuni gruppi organizzati di Roma e Lazio (fra gli altri Tradizione Distinzione, ma anche gli stessi Irriducibili hanno un banner su questo nel loro seguitissimo sito) aderiscono a una manifestazione promossa dal Coordinamento Difesa dell’Infanzia. Protesteranno (insieme ai Boys Inter, a Fiamma Tricolore e al Comitato cittadini Piazza Vittorio), davanti a Santa Maria Maggiore, contro l’arrivo di un alto prelato che, a loro dire ovviamente, avrebbe coperto episodi di pedofilia negli Usa. Una iniziativa che rischia di diventare ancora più tesa alla luce degli arresti. 
Ancora: già nei siti web delle tifoserie organizzate si rilancia un altro appuntamento, quello del 19 giugno a Bologna. Era già programmata una manifestazione di 72 gruppi ultras, la seconda dopo quella dell’anno scorso, sempre contro la “solita” repressione e a difesa del movimento Ultras. Clima teso, insomma, tanto più che i 18 arresti hanno colpito a 360 gradi, specialmente nella Curva sud: Boys, As Roma Ultras, Fedayn, Tradizione Distinzione, Ultras Romani. Per la Lazio, cinque sono degli Irriducibili, uno dei Viking. 

«Le accuse che fanno ai laziali - aggiunge Piscitelli - sono meno gravi, non vedo che ragioni vi fossero per l’arresto». Da una parte e dall’altra, si replica con dei sorrisi sul fatto che la fanzine di un gruppo giallorosso invita alla mobilitazione per andare a scontrarsi con gli ultras delle altre nazionali agli Europei in Portogallo. «Ma dove li prendiamo i soldi? E poi in Italia non si è mai riusciti a fare questi gruppi a supporto della Nazionale». 
Il derby interrotto aveva già causato tre arresti, quello dei tre ragazzi entrati in campo per chiedere la sospensione. Il Gip aveva annullato quel provvedimento. Stefano Carriero, uno dei tre, dice: «Sono solidale con i ragazzi arrestati. L’ho provato sulla mia pelle, i media spesso ti descrivono diversamente da quello che sei». Gli arresti hanno scatenato i commenti anche sui fronti politici. Paolo Cento, parlamentare verde: «Provvedimento sproporzionato». Vincenzo Piso, presidente della Federazione romana di An: «Due pesi e due misure, perché non sono stati colpiti gli ultras del Livorno e i no global allo stesso modo?». Enzo Marco Letizia, segretario regionale dell'Anfp (Associazione nazionale funzionari di polizia): «Con questi arresti è stata cancellata la sensazione di immunità». 

Venerdì verranno interrogati dal giudice che li ha mandati in carcere su richiesta del pubblico ministero che, per inciso, nei suoi atti parla di S.S. Roma e S.S. Lazio. Capito in che pasticcio sono capitati?
Comunque sia, Fabio mi ha inviato uno splendido MP3 su Capello. Inserite altre storie su come sono diventato romanista.
Andatevi a vedere il sito www.questamagliastorica.it di Francesco di Viterbo...
Ricevo anche questa e-mail da Vincenzo:
"Sono Vincenzo e scrivo dalla Svizzera, scrivo a voi perché ho bisogno del vostro aiuto. Mio figlio Angelo (20 anni) ha un tumore alla testa e non so se
ce la farà  a sopravvivere e vi chiedo il vostro aiuto. L'idolo di mio figlio è Vincenzo Montella, parlate con lui, fategli leggere questa e-mail e fate
che forse l'ultimo sogno di mio figlio si realizzi, quello di avere la maglia del suo idolo con dedica e autografo speciale. Vi prego siete la mia ultima
speranza ho scritto parecchie volte alla Roma ma mai ho avuto risposta.
Conto su di voi che avete piu possibilità di seguire la squadra anche in allenamento. Angelo è uno di noi e sa che lo aiuterete ad esaudire il suo
ultimo desiderio. Vorrei tanto vederlo sorridere di nuovo. Grazie Vincenzo"
Se qualcuno può, scriva a vinc1959@virgilio.it
Altra uscita per la Boogaloo Publishing:



9 giugno 2004: La notizia degli arresti di undici tifosi giallorossi e sette tifosi laziali tiene banco. Ma non sono gli arresti a sorprendere, visto che era evidente che dopo gli scontri del derby sarebbe stato preso qualche provvedimento restrittivo, la sorpresa sono alcune teorie che si è avuto modo di leggere qua e là. La prima è quella relativa all'accordo sul famoso spargimento della voce del bambino morto. Su questa non mi dilungherò, visto che per fortuna il buon senso di chi va abitualmente allo stadio ha già espresso il suo giudizio. La notizia che potrebbe apparire divertente, se non fosse che viene ufficializzata in una conferenza stampa, è questa:
"Le frange estremiste degli ultras avevano deciso una trasferta in Portogallo: il dato e' alla base dei 16 arresti disposti dalla Procura di Roma. Su un giornalino-velina che viene distribuito allo stadio dagli ultras, infatti, i sostenitori si davano appuntamento in Portogallo 'per sfidare con la maglietta ufficiale gli ultras di altre nazioni'. La maglietta ufficiale, hanno dedotto gli investigatori, era una sorta di codice per indicare l'organizzazione di scontri in Portogallo".
Io non so se ci credono veramente a queste cose o se vengono tirate fuori per i mass media. Non so più che pensare. La maglietta ufficiale un codice per indicare l'organizzazione di scontri in Portogallo? Ma se ce l'ho pure io che della Nazionale non mi interessa quasi nulla! Esiste ed è di stoffa, non è neanche male...
Comunque sia credo possa essere indicativa questa e-mail che ho ricevuto:
"scusa se ti scrivo ma è una valvola di sfogo.
Dopo le news di oggi sto una cifra disorientato....
qui si vogliono decimare i gruppi ultras...
non + diffide ma addirittura arresti....
ma cosa si vuole???
non capiscono che la repressione esaspera invece di consentire una "tregua",
specie per l'indiscriminazione della stessa!!!!!
Non lo so... non sono un giurista, ho studiato ingegneria e penso di avere
una mente +ttosto pragmatica... io vedo un po tutto PER EQUAZIONI... e
l'equazione principale che leggo è che con l'aumentare dei provvedimenti
repressivi sono aumentate le violenze e gli scontri con le fd? (scegli se
mettere la o di ordine o la d di disordine).
Inoltre: quanto scritto sopra è supportato dal fatto che nel mondo di oggi,
vengono utilizzati sempre due pesi e due misure:
- imputati per tangenti che si fanno spostare processi perchè il giudice gli
è antipatico
- violenze descritte e giudicate diversamente
- mancanze varie giudicate diversamente (se uno entra allo stadio senza biglietto
lo diffidano ma al cinema al massimo ti pigli una sgridata e te ne torni a
casa a vedere italia1)
- pedofili in tv e ultras nelle galere (banalizzando quello che ormai è un
luogo comune)
- molto altro ancora

partendo dal fatto che responsabilità accertate devono essere punite (non
bisogna nasconderci dietro all'ultras fuori dalle galere sempre e comunque,
per partito preso), ora non è possibile creare un clima tale da non
esasperare gli animi????

l'ultras è oggi aggregazione e soprattutto una delle poche forme di
ribellione ad una società omologata e schiavizzata dall'effetto che su di
essa hanno i media e gli stereotipi del consumismo...

allora non voglio dire che ci deve essere collaborazione ma deve crearsi
nell'animo di chi "governa" il desiderio di eliminare i problemi alla radice
e non punire solo l'anello debole".
Che dire, sono d'accordo con questa opinione. Il problema è che lo Stato altro non è che l'espressione istituzionalizzata di quella società omologata e schiavizzata a cui ti riferisci, e quindi è persino ovvio che combatta chi si ribella. A parte questo, va detto che è ovvio che i reati vadano puniti, nel modo previsto dal codice penale, altrimenti crollerebbe lo Stato di diritto. E' invece intollerabile che vengano adottati provvedimenti molto severi con una semplicità e una generalizzazione disarmante. Gli arrestati di oggi rischiano una condanna da 8 a 15 anni di reclusione, che mi sembra francamente eccessiva se rapportata alla pena per ben altri reati.
Il problema della democraticità di uno Stato nasce proprio qui. Più leggi speciali ha uno Stato e meno è democratico. Più vengono strumentalizzate le norme per compiacere l'opinione pubblica con un titolone sul giornale e meno uno Stato è democratico. Possiamo però dire che la liberazione degli ostaggi in Iraq ha in parte vanificato questa operazione mediatica, circoscrivendola alla città di Roma.
Passiamo a cose più liete: i gol di De Rossi e Bovo nella finale Under 21 dell'Italia a Bochum e gli striscioni giallorossi al seguito.
Scusate, non sono riuscito a rispondere a molte e-mail. Lo farò presto.


Il gol di De Rossi

Il gol di Bovo
ITALIA 3
SERBIA 0
Altra notizia, evidentemente indicativa in ordine al sistema scelto dallo Stato per arginare la violenza negli stadi:
"Il Livorno ha ricevuto un'ammenda di 25.000 euro per la maglia a favore dei diffidati mostrata dai calciatori prima della gara col Palermo.A questi si aggiungono 5.000 euro per lancio di fumogeni e bengala. Per il giudice sportivo la vicenda "e' grave sul piano disciplinare" perche' la maglietta con la scritta 'sotto effetto Daspo' "ha trasmesso un messaggio di identificazione con quella parte della propria tifoseria segnalatasi per condotte violente o intemperanti".
Il club presentera' ricorso".


8 giugno 2004: di ritorno da Londra provvederò al più presto ad inserire gli aggiornamenti...
albo monografico riccamente illustrato della serie Cosmos sulla societa giallorossa anno 1933 b.jpg
4 giugno 2004: scusate per  la mancanza di aggiornamenti ma sono in partenza per Londra (per chi è appassi