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L'A.S. Roma è finalmente
Campione d'Italia!!!!


"Sono un soldato che ha perso il braccio destro in combattimento. Sto scrivendo con la sinistra questo augurio: Forza Roma!
Qui in ospedale i Romani siamo molti. Sappiate che facciamo tutti il tifo per voi. 

Lo scudetto non vi deve sfuggire"
(biglietto giunto nel ritiro della Roma prima 
del derby dell'11 gennaio 1942)

Il primo campionato di guerra cominciò col ritardo di circa un mese, il 28 ottobre 1941.
Sempre con girone unico a 16 squadre. Non offrì soste e si concluse il 14 giugno 1942.
Dire che finalmente lo vinse la Roma è superfluo. Quanto alla squadra titolare non vogliamo fare torto a nessuno.
Si avvicendarono 19 giocatori. Di ciascuno, nell'ordine di ruolo per quanto possibile. indichiamo il numero di presenze.
Masetti 29, Risorti 1, Brunella 30, Andreoli 20, Nobile l, Donati 29, Mornese 29, Bonomi 24, Jacobini 7, Krieziu 23, Cappellini 18, Amadei 30, Coscia 30, Pantò 30, Borsetti 8, Di Pasquale 8, Benedetti 3, De Grassi 1
Allenatore: Alfredo Schaffer.
Tutte le partite casalinghe allo Stadio di Via Flaminia.
Partite vinte 16, pareggiate 10, perdute 4. Gol segnati 55, incassati 21, Il quoziente reti 2,61, fu ottimo e resse a lungo. Oggi è ancora in piedi quello strepitoso del Cagliari 1969-'70, 3,81: in quella stagione non soltanto i sardi vantarono lo straripante Riva dalle 21 reti ma ebbero anche in Albertosi un portiere-saracinesca, battuto soltanto 11 volte, due fenomeni per togliere ai giallo rossi un lungo primato.
Amadei fu il cannoniere-capo, con 18 reti. Pantò ne segnò comunque ben 12.
Dai primi di giugno del 1941 Igino Betti era stato ringraziato e restituito alla sua azienda.
Il « cambio di guardia », come allora si diceva, portò alla massima carica della A.S. Roma il « camerata » Edgardo Bazzini, di cui diremo appresso. Se è vero che la vittoria in un campionato è il frutto di solidale bravura nella conduzione e in campo, riteniamo giusto citare gli uomini di punta dello « stato maggiore » giallorosso in quella memorabile annata: presidente Bazzini, allenatore Schaffer , direttore sportivo Biancone, consulente tecnico Eraldo Monzeglio, medico Gaetano Zappalà, massaggiatore Angelo Cerretti.
Nel corso del torneo Monzeglio, amico personale dei ragazzi Mussolini, e Cerretti si recarono volontari in Russia;
Cerretti fu sostituito da Angelo Cesaroni.
Dopo il magrissimo campionato precedente non sorprende che la Roma non fosse neppure considerata nei pronostici della vigilia.
La stampa del nord in pratica la ignorò. Grandi favoriti erano: il Bologna campione d'Italia in carica, ben collaudato, difesa di ferro, saldissimo in quattro campioni del calibro di Andreolo, Biavati, Sansoni e Reguzzoni; l'Ambrosiana, seconda nel '41, che non aveva più Meazza, ma contava sul rendimento di atleti come Campatelli, Frossi, Guarnieri e De Maria; la Juventus che non riusciva a smaltire le fatiche del famigerato « quinquennio » ma sulla carta faceva paura: Foni, Rava, Parola, i due Varglien, i due Sentimenti, Colausi, De Petrini, Ferrari, Locatelli e ci pare abbastanza. Nè dopo le tre favorite si andava a picco. Il Venezia per esempio, con Valentino Mazzola ed Ezio Loik in fase di esplosione, aveva un'alta quotazione; tanto è vero che fu terzo a un solo punto dal Torino secondo ( e si aggiunga che fece sudar freddo la Roma sul campetto di S. Elena, nella partita che schiuse ai giallorossi la via per lo scudetto).
Si può dire che mentre erano in parecchi a sperimentare il « sistema », da un anno importato, insieme alla Roma le escluse dai pronostici di stampa erano soltanto Liguria, Atalanta, Livorno, Napoli e Modena.
Nè la stampa romana, vedansi collezioni, riusciva a dar coraggio ai tifosi: con la guerra, sembravano dire, non si scherza!
Edgardo Bazzini, inoltre, non sembrava l'uomo della Provvidenza. Pezzo grosso dell 'azienda di Stato petrolifera, la sua esperienza in fatto di calcio non era modesta: semplicemente non ne esisteva traccia. Peggio del Duina attuale perché adesso e da molti anni, il calcio è divenuto un permanente fatto clamoroso; allora lo era molto meno. Ebbe però la virtù di chi, non conoscendo, ascoltava il parere degli esperti. Più che mai eminenza grigia della società Vincenzo Biancone legava benissimo col tecnico, che parlava soltanto la sua lingua ma si faceva capire. Quando il nuovo presidente arrivò in via del Tritone, l'ottima impressione fu reciproca perché Bazzini sorrideva, diremo, per istinto. Chiese cosa si poteva dare « per divertire il pubblico e non tare la tigura dei fessi ». Schaffer, raccontava Biancone, fu perentorio:
« datemi un centro-mediano e una mezz'ala e io vincere campionato ».
Chiese Gallea del Torino e Mornese del Novara: ebbe il secondo per 120 mila lire.
Chiese la mezz'ala del Napoli, Cappellini, detto poi « il barone » per lo stile personalissimo; non fu facile ma l'appetito vien mangiando. Schaffer non era un sedentario e giracchiando aveva visto nel Perugia un ragazzone di ventun anni, tutto muscoli e dinamismo. Gli era rimasto nella mente e visto che Bazzini trovava sempre i soldi azzardò la mossa. Arrivò così il terzino Sergio Andreoli per sole 25 mila lire. Infine all'ultima ora fu dato un rincalzo a Masetti nella persona armoniosissima di Fosco Risorti che rimase a lungo nella società. Ma fu per allora un lusso quasi inutile perche Masetti giocò 29 partite. Trascurando altri minori, furono quelli i ritocchi preziosi che, realizzati in un complesso già abbastanza affiatato, compirono il miracolo di lasciare tutta l'Italia calcistica a bocca aperta. Un'annata col vento in poppa, direte. Ma no, nulla è perfetto. Si tremò a lungo anche durante le lunghe serie di partite positive, anche dopo il giro di boa del girone di andata, chiuso da « campioni d'inverno » con 22 punti, 10 dei quali guadagnati in trasferta (26 gol all'attivo, 9 al passivo). Ma il Torino era a un solo punto, il Venezia a tre, campionato tutto ancora da giocare. Il guaio era che nella squadra non mancavano gli... innamorati a oltranza; ed è noto che l'amore è meraviglioso, ma comporta gelosie e stramberie di vario genere, poco confacenti allo sforzo fisico e psicologico di un atleta che è in corsa verso ambiziosi traguardi. Potremmo narrare particolari che divertirebbero i lettori, ma sarebbe ingiusto e deplorevole. Fu per certo una dura lotta, protagonista ancora una volta Biancone, che riuscì a placare mogli e a frenare amanti a prezzo di stratagemmi e pedinamenti all'orlo della stravaganza e non senza rischi per l'incolumità personale. Raccontava che una volta per far rinsavire un irriducibile si fece perfino millantatore: « Detto fra noi, caro ragazzo, devo avvertirti che il presidente ha già fatto i suoi passi: o cambi subito registro o in ventiquattr'ore ti ritrovi in Russia ». Poiché il caro ragazzo non era della stoffa di Monzeglio la minaccia risultò molto efficace. Su questo torneo sono già stati scritti dei romanzi, e spesso in toni lirici. Non è mancato qualcuno, anche di buona firma, che non ha temuto il ridicolo scrivendo che la vittoria romanista fu dovuta a ordini superiori impartiti da Palazzo Venezia, dove Mussolini, poveraccio, era già alle prese fino al collo con problemi che risultarono assai più grandi di lui.
Lettera con cui
                  la Roma si lamenta della chiamata alle armi di alcuni
                  giocatori
Lettera del 21 settembre 1941
Elenco dei
                  giocatori che si desidera tornino
Risposta alla
                  lettera precedente
Vignetta
                  dell'epoca
Vignetta
                  dell'epoca
Si brinda
                  all'imminente scudetto: Masetti racconta le sue solite
                  barzellette ai compagni
Guido Masetti scherza
Amadei
                  bersagliere
1942
Edgardo
                  Bazzini, il Presidente della Roma
Edgardo Bazzini

Ricerca di Paolo sullo scudetto del 1941/42
(pdf)




IL FILM DEL CAMPIONATO










Biglietto Postale in franchigia per le Forze Armate, spedito da Alessandria il 19 giugno 1942 anno XX dell'era fascista.
La missiva, spedita appunto in franchigia, dal sergente Pandolfi Vitale del 69 Battaglione Territoriale di Alessandria, è indirizzata "Ai Campioni d'Italia di calcio S.S. Roma" a Roma.


"A noi pare che a dare un'idea della schietta e palpitante lotta sostenuta dalla Roma in un testa-a-testa
che durò poco meno di due mesi, valgano le date e le tappe":
26 aprile -Venezia-Roma 0-1
(Torino 32, Roma 31, Venezia 28)
3 maggio -Roma-Triestina 0-0
(Torino e Roma 32, Venezia 29)
10 maggio -Torino-Roma 2-2
(Roma e Torino 33, Venezia 31)
17 maggio -Roma-Liguria 7-0
(Roma e Torino 35, Venezia 33)
24 maggio -Lazio-Roma 1-1
(Torino 37, Roma 36, Venezia 34)
31 maggio -Roma-Ambrosiana 6-0
(Roma 38, Torino 37, Venezia 36)
7 giugno -Livorno-Roma 0-2
(Roma 40, Torino 39, Venezia 38)
14 giugno -Roma-Modena 2-0
(Roma 42, Torino 39, Venezia 38)
Seguì una grande festa giallorossa e tricolore insieme,
con i cinque bersaglieri piumati che in corsa precedevano i compagni nel giro di campo,
per salutare i 27 mila tifosi che in delirio li ringraziavano.

vai a vedere le immagini
(12.223 kb)

Una vignetta
                    dell'epoca
La premiazione
                    per lo scudetto
Kriezu
1941/42 Roma/Modena
I tifosi

La rosa della Roma 
Campione d'Italia

Naim Kriezu

Dopo la conquista dello scudetto
(la stessa foto di qualità migliore la trovi cliccando QUI)

Guido Masetti, portiere

I complimenti dall'Austria...

....e quelli del C.O.N.I.
Roma/Liguria, Roma/Ambrosiana o Roma/Modena
1941/42
                    Roma/Modena
Il
                    Messaggero
Cappellini (in bianco), Bonomi e Masetti in
                    tribuna


Il ritrovamento della Coppa Scudetto negli anni '70




LE PARTITE DELLO SCUDETTO:


PRECAMPIONATO

PARTITA
DATA
MARCATORI
Roma - Napoli 5-1
Azione
                  di Kriezu



26 ottobre 1941





Di Pasquale, Coscia (r), Amadei, Amadei, Amadei




Bologna - Roma 1-2



2 novembre 1941





Donati, Krieziu

Pantò al
                  tiro


Roma - Juventus 2-0
Il
                        gol di Kriezu
9 novembre 1941





Krieziu, Pantò




Genova - Roma 2-0
Parata di Masetti
16 novembre 1941




 




FiorentinaRoma 2-2
23 novembre 1941





Pantò, Amadei



Roma - Milano 2-0
30 novembre 1941





Di Pasquale, Donati




Atalanta - Roma 2-2

Il
                        gol di Pantò Il rigore di Mornese


7 dicembre 1941





Pantò, Mornese (r)





Roma - Venezia 0-0
Amadei di testa

14 dicembre 1941





 




Triestina- Roma 0-0
Masetti esce
21 dicembre 1941





 
Roma - Torino 0-0
Cappellini
28 dicembre 1941





 


Liguria - Roma 0-3
Amadei
4 gennaio 1942




Coscia, Cappellini, Amadei







Roma - Lazio 2-1



Masetti
                        esulta dopo che Mornese ha sbagliato il calcio
                        di rigore
11 gennaio 1942
11
                  gennaio 1942: Roma e Lazio entrano in campo. I primi
                  sono Masetti per la Roma e Piola per la Lazie






Roma: Masetti, Brunella, Andreoli, Donati, Mornese, Bonomi, Krieziu, Cappellini, Amadei, Coscia, Pantó 
Lazio: Gradella, Faotto, Monza (II), Fazio, Romagnoli (II), Ferri, Gualtieri, Pisa (I), Piola, Flamini, Puccinelli
Marcatori: 14' pt Amadei, 26' pt Piola, Faotto (autorete) 

 

Amadei, Faotto (a)

Il
                          gol di Amadei disegnato da Silva per Il
                          manuale del gol, 1974
Il gol di Amadei

L'autorete di Faotto






Ambrosiana Inter - Roma 0-2
Da sinistra in piedi:
Kriezu, Cappellini, Masetti, Donati, Mornese, Bonomi
al centro: Coscia
Accosciati:
Brunella, Andreoli, Amadei, Pantò




18 gennaio 1942
"Per dire tutto della Roma basta dire tre cose: che la Roma ha stravinto in campo avversario, che la sua condotta è stata uno specchio di correttezza, che Mornese ha prevalso nettamente sugli altri. La squadra, per noi irriconoscibile rispetto a quella che vinse il terno al lotto contro la "Lazio", è un meccanismo compatto, articolato in tutte le sue leve, in tutti i suoi ingranaggi. Dovessimo descriverla con il minor numero diparole, la descriveremmo con il maggior numero di gambe: un calciatore con un solo cervello e con ventidue gambe. In più le due mani di Masetti".
Bruno Roghi, giornalista, direttore de La Gazzetta dello Sport

Krieziu, Krieziu







Roma - Livorno 4-0
25 gennaio 1942





Del Bianco (a), Pantò, Amadei, Amadei





Modena - Roma 0-0
Sentimenti IV para
1 febbraio 1942








Napoli - Roma 1-1
15 febbraio 1942





Amadei




Roma - Bologna 1-0
Amadei
Il gol di Cappellini



22 febbraio 1942





Cappellini





Juventus - Roma 2-0
Masetti battuto
1 marzo 1942





 
Roma - Genova 1-2
8 marzo 1942



Krieziu




Roma - Fiorentina 1-0
15 marzo 1942





Pantò




Milano - Roma 4-2
22 marzo 1942





Amadei, Krieziu



Parata Masetti
Roma - Atalanta 2-0
Cappellini
Sulla sinistra Risorti, sulla destra
                          Amadei
29 marzo 1942





Pantò, Pantò





Venezia - Roma 0-1
Con il n. 3
                  Andreoli, il 6 Bonomi, il 2 Brunella
Masetti para un rigore al Venezia
26 aprile 1942
"Nella ripresa il Venezia gioca quasi costantemente nella metà campo avversaria, finché al 18' Pantò riceve il pallone e fugge lungo la linea laterale: tirandosi contro Tortora, lo gioca con movimento semplicissimo, dando una palla facile ad Amadei che mette in rete senza che Fioravanti possa fare niente"
(La Gazzetta dello Sport)

"Partita esemplare della Roma che dimostra ancroa una volta - se ve ne fosse bisogno - la superiorità del sistema tradizionale sull'altro chimato autonomasticamente "sistema" inadatto in genere a giocatori del nostro temperamento"
(Il Littoriale)

"Il Torino battendo fortunosamente la Juventus, mantiene il primo posto in classifica; ma la Roma vincendo fortunosamente a Venezia, tallona il Torino più minacciosa che mai, contando su un calendario migliore, anche se dovrà, fra due settimane, passare a Torino. Si direbbe, insomma, che questa curiosa domenica abbia ridotto il campionato a un duello Torino-Roma, liquidando, in tutto o in parte le speranze di altre tre aspiranti: la speranzona del Venezia, la speranzina del Genova, la speranzella della Juventus"
(Il Guerin Sportivo)

Amadei






Roma - Triestina 0-0


3 maggio 1942

Torino - Roma 2-2
Dopo il
                          primo gol di Amadei, Borsetti torna a
                          centrocampo
10 maggio 1942

Amadei, Amadei

Il ricordo di Ermes Borsetti
“Se io giocavo poco è colpa della cricca Amadei-Pantò-Donati. Erano loro a comandare lo spogliatoio e  avevano da ridire sul fatto che ero stato uno degli acquisti più pagati dalla società.  Schaffer in persona m’aveva visionato. "Bono per noi bono per Roma", aveva giudicato, e così da Torino mi trasferii giù alla capitale. Comunque, nonostante il cuore piemontese, quel giorno contro i granata feci una partita eccellente. Amadei, il fornaretto, segnò una doppietta, dovevamo vincere e pareggiammo 2 a 2 ma gli assist giusti furono quelli del sottoscritto.” 
http://www.corederoma.it/news.asp?ID=999


Roma - Liguria 7-0
Azione di Coscia
17 maggio 1942
Borsetti, Cappellini, Amadei, Amadei, Amadei, Coscia, Pantò




Lazio - Roma 1-1
24 maggio 1942


Lazio: Gradella, Romagnoli (II), Monza (II), Fazio, Ramella, Ferri, Baldo, Pisa (I), Piola, Flamini, Puccinelli 
Roma: Masetti, Brunella, Andreoli, Donati, Mornese, Jacobini, Borsetti, De Grassi, Amadei, Coscia, Pantó 
Marcatori: 5' pt Pantó, 23' st Puccinelli.
Pantò al 5'


Roma - Ambrosiana Inter 6-0
Il gol
                  di Borsetti
31 maggio 1942
Pantò al 5°, Amadei all'8°, Borsetti al 38°, Borsetti al 59°, Pantò all'82°, Coscia all'84°




Livorno - Roma 0-2




7 giugno 1942
Post
                  Livorno/Roma

Brunella controlla
Pantò al 24°, Amadei all '81°

Una parata di Masetti



Roma - Modena 2-0
Da sinistra:
                          Coscia, Borsetti ed il portiere del Modena
                          Sentimenti IV

Il gol di
                  Borsetti


Amadei
                  saluta romanamente il pubblico
Appena
                  vinto il titolo


14 giugno 1942

Nell'intervallo la folla che affollava lo stadio del P.N.F. (l'attuale Flaminio) cantò sull'aria di "Lili Marleen": «Roma sul petto tuo vedo brillar/quello scudetto saputo conquistar/e io tifoso canterò/ che mai a te, ti lascerò/ perché dai gioie a me/perché tu giochi ben».

Schaffer in
                  trionfo
Articolo Gazzetta dello Sport
Appena
                  vinto il titolo




Cappellini al 21°, Borsetti al 35°







Masetti

Amadei
Le citazioni di cui sopra sono gentilmente concesse da Claudio D'Aguanno e dal sito Corederoma.it

Una vignetta dell'epoca

551 Kb ma tutti gli articoli sono leggibili!
Il Governatore di
                  Roma consegna la lupa capitolina
La Roma premiata in Campidoglio
dal Principe Borghese

I commenti dei giornali
(clicca sulle immagini per leggere)




I giornali

Lo stadio

La Gazzetta dello Sport

Il Popolo
Schaffer
Il
                  ritrovamento postumo della Coppa Scudetto

 

LA CLASSIFICA DELLO SCUDETTO:
Squadra:
Punti:
Giocate:
Vinte:
Pareggiate:
Perse:
Gol fatti:
Gol subiti:
Roma
42
30
16
10
4
55
21
Torino
39
30
16
7
7
60
39
Venezia
38
30
15
8
7
40
25
Genova
37
30
13
11
6
53
35
Lazio
37
30
14
9
7
55
37
Juventus
32
30
12
8
10
47
41
Bologna
29
30
12
5
13
50
37
Triestina
29
30
8
13
9
29
32
Fiorentina
27
30
11
5
14
51
50
Milano
27
30
10
7
13
53
53
Liguria
27
30
10
7
13
39
56
AmbrosianaInter
26
30
7
12
11
31
47
Atalanta
24
30
8
8
14
34
47
Livorno
24
30
9
6
15
35
57
Napoli
23
30
8
7
15
35
57
Modena
19
30
6
7
17
23
59

Ermes Borsetti, campione d'Italia del 1941/42: “Ogni tanto gira la favola che lo scudetto alla Roma ce lo fece vincere il Mussolini. Tutte palle inventate dal mago Herrera e riprese da giornalisti nordici quando si trovò a render conto dei propri fallimenti. Il duce aveva altri impicci per la testa. Oddio, tra noi giocatori, non è che ci fossero grandi convinzioni. Molti avevano la tessera in tasca ma pochi erano come Monzeglio che partì volontario, con Angelino Cerretti, per il fronte orientale. Tutti eravamo privilegiati e tenuti lontani dalla guerra. Inquadrati tra i bersaglieri ma senza moschetto. L’unico di tradizioni socialiste ero io ma facevo il calciatore e basta. Chi ci fece vincere veramente fu Mornese. Era lui il motore della squadra. Lui in campo e il tifo romanista sugli spalti. Eravamo seguiti anche in trasferta e nella tana dei lupi poi non passava nessuno.”
COPPA ITALIA
Sedicesimi
12 ottobre 1941

Novara/Roma 1-0 (d-t-s)





AMICHEVOLI
29 ottobre 1941
Roma/Alba 5-1


12 novembre 1941
Ala Littoria/Roma 5-6






Portieri
Guido Masetti
Ippolito Ippoliti
Fosco Risorti

Difensori
Mario Acerbi
Sergio Andreoli
Luigi Brunella
Luigi Nobile

Centrocampisti
Giuseppe Bonomi
Aristide Coscia
Luigi Di Pasquale
Mario De Grassi
Aldo Donati
Edmondo Mornese
Paolo Jacobini
Naim Krieziu

Attaccanti
Amedeo Amadei
Cesare Benedetti
Ermes Borsetti
Miguel Ángel Pantó

Marcatori
18 - Amadei
12 - Pantó
6 - Krieziu
4 - Borsetti, Cappellini, Coscia
2 - Di Pasquale, Donati, Autogol
1 - Mornese



Lo scudetto del 1982/83
The victory in the 1982/83 championship

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