“Roma non è soltanto una entità geografica.
Roma non è circoscritta da fiumi, monti o mari.
Roma non è un fatto di razza, sangue o religione:
Roma è un ideale.
 
Roma è la più sublime personificazione della libertà e della legge mai realizzata
dal genere umano da quando, diecimila anni fa, i nostri antenati sono scesi da quei monti
 e hanno imparato a vivere in comunità obbedendo alla legge.”


Discorso di Marco Tullio Cicerone (106 a.C. – 43 a.C.) durante la campagna elettorale della Gallia Citeriore
(Valle del Po).
Riportato da Marco Tullio Tirone, suo segretario particolare.


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1970/71
1972-73
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1974-75
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1976-77
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1978/79
1979-80
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....dal
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"La Roma racconta"
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Le statistiche della Roma
La mostra dei tifosi per gli 
80 anni della Roma

La Roma fu fondata per unire le forze calcistiche dell'Urbe e per contrapporre, alle più agguerrite e solide compagini settentrionali, una squadra modernamente organizzata e formata da atleti di primo piano.
Nel 1926, nel mondo calcistico capitolino, predominava il classismo più acceso. Ogni squadra romana di prima divisione possedeva qualcosa che all'altra mancava e, singolarmente, rappresentavano una piramide sociale stratificata. Incollate insieme avrebbero, però, fatto germogliare e crescere il fenomeno testaccino e radicato, nell'animo degli sportivi romani, la passione giallorossa.
    L'aver compreso la reale situazione calcistica di Roma e l'aver gettato le basi per un sostanziale rinnovamento sono stati i vantaggi dell'operazione condotta da Italo Foschi, organizzatore di notevole prestigio e di onestà a tutta prova.
  Italo Foschi ricopriva, in quel periodo, la carica di federale e, contemporaneamente, era membro del C.O.N.I. e presidente della Fortitudo Pro Roma.
    I vecchi borghigiani rivendicano l'apporto più sostanziale alla fondazione dell'Associazione Sportiva Roma, dato che la Fortitudo fornì alla nascente squadra capitolina 12 giocatori, di cui ben cinque avevano indossato la maglia della nazionale.
    Essi sostengono che la fusione, voluta dall'avv. ItaloFoschi, fu un atto d'imperio; altri che, data la situazione economica dei diversi sodalizi e l'impossibilità di gareggiare ad armi pari con le formazioni settentrionali, fu una necessità.
    La ragione principale è proprio quest'ultima, cioè la necessità, ma scaturita da diverse cause concomitanti: la capitale d'Italia doveva salire, nei valori calcistici nazionali, ai livelli di Torino, di Genova, di Milano, ma anche di Bologna.
    I grandi clubs del norditalia si erano rafforzati attraverso l'apporto di circoli cittadini, che si erano integrati o costituivano delle appendici dei granata, dei bianconeri, dei neroazzurri, dei rossoneri, dei rossoblu ecc. . Roma, questo movimento di unione non lo aveva, soprattutto perchè i diversi grappoli di tifosi non intendevano abbandonare le rivalità rionali che, nel '26, erano ancora profonde.
    La rivalità rionale significava anche una rivalità di classe e un distacco sociale tra gli abitanti di un rione e gli abitanti di un altro.
    Il movimento unitario del calcio romano cominciò molto prima della data di fondazione dell'A.S. Roma. Come punto emblematico di partenza occorre attestarsi - per meglio intendere le finalità desiderate da Italo Foschi - al 1922, anno in cui militavano nella prima divisione regionale otto squadre capitoline: la Lazie (che non era un grosso club), il Roman, la Juventus, la Fortitudo, l'Alba, l'Audace, la Pro Roma, l'U.C. Romana. In quell'anno la Fortitudo riuscì a giungere in finale nazionale con la Pro Vercelli (la squadra romana si era affermata nel girone della Lega Sud e quella piemontese nel girone della Lega Nord). La Pro Vercelli diveniva campione vincendo i due incontri che l'opponevano alla Fortitudo: per 3-0 il primo e per 5-2 il secondo. Pur non essendo discutibile il risultato, il fatto che la Fortitudo fosse giunta a una lunghezza dallo scudetto aveva provveduto a caricare l'ambiente, e si ricercavano opportunità per rendere più solide le formazioni. Così l'U.C. Romana si fondeva nella Pro Roma. La Pro Roma, poi, si amalgamò alla Fortitudo, mantenendo la doppia ragione sociale (Fortitudo Pro Roma).
Sull'altro versante l'Alba assorbì la sezione calcio dell'Audace, oltre a cartellinare i pochi giocatori rimasti liberi della disciolta Juventus.
    I due movimenti collaterali, anche se rivali, di unione delle forze calcistiche della capitale preludevano, ovviamente la fusione finale.
  Italo Foschi, in quel periodo, aveva assunto la presidenza della Pro Roma, la cui ragione sociale era Associazione Sportiva Fascista Pro Roma.
Praticamente, nel momento in cui si realizza il piano di Foschi, nella capitale sopravvivono quattro sodalizi calcistici: la Lazie, la FortitudoPro Roma, il Roman e l'Alba.
1923, una partita dell'Alba

Una formazione dell'Alba 1924/25

http://it.wikipedia.org/wiki/Associazione_Sportiva_Roma

Lo stendardo
                  originale dell'Audace, che si fuse con l'Alba

Allignava già, nelle squadre capitoline, il professionismo, o il semi professionismo, anche se alcuni giocatori disdegnavano qualsiasi compenso in denaro, come Carpi. Per inciso è da ricordare che le tre società fusesi nella Roma portarono <<un bagaglio oneroso di debiti, ed un peso fortissimo per giocatori pagati sino allora profumatamente. Per gli stipendi l'Alba pagava oltre 35.000 lire al mese, la FortitudoPro Roma non meno di 20.000 ed il Roman 7 o 8.000>>.  Il rilievo appare nella prima relazione sociale del marzo 1928, letta ai soci dall'avv. Piero F. Crostarosa.
   Il professionismo nel calcio, comunque, a Roma venne praticato, in misura più accentuata che da altri, da Umberto Farneti, proprietario della "Bottiglieria del Gambero", situata in via del Gambero, ad un passo da via del Corso, fra Piazza S. Silvestro e via Frattina. La bottiglieria era un ritrovo di sportivi, richiamati oltre che dalla sede dell'Alba anche dalla cucina e dal vino genuino.
    Farneti, a causa di un difetto alla vista, era definito "er guercio". Di mole piuttosto considerevole, egli era il factotum dell'Alba e godeva di un certo prestigio nell'ambiente calcistico, non solo perchè la sua Alba era una buona squadra, ma anche perchè era un buon mediatore ed aveva un sistema molto pratico per convincere i giocatori delle altre compagini capitoline a passare alla squadra che dirigeva.
    Le sue prime operazioni di rastrellamento dei giocatori migliori si fanno risalire al campionato 1921/22, quando, tra l'altro, riuscì a far passare all'Alba il giocatore della Fortitudo Giovanni Degni.
    La contropartita fu l'apertura, per Degni, di una bottiglieria, i cui affari non prosperarono. Farneti, comunque, gliene aprì una seconda. Con Degni passarono all'Alba anche Corbyons e Alessandroni.
 E' facile immaginare come fossero surriscaldati gli incontri - vere e proprie stracittadine - fra l'Alba e la Fortitudo (si badi: la stracittadina non era contro la Lazie, n.d.L.).


Sostanzialmente diversa era l'ambiente e l'impostazione del F.C. Roman.
Il Roman era un club d'élite - ora si direbbe "pariolino" - sostenuto da gente che poteva. Il sodalizio disponeva di un'organizzazione eccellente, di un proprio campo, di una sede ospitale.
    Il campo da gioco era il "Due Pini", posto esattamente dove, adesso, ci sono i campi da tennis del Tennis Club Parioli. La sede, invece, che sarebbe poi diventata la sede della Roma, era in via Uffici del Vicario, in un edificio di proprietà della famiglia Crostarosa.
    Il Roman era collocato in una cornice aristocratica. 
Presagio interessante: i colori giallorossi (un rosso cupo che poteva avvicinarsi al marrone, con risvolti francamente gialli). 
La squadra era rispettabile ma non irresistibile.

Una
                  formazione del F.C. Roman

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(poi S.S.F. Fortitudo Pro Roma)
La Fortitudo, prima della sua unione con la Pro Roma, aveva già una lunga tradizione di attaccamento alla pratica sportiva, ma a livello dilettantistico; fra i suoi atleti vi era un profondo legame, possedevano una carica morale ed una serietà agonistica esemplari.
    La fondazione del sodalizio fu dovuta a fratel Damaso Cerquetti, dei Fratelli di N.S. della Misericordia, e risale al 1908; ma la continuità e la sua affermazione sono legate a fratel Porfirio Ciprari, una figura  di sacerdote, educatore e sportivo che ha lasciato un gradito ricordo, non solo nel rione Borgo, ma in tutta Roma.
    L'origine del calcio romano organizzato è da far coincidere con la nascita della Fortitudo, una squadra che giocava sui campi dei "Daini" dell' "Olmo", della "Madonna del Riposo". Quest'ultimo, anzi era il campo su cui giocava prima della fusione. Il suo stato maggiore fu composto per parecchi anni da religiosi. Non può sorprendere che i rossoblu della Fortitudo e i loro frato fossero fossero vittime di invettive sanguinose in un clima ardente, quando ogni partita era un derby. Ma i frati non deflettevano e la Fortitudo visse stagioni di gloria, lanciando giocatori di prim'ordine; su tutti basterà citare Attilio Ferraris, l'idolo di Borgo Pio, che quando la Roma nacque aveva già indossato la maglia azzurra.



Una
                          formazione della Fortitudo

Una formazione della Pro Roma. Si
                                  fonderà nell'agosto del 1926 con la
                                  Fortitudo dando vita alla Società
                                  Sportiva Fascista Fortitudo Pro Roma
Il simbolo dell'epoca della Pro
                                  Roma
28 dicembre 1922
                                  Fortitudo / UTE
1926/27, Fortitudo/Cremonese
Società Fascista Fortitudo Pro Roma, anni '20
   I tre sodalizi (Alba, Roman, Fortitudo Pro Roma) erano di estrazione sociale diversa, con un diverso modo di intendere lo sport, con sostenitori provenienti da diversi ceti sociali.
    Questo, riassunto, era il quadro delle squadre capitoline nel 1926.
    Vi sono altri aspetti di cui bisogna tener conto: la posizione in classifica, nel 1926, delle diverse squadre nel campionato regionale laziale della Lega Sud.
    La classifica, a fine del girone, era la seguente:
Alba
p. 17
Fortitudo
p. 16
Lazio
p. 14
Audace
p. 7
Roman
p. 6
Pro Roma
p. 0
Un'altra
                  formazione della Pro Roma
L'Alba si classificava al primo posto nelle semifinali interregionali e nella finale Lega Sud.
Nella finale del campionato, però, venne sconfitta dalla torinese Juventus per 7 a 1 e per 5 a 0.
    Due risultati che riconfermavano, come nel caso ricordato della Fortitudo del 1922 con la Pro Vercelli, il profondo distacco fra il Nord dominante e il Centro Sud soccombente.
    Nel campionato 1926/27, mentre erano in corso i negoziati per la fusione, l'Alba nel girone "A" si classificò al penultimo posto e la FortitudoPro Roma all'ultimo posto nel girone "B". Fu il primo campionato a due gironi, ognuno dei quali si disputò fra dieci squadre.
    La riforma del campionato fu proposta da ItaloFoschi, chiamato già a far parte dell'apposita commissione nominata dal C.O.N.I., ed attuata dal nuovo presidente della Federazione calcio, Leandro Arpinati.
    Leandro Arpinati, ucciso nell'insurrezione partigiana del 1945, fu un grosso personaggio del regime fascista, anche se prima di aderire al movimento mussoliniano aveva militato nelle file del partito socialista, era stato un anarchico e, nella prima grande guerra, un acceso interventista. Nel 1926 la sua stella politica era allo zenith: deputato, membro del Direttorio, podestà di Bologna, oltre ad essere l'esponente numero uno del Bologna F.C.. La città di Bologna con Arpinati, ebbe il primo stadio calcistico moderno, battezzato "Littoriale". "Il Littoriale" divenne anche il secondo quotidiano sportivo d'Italia, dopo la Gazzetta dello Sport, subentrando al trisettimanale Corriere dello Sport, stampato, anch'esso, a Bologna.
    Un vero "ras", dunque, in camicia nera. Ovvio che il suo potere non fosse troppo ben visto e che occorresse offuscarlo o, per lo meno, contrapporvi altre forze nel tentativo di limitarlo.
    Questa fu, insieme alle altre, la molla che fece scattare, sul piano realizzativo, l'idea di ItaloFoschi, già coinvolto nella dirigenza sportiva, ma in una posizione inferiore, da serie B.

Italo Foschi
Ferraris IV
                  e Italo Foschi
   ItaloFoschi, che non era nato a Roma, ma che Romano si sentiva, e che era passato al fascismo dalle camicie azzurre dei nazionalisti, desiderava che la città fosse, anche calcisticamente, non inferiore alle altre e, possibilmente, ad un gradino superiore. Nell'inverno 1926/27, in casa Foschi, in via Forlì, si cominciò a tessere la tela giallorossa, già con una trama precisa nella mente del suo ideatore, il quale, tra l'altro, era un uomo asciutto, di statura modesta, con gli occhiali "pince-nez" e l'immancabile sigaretta, Quante sigarette fumasse nessuno ricorda. Si sa, comunque, che consumava un solo cerino: per accendere la prima sigaretta al mattino. Poi, una dietro l'altra, senza soluzione di continuità. Foschi era anche molto parco nel mangiare e frugale al massimo. Bramante, uno dei primi giocatori del primo periodo giallorosso, ricorda che una volta, dopo essere stato a tavola con il primo presidente della Roma, al termine gli disse, in tono scherzoso: "Ora, vado a magnà", sottintendendo di avere ancora molto spazio da riempire nello stomaco.
ItaloFoschi fu un gerarca pulito, ed è ricordato per la sua capacità organizzativa. Ma è anche stato il primo tifoso giallorosso, oltre che primo presidente. Morì, colpito da una sincope, allo stadio, al Flaminio, nell'attimo in cui la radio comunicava che la sua Roma perdeva 2-0 a Genova, contro la Sampdoria.
Era il 20 marzo 1949. Non si era ancora concluso il periodo dell'epurazione; c'era ancora un clima di caccia alle streghe. E ai suoi funerali c'erano dodici persone. Alle riunioni per far convergere nell'alveo calcistico capitolino propugnato da Foschi tutte le società che vi presero parte parteciparono: l'On.le Ulisse Igliori, presidente dell'Alba; l'Avv. Vittorio Scialoja, presidente del Roman; il marchese Giovanni Sacchetti, presidente della FortitudoPro Roma.
   Tutti nomi che si ritrovano, nell'atto della costituzione, nel primo direttivo dell'A.S. Roma.
  ItaloFoschi, ormai decisa la costituzione della nuova associazione sportiva, alla quale era stato dato il nome di Roma e assegnati i colori del Roman, cioè il giallo e il rosso, e che rappresentavano i colori del gonfalone del Campidoglio, convocò anche la Lazio. Tuttavia, sapendo le ragioni della convocazione, i dirigenti della Lazio, su proposta del console GiorgioVaccaro (quando il nome svela le origini! n.d.L.), indirono un'assemblea dei soci biancocelesti, nel corso della quale venen eletto presidente il generale Ettore Varini e vice presidente il console Vaccaro (giugno 1927). La mossa fu politica: Varini e Vaccaro (uno comandante e l'altro capo di S.M. della Milizia) sfruttarono il latente dissidio fra gerarchi e milizia e ottennero di restare esclusi, non supponendo, certamente, che sarebbe nato, col loro dissenso, uno dei motivi predominanti della tifoseria romana: la divisione tra romanisti e laziali. L'operazione Foschi comunque era andata in porto.
La sede dell'A.S. Roma veniva stabilita in via Uffici del Vicario n. 35:
7 giugno 1927
Massimo Izzi, studioso della storia della Roma, scrive che "la Roma è stata fondata in Via Forlì 16 il 7 giugno 1927. Il particolare è assolutamente incontrovertibile. Il comune di Roma aveva addirittura autorizzato la concessione di una targa commemorativa, che per l'opposizione del condominio dello stabile non è stata poi affissa".
In effetti il quotidiano "Il Messaggero", già il 20 giugno del 1927 pubblicava un articolo intitolato "L'Associazione Sportiva Roma, le dichiarazioni di Italo Foschi sull'organizzazione del nuovo ente" e già il 17 luglio 1927 la Roma giocava al Motovelodromo Appio contro l'UTE 
(2-1 con reti di Cappa e Heger).
In occasione dell'80° anniversario della Roma, l'A.S. Roma riconosceva la sua reale data di fondazione.
*
L'annuncio dell'8 giugno 1927:
"Gli sportivi romani esulteranno certamente di legittima soddisfazione apprendendo che finalmente è stato raggiunto l'accordo fra tre delle massime associazioni calcistiche. Accordo raggiunto per quella tanto desiderata fusione di forze e di valori che dovrà dare al calcio romano un nuovo assetto ed una nuova forza vivificatrice. L'ormai avvenuta fusione delle tre società <<Alba>>, <<Fortitudo>> e <<Roman>> è quanto di più desiderabile, nell'interesse dello sport romano, potevano augurarsi le folle sportive. Al di sopra di interessi minimi di entità personale è stato posto finalmente un unico e grande interesse:
quello dello sport.
Di ciò va data ampia lode ai benemeriti dirigenti le tre Associazioni ed in principal modo ai presidenti comm. Italo Foschi, anima dell'auspicata fusione, on. Ulisse Igliori e avv. Vittorio Scialoja.
LA RIUNIONE DI IERI SERA
Ieri sera si sono riuniti i presidenti delle tre società Alba, Fortitudo e Roman nelle persone dell'on. Ulisse Igliori, del comm. Italo Foschi e dell'avv. Vittorio Scialoja, i quali riconoscendo la necessità di dotare Roma di una grande squadra di calcio, e di dare incremento a tutti gli sports atletici, hanno deciso, anche in ossequio al desiderio delle superiori gerarchie del Partito, di fondere gli Enti da loro presieduti e di costituire un nuovo organismo che prenderà il nome di
Associazione Sportiva Roma.
L'accordo è stato raggiunto con rapidità fascista e la fusione è ormai un fatto compiuto ed avrà inizio non appena cessati gli attuali impegni dei vari campionati in corso.
La nuova squadra giuocherà con la maglia dai colori di Roma, fregiata dallo scudo verde sormontato dalla lupa e dal fascio littorio.
Il campo sportivo sarà quello del Motovelodromo Appio, al quale saranno apportati notevoli miglioramenti. Il nuovo Ente disporrà anche di un campo di allenamento al Testaccio".

“Il Messaggero”, (Roma), 8. VI. 1927. (pagina 2)

E' bene precisare che la storiografia ufficiale, perlomeno fino al 2007, ha collocato la nascita della Roma al
22 luglio 1927
da molti considerata in ogni caso la data di nascita dell'A.S. Roma.

Clicca qui per conoscere le ragioni di costoro.
17 luglio 1927, Motovelodromo Appio: il
                          gol di Cappa contro l'Uipest: è il primo gol
                          nella storia della Roma
Clicca qui per vedere altri giornali e fonti bibliografiche
sulla nascita dell'A.S. Roma
Una delle prime
                          formazioni della Roma, con la scoppola
                          l'allenatore Burgess

Da
                          Il Romanista, intervista al nipote di Italo
                          Foschi, 25 aprile 2007

E-mail di Gianfranco di Firenze:
Ricercando notizie sulla prima partita internazionale della Fiorentina (21/4/27) contro il Lugano sono entrato in possesso di un "Bollettino sociale del FC Lugano" che parla, con dovizia di particolari, della loro recente tournee in Italia. Dopo aver giocato il giovedì a Firenze, la domenica successiva (il 24/4/27 allo stadio nazionale) si sono confrontati con una rappresentativa di Roma "che dovrebbe effettuare una fusione". 
Il risultato fu 2 - 0 per la Roma con doppietta, nel primo tempo, del centravanti Boros.
Ogni gruppo di soci, almeno all'inizio, continuò ad incontrare i vecchi amici nei luoghi di convegno tradizionali. Ma, opportunamente, non si mancò di rilevare che nei locali sociali non si ebbe a constatare il minimo incidente, sottolineando che fra i soci <<appartenenti alle più diverse classi sociali e provenienti da società diverse, si sia, in poco tempo stabilita un'atmosfera di cordiale e simpatico affratellamento non disgiunto da un senso di reciproco rispetto e di doveroso ossequio verso i dirigenti in ispecie>>.
Per proseguire la storia, vai alle singole stagioni

SENATUS
POPULUS
QUE
ROMANUS
All'origine era "Senatus Populus Quirites Romani".
Successivamente fu abbreviato in Senatus Populusque Romanus
e così si rinviene scritto sull'arco di Tito. (Fonte: Lessico Treccani)
l' S.P.Q.R.
appartiene a noi
Il primo simbolo
                  dell'A.S. Roma
Giovanni Degni
Corbyons

Per continuare a leggere la storia della Roma,
vai alle pagine relativa a tutti i campionati della Roma


AS ROMA HISTORY
(grazie Andy per la traduzione)
AS Roma football club was founded in order to unite the footballing powers of the Urbe and to pitch a team which had a modern set-up and was made up of first rate players against the more solid and fierce teams from northern Italy. In 1926 the football world in the capital was dominated by acute classism. Each of the first division teams from Rome possessed something that the others did not, and each represented aa position in a tiered social pyramid. Fused together, however, they were to sow the seeds of the phenomenon which was to become Testaccio, and root, in the spirits of roman sports lovers, the Giallo Rossa passion.
  Having understood the situation of soccer in Romeand subsequently laying down the foundations for a substantial re-shaping of it were the advantages of the operation conducted by Italo Foschi, an organiser of notable prestige and proven honesty. Foschi at that time assumed the role of federal minister and was simultaneously a member of C.O.N.I. (the Italian Olympic Comitee), as well as president of Fortitudo Pro Roma F.C.
 The old stalwarts claim to have made the most subtantial contribution to the foundation of AS Roma, given that Fortitudo FC supplied the capital's new born team with 12 players, of which a good 5 had already won caps for the national team. They maintained that the merger brought about by Foschi was urgently needed, others said that given the economic situation of the various clubs and the impossibility of competing on equal terms with the northen teams it was a neccessity. The main reason was just this; that is the need, deriving from various related causes. The capital of Italy had to rise, in terms of national footballing value, to the levels of Turin, Genoa and Milan, but also that of Bologna.
The larger clubs from the north of Italy had strengthened thair ranks through contributions from members clubs which had integrated into or formed part of the football teams . Rome had no such union movement, above all because the various groups of supporters did not intend to abandon the neighbourhood rivalries which, in 1926, were still profoundly felt. The rivalry between neighbourhoods represented also a rivalry between calsses and a social divide between the inhabitants of one neighbourhood and those of another.
 The unification movement of roman football started long before the date of the foundation of AS Roma. In the search for a symbolic year of birth one must refer back ( in order to gain a better understanding of the goal dreamt of by Italo Foschi) to 1922, a year in which eight teams from the capital competed in theregional first division: Lazio ( at that time not a big club), Roman, Juventus, Fortitudo, Alba, Audace, Pro Roma and UC Roman. That year Fortitudo managed to reach the national final against Pro Vercelli (the roman team had won the southern division, the Vercelli from Piemonte the northen league). Pro Vercelli became national champions winning both matches against Fortitudo: 3-0 in the first leg, and 5-2 in the second. Whilst the result was unquestionable, the fact that Fortitudo had come to within one match of the trophy served to change the atmosphere, and ways of making the teams stronger were sought. UC Romana thus merged with Pro Roma, and Pro Roma then merged with Fortitudo, keeping a double barreled name ( Fortitudo Pro Roma). On other frontsAlba took over the footballing part of Audace, as well as snapping up the few players who had remaines available after the break up of Juventus.These two collateral movements towards the union of the capital's footballing powers, even if rival to each other, were but a preview to the obvious final fusion.
 Italo Foschi had around that time taken on the presidency of Pro Roma, of which the socialraison d'etre was the Associazione sportiva Fascista Pro Rome ( Pro Roma Fascist Sports Association). Practically speaking, when Foschi's plan came manifest, four football teams had survived: Lazio, Fortitudo Pro Roma, Roman and Alba.
  Players in the squads of the capital already played on both a professional and semi-professional basiseven if some players wouyld turn down any finanical payment, as Carpi did. It must be remembered. by the way, that the three teams which merged to form AS ROMA brough with thema "heavy baggage of debts and a heavy burden of players who had hitherto been paid handsomely. Alba had paid it's players salaries of more than  35000Lire per month, Fortitudo Pro Roma not less than 20000Lire and Roman7/8000 Lire per month." Such an observation appeared in the first report of the club in march 1928, and was read to members by Piero Crostarosa. Professionalism in football, however, was practised in a more pronounced way than most by Umberto Farneti, owner of the ' Bottiglieria del Gambero' located in via del Gambero, a stone's throw from via del Corso between Piazza San Silvestro and via GamberoFrattina. The bottle shop was a haunt of sportsmen drawn there not only by the fact that it was Alba's HQ but also by the genuine food and wine.
  Farneti, due to his short sightnedness was called 'er guercio' (the half-blind). Of rather a bulky frame, he was the powerhouse of Alba and enjoyed some prestige in the footballing world, not only because his Alba was a good team, but also because he was a good go-between and had a very effective way of persuading players from other teams to join the one he managed. The first of his recruitment drives to syphon off the best players was in the 1921/22 season in which he managed to sigh the Fortitudo player Diovanni Degni to Alba. In return Degni had a bottle shop opened for him,which however didn't prosper, but Farneti simply opened him another one. With Degnitwo other players, Corbyons and Alessandroni also moved to Alba. It's easy to imagine how heated the matches,real derbies, between Alba and Fortitudo were. ( nOte that the derby was not against Lazio- ed.)\par
The environment and set-up at FC Roman wasquite different. Roman was and elite club; today one would say 'Pariolino' (referring to the chic Parioli neighbourood of Rome) and was supported by those in a position to do so. The club was superbly organised, had its own pitch and plush headquarters. The playing field was the 'Due Pini', tyhe exact place where today the tennis courts of the Parioli tennis club are to be found. The hq, on the other hand, was in via Uffici del Vicario, in a building owned by the Crostaroa family, and which would later become the hq of AS ROMA. FC Roman was framed by aristocracy. An interesting omen were the red and yellow coulours of the team strip ( a deep red bordering on brown, with bold yellow trim.) The team was respectable but not invincible.
Fortitudo (then Fortitudo Pro Roma)before its unification with Pro Roma, already had a long tradition of involvewment in sport, albeit on an amateur level. Amongst its players there was a profound bond, and they possessed an exemplary moral and competetive earnestness. The foundation of the club was due to the monk Damaso Cerquetti, of the Brothers of our lord of mercy, in 1908, but its coniunuity annd achievements are linked to Porfirio Cipari, a priest, teacher and sportsman who left a memory welcomed not only in Borgo neighbourhood, but all over Rome. The origin of organised roman footballcoincided with the birth of Fortitudo, a team which played on the 'Duini' and 'Olmo' fields of the "madonna del riposo', the latter being where they played before the merger. For many years the club was made up mainly of rligiopus people. It's hardly surprising, then, that the Fortitudo red and blues and it's monks were the victims of some fouls language and abuse in an ardent environment where every match was a derby. The brothers did not, however, shy awaym and Fortitudo enjoyed seasons of glory and launched the careers of some first-rate players: it's suffice to mention Attilio Ferraris, the idol of Borgo Pio, who, when AS Roma was born, had already donned the blue shirt of Italy.\par
 The three clubs (Alba, Roman, Fortitudo Pro Roma) were from different social backgrounds, with different ways of understanding sport, and with supporters from different social classes. This, summarized, is the picture of the capital's squads in 1926. There are other factors which should be taken into account among them is the position in the league table, in 1926, of the various teams in the lazio regional championship of the southern league. The final standings of the table were the following:
Alba
p. 17
Fortitudo
p. 16
Lazio
p. 14
Audace
p. 7
Roman
p. 6
Pro Roma
p. 0
Un'altra
                  formazione della Pro Roma
Alba  won the inter-regional semi-finals and then the southern leagues final. In the championship national final, it was beaten by Juventus of Turin by 7-1 and by 5-0; two results which reconfirmed, as had the matches between Pro Vercelli and Fotitudo in 1922, the deep chasm between the dominant north and the humble central southern teams.
  In the 1926/7 championships, whilst negotiations were underway for it's merger into a single league, Alba came second last in the A league and Fortitudo came last in the B league. It was the first championship with two leagues, in each of which 10 teams competed.
  The championship reforms were proposed by Italo Foschi, who had already been called upon by C.O.N.I. to be part of the special commission headed bythe new president of the Football Association Leandro Arpinati.
   Leandro Arpinati, killed in the partisan uprisinf of 1945, was a large figure in the fascist regime, even if he had joined Mussolini's movement after having been active in the ranks o fhte socialist party, had been an anarchist and, in the first world war, a devout interventionist.In 1926 his political star was at it's peak: a member of parliament, a member of the Direttorio,mayor of Bologna, as well as being the number one representative of Bologna FC. The city of Bologna, through Arpinati, had the first modern football stadium, christened the 'Littorale'. 'Il Littorale also became Italy's second sports daily newspaper after the 'Gazzetta Dello Sport', taking over fromthe thrice-weekly 'Corriere Dello Sport', which was also printed in Bologna.
  A real black-shirted tyrant, then. His power was obviously not well regarded and it was neccessary to overshadow him, or at least pitch other forces against him in an attempt to subdue him. This was one of the factors which kick started the birth of  the idea conceived by Italo Foschi who wqas already involved in sports management, albeit in the lowly heights of the Seria B.
   Italo Foschi, who wasn't born in Rome, but felt roman, and who had moved to Fascism from the blue shirts of the nationalists, wished that the city were, also in footballing terms, on a par with, if not a step higher than, the others. In the winter of 1926/7, at foschi's place in via Forli', the red and yellow fabric was starting to be woven, already with a precise plot in the mind's eye of its creator, who was amongst all else a lean man, of modest height, with 'pince nez' spectacles and the ever present cigarette at his lips. No one remembers how many cigarettes he smoked, but it is known that he used only one match, to light the first cigarette of the day, and then chain smoked one after the other. Foschi was also very modest when eating, and frugal to the upmost. Bramante, one of the first players of the first AS Roma era, remembers that once after having sat down to eat with the first chaiman of the club, at the end of the meal said jockingly " well, I'll now go and have a bite to eat" meaning that he still had ample space in his belly. Italo Foschi was a clean Party Member, and is remembered for his organization skills, but he was also the first real giallorossa fan, as well as its first chairman. He died, struck down by a syncope, at the stadium in Flaminio, just as the radio broadcast the news that his Roma was losing 2-0 in Genoa to Sampdoria. It was March 20th 1949. The phase of flushing out nazis was still not over, there was still a witch-hunt type environment, and only 12 people attended his funeral. The meeting to bring about the merger of the capital's footballijg community supported by Foschi was attended by Ulisse Igliori, chairman of Alba, Vittorio Scialoja the chaiman of Roman, and Giovanni Sacchetti the chaiman of Fortitudo Pro Roma. All of the above are names which are to be found in the constitution act in the first AS Roma directory.  Once made the decisions reguarding the constitution of the new club, which had been given the name of the city of Rome and the colours of FC Roman, that is the red and yellow which also represented the falsg of the Campidoglio (the Rome city hall and federal building); Italo Foschi also conscripted Lazio. Nevertheless, whilst knowing the reasons for such a call-up, the directors of Lazio, following a proposal by the consul                  Vaccaro ( cow herder: how names sometimes reveal origins!-ed) called a meeting of the skyblues' members, during which General Ettore Varini was elected president and the aforementioned Vaccaro vice president (june 1927). The move was a political one: Varini and Vaccaro (one a commander and the other the head of the fascist militia) took advantage of the latent rift between party members and the militia and opted to stay out. They certainly couldn't have imagined that from their refusal one of the main raison d'etres of roman supporteds would have been created: the division between Laziali and Romanisti. Foschi's mission had, however, come to fruition. The headquarters of AS Roma were established at number 35, via Uffici del Vicario."Roman sports lovers will surely erjoice in legitimate satisfaction on learning that finally an agreement has been reached between three opf the best football clubs. An agreement reached about the much desired fusion of strength an value which will give roman football a new order and a new life force. The now completed fusion of the three clubs; 'Alba', 'Fortitudo' and 'Roman' is as much as could be desired for by the sports loving masses in the interest of roman sport. A single and great interest has final;ly been place above and beyond any minor personal interest: that of sport itself. Such is due to the commandable leaders of the three clubs and in particular to the chairman Italo Foschi, author of the hoped for merger, Ulisse Igliori and Vittorio Scialoja."
 Yesterday's meeting.
"Last night the chaiman of the three clubs Alba, Fortitudo Pro Roma and Roman met in person. Ulisse Igliori, Italo Foschi  and Vittorio Scialoja who, recognising the need to give Rome a great football team, and to give rise to all athletic sports, decided, also with regards to  the desire of the Superior Party Members, to dissolve the clubs of which they were the presidents, and to contitute a new organisation which is to take the name Associazione Sportiva Roma. The agreement was reached with faschist swiftness and the fusion is already a done deed and will take effect as soon as the current championships are concluded. The new team will play in shirts bearing the colours of Rome, adorned by the green shield with the she-wolf and the lictorial sheath. The playing field will be that in the Motovelodromo Appio, which will undergo notable improvements. The new club will also have a training field in Testaccio."
It's worth noting that according to Massimo Izzi, who has a wealth of knowledge about the history of AS Roma, the birth of Associazione Sportiva Roma instead can be traced to at least one month earlier, in as much as 'Il Messagero' on the 20th June 1927 published an article entitled 'L'Associazione Sportiva Roma, le dichiarazioni di Italo Foschi sul nuovo ente' , ( 'AS ROMA, Italo Foschi's declarations on the new club'), and that even as soon as the 17th July S Roma played at the Motovledromo Appio against UTE (winning 2-1 with goals by Cappa and Huger.)
All of the member groups, at least to start with, continued meeting amongst themselves in the traditional meeting places. The oppurtunily was, howere, conveniently taken to underline that in places for socialising and meeting there were no untoward incidents, highlighting that between members "coming from the most diverse social backgrounds and from different societies it took only a short time to establish an atmosphere of polite and friendly brotherhood not disconnested from a mutual feeling of repect and dutiful regard for the leaders themselves.

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