3 febbraio 2012: in
relazione agli scontri d'Egitto:
"Si! Sono martiri, sono diventati
martiri i compagni insieme ai quali, per 5 anni, abbiamo
condiviso gioia e dolore. Oggi il maresciallo e i suoi
complici hanno voluto mandare un chiaro messaggio,
vogliono punirci e condannarci a morte perché ci
uniamo alla rivoluzione, perché lottiamo contro
l’oppressione e i crimini, come quelli di oggi.Signori,
questa è una nuova serie delle tante serie di
crimini della repressione del regime, repressione che
vuole uccidere la rivoluzione dei giovani egiziani
e aumentare il numero dei martiri. E non sapevi che ogni
goccia di sangue versata, avrebbe riacceso la nostra
rivoluzione, e avrebbe riacceso le nostre urla che
chiederanno la tua testa, caro maresciallo traditore? E
avete creduto che l’Egitto e il suo popolo potessero
fare un passo indietro? Non si sono presentati né
il governatore, né il capo della sicurezza, non
trovammo né la polizia militare né la
sicurezza centrale. Per la prima volta nella storia
degli incontri di entrambe le squadre, la polizia
s’è ritirata. Sì, il vostro piano è
chiaro. D’ora in poi inizieremo una nuova guerra per
difendere la nostra rivoluzione e i diritti dei nostri
martiri, e ci prepareremo a ricordare il 28 gennaio. Vi
faremo riassaporare i momenti in cui, chi come voi
appoggiava il precedente governo si dovette fermare e si
dovette arrendere mentre osservava i rivoluzionari
egiziani, di cui noi facciamo parte, seminare la propria
libertà. Sapete benissimo cosa significa
affrontarci e sapete pure che noi fummo la rivoluzione,
ancora prima che essa avvenisse. La vostra
repressione non ci spaventa e non ci è nuova.
Numerose sono state le iniziative per risolvere le
divergenze tra Ultras delle squadre egiziane; questo non
vi è bastato e avete iniziato a mettere in atto
la vostra strategia. Per questo vi comunichiamo che
anche noi abbiamo una nostra "strategia", ed è
quella di tagliare le vostre teste con le nostre mani, e
non con mani straniere. Non aspetteremo che ci
opprimiate volta per volta: difenderemo la nostra
rivoluzione, difenderemo e ricorderemo i nostri martiri
con tutti i mezzi possibili. Si, il vostro messaggio ci
è arrivato. La nostra risposta arriverà
presto. Memoria e gloria per i nostri martiri.
Ultras Tahrir Squares".
*
Sul
punto, Giovannino:
Lorè ti
scrivo per dirti un paio di cose sulla notizia di
punta di questi giorni: la strage dello stadio
egiziano a Port Said. Logicamente i nostri media
nazionali, appena sentita la notizia hanno dato la
colpa alla violenza degli ultras. Basta essere
minimamente intelligenti per capire che una strage
simile, con 74 morti accertati e centinai di feriti,
non può essere frutto di un semplice
scontro...Ed infatti...Come ricorderai ti scrissi
anche tempo fà, dicendoti degli ultras dell'Al
Ahly, che durante la rivoluzione l'anno scorso
fronteggiarono la polizia, allegadoti anche un
articolo. Quello che ti dissi te lo dissi per certo
perchè nella pizzeria dove lavoro ci sono anche
due ragazzi egiziani che l'anno scorso stavano in
piazza Tahrir. Stasera quando gli ho detto di
ciò che dicevano i telegiornali della strage di
ieri sera si sono messi a ridere...Logicamente la
verità, come al solito, è un altra, e lo
dicono anche su Al Jazeera. E la verità
è che la polizia ha lasciato entrare in campo i
tifosi del El Masry per far si che caricassero prima i
giocatori avversari (Al Ahly) e poi andassero a
prendersela, direttamente sugli spalti, con i loro
tifosi, che essendo in trasferta erano nettamente in
inferiorità numerica.Perchè? la risposta
è semplice. Gli Ultras dell' Al Ahly (Alahwy)
durante la rivoluzione, un anno fa, fronteggiarono
duramente la polizia e l'esercito che caricava i
manifestanti, costruirono in piazza un ospedale da
campo, e secondo molte fonti senza il loro aiuto
forse la rivoluzione non sarebbe mai andata a buon,
fine visto che erano i più determinati e anche
i più preparati allo scontro fisico. Da sempre
inoltre il rapporto tra gli ultras Al Ahly e la
polizia era molto teso, visto che anche ultimamente
c'erano stati episodi di violenza tra ultras e
polizia. Tutto ciò è anche visibile da
alcuni video, che mostrano gli ultras El Masry entrare
in campo e la polizia ferma a guardare. Inoltre,
sempre secondo la gente presente, pare che gli Ultras
Al Ahly siano stati perquisiti dalla testa ai piedi
all'ingresso dello stadio, mentre gli ultras El Masry
sono stati fatti entrare allo stadio con bastoni e
coltelli, che hanno poi usato sugli spalti. Senza
contare che molte persone sono morte perchè
venivano letteralmente prese di peso dagli ultras
avversari e scaraventati dall'ultimo anello dello
stadio con la polizia che non interveniva....E'
inutile dirti che per il codice ultras (che è
simile in tutto il mondo) ormai gli ultras El Masry
non potranno più andare in trasferta
perchè li aspettano in tutte le città
d'Egitto...ma sta di fatto che senza l'aiuto della
polizia tutto ciò non sarebbe accaduto..citando
uno striscione giallo nero di qualche anno fà:
"Banlieau o periferia, il problema è la
polizia."...
Certamente la questione è più
politica, ovviamente. Resta il fatto che la
realtà del calcio egiziano e dei suoi ultras
è lontana anni luce da noi: se non ci fosse la
politica di mezzo (ma anche se ci fosse) non credo che
nel peggior Verona/Livorno di qualche anno fa si possa
arrivare a 76 morti, anche con il permesso della
polizia.

2
febbraio 2012 (pomeriggio): inserito un
resoconto non tesserato di Cagliari/Roma.
2
febbraio 2012: inserita la pagina di Cagliari/Roma.
Grazie alle politiche, spero sorpassate, del Ministero
dell'Interno - attuate tramite l'Osservatorio Nazionale
sulle Maniefstazioni Sportive - oggi abbiamo assistito a
un Cagliari/Roma senza alcun tipo di tifo, né dai
sostenitori di casa né dai rari romanisti tesserati
in trasferta. La curva di casa era completamente seduta e
senza traccia di colore. Mezzo stadio era vuoto per
inagibilità. Ma se anche fosse staro agibile, gli
spalti sarebbero stati vuoti, visto che persino la Curva
Nord era semivuota. Tanto per far comprendere la vera e
propria distruzione dello spettacolo calcio ad opera della
banda delle pay per view (gentilmente affiancati dal
Ministero dell'Interno), basti vedere la prima di campionato
del 1982/83, appunto Cagliari/Roma: 40.000 (quarantamila
spettatori). Oggi 4.000, il 10% di allora. Trattasi di
calcicidio.
*
Scomparsa
quella brava persona di Maroni, sì al carnet:
«Semplificazione per l'acquisto dei
biglietti per lo stadio e più servizi ai
tifosi». Sono questi gli obiettivi fissati nella seduta odierna dell'Osservatorio
Nazionale sulle Manifestazioni Sportive. «Preso atto
degli ottimi risultati raggiunti nella sicurezza delle
manifestazioni sportive, testimoniati dai dati elaborati
dal Centro Nazionale di Informazione sulle
Manifestazioni Sportive dell'Ufficio Ordine Pubblico,
che saranno resi noti nei prossimi giorni, l'organismo
collegiale ha deliberato una serie di misure che aprono
un percorso di semplificazione nell'acquisto dei
biglietti e di accessibilità negli stadi», prosegue il comunicato. «Il primo
intervento, recentemente richiesto dalla Lega Nazionale
di serie A - e
già approvato - riguarda un carnet
elettronico di biglietti che le società
sportive, nell'ambito della propria autonomia
di impresa, potranno adottare a partire da subito e sino
alla fine di questo campionato. Il carnet, in altre
parole un gruppo di biglietti caricati su una card
elettronica, rispetta pienamente le normative di
sicurezza, ha carattere sperimentale, riguarda le sole
partite casalinghe e risponde all'esigenza di favorire
al massimo i canali di vendita dei biglietti ed i
processi di inclusività negli stadi delle
tifoserie sane, voluti dal Ministro dell'Interno
Cancellieri».
L'Osservatorio,
"che ha
approvato il fac-simile a cui le società sportive
dovranno conformarsi, ha raccomandato alle stesse di
adottare misure organizzative che facilitino i tifosi
nell'adozione di tale strumento, secondo logiche di
servizi e non solo di mera attività commerciale.
È stato inoltre costituito un gruppo di lavoro
ristretto che, per la prossima riunione,
presenterà il pacchetto di misure di
semplificazione per l'acquisto dei biglietti, in
particolare per i minori, e per l'uso della tessera del
tifoso"
*
Disastro in
Egitto:
Egitto, scontri tra
tifosi allo stadio
Almeno 73 morti e mille feriti
IL
CAIRO - Una vera e propria battaglia su un campo di
calcio ha lasciato sul terreno 73 morti e quasi mille
feriti, secondo un bilancio che potrebbe ancora salire.
E' successo durante una partita a Port Said, nel nord
del Paese. «È il peggiore disastro nella
storia del calcio egiziano», ha dichiarato il vice
ministro della sanità Hesham Sheiha parlando alla
televisione di Stato. Le violenze hanno coinvolto
sostenitori delle squadre dell'El-Masrj e dell'Al-Ahli,
uno dei club più popolari del Paese.
Gli scontri tra tifosi nello
stadio di Port Said, al termine della partita di calcio
tra la squadra locale El-Masrj e la più titolata
Al-Ahli (del Cairo), sono scoppiati quando centinaia di
ultrà locali hanno invaso il terreno di gioco,
nonostante la loro squadra avesse vinto inaspettatamente
per 3 a 1. I tifosi hanno cominciato una vera e propria
caccia ai giocatori avversari, lanciando bottiglie e
pietre e inseguendoli fin dentro gli spogliatoi. Le
forze dell'ordine non sono riusciti a fermare la marea
di tifosi e gli scontri sono proseguiti anche
all’esterno.
Guerra pianificata. Per il medico
dell'Ahly, Ehab Ali, non è stato altro che
«una guerra pianificata». Le immagini della
televisione di stato egiziana mostrano centinaia di
supporter invadere il campo non appena fischiata la fine
del match, mentre la polizia in assetto antisommossa
appare incapace di gestire la situazione e si tiene
sostanzialmente a bordo campo. Da un primo bilancio di
sette morti si è saliti in meno di un'ora a oltre
settanta e mille feriti. Drammatiche alcune delle
testimonianze dei giocatori dell' Ahly raccolte dalla tv
del club. «Le forze di sicurezza ci hanno
abbandonato, non ci hanno protetto. Un supporter mi
è appena morto davanti agli occhi negli
spogliatoi. Questo non è il calcio, è una
guerra», ha urlato al telefono il veterano Mohamed
Abou-Treika implorando che venissero mandati aiuti. Il
quotidiano "The Egyptian Gazette" online, che cita fonti
di polizia anonime nell'obitorio dell'ospedale di Port
Said, aggiunge che «molte delle vittime sono
uomini delle forze dell'ordine, oltre ai tifosi».
Elicotteri per
salvare i giocatori. Dopo poco l'esercito ha inviato
due elicotteri per evacuare dallo stadio, dove erano
rimasti intrappolati, giocatori e tifosi della squadra
ospite.
Sospeso il
campionato. Mentre ancora si contano le vittime la
Federazione calcio egiziana ha sospeso i match del
campionato sine die mentre il Parlamento è
convocato domani in seduta urgente. La tifoseria
dell'Ahli, nota con nome di Ultras, era nei mesi scorsi
in piazza Tahrir quando si sono verificati gli scontri
fra sostenitori e oppositori della rivoluzione.
«È un messaggio dei partigiani dell'ex
regime», hanno commentato sul loro sito i Fratelli
musulmani subito dopo la strage.
Violenze frequenti. Gli scontri di
questa sera ripropongono drammaticamente la questione
della sicurezza nell'Egitto del dopo rivoluzione, dove
la polizia gioca un ruolo di basso profilo e le partite
di calcio sono diventate un avvenimento ad alto rischio
anche per la violenza delle tifoserie. In questo clima
si sono subito inseriti i Fratelli musulmani che hanno
accusato i sostenitori dell'ex presidente Hosni Mubarak
«di aver pianificato gli scontri».
Scontri anche al
Cairo.
Anche nella capitale, dopo l'arrivo della notizia di
quanto stava accadendo a Port Said, durante la partita
della squadra locale i tifosi hanno appiccato un
incendio allo stadio. La partita è stata
immediatamente sospesa.
Certo, vedendo le
immagini non capisco come si sia potuta verificare una
strage del genere, visto che dall'invasione di campo
non sembra sia accaduto qualcosa di così
cruento, che invece potrebbe essere accaduto fuori
dello stadio con scontri tifosi/polizia...Però
fuori dallo stadio pare siano volate molte coltellate
e che ci abbiano rimesso i tifosi del El Ahli.
http://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&v=y3p10DiII4k#!
31
gennaio 2012: inserite, grazie a Marco,
diverse altre foto nella stagione
1969/70.
*
Facciamo un
passo indietro e torniamo ad Atalanta/Juventus... se non
altro perché si tratta di una di quelle partite che
hanno dato luogo a disordini e che però vedevano in
trasferta una tikfoseria tesserata:
*
Questa
notizia è passata ma la inserisco perché ne
rimanga traccia:
Allo stadio
col figlio, odissea biglietti
ha 5 anni ma
serve la carta d'identità
Il padre aveva il codice fiscale e la
tessera sanitaria. L'Osservatorio sulle
manifestazioni sportive esprime rammarico per
l'accaduto ammettendo regole eccessivamnente
severe
di ANNA RITA CILLIS E
MATTEO PINCI
La sua odissea
è iniziata due giorni fa, quando è entrato
in "un RomaStore a Casalpalocco per comprare il
biglietto a mio figlio che ha cinque anni", racconta
Stefano Bianchini, abbonato alla tribuna Monte Mario,
appassionato della squadra da sempre.
"Con me
- aggiunge - avevo il suo codice
fiscale e la sua tessera sanitaria, ma non mi hanno
venduto il ticket perché la normativa prevede che
lo si possa fare solo se si mostra un documento di
identità".
Ma lui non si
è arreso e ha deciso di contattare Il Romanista,
il quotidiano dei tifosi giallorossi. "L'ho fatto per
sollevare la questione: il punto non è che non me
lo abbiano venduto, anche se in quel negozio forse hanno
applicato la legge Pisanu per il rilascio dei tagliandi
di accesso allo stadio in maniera troppo rigida, ma
è che, oggi, comprare un biglietto per i propri
figli o fargli l'abbonamento è diventato molto
complicato. Io non sono un caso isolato, è
capitato anche ad altri genitori".
Sulla vicenda
è entrato in campo anche l'Osservatorio nazionale
sulle manifestazioni sportive esprimendo "rammarico" per
l'accaduto "evidentemente determinato da
un'interpretazione eccessivamente rigida della
normativa".
A interessarsi
sembra fossero stati per primi i vertici del ministero
dell'Interno, in testa il ministro Anna Maria
Cancellieri (tifosa della Roma), che, dopo essere venuti
a conoscenza della "denuncia" di Bianchini al
Romanista si sono messi in contatto con il club
giallorosso, per approfondire la situazione e conoscere
meglio le maglie di una normativa "troppo rigida".
Anche per questo,
nel comunicato emesso ieri pomeriggio, l'Osservatorio ha
precisato come l'organo del ministero "nei prossimi
giorni fornirà chiarimenti sulla vendita dei
tagliandi ai minori". E mercoledì, in occasione
della prossima riunione, si parlerà anche di
questo. Nel frattempo il biglietto per il piccolo
Bianchini è stato comprato altrove. E la Roma ora
gli fa un regalo: un invito per il match contro il
Parma, in tribuna d'onore. "Mio figlio sarà
felicissimo", dice Stefano Bianchini".
Serviva che la notizia uscisse sui giornali
perché qualcuno si muovesse... Sono 4 anni che
è così!
*
Da Virgilio:
Striscioni degli ultras a Roma e
Genova contro la polizia.
Contestata anche la pellicola Acab
che racconta le violenze dei celerini.
I
tifosi
della Roma, come tante tifoserie organizzate in tutta
Italia, hanno fatto capire a più riprese di
non gradire il film Acab. E lo hanno affermato a
chiare lettere dagli spalti dello Stadio Olimpico di
Roma. Durante la partita contro il Bologna in curva
Sud è apparso lo striscione: "Federico,
Stefano, Gabriele e tanti altri 'Acab' non è
un film".
Il riferimento è ai casi giudiziari di
Federico Aldrovrandi, Stefano Cucchi e Gabriele
Sandri, morti i primi due, mentre erano nelle mani
dei servitori dello Stato, mentre il secondo ucciso
da una pallottola esplosa dall'agente Luigi
Spaccarotella (condannato in Appello a 9 anni e 4
mesi per omicidio volontario). I romanisti hanno
anche completato l'opera. Sempre nel medesimo
spicchio dell'impianto è comparso un altro
drappo a tinte forti: "BONINI MERDA". L'allusione al
libro-inchiesta del giornalista del quotidiano La Repubblica
Carlo Bonini, Acab appunto, che ha ispirato l'opera
cinematografica. Infine l'ultimo striscione che ha
fatto capolino nella curva giallorossa pretende che
sia fatta luce sul caso di Massimo Moro, tifoso
genoano che prima della partita di Coppa Italia
Inter-Genoa ra stato fermato e condotto in questura
dove il tifoso ha avuto un malore. Ricoverato in
ospedale si e' poi ripreso. Il gip non ne ha convalidato il
fermo.
Un caso su cui i tifosi hanno dato una versione
diversa. A Genova durante Genoa-Napoli è
apparso invece lo striscione contro le forze
dell’ordine: "Picchiare la gente in manette è il
vostro mestiere, basta abusi di potere: infami!".
Com'è
noto Acab (acronimo di All corps are bastards,
cioè tutti i poliziotti sono bastardi),
è un controverso film di Stefano Sollima, tra
i cui interpreti c'è Pierfrancesco Favino,
sul mondo deformato del reparto celere, il reparto
mobile della Polizia di Stato. La pellicola,
attualmente in sala, non piace al mondo ultras
perché dà una visione un po' troppo
romanzata di una realtà, quella degli agenti
delle forze dell'ordine che reprimono una violenza
che non è eticamente più ripugnante di
quella che viene esercitata nella struttura
operativa che si è fatta conoscere al G8 di
Genova. La partita dell'OIimpico, si è
conclusa in parità: 1-1, ma in questo caso il
risultato può passare in secondo piano.
*
Un salto
nel 1978/79:
30
gennaio 2012: su Roma/Bologna: "Ciao Lorenzo, una sola
curiosità, ma oggi in roma-bologna c'erano i
bolognesi? i mods hanno fatto tutti la tessera ma due
settimane fa a napoli non sono andati e per
curiosità volevo sapere se almeno a roma son
scesi... han festeggiato i 40 anni del gruppo subito ad
inizio anno, fatto sciarpe e adesivi a riguardo....
però un gruppo temuto come loro.... non scendere
sarebbe un altra bella macchia nei loro appena
festeggiati 40 anni dopo napoli.... saluti". Eh,
beh... qui a Roma c'erano, ben sistemati in Tribuna
Monte Mario... nelle foto c'è una loro con le
sciarpe tese... Certo, è da capire perché
Roma sì e Napoli no, ma sono fatti loro.
*
Inseriti
due resoconti di Juventus/Roma di Coppa Italia. Questa
pubblicità qui sotto è veramente da
ridere....

"Due viaggiano, due tifano, uno paga" ????
Cioè, Trenitalia è entrata nell'Osservatorio
per fare in modo che tutti paghino il biglietto e ora fa
una promozione perché tutto sia esattamente come
prima e cioè che due viaggiano e uno paga? Mah.
*
Sky a Di
Canio: Tutta la vita il West Ham;
Non posso stare a contatto con della gente che mi
sputava quando andavo male"'Un
giorno preferiresti allenare la Lazio o il West Ham? Di
Canio: 'Tutta la vita il
West Ham; Non posso stare a contatto con della gente
che mi sputava quando andavo male"io:
Tutta la vita il West Ham; Non
posso stare a contatto con della gente che mi sputava
quando andavo male""Tutta la vita il West
Ham. Non posso stare a contatto con della gente che
mi sputava quyando le cose andavano male".
29
gennaio 2012: le foto di Roma/Bologna in linea.
24
gennaio 2012: in attesa di Juventus/Roma di Coppa
Italia, un primo resoconto sul film ACAB:
Acab, le mele
marce? Colpa dei “camerati”
Troppa
ideologia in un film che poteva essere di denuncia
civile
La mitologia della destra
ultrà
starebbe dietro gli eccessi delle divise.
Una
ricostruzione poco convincente sugli abusi delle forze
dell’ordine
di Tommaso Della
Longa (Il Secolo d'Italia)
All
cops are bastards (Acab), letteralmente “tutti i
poliziotti sono bastardi”, è uno dei motti
più in voga tra chi fa della lotta al sistema
una bandiera e comunque tra chi fa della guerriglia
una pratica quotidiana, in piazza, come negli stadi.
Motto del movimento skinhead inglese degli anni
Settanta, è diventato anche il titolo del libro
pubblicato da Einaudi e scritto da Carlo Bonini nel
2009, che voleva essere un’inchiesta sulla violenza
urbana e la gestione dell’ordine pubblico, visti dalla
parte degli “sbirri”. Da venerdì 27 gennaio,
sarà nelle sale anche il riadattamento
cinematografico, con la regia di Stefano Sollima, in
una produzione targata Cattleya. Se qualcuno si
aspettava un film documentario, niente di più
sbagliato. Per non parlare di chi pensava di trovare
una pellicola in cui si giustificano tout court le
azioni del reparto celere. In realtà, dopo la
visione in anteprima per la stampa, quello che non si
capisce fino in fondo è il messaggio che si
vuole far passare al pubblico.
Acab racconta
le gesta di tre celerini, Cobra (Pierfrancesco
Favino), Negro (Filippo Nigro) e Mazinga (Marco
Giallini), che vivono immersi nella violenza
quotidiana, ma che soprattutto fanno della
fedeltà al corpo e ai “fratelli” una ragione di
vita. All’interno del gruppo, arriva una nuova
recluta, Adriano (Domenico Diele) che alla fine
sarà quello più legato ai principi di
legalità e ordine dovuti a un uomo che veste la
divisa. Tutt’intorno, storie di vita e di
attualità, famiglie divise e scontri con
lavoratori, fatti di cronaca nera come l’omicidio
Reggiani e quello dell’ispettore di polizia Filippo
Raciti, il racconto della “macelleria messicana” alla
scuola Diaz durante il G8 di Genova, fino
all’assassinio del giovane romano Gabriele Sandri,
ucciso dall’agente della polizia stradale Luigi
Spaccarotella. Ma nell’intreccio non poteva mancare la
trama occulta raccontata anche nell’omonimo libro di
Bonini, ovvero un racconto macchiettistico di una
destra violenta, razzista, xenofoba e populista. Si va
dal gruppo di destra radicale che si vede dentro una
fantomatica “moschea occupata” e veste un look degno
dei “nazisti dell’Illinois” al politico in campagna
elettorale che fa promesse in nome di slogan del tipo
“padroni a casa nostra”, con un chiaro riferimento
alla campagna elettorale dell’attuale sindaco di Roma,
Gianni Alemanno. Durante tutto il film, i riferimenti
al mondo di destra più deteriore sono chiari,
come se la violenza portata per strada, da estremisti
e dagli stessi poliziotti, fosse solo esclusivamente
colpa di un’indole neofascista (dimenticando anche che
il primo sindacato di polizia è invece quello
vicino alla Cgil). Il quadro che ne viene fuori
è a dir poco sconfortante:
deresponsabilizzazione delle forze dell’ordine,
banalizzazione di fatti gravi e tanta retorica che fa
da filo conduttore.
“Questa volta i
conti ce li regoliamo da soli”, “appena becco chi
è stato, ci pensiamo noi”, “questa sera niente
colleghi, pareggiamo noi i conti”: queste alcune delle
frasi che fanno passare Cobra, Negro e Mazinga come i
giustizieri della notte, una sorta di banda
metropolitana che quotidianamente calpesta le regole
pur vestendo la divisa. E che il più delle
volte la fa franca e che si copre vicendevolmente.
Anche qui il messaggio non è chiaro: sono tre
mele marce solo perché di destra? O è un
sistema che porta all’esasperazione lo “spirito di
corpo” e quindi avalla la violenza dei tutori
dell’ordine?
Inoltre, anche
le ricostruzioni dei fatti sono poco chiare e fanno
vacillare il film davanti a qualunque occhio che
sia stato testimone di scontri di piazza o che abbia
una minima conoscenza degli ambienti ultras o della
destra radicale. Tanto per fare un esempio, desta
stupore il racconto di estremisti romani di destra
infiltrati tra le fila dei tifosi del Napoli. Nel
corso del film, poi, si susseguono “riunioni” ombra a
casa di un celerino in cui si portano
all’esasperazione cameratismo e fratellanza, “non
siamo colleghi, siamo fratelli. E solo dei fratelli ci
si può fidare”. E il filo rosso è sempre
l’odio per il migrante o comunque il diverso, con
l’omicidio di Giovanna Reggiani che sarebbe la
scintilla che fa esplodere il razzismo e che, anche se
non viene detto direttamente, porta la destra al
Comune di Roma.
Un’operazione
culturale che rischia di sciogliere in un’unica
melassa fatti gravi che meriterebbero alcune
riflessioni importanti: gli abusi di polizia come la
violenza di strada non possono essere trattati solo
con retorica e luoghi comuni. Oltre alla
splendida colonna sonora che annovera pezzi dei Clash,
Chemical Brothers e White Stripes, è degna di
nota la scena in cui i celerini, durante gli scontri
nella notte dopo l’omicidio Sandri, leggono il nome
del luogo dove stavano operando ovvero “piazza
Maresciallo Diaz” e il riferimento a Genova 2001
è chiaro: “Ti ricordi quella scuola, come si
chiamava, Diaz?” “Sì e stasera paghiamo il
conto”.
Forse è
stata persa l’ennesima occasione di raccontare in
maniera consapevole cosa significa portare una divisa
e dall’altra parte quanto è grave subire un
abuso proprio da parte dei tutori della legge.
Peccato, anche perché questo film è
stato realizzato in collaborazione con Rai Cinema e
quindi qualcuno lo ha anche considerato meritevole di
una qualche valenza culturale per il Paese tutto.
23 gennaio 2012 (pomeriggio): giornalismo
per subumani creato a tavolino da redattori complici del
regime: iniziamo com gli ultrà di Repubblica:
"Ciao
Lorenzo, Della serie… http://napoli.repubblica.it/sport/2012/01/22/foto/e_a_siena-napoli_striscioni_pro-schettino_da_meta_di_sorrento-28578586/1/?ref=HRER3-1
nella
home page online repubblica rilancia “ gli striscioni
ultrà per schettino” (vedi allegato).
Clicchi
e vai sul set di foto come da link: 8 foto per lo stesso
striscione del club napoli meta. Sono
ultrà? Mah!".
Aggiungerei: "striscioni" al plurale significa più
di uno... analfabeti a La Repubblica? Può darsi,
ma, più semplicemente, ultrà di Stato in
malafede: gli ultrà del Napoli a Siena non c'erano
e quell'unico stendardo è del Napoli Club Meta,
paese natale del Comandante Schettino.
Poiché attualmente il Comandante Schettino è
la persona più odiata d'Italia, gli ultrà di
"La Repubblica" hanno voluto creare l'assonanza tra gli
ultrà del calcio e l'odio puro, in modo che la
massai di Vigevano che legge possa fremere di sdegno.
Niente altro che buffoni, non si parli di giornalismo.
Se esiste un reato quale quello di frode processuale, si
dovrebbe creare quello di frode informativa.
Allo stesso modo si comporta Il Mattino di Napoli (gruppo
Caltagirone, come il Messaggero):
Verona-Juve Stabia, cori razzisti
degli ultrà: «Schettino uno di voi»
"VERONA - Il tifo
degli stadi, quello fatto da cori beceri e più
insultanti, fa presto ad aggiornarsi. Quando si tratta di
offendere, non si indugia nel pescare
dall'attualità. A Verona, ieri, Francesco
Schettino, il comandante della Costa Concordia, per tanti
emblema della negatività, è stato utilizzato
dai tifosi scaligeri per intonare cori contro i supporter
della Juve Stabia. GUARDA
IL VIDEO
Le due squadre si
davano battaglia da una quarantina di minuti. Un match
leale, all'insegna della sportività, con l'arbitro
che non aveva avuto problemi a mantenere la contesa entro
i binari del confronto corretto. Ma solo sul rettangolo di
gioco. Perché se è vero che in tribuna aveva
destato una certa sorpresa l'assenza del solito imbecille,
che saluta le squadre meridionali salite al Bentegodi con
l'immancabile «Benvenuti in Italia», è
altrettanto vero che l'antipatico coro
«terrron-terroni» era risuonato puntuale e
ripetutamente nel catino veronese. Ma, evidentemente, la
curva veronese ha voglia di dimostrare che segue gli
eventi, si aggiorna.
La Juve Stabia attacca,
l'undici di Mandorlini è in ambasce, ecco la curva
stabiese rendere omaggio ad un tifoso ultra scomparso poco
tempo fa: «Nino uno di noi», cui fa eco uno
«Schettino uno di voi-Schettino uno di voi»
per ricordare le origini del comandante della Concordia.
Un'ironia finalizzata a
rimarcarne il ruolo di colpevolezza, l'inettitudine, da
estendere ai tifosi stabiesi. La novità è
accolta da applausi che incoraggiano gli
«inventori» ed ecco il contagio: a ritmare il
refrain sono quasi tutti i settori dello stadio. La
torcida campana prova a rintuzzare, ma con scarso
successo, con un «Maroni uno di voi», tanto
per ricordare l'ex ministro dell'Interno leghista e
l'introduzione della tessera del tifoso, indigesta ai
più".
Il povero
estensore dell'articolo, Gianni De Blasio, non ha scritto
il falso ed è rimasto alla fedele cronaca
dell'accaduto (che ricomprendeva anche il coro
"Finché la barca va, lasciala andare"). Purtroppo
per lui esiste un capo redattore - vincolato alle scelte
parapolitiche del proprietario, servo del suo padrone
politico - che decide il titolo al posto suo. E quindi il
coro diventa razzista. Lo fanno gli ultrà e quindi
gli ultrà sono razzisti. Ma perché il coro
sarebbe razzista? I Veronesi, riferendosi alla regioen di
provenienza di Schettino, lo hanno semplicemente - ed
ironicamente - legato agli stabiesi. Gli stabiesi presenti
- dimenticando di aver sottoscritto essi stessi la tessera
del tifoso - hanno rilanciato con "Maroni uno di voi",
sempre riferendosi alla provenienza geografica "nordista"
dell'azzannatore di caviglie poliziesche. Razzisti anche
loro?
Semmai, il coro razzista (e anche qui ci sarebbe da
discutere) è quello che li appella come terroni. Ma
il titolo dice altro.
*
Franchino:
"Ciao
Lorenzo, ho visto che hai pubblicato l'appello di Marco
sulla vergogna di Trenitalia.
Sicuramente
hai seguito qualcosa ma la sintesi è che Moretti,
per fare affari con i francesi, lascia una parte
d'Italia senza trasporti in nome del profitto pur
parlandosi teoricamente di servizio pubblico.
In
realtà ti scrivo solo per dirti, visto che so che
lui non l'ha fatto, che colui che ti ha scritto è
il mitico Conte, il leader indiscusso del vecchio Cuore
Giallorosso... Grazie della pubblicazione".
*
Tifoso
genoano in coma per via di un asteroide piombato
all'interno del posto di polizia.
Facciamo una premessa: il tifoso appartiene a quella
categoria che si è fatta la tessera "perché
tanto non ho nulla da nascondere" e, in quanto tale,
è piombato nella normalità delle cose
finendo in una corsia di ospedale che lui pensava
riservata agli ultrà necessariamente violenti.
Detto questo, il problema non è il soggetto passivo
dell'episodio, ma quello attivo che - indifferentemente -
utilizza gli stessi metodi contro Tizio e contro Caio,
purché tifoso.
"Non convince la versione fornita dalla Questura
milanese sulla dinamica del fermo e del ricovero in
ospedale di Massimo Moro, giovane tifoso del Genova
bloccato dagli agenti prima che iniziasse la partita.
Secondo il sito specializzato
www.osservatoriorepressione.org , la versione della
questura di Milano sul pestaggio al tifoso del Genoa,
Massimo Moro, avvenuta nei pressi della stadio di San
Siro, giovedì 19 gennaio pochi attimi prima della
gara di Coppa Italia Inter-Genoa convince poco. Molti
sono i dubbi emersi, in queste ore. La versione dei
fatti uscita dagli uffici della questura milanese
sembrano i comunicati stile “copia/incolla”, come quelli
già tristemente noti di “Sgalla memoria” come
già accaduto durante il G8 di Genova nel luglio
2001 o dell’omicidio del tifoso della Lazio, Gabriele
Sandri nel novembre 2007. Dal comunicato della questura
sembra quasi che Massimo abbia preso a testate un
manganello... Ci auguriamo solo che non sia l'ennesima
tragedia che avviene dopo un "normale controllo” di
Polizia in stile Federico Aldrovandi. Inoltre ancora non
è chiaro dove è stato somministrato il
farmaco per “sedare” Massimo e che gli avrebbe provocato
una reazione allergica. C’è da chiedersi chi gli
ha iniettato il Valium? E’ stato un agente di PS, in
violazione del Trattato di san Francisco del 1946? E da
quando nei posti di Polizia sono disponibili fiale di
farmaci?
Il caso in questione è quello del giovane
tifoso del Genoa – Massimo Moro – che si trova
ricoverato al Policlinico di Milano in rianimazione dopo
uno scontro con un agente di Polizia. La colluttazione
è avvenuta, prima dell’inizio della gara di coppa
Italia tra Inter e Genoa tre giorni fa.
Massimo Moro, di 38 anni, è ricoverato in
gravi condizioni e in prognosi riservata nel reparto di
Rianimazione del Policlinico di Milano, dove è
stato trasportato dal 118 in codice rosso.
Moro è tuttora piantonato dagli agenti in
stato di fermo. Secondo la ricostruzione fornita dalla
questura, intorno alle 20.15, quasi un’ora prima del
fischio di inizio del match, Moro sarebbe stato fermato
e trattenuto al varco 9 dello stadio Meazza, durante
l’afflusso degli spettatori agli ingressi, perché
ubriaco. Dopo avergli impedito l’ingresso, le forze
dell’ordine lo avrebbero portato in un vicino posto di
polizia per un controllo, ma il tifoso genoano (sempre
secondo la questura) avrebbe dato in escandescenze,
cercando di aggredire un agente. Un collega è
intervenuto per cercare di bloccare Moro, e durante la
colluttazione entrambi sarebbero caduti a terra: ad
avere la peggio sarebbe stato il tifoso, che avrebbe
battuto la testa, riportando un trauma cranico.
All’ospedale, però, sarebbe un’altra, la
versione che i medici avrebbero fornito al cognato
dell’uomo, che era allo stadio con Moro e altri due
amici, giunti tutti al Policlinico intorno alle 2.30 di
questa notte: secondo quanto riportato dal familiare, il
prodotto usato per sedare Moro gli avrebbe provocato una
reazione allergica; inoltre, l’uomo avrebbe ingoiato il
suo stesso vomito, finito poi nei polmoni. Il tifoso non
è cosciente ed è intubato, ma i sanitari
hanno assicurato che «non è in pericolo di
vita»".
*
1978/79
Roma/Lanerossi Vicenza 3-0
Prima partita
disputata dalla Roma con la maglia bianca "Pouchain"
In piedi da
sinistra: Di Bartolomei, Santarini, Ugolotti,
Peccenini, Rocca
Accosciati: Boni,
De Nadai, De Sisti, Maggiora, P. Conti, Pruzzo
23
gennaio 2012: i parmensi ci provano
sempre: 55 di loro senza tessera sono stati identificati e
fatti rientrare a Parma per Bologna/Parma. Anche 17
comaschi non tesserati fermati a Sorrento e rimandati a
casa dopo perquisizione di un furgone e perquisizione
corporale senza vestiti. Otto tifosi fermati e già
rilasciati.
Inserite diverse foto, grazie a Marco, nella stagione
1969/70.
Qui sotto un esempio:
Roma/Lazio 1969/70
Oggi questo tifoso verrebbe denunciato e daspato.
22
gennaio 2012: il tifoso genoano finito in
coma dopo che - secondo la questura - sarebbe caduto
battendo la testa al commissariato....
Genova
- Si
è svegliato dal coma e ha raccontato la sua
versione dei fatti . «Le cose non sono andate come
dicono, mi ricordo tutto quello che è successo,
è molto diverso dalla versione ufficiale»,
ha detto ieri sera ai familiari il tifoso genoano di 38 anni
finito in coma dopo un controllo di polizia
giovedì sera a San Siro durante Inter - Genoa. Ma il riserbo sui
dettagli è totale da parte dei parenti che non
aspettavano altro che rivederlo cosciente. «Prima
ne deve parlare con il suo avvocato», dice il
cognato Marco Soranno, marito della sorella Nadia, che
era andato alla partita insieme a lui e ad altri cinque
amici di Sestri. Succederà lunedì quando
il suo legale, Riccardo Lamonaca, lo assisterà
nell’udienza di convalida che si terrà in
ospedale date le condizioni ancora gravi, specie per
quanto riguarda il problema del vomito nei polmoni.
Sulla vicenda è intervenuto ieri sera anche il
numero uno dell’Inter, Massimo Moratti: «La
partita Inter-Genoa è stata pulita, con un
episodio grave che non c’entra nulla con la squadra e i
tifosi».
Intanto, anche g li amici rimasti con
Moro finché
non è stato portato via da un gruppo di agenti e
steward, disegnano un quadro un po’ diverso da quello
tratteggiato dalle fonti ufficiali della questura di
Milano: «Moro era fuor i controllo, ha tentato di
fuggire e in quella circostanza è caduto insieme
a un agente che tentava di trattenerlo».
«La
verità è che a San Siro ci hanno trattati come
dei terroristi, mentre eravamo soltanto un gruppo di tifosi
allegri», dice Daniele Govigli, 50 anni, artigiano
e padre di famiglia. «Mi hanno fatto inginocchiare
per terra e svuotare le tasche, anche se ho
cinquant’anni e sono così pulito da essere stato
nominato giudice popolare. Massimo si è
rifiutato, per quello l’hanno portato via».
«Vi prego
di pubblicare la nostra foto - prosegue Messi in
ginocchio come terroristi»che nei prossimi giorni
spiegherà anche al legale dell’amico che cosa
è successo a San Siro - voglio che si vedano le
nostre facce di gente normale che per seguire la squadra
del cuore ha fatto la tessera del tifoso senza
fiatare».
http://www.ilsecoloxix.it/p/sport/2012/01/22/APT3IRjB-messi_terroristi_ginocchio.shtml
*
Il treno delle 11:
Caro
Lorenzo, ti segnalo un'iniziativa, a difesa di 800 posti
di lavoro e di un diritto di tutti i
cittadini. Ti allego un volantino, scritto
con il cuore da lavoratore licenziato e anche da
tifoso, che personalmente distribuirò sabato a
Roma-Cesena, e un modulo di raccolta firme.
Ti chiedo di
pubblicarli, sempre se lo riterrai opportuno. Grazie Ad maiora! Marco
Il treno delle
11 PDF
Raccolta
firme treni notte PDF
*
E-mail riferita
ad altra e-mail in cui si scriveva della tessera
del tifoso dell'Inter: "In
realtà è peggio di così.
L'Inter da quest'anno non fa differenza tra
partite sottoposte a vincoli o meno, la
vendita online è aperta solo a chi ha
sottoscritto la tessera del tifoso dell'Inter.
Qualsiasi altra tessera del tifoso
non viene riconosciuta dal sistema (per la
serie: con qualsiasi tessera del tifoso
potrete entrare in ogni stadio d'Italia... a'
bugiardi!).
E anche nel caso la tessera sia del
tutto inutile (es. Inter-Marsiglia di
Champions League) questa viene richiesta per
l'acquisto di biglietti online.
La cosa "divertente" è che
l'acquisto in BPM segue invece i vincoli veri
e propri e quindi la tessera non è
necessaria.
Di fatto insomma acquistare
Inter-Lazio o Inter-Marsiglia online senza
essere tesserati è impossibile.
Ma basta presentarsi a una filiale
BPM per ottenere il biglietto. Senza tessera.
Misteri della fede maroniana".
*
Sul film
ACAB:
21
gennaio 2012: in costruzione la pagina di
Roma/Cesena.
19
gennaio 2012: qualche e-mail:
"ciao
lorenzo, ti voglio segnalare questo video, è un
documentario in cui supporters del liverpool parlano dei
loro viaggi per l'europa durante l'epopea del grande
liverpool degli anni 80, si parla anche di roma 1984, e
credo di aver intuito (non sono una scheggia in inglese)
che si dicano cose interessanti.. saluti
http://www.youtube.com/watch?v=rBtuBWNs7_o
*
Anche il Foggia lancia il
mini carnet senza tessera del tifoso:
"L’U.S.
Foggia lancia la sottoscrizione dei “mini
abbonamenti”, validi per le prossime quattro
giornate di campionato al prezzo di tre tagliandi.
Potranno essere acquistati senza obbligo di Tessera
del Tifoso presso tutti i punti vendita Booking
Show di Foggia e provincia e
la biglietteria dello stadio comunale "Pino
Zaccheria" con i seguenti orari: mattina, dalle
ore 10.00 alle 12.30; pomeriggio, dalle ore 16.00
alle 19.00)".
Del resto, iniziano ad accorgersene... si sta
verificando quello che avevamo previsto... non hanno
scampo....
Da Pisa:
"Tifosi. Chissà che non sia la volta
buona. Venerdì scorso il presidente Battini,
incontrando il nuovo capo dell’Osservatorio del
Viminale Roberto Sgalla a Coverciano, insieme ad
Abete, Macalli e Farina. Il tutto a margine
dell´iniziativa della Lega Pro in tema di
frodi sportive. Il Pisa e altre società
chiedono di rivedere la normativa sulla Tessera del
tifoso. La proposta in campo è che dalla
prossima stagione, pur restando obbligatoria per le
trasferte, questa Tessera non sia più
necessaria per gli abbonamenti delle gare
casalinghe. Sgalla sembra ben disposto e potrebbe
presiedere, all’inizio della primavera, una tavola
rotonda a Pisa sull’argomento, aperta a tifosi e
istituzioni.
Davvero
può arrivare una simile normalizzazione? Le
società se lo augurano anche alla luce del
crollo di presenze negli stadi di serie C, malamente
nascosto fino a poco tempo fa".
*
Rinviati a giudizio 9
agenti della Polizia di Stato resisi protagonisti
del pestaggio ai danni dfi Gugliotta dopo
Roma/Inter di Coppa Italia:
Il
padre del ragazzo: «Ogni volta che
passo davanti allo stadio raggelo»
Parla Mario Gugliotta:
«Non tutti quelli che indossano la
divisa sono uguali; Stefano è rimasto
sotto choc, è molto segnato»
ROMA
- «Meno male. Era ora di chiarire».
Stefano Gugliotta ha esultato alla notizia della
richiesta di rinvio a giudizio del gruppetto di
agenti, per l'accusa nove, che lo avevano
pestato in via del Pinturicchio, scambiandolo
per un tifoso scalmanato, pare della Roma, lui
che è pure laziale. «Sono
contento», dice mostrando un incisivo
nuovo di zecca, visto che l'altro, era volato
per via dei calci e dei pugni.
La
novità giudiziaria è stata un
sollievo anche per il papà. Che a dire il
vero, per usare le sue parole, non si è
«mai abbattuto più di tanto».
«A noi è andata bene. Molti ragazzi
ci sono rimasti sotto. Ora stanno a camposanto.
Penso a Uva, a Cucchi e tanti altri»,
spiega Mario Gugliotta, 53 anni, autista, da tre
mesi disoccupato.
«UN
PO' DI MARCIO» - «Non dico che tutti
quelli che indossano la divisa sono uguali, ma
un po' di marcio c'è. E andrebbe
stanato». Odio? Rancore? «No, noi
non ne proviamo. Ma il dispiacere c'è.
Bastava dire: "Ho preso una cantonata, ho
sbagliato". E invece è stata una corsa a
dire il contrario..."Io non sono stato, io non
sono stato". Per fortuna che c'era quel
video».
Già
il video del pestaggio...
«Ringraziamo
ancora ora chi lo ha girato, altrimenti
chissà che film sarebbe uscito fuori su
mio figlio. Intanto quella sera venne arrestato.
Sì, c'è ancora questa accusa di
oltraggio in ballo. E' una cosa strana: lui
sarebbe colpevole e nello stesso tempo è
parte civile. E' tutto in mano agli
avvocati».
Cosa
è cambiato nella vostra vita dopo quella
sera?
«Abitiamo
vicino allo stadio e io e mia moglie ogni
volta che passiamo davanti a una camionetta
raggeliamo. Non so, abbiamo questa reazione.
Stefano è rimasto scioccato. E' stato
molto segnato, è sempre giù
d'umore, travolto da una notorietà, se
così possiamo dire, che non ci
interessava. E pensare che non era neanche
andato allo stadio. Aveva visto una parte
della partita con me, in tv».
Roma/Milan,
Semifinale di Coppa Italia Primavera:

*
Assemblea
Azionsiti AS Roma:
Piccolo
azionista AS Roma? Dai la tua delega a MyROMA
Sei un piccolo
azionista AS Roma? Da oggi puoi dare la tua delega a
MyROMA che ti rappresenterà durante la prossima
Assemblea Azionisti AS Roma prevista per il 30 Gennaio
(e in seconda convocazione il 31 Gennaio). Non importa
quante azioni possiede, ma è fondamentale
cominciare ad unire la nostra voce. La procedura per
inviare la vostra delega è molto semplice, basta
un po' di volontà e per facilità vi
riportiamo i passi per poter inviare la vostra
volontà.
La delega
avrà valore esclusivamente per questa Assemblea
quindi è importante ricordarsi che per il futuro
ad ogni Assemblea sarà necessario rifare la
stessa procedura. Passaparola... se conosci agli amici
romanisti che hanno delle azioni AS Roma.
La
procedura sul sito di MyRoma.
*
Come non
far andare i tifosi allo stadio:
"Ciao
Lorenzo, complimenti per il sito, innanzitutto. Volevo
segnalarti la cosa seguente: vivo a Londra e saro' a
Milano per motivi familiari a Milano questo fine
settimana. Vorrei andare a vedere Inter-Lazio, in quanto
tifoso dell'Inter. Cerco di prenotare via internet
tramite il sito della squadra ed ecco cosa mi appare:
La partita che hai scelto è
soggetta alla limitazione del controllo delle
autorità.
Per accedere allo stadio è necessario che
l'utilizzatore del biglietto sia in possesso della Tessera
del tifoso.
Vuoi
continuare?
Dettagli sui
vincoli posti dalle autorità per questa partita
Quando
poi vado a cliccare sui dettagli sui vincoli posti dalle
autorita' per questa partita, mi si apre un error
message.
Complimenti
a Maroni e tutti quelli come loro. Ovviamente la tessera
onn la faccio e non la faro' mai. la partita la seguiro'
alla radio.
saluti
Giovanni".
*
Argentina:
CALCIO: ARGENTINA. RISSA TRA
ULTRAS NUEVA CHICAGO, UN MORTO BUENOS AIRES
(ARGENTINA) (ITALPRESS)
Ennesimo episodio di violenza nel calcio argentino. A
Buenos Aires un tifoso di 27 anni, Agustin Rodriguez,
è morto nel corso di una rissa tra due diverse
fazioni di ultras del Nueva Chicago, gli Antenas e i
Perales. Secondo le prime ricostruzioni, il ragazzo
è stato assassinato con ripetuti colpi alla
testa. "La morte è stata istantanea, non
c'è stato il tempo di fare nulla", ha
raccontato all'agenzia Telam il responsabile del
pronto soccorso della capitale, Alberto Crescenti,
precisando che il giovane era già senza vita
quando è arrivato in ospedale.
La rissa era
scoppiata, nel pomeriggio, nei pressi della sede del
club, nel quartiere di Mataderos, con gli ultras che
si sono affrontati con pugni e sbarre per ottenere il
predominio all'interno della tifoseria. I tifosi si
sono poi scontrati con la polizia e nel confronto
è rimasto ferito uno di loro, Aldo Barralda,
sospettato di essere l'omicida. Il caos è
così proseguito all'ospedale Santojanni dove
gli amici della vittima hanno provato a raggiungere
Barralda per vendicarsi, provvidenziale l'intervento
degli agenti che presidiano tutti gli ingressi
dell'edificio. Intanto il presidente del Nueva
Chicago, Antonio Fusca, ha deciso di rassegnare le
dimissioni dopo appena 33 giorni perchè
minacciato di morte.
*
Fiorentina/Lecce:
il terroristico striscione "Lecce Senza Tessera" viene
rimosso dagli Stewards/Celerini: esposizione striscione
prima dell'inizio della partita, richiesta di rimozione in
corso match, conciliabolo in basso con gli stewards
colorati di giallo e arancio.
P.s.: è riapparso durante la gara, è stato
nuovamente rimosso, a fine partita ricompare di nuovo.
17
gennaio 2012: di ritorno da Berlino ove ho
potuto constatare la ragione per la quale la Germania
guida l'Europa, eccoci di nuovo alle prese con gli
aggiornamenti. Anzitutto credo che MyRoma, e quindi la
tifoseria della Roma, abbia fatto un'ottima figura. Alla
presenza di quasi tutti i media nazionali tedeschi, che la
sera hanno fatto uno special sul convegno (non vi dico
l'organizzazione e la disciplina: con 40 gruppi ultras
rivali non è squillato un telefonino in due giorni
e nelle sale c'era un assoluto silenzio) nella loro
"Domenica Sportive", con un imbarazzatissimo poliziotto
incalzato dalle domande scomode dei giornalisti, ho
potuto, grazie all'aiuto anche del mio amico e socio
MyRoma Riccardo Bertolin, far presente ai tifosi e ai
mezzi di informazione tedeschi cosa è la tessera
del tifoso. Le risatine compiaciute che hanno accompagnato
l'esposizione dei passi più divertenti
dell'intervento sulla tessera fanno pensare che gli
astanti abbiano compreso perfettamente la buffonata messa
in scena dall'ex ministro dell'Interno. L'intervento (in
inglese maccheronico ma comprensibile) del sottoscritto
verrà postato a breve sul sito di MyRoma e vi
rinnovo l'invito ad aderire, visto che ho avuto la
dimostrazione che là dove esistono i Supporters
Trust (e MyRoma è un Supporters Trust) i poteri
forti hanno vita molto più difficile.
Ho comunque anche appreso che se Atene piange, Sparta non
ride. Ci sono situazioni in diversi paesi europei ai
limiti del ridicolo. La Scozia si trova nella situazione
più complicata a livello repressivo, visto che i
canti tradizionali di Celtic e Rangers (ovviamente
parapolitici) sono stati vietati, con pene incredibili per
chi li canta. Anche la diffida a vita viene in alcuni
Paesi (spesso quelli che comunque hanno gli stadi pieni)
utilizzata. A Parigi i tifosi del PSG vanno solo in
trasferta, perché allo stadio è impossibile
scegliersi il proprio posto, anche in caso di abbonamento,
ove la collocazione è casuale. A breve faremo un
piccolo speciale sulel diverse modalità di
regolamentazione nei diversi Paesi di Europa e non solo.
*
La pagina
di Catania/Roma
è in costruzione.
*
Stiamo
sulle notizie ed attenzione ai titoli fuorvianti. Si legge
da moltissime parti che non è più reato
accendere un fumogenmo senza lanciarlo.
Ovviamente non è così. Le situazioni vanno
viste caso per caso e, in quel caso, l'accensione era
avvenuta fuori dallo stadio, in un luogo ove non vi era
adunanza di persone e ciò ha facilitato la
decisione del giudice, cui va dato atto9 di aver ragionato
in modo approfondito e razionale.
*
Maroni:
Bossi
punisce Maroni: comizi vietati
L'ex
ministro: «Mi viene da vomitare»
POLITICA Il leader del Carroccio
sospende tutti gli incontri pubblici del'ex delfino. E
Bobo ribatte: «Ma io non mollo».
Paura per le contestazioni al Senatur nella
manifestazione del 22. Dal cerchio magico rispondono:
"A chi lo fa, legnate".
Il commento
di chi mi ha mandato la notizia: "No
dico, ma ti rendi conto che partito questo paese
è riuscito non solo a partorire, ma a fare
governare? E la cosa più incredibile
sarà che alle prossime elezioni ci sarà
- nonostante un crollo pazzesco largamente prevedibile
- COMUNQUE, qualcuno che lo voterà..... e
comunque Bobo pijatela nder (snip)". Aggiungo:
Maroni, fatti la tessera del manifestante! Chi di spada
ferisce, di spada perisce!
*
Passiamo
ora alle e-mail: "ciao lorenzo ... seguo il tuo sito
da sempre .. volevo chiederti semplicemente un opinione
sul film " ACAB " uscito da poco nei cinema , a me
sembra una stronzata , tu ne sai qualcosa ??". Non ne so nulla se non che il film
è tratto dal libro omonimo di Carlo Bonini,
giornalista che, pur quotato dal Sistema, non gode della
mia stima. Se il
film vuol mostrare gli atteggiamenti singolari di una
parte della Polizia Italiana, arriva molto tardi e,
probabilmente, la pellicola è già vecchia
nel proporre determinate situazioni. Attendo di scaricarlo
da Emule.
Fulvio Bianchi su Repubblica, nella seguita rubrica
Spycalcio, è arrivato alla conclusione:
Tessera
del tifoso: è arrivato il momento di
abolirla
Prima riunione del 2012
dell'Osservatorio del Viminale: si è insediato a
dicembre il nuovo numero 1, il dirigente generale
Roberto Sgalla, che già conosce bene il mondo del
calcio. Si è parlato soprattutto della tessera
del tifoso: secondo il Viminale deve diventare sempre
più "un vero e proprio servizio per il tifoso" e
non essere, come "peraltro accaduto solo in pochi
casi, come strumento di attuazione di politiche
commerciali". Saranno pochi casi, d'accordo, quelli
della tessera-business, ma vanno cancellati, e in
fretta. C'è anche una sentenza che lo dice. Anzi,
a questo punto, passata l'ondata emergenziale e cambiato
il governo, sarebbe il caso di abolire la tessera e
trovare altri sistemi per emarginare i violenti. E'
assurdo penalizzare le persone perbene, cercare di
tenerle lontane dagli stadi, e dalle trasferte. La
tessera è arrivata alla sua seconda stagione: ci
pensi il nuovo ministro dell'Interno, Anna Maria
Cancellieri, e ci pensino i "tecnici" dell'Osservatorio
se non è il caso di chiudere l'esperienza qui.
L'Osservatorio Nazionale
sulle Manifestazioni Sportive sta pensando di abolire
gli autobus di Roma. Sugli stessi, infatti, sono
comparsi inammissibili cartelloni pubblicitari che
pubblicizzano gloriosi gruppi ultras del passato, veri
e propri criminali che utilizzavano tamburi e torce
per sostenere le loro squadre, oltre a predisporre
coreografie non preventivamente autorizzate dalla CIA,
dal KGB e dal Mossad.
Qui di seguito il cartellone vietato. L'Osservatorio
sta anche pensando di interdire il passaggio in alcune
zone di Roma, in attesa della rimozione dei cartelloni
pubblicitari.

*
I Boys
Parma evidenziano questi due spot, pregandone la massima
diffusione.
video 1
http://www.youtube.com/watch?v=td2xnr3iDwM
video 2
http://www.youtube.com/watch?v=0vIc5V8BMb8
*
Comunicato:
Associazione
Culturale Sabinamente
In ricordo di Agostino Di
Bartolomei
L'Associazione
Culturale SABINAMENTE, con il patrocinio
dell'Assessorato alla cultura del Comune di Magliano
Sabina, organizza una manifestazione per ricordare
Agostino Di Bartolomei. L'iniziativa è
inserita all'interno di un percorso fatto di
racconti di storie e personaggi che appartengono ad
un calcio che non esiste più e che tanto ci
manca.
Domenica 22
Gennaio alle ore 17:00, presso il Teatro Manlio di
Piazza Garibaldi (Magliano Sabina), verrà
proiettato il film documentario di Francesco Del
Grosso "11 metri" che racconta della vita del
compianto "Ago". Saranno presenti il regista, la
produzione, nella persona di Daniele Esposito, e con
nostra immensa gioia, Luca di Bartolomei, figlio di
Agostino.
La proiezione
sarà anticipata da un breve saluto degli
ospiti e dei ragazzi dell'associazione. Ad essa
seguirà un momento aperto al pubblico e al
racconto da parte di Luca, Daniele e Francesco.
L'ingresso è libero.
*
Comunicazione Tribuna Fattori
Padova:
"I Ragazzi della Tribuna Fattori
non parteciperanno alla festa fair play village
organizzata dalla U.C.Sampdoria assieme al Calcio
Padova, in quanto non riteniamo che sia un’occasione
di socializzazione aperta a tutti; visto che
ciò è stato permesso grazie
all’interessamento delle forze di pubblica sicurezza,
le stesse che non hanno permesso ai tifosi sampdoriani
privi della Tessera del Tifoso, di essere presenti a
Padova.
Ricordiamo che
i tifosi non tesserati delle due società si
sono schierati in prima linea in occasione
dell’alluvione che ha colpito il capoluogo ligure.
Ritenendo pertanto che lo spirito del fair-play e che
il “calcio etico” siano un’altra cosa, e che una
tessera non deve dividerci in buoni e cattivi,
invitiamo tutti i tifosi biancoscudati a non
parteciparvi".
Ben detto.
*
Anche
il Como rompe con la tessera del tifoso:
"La società
Calcio Como comunica che in occasione dei prossimi 3
incontri casalinghi verrà attuata una
promozione dal nome "Pacchetto BIANCOBLU" che
comprende l'ingresso alle partite Como Foligno del 15
gennaio, Como Reggiana del 29 gennaio e Como Pisa del
26 febbraio a prezzo speciale.
I
prezzi comprensivi delle 3 partite sono i seguenti:
Tribuna
centrale Intero: 54,00€
Tribuna
centrale Ridotto: 36,00€
Curva
Como Intero: 21,00€
Curva
Como Ridotto: 18,00€
Il
Pacchetto BIANCOBLU potrà essere acquistato
sabato 14 gennaio dalle ore 15.00 alle ore 18.00
presso le biglietterie allestite allo Stadio G.
Sinigaglia di Como.
Al
momento dell'acquisto verranno consegnati i 3
biglietti validi per le partite. In caso di
impossibilità ad assistere ad una o più
partite si potrà effettuare il cambio
nominativo cedendo il tagliando ad altra persona.
Ovviamente
chi vorrà potrà acquistare anche solo il
biglietto per l'incontro di domenica tra Como e
Foligno al solito prezzo presso tutti i punti vendita
TicketOne durante la settimana o presso lo stadio
sabato e domenica".
*
Processo
per Paolo Scaroni (Fonte: L'Arena del 14.01.2012):
Botte
all'ultrà del Brescia, in aula
nessuno ricorda nulla
TIFO VIOLENTO. Al
processo per il pestaggio di Paolo Scaroni si
è cercato di delineare le circostanze
dell'aggressione
Otto ore di udienza e 14 testimoni per ricostruire i
fatti del 2005 che tirano in ballo diversi
funzionari di polizia
Quattordici i
testimoni, otto ore di udienza e una pausa di
mezz'ora: uno dopo l'altro i funzionari della
polizia che il 24 settembre 2005 erano in servizio
in stazione hanno cercato di ricordare quel che
avvenne. Ricordi non certi, scontri che si
verificarono ma nessuno li ha descritti, scontri che
non compaiono nelle riprese effettuate da due
ispettori della Digos e da due funzionari della
Scientifica. Le immagini di un gruppo di poliziotti
che circonda qualcuno a terra non ci sono. L'unico
ricordo di una scena simile, anche se non sa se si
trattasse di Paolo Scaroni, è quello di un
tifoso bresciano che, inseguito nel corso di una
carica, prese una manganellata sulla schiena.
«Arrivato al primo binario vidi uno a terra
circondato da poliziotti che lo picchiavano. Non ho
visto la testa, non so dire chi fosse». Poi si
guardò alle spalle ma quando si girò
verso il binario non vide più nessuno:
«Paolo mi si avvicinò e mi disse in
dialetto “me ne hanno date tante”, poi salì
sul treno». Scese poco dopo sorretto da due
amici: di lì a poco nella sua mente sarebbe
calato il buio causato da una frattura della scatola
cranica per i colpi inferti dai manganelli impugnati
al contrario. Ricordi non precisi, solo il
responsabile del servizio d'ordine ha relazionato
con dovizia di particolari. Ha ricordato ogni fase,
ogni ordine e ha spiegato perchè, mentre
discuteva con un gruppo di tifosi sulla liberazione
di alcuni arrestati, disse ai suoi di far salire a
forza tutti sul treno. Seguirono cariche e scontri,
lanci di sassi e bottiglie e un reparto venne
spostato all'altezza della scalinata (quello di
Bologna raggiunto poi da un gruppo di Padova in
aiuto ai colleghi in difficoltà) dalla quale
stava salendo Paolo Scaroni. Un processo in cui si
sono sovrapposte le versioni sulla stessa
circostanza e il pm Beatrice Zanotti ha ricordato a
un funzionario che le informazioni non veritiere
contenute nelle relazioni di servizio sono cosa
diversa dalla testimonianza in aula. Un ammonimento
reso necessario perchè nel complesso processo
che vede imputati otto poliziotti della Celere di
Bologna, accusati di aver usato i manganelli al
rovescio e di aver pestato un tifoso, è che
la polizia «forzò» i bresciani a
salire sul treno perchè, si sostenne, alcuni
di loro occupavano i binari impedendo al treno di
partire. Una situazione che è stata smentita
dai macchinisti: «I binari erano liberi,
davanti non c'era nessuno. Non so se ci fossero
problemi in coda o lateralmente, ma non c'erano
tifosi sui binari. Tant'è che sentii odore di
fumo, non capivo cosa fosse e spensi la
motrice». Erano i lacrimogeni: il primo
lanciato senza che fosse stato dato l'ordine, poi
altri due e questo scatenò la reazione dei
tifosi. Il resto furono cariche di alleggerimento e
poi lanci di sassi. E a confermare che alcuni
colleghi del reparto mobile usavano i manganelli al
contrario è stato un altro funzionario di
polizia, ma di Brescia: «L'ho visto fare anche
altre volte». Un processo nel quale tutti i
dirigenti hanno ammesso che vi furono scontri, ma
non hanno descritto nessuna azione particolare:
«Era difficile riprendere in quelle
condizioni», hanno spiegato gli operatori. Ci
sono però due frammenti di dialogo sulle
cassette digitali originali e non riversati sul
nastro Vhs che fu in un primo momento consegnato
alla procura. Due momenti: in uno si sente l'urlo
(probabilmente dell'operatore), un
«noooooo» al quale non seguono riprese.
Nel secondo si sente dire che il questore li avrebbe
incarnati e poi «scolta, ti prova a guardar
subito le immagini de quel...», ma poi il
video si interrompe. Gli imputati, tranne uno, ieri
c'erano, le difese (Calabria Cilento d'Hauteville,
Cherubino, Rosciani e Pacifico) di Rulli e Barbirato
hanno obiettato che i due agenti figuravano essere
autisti, che non potevano essere sui binari e che
non erano stati sentiti in fase di indagine. Ma fino
ad oggi (come ha sottolineato il presidente del
collegio Marzio Guidorizzi) erano tutti contumaci e
non hanno mai chiesto di essere sentiti. Il pm ha
chiesto il loro interrogatorio e in una delle
prossime udienze ognuno spiegherà il proprio
ruolo. Nessun funzionario vide poliziotti picchiare
qualcuno, nessuno vide tifosi a terra o poliziotti
circondati da tifosi. Solo un ispettore della Digos
ha detto di aver visto un tifoso che nel corso degli
scontri sbatteva la testa contro un vagone:
«Un rumore pazzesco, lo vidi chiaramente
battere contro il vagone, tenersi la testa tra le
mani e poi salire sul treno». Ma non si sa chi
fosse.F.M.
13
gennaio 2012: iniziamo con una domanda: "Ciao
Lorenzo per caso mi sai dire perche' da un paio di
partite la sud non ha piu' il gruppo trainante in basso
ed e' lasciata a se stessa? un abbraccio, Fabrizio".
Guidare o comunque darsi da fare per una curva come quella
di Roma è qualcosa di analogo all'essere capo del
governo nel Parlamento Italiano: è un casino.
Questo può portare ad attriti e incomprensioni che
possono far cessare la voglia a chi in un dato momento la
sta guidando di sbattersi più di tanto, lasciando
ad altri l'onere. Al momento mi sembra ci sia una sorta di
spontaneismo. Ci siamo già passati diversi anni fa,
con lo scioglimento degli ASRU e anche di Curva Sud Roma
1973. Sono dei cicli che si compiono ed è
incredibile come sia una cosa quasi matematica. Ora
bisognerà attendere che nasca qualcosa di nuovo,
auspicando che la bandiera sia sempre quella che dovrebbe
connotare qualsiasi curva: assenza di lucro, indipendenza
e impermeabilità.
Sono stato invitato, quale rappresentante di MyRoma, al
"ProFans Kongress" che si tiene a Berlino il 14 e il 15
gennaio. Ovviamente spiegherò ai tifosi tedeschi e
ai media che saranno presenti l'assurdità della
situazione italiana, della sua tessera del tifoso e delle
crescenti difficoltà per i tifosi di poter
assistere alle partite della squadra del cuore. Il tutto
è organizzato da un network di 40 tifoserie
tedesche chiamato, per l'appunto, "ProFans". La pagina di
Roma/Catania (che vedrò in qualche pub di Berlino)
sarà quindi in linea nei giorni succcessivi, tanto
c'è poco da mettere!
*
Poi dici
che uno se ne vuole andare dall'Italia....: questa
fanciulla stava all'Osservatorio Nazionale sulle
Manifestazioni Sportive per conto di Maroni e ora viene
assunta, guarda caso, al Milan!

12 gennaio 2012: completata la
pagina di Roma/Fiorentina
di Coppa Italia.
11
gennaio 2012: le fotografie di Roma/Fiorentina di
Coppa Italia saranno in linea a tarda sera.
Al rigurardo, segnalazione sui biglietti: "Ciao,
una segnalazione sui biglietti di Roma/Fiorentina di
domani.
Un
mio amico che non è riuscito a recarsi in
biglietteria a munirsi del tagliando, mi ha chiesto di
acquistarglielo on-line.
Orbene,
ho riscontrato le tre seguenti problematiche:
-
il settore "Curva Sud" (come sappiamo di circa 13.000
posti fra laterale e centrale) veniva dato per esaurito,
quando gli organi di stampa oggi hanno parlato di appena
5.000 biglietti venduti in tutto lo stadio;
-
erano sparite le tariffe normali, restando a
disposizione solo quelle "Privilege";
-
ho provato ad acquistare un biglietto di Distinti Sud e
bisognava per forza caricarlo in forma digitale su una
tessera del tifoso, non dando l'opzione di avere il
tagliando cartaceo.
Per
completezza, segnalo anche che ho provato a chiedere
spiegazioni al riguardo sulla pagina ufficiale Facebook
di Lottomatica, ottenendo come unico risultato la
rimozione del post dopo pochi minuti.
Tutto
normale?".
No, non credo sia normale e auspico vivamente che AS Roma
S.p.A., oltre a fare chiarezza su queste incomprensibili
difficoltà, rescinda il contratto con Lottomatica,
di cui tutti abbiamo le palle piene.
*
Aggiunte
tre foto di Bologna/Roma.
*
Parmensi:
"Sabato 7 gennaio, in
occasione di Inter-Parma giocata alle 20:45, una
delegazione di Boys è riuscita ad entrare
regolarmente a S.Siro, nel settore ospiti con relativo
biglietto, regolarmente acquistato e pagato (e non
poco), pur non in possesso della Tessera del Tifoso.
Questo a testimonianza che a volte la tenacia paga, e
a tener duro qualche risultato si ottiene. Ora
continuate a porvi delle domande sull’utilità
della Tessera, noi andiamo avanti per la nostra strada".

Daniele:
"Questi tre punti, tratti dal sito
corederoma.it, possiamo considerarli le tre cose
principali che non ci vanno giù nel
provvedimento TDT:
a) quando si firmavano i moduli nessuno ti
diceva che i tuoi dati andavano in questura e
sottoscrivevi – potenzialmente – una carta di credito
ricaricabile: il Garante della Privacy ha detto che
ciò era illegittimo e non lo possono più
fare e, comunque, anche quando si acquista un
biglietto i dati vanno in questura;
b) il legame tessera/carta di credito: il
Consiglio di Stato ha detto che è illegittimo e
difficilmente il TAR potrà discostarsi da
quanto sancito dal massimo organo giurisdizionale
amministrativo;
c) le modalità per ottenerla, che
sottostanno all’art. 9 della legge Amato, che comunque
vale anche per i biglietti, ultima cosa da modificare.
Domanda: abbiamo detto che i primi due punti
sono in via di risoluzione, e che, se verrà
risolto anche il terzo punto legato all'articolo 9,
potremo anche tesserarci. Ma mi chiedo io, una volta
risolti questi tre punti, al buon Maroni o a chi per
lui, la tessera del tifoso cosa servirà? Cosa
garantirà? Non sarà un impiccio in
più? Non si limiterà al guadagno di quei
20€ (anche di meno) che si spendono comprandola?
Un saluto, Daniele".
Non servirà a nulla. Era una buffonata
propagandistica, che gli è servita (non so
neanche quanto) a livello politico. Non avrà
neanche il guadagno, perché se modificheranno
l'art. 9 mi posso anche riabbonare e per chi si abbona
quel pezzo di plastica è gratuito.
*
... e meno male che questi
buffoni dicevano che la tessera del tifoso avrebbe
riportato gli spettatori allo stadio...
ahahahahahah!!! Ma si rendono conto di quanto sono
buffoni? Ma non ce l'hanno una dignità?
Addio al
calcio: serie A Tim, spettatori in calo del 4,9%
La Juventus
è la squadra che richiama il maggior numero di
spettatori negli incontri disputati lontano dallo
stadio Olimpico: contro i bianconeri a Catania, Verona
(vs Chievo), Milano (vs Inter), Roma (vs Lazio e
Roma), Napoli, Siena e Udine si è registrato il
migliore dato stagionale per presenze casalinghe.
Serie A Tim: in
calo gli spettatori presenti allo stadio: è il
peggior dato degli ultimi quattro anni.
Inter migliore
media-spettatori negli incontri casalinghi. Juventus
+66.7% rispetto lo scorso campionato: per i bianconeri
anche il maggior seguito negli incontri esterni.
Negli incontri di Serie A Tim finora
disputati si è registrato un calo del 4.9%
nelle presenze allo stadio rispetto la stagione
precedente. La media di 23.675 spettatori, inoltre,
risulta essere il peggior dato se rapportato agli
ultimi quattro campionati disputati: 24.901 nella
stagione 2010/11, 25.570 nella stagione 2009/10
(-7.4%), 25.779 nella stagione 2008/09 ( -8.1%). Al termine della 16esima
giornata il match più seguito è stato
Inter-Juventus che ha fatto registrare 78.072
spettatori presenti. Seguono gli incontri
Napoli-Juventus (57.402 presenze) e Lazio-Juventus
(57.148 presenze). I nerazzurri, inoltre, detengono
la migliore media spettatori negli incontri
casalinghi: con 50.729 presenze precedono Napoli
(media di 43.660 spettatori al San Paolo) e Milan
(41.606 spettatori). Lo rileva il Report n. 75/2011
elaborato dall’Osservatorio Calcio Italiano (www.osservatoriocalcioitaliano.it) website monitoring delle
manifestazioni calcistiche in Italia. Rispetto la
stagione precedente l’Olimpico sponda romanista
conferma la quarta posizione per media spettatori
(38.875) con un incremento del 14.4%. Considerevole
balzo in avanti per la Juventus: nel campionato in
corso i bianconeri hanno fatto registrare in media
36.630 spettatori con un incremento del 66.7%
rispetto al 2010/11. Dato negativo invece per il
Palermo: al Barbera negli incontri finora disputati
si è registrata una media di 19.495 presenze,
in calo del -21.4% rispetto lo scorso campionato.
I dati completi sono disponibili su www.stadiapostcards.com/
10
gennaio 2012: ultimamente l'ultimo
marmocchio va a dormire alle 23.30 il che mi crea non
poche difficoltà all'aggironamento del sito... Si
accettano suggerimenti in ordine a valeriane e rimedi
più o meno naturali che favoriscano il sonno...
Detto questo, loro si occupano ogni giorno di noi, noi ci
occupiamo una volta l'anno di loro, tanto per ricordare
che:
"Ciao
Lorenzo, oggi per puro caso mi sono chiesto "ma prima
della fondazione della AS Roma quale squadre
partecipavano al campionato?". "Davvero la Lazio era
questa gran squadra? Iprimideacapitale possono vantarsi
di qualcosa?
La
risposta è molto semplice, no. Basta consultare
queste 2 fonti una neutrale e una laziale. Riporto i
link:
http://it.wikipedia.org/wiki/Divisione_Nazionale_1926-1927
e http://www.laziowiki.org/wiki/1926/27#Campionato
Perchè
proprio quest' anno è importante? Risposta:
è il primo anno in cui si parla di campionato
Nazionale come spiegato da Wikipedia. Partecipano 2
squadre Romane(in gironi diversi): l'Alba e la
Fortitudo. La Lazio non c'è. Quindi dove è
la Lazio?? Ce lo dice la fonte laziale, la Lazio
partecipa al Campionato di Prima Divisione - Girone "D"
con altre squadre meno blasonate (tra cui il Roman). Raffaele".
Molto si è detto sulla vicenda. Credo che la sotria
corretta sia scritta su questa pagina.
*
Dopo di
ciò, ricevo e pubblico il comunicato della curva
padovana:
L’ENNESIMA
ASSURDITA’ DELLA TESSERA DEL TIFOSO!
Venerdì 6
gennaio, impossibilitati a seguire il nostro Padova ad
Ascoli causa mancata sottoscrizione della Tessera del
Tifoso, abbiamo deciso di recarci allo stadio
“Tombolato” di Cittadella, per il match contro l’Empoli.
Perché
l’abbiamo fatto? Per evidenziare una delle tante
assurdità previste dal protocollo sulla tessera
del tifoso, approvato quest’estate nell’indifferenza
generale ma poi applicato “a piacere” dagli organi
competenti, e che “qualcuno” ha tentato in tutti i modi
di convincerci ad accettaread inizio campionato. Secondo
quanto stabilito dal Casms, in una loro “personalissima”
Interpretazione del protocollo, noi non possiamo recarci
ad Ascoli a seguire LA NOSTRA SQUADRA in quanto
residenti in Veneto, ma proprio in base alla nostra
residenza possiamo recarci a Cittadella a vedere una
partita che non c’entra nulla, tifando per il Padova!
Pensiamo sia ora
di rivedere drasticamente l’intero apparato della
Tessera del Tifoso, cominciando colriaprire le trasferte
ai tifosi ospiti che ne sono sprovvisti. Non ci vengano
a raccontare che sono misure “studiate per la
sicurezza”:in tempi non sospetti, avevamo già
spiegato come non fosse altro che un grosso business per
le bancheed in più occasioni abbiamo sostenutoche
allo stadio si sperimentano metodi
speculativo-repressivi che poi vengono applicati in
tutti gli altri ambiti della società. Guarda
caso, a distanza di qualche anno ci sarebbe chi vuole
obbligare i pensionati ad aprire un conto corrente e si
fanno controlli a tappeto su ogni prelievo bancario! Ci
viene da ridere nel sentir parlare quegli stessi
leghisti, che prima ci dicevano “se non avete nulla da
nascondere fatevi la tessera”, mentre oggi proteggono i
commercianti di Cortina per i controlli della Guardia di
finanza dicendo che “non si può sparare nel
mucchio”(Le stesse identiche parole che gridavamo noi
ultras d’Italia). Ma come? “Le leggi ci sono, debbono
solo essere applicate”: ora…..se nonhanno nulla da
nascondere quale è il problema???
Venerdì
nella gradinata del Tombolato, ma poteva essere
l’Olimpico di Roma o il Nereo Rocco di Trieste, erano
presenti ben tre tifoserie: i padroni di casa del
Cittadella, noi “ospiti inattesi” ed i pochissimi tifosi
empolesi provvisti di tessera del tifoso. Se nulla
è successo è stato principalmente per
l’intelligenza ed il buon senso dimostrato dai tifosi,
non certo grazie alla “fantomatica” tessera del tifoso,
che fa sempre più acqua da tutte le parti!La
Tribuna Fattori visto il buon esito dell’iniziativa
continuerà con orgoglio a far emergere le
contraddizioni di un sistema “DISCRIMINANTE” ed a
lottare per la libertà personale di ogni
individuo.Ringraziamo i circa 130 ragazzi presenti
venerdì a Cittadella, oggi più che mai
l’anima della Fattori.
“Se ci
impediranno di vedere il Nostro Padova andremo ad altre
partite, e se ci fermeranno allo stadio e ci bloccano al
calcio andremo alla boxe, andremo al biliardo o ai
videogiochi, andremo ovunque e comunque per la nostra
dignità Ultras!”.
*
Famiglie allo stadio: "Caro
Lorenzo, Il week-end del 17 marzo sarò a
Roma. Vorrei portare mio figlio Adriano di 4 anni
allo stadio per Roma-Genoa (penso sia quella in
calendario), prima che mi diventi del
milan/inter/juve, pericolo grandissimo vivendo a
Milano. Cosa devo fare per acquistare 5-6 biglietti
da qui? Come funziona ora? Grazie per un tuo pronto
supporto in merito. Un saluto, Fabrizio".
Caro Fabrizio, per tua fortuna non si tratta di
Roma/Milan, altrimenti tu, romano e romanista
residente a Milano, non avresti potuto vedere il match
perché quell'individuo leghista - per il
tramite di osservatori vari - ha introdotto
discriminazioini geografiche per poter acquistare
biglietti. Il pericolo, però, non è
scongiurato, perché nonostante tutti i vari
accordi e protocolli è sempre più
difficile acquistare un biglietto per vedere una
partita di calcio se non si risiede nella città
che la ospita, come vedremo con la nota che
seguirà, scritta da un tifoso della Lazie. Per
questa ragione, qualora dovessi avere
difficoltà, ti suggerisco di acquistare il
biglietto direttamente a Roma, nei nuovi locali
destinati dall'AS Roma alla vendita dei biglietti.
*
Ecco qui quanto dicevo:
"Il 7 Gennaio 2012 si è
giocata la partita Siena-Lazio, valida per il campionato
di Serie A e, come al mio solito, anche in questo caso
decido di imbarcarmi in questa ennesima trasferta al
seguito dei biancocelesti.
Come molti ben
sanno, infatti, il sottoscritto, pur non avendo
assolutamente sottoscritto alcuna “carta di credito del
tifoso”, non essendo residente, per motivi di lavoro,
nella regione Lazio, ha la possibilità di
acquistare il biglietto di qualsiasi settore dello
stadio in cui gioca la squadra biancoceleste, tranne che
per quello ospiti.
Così come
fatto in occasione di ogni trasferta da me effettuata
nelle ultime due stagioni, quindi, mi metto a cercare su
internet le modalità di vendita dei tagliandi per
accedere allo stadio.
Il comunicato
pubblicato sul sito ufficiale del Siena recitava
testualmente: “I biglietti per la gara Siena-Lazio in
programma sabato 7 gennaio alle 18 allo stadio “Artemio
Franchi – Montepaschi Arena” sono in vendita in tutto il
circuito nazionale Lottomatica.”.
Perfetto, mi
dico.
Mi reco quindi
nella più vicina ricevitoria
Lottomatica-Listicket, per acquistare un tagliando della
“Curva San Domenico”, il settore limitrofo a quello
destinato alla tifoseria ospiti. Ma giunto qui, ecco
l’amara sorpresa: nel circuito nazionale sono stati
inseriti solo i biglietti per il settore ospiti,
acquistabili solo e unicamente con la tessera del
tifoso. Per tutti gli altri settori dello stadio bisogna
recarsi nelle ricevitorie di Siena e provincia!
Allucinante!
In pratica se il
sottoscritto fosse un tifoso della Lazio o fosse un
semplicissimo appassionato di calcio con tessera del
tifoso al seguito, e non volessi, per qualsivoglia
ragione, essere rinchiuso nel settore ospiti, non potrei
acquistare alcun biglietto al di fuori di quello per
accedere in questa determinata porzione dello stadio,
nonostante la sottoscrizione della tessera mi consenta,
così come da disposizioni, di scegliere
liberamente qualsiasi settore dal quale assistere alla
partite di calcio.
O, ancora
peggio, se il sottoscritto fosse un tifoso del Siena non
residente in Toscana, non avrei assolutamente la
possibilità di acquistare il biglietto per
assistere alla partita della mia squadra. Anche
perché, e qui siamo al paradossale, sempre
secondo il comunicato pubblicato sul sito ufficiale del
Siena Calcio, “Il giorno della partita sarà
possibile acquistare i biglietti alla Biglietteria “Il
Campino” (viale Vittorio Veneto) dalle 10 alle 18,30, in
tutti i settori eccetto quello ospiti; la vendita
è riservata ai POSSESSORI di tessera del
tifoso.”.
Torno quindi,
mestamente a casa, e mi rimetto davanti al computer
nella speranza di poter acquistare, perlomeno, il
biglietto tramite internet. Ma anche in questo caso,
niente da fare. Sul sito della Listicket la vendita
online, per questa partita, non è stata attivata.
Andiamo bene…
Che fare allora?
Fortunatamente
ho qualche amico in Toscana che si presta a raggiungere
una delle ricevitorie per acquistare il biglietto per me
e poi consegnarmelo il giorno della partita. Ovviamente
però, non avendo il mio documento al seguito,
è costretto a fare il biglietto con i suoi dati.
Poco male: tanto c’è la possibilità del
“cambio nominativo”, procedura che, come riportato sul
sito ufficiale della Listicket, “permette,
all’utilizzatore corrente di un titolo cartaceo, di
assegnare il proprio titolo ad altro utilizzatore,
indicandone i dati anagrafici corretti. Il nuovo
utilizzatore sarà abilitato, da quel momento, a
varcare i tornelli e accedere all’evento.”.
Acquistato il
biglietto, il mio amico mi comunica i dati necessari per
effettuare il cambio utilizzatore. Inserisco sul sito il
“numero tipografico”, la “carta di emissione” ed il
“progressivo di emissione” riportati sul tagliando, e
poi procedo ad inserire il mio nome, il mio cognome, la
mia data ed il luogo di nascita. Fatto, invio.
Ma ecco che sul
sito appare un’insolita scritta: “Si è verificato
un errore. Ti chiediamo di metterti subito in contatto
con la nostra assistenza per risolvere questo
problema.”.
Ripeto la
procedura, ma niente.
Non mi rimane
che contattare il centro assistenza della Listicket, al
numero, a pagamento, 892982.
Mi risponde una
signorina gentilissima alla quale espongo il mio
problema. La sento digitare qualcosa sulla tastiera e
poi confabulare con un’altra persona. Dopo qualche
minuto mi dice che neanche lei riesce ad effettuare
l’operazione e mi chiede di riprovare a chiamare tra una
decina di minuti affinché possa avere il tempo di
verificare l’effettiva motivazione di tale problema.
Dopo circa un
quarto d’ora ripeto la chiamata e mi risponde la stessa
signorina che mi spiega, testualmente, che “il cambio
utilizzatore per questa partita non si può fare
per motivi di ORDINE PUBBLICO, in quanto il Prefetto di
Siena ha disposto il divieto per questo tipo di
operazioni”!
Senza parole…
In pratica non
mi resta altro da fare che mettermi in macchina e
recarmi personalmente a Siena per acquistare il tanto
agognato tagliando e, con l’occasione, risarcire il mio
amico per un acquisto pressoché inutile.
Il 3 Gennaio,
quindi, approfittando di una mia giornata libera,
raggiungo il capoluogo toscano e mi reco in una delle
ricevitorie autorizzate. Qui, finalmente, previa
consegna del mio documento e, addirittura, del codice
fiscale (???), riesco ad ottenere, alla “modica” cifra
di venticinque euro, un biglietto a mio nome per
accedere nella Curva “Beneforti” (o, se preferite, Curva
“San Domenico”).
E finalmente
arriva il giorno della partita.
Arrivo a Siena
intorno alle 16 (il fischio di inizio era previsto per
le ore 18) e, seguendo le indicazioni stradali,
raggiungo il varco per il parcheggio destinato ai tifosi
ospiti. L’accesso delle auto viene disciplinato da due
steward che, per far entrare le macchine all’interno
dell’area parcheggio, pretendono l’esibizione del
biglietto del settore ospiti e della relativa tessera
del tifoso. Io non sono in possesso di nessuno dei due,
e quindi gli steward mi rimandano indietro, nonostante
sia un tifoso della squadra ospite.
Nonostante il
traffico, riesco comunque a posteggiare nei pressi dello
stadio e raggiungo a piedi l’ingresso C2, quello della
Curva Beneforti. Qui, dopo il consueto controllo del
tagliando e del documento di riconoscimento, gli steward
davanti ai tornelli mi fanno presente che “le bandiere e
gli stendardi non possono essere introdotti all’interno
dello stadio, tranne nel caso in cui si abbia la tessera
del tifoso o si sia in possesso di regolare
autorizzazione”!
Dopo una serie
di batti e ribatti, sono quindi costretto ad abbandonare
le aste del mio stendardo all’ingresso.
Sembra di vivere
un film: ogni minuto che passa, scopro una cosa nuova,
una più assurda dell’altra!
Finalmente
riesco ad entrare nello stadio, e mi ricongiungo con i
ragazzi con cui vivo e trascorro le tante trasferte al
seguito della Lazio nel settore dei non tesserati. In
questa zona dello stadio i laziali sono in un discreto
numero. Il settore ospiti, con circa 1500 tifosi
biancocelesti (ed è in occasioni come queste che
mi chiedo dove stava tutta questa gente in una trasferta
sicuramente meno distante come quella di Napoli)
è alla nostra sinistra, ma in mezzo ci sono degli
spalti lasciati totalmente vuoti ed inaccessibili dal
personale della sicurezza. Alla nostra destra, invece,
ci sono i tifosi senesi, separati da noi da un esiguo
numero di steward.
La partita
finirà con una sonora sconfitta della compagine
biancoceleste per ben quattro a zero. L’unica nota
positiva della giornata è che, sul risultato di
tre a zero alla fine del primo tempo, mentre nel settore
ospiti i tifosi laziali, alternano delle pause
incomprensibili nell’apporto vocale agli insulti contro
la propria squadra e l’allenatore, arrivando addirittura
ad evidenziare il possesso di palla della squadra di
casa con degli “olè” a mio parere totalmente
fuori luogo, nel nostro settore, mentre si sottolinea
orgogliosamente a più riprese il nostro non
essere tesserati, regna la goliardia e si continua ad
incitare e cantare sotto la sguardo stupito e attonito
dei tifosi del Siena seduti vicino a noi.
Va detto, per
altro, che non tutti nel settore ospiti pare siano stati
d’accordo con questo tipo di impostazione e tutto
ciò è ampiamente dimostrato anche da
alcuni, brevi, momenti di tensione a cui abbiamo potuto
assistere dalla nostra zona, nonostante fossimo comunque
piuttosto distanti dalla gradinata dei tifosi
laziali tesserati.
A fine partita,
mentre la tifoseria senese esulta per l’eccellente
risultato acquisito dalla propria compagine, alcuni
calciatori biancocelesti vengono sotto il settore
applaudendo i laziali presenti, quasi a chiedere scusa
per il poco impegno profuso in campo.
All’uscita gli
steward ci fanno passare obbligatoriamente per un varco
laterale che ci conduce sotto il settore ospiti,
facendoci ricongiungere con gli altri tifosi
biancocelesti e facendoci uscire, tutti insieme,
in quel famoso parcheggio vietato ai non tesserati.
Arriva quindi il
momento dei saluti.
Rientro a Roma
dando appuntamento ai miei fratelli laziali alla
prossima trasferta e con tanti spunti di riflessione che
si agitano nella mia mente, ma soprattutto con la
consapevolezza, una volta di più, che la “carta
di credito del tifoso”, insieme a tutti quelli che
stanno abbondantemente lucrando sulla testa di noi
tifosi, stanno uccidendo, ogni giorno che passa, la
passione nei confronti di quello che un tempo era il
gioco più bello del mondo".
Dal sito
Dodicesimouomo:
"Si registrano nuovi incidenti dove
sono coinvolti tifosi del Milan, ieri a Bergamo. Fermo
restando che questo sito non auspica a nessuno Daspo od
altro, resta da capire come mai quando si tratta dei
rossoneri, trovare una notizia è quasi
impossibile e quando sono altre tifoserie, vedi Hellas
Verona, finiscono dritti in prima pagina, dipinti come
mostri anche se il giornalista che scrive il pezzo
magari nemmeno era presente e non sa come si sono svolti
i fatti o se la notizia è vera. Misteri tutti italiani, visto che i due
esempi portati sono di due curve tesserate, quindi se
“la sicurezza” che garantisce la tessera non deve essere
“rovinata” con notizie di incidenti od altro non si
capisce perchè lo stesso metro non venga
utilizzato appunto con i veronesi. Altre multe a Pisa,
dopo quelle per i megafoni adesso ne arrivano altre per
chi non rispetta il proprio posto allo stadio. Dalla
Questura di Pisa fanno sapere che il provvedimento non
è nuovo, in effetti a Firenze molti lo hanno
subito.La legge è oggettivamente chiara: multa,
allontanamento dallo stadio ed eventualmente denuncia e
Daspo (ovvero espulsione da tutti gli stadi per un
periodo da 1 a 5 anni) sono le conseguenze previste per
la violazione delle norme sulla sicurezza degli stadi.
Fra queste violazioni, non ci sono solo gli atti di
volenza. Ma anche l’esposizione di bandiere o striscioni
politici o comunque non autorizzati, o anche l’abbandono
del posto assegnato. Che non è un bizantinismo:
chi va allo stadio viene fotografato e identificato
tramite il posto nominativo, per cui se da un
determinato posto viene ad esempio lanciata una
bottiglia, la polizia deve sapere chi c’era lì.
Questa la replica dei pisani: «Un conto è
punire chi commette atti di violenza – spiegano gli
ultrà pisani – un altro è accanirsi
davanti a comportamenti che non c’entrano niente con la
violenza. In gradinata tantissime famiglie si spostano
fra il primo e il secondo tempo per vedere più da
vicino dove attacca il Pisa, in curva ci sono i posti
dove stanno di solito i gruppi e gli altri dove va gente
alla quale non piace cantare. In tutto lo stadio, su
10-12mila persone, saranno un decimo quelli che occupano
davvero il posto scritto sul biglietto». Per
adesso le multe sono di 167€ ma come si può
leggere, il rischio è il Daspo. Ieri a Lecce gli
Ultras sono rimasti a casa per protestare contro il caro
biglietti. Assistiamo per vari motivi a curve sempre
più vuote e spogliate di colori e passione. Tutto
a vantaggio di SKY naturalmente. Da lapadovabene.is
riprendiamo l'ultima idea dei non tesserati.
Impossibilitati a seguire la loro squadra in trasferta,
si sono recati in massa a vedere Cittadella – Empoli,
con tanto di striscioni e tifo incessante per 90 minuti
per il...Padova. La voglia di tifare, di essere presenti
c'è, come la voglia di ricolorare le curve, ad
oggi però sembra impossibile, grazie soprattutto
alla Lega di A e quindi ai club che non ascoltano e meno
che mai tutelano i tifosi. Una volta si diceva,
giustamente che il calcio apparteneva al popolo, oggi
invece proprio non ci vogliono allo stadio.
8 gennaio 2012: nel tardo
pomeriggio saranno in linea le foto di Roma/Chievo e, passato il
periodo di feste natalizie, si torna ad aggiornare
regolarmente il sito con la grinta di sempre!
7
gennaio 2012: buon anno a tutti. Le foto
di Roma/Chievo saranno on line nel tardo pomeriggio di
domani. Sto provando il nuovo sistema operativo che spero
risolverà i problemi che avevo con Netscape.