"Le leggi inutili indeboliscono quelle necessarie"
(Louis C. Montesquieu)


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(archeologo e filologo, nonché massimo teorico mondiale dell'estetica neoclassica)


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http://www.youtube.com/watch?v=uiskWM1hzL8&feature=related
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Diffideranno anche me?
Avevo un canale su Youtube dove postavo video per lo più musicali. Ogni tanto, però postavo anche qualche video che meritava di stare in rete. Bene, sono stato bannato da You Tube.
Indovinate un po' per quale video?
Ma per il video de "Le Iene" che restituivano alla signora inglese la macchina fotografica rapinatale nel settore ospiti dalla Polizia nel 2007, ovviamente! A questo punto, ecco qui il video. Diffondetelo voi su You tube, qui rimarrà sempre.



Il sito viene aggiornato praticamente ogni sera, verso la mezzanotte o poco dopo. A volte anche verso le 15.00. Il sabato non ci sono regole. Dopo le partite, le foto vengono inserite dopo circa due ore,
salvo imprevisti.
"Non sempre i ribelli possono cambiare il mondo. Ma mai il mondo potrà cambiare i ribelli" (Alain de Benoist)
"Una volta nel gregge, 
è inutile che abbai: scodinzola"
(Anton Cechov)






NO ALL'ART. 9
L'On.
                          Amato (Governo Prodi, centrosinistra)
La campagna del "No alla tessera del tifoso" (Una produzione Amato & Maroni Co.)
LA TRAPPOLA DELLA TESSERA DEL TIFOSO
L'On.
                          Maroni (Governo Berlusconi), centrodestra

"PERCHE' CONTESTATE LA TESSERA?"
TRE ARTICOLI CHE LO FANNO CAPIRE ANCHE AL PIU' IDIOTA
Il futuro che ci aspetta
22 settembre 2011

Perché la tessera del tifoso è inutile
13 settembre 2011
Tessera, voucher o biglietto?
27 giugno 2012
"Nessuno è più schiavo di colui che si ritiene libero senza esserlo."
Goethe


LA ROMA SI',
LA LAZIO NO






proudly presents:
L'ALBO NAZIONALE DEGLI STRISCIONI
Serie A
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Serie B
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Lega Pro
http://www.osservatoriosport.interno.gov.it/area_tifosi/striscioni_lega_pro.html








In giallo, quello che scrive il webmaster
In giallo oro, le vostre e-mail
Petizione on line sul nuovo logo della Roma
(7867 sostenitori al 16.06.2013)

http://www.change.org/it/petitions/as-roma-no-al-nuovo-logo-roma-va-rispettata-2

In bianco gli articoli di giornale ed altro.


16 giugno 2013: terminata la stagione 1935/36.

10 giugno 2013: troppo da fare e troppe cose da fare. La pagina 1987/88 è aggiornata, così come quella 1992/93, la 1985/86 e il precampionato 1935/36.




Le persone che hanno cambiato il nostro storico stemma sono

gli statunitensi Mark Pannes (a sinistra) ed Italo Zanzi (a destra).




28 maggio 2013: bene. Leccate le ferite, smaltita l'adrenalina, ragionato sul da farsi credo sia ormai evidentente a tutti la strada.
Tempo ne abbiamo dato a sufficienza: non siamo stati scettici sul nascere. Abbiamo dato piena fiducia.
Ma ora, vae victis.
Guai ai vinti.
E i vinti siamo noi, con responsabilità minime, e loro, con responsabilità massime.
Non sarà qualche maglietta in più venduta a un cercatore d'oro del Klondike a cambiare la nostra storia.
Basta vedere la classifica e chi ci sta sopra per capire che il merchandising può essere un completamento, quando si è sconfitti.
Solo se si è vincitori, il merchandising fa da volano, perché è evidente che la gente d'oltremare compra se la squadra vince.
E se negli ultimi tre anni in Champions League ci vanno squadre come Napoli e Udinese, che non hanno mire espansionistiche ma che evidentemente hanno una programmazione più accurata della nostra, è evidente che qualcosa debba cambiare e che, soprattutto, non si possa iniziare cambiando lo stemma della squadra che - puramente e semplicemente - per il sottoscritto (e per lo meno per tutte le decine di tifosi con cui ho parlato in occasione del derby), deve tornare quello che era, e pure alla svelta.
Altrimenti sarà necessario trovare una sinergia d'intenti in tutta la tifoseria che si rispecchia in questi principi per boicottare, con tutti i mezzi possibili, la scelta societaria.
Per quanto è di James Pallotta che definisce "non tifosi della Roma" gente nata giallorossa, quando fino a due anni fa costui non sapeva neanche la Roma cosa era, spero che presto riuscirem
o a fargli capire che Roma non è Boston.
Come in altre situazioni, ogni romanista può bastare a se stesso. Non serve alcuna organizzazione. Chiunque può fare un
o striscione di dissenso o 1000 adesivi.
Aridatece er nostro stemma!
*
Una bella e-mail ricevuta:  "...semplicemente sempre li´. Forse le avro´viste per la prima volta alla fine degli anni 80 con un piede nel "nuovo olimpico" post italia 90. Facce pulite che il tempo ha soltanto scalfito con qualche ruga o capello bianco. Hanno visto molto della vita gioie e dolori soddisfazioni e guai. Io le ho sempre scrutate con rispetto pensando se avessero mai provato le mie stesse emozioni in quelle domeniche. Se avessero mai creduto a quello che stavano vedendo e seguendo. Se la moda del momento fosse stata quella di seguire una squadra di calcio e fare l´ultras a difesa di chissa´quale ideale. Se mi avessero mai lasciata sola o se fossero  cambiate.Se nella trasferta piu´lontana li´avessi sentiti arrivare da lontano con il loro fare deciso non credendomi sola.  Se si fossero ricordate di me con un saluto d´altronde abbiamo sempre cercato di remare nella stessa direzione. Semplicemente sempre li.....le ho riviste ieri le stesse di sempre con la solita rabbia, il solito ardore. La voglia di sempre, le bestemmie di sempre .Ho conosciuto calciatori, dirigenti, presidenti ma nessuno mai ha avuto il mio/vostro amore cosi´forte,marcato per questi colori.Hanno provato a dividerci sia la" strada" , che le nuove regole  di uno sport ormai malato. Divieti, diffide, intimidazioni....non vi hanno fermato e nel vuoto assoluto di una  pagina cosi´triste per noi tutti vi ho sentito sussurrare che comunque ci saremmo rivisti a settembre...Vi porto nel cuore e da ieri sono semplicemente soltanto vostra..... quelle facce, quella gente.

FIRMATO  LA VOSTRA ROMA.

dedicato ad una generazioni di romanisti......."
*
Poi passiamo alle e-mail post derby.
Valerio:
“All’inizio del credo e alla fine della decenza”

 Peggio di così non poteva andare. Non è vero. Perché il concetto di Peggio per un Romanista non esiste. Non è confinato in una logica precisa. Non risponde a dinamiche di immaginario e lessicali ben definite. Il Peggio non esiste. Ogni generazione può confrontare questa tesi andando indietro coi ricordi o cercando di strappare i più recenti ma è questo che fa del Romanismo qualcosa di più che una passione sfrenata per una squadra di calcio. E’ questa assoluta astrazione dell’idea del Peggio che rende l’identità Romanista fortissima e assoluta essa stessa. La rimozione del lutto sportivo è impossibile ma immediata, pronta a riaffiorare nel momento stesso in cui qualcosa di Peggiore si presenta. E si presenta sempre, puntuale, Peggio di prima. Toccare il fondo non significa niente. Non c’è fondo. Non esiste lo spazio per come esiste per tutti. Un Romanista è molecola tra molecole simili a lui. Non c’è un barile su cui raschiare il fondo. Non c’è un basso dove cadere. C’è un cosmo in cui ognuno crede di essere motore planetario fondamentale e in cui si galleggia gomito a gomito con grande fatica gli uni con gli altri. Il primo nemico di un Romanista è un altro Romanista. Non per autolesionismo ma per questo diritto di sentirsi unici in un luogo-non luogo dell’anima copletamente privo di regole fondamentali. Ecco perché si odia la Juventinità, il suo raziocinio, la sua abitudine al potere della gioia, le sue regole e la sua adulazione del Meglio. Vincere, per un Romanista, è ottenere Giustizia. La vittoria è illegale nel suo mondo perché la legge vuole che perda sempre, e sempre quando non dovrebbe. Non vincere una Coppa dei Campioni in casa propria. Non una Coppa Uefa, in casa propria. Non due Coppe Italia, in casa Propria. Non due Scudetti, in casa propria. Tutto questo sancisce la biodiversità di un Romanista.  E la sua grande forza. Non nel sopportare.. Ma nell’elaborare il lutto con una velocità superiore alla norma pronto a continuare a credere e a credere ancora. La corsa all’illegalità della vittoria è la sua grande corsa per la vita, il destino del suo essere e , quando accade, sapete tutti che succede. Ecco perché oggi non fa poi tanto male. Perché succederà qualcosa di Peggio. E poi forse qualcosa di Peggio ancora. E attraverseremo tutti i Peggiori momenti senza battere ciglio pronti a cogliere il canto della Normale felicità, quella che non ci appartiene di natura, la felicità illegale, vittoriosa. Laziale pupazzo de neve.

Filippo:

http://www.youtube.com/watch?v=qdSLRhVvg7A

"Se perdi la finale di Coppa in maggio puoi sempre aspettare il terzo turno in gennaio e che male c'è in questo? Anzi è piuttosto confortante se ci pensi..."

Maledetto Nick Hornby, con il tuo "c'è sempre un'altra stagione" ci accompagnerai per tutta la vita... ed è giusto così.

Un abbraccio Lore', e sempre Forza Roma,
Filippo

P.S. lo so che è scontato dirlo, lo so che nun avemo perso pe' quello, lo so che 'sta cosa poco originale te la scriveranno in tanti... ma lo vojo di' pure io: il nuovo logo non è solo brutto, porta pure sfiga. E bravi a tutti quelli che ieri stavano sugli spalti con la t-shirt nuova di zecca più furba nella storia del merchandising, mo' sai che ce fate, ve la tenete per ricordo...

Giovannino:
"È finita male. È finita peggio. Peggio de ogni incubo. È finita che te vai a vedè na partita carico de aspettative, che è a partita der secolo, er derby dei derby, na partita che vale na vita. E poi invece quaa partita nun viene giocata. O meglio viene giocata perché er risultato è stato omologato, ma no daa squadra tua, ma da quell'altri, che quindi giocando da soli finisce pure che vanno a vince. E te è dar fischio finale che ce stai a pensà e a ripensà e stai a rimuginà, e bestemmi e te ncazzi, e dici "ma perché nun hanno giocato?". Bella domanda. Tocca tornà indietro tipo a du anni fa, quando tifavi na squadra, che vinceva o nun vinceva, almeno te ce faceva crede, te faceva sentì comunque che qualcosa c'era. Chiamala Romanità o chiamala come voi, sapevi che vince o scudetto era difficile ma sapevi che ce potevi crede. Quello che manca, quello che te da aa testa oggi invece è proprio la mancanza de ogni certezza, er fatto che sta stagione è andata de merda e che c'hai pure l'impressione che a prossima po annà peggio. Perché quanno non solo te distruggono ogni aspettativa e ogni sogno, ma addirittura cominciano a attaccà pure i simboli storici allora te fermi n attimo e dici "Americà ndo volemo arivà?". In una serata oscena come questa, in cui la mia salute è stata messa davvero a dura prova, me vojo aggrappà solo a quella unica  ma immensa certezza che me rimane, i romanisti. I romanisti quelli veri, no i miliardari in mezzo al campo. Quelli che durante tutta la partita se so affannati a alzà cori, pure quando la gente cominciava a abbandonà lo stadio, quelli che hanno fatto striscioni, quelli che pure oggi so stati coerenti e non se so piegati a fa na coreografia autorizzata solo pe due inquadrature in più, ma anzi, se so fatti sentì a modo loro. Quelli che contestano, anche con le cattive se necessario. Quelli che non arretrano mai. Quelli che per uno striscione vengono diffidati, ma poi so pronti a tornà più carichi de prima. Quelli che ce staranno sempre, sia a Stamford Bridge che ar Picchi de Livorno. E allora capisco che è pe loro che so romanista e non per il miliardario di turno che oggi sta qua e domani chissà. Perché chiunque de voi, a prima volta che è entrato ao stadio nun s'è messo a guardà er 9 er 10 o l'11, s'è messo a guarda a Sud. E loro, quaa gente là, i veri romanisti, nun mollano mai"

Proteste anche a Liverpool: i tifosi dell'Everton comunicano che non compreranno alcun tipo di merchadising con il nuovo stemma. A destra, una idea statunitense di stemma scoaiule dell'A.S. Roma.





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