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1° maggio 2007: prima di tutto, debbo dire di non aver avuto neanche bisogno di ascoltare quando detto dal nostro Daniele De Rossi nella trasmissione di ieri "Il mio canto libero" per capire quanto accaduto. Stimo al di là di ogni immaginazione Daniele - che è uno di noi più di tutti gli altri - e quindi capisco la delusione non tanto per i fischi (motivati secondo me anche dall'entrata "postuma" dopo che i laziali immediatamente erano andati sotto la Curva Nord) ma per gli insulti che qualcuno gli ha rivolto dalle prime file della Curva Sud. I fischi ci possono anche stare (anche se personalmente la prima cosa che ho pensato è stato "ma guarda sti stronzi che rientrano negli spogliatoi senza salutare") mentre, ovviamente gli insulti Daniele non se li merita affatto, come giocatore e come persona (non mi va di pubblicizzare l'umianità "privata" di Daniele, ma se chi ha osato insultarlo la conoscesse dovrebbe sputarsi davanti allo specchio).
Daniele è una bandiera ASSOLUTA.
Daniele E' la Roma.
Aggiunti alcuni resoconti su Roma/Lazio.
Proseguiamo con due notiziole: il giudice per le indagini preliminari non ha, ovviamente, convalidato l'obbligo di firma per il ragazzo che espose lo striscione con scritto "Ce s'è rotto er fax". Per annullare tutta la diffida - cosa peraltro scontata - sarà necessario rivolgersi al T.A.R. visto che l'altro modo di poter ricorrere è chiedere al Prefetto (sì, proprio a lui) la revoca del Daspo e quindi, lo capite da soli, la richiesta sarebbe del tutto inutile.
Altri giudici non sono d'accordo con il sequestro, operato dalle forze dell'ordine, dello striscione "Diffidati con noi". Il Tribunale del Riesame, infatti, ha detto che quel sequestro è illegittimo e che lo striscione deve essere restituito.
Gabriele mi fa sapere che "Sul sito della roma c'è un sondaggio (al solito intelligente) nel quale si chiede di indicare chi sarà il capocannoniere del campionato; oltre a totti, toni, mutu, bianchi, lucarelli e rocchi c'è anche la possibilità di scegliere IBRAHIMOVIC. Peccato che l'interista (che domenica non ha giocato) sarà operato in settimana al retto e, di conseguenza, ha finito la stagione. Considerato che lo svedese ha segnato 15 gol e totti sta a 21, mi sembra difficile che, da un letto, d'ospedale IBRA riesca a siglare 6 reti. Manco le basi del mestiere...".
Il sottoscritto invece in questa giornata di non lavoro va a ritirare la posta per fare colazione leggendo qualcosa. Mi trovo il numero di Aprile de "La ROma" con in prima pagina "THE MATCH" e la foto di Totti e Cristiano Ronaldo, come se la partita non fosse stata già disputata.
Passiamo poi al "modello inglese":
"Il Leeds United è retrocesso in Serie C inglese e i tifosi hanno protestato scendendo in campo.
Il club, che nel 2000 arrivò in semifinale di Champions League ed è caduto in disgrazia a causa di problemi finanziari, stava chiudendo malamente la
sfida con l'Ipswich a Elland Road. quando, a meno di un minuto dalla fine, i tifosi di casa si sono gettati sul perimetro di gioco facendo scappare i
giocatori dello United. L'Ipswich aveva pareggiato poco prima, condannando il Leeds.
La Football League ha già annunciato sanzioni tramite il portavoce John Nagle, il quale afferma: "E' sempre deplorevole che i tifosi entrino sul
campo di gioco. Quanto successo a Elland Road sarà oggetto di indagini da parte della FA. E questo atto di una minoranza di tifosi del Leeds potrebbe
avere serie conseguenze". Qui potete scaricarvi le immagini di Leeds Utd/Ipswich Town (se le volete conservare, 3383 kb) oppure semplicemente vederle su youtube. Ho scelto il servizio sull'intera partita (anche se di immagini dell'invasione ce ne sono a decine), perché c'è un criminale che quando il Leeds segna il primo gol è entrato in campo ed ha abbracciato - ricambiato - i giocatori della sua squadra. Ha gioito troppo, 'sto criminale.
Mi viene poi segnalata l'uscita del libro Gradinata Sud 1968 - 1987 prodotto dalla Vecchia Guardia Vicenza 1976.
"E' uscito a novembre 2006 e può essere acquistato esclusivamente in curva, in due punti vendita in Vicenza e sul sito della Vecchia Guardia
come recita la locandina:
Un viaggio alla riscoperta di valori ormai dimenticati, di suoni, odori e colori che non ci sono più, ma che meritano di essere rievocati, almeno una volta ancora. Da queste premesse scaturisce la voglia di ripercorrere le tappe fondamentali del tifo biancorosso semplicemente per far capire ai più giovani e non, quali furono le radici di quella che ancora oggi è considerata una delle più appassionate e fedeli tra le Tribù. Gli anni ’70 e la prima metà degli anni ‘80 dimostrano come l’argomento football aveva fatto breccia sui giovani divorandosi la divisione di classe, reddito, fede religiosa e quant’altro una mente ottusa voglia mettere nel piatto della bilancia.
Gli episodi narrati o citati sono scene della storia della tifoseria berica in ambiti che hanno riguardato anche le tifoserie di: Fiorentina, Torino, Verona; Brescia; Atalanta, Spal, Pescara, Modena, Sampdoria, Perugia, Chelsea, Padova, Bologna, Reggiana, Rimini, Triestina Oltre 300 foto di cui un centinaio di inedite. Foto di altre tifoserie: Fiorentina (del 1979), Torino (1979), Verona (1978-1979), Brescia (1984), Atalanta (1977-1985), Como (1977), Pescara (1977), Modena (1976-1986), Roma (1979), Sampdoria (1974), Cremonese (1985-1986), Reggiana (1986), Piacenza (1985), Parma (1985) e Udine (1986)"
Tanto perché rimanga ai posteri (grazie V.):
Non ricordo, poi, se avevo già inserito questo articolo de "Il Riformista" del 27.03.2007:



30 aprile 2007: on line le pagine di Roma/Lazio.

29 aprile 2007: aggiornata la pagina 55 di memorabilia. Avendo figli ed avendo appreso che la Roma concederà un prezzo di favore per gli under 14 in occasione della Finale di Coppa Italia - vorrei dire una parolina sulle disposizioni contenute nei decreti che piacciono tanto ai giornalisti e ai politici che le promuovono sapendo che poi non verranno applicate: le squadre, già da ora, sono obbligate a fornire ingressi gratis agli under 14 per non meno della metà delle competizioni. Qualcuno di voi ha visto sino ad oggi un biglietto gratuito? L'A.S. Roma - ma anche le altre squadre - si sono organizzate in tal senso? Si organizzeranno, visto che quella disposizione è legge dello Stato?
La risposta è ovviamente una sola: NO.
Il propositore di tale giusta disposizione - nel caso di specie l'On. Pietro Folena - si è dimenticato una piccola cosuccia: la sanzione in caso di inottemperanza.
Art. 11-ter.
(Rilascio di biglietti gratuiti per i minori).
1. Le società organizzatrici delle manifestazioni sportive sono tenute a rilasciare, anche in deroga al limite numerico di cui all'articolo 1-quater, comma 7-bis, del decreto-legge 24 febbraio 2003, n. 28, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 aprile 2003, n. 88, introdotto dall'articolo 1, comma 2, del presente decreto, biglietti gratuiti nominativi per minori di anni quattordici accompagnati da un genitore o da un parente fino al quarto grado, nella misura massima di un minore per ciascun adulto, per un numero di manifestazioni sportive non inferiore al 50 per cento di quelle organizzate nell'anno. L'adulto assicura la sorveglianza sul minore per tutta la durata della manifestazione sportiva.
Mentre sono state previste sanzioni per qualsiasi idiozia in danno dei tifosi, l'unica cosa che era pro-tifosi-famiglie non ha alcuna sanzione in caso di mancato rispetto. Per quale ragione quindi la Roma - ma anche qualsiasi altra squadra - dovrebbe porre a disposizione biglietti gratis per gli under 14 se tanto non c'è alcuna punizione economica se non lo fa? Ho appena scritto all'On. Folena chiedendogli il perché di simile "svista" e, democraticamente, attendo una sua risposta.
Comunicato della Curva Nord "Maurizio Alberti"
Diffide assurde per carta igienica irregolare
I gruppi della Curva Nord “Maurizio Alberti” intendono esprimere amarezza e indignazione per le diffide arrivate a seguito dell’introduzione e lancio di carta igienica in occasione della gara Pisa-Sangiovannese. Non solo non è stato applicato il buon senso nel valutare un fatto come quello di una coreografia né pericolosa, né violenta, ma l’assurdo è che le persone che hanno introdotto i rotoli di carta igienica all'interno dello stadio sono state fatte passare dalle stesse forze dell'ordine locali. Se un materiale come la carta igienica è stato di fatto ritenuto non autorizzato e considerato a rischio per la sicurezza antincendio (altra assurdità), come mai non è stato bloccato e sequestrato all’ingresso? Nessuno, anche se infastitido dal ridicolo provvedimento, avrebbe fatto resistenza. Inoltre come mai non sono stati diffidati tutti quelli (migliaia) che hanno lanciato la carta igienica in campo? In ogni caso, per chi frequenta gli stadi, il lancio della carta igienica ha sempre rappresentato passione e colore. Un rotolo di carta igienica non ha mai ucciso nessuno, né tantomeno mandato qualcuno all’ospedale. Purtroppo tutte queste considerazioni hanno orginine da un provvedimento (il recente decreto) ormai universalmente riconosciuto come anticostituzionale, ingiusto, redatto da persone poco competenti in materia, mal scritto, mal interpretato e, cosa ben più grave, che non risolve il problema della violenza e sicurezza negli ambienti sportivi. Togliendo striscioni, tamburi, coreografie e vietando il lancio di carta igienica, migliorerà questo calcio? Interessa davvero a chi governa di affrontare la questione in maniera seria e competente, o i signori del mondo del pallone si preoccupano solo di aver perso gli europei 2012 e quindi una valanga di soldi? Per protestare contro questo ennesimo assurdo provvedimento, i gruppi della Curva Nord “Maurizio Alberti” si asterranno da ogni forma di tifo per i primi 10 minuti della gara contro la Pro Patria, per tornare poi a scatenare la solita bolgia a difesa della fede nei colori e cantare ancora di più per il Pisa e per chi non può cantare.
Curva Nord “Marizio Alberti”.
E' evidente che in questo caso ci sia una "ripicca" delle forze dell'ordine, che si sono probabilmente "vendicate" del successivo striscione "Questo decreto ci fa caa" che esprime - comunque civilmente - il dissenso su questo provvedimento. Il TAR Toscana è comunque molto garantista, sicché consiglio i diffidati di fare ricorso perché è ora di porre un freno giuridico a questi signori.
Nuovo forum giallorosso sul web: http://www.lupocattivo.net/forum/.
Per il resto, sembra che la legge non funzioni tanto bene...:
"Dopo un periodo di apparente tranquillita' tornano le violenze allo stadio Bentegodi. Se le nuove leggi hanno messo sulla retta via gran parte delle tifoserie da Napoli a Torino, non sembrano funzionare a dovere in stadi come quello di Verona. Grosse bombe carta fatte esplodere sotto alla curva sud ed al passaggio dei tifosi juventini, aggressioni nelle vie adiacenti allo stadio, cori beceri e razzisti nei confronti dei giocatori di colore e all'indirizzo di Camoranesi
reo all'andata di aver esultato al gol dell'ex proprio sotto la curva dei tifosi scaligeri. A farne le spese specie in tribuna tifosi veronesi di chiara fede juventina aggrediti a calci e sputi. 4 tifosi provenienti dalla vicina Mantova sono stati aggrediti in via Mantovana nel quartiere S. Lucia da un gruppo di tifosi che accortosi delle sciarpe che indossavano hanno prima fermato il mezzo e poi aggredito i 4 malcapitati. A.S. 35 anni ha dovuto ricorrere alle cure dei sanitari per una scheggia di vetro che ha rischiato di fargli anche perdere l'occhio. G.A. 29 anni e C.Z. 31 anni di Trento sono stati aggrediti invece nei parcheggi in fianco alla curva nord dove spesso gruppetti di tifosi scaligeri senza i consueti colori della squadra attendono in incognito l'arrivo di tifosi fai da te e percio' non sotto la protezione delle forze dell'ordine. Allo stadio l'imponente schieramento delle forze dell'ordine ha evitato che le due tifoserie venissero a contatto. Cariche di allegerimento sono state effettuate prima e dopo la partita nei confronti dei tifosi scaligeri che cercavano di sfondare il cordone delle f.d.o. per arrivare al contatto con gli odiati rivali juventini. Cornice di pubblico delle grandi occasioni, quasi 20 mila i paganti piu' i quasi 9000 abbonati hanno ben onorato una partita dal sapore antico di serie A. Peccato per gli incresciosi episodi avvenuti all'esterno che ormai da 30 anni rendono tristemente famoso l'impianto scaligero. Le societa', vedi Man Utd a Roma,in vista delle partite in certe citta' dovrebbero provvedere a segnalare percorsi da fare, zone da evitare, comportamenti da tenere. A Verona non puoi comportarti certo come se fossi a Mantova o altre citta' dove il lato sportivo prevale ancora su piccoli gruppetti di esagitati. Purtroppo ci sono ancora citta' in mano ai teppisti e questo fa' molto pensare. Fa' molto pensare pure il fatto che gli episodi successi in tribuna non sono stati certo tra' ultra' ma tra persone pseudocivili che si ritengono contro la violenza e da cui i giovani dovrebbero prendere esempio".
Anche a Napoli ci sono stati scontri tra tifosi e forze dell'ordine. Perché l'Ansa non riporta queste notizie? Perché si vuole far vedere che la legge funziona. vedendo chi è il direttore dell'ANSA si può ben capire!
E ora.... tutti allo stadio! Le pagine di Roma/Lazio saranno on line in serata.


28 aprile 2007 (sera): in attesa del derby, stemperiamo la tensione:

La copertina è vera e non è un fotomontaggio
2006/07
Cosenza/Pomigliano
Mi manca il biglietto di Inter/Roma, chi me lo manda?


28 aprile 2007: petizione on line per la diffida de "Ce s'è rotto er fax" http://www.petitiononline.com/CURVASUD/petition.html.
Pur non difendendo il ragazzo, conosco il suo legale con il quale ho parlato stamattina: la diffida è stata fatta per l'inosservanza di un ordine dell'autorità (art. 650 c.p.), articolo che NON prevede la diffida, cosa che la Questura di Roma sa perfettamente per aver già affrontato casi simili in passato. Resta solo da sperare in un giudice attento. Vi terrò informati.
Con un comunicato che inserirò a breve, gli Ultras Roma fanno sapere che da domenica non attaccheranno più il loro striscione per non dover sottostare a provvedimenti assurdi come quello varato dall'Osservatorio Nazionale sulle Manifestazioni Sportive che tenta di burocratizzare il tifo e pur facendo sapere che ciò non implica alcuno scioglimento ma solo una invisibilità.
COPPA ITALIA 2006/2007
GARA A.S. ROMA – F.C. INTERNAZIONALE   DEL 9 MAGGIO 2007
(orario non ancora confermato)
(sbrigateve a faccelo sapè perché è un mercoledì e pare che er mercoledì se lavora, n.d.L.)
STADIO OLIMPICO
MODALITA’ DI VENDITA
Riservata agli abbonati: dalle ore 16.00 di lunedì 30 aprile alle ore 21.00 di giovedì 3 maggio 2007 conferma dello stesso posto della tessera.
VENDITA LIBERA
-  dalle ore 12.00 di venerdì 4 maggio (A.S. Roma Store, Ricevitorie LIS/GranTeatro)
Questo sito ha la precisa funzione (oltre a quella di "storicizzare" il percorso della nostra Roma e di noi stessi quali suoi tifosi) anche quella di informare l'opinione pubblica in ordine a quelle notizie che i giornali non riportano perché quello che accade al quisque de populo senza santi in paradiso viene di rado riportato. Notizie minuscole, forse, ma che danno risposte a tanti perché.
La notizia che segue è di 4 mesi fa e me la segnala B., con tanto di fonte, ma poiché mi è stata inviata per e-mail, merita la pubblicazione, anche se rguarda i rivali del Torino:
"A un mio amico con la sclerosi è stato impedito dalla polizia di entrare allo stadio perché alla sua carrozzina era attaccata un'asta di legno con una bandiera. Allora ha dovuto lasciare asta e bandiera, che per inciso aveva più di quarant'anni. All'uscita ovviamente non l'ha più trovata.
Se qualcuno sapesse qualcosa, avesse visto la polizia portarla via o l'avesse presa pensando che fosse lì per caso è pregato di contattarmi in mp.
Il tutto è successo all'ingresso disabili sotto la Torre Maratona.
p.s. complimenti agli inflessibili tutori dell'ordine che hanno bloccato il pericoloso teppista. ALTRA COSA IMPORTANTISSIMA!!!
SE QUALCUNO E' ABBONATO ALLA TRIBUNA EST, QUELLA CON INGRESSO SOTTO LA TORRE MARATONA E SI RICORDA SE QUEL GIORNO ERANO IN SERVIZIO PER I CONTROLLI POLIZIOTTI O CARABINIERI CI FA UN FAVORE. GRAZIE (DIFFONDETE)"
Il paraplegico a cui è stata sequestrata la storica bandiera.
Per il resto, si potrà notare nella foto qui sotto che anche in Estonia - in Estonia - i poliziotti hanno i numeri sui caschi, mentre nella foto a destra vi è l'immagine di una rissa in occasione di una partita tra poliziotti bulgari e rumeni: sono esseri umani anche loro.



27 aprile 2007: la dichiarazione del Prefetto, Serra riportata dalle notizia ANSA consente di affrontare un argomento che interessa tutta Italia.
Forse non tutti hanno capito che siamo di fronte a una burla. La burla è quella dell'Osservatorio Nazionale sulle Manifestazioni Sportive, che di nazionale ha ben poco. Tutte le tifoserie si lamentano - e a ragione - delle disparità di trattamento che si stanno verificando in tutta Italia. Questo perché i media sono riusciti a far passare per vero un equivoco colossale: che quanto dice l'Osservatorio Nazionale sulle Manifestazioni Sportive sia legge.
Così non è.
La legge Amato ha avuto due fasi.
La prima fase, di gestazione, è stata rappresentata dal noto Decreto Amato, con efficacia limitata a 60 giorni.
Nei vari passaggi parlamentari, venne tirata fuori al Senato una modifica, l'art. 2 bis, che puniva le "manifestazioni esteriori", vale a dire puniva tutte le manifestazioni di qualsiasi tipo (striscioni, cori e via dicendo) che fossero in qualsiasi modo legate al movimento ultras.
Questa modifica, ovviamente non costituzionale, è stata eliminata con la conversione in legge del decreto Amato, che punisce solo (come peraltro era anche prima) gli striscioni di carattere intimidatorio e violento.
Tuttavia, non appena si ebbe notizia della modifica di cui ho detto in precedenza, l'Osservatorio Nazionala sulle Manifestazioni Sportive ha tirato fuori una specie di regolamento che disciplina l'ingresso del "materiale da tifo" introducibile negli stadi che si basa proprio su quella modifica poi eliminata con la conversione in legge.
Inutile dire che, dopo la sua eliminazione, l'Osservatorio Nazionale sulle Manifestazioni Sportive NON ha modificato quanto in precedenza deciso.
Questa disposizione NON è una legge, ma una disposizione che le varie Questure del luogo debbono fare rispettare.
Qui nasce il problema perché per ragioni di ordine pubblico, ogni questura si regola come vuole. Accade quindi a Venezia che il Prefetto locale dia disposizioni ai propri uomini di essere rigorosissimi, ed ecco lì che vengono sequestrate persino le magliette. Accade che a Roma si giochi il derby, e che quindi un Prefetto, Serra accusato da radio, stampa ed internet di essere un distruttore del tifo organizzato (basta conoscere il numero dei diffidati a Roma e il progetto de "La mia Sud" del Prefetto per capire quanto possa essere apprezzato dalla tifoseria organizzata) faccia marcia indietro e dica a poliziotti, carabinieri e finanzieri di "chiudere un occhio", quando con l'altro occhio stronca ogni forma di civile ed ironico dissenso: "Se non ci sono elementi di reato o frasi offensive, e' giusto che gli striscioni ci siano", queste le parole del Prefetto. Chiedo allora, allo stesso Prefetto che rifiuta alle Iene ogni commento sulla rapina consumata ai danni della signora inglese, quale elemento di reato o quale frase offensiva si celi dietro lo striscione "A noi ce s'è rotto er fax", che è valso tre anni di diffida con triplice obbligo di firma per un tifoso della Roma e che è stato riportato da tutti i quotidiani come nota ironica ad un eccessivo rigore delle forze dell'ordine nell'applicazione delle disposizioni dell'Osservatorio Nazionale sulle Manifestazioni Sportive.
Il problema è che il Prefetto, Serra cerca con questa boutade di mostrare un lato filo-tifoso che - per le cose che non hanno risalto pubblico - non mostra affatto di avere, giacché doversamente dovrebbe chiamare il Questore di Roma e dirgli: "Davvero hai fatto una diffida per quello striscione? Revocala subito!". I tifosi della Roma NON dimenticano che è lui che ci ha fatto giocare di lunedì Fiorentina/Roma quando è da sempre che andiamo in 15000 a Firenze, è lui che ci ha fatto giocare un Roma/Napoli di Coppa Italia infrasettimanale a porte chiuse ed è sempre lui che vuole fare la Sud a spicchi per distruggere ogni forma di tifo organizzato. Fosse per me gli striscioni "simpatici" ad uso e consumo di Sky se li facesse da solo.
Senza averlo sentito prima, B. è evidentemente dello stesso avviso: "Basta Lorè, è la 100° volta oggi che leggo sti articoli su Serra "buonista", sul fatto che al derby si possono far passare gli striscioni e cagate varie... BASTA!!! Serra pensasse a problemi ben più importanti che commentare gli striscioni sul derby... sai ora come ora cosa sogno? che domenica al derby non ci sia NESSUNO striscione...proprio per fargli vedere che nessuno se lo ***... (ehm...mi sono lasciato trasportare...) dopo essermi visto sbattere in prima pagina "la mia sud" (in questo caso sud volutamente minuscolo), questa è la goccia che ha fatto traboccare il  vaso...".
Le intercettazioni di Moggi fanno sorridere e tanto fanno capire... la prossima volta che me rubano la moto chiamo pure io il Questore in persona!
"...Già, dà indicazioni alla Digos sul trasporto di un'amica, Silvana, dal dentista: andata e ritorno. Dino Paradiso, ispettore capo della Digos romana, amico di famiglia, non ha bisogno neppure che glie lo dicano: "Se ti devi muovere la sera per Roma ti metto a disposizione uomini e mezzi". E Moggi ricambia con poco, gli racconta come ha fregato gli ultrà della Roma nell'ultima trasferta all'Olimpico: "Conosco bene la città, noi siamo passati dal ministero degli Esteri e ho fatto arrivare sotto gli ultrà il pullman della Roma: uova, sassi, non l'hanno riconosciuto". E giù a ridere. Quanti biglietti vuoi? "Me ne servono dieci, Iannelli, il generale Gervaso... ". In un Paese normale TUTTE le persone intercettate che ricoprono incarichi istituzionali dovrebbero dimettersi, senza se e senza ma. Poiché, al contrario, viviamo in un Paese dove esporre uno striscione con le parole della Costituzione è reato, prospereranno ancora, ma almeno si lasci dire che "ce s'è rotto er fax". Proprio così, ce s'è rotto er fax perché ce l'avete rotto voi!
Inserisco una parte delle registrazioni qui sotto, provando pena per quella parte delle Istituzioni che svolgono il loro lavoro onestamente e precisando che i titoli sono presi dallo stesso speciale di Repubblica.it che trovate sul link di seguito indicato.
http://www.repubblica.it/speciale/2007/dossier_intercettazioni/index.html
LA PRESENTAZIONE DI REPUBBLICA.IT
NON SI SONO mai ascoltate le intercettazioni di Calciopoli dal vivo: voce e insulti dei protagonisti dei campionati degli ultimi dodici anni. Non si sono mai sentite le ormai leggendarie telefonate di Luciano Moggi, il dg della Juventus vincente del Duemila, il "commendatò" del calcio, come qui molti chiamano, deferenti, l'uomo al centro dello scandalo calcistico del secolo. Repubblica.it, ottenuti i dischetti con le intercettazioni che lo scorso aprile hanno sconvolto il calcio, dischetti consegnati dalla magistratura a tutte le parti interessate e quindi legalmente riproducibili, ha ascoltato le prime 700 telefonate. 

Da questo lungo ascolto - tolte le intercettazioni con insulti gratuiti, le bestemmie, i riferimenti sessuali, le allusioni da bar, tolte le intercettazioni inutili o offensive - ne abbiamo estratto quelle giornalisticamente interessanti, le abbiamo divise in vari capitoli e ve le offriamo. Sono le prime duecento intercettazioni "dal vivo" dopo la tempesta sul calcio di maggio e riproducono con fedeltà lo sporco campionato professionistico all'era di Moggi. Fanno capire più dei processi sportivi e delle lunghe interviste: qui i toni, gli ammiccamenti, i sospiri aggiungono alla sostanza del caso - il tentativo di manovrare il campionato di calcio italiano - elementi a carico, non a discarico. 

Siamo nella stagione calcistica 2004-2005. Si ascolta, in questi file, Luciano Moggi direttore generale della Juventus parlare come fosse un presidente federale, senz'arroganza, consapevole del suo ruolo primario nel calcio. E poi dare indicazioni chiare ai designatori arbitrali, spiegare ai procuratori dei calciatori le strade meno battute e più rapide per portare alla Juve fuoriclasse, Cannavaro, Ibrahimovic. Si ascolta Luciano Moggi trattare "temi sensibili" - inchieste giudiziarie, promozioni di carriera - con pezzi importanti delle istituzioni garantendo come contropartita abbonamenti e poltroncine centrali al Delle Alpi, magliette di Del Piero, posti aereo per la trasferta di Champions League a Madrid. E poi riferire ad Antonio Giraudo, l'amministratore delegato. 

Paolo Bergamo e Pierluigi Pairetto, i designatori mossi con il filo da Moggi senior: ci sono anche loro. Si comprende cliccando su questi "file" come abbiano in odio Pierluigi Collina, l'arbitro che li oscura: quando gli devono affidare una partita importante la motivano con obblighi di norma. Fosse per loro, Collina farebbe l'anticipo di serie B ogni venerdì sera. E poi si comprende, in maniera ancora più netta, che i due designatori si detestano reciprocamente. "Quello è pericoloso, uno scemo", dice Bergamo di Pairetto. "Quello è un matto", replica Pairetto a terzi. Difficile immaginare che per le sei stagioni in cui hanno governato - per volontà delle sette sorelle e per aiutare la grande madre Juve - si siano prodotte designazioni arbitrali credibili. 

Sono colloqui, quelli che vi proponiamo, fatti di soprannomi tra persone che non si rispettano e che, se possono, si fregano: il numero uno, appunto, e poi Pinochet, Atalanta, il rospo, la combriccola romana, Zio Fester. Sembrano i "falsi" della commissione Mitrokhin e invece sono nell'ordine Giraudo, Bergamo, Pairetto, gli arbitri che girano intorno a Massimo De Santis e l'amministratore del Milan, Adriano Galliani. I linguaggi, spesso, sono banalmente cifrati: c'è l'omino, ci sono "i personaggi" e poi "x e y". Molti degli intercettati temono le intercettazioni e, non a caso, per gestire le comunicazioni più delicate usano schede protette o rimandano i colloqui "a quando ci vediamo di persona". 

Spesso i Moggi, padre e figlio, chiudono la conversazione con gli interlocutori così: "Non dire niente a nessuno". Che Mutu è in carico alla Gea, per esempio, e che a un giocatore, a uno solo dell'amplissima scuderia, la Gea ha fatto un regalo. Silenzi, e anche omertà. In queste intercettazioni si ascolta un calciatore del gruppo rispondere "no" alla stessa domanda posta dieci volte dall'Ufficio indagini, domanda che potrebbe inguaiare Alessandro Moggi. Per dieci volte "no": "Non gli ho detto niente", riferirà ai padroni. 

Hanno un pulsvalore di comprensione culturale, queste telefonate. Tra le duecento intercettazioni si possono ascoltare procuratori - e qui, per esempio, è intervenuto il nostro filtro - definire gli avversari di mercato omosessuali, quindi pedofili: omosessuali quindi pedofili nel rozzo calcio moderno è semplicemente un assioma. L'ex arbitro, poi, "è mezzo gay", si sa. E così il segretario federale che non si adegua. E' un mondo fatto di italianissime amanti, e anche queste non compariranno tra le telefonate selezionate, e italianissimi doppi giochi, questi si possono ascoltare. 

Istruttiva e didascalica è la consegna certosina dei regali ai ministri, ai giornalisti potenti. Moggi è un maestro nel dare istruzioni e indirizzi ai suoi portaborse ed è professore, appunto, nella consegna dei biglietti di tribuna: a finanzieri e uomini Digos, questori, dirigenti avversari, fratelli di calciatori. "Dagli la Tribuna Ovest, quello non conta", istruisce. Il giudice Calabrò? "Cinque di tribuna d'onore". 
In questo bouquet di telefonate si possono apprezzare vere e proprie performance telefoniche di Moggi, capace di rispondere a tre cellulari in contemporanea: lui telefona a tutti, anche se non sa mandare i messaggini. E poi, in un'occasione il "dg" dimentica uno dei cellulari acceso e lascia filtrare notizie. Capita anche il migliore. Franco Zavaglia, capo operativo della Gea, non capisce mai i nomi alla prima: "Eh, chi sei?". Il calciatore D'Agostino non sopporta Totti e Cassano, e lo dice: "Lo spogliatoio della Roma è una massa d'infami". Ci sono tante parolacce, in questi file, i giudici dell'Arbitrato ne sono rimasti scioccati. 

L'italiano è incerto, ridotto al minimo indispensabile. I gol, nella Calciopoli raccontata dalle intercettazioni, sono sempre "go". Il giocatore che ha un calo d'attenzione è sempre "sconcentrato". E i suoi giovani protagonisti amano sussurrare, perlopiù, storie di veline rifatte e speranze d'incontri erotici: la ribalta avvicina ai Moggi junior, ai Calleri junior televisioni, bei ristoranti, belle ragazze, con cessionarti dfa'uto di lusso. E loro prendono tutto quello che possono.. 
Ai balconi dei padroni del convento, "Moggi's & Gea", si affacciano fugacemente molti presidenti di club: Spinelli, Preziosi. E moltissimi "ds" e "dg". Si ascolta Roberto Stellone, buon attaccante, prototipo del calciatore Gea, offrire all'agenzia d'intermediazione testimonianze scagionatrici. E dire, cambio merce, al procuratore Zavaglia: "Sono il più forte di tutti, mandami a giocare in Russia che uno come me deve guadagnare 5 miliardi". Il calciatore ai tempi di Moggi non prova a vincere la Champions League, preferisce guadagnare 5 miliardi. 

Qui dentro ascolterete veri e propri tentativi di "combine", falliti (Lazio-Fiorentina 1-1) e riusciti (Parma-Lecce 3-3). Lo hanno sancito i processi della giustizia sportiva. Ascolterete arbitri proni al sistema e arbitri consapevoli, addetti agli arbitri che provano a controbilanciare il potere arbitrale Juve portando al Milan guardalinee amici. E presidenti Aia abili nel chiedere e offrire raccomandazioni, poi funzionari infedeli di polizia, di finanza, di ministero, di Federcalcio. Ci sono padri di calciatori che fanno i talent scout per la Gea e ragazzi che hanno capito che rivolgersi alla Gea è il metodo più rapido per ottenere un posto in squadra. Ecco, le prime 200 telefonate di Calciopoli: ora si possono ascoltare dal vivo. 
 

Tra le centinaia di telefonate, qui sotto gli MP3 scaricati delle più significative.



Il capo della Digos
grazie del regalo
(1203 kb)

Il Questore Improta mi ha chiesto sette biglietti
(2217 kb)

Al poliziotto Digos: ho fregato quelli della Roma
(5072 kb)

Con Emerson: a Roma ti metto a disposizione la Digos
(5917 kb)

Indicazioni alla Digos e al portaborse
(6087 kb)

L'amica ha bisogno, si muove la Digos
(1399 kb)

Il poliziotto: ci ho mandato la volante
(1247 kb)

Macché Digos lo si dice al Questore
(4480 kb)

Moggi Jr. al poliziotto: in Spagna con la patente
(2116 kb)
 

I biglietti a Giletti e Pisanu
(16084 kb)
 

Parcheggi abusivi, applausi abusivi, 
villette abusive, abusi sessuali abusivi; 
tanta voglia di ricominciare abusiva. 
Appalti truccati, trapianti truccati, 
motorini truccati che scippano donne truccate; 
il visagista delle dive e' truccatissimo. 
Papaveri e papi, la donna cannolo, 
una lacrima sul visto: Italia si', Italia no. 
Italia si', Italia no, Italia bum, la strage impunita. 
Puoi dir di si', puoi dir di no, ma questa e' la vita. 
Prepariamoci un caffe', non rechiamoci al caffe': 
c'e' un commando che ci aspetta per assassinarci un po'. 
Commando si', commando no, commando omicida. 
Commando pam, commando prapapapam, 
ma se c'e' la partita 
il commando non ci sta e allo stadio se ne va, 
sventolando il bandierone non piu' il sangue scorrera'. 
Infetto si'? Infetto no? Quintali di plasma. 
Primario si', primario dai, primario fantasma. 
Io fantasma non saro', e al tuo plasma dico no; 
se dimentichi le pinze fischiettando ti diro': 
"Fi fi fi fi fi fi fi fi, ti devo una pinza. 
Fi fi fi fi fi fi fi fi, ce l'ho nella panza". 
Viva il crogiuolo di pinze, viva il crogiuolo di panze. Eh 
Quanti problemi irrisolti, ma un cuore grande cosi'. 
Italia si', Italia no, Italia gnamme, se famo du' spaghi. 
Italia sob, Italia prot, la terra dei cachi. 
Una pizza in compagnia, una pizza da solo; 
un totale di due pizze e l'Italia e' questa qua. 
Fufafifi, fufafifi, Italia evviva. 
Squerellerellesh, cataraparupai, 
Italia perfetta, perepepe' nainananai. 
Una pizza in compagnia, una pizza da solo; 
in totale molto pizzo ma l'Italia non ci sta.
Italia si', Italia no, scurcurrillu currillo. 
Italia si': ue'. 
Italia no, spereffere fellecche. 
Ue', ue', ue', ue',ue'. 
Perche' la terra dei cachi e' la terra dei cachi 
(ELIO E LE STORIE TESE)
Spero di chiudere la polemica relativa alla data di nascita della Roma (poi ognuno rimarrà delle sue idee) con la risposta di Massimo Izzi a Sandro:
"Caro Lorenzo, ho letto la mail inviatati da Sandro de Il Mio canto libero. Ti prego di girargli la mia risposta se questo è possibile. Non conosco Sandro, ma va da se che il rispetto è reciproco, come non posso nè voglio mettere bocca sulla parte più strettamente sentimentale del suo intervento. Se qualcuno è affettivamente legato alla data del 22 luglio, nessuno gli impedirà mai di festeggiarla, così come quando allo stadio nel 1982 tolsero Roma Roma Roma! per inserire un altro inno, tutti noi tifosi rimanemmo legati al brano di Venditti, nessuno lo portò via dal nostro cuore ... e il tempo lo ha ricondotto anche allo stadio. Diverso è il discorso se vogliamo affrontarlo su un piano razionale. Chiunque voglia controllare le fonti edite uscite subito dopo la riunione del 7 giugno si renderà conto che non si trattò affatto di un incontro preliminare. La Gazzetta dello Sport parlò espressamente di "firma dei rappresentanti delle tre Società romane", vennero reso noto il nome "Associazione Sportiva Roma", i colori sociali e il simbolo "i colori dell'urbe con il fascio e la Lupa Romana", scrive Il Tevere, vene resa nota l'ubicazione di un campo effettivo di gioco "Motovlodromo Appio" e di quello d'allenamento "a Testaccio", venne reso noto il nome del Presidente effettivo, "Italo Foschi", del Presidente Onorario "Umberto Guglielmotti", del consigliere delegato Ulisse Igliori, si rese noto anche che il club (in ossequio alle norme federali), avrebbe praticato tre sport "Calcio, atletica e ciclismo"..... da questo momento le interviste rilasciate da Foschi (che ho inviato al sito asromaultras), sono rilasciate in qualità di presidente dell'AS Roma ...... Se non si volesse tenere in considerazione tutto questo (ma non ne capirei il motivo), ci sono due testimonianze a supporto del fatto che la fondazione avvenne a Via Forlì 16, ovvero quelle da me raccolte da Vittorugo Foschi (figlio e omonimo di Vittorugo Foschi fratello di Italo Foshi), (intervista pubblicata nel giugno 2005 da Il Romanista, prima della scomparsa dell'avvocato Vittorugo, e di cui counque esiste registrazione) e quella a Vittorio Zingarelli pubblicata il 25 aprile, sempre da Il Romanista. Si tratta di "fonti primarie", che acquisirono i fatti direttamente dai protagonisti e che hanno confermato come ricordo familiare che la Roma fosse nata proprio a Via Forlì 16 ... se non si volesse tenere conto neanche di questo (ma poi perchè), devo passare a parlare dell'Ordine del giorno numero 1, datato 22 luglio 1927. E' un documento molto importante, ma non è un atto di fusione. Iniziamo a dire che nacque come strumento informativo. Ne venne inviata copia ai giornali e a tutti i personaggi inseriti nelle commissioni che avrebbero dovuto assicurare alla società una adeguata struttura. Il sottoscritto girando per archivi ne ha rintracciata una copia (ho informato il comitato storico che presiede la mostra sugli 80 anni della Roma dando tutti gli estremi e forse il documento sarà esposto nella mostra organizzata dall'UTR) ... ebbene, Sandro parlava di firme, ma se chiunque di voi avrà la bontà di osservare la copia pubblicata dal libro di Saini si renderà conto che l'ordine del giorno numero uno non porta la firma di Igliori, non porta la firma di Scialoja e sotto la dicitura Il presidente Italo Foschi, non porta neanche l'autografo di Italo Foschi. L'unica firma che troverete è quella di Sebastiano Bartoli, il segretario della Società, fu il solo, con grande probabilità a gestire l'operazione e ad incaricarsi di spedire le copie agli interessati... Non vi fu nessuna firma dunque per l'ordine del giorno numero uno, e non vi fu perché non era destinata a ratificare una fusione che c'era stata già il 7 giugno 1927 a Via Forlì 16.... Sandro parlava delle gare con l'UTE di gare informali. Ebbene l'UTE era vice campione d'Ungheria, aveva, come scrisse Il Messagero: "sette giocatori internzionali fra i quali emergono i due terzini Carlo e Giuseppe Fogl bene a ragione denominati come la diga insormontabile della squadra nazionale ungherese", si scelse un avversario di cartello perché si trattava del debutto della AS Roma, inoltre, come scrive sempre Il Messaggero: "I dirigenti del nuovo sodalizio hanno voluto, (...) dar modo a tutti gli appassionati di assistervi: hanno scelto un orario comodo data la stagione, ed hanno anche saputo aumentare l'importanza della riunione di domani facendo precedere la partita internazionale da un altro importantissimo avvenimento di calcio: la finale del campionato di seconda divisione tra il Terni e il Savoia" .... vene attuato un servizio di trasporti speciale ... la Roma avebbe, sempre per quanto scrive il Messaggero, giocato in maglia "giallo-rossa" ... infine vorrei ricodare che otto uomini scesi in campo saranno titolari della rosa della Roma nel corso della stagione 27/28 (Rapetti, Mattei, Corbyons, Ferraris IV, Degni, Rovida, Ziroli, Cappa), mentre Chini, presente in panchina, non venne fatto giocare per scelta tecnica e Ballante, Zamporlini, Scocco, Canestrelli, Bianchi, Scardola vennero tenuti a riposo perché schierati il giorno prima nelle file della Roma B .... Mi resta un'ultima cosa da dire. Non dico oggi questa cosa perché ho dietro le mie spalle uno speculatore o qualche astuto esperto di marketing ... lo sto dicendo dal 1992, da quando me ne sono accorto, e nessuno lo ha raccolto (nonostante lo abbia scritto in una tesi di laurea, due libri e decine di articoli) ... sono quindici anni che sto ripetendo queste cose e credo di averle abbondantemente dimostrate ... vorrei anche dire che mio padre è nato a Via Ginori 7 e chi ama la Roma sa cosa significa questo ... un padre testaccino, romanista e macellaio, che mi ha attaccato questa passione. Ho fatto tutto per passione, "senza mai guadagnarci una lira" perchè sono un tifoso della Roma. Questo è quanto. Massimo Izzi.
E andiamo co' sto derby!
"Marco Delvecchio intervenuto questo pomeriggio ai microfoni di 1927, in diretta su Rete Sport ha rivelato il suo sogno, tornare a Roma. "Tornerei
nella capitale anche a piedi, al minimo dello stipendio o addirittura gratis, poichè la felicità non ha prezzo, per questo non rifarei mai la scelta di andarmene. Anche se nato a Milano, Roma è la mia città, ne sono innamorato, i tifosi, la storia, e l'ambiente che si respira sono unici al mondo". "Dentro" continua l'attaccante dell'Ascoli "mi sento ancora un giocatore giallorosso, soffro per le sconfitte ed esulto per le vittorie della squadra." Delvecchio asserisce inoltre "Sono andato a Brescia per il mio egoismo, lo ametto!"L'attaccante dice di se: "Sono orgoglioso e testardo, ma non ho alcun problema a capire quando sbaglio. La mia è stata una scelta prettamente economica" dichiara "ed inoltre trovavo pochissimo spazio in squadra, ma col senno di poi non prenderei mai questa decisione. Sono innamorato di Roma e della Roma, farei tutto per tornarci." "Mi basterebbe - continua - addirittura essere tesserato per 2 partite, naturalmente questo è un sogno, se non dovesse avverarsi, il mio amore per questa maglia resterebbe il medesimo."
http://www.calciomercato.com/index.php?c=24&a=41104.


26 aprile 2007 (pomeriggio): riguardo la questione della data di nascita dell'A.S. Roma, ricevo e pubblico l'e-mail inviatami da Sandro de "Il mio canto libero":
"Caro Lorenzo,sono Sandro del Canto Libero on air e credo proprio di essere io la "pietra dello scandalo" sull'annosa vicenda legata alla data di nascita dell'AS ROMA.
Premetto che non ho nessun motivo personale per perorare una tesi anzichè un'altra, ci tengo se me ne dai l'opportunita a ribadire alcune cose.
Rispetto il signor Izzi,ma ciò che Lui ha relazionato si avvicina alla realtà solo in parte.
Mi spiego: Quando si crea un gruppo,una squadra,un partito o associazione si hanno una serie di riunioni informali nelle quali si determinano strategie e finalità comuni.
Si cercano adesioni e si prepara un organigramma. Nella famosa data del 7 giugno 1927 in via del tutto informale e senza un riscontro cartaceo ufficiale riconosciuto dalle passate dirigenze si gettarono le basi ultime ( a dir la verita altre riunioni furono fatte prima di quella data) per la fondazione del nostro Sacro sodalizio Capitolino.
La squadra in embrione giocò due amichevoli non ufficiali, senza i colori che noi tanto amiamo,f acendo una fisiologica selezione di giocatori provenienti dalle tre compagini che alimentarono la fusione che diede i natali alla nostra squadra.
Il 22 luglio 1927 non fu stilato solo un organigramma. Ci furono firme ufficiali e a quel giorno la storeografia ufficiale lego la fondazione della Roma.
Ci fu l'abbraccio di Italo Foschi a Ulisse Igliori,per me,non meno importante delle firme di cui sopra.
Mi permetto di relazionarti ciò che dichiarò DINO VIOLA parlando un giorno della nascita della Roma....
"Il 22 Luglio 1927 è nata non una squadra ma un sogno....questo siamo oggi,eravamo ieri,rimarremo sempre. Ogni 22 di luglio una lacrima scende sul mio volto e alimenta una passione...... Quella data è la nostra storia... Il primo passo... Sono grato al pioniere Foschi,perchè con la firma del 22 luglio ha reso possibile una meraviglia sportiva senza eguali.......".
Detto questo,la mia sollevazione via etere è motivata da alcune considerazioni.
Amo dire che in un mondo che divide la Roma unisce..... tutto parte da qua.....
Tra tante divisioni, posizioni diverse, problemi e repressione fisica e concettuale alcune cose sono state sempre dei punti fermi affettivi e tradizionali.
Il 22 luglio 1927 è un punto fermo.
Come non ricordare amici, semplici tifosi e ultras che da tanti anni nella notte tra il 21 luglio e il 22 brindano commossi in via uffici del vicario 35?
Come non ricordare stendardi e striscioni con quella data.... come non rispettare tanti amici che volati via troppo presto con loro hanno portato un tatuaggio con scritto 22 luglio 1927? (ricordo Fabrizietto,Andrea,Mirketto del Commando).
Ti prego di credere nella mia assoluta serenità nell'affermare che mi disgusta questo revisionismo da quattro soldi che sconfessa e stravolge una storia, secondo me, gonfia d'orgoglio ed emozioni.
Non vorrei che questa situazione fosse il preludio a iniziative e festeggiamenti patrocinati da chissà quale laido personaggio.
Non vorrei che nell'ottantesimo anniversario tutti salissero sul carrozzone dell'apparire... anche quelli che Romanisti poi non sono.... o lo sono a corrente alternata. Spero di non averti disturbato.
"....il passato non si dimentica....."  22 LUGLIO 1927,storia,cultura sportiva,tradizione".
Non c'è che dire, la questione è affascinante... Non avevo mai avuto dubbi in ordine al fatto che la Roma fosse nata il 22 luglio 1927, anche perché conosco bene tutte le varie "opere" letterarie legate alla nostra squadra che solo a tale data fanno riferimento. Tuttavia quando una persona che si è laureata nella storia dell'A.S. Roma svolge in modo disinteressato delle ricerche andando direttamente alle fonti, credo sia assolutamente degna di considerazione.
Non credo che l'accertamento della verità storica possa essere considerato "revisionismo da quattro soldi" a meno che, naturalmente, tale accertamento non sia costruito sul nulla.
Al di là del fatto che la Roma giocò la partita del 17 luglio 1927 con la maglia rossa con i bordi gialli (o almeno cosi sembra dalla foto che ci mostra Cappa segnare quello che tutti i libri riconoscono essere il primo della storia giallorossa), credo invece ci sia un problema di fondo che mai potrà conciliare le differenti posizioni: cosa si intenda per "nascita" di una squadra.
Detto questo, credo comunque che pur sostenendo la tesi del 7 giugno 1927 non ci sia alcuna mancanza di rispetto nei confronti di chi festeggia il 22 luglio o di chi ha tatuato sul braccio tale ultima data, essendo del tutto evidente che il discorso è più per amatori che per la massa di tifosi della Roma.
Capisco comunque che possa essere come per Bruno Conti scoprire di non essere nato a Nettuno ma ad Abbiategrasso!
Il Prefetto, Serra ci fa sapere che "Se non ci sono elementi di reato o frasi offensive, è giusto che gli striscioni ci siano, perché sono il sale del calcio - le parole del Prefetto - Rappresentano una sorta di folklore e impedirli significherebbe penalizzare il calcio. Stando alle valutazioni dei club, non sono previsti più di 60-65mila spettatori. Quindi lo stadio non sarà pieno, anche perché la Roma giocherà tra poco la finale di andata di Coppa Italia con l'Inter. Nello stadio saranno presenti 500 steward con le forze dell'ordine al prefiltraggio per evitare forzature. Il numero degli uomini impiegati sarà consono all'importanza dell'evento, con la presenza di poliziotti e carabinieri in borghese dove di solito avvengono piccoli scontri".
Peccato che proprio oggi sia stata notificata dal Questore di Roma (di cui Serra è il capo) la diffida con obbligo di firma per tre anni per lo striscione "A noi ce s'è rotto er fax".
Notizia ANSA:
"(ANSA) -ROMA, 25 APR- L'Uefa ha multato Roma e Manchester per i disordini all'Olimpico in occasione dell'andata dei quarti di Champions League disputata il 4 aprile. In occasione della gara, i sostenitori delle due squadre hanno acceso bengala e lanciato razzi, oltre ad essere coinvolti in disordini sugli spalti. La Roma, che vinse quella partita 2-1 prima di perdere poi 7-1 il ritorno all'Old Trafford, e' stata multata per 75.000 franchi svizzeri (47.700 euro), mentre lo United per 35.000 (21.300 euro)".
Il problema qual'è? Che non mi risulta che i tifosi della Roma abbiano acceso bengala. Nelle foto che ho scattato personalmente durante la partita si può vedere che è stato acceso solo un minuscolo bengala di colore bianco e 4 fumoni giallorossi. Nessuno di essi è stato lanciato. Credo che invece la sanzione sia per illancio di bottigliette tra gli spettatori della Curva Nord con i tifosi del Manchester United. Ho cercato vanamente sul sito dell'UEFA la decisione ufficiale, che temo sia stata un po'... rivista.


26 aprile 2007: anzitutto una e-mail di Andrea:
"Ciao Lorenzo, volevo rispondere al mio omonimo che si domandava alcuni quesiti in merito alla vendita dei biglietti per il derby.
I provvedimenti vietano la vendita di un quantitativo di biglietti per gli ospiti da parte della società in casa a quella in trasferta. Infatti da quando c'è questa nuova legge la squadra di casa vende direttamente i biglietti degli ospiti abilitando punti vendita sul territorio della società ospitata. Faccio un esempio: la Roma è stata ospite dell'Inter, i biglietti fino a prima della legge sarebbero stati recapitati dall'Inter alla Roma e venduti da questa presso i Roma Store. Invece seguendo la nuova legge l'Inter ha abilitato alla vendita del settore ospiti le filiali della Bpm ( il suo circuito abituale di vendita ) del Lazio. Quindi ha gestito lei direttamente la vendita.
Lo stesso accade adesso al derby: la Roma non ha consegnato i biglietti dei settori Nord alla Lazio, ha abilitato le abituali ricevitorie a Lazio a venderli, ma è lei che gestisce. Ecco perchè su alcuni quotidiani si legge che la Lazio non può far nulla sulla decisione di concedere 4 giorni di prelazione agli abbonati e solo 2 di vendita libera. Sempliccemente perchè non è lei a gestire il suo quantitativo ma la Roma, in base a queste nuove norme.
Riguardo al tagliando segnaposto sono completamente d'accordo con quanto scritto e non escluderei che i posti non ritirati siano poi rivenduti. Questa sarebbe una zozzata pazzesca!!! Un saluto".
Poi, ecco un articolo tratto da "Airone": "Stadi violenti, gli antichi Romani facevano così".


25 aprile 2007: anzitutto volevo segnalare che sul sito http://nuke.lungotevere.org/ vi sono due articoli che possono interessare, uno - un po' più giuridico - scritto proprio da me ed un altro riferito al "modello inglese" alla luce dei recenti matches contro il Manchester United.
Poi, per i più filo-economisti visitatori del sito, vi segnalo l'articolo "La battaglia campale di Lotito contro l'eredità di Cragnotti" sul sito
http://qn.quotidiano.net/conti_del_pallone_2007/2007/04/24/7953-battaglia_campale_lotito.shtml.
Notiziola ANSA:
"(ANSA) - LONDRA, 24 APR - L'associazione dei tifosi del Manchester Utd (Imusa) pretende le scuse della polizia italiana dopo gli scontri dell'Olimpico in Champions. "Noi tifosi siamo stati percossi con manganelli e bastoni senza alcuna ragione valida e vogliamo le scuse", afferma il portavoce dell'Imusa - Colin Hendrie (che è proprio la signora inglese vittima del poliziotto che le ha rapinato la macchina fotografica, n.d.L.) -. Chi e' stato ferito dovra' ricevere un indennizzo economico e deve ricevere scuse formali. Abbiamo anche prove fotografiche che gli agenti hanno usato il manico dei loro manganelli per colpirci". Bisogna scusarla: in Inghilterra pensano ancora che il verso dal quale si impugnano i manganelli sia quello del manico... a proposito di modello inglese: l'Italia è uno dei pochi Paesi che vede i propri agenti non dotati di numero di identificazione sul casco. La Melandri e Amato dovrebbero sapere che nel modello inglese gli agenti lo hanno, basta vedere le foto di Manchester United/Roma.
Splendide poi queste foto tratte dal sito Corederoma che immortalano la celebrazione del 2760° compleanno della nostra amata Patria:
http://www.corederoma.net/download/natalediroma2007/GRUPPOSTORICOROMANO.HTML


24 aprile 2007 (pomeriggio): una notizia fantastica:
"(ANSA) - ROMA, 24 APR - Il prefetto di Roma Achille Serra e' stato nominato commissario ad acta dal Tar di Catania. Lo ha detto il presidente Figc Giancarlo Abete. Il prefetto ha subito incontrato il presidente della Lega Calcio Antonio Matarrese e lo stesso Abete. Al termine del colloquio, durato circa un'ora, Abete ha ribadito le difficolta' oggettive che ostacolano la disputa del match Catania-Ascoli previsto per le 15 di domani sul neutro di Modena. La data fissata in precedenza era il 2 maggio". Perché è fantastica? Perché il TAR di Catania (un giudice della Repubblica, le cui decisioni devono essere rispettate da tutti, forze dell'ordine in primis) ha detto che Catania/Ascoli si deve giocare a porte aperte mentre la Polizia tramite il democratico Osservatorio Nazionale sulle Manifestazioni Sportive continua ad adottare provvedimenti che ne dispongono la chiusura. Il commissario ad acta è colui il quale è incaricato di far rispettare una decisione di un Tribunale dello Stato. Con sottile perfidia, il T.A.R. di Catania ha indicato proprio il Prefetto, Serra quale incaricato di far rispettare la propria decisione!
Luca:
"Ciao Lorenzo sono Luca e volevo scriverti in risposta a quella ragazza che si firma R. in merito ai biglietti del derby....tanto per fare ancora piu casino sulla vicenda vi dico che io alle 13 e 30 stavo alla biglietteria del gran teatro,con 10 persone in fila davanti a me,e la linea c'era.Pensa che ho avuto anche il tempo di andare a prendere mio zio a casa(non mi davano il suo biglietto senza il suo documento...!!!...)e tornare,quando alle 14.04 ho acquistato due DISTINTI SUD e mi e' stato detto anche dalla ragazza al botteghino che ce ne erano ancora 50 disponibili....bah...mistero dei numeri...
Un ultima curiosita'...ma non e' illegale presentare documenti personali altrui...?" (no, se si è delegati, n.d.L.).
Una e-mail di Ricky mi consente di affrontare un argomento su cui pare ci sia una feroce polemica tra etere e carta stampata e riguarda la vera data di nascita della A.S. Roma: " 7 giugno 1927???  La cosa bella è che nella pagina della storia l'hanno pure scritto chiaramente: "Così nel luglio del '27 venne costituita la nuova società, nata dalla fusione di Alba, Roman e Fortitudo". http://www.asromacalcio.it/NewsDoc.aspx?Categoria=ITPrimoPiano&Documento=7610.
Premetto di non sapere le ragioni per le quali venga così contestata la data di nascita della Roma, che lo studioso Massimo Izzi, di cui ho grande stima in quanto non sono in molti ad essere laureati con una tesi sulla stroria dell'A.S. Roma, ha ricostruito collocandola al 7 giugno 1927. Non conoscendo le ragioni di chi invece sostiene che sia quella "ufficiale" del 22 luglio 1927 (al quale anch'io sono rimasto fedele da sempre, anche se la cosa non mi cambia più di tanto), gradirei che mi fossero comunicate. In effetti la Roma disputò la sua prima partita ufficiale il 17 luglio 1927 contro l'Ujpest (se si esclude quella disputata il giorno prima dalla Roma B) e ciò striderebbe con la logica se fosse vero che fosse nata 5 giorni più tardi. A quanto ne so io, il 22 luglio è la data in cui viene stilato il noto "ordine del giorno n. 1" con il quale si fissa l'organigramma della neonata A.S. Roma. Comunque sia c'è un solo modo per tagliare la testa al toro: andare in biblioteca e prendere la bobina del mese di giugno 1927 per verificare se il famoso articolo "La fusione Alba-Fortitudo-Roman" sia stato edito il 23.07.1927 o l'08.06.1927, quindi la questione è semplice.
E-mail di Andrea: "Ciao Lorenzo, premesso che sono abbonato in Curva Sud e che sono contento di avere di fronte domenica prossima dei tifosi avversari con cui scontrarmi a livello di tifo, leggo sul sito ufficiale della as roma spa le informazioni per la prevendita dei biglietti del Derby e noto queste cose:
-         la società a.s. roma spa (volutamente minuscolo) fornisce l’intero stock di biglietti di curva nord e distinti nord alla s.s. lazio spa che provvederà a rivendere gli stessi attraverso i propri punti vendita LIS;
-         sempre la società a.s. roma spa “trasferisce” i propri abbonati di curva nord e distinti nord in un altro settore dello stadio (Curva Sud fino ad esaurimento posti e distinti sud) obbligandoli a ritirare un tagliando segna posto nei soli giorni 21, 23 e 24 aprile dalle ore 10 alle ore 18 esclusivamente presso gli as roma store di Via Appia Nuova e Piazza Colonna;
-         i tifosi saltuari che frequentano lo stadio solo nelle “partitissime” potranno acquistare i biglietti di tutti i settori (fatta eccezione per la Curva Sud) dalle ore 12.00 di lunedì 23 aprile   2007 alle ore 13.00 di domenica 29 aprile 2007 c/o gli as roma store e alle ore 15.00 c/o le ricevitorie LIS e Gran Teatro.
A questo punto a me nascono alcune domande spontanee e faccio alcune considerazioni …la vendita da parte delle società dello stock di biglietti per le trasferte non era stato vietato dal decreto amato? o hanno pensato di mettere un cavillo per cui in caso di partite particolari come il derby viene meno il concetto di trasferta?
Ma soprattutto nel momento in cui IO tifoso sottoscrivo un abbonamento e PAGO IN CONTANTI e IN ANTICIPO per assistere a TUTTE le partite casalinghe dell’ASR, la società non intasca anche i soldi del biglietto del Derby? e allora se per motivi organizzativi la società stessa decide di spostare alcuni abbonati in un altro settore per quale motivo non si fa carico di fargli recapitare a casa il tagliando segna posto che gli spetta? Perché i tifosi abbonati se vorranno andare a vedere una partita per cui hanno già pagato ed a cui hanno diritto ad assistere DOVRANNO (come indicato dal sito) recarsi a proprie spese, con mezzi propri, a discapito del proprio tempo lavorativo e tempo libero (non scordiamoci del ponte del 25.04, magari qualcuno va in ferie..) a ritirare un tagliandino che gli consentirà l’accesso allo stadio domenica prossima allo stadio? Perché l’abbonato può esercitare questo suo diritto solo fino alle ore 18 del 24 aprile e non fino alle ore 15 di domenica 29.04 visto che i biglietti saranno in vendita sino all’inizio della partita nelle ricevitorie LIS? Non sarà mica che la società vuole rivendersi anche il posto degli abbonati…".
Tratto da Sport People
6 aprile 2007, Avellino/Ternana.
Un poliziotto obbliga due bambini di Avellino a rimuovere lo striscione "100% lupi".

24 aprile 2007: anzitutto mi preme sottolineare una splendida idea dei doriani che in occasione di Sampdoria/Messina hanno fatto una coreografia in onore di Ucraina e Polonia, di cui vi mostro il video (9445 kb)... Detto ciò, mi è stato inviato il link di una petizione on line che chi vuole può sottoscrivere: http://www.petitiononline.com/sast07/petition.html. Personalmente preferisco la coreografia pro Ucraina e Polonia in tutti gli stadi, ma è giusto sottolineare anche altre iniziative più... istituzionali.
Naturalmente siamo in clima pre-derby. Un derby su cui incombe il "Preffetto-Serra", nel senso che verrà disputato all'insegna della repressione del colore e dello sfottò che da sempre lo contraddistingue. Luca mi invita a dire di andare a caricare la squadra a Trigoria ilm Sabto, anche se questo è più compito di chi ha un bacino di utenza più grande del sottoscritto. Per quanto mi riguarda, credo che l'invito da fare sia quello di colorare la Curva Sud con le bandiere e con tutto ciò che è giallorosso (qualche bandierina di Polonia e Ucraina tanto per guastare la bicromia e per sbattere in faccia la "sconfitta" (per loro) e la vittoria (per gli amanti del calcio) a quei simpaticoni che siederanno in Tribuna "Autorità" non sarebbe male.
Naturalmente è difficile pensare a un modello inglese in una città o in un Paese dove non si sanno neanche vendere i biglietti, per non volere essere troppo maliziosi... mi scrive R.:
"Beh dopo aver convinto il mio fidanzato ad accompagnarmi al derby, stamattina ho saltato a piè pari un esame che iniziava alla stessa ora d'inizio della prevendita dei biglietti (sai com'è, ci sono delle priorità nella vita ;-)) e sono andata verso le 10 a una ricevitoria lottomatica... ho preso da brava scolaretta il tagliandino numerato (numero 2) e ho atteso impaziente il mezzogiorno... bene, innanzitutto fino alle 12.30 non c'è stata linea (in nessuna ricevitoria, perchè con altri ragazzi abbiamo chiamato anche ad altre ricevitorie), e verso l'una ci hanno detto che la vendita sarebbe iniziata DOPO LE 4 per problemi tecnici (e anche questo è successo in tutte le ricevitorie)... ovviamente, essendo "testa dura", non mi sono mossa da lì, e ho atteso con un altro "zoccolo duro" di ragazzi... abbiamo fatto bene, perchè verso le due ci hanno richiamato perchè la tanto attesa linea era tornata... noi tutti felici siamo entrati ma...erano finiti i biglietti! distinti sud: 1 posto e poi basta!
ora mi chiedo: se le ricevitorie erano gli unici posti abilitati a vendere i distinti sud, e se hanno iniziato tutte a vendere alle due, come è possibile che i posti fossero già terminati? possibile che tutti gli abbonati della nord si fossero già riversati lì? In tanti ci siamo fatti la stessa domanda, perchè i sospetti si sono moltiplicati...".
Una e-mail di Domenico:
"Ieri sera parlavo con alcuni amici non solo romanisti e mi sono fermato a riflettere su quella che è la situazione delle curve, o almeno della nostra SUD, e di quelle che sono le leggi chiamate "anti-violenza". Per come stanno andando le cose ora credo che nel giro cinque-sei anni riusciranno nel loro intento: ovvero nel cancellare le tifoserie, magari relegandole in un prato fuori città a darsi due schiaffi. C'è una sorta di rassegnazione molto pericolosa,
sembra che ormai andare allo stadio stia diventando un passatempo per vedere gli amici, bere una birra ecc. ecc. Non c'è voglia di lottare, a mio avviso, contro di loro, non c'è voglia di ribellarsi contro queste leggi... ci stanno uccidendo lentamente e non facciamo nulla per evitarlo.
Non ci permettono di portare i megafoni, cazzo!!! Ti sbattono in carcere mesi e mesi senza un processo, non ti permettono di manifestare attraverso uno striscione il tuo disgusto… siamo in uno stato di Polizia, porca puttana!!!  Possibile che non freghi niente a nessuno… Possibile che dobbiamo subire queste ingiustizie, queste diffide, queste leggi senza avere la forza di ribellarsi… Stiamo perdendo e, cosa ancor più grave, stiamo perdendo senza lottare.
Smettiamola di andare allo stadio, lasciamo la Sud vuota ogni Domenica, magari partendo proprio da Domenica, proprio in quel giorno che aspetti da sei mesi!!! Organizziamo qualcosa di importante che faccia parlare di noi in Europa, forse sono ingenuo e troppo idealista ma non mi voglio arrendere senza lottare! Diamo un segnale anche alle altre tifoserie, perché è tutti insieme che dobbiamo vincere. Lottiamo oggi altrimenti moriremo domani stesso!!!!".
Altra e-mail di Andrea:
"L’internazionale ha appena vinto il suo 15 (???) scudetto e non ci sto; mi guardo le immagini del festeggiamento dei mercenari giocatori interisti negli spogliatoi dello stadio comunale Artemio Franchi di Siena….e l’unica cosa che riesco a notare è che riadattano a modo loro i cori (uno dei quali copiato ai Fedayn) dei famigerati, pericolosissimi tifosi “da stadio”….e penso “ma che fanno? Si comportano come i fuorilegge Ultras?”….non dico altro, mi chiedo solo come festeggeranno le squadre che vinceranno qualche competizione se riusciranno ad uccidere il tifo ed il movimento ultras.
A quel punto spero solo di vedere i giocatori festeggiare in modo composto, tutti seduti sulle panche dello spogliatoio al posto assegnato, senza manifestazioni di gioia, senza cori (perchè questi allo stadio non esisteranno più), senza magliette o bandiere, senza champagne, senza che nello spogliatoio possano accedere Presidenti e altri addetti ai lavori non accreditati… avanti così con il decreto Pisanu-Amato ed il modello inglese…
Con ironia ti saluto". Oltre a questo aggiungo che in un centinaio hanno pure invaso il campo per la gioia... REATO GRAVISSIMO GIOIRE, punibile con l'arresto fino ad un anno e con l'ammenda da 1000 a 5000 euro!!
Un annuncio quasi senza speranza:
"Chi ha gia' preso il biglietto (abbonati curva nord) di una sud e per motivi improvvisi o imprevisti non potra' vedere il derby mi puo' contattare massima urgenza sarasant4@virgilio.it".
Altra e-mail da Frosinone:
"Ti invio questa email per raccontarti un evento legato al mondo ultras che riguarda in particolare la tifoseria della roma.
Sabato scorso (21 aprile) a frosinone si è disputata la partita tra il frosinone, appunto, ed il napoli. La squadra partenopea è stata seguita da circa 2000 ultras, la capienza esatta del settore ospiti dello stadio ciociaro. Vuoi sapere il primo coro che hanno intonato i famigerati ultras Napoli?
“noi non siamo sporchi romani”; il secondo “chi non salta è giallorosso” sulla base di bella ciao!!
Ti dirò, complice l’assenza di rivalità con la tifoseria di casa, complice la vicinanza a Roma, i predetti ultras hanno offeso i colori e la città di roma per tutta la partita.  Magari non sarà una grossa novità, però a quanto pare restate al centro dei loro pensieri. Forse quel 10 giugno 2001 nn gli è andato proprio giù!!!".
Domenico è un po' polemico:
"Sono allibito. In spregio a qualsiasi norma che vieta qualsiasi relazione tra società e ultras, guarda che striscione è stato issato dai giocatori dell' effecinternazionalemilanomillenovecento... come lo hanno avuto? si saranno incontrati con i tifosi? lo avrà portato qualche referente della società in contatto con gli ultras? ma l'osservatorio che fa? così si incita alla violenza".
2006/07 Parma/Livorno


23 aprile 2007: in costruzione la pagina di Atalanta/Roma.
Mia sorella ha capito dove si vuole arrivare in Italia con l'americanizzazione del calcio. Guardatevi il sito dei Colorado Rapids.
In tutto lo stadio non si possono portare bandiere, trombe, tamburi e via dicendo, come stanno tentando di fare in Italia ma.... c'è un ma! Questi ca**** di americani non possono non monetizzare anche la passione! Vendono un settore dello stadio dove si può fare tutto quello che dalle altre parti non si può fare: tifare, cantare, stare in piedi, usare tamburi e via dicendo... http://www.coloradorapids.com/FanCenter/SupportersClubs.aspx.
Nella classifica dei giornalisti abbiamo una new entry: Deborah Zanetti (naturalmente del Covvieve della Seva). Fa quasi tenerezza leggere questa creaturina, pardon, cveatuvina, che non so se ha 18 anni vissuti in braccio a mamma o 80 chiusi in una cantina, scrivere talmente tante inesatte banalità osservando la foto di un punk tifoso del West Ham United trovata probabilmente su Google.
Ma c'è chi per esprimere la propria fede calcistica si rifa tutti i denti d'oro
Il nuovo volto dell'hooligan britannico
I supertifosi d'oltre Manica non si limitano al tatuaggio: vanno forte borchie sulla fronte, piercing e anello al naso
LONDRA (GRAN BRETAGNA) - Borchie sulla fronte, anello al naso e piercing sul viso: ecco alcuni dei nuovi segni distintivi che segnalano l’appartenenza alle nuove tribù urbane: quelle degli hooligans del nuovo millennio. Oggi i tifosi di calcio inglesi, infatti, non si accontentano più della maglia della propria squadra, piuttosto che della sciarpa o della bandiera.
TATUAGGI - Ci vogliono ben altri simboli per segnalare la loro affiliazione a vita e per effettuare un’entrata “alla grande” allo stadio, dove lo scopo è quello di ridurre alla tremarella i tifosi avversari. E allora ecco scoppiare la nuova moda dei tatuaggi persino sul cranio (naturalmente rasato), dove campeggiano lo stemma della squadra del cuore, il nome del giocatore preferito, stelle e coppe e altri dettagli del genere. I tatuaggi naturalmente si trasferiscono poi sul collo, sulla gola, sulle orecchie e sulle braccia, gambe, dorso e torace, per assicurare un effetto a tappezzeria molto apprezzato dai membri del clan (chi più ne ha, più ha sofferto dolore, ovviamente senza lamentarsi…).
DENTATURA - Poi c’è la dentatura: nuova di zecca e tutta d’oro, come i cattivi nei film di James Bond. Il risultato è pauroso: i denti scintillano al sole a chilometri di distanza e lo scopo è raggiunto: il fan avversario è terrorizzato. Ma non basta: ci sono altri “tocchi” che distinguono le tribù dei duri e puri, come l’individuo nella foto – un tifoso del West Ham, squadra che lotta per salvarsi dalla retrocessione in B e che, da sempre, ha tra i tifosi più indiavolati. Non può mancare, per esempio, l’anello al naso, in stile rapper-chic, piuttosto che i “piercing” sulle sopracciglia (ambedue, mai solo una che fa gay) e poi, due belle borchie sulla fronte al posto, letteralmente, delle corna. Su queste, incastonate nell’osso, possono essere avvitate corna di zirconi per un effetto “super-bling”, piuttosto che una catenella che congiunge le due estremità (con ciondoli, se piace).
ORECCHIE - Poi mancano le orecchie. Un bel paio di orecchini? Mai. Ci vuole qualcosa di molto, ma molto più macho. Ed ecco spuntare le forme in legno, stile tribù del Rio delle Amazzoni, che creano un effetto aggressivo e al contempo ambientalista (il legno è biologico, da coltivazioni non a rischio d’estinzione). E poi chissà che botte, penserete voi. E invece no. I membri delle tribù sono generalmente mansueti. Vanno allo stadio, ruggiscono il loro tifo e poi vanno al pub a farsi una pinta. L’individuo nella foto, per esempio, era seduto in tribuna con la mamma.
Deborah Bonetti
22 aprile 2007
http://www.corriere.it/Primo_Piano/Cronache/2007/04_Aprile/20/hooligans_tribu.shtml


21 aprile 2007:
2760 AUGURI URBE IMMORTALE!
Anzitutto, per celebrare degnamente il Natale di Roma, un ritrovamento storico: il video delle due partite giocate dalla Roma nel 1969/70 contro il Gornik Zabrze (il 2-2 in Polonia e lo spareggio a Strasburgo, in cui la Roma venne eliminata per sorteggio).
Proprio ieri il Presidente Giorgio Napolitano, nel commentare l'esclusione dell'Italia dagli Europei del 2012 ha ricordato gli incidenti di Roma/Manchester United che non hanno dato una bella impressione (come se la presenza dei soliti vecchi babbioni fosse invece un elemento positivo). Lo stesso ha anche ricordato i valori della Costituzione, invitando tutti a leggerla. Beh, a giudicare dal comunicato degli ultras del Monza, che qui sotto riporto, credo che in parecchie questure ci siano seri problemi di vista...:
A PROPOSITO DI STRISCIONI UMANI…

Visto che subiamo, nostro malgrado, le sgradite attenzioni di comici, giornalisti e forze dell’ordine, ci sentiamo in dovere di dire la nostra.
Ebbene sì, Noi siamo quelli che indossavano le “discusse” magliette: lo abbiamo fatto alla luce del sole, con orgoglio, e soprattutto con la convinzione di essere nel giusto; il nostro non è stato un gesto casuale o che si voglia, “ingenuo”, d’altronde Noi siamo quelli che abbiamo sempre detto “la nostra passione oltre ogni repressione”, d’altronde Noi siamo quelli finiti sotto accusa a Leffe, diffidati nel clamore ed assolti in seguito da ogni accusa nell’oblio…

Perché “NUOVE LEGGI? MI, SBAT I BALL” ?

Il nostro è stato piuttosto un semplice, ma significativo gesto mirato alla ricerca di una visibilità che reputiamo necessaria e vitale per scuotere, risvegliare e rendere partecipi le coscienze dell’opinione pubblica riguardo all’annosa questione genericamente (o meglio, pretestuosamente) definita “violenza negli stadi”, nonchè un gesto in grado di dimostrare l'inutilità, ma soprattutto l'inefficacia di una legislazione votata all'emergenza e non alla soluzione dei problemi.

Volendo, potremmo scegliere di difenderci dalle accuse chiedendovi di giudicare il nostro comportamento alla luce di alcune garanzie, come dire, “sottili”, quali ad esempio la Costituzione del nostro Paese (Art.21 - Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione) oppure la Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo (Art.19 - Chiunque ha il diritto alla libertà d'opinione e d'espressione; il che implica il diritto di non essere turbato a causa delle sue opinioni e quello di cercare, ricevere e diffondere, senza considerazione di frontiere, le informazioni e le idee attraverso qualunque mezzo di comunicazione) o addirittura la futura Costituzione Europea (Art II-71 Ogni persona ha diritto alla libertà di espressione. Tale diritto include la libertà di opinione e la libertà di ricevere o di comunicare informazioni o idee senza che vi possa essere ingerenza da parte delle autorità pubbliche e senza limiti di frontiera). In altre parole, chiedendo che per noi valga nient’altro (che sarà mai) che il diritto tutt’ora vigente (avvisateci se non ci siamo accorti della sua abolizione), non tanto al dissenso, quanto alla libertà di espressione, niente di più, niente di meno…
Ci sembra però troppo facile, troppo semplicistico, troppo poco coraggioso, rinunciare a rivendicare, in maniera ancor più convinta, il percorso che ci ha portato a questa protesta: la nostra contrarietà alle nuove leggi (beh, non che quelle vecchie..) chiamate paradossalmente “Misure urgenti per la prevenzione e la repressione di fenomeni di violenza connessi a competizioni calcistiche” …
Le nostre magliette, innocue se non per la coscienza di chi ha pensato/votato/applicato queste norme, stavano a dimostrare che nessun decreto potrà mai togliere facoltà di parola ai tifosi (né tantomeno a nessun altro), che nessuno striscione vietato eliminerà la loro presenza, che nessuna repressione porterà con sè la soluzione anti-violenza (repressione/soluzione ci sembra un ossimoro, comunque, in qualsiasi ambito).

Le nuove norme a nostro parere non fanno altro che coniugare interessati esperimenti di controllo sociale con squallide esigenze di lucro di poche persone. Non si tiene conto che, senza tifosi, senza partecipazione popolare, senza aggregazione non ci sarà lucro né tantomeno assenza di violenza, bensì una triste ed imperdonabile distruzione di parte della Cultura e della Storia di questo paese.

Davanti a ciò, non riusciamo a dire altro che "SBAT I BALL", un modo ironico e goliardico per far sapere che non possiamo e che non potremo mai accettare, condividere, sottometterci alla folle logica per cui per i tifosi possano esistere leggi differenti da quelle per i semplici cittadini.
Ribadiamo, il nostro è stato e vuole essere un segnale di disgusto, di allarme ed una richiesta di riflessione; non ci nascondiamo, né ci vergogniamo, né ci pentiamo del nostro gesto. Questo è quanto, nient’altro.

Nel frattempo (mala tempora currunt?), ribadiamo che continueremo per la nostra strada, come sempre, a fianco del Calcio Monza 1912.

Ringraziamo chi sta dalla nostra parte, chi ci ha espresso solidarietà e chi lo farà in futuro.
CURVA DAVIDE PIERI
Sarò provocatorio. Se è reato, è reato ovunque lo si dica. 
E io lo dico:

NUOVE LEGGI, 
MI SBAT I BALL

GUarda il servizio di Striscia la notizia sulla vicenda
«Si fa di tutto per vuotare lo stadio»
Piva: martedì hanno sequestrato la bandiera a un tifoso di 80 anni...
Come sempre quando le cose vanno male, saltano fuori le voci più strane. La più assurda di tutte è che il Piacenza non voglia andare in serie A: balla colossale. La verità è che c'è una stagiona da salvare e c'è ancora tempo per riuscirci, anche se l'impresa si è fatta decisamente ardua. Provarci è un dovere.
Altro fatto realissimo, non reale, è il malumore che serpeggia fra i tifosi e comincia anzi a uscire allo scoperto in maniera sempre più consistente. Si parte da uno stadio che resta aperto solo agli abbonati (unico di tutta la serie B), con la quasi certezza che eventuali gare di play off si 9 dovrebbero giocare in campo neutro. E sembrano proprio i tifosi gli unici che cercano di stimolare, di fare in modo che succeda qualcosa (ma siamo vicini alla chimera) che possa modificare la situazione. Gli ultras lo fanno a modo loro, con trasmissioni radiofoniche e volantini (bersaglio il presidente Fabrizio Garilli), ma anche Giancarlo Piva, presidente dell'Associazione Sostenitori Piacenza Calcio, si fa portavoce di sentimenti e fatti precisi.
«La verità - dice - è che si è creata una situazione tale, a livello nazionale e locale, per cui la gente è spinta a starsene a casa, altro che venire allo stadio. Chi ancora viene dovrebbe essere premiato con una medaglia...».
Si parte da giorni e orari delle partite sempre più impazziti e incontrollabili (o meglio controllati al cento per cento da Sky), si prosegue con la già citata apertura limitatissima dello stadio (eppure adesso le telecamere ci sono...), si finisce con l'applicazione financo eccessiva delle norme di prevenzione.
«Martedì - continua Piva - ho visto le cose più assurde: è stata sequestrata la bandiera biancorossa a un tifoso storico, quasi ottantenne, che per anni è stato presidente del Centro coordinamento: cosa avrebbe potuto farci di pericoloso? Poi gli striscioni: anche questi in parte sequestrati, solo perché non era stata chiesta preventivamente l'autorizzazione ad esporli, anche se non contenevano alcuna scritta offensiva o che incitava alla violenza. Se vogliono che il nostro stadio resti vuoto, e alludo anche alla società che con noi continua a non avere alcun dialogo, ce lo dicano chiaramente, ma poi non si lamentino se il prossimo anno ci saranno sì e no 1.000 abbonati».
«Dopo la partita di martedì - continua Piva - ho visto per terra fuori dallo stadio un abbonamento strappato a metà e gettato via: era di un Under 12, so anche nome e cognome perché l'ho raccolto...».
Insomma, così non si può andare avanti.
Allenamento a porte chiuse, poi in ritiro
Dopo il pomeriggio e la mattina in libertà, i biancorossi sono tornati ad allenarsi ieri a porte chiuse. A parte ha lavorato Lazzari, fermi solo gli infortunati Anaclerio e Gobatto. In campo quindi anche Olivi e degano, non voncoati martedì per la partita con il Brescia. Al termine, la comitiva biancorossa si è trasferita nel ritiro di Salsomaggiore.
Comunque sia, è finalmente on line il rudimentale sito dell'Osservatorio Nazionale sulle Manifestazioni Sportive, dove si possono trovare tutte le cose ridicole che capitano negli stadi d'Italia. Fatevi un po' di risate. Metterò un link perpetuo nella pagina degli aggiornamenti, vicino la Coppa Disciplina.
Il mio amico A. è un po' satirico: "l'Italia ha perso la possibilità di disputare gli europei, vabbè d'altronde gli stadi erano quelli del '90, i delegati come Carraro anche, peccato perchè il logo di Italia 2012 era bello...":

20 aprile 2007 (pomeriggio): inserite le foto di Roma/Fiorentina 1982/83 e del Memorial Dino Mannuzzi della stessa stagione tra Roma, AZ e Cesena.
Se il mensile "La Roma" venisse recapitato per tempo, forse un annuncio come questo apparso ieri sul sito ufficiale potrebbe essere corretto, altrimenti sembra una presa in giro....:
Ufo sullo stadio


20 aprile 2007: on line le fototifo, i filmati e i resoconti di Internazionale/Roma.