Il fulgido esempio.


"Stampando una notizia in grandi lettere, la gente pensa che sia indiscutibilmente vera"
Jorge Luis Borges
La rubrica "Pippe mentali" è completamente apolitica, nel senso che in queste pagine verranno ospitati gli articoli che raccontano panzane da qualunque parte essi provengano: Bianco o Scajola, PDL o PDmenoL non fa differenza. 
"Dagli inizi la stampa fu la nostra costante compagna, frettolosi
scribacchini o cameraman dedicato. Nei giorni prima delle
telecamere portatili, le uniche testimonianze dell'azione erano gli
scatti in bianco e nero che decoravano prima tutti i giornali della
domenica, e successivamente i muri delle nostre camere. In quei
giorni essere arrestati era qualcosa di cui riderne al pub. Follia e
amarezze ne facevano parte, ma noi c'eravamo dentro e ci
divertivamo. A volte li deridevamo. A loro servivamo, ma a noi loro
non servivano, se non per pompare ancor di più il nostro ego.
Alcuni dei ragazzi ai giornalisti li odiavano proprio, e coglievano
ogni opportunità per dargli una botta appena si presentava
l'occasione. Nella maggior parte dei casi la stampa era
onnipresente, proprio come i topi stanno sempre intorno agli esseri
umani. Non importava cosa avessi fatto, loro non se ne andavano
mai. Ma non impararono mai niente di sostanziale, perche tutto
quello che riuscivano a scrivere erano solo titoloni. "Gliele abbiamo
suonate", "Li abbiamo fatti scappare", o "Siamo i più duri". Erano
discorsi da cortile della ricreazione alle elementari, e ogni
settimana ne sparavano di talmente grosse che nessuno avrebbe
immaginato cos'altro sarebbero riusciti ad inventarsi. 
Ci resero famosi, ma nessuno di questi giornalisti o fotografi fece carriera o diventò famoso".
(CHELSEA HEADHUNTERS, Colin Ward e Chris "Chubby" Henderson)

Marzo 2003
Quelle frange estreme nelle zone d’ombra
A.S. - Il Messaggero -
CLICCA QUI PER LEGGERE
Febbraio 2002 - Polizia e democrazia
"Essere ultras anche nella vita"
Marco Cannavicci
CLICCA QUI PER LEGGERE
Febbraio 1994 - Il Tempo
"L'amore segreto dello stadio viene prima del calcio: droga, spaccio e prostituzione"
Gianmarco Chiocci
CLICCA QUI PER LEGGERE IL CAPOLAVORO
24.09.2002 - La Gazzetta dello Sport
In prima pagina si legge "Gli Ultrà picchiano Zebina". 
Cosa assolutamente falsa, ma in piu', all'interno del giornale, scrivono che a picchiare Zebina è stato un poliziotto con una manganellata. No Comment.
(grazie Coolioz)




vai a questa pagina
Il capitolo 2 de "L'Odio in Rete"
di Antonio Roversi
La prima ad avere l'onore di finire in questo spazio è Caterina Ciavarella, articolista de "Il Messaggero".
L'articolo in esame è a sei colonne nella cronaca dell'area metropolitana del quotidiano romano del 21.08.2002 e si intitola: "Tivoli, il calcio si tinge di nero" con sovratitolo "Gli ultras della neopromossa in C2 diventano Brigate: "perplesso" il sindaco diessino, la società respinge ogni forma di violenza, i carabinieri avviano indagini" e sottotitolo "La città invasa da manifestini inneggianti agli Arditi e ai legionari di Fiume".
Andiamo quindi a leggere l'articolo.
Si apprende dalla giornalista che i temibilissimi ultras del Tivoli, protagonisti negli anni passati di terribili violenze - aggiungo io - hanno affisso un manifestino nell'antichissima cittadina laziale con un simbolo che richiama "agli Arditi della Prima guerra mondiale e poi ai legionari fiumani ma che ricorda anche il teschio disegnato sulle bandiere dei corsari".
Già questo elemento suscita una qualche perplessità, prima di tutto perché mi sembra che già il fatto di poter confondere i due simboli sia indice di una evidente "non volontà politica" da parte degli autori, a meno che non si voglia sostenere che durante la prima guerra mondiale già vi fosse il fascismo o che i pirati fossero camerati.
Ma ancora più singolare è la dichiarazione del sindaco di Tivoli il quale commenta il testo che accompagna il volantino dicendo testualmente: "Lo slogan non mi è piaciuto, sembra sottintendere elementi di violenza. Farò rimuovere tutti i manifesti".
Andiamo a questo punto a leggere il contenuto del manifestino: "Bisogna essere presenti allo stadio non solo fisicamente ma soprattutto con lo spirito e la grinta giusta per trascinare la nostra Tivoli alla vittoria".
Ora, in quale parte di questa frase si possano "sottintendere elementi di violenza" non è dato comprendere.
A seguito di questa beata "pippa mentale", i carabinieri hanno avviato indagini, non si sa su cosa, tanto per calmare la scossa opinione pubblica, sobillata dai mass media, mentre i poveri ultras della Tivoli, che hanno fatto puramente e semplicemente quello che tutti i ragazzi della loro età fanno, in modo affatto minaccioso e con un volantino completamente corretto, ora si trovano sotto i riflettori indesiderati di forze dell'ordine e politiche.
Caterina Ciavarella, che ha scritto altri "articoli-inchiesta" tipo le messe nere a casa della nonna del sindaco di Strangolagalli, non sa che quando si fanno queste sparate le forze dell'ordine iniziano a perseguitarti, tanto per far vedere che fanno qualche cosa.
Ma tanto a lei cosa importa: si creano i casi dal nulla per ragioni - queste sì - politiche, il tutto sulle spalle di ragazzi che non possono difendersi.
Saggiamente costoro - interpellati, a suo dire, dalla giornalista nonostante in precedenza abbia riferito di non sapere chi essi siano - non hanno risposto: se lo avessero fatto - su cosa poi? - sarebbero stati strumentalizzati anche in questo.
Sarebbero state riportate, infatti, solo le mezze frasi, estrapolate dal contesto, per rafforzare la singolare teoria che "Tivoli si tinge di nero".
10 e lode a giornalista ed articolista.

Summit clandestino per preparare scontri e parate
nazionalsocialiste nelle città delle partite di calcio 
"Così incendieremo i Mondiali"
il tifo nazi si raduna a Braunau 
I capi nella città di Hitler: "I nemici, polizia e islamici"
dal nostro inviato PAOLO BERIZZI
BRANAU (AUSTRIA) - USCIAMO (usciamo? n.d.L.) alla chetichella, un po' soldati un po' carbonari, ognuno con la sua dose di violenza iniettata negli occhi. "Un-due! Un-due!" ripete una voce rotta. L'accento è inconfondibilmente veneto, il ritmo, quello ossessivo della marcia militare. Uno skin inglese, un pezzo di omone rossiccio, di quella marcia riproduce alcuni passi. Va in automatico. Gli fanno segno di fermarsi, a lui e anche all'italiano, un tipo magro magro col cranio completamente glabro e un'aquila tatuata sul collo. Nessuno deve disattendere la consegna di non dare nell'occhio. Non ora che siamo (siamo? n.d.L.) di nuovo all'aria aperta, non più protetti dalla normalità di un capannone dove si lavora il legno (la zona ne è piena). 

Braunau, la Predappio nazista, è ancora circondata dalla neve. Siamo (siamo? n.d.L.) venuti qui da tutta Europa, nella città di Hitler. Per siglare un patto nazifascista per i Mondiali di calcio. Un cartello che riunisce tutte le più accese tifoserie xenofobe del vecchio continente. Il piano d'azione per incendiare Germania 2006. L'agenda di questa riunione, segretissima (e certo! L'utilizzo della prima persona plurale sinora fatto lascia quindi intendere che questi fanno una riunione segretissima e poi invitano un giornalista di Repubblica!!!! Fantastico!!!! Ma ammettiamo che i nazisti non lo sapessero e che il buon Berizzi - pugliese -  sia giunto nella città natale di Hitler (proprio il posto più discreto per una riunione del genere) accompagnato da uno dei dieci italiani - lo dirà poi - giunti in loco. Quattro erano - e te pareva - di Roma, naturalmente equamente divisi tra Roma e Lazio. Altri venivano da Verona, Trieste, Ascoli. Ammettiamo che erano uno per città. Uno che da Ascoli, da solo, va a Branau. Ma ammettiamo che possa essere vero. Siamo a 7 italiani. 8 con lui. Ebbene, con chi cazzo è andato a Branau questo sconosciuto?????? Con uno dei due che rimangono? E dopo che i nazi hanno visto l'articolo su Repubblica, che fanno? Sgozzano la persona con cui si è accompagnata e che ha mandato all'aria il piano segretissimo? n.d.L.), di teppisti da stadio cresciuti nel culto del Fuhrer prevede il raggiungimento di un obiettivo preciso: sovvertire con mirate azioni d'attacco ogni regola di convivenza civile durante i Mondiali. Fare casino nel nome di Hitler e dell'odio razziale verso i popoli del Sud del mondo. Di quelli islamici, Turchia in testa. 

"Feinde zu vernichten", nemici da distruggere. E contro la polizia, certo. Fare la guerra. Altro che condanne immediate a chi allo stadio saluterà col braccio teso (lo prevedono le norme antiviolenza decise dalle autorità tedesche). Il documento sottoscritto in questa placida cittadina al confine tra Austria e Germania è una lista della spesa che mette i brividi. Assalti premeditati contro le forze dell'ordine. Agguati ai tifosi "nemici". Parate nazifasciste. Sfoggio di bandiere con croci uncinate e celtiche (le stesse che campeggiano sugli indumenti indossati da chi ha preso parte all'assemblea), svastiche rivisitate per cercare di dribblare l'apologia, simboli delle SS, fasci littori. Cori inneggianti all'olocausto e altro repertorio canoro.

Come il sibilo inventato da certe curve inglesi e olandesi per riprodurre il suono delle camere a gas. Per chi ancora ignorasse l'esistenza di questo sibilo, c'è qui apposta un hooligan del Feyenoord. I capelli platino con la sfumatura altissima. Gli anfibi viola. Una cicatrice che gli attraversa la fronte. Sta seduto su una panca di legno accanto a un tornio. Quando arriva il momento, incalzato da un amico, emette un interminabile "sssssssssssssssssssssssss". 
(Ecco qui il link da dove il nostro ha appreso la cosa, ispirandosi per l'articolo: 
http://www.peacereporter.net/dettaglio_articolo.php?idpa=&idc=74&ida=&idt=&idart=4453).
Avrà venticinque anni. Fa impressione vederlo sorridere dopo essersi prodotto nell'esibizione; appoggiare di nuovo le labbra sottili al collo della bottiglia di birra, e infine liberare un poderoso rutto in faccia a un compagno di odio in giacca mimetica. Di birra ce ne sono casse piene. Siamo graditi ospiti degli austriaci (ah, era ospite! E chi lo ha portato? Chi lo ha contattato per questa riunione carbonara? n.d.L.): skinhead locali, mi dicono. 
Ma forse ci sono pure austriaci di fuori. Conto le teste, non tutte rasate, che si agitano dentro il capannone. Una settantina. Folta la rappresentanza italiana. Dieci ultrà legati ai movimenti dell'estrema destra. Forza Nuova, Fronte Veneto Skin. Vengono da Roma (due di sponda giallorossa, due laziale), da Verona, Trieste, Ascoli. "Anvedi l'inglese, quello è tosto", dice un estremista capitolino (No, te prego, questa  è fantastica! Ho la conferma: Berizzi non ha nulla a che invidiare a Fabvizio Voncone! n.d.L.). L'oggetto di tanta ammirazione è un "Blue lion" in età matura, vecchia guardia della teppaglia che segue il Chelsea di Abramovich. Ogni centimetro delle braccia, enormi e flaccide, è appaltato a tatuaggi che spaziano dai dragoni alla svastica, intervallati dai nomi degli amori calcistici e non. Braccia che si levano in aria e prendono a roteare. E' il modo in cui il titolare dei tatuaggi simboleggia il caos che dovrà essere scatenato dai diecimila tifosi inglesi (almeno la metà, secondo le stime di Scotland Yard, sono hooligans) che assisteranno all'esordio della Nazionale il 10 giugno a Francoforte contro il Paraguay. 
"Bad! Bad! Bad!", grida a pieni polmoni l'uomo. Si alza in piedi, e si capisce. Da quel momento in poi, quel poco di diffidenza che si respirava all'inizio dell'incontro si scioglie in una miscela contagiosa. Una schiuma collettiva da vomitare sul mondo. "Questo i negri e gli ebrei di merda li ammazza davvero", è il commento di un giovane fascista veronese. Siamo tutti figli del fuhrer, o discepoli del Duce. I primi a tendere la mano destra, nel più solenne degli Hitler-gruss, il saluto romano tedesco, sono i fanatici dello Schalke 04 e del Bayern Monaco. Li seguono a ruota due energumeni dei Braunau Bulldogs, gli ultras del posto già protagonisti, lo scorso anno, di un truce pellegrinaggio al vicino ex campo di concentramento di Mauthausen. Le immagini della gita, fieramente registrate, finirono sul sito Internet del gruppo. In Austria fu un caso nazionale. Qui l'apologia di nazismo, così come la negazione dell'Olocausto, costituiscono reato. Dettagli ai quali nessuno dei presenti sembra attribuire la minima importanza. La pianificazione degli appuntamenti con la violenza in molte delle città che ospiteranno le partite della Coppa del Mondo: questo è ciò che importa davvero. 
Adrenalina pura, sento ripetere ai miei connazionali. "Il nazismo ripartirà dalla Germania". I francesi dell'Olympique Marsiglia (ecco qui dove casca l'asino: l'Olympique Marsiglia!!!! Qualunque tifoso mediamente interessato di calcio conosce bene le tendenze politiche di sinistra della intera tifoseria marsigliese, cui è stato di recente vietata la trasferta a Parigi per timore di scontri con gli antagonisti parigini di estrema destra!!! n.d.L.), in bomber verde e bretelle, sembrano agnellini. Seguono con attenzione i lavori del primo convegno dell'Internazionale nazista. Annuiscono quando i tedeschi spiegano che la polizia bisogna attaccarla lontano dagli stadi, nei luoghi meno prevedibili e dunque dove le divise sono in minoranza. 
Dicono, sempre i francesi, di non avere in programma niente di particolare, loro, ma che in questi due mesi e mezzo - tanto manca al fischio d'inizio dei Mondiali - si daranno da fare perché la Francia "non faccia brutta figura agli occhi del mondo". Gli olandesi, ed è una notizia, confermano che non rinunceranno a presentarsi in Germania indossando i temuti (dalla polizia) elmetti nazisti arancioni. La Free Time Products ne ha già venduti quindicimila. Sono di plastica e sopra ci sono scritte di incitamento come "all'attacco" e "eccolo là", rivolto ai tedeschi. La cosa sembra molto divertire uno dei capi degli ultras Sur, i tifosi franchisti del Real Madrid. E' venuto in macchina dalla Spagna. Ha dormito in un ostello assieme ai francesi. Domani mattina (oggi, ndr) all'alba rientra. Di mestiere fa l'imbianchino, come il suo Hitler che a Braunau nacque nel 1889. Sono le 7 della sera. Sul tetto della falegnameria, riscaldata solo dagli odori per lo più alcolici sprigionati dai fanatici degli stadi, il sole ha smesso di battere da un po'. E' arrivato il momento di fare capolino nella campagna innevata. Qualcuno accenna il passo dell'oca affondando le suole nel fango misto alla coltre bianca. Vicino allo stadio di Braunau, in un parco giochi, i bambini si divertono sulle altalene. Su un cartello lungo la strada c'è l'immagine della mascotte dei Mondiali, il simpatico leone Goleo VI. 
(20 marzo 2006)
Un pezzo di "giornalismo" raro. 
Bravo Berizzi.
p.berizzi@repubblica.it
Altri scoop di Berizzi:
http://www.didaweb.net/fuoriregistro/leggi.php?a=2534
http://www.bossico.com/articoli/120703.htm
http://www.calciatori.com/calciatorinews.nsf/WebNews/01DB64F7E9B315E5C1256F1A0066DA22?OpenDocument
E siccome tutti i nodi vengono al pettine, visto che le bimbe si sono addormentate presto, una rapida ricerchina su internet mi consente di inquadrare meglio l'individuo.



 

Ti ha inguaiato? Hai avuto la casa perquisita da un battaglione di marò in assetto antisommossa perché hai tirato una miccetta dopo che ha detto che avevi tirato una bomba?
E-mail a Biscardi
 

Pagina iniziale
Index
La stagione in corso
The championship
Aggiornamenti
Updates
Fotografie
Pictures
Premessa
Premise
Scudetti e trofei
Palmarès
La Lazie
The second team of the region
Visti a Roma
Away fans in Rome
Le bandiere della Roma
Unforgettable players
Campo Testaccio
The glorious ground of AS Roma
Memorabilia
Memorabilia
Roma e i romani
Roma and romans
La Storia dell'A.S. Roma
A.S. Roma History
Derby!
Derby!
La Roma in Tv e alla radio
AS Roma in TV and radio
Video
Video
Vita vissuta
Lived life
Miscellanea
Miscellanea
Il manifesto degli ultras
The Ultras' manifesto
Bigliografia
Bibliography
La storia della Curva Sud
Curva Sud history
Le partite storiche
Matches to remember
Gruppi ultras
A.S. Roma Ultras groups
Sotto la Sud!
A.S. Roma players under the Curva Sud
Cori Curva Sud
Curva Sud chants
Amici e nemici
Friends & enemies
La cronaca ne parla
The wrong and right side of A.S. Roma fans
Fedeli alla tribù
Faithfuls to the tribe
Diffide, che fare?
Suggests for the banned
Links
Links
Scrivetemi
E mail me
Libro degli ospiti
Guestbook