LAZIELITA'
Una spiegazione concisa di che cos'è

 
Striscioni allo Stadio
                  Olimpico
 
Il Corriere dello
                  Sport
Un simpatico
                  adesivo mostra quanto amino Roma
Giornale di
                  Velletri che celebra lo scudetto: Aldo Donati è
                  divenuto Aldo Onorati

Puro romanesco

Voi ci siete venuti, noi ci siamo nati!
Materazzi
Tifosi lazieli sventolano in curva la bandiera
                  della Juventus
Enrico
                  Montesano
1995/96:
                  tengono così tanto alla maglia che le vogliono
                  cambiare colore!
Bisteccone
                  Galeazzi
La Lazie a
                  Valmontone

Un laziale in
                  costume da bagno. E fanno ironia!

Laziele sulla pista
                  d'atletica in mutande
Martedì 8 Giugno 2004
LA COPPA FUORI PORTA
andremo a giocare anche a Latina e Valmontone

 di ROBERTO AVANTAGGIATO 

ROMA - C’è un tesoro in provincia che si chiama passione Lazio. Sì, proprio quell’amore per i colori biancocelesti tenuto sempre un po’ nascosto e che nel momento del bisogno sta venendo fuori giorno dopo giorno, quasi momento dopo momento come l’acqua che esce dalla sorgente. E come l’acqua, anche l’amore della provincia (ma di più, dell’intera regione) che la Lazio va scoprendo, o meglio riscoprendo alla veneranda età di 104 anni, è davvero un tesoro. Così prezioso da far nascere la convinzione che la linfa che può portare la società a vincere la battaglia più difficile della sua storia sia proprio lì, lontano dal Raccordo Anulare. L’amministratore delegato Matteo Giuseppe Masoni se n’è reso conto di persona andando al domicilio dei tanti tifosi laziali che vivono in provincia. Frosinone e il suo hinterland ieri, Latina oggi (appuntamento domenica alle 19), Viterbo e Rieti domani. Il suo girare per il Lazio gli sta facendo scoprire realtà importanti, che aprono prospettive e nuovi scenari. In ogni piccolo o medio centro in cui Masoni è stato (a cominciare da Valmontone) la risposta è stata in alcuni casi entusiasmante per l’impegno che gli industriali di fuori Roma, e state certi che sono tanti e importanti, si sono assunti per dare una mano alla Lazio. Nessuno è ancora uscito allo scoperto, ma al di fuori dell’ufficialità si sa che sono persone di ”peso” economico rilevante. 
In provincia di Frosinone, per esempio, tre-quattro industriali hanno già assunto l’impegno di aiutare la Lazio. Gente che nel calcio ha fatto la sua esperienza o che magari continua a farla ancora oggi, sia pure non nelle dimensioni proposte dalla Lazio. Da Valmontone, cittadina ai confini della provincia di Roma, è arrivata la proposta più concreta. Il sindaco ha infatti proposto di donare un’area, nel polo turistico integrato a ridosso dell’autostrada A1, su cui costruire uno stadio tutto biancoceleste da ventimila posti. Nel quale la Lazio potrebbe giocare qualche partita, portando finalmente la squadra dai tifosi e non viceversa, così com’è accaduto fino ad oggi. Non si tratterebbe di incontri di campionato, ma molto più probabilmente di Coppa Italia, manifestazione che nei turni preliminari propone sfide che non sarebbero mai in grado di riempire l’Olimpico e neppure il Flaminio. In questo modo, i tifosi lontani da Roma, che pure si sobbarcano viaggi e spese per le domeniche di campionato, per una volta o due avrebbero la possibilità di godersi la Lazio sotto casa. «Quello di Valmontone non potrà essere il nostro stadio, sarebbe un aggravio di costi per i nostri tifosi, ma l’idea - ha spiegato Masoni - è quella di estendere la nostra presenza su tutto il territorio regionale e non soltanto in una provincia». 
L’idea di una Lazio più radicata nella regione va di pari passo con il progetto di realizzare una cittadella dello sport, il contributo del sindaco Veltroni alla Lazio e non solo. Un’idea che inizialmente investiva alcune aree di proprietà del costruttore Salvatore Ligresti, che però non ha più manifestato l’intenzione di farsi coinvolgere. E allora, da ieri Ligresti è probabilmente diventato il passato. L’ad Masoni ha infatti lasciato intendere che ”la cittadella dello sport” non interessa più un soggetto, ma più soggetti, dando così forza al progetto di creare diversi punti-Lazio nella capitale e in provincia. «Ci sono due o tre aree che stiamo valutando - ha confermato l’ad - Passata questa settimana torneremo a parlarne con il sindaco Veltroni. E magari, speriamo, con qualche ingegnere. Per far partire i progetti». 




2017/18
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