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Martedì
8 Giugno 2004
LA
COPPA FUORI PORTA
andremo
a giocare anche a Latina e Valmontone
di
ROBERTO AVANTAGGIATO
ROMA
- C’è un tesoro in provincia che si chiama passione Lazio. Sì,
proprio quell’amore per i colori biancocelesti tenuto sempre un po’ nascosto
e che nel momento del bisogno sta venendo fuori giorno dopo giorno, quasi
momento dopo momento come l’acqua che esce dalla sorgente. E come l’acqua,
anche l’amore della provincia (ma di più, dell’intera regione) che
la Lazio va scoprendo, o meglio riscoprendo alla veneranda età di
104 anni, è davvero un tesoro. Così prezioso da far nascere
la convinzione che la linfa che può portare la società a
vincere la battaglia più difficile della sua storia sia proprio
lì, lontano dal Raccordo Anulare. L’amministratore delegato Matteo
Giuseppe Masoni se n’è reso conto di persona andando al domicilio
dei tanti tifosi laziali che vivono in provincia. Frosinone e il suo hinterland
ieri, Latina oggi (appuntamento domenica alle 19), Viterbo e Rieti domani.
Il suo girare per il Lazio gli sta facendo scoprire realtà importanti,
che aprono prospettive e nuovi scenari. In ogni piccolo o medio centro
in cui Masoni è stato (a cominciare da Valmontone) la risposta è
stata in alcuni casi entusiasmante per l’impegno che gli industriali di
fuori Roma, e state certi che sono tanti e importanti, si sono assunti
per dare una mano alla Lazio. Nessuno è ancora uscito allo scoperto,
ma al di fuori dell’ufficialità si sa che sono persone di ”peso”
economico rilevante.
In
provincia di Frosinone, per esempio, tre-quattro industriali hanno già
assunto l’impegno di aiutare la Lazio. Gente che nel calcio ha fatto la
sua esperienza o che magari continua a farla ancora oggi, sia pure non
nelle dimensioni proposte dalla Lazio. Da Valmontone, cittadina ai confini
della provincia di Roma, è arrivata la proposta più concreta.
Il sindaco ha infatti proposto di donare un’area, nel polo turistico integrato
a ridosso dell’autostrada A1, su cui costruire uno stadio tutto biancoceleste
da ventimila posti. Nel quale la Lazio potrebbe giocare qualche partita,
portando finalmente la squadra dai tifosi e non viceversa, così
com’è accaduto fino ad oggi. Non si tratterebbe di incontri di campionato,
ma molto più probabilmente di Coppa Italia, manifestazione che nei
turni preliminari propone sfide che non sarebbero mai in grado di riempire
l’Olimpico e neppure il Flaminio. In questo modo, i tifosi lontani da Roma,
che pure si sobbarcano viaggi e spese per le domeniche di campionato, per
una volta o due avrebbero la possibilità di godersi la Lazio sotto
casa. «Quello di Valmontone non potrà essere il nostro stadio,
sarebbe un aggravio di costi per i nostri tifosi, ma l’idea - ha spiegato
Masoni - è quella di estendere la nostra presenza su tutto il territorio
regionale e non soltanto in una provincia».
L’idea
di una Lazio più radicata nella regione va di pari passo con il
progetto di realizzare una cittadella dello sport, il contributo del sindaco
Veltroni alla Lazio e non solo. Un’idea che inizialmente investiva alcune
aree di proprietà del costruttore Salvatore Ligresti, che però
non ha più manifestato l’intenzione di farsi coinvolgere. E allora,
da ieri Ligresti è probabilmente diventato il passato. L’ad Masoni
ha infatti lasciato intendere che ”la cittadella dello sport” non interessa
più un soggetto, ma più soggetti, dando così forza
al progetto di creare diversi punti-Lazio nella capitale e in provincia.
«Ci sono due o tre aree che stiamo valutando - ha confermato l’ad
- Passata questa settimana torneremo a parlarne con il sindaco Veltroni.
E magari, speriamo, con qualche ingegnere. Per far partire i progetti». |
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