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6 febbraio: inserito il video di Ferencvaros/Millwall.... Quando si dice la semplicità.... "Millwall, Millwall, super Millwall!". Sono 74 mb ma è interessante.

5 febbraio: immaginavo che su Raitre ieri avrebbero trasmesso qualcosa di calcistico: Roma/Lazio 1930/31, ecco qui il filmato dell'Istituto Luce (17 mega).

4 febbraio: on line la pagina di Lecce/Roma. Aggiornata la Coppa Disciplina. Vi segnalo poi l'uscita di un paio di libri.
Il primo è "Tifosi e ribelli", un romanzo scritto da Stefano Faccendini del quale trovate una scheda su questo link:
Il secondo è "Sud - La Curva Magica", un album fotografico che ripercorre la storia recente del tifo della Roma attraverso le scenografie più spettacolari in circa 100 foto dal 1983 ad oggi. La scheda potete trovarla a questo link.
Cartello realmente esistente (grazie Davide!)
Sul sito della Brigata Odoacre Chierico, ci sono dei sondaggi divertenti che vi invito a votare. Cliccate qui.
Lo scioglimento degli AS Roma Ultras tiene ancora banco: inseriti altri pensieri nella pagina di Roma/Messina.
Massimiliano mi segnala una... curiosità sul programma per pc che si usa per masterizzare i CD, "Nero". Il titolo esteso del programma è "Nero burning rom", che tradotto è nero brucia rom... se osservate bene l'icona del programma trovate un Colosseo in fiamme, sicché a questo punto è lecito pensare che nero stia per Nerone e rom per Roma.. Nerone brucia Roma! Ma chi lo ha creato?
Qualcuno sa qual'è la squadra contro cui la Roma ha giocato qeusta amichevole alla fine degli anni '50, inizio anni '60?



2 febbraio: senza troppe parole, ecco una piccola pagina dedicata agli AS Roma Ultras.

1° febbraio: inserita la pagina 2 di Roma/Messina. Dopo di ciò, un paio di messaggi: "Mi chiamo Viviana e ieri allo stadio subito dopo l'entrata ho perso i miei due abbonamenti di sud (ne avevo fatti due per cambiare posto) sono settore 17 e 21 entrambi intestati a MARTA  se potete aiutarmi per favore grazie".
Giusotta di Messina ringrazia i ragazzi che hanno esposto lo striscione per Angelo in occasione di Roma/Messina. Aggiunti altri resoconti sulla partita e sullo scioglimento degli AS Roma Ultras, cui verrà dedicato un prossimo speciale.
"Ciao Lorenzo...mi chiamo Riccardo ovviamente tifoso della Roma.  Ho visto nella pagine degli aggiornamenti la foto della maglia della roma quella rossa e bianca che nel fotomontaggio viene indossata da Totti. Quella foto sta facendo il giro di tutta roma per la sua bellezza nei colori, per essere ritornata a motivi vecchi a cui siamo tutti legati da ricordi indimenticabili. C'è un modo per far pervenire a chi di dovere le foto di questa maglia per il prossimo anno?? Dalle voci che sento sono tutti entusiasti da questa maglia. Credi sia possibile riuscire a convincere la società a puntare su quella maglia?" 
Lo sponsor della squadra polacca femminile di pallavolo (grazie Davide!)
La maglia a cui si riferisce Riccardo: oggettivamente molto bella in tutte e due le versioni
Il nostro nuovo acquisto
Sempre sulle maglie, una rapida analisi di Riccardo sull'ultima giornata: "...tanto per ribadire il concetto che deve essere chiaro sui colori della nostra maglia: a Firenze solito cazzotto in un occhio per poi tornare al classico in Coppa Italia (stranamente) (aggiungo io: non capisco per quale ragione sia la Roma che la Fiorentina in Coppa Italia erano in pantaloncini bianchi.... ma non avevano detto che non si poteva? n.d.L.). In questa giornata incredibile Brescia (blu\arancione) in casa! Nella 19esima sbalordisce il rosso Siena e Bologna e il neroblu Messina, un pò meno eclatante è in nero\rosa palermo. vabbé Chievo Anaconda manco va commentato, spero escano film tipo pokemon, perchè tiribocchi ce lo vedo benissimo vestito da pokemon".


30 gennaio: on line la pagina di Roma/Messina.

29 gennaio: scoop "economico" del sito sporteconomico per eccellenza. Francesco Totti è ora sponsorizzato dalla Diadora. Prima di Fiorentina/Roma (a proposito, aggiunto qualche resoconto), in tribuna, è stato distribuito il programma ufficiale della Fiorentina. Avrei immaginato che una pubblicazione ufficiale di una società di calcio fosse più "neutra", ma non sono certo il tipo che si scandalizza per l'articolo a firma del bischero Cristiano Puccetti che butta benzina sul fuoco dell'astio.
Per questa ragione è doppia la soddisfazione nell'aver visto la Roma trionfare a Firenze e, lasciando da parte il tenore complessivo dell'articolo che pubblico qui sotto e nella pagina di Fiorentina/Roma (che dimentica una "promozione per meriti sportivi" su cui è meglio stendere un velo pietoso), mi limiterò a sottolineare quello che anche i fiorentini purosangue come l'autore dell'articolo debbono ammettere in ordine alla nostra tifoseria che "QUANDO E' ARRIVATA A CASA NOSTRA, SI E' SEMPRE COMPORTATA DA PADRONA" (come dice il mio amico Gabriele "e ce mancherebbe pure!").
Buon Carnevale a Cristiano Puccetti e a tutti i tifosi viola!
Ve saluta Carnevale!Andrea CArnevale con la maglia della Nazionale. Ho messo questa proprio perché i viola non amano la Nazionale Italiana
Poche persone meritano di essere salutate degnamente quando vanno via da Roma, ed ancor meno hanno l'onore di finire tra coloro che ricorderemo.
Uno di questi è sicuramente Marco Delvecchio, che ho incontrato nella mia vita una sola volta e - da quel poco che ho potuto vedere - è veramente un bravissimo ragazzo molto legato alla Roma e a Roma. Ricordo che in quell'incontro cercava di capire cosa pensassimo noi tifosi del calcio moderno e mostrandosi molto interessato ed umile nel capire il perché di alcuni atteggiamenti della tifoseria. Ciao Supermarco, anche tu sei nella storia della Roma.
Torniamo su questa notizia, già affrontata in precedenza: "Parte male il Centenario del Boca Juniors (previsto per il prossimo 3 aprile). La Nike (kit supplier della formazione argentina) aveva studiato per l'occasione ben sei diverse camisetas di gara. Ma già sulla prima è scoppiata la contestazione dei tifosi e dei media locali. La divisa presentava una banda diagonale color giallo ocra in versione diagonale invece che orizzontale. Molto simile ad una maglia dei primi anni Novanta dei rivali del River Plate. La maglia è stata utilizzata dal Boca Juniors per sole due partite (contro il Mar del Plata e contro l'Independiente), poi i tifosi gialloblu e il Clarin (il più noto quotidiano argentino) si sono opposti al prodotto della Nike. La maglia è stata subito ritirata ed è finita nel Museo de la Pasiòn Boquense (l'area museale della società argentina). La Nike è ritornata sul disegno tradizionale della divisa di gioco e nelle prossime partite il BJ scenderà in campo con una maglia utilizzata già nel torneo metropolitano del 1981, quando c'era un certo Diego Armando Maradona (che sempre sulla maglia contestata ha dichiarato al Clarin: No me la pongo ni mamado)" (http://www.sporteconomy.it/index.php?id=1,1343,0,0,1,0).
Aggiunto un resoconto anche di Roma/Fiorentina. Pubblico anche questa e-mail che mi è arrivata l'altro ieri e che per ragioni di tempo non sono riuscito a inserire prima:
"Ciao Lorenzo mi chiamo Gabriele e sono uno dei tanti pischelli che la domenica assiste alle partite sul muretto degli ASRU. Mi piacerebbe esternare la mia opinione su ciò che è successo a Siena e, più in generale, sul concetto di tifoso che va oltre e che ama unicamente la maglia. Ne ho le palle piene di sentire discorsi riguardanti la malafede di quei tifosi che hanno contestato il capitano, in questi giorni tra media, emittenti locali e gente comune ho assistito al trionfo dell’ ignoranza e della paranoia. Purtroppo tanti parlano senza nemmeno conoscere la realtà che stanno giudicando, ed allora giù ad infierire sugli ultras e sul loro modo di intendere il calcio; io personalmente stimo moltissimo Totti ma amo la mia città e la mia maglia più di ogni altra cosa, e quindi non sopporto l’ idea di vedere gente dal livello culturale bassissimo e dal livello morale ancora più basso dare giudizi a priori sui fatti di Siena.Tanto lo sai meglio di me, l’ opinione pubblica è assai vulnerabile e una volta che gli vengono imposti determinati pregiudizi diviene del tutto incapace di sviluppare un pensiero autonomo. Ma che ne sanno loro su quello che succede nella Sud? Secondo tanti infami noi siamo tutti feccia…ma permetti che mi possa rodere un pochino anche con il capitano quando vedo quel boro partenope che fa quel che vuole rivolgendosi indisturbato ed in maniera pesante verso di noi? Perché francesco non è intervenuto? Cmq non voglio creare ulteriori polemiche, ma solo esternare il mio punto di vista, che rimanda ad un discorso più complesso. In un periodo storico come quello attuale è assai compromettente parlare di giusto e sbagliato senza prima farsi un esame di coscienza. Non è alla portata di tutti sentenziare generalizzando, abusando della libertà di parola per dogmatizzare le idee preconcette sulle minoranze. Senza dubbio esiste qualcuno con la ferma intenzione di distrarre l’opinione pubblica da cose ben più tremende. Il coraggio di schierarsi sempre nelle situazioni più disagevoli e la consapevolezza di essere scomodi, purtroppo, non costituiscono richiami altisonanti come Sky o Grande Fratello. Il falso perbenismo è un elemento da sconfiggere, ma un tifoso in grado di andare oltre non si lamenta, in quanto da sempre conoscitore di ogni rischio. La sfida è stata ugualmente raccolta….COM’è SCRITTO NELLA STORIA!"
Ed ancora: "a proposito di calcio moderno e dell'opera disgregatrice che esso sta portando avanti, vorrei segnalarti una nefandezza. Domenica scorsa
il Chievo, giocattolo dei potenti del calcio, si è presentato a S.Siro con la classica maglia gialla decorata, o meglio indecorata da squame nere. Il tutto per pubblicizzare in maniera più evidente l'attuale sponsor, il film di americana esportazione "Anaconda"... E' necessario un ulteriore commento a riguardo?
No, non sono necessari commenti. Il Chievo non ha tifosi in grado di contrastare una cosa del genere. Giuro sulla mia famiglia che se la Roma dovesse fare una cosa del genere, mi prendo tre anni di daspo ma entro in campo e straccio la maglia.
Poi un articolo tratto da una fanzine, non so quale:
"Autonomi, indipendenti: ULTRAS!
Abbiamo parlato spesso e volentieri di quelli che sono i valori Ultras…
Chi è abituato a sentir parlare di Ultras su giornali e televisioni ( a proposito pare che, tra tasse ed Iraq, l’argomento sia tornato di moda…) potrebbe trasalire nel vedere la famigerata parola ‘Ultras’ accoppiata a quella ‘valori’… Eppure i valori in noi ci sono, si manifestano e sono sicuramente meno spalmati di ipocrisia di quelli di cui il mondo circostante si vanta.
Abbiamo più volte parlato di amicizia, di lealtà, di solidarietà, di sacrifici e coraggio, questa volta vorremmo sottolineare il valore dell’AUTONOMIA.
‘Tutto ciò che ho l’ho conquistato’ od anche ‘Vivo perché ho la forza di farlo, non perché qualcuno me lo permette’ …Eccovi spiegate l’autonomia e l’indipendenza per come le intendiamo. Gli Ultras nascono perché hanno e sono una forza, occupano uno spazio, si creano un mondo non per gentile concessione di qualcuno, ma perché nessuno riesce a negargli quello spazio vitale del quale necessitano. Il che vuol dire che tutto quello che gli Ultras hanno fatto negli anni, dai semplici ‘strumenti del tifo’ quali striscioni e bandiere, alle manifestazioni, ai giornali, alle prese di posizione più ‘strane’ e radicali sono frutto del lavoro non retribuito, fatto per passione, dagli ultras e solo da loro. Senza accordi, finanziamenti, da chissà chi, senza troppe concessioni. Imporre la propria presenza e le varie e variopinte manifestazioni di essa, essere orgogliosi di sapere che tutto ciò che si è e che si ha è solo frutto dell’impegno e della dedizione che tanti ragazzi mettono in una  causa nella quale credono. Del resto noi Ultras ci proclamiamo differenti da tutto quello che ci circonda, antagonisti per certi versi, e ciò implica il fatto di non accettare nulla da nessuno, per coerenza, per non essere ‘contagiati’ dal mondo che ci circonda.
Succede tuttavia in molte piazze italiane che questi valori Ultras vengano insozzati, che ci siano più o meno sistematici rapporti con istituzioni o società, che qualcuno diriga gruppi ultras come si farebbe con un’azienda o un comitato d’affari…non ci riguarda , continuiamo per la nostra strada.
Siamo convinti che la partecipazione crei la nostra forza, il nostro valore, convinti che ogni passo in avanti che facciamo sia piccolo, che la nostra stessa presenza sia ridotta, purtroppo, a poco, ma sappiamo e ne siamo orgogliosi, che tutto ciò che abbiamo è esclusivamente frutto del nostro impegno…SENZA PADRONI!!!"
L'episodio non lo ricordavo, o meglio non ricordavo questo Carneade, ma visto che nella newsletter di Corederoma è segnalata questa vicenda aggiungo anche io che Cossato se ne può stare a casa sua e che è PERSONA NON GRATA: "...ma dobbiamo dire qualcosa anche sugli eventuali arrivi. Abbiamo sentito il nome di Cossato o sbagliamo ?? Cossato ? Parliamo di quel giocatore che lo scorso anno corse verso la nostra panchina gridandoci “Romani di Merda” e che ora dichiara che sarebbe un sogno giocare nella Roma ??  Non ci siamo, fosse pure Maradona (ma non è neanche un giocatore da serie A), a Roma non lo vogliamo, noi siamo i Romani di merda caro Cossato, stai al paese tuo e concludi la tua impalpabile carriera da un’altra parte.  E un suggerimento finale ci sentiamo di darlo anche a Del Neri: non basta fare il verso alla nostra parlata, o mettere la suoneria di grazie Roma al cellulare per essere Romani (Zeman ha sul cellulare “la Roma non si discute si ama” da tempo immemore e senza pubblicità). Se vuole esserlo fino in fondo, deve sentirsi indignato quando ci offendono e non richiedere giocatori a noi invisi. Tornando a ! Cossato deve essere chiaro il fatto che non ti vogliamo e siamo pronti a fischiarti e contestarti aspramente, costi quel che costi, qualora avessi l’onore di indossare indegnamente la nostra maglia. In coppa Italia intanto hanno fatto capolino in campo, ancora una volta, l’ennesima volta, Zotti, Scurto, De Martino, De Rossi, Aquilani, D’Agostino, Corvia: la primavera Romana, altro che Cossato !!"


27 gennaio: benvenuti a tutti sul nuovo indirizzo www.asromaultras.org. Il vecchio URL servirà come sito specchio quando il sito principale dovesse essere inaccessibile per qualsiasi ragione. On line la pagina di Roma/Fiorentina. Ricevo e pubblico:
"In occasione della partita odierna contro i viola di coppa mio cugino ha lasciato nello stadio una borsa dell'invicta (quella classica a strisce) colore bianco e viola. Nella   borsa c'era una divisa di lavoro molto importante per lui(fa il cameriere).Dopo essere uscito dalla curva si è ricordato della borsa ma solo 5 minuti dopo non c'era più.La borsa è stata lasciata più o meno all'altezza della fila 28 entrando dal boccaporto dei Fedayn e scendendo le scale. Se qualcuno l'ha presa farebbe un gran gesto a restituirla.Vi lascio il mio numero 3491992407( Fabrizio). Anche se il contenuto non è di valore inestimabile, per lui è di una importanza fondamentale".
Altro messaggio che arriva da Messina (al vostro buon cuore): "ciao..sono una tifosa del Messina....ti prego di ascoltarmi...non sò come riuscire a contattare qualc'uno di voi senza essere presa a calci...ma c'è una cosa che mi sta a cuore...un ragazzino di 14 anni e tifosissimo della Roma, è morto sabato (o domenica) tra le braccia del papà mentre giocava a pallone... Mi hanno chiesto se è possibile fare uno striscione x lui...si chiamava Angelo...spero possiate aiutarmi...grazie di cuore....Giusotta...."


26 gennaio: aggiunti altri resoconti e foto nelle pagine di Fiorentina/Roma. E' attivo anche www.asromaultras.org. Per rispondere alle diverse e-mail che mi sono arrivate sul punto, non saprei dire se arriveranno diffide in massa. Alcune voci dicono che già alcune ragazze siano state diffidate e che qualche ragazzo abbia pure ricevuto la diffida, ma potrò essere più preciso nelle prossime ore. Se dovessero realmente diffidare tutto il treno saremmo di fronte ad un fatto di eccezionale gravità, tanto da far dubitare che la singolare gestione della prevenzione non sia in realtà qualcos'altro di molto diverso. Visto che allo stato si tratta soo di voci, aspettiamo qualche certezza e poi indicherò cosa si può fare.
Posso solo dire che un primo effetto gli episodi di Firenze/Orvieto lo hanno avuto, visto che una curva divisa in tanti modi di pensare si ritroverà oggi contro la Fiorentina molto probabilmente unita per gridare basta ad un certo modo di "prevenire".
Il Prefetto Serra oggi su "Il Messaggero":
 «La sera li arrestiamo. La mattina dopo qualcuno (cioè un giudice, n.d.L.) li rimette in libertà. Ma insomma: che razza di messaggio è questo?». Il Prefetto Achille Serra è a dir poco perplesso. Gli incidenti di domenica a Firenze tra tifosi viola e tifosi giallorossi («Ero andato a vedere la partita e mi sono pure preso un bel raffreddore«) rischiano di avvelenare l’atmosfera in vista di Roma-Fiorentina di Coppa Italia che si gioca domani sera all’Olimpico. E intanto i due laziali arrestati per aver aggredito l’altro ieri due  supporters della Samp sono già liberi. «La polizia li prende ricorda Serra E il magistrato che fa? Convalida l’arresto, cioè dice che non era illegittimo. Ma li mette fuori in attesa del processo. Così non si va da nessuna parte».
La partita di domani sera all’Olimpico, visto gli scontri di due giorni fa tra le opposte tifoserie, diventa oggettivamente a rischio. Chi le ha prese, vorrà restituirle. Chi le ha date, avrà un’altra occasione. La logica, nella galassia degli ultrà, è questa. «Ci saranno ripercussioni? E chi lo sa? prosegue Serra I mascalzoni sono sempre all’opera. Questa gente, non finirò mai di ripeterlo, non c’entra assolutamente niente con le tifoserie. Si tratta di poche centinaia di persone che agiscono in un certo modo e che continuano a creare problemi».
Serra è pronto a convocare per la prossima settimana un incontro con i vertici della Roma e della Lazio, con il Coni, i Vigili del Fuoco e la Commissione Spettacolo della Prefettura. «Siamo in attesa di un provvedimento importante ricorda Cioè il decreto interministeriale (Interno e Beni Culturali) che impone posti numerati anche nelle curve in tutti gli stadi con una capienza superiore a diecimila persone. Ma è necessario che si mobilitino tutti. E quando dico tutti, intendo tutti. Calciatori compresi».
Gli incidenti dopo l’ultimo derby Lazio-Roma non sono, secondo il Prefetto, un fatto completamente slegato da ciò che accaduto durante la vigilia. «Se per una settimana afferma Serra Di Canio e Totti si beccano come galli in un pollaio, se appaiono alle rispettive tifoserie come Achille ed Ettore pronti a combattersi sotto le mura di Troia, beh, poi non ci si può meravigliare se gli animi di certe soggetti si accendono fino alle estreme conseguenze». Un appello al «senso di responsabilità», anche «ai media».
«Quando si dà molto spazio a certe disfide verbali dice Serra sarebbe bene porsi il problema delle possibili ripercussioni. Certo: il rimedio vero è un altro. Le forze dell’ordine all’interno degli stadi vanno progressivamente sostituite dagli stewards delle società, come succede in Inghilterra (su questo siamo d'accordo. Se se ne andassero diminuirebbe la tensione perlomeno del 70%, n.d.L.). E poi servono leggi diverse, in modo che il giudice possa applicarle. Faccio ancora l’esempio della Gran Bretagna. Lì c’è una sorta di magistrato dello stadio. Il tifoso sotto accusa gli viene portato subito davanti. Ti danno dieci giorni, un mese, un anno? Sentenza immediata e te li fai, fino all’ultimo e senza rinvii« (Qualcuno ricordi al Prefetto Serra che quando da noi c'era Cicerone in Inghilterra pascevano le capre, n.d.L.).
La cosa che sorprende, in un tutore dell'ordine, è in primo luogo la mancanza di rispetto per la magistratura. In secondo luogo il Prefetto Serra non tiene in conto un aspetto incontestabile: molti processi, nati su denunce delle forze dell'ordine, finiscono con assoluzioni e archiviazioni. Questo perché i poliziotti conoscono la legge in modo molto meno tecnico di un giudice e, assai spesso, di un avvocato mediamente preparato. Seguendo il pensiero distorto del prefetto, quindi, non ci dovrebbero essere giudici, in quanto l'operato dei poliziotti sarebbe sempre e comunque infallibile. Di conseguenza, sarebbero inutili anche i processi. L'arresto o la denuncia equivale per il Prefetto Serra ad una condanna. Uno Stato di questo genere, tuttavia, avrebbe un solo nome: Stato di Polizia, giustamente ambito da ogni questura perché accrescerebbe enormemente il suo già largo potere. Purtroppo ci sono i magistrati, che a volte decidono di mandare in carcere le persone DOPO un regolare processo e magari non PRIMA, come vorrebbe il Prefetto Serra. Il fatto che un arresto non sia illegittimo (decisione spesso presa dal magistrato sentendo una sola campana per l'impossibilità di portare immediatamente testimoni a discarico) non vuol dire che la persona sia colpevole né, tantomeno, che debba per forza stare in carcere, definito dal nostro codice - ahimé troppo spesso dimenticato - una "extrema ratio". Se quindi la necessità di un'azione di contrasto della criminalità da parte delle forze dell'ordine è perfino ovvia in uno stato democratico, altrettanto lo è la necessità di un vaglio di un giudice delle carte processuali. Con buona pace di chi vorrebbe essere accusatore e giudice al tempo stesso.
Passiamo ad altro: chi ha i video dei gol della Roma con i viola che me li sono persi?


24 gennaio: in costruzione le pagine di Fiorentina/Roma.

23 gennaio: inserita un'intervista ad Aquilani. Ecco qui i profondi pensieri della radical-chic Barbara Palombelli. La pagina di Fiorentina/Roma sarà on line domani sera perché sono in partenza per ragioni di lavoro.

22 gennaio: si è insediato il nuovo Questore di Roma, giudicato in questo modo dai sindacati di Polizia: "Polizia, i sindacati bocciano Marcello Fulvi. Il neoquestore di Roma non trova terreno fertile per quanto fatto a Bologna. Tonelli (Sap): "Ha adottato una gestione autoritaria con un uso irragionevole della disciplina". La nota del Siulp: "Una visione chiusa e rigida dell'istituzione". Ed infatti, sentite un po' quali sono le priorità in una città come Roma, dove l'estorsione, lo sfruttamento minorile e potremmo continuare per ore, passano in secondo e terzo piano e dove gli ultras sono più pericolosi delle B.R.:
Ultrà e Br: i primi pensieri di Fulvi
Roma, 20 gennaio 2005 - Sicurezza per i cittadini, terrorismo italiano e internazionale, stadi e ultrà. Questi i temi principali sui quali si è soffermato il neoquestore di Roma, Marcello Fulvi, nell'incontro di oggi con la stampa, il primo dopo il suo insediamento. "Roma e' una piazza sempre importante che richiede impegno e soprattutto attenzione.
Marcello Fulvi
L'ambizione è quella, ovviamente, di prevenire gli accadimenti che in qualche modo possano compromettere l'ordine pubblico e la sicurezza generale". Secondo Fulvi "l'importante è impegnarci su questo terreno con le professionalità che conosciamo, che ho trovato nella Questura con l'organizzazione che già c'era e che si è dimostrata efficacissima in occasione di appuntamenti molto importanti. Bisogna continuare a lavorare secondo questa linea con la maggiore attenzione possibile''. Marcello Fulvi ha poi detto che tra le priorità della capitale c'è la necessità di ''dare al cittadino il massimo livello di sicurezza, di consentirgli di muoversi liberamente in qualunque ora del giorno e della notte, di sentirsi tranquillo e di poter fare ciò che ritiene, senza temere aggressioni o lesioni alla sua persona e ai suoi beni, di consentirgli di esercitare in piena libertà tutti i suoi diritti''
Il neoquestore ha, ancora, fatto riferimento a problemi importanti che non riguardano soltanto Roma ma il paese in generale, come il terrorismo internazionale, quello nostrano. Negli anni c'è stata ''una disarticolazione del gruppo terroristico'', ha spiegato con riferimento alle differenze tra le vecchie e le nuove Brigate Rosse. ''Il fenomeno oggi - ha detto Fulvi - è diverso nel numero, non ha certo la dimensione degli anni '80 quando erano centinaia i brigatisti. Oggi siamo in presenza di un gruppo numericamente assai più modesto e che in qualche modo siamo riusciti ad identificare e quindi a dimensionare. E' una realtà grave, certamente, per gli attentati che hanno realizzato ma non paragonabile agli anni '80 quando le vittime sono state tantissime. La situazione alla fine degli anni '60 era diversa. Il contesto internazionale era diverso, c'e' stato un cambio di prospettiva anche nelle motivazioni di lotta delle Br''
Il questore Fulvi, tra i temi affrontati con la stampa, ha fatto riferimento anche alla sicurezza negli stadi con una riflessione particolare sulle tifoserie romane. ''Il problema degli stadi - ha insistito - e' al centro delle attenzioni di tutti, non solo del questore di Roma. E' stato creato anche un osservatorio proprio come risposta necessaria ad una situazione di partita in partita presentava aspetti sempre più preoccupanti. Non e' tollerabile che andare alla partita per una persona qualsiasi significhi dover rischiare di essere coinvolto non volendo in disordini da parte di gruppetti. E' un problema che c'è e che va affrontato con professionalità. La sorveglianza è non soltanto nei confronti delle tifoserie ma c'e' anche lungo le autostrade, nelle stazioni ferroviarie, oltre che nei luoghi deputati al calcio come gli stadi. E' un problema che trova delle risposte e la legislazione ci ha aiutato in questo con il fermo di polizia giudiziaria e con i provvedimenti amministrativi che hanno una loro efficacia''.
Qualcuno dovrebbe chiedere all'incensurato T.R. (diffidato per tre anni con obbligo triplice di firma ogni volta che la Roma e la Lazio giocano per aver scavalcato un cancello della Tribuna Monte Mario) cosa pensa dell'equilibrio e della distensiva saggezza con cui queste misure vengono applicate a Roma!
Gustavo Benvenuti
Alberica Filo della Torre
Maria Scafò
Emanuela Orlandi
Emanuela Orlandi


21 gennaio (sera) : l'argomento del giorno è la trasmissione "Punto e a capo". Gli autori del programma mi avevano contattato, non tanto per una partecipazione, ma solo per sapere dove potevano trovare qualcosa sull'argomento delle diffide. Ho partecipato a diversi incontri e convegni, ma mai ho avuto il piacere di avere dall'altra parte un rappresentante del rango di un prefetto o di un questore. L'unica volta è stata il 13 novembre scorso, ad un convegno in Abruzzo dal titolo "Chi tutela il tifoso?", dove c'era il questore di Teramo. Peccato se ne sia andato prima del mio intervento, che è stato decisamente polemico su alcune "piccole" inesattezze. Chi avevamo ieri? Uno dei maggiori responsabili della gestione di Italia '90 e degli sprechi ad essa correlati, Franco Carraro. Pluriindagato e dimenticato Sindaco di Roma. Poi c'era Pescante, altro Mangiafuoco aggrappato alla sua pluriennale poltrona. Barbara Palombelli, che esordisce dicendo di volere mandare in galera quelli che danno le spalle al campo. Fosse per lei (mi piacerebbe un giorno parlarle di persona, per capire), mi sarei fatto già qualche anno di galera. Corretta persino dal Prefetto, il che è tutto dire. Poi ancora, vi era un rappresentante di Alleanza Nazionale, meno giustizialista della Palombelli, forse per il fatto di essere stato qualche volta allo stadio, il verde Paolo Cento, che da tempi non sospetti difende la socialità ultras e il comunista Sandro Curzi, ininfluente nella discussione visto che quasi mai è intervenuto.
La parte meno peggio è stata quando gli ultras del Brescia hanno detto la loro, all'inizio. Criticabile o meno che sia la loro apparizione in TV, è emersa evidente la loro genuinità al cospetto di quei marpioni che li bollano come "delinquenti" unicamente perché sono gli unici a denunciare le malefatte di chi realmente sta distruggendo il gioco del calcio. Il potere vorrebbe chiudere le radio, internet e tutto ciò che consente di esprimere LIBERAMENTE la propria voce, il proprio... grido senza parole (wordless scream, rende meglio in inglese) contro un potere ingordo e senza vergogna. Quanto al Prefetto Serra, e alle tesi del complotto in occasione del derby, replicherò con un articolo uscito un paio di giorni fa su "Il Messaggero", dal titolo "Folla, follia, tumulti". Scritto da un commissario capo di Polizia della stessa Questura di Roma e da un sociologo. Non l'ho ancora letto, ma dalle poche righe scritte nell'articolo, quella è la verità su quel famoso derby. L'incredibile è che la stessa questura da un lato nel processo parli di premeditazione, mentre nei propri scritti dica.. la verità!

Notizia Goalcity: "Polonia: club di A-2 donne si chiama "Lazio in B" Succede a Lodz, lo sponsor è un italiano, super-romanista LODZ (Pol) - Lo Start Lodz, squadra di A-2 femminile in Polonia, presenta un'insolita scritta sulle maglie: "Lazio in B". E' un'idea del suo sponsor, l'italiano Fabio della Vida, già procuratore di Goran Ivanisevic e  -ovviamente - super tifoso della Roma."


19 gennaio : Inserite altre foto di Chievo/Roma. A Verona hanno fermato e denunciato diversi ragazzi per via dei fumogeni. Parecchi mi chiedono se si può diffidare per questo. La risposta è no, in quanto il semplice possesso non è sanzionato con la diffida dalla Legge 401/89. Il fatto che non sia previsto non vuol dire, tuttavia, che la Questura di Verona non provveda a diffidare lo stesso, ben sapendo che non lo potrebbe fare. Ricordatevi sempre che ai questori interessa la pacca sulle spalle dei loro superiori, e quindi non fanno molto caso ad articoli e postille... L'importante sono le statistiche di fine anno: giuste o sbagliate che siano, il popolo vuole quello! Il figlio di Giovanni De Min (ex portiere della Roma inizio anni '70) mi ha inviato una foto dall'archivio personale del padre, che ho inserito a pagina 35 di memorabilia.
Grazie a Francesco, abbiamo il video di più di un minuto (sono 13 mb) relativo alla partita Lazio/Roma 1975/76 tratto dal film "Squadra antiscippo", con Tomas Milian. Il video è spettacolare (anche se purtroppo c'è anche il gol del Gobbo) ed inquadra spalti e campo. Notare la divisa della Roma: quelli sono i colori corretti della prima maglia. Al riguardo la stessa persona che mi ha consentito di scaricare il video, mi ha mandato la sua proposta di maglia per la prossima stagione. Merita di essere inserita anche tra gli aggiornamenti ed è quella qui a fianco.
Passando ad altro, dovete sapere, perché già l'ho scritto, che su "Il Manifesto" scrivono due tipi che - dissimulandosi abilmente - collaborano con Lazio.net. In un articolo che in un certo qual modo cerca di "salvare", pur da posizioni di estrema sinistra, Paolo Di Canio, si cerca una equivalenza con Totti non dal punto di vista della presa in giro ma da un punto di vista politico.
Ecco cosa scrivono i due personaggi, Guido Liguori ed Antonio Smargiasse:
"Non si ricorda soprattutto altrettanto scandalo per la ben più grave e celebre maglietta di Totti «Vi ho purgato ancora», tra l'altro espressione di chiara cultura fascista (era il motto con cui la Brigata Ravenna firmava le proprie azioni squadristiche), per la quale Totti non ha mai voluto scusarsi. Allora non fu aperta alcuna inchiesta: venendo da Totti, fu preso per un «simpatico» gesto goliardico... L'esibizione di quella maglietta una parte della città non l'ha mai dimenticata (come non ha dimenticato tante altre bravate che non stiamo qui a elencare) e tutto ciò contribuisce a incrementare l'ostilità per un «capitano» che non ha mai saputo mostrare quella faccia di sportività che ora si pretende da Di Canio. Gli investimenti di immagine messi in piedi dalla formidabile macchina pubblicitario-affaristica che sta dietro al giocatore giallorosso non sono però onnipotenti: anche nella «piccola storia» del calcio romano i fatti restano e producono sedimenti nella memoria collettiva". Ogni commento è superfluo. Stupisce solo che "Il Manifesto" dia ancora spazio a personaggi del genere.
Raffaele mi invia questa notizia ed un suo commento:
Calciatori e tifosi, insieme per Panini
Ci saranno anche loro, i tifosi, sul nuovo album Panini, le foto delle curve con le loro coreografie di luci e striscioni.
Insieme per dire no alla violenza negli stadi
L’album delle figurine ha uno spazio nella memoria di tutti quelli… che sono stati bambini. Ma anche bambine, è ovvio, infatti anche le “femmine” ne hanno posseduto uno, cero però, non quello dei calciatori, che avranno comunque visto in mano a fratelli ed amichetti. 
Un passatempo d’altri tempi? Forse no, forse gli mms e le immagini jpg sono più belle, diciamo che forse hanno una risoluzione più alta. Ma l’album è un’altra faccenda. 
La nuova edizione dell'album dei Calciatori Panini è “nuova” non perché ha ceduto alla tecnologia, non è insomma un rinnovamento- ammodernamento. Certo porta con sé delle novità, alcuni degli spazi bianchi col numerino al centro, saranno coperti infatti dalle figurine delle tifoserie delle squadre.
I presidenti e i medici avevano lasciato intendere alla casa di Modena che avrebbero gradito comparire sull'album, tra le “foto segnaletiche” dei campioni del pallone, ma, le immagini che il direttore commerciale Panini, Umberto Leone, dice devono trovare spazio sull’album storico, “sono quelle sane del calcio”. Meglio insomma ammirare le coreografie dei tifosi che del gioco del pallone fanno parte almeno quanto le partite disputate in campo, per dire a tutti, tifosi e non, che il calcio è uno spettacolo, dove non c’è spazio per la violenza. E’ per questo che nell'album si troverà anche un manifesto anti-violenza sottoscritto da tutti i giocatori. 
COMMENTO DI RAFFAELE
Ora l'ultras, le torce, i fumogeni, le coreografie sono spettacolo... poi le squalifiche. Facessero pace col cervello... a Parma si menano dentro il campo, 6000 euro di multa e tutto ok. A noi ci squalificano per la non idoneità del campo, perchè bastavano 2 secchioni d'acqua e uno stadio decente affinchè non avvenisse nulla. Invece la solita squalifica. E'uno scandalo, quando ci sono le inaugurazioni di mondiali, europei, spettacoli pirotecnici belli apprezzati da tutti e mai dico mai, è rimasto del fumo nello stadio, invece a siena dove lo stadio non dovrebbe nemmeno ospitare la serie c tutto ok... e poi cosa ancora + assurda i tifosi del Siena hanno tirato una torcia contro il loro portiere... nessuna multa... CALCIO MODERNO VAFFANCULO, BENPENSANTI VAFFANCULO, CRIMINOLOGI VAFFANCULO. La cosa brutta che questo virus si sta espandendo anche tra i romani, tutti perfettini pronti a scagliare la prima pietra, la frangia dei tifosi... quante cazzate... I VERI TIFOSI... 
L'unica risposta è quella di andare tutti a Firenze.
CURVA SUD quelli che... provocano agenti atmosferici.

Aggiungo io: portare torce allo stadio è reato? Visto che lo è, qualcuno lo faccia sapere alla Panini, alla RAI, ai giornali e a tutti coloro che per iniziare un servizio TV-radio-giornalistico "aprono" con una bella panoramica sulla classica torciata dei tifosi (vedi Palermo/Milan della scorsa giornata). Cosa si potrebbe pensare se un servizio giornalistico aprisse, a mo' di "colore", inquadrando delle persone che commettono un reato? Beh, cari giornalisti, l'utilizzo di torce costituisce reato, e tutti voi che pubblicate foto con didascalia del tipo "Lo splendido spettacolo dei tifosi", celebrate un reato! Tutto questo ha un solo nome: ipocrisia e populismo, perché da un lato si invoca la repressione per l'utilizzo di torce e simili, dall'altro le si celebrano.

Giacomo ha invece scovato questa notizia, che ci renderà ancor più sereni al momento di accogliere il traditore Capello e i suoi accoliti. Ecco le dichiarazioni di Zebina: "(ANSA) - PARIGI, 11 GEN - Ha scelto la Juventus perche' al Milan lo volevano per fare 'il secondo di Stam': lo racconta Jonathan Zebina a France Football. 'Rifiutai anche l'Inter - spiega - che mi fece una proposta di contratto sbalorditiva, da esordiente. Allora optai per la Juve: mi garanti' che avrei avuto un allenatore francese, Deschamps'. Dell'arrivo di Capello, il tecnico che lo stima di piu', Zebina seppe piu' tardi. Il difensore ha poi detto di aver avuto l'impressione di 'aver perso 4 anni a Roma'". Migliaia di tifosi stanno protestando per la squalifica del campo della Roma e per il fatto che si giocherà a porte chiuse. Peccato che all'ultima partita interna di Coppa Italia c'erano 5.000 paganti...
Comunque sia, non sono riuscito a registrare i gol di Siena/Roma: qualcuno li ha? Mi mancano solo quelli...
Questa maglietta del Boca Juniors è una delle sei che la Nike ha preparato per la squadra argentina, con l'intenzione di rappresentare tutte le sei maglie differenti che il club ha indossato sin dal 1905. La maglia sopra raffigurata è quella usata dal 1907 al 1913. Maradona ha tuttavia chiesto ai giocatori di non indossarla in quanto la striscia diagonale è tipica della divisa degli eterni rivali del River Plate, che la indossano sin dal 1901, quando il club fu fondato.
Diego si è ritenuto oltraggiato e ha reclamato che la Nike e l'associazione stanno giocando con le passioni e l'amore dei tifosi per la loro squadra. I tifosi del Boca minacciano di boicottare la festa del centenario del Boca se la maglietta non verrà ritirata.
(grazie Kostas per la notizia)


18 gennaio : inserite le fototifo di Chievo/Roma. La Roma giocherà a porte chiuse e in campo neutro la partita di Coppa Italia contro la Fiorentina.
Notizia su diffide e politica: un intervento di Paolo Cento: "Sta crescendo vertiginosamente il numero di diffidati nelle curve degli stadi italiani. A sostenere questa tesi è l'on. Paolo Cento (Verdi) intervenuto questa sera alla trasmissione Il Processo del Lunedì (condotto da Aldo Biscardi su La7).
Secondo il deputato della Camera questo trend negativo creerebbe ulteriori tensioni all'interno degli stadi e sarebbe un elemento di penalizzazione per i tifosi stessi. Questi ultimi secondo Cento, infatti, sarebbero trattati con maggior durezza rispetto alla media dei cittadini italiani.
Ridurre il numero dei diffidati allenterebbe la tensione e permetterebbe alle società stesse di poter gestire con maggior tranquillità le gare senza dover incorrere in spiacevoli multe (che in quota parte intaccherebbero anche i bilanci societari)" (fonte: http://www.sporteconomy.it/index.php?id=2,1224,0,0,1,0).
AAARGH! Me lo sono perso! Lo hanno impiccato a un microfono? Lo hanno fustigato con i cavi? Lo hanno sodomizzato con la parrucca di Bisgardi?
Toronto Ultras, Canada


16 gennaio : in costruzione la pagina di Chievo/Roma.
Noi avremmo festeggiato con una bella carbonara....:
"Festeggiato il grande derby: a Formello porchetta per tutti
dal nostro inviato
FORMELLO - L’effetto-derby continua. I tifosi biancocelesti si sono dati appuntamento a Formello, per festeggiare lo splendido successo nella stracittadina dell’Epifania, insieme a calciatori e tecnici. Così, al termine dell’allenamento, panini con porchetta di Ariccia per tutti. Festeggiatissimo l’allenatore Papadopulo, principale artefice della rinascita laziale di gennaio e vecchio conoscitore dell’ambiente per aver giocato per tre stagioni con la maglia della Lazio. Anche i calciatori hanno preso parte alla ”porchettata”: Peruzzi, Rocchi, Oddo, Dabo, Siviglia, Bazzani, hanno voluto partecipare alla festa con spuntino al sole. Tra i più sorpresi proprio Bazzani, l’ultimo arrivato alla corte di Papadopulo, che ha potuto prendere atto del grande affetto del popolo laziale per i suoi idoli. Mancava Di Canio, a letto con la febbre.
G.D.B."

15 gennaio (sera): finalmente inserita la pagina con i commenti su Siena/Roma. Divaghiamo e fatevi questo quiz da  http://www.imperium-romanum.it/IR/quiz.htm.  A Torino c'è un Roma Club dove vedere la partita della Roma?


14 gennaio (sera): ci sono dei giorni in cui dovrei stare al computer per ore. Questi giorni sono come quelli di oggi, post-Siena/Roma. Ho ricevuto molte e-mail, e devo organizzare una pagina al riguardo. Cosa che credo riuscirò a fare finendo circa a mezzanotte. Posso dire che mi sono informato meglio, e nella pagina in cui inserirò le tante e-mail inviate dirò anche la mia opinione, senz'altro più lucida in ordine a quanto accaduto dopo aver sentito le diverse campane. Il momento è... "particolare", anche a livello di Curva Sud ovviamente.
14 gennaio: aggiunta la pagina di Siena/Roma. Non mi chiedete commenti sui fumogeni di Siena/Roma: non saprei cosa rispondere. Dopo tanti anni di curva so solo che a volte si fanno delle cose inspiegabili ma non per questo finalizzate a un qualcosa. Più probabilmente sono fini a se stesse, più che altro perché in quel momento non vi era alcuna ragione, visto il risultato, di far correre rischi alla Roma. Temo sia stato un "gioco" che non abbia tenuto in alcun conto la partita. Per quanto riguarda le dichiarazioni di Totti, non vorrei stesse esagerando. Si è vista una bottiglietta arrivargli su un piede, tiratagli contro da uno su cinquecento tifosi. Per quanto riguarda le frasi, non saprei. Non credo che Totti possa dire di non essere amato dai tifosi della Roma, che allo stato possono solo non apprezzare qualche battutina in ordine al "resto-menevado" detta dal nostro capitano in funzione (spero) di pungolo per la Società a fare meglio. Speriamo, quindi, solamente che questo infelice episodio non gli consenta di... dare il là a un qualcosa che molti preventivano, e di cui i primi responsabili non sono certo i tifosi.
(ANSA) - BUENOS AIRES, 13 GEN - Polemiche in Argentina perche' il Boca Jrs giochera' un torneo estivo con una maglietta simile a quella storica del River Plate. Il Boca affrontera' il Racing Club con i colori tradizionali giallo e blu, ma con la banda gialla diagonale anziche' orizzontale. 'Abbiamo giocato con una maglietta simile nel 1907', ha spiegato il presidente del club, Mauricio Macri, ma intanto i tifosi del River hanno ricoperto di sfotto' i rivali del Boca, che sono furibondi, cosi' come i calciatori.


13 gennaio: aggiornata la classifica della Coppa Disciplina. Inserita un'intervista con foto a Bruno Conti del periodico Sport Club. Iniziata la pagina 35 di memorabilia.

12 gennaio (pomeriggio): ecco le partite a Londra dal 18 al 22 gennaio. Guglielmo consiglia la prima e la penultima:
19 gennaio 2005
FA Cup
Fulham v Watford, 19:45

22 gennaio 2005
Barclays Premiership
Chelsea v Portsmouth, 15:00

22 gennaio 2005
Barclays Premiership
Crystal Palace v Tottenham, 15:00

22 gennaio 2005
The Coca-Cola Football League Championship
Millwall v Wolverhampton, 15:00

22 gennaio 2005
Coca-Cola Football League One
Brentford v Swindon, 15:00



12 gennaio: Romanisti di Londra, Marco chiede di sapere che partite ci sono a Londra tra il 18 e il 22 gennaio. Inserite altre tre proposte di maglie nella pagina della campagna permanente maglie.
Sempre sugli incidenti in Grecia, ecco i tifosi del Panionios nella stessa partita. E pensare che se avessero dato più biglietti all'Olympiakos nulla sarebbe accaduto...
PANIONIOS / OLYMPIAKOS
2004/05



11 gennaio: aggiunta la storia dell'originario gruppo Kamikaze del 1974/75 con un paio di nuove foto degli incidenti di Roma/Juventus 1975/76.
Inserite le pagine 4 e 5 di Lazio/Roma. Nella 4 ci sono molte fotografie scattate dalla Tribuna Tevere e della Monte Mario, nella 5 ci sono le foto degli striscioni della Roma.
scritta laziele
SENZA VOLER FAR NOTARE CHE
"TOTTI C'E' SEMPRE STATO",
NELLA SCRITTA AFFIANCO SI SONO DIMENTICATI UNA LETTERA.
SEMPRE LA STESSA.
La bandiera Liverani nella stagione 2004/05, derby Lazio/Roma 3-1, dopo il gol di Di Canio
UN'ALTRA BANDIERA BIANCOCELESTE:
LIVERANI OGGI...
Liverani il giorno dello scudetto della Roma
...E LIVERANI IERI...
L'ESULTANZA E' LA STESSA


9 gennaio (sera): aggiunta la pagina di Roma/Atalanta.
Buon compleano, Lazie! Dal sito ufficiale.
MANCA UNA LETTERA
Incidenti ad Atene. La Società del Panionios ha destinato solo 322 biglietti del settore ospiti ai fans dell'Olympiakos ed ecco come è finita, dal momento che ovviamente i tifosi dell'Olympiakos si sono comprati i biglietti della Tribuna Centrale dello stadio. La partita è stata rinviata in quanto l'arbitro ha ritenuto che non ci fossero le condizioni di sicurezza per svolgere l'incontro, sicché nessuna delle squadre sarà punita e l'incontro sarà a breve disputato. Incredibile ma vero, non ci sono stati arresti.
9 gennaio (mattina): scusate, torno sui miei passi perché ho ricevuto troppe e-mail "giuridiche" sulla questione del saluto romano.
Allora, esiste una legge, la Legge Scelba, che punisce chi compie manifestazioni esteriori di apologia del fascismo. La giurisprudenza, tuttavia, è sostanzialmente concorde nell'affermare che il gesto deve essere accompagnato dal "rischio" per la democrazia. In altre parole, se il gesto si inserisce in un contesto tale da poter mettere in pericolo le istituzioni repubblicane, allora è reato punibile, se invece è fine a se stesso allora il reato non sussiste.
Per evitare ulteriori richieste di chiarimento da tutta Italia, mi limito a dire che se si viene comunque denunciati è perché non esiste un articolo chiaro che dica "Il saluto romano singolo è reato" oppure "il saluto romano singolo non è reato". Questo fa sì che le forze dell'ordine, per evitare beghe politiche che si rifletterebbero evidentemente su di loro, provvedono a denunciare, dopodiché i magistrati assolvono o condannano.
"(ANSA) - GERUSALEMME, 9 GEN - E' finita con una gigantesca rissa anti-araba la partita a Gerusalemme persa dai locali del Betar contro gli arabi del Sakhnin. Il bilancio degli incidenti conta 15 tifosi fermati dalla polizia, due feriti e diversi agenti contusi. La gara era vista come una rivincita per il Betar (legato alla destra nazionalista) che nell'andata aveva perso 4-1 in Galilea. I tifosi del Sakhnin hanno sventolato bandiere islamiche, ma i tifosi del Betar si sono scatenati dopo la sconfitta per 2-0"
9 gennaio: diverse e-mail mi hanno proposto la questione "politica" del saluto romano di Di Canio. Come sapete la politica è bandita dal mio sito e quindi non intendo esprimermi in alcun modo sul punto, neppure da un punto di vista strettamente legale.
Tuttavia, se la legge prevede che il saluto romano costituisca apologia del fascismo, mi limiterò, da un punto di vista ultras-repressivo a far notare questo:
Gianfranco Fini, attuale Ministro degli Esteri.
Non denunciato, né diffidato.
(Eppure la legge prevede che è diffidabile chiunque compia manifestazioni di apologia, anche se non allo stadio).
Paolo Di Canio, calciatore professionista.
?
INDOVINELLO: "Che cosa accadrà?"
SOLUZIONE: "Facciamo passare la buriana, tra una settimana nessuno se ne ricorderà più" (Vedi Roma/Dynamo Kiev)
"Perché non hanno creduto al Prefetto?"
(derby Lazio/Roma sospeso)
"Mario Rossi", ultras.
Diffidato e denunciato.
"Gli ultrà alabardati sono stati inchiodati alle loro responsabilità dal filmato girato dalla Digos, mentre esibivano il saluto romano ... I sei adesso saranno denunciati per apologia di reato e saranno anche colpiti dal Daspo, il provvedimento che impedirà loro di assistere a qualsiasi avvenimento sportivo per un periodo di 
tre anni"
(Livorno/Triestina 2002/03)
Tiene banco il post Lazie/Roma: "Caro dominus, scrivo queste righe, all'indomani del perduto derby per diffondere un mio pensiero, condivisibile, almeno spero, da una platea il più vasta possibile. Non voglio mettere i nomi ai giocatori ma solo parlare di caratteri e di stili.
Ci sono tanti tipi di calciatori, e tanti tipi di tifosi. Quelli che amano il calcio solo superficialmente, ovvero i guardoni di pay tv, prediligono il giocatore di classe, quello che li fa sobbalzare dalla loro triste poltrona, il giocatore senza anima, quello politicamente corretto, quello che non può permettersi di reagire, quello che deve stringere le mani, quello che deve sorridire o dire tante cose sterili, oppure girare per i salotti buoni dei politici o degli industrialotti, quello  la cui immagine è sotto contratto e
l'anima pure, insomma il giocatore che con la sua asettica bravura fa muovere i miliardi. Di contro abbiamo il tifoso vero, quello che segue la sua squadra che se potesse pagherebbe per comprare questo o quel giocatore pur di strapparlo all'odiato nemico, ebbene questo prototipo di umano, ama si il giocatore di classe ma ancor di più si innamora del giocatore tutto cuore, di quello che sputa il sangue, di quello che parla bene dei tifosi, sempre, di quello che se ne frega del carrozzone calcistico, di quello che dice le cose come stanno e che noi stronzi tifosi vogliamo sentire dire, in poche parole vorremmo 11 di questi calciatori che stiano in campo come noi
andiamo in trasferta, insomma una squadra che ruggisca che si incazzi che riesca a trasmetterci quella grinta che noi copiosamente gli irradiamo domenicalmente.
Chi se ne frega allora della posizione  in classifica se ad ogni domenica, ci sembrerà di stare in campo e non solo sugli spalti, a giocare, in ventimila contro 11...
ciao
MATTEO"
Ed ancora:
"ciao lorenzo,quello di ieri da parte nostra non sembrava un derby,ma un 'amichevole qualunque....non ho mai visto una cosa del genere...per non parlare della curva poi...mai vista cosi male in un derby! Gente che canta solo "antonio cassano gol" quando tre giornate prima urlava:"solo la maglia"! vergognatevi! Mai visto in un derby il settore sopra gli asrultras quasi muto! FACCE MAI VISTE IN CURVA! i tifosi d'evenienza devono stare a casa!!!in poltrona davanti a sky! e il veleno? è mancato sia in curva che in campo! Emblematico il fatto che un ragazzo sullo specchio invece di incitare la squadra si è messo a vedere il cellulare!! Per non parlare poi dei ridicoli laziali:muti anche loro...neanche un coro con battito di mani...mai vista una cosa del genere!!! In campo poi vorremmo 11 romani? no per carità...semmai 11 ultras no 11 abitanti qualsiasi della capitale che prima del derby si spacciano per tifosi in campo...FATE SCHIFO! de rossi,aquilani,corvia....E LA GRINTA? Come è possibile che un derby venga sentito più da dellas e cufre e dai gemelli merdosi FILIPPINI che dai romani!!! almeno totti è venuto a scusarsi,visto che ogni volta nelle occasioni difficili fallisce sempre!!! Del neri FAI SCHIFO PADANO NORDISTA DEVI ANDARTENE CHE CON LO SPIRITO DI ROMA NON C'ENTRI NIENTE!!! come si fa a non andare a trigoria? DI canio può permettersi certi gesti solo perchè protetto dagli irriducibili sennò non avrebbe mai le palle di farli...scusa per lo sfogo ASROMA SARò SEMPRE AL TUO FIANCO!!!!!!
ALESSANDRO.
Inserita una intervista a Carletto Mazzone dal titolo "L'anticonformista". Guarda caso la pagina di Mazzone ha a che fare anche con il derby di l'altro ieri.
Mi ha consolato vedere che quel che dicevo tre anni fa è lo stesso di quel che dico oggi!
Olanda: I ragazzi dei cori (1994/95)
Comunque. Roma/Atalanta. La rivalità affonda le radici negli anni '80. Nella solidarietà ultras per le ultime vicissitudini, glielo ricordiamo che stanno andando in B?


8 gennaio (pomeriggio):divaghiamo dalla tremenda sconfitta, analizzando le dichiarazioni del Prefetto Serra, oggi sul Messaggero:
Dopo gli scontri dell’Olimpico Serra chiede una normativa più severa. 
Scarcerati i tre ultrà che erano stati arrestati giovedì notte
 «Fermiamo la strategia contro le forze dell’ordine»
 Il prefetto denuncia: dietro gli incidenti del derby c’è sempre un gruppo di cento teppisti
  di MAURO EVANGELISTI 
Le immagini dall’alto dell’elicottero di Sky hanno mostrato attorno allo stadio Olimpico cariche dei reparti mobili, esplosioni, raid di gruppetti di tifosi, fughe nella notte, petardi e lacrimogeni. Erano i minuti successivi al fischio finale del derby Lazio-Roma, ma hanno lasciato una scia molto lunga. Insieme alla battaglia sportiva in campo. Tanto che il prefetto, Achille Serra, critico nei confronti del comportamento tenuto dai giocatori durante i novanta minuti, ora riflette anche su quell’occhio che dall’alto osservava Roma e ne rilanciava una immagine di caos totale: «Voglio capire - spiega - chi li ha autorizzati, come è possibile che di notte un elicottero sorvoli un impianto come l’Olimpico. Già da solo, la presenza dell’elicottero alimentava il nervosismo e la tensione, visto che molti tifosi pensavano fosse della polizia. Ma al di là di questo, ci sono ragioni di sicurezza. Liberissimi di fare le riprese che ritengono più opportune, ci mancherebbe altro. Ma voglio capire chi ha rilasciato le autorizzazioni. Più in generale, quelle immagini, insieme ai titoli dei giornali del giorno dopo, hanno alimentato un quadro di enfatizzazione di quanto è successo dopo il derby»
Il prefetto Serra è stizzito perché la presenza dell'elicottero di Sky ha permesso di far vedere a tutta Italia quello che non si doveva vedere: i tafferugli. Nel famoso derby sospeso, l'elicottero non c'era, e lo stesso Prefetto Serra tentò di dire che fuori lo Stadio Olimpico non era accaduto nulla di grave. C'è da capirlo: rischia il posto. Incomprensibile è però dire - dal suo punto di vista - che siccome i tifosi pensavano fosse della Polizia, questo alimentava la tensione: per quale ragione i tifosi - se i teppisti sono solo 100 - dovrebbero essere tesi per la presenza della Polizia? Semmai dovrebbero essere rassicurati. La risposta la troviamo nei resoconti che mi sono stati inviati, e che nessun giornale ha il coraggio di pubblicare, sempre per il solito discorso: il direttore del Messaggero va a cena con il prefetto, e non con il tifoso malmenato! 
Secondo il prefetto Serra siamo alle solite: di Roma viene mostrata una immagine deformata, il lancio di oggetti e petardi di un gruppo di teppisti moltiplica il suo effetto mediatico al di là della realtà. «In occasione del derby non è successo nulla di grave, le forze dell’ordine hanno lavorato con una professionalità ineccepibile. Non c’è stata guerriglia - insiste il prefetto -, piuttosto siamo di fronte alla solita strategia di un gruppetto ristretto, non più di cento persone, di teppisti, che hanno un unico obiettivo: provocare caos, colpire le forze dell’ordine. Per questo, polizia, carabinieri e guardia di finanza non hanno risposto alle provocazioni, non li hanno seguiti sul lungotevere, andando allo scontro fra la gente come avrebbero voluto i teppisti»
Non c'è dubbio che nei confronti delle forze dell'ordine ci sia, da parte della tifoseria organizzata, tutt'altro che simpatia. Difatti se non ci fossero poliziotti allo stadio - o se la loro presenza fosse 100 volte più discreta - non ci sarebbero incidenti, visto che ormai sono considerati da tutte le tifoserie italiane il primo nemico. Resta da capire perché siano balzati in primo piano, facendo persino dimenticare le rivalità tra tifoserie storicamente rivali. Il problema è trito e ritrito. Chiedete al Prefetto Serra il modo con cui viene applicata la famosa legge antiviolenza, sempre che lo sappia. Legge sacrosanta che - è qui il problema - è utilizzata in modo arbitrario e repressivo anziché realmente preventivo. L'odio nasce da questo e non dipende da Di Canio o cretinate simili. Al macello vanno sia le forze dell'ordine che i tifosi, ma una buona parte di responsabilità - che pur derivando dalla violenza di alcuni tifosi ha contribuito in modo decisivo a radicalizzarla - risiede in chi crede di poter gestire l'ordine pubblico con metodi alla G8. Alcuni reparti superspecializzati, allo stadio ben pochi - anche tra i tifosi tranquilli - li possono più vedere dopo il derby sospeso dello scorso anno. Il solo fatto che ci fossero ancora loro - altro che elicottero - ha creato tensione. Se ci fossero stati solo i carabinieri la tensione sarebbe stata inferiore.
Ieri mattina il giudice per le indagini preliminari ha convalidato gli arresti e scarcerato i tre giovani che erano stati fermati subito dopo il derby. Il processo si svolgerà a fine mese, ma per uno è già scattata l’inibizione ad andare allo stadio. Qui si allaccia la tesi del prefetto, preoccupato per il tentativo di aumentare il livello dello scontro da parte di alcuni gruppi organizzati. 
E’ una denuncia che Serra ha già manifestato altre volte, secondo la quale a Roma sta avvenendo qualcosa che va oltre al calcio, ai risultati, ai gol di Cassano o Rocchi. «Lo sto dicendo da tempo, fin da quando venne sospeso il derby per la falsa notizia del ragazzino investito. La stragrande maggioranza dei tifosi romani è un esempio di correttezza. Roma non ha nulla da invidiare alle altre grandi città, anzi. Però sono preoccupato dalle azioni da questa minoranza di teppisti, un centinaio. Ne parlerò anche con i vertici delle forze dell’ordine, ma il problema dovrebbe essere affrontato anche dal punto di vista normativo. Temo che gli strumenti a disposizione per fermare questo tipo di fenomeni non siano sufficienti».
Ancora questa storia del problema normativo. La legge che c'è, teoricamente ed in pratica, è tutta a favore dello Stato ed affatto garantista per il cittadino. Tutto questo ha portato all'uso improprio della stessa da parte di chi la deve applicare. Dovrebbe essere un giudice a farlo ed invece è il Questore, cioè la polizia. Ormai sono troppi quelli colpiti o che sono stati colpiti dal DASPO senza entrarci nulla (rileggere i resoconti dei futuri diffidati nella pagina di questo derby). Ognuno di loro ha un amico, che lo dice all'altro amico e via dicendo. Ecco le ragioni dell'ostilità diffusa. Quando la legge sulla diffida non esisteva, gli scontri con le forze dell'ordine erano una rarità. Ma siccome è ovvio che una legge simile debba esistere, l'eticità dello Stato e dei suoi appartenenti vorrebbe che venisse correttamente applicata. Ma la non scritta legge della "tolleranza zero" fa sì che la Questura di Roma diffidi in modo indiscriminato, e che gli arresti vengano eseguiti - si consenta dirlo, parlando con cognizione di causa - un po' a casaccio. Accade anche che molti dei diffidati vengano poi assolti nei processi. Altro che leggi ancora più repressive. Ci vogliono dirigenti capaci ed eticamente irreprensibili che - visto l'enorme potere che questa legge loro concede - siano meno poliziotti e un po' più giudici, il che è assai difficile, perché se si ha la mentalità di poliziotto non si può avere il senso di giustizia del giudice. E' per questo che la legge va cambiata, ma in senso opposto a quello propugnato dal Prefetto Serra, nel loro stesso interesse e nell'interesse dello Stato. La mentalità del poliziotto è quella per la quale se tutti sono in galera, colpevoli e innocenti, l'ordine regnerà sovrano. Senza dubbio. Ma quando verranno scarcerati, i colpevoli rimarranno astiosi, insieme agli innocenti che grideranno vendetta. La mentalità del giudice (non sempre - ahimé - correttamente applicata, anche perché spessissimo ci si basa solo e soltanto su quello che dicono le forze dell'ordine, ma mi rendo conto che diversamente crollerebbe lo stesso Stato) è quella di cercare di capire chi è colpevole e chi innocente, ed in base a quello giudicare e condannare. Certo, in carcere c'è un'ottima percentuale di innocenti, ma se a giudicare - anche nei processi normali - fosse il Questore, questo numero sarebbe perlomeno il triplo.
Misure più severe, no alle scarcerazioni facili: la tesi del prefetto sembra andare in questa direzione, anche se il dibattito è complesso. Che ci siano due filosofie a confronto ormai è evidente, visto che la parola d’ordine delle tifoserie organizzate - e in curva durante il derby è apparso proprio uno striscione contro il prefetto - è “no alla repressione”. E nel corso del match nelle curve sono apparsi anche diversi striscioni contro le forze dell’ordine, fino a quello che richiamava (non è la prima volta) il nome del bandito Luciano Liboni. 
Appunto. Se le tifoserie recepiscono come repressivo un certo atteggiamento (appare strano che tutto ciò venga domenicalmente esposto in tutte le curve d'Italia), sarebbe il caso di interrogarsi sul perché.
Se i teppisti sono 100, è anche vero che il retroterra che li sostiene prima non esisteva ed invece adesso è assai diffuso. E' quello stesso retroterra che ha fatto sì che nessuno - me compreso - abbia creduto al povero Prefetto Serra il giorno del derby sospeso. Ma un retroterra non si crea da solo. Si forma a seguito di circostanze, di episodi. Di storie. La violenza non può essere combattuta solo sul campo, con atteggiamenti "più responsabili" o meno responsabili del celerino napoletano con la terza elementare, agli ordini di qualcuno che - ahimé - possiede una formazione professionale spesso non accompagnata da una formazione culturale e psicologica adeguata.
C'è da dire che l'inizio degli incidenti alla fine del derby è sicuramente nata dai tifosi. Ma un minimo di competenza professionale dovrebbe far capire a chi dirige (chiedo troppo?) che in casi come quelli di domenica se si fosse usciti dalla Curva Sud senza trovare uomini in tenuta antisommossa - e soprattutto quei reparti del derby sospeso - nulla sarebba accaduto perché sarebbe mancato il pretesto.
Non sarà il trionfo dello Stato, ma anche quello che è accaduto lo è.
Possibile che debba dire a mia sorella, che è venuta con me al derby, che in caso di disordini non deve passare vicino alle forze dell'ordine? Mi sembra francamente un controsenso, eppure è proprio così!
Il derby dell’altra sera, finito con un bilancio di dodici feriti lievi (quattro fra le forze dell’ordine, otto fra i tifosi) in realtà lascia un altro tema per il dibattito, che in modo inedito vede da una parte un importante rappresentante delle istituzioni, dall’altra i ventidue giocatori in campo. Serra lo aveva detto subito dopo il fischio finale: certi atteggiamenti visti in campo non hanno contribuito a un clima di serenità. Fra i protagonisti del derby, al di là di Di Canio che ha monopolizzato l’attenzione, c’è chi ha risposto con sarcasmo. Come il laziale Oddo («vorrà dire che la prossima volta giocheremo a pallavolo»). Il prefetto ovviamente non ci sta a scendere in polemica, ma tenta di spiegare meglio il senso del suo disagio di fronte agli atteggiamenti visti sul prato verde: «Il comportamento negativo l’ho registrato in entrambe le squadre, non faccio distinzione fra laziali e romanisti. Ma in un match così importante sarebbe auspicabile maggiore senso di responsabilità. Si carica di nervosismo una gara così sentita, si va oltre al normale agonismo di una partita di calcio. Si è visto ben altro, fino ad arrivare perfino ai saluti romani. Mi piacerebbe che i giocatori capissero che poi a contrastare i disordini ci devono andare i carabinieri, i poliziotti, i finanzieri: sono loro che mettono a repentaglio la propria sicurezza, ogni giorno. Bisognerebbe quindi responsabilmente evitare di scaldare gli animi»
Credo, dico credo, che il Prefetto abbia l'intelligenza per capire che il problema vada affrontato partendo dalla radice dello stesso, e questo non può prescindere da una verifica di legalità all'interno della stessa Questura di Roma. Ma siccome questo non avverrà mai perchè il potere si arrocca sempre su se stesso, ci si rassegni. Anche perché è il Ministro che comanda il Prefetto, ed è il Prefetto che comanda il Questore. Eseguono gli ordini del governo, votato dal popolo che guarda la televisione e da essa trae le proprie convinzioni. E la televisione è gestita dal governo.
Che meccanismo diabolico che è la "democrazia"!
Il Prefetto Achille Serra al lavoro


8 gennaio: giornata dell'epifania contrassegnata dalla violenza:
LIVORNO/INTER
IL TIRRENO
LIVORNO. La rabbia diventa guerriglia quando ancora in campo giocano, dopo l’invasione solitaria e il secondo rigore, quando mezzo stadio grida al furto e gli ultrà escono fuori. La prima carica, i primi feriti (dieci medicati al pronto soccorso, una ventina i contusi) l’assaggio di quello che sarà dopo. Dalla curva Nord escono una ventina di ultrà vanno all’assalto della polizia che cerca di presidiare l’ingresso principale di piazzale Montello. Sono in pochi, un ragazzo raccoglie da terra una bicicletta legata a un palo di ferro e la scaraventa contro il capo della Digos, Ermelinda Trotta. Ha una sospetta frattura. Gli scontri vanno avanti per dieci minuti, da dentro allo stadio arrivano i rinforzi dei carabinieri in assetto
antiguerriglia: sparano i lacrimogeni, il gruppo viene disperso, la maggior parte torna dentro la curva, ma il servizio d’ordine ai cancelli ormai è saltato. Da questo momento in poi sarà un continuo lancio di oggetti, con le due tifoserie che, caso più unico che raro, riescono a entrare in contatto e se le danno di santa
ragione per almeno cinque minuti, finchè gli interisti non corrono via, dentro ai pullman. Gradinata occupata. Passano sì e no dieci minuti dalla fine
della partita. Gli ultrà del Livorno, più di cento, si radunano. Ragazzi, tra i 15 e i 25 anni, salvo eccezioni.
Chiudono i cappucci, c’è chi si maschera il volto con una sciarpa. 
Il primo assalto è alla gradinata, entrano nello stadio, cercano il contatto, ma ci sono le reti divisorie. Ci sono i poliziotti del reparto mobile, pochi anche loro per
disperdere il gruppo di persone. Alzano gli scudi contro le prime pietre. 
Cancelli aggirati. Poco possono i poliziotti, figuriamoci le cancellate, le gabbie che sbarrano la via dei Pensieri. Gli ultrà passano da via Allende e arrivano in via Machiavelli, una traversa di via dei Pensieri dove sono parcheggiati i
pullman e le auto di chi è arrivato da Milano. Nel parcheggio davanti al vecchio palazzetto, in un angolo, è fermo un camioncino, forse di proprietà di una ditta edile. Dentro ci sono macerie, massi, spranghe di ferro. Viene raccolto tutto, il pianale dietro è aperto. La guerriglia. Via Machiavelli. Qui ci saranno gli scontri
più violenti. La carica degli ultrà parte appena passa il primo furgone diretto a Milano. Furgoni da nove, dieci posti. Ne fermano cinque, quelli dell’Inter scendono. Per cinque minuti se le danno di santa ragione, diversi interisti impugnano coltelli, i livornesi rispondono con le spranghe e la fibbia delle cinture dei pantaloni. Vanno
avanti per minuti interminabili. Poi gli interisti scappano, mentre arrivano i rinforzi del reparto mobile della polizia.
Due accoltellati. Si faranno medicare il capo di gabinetto della questura, Paolo Rossi, e il capitano dei carabinieri, Oreste Gargano. Sono stati feriti da un gruppo di ultrà dell’Inter con coltelli piccoli, temperini legati sulle aste delle bandiere, ma devono farsi medicare su un’ambulanza. Il capitano Gargano viene portato al
pronto soccorso, Rossi si fa cucire sul posto e resta a guidare il servizio insieme al questore, Antonino Puglisi. In via Machiavelli non è finita, dopo lo scontro con gli altri ultrà, i livornesi cercano ancora di sfondare il cordone. Vengono esplosi ancora lacrimogeni, ma c’è vento, l’area è grande, hanno un’efficacia debole. Ma soprattutto i cento ultrà non mollano, la rabbia non è passata nonostante gli
scontri, nonostante qualcuno sia ferito. 
Via degli Oleandri. Ancora una traversa di via dei Pensieri, la seconda. Ormai siamo a un passo dal lungomare. E’ qui che si spostano gli ultrà. Fanno tutta via
Machiavelli, fino alla rotatoria davanti alla Circoscrizione, poi corrono all’incrocio. In strada scendono le persone che abitano nei condomini che sono lì intorno, hanno le auto parcheggiate. Qualcuno riesce a spostarla. Nel frattempo c’è chi prende i cassonetti per sbarrare la strada ai pullman che se ne vanno. Ne incendiano diversi. Arrivano anche i vigili del fuoco, insieme alla polizia, costretta a
saltare di strada in strada, a bloccare gli agguati. Sono già passate le 19 quando si buttano via i passamontagna.
Ognuno torna a casa sui motori. La rabbia è passata, restano feriti e danni, soprattutto alle auto in sosta, gente che un tranquillo giorno di Befana, lontano quasi due chilometri dallo stadio, e se ne va a dormire col pensiero sui soldi da sborsare al carrozziere. 
ll bilancio. Pesante, una decina i feriti, ma il numero è destinato a crescere. I poliziotti si sono fatti medicare in serata al pronto soccorso. I più gravi sono Trotta,
Gargano e Rossi. Diversi i contusi. In tutto si parla di trenta persone. Ci saranno polemiche, strascichi, proteste.
E’ l’ennesima giornata di violenza dopo una partita. 
E purtroppo a niente sono servite le sbarre e le gabbie preparate per il match con la Lazio, quello considerato a maggiore rischio. Anche se ormai quasi ogni partita si porta appresso scontri.

Le immagini dell'invasione
PARMA/JUVENTUS
LA GAZZETTA DI PARMA
Calci, pugni, cinghiate, colpi di spranghe. La violenza entra al Tardini. Scende in campo, ma proprio in campo, quando meno te lo aspetti. L'arbitro De Santis fischia la fine della partita. I giocatori rientrano negli spogliatoi e lo stadio si svuota: la giornata sportiva si spegne e si accende quella della follia. Alcune decine di tifosi bianconeri - ieri in tremila stipati in curva Sud - invadono il campo. Uno di loro scavalca la barriera antisfondamento e apre i cancelli per far entrare altri supporter. Il gruppo guadagna la metà campo e intona cori contro i tifosi crociati ancora sulla gradinate della Nord. I quali, anzichè rimanere al loro posto o uscire dallo stadio, invadono a loro volta il terreno di gioco. In una manciata di secondo il Tardini, da campo sportivo si trasforma in un terreno di battaglia. Sí, perchè dall'interno del rettangolo verde gli uomini delle forze dell'ordine se ne sono già andati, usciti a presidiare l'esterno dello stadio: dentro rimane solo qualche carabiniere e per di pi ù non in assetto antisommossa. Le due tifoserie - cento, centocinquanta teppisti - si scontrano a metà campo. Volano calci, pugni, cinghiate, colpi con le aste delle bandiere. Qualcuno si porta dietro una panchina che scaraventa addosso ad un tifoso avversario. Dieciquindici minuti di follia: poi i manganelli dei poliziotti, rientrati immediatamente dentro il rettangolo verde, riescono a rimandare i tifosi bianconeri sulle gradinate della Sud e i crociati in quelle della Nord. La tensione resta alta e si trasferisce all'esterno dello stadio, dove per fortuna non vanno in scena altri scontri. Al Pronto Soccorso finiscono un tifoso bianconero - ma la notizia non viene confermata - con un trauma cranico e due uomini delle forze dell'ordine - un carabiniere e un agente di polizia - con lievi contusioni: si parla di distorsioni alle caviglie. Un poliziotto si fa medicare una ferita al volto davanti allo stadio. In serata, in una riunione in questura, gli investigatori hanno visionato le immagini degli scontri per identificare i responsabili delle violenze. Già oggi potrebbero arrivare provvedimenti. 
Il questore Gaetano Chiusolo, che da mercoledí si insedierà a Brescia, tende a minimizzare la portata degli incidenti avvenuti ieri sul terreno di gioco del Tardini: « Si è trattato di un fatto spettacolare, ma che va ridimensionato nella sua portata, visto che di fatto non ci sono stati scontri fra le due tifoserie » . Questa la ricostruzione dei fatti effettuata dal questore, che comunque ieri sera, assieme ai funzionari incaricati del servizio d'ordine, ha visionato i filmati dei disordini per valutare la necessità di eventuali provvedimenti: « E' accaduto che, mentre trequattro tifosi dei Boys stavano rimuovendo, come sempre avviene, gli striscioni e si trovavano quindi in campo, alcuni supporter bianconeri abbiano scavalcato la recinzione della curva Sud e siano entrati nel recinto di gioco rivolgendo inequivocabili gesti di scherno ai tifosi parmigiani. A questo punto, altri juventini sono stati fatti entrare da chi era già in campo e la stessa cosa hanno fatto i Boys, temendo possibili aggressioni. A quel punto sono però intervenuti agenti e carabinieri in servizio che, di fatto, hanno impedito i contatti fra le opposte tifoserie. Tutto questo mentre all'esterno la situazione è rimasta sotto controllo » . Mentre i Boys, per il momento, preferiscono non commentare gli incidenti del postpartita, Angelo Manfredini, vicepresidente del Centro di coordinamento che era in campo al momento dell'inizio degli scontri, fornisce una sua versione: « I primi a entrare in campo sono stati gli juventini, che hanno iniziato a inveire e fare gesti di scherno contro i «Boys». A quel punto le forze dell'ordine, per intervenire, hanno fatto aprire il cancello della curva Nord e, assieme a loro, sono entrati anche i tifosi parmigiani e, a quel punto, è stato il caos, dovuto però al fatto che, purtroppo, non è stato impedito agli juventini di entrare dentro il campo a fine partita » . 

Le immagini
NAPOLI/GIULIANOVA
IL MATTINO
Quattordici contusi tra le forze dell'ordine per i tafferugli scoppiati nel secondo tempo. Un gruppo di facinorosi ha iniziato, sul ballatoio tra i distinti e la curva A, un fitto lancio di oggetti nei confronti delle forze dell'ordine presenti allo stadio. La partita in quel momento era già saldamente in mano al Napoli e non c'erano elementi di tensione tali da scatenare la violenza. Conto poliziotti e carabinieri sono stati lanciati bottiglie, monete e pezzi di pietre staccati dai muretti degli spalti. Il gruppo dei violenti si è poi spostato all'esterno dello stadio, inseguito dalle forze dell'ordine. Anche qui è continuato il lancio di oggetti. Le forze dell’ordine hanno fatto uso di lacrimogeni per disperdere i facinorosi che si sono dileguati nei vicoli attorno allo stadio nel quartiere di Fuorigrotta. La polizia ha operato un fermo: si tratta di un ultrà colto in flagrante mentre all'esterno dello stadio a fine partita lanciava oggetti contundenti contro le forze dell'ordine.
L'INVASORE LIVORNESE...
"Sono pronto a tutto, anche ad andare in carcere"
"fatemelo prendere"
....RIVOLTO ALL'ARBITRO... :
OLD STYLE: INDUBBIAMENTE IL MIGLIORE.
L'ARBITRO, PER DEFINIZIONE, E' SEMPRE IL PRIMO COLPEVOLE PER OGNI TIFOSO VERO.
La discrasia sta in questo: tre anni a lui, tre anni agli altri

7 gennaio (pomeriggio): inserite altre foto, video e articoli di giornale su Lazio/Roma. Alla pagina 2 altre foto, e alla 3 la cronaca.
Pagine in continua evoluzione. Aggiornata la Coppa Disciplina.
Ho sentito la necessità di scrivere un piccolo editoriale.

EDITORIALE
Faccio una premessa: se a Di Canio capitasse quel che capitò a Lionello a Bologna 14 anni fa non sarei minimamente dispiaciuto. Ieri quando ha segnato, proprio lui, proprio là sotto dove lo avevo visto 16 anni fa sembravo Diego Abatantuono in "Eccezziunale veramente" quando il Milan prende il gol. Avessi avuto un bazooka probabilmente avrei fatto fuoco.
Detto questo, dico anche un'altra cosa: la smodata esultanza ci sta tutta.
Stanotte non ho chiuso occhio per il nervosismo, tanto più che alle 6 mi sono dovuto alzare per ragioni di lavoro ed ho riflettuto. Mi sono immaginato di avere avuto indosso la maglia della Roma (magari quella di Prati) di essere insultato nel modo più pesante possibile dai laziali e poi di aver segnato sotto la loro curva il gol decisivo. Cosa avrei fatto dopo? Non c'è dubbio. Prima della partita avrei dato, con smaccata premeditazione, un elmetto da guerra al fotografo deputato a stare sotto la Nord e mi sarei fatto una corsa forsennata fino sotto la loro vetrata. In fondo, Di Canio è un moderato imborghesito.
Detto questo, resta da definire i nostri.
Stimo diversi giocatori, ma alcune cose proprio non mi vanno giù. 
Dellas.
Prima della partita ci tira fuori la solita storia del derby che è una partita come tutte le altre, anche se i tifosi la sentono particolarmente e quindi va giuocata con impegno.
Ogni volta che qualcuno tira fuori questa storia, prendiamo la sveja, che tra l'altro anche statisticamente ieri ci stava tutta.
Nessuno fa guardare al guerriero greco, non dico "Braveheart", perché questo lo lasciamo ai burinotti d'oltremanica, ma quantomeno "Il Gladiatore".
Già me lo immagino.
Da noi torroni e panettoni, dall'altra parte "Braveheart" e "Ogni maledetta domenica".
Ciavemo duecento romani in squadra, ma come cazzo è possibile che non gli viene in mente a loro!
Se fossi il presidente della Roma imporrei a ogni giocatore un esame prima di venire qui, per responsabilizzarlo sulla maglia che indossa e su cosa significa. Non fai l'esame? Affanculo ragazzo, vai in un'altra squadra.
Comunque sia, il risultato è che Dellas - che tenerezza -  si lamenta con Di Canio per l'esultanza non da sportivo, insultando così anche il suo capitano Francesco Totti, che fece la stessa cosa qualche anno fa.
Il tipo di giocatore che io voglio è quello che non fa la signorina (e per la verità Dellas non lo è mai stato), ma quello che di fronte a una scenetta impiantata da quel ternanomilanistajuventinonapoletanoetralasciolesquadreinglesi pensa "Mo' segno io e vado a fare crowdsurfing sopra le teste dei laziali in nord" oppure "al prossimo intervento lo apro in due come una cozza".
Candela. 
Doveva essere messo in campo con l'unico obiettivo di spezzare una gamba alla banderuola, prima di andarsene a svernare in Qatar.
Solo così il francese si sarebbe guadagnato un posto nella storia della Roma, i cui tifosi, invece, tra qualche anno lo dimenticheranno.
Della nostra squadra i Romani se ne sono stati zitti zitti, delusi, piangenti, ma non incattiviti come - cazzo - erano loro.
Solo i nostri stranieri hanno tirato fuori un po' d'orgoglio e d'amor patrio, in una distorta visione del derby che glielo fa considerare "una partita come le altre", quando non lo sarà mai e non lo deve essere neanche per loro, altrimenti non ci venissero qui. Distorto, per quanto ho detto a proposito di Dellas. Cosa doveva fare Di Canio? Il professionista? E perché? Dice di essere tifoso della Lazio. Non so se è vero, ma il tifoso esulta. Smodatamente, se è molto tifoso. Non mi venite a parlare del fatto che "gesti di questo genere inducono alla violenza". Ha risposto, ahimé bene, lo stesso Di Canio ai parassiti della Domenica Sportiva, giustamente sbeffeggiati: se voglio menare qualcuno lo meno uguale. A Parma si sono picchiati senza che ci siano stati episodi di questo genere e anche nei derby passati non c'&egrav