DYNAMOKIEV/ROMA 2-0
Kiev, Olimpiyskyi Stadium
23 novembre 2004
ore 20.45

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 Ancora una volta, senza alcun bisogno, si è ripetuto lo scempio della maglia nera che, ormai è assodato, è proprio vero che porta una sfiga tremenda: 3 partite, 3 sconfitte. In altri tempi - quando il calcio era calcio - i giocatori della Roma bruciavano le maglie nello spogliatoio. Oggi non si può. Le case produttrici dettano le regole, anche se - tra le altre cose - la sfiga impera.
Tabellino partita:
DINAMO KIEV-ROMA 2-0 (primo tempo 0-0)
MARCATORI: 28' st aut. Dellas, 37' st Shatskikh.
DINAMO KIEV (4-4-2): Shovkovskiy; Ghioane, Husin, Gavrancic, Sablic; Gusev (20' st Leko), Yussuf, Rincon, El Kaddouri; Verpakovskis (32' st Shatskikh), Kleber. A disp. Reva, Fedorov, Rodolfo, Belkevich, Nesmachny. All. Szabo.
ROMA (3-4-3): Pelizzoli; Scurto, Dellas, Ferrari; Sartor (32' st Cufrè), Aquilani, Perrotta, Candela; Mido (9' st D'Agostino), Corvia, Cassano. A disp. Curci, Briotti, De Martino, Virga, Cerci. All. Del Neri.
ARBITRO: Riley (Inghilterra).
NOTE: espulso al 31' st Scurto (R) per doppia ammonizione. Ammoniti Gusev, El Kaddouri, Ferrari, Perrotta. Recupero 1' pt, 2' st. Spettatori 45.000 circa (26 romanisti).
Da Kiev mi dicono che sul sito devo scrivere che gli ultras della Roma a Kiev erano a torso nudo.
Lo scrivo volentieri, avessi avuto la possibilità di andare, con 10-15 anni in meno lo avrei fatto anch'io!
Presto le foto.

FOTOTIFO
Qui
                  siamo nell'alta scuola dell'estetica ultras!
Grazie D. e Gianluca
(le prime 4 foto si riferiscono alle imponenti manifestazioni politiche dell'opposizione che protesta per presunti brogli elettorali nel corso delle ultime elezioni; l'Ucraina è sull'orlo della guerra civile)
Dinamo Kiev/Roma
Si ringrazia Luciano Rossi e www.corederoma.it



Altre foto le trovate qui e qui



VIDEOTIFO

Ultras della Roma a torso nudo a -1
(5905 kb)
Ultras della Roma a torso nudo a -1
(11067 kb)
Si ringrazia Jackie
e il sito http://www.as-roma.ru

FOTOCALCIO
Sartor
Mido
Corvia
Mido











VIDEOCALCIO

 
Servizio lungo sulla partita
(8216 kb, wmv)
 

 

I VOSTRI RESOCONTI....
....E QUELLI DELLA STAMPA
(questi ultimi solo se meritano)




GAZZETTA.IT
KIEV, 23 novembre 2004 - Un'ora onesta, poi il solito crollo. La Roma perde anche a Kiev (2-0 per l'autogol di Dellas e la rete di Shatskikh) e saluta nel modo più triste una Champions stregata. Anche la consolazione Uefa che spetta alle terze resta un miraggio. Quella della Roma del resto è stata una Coppa surreale dall'inizio. Nata con il ferimento di Frisk, proseguita con la gara a porta chiuse con il Bayer e terminata nel gelo incandescente di una Kiev sull'orlo della guerra civile, con la popolazione in piazza da giorni per protestare contro il premier filo-russo Yanukovich, accusato di avere truccato il voto ai danni del filo-occidentale Yushchenko.
GLI SCHIERAMENTI - Dinamo Kiev in campo col 4-4-2, a sorpresa non c'è Leko. Del Neri s'inventa un 3-4-3 con Scurto e Corvia al posto di De Martino e D'Agostino.
LA GARA - Si gioca con un grado sotto lo zero e la neve, con 26 eroici tifosi giallorossi sugli spalti. I giocatori di Del Neri danno un senso alla loro trasferta tenendo bene il campo, ma il sospetto che la Dinamo ci metta del suo è ben vivo. Gli ucraini infatti diventano temibili contro le squadre che attaccano a testa bassa e lasciano spazi, ma la Roma rimane corta e con le linee basse. Ecco che, privi di un vero regista, Gavrancic e compagni stentano ad avvicinarsi all'area romanista. Scurto, Dellas e Ferrari vengono spesso affiancati da Sartor e Candela, teorici esterni di un centrocampo che resta spesso basso. In mezzo fanno un gran lavoro Aquilani (che però fatica a restare in piedi sul terreno pesante) e Perrotta. Davanti il punto di riferimento centrale è Corvia, con Cassano largo a sinistra e Mido largo di vita, nel senso che l'egiziano appare appesantito e impalpabile. Gavrancic è l'unico difensore ucraino che tiene la posizione centrale, mentre Sablic e Ghioane marcano a uomo Cassano e Mido. Il tutto per dire che nel primo tempo si registrano due semi palle gol a uno per i padroni di casa, ma di tiri in porta neanche a parlarne.
Nella ripresa la Roma comincia con lo stesso piglio, anche se rimanere in piedi sul terreno inzuppato di acqua e neve è già un'impresa. E' paradossalmente quando Del Neri toglie Mido per inserire D'Agostino, con relativo passaggio a un più sensato ed equilibrato 4-4-2, che i giallorossi vanno in apnea. Gli ucraini, informati che grazie al contemporaneo vantaggio del Bayer sul Real si garantirebbero di fatto gli ottavi con una vittoria, aumentano la pressione e servono due miracoli consecutivi di Pelizzoli per dire di no al velocissimo Verpakovskis (il più penalizzato dal terreno indegno) e a Gusev. Buon per i giallorossi che tra gli ucraini ci siano tanti portatori di palla ma nessuno che si inserisca negli spazi. Ecco che per sbloccare uno 0-0 congelato in tutti i sensi serve la più incredibile delle autoreti, con Dellas che iin tuffo devia nella propria porta un cross di Ghioane. E' l'inizio della fine per una squadra che in tutta la stagione (salvo la prima di Del Neri contro l'Inter) si è sfaldata al primo episodio negativo. In rapida successione si registrano infatti un quasi gol di Kleber, l'espulsione di Scurto (giusto il secondo giallo, molti dubbi sul primo) e il raddoppio di Shatskikh dopo un grave liscio di Candela.

IL MESSAGGERO
Sotto la neve, in uno stadio presidiato da tremila agenti antisommossa, arriva il quarto ko consecutivo
dal nostro inviato 
UGO TRANI 
KIEV - Il primo impatto, arrivando allo stadio Olimpiyskyi, fa venire i brividi, non solo per il gelo, e qualche pensiero sinistro. Almeno tremila agenti schierati fuori dei cancelli. E quel plotone di cento uomini dell’esercito in curva, nel primo tempo alle spalle del portiere giallorosso Pelizzoli, che ogni tanto si gira. Ha la calzamaglia, vede tanta neve. Non è ancora Natale. L’assetto degli uomini in divisa, immobili e attenti, fa un certo effetto: è come se il Governo si aspetti una sorta di guerra civile. La Roma si adegua al clima. Mezza squadra gioca con i guanti, i calciatori hanno rinunciato al giro in città, prima della sfida, per motivi di ordine pubblico, e sono rimasti al caldo in albergo a seguire alla tv cortei e comizi. In campo, a fine giornata, si materializza il quarto kappaò di fila e l’addio all’Europa. Lasciano la Dynamo andare in testa, da sola, al gruppo B: 2 a 0 (37 reti incassate in 18 gare), concretizzatosi nella seconda metà della ripresa, dopo un primo tempo decente dei giallorossi. Decima sconfitta stagionale, cinque su sei in Champions e cinque con Del Neri, compresa la figuraccia in Coppa Italia. E’ il momento di ripartire, così non si può più andare avanti. 
Solo poche macchioline arancioni sotto la nevicata. I sostenitori di Yushenko lasciano la politica fuori dello stadio, che ora si chiama Lobanowki. Impianto semivuoto, la Roma, ultima in questo girone di Champions League e ampiamente rimaneggiata con Totti e Montella a casa, è snobbata dalla gente di Kiev. La marea arancione si ferma in via Kreshchatyk e nel parco Mariinskij adiacente al palazzo del Parlamento, anche se Yuliya Tymoshenko, sul palco di piazza dell’Indipendeza, avverte i tifosi della squadra di Szabo che sono lì per il comizio sino ad un’ora dall’inizio della gara: «Non salutate il presidente Kuchma, che sarà in tribuna. Non è più lui a governarci». E nemmeno il su delfino Yanukovich, candidato nelle elezioni presidenziali. 
Di arancione, il colore di moda in città in questi giorni, si notano solo i numeri della maglia nera della Roma, la divisa del portiere Pelizzoli e il pallone, dal quarto d’ora della ripresa, quando il campo è ormai troppo bianco per una sfera dello stesso colore. Con la nuova palla, passa un minuto ed ecco le prime due occasioni della gara, dopo un primo tempo senza emozioni. Pelizzoli in trenta secondi devia due volte in angolo: sul tocco ravvicinato di Verpakovskis e sulla botta, sempre da pochi metri, di Sablic. Sono due avvertimenti di quanto sta per accadere alla Roma. Al ventottesimo la sfortunata autorete di Dellas, in tuffo di testa su cross a pelo d’erba di Ghioane, per il vantaggio della Dynamo; tre minuti più tardi l’espulsione di Scurto, doppia ammonizione, per fallo su Kleber e al trentasettesimo, su cross di Rincon scivola Candela e Shatskikh raddoppia in solitudine. 
La Roma, per restare in corsa per il terzo posto nel gruppo B e di conseguenza essere ripescata in Coppa Uefa, avrebbe dovuto vincere. Del Neri ci ha provato, partendo con il tre-quattro-tre. Dietro Scurto, Dellas e Ferrari, inizialmente abbastanza concentrati, centrocampo atipico con Sartor che non ha forza per spingere sulla fascia destra, Aquilani e Perrotta in mezzo, interditori sempre attivi, e Candela troppo timido a sinistra, tridente davanti, con Mido in mezzo a Cassano e Corvia, quest’ultimo caparbio. Nella prima parte la Dinamo, con il suo tre-cinque-due, è imbrigliata e pasticciona. Merito dell’ordine e dell’applicazione dei giallorossi. Quando Del Neri, al nono della ripresa, ha tolto Mido, mai in partita, e inserito D’Agostino a sinistra, facendo arretrare Candela in difesa, per passare al quattro-quattro-due, la Roma ha subito sbarellato. Fuori dalla Champions da tre settimane, concluderà l’avventura stagionale all’Olimpico, l’8 dicembre a porte chiuse, contro il Real, che si giocherà la qualificazione. Del Neri torna da Kiev più tranquillo. Potrà lavorare per dare un senso al campionato della Roma, in zona pericolosa. Sabato sera a Siena, primo scontro diretto. 

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