CESARE
La
giornata parte bene, dopo giorni e giorni in cui tutto il nord è
invaso dalle nebbie, riusciamo a beccare l'unico giorno di mezzo sole,
proprio per la partita di Verona.
Entriamo
allo stadio verso l'una, e subito ci accorgiamo che le perquisizioni sono
impressionanti, mai vista una cosa del genere! difatti si crea una certa
coda in quanto ogni persona viene ispezionata a fondo. Qualche ragazzo
chiedendo spiegazioni si è sentito rispondere che dopo la partita
di Siena hanno avuto ordine di approfondire le perquisizioni. e vabbè
ci può pure stare.
Unico
p.s. per Lorenzo: la guardia perquisendomi, anzichè chiedermi che
cosa avevo in tasca, mi ha messo le mani dentro e ha frugato. E' legale
questa cosa? io credo di no, però posso sbagliarmi sono ignorante
in materia (è legale, n.d.L.).
La
curva: rispetto allo scorso anno siamo parecchi di meno, ma comunque un
ottimo numero; ci posizioniamo circa a metà curva proprio dietro
la porta, i gruppi stavano piu sulla sinistra.
Inizia
la partita, praticamente siamo più dei tifosi di casa, come regolarmente
succede quando si viene a verona contro il chievo; da questo punto di vista
è la partita meno soddisfacente dell'anno, rimpiango l'hellas in
serie A, al posto di questi 4 sfollati. Purtroppo la partita si mette male,
dopo 20' minuti siamo sotto due a zero, ma il tifo non diminuisce( per
la verità si poteva fare molto meglio...), dato che la superiorità
della Roma è evidente, la rimonta pareva possibile. Difatti a fine
primo tempo primo gol di Montella su assist del Capitano( parecchi gli
striscioni e qualche coro a lui dedicato, anche se certi giornali di merda
sostenevano il contrario, questi rosicano parecchio a vederlo con la nostra
maglia....), e nel secondo tempo gol da cineteca del napoletano con la
curva che esplode.
Non
arriva però il terzo gol, ma per come si era messa vabbeh può
andare bene anche cosi.
A
fine partita deflusso più che tranquillo, chi in bus chi in auto
si torna a casa in modo abbastanza agevole. La prossima trasferta di sicuro
sarà molto meno abbordabile che questa, si va a visitare la fiorentina,
e dopo Livorno Siena due volte si ritorna in Toscana.
VIOLA
MERDA.
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I
VOSTRI RESOCONTI....
....E
QUELLI DELLA STAMPA
(questi ultimi
solo se meritano)
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GAZZETTA.IT
VERONA,
16 gennaio 2005 - Chievo e Roma chiudono con un 2-2 il girone d'andata,
al termine di una gara bella e vibrante fino all'ultimo minuto. Dopo le
tre sconfitte consecutive che l'avevano attardata in posizioni di classifica
inusuali per l'outsider fissa degli ultimi campionati di serie A, la squadra
veneta, pur schierata con un inatteso 5-3-2, non dà certo l'idea
di essere una squadra in forte difficoltà. Anzi, si fa un sol boccone
della Roma per oltre due terzi del primo tempo, andando vicino al terzo
gol ben più di quanto i giallorossi abbiano sentito profumo di pareggio.
Invece poi le individualità salvano la Roma, regalandole una splendida
rimonta firmata Montella. I giallorossi fanno faville in avanti grazie
tridente d'oro Montella-Totti-Cassano, ma sono pesantemente zavorrati dietro,
dove Mexes e Ferrari non ne azzeccano una. Insomma, il maestro Del Neri
avrà il suo bel daffare a registrare i meccanismi difensivi, mentre
Beretta, il discepolo, ne ha approfittato per dare una bella lezione al
maestro.
Due
le novità nella formazione veneta: fuori Zanchetta e Luciano, dentro
Sammarco (e il quasi-esordiente - aveva giocato in A per soli 5' - ha mostrato
grande personalità) e Mensah, con Pellissier e Tiribocchi a comporre
la coppia d'attacco dopo il forfait preventivabile di Cossato. Ma l'elenco
degli indisponibili si allarga ai tre squalificati e al citato Zanchetta:
per il Chievo sono fuori squadra 8 gol su 16. Assenze pesanti anche per
la Roma, che deve rinunciare a Perrotta, Panucci, Delvecchio e Mido, oltre
ai lungodegenti Tommasi e Chivu. A condannare i giallorossi non sono però
gli assenti ma, come anticipato, i presenti, nella fattispecie un reparto
arretrato da paura. Tanto che le reti del Chievo sono l'una la fotocopia
dell'altra: al 15' lancia lungo Baronio, Pellissier ha il tempo di stoppare
di petto e infilare Pelizzoli di sinistro, cinque minuti più tardi
Tiribocchi, servito da Pellissier, stoppa di petto e usa il destro per
siglare il 2-0. Il Chievo potrebbe realizzare il tris con Pellissier, ma
è la Roma a dimezzare lo svantaggio. Ci pensa Montella, di sinistro
in tap-in su un cross basso di Totti, a siglare il 2-1 al 34'.
Nella
ripresa si ripresenta in campo una Roma diversa non negli uomini ma nello
spirito: è una squadra incattivita, grintosa, decisa a rimediare
a un primo tempo da dimenticare. E anche con un Montella che tiene a precisare
che il suo show non è finito: anzi il capolavoro arriva al 7', con
un gol in rovesciata (su altro assist di Totti) che ammutolisce lo stadio.
Splendido. La gara a questo punto è bellissima, aperta e combattuta
a viso aperto: il Chievo gioca a memoria, controlla e riparte senza soste,
la Roma sfavilla in avanti e beccheggia dietro, ma quando Totti e C. duettano
non ce n'è per nessuno. Insomma, c'è da divertirsi, e anche
le due contendenti ci hanno preso gusto. Alla mezz'ora si rivede in campo
anche Dacourt dopo oltre due mesi d'assenza. E trova una Roma a questo
punto più vogliosa del Chievo. Ma i "mussi" sono sempre i "mussi",
e anche Del Neri è servito.
L'ARENA
La
polizia ha denunciato cinque tifosi per possesso di materiale pirotecnico.
Un arresto per lesioni e resistenza
Fumogeni
truccati da salatini
Gli
ultrà romanisti li avevano nascosti
nelle
scatole di biscotti
di
Alessandra Vaccari
Un
arresto per lesioni e resistenza, alcune denunce per detenzione di fumogeni
e una serie di episodi che dovranno essere valutati e che potrebbero portare
ad altri provvedimenti. È questo il bilancio della partita Chievo-Roma,
disputata ieri pomeriggio al Bentegodi e chiusa con un pareggio.
Prima
della partita, all’interno dello stadio un tifoso romanista ha lanciato
una bottiglia d’acqua addosso a un poliziotto ferendolo alla testa. L’agente
è stato portato in ospedale e gli sono stati dati due punti di sutura
al cranio.
Il
tifoso, xxxx xxxxx, 20 anni il prossimo xxxx gennaio, di Roma, dopo il
lancio ha tentato di scappare, ma è stato inseguito e arrestato.
Stamattina per lui processo per direttissima. Dell’episodio si occupa il
sostituto procuratore Francesco Rombaldoni.
La
forte attività di prevenzione predisposta dal questore Luigi Merolla
ha dato risultati anche in stazione dove la polfer ha sorpreso due tifosi
romanisti con dell’hashish (pensa un po'!
n.d.L.). Gli ultrà sono stati segnalati
amministrativamente come assuntori.
Ma
l’episodio dei fumogeni la dice lunga sull’atteggiamento di una parte di
tifoseria romanista.
I
poliziotti hanno infatti sequestrato un paio di scatole di salatini imbottite,
anziché di bocconcini, di fumogeni.
Il
sequestro è stato possibile grazie al prefiltraggio serrato predisposto
dal questore, che aveva anche potenziato gli speciali servizi tifoseria
della Digos e autorizzato l’apertura dei cancelli del Bentegodi fin dalle
12.30 proprio perchè i controlli sarebbero stati serrati. Il precedente
dei tifosi romanisti a Siena invitava a tenere alta la guardia.
È
stato così che gli agenti, controllando lo zainetto di una ragazza
romana (sono arrivati 1500 supporter giallorossi) hanno trovato quelle
che apparentemente erano due scatole di biscotti salati. L’involucro era
stato invece aperto, il contenuto era stato sostituito con due grossi fumogeni
e quattro petardi di tipo Cobra. Il ragazzo che era con la donna ha ammesso
che era stato lui l’artefice del cambio e che la sua ragazza aveva accettato
di portare dentro i fumogeni. È stato determinante il fiuto del
capo della Mobile Marco Odorisio, che ha detto ai suoi uomini di controllare
l’involucro sospetto nonostante fosse stato richiuso alla perfezione. I
due tifosi sono stati denunciati per introduzione di materiale pirotecnico
allo stadio dove è proibito portarlo. Altri tre romanisti sono stati
trovati in possesso di altri fumogeni che sono stati sequestrati, per un
totale di otto fumogeni, cinque petardi e tre magnum. Questo a dimostrazione
che esiste una vera e propria preparazione, un piano per nascondere il
materiale che mette a rischio l’incolumità dei giocatori oltre a
quella di tifosi e forze dell’ordine (già,
dal 1968 ad oggi...n.d.L.).
Il
personale della Digos della questura ha poi registrato con filmati alcuni
episodi che si sono verificati durante e dopo la partita. Grazie alla legge
sulla violenza negli stadi, sarà possibile, se ve ne fosse la necessità,
effettuare arresti anche nelle prossime ore.
IL
MESSAGGERO
VERONA
- A poche ore di distanza dagli insulti di Siena, Francesco Totti e la
(sua) curva si sono incontrati di nuovo. Novanta minuti un po’ freddi,
e non solo perchè ieri a Verona si gelava. Lui sempre un po’ imbronciato,
come perplesso, diciamo pensieroso. E loro sempre un po’ confusi, un solo
striscione a favore - «Totti è il nostro capitano e il suo
vice è Cassano» - e un solo coro partito spontaneo al ventesimo
minuto del secondo tempo, cioè quando Totti aveva già preso
a giocare da Totti e infatti aveva già mandato Montella due volte
in rete. Molti hanno visto nel confronto a distanza tra l’eroe e i tifosi
posizioni ancora vaghe, quindi se ne discute. Di sicuro Totti c’è
rimasto male. Ma forse ieri è stato il primo passo per guardare
oltre, pensare a giocare e a spingere la Roma verso orizzonti più
consoni al rango della squadra. Non sarebbe male.
Resta
il fatto che Totti ha fatto fatica a sciogliersi. E che anche la curva
è partita in ritardo, forse tramortita dai due gol del Chievo. Il
finale è stato molto meglio, anche se ovviamente ancora adesso un
po’ tutti continuano a parlare della profanazione della sacralità
del capitano. Totti in carriera ne ha viste di peggio. E anche la curva.
Nell’attesa - mentre la Roma minimizza - si apre una settimana importante
con in fondo la Fiorentina.
Accoglienza
soft, del resto, anche per Del Neri, tornato nella sua vecchia isola felice
di Verona. Un solo striscione anche per lui da parte dei suoi ex tifosi.
E chissà perchè, forse per rispetto alla sua antica squadra,
ieri Del Neri non indossava la sua tradizionale e svolazzante sciarpa giallorossa.
Problema senza dubbio minore rispetto a quello di Totti e la curva. Meno
male che intanto c’è una buona notizia. Questo girone d’andata decisamente
orribile è finalmente finito. Ricominciamo. |