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" AL DI FUORI DI ROMA NON C'E' NULLA DI BELLO NEL MONDO" Johann Joachim Winckelmann, 1756 (archeologo e filologo, nonché massimo teorico mondiale del'estetica neoclassica) "Non per guadagnar ma per amor del gioco" QUELLI CHE SIAMO * LA GIUSTA DISTANZA * NON DORMO ![]() |
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nella stagione di Serie A 2008/09... teniamo il conto!
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A volte anche verso le 15.00. Il sabato non ci sono regole. Dopo le partite, le foto vengono inserite dopo circa due ore, salvo imprevisti.
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Nel
servizio il sindacalista della Polizia, Tommaso Delli Paoli, e il collega
austriaco Jacob Rosenberg sono stati molto chiari...
"Si,
inoltre Jacob Rosenberg ha fatto un Erasmus a Napoli e parla molto bene
l'italiano: sia lui che il suo collega vengono spesso a Napoli in vacanza.
Erano spettatori competenti dell'ambiente napoletano".
Com'è
possibile che la stampa nazionale, sulla base di un comunicato emesso da
Trenitalia, abbia condannato subito l'accaduto in una maniera così
severa? Sono stati definiti *** persone munite dei biglietti per viaggiare
sul treno ed assistere alla partita Roma-Napoli. E' un attacco alla città
di Napoli? Anche perchè la notizia è stata gonfiata di molto,
stando alle testimonianze raccolte...
"Nello
specifico non credo che la città di Napoli sia stata il solo obiettivo
di questa campagna. Credo invece che l'obiettivo di questa campagna sia
stato il calcio violento in generale. Non voglio ergermi a maestrino del
giornalismo, ma e' chiaro che la fretta in questi casi può risultare
determinante così come il sensazionalismo. Non dimentichiamoci che
i giornali, come i telegiornali, sono articoli che si vendono".
La
cosa che dispiace di più è che siano state abbinate frasi
come "ecco i teppisti" alle immagini, riproposte all'infinito, dell'arrivo
dei tifosi partenopei alla stazione di Roma, dove si vedevano gruppi di
persone che correvano perchè avevano già perso la visione
del primo tempo della partita...
"Le
immagini video disponibili erano carenti. Non c'erano nemmeno immagini
di quello che e' accaduto alla stazione di Napoli. Un giornalista che deve
effettuare un servizio, e si ritrova il computer invaso da comunicati sugli
scontri di Roma-Napoli, usa quello che ha a disposizione. Le uniche immagini
disponibili erano quelle dell'arrivo a Roma dei tifosi. Detto questo, però,
le testimonianze raccolte fanno capire che a Napoli non c'e' stata la guerriglia.
Ci
sono stati dunque degli atteggiamenti impropri, perche' non e' corretto
parlare di una guerriglia che e' iniziata a Napoli ed e' finita a Roma.
Ovviamente ora la parola definitiva spetta alla Magistratura, per cui bisogna
attendere la conclusione dell'inchiesta".
Alla
luce delle testimonianze raccolte da Rai News 24, potrebbe essere rivista
la sentenza che ha disposto il divieto di trasferte per tutta la stagione
ai tifosi del Napoli?
"Non
posso dirlo io. Mi sono limitato a descrivere i fatti nell'ambito di un'inchiesta
giornalistica. Se la Magistratura trovera' dei riscontri, potra' muoversi
anche la Societa' Sportiva Calcio Napoli facendo ricorso, anche se non
so se ci sono ancora i tempi tecnici per farlo".
Rai
News 24 ha fornito comunque un servizio importante...
"Rai
News 24 è una realta' importante dell'informazione Rai, che crede
nel servizio pubblico. Riteniamo opportuno fornire delle informazioni corrette
e, quando e' possibile, cerchiamo la verità nei racconti che ci
apprestiamo a descrivere ai nostri utenti".
(fonte:
Napolimagazine)
Ora.
Tutti i giornalisti che hanno scritto i loro commenti su Roma/Napoli vengano
fuori ed ammettano di non saper fare il loro lavoro, al contrario di Enzo
Cappucci. Ed i direttori dei loro giornali ammettano di essere fonte di
disinformazione bieca, cieca, assoluta. La verità corre su internet
e su youtube, non sulle pagine dei giornali che ricevono i soldi dallo
Stato e lo ricompensano prendendo in giro i loro lettori. Per questa bufala
hanno fatto l'iradiddio. Sulle loro notizie si fanno le leggi. Sono degli
eversivi, altro che gli ultras.
Vediamo
ora in quale altro modo i giornali (due su tutti), gonfiano e distorcono
la realtà, quando non propinano veri e propri falsi.
Il
caso vuole che si debba parlare, udite udite, de..... Il Corriere della
Sera e de La Repubblica.
Iniziamo
con il Corriere della Sera. La notizia della condanna di due tifosi romanisti
è accompagnata da un titolo e, soprattutto, da un occhiello:
Lasciamo
stare il titolo perché esprime una opinione. L'occhiello è
"Pena sospesa, possono tornare allo stadio". Bene, l'occhiello è
falso. I soggetti, infatti, non possono tornare allo stadio perché
già diffidati dalla Questura di Roma. L'occhiello è stato
quindi scelto dalla redazione (e quindi anche dalla direzione del giornale)
per convincere dell'assioma "gli ultras non vengono mai puniti" e per far
sorgere la naturale ed ovvia domanda "come è possibile che possano
tornare allo stadio?". Peccato, però, che la notizia sia falsa e
quindi il Corriere della Sera ha detto il falso.
Ricorderete
che giorni fa il Corriere della Sera postò on line una foto (vedi
aggiornamenti del 10 settembre 2008 con la didascalia "Gli scontri a Roma
degli ultrà del Napoli domenica 31 agosto") che poi si rivelò
essere una fotografia scattata 7 anni prima a Napoli.
Un
giornalista che di recente ha scritto su di me, durante il nostro confronto
su Repubblica TV, in cui avevo fatto notare una sorta di terrorismo mediatico
di cui abbiamo finalmente avuto conferma, osservò - insieme al conduttore
- "si saranno sbagliati".
Bene,
si sono sbagliati di nuovo e si sono sbagliati ieri.
A
corredo dell'articolo di cui sopra, di spalla, viene infatti inserita questa
fotografia con la dicitura "scopntri tra tifosi napoletani e poliziotti
durante Roma/Napoli del 31 agosto".
Bene,
faccio presente al giornalista in questione che il Corriere della Sera
si è "sbagliato" di nuovo. La foto di cui sopra, infatti, è
all'evidenza stata scattata sugli spalti del San Paolo di Napoli e non
a Roma, visto che - è noto - i seggiolini dello stadio Olimpico
sono di colore blu. La volta scorsa il cosiddetto "errore" fu più
grave, perché misero una foto di soggetti in abiti invernali. Stavolta
sono stati più accorti e hanno trovato una foto "estiva".
Peccato
che noi tifosi di calcio conosciamo i colori dei seggiolini dei nostri
stadi.
E-mail:
"Ciao Lorenzo, non sto a farti i complimenti
per il lavoro che porti avanti ogni giorno sul sito...
Ti
scrivo per riportarti l'ennesimo articolo di repubblica, ancora a firma
di Bonini, che se non ci fossimo noi ultras, magari dovrebbe trovarsi un
lavoro!!!".
Sì,
l'ho letto e l'ho fatto leggere ai colleghi che erano con me in aula i
quali si sono fatti una risata chiedendomi se avessero assistito a un altro
processo...
Mi
rifiuto di commentare ulteriormente articoli di Carlo Bonini. Posso solo
dire che - nel mare di suggestioni create - ha dimenticato di scrivere,
nelle diverse colonne che ha impiegato per colorare il suo pezzo, che l'imputato,
in ordine al fatto più grave, si proclama innocente.
Passiamo
ad altro: "Juve-Real Madrid, curve a 50€!!
Quando andremo su noi (sempre se ci mandano) quanto ce lo faranno pagà
il settore??? ma come vogliono riportare le famiglie allo stadio con questa
politica???in più, i prezzi dei bar?...un cornetto 3€!!
Prezzi
alle Stelle per settori da Stalle, non avrete mai la nostra pelle, ULTRAS
ULTIMO RIBELLE!".
Ancora:
"Ciao lorè volevo chiederti se è
normale che l'agenzia di viaggi mi abbia fatto pagare il biglietto x siena-Roma
28,00 euro dicendomi che i 3 euro in più erano x i diritti (non
so di cosa) e che erano obbligatori con tanto di ricevuta!saluti -C-".
Ho
invocato più volte l'intervento di Striscia la Notizia su questo
punto. Non si capisce perché si debba pagare il diritto di prevendita
se non si possono coprare i biglietti il giorno dell'evento.
Sempre
su Siena: "Ciao Lorenzo sono Francesco
un ragazzo della sud. Complimenti per il sito magari potresti dare una
mano a quelli dell'A.S.Roma a preparare quello ufficiale...per motivi personali
nn potrò venire a Siena e vendo il mio biglietto, se qualcuno
fosse interessato può contattarmi qui garbazzarulez@hotmail.it".
Ancora
Siena: "Ciao Lorenzo, sono veramente stufo!!
Prendere i biglietti è sempre più un affare di stato. Stamattina
la vendita dei tagliandi per Siena doveva cominciare alle 10. Interrompo
il lavoro, arrivo al Cts di piazza Gimma, la signorina non sa nulla. Prova
a farli: niente. Poi telefona alla ticket one e le dicono che ancora non
è iniziata. Chiedo quando saranno in vendita. Risposta: bo, tra
mezz'ora, un'ora, due, non lo so. Pare che sono io al servizio loro e non
il contrario. Poi per la prima volta riesco a convincere la mia ragazza
che è di Perugia a venire in trasferta. Peccato che non possa prenderle
il biglietto. Le dico cercalo lì da te, magari anche per la curva
del Siena. Morale della favola lei, che della partita non gliene frega
manco niente, si è girata tutta Perugia e non li ha trovati. Ma
ti pare possibile che uno non possa manco andare con la propria fidanzata
a vedere la partita?????".
Andiamo
avanti: "Lorenzo, magari serve pure per
sdrammatizzare sto clima sempre più pesante – leggevo del carabiniere
che insulta il ragazzo con l’adesivo per Gabriele, inquietante…- Per questo
Olandese, pensi ad una possibile diffida? http://tv.repubblica.it/copertina/il-tifoso-fa-il-portiere-e-salva-gol/24749?video
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Preoccupazioni in Polizia: "Per il segno violento del tifo in quell'aula si giudica lo Stato" Sandri, slitta il processo Su Internet la rabbia degli ultrà "Ha ragione quella madre. Anche per me non dovrebbe esserci processo per quell'essere"; "Udienza rimandata, che schifo! Ha detto bene chi dice che quell'animale doveva essere condannato senza processo". E ancora, in un luogo comune che vuole sbirri e cronisti facce di una stessa medaglia, cinghie di trasmissione di una stessa disinformazione: "Alcuni media preparano un clima di odio per favorire Spaccarotella?" (in realtà questo non è un post ma un articolo di un collega di Bonini su Rinascita. Lo potete leggere nella pagina di Gabriele Sandri). Al
Dipartimento di Pubblica Sicurezza si raccoglie una qualche preoccupazione.
Non per la regolarità del processo o la serenità del contesto
in cui si celebrerà, ma "per quello che l'omicidio di Gabriele
Sandri è diventato". Dice un alto dirigente della Polizia di
prevenzione: "Da tempo, il segno violento del tifo si era coagulato
intorno a una parola d'ordine che potremmo definire la "ribellione al furto
di identità". Lo Stato e la Lega calcio, vale a dire gli sbirri
e i padroni dell'industria del pallone, erano indicati come i responsabili
dell'annichilimento delle curve (non "erano":
sono i responsabili della distruzione del tifo, non della violenza).
Niente più striscioni, niente più "colore", trasferte vietate.
Bene, con la sua morte Gabriele Sandri è diventato il veicolo simbolico
di questa rabbia.
Ci
vorranno almeno due mesi perché il processo Spaccarotella ritorni
nell'aula del giudice dell'udienza preliminare di Arezzo. E il tempo continuerà
a non essere "amico". Perché per effetto dell'errore di "cancelleria"
che ha chiuso il procedimento prima ancora che si aprisse, ad essere giudicati
per primi per i fatti di domenica 11 novembre 2007 saranno a questo punto
i 19 tifosi romanisti e laziali (oggi ancora detenuti) arrestati per l'assalto
notturno alle caserme di carabinieri e polizia. Il 20 ottobre, un gip di
Roma deciderà infatti del loro rinvio a giudizio o si pronuncerà
direttamente nell'eventualità di giudizi abbreviati o patteggiamenti.
Un capovolgimento di calendario "simbolico" che, non è difficile
prevederlo, aggiungerà a rancore altro rancore (beh,
sì, se non altro perché la maggior parte di loro, accusati
di reati meno gravi di quello commesso da Spaccarotella, sono ancora in
carcere, mentre Luigi Spaccarotella è "libero e felice". Come i
due tifosi napoletani che però hanno un daspo di 5 anni.
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la violenza degli ultrà Nelle aule di tribunali campeggia una scritta: «La legge è uguale per tutti». Affermazione più o meno veritiera, ma si potrebbe dire lo stesso per la giustizia? Lunedì scorso si è tenuto il processo a carico degli unici due ultrà incriminati (su decine di fermati) per le violenze commesse nel corso della sommossa che il 31 agosto mise sottosopra la stazione Termini di Roma (neanche un euro di danni) e demolì il convoglio ferroviario (500mila euri di danni) (come è noto, non ci credono neanche più quelli di Repubblica, tranne uno) «sequestrato» per la trasferta della tifoseria napoletana. Il primo a essere giudicato è stato DD: se l'è cavata con una condanna a quattro mesi e 10 giorni di reclusione con sospensione condizionale della pena e a una ammenda di 800 euri. In pratica, libero. La legge, c'è da metterci la mano sul fuoco, è stata fatta salva. Gli articoli del codice debitamente consultati, interpretati e applicati. Ma la giustizia? Insieme ai suoi compagni tifosi, Danilo Durevole è quello che in pratica sequestrò un treno, buttandovi fuori 300 passeggeri con regolare biglietto. Che con quel treno, e non prima d'averlo, sempre insieme ai compagni tifosi, ben ben fracassato, giunse a Roma (come faccia a sapere il Granzotto che questo ragazzo abbia fracassato il treno è ben nascosto nel boschetto della sua fantasia) . Laddove, sempre in comitiva, con un mezzo pubblico (uno dei 39 messi a disposizione, 20 dei quali finiti, a martellate, fuori uso. Distrutti) (posso solo dire che questi dati a me non risultano affatto e che l'ATAC non mi sembra che si sia lamentata di distruzione di autobus) raggiunse l'Olimpico approfittando del percorso cittadino per far esplodere - non si sa chi, ma si esclude sia stato il conducente - numero quarantuno bombe carta. Fermato a seguito degli incidenti (non è vero, è stato fermato per un normale controllo nell'antistadio), il D risultò in possesso di un candelotto (di dinamite? No, una torcia pirotecnica) e all'invito di seguirli in Questura reagì menando agli agenti calci e pugni (non è vero, ha cercato di divincolarsi senza sferrare calci e pugni). «Normale - ha detto in aula il suo avvocato - quando si viene fermati in uno stadio» (ovviamente non è vero: come potrebbe un avvocato dire una cosa del genere?!!! Questa versione purtroppo dipende da chi ha fatto il primo articolo che è stato ripreso da chi - come Granzotto - in aula neanche c'era). Normale, deve aver ammesso il giudice (sta dando al giudice del deficiente su una cosa mai avvenuta). Non è leggenda metropolitana, ma la pura verità: da noi si va in galera per aver rubato in un supermercato una confezione di Buondì Motta. Dura lex sed lex, come si dice. Però non ci si va per aver messo, o meglio, per aver fatto parte di un branco che ha messo a soqquadro una città, si è impadronito di un intero treno, ha commesso atti di feroce vandalismo, lanciato bombe carta fra la gente e brandito coltelli e martelli (del peso di 800 grammi, come precisato nel verbale) (esatto: non ci si va perché la responsabilità penale è personale). E allora lo ripeto: la bilancia della giustizia è sempre equilibrata come quella della legge? In termini di pericolosità sociale il ladro di Buondì è davvero peggio d'una banda di tifosi violenti e scalmanati? La sentenza che manda libero DD forse non farà giurisprudenza, ma da salvacondotto sì. Salvacondotto per le tifoserie con una naturale propensione a menare le mani, a sfasciare, a lasciare il loro marchio ovunque transumino in trasferta. Cosa si rischia, in fondo, a mettere a ferro e a fuoco una città, uno stadio, se non una tirata d'orecchi (sì, ma DD non lo ha fatto o quantomeno non esiste la benché minima prova che lo abbia fatto! Come spiegarglielo?)? Quella sentenza, inoltre, ci fa certi che il calcio nel suo insieme seguita a godere di una specie di extraterritorialità legislativa, di rappresentare una enclave dove sono in vigore norme diverse da quelle che regolano lo Stato, dove è lecito o comunque tollerabile ciò che all'esterno costituisce reato (veramente incredibile: c'è addirittura una legge speciale, la nota 401/89, che regola i reati da stadio con pene incredibilmente severe. Manca solo la forca!) E non è consolatorio, anzi, è umiliante sentir ripetere che così è perché se si tocca il calcio, se gli s'impone di rispettare le regole, si rivolta il Paese. Quasi fossimo tutti DD. |
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Patteggiamento e pena sospesa. Il legale: "Ma che ha fatto?" (mai detto) Treni distrutti e coltelli un processo di 5 minuti ROMA - DD (l'abbreviazione è mia, il Bonini ama fare nomi e cognomi), ultras da San Giorgio a Cremano, cui lo hanno detto per telefono, pare non volesse crederci (creazione del giornalista, la telefonata è stata riservata). Da non stare nella pelle. Alle 9 e mezza del mattino, nell'aula 7 della quarta sezione penale del tribunale ordinario di Roma, giudice monocratico Maria Bonaventura, lo Stato salda il primo "conto" (si fa per dire) con la domenica della vergogna. 31 agosto, Roma-Napoli. Ventiquattro ore di normale devastazione (non è vero, vedi testimonianza diretta del giornalista austriaco che era sul treno). E fanno 4 mesi e 10 giorni di reclusione, 800 euro di multa. Sospensione condizionale della pena. D, libero già la mattina del 1 settembre, libero resterà (stessa pena che prese Maroni, rimasto anch'egli libero, con sospensione della pena). Per liquidare una storia che, non più tardi di dieci giorni fa, aveva messo a rumore Governo, opposizione, Dipartimento della Pubblica Sicurezza, sono sufficienti quindici minuti di orologio. D non c'è. Se ne è rimasto a Napoli, perché la prima regola, in ogni processo ultras, è "buttarsi contumace" (il giornalista ha un evidente preconcetto: non esistono "processi ultras". Esistono processi in cui il cliente può dare una procura speciale al proprio avvocato perché lo rappresenti. Non è obbligato a venire né ha alcuna convenienza a farlo, visto che sta a 250 km di distanza). Far dimenticare la propria faccia a chi ti dovrà giudicare e confidare nel tempo che, nel calcio, è medicina miracolosa, capace di annebbiare la rabbia e la paura. Alessandro Cacciotti, l'avvocato che difende D, confabula con il pubblico ministero (è bene precisare che Carlo Bonini non poteva assistere al processo in quanto si svolgeva in camera di consiglio, cioè a porte chiuse. Non tutti i processi sono pubblici e quello non lo era). Chino sul codice, somma e sottrae con perizia contabile. Quando si raddrizza per interloquire, appare soddisfatto. "Patteggiamo", dice. Il giudice chiede: "In che misura?". "Mesi 3 di reclusione, 600 euro di multa. Pena sospesa". "Mi sembra un po' pochino, avvocato, non crede?". Cacciotti appare sconcertato: "Mi scusi, signor giudice, in fondo il mio cliente che ha fatto?" . Già, in fondo, DD ha avuto soltanto la sfortuna di essere uno dei due soli tifosi napoletani arrestati quel giorno. Se ne stava tranquillo in curva nord con "una torcia esplosiva in mano" (torcia esplosiva? Naturalmente anche qui il Bonini falsifica la realtà. Era una semplice torcia a luce rossa, altrimenti sarebbe stato processato per possesso di esplosivi, con pena da 2 a 10 anni). Era arrivato da Napoli su un treno sequestrato in partenza e devastato lungo il tragitto (500 mila euro di danni) (persino il suo collega Fulvio Bianchi di Spycalcio, con l'articolo che poi posterò, inizia ad avere dei dubbi...). Dalla stazione Termini aveva raggiunto l'Olimpico su un convoglio speciale dell'Atac da cui, lungo un tragitto di poco più di 4 chilometri, erano state lanciate appena 41 bombe carta. Aveva soltanto menato mani e piedi con chi lo ha arrestato (non è vero, ha scrollato le spalle e basta dopo che da dietro è stato fermato). Allarga le braccia Cacciotti, in un crescendo di enfatica incredulità. "Una vicenda come al solito amplificata dai media. Il ragazzo è incensurato e in fondo risponde solo del possesso di un petardo e di resistenza alla polizia. Normale, quando si viene fermati in uno stadio" (ovviamente il collega non ha detto questo: ha solo detto che non si trattava di uno dei casi più gravi di resistenza a pubblico ufficiale). Il giudice lo interrompe: "Il contesto in cui si sono svolti i fatti è particolare. Provi a riformulare la richiesta, avvocato". Cacciotti riformula: "Potrei arrivare a mesi 4 e giorni 10". Il giudice: "Quattro mesi e mezzo, direi". Cacciotti: "No, giudice, 4 mesi e 10 giorni che per altro è perfettamente divisibile con le imputazioni. Guardi, facciamolo insieme. Pena base, mesi 9 di reclusione. Ridotta per le attenuanti generiche a mesi 6. Aumentata per il secondo capo di imputazione a mesi 6 e giorni 15 oltre a 1.200 euro di multa. In forza del rito, ridotta a mesi 4 e giorni 10 di reclusione più 800 euro di multa. E naturalmente sospensione condizionale della pena". Il pm annuisce distratto (già, perché l'accordo era già stato preso prima dell'udienza). Cinque minuti di camera di consiglio (e quanto deve durare un patteggiamento?). Quattro mesi e 10 giorni siano. Pena sospesa (Qual'è il problema? Il patteggiamento esiste nel nostro codice. La pena sospesa pure. Dov'è lo scandalo?). Toccherebbe ora al suo compare, DDM. L'altro sfortunato. Quando lo hanno arrestato all'Olimpico, le mani le aveva impegnate entrambe. Una bomba carta nella sinistra (no, era una torcia). Un coltello a serramanico nella destra (il ragazzo ammette il possesso della torcia e nega con decisione il possesso del coltello). Anche lui, libero, ha pensato bene di non affacciarsi in aula. Anche lui è difeso da Cacciotti. Meglio, da Cacciotti e Lorenzo Contucci, l'avvocato degli ultras, il professionista che ha legato la sua immagine all'omicidio di Gabriele Sandri (è l'avvocato della famiglia) (Non sono affatto l'avvocato della famiglia Sandri. Il legale è l'Avv. Monaco. Carlo Bonini è disinformato e approssimato. Ergo, non ho legato la mia immagine a quell'omicidio, su cui Carlo Bonini ben poco ha scritto). Rispetto a D, DM naviga in acque più agitate. Non fosse altro, perché ha precedenti per rapina (sul certificato penale non risulta nulla) e un Daspo di 3 anni scaduto pochi giorni prima di Roma-Napoli. Ma Contucci non si perde d'animo (già, peccato che ero in un'altra aula a fare un altro processo insieme con qualche decina di avvocati! Io sono andato nell'aula 7 per dieci secondi quando il collega aveva già fatto tutto e attendeva la sentenza). Sussurra all'orecchio del collega la trovata (già, peccato che ne avevamo già parlato a studio il giorno prima e chi sedeva accanto al mio collega non ero io ma un avvocato tifosissimo dell'Inter con cui siamo in confidenza). "Signor giudice - argomenta Cacciotti - per DM chiediamo il rito abbreviato (prevede una riduzione di un terzo della pena, ndr) ma, preliminarmente, chiediamo una perizia sul coltello che la polizia dice di avergli sequestrato per verificare se effettivamente siano presenti impronte digitali dell'imputato. Vede, signor giudice, DM non ha avuto difficoltà ad ammettere le sue responsabilità. Ma il coltello, proprio no. Lui dice di non averlo mai avuto. E' una questione di giustizia" (E VORREI VEDERE!). La perizia sul coltello equivale a sostenere che la polizia ha mentito nel suo rapporto di fermo (Carlo Bonini offende la sua intelligenza: la polizia non deve necessariamente scrivere dei verbali in malafede, come al G8 di Genova: semplicemente può sbagliare una individuazione ed è dovere del legale aiutare il giudice a ricostruire la verità). Il giudice la concede e rinvia il processo "agli esiti dell'esame peritale". Sul fondo dell'aula, i due poliziotti del reparto celere che hanno arrestato DM hanno la faccia di pietra (e ti credo!). Uno di loro, Gianluca Salvatori, incrocia l'avvocato Contucci. "Ma non vi vergognate?", dice (già, peccato che io non ero lì e che Gianluca Salvatori è un poliziotto del Reparto Celere di Roma sindacalista del SAP con cui ho partecipato - nel contraddittorio ma con correttezza - ad un paio di trasmissioni televisive. Che peraltro non ha arrestato i ragazzi. E che soprattutto non mi ha potuto mai dire una cosa del genere se non altro perché ero a un centinaio di metri di distanza, in un altro edificio, come peraltro si può verificare semplicemente leggendo il Messaggero di oggi). Con lui ci siamo salutati un paio di volte in mattinata e basta. |
Ecco qui sopra l'aberrante "tessera del tifoso" prevista dal Ministero degli Interni. Perché aberrante? Per le ragioni che cercherò di spiegare, su cui la maggior parte degli opinionisti forse non riflettono a sufficienza, prendendo per buona qualunque novità che abbia quale scopo l'eliminazione della violenza negli stadi. Anzitutto cercherò di spiegare per quale ragione il Ministero degli Interni ha pensato, quale prima categoria in Italia da schedare e regolamentare, ai tifosi e non ai parlamentari. E' bene infatti ricordare che nel Parlamento Italiano ci sono 18 condannati, mentre gli inquisiti e i condannati in primo e secondo grado sono più di 70. Una percentuale superiore - come diceva un noto comico - alla infiltrazione della camorra a Napoli. Quindi, per quale motivo il Ministero dell'Interno, per loro, non ha previsto la "tessera del parlamentare"? Perché il Ministero dell'Interno è uno degli strumenti del Governo. Non potrebbe mai fare una cosa del genere in assenza di una decisione a monte che - purtroppo - non arriverà mai: è come se un tifoso violento decidesse di autodiffidarsi. Detto questo, vi invito a non farvi ingannare dalle apparenze - lodevoli - e di tenere a mente la distinzione esistente tra uno Stato normale e uno Stato di Polizia (che è quello deve la Polizia regola la vita sociale, prima ancora dei giudici). Detto questo, non viene chiarito nel documento in questione quali persone non avrebbero diritto alla tessera in questione: ad esempio: - se ho avuto un DASPO perché nel 1995 ho litigato con qualcuno, l'ho scontato e ho scontato anche la pena, per tutta la vita non posso più andare allo stadio? - Qual'è l'esatto ambito di applicabilità della tessera del tifoso, al di là della evidente schedatura di polizia? - Chi non ha la tessera del tifoso può acquistare un biglietto per la partita? - Il tifoso occasionale non "fidelizzato" può ancora andare allo stadio? - Se voglio portare mia figlia di 8 anni allo stadio, posso farlo anche senza tessera? - Se domani mi va di andare a vedere Pizzighettone/Novara, posso andarci visto che tifo per la Roma? - E se tifo per la Roma e per la Lazio (esistono anche queste spregevoli categorie di individui), come debbo fare? Potrei continuare all'infinito. Ma davvero all'infinito. In un programma come quello stilato con grande minuzia dal Ministero degli Interni mancano delle informazioni fondamentali: i diritti del titolare della tessera e, soprattutto, i non diritti di chi non li ha. Ancora di più, mancano i criteri per determinare chi non ha diritto alla tessera: una condanna presa nel 1950, vale ancora oggi come ragione ostativa al rilascio? Oppure dipende da come si sveglia l'addetto al nulla osta della Questura? E se il daspo è stato revocato? E se viene negata la tessera e poi dopo 7 anni di processo vengo assolto? Mi risarcite il danno da mancata fruizione dell'evento sportivo e da danno esistenziale perché "se non vedo la Roma mi sento male"? Nella Costituzione non vi sono differenze di sesso, razza, opinioni politiche e religiose e invece possono esserci per questioni calcistiche? Io su un documento devo dire per quale squadra faccio il tifo e invece il Garante della Privacy si incazza se qualcuno mi chiede qual'è la mia fede religiosa o se sono etero o gay? In particolare, tra i motivi (vaghi) di esclusione vi sono i seguenti: - mancata presentazione o presentazione incompleta, all’atto della richiesta di partecipazione, dei documenti richiesti dal Regolamento di Partecipazione al Programma. Benissimo: quali sono questi documenti? - presenza di “motivi ostativi”comunicati dalle Questure Benissimo: quali sono questi motivi ostativi? Ad esempio: il Ministro Maroni è pre-giudicato per resistenza a pubblico ufficiale. Potrà andare allo stadio oppure no? • sopravvenuti motivi ostativi di cui al punto precedente, con conseguente annullamento e ritiro della tessera; Idem come sopra. • violazioni del regolamento d’uso dell’impianto, regolarmente contestate, ed inosservanza delle regole del codice etico ,con conseguente annullamento e ritiro della tessera. Benissimo: dove si può avere lettura del "codice etico"? Chi ne interpreta le violazioni? Chi stabilisce l'eticità? La stessa polizia? Se, quindi, la Polizia dovesse dire un bel giorno che non è etico dare del cornuto all'arbitro, possono ritirarmi o non darmi la tessera? E se non è vero che gli ho dato del cornuto? Come faccio a provare il contrario? Se il ritiro viene eseguito ingiustamente, avanti a chi posso ricorrere? Al Prefetto che è il superiore gerarchico del Questore? Al TAR, al modico costo di almeno 1500 euro? Sul regolamento d'uso dell'impianto: se non rispetto il posto assegnato dalla tessera o se getto una carta per terra, cosa vietata dal regolamento d'uso dell'impianto, mi possono ritirare la tessera? Il regolamento d'uso, poi, è diverso da stadio a stadio o da società di calcio a società di calcio. Tra i divieti elencati per quanto riguarda lo Stadio Olimpico: - Nessuno può rimanere in piedi durante lo svolgimento della gara - Nessuno può entrare o parcheggiare ogni tipo di veicolo in luoghi diversi dalle aree destinate al loro parcheggio; - Nessuno può condurre attività commerciali o promozionali, fare mostra di materiale pubblicitario, raccogliere donazioni, se non preventivamente autorizzate e regolamentate dalle vigenti norme di sicurezza, pena la confisca del materiale oggetto di dette attività proibite; - Nessuno può gettare spazzatura, o altro materiale di scarto, in luoghi non previsti per tale scopo. Per pietà taccio sul resto. Si potrà dire che il buon senso regolerà queste fattispecie previste come motivo ostativo al rilascio della tessera del tifoso o al suo ritiro. Scusate, ma non mi fido. Carta canta, e qui c'è scritto che per queste cose posso essere interdetto (a vita?) dagli stadi. E allora: fate chiarezza, sennò fanno bene le Società di calcio a non darvi retta, mentre continuerete a svuotare inesorabilmente gli stadi.... Per finire: credete davvero che questa idea sia una esclusiva del Ministero degli Interni? Ecco qui sotto un articolo tratto da il Guerin Sportivo della stagione 1989/90, venti anni fa: |
| SPYCALCIO
(LA REPUBBLICA)
CHE TRISTEZZA vedere, già a settembre, tanti stadi semivuoti. Tristi. Così è successo dopo gli incidenti del 31 agosto, quel treno da Napoli per Roma con troppi violenti rimasti impuniti. Non un arresto, non un Daspo, non una denuncia a piede libero a Napoli (l'autore dell'articolo conosce poco la legge e va perdonato: che ne sa che non ci sono state denunce a piede libero? Gli arresti, poi, avvengono in flagranza e già ci sono stati... I daspo già sono stati emessi... perché parlano se non sanno le cose?). Da non credere: eppure in Procura, da tempo, hanno una prima informativa della Digos napoletana. Che aveva individuato un buon numero (circa 35) di violenti. Aspettiamo con fiducia. Intanto, nel week end, solo abbonati per Livorno-Pisa e Fiorentina-Bologna. Due decisioni troppo pesanti. Che puniscono ingiustamente le tifoserie e anche i club. Inoltre, oggi niente tifosi del Napoli a Udine, e a Cagliari sono juventini residenti in Sardegna. Non è finita: mercoledì, nel turno infrasettimanale, niente romanisti a Marassi col Genoa, poi niente napoletani domenica a Bologna e nemmeno bergamaschi in casa della Roma. Per il derby di Milano un solo biglietto a testa. Ma è stato scelto lo stesso metro di Fiorentina-Bologna? Non credo, forse al Viminale si erano accorti di avere esagerato. C'è la volontà però, da parte del ministro Roberto Maroni e del capo della polizia, Antonio Manganelli, di rilanciare con forza il progetto "tessera del tifoso", il telepass sempre più indispensabile per entrare negli stadi (vedi Spy Calcio del 18 settembre). Favorevoli i tifosi nel nostro sondaggio, molto meno i club di calcio. Solo due sinora si sono mossi: Inter e Milan. Le altre società? Qualcuna ha mostrato un tiepido interesse (Fiorentina, Samp, Siena, Chievo). Non pervenute le altre (Juve, Roma, Napoli, ecc.). Non costa molto, circa 50.000 euro e ci vuole circa un mese e mezzo-due per fare tutte le pratiche con Siae e Agenzia Entrate. Ma le società sono state poco sensibilizzate, sinora: per questo Antonio Matarrese ha promesso di parlarne all'assemblea straordinaria di giovedì 25 settembre. Ha sbagliato Matarrese a parlare di carceri negli stadi (inutili tra l'altro perché gli incidenti, negli ultimi anni, sono successi quasi tutti lontano dagli stadi...) ma da uomo intelligente sa che si può riparare agli errori. Per questo "spingerà" anche lui la tessera del tifoso. Speriamo che Giancarlo Abete, n.1 della Figc, faccia altrettanto. A Roma intanto, finalmente, un accoltellatore è stato preso. Dopo decine e decine di "puncigate", o peggio ancora, rimaste misteriosamente impunite, ecco che un ultrà romanista è stato arrestato e per almeno 5 anni non metterà più piede in uno stadio. Aveva accoltellato un tifoso della Reggina ad una gamba, sabato sera. Il trentottenne, sostenitore della Roma, era già stato arrestato in occasione di un derby del 2004. Sempre a Roma sta per uscire un libro su Gabriele Sandri, tifosi della Lazio ucciso quasi un anno fa (11 novembre) dall'agente della polizia stradale Spaccarotella. Il 25 settembre si saprà la sua reale posizione giudiziaria: in caso di rinvio a giudizio per omidicio volontario sarà immediatamente espulso dalla polizia. Probabile che l'avvocato dell'agente chieda il rito abbreviato. Sempre a Roma rinviati a giudizio una ventina di giovani (alcuni ancora in carcere) dopo gli incidenti successo lo scorso anno in città, come reazione per la morte di Sandri. L'impianto accusatorio si basa fondamentalmente su intercettazioni. Sarà un processo lungo. |
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Guerin Sportivo 1988/89 |
Guerin Sportivo 1988/89 |
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Bologna/Fiorentina L'Osservatorio non si agiti: è una foto di venti anni fa. So bene che lì sono ancora convinti che le Brigate Rosse abbiano appena rapito Aldo Moro ma mi ripeto... la foto è del 1988/89 e raffigura i viola (con i bomber rovesciati dal lato arancione, com'era moda per molte tifoserie dell'epoca) |
Sul Guerin Sportivo di questa settimana c'è questo interessante articolo... che riprende tutto sommato quelli di Repubblica del 1984 postati sopra... |
| REPUBBLICA
(Napoli)
Fonte: Antonio Corbo per Repubblica Viaggia con 500 mila euro di danni a bordo. Ma dov´è? Introvabile il treno che gli ultras del Napoli avrebbero distrutto. Dal 31 agosto, giorno di Roma-Napoli, i vagoni dell´Intercity Plus "Modigliani" sono inafferrabili. Come la verità di quella domenica. È l´ultimo mistero di una già nebulosa ricostruzione: per ora, pagano il Napoli e i suoi tifosi, penalizzati dalla chiusura delle curve per tre gare interne. Ma la vicenda promette un finale diverso: indaga la Procura di Napoli. L´inchiesta può dimostrare che i disordini furono enfatizzati, magari per coprire errori e responsabilità. Sarà troppo tardi, Napoli-Fiorentina esclude domani i tifosi delle curve, 11 mila abbonati hanno pagato per non vederla. Il
dirigente della Digos Antonio Sbordone ha consegnato una informativa al
pm Antonello Ardituro. Una relazione accurata, con foto e riscontri. Il
magistrato, specialista di camorra e ordine pubblico, ha subito derubricato
l´ipotesi di reato: da "devastazioni"
al più lieve "danneggiamenti". Rintracciato
dalla polizia il ferroviere «aggredito e ferito». Neanche
un graffio. La Scientifica, diretta da Fabiola
Mangoni, doveva esaminare il treno danneggiato. Impossibile.
Solo quattro vagoni sarebbero a Napoli, gli
altri in viaggio. Sono più veloci gli
inventari che i treni. Il 31 agosto, i tg del pomeriggio riferivano già
la stima dei danni: 500 mila euro. Gli Ultras, in un reportage di "Repubblica"
nel covo di via Venezia, promettono di risarcire con una colletta l´azienda.
Neanche loro hanno più visto il treno. «Girano
solo tre foto, sempre le stesse». Possibile
che sia tornato a viaggiare un treno devastato per 500 mila euro?
Se lo chiede anche la Procura. Il conto di solito va allo Stato. Pagano
i contribuenti.
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Reggiana/Spezia 1988/89 |
Bologna/Atalanta |
Bologna/Atalanta |
Renato Portaluppi con due strappone (1988/89) |
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Le mogli si scelgono, i loro parenti no. Può però succedere che risultino graditi. Persino amati. È evidente, quanto meno è augurabile, che Daniele De Rossi abbia voluto dedicare pubblicamente la sua grande serata azzurra all'uomo, al defunto, al papà di sua moglie. «Gli volevamo tutti bene», ha spiegato con ciglio umido. Una mozione degli affetti, direbbero i romantici. Il problema è che tutti gli altri italiani faticano a dissociare la figura dell'uomo, del defunto, del caro suocero, dallo spietato criminale che sotto l'occhio delle telecamere di una banca teneva una povera donna con il coltello alla gola, durante l'ennesima rapina. Con queste immagini sotto gli occhi, con tutti i simpatici resoconti sulle attività del suocero, su come si guadagnava da vivere e sull'umanità che frequentava, la dedica dell'altra sera diventa decisamente un caso particolare. Senza scomodare toni apocalittici da giudizio universale, vogliamo definirla semplicemente imbarazzante? Qualcosa di più: sgradevole. O tutte e due le cose: imbarazzante e sgradevole. Basti pensare soltanto a quello che succederà fuori dall'Italia non appena si accorgeranno chi era il destinatario dell'amorevole dedica: già non vedono l'ora di spendere parole edificanti sulla nostra moralità, questa ha tutta l'aria di una bella bistecca lanciata in un pullulare di squali. A De Rossi, sin dall'inizio dell'incredibile vicenda famigliare, va dato atto di non aver mai fatto quello che finge di non conoscere. All'italiana. Chi, quello? Lo conosco appena. È mio suocero, ma praticamente non l'ho mai frequentato... No, De Rossi ci ha messo la faccia e non ha rinnegato la parentela. Detto questo, bisogna subito aggiungere che poteva fermarsi lì, tenendo dentro i rispettabilissimi sentimenti privati. Meglio: doveva. Per semplicissimo senso di opportunità. Se non voleva farlo per spirito di servizio, poteva farlo almeno per pietà nei confronti di quella donna terrorizzata dall'amato suocero. Non bisogna però esagerare nel farne una colpa al giocatore. Che non abbia colto il senso di opportunità è solo una delle tante, naturalissime conseguenze dei pittoreschi costumi in quella zona franca di cui si è parlato nell'ultimo periodo, riferendoci alle deviazioni del calcio. Sì, prima ancora di Sacchi, la vera zona rigorosamente osservata e applicata dall'Italia è questa fuori dal campo, dove mentalità, linguaggi, atteggiamenti sono completamente diversi rispetto alla normalità. La dedica al suocero gangster non provoca alcun rossore a De Rossi perché De Rossi è abituato da sempre a dire qualunque cosa, anche la prima che passa per la testa, senza la minima preoccupazione degli effetti, perché immancabilmente ha davanti una moltitudine di tifosi adoranti e una pletora di cronisti a dir poco servili. I tifosi applaudono e urlano «grande!!», i cronisti riportano tutto come parole evangeliche. Per dire: sull'uscita dell'altra sera si sono lette cose gustosissime e acrobatiche, del tipo «la difficile dedica di De Rossi». Difficile??? A lui è risultata facilissima. Sei tu, amico e collega, che se la trovi «difficile» devi quanto meno rilevarne l'incongruenza e il peso. O hai paura che poi De Rossi non ti conceda più le sue decisive interviste? Sono le magie della zona franca. In questa zona i De Rossi crescono come idoli di borgata e si convincono - perché li convincono - che tutte le loro gesta sono comunque epiche, sputi e gomitate compresi. Non esiste più il problema di come parlare e di come atteggiarsi, di cosa dire e cosa fare: qualunque cosa è perfetta e mitica, perché creata dal loro talento inarrivabile. Possono permettersi tutto, nessuno chiederà mai conto. Anche quando sgomitano e sputano, hanno sempre dietro - come minimo - tre quarti di platea prontissima a concedere attenuanti, comprensione, distinguo, ma-se-però. C'è da giurare che anche questa volta radio e televisioni private arriveranno in soccorso con il loro tam-tam militante, al poetico grido «Ragà, De Rossi ce mette sempre er core». Va bene così, allora. Ci comunicano ufficialmente dalla zona franca che la vittoria dell'altra sera è dedicata a un signore della malavita romana. Lippi ha tentato di dedicarla agli infortunati, i Gattuso e i Gamberini, ma può mettersi tranquillo: la dedica di De Rossi, vero eroe della serata, scavalca la sua e fa cassazione. Bando alle smorfie. Ci spiegheranno i tifosi che chi prova del disagio è solo un patetico bacchettone. Non c'è niente di sgradevole e di imbarazzante: ognuno ha i suoi caduti da onorare. Per molti di loro, quel suocero resterà per sempre un eroe. |
Cristiano
Gatti? Lavora per il giornale di proprietà della famiglia del Presidente
del Consiglio, solito ad usare foto taroccate a corredo degli articoli,
come già dimostrato due giorni fa. Detto questo, il giornalista
ha da ridire con la sua stessa categoria, insultando velatamente i giornalisti
romani che per paura di mancate future interviste, non avrebbero fatto
la giusta reprimenda. Così come tra gli ultras ci sono i violenti
per natura, tra i giornalisti ci sono gli stupidi per natura. La domanda
alla madre cui è appena morto il figlio "lei come si sente?" la
fa un giornalista, un cronista, non un ultras né un calciatore né
un rapinatore. Il nostro Gatti dà atto a De Rossi di una sola cosa:
il non aver rinnegato, all'italiana, la parentela.
Come si fa a rinnegare una parentela, non è dato saperlo. Al limite si può rinnegare una conoscenza, come fece S. Pietro con Gesù. Daniele De Rossi è un ragazzo sincero. Gli si fa sotto un giornalista con lingua ormai secca e che probabilmente era lo zimbello della classe che, invece di chieder conto del gesto tecnico, gli chiede a chi dedica i due gol. Daniele cosa dovrebbe rispondere? Per quale ragione dovrebbe essere ipocrita come chi è al soldo del proprio padrone politico (e che non mangia se dice quello che pensa realmente, perché il suo padrone politico non glielo permette?). Chi buttereste giù dalla torre, Cristiano Gatti o Daniele De Rossi? Troppo facile. Lui è il nostro idolo. Ed allora, chi buttereste giù dalla torre, Cristiano Gatti o lo zio di De Rossi? Io non ho dubbi neanche stavolta. Il titolo, poi. "Quella dedica alla malavita". DDR ha dedicato i gol allo zio, non alla malavita. Mi viene da vomitare. Cristiano Gatti si metta bene in testa che il principio vale per De Rossi e per qualsiasi essere umano. E' vero che ognuno ha i suoi caduti da onorare: tu onora i tuoi, di futuri caduti, che Daniele onora i suoi come gli pare e piace. Naturalmente non c'è stato un giornalista che abbia chiesto a Matarrese: "scusi, mi spiega a cosa servono le celle se gli arrestati finiscono lo stesso in guardina?", ma tant'è. Ormai i giornalisti si limitano a raccogliere dichiarazioni. Se Matarrese dice che Cristo è morto di freddo, sui giornali non troverete alcun commento al riguardo, solo l'articolo a nove colonne "Matarrese ha detto che Cristo è morto di freddo". Non fa eccezione l'articolo di Carlo Santi. Ora, non so se sia anche di Carlo Santi un minuscolo articolo - che va commentato - che si inserisce nelle parole di Matarrese, dal titolo: GUAI A A CHI TOCCA UN POLIZIOTTO Qual'è l'impressione che dà l'articolo o che vuole dare? In Inghilterra sono severissimi, a differenza che da noi dove tutto è permesso. Io credo che un giornalista, prima di fare questi specchietti, debba porsi delle domande, visto che i suoi articoli sono capaci di indirizzare l'opinione pubblica e, conseguentemente, le leggi che vengono promulgate. Ed allora:
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Stadi di proprieta' per i club e un atteggiamento meno duro e piu' cooperativo da parte della polizia chiamata a operare durante gli incontri di calcio. Queste sono le misure che l'Uefa suggerisce all'Italia per affrontare in modo piu' efficace il fenomeno della violenza negli stadi, pur ritenendo che la strada intrapresa dal governo sia quella giusta. 'Se le squadre sono proprietarie degli impianti in cui giocano avranno tutto l'interesse affinche' non ci siano scontri o devastazioni', ha detto all'ANSA Jonathan Hill, capo dell'ufficio Uefa a Bruxelles. 'Se invece, come succede in Italia, gli stadi sono di proprieta' dei Comuni, anche la loro corretta gestione diventa piu' difficile e meno conveniente per i club'. 'Un'altra cosa molto importante - ha proseguito Hill - e' l'atteggiamento delle forze dell'ordine: mi e' capitato di vedere partite in Italia, in cui i tifosi della squadra ospite, appena entrati allo stadio, venivano affrontati in modo violento dalla polizia e questo non aiuta a migliorare il clima perche' fa crescere la tensione'. Sulle recenti misure del governo italiano in materia di lotta alla violenza in occasione degli incontri di calcio, Hill ha detto: 'Non sta a me entrare nello specifico dei singoli provvedimenti, ma penso che la strada intrapresa sia quella giusta'. (ANSA). |
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Cosa sono gli ultras? Gli studiosi si dividono, forse l'anello mancante dell'evoluzione, oppure il risultato dell'esperimento fallito di uno scienziato pazzo. Intanto sono allo studio per loro attività di recupero sociale come zoo e circhi. La riapertura del campionato di calcio italiano è l'evento più atteso dell'anno per zoologi e naturalisti di tutto il mondo, che scendono nel Belpaese armati di binocolo con la certezza di poter studiare da vicino, nel loro ambiente naturale, i più numerosi branchi di ultras del pianeta. Divisi in sottospecie (il panzone buzzurro, il magretto nevrastenico, il nazista rionale, il trucido stagionato, il ragioniere frustrato, eccetera), gli ultras italiani appassionano gli studiosi per la natura straordinariamente composita del loro comportamento: migrano come gli gnu, si nutrono come i varani inghiottendo panini dell'autogrill interi e completi di tovagliolini di carta, rosicchiano le poltrone dei treni come i ratti, si espongono nudi alle intemperie come i trichechi, sudano come il mulo, si ammassano a migliaia in spazi minimi come le termiti, mostrando le natiche in segno di sfida come il mandrillo, scrivono e leggono solo in stampatello come Alberto Tomba. La loro scatola cranica è di dimensioni simili a quelle di homo sapiens, ma il cervello, di dimensioni ridotte, galleggia in una sospensione gassosa formata da vapori di birra, pregiudizi razziali e titoli di studio polverizzati. La loro presenza sul pianeta è oggetto di un animato dibattito: secondo alcuni gli ultras sono l'anello mancante, secondo altri il frutto dell'esperimento di uno scienziato pazzo che voleva creare la razza perfetta incrociando uno spacciatore napoletano e un assessore veronese, secondo altri ancora sono la smentita vivente delle teorie evoluzioniste: ogni successiva generazione di ultras compie infatti notevoli passi all'indietro nella scala evolutiva, come si può constatare leggendo gli striscioni, scritti sempre più grossi e contenenti cazzate sempre più evidenti. Chiuso in laboratorio con striscioni bianchi e un pennarello, un giovane esemplare maschio di ultras, Beppe, ha tracciato scritte contenenti le sole due parole a lui note, 'onore' e 'infami', in tutte le combinazioni possibili. Poi ha cominciato a scrivere solo aste e quadratini. Poi a soffiarsi il naso nello striscione. Infine, ha mangiato il pennarello. Nonostante il grande interesse scientifico della specie, la presenza degli ultras nel territorio, allo stato brado, fa discutere. Gli animalisti sono convinti difensori degli ultras, ma creano disastri introducendosi di notte nei laboratori e liberandoli dai gabbioni: distante dalle fonti di cibo (l'autogrill) e separato dal branco, l'ultras non è in grado di provvedere a se stesso e soprattutto, in mancanza di nemici, si accoltella da solo seguendo il suo istinto. Un altro problema è costituito dalla vista esclusivamente frontale: abituato a fronteggiare la curva nemica, l'ultras, in qualunque situazione, punta diritto davanti a sé. Lo sa bene il personale carcerario, che quando libera un ultras deve avere l'accortezza di farlo uscire dalla parte del carcere orientata verso il suo domicilio, perché l'animale comincia a correre verso l'orizzonte urlando e minacciando un punto X situato sempre frontalmente. Tra i provvedimenti allo studio del ministero degli Interni: il lancio di quarti di bue in curva, mediante catapulte, per rabbonire i branchi più inferociti. Il recupero sociale avviando gli ultras verso attività meno pericolose, per esempio scippi e rapine. L'affidamento ai principali circhi europei, con domatori particolarmente energici, o ad appositi parchi zoologici a forma di curva dove i visitatori potranno nutrire gli ultras lanciando mele e noccioline. Infine, l'inserimento nel campionato italiano della Dinamo di Novosibirsk: seguendo la squadra in trasferta molti ultras, a torso nudo anche d'inverno, non riuscirebbero a fare ritorno. |
Cosa sono i giornalisti? Gli studiosi si dividono, forse l'anello mancante dell'evoluzione, oppure il risultato dell'esperimento fallito di uno scienziato pazzo. Intanto sono allo studio per loro attività di recupero sociale come zoo e circhi. La riapertura del campionato di calcio italiano è l'evento più atteso dell'anno per zoologi e naturalisti di tutto il mondo, che scendono nel Belpaese armati di binocolo con la certezza di poter studiare da vicino, nel loro ambiente naturale, i più numerosi branchi di giornalisti-pennivendoli del pianeta che proprio riguardo ciò che sta attorno all’amato sport nazionale sanno sbizzarrirsi. Divisi in sottospecie (il panzone saggio, il magretto colto, il leccaculo sfacciato, l’arrampicatore sociale, eccetera), possiedono tutti la stessa capacità di propinare falsità agli ingenui lettori. I giornalisti italiani appassionano gli studiosi per la natura straordinariamente composita del loro comportamento: hanno la lingua lunga come formichieri ma all’occorrenza sanno essere muti come pesci rossi , si nutrono come i varani inghiottendo le feci dei loro superiori o del politico di turno pur di non perdere il posto (ma guai a dire che sono coprofagi…), rosicchiano penne come ratti quando si sforzano per inventare, sudano come muli pur di creare scalpore più dei propri simili, si ammassano a migliaia in spazi minimi come le termiti quando accade qualcosa “degno di nota”, si mostrano ben vestiti e ripuliti come pinguini nonostante siano sporchi dentro, leggono e scrivono persino in corsivo in quanto sono semi-divinità dotate di superpoteri e non meccanici,elettricisti e muratori o ancor peggio mafiosi-pregiudicati. La loro scatola cranica è di dimensioni simili a quelle di un homo sapiens, ma il cervello, di dimensioni ridotte, galleggia in una sospensione gassosa formata da vapori di cristal o krug, pregiudizi sui comuni mortali e titoli di studio appesi nei loro studi che li rendono onnipotenti e superiori a tutti. La loro presenza sul pianeta è oggetto di un animato dibattito: secondo alcuni i giornalisti sono l'anello mancante, secondo altri il frutto dell'esperimento di uno scienziato pazzo che voleva creare la razza perfetta incrociando uno schiavo-burattino con un verme-leccaculo, secondo altri ancora sono la smentita vivente delle teorie evoluzioniste: ogni successiva generazione di giornalisti compie infatti notevoli passi all'indietro nella scala evolutiva, come si può constatare leggendo i giornali, le cazzate tendono ad aumentare in conseguenza dell’espandersi della razza (la soluzione potrebbe essere sterilizzarli come animali domestici per evitare la riproduzione? chissà!) . Chiuso in laboratorio con fogli bianchi ed una penna, un giovane esemplare maschio di giornalista, Michele, ha tracciato scritte contenenti invenzioni, menzogne, falsità, bugie, fandonie, frottole…solo per poter vendere una copia in più, solo per far contento il suo superiore, solo per far contento il politico di turno, solo per distogliere l’attenzione da problemi ben più gravi, solo per prendersela con chi si sente libero a differenza sua, solo per prendersela con chi ha una passione che sia diversa dal suo banchettare circondato da veline puttane e nani da giardino. Poi lo vediamo pulirsi il naso sporco di polvere bianca, poi lo vediamo camminare claudicante dopo un intervento da tergo di un “uomo” di nome Patrizia. Infine, mangia caviale fiero di se stesso e si lecca i baffi. Nonostante il grande interesse scientifico della specie, la presenza dei giornalisti nel territorio, allo stato brado, fa discutere. Gli animalisti sono convinti difensori dei giornalisti, ma creano disastri introducendosi di notte nei laboratori e liberandoli dai gabbioni: distante dalle fonti di cibo (le natiche di politici e/o datori di lavoro) e senza la sua penna in mano, il giornalista non è in grado di provvedere a se stesso. Se invece si trova in astinenza da scoop scrive quello che legge dal suo simile inserendoci solo qualche parolina in più che renda il tutto più interessante. Un altro problema è costituito dalla vista esclusivamente frontale: abituato a sottostare agli ordini, il giornalista, in qualunque situazione, punta diritto davanti a sé, inventa cazzate contro obiettivi precisi e narra storielle inventate che farebbero invidia persino a Collodi pur di colpire il bersaglio assegnatogli. Tra i provvedimenti allo studio del ministero degli Interni: la consegna di caviale,cocaina, e donnine di facili costumi, per rabbonire i cazzari più deliranti. Il recupero sociale avviando il giornalista verso attività più adatte a loro, per esempio la letteratura per bambini o quella fantascientifica. L'affidamento ai principali circhi europei, con domatori sordo-muti per non incappare nei loro racconti privi di fondamento alcuno, o ad appositi parchi zoologici a forma di scrivania dove i visitatori potranno nutrire i giornalisti lanciando monetine . |
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IMPRONTE AI ROM - Del Colle cita gli interventi della Chiesa e del Papa sui «nuovi razzismi», emergenti in Europa a causa degli immigrati «in buona parte clandestini a cui non si sa fare fronte se non in termini di accentuata difesa della sicurezza dei suoi cittadini». Il direttore accusa tutti gli organi d'informazione nazionali, eccetto Avvenire e Osservatore Romano, di non aver nemmeno citato il recente congresso mondiale promosso in Germania dal Pontificio consiglio della pastorale per i migranti e gli itineranti con tema La realtà religiosa della gioventù zingara e le relative sfide per la Chiesa. In un contesto, come quello attuale di «contraddizione fra la morale universale e la morale personale», come scritto da Ferdinando Camon sulla Stampa, conclude Del Colle, «la critica ai progetti dei governi è un’arma efficace per cercare le soluzioni più giuste e più umane. Magari nello spirito di quella "nuova generazione di politici cattolici" auspicata da Benedetto XVI».
ULTRÀ
- Nel successivo articolo si prende spunto dagli incidenti causati dagli
ultrà del Napoli nella prima domenica di campionato per constatare
che «passano i ministri, cambiano i governi ma gli ultrà godono
della stessa impunità. I tifosi sono tanti, e votano (non sono rom
o extracomunitari!)». Quindi «il calcio non si tocca! È
meglio blandirlo, coccolarlo, perdonarlo e... magari comprarlo»,
con un riferimento abbastanza chiaro al presidente del Consiglio Silvio
Berlusconi, proprietario del Milan. Si chiede Famiglia Cristiana: «Può
una società civile offrire al "dio calcio" morti, feriti, treni
devastati e città messe a soqquadro? A maggior ragione con un governo
che ha vinto le elezioni sulla sicurezza e fa della "tolleranza zero" la
sua missione. Davvero strano che si sia fatto sorprendere dai gravi fatti
di Napoli! Sarà perché troppo impegnato a censire e schedare
rom o a respingere gli immigrati, additati come "il pericolo numero 1"
del Paese?». Non «si può essere forti e arroganti con
i deboli (rom e immigrati), e pavidi e impotenti con chi tiene in scacco
lo Stato e detta le sue leggi in vaste zone del Sud (vedi camorra, ’ndrangheta
e mafia)». Poi un invito al ministro dell'Interno Maroni: «Sarebbe
meglio se censisse questi violenti e incivili ultrà, e prendesse
loro le impronte digitali e arrivasse a sciogliere le tifoserie organizzate,
anche se ciò può dispiacere ai padroni del "circo calcistico",
tra i quali si nascondono complici, favoreggiatori e pavidi», invece
che «far apprire più sicure le nostre città con il
censimento dei rom e i 3 mila soldati sparpagliati su tutto il territorio
nazionale». Oltretutto, conclude Famiglia Cristiana, «costi
e stipendi dei calciatori (anche mediocri) sono ormai "immorali": un vero
schiaffo alla povertà del Paese».
http://www.sanpaolo.org/fc/0837fc/0837fc05.htm
Passiamo
alle e-mail: "ciao lorenzo, dopo un pò
di riflessione sui fatti di roma napoli volevo scriverti un mio pensiero.
Sono molto preoccupato in questa occasione, rispetto alle altre (derby
sospeso, incidenti dopo l'uccisione di gabbo ecc ecc), perchè prima
le parole dette dai veri mezzobusti televisivi o
scritte
dai vari pennivendoli venivano supportati da immagini che dimostravano
che realmente fosse successo qualcosa al limite della legalità (
e quindi giustificavo l'opinione pubblica che,nn conoscendo determinate
situazioni e contesti, si scandalizzava).questa volta no.
le
uniche immagini che girano sono quelle dei naples che si affrettano ad
uscire dalla stazione, una torcia fuori lo stadio e un finestrino del treno
rotto.anche di fronte all'evidenza assorbono tutto,ma si può essere
così coglioni?possibile che gli italiani si siano rincoglioniti
a tal punto?siamo arrivati così in basso? scusa lo sfogo.saluti.Michele".
Altra
e-mail di Davide: "Ciao lorenzo, decido
di scrivere dopo un periodo di attenta riflessione che ha seguito una profonda
rabbia, un’ acuta frustrazione ed una perenne malinconia.
Il
mondo ultras è alla deriva, ma affermare ciò è riduttivo,
poiché oggi, qualunque movimento d’ espressione puro, vitale ed
anticonformista è osteggiato da perbenismo, apparente benessere
ed indifferenza. Ciò rende quindi ogni forma primariamente istintiva,
che sia balorda, passionale, animale o romantica, ad esser considerata
pericolosa nei confronti di quel vano equilibrio che si è creato.
Di conseguenza tutto ciò è portato ad esser bollato fuorilegge
e quindi da eliminare. Distruggere l’ espressione emotiva, la vena artistica,
l’ eroismo di tempi che furon, annientare le opposizioni per quanto già
evanescenti, sradicare sul nascere qualunque cosa si muova o respiri fuori
dagli schemi prestabiliti da chissà chi e chissa dove. Evitare persino
che dopo le 10 di sera più di due persone possano sedersi su una
stessa panchina nel parco pubblico di chissà quale città
del nord (chissà quale azione sovversiva potrebbero mettere in atto)
tra tutti gli assurdi ed odiosi divieti questo ha rappresentato per me
l’ inverosimile, l’ ineccepibiler: il frutto della stupidità di
chi siede su quelle fottute sedie rosse nelle aule del Parlamento.
Questo
breve e tedioso incipit esula solo in parte da ciò che voglio dire.
Perché io cammino per strada, impallidisco davanti ai divieti, vincoli
e restrizioni. Più te vieti, più io accetto in silenzio.
Te vieti ancora e il sangue inizi a ribollire. Te vieti ancora ed io esplodo.
Te mi rinchiudi, mi incateni, vuoi annichilirmi. Ed allora otterrai due
possibili risultati. Nel primo caso mi porterai all’ annullamento dell’
io, vivrò da autorepresso, inconsciente della mia schiavitù,
accontentandomi delle subdole carote che te mi darai, conducendo una vita
frivola chiuso in una gabbia che non voglio vedere. Ma nel secondo, stanne
certo, se te non mi porterai alla morte cerebrale, sarò io ad annientarti
e, ogni giorno a sputarti in faccia. E allora diceva Geppo, perché
non dovrei spaccare la stazione quando un caffè costa 1200 lire.
ti dico io perché quando il barista ci stappa una birra
nel bicchiere di plastica a 5 euro allo stadio io non dovrei buttartelo
in faccia quel bicchiere. Perché sopportiamo ancora, perché
se siamo così tanti, deboli nella nostra solitudine, non ci compattiamo
e creiamo qualcosa che sia grande, forte, invincibile, smettendola con
queste inutili chiacchiere sui forum (io in primis).
Ciò
che è successo a Napoli non è stato un complotto del KGB,
ma semplicemente il frutto dell’ incompetenza del belpaese condito con
il malcostume e l’ ignoranza (perché trattasi di ignoranza) di non
50 o 100 tifosi, ma di una buona e considerevole fetta. Li giustifico,
almeno in parte. Non comprendo la stupidità nel distruggere il treno
e lavARsene le mani, perché SE ERAN STATI I 4 gatti che dicevano,
quanto ci avrebbero messo a sbatterli giù dal treno gli stessi tifosi?
Ho provato disgusto nel vedere la gente che descriveva i napoletani come
bestie (la stessa gente che poi punta il dito contro la nostra Curva, quando
nella foga di un ironico municipalismo, inneggia ad un risveglio del Vesuvio)
solo perché aveva visto le immagini di quell’ orda imbestialita
che cantava e correva. E Ricordo quando 2 anni fa ad Imola, in direzione
Heineken Jammin festival io con una ventina di tizi conosciuti sul treno
alzammo una canzona dei Metallica e la gente sorrideva. Era esattamente
la stessa cosa, si rincorreva un sogno, una fede, una passione che ti ammalia
e ti trascina e che, per pochi istanti, ti rapisce. Ma loro erano tifosi.
Questa
discussione è sterile, perché sinceramente mi stanno a cuore
altri argomenti anziché continuare a parlare di guardie, Curva A,
e treni divelti. Vorrei farti un invito Lorenzo, te, come nessun altro
puoi esser considerato il faro del tifo giallorosso, almeno dal punto
di vista telematico. La rabbia, la repressione è tanta, aleggia
nell’ aria qualcosa di grande che deve uscire. Compattezza, solo quella,
passione e compattezza. Tiriamolo fuori per l’ ultima volta, o per un nuovo
inizio, quel guaito del lupo che è chiuso in una gabbia troppo stretta.
Organizziamola un’ASSEmBLEA per una curva diversa, ribelle indomita e giallorossa.
Distruggiamo i tornelli, scavalchiamo, entriamo senza biglietti, ma anche
semplicemente tiriamo fuori sciarpe e bandiere, fumogeni uno per ogni persona
ed anneghiamo in un candido fumo giallorosso che ci risveglierà.
FREE YOUR SPIRIT ENJOY YOUR LIFE FUCK THE RULES
Davide
20 anni curva sud". Per rispondere a Davide:
temo sia tardi. Non si può cambiare l'evoluzione dei costumi. E'
una lotta contro il futuro assolutamente impari. Per dirla con i Clash
dei bei tempi: "I fought the law, and the law won". Non resta che scagliarsi,
con il massimo disprezzo, contro quelli che prima la cantavano, questa
canzone, ed ora sono i carnefici di un movimento che si è comunque
autodistrutto rinnegando i suoi valori.
Dove
si vede la Roma a Lisbona?
|
Un'altra versione dei fatti. I media raccontano come atti di violenza all'inizio del campionato di serie A abbiano di nuovo danneggiato l'immagine del calcio italiano. Da fonti di agenzia di stampa si apprende che 1500 Ultras Napoletani assaltano un treno alla stazione di Napoli e costringono a scendere 300 passeggeri. Inoltre avrebbero ferito quattro controllori di Treni Italia e avrebbero danneggiato e saccheggiato le carrozze. All'arrivo a Roma Termini avrebbero acceso bombe carta e usato gas lacrimogeni mentre erano scortati dalle forze dell'ordine ai Bus verso lo stadio. Trenitalia parla di danni sui 500.000 euro. Reinhard Krennhuber capo redattore della rivista calcistica "ballesterer" fm accompagnato insieme al collega Jakob Rosenberg ha viaggiato insieme agli Ultras Napoletani in trasferta verso Roma e prende posizione in un intervista al derStandard.at sui fatti accaduti. "Ballesterer fm" prenderà posizione in un articolo che uscira il 7 ottobre sulla crisi nel calcio italiano e specialmente rapportando i fatti della partita roma - napoli. derStandard.at: Lei e stato un testimone oculare dei fatti successi alla stazione di Napoli ci racconta cosa in realtà è successo? Krennhuber:
derStandard.at:
Krennhuber:
derStandard.at:
Krennhuber:
derStandard.at:
Krennhuber:
derStandard.at:
Krennhuber:
Articolo
tratto dal sito 7° potere:
trasferta, adducendo a questa scelta motivazioni di tipo fideistico. Suonano un po' come "ve lo facciamo fare per vedere se fate i bravi". Come la maestrina dopo la tiratina d'orecchie all'alunno irrequieto. Una scelta dalle risonanze bibliche. Gesù Cristo tentato dal demonio. Vediamo di quanta fede sei dotato se ti offro denaro, successo, potere. Che Roma - Napoli fosse una partita a rischio, lo sapevano anche i fili d'erba del campo. D'accordo con le iniezioni di fiducia ma, soprattutto dopo i precedenti degli ultimi anni, la scelta appariva un tantino azzardata. Altro che Gesù e Satana. Qui si tratta di mettere un pedofilo appena scarcerato dopo una condanna per stupro di minore, a lavorare in un asilo nido. Così ti chiedi: quante misure di sicurezza adopereranno? Chissà quanto la macchina statale farà valere la sua efficienza. Dopo la partita col Vllaznia di Coppa Uefa, il tifo organizzato partenopeo fa sapere che si muoverà verso la Capitale in treno, ritenuto il mezzo più veloce e sicuro. Infatti, convogliando tutti i tifosi in un'unica direzione, sarebbe stato più semplice anche per le forze dell'ordine tenerli sotto controllo, evitando così scontri con gli ultrà romanisti. Il venerdì precedente alla partita, gli stessi gruppi organizzati cercano un incontro con i rappresentanti di Trenitalia per predisporre un treno speciale per soli tifosi. Misura adottata tante volte negli anni passati, ma che stavolta l'azienda dei treni si rifiuta di accettare. In più, viene diramato un comunicato in cui si consiglia ai tifosi del Napoli di non viaggiare in treno per recarsi allo stadio. Questa la situazione a quarantotto ore dal match. Facciamo
un balzo in avanti, a domenica 31 agosto, nelle ore successive alla
partita. I media lanciano una serie di servizi infuocati in cui si
parla di guerriglia urbana, scontri, devastazioni,
E le immagini dei danni? A
questo link è possibile visionare le foto che circolano in rete.
Rari i filmati dell'Intercity Plus dopo la cosiddetta "devastazione".
Ma cosa è successo veramente domenica scorsa? In
base ai resoconti forniti da alcuni tifosi presenti ai fatti e rilasciati
a "Notte Azzurra" su Radio Marte, al Tg1 e in molti forum dedicati, uniti
ai filmati non istituzionali presenti su youtube, si
Partiamo dalla stazione centrale di Napoli. Secondo
Sky Sport 24, una parte dei tifosi azzurri era presente in stazione
già dall'alba, intorno alle sei e trenta. Ciò smonta la
teoria secondo cui il treno sarebbe partito tardi perché orde di
tifosi si sarebbero accalcate alla stessa ora in prossimità dei
binari.
Ed
ecco crollare il terzo punto, ossia il sequestro del treno. Se Puglisi
si è complimentato con i gruppi organizzati, vuol dire che
nessuno ha usato violenza contro il resto dei passeggeri. Dai racconti
della gente presente quella mattina in stazione (incluso
il giornalista austriaco dell'intervista precedente, senz'altro non parte
in causa, n.d.L.), emerge che sono stati
bensì i dipendenti di Trenitalia a consigliare di cambiare treno
e sono stati persino aiutati a scendere dai suddetti tifosi. Proprio
contro la compagnia ferroviaria, il tono del questore di Napoli è
sembrato più critico: "Era una giornata particolare per Trenitalia
che ha dovuto fare i conti con una disponibilità non immediatamente
sufficiente. I numeri non ci hanno aiutato, la capienza non sufficiente
subito ci ha creato qualche problema di gestione della folla".
|
| I
gruppi della Curva Nord desiderano chiarire alcuni punti sulle notizie
apparse oggi sui quotidiani locali. Riguardo al servizio mandato in onda
dal Tg1, e riportato sui giornali locali, in cui si dice che le bancarelle
in piazza del Duomo venderebbero ai tifosi armi tra cui coltelli a serramanico,
stelle ninja, pugnali con le svastiche, addirittura definendo tutto questo
armamentario “il kit del tifoso”, vogliamo chiarire che tutto questo è
ovviamente assurdo e fantascientifico. Riteniamo già assurda la
vendita di tali “souvenir” , ma in particolare ci preme rimarcare che la
Curva di Pisa, come tutti dovrebbero sapere, è l'opposto di tutto
questo. Noi ci siamo sempre battuti contro le lame, quest’armamentario
non fa parte della nostra mentalità ed è assurdo anche trovarci
a commentare una simile infamia.
Per quanto concerne invece le dichiarazioni dell'Osservatorio, che dicono che “La tifoseria pisana sarà tenuta sotto stretta osservazione”, noi non siamo stupiti. Da un po' d’anni ci tengono sotto “stretta osservazione” a causa della nostra lotta contro il loro decreto anticostituzionale. Prove sono le diffide emanate per lo striscione “Giustizia per Gabriele”, per la cartaigenica, per un tamburo, per essere fuori posto, per lo sventolio di bandiere. In più adesso si avvicina il derby col Livorno: già l'anno scorso ci hanno negato Spezia, chissà come gli ha dato noia la nostra pacifica protesta sotto la prefettura di La Spezia, o l'essere usciti dallo stadio a Verona di fronte al sopruso di farci levare uno striscione che aveva la sola colpa di chiedere giustizia per un ragazzo freddato con un colpo di pistola alla testa. Questo nostro modo di protestare e di non abbassare mai la testa dà palesemente fastidio ai santoni dell'Osservatorio. A Loro, che si vantano di fare leggi per la sicurezza, chiediamo: avete voluto abolire i treni speciali nel nome di non so quale sicurezza, credete che con uno o più treni speciali alla stazione di Napoli si sarebbe parlato di “passeggeri spaventati e fatti scendere dal treno” o di duemila napoletani fermi quattro ore in stazione alla ricerca di un treno che li portasse a Roma? Con questo non vogliamo giustificare i danni al treno, ma ci sembra che certe scelte fatte dalle autorità competenti siano tanto assurde da farci pensare che siano prese apposta per far succedere un tale “casino mediatico” la prima di campionato così da fornirsi di un alibi per la tolleranza zero verso tutti i tifosi durante il campionato. Curva Nord Maurizio Alberti |
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