WACKER INNSBRUCK
RED BULL SALZBURG JUNIORS
2-2

Da diversi anni trascorro una parte delle ferie nel Tirolo austriaco e quest'anno è stata l'occasione giusta per andare a vedere partite di seconda, terza e quarta serie, in modo per vedere come funzionano le cose in Austria.
La partita prescelta è FC Wacker Innsbruck / Red Bull Salzburg Juniors e si gioca alle ore 18.00 di Sabato 23 agosto 2008.
Il Red Bull Salzburg è la squadra "B" del Red Bull Salzburg che gioca in prima divisione.
Il nome della squadra - che prima si chiamava Austria Salzburg - è ora di uno sponsor e la sua storia è l'emblema del calcio moderno:
"Storicamente conosciuta come SV Austria Salisburgo (SV Austria Salzburg), ha cambiato nome, colori sociali (da bianco viola a bianco rosso blu, come la simpatica bevanda) e gagliardetto nel 2005 col passaggio di proprietà alla società austriaca di bevande Red Bull, situazione che ha creato forte malcontento nella tifoseria e che l'ha divisa fra coloro che comunque sostengono la squadra rivoluzionata e coloro che non l'accettano. Quest'ultimi hanno fondato una nuova SV Austria Salisburgo, che gioca nel campionato dilettanti"

(sito Red Bull: http://www.redbulls.com/index.php#pid_1111_lang_de; qui c'è la campagna dei poveri tifosi dell'SV Austria Salzburg espropriati della propria squadra da questa bevanda che vi invito a boicottare fino alla morte: http://www.violett-weiss.at/index.en.php ; poi un articolo in inglese su "Il calcio moderno e la morte della storia" http://www.violett-weiss.at/img/20060113FSF.pdf e, per finire, il sito del SV Austria Salzburg rifondato, linkato già alla pagina in cui scrivono della incredibile storia: http://www.austria-salzburg.at/A-Bitter-End-and-a-New-Beginning.55.1.html)

Non ci sarà traccia dei tifosi ospiti (dei quali evidentemente non posso avere alcuna stima), che seguono la prima squadra, visto che la seconda non può comunque salire, per regolamento, in prima divisione.
Arrivo allo stadio Tivoli alle 17.35, senza aver acquistato il biglietto in prevendita, tanto non ce n'è bisogno e in Tirolo non ci sono idiote limitazioni all'acquisto dei biglietti - non nominativi - anche il giorno della partita. Un qaurto d'ora di fila e la gentile impiegata dietro lo sportello mi chiede quale settore voglio, Con il suo computer portatile, mi stampa un biglietto di Tribuna Ost (15 euro) per me e uno (costo 0 € per mia figlia Livia di 5 anni).
La fila per entrare nel settore è nulla, vi sono alcuni stewards abbastanza grossi che mi guardano e mi lasciano passare senza problemi.
Quattro poliziotti sorvegliano la scena. Le cose che vengono fatte lasciare fuori, in appositi raccoglitori, sono un paio di caschi per moto e qualche bottiglia che può essere ripresa alla fine della partita. Prima di entrare posso vedere che nella gradinata nord (Tivoli Nord), occupata dai due gruppi ultras di Innsbruck, Nord Pole (NPI) e I Furiosi, i ragazzi hanno una specie di bancone esterno che funge da punto di coordinamento per le eventuali coreografie.
Lo stadio, ad occhio e croce, può contenere circa 40.000 spettatori ma di fatto è assai più che semivuoto. Il settore più caldo, la Tivoli Nord, appunto, è piena per un quinto ed i sostenitori ultras sono radunati in un quadrato.
Possono stare tranquillamente in piedi, visto che sono stati messi degli alti frangifolla che consentono di assistere alla partita in piedi in sicurezza (per me non ci sarebbe bisogno nenache dei frangifolla ma tant'è), a dimostrazione che lo stadio "all'inglese" è concettualmente superato.
Nel loro settore uno stendardo dell'Eintracht Frankfurt, con il gruppo ultras del quale sono evidentemente gemellati.
Mi accomodo in Tribuna Ost, ognuno può sedersi dove vuole, nonostante i posti numerati. E' scritto sul biglietto. All'esterno, nell'antistadio, c'è un vero e proprio pub dove si può bere quel che si vuole. All'interno quelli che noi chiameremmo "bibitari" girano con delle ciambelle da sgranocchiare e birre alla spina in bicchieri di plastica, oltre a pop corn e patatine. Il tempo è sereno, anche se verso la fine del match pioverà un poco.
Inizia la partita e, ovviamente, sono solo i ragazzi della Tivoli Nord a catalizzare l'attenzione con un tifo all'italiana di ottima fattura. Striscioni, bandieroni (tra cui uno con l'effigie di Jim Morrison dei Doors), uno striscione di carta che paragona la propria squadra ad una nave senza timoniere. In Tribuna, silenzio assoluto e molto spesso lo sguardo degli spettatori anziché seguire il gioco - non eccelso - delle squadre in campo si volta sulla destra per vedere l'agitarsi della Tivoli Nord.
A fine primo tempo lascio i miei posti e, con grande sorpresa, noto che il cancello interno che separa la tribuna dalla curva è del tutto aperto e consente a chiunque di passare liberamente da una parte all'altra. Ovviamente non riesco a resistere e con mia figlia (già sensibile al fascino del tifo, ritenuto più interessante del gioco espresso) entro per un paio di minuti nel settore Tivoli Nord, per vedere più da vicino le facce e l'ambiente.
Al muro hanno affisso un volantino per la coreografia, effettuata con dei fratini di colore verde.
Dopo aver rischiato di perdere (1-0; 1-1; 1-2) la squadra locale riesce a pareggiare all'ultimo minuto, e così la partita finisce con i giocatori neroverdi in trionfo sotto la Tivoli Nord ad abbracciare il proprio pubblico più fedele. Poi vanno a salutare la tribuna ove mi trovavo io, nonostante la pioggia battente, ed infine se ne vanno negli spogliatoi. Rivado nel parcheggio sotterraneo gratuito costruito sotto lo stadio (€ 2,5 per chi non ha l'abbonamento) e in 10 minuti sono fuori dallo stadio.

La Tivoli Nord
La gradinata opposta, deserta
La Tribuna West
Il gol del Wacker Innsbruck su punizione
Antistadio nell'intervallo
Cancelli aperti tra il settore della tribuna e la tribuna. Ognuno resta comunque nl proprio settore, diviso per passionalità
Caschi ed oggetti lasciati all'ingresso
I pochi poliziotti
Il gol del pareggio, al 90°
La squadra saluta i propri ultras
La squadra saluta la tribuna

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SC SCHWAZ / WSG WATTENS 2-1
Prima della partita di Innsbruck, però, il 19.08.2008 alle ore 19.30 avevo visto un derby tra due squadre di terza divisione, lo Schwaz e il Wattens, distanti pochi chilometri. L'ingresso nel minuscolo stadio costa 7 euro e ci si può accomodare nella tribuna coperta, in quella scoperta composta da tre gradoni o, come ho fatto io, a bordo campo, appoggiati ai tabelloni pubblicitari. Non c'è un poliziotto, né security. C'è solo un inserviente dello Scwaz che gira più o meno dove sto io controllando eventuali portoghesi che potrebbero entrare dalla pista ciclabile, che ha una porta aperta dalla quale chiunque può facilmente accedere. Anche da fuori la partita si può tranquillamente vedere. Tifosi che guardano la partita da fuori: 4, poi divenuti 0 nel secondo tempo. Inserviente inopoeroso se non per mandare fuori dal recinto un signore che era entrato credendo che l'ingresso fosse libero. Tifoserie non organizzate e mischiate nella tribuna coperta (lo si capirà al gol del Wattens). Bar che offre wurstel e birra a volontà. Nel secondo tempo un tipo collassa in tribuna, Nessuno si muove. Arriva un'ambulanza e, nell'indifferenza generale, l'uomo viene portato via con barella e maschera d'ossigeno. Il concetto è semplice: "io faccio il tifoso e non il medico, è stata chiamata l'ambulanza, perché debbo interessarmi se tanto non posso fare nulla?". La partita, iniziata con il vantaggio del Wattens (cittadina sponsorizzata da Swarosky, il cui museo dei cristalli è la maggiore attrazione della cittadina), termina con la vittoria nei minuti finali dell'S.C. Schwaz, il cui centravanti dopo il gol da un calcio al tabellone pubblicitario vicino al mio abbracciando i suoi tifosi accanto a me.
Calcio d'altri tempi, senz'altro fantastico vedere una partita di calcio a bordo campo con un paio di lager.
Il gol della vittoria dell'S.C. Schwaz, nel finale

FC ACHENSEE / TUX 6-4
Dopo la partita di Innsbruck, invece, mi sono andato a vedere la squadra della mia località di vacanza, l'F.C. Achensee, che regolarmente vado a vedere quando sto da quelle parti. Gioca nella West Regional Liga, una serie D su base regionale. Hanno sostituito il terreno di erba con quella sintetica (peccato!) e giocano in un impianto sportivo vicinissimo allo splendido lago di Achensee (1000 metri di altezza), appunto, sui cui si affacciano tre piccole cittadine. L'impianto è minimale, nel senso che ha delle recinzioni dalle quali si può vedere la partita anche senza pagare il biglietto. Eppure nessuno lo fa. Si pagano 2,5 € e si entra in una tribunetta di quattro gradoni e una tenda coperta in caso di pioggia. Oggi si gioca contro il Tux, un'ora di macchina, squadra che proviene daq Hintertux, Alpi a ridosso dell'Italia ma sempre in Tirolo. La partita è ricchissima di reti, complice un vero e proprio nubifragio che, a tratti, investe il piccolo impianto sportivo. Stoicamente, pur senza ombrello ma con una nuova giacca a vento impermeabilizzata mi rifiuto di andare sotto il tendone e rimando accanti ai pochi tifosi del Tux (credo parenti e amici) che ben più attrezzati assistono al match da seduti nonostante il nubifragio. In questo vi è l'evidente superiorità rispetto al tifoso del Bayern Munchen , con tanto di fascia al braccio e faccia da "astinenza da calcio" come il sottoscritto che resiste fino al livello di "pioggia moderata" per poi andarsi a riparare. Ho la prova della assoluta impermeabilità del giaccone e, in una partita straconfusa e senza traccia del benché minimo tifo (se non urla isolate ed applausi ai gol), mi vedo comunque 10 gol e un insulto di un giocatore dell'Achensee a un signore tifoso del Tux che si divertiva a prendere in giro i locali. Anche qui un paio di pinte non fanno male.
Sequenza reti: 0-1  1-1  2-1  3-1  3-2  4-2  5-2  5-3  5-4  6-4.
Il Tux passa in vantaggio
Il rigore calciato da Stefan
Punizione del Tux
L'ultimo gol dell'Achensee, sotto il diluvio.

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