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13576
Le partite gratuite per i minori degli anni 14
nella stagione di Serie A 2007/08... 
teniamo il conto!
1
Roma/Siena
ore 15.00
2
Roma/Dinamo Kiev
ore 20.45
3
Roma/S. Lisbona
ore 20.45
4
 Roma/Cagliari
ore 20.30
5
Roma/Udinese
ore 15.00
6
 Roma/Manchester Utd
ore 20.45
7
Roma/Sampdoria
ore 20.30
 

IL BLOG DI CRISTIANO MILITELLO
DOVE SEGNALARE I SOPRUSI
http://blog.striscialanotizia.fabbricadigitale.it/

Il sito viene aggiornato ogni sera, verso la mezzanotte o poco dopo. 
A volte anche verso le 15.00. Il sabato non ci sono regole. Dopo le partite, le foto vengono inserite dopo circa due ore, salvo imprevisti.
"Non sempre i ribelli possono cambiare il mondo. Ma mai il mondo potrà cambiare i ribelli" (Alain de Benoist)
"Una volta nel gregge, è inutile che abbai: scondinzola"
(Anton Cechov)
Daspa il giocatore
Giustizia per
Gabriele Sandri


4 gennaio (pomeriggio): inizio ad inserire il materiale datomi da Enrico. Inizio con gli adesivi del CUCS, grazie ai quali ho iniziato la pagina 4. Per i giornalisti: sono di 20 anni fa, quindi se vedete pistole e coltelli sappiate che stiamo parlando del passato (e cioè del panino con la frittata). Ne ho inserito qualcuno anche nelle pagine precedenti.
Una e-mail di Gabriele: "Ciao lorenzo, ti segnalo un personaggio che mancava: http://it.youtube.com/watch?v=yl_OP4cTXtI
Si dovrebbe chiamare Giorgio Bianco (qualche suo libro su questo link): , in questo video ci fa la morale dopo la morte di Sandri.
Per lui è tutto un problema economico, sarebbe il caso che qualcuno (non certo noi tifosi, ma le società di calcio) incominci a dire a sta gente che il calcio ha mandato avanti economicamente lo sport in italia per decenni e decenni (con il totocalcio ad esempio) e che è un settore che da lavoro a parecchia gente (dal calciatore a quello che lavora in tipografia per il corriere, dal medico sociale a quello che lava le magliette, e così via) quindi "le guardie" fanno parte del sistema. Leggi anche i commenti che fa sotto al video, riporta una serie di inesattezze spaventose, dice ad esempio che Sandri fu diffidato, ma dimentica di dire che la diffida era stata revocata e il procedimento archiviato solo due mesi più tardi. Saluti e buon anno".
Sì, in effetti questo ci mancava. Prima di formulare giudizi ho ascoltato fino all'ultimo secondo il suo breve monologo, in cui per riparare l'ovvia accusa di perbenismo mette le mani avanti dicendo che ha scritto un libro contro il "politically correct". Bene, evidentemente non basta scrivere un libro per cambiare una persona. Anzi, dissimularsi dietro un libro per poi portare avanti tesi basate solo sulla lettura dei giornali di regime è una contraddizione in termini.
Al di là della libertà di opinione, quindi, credo che personaggi del genere si qualifichino da soli e forse potrebbe fargli bene leggere la splendida intervista raccolta da Tonino Cagnucci al fratello di Gabriele Sandri su "Il Romanista" di oggi (a proposito, degno di nota anche l'articolo di Stefano Faccendini sul modello inglese). Tra Gabriele Bianco e la massaia di Vigevano non c'è molta differenza. Ciò che pende a favore della massaia di Vigevano è che la stessa non avrebbe l'ardire di scrivere un libro sul politicamente corretto: si fermerebbe - giustamente - a un buon ricettario.
Per ciò che riguarda l'articolo di XL che mi è stato segnalato oggi (vorrei evitare di dar soldi al giornale, chi me lo può scannerizzare?), con una tiratina di orecchi mi viene scritto da Firenze: "Non so se hai taciuto appositamente, perchè da conoscitore di musica credo tu lo conosca...eventualmente invece fosse fuori dai tuoi generi preferiti, ti dico che Philopat è considerato forse l'unico "profeta" del punk in Italia, se non il primo.
http://it.wikipedia.org/wiki/Marco_Philopat
Questo è un suo libro, la biografia dovrebbe chiarire molte cose. http://schiuma.blogspot.com/2004/12/marco-philopatcostretti-sanguinare.html".
Purtroppo non lo conoscevo. Anche se musicalmente ho sempre amato il punk, non ho mai apprezzato - ahimé - il punk italiano e quindi non ho mai seguito la scena italiana (al limite, solo quella romana) se non per qualche gruppo particolarmente bravo che mi aveva colpito con qualche pezzo (ad esempio i milanesi PHP, in ambito più hardocre che punk, hanno tirato fuori qualche pezzo degno di nota...). Quindi solo ora apprendo - e colmo la lacuna - che Philopat è sostanzialmente il Perciballi milanese (leggendo gli articoli segnalati capirete di chi sto parlando) e quindi, concordo con chi mi ha fatto la segnalazione, credo proprio che il mondo descritto da Philopat è senz'altro esistito ma negli anni '80, vale a dire 20 anni fa. Non avendo letto l'articolo non so se questo è chiaro o se lo si vuole spacciare per contemporaneo, fatto sta che spacciare Philopat per un "bravo ragazzo" dovrebbe inorridire lui stesso.
Aggiornata la pagina delle tessere del CUCS, anche con alcune delle sezioni. Le foto di Enrico, invece, inizio a metterle in questa pagina per poi riportarle nelle rispettive sezioni.
Dove si può cantare ancora in Inghilterra? Senz'altro al pub! Ecco i tifosi del West Ham United prima del match con il Tottenham allo strocio Boleyn pub (p.s.: non lo fate sapere a Fuccillo sennò si lamenta che non può andare al Boleyn, non può comprare un cellulare dentro al pub e non può bersi una birra in santa pace quando va a Londra, perché tra 10.000 pub, lui DEVE andare al Boleyn, perché DEVE poter comprare lì un cellulare!). Se scopre che esiste un pub così scrive alla Regina chiedendole di alzare i prezzi per una lager, così questa gentaglia non ci potrà più andare e lui potra andarci con la sua famiglia. Proprio al Boleyn, perché lui vuole andare SOLO al Boleyn. E qui aspettano, sempre al pub, il fischio finale contro il Manchester United. Ecco dove sono finiti i veri tifosi in Inghilterra.
Poi, visto che mi è stato chiesto com'è andata la trasmissione su MTV che è andata in onda una settimana fa: non vi siete persi niente. L'unica cosa interessante era la storia di Tiziano, diffidato per tre anni per lo scavalco di un cancello, ma il format della trasmissione non consentiva un approfondimento sulle tematiche a noi care. Il fatto, poi, che fosse registrato, ha consentito anche di tagliare alcuni interventi. Con questo ho definitivamente capito che - a meno che non sei un politico di chiara fama - non è possibile trattare certi temi sulle televisioni a livello nazionale ma, al limite, solo in quelle locali ed è per questo che ho voluto "fare esperienza" su MTV che in ogni caso si rivolge ad un determinato tipo di pubblico. Sono solo contento del fatto che la storia di Tiziano sia venuta fuori, anche se il mancato approfondimento ha fatto solo sfiorare le conseguenze che ha subito per via di un provvedimento ingiusto.
Inserite qui alcune foto di Enrico.


4 gennaio 2008: Prima di tutto, alleluia! Mi è arrivata "La Roma" di Dicembre. Quasi non credevo ai miei occhi!
Delle mensilità di Ottobre e Novembre, invece nessuna traccia, anche se le ho pagate con il mio abbonamento.
C'è qualche speranza di averle, così, non per il contenuto, quanto per non avere dei buchi nella raccolta?
Oggi cerco di recuperare qualche aggiornamento mancato. Iniziamo con Gianfranco:
"Se non ti fosse già stata segnalata ti invio questa chicca: negli anni '70, quando cioè allo stadio ci andavano le famiglie con il panino con la frittata, la violenza era così poco presente che la PANINI nell'album calciatori 1970-71 pensò bene di inserire tra le vignette rappresentative del giuoco del calcio, oltre al fallo di mano e l'espulsione, la barriera o il rigore, anche le vignette del PESTAGGIO e dell'INVASIONE DI CAMPO !!!!! A questo punto la PANINI sta' istigando a delinquere tutti i collezionisti di vecchi album!   DENUNCIAMOLA !!!!"
Poi mi scrive Gian: "ciao lorenzo, volevo segnalarti un paio di "mala-informazioni".
 1) sull'ultimo numero di "XL" mensile di Repubblica, campeggia in copertina, tra gli altri argomenti trattati nel numero, un "la curva: rabbia, violenza e droga". All'interno ci sono 6 pagine contornate dalle solite foto antiultras (il mortorino di s.siro, gli striscioni razzisti, le svastiche) ed il racconto di un certo Marco Philopat, che narra la sua amicizia con tale Andy, ultras delle Brigate Rossonere Milan e leader della Sud di S.Siro. Ovviamente il narratore è un bravo ragazzo, mentre l'ultras è un mix di droga-violenza-scontri e sprangate. Di una trasferta scrive addirittura: "risse oceaniche, pullman psichedelici, furti collettivi, collassi e droghe a non finire...". Nel testo si dice anche che si tratta di una storia vera. Il tifoso, per la cronaca, fu trovato morto nel Nord Europa. Ora, io non so se si faccia riferimento ad una storia realmente accaduta, comunque sia non capisco l'utilità dell'articolo. E' chiaro invece il messaggio che intende mandare...Il mio invece è questo: non acquistate "XL"!
 2) sul Messaggero di oggi, nello sport, viene riportata la querelle tra Alex Ferguson e i tifosi del Manchester, dopo le dichiarazioni dell'allenatore. Nel sottotitolo dell'articolo, firmato da Debora Ameri, si legge che il silenzio dei tifosi è dovuto ad una di protesta verso le loro continue bravate nella vita privata. Solo alla fine dell'articolo, le ultime 50 battute circa, si fa riferimento alla dichiarazione del rappresentante dei tifosi del man utd, che si lamenta di stewards e calcio moderno...  un saluto cordiale ed un invito caloroso ad andare dritto per questa strada".
Che dire. La Repubblica e i suoi derivati sono l'espressione più evidente di un modo di fare giornalismo di inchiesta che di inchiesta ha solo il nome.
Intendo dire che qualsiasi cosa i poveri incaricati di fare un servizio scoprano lungo le loro battute di caccia giornalistiche non conta. Se il direttore è convinto che Cristo sia morto di freddo, non importa che trovino ancora Gesù crocifisso sulla croce: inventano il solito anonimo testimone che racconta di come, in realtà, il Nazareno sia spirato durante una tormenta di neve e solo quello verrà pubblicato.
Il Messaggero, invece, merita un discorso a parte. Come sapete il quotidiano romano è dei Caltagirone, la cui figlia Azzurra è la compagna di Pierferdinando Casini, da sempre impegnato nella demonizzazione tout court degli ultras, da ultimo dopo l'omicidio di Gabriele Sandri.
Ecco spiegato il taglio dell'articolo.
Ma torniamo ai derivati di Repubblica, con l'articolo de "L'Espresso", di cui Mino Fuccillo è editorialista, che vi avevo anticipato.
Il mischiare la fantasia e il non sapere la realtà ha l'unico effetto di rendere l'articolo un potente lassativo.
Per completezza, poi, allego l'intervista rilasciata dall'ex Pre-effetto Serra che si mostra più equilibrato in alcuni giudizi anche se non ha ancora fatto pace con la magistatura nei cui confronti un uomo di Stato dovrebbe sempre evitare il commento (brava quando contesta il terrorismo agli arrestati post-Sandri, pessima quando libera i tre invasori del derby). Per finire, vi è un articolo di Giampaolo Pansa, che sull'Espresso cura una rubrica che si chiama "Bestiario". Nome più corretto non avrebbe potuto trovare.
Buona lettura e tenete un limone a portata di mano.
 
Sempre sulle dichiarazioni di Ferguson e, soprattutto, sulla risposta data da Colin dell'IMUSA, cui va tutta la mia solidarietà:
 "LONDRA (Inghilterra), 3 gennaio 2008 - Altro che funerale. L'Old Trafford è un autentico "stato di polizia". Non accenna a placarsi la polemica fra il Manchester United e i propri tifosi e questa volta tocca proprio ai fans scagliarsi contro il "guru" Sir Alex Ferguson per i suoi velenosi commenti sulla mancanza di partecipazione del pubblico durante le partite (vedi la risicata vittoria per 1-0 sul Birmingham dell'altroieri).
STATO DI POLIZIA - "Un sacco di gente è turbata per la poca considerazione che viene data ai tifosi di calcio al giorno d'oggi – ha tuonato sul Times Colin Hendrie, dell'Independent Manchester United Supporters Association" (imusa.org) -. Basti pensare che all’Old Trafford non si può nemmeno stare in piedi per incitare la squadra perchè se lo fai, arrivano gli stewards, ti mettono le mani dietro alla schiena e ti sbattono fuori in un minuto, sequestrandoti pure l’abbonamento. Sembra di essere in uno stato di polizia. In queste condizioni, che atmosfera può pensare di avere Ferguson?".
RARE ECCEZIONI - Il tecnico scozzese vorrebbe rivivere le stesse sensazioni della sfida di qualificazione fra Scozia e Italia all'Hampden Park del novembre scorso o magari dello stesso Anfield (la tana del Liverpool), sebbene non è che i tifosi dello United se ne stiano sempre zitti e fermi ai loro posti, come si è visto in occasione delle gare contro la Roma e il Milan in Champions League. Ma secondo i commentatori, si è trattato di due rare eccezioni, perché all’Old Trafford si preferisce guardare che farsi sentire. Per la verità, anche l’espressione "stato di polizia" appare quantomeno forzata, visto che appena tre fan sono stati cacciati dallo stadio nelle ultime tre sfide casalinghe (per forza, gli altri li hanno già cacciati prima e sono tutti terrorizzati! n.d.L.)  (il club si è riservato di decidere in merito ai loro abbonamenti), ma questa querelle fra Ferguson e i tifosi è l'innegabile segnale del crescente malumore del pubblico nei confronti della dirigenza dello United, malgrado lo stesso allenatore abbia più volte sottolineato quanto le critiche nei confronti della proprietà siano ingiuste e ingiustificate.
CARO BIGLIETTI - Ma ai fan le argomentazioni di Sir Alex interessano poco o nulla e uno dei fattori di maggior attrito fra le parti è sicuramente il caro-prezzi, con il costo medio dei biglietti che è passato dalle 26,50 sterline (pari a 35,49 euro) della stagione 2004-05 alle 34 sterline (45,50 euro) attuali. Un aumento voluto dai Glazer nell’ambito del loro piano di ristrutturazione, dopo l’acquisto del pacchetto di maggioranza nel maggio del 2005. Un "takeover" che i fan "duri e puri" dei Red Devils hanno sempre osteggiato, tanto da dar vita al "Manchester United Supporter’s Trust" (joinmust.org), un fondo che si batte per la tutela dei tifosi dello United, strozzati dalla politica al rialzo seguita dagli americani. Ora la protesta si è spostata all’Old Trafford, che rischia così di diventare un posto da incubo, malgrado sia conosciuto come "Theatre of Dreams" (il teatro dei sogni), a causa dell’atmosfera plumbea che vi si respira. E pensare che la squadra è seconda in classifica, ad appena 2 lunghezze dalla capolista Arsenal. Fossero in zona retrocessione, cosa succederebbe? Aspettiamo anche noi per la nostra Roma... siamo secondi in classifica e abbiamo visto la situazione.... Ci penserà Mino Fuccillo a sostenere la squadra sullo 0-2 quando magari saremo 14esimi.... ma lui in quel momento sarà sparito dalle colonne dei giornali sportivi e pure dallo stadio (ammesso e non concesso che ci vada con regolarità) mentre in quel cesso di Olimpico ci saremo sempre noi.
Sempre sul punto: "Ciao Lorenzo, girando per i siti mi sono imbattuto in questa dichiarazione di Ferguson il quale striglia i suoi tifosi di essere “morti”. Ora probabilmente Sir. Ferguson si è dimenticato della crescita esponenziale dei prezzi dei biglietti del Man. UTD e della diatriba tra il suo presidente (il magnate americano Glazer) e lo zoccolo duro dei fedelissimi del club, che aveva portato all’allontanamento della stragrande maggioranza di quest’ultimi per fondarsi un club minore tutto per loro. Alla fine, che siamo per un poco Amato ministro o per lo show business il loro calcio che antepone il vile denaro alla passione del tifoso ormai ha imboccato un misero viale del tramonto. Se solo riuscissimo a continuare l’astensione per fine anno o forse pure l’anno prossimo, probabilmente torneremmo ad avere la nostra libertà; anche perché stare ora in curva per chi è ultras come noi fino all’osso è una tale sofferenza ed agonia che è meglio starsene a casa che partecipare a questo grande fratello. Ti saluto ringraziandoti per quello che stai facendo e ringraziando quelle tifoserie che di nuovo mettono lo striscione perché ai raduni è facile parlare e dire, ma poi nei fatti si vede chi ha a cuore qualcosa e chi invece ha bisogno di essere in mostra (per mantenere i loro guadagni?). Un saluto affettuoso da un ultras reggino".
Gianluca mi invia una considerazione sull'articolo di Flick che ho inserito ieri:
"Caro Lorenzo l'articolo che hai pubblicato evidenzia una volta per tutte che non siamo stati a dormire visto che le tesi di Flick sono le stesse di molti noi (tu per primo) che si indignavano per le numerose leggi incostituzionali, e per il troppo potere dato alle questure. Ritengo il fenomeno ULTRAS uno dei primi che è stato utilizzato come laboratorio sociale per poi poter ripetere le stesse dinamiche (politiche dell'emergenza) in settori diversi. Bellissimo anche l'analogia fatta dalle piccole dosi date alla popolazione che alla fine si assuefa, nel ns caso, l'ambito stadio, tutte le persone al di fuori di chi segue maggiormente la AS Roma rientrano in questa fattispecie  ed arrivano a soffermarsi ed a sobbalzare dalla sedia per due bomboni innocui o 10 torce tirate in campo, mentre accettano passivamente una serie di leggi anticostituzionali, di tutori dell'ordine che sbagliano (cosa gravissima in quanto gli stessi stipendiati dalla collettività avrebbero un doppio obbligo, morale e di professionalità) convinti che il fine giustifchi i mezzi. La riflessione finale è capire perchè le dosi sono sempre maggiori, e le emergenze sociali aumentano di giorno in giorno. Personalmente ritengo che l'informazione incontrollata (grazie alla rete) sta diventando sempre di più alla portata di tutti, in molti hanno capito in quanto evidente, che avere tante TV non significa avere dei media liberi e quindi si cercano siti o spicchi di contro informazione che fortunatamente sono sempre maggiori. Questo sta portando lentamente a scoprire di tutto, situazioni fino a qualche anno fa impensabili stanno lentamente venendo alla luce CREANDO QUINDI NECESSARIA UNA POLITICA DELLE EMERGENZE utile a sviare l'attenzione dei cittadini. Introducendo leggi anticostituzionali, per ultima il tentativo di imbavagliare la rete che tu come al solito hai messo in grande evidenza, si riesce a controllare meglio il popolo e tutti coloro che si impegnano a far uscire le tante verità nascoste".
Parole sante, ma il problema è che sui giornali scrivono persone che ritengono sia più importante l'essere liberi di acquistare un telefono cellulare allo stadio!
Non si può non commentare. Ci ho provato. Mi sono detto: non lo commento e invece, come faccio a non farlo?
Ecco qui l'intervista ad Achille Serra su Il Romanista di ieri:
"Manchester, il modello inglese sugli spalti e una lezione di calcio sul campo. Quel 10 aprile 2007, il giorno del 7-1, seduto in tribuna all'Old Trafford a due passi dall'amministratore delegato romanista, Rosella Sensi, c'era anche Achille Serra. Attuale alto commissario per il contrasto e la prevenzione della corruzione, all'epoca Serra era il Prefetto di Roma. Sciarpa al collo, a Manchester c'era andato da romanista "doc".
***I tifosi inglesi erano come li ha descritti Sir Alex Ferguson?
"Assolutamente. Mi ricordo uno stadio ordinato. L'unico "incidente" mi (notare il "mi": gli altri romanisti pestati non esistono) capitò poco prima della partita. Un inglese iniziò a insultare noi italiani, compresa la dottoressa Rosella Sensi. Dopo cinque minuti uno steward lo prese e lo portò via. Una volta tornato al suo posto, questo tifoso rimase zitto per tutti i novanta minuti. Da loro, chi sgarra paga subito (non è vero e bisogna sfatare un altro luogo comune. Anch'io prima credevo fosse così, ed invece non è vero neanche questa cosa che ci hanno fatto credere. I romanisti denunciati a Manchester non hanno neanche subito un processo e sono stati semplicemente rimandati a casa. In Italia avrebbero avuto processo e diffida)".
***Ferguson accusa i fan dei Red Devils di vivere le partite come se fossero funerali.
"Beh, si vede che poi molti di loro si sfogano fuori da Londra, dall'Inghilterra (già, peccato che Londra e Manchester distino svariate centinaia di chilometri... ed è meglio lasciar perdere un aneddoto che mi è stato raccontato....). Basti pensare a cosa hanno combinato a Roma (vabbè, lasciamo stare, per fortuna ci sono le immagini). Con gli inglesi non era nemmeno la prima volta che capitavano degli incidenti.
Oppure, pensate a quello che è successo a Siviglia. Quando giocano in casa, gli inglesi tengono questo comportamento corretto. Poi, all'estero,
esagerano sempre. Senza, per carità, volere generalizzare. Non sono tutti così".
***Agli inglesi non sembra piacere il proprio modello. Sono i primi segnali di un fallimento?
"Non mi pare un modello fallimentare. Si è ottenuto ordine e sicurezza, le famiglie (ricche) entrano tranquille negli stadi. È logico che le esagerazioni sono sempre sbagliate".
***Restare sempre immobili al proprio posto non è un'esagerazione?
"Infatti, su questo sono d'accordo con i tifosi che replicano a Ferguson. Le loro richieste sono giuste. Come quando si parla di striscioni. Li reputo il
sale di una partita, sono l'anima dello sfottò. Se non sono volgari e se non violano la legge, devono entrare" (vedi "a noi ce c'è rotto er fax": la diffida di tre anni non mi risulta che ancora sia stata revocata).
***Dunque, in Inghilterra si sta andando oltre?
«Un pochino. Ma, se devo scegliere, continuo a preferire il loro modello al nostro (E te credo! Je manca solo la divisa!). Anche se in Italia stiamo assistendo a un miglioramento della situazione complessiva".
Passando ad altro, ma neanche tanto, su il Romanista di ieri c'era un reportage interessante che riprende quello che andiamo dicendo da tempo, tanto che un paio di mesi fa scrissi una lettera all'UEFA chiedendo di revocare l'assegnazione a Roma della finale di Champions League del prossimo anno: lo stato dello Stadio Olimpico, letteralmente pietoso.
Al riguardo, credo sia opportuno inserire quanto scrisse Luca Argentieri su "La Repubblica" (il caso vuole) del 7 ottobre 1987, cioè più di venti anni fa:

I più vecchietti si ricorderanno di Roma/Atalanta del 1986/87. Beh, sempre per il solito filone delle famiglie negli stadi col panino e la frittata, ho inserito due foto che non avevo e un articolo di giornale con la cronaca.
Enrico di Milano (che ringrazio ancora) mi ha usato la gentilezza di prestarmi per una sera il suo archivio di foto, adesivi, ritagli eccetera eccetera, degli anni '80. Ora cercherò di ordinare il tutto nelle varie sezioni, segnalando le foto più interessanti. Un saluto ai suoi figli, già ferventi giallorossi!


2 gennaio 2008: lo so: l'articolo di Mino Fuccillo su "Il Romanista" di oggi vi ha fatto sobbalzare sulla sedia e me lo avete scritto.
Ritengo quasi superfluo commentarlo, visto che Mino Fuccillo è editorialista de "L'Espresso", rivista perfettamente integrata nel Sistema che combattiamo. Di cosa, infatti, dovremmo parlare? Delle opinioni di chi ospita sulla rivista in questione l'articolo che vedrete tra poco in queste pagine dal titolo "Stadi a orologeria" e sottotitolo che vi risparmio? Di una persona con un più che discreto conto in banca che propone di frapporre ostacoli alle trasferte e di alzare i prezzi dei biglietti per le curve perché così le famiglie torneranno allo stadio?
Di una persona che vuole sentirsi libera non di esprimere le proprie opinioni, anche in uno stadio, ma di poterci comprare un cellulare?
Mi dispiace, qui non si tratta di calcio e di ultras. "O gli ultras o il calcio" è la sua affermazione? Bene, la mia è "o quelli che la pensano come Mino Fuccillo o il calcio".
Capite bene che è inutile andare avanti.
Del resto, la spiegazione della mia affermazione è data direttamente da Sir Alex Ferguson, uno che ha visto la Kop degli anni d'oro e quella attuale, ma anche da un articolo dell'ex ministro della giustizia Giovanni Maria Flick, ospitato su "L'Unità" di oggi.
Dei diritti e delle paure
Giovanni Maria Flick
Esiste oggi, drammaticamente, un agitato sentire sociale che - più o meno consapevolmente - associa tutta una serie di fenomeni, assai diversi tra loro, incanalandoli nell’unico, grande filone «emergenziale». Così, sentiamo evocare il concetto di emergenza tutte le volte in cui si è in presenza di una violenza che oltrepassa l’episodicità; in cui si assiste a episodi delittuosi che hanno una parvenza di serialità, per provenienza e modalità; o in cui si è di fronte a quella microcriminalità diffusa, che si esprime con cadenze costanti. La presenza multietnica nelle nostre metropoli viene vista, immediatamente, come un’emergenza epocale al pari della tutela delle vittime; in generale, il problema della sicurezza viene, sempre più spesso, spostato «verso l’alto», ossia in quel contenitore onnicomprensivo ormai conosciuto - anche dai non addetti ai lavori - come “diritto penale dell’emergenza”.
In esso, oggi, si tende a far confluire un po’ di tutto: dalle emarginazioni sociali ai disadattamenti della convivenza tra etnie diverse; dalla rinascita del “diritto penale d’autore” ai malesseri sociali: arrivando, persino, ad includervi i disagi della famiglia o delle microconvivenze, se è vero che, persino in occasione di efferati delitti maturati in ambito domestico, abbiamo letto che la stessa violenza in famiglia o verso amici o conviventi costituisce la “nuova emergenza” criminosa.
Ogni “falsa” emergenza, si nutre poi, naturalmente, dei rituali per esorcizzare l’insicurezza che la genera: questi ultimi, a loro volta, divengono - per un’eterogenesi di fini di immediata leggibilità - occasione di ulteriore, falsa emergenza. Rispetto ad un’irrazionale paura collettiva, nulla ha maggiore capacità di aggregazione (a buon mercato; e con il rischio di un populismo a sua volta aggregante) della minaccia di repressione penale: una risposta esemplare (“tolleranza zero” e “risposte forti”); simbolica (le “leggi manifesto”, anche prescindendo dalla verifica dell’esistente normativo, magari mai attuato); emotiva (le categorie del Tatertip, appunto, oppure la repressione proclamata al di là ed indipendentemente da ogni effettività di tutela). (...)
L’emergenza che mette alla prova i diritti fondamentali della persona non è la “falsa” emergenza dei fenomeni microsociali e della paura sociale che essi generano. Essa, purtroppo, assume contorni ben diversi - emblematici e reali, al tempo stesso - a seconda delle situazioni da cui origina; ed è un concetto che ovviamente si relativizza nello spazio e nel tempo, assumendo connotazioni di gravità assai variegate che, a loro volta, generano differenti livelli di compressione dei diritti fondamentali. È possibile, infatti, che un contesto di eccezionalità si realizzi in un dato momento storico per eventi o fenomeni della più varia natura: può trattarsi di catastrofi naturali; di guerre; di scontri sociali e simili. Ed è ovvio che a ciascun fenomeno corrispondano esigenze di tutela altrettanto differenziate. È la nostra Costituzione, ad esempio, a prevedere che in presenza di motivi di sanità possa essere limitata dalla legge la libertà di circolazione e di soggiorno sul territorio nazionale e possa essere compressa la inviolabilità del domicilio attraverso la esecuzione di ispezioni secondo le leggi speciali. (...)
Di fronte a questa pluralità di accezioni, mi sembra opportuno fermarsi a riflettere sul fenomeno che presenta in atto i connotati di più alto allarme collettivo: il terrorismo internazionale. Sono, infatti, proprio le gravissime forme in cui quel fenomeno tragicamente si esprime a rappresentare di per sé (aggredendo i singoli Stati, attraverso la emblematicità ed estensione dei fatti di sangue) l’emergenza collettiva di più estesa e percepibile pregnanza. Da tutto ciò scaturisce, dunque, il rischio che a tale acme di terrore, finiscano per corrispondere - sull’onda di logiche eccessivamente “semplificatorie” - deprecabili rimedi, per così dire, uguali e contrari, che finirebbero per travolgere i valori su cui si fonda il concetto stesso dello Stato di diritto. Qualsiasi struttura costituzionale, infatti, non può rinunciare - pena la sua evidente incongruenza giuridica - alla individuazione di una soglia minima di garanzie che devono proteggere l’individuo in quanto tale, a prescindere dalle esigenze di salvaguardia dello Stato collettività o, financo, dello stesso Stato persona.
Spesso ci si interroga su quale sia il crinale che distingue il diritto di difesa dalla “ingiusta” compressione del diritto altrui; ed è altrettanto frequente il richiamo ad un machiavellico principio di “fine che giustifica i mezzi”. Ma, per non superare quell’invalicabile crinale che è patrimonio coessenziale dello stesso Stato di diritto, occorre che i valori dell’individuo - che corrispondono “naturalmente” ai valori della collettività in cui esso si esprime - non vengano compressi al di là della soglia (variabile ma sempre identificabile in concreto) che ne determinerebbe la sostanziale vanificazione. In tale prospettiva deve quindi essere vista con estremo favore la recente iniziativa delle Nazioni Unite sulla moratoria della pena di morte, giacché è proprio questa la base etico-giuridica su cui edificare uno “statuto” dei diritti dell’individuo che viva nella concretezza delle dinamiche istituzionali, al di sopra e se si vuole anche a prescindere da qualsiasi “Carta” meramente declamatoria. (...)
Che certi gradi di divaricazione tra sicurezza e legalità (e dunque anche rispetto alla dignità) possano sussistere, è inevitabile, entro certi limiti, anche in situazioni ordinarie. Ciò che invece rappresenta un rischio (e, dunque, la prova per i diritti fondamentali) è una sorta di “cronicizzazione” e di “normalizzazione” dell’emergenza, idonee a trasformare il ricorso a misure eccezionali - quali ad esempio, la limitazione o la sospensione di diritti fondamentali - in una sorta di prevenzione senza fine, giustificata dal pericolo del terrorismo. In breve, il pericolo è quello di enfatizzare e di strumentalizzare paure ed insicurezze sociali per veicolare limiti alle libertà, secondo il criterio dell’innesto all’apparenza innocuo e senza effetti collaterali: come un veleno che - assunto in dosi insignificanti, ma continue - determina l’assuefazione e, quindi, la tolleranza dell’organismo.
Ora, questo effetto di “mitridatismo sociale” verso l’indebolimento dei diritti - vale a dire: questa condizione di immunità a più veleni per la democrazia, raggiunta tramite l’assuefazione, a causa dell’assunzione costante di dosi non letali di compressione dei diritti - è, probabilmente, il rischio più serio per questi ultimi, proprio in quanto idoneo ad alterarne la prospettiva. È un rischio causato non tanto e non solo dall’assuefazione a tale indebolimento, quanto e soprattutto dalla confusione tra due piani temporali completamente diversi. Si rischia, cioè, di confondere l’orizzonte storico dei diritti fondamentali con il transeunte dell’emergenza, annullando, in quest’ultimo, lo stabile assetto dei primi. Per semplificare, il rischio è quello di invertire le proporzioni temporali dei due termini: considerare l’emergenza quale condizione duratura dell’odierna civiltà, quasi un portato inevitabile ed ineliminabile delle contraddizioni di un mondo assai poco omogeneo; e considerare, per contro, i diritti quale variabile dipendente, elastica, come qualcosa che può e deve plasmarsi secondo la contingenza storica, comprimibile e riespandibile e, dunque, adattabile alle circostanze.
In breve, una concezione mobile della dignità umana e dei diritti che la presidiano: perché col terrorismo dobbiamo convivere; mentre i diritti li possiamo comprimere. Correlato a ciò, è il rischio di trasformare il diritto penale - opportunamente derogato nei suoi principi fondamentali: legalità, materialità, offensività, personalità della responsabilità, colpevolezza, proporzionalità, rieducazione, giusto processo - in un ordinario diritto penale “del nemico”; magari esteso - una volta che l'innesto nel corpo sociale abbia avuto i primi effetti di assuefazione - anche a campi diversi, a manifestazioni criminali comuni. Persino ad una microcriminalità colorita con le tinte fosche della xenofobia. Sono solo scenari apocalittici ? Non credo. Sono scenari possibili, soprattutto se, culturalmente, passa l’idea di una inconciliabilità della tenuta dei diritti di fronte all’emergenza; se, cioè, si pensa (e quindi si agisce) come se (ancora una volta) uno dei due termini della relazione dovesse comunque annullarsi. E, poiché non è in nostro potere il porre fine all’emergenza, è intuitivo capire quale sarebbe il termine sacrificato.
Il testo è tratto dall’intervento di Giovanni Maria Flick al convegno organizzato dall’Associazione Silvia Sandano in onore di Aharon Barak e che si è svolto all’Università La Sapienza di Roma lo scorso 6 dicembre
Pubblicato il: 02.01.08


31 dicembre: innanzitutto desidero fare a tutti i migliori auguri per il 2008.

Il male del calcio
Poi: "Ciao Lorenzo, ho appena finito di vedere il primo numero dell'inserto della gazzetta intitolato appunto "campionato ti amo". Il DVD si segnala per la carenza di passione che traspare dall'ora e un quarto di durata dei filmati, montati in maniera arbitraria e decisamente lacunosi nei contenuti (solo 3 o 4 giornate vengono commentate per intero, mentre le altre accorpate in spezzoni molto brevi).
Altro elemento di fastidio è dato dal buonismo (non poteva essere altrimenti...) adottato nei (non troppi, per fortuna) momenti di parlato.
In ultimo ti segnalo la solita incitazione a delinquere perpetrata da questi giornalisti irresponsabili: vengono ripetutamente inquadrati tamburi, fumogeni, coreografie (autorizzate????), coriandoli (notoriamente infiammabili!!!) e tifosi col volto coperto (di cui ti ho allegato una foto, giusto per darti un'idea). Poi si lamentano degli ultras". Verissimo. Un video altamente diseducativo. Striscioni offensivi, tamburi, torce, tifoserie in trasferte di massa, torciate, fumogenate, petardi che portano multe alle società, bandieroni e stadi pieni. Tutte cose che oggi costituiscono reato e sono vietate.
Che schifo il calcio di allora, molto meglio quello di oggi! Sono curioso di vedere quali immagini di colore metteranno per il 2007/08 e se oseranno inquadrare gli spalti semideserti. Piuttosto sorprende che il direttore della Gazzetta dello Sport - che avrà di certo visionato il filmato - abbia avallato tali immagini che istigano a commettere reati.
Grazie ad Antonella, sulla destra una foto di Giovannelli da bambino (come vedete è rimasto uguale).
Ovviamente inseriti molti video nella stagione 1978/79, ma anche il, gol di Bruno Conti alla Fiorentina del 1977/78.
Poi: "Ciao Lorenzo, sono Francesco,ti scrissi già in passato.In questi giorni come di consuetudine le emittenti televisive fanno passare i filmati più importanti dell'anno che và  a concludersi,e ovviamente nei programmi sportivi la fanno da padrone gli sproloqui riguardo alla violenza ,alla morte di Gabriele,dei fatti di Catania in cui per fortuna il ragtazzo additato come mostro è stato scagionato dall'accusa di omicidio (già ma nessuno pare se ne sia accorto.... ancora non ci hanno detto per quale ragione è morto Raciti, hanno tentato in tutti i modi di coinvolgere il minorenne e il legale che lo assiste è dovuto arrivare sino in Cassazione - che sembra essere l'unico ed ultimo organo ancora dotato di impermeabilità alle pressioni politiche e mediatiche - per sentirne dichiarare l'estraneità....) e altri episodi...
Quanta ipocrisia,quante falsità,verità distorte ad arte o sentenze dei giudici che mai arrivano all'attenzione dell'opinione pubblica,al massimo poche righe in ultima pagina...Gli stessi media pronti a mettere i mostri,noi tifosi in prima pagina alla prima occasione,gli stessi che danno spazio a coloro che hanno distrutto uno sport,il calcio,che amiamo.Si, non è più uno sport e non siamo (almeno io)più solo tifosi,ma siamo tra i pochi che ancora credono che fare il tifo in ogni circostanza per  la propria squadra possa buttare dentro il pallone della vittoria,quelli che si incazzano con uno steward perché è arrogante e prepotente con un bambino,che deve sopportare le angherie della polizia durante le perquisizioni,ecc...
quelli che ci sono perché della ROMA non possiamo fare a meno,perché gli AMICI che ho allo stadio sono AMICI VERI, perchè avere una bandiera e sventolarla assieme a mille altre è unico,perché sgolarsi ad incitare i nostri colori è innato.
Sinceramente spero che il prossimo anno ci porti GIUSTIZIA, per Gabriele,per tanti altri che hanno subito abusi,violenze e accuse e denunce.Che i papponi,i pennivendoli e gli sciacalli che insozzano il nostro calcio possano subire almeno una volta lo stesso trattamento di tanti amici o ragazzi a noi noti. Non è un lamento il mio ma solo una riflessione con cui cerco di sfogare la rabbia verso ciò che circonda il nostro amore e la nostra passione per la ROMA,e che cerca di allontanarci e di rovinarci....VI VA MALE SIAMO ANCORA TANTI E COR VELENO!!".


29 dicembre: inserite diverse fototifo delle stagioni 1997/98, 1998/99 e 1991/92, inclusa la pagina di Milan/Roma 1991/92. Poi mi viene chiesto: "Ciao lorenzo, sono un ragazzo in partenza per 6 mesi a Bergen, in Norvegia.. volevo avere info su come vedere la Roma lì! Spero mi potrai aiutare.. grazie mille!".
Inserite altre foto nella pagina 2 dedicata al ricordo di Gabriele Sandri.

28 dicembre: potrei esordire con un "ve l'avevamo detto", ma mi limito a segnalare l'articolo a firma di Roberto Stracca sul Corriere della Sera dal titolo "Stadi, la grande fuga", inserito qui sotto.
Momenti di tensione dopo l'espulsione di uno dei giocatori 
Prima il cartellino rosso, poi la pistola
E l'arbitro malese spara in campo
L'incidente durante una partita di calcio. Il direttore di gara, che è anche un poliziotto, è stato fermato
KUALA LUMPUR - Per sedare gli animi esagitati dei giocatori in campo avrà pensato che il cartellino rosso non bastasse. Per questo un arbitro malese ha estratto a un certo punto di una partita che stava dirigendo a fatica la sua pistola, arrivando persino ad esplodere alcuni colpi di avvertimento in aria . La gara era degenerata proprio a causa dell'espulsione di uno dei giocatori. Lo riferisce un quotidiano locale. Quando la situazione sul campo di gioco ha cominciato a sfuggirgli di mano, l'arbitro, che di professione fa il poliziotto, è corso verso la sua auto di pattuglia per prendere la pistola, mentre i giocatori si stavano facendo minacciosi scrive il New Straits Times. 
PERCHÈ? - «Stiamo indagando per capire se il poliziotto abbia avuto una giustificazione per sparare», ha detto il capo della polizia dello stato meridionale di Johor. Il poliziotto è stato fermato per il cattivo uso di armi da fuoco. Anche cinque calciatori, tra i 23 e i 40 anni, sono stati fermati per essere interrogati, aggiunge il giornale.
La vita all'ultimo posto in serie C1 deve essere dura per i tifosi dell'Hellas Verona, che nell'ultima partita natalizia con la Cremonese hanno inscenato un corteo funebre: http://it.youtube.com/watch?v=sEUOKIM9hX8&feature=related
E siccome il clima in Inghilterra è cambiato e le famigliole felici affollano gli stadi mentre la birra non si può bere.... Manchester United/Tottenham del 26 agosto 2007 (a metà tempo). La canzone, tradotta, suona come "tutti noi odiamo quella merda del Leeds": http://www.youtube.com/watch?v=7guAX9xMbxs
Poi ricevo questa e-mail riferita all'ormai lontano Fiorentina/Roma 2000/01: "Mi chiamo S.C.,e sono quel ragazzo che e' stato fermato per
l'accoltellamento del giornalista del corriere di firenze...Chiaramente anche questa volta, hanno preso la persona sbagliata!!! Sperando vi faccia piacere vi racconto un po come sono andate realmente le cose. Domenica 8 Aprile io, insieme ad un Amico partiamo alla volta di Olbia (4 ore di viaggio!!!!) per prendere la nave della Tirrenia diretta a livorno (altre 7  Ore!!!)quindi da livorno ,arriviamo a firenze.Appena arriva scesi dal treno,ho incontrato una mia Amica Sarda che il periodo viveva a Firenze, da li andammo a ritirare i biglietti che lei aveva prenotato, poi ci siamo diretti allo stadio ,sembrava tutto tranquillo davanti ai cancelii,ma all'improvviso sia i viola sia le forze dell'ordine?? Si scagliarono contro le persone che stavano ammassate davanti ai cancelli, strette!!!io,mi ritrovai dentro il primo cancello,senza pero i miei amici.La prima cosa da fare era rintracciare gli amici,e qui viene il bello,al numero della mia amica mi risponde un'altra persona,mi invitava ad uscire fuori per rendermi il telefono,io risposi che se voleva rendermelo ,mi avrebbe trovato dentro il primo cancello vicino ad una macchina dell'ambulanza. All'improvviso, una decina di poliziotti mi arrestarono, con tanto di manette e calci dappertutto. Mi portarono in questura senza neanche darmi spiegazioni, mi hanno picchiato in ogni modo questi "SIGNORI", anche dopo che il ragazzo del corriere di Firenze gli ha detto che avevano preso la persona sbagliata, anzi di piu!!! Questa cosa non l'ho mai digerita, vi diro' di piu', ogni volta che vengo fermato dalle forze dell'ordine , mi viene contestato questo fatto, sa come funziona!! DA QUEL GIORNO NON HO AVUTO PIU' NOTIZIE,neanche un processino! ::spero di non avervi annoiato,.. Malgrado tutto,l'AMORE per la ROMA non e mai morto, niente e nessuno potra cambiare certe cose, vi diro di piu' da quest'anno mi sono anche abbonato in curva sud, cosi come faro' i prossimi anni. Vi porgo i piu' cordiali saluti, BUONE FESTE e sempre FORZA ROMA".


27 dicembre: un passo indietro ai tempi bui del tifo organizzato... inserite alcune foto che mancavano della stagione 1995/96 (in particolare 4 di Napoli/Roma, Roma/Atalanta, l'amichevole Roma/Siviglia, Roma/Sampdoria e Roma/Inter (ultima partita di Mazzone con la Roma).

26 dicembre: inseriti gli articoli di giornale di Juventus/Roma 1973/74, Roma/Lazio 1974/75 di Coppa Italia (un'anteprima qui sotto); le foto e l'articolo dell'amichevole del 1963/64 Roma/Atletico Bilbao; la cronaca di Roma/Sampdoria 1961/62 (70.000 spettatori). Poi, qui di seguito, alcuni articoli tratti da 3 o 4 giornali che ho sfogliato... non c'è che dire, anche negli anni '60-'70 il fair play regnava sovrano!
Anzi, visto che con l'anno nuovo ci sarà la stretta di mano a centrocampo, ho avuto un'idea fantastica per il calcio politically correct del futuro: facciamo finire tutte le partite in pareggio!

Il  Corriere dello Sport, 14 gennaio 1974
Ternana/S.P.A.L.

Il Corriere dello Sport 
23 settembre 1974

Il Corriere dello Sport 
23 settembre 1974

Il Littoriale, 14 settembre 1932
(D'Aquino era un calciatore della Roma)

Il Tempo, 29 agosto 1963
Milan/Livorno

Il Tempo, 30 aprile 1963
Articolo dopo la morte di Giuseppe Plaitano (notare come anche allora si tendesse a nascondere le responsabilità delle forze dell'ordine: in effetti Plaitano fu ucciso da un colpo di pistola sparato da un Carabiniere)

Il Tempo, 30 aprile 1963
post Napoli/Modena

Il Tempo, 8 gennaio 1959
post Roma/Alessandria

Il Tempo, 8 gennaio 1959
post Roma/Alessandria

Il Tempo, 8 gennaio 1962
Padova/Udinese

Il Tempo, 8 gennaio 1962
(tanto per non dimenticare una delle stagioni dei lazieli in serie B...)
 


24 dicembre (sera): per non restare inattivo, qualche articolo degli anni '30, che mi ha rimediato Gabriele:

Il Littoriale del 12 maggio 1933

Il Littoriale del 12 maggio 1933

Il Littoriale del 12 maggio 1933

Il Littoriale del 5 luglio 1932
L'annuncio delle riprese di "Roma/Juventus 5-0"

Il Littoriale del 5 luglio 1932
Un tifoso picchia l'arbitro: 
nel 1932 2 mesi di reclusione, 
nel 2007 3 o 4 anni di galera!

Il Littoriale del 5 luglio 1932
(all'epoca il pubblico era sportivo
e applaudiva l'avversario)

23 dicembre (pomeriggio): qui di seguito il comunicato congiunto stilato dalle tifoserie milanesi per il derby di oggi:
 Un Derby senza Libertà di Colore
non merita neppure il Calore
La Curva Nord Milano 1969 e la Curva Sud del Milan hanno deciso di unirsi nel silenzio in occasione del Derby.
La sofferta decisione raggiunta dalle due Tifoserie Organizzate vuole essere pretesto e provocazione per dar modo di riflettere ad Opinione Pubblica, mezzi d’informazione, istituzioni e lega, sull’opportunità di perseverare nella politica repressiva che sta di fatto mutilando, se non addirittura annientando, soprattutto la parte Sana del Tifo.
Precisando che per entrambe le Tifoserie l’iniziativa non costituisce in alcun modo una forma di contestazione a Società o Giocatori e scusandosi per doverli privare dell’incitamento che meriterebbero sempre e comunque, il silenzio che verrà mantenuto dalle Curve in occasione del Derby vuole costituire un legittimo grido di battaglia contro coloro che stanno calpestando persino la Costituzione pur di perseguire in ogni modo gli Ultras.
I decreti in vigore oltre che improduttivi hanno sortito come unico effetto quello di svuotare gli stadi ed allontanare soprattutto quella parte di società che tanto gradirebbero ovvero le famiglie.
Noi Ultras non siamo il male del calcio come i media amano dipingerci, Noi siamo l’anima del pubblico che ama il Calcio, siamo la mente pensante delle Coreografie, il Dodicesimo Giocatore in campo, siamo quelli che seguono sempre ed ovunque la Squadra e che vivono la propria Passione 7 giorni su 7.
Rivogliamo gli strumenti per tornare a Tifare come abbiamo sempre fatto, Noi rivogliamo i Nostri megafoni, i Nostri tamburi, le Nostre bandiere, Noi vogliamo tornar Liberi di esprimere il Nostro attaccamento alle Nostre Squadre senza assurdi vincoli da stato antidemocratico in stile Birmano.
Esiste un evidente “piano” atto a ricondurre ogni problema legato al Calcio alla violenza degli Ultras, esiste una “logica” secondo la quale gli episodi di “violenza” vengono strumentalizzati per nascondere ben più gravi responsabilità del mondo del pallone.
L’omicidio Sandri non ha fatto altro che inasprire ulteriormente le norme e le già assurde misure restrittive messe in vigore dopo il “fatto” Raciti, come dire che anche in questo caso, dove un RAGAZZO VIENE ASSASSINATO DALLO STATO mentre si reca a vedere una partita, è colpa degli Ultras.
Viviamo in un paese che purtroppo ha bisogno di criminalizzare se stesso.
Un paese che ha bisogno di criminalizzare una fetta di società che per due ore si sposta e si aggrega in uno stadio, senza altra colpa se non quella di voler sostenere una squadra di calcio.
Abbiamo veramente bisogno di criminalizzare queste persone definendole terroristi mentre poi poco importa se il paese è vittima di se stesso? Poco importa se per strada accadono fatti ben più gravi? L’importante è veramente che il nemico siano gli Ultras?
Che la caccia alle streghe continui pure, che ci vengano a dipingere come criminali, che rovinino la vita a ragazzi di 20 anni tanto siamo tutti figli di questa “società, la quale ricerca nemici vulnerabili per sentirsi forte e fingere di saper debellare il male.
Il silenzio di oggi Vi serva per riflettere, Noi Ultras l’abbiamo già fatto … 
la Curva Sud Milan & la Curva Nord Milano 1969
Dopo di ciò, la visione delle foto che - prima di dividerle per annate - ho collocato in questa pagina è vietata ai minori: ci sono teschi, chiavi inglesi, torce, fumoni, addirittura striscioni di gruppi ultrà/ultras e persone che commettono gravi reati.
Poi: "ti segnalo anche,così,per conoscenza,l'ennesimo articolo dell'ormai conosciuto "pseudogiornalista" di Repubblica Corrado Sannucci, che, commentando Roma - samp di ieri dice :" Il settore esagitato della Curva Sud,che aveva deliziato lo stadio scioperando negli ultimi appuntamenti,si è malauguratamente ripresentato nel secondo tempo.Gli effetti si sono visti subito con una sequela di insulti a carabinieri,oltre a quelli per cassano. E a suo tempo la Sensi si era detta dispiaciuta che tali figuri avessero disertato,gente che neanche il Natale invita a pensieri di pace". Non credo che ci sia una categoria che disprezzi di più dei rinnegati. Se, quindi, è più che lecito che ognuno possa scrivere ed esprimere le sue opinioni, è anche bene verificare CHI è che le esprime. E' da diverso tempo che il Sannucci scrive articoli di questo tipo. Ora, se non ricordo male, Corrado Sannucci - già cantautore, autore di brani celebri come "La caffettiera" - appartenne a "Lotta Continua", settore assai moderato della politica di qualche decennio fa che ripudiava la violenza. Da tempo è ormai approdato, come tanti, in terre più moderate dalle quali può permettersi di dire quel che vuole con il placet di ministri e deputati di un Parlamento che ha una densità di pregiudicati sicuramente superiore a quello che ha la Curva Sud di Roma ma anche qualsiasi altra curva d'Italia.
Ho già detto più volte cosa penso di questi personaggi che nascono rotondi e muoiono quadrati. L'ex Sannucci che urlava contro i padroni, di cui però ora approva le leggi speciali, consideri solo - per tornare al de minimis - che i cori per Cassano sono stati fatti nel primo tempo, quando "Il settore esagitato della Curva Sud" era ancora fuori dallo stadio. Per quanto riguarda la sequela di insulti contro i Carabinieri, che tutti abbiamo sentito, ricordo a Sannucci questa parte di storia del movimento di cui ha fatto parte e che sembra aver dimenticato: "Dopo la morte di Giuseppe Pinelli il giornale del movimento condusse una violenta campagna contro il commissario Luigi Calabresi, ritenuto responsabile della sua morte. La campagna venne sostenuta anche da molti giornali e riviste. Quando Calabresi morì assassinato in un agguato il 17 maggio 1972 il giornale titolò: "Ucciso Calabresi, il maggior responsabile dell'assassinio Pinelli". Sannucci, dov'eri?


23 dicembre: inserite le foto di Roma/Sampdoria.

21 dicembre: perché non si perda traccia di questa gente che, anche mediaticamente, crea il mostro "tifo organizzato" (del quale ha grande timore perché unica voce non omologata) quando il primo problema del calcio è proprio questa organizzazione ramificata tra FIGC, Lega Calcio, Osservatorio, forze dell'ordine, mezzi di informazione, dirigenti sportivi, giornalisti e via dicendo, che crea "leggi fatte apposta sulla pelle dei ribelli per far credere alla gente che i colpevoli siano quelli", depositiamo qui e qui le trascrizioni delle intercettazioni di questi esseri, che arrivano, tramite direttori compiacenti, a scrivere finte lettere ai giornali per spostare l'attenzione mediatica su una cosa o su un'altra... Sono questi personaggi che ci stanno causando, come tifosi, le maggiori difficoltà vietandoci tutto. E non è populismo: il populismo trova il suo limite e cessa di essere tale quando la cosa che si dice è vera.
Ecco a cosa ci vogliono portare... :
La vendita a 150.000 dollari di un posto allo stadio manda alcuni fans a vedere la TV
2007-12-20 01:02 (New York)
di Crayton Harrison
Dec. 20 (Bloomberg) -- I più fedeli tifosi dei Dallas Cowboys fans schiumano di rabbia. La società sta chiedendo loro di pagare fino a 150.000 dollari (quasi 120.000 euro) per avere il diritto trentennale ad un posto nel nuovo stadio di 1,1 miliardi di dollari che si sta costruendo e che sarà pronto nel 2009. Questo significa che si potrà avere il diritto ad assistere ad ogni partita, che comunque verrebbe pagata almeno 340 dollari. "Sono troppi soldi", ha detto Steve Block, un avvocato di Dallas che per più di vent'anni è stato abbonato ai Dallas Cowboys. Ha detto che il propietrario del club Jerry Jones "non è interessato nei tifosi normali. E' solo interessato nel massimizzare i suoi ricavi". Block ha detto che non è il solo a rifiutare di comprare la licenza trentennale per avere le tessere stagionali per il nuovo stadio. Tuttavia questo non causerà troppi problemi a Jones: è convinto che la maggioranza dei tifosi dei Cowboys sono disposti a pagare per combin are il prestigio con una squadra di prim'ordine, così come dicono gli analisti dello sport business. "Quando vai a vedere una partita dei Cowboys, non stai andando a vedere solo una partita di football", ha detto Marc Ganis, presidente di SportsCorp. Ltd., uno studio di consulenza di marketing con sede a Chicago, "c'è uno status associato con l'andare a vedere una partita dei Cowboys". La società è sensibile a ai desiderata dei tifosi, ha detto Greg McElroy, il vicepresidente dei Cowboys. "La nostra intenzione è quella che tutti i nostri attuali abbonati abbiano un posto nel nuovo stadio", ha detto. Jones ha evitato di commentare.
Per 150.000 dollari, la cosiddetta licenza personale al posto, garantisce comodi posti sulla line adei 50 yard, cibo e bevande nei giorni delle partite e l'accesso ad un parcheggio esclusivo, ha detto Mc Elroy. Include anche inviti agli eventi della squadra el'opzione per comprare biglietti per il Superbowl del 2011 che verrà giocato proprio al nuovo stadio di Arlington, ha detto. Se invece versano 100.000 dollari, i tifosi non avranno l'invito per il Superbowl.
"Certamente è un balzo quantitativo in avanti quello che queste squadre stanno facendo, sicché ci deve essere un analogo balzo in avanti a livello qualitativo", ha detto David Carter, fondatore di Sports Business Group, una società di marketing sportivo di Los Angeles. Jones ha detto che il nuovo stadio porterà i Cowboys al livello più alto di profitti tra le 32 squadre della Lega. Anche le più economiche licenze della squadra, $ 16.000 (12.000 euro circa), sono un record, ha detto il portavoce della NFL Brian McCarthy. Max Muhleman, capo esecutivo della Private Sports Consulting Inc., ha detto che il precedente primato era colstituito dalle licenze da 10.000 dollari vendute ai Chicago Bears nel 2002.
Il costo delle licenze per i posti dei Cowboys partono da $ 16.000 per l'anello più basso vicino al campo sino ai $ 50.000 della linea delle 50 yarde, ha detto
McElroy. Gli altri prezzi non sono stati ancora fissati.
" La gente che ha sostenuto la squadra attrraverso gli anni bui degli '80 e dei primi anni '90 e che sono stati con la squadra pèer lungo tempo verranno semplicemente tagliati fuori", ha detto Block, 52 anni. Ha i posti alla 16esima fila della linea dei 40 yarde. I Cowboys hanno un record di 12-2 questa stagione, hanno vinto il titolo della East Division e si sono qualificati per i play off. La squadra ha vinto 5 volte il Superbowl tra il 1972 e il 1996.
     Michael Reisman, che è proprietario di una impresa di costruzioni a Dallas, siede molte file dietro la panchina degli ospiti, vicino alla linea delle 40 yarde. Una licenza per posti simili nel nuovo stadio costerebbe $ 35.000, che è troppo, ha detto. "E' una cosa triste. Tutto è per i dollari, ed è così anche per Jerry". I possessori di tessere stagionali possono cambiare di posto, se pensano che il nuovo posto similare sia troppo costoso, ha detto McElroy. Del resto molte persone hanno chiesto per posti migliori rispetto a quelli più economici. Per i tifosi che non possono affrontare la spesa, i Cowboys hanno pensato a un mutuo. La società offre un finanziamento trentennale all'8% (mecojoni!) per tutti i posti. I tifosi possono vendere le licenze che non vogliono più".
Sulla sinistra, poi in anteprima la copertina di "Forza Roma" per Roma/Sampdoria e, sulla destra "Una questione di cuore", libro scritto da Sandro de "Il mio canto libero" e che è in vendita da oggi.


20 dicembre (pomeriggio): in aggiunte alcune foto di Torino/Roma di Coppa Italia.
E-mail su un mondo che fu:
"….avevamo un sogno ed un riferimento….avevamo un orario e tutti eravamo fedeli allo stesso appuntamento…
Avevamo una passione e mille contraddizioni da vincere,compresa l’eterna lotta su cosa è giusto e cosa in effetti sia sbagliato….
Domande che ci venivano spesso rivolte ma che altrettanto spesso noi rispedivamo al mittente.
Noi eravamo tifosi senza fronzoli…orgogliosi e tenaci,attenti e faziosi,goliardici e appassionati.
Una passione senza restrizioni…dove eri sempre e comunque tu a decidere se partire,come partire,con chi partire per seguire la nostra squadra del cuore.
Eravamo un movimento,con i suoi pregi e i difetti innumerevoli.
A cominciare dal fatto che spesso il “movimento” stesso non ha avuto tempo per un’autocritica attenta e una presa di coscienza adeguata.
Abbiamo avuto una grande possibilità.
Quella di garantirci un futuro.
E adesso?
Logico interrogarsi sul come…sul quando…e sul perché…….
Lo stadio è un'aggregazione ancora troppo forte.
Un fortino,credo,ancora inespugnabile….un girotondo di anime confuse e di poeti estinti…..
Ribadendo differenze siderali e lontananze “fisiologiche”….
Abbiamo subito...restrizioni,diffide,perquisizioni,attacchi,soprusi,insulti,tavole rotonde,tornelli,orari improponibili…ma nonostante tutto siamo ancora qui...
…una curva piena di sogni,un’armata di cari amici….
Con affetto,uno della Vecchia Guardia…………."
Poi:
"Ciao Lorè, è la seconda volta ke ti scrivo,e seguo spesso il tuo sito ke è veramente fatto bene, complimenti.Volevo esprimere la mia opinione riguarda a ciò ke sta succedendo alla nostra amata curva sud e allo sciopero dei gruppi, ma più in generale a queste leggi assurde ke stanno rovinando il mondo Ultras.Bè la mia opinione è ke per rivedere folklore, coreografie,bandiere,fumoni,torciate, insomma tutte queste cose ke da sempre hanno caratterizzato la Sud ma in generale tte le curve d Italia,e ke tte le tifoserie del mondo ci invidiavano, bisogna solo aspettare.Non sò quanto, magari alcuni mesi, un anno...per me, come si dice,bisogna solo dare tempo al tempo.Ci sn state tante situazioni del genere anke nel passato, pensiamo a Paparelli,la sua morte ebbe un grande effetto sulla curva,come dimostrano qsti video http://it.youtube.com/watch?v=KCd8mIhKgnkhttp://it.youtube.com/watch?v=_qsu-2WLDhk (forse già li hai visti)  (più che visti, ne ho creato l'MPG :-) bè sembrava ke il CUCS fosse finito,eppure nn è stato così,dopo un pò di tempo già era tt come prima,probabilmente anke dopo Raciti stava succedendo la stessa cosa, cioè ci si stava riavviando alla ''normalità'', le leggi del nostro Amato ministro col tempo sarebbero state per così dire dimenticate, purtroppo c'è stato quel maledetto 11 novembre,e la situazione è ritornata simile a quella dei primi tempi del dopo-Raciti. Insomma, per me basta aspettare e la situazione ritornerà lentamente come quella degli anni passati cn folklore e coreografie. Con questo nn voglio assolutamante dire ke i gruppi nn stanno scioperando x niente, anzi, appoggio in pieno la loro protesta,vogliono fare capire ke senza tifo il calcio vale meno di zero ed è vero, lo stanno dimostrando: tanta gente continua ad andare in curva e in trasferta,ma la situazione nn è la stessa, proprio x niente, penso ke questo lo stanno capendo tutti... Ivano90-DAJE CURVA SUD.
Non saprei. Rispetto ad allora hanno fatto delle leggi speciali (che allora non furono fatte) e creato un Osservatorio che prima non esisteva e che ha creato i danni che vediamo al pubblico che va allo stadio (negli anni '80 'erano incidenti a go go eppure gli stadi erano pieni, o sbaglio?).
Per finire:
"CIAO LORENZO VOLEVO RISPONDE AL 34enne DE VERONA...ALLORA PUNTO PRIMO CHE COSA VUOL DIRE"PARLI COME UN GENERALE DEL BUON VECCHIO CUCS ,CHE MANCO SAI CHE ERA"PERCHE PER ESSE DELLA ROMA BISOGNAVA PER FORZA STA NEL CUCS???E CHI COME ME HA MILITATO PER 12 ANNI (ne ho 20)...IN UN ALTRO GRUPPO NON SONO ROMANISTA O ULTRAS???...PUNTO SECONDO ME PARLI DEL CUCS...MA PERCHE TU STAVI NEL CUCS???SE COSI FOSSE TE BATTO LE MANI MA DAL 99 TROPPE COSE SO CAMBIATE E POI RICORDA OGNUNO E LIBERO DI DIRE CIO CHE VUOLE...ONORE A QUEI 9 ROMANI PRESENTI A TORINO...PER ME IL RESTO ERANO SEMPLICI TIFOSI DA ROMA CLUB...DE QUELLI CHE 1400 KM IN UNA GIORNATA NON SE LI SO MAI  FATTI TRA ANNA E TORNA...
P.S.LEVATEVE DALLA TESTA ER MITO DER CUCS SO 10 ANNI CHE NON CE PIU...STAMO NEL 2007...PASSO ER TEMPO CAMBIA LA GENTE...SALUTI".


20 dicembre: in costruzione la pagina di Torino/Roma di Coppa Italia.
Qualche e-mail: "AVE LORE', DICO SOLO UN PAIO DE COSETTE DA 34enne CHE PUR VIVENDO,X LAVORO A VR,
PROVA A SEGUIRE I COLORI DELL'IMPERO OVUNQUE: 1)SCIOPERO OK,MA NO COI MIB CAZZOOOOOO!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! ALMENO FORI....
2)A GLADIATO' SEI DELL'87 E PARLI COME UN GENERALE DEL BUON VECCHIO CUCS ,CHE MANCO SAI CHE ERA,E TE PERMETTI DE INSULTA' I ROMANISTI DEL NORD??? ONORE A LORO E SCUSATELO!!!!!
SCUSA LO SFOGO LORE' MA QUANDO LEGGI CERTE COSE TE VIè ER LATTE ALLE  GINOCCHIA!!!!!!!!!!!!!!!!
UN VECCHIETTO CHE NUN CONTA UN CAZZO...  ;-) BELLA GLADIATO'".
Poi abbiamo Sandro:
"Caro Lorenzo, ho sempre seguito il tuo sito... ma è la prima volta che ti scrivo... anche perchè in un certo modo sono stato chiamato in causa... io sono il ragazzo che ha fatto partire il "FORZA ROMA - ROMA CAMPIONE" uscito bene... ma non ho capito che cosa voleva dire sul primo resoconto chi ha scritto che chi intonava i cori non aveva esperienza... intonare un coro contro la juve vuol dire non avere esperienza...? non mi sembra che volevamo fare il gemellaggio coi torinesi... tanto poi c'era tutto il tempo per insultarli... come abbiamo fatto... e poi dopo 13 anni di abbonamento in curva sud e 70 trasferte.. sentir dire che non ho esperienza... Poi, per quanto riguarda la "tristezza" confermo tutto... senza gruppi è brutto.. non c'è colore.. non c'è tifo.. non ci sono bandiere, stendardi (io ce l'ho e capirai qual'è dal mio indirizzo di posta elettronica... ma ho deciso di non portarlo finchè non rientrano i gruppi) non c'è niente...
Io rispetto e condivido la loro protesta... sono stato al circo massimo... ma a stare a casa non ce la faccio... soprattutto quando giochiamo in trasferta... e dopo un viaggio in macchina di 650 kilometri... sfidando freddo e neve... non ce la facevo a non cantare... so benissimo che con i gruppi è tutta un'altra cosa... allora col mio gruppetto di amici abbiamo provato un po' ad animare il settore con risultati non sempre eccellenti... ma almeno ci abbiamo provato... qualcosa è riuscita male qualcosa è riuscita bene.. come il "FORZA ROMA-ROMA CAMPIONE" e devo dirti comunque che è stato emozionante lanciarlo... per me (non mi era mai capitato.. perchè quando ci sono i ragazzi dei gruppi ci pensano loro). Aspetto con ansia il ritorno dei gruppi per ricominciare a tifare come prima... piu di prima... ma intanto io continuo e non credo ci sia niente di male...
Infine, a proposito dei Romanisti del Nord o di qualsiasi altra località, non credo che sia colpa loro se il settore ospiti è triste.. anzi onore a chi canta... anche se con un accento diverso... Io stesso sono romano ma la passione per la MAGICA mi è stata trasmessa da mio padre che è di foggia... ma è abbonato da 30 anni.. un abbraccio a te e a tutti quelli che come me considerano l'AS ROMA.. "UN SOGNO IN MOVIMENTO CHE NON MI HA MAI LASCIATO E MAI MI LASCERA'" ONORE AGLI ULTRAS E ONORE A CHI CI HA LASCIATO CON LA ROMA NEL CUORE...  SANDRO".
Finiamo con chi ha dato origine alla discussione, Gladiatore87:
"ciao lorè senti ti mando questa mail perche mi dispiace ke siano state fraintese parecchie cose sul resoconto,che di sicuro me so espresso male io su qlk punto e pare ke ho scatenato un dibattito della madonna scrivo sto commento in risposta
COMMENTO DI GLADIATORE87
Sono il ragazzo che ha scritto il primo resoconto di toro roma di domenica,e da assiduo frequentatore del sito,mi sto accorgendo che parecchi di voi hanno frainteso cio che volevo dire io ossia che principalmente il tifo senza coordinamento(SENZA GRUPPI) è scadente molto scadente e penso che su questo siamo tutti d accordo,e questo scaturisce il fatto che partano cori in dialetto milanese o torinese o quello che sia(MA CON QUESTO NON HO ASSOLUTAMENTE NULLA CONTRO CHI TIFA ROMA E NON è DI ROMA,ANZI DEGNO DI STIMA E DI RISPETTO,ESEMPIO LAMPANTE UNO DEI MIEI PIU CARI AMICI VIVE A PESCARA E NON SALTA UNA PARTITA IN CASA DAL 97,E COME LUI CE NE SONO MOLTISSIMI,MI DISPIACE CHE ABBIATE FRAINTESO.Stesso discorso per il fatto degli 8 9 romani io ho detto che erano 8 9 al massimo le facce conosciute non i romani.
Il  secondo punto lo sciopero dei gruppi,rispetto l idea e proprio per questo non porto il mio stendardo ne in casa ne in trasferta dal dopo gabbo e non lo riportero finche non torneranno i gruppi,ero presente al circo massimo a roma udinese ed è forse la domenica in cui sono stato meglio negli ultimi 2 anni una protesta originale civile(ABBIAMO PULITO PURE L ERBA DEL CIRCO MASSIMO) e soprattutto democratica da romanisti NON DA LAZIALI,sono entrato sia a roma cagliari che col manchester e sono andato a torino,perche non riesco a stare lontano dalla roma,per qualcuno saro un debole,sono fatto cosi nel bene e nel male....  ASROMA IO NON VIVO SENZA TE".
E' tutto marcio: "Ciao Lorenzo, due righe così, tanto per ridere... Visto che per me povero tifosotto di curva (o ultras che dir si voglia) il garantismo è per legge sospeso comincio a ragionare come "loro" (per i fans di LOST...gli altri).
Nelle nuove intercettazioni al telefono più veloce d'italia (volutamente minuscolo) (che puoi trovare quì: http://download.repubblica.it/pdf/2007/moggi.pdf) compare un tipo (biagio sciortino) che decide spesso, facendo parte attiva del mirabolante OSSERVATORIO SULLE MANIFESTAZIONI SPORTIVE, se io posso o non posso andare in trasferta, se posso o non posso acquistare il biglietto la domenica mattina, se io posso o non posso portare una bandiera.
I carabinieri che lo intercettano lo descrivono nelle note come supplente dell'osservatorio, ma mi è bastato un veloce riscontro per vedere che è presente in 49 delle 59 determinazioni dello stesso (stranamente assente nelle ultime due...)
Diffidiamo l'osservatorio?
Poi una riflessione più seria, che meriterebbe altri approfondimenti, come mai l'osservatorio è più sveglio dopo fatti tragici (raciti e sandri su tutti)?
A gennaio 2007 2 determine in 31 giorni, dopo il 2 febbraio (raciti) 8 riunioni in 15 giorni che pian piano sciamano fino a riprendere vigore dopo il maledetto 11 novembre.
Sarà il caso che chi di dovere le valuti queste cose, se proprio è necessario, se proprio è utile questo osservatorio, che lavori come si deve, nei tempi dovuti e seriamente (magari cominciando a escludere dalle riunioni le ditte private come Autogrill e Trenitalia).
Un saluto sincero e buone feste (piene di torce, fumogeni, bandiere e stendardi)
Gabriele
ULTRAS CECCANO!".
L'Osservatorio morirà da solo o lo farà morire lo stesso Potere che lo ha costituito.
Finiamo con Giorgio (forse l'e-mail è arrivata tardi?):
"Caro Lorenzo, ci premeva far presente che, in relazione alla manifestazione di domenica al Circo Massimo, siamo totalmente d’accordo con la posizione assunta dai gruppi della curva sud. Oltre alla ignobile repressione della quale sono ormai oggetto tutte le tifoserie d’Italia,  considerate colpevoli “a prescindere” di amare la propria squadra, e di volerla seguire sempre e ovunque, riteniamo inaccettabile il silenzio delle istituzioni riguardo l’uccisione del povero Gabriele.
Sicuramente il nostro posto domenica non sarà sulla vetrata dei distinti sud ma insieme a tutti gli altri tifosi che saranno presenti al Circo Massimo.
Gabriele riposa in pace.
Montagnola Distinti Sud".


19 dicembre: è la volta dei romanisti non di Roma, ma iniziamo con una e-mail che chiarisce la situazione ambientale a Torino:
"Ciao Lorenzo, visto il dibattito creatosi sulla trasferta di Torino anche io ti scrivo due righe.
E' evidente a tutti che senza gruppi ultras il tifo perde il 90% della sua potenzialità. Sono evidenti le ragioni di chi protesta soprattutto alla luce dei provvedimenti inutili che il governo ha preso verso il mondo delle curve e degli stadi italiani. Meno chiari alcuni aspetti del primo comunicato ma non voglio entrare nel merito.  Detto questo però devo dire che a Torino i romani non erano 8 o 9. La parte passa del settorino (un centinaio o poco meno) erano in gran parte romani. Sopra,è vero,c'erano molti romani del nord, insieme a gente dei club,ed è un onore per noi avere tifosi romanisti in altre regioni storicamente "ostili". Dal punto di vista canoro devo dire che sono stato anche piacevolmente sorpreso. In pochi è vero, ma i cori spontenei non sono stati così male, e addirittura,grazie alla voce di un ragazzo, abbiamo fatto il classico "forza roma - roma campione".
Insomma, è vero, senza gruppi non è la curva sud, ma voglio dare un abbraccio "virtuale" a tutti i presenti ,che hanno sfidato la neve della firenze bologna per salire lissù. ciao! Luca p.s. ma katia romanista piemontese era quella SOLA sotto lo striscione dell'AIRC con il cappello in testa? Una pazza!".
Emilio: "Caro Lorenzo, ti scrivo perchè fortemente indispettito dai commenti sul settore ospiti di roma-torino, io vivo a foggia ma tifo roma da quando avevo 8 anni e mio padre mi portò a vedere un foggia-roma  di coppa italia.. la squadra della roma era poca cosa all'epoca.. ma mi innamorai di quel settore ospiti pieno di 5 mila persone che scesero a foggia per dei sedicesimi di coppa italia e che cantarono per 2 ore di seguto.. la partita non la guardai, guardai solo il settore ospiti, dal giorno dopo per me cominciò ad esistere solo la roma. elementari, medie e liceo passate tra insulti e sfottò di juventini, interisti e milanisti. credo che la vita di un adolescente romanista a roma sia un tantino (per usare un'eufemismo) più facile. finito il liceo mi iscrivo alla facoltà di giurispudenza a bologna (non sono andato a studiare a roma solo perchè i miei temevano che passassi le giornate sul muretto di trigoria) ogni trasferta della roma a nord ero presente, che si trattasse di partite scudetto (juve-roma 2001) o partite per salvarsi (atalanta-roma 2005).. eppure spesso e volentieri devo sentirmi gli editti e le domande non solo di chi tifa per le altre squadre: "ma perchè tifi per la Roma sei sei di foggia?" (quando magari loro tifano per il milan e sono di reggio calabria) ma anche di strani personaggi che in curva quando sentono il mio accento mi dicono: "ma che ce fai te quà?" ! abbiate un pò più di rispetto per chi prima della Roma ama Roma e i Romani, per chi spende 100 euro tra treno e albergo per venirsi a vedere la Roma all'olimpico in partite come Roma-Siena (in cui mi chiedo dove sono tutti i romanisti di roma che poi si sentono  "tifosi di serie A" rispetto a me).
dopo questo sfogo vorrei lanciare un'appello a tutti i gruppi ultras:
In nome della Roma tornate a tifare! Sò bene quanto questa protesta sia giusta e quanto stiate soffrendo a non poter sostenere il nostro amore, ma chi non ci capisce non ci capirà mai, non alimentiamo divisioni tra i tifosi, chi ama davvero la roma sà che voi siete la vera colonna portante del tifo romanista. scegliete altre forme di protesta per far capire a chi non ancora lo sà quanto siete importanti (ad esempio andando a tifare in nord), ma non lasciate sola la ROMA. se essere ultras vuol dire essere "oltre", dobbiamo tifare e sostenere la Roma anche "oltre" i decreti e "oltre" le repressioni.
P.S. lorenzo è la prima volta che scrivo ma ti leggo da 4 anni ogni giorno, anche perchè occupandomi di legge mi diverte affrontare certe leggi inutili con te che ne capisci di diritto. buon natale a te e famiglia! Emilio Gaudiano".
Donatello:
"Caro lorenzo, ciao mi chiamo donatello e sono un malato della roma da quando ho 11 anni. ti ricorderai di me forse per i file sugli spettatori che ti ho inviato spesso in passato e da te molto graditi. volevo aprire una piccola discussione su un tema che a me sta molto a cuore. io sono pugliese, di ostuni, e dai 18 anni (ora ne ho 25) sono però fuori casa: prima a milano per studio e ora a siena per lavoro. sono cresciuto romanista perchè lo è mio padre e perchè amici romanisti di ostuni mi regalarono una sciarpa dopo la finale roma torino 5 a 2 di c.i. del 93. da allora quella maglia è diventato uno dei punti centrali della mia vita: mi organizzo in base a quando e dove poter vedere la roma, vado quasi sempre in trasferta da solo e tante altre cose. ho incontrato tanti romanisti che mi hanno fatto i complimenti per la mia fede pur non essendo romano. SONO CRESCIUTO PERENNEMENTE SFOTTUTO DAI MIEI AMICI PER LA MIA FEDE E LO SONO ANCHE ADESSO. ma per me è solo un vanto. però spesso ho sentito un malessere dovuto al fatto che se non si è romani non si può essere veri romanisti. Un gran paio di balle, scusate lo sfogo. Lo sono molto più io e katia e cecilia (una ragazza di savona che ho conosciuto in trasferta a livorno eche gira l'italia da sola per vedere la roma) che non migliaia di tifosi romani che sono a malapena simpatizzanti e che non vanno manco allo stadio: infatti basta vedere il crollo di tifosi all'olimpico negli ultimi tre anni. e se i tifosi della roma sono tutti dentro il GRA allora sai che penso??? che forse non siamo/siete più i mejo come una volta. A roma non avete ancora capito che quanti più tifosi ha una squadra tanto più importante/potente/vincente sarà: vedi il milan e l'inter (la juve non considerala) : hanno tifosi a milano e in tutta italia....Saluti e forza roma".
GM:
"Ciao Lorenzo anchì'o ero a Torino domenica, com'ero a Livorno la domenica precedente e come sono sempre in tutti gli stadi d'Italia per seguire la mia Roma. Vivo al nord anch'io e ho letto che questo fatto di essere romanisti del nord non è stato tanto gradito da alcuni...
Ho letto la mail di Katia piemontese-romanista, alla quale va tutta la mia solidarietà e comprensione da tifosa vicentina-romanista.
Quello che vorrei capire è perchè essere tifosi del nord può provocare fastidio....sottolineo fra l'altro che per noi sono tutte trasferte anche le casalinghe, il che comporta molti sacrifici in primis quello economico, lo sbattimento per arrivare ad avere il biglietto, i km che sn tanti, il tempo atmosferico che sfidiamo a dispetto di tutto pur di essere presenti...non mi sembra poco... Quando finisce la partita all'Olimpico i romani prendono il loro scooter e in mezz'ora sono a casa, io arrivo a notte fonda e il giorno dopo devo andare a lavorare...non mi sembra poco... Come Katia anch'io e i miei amici non facciamo parte di nessun gruppo, ne abbiamo fondato uno in occasione di Udinese - Roma semifinale di coppa Italia gestione Bruno Conti e da allora è presente OVUNQUE..non mi sembra poco neanche questo... Cosa dire? Io non mi sento una romanista inferiore o diversa solo perchè vivo in Padania, sono fiera di esserlo e porto sempre alti i colori più belli del mondo!!! PS: d'accordo anche per la serenità che si è respirata sia a Livorno che a Torino...non me ne voglia nessuno.Ciao Lorenzo, complimenti e ovviamente FORZA ROMA!!".
Beppe: "Ciao lorenzo sono beppe di asti e volevo testimoniare la tristezza del settore ospiti a torino domani io non manchero' ma spero vivamente che la situazione si sblocchi al più' presto. Volevo solo dire che noi romanisti non romani che viviamo fuori Roma siamo molto penalizzati per l'acquisto dei biglietti vedi Livorno secondo loro io dovevo venire a Roma in profumeria prendere il biglietto e la domenica andare alla partita .Be' complimenti Pisanu e Amato(ma da chi?) Grazie mi avete levato la mia passione io voglio essere libero di andare allo stadio e di poter comprare il biglietto la domenica allo stadio  o almeno via internet.Sono a un bivio come penso molti altri ma non voglio dargliela vinta un ultima cosa i giocatori mi fanno schifo quando finisce la. Partita non vedono l'ora di andare negli spogliatoi BRAVI STRONZI NON AVETE RISPETTO PER NOI TIFOSI NEGATE IL SALUTO A CHI VI SEGUE COMPLIMENTI MA OCCHIO CHE SE IL GIOCCATTOLO SI ROMPE SO' CAZZI VOSTRI".
Ragazzi, non facciamo un dramma di questa cosa! Conosco personalmente ragazzi di Firenze, di Torino e via dicendo che sono abbonati in Sud e ogni domenica si fanno chilometri e chilometri per andare e tornare dalle loro case.... Posso dire che forse neanche io ce la farei! Quindi non si p