"Le leggi inutili indeboliscono quelle necessarie"
(Louis C. Montesquieu)



 

 
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13576
Le partite gratuite per i minori degli anni 14
nella stagione di Serie A 2007/08... 
teniamo il conto!
1
Roma/Siena
ore 15.00
2
Roma/Dinamo Kiev
ore 20.45
3
Roma/S. Lisbona
ore 20.45
4
 Roma/Cagliari
ore 20.30
5
Roma/Udinese
ore 15.00
6
 Roma/Manchester Utd
ore 20.45

IL BLOG DI CRISTIANO MILITELLO
DOVE SEGNALARE I SOPRUSI
http://blog.striscialanotizia.fabbricadigitale.it/

Il sito viene aggiornato ogni sera, verso la mezzanotte o poco dopo. 
A volte anche verso le 15.00. Il sabato non ci sono regole. Dopo le partite, le foto vengono inserite dopo circa due ore, salvo imprevisti.

"Non sempre i ribelli possono cambiare il mondo.
Ma mai il mondo potrà cambiare i ribelli"
(Alain de Benoist)
Daspa il giocatore
Giustizia per
Gabriele Sandri


30 novembre: prima che mi dimentichi: per la Roma a Parigi, scrivere a circospetto@hotmail.com.
Poi, finalmente on line le fototifo di Dynamo Kyiv/Roma.
Da Pisa: "Premessa: L'episodio a cui si riferiscono è accaduto sabato in Chievo Verona - Pisa. I tifosi pisani avevano messo uno striscione quadrato di circa un metro per lato con scritto : "Giustizia per Gabriele. Mau Ovunque" Mau è un ragazzo pisano morto allo stadio di La Spezia a causa delle negligenze
dei soccorsi, caso archiviato senza spiegazioni.. cmq..Dopo che hanno affisso questo striscione i poliziotti sono entrati in curva e hanno ordinato di togliere lo striscione altrimenti avrebbero caricato. I capi ultras hanno provato a spiegargli che non c'era niente di male, che era solo un messaggio di solidarietà per un ragazzo che se n'era andato, però i poliziotti si preparavano a caricare anche se non c'era il minimo pericolo per l'ordine pubblico.
Questi 100-150 Ultras allora hanno preso lo striscione, lo hanno arrotolato, sono rimontati sui pulman e sono ritornati a Pisa senza che nessuno glielo
avesse ordinato.
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28/11/2007 ore 18:34 - Comunicati della Curva Nord "Maurizio Alberti"
Comunicato sui fatti di Verona
La Curva Nord "Maurizio Alberti" intende precisare i fatti incresciosi accaduti sabato a Verona: come largamente preannunciato, siamo entrati mezzora prima
dell'inizio partita e abbiamo attaccato uno stendardo ("giustizia per gabriele"- piccolo e non autorizzato) e abbiamo incominciato ad intonare i nostri
cori. L'intenzione era di cantare fino al fischio di inizio per poi rimanere in silenzio per 90 minuti. Ad un certo punto abbiamo visto decine di celerini
in tenuta anti-sommossa sbucare dalle entrate della curva al grido: "o levate lo stendardo per Gabriele o carichiamo tutta la Curva". In quel momento in
curva c'erano anche bambini, donne e anziani. Per evitare un massacro ed evitare di essere strumentalizzati proprio nel giorno del silenzio per
Gabriele, abbiamo levato lo stendardo e siamo usciti dallo stadio. Chiaramente la notizia a carattere nazionale non è stata riportata e poco anche a carattere
cittadino. Per noi invece questo fatto è gravissimo e siamo convinti che se non avessimo levato lo stendardo e la celere avrebbe caricato si sarebbe parlato di
tafferugli procurati dagli ultras pisani, di terrorismo e di attacco alle forze dell'ordine. PER UNA VOLTA abbiamo preferito andar via piuttosto che essere
strumentalizzati proprio nel giorno del ricordo di Gabriele Sandri e piuttosto di vedere la testa della gente spaccata per aver commesso "il gravissimo reato" di aver chiesto giustizia per un ragazzo assassinato da un colpo di pistola alla testa.
Siamo veramente stanchi di questi soprusi e siamo nauseati da tutta questa ipocrisia. NON BISOGNA CHIEDERE IL PERMESSO A NESSUNO PER CHIEDERE GIUSTIZIA PER UN RAGAZZO MORTO A 26 ANNI IN QUELLE TRAGICHE CIRCOSTANZE... GIUSTIZIA PER GABRIELE
Curva Nord "Maurizio Alberti"- Pisa Link: http://www.svitatipisa1990.info/new.php?id=744
Poi,  mi vengono segnalati incidenti a Madrid prima della partita di Coppa Uefa Atletico Madrid/Aberdeen:
Undici feriti in una rissa nei dintorni del Calderon.
Nella rissa, che ha richiesto l'intervento della polizia, sono state lanciate bottiglie ed altri oggetti contundenti, ciò giustifica che le lesioni siano localizzate alla testa e alle mani ad eccezione di una che è stata una distorsione alla caviglia.
Undici feriti lievi per contusioni è stato il bilancio degli scontri, fra tifosi dei clubs Atletico de Madrid ed Aberdeen, avvenuti prima della partita di Coppa Uefa nello Stadio Vicente Calderón. Nella rissa, che ha richiesto l'intervento della polizia, sono state lanciate bottiglie ed altri oggetti contundenti, ciò giustifica che le lesioni siano localizzate alla testa e alle mani ad eccezione di una che è stata una distorsione alla caviglia. Ciò è stato riferito all'agenzia EFE dal portavoce dei servizi di Emergenza di Madrid. Tutti i feriti sono stati curati nel luogo in quello che si può definire un intervento "abituale" in una partita di calcio di queste caratteristiche.
Qui sotto c'è il link al video:
http://www.ono.com/presentation/default.asp?play=true&guid={117EBE54-8B23-42E9-BA75-BE2344BDA30C}
E-mail da Torino: "Ciao Lorenzo, sono Federico dei Drughi Ponente,ti avevo già scritto ai tempi della morte di Raciti ora ti riscrivo per segnalarti un fatto altamente schifoso successo domenica a juve-palermo. Come avevamo stabilito curva Sud e curva Nord rimangono vuote e in silenzio per tutta la partita con tanto di striscioni per Gabriele (ti allego le foto della curva sud),l'atmosfera silenziosa veniva interrotta dai juve juve fatti dai distinti,che giustamente non cantano mai mentre oggi cantavamo..che bravi tifosi...di merda..resta che gli ultimi dieci minuti si decide di cantare gabriele uno di noi..ed ecco il fattaccio...lo stadio ci fischia!! incredibile mai mi sarei aspettato una cosa così schifosa e infame dai distinti,dove sono i media ora?ah già non si è fischiato il maresciallo (applaudito durante il minuto di silenzio anche dalle curve,anche se mi chiedo ancora dov'è il minuto di silenzio per Gabriele..) allora va bene?ti mando anche il link di youtube dove si sentono i fischi.. http://it.youtube.com/watch?v=5MKLAQUyCHA
direi che l'opinione pubblica è sempre più scarsa..mi viene da vomitare.. Un saluto Fede"
Devo dirti la verità Federico: la cosa non mi stupisce più di tanto e sono certo che potrebbe accadere in qualsiasi stadio. C'è una totale distinzione tra due categorie diverse di tifosi di calcio. Ti invito a leggere l'articolo mandato qualche tempo fa che si intitola "La giusta distanza". Lì c'è già tutto.
Credo sia impressionante l'eco che ha avuto l'omicidio di Gabriele Sandri, come dimostrano le altre foto qui sotto:

Juventus

Juventus

Rapid Wien

Bellinzona

Steaua Bucarest

Nantes

Lucerna

Panathinaikos

Lazio

Bosnia

Chiasso

Grasshoppers

Olympique Lyonnais

Munchen 1860

Olympiakos

Neuchatel Xamax

Sporting Gijon

Real Zaragoza

Sassari

Losanna Hockey Club
Omaggio video dall'Ungheria:

Kosice

Kaiserslautern

Kaiserslautern

Kaiserslautern
Una e-mail: "Ciao Lorenzo, navigando sul web ho trovato questo artcolo sul derby siciliano di domenica.
Catania-Palermo: chiuso il settore ospiti
La vedova Raciti: "Bisognava intitolare lo stadio a mio marito"
Domenica si gioca Catania-Palermo. Sfida che torna a quasi dieci mesi da quel maledetto 2 febbraio, giorno degli incidenti fuori dal Massimino, prima del derby siciliano, incidenti nei quali rimase ucciso l'ispettore capo di Polizia Filippo Raciti. Domenica lo stadio di Catania ospiterà soltanto i tifosi locali. Chiuso il settore ospiti (riservato per l'occasione alle scolaresche e ai ragazzi della scuola calcio del Coni), per decisione dell'Osservatorio del Viminale. I tifosi del Catania potranno acquistare un solo biglietto a testa, con il divieto di cedere il proprio tagliando. I biglietti saranno venduti solo nella provincia di Catania. Vietata la diffusione attraverso circuiti telematici, e fino alle 19 del giorno precedente il match.
Provvedimenti che non soddisfano la vedova dell'ispettore ucciso, Marisa Grasso. "Domenica non andrò allo stadio perché non voglio subire altro dolore non vedendo onorata la memoria di mio marito. A mio parere la città doveva rispondere con un gesto di responsabilità, civile, educativo, rispettoso e dovuto intitolando lo stadio, prima di questo derby, all'ispettore capo Filippo Raciti".
"La decisione dell'Osservatorio la ritengo dunque non completa, perché si poteva agire in due modi. Se fosse stato intitolato lo stadio a mio marito, le porte dovevano essere aperte a entrambe le tifoserie che, a loro volta, dovevano rispondere con messaggi di civiltà. Ma visto come sono andate le cose penso che dovesse rimanere chiuso".
Mio commento personale a margine; invece di chiedere di intitolare lo stadio al marito io chiederei la verità sulla sua morte. saluti, Marco
Credo la sappia. E' per questo che chiede l'intitolazione dello stadio.
Iniziamo con l'argomento del giorno. Ogni volta che mi viene chiesto di pubblicare un comunicato ufficiale già so che debbo stare al PC molto più tempo del previsto. Non potendo fare le 4 di mattina ho fatto quel che ho potuto:
"Ciao Lorenzo,sono Andy. intanto buongiorno.....
ho letto il comunicato sul tuo sito,ma non facendo parte di nessun gruppo mi chiedevo se il comunicato appartiene a tutti i gruppi o solo la parte bassa....
magari per una volta si riuscisse davvero a lasciarla interamente vuota la sud... complimenti per il sito..se hai tempo risp.. saluti".
Il comunicato l'ho letto come tutti. Mi sembra di capire, e non credo di sbagliarmi, che si tratti di una scelta di tutti i gruppi della Curva Sud, altrimentim il comunicato avrebbe riportato i nomi dei gruppi che lo proponevano. La scelta del Circo Massimo immagino suia per evitare strumentalizzazioni della stampa che non perderebbe l'occasione per inventarsi picchettaggi, donne picchiate e bambini in lacrime stuprati dagli ultras. Questa intelligente scelta fa sì che il comunicato possa essere o meno condiviso, ma non toglie di certo la libertà di entrare in curva o non entrarvi.
"Ciao Lorenzo,
ho appreso dal tuo sito la decisione dei gruppi della Sud di non entrare Domenica con l'Udinese, approvo la scelta,aderirò alla forma di protesta,ma non posso negare la tristezza che ho dentro...
Rimane fuori mi fa male,sto scegliendo autonomamente di non entrare,ma non so perchè ho la sensazione che fuori non mi ci sto facendo da solo.Coloro che regolano,decidono,fanno leggi,decidono se sei a rischio 1,2,3,4,5,200,700,...sono loro a farmi fuori.
Paradossalmente riacquisto un po di felicità...se sono loro ad allontanarmi,riesco a dare un senso alla mia scelta.
Triste perchè fuori,felice perchè fuori.
Oggi,dopo aver letto il comunicato,mi è venuto in mente che Domenica c'è l'ingresso gratuito per i bambini,per molti di loro sarà la prima volta allo stadio.Ho ripensato al giorno in cui ho varcato per la prima volta i cancelli dell'Olimpico...i bambini che Domenica andranno allo stadio non vivranno le mie stesse emozioni.
Avevo 7 anni,la prima volta fù in Tribuna Tevere...avevo lo sguardo fisso alla Sud,con i suoi colori,le sue bandiere,i suoi tamburi,la sua gente...avevo solo 7 anni ma già volevo entrare in quel mondo.
Fù cosi che mi innamorai definitivamente della Roma,della Sud...i bambini di Domenica cosa vedranno?
Un ambiente freddo,senza alcun colore,nessun coro,niente di niente...non si innamoreranno.
Ha vinto la tristezza...
Marco
Già so cosa accadrà domenica. Ne sono certo al 1000 x 100. E sarò sempre più felice di stare dall'altra parte. I miei bambini li porterò quando tutto tornerà come prima, cioè mai.
"Ciao Lorè volevo solo farti notare una cosa...stavo vedendo il tgsport di raidue, quando parte il servizio su roma udinese (mi sembra di Mattioli) quando alla fine se ne esce dicendo " per quanto riguarda il tifo poteva essere l'occasione per vedere entrambe le tifoserie, cosa che succede di rado in questo periodo, ma i tifosi della Roma, in memoria di Gabriele Sandri, diserteranno  la curva per darsi appuntamento al circo masimo dove non ci saranno maxischermi ma solo radioline.... peccato si è persa una buona occasione per ricominciare...."
MA COME???? prima vogliono allontanare questi famigerati ultras-teppisti-violenti-terroristi-rovinacalcio dallo stadio, e poi il giorno che decidono di non esserci si recrimina perchè non ci saranno??? MA QUESTI STANNO FUORI????? non ho più parole per definire questi beceri-pseudo-giornalisti.....
Riccardo". Pochi commenti alla e-mail. Ancora una volta, per sempre, in eterno: sono sideralmente opposto a questa gente.
Altra e-mail: "Bene il sito, ottima la poetica della nostalgia e della romanità, benissimo le proposte per il ritorno al calcio vero, e l'importanza data alla storia, ai colori delle maglie, etc.. Benissimo anche la dimensione sociologica e, diciamo così, filosofica legata alle devianze della "società del business" - che meglio sarebbe chiamare col nome più rappresentativo di società degli affaristi e dei truffatori. L'unica cosa che non condivido è il concetto stesso di "ultras", ormai
assai lontano da qualunque significato innocente, e invece evocativo del  tifo organizzato, che ha la smania di rendersi protagonista molto al di là  della passione pura e semplice. Essendo un libertario convinto, trovo anch'io insopportabili tutte le sindromi repressive e i divieti portati a sistema, e anch'io trovo
malinconiche le gradinate prive di colori e di bandiere: ma trovo ancora  peggiori le malefatte dei gruppi ultras - o sedicenti tali - che hanno trasformato gli stadi e i loro dintorni in campi di battaglia. Una lotta contro l'inettitudine della polizia, contro l'affarismo e tutto il resto non può essere circoscritta al fenomeno calcio, né essere portata avanti mescolando valori veri e puliti con la torbidezza di certi circoli del tifo organizzato: si fa un torto al tifo pulito, e si fa un torto ai contenuti civili e politici di quella lotta. Io credo. Saluti cordiali  - piero dm
Gentile Piero, i complimenti sono sempre piacevoli. L'unica cosa che - a mia volta - non condivido è che la fenomenologia della violenza sia nata oggi. Il mio sito evidenzia gli aspetti positivi dell'essere ultras - che intendo come supertifoso della squadra e non supertifoso di se stesso, se non in seconda battuta - e le distonie di chi prende provvedimenti che penalizzano il tifo colorato, senza comunque risolvere il problema della violenza. Probabilmente il difetto è quello di fare poca autoritica, del resto ci pensano i 30 quotidiani nazionali e locali (oltre a svariate reti televisive) a bilanciare il tutto.
E per finire, questo sito lo ha fatto un ultras, nel senso che sopra ho riferito.
"Noi da ULTRAS ci rendiamo conto della mondezza che ormai è diventato il nostro calcio,ma pensiamo anche che questo sciopero indetto dalla Curva Sud per domenica 2 (gara Roma-Udinese) non serva a molto perchè sarebbe come lasciare la Roma. La Sud da a loro la forza e l'orgoglio di esultare al momento della rete,e se noi ce ne andiamo al Circo Massimo per protestare, non risolviamo niente,preferiremo stare nella Sud a guardare la partita e magari lasciare anche metà curva vuota ma la Roma va sempre seguita. Noi con questo non vogliamo essere dei rivoluzionari che cambiano le idee ma vogliamo solo dare il nostro punto di vista su questa vicenda. Ormai il calcio è diventato un calcio industria,e se noi disertiamo la Sud sarebbe dare un punto a favore alla repressione ultras. Con questo concludiamo dicendo domenica allo stadio bisogna dare il nostro appoggio alla squadra e insultare sempre più (censura).
Ognuno ha il suo punto di vista, ovviamente, su come protestare contro lo stato delle cose...
"ciao lorenzo, spero  vivamente che domenica riusciremo a lasciare la Sud vuota, se non ci riusciamo stavolta non riusciremo mai più penso. Non possiamo continuare a sottometterci ai loro sporchi interessi, alle loro inutili leggi, alla loro stupida repressione....la morte di Gabriele brucia ancora e nel cuore di ogni ultras ci vorrà tempo prima che un pò si plachi questa rabbia. Facciamo rumore con il nostro silenzio, creiamo disagio con la nostra assenza... dai gruppi è arrivato un segnale forte,CURVA SUD unita e compatta, facciamo trovare pronti,e godiamoci roma-udinese nella suggestiva cornice del Circo Massimo e.....il pallone lo porto io!
Mi scrive Michele: "Ciao Lorenzo, sono Michele. Nel rinnovarti gli ormai scontati complimenti per il sito, e nel domandarmi come tu faccia a mantenerlo così aggiornato e a rimanere al passo con i tempi e con le miliardi di e-mail (semplice: non dormo) , volevo segnalarti innanzitutto un fatto relativo alla partita Dinamo Kiev - Roma. Al goal del 1 a 3 di Bangoura, da una delle angolazioni del replay, mi è sembrato di vedere esultare sullo sfondo un agente della polizia....se avrai voglia e tempo verificalo guardando i video su youtube.
Ora passiamo ad un argomento serio: rispetto, ma non condivido la scelta di mostrare ancora ribrezzo e disdegno per ciò che è accaduto al povero Gabriele. L'11 novembre successe il fattaccio. Il giorno successivo si è parlato dell'omicidio. Già 2 giorni dopo nn si parlava più della morte di un giovane tifoso innocente, ma si buttava merda sopra la reazione degli ultras a Roma, Milano e Bergamo. La settimana dopo: il nulla. Ora, a distanza di nemmeno tre settimane si è totalmente dimenticato tutto. L'omicidio di Meredith, la ragazza americana uccisa a Perugia la notte di halloween (31 ottobre, ben 11 giorni prima), è tutt'oggi sulle prime pagine dei quotidiani nazionali. Concordo nel ritenersi estremamente umiliati e schifati da tutto questo. Concordo nell'essere ribelle fino all'ultimo giorno, nel rifiutare fino in fondo queste leggi che a definirle oppressive gli si fa un complimento. Ma non credo che nel lasciare la Curva Sud, il cuore e l'anima del tifo giallorosso, vuota possiamo dimostrare qualcosa, anzi, così gliela diamo vinta. Realizziamo il loro sogno: Cacciarci, e non allontanarci, dagli stadi. Inoltre puoi spiegarmi come mai i laziali, direttissimi interessati, hanno presenziato lo stesso in Nord ieri sera? Finchè si organizzeranno sit-in e cortei di qualsiasi genere in qualsiasi posto sarò in prima fila a combattere insieme, ma non ha veramente senso non cantare e non colorare la nostra amata Curva Sud. Un grande saluto. Non so quello che hanno fatto i laziali e, ovviamente, questo deve poco importare... Ognuno tiene il comportamento che crede in base alla propria legge morale e alle sue convinzioni. L'unica cosa che mi provoca ribrezzo sono gli insulti da parte di molti tifosi che criticano la scelta: sono assolutamente certo che se in Curva Sud domenica dovesse partire un coro per Gabriele Sandri, gli spettatori-bene fischierebbero, così come per il minuto di silenzio per Raciti alcuni tifosi girarono le spalle.
So che molti tifosi non ce la faranno a stare fuori e a compiere una scelta così radicale, del resto il comunicato viene da quei gruppi che si definiscono ultras.
Poi:
"Ciao Lorenzo...ti scrivo per sfogarmi un pò analizzando questo periodo storico che stiamo affrontando.innanzitutto è assurdo che già non si parla più di Gabriele(R.I.P.) e del suo assassino(anche se già dopo due giorni non sene parlava più),ma si preferisce oscurare il tutto con il solito problema della violenza negli stadi,facendolo passare come primo problema in Italia e facendo finta di saper affrontarlo e risolverlo,senza pensare che in Italia ci sono cose ben più gravi prima da affrontare come corruzione,pedofilia,sicurezza e chi più ne vuole ne metta.tutto questo non risolverà MAI niente,anzi...il problema di sempre in Italia è la mancanza di responsabilità da parte dello Stato o dei privilegiati...a rimetterci sono sempre i soliti...nel senso che se io domenica vado allo stadio a spaccare la testa ad un altra persona, so che potrei prendermi le dovute conseguenze.ma se un poliziotto abusa di potere (allo stadio,per strada,in un autogrill...)sa che molto difficilmente gli succederà qualcosa...ci sarà sempre qualcuno che farà sparire le prove,o qualcuno che non si sa per quale motivo (ah forse perchè "La legge è uguale per tutti")lo scagionerà da qualsiasi pena.questo non è un pensiero o un'ipotesi,ma è la verità che mi hanno messo in testa con i fatti,dopo la morte di Carlo Giugliani, dopo Gabriele e dopo mille altri fatti (vedi il capo dei vigili a Roma)...e quello che mi fa più schifo è che è tutto già sistematico che si ripete ogni volta...ci hanno riempito la testa di cazzate per un'intera settimana con gente accusata di terrorismo e non sappiamo ancora cosa significa la parola Giustizia per i fatti di Gabriele...loro pensano che un giorno avranno il loro amato stadio commerciale e con i tifosi(se così possiamo chiamarli)che si abbracceranno tutti insieme in un Catania-Palermo:un'isola felice per gente finta senza passioni e valori...purtroppo finchè esisteremo tutto questo non potrà mai accadere...noi ci saremo sempre perchè il calcio ci appartiene e senza di noi non esisterebbe...mettetevelo in testa!LA NOSTRA PASSIONE SARA' SEMPRE PIU' GRANDE DELLA VOSTRA REPRESSIONE...
GIUSTIZIA PER GABRIELE".
"Ciao Lorenzo, sono Fabio della prov. di bari e grande tifoso della Lazio. Ti ho scritto non per parlare di calcio..ma di una cosa che è più importante: la solidarietà in questo momento. Graze per la solidarietà mostrata in questo momento brutto per noi tifosi ma in generale per tutti gli ultras italiani. I veri uomini si vedono nei momenti di difficolotà e voi siete uomini veri!!! Ho letto appena adesso il vostro comunicato in cui dirte che per ricordare Gabriele lascierete la curva sud vuota: questo è un gesto che vi fa onore!!!! Grazie di tutto". Chi vivrà vedrà.

29 novembre: anzitutto, ricevo a pubblico questo comunicato:
"Tifoso della As Roma, Ultras della Curva Sud, semplice utente di questo calcio industria o illuso e romantico sostenitore di un ideale e di uno stile di vita, a te rivolgiamo queste righe per spiegare il perchè, domenica prossima in occasione di Roma -Udinese, la Curva Sud dovrà rimanere vuota di passione e di persone.
La morte di Gabriele Sandri sembra si stia dimenticando, superata e sepolta da un sistema deviato che salvaguarda se stesso ed i propri interessi a discapito di tutto il resto.
Tutto viene e sarà stravolto, distrutto e ricostruito con l' unico obiettivo di essere strumento per i classici e soliti giochi di potere; 
è quello che sta accadendo, ora come sempre.
In un paese dove " la legge è uguale per tutti ", ma non tutti sono uguali davanti alla legge, siamo ancora una volta spettatori di una nuova ingiustizia e, di vederci ennesimamente puntati contro i 
riflettori di un opinione pubblica strumentalizzata da stampa, massmedia e lobby di potere.
L' Ultras va eliminato, perchè le curve sono oasi di pensiero libero e non omologato, in una società vuota di valori e lobotomizzata; sono un terreno non ancora massificato ed instradato nei soliti binari degli interessi, un terreno che non fa certo comodo a chi tutto controlla.
C' erano una volta le coreografie, i colori, le bandiere e gli striscioni, ricordi di una curva che ci hanno accompagnato da sempre e che oggi con tutta questa repressione diventeranno sempre più ricordi sbiaditi.
Da qui oggi nasce la nostra riflessione e presa di coscienza che ci porta a rimanere fuori, non solo dalla Curva ma anche da questo stato di cose; ed è quello che chiediamo ad ognuno di voi, di riflettere, ricordare e iniziare a comportarsi come ognuno ritiene più giusto in un momento decisamente delicato.
Non ci troverete fuori i cancelli della Sud domenica, perchè a qualcuno farebbe comodo dire che la nostra prepotenza ha lasciato la curva vuota e, per non far parlare ancora chi dovrebbe una volta tanto nella vita farsi da parte, almeno ora. 
L' unica possibilità per salvare la propria dignità e i propri diritti, passa attraverso la scelta di ognuno di noi che siamo allo stesso tempo complici e vittime di questo circo, che lasciato solo è destinato ad estinguersi.
L' appuntamento è domenica alle 14 al Circo Massimo con sciarpe e bandiere uniti nel pensiero, nella passione e negli ideali per tifare la nostra Roma........visto che di circo si parla.

 CHE OGGI LO SPETTACOLO ABBIA INIZIO...
      MA SENZA DI NOI!

                            I GRUPPI DELLA SUD"

Dopo di ciò, iniziamo con le -mail:
"Ciao Lorenzo ho da poco appreso la notizia del settore ospiti dello stadio Massimino di Catania dove i tifosi Palermitani non potranno assistere alla partita.Non capisco dove è stato lo sbaglio nostro?!Non ci siamo resi protagonisti di incidenti ,di altre cose ben più gravi,ci siamo calati le corna con le nuove leggi repressive,facciamo sacrifici pur di non far mancare il nostro apporto alla squadra per poi vedere chiudere o sbatterti una porta in faccia,forse a quanto ho capito nemmeno potremo andare in tribuna perchè vogliono vedere la carta d'identità con il luogo di nascita che deve essere tra Catania e provincia.Anche i tifosi catanesi quest'anno non hanno combinato casini.Credo che c'è la meritavamo questa trasferta?!La verità è che hanno paura che succeda un'altra cosa grave,ma avendo queste paure il calcio chiude.Ieri sera a Milano c'erano 20.000 interisti e 5.000 turchi ,tutti gli stadi europei erano strapieni;ora è inutile che ci vengano a prendere per il culo a noi tifosi dicendoci che gli stadi in Italia si stanno ripopolando,non siamo idioti e non siamo nati ieri,gli stadi italiani sono diventati di una tristezza inaudita. Saluti da un ultras Palermitano e fiero di esserlo fino alla morte.In bocca a lupo per la tua Roma.ciao!".
Da Milano: "Ciao Lorenzo, ti scrivo x un piccolo aggiornamento.....ieri sera sono stata al Meazza a vedere l'Inter......e questa volta la carta d'identità mi è stata chiesta una volta sola...ma guardano solo il nome non la aprono neanche per vedere se sei tu davvero..!!!!....Passato questo controllo e prima dei tornelli sono stata invitata a togliere il tappo alla bottiglietta dell'acqua, invito fatto da 2 poliziotti, ho dovuto aprire la mia borsa piccola e fare ciò.....ma mi chiedo dato che sono persona piuttosto normale....come ti ho detto no "sfegatata"...avevo sciarpa e guanti della mia squadra...che c'era bisogno di farmi aprire la bottiglia......premettendo che uno se vuole si porta il tappo da casa e la richiude!!! Comunque ieri sera la curva..no striscioni..si alle sciarpe....... si al tifo ..ai cori ecc......così come tutto lo stadio. Ciao...e complimenti ancora x il sito.......Antonella".
Poi la segnalazione di un articolo (fonte: denaro.it), con relativo commento di TM:
"Sarà realizzato ad Arzano e sperimentato, a partire da dicembre, allo Stadio Friuli di Udine, il passaporto che permetterà ai tifosi l'accesso agli stadi. La card conterrà un microprocessore e un'antenna per la trasmissione dei dati in radio-frequenza (RF-Id - Radio Frequency Identification). La notizia è stata data ieri ad Arzano in occasione dell'inaugurazione della nuova fabbrica Gep, la prima in Italia e una delle quattro nel mondo in grado di produrre i semi-lavorati (paper-lam) per la realizzazione dei passaporti elettronici.
Parte a dicembre dallo stadio Friuli di Udine e durerà fino alla fine del campionato di calcio la sperimentazione del PassaSport: un passaporto per l'accesso agli stadi dedicato al tifoso, contenente un microprocessore e un'antenna per la trasmissione dei dati in radio frequenza. Un esperimento d'attualità che si collega alle iniziative messe in atto per scoraggiare la violenza negli stadi e quindi alla necessità di controllare in qualche modo gli accessi. Franco Soldati, presidente dell'Udinese, e Paolo Pepori, amministratore delegato di Gep, hanno siglato l'accordo ad Arzano in occasione dell'inaugurazione della nuova fabbrica Gep, che opera nel campo della tecnologia e della sicurezza alla presenza del ministro delle Riforme e dell'Innovazione nella Pubblica Amministrazione Luigi Nicolais e del presidente della Regione Campania Antonio Bassolino (vedi riqadro in pagina).
"Da sempre - afferma Soldati, che ha anche mostrato un prototipo del passaporto - la nostra società è in prima linea quando si tratta di innovazione tecnologica applicata al mondo del calcio. E' un progetto interessante. Come Udinese abbiamo accolto favorevolmente questo tipo di sperimentazione, ritenendola utile in prospettiva per migliorare e ottimizzare l'accesso allo stadio dei nostri tifosi".
"Sono convinto - ha aggiunge Paolo Pepori, amministratore delegato di Gep - che un uso appropriato della tecnologia debba semplificare e, dove possibile, rendere più sicura la vita del cittadino. Il PassaSport ne è un esempio. Utilizza, infatti, la stessa tecnologia del passaporto elettronico, garantendo lo stesso livello di sicurezza nella identificazione della persona e gli stessi dispositivi contro la falsificazione. Inoltre, rende più veloce e fluido l'accesso agli impianti sportivi".
L'accordo Udinese-Gep riguarda, inizialmente, la realizzazione in via sperimentale dei PassaSport per i giornalisti accreditati allo stadio Friuli. Uno dei varchi di accesso sarà attrezzato con un'apparecchiatura palmare dotata di antenna e radiofrequenza e un software di lettura. Il possessore dei PassaSport si presenterà al varco e il personale ad sdetto potrà rilevare in pochi secondi le generalità del proprietario e l'autenticità del documento. Ciò - è stato sottolineato - avverrà senza la necessità di inserire il PassaSport nel lettore ma semplicemente avvicinandolo attraverso la tecnologia di prossimità, a circa 20 centimetri. I risultati saranno un abbattimento dei tempi di accesso all'impianto, nonché un controllo più accurato dei frequentatori dello stadio.
I dati anagrafici necessari all'identificazione saranno inseriti nei PassaSport, "in assoluta sicurezza e con il consenso esplicito del tifoso", presso la nuova fabbrica di Gep e criptati, al fine di evitare la falsificazione e garantire la privacy del possessore".
QUALCHE COMMENTO PERSONALE
1)io uso il passaporto, quello vero,  PER LAVORARE e per andare in paesi che in genere sono governati o da dittatori o da generali dell'esercito (ok il tipo di lavoro l'ho scelto io ma questo per darti un idea di cosa identifico io con il passaporto e di che modello vogliono adottare negli stadi in italia)
2)chi rilascia il passaporto (quello vero)? LA QUESTURA! ora sara' anche una cazzata linguistica,  avrebbero anche potuto chiamarlo in altro modo (smart card del tifoso etc) che la sostanza non cambia, ma questa subconscia associazione mi lascia molto molto perplesso....".
Qui sotto un articolo di "Linea" del 25 novembre 2007:

Wuppertaler

Wien

Wien

Sydney FC

Sydney FC

Freiburg

Dynamo Kyiv e Roma

Bayern Munchen

Bayern Munchen

Atletico Madrid

Atletico Madrid

Linz

Linz

Ajax

Sambenedettese

Grasshoppers
A completamento della rassegna di foto, mi viene poi inviato questo pensiero, tratto da un forum:
"Dedicato a chi domenica scorsa se la ricorderà per sempre. Dedicato a chi non è riuscito a trattenere le lacrime e non ne ha provato vergogna. Dedicato ai ragazzi che muoiono ammazzati mentre dormono o mentre compiono il loro dovere di cittadini, oppure mentre se ne stanno tornando a casa con le mani ficcate in tasca. Dedicato a chi domenica mattina ha subito scritto o detto che si trattava di banda Noantri, che l'auto del ragazzo ammazzato era piena di armi, di esplosivo, che il ragazzo ammazzato era un teppista con un passato becero: voi. Siete. m@@@@.
Dedicato a chi ama il calcio. Dedicato a chi pensa che quei maledetti 90 minuti possano anche valere un'esistenza intera. Dedicato a chi le più intense emozioni della propria vita le ha provate dentro a uno stadio e così anche le delusioni più appuntite. Dedicato a chi ha perso un padre o un familiare e, ricordandolo oggi, è comunque legata al calcio la prima immagine che gli viene in mente. Dedicato a quelli che Nick Hornby è il miglior scrittore vivente, anche se non lo hanno mai letto. Dedicato a chi tra una serata con la donna della propria vita e la partita sceglie comunque e sempre quei novanta minuti maledetti.
Dedicato a chi parla con i terzini. Dedicato a chi non ha paura di cominciare un coro allo stadio. Dedicato a chi i tornelli gli fanno cagare. Dedicato a chi c'è stato 100 volte in quegli autogrill e sa che se 99 volte va tutto bene, basta una sola c@@@@ di volta in cui uno alza le mani o la voce, per leggere il giorno dopo sui giornali che i tifosi sono sempre gli stessi e che bisognerebbe vietare le trasferte. Dedicato a chi non può più entrare allo stadio perché ha scelto di non fare un passo indietro. Dedicato a tutti i forcaioli che non hanno mai conosciuto un carcere. Dedicato a chi s'è fatto mesi dentro senza un perché, mentre altri sguazzano tuttora in una poltiglia schifosa che si chiama impunità. Dedicato a chi si nasconde le facce dietro le sciarpe e il lunedì mattina presto va a lavorare in fabbrica in tram perché il Suv non ce l'ha mai avuto e mai ce lo avrà. Dedicato a chi ha sfondato quei vetri a Bergamo perché non si giocasse una partita di plastica, macchiata di sangue, ipocrisia e menzogna.
Dedicato a chi, come noi, s'è sentito in dovere, domenica sera, di incontrarsi tutti insieme da qualche parte, come dopo l'11 settembre, quando ci si chiamava a vicenda per sapere se andava tutto bene e per capire cosa sarebbe stato giusto fare. Dedicato a chi non è mai stato razzista e mai lo sarà, epperò durante quei maledetti 90 minuti non c'è un nero che non sia un negro dimmerda esattamente come non c'è un pelato che non sia malato di leucemia. Dedicato a chi dice le parolacce e a chi non gliene frega un c@@@@ di vedere i bambini sulle spalle dei papà allo stadio. Dedicato ai caffè borghetti, uno duemila, tre cinquemila. Dedicato a chi non ha voglia di uscire, la domenica sera, se la propria squadra le ha prese.
Dedicato a tutti quelli che il calcio non sarà mai solo uno sport. Dedicato a quelli che se non ci stanno due porte alle estremità, nemmeno lo chiamano SPORT. Dedicato a quelli che pure sul 5-1 per gli altri non lasciano il proprio posto allo stadio. Dedicato a quelli che non mangiano prima di un derby. Dedicato a quelli che vanno in trasferta: non riusciranno mai ad impedircelo, perché ci mischieremo, ci nasconderemo, ci guarderemo le partite arrampicati sugli alberi, sui piloni dell'elettricità, dappertutto, perché potrete levarci la vita da 80 metri di distanza ma non quei 90 minuti. Dedicato a chi passeggia per le strade della città ospitante cercando quel ristorante che gli hanno consigliato in curva la domenica prima. Dedicato ai viaggi di ritorno. Dedicato a chi guida. Dedicato a chi dorme. Dedicato a chi lo sa che non esiste nessuna grande opera d'arte al mondo e nella storia dell'umanità che possa dare la medesima emozione che corre sul filo tra il momento in cui l'arbitro fischia il rigore e l'attimo in cui il tuo giocatore si leva le mani dai fianchi.
Dedicato a chi davanti a una carica della polizia non ha mai fatto marcia indietro. Dedicato a chi marcia dietro gli striscioni invece di criticare dalla poltrona del salone. Dedicato a chi è tornato a casa con le ossa rotta. Dedicato a chi a casa non c'è tornato più. Dedicato a chi ha detto no a matrimoni e amici per esserci. Dedicato a chi ha capito qualcosa in più della propria esistenza al minuto 94.
Dedicato a chi pensa che ogni calcio d'angolo possa diventare goal. Dedicato a chi ha visto passare i più grandi calciatori del mondo nella propria squadra e oggi si abbraccia per un gol di Stendardo. Dedicato a chi esulta stretto a perfetti sconosciuti. Dedicato a chi ha pianto e riso a crepapelle e che oggi non ha un solo ricordo che non sia legato in qualche modo a una partita di pallone. Dedicato a chi pensa che le donne non ne capiscano un c@@@@. Dedicato a chi non ne vuole sapere la domenica. Dedicato a chi ci spende tempo, soldi e battiti di cuore nonostante lo schifo che c'è dietro.
Dedicato a chi rallenta sempre, in macchina, quando passa davanti a un campetto di m@@@@ dove stanno giocando una partita di m@@@@ di cui si parlerà fino a giovedì. Dedicato a chi non sa niente di Londra, Madrid e Barcellona fatta eccezione per lo stadio. Dedicato a chi si manda gli sms dopo un gol con dentro scritto semplicemente: "Goooooool!". Dedicato a quelli che si danno appuntamento al bar. Dedicato a quelli che al bar ci rimarranno per sempre. Dedicato a tutte le sconfitte che ci siamo infilati nel culo per poi fottercene una settimana dopo, come se mai niente fosse accaduto. Dedicato a chi se lo sentiva. Dedicato ai profeti del pronostico.
E' dedicato a noi questo post.
E' dedicata a noi questa settimana difficilissima che c'è stata. Noi che non saremo mai come voi ma che non per questo vi additeremo a distanza. Troveremo altri cordialissimi punti di comune interesse. Solo, per piacere, adesso lasciatelo riposare. Lasciateci in pace. E basta anche con gli slogan: Gabriele no, non vive. Tantomeno suona. Sta lì dove i morti stanno. E così sia".
E-mail: "al minuto 44 di Juve Palermo al coro "Gabriele Uno di Noi" la Tribuna fischia dopodichè una delle due parti non ho capito quale fa partire un "Vergognatevi". Di nuovo Gabriele Uno di noi, ancora fischi. Caressa se ne accorge e  dice "c'è polemica tra una parte e l'altra dello stadio". I fischi sono
rivolti sicuaramente al coro perchè la palla era in possesso della Juve. Perchè non è stato  evidenziato il "vergnoso"atto di fischiare una persona morta? Perchè  quando si fischia la morte di un funzionario dello stato si scatena il putiferio ed ora si fa finta di nulla?".
Arrivo in ritardo lo so, ma ovviamente mi associo: "ciao lorenzo come penso tu sappia in questi giorni ha perso la vita la moglie del nostro ex allenatore Cesare Prandelli. La mia è una richiesta per dimostrare che queste cose vanno oltre i colori, come per gabriele dimostriamo solidarietà anche per l' ex mister. Ti sarei grato se mettessi una frase o qlcs del genere on-line.
Viste le manifestazioni di affetto dimostrare anche quando il mister ha lasciato la roma per la moglie  "hai dimostrato al calcio intero cosa è un uomo vero" striscione IrishClanRoma".
200708 Inter/Atalanta
Finiremo così?
USA: SUONA IL CELLULARE, FINISCONO IN CARCERE
NEW YORK  - Un giudice italo-americano di Niagara Falls, nello Stato di New York, Robert Restaino, è stato licenziato per avere sbattuto in carcere 46 persone solo perché un cellulare aveva squillato nel corso di una udienza in tribunale. I fatti si erano verificati nel marzo 2005: quando il telefonino aveva iniziato a squillare, Restaino aveva chiesto al colpevole di manifestarsi, ma nessuno si era fatto avanti.
Furioso, Restaino aveva fatto incarcerare le 46 persone presenti tra il pubblico, la maggior parte delle quali erano poi state inmmediatamente liberate dopo il pagamento di una cauzione. Ma 14 sfortunati, senza un dollaro in tasca, erano stati incarcerati nella prigione della contea locale. Bombardato di domande dalla stampa locale, il giudice aveva poi cambiato idea, scarcerando tutti. In queste ore una commissione disciplinare di Niagara Falls ha deciso di licenziare il giudice, giudicandolo responsabile di "un abuso di potere monumentale e senza precedenti".
Elisa mi manda questo suo articolo:
Ultras, il linguaggio del muro
C’è chi si pronuncia, e chi fa silenzio, o aspetta nel silenzio che dovrebbe parlare dopo fatti tristi, aiutandosi con le scritte sui muri.
C’è chi parla, aggrappandosi a ipotesi di verità, come quando finiamo nelle strettoie delle storie – quando le storie ci rimbalzano dietro alle spalle, sospingendole in avanti ma impedendo di guardarsi bene addietro – che pretendono una soluzione valida, almeno per qualche giorno.
C’è chi medita, anche se ormai non è il tempo di meditare, i fatti traslocando veloci, qua il pensiero deve correre come un pixel di immagine replicato all’infinito su internet, dove le cariche della polizia vanno più lente dei suoni e dei colori impressi su un telefono cellulare, e poi inviati al mondo sommerso ed emerso, con un titolo semplice più di ciò che trattiene, come "Gabbo vive" oppure "Vendetta per Gabbo".
Linguaggio facile e immediato, e dietro il facile e l’immediato un complicato latente compromesso tra razionalità del buon governo e volontà di leggere i fatti, anche dietro lo schietto muro vergato da uno, due o tre parole che ci fanno paura, che neghiamo alla vista, che ci vedono tirare avanti, senza nemmeno pretendere di coprirle quelle scritte, sospirando nell’italietta stanca delle guardie e dei ladri, delle domeniche sante e dei teppisti in vista, mentre si parla di ciò che ci manca abusandone nelle parole; perché oggi, i valori e gli ideali, sembrano mancarci e ce ne facciamo un gran dolore.
Il primo grande tafferuglio che dovrebbe imbarazzare gli editoriali dei giorni successivi agli scontri di qualche domenica fà, è proprio un paradosso di linguaggi che va al di là dei fatti, e ne palesa l’incoerenza rispetto alle parole, che si compongono in quotidiane scritte sui muri, democraticamente in ogni quartiere.
Parole come identità, compagno, fratello, onore, lotta, rivolta, eversione, guerra, vendetta.
Perché chi scrive le parole sui muri (o meglio, qualcuno tra chi scrive, perché lo spirito di emulazione crea volenterosi replicanti delle intenzioni…) , ai valori e agli ideali crede, o si ostina a crederci, e fa propria una lotta che va ben al di là della cornice di uno stadio, o di un tombino divelto davanti alla questura.
Gli ultras oggi comunicano attraverso muri, blog o altro, comunque realtà di messaggi criptati quanto basta da non risultare accessibili ai massmediologi di turno, ma che raggiungono chiunque, come chiunque oggi può essere un ultras arruolato, potenziale dirottatore di corsie preferenziali per pulmann speciali, ma più spesso attivo innamorato della propria terra, incosciente quanto basta per spendere troppo soldi per organizzarsi una trasferta del Gragnano, non un delinquente ma un patriota della propria frazione d’Italia, da portarsi con orgoglio, mano sul cuore come quando un buon italiano sente il suo inno.
Perché l’Italia è un meraviglioso paese di frazioni e campanilismo, proloco e santità, e tanti generi di delinquenza che non ci permetterebbero di definire con un solo termine gli ultras, una legione che oggi sarebbe abbastanza numerosa da essere un partito politico, se solo non esistessero appunto, le frazioni e non si potesse proprio concepire una qualche lega, che so, tra laziali e napoletani.
Eppure, l’eccezione c’è stata, evidente e quanto mai sottolineata dai funerali di un ultras (poi spacciato a livello televisivo come tifoso, giusto per rendere la verità più semplice da raccontarsi in buoni e meno buoni) in cui bandiere contro bandiere, sciarpe contro sciarpe, l’identità ultras veniva rinnovata sotto colori differenti, non più diversi, che scrivono assieme "i colori ci dividono, la mentalità ci unisce".
Già, mentalità.
Ultras, dalla parola francese, ultra royal, gli ultra realisti, i fautori del terrore bianco del post termidoro rivoluzionario, sono una compagine che ama definirsi legione, e cita Sparta e i 300 di Leonida, forse non ama troppo il calcio di adesso, ma ama scendere "sul campo", calpestarlo con i piedi che camminano al ritmo dei cori, e preferibilmente voterebbe Forza Nuova per un senso di patriottismo ed onore che crea i fratelli, i compagni, quelli a cui intitolare uno striscione, se sono come i caduti, come Gabbo, quando "lo hanno sparato", anche a Napoli.
Perché quando l’immagine salta dai canoni, e al posto di una porta gonfiata da un gol arrivano i fuochi e le camionette dei celerini assaltate, e invece dei volti sorridenti le facce coperte a mò di Diabolik, e arriva la guerriglia, la questione dovrebbe allargarsi al linguaggio, che impone la rilettura dei fatti, insieme alle parole, quelle scritte sui muri.
Dovremmo ascoltare il silenzio degli arrabbiati che non concedono interviste e che per loro "i giornalisti sono infami", distinguendo i differenti tratti di una "delinquenza" che ci sembra sempre tutta uguale, eppure a volte per chi la professa è rivendicazione su un ordine costituito subito ma non riconosciuto, non solo nel perimetro dello stadio, ma anche nella lotta contro carovita e i celerini che sparano al posto di blocco e l’aereo presidenziale per Mastella al gran premio.
E’ la lotta di chi sta contro, contro da posizioni differenti,da ingegnere a operaio, a elettricista a studente, da aspirante avvocato a disoccupato, da donna a uomo, perché il sessismo in questo caso lo abbiamo lasciato da qualche parte.
Stare contro è uno slogan che cattura più del populismo poco accattivante della classe politica, stare contro è più allettante di uno scudetto, quasi più allettante dello stare allineati in fila a una linea telefonica, per partecipare ad un gioco a premi in televisione.
Gli ultras di oggi, sono un movimento trasversale di persone quanto mai differenti tra loro, per lavoro e status sociale, piuttosto giovani (e anche questo dovrebbe dar da pensare..) e orgogliosi di appartenere a una casta "pericolosa" e combattente, fieri di stare fuori dai meccanismi di potere, e ben lontani dal concepire una guerriglia legata solo alle squadre di calcio, per chi vince o chi perde, arbitro cornuto e scazzottate della domenica.
Vi è molto di più, una radicalità che sfoggia lo stare contro come dimensione globale di una risposta a temi generali, che individua un concetto errato dello stato dell’ordine, e che pensa di esistere con diritto e di subire boicottaggi e ingiustizie, mentre, come mi diceva un vivace ultras napoletano "a noi la mondezza ci arriva al culo".
Ed è con questo "stare contro" che dobbiamo fare i conti, uno "stare contro" contro il quale non basterà impedire trasferte, aumentare le scorte dei celerini, e diffidare per un labiale scortese; non basterà nemmeno la commozione rispetto a un fatto triste, come la vicenda di Gabbo, non basteranno gli arresti e i commenti sui delinquenti guerrieri, se non ci si porrà davanti a uno slogan urlato su un muro pensando, davvero, a chi sono e che vuole davvero, la frange degli ultrà royale".


28 novembre: in costruzione la pagina di Dynamo Kyiv/Roma.
Una sola e-mail per oggi... sono un po' stanco: "ciao lorenzo ti scrivo questa email ke vorrei tu publicassi per un semplice fatto che...se dopo sta crisi nera che ce gira intorno...la nave ULTRAS aveva uno spiraglio per rimanere a galla...dopo la grande STRONZATA de VENDITTI...la nave e' affondata del tutto...cmq sia avanti curva sud...un saluto dagli E.A.M. della curva...CLAUDIO TE ASPETTAMO".
ùMoralità, trasparenza, onestà, sicurezza e giustizia per i cittadini:
G8, le telefonate intercettate di Colucci:
«Manganelli è arrabbiato, dice di andarci giù forte»
L'irruzione alla Diaz
GENOVA (27 novembre) - Ci sono molte espressioni forti nelle intercettazioni delle telefonate dell'ex questore di Genova, Francesco Colucci, attribuite al capo della Polizia Antonio Manganelli nei confronti dei magistrati genovesi e soprattutto contro Enrico Zucca, titolare con Francesco Cardona Albini dell'inchiesta sull'irruzione della polizia nella scuola Diaz nei giorni del G8 di Genova, in cui sono imputati 29 poliziotti.
In seguito all'avviso di garanzia ricevuto da Colucci a fine maggio scorso, l'ex questore di Genova riferisce a un funzionario del ministero dell'Interno: «Il capo della polizia (Manganelli) è arrabbiato per l'accaduto e ha detto che devono andarci giù di forza». Colucci, sempre parlando di Manganelli con un altro interlocutore, riferisce che il capo della polizia avrebbe detto che «devono fare un'azione comune per essere pesanti contro i magistrati». In una telefonata del 24 maggio scorso tra Colucci e Spartaco Mortola, ex capo della Digos di Genova - il cui testo è stato riportato dal Manifesto - Colucci confidava: «Manganelli stamattina m'ha detto: "dobbiamo dargli una bella botta a 'sto magistrato" (Enrico Zucca), mi ha accennato che già qualcuno sta pigliando delle carte non troppo regolari».
Negli ambienti della Procura si sottolinea che la prassi dei vertici di polizia, secondo quanto emerso dalle intercettazioni telefoniche, sarebbe proprio questa: non solo commenti più o meno pesanti degli imputati contro i magistrati, ma pressioni e suggerimenti da parte dei capi. Un presunto malcostume che sarebbe evidenziato anche in una telefonata tra l'indagato Spartaco Mortola e Maddalena, ispettore inviato a Genova dal ministero per indagare sulla sparizione delle due molotov, prova regina contro i poliziotti nel processo Diaz. In una telefonata, Maddalena riferisce infatti a Mortola (che aveva il telefono sotto controllo per quell'inchiesta) tutto quanto aveva saputo dai magistrati e nel corso delle indagini in questura. Nell'inchiesta per la sparizione delle molotov, che procede nella massima segretezza, per ora è ndagato un artificiere per falsa testimonianza.
L'Italia tuttavia credo sia (Birmania a parte) l'unico Paese dove il capo della Polizia è proprio Manganelli e il vice capo di gabinetto del Ministero dell'Interno è De Gennaro e nessuno ha il coraggio di dire nulla...


26 novembre: prima cosa: sempre più spesso mi chiedono dove si vede la Roma a Parigi??
Iniziamo con le notizie: il derby Terracina-Latina, eccellenza , verrà disputato domenica prossima a porte chiuse. Mah.
"Napoli, fermati 10 ultras
NAPOLI (25 novembre) - Dieci ultras del Napoli sono stati fermati prima di Napoli-Catania. Gli ultras stavano cercando di scavalcare il muro di cinta per entrare senza il biglietto ma sono stati sorpresi dagli steward e dalla polizia. Alcuni di essi hanno reagito aggredendo alcuni steward. La polizia li ha bloccati e condotti in Questura".
Mi viene fatto osservare: "ma perchè devono essere 10 ultras e no 10 scugnizzi? c'hanno sempre sta parola in bocca 'sti balordi. e poi saranno stati al massimo 4 come a tutte le partite". Perché la stampa di regime ha ricevuto l'ordine di spostare l'attenzione dei media sugli ultras. Fino a poco fa erano i rumeni l'obiettivo mediatico, ora - nonostante il fatto più grave sia l'omicidio di Gabriele Sandri - questi personaggi mantengono viva l'attenzione sul "problema ultras" come fino a poco tempo fa facevano per gli ubriachi al volante. E' un sistema mediatico micidiale, ma ricordate che i direttori dei giornali rispondono a padroni politici e quindi se decidono di fare un titolo piuttosto che un altro c'è una precisa ragione al riguardo. E' il direttore (e quindi l'editore) che decide la questione alla quale dare maggior rilievo e il modo con cui deve essere posta all'ompione pubblica.
Altra e-mail: "Ciao Lorenzo, A due settimane dalla tragedia, vorrei riprendere un concetto ribadito da una mail settimana scorsa (non mi ricordo di chi) cui tu hai dedicato un'approfondita risposta. La mail era focalizzata sulla violenza, sull'accettazione dello scontro per quanto leale ma pur sempre in contrasto  con le leggi dello stato di diritto. Mi riferisco a come la societa' civile e I tifosi non ultras, ma che amano la propria squadra, vanno allo stadio e magari in trasferta quando possono/vogliono e apprezzano il tifo della curva, possa vivere il concetto piu' estremo dell'agire ultras, e cioe' l'accettazione comunque dello scontro, per quanto leale, senza lame e possibilmente non 10 contro 1. Mi spiego. Se all'improvviso le istituzioni rinsavissero e mettessero fine alla repressione (periodo dell'irrealta', lo so) per tornare (se mai c'e' stata) ad una oculata e "normale" gestione dell'ordine pubblico, senza soprusi e diffide disseminate a gratis, dovrebbe il mondo ultras fare di tutto per scartare l'ipotesi dello scontro? Non mi sembra infatti credibile che in una situazione idilliaca con le forze dell'ordine, ci si possa comunque scontrare per quanto lealmente, perche' a questo punto anche I cosiddetti tifosi appassionati da stadio normali, che secondo me a priori non hanno nulla contro gli ultras, non ci accetterebbero piu' (ma come, richiedete trattamenti normali come e' giusto che sia e poi appena potete ve le date di santa ragione in mezzo ad una strada o autogrill? Che mentalita' e' questa, direbbero).
Perche' parlo di "accettazione da parte dei tifosi da stadio normali"? Perche' questa categoria di tifosi (ripeto di stadio)  fa comunque parte di un'estrazione popolare del tifo, da cui proveniamo anche noi, magari ha precedenti frequentazioni in curva per poi allontanarsi per I piu svariati motivi ma mantenendo ricordi della curva.
Dall'altra parte mi chiedo nuovamente se possa esistere un mondo ultras in cui io fuori dallo stadio con altri 3-4 incrocio altrettanti del messina, capisco che sono ultras e non mi scontro ma faccio solo pernacchie. Scontrandomi metterei probabilmente in pratica il concetto dello scontro, ma dare agio a celere e benpensanti di ritornare alla repressione (vedete? Abbiamo eliminato I comportamenti repressivi e questi hanno ricominciato a menarsi).
Abbiamo dunque un futuro come ultras e relativa mentalita'? Ai posteri… Saluti Amaranto Domenico".
Mah, risposta difficile da dare. In realtà gli ultras non nascono con la predisposizione naturale allo scontro: i primi scontri si avevano perché, in assenza di scorte, ti trovavi nel territorio di un'altra comunità, spesso non ultras, e dal diverbio si passava rapidamente alle vie di fatto. Da lì sono nati i rancori e le vendette, con una sorta di radicalizzazione dei gruppi ultras e una visione diversa che includeva, tra i propri "doveri istituzionali" anche lo scontro con la tifoseria avversaria, sempre "motivato" da rivalità pregresse. Queste rivalità, tuttora esistenti, sono molto radicate per alcune partite, mentre altre si sono andate via via affievolendo, tanto che non vengono neppure più percepite come tali. Ruolo preponderante negli ultimi anni ha però avuto l'ingresso dello Stato nella questione. Nel tentativo di "normalizzare" gli stadi ha per primo adottato metodi anormali che hanno provocato l'odio, congiunto, di tutte le tifoserie, dalla più grande squadra di serie A alla più piccola della terza categoria. Parlando realisticamente, non credo sia possibile tornare indietro da parte dello Stato, perché quando viene compiuta una stretta autoritaria nessuno si prende la responsabilità di tornare indietro, visto che sarebbe il primo ad essere accusato al primo incidente che si dovesse verificare. Quindi vedo il futuro con stadi sostanzialmente deserti e senza colore (non penserete certo che siano le famiglie a riempire il vuoto lasciato!), con sporadici scontri lontano dagli stadi e assai più pericolosi, come in effetti già sta avvenendo.
La differenza tra noi e l'Inghilterra sta nel fatto che se da quelle parti spaccano un pub, la notizia ha un trafiletto nella cronaca, perché non lo si vuole ricondurre a un fatto da stadio, mentre da noi ha un peso assai superiore. Mi sembra però impossibile che le tifoserie ultras possano del tutto rifiutare a priori il fatto di scontrarsi: l'unica cosa che forse sarebbero disposte a rivedere potrebbe essere la "ricerca" dello scontro e dopo il caso Sandri credo che tutto sommato qualcosa si stia già muovendo in questo senso, anche se lo scioglimento della maggior parte dei gruppi principali comporta una frammentazione non più controllabile perché priva di referenti che possano avere l'autorità di frenare gli eccessi dal di dentro.
Del resto se due allenatori si picchiano in panchina, se due presidenti si azzuffano in tribuna e due gruppi parlamentari si affrontano in parlamento mi riesce difficile pensare che se romanisti e atalantini si dovessero incontrare da qualche parte si limitino a uno scambio di invettive o simpatici saluti.
Parliamoci chiaro: alcuni comportamenti sono insiti nel genere umano, o perlomeno in una parte di esso. Probabilmente si riuscirà, in futuro, a non avere fenomeni di violenza paralleli allo sport del calcio ma automaticamente questi comportamenti si sposteranno altrove, vuoi fuori da una discoteca, vuoi nelle periferie. Non è un caso se nelle banlieue di Parigi, giusto l'altro ieri, centinaia di giovani dopo la morte per mano della polizia di due dei "loro", abbiano assaltato una caserma, abbiano bruciato macchine e negozi e si siano scontrati con gli agenti. Non era uno stadio, ma il meccanismo sociale che è scattato è lo stesso del post-Sandri. Terroristi anche loro, certezza della pena anche per loro così il problema si risolve o forse c'è qualcosa che non va da un punto di vista sociale nelle "democrazie" occidentali?
Gli scontri a Parigi: non possono sfuggire le analogie con il post- Gabriele Sandri
Notizie: "un centinaio di reggiani non hanno rispettato il divieto della trasferta a Giulianova, distribuiti in maggioranza nei distinti e in minor misura in tribuna dove è successa qualche scaramuccia con i tifosi locali. A Verona alle 15.36 una pezza di un metro quadrato messa dai pisani "giustizia x gabriele" viene rimossa (strappata) dalle f.d.o. risposta: i gruppi abbandonano la curva".
Altra e-mail: "Ciao Lorè sono xxxxx. Vengo a sapere ieri pomeriggio che sul numero in edicola de "Il Romanista" è uscita un'intervista ad un amico (Alessandro Staccioli per la cronaca) che parlava della sua trasferta a Genova in mezzo ai genoani. Ora, posto il fatto che l'unica cosa vera è che lui a Genova c'era, per i cazzi suoi e magari è pure vero che ha amici genoani, quell'intervista è totalmente falsa, inventata, mai rilasciata ed oltretutto ci sono scritte una marea di cazzate, a quanto mi raccontano e soprattutto l'interessato non ne sa nulla. L'ha saputo ieri pomeriggio da me, dopo che io stesso ero stato chiamato da terzi, stupiti che lui avesse potuto rilasciare simili dichiarazioni. So che ha già contattato la redazione per l'opportuna smentita ed ora se la vedranno tra di loro, ma volevo segnalarti l'ennesima ***** partorita da quella redazione. Oramai gli basta la voce, del tipo "aho a genova ho visto staccioli" per crearci un articolo sopra, con tanto di dichiarazioni buoniste sul calcio senza barriere e stronzate varie.... scusami se ti assillo co sta storia, ma è tutto oggi che cerco di evitare danni all'immagine di una persona ..... Siamo riusciti a ricostruire la questione Staccioli-Il Romanista e tramite passaparola sto cercando di far arrivare il più possibile in giro la verità. I giornalisti del Romanista hanno ripreso un'Ansa che parlava di tal Sandrone (nell'ansa chiamato anche Alessandro V.) che avrebbe seguito Genoa-Roma in mezzo ai grifoni. Contattato V***** pensando fosse lui quest'ultimo gli avrebbe detto che non era lui, ma che sapeva che Staccioli andava a Genova, da lì la creazione ad arte di un'intervista mai rilasciata. Se ti capita il discorso con qualcuno (a me hanno già telefonato una
quarantina di persone da ieri) fammi il favore di far presente l'equivoco. Grazie". Do' seguito alle tue e-mail per diffondere la notizia in questione. Ho visto che Il Romanista ha pubblicato una smentita al riguardo che riporto qui sotto... Il problema è che questa intervista farlocca è stata ripresa pure da altri siti. Cosa ti devo dire? Ho già affrontato più volte la questione su queste pagine, quindi mi limiterò a dire che nell'articolo in questione c'è un altro errore che qualifica il tutto: la Fossa dei Grifoni non esiste più.

Altra e-mail: "Carissimo, ti scrivo per commentare brevemente la brillante proposta di scambiarci la curva coi laziali al derby, ideata da Venditti e prontamente rilanciata dalle colonne del "Romanista". Beh, ci ho pensato bene, la trovo bellissima questa idea, speriamo proprio che la Roma e la Lazio la portino avanti, anzi vorrei proporre di scambiarci anche i colori: noi in Nord coi cartoncini biancoazzurri e loro in Sud coi palloncini giallorossi, pensa che bello, ognuno fa la coreografia dell'altro, mamma mia che brividi. E che dire dei simboli, scambiamoce pure quelli, no? Noi con l'aquilotto e loro con la lupa capitolina, fichissimo. Per non parlare degli inni, è una vita che sogno di intonare la loro canzone, troppo bella, finalmente la potrò canta' a squarciagola. A quel punto inizia la partita e naturalmente se scambiamo pure er tifo, se segna Totti esultano loro, se va in goal Ledesma famo casino noi, madonna che spettacolo. Già me sto a immedesima', non vedo l'ora di insultare i giocatori della Roma ogni volta che toccano palla... ah no, dimenticavo, er "tifo contro" nun se fa, nun sta bene... giusto, pensiamo solo a sostenere i nostri colori, daglie... ner cielo biancazzurro brilla una stellaaaaaaaaaa... e vai Firmani facce un goaaallllll la curva nord te lo grida in coro (o semo la sud? boh.... me gira la testa.... svegliatemeeeeeeeeeee) Filippo
P.S. Giustizia per Gabriele. Questa è l'unica cosa seria da dire, alla faccia di questa massa di pagliacci".
Io ho un'altra proposta da fare: Antonello Venditti faccia il suo prossimo disco mettendo in copertina lui con la maglia della Lazio.... poi ne potremo parlare....
Non poteva mancare: "Ultrà, fate la rivoluzione". E' la fine, il sermone più consistente. Celentano invoca una "vera rivoluzione", "le votazioni non servono, non cambiano niente se la gente non risorge da dentro". Chiede la svolta agli ultrà: basta andare negli stadi "con spranghe e bastoni a colpire la polizia". Piuttosto, "cambiate il vostro simbolo, togliete l'accento e diventate 'ultra', seppellite gli oggetti di violenza che caratterizzano la vostra identità". Gli "ultra" motori del cambiamento: "Deve partire da voi l'input primitivo. Dal fango nasce il fiore più bello. Se lo farete - continua Celentano - costringerete il potere a piegarsi agli ideali di amore, uguaglianza, bellezza".
Mastella e Berlusconi. Agli "ultra" Celentano affida anche la moralizzazione dei costumi: "Obbligherete i politici a non commettere atti impuri" e Mastella "a una riflessione importante, a dire 'ho sbagliato a togliere l'indagine al magistrato che stava indagando su di me, lo rimetto al suo posto'". Quanto a Berlusconi, "è bello il successo del suo nuovo partito, ma Silvio, se vuoi voltare pagina devi fare una rivoluzione dentro di te, dare un segnale che non sei più quello di ieri". Per questo, serve "guardarsi negli occhi con lo sguardo di chi non ha paura di mettere in discussione i progetti della Moratti e tutto ciò che è contro la natura. Se non lo farai non sarai un 'ultra' e il tuo partito - conclude Celentano - invecchierà quando meno te lo aspetti".
Non ho più parole. Vado a prendere una spranga.
Alcuni striscioni in memoria di Gabriele Sandri apparsi nei vari stadi europei.


25 novembre: on line le foto di Genoa/Roma.
E-mail: "Caro Lorenzo, non tutti i tifosi romanisti hanno ceduto a vedere Genoa-Roma su Sky o quello che è. Una parte dell’Asr Old Firm decide di
sentirsi la partita per radio fuori i cancelli della Sud con bandiere, sciarpe e fumogeni. L’iniziativa non viene pubblicizzata perché non deve essere una manifestazione ma solo l’esigenza di seguire la partita con i fedelissimi con i quali si condivide la Sud, con i quali si sarebbe raggiunto il capoluogo ligure se ce ne fosse la possibilità. Alla fine siamo in 7, appendiamo gli stendardi ai cancelli gialli e iniziamo a tifare con bandiere e fumogeni. Per il primo tempo tutto bene ma all’intervallo arrivano due macchine dei Carabinieri in borghese che ci dicono di essere stati chiamati perché una cinquantina
di ultras giallorossi manifesta e tira “bomboni” fuori lo stadio.  Facciamo notare il numero esiguo ed il fatto di non aver tirato nessun petardo e di essere solo un gruppo di amici che va a pranzo insieme, va al pub insieme ed ascolta la partita insieme. Ci viene detto, testuali parole: “Io c’ero 2 settimane fa alle caserme. Ho visto che c’era gente con la sciarpa della Roma. In questo periodo 7 persone diventano 50, un gruppo di amici diventa una banda, un fumogeno giallo diventa rosso o nero. E poi perché non ve la vedete su Sky?”. Spiegano via radio al loro commissariato quale è la reale situazione e dopo circa 30 minuti se ne vanno, non prima di aver preso le targhe delle due macchine presenti. Ma non finisce qui perché tempo 10 minuti arriva una volante
della Polizia in cerca di 50 ultras che manifestano e tirano “bomboni”…. 7 amici che condividono la stessa passione, 7 amici che non mollano, 7 amici che forse hanno perso, forse….La Roma ha vinto ed in 7 abbiamo cantato per 50….Si torna a casa pensando….Asr Old Firm".
 
Da Milano: "Ciao Lorenzo, ti mando questa mail in relazione a quella già mandata prima, per l'avventura dell'acquisto dei biglietti per la partita Inter-Atalanta....allora non basta dare il documento x l'acquisto del biglietto, che deve essere rigorosamente nominale ecc......ieri sera prima di sedermi nel 2° anello del Meazza ho dovuto esibire ben 5 volte il biglietto a 5 persone diverse e per 2 di esse anche la carta d'identità!
I controlli, giusti o sbagliati che siano, andranno anche bene ma......al 1° gol dell'Inter la nostra curva ha acceso un bel fumogeno......non male è per i controlli!!!! La curva ha esposto uno striscione (non autorizzato) in ricordo di Paladini.....tolto dopo 10 minuti.....e uno successivamente tenuto per circa 30 minuti in ricordo di Gabriele.....poi sempre in silenzio, niente cori, niente tifo...e tutti nella parte alta!! Io vado raramente allo stadio, ma credimi è stato veramente triste non sentire il tifo!!! Ciao......Antonella".



24 novembre: prima di tutto, vi invito a partecipare al sondaggio promosso dal Censis sulle cause della violenza negli stadi che trovate nella parte destra della homepage de "Il Romanista".
Dopo di che, approfittando di moglie al cinema e pupe che dormono, ho dato un'occhiata ai nuovi dati del fantomatico Osservatorio Nazionale sulle Manifestazioni Sportive.
Già, quello strano organo presieduto dal Dott. Ferlizzi che dà i coefficienti di rischio alle partite e che decide se siete liberi di seguire la vostra squadra oppure no.
Bene.
Si sono superati.
Quello che ho trovato in quei dati, ponendoli a confronto con i dati forniti in precedenza da loro stessi e analizzandoli criticamente supera la decenza umana.
Siate coraggiosi, giornalisti miei!
Abbiate il coraggio di dire che i dati che con una solenne conferenza stampa, per il terzo o quarto anno consecutivo, vi hanno propinato

sono dati farlocchi!

Fate un sforzo, quindi, e date un'occhiata alla nuova inchiesta (non mi ci è voluto molto, un paio d'ore) che segue quelle denominate 1+1= 3 e 2+2 = 5:
Siate coraggiosi! Chiamate il Dott. Ferlizzi! Chiedetegli conto di quei dati!
E-mail: "Ciao Lorè,ieri mi sono preso il mio bel giorno di ferie e insieme a altri due matti scatenati sono andato a ****** (50 km da Genova) a prendere i biglietti per domani.Ancora una volta ho potuto riscontrare alla grande tutte le cazzate che fanno prefetti e questorucci vari..Mercoledi vado sul sito del Genoa e trovo la comunicazione per le modalità di acquisto dei biglietti.Ovviamente settore ospiti chiuso,emissione solo nella provincia di Genova ma con la possibilità comunque per i tifosi della Roma di comprare gli altri settori dello stadio.Il comunicato poi continuava dicendo che si poteva acquistare un solo biglietto a persona esibendo il documento d'identità...Grandissima Cazzata!!Verso mezzogiorno arriviamo a ***** riprendiamo l'Aurelia e dopo ******* metri arriviamo a questa ricevitoria/tabaccheria.Una volta entrati chiediamo i biglietti per la partita e il propietario ci dice che settore vogliamo.Ovvio che si sceglie per la gradinata sud (curva doriana),ma quando stò per dargli  il documento lui mi dice che non c'è bisogno,basta nome e cognome e data di nascita..vista la dolce scoperta faccio qualche telefonata a roma per vedere se qualcuno vuole il biglietto e alla fine ne prendiamo uno in più anche perchè le finanze erano scarse..Ora mi chiedo,ma se invece di avere solo cento euro in  tasca fossi stato in grana volendo avrei potuto comprare venti trenta biglietti e darli a tutti gli amici e ai ragazzi che conosco in Sud e magari domani si poteva fare un bel gruppo proprio li in mezzo ai genoani stile anni '70 in inghilterra...mah..comunque per domani chi ci sarà e chi ha preso la gradinata sud penso che il miglior punto per vedere la partita  sia nella parte alta presumendo che sotto essendo propio a ridosso del campo il settore sia abbastanza pieno.Ti saluto Lorè e domani spero proprio di vedere qualche faccia amica.. Giustizia per Gabriele! Roberto".
Altra e-mail: "Ciao Lorenzo, ah ha ha grandissimo 'editoriale' questa mattina... C'ho una voglia di cantare e di esultare che mi logora.
Il 'romanista'... (più che il Romanista direi gli SMSisti) Che dire, che ipocrisia...Ma dove vivono questi? Non ho mai esultato in modo composto, e mai lo faro'. E cosi' i miei amichetti. Ritengo che la curva sud debba esplodere quando segna la magica, non mi interessa di beccare una gomitata o di ritrovarmi sommerso da una persona di 120 kili, non mi interessa ritrovarmi un livido sui fianchi, non respirare bene per un quarto d'ora, zoppicare per tre giorni di fila ( e' colpa mia se casco male qualche fila piu' sotto :-)). Voglio prendere chi c'ho davanti in quel momento e strattonarlo, voglio che ci strilliamo in faccia, quando e' il momento, la nostra rabbia e la nostra gioia. Dobbiamo continuare ad essere qualcosa, una voce, un'emozione, un boato. Come vogliamo, e come sempre, cercando di tirare su per un braccio chi suo malgrado si trova sdraiato sui seggiolini...FORZA CURVA SUD!  Permettimi di segnalarti una tifoseria che secondo me merita una menzione...Quella del campobasso, la tifoseria piu' numerosa e assidua di tutta la D e la C2...Se hai voglia e tempo puoi trovare qualche
filmatino su youtube..Mentalita' e passione d'altri tempi, al di la' del risultato".
Ricevo e pubblico:
"Incomprensibile decisione (beh, non è che le altre decisioni siano poi così comprensibili!) presa ieri dall'Osservatorio Nazionale delle Manifestazioni Sportive. Tra l'elenco delle squadre ai cui tifosi sono state vietate le trasferte c'è anche il Venezia. Vero è che si tratta di un suggerimento, ma altrettanto vero che il suggerimento viene di norma accolto dalle autorità provinciali di Polizia. Cosa abbia ispirato la decisione non si riesce a capire, visto che negli ultimi due anni mai episodio turbolento è stato addebitato alla tifoseria arancioneroverde in trasferta (ma nemmeno in casa). Per cui è da pensare ad un errore, visto che l'ultimo incidente di percorso risale a due campionati fa, nella trasferta di Lecco in cui un consistente gruppo di tifosi lagunari fu fatto obiettivo di una sassaiola locale a cui replicò scontrandosi anche con le forze dell'ordine. Da allora nessun caso, mentre nelle partite casalinghe le tifoserie ospiti non hanno mai avuto alcun problema, nè si sono registrati episodi conflittuali con le forze dell'ordine. Il Venezia stesso, per bocca del suo presidente Arrigo Poletti, ha preannunciato un intervento per ricorrere contro un provvedimento inatteso e palesemente ingiustamente colpevolizzante".
Altra e-mail un po' arrabbiata: "Ciao Lorenzo, ho letto alcune notizie su vari giornali, faccio fatica a stare calmo, a parlere senza sfociare nel più brutale torpiloquio. Vado per ordine, il Presidente Ruggieri (che faccia da *****) dell'Atalanta vuole far entrare i bambini, i ragazzi e le famiglie  in curva nord ma può farlo visto che il giudice sportivo l'ha chiusa fino al marzo del 2008? (sì, l'Osservatorio Nazionale ha disposto che le curve cattive possano essere riempite cojn i tifosi buoni che fanno il saluto al prefetto).
Poi leggo di  Mario Sabetta rappresentante sindacale della polizia dice "noi li arrestiamo e la magistratura li mette fuori poche ore dopo. Ci sembra di svuotare il mare con un secchiello" Io vorrei dirgli cosa dovrebbe farci con il secchiello.  Ma perchè non dice che è il parlamento che fa le leggi invece di fare il saluto e scattare sugli attenti di fronte ai politici?
Inoltre dice che in Inghilterra se una  persona da un pugno ad un altro tifoso rischia dai 3 a 5 anni di galera vera. Si, se fossi in Inghilterra chissà i ligi servitori dello stato dei reparti mobili del g8 o di altri episodi dove sarebbero a marcire nei sotterranei di qualche castello? (tra l'altro debbo smentire: per il porto di un coltello allo stadio, ad esempio, in Inghilterra ti fanno solo il cosiddetto "warning" (avvertimento): vieni solo interrogato, senza assistenza legale, e poi mandato a casa, senza alcun processo e alcuna pena. In Italia: arresto, condanna, diffida).
Continua con il suo discorso e dice che gli inglesi creano disordini solo in Italia perchè sono come i rumeni, sanno che siamo un paese da barzelletta e finisce che servono leggi speciali come si fece contro il terrorismo.
Ti saluto e mi scuso dello sfogo ma la misura è colma.
P.s. se i servizi di intelligence, servizi segreti. polizia postale, dovessero intercettare la mail che invio a questo sito terroristico li invito formalmente e cordialmente ad (CENSURA) tra di loro con un cartello stradale".
Poi una segnalazione: "Ciao Lorenzo! Sono Alessandro, ho 27 anni e da sempre innamorato della nostra Roma! Tanto per iniziare volevo farti i omplimenti
per il sito che frequento abitualmente da molto tempo; ti scrivo perchè l'amore per i nostri colori ed il piacere di lavorare al computer mi hanno portato a fare un sito mio che riguarda la Roma. www.lastoriasiamonoi.net, non è un sito che riguarda la parte migliore della Roma: la curva anche perchè il tuo
già dice tutto a riguardo, ma come scritto nel titolo parla soprattutto della storia della Roma, cioè ci sono tutte le partite disputate, le schede di ogni giocatore che ha giocato con noi e contro di noi, i tabellini e le statischiche; in sostanza volevo segnalartelo per sapere cosa ne pensi e per chiederti se è possibile aggiungerlo nei tuoi link, anche se è ancora in fase di sviluppo. A proposito se hai qualche consiglio è ben accetto, un saluto. Alessandro".
Altra e-mail molto approf