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SPORTING CLUBE
DE PORTUGAL
ROMA 2-2
Stadio José Alvalade
mercoledì 7 novembre 2007
ore 20.45

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Tabellino partita:
SPORTING LISBONA-ROMA 2-2 (primo tempo 1-1)
MARCATORI: Cassetti (R) al 4', Liedson (S) al 22' p.t.; Liedson (S) al 19' , Pizarro al 44' s.t. 
SPORTING LISBONA (4-1-3-2): Tiago; Abel, Tonel, Polga, Ronny; Veloso; Izmailov (44' s.t. Pereirinha), Romagnoli, Moutinho; Djalò (18' s.t. Vukcevic), Liedson. (Rui Patricio, Paredes, Purovic, Farnerud, Gladstone). All. Bento.
 
ROMA (4-2-3-1): Doni; Cicinho, Mexes (1' s.t. Ferrari), Juan, Cassetti; De Rossi, Pizarro; Giuly (46' s.t. Brighi), Perrotta (35' s.t. Esposito), Mancini; Vucinic. (Curci, Antunes, Pit, Barusso). All. Spalletti. 
ARBITRO: De Bleeckere (Bel). 
NOTE: spettatori 32.273. Ammoniti: Cicinho, Cassetti, Abel, Perrotta, Veloso, Vucinic. Recupero: 3' p.t. e 3' s.t.. 

FOTOTIFO
Grazie a Luis del Grupo Manks Benfica, a Ricardo, a Massimo e a Steve

"Come puoi vedere, la “bastardaggine” regna 
sovrana in ogni campo…quei ragazzi stavano
solamente sistemando il loro striscione, giudicato
troppo vicino al nostro settore!" Massimetto
Da Il
                  Romanista
Da Il
                  Romanista
Da Il
                  Romanista






VIDEOTIFO

L'ambiente prima del calcio d'inizio
(17655 kb)
Esultanza al gol / Corete, scappate...
(3275 kb)
Onore al Barone / Esultanza al pareggio
(1399 kb)
Tutti a casa alé
Video







FOTOCALCIO


VIDEOCALCIO

Il gol di Cassetti
(3216 kb)
Il gol di Pizarro
(4213 kb)
Il servizio
(6725 kb)






C'ERO PURE IO!

 
 

Gianfranco:
Lisbona, Portogallo, Comunità Europea, non necessita di fax per permettere l’esposizione di striscioni o stendardi ma lascia all’agente addetto ai controlli all’ingresso il vaglio di tale materiale.
Quindi ciò che a Parma non è stato permesso lo è stato nella capitale lusitana e lo stendardo Gruppo Insalata è presente su una balaustra dello stadio Alvalade.
Premesso ciò, visto che l’argomento “come gestire la sicurezza negli stadi” è all’ordine del giorno, ecco il mio resoconto  sul “modello portoghese”.

ANTISTADIO: nessuna zona di prefiltraggio, stadio praticamente in mezzo ai palazzi con stazione della metro ad una distanza simile a quella che c’è tra la sud e la palla. Presenza di Polizia tutto intorno allo stadio a piccoli gruppi di 5-6 unità non in tenuta antisommossa.

INGRESSO: Cancellata di meno di due metri, tipo ingresso di un parco, scalinata in discesa, transenne per convogliare il flusso.
Perquisizione ad opera di agenti di polizia cortese ma dettagliata, via come di consueto bottigliette, aste e vaglio di bandiere e striscioni, tutto molto tranquillo.
Passaggio del biglietto ai tornelli che anziché a gabbia come da noi sono tipo quelli della metro.

SETTORE  OSPITI:
Il settore ospiti come lo conosciamo, gabbie, reti, zone cuscinetto ecc ecc, non esiste.
Siamo sistemati per fare un paragone con l’olimpico nella zona nord della Montemario, divisi dal resto della tribuna da qualche stewart ed agenti di polizia, mentre dalla curva nord, che poi è quella più calda, ci separa una normale divisione.
Anche davanti non abbiamo reti o altre separazioni dal campo, io nella parte bassa, sono a circa 5 mt dalla bandierina del calcio d’angolo.

AMBIENTE:
Come detto la curva alla nostra sinistra ospita il Gruppo trainante di tifosi dello SCL. Un altro gruppetto è alla loro sinistra, diciamo nella tevere nord, ed anche la curva sud, nella parte centrale ha i suoi ultras.
Nella curva nord il gruppo ultras (circa 1000 persone) tifa in modo continuo, in piedi, con tamburi, fumogeni e bandieroni.
Il resto della curva, seduta,  segue qualche volta i cori, tifo corale dello stadio solo dopo il vantaggio dello Sporting.
La curva sud sfodera qualche striscione in italiano, inneggiando a Nerone e ricordando amicizie, credo disonorevoli per noi con i loro rivali del Benfica, ed onorevoli per loro con i tifosi fiorentini.
Nessun lancio di oggetti, un po’ di folklore con i soliti gestacci scambiati con i vicini della curva nord.
Solo all’inizio un paio di ragazzi portoghesi si sono avvicinati verso il nostro settore, nessun contatto fisico sarebbe stato possibile essendoci il fossato a separarci ed immediatamente sono intervenuti alcuni stewart.
Avendo questi tifosi reiterato il loro atteggiamento aggressivo immediatamente intervenivano alcuni agenti in borghese con fratino con scritto POLIZIA – Spotters – letteralmente “individuatori” che ne prelevavano un paio che poi non mi sembra di aver rivisto rientrare.
Veniva creata una piccola zona di rispetto, diciamo 5 metri, tra curva e settore ospiti e tutto finiva lì.
Nella parte bassa del nostro settore qualche frizione con gli stewart per l’occupazione della balaustra con i nostri striscioni ma nulla di drammatico.
Da notare che come detto all’ingresso erano state tolte le aste alle bandiere.
Una volta dentro abbiamo notato su ogni seggiolino la presenza delle bandierine biancoverdi per la coreografia.
Così racimolando un po’ di astine di queste bandierine unite tra loro con il nastro adesivo, anche qualche vessillo giallorosso ha ritrovato vigore.
Tifo del settore buono, nonostante la presenza di molti gitanti, esilarante a cinque minuti dall’inizio della partita l’arrivo di una comitiva di attempati signori e signore con tanto di gioielli esposti tipo serata alla Scala che pretendevano di sedersi al loro posto indicato sul biglietto fila 6 settore bla bla bla…insomma in mezzo agli ultras romani ed i fedayn…eheheh.

USCITA:
Solita permanenza, neanche troppo lunga nel settore,  all’uscita noto che una grande parte di noi è arrivata, come me, con mezzi propri e quindi ci dirigiamo quasi in corteo verso la metro.
Fuori alla stazione un po’ di parapiglia con i tifosi locali, subito la polizia crea uno schieramento  a separare le due fazioni.
Per quel che ho visto solo qualche coro dall’una e dell’altra parte poi i portoghesi sono sciamati nella metro.
Non so se è successo altro.
Alla prossima


I VOSTRI RESOCONTI....
....E QUELLI DELLA STAMPA
GAZZETTA.IT
LISBONA (Portogallo), 8 novembre 2007 - La Roma barcolla, ma resta in piedi a Lisbona. Quando il capitombolo sembrava inevitabile. Al 90', quando Pizarro lascia partire un destro da fuori area senza troppo pretese, che deviato da Polga finisce in rete. L'autorete del 2-2. Che significa qualificazione più vicina. Con i tre punti di vantaggio sullo Sporting, frutto del 2-1 dell'andata, che restano intantti. Con il Manchester virtualmente già alla fase ad eliminazione diretta, il passaggio del turno sarà deciso dai prossimi incontri con la Dinamo (a Kiev, il 27 novembre) e all'Olimpico con i Red Devils. Ma la squadra di Spalletti è padrona del proprio destino. 
FATICACCIA - Stasera una Roma modesta ha ottenuto un risultato che vale oro. Per una volta, ed è quasi un inedito, non ha sofferto per disattenzioni, distrazioni, o sprechi. Ma è stata messa sotto sul piano del gioco da una signora squadra, che gioca un signor calcio. La Roma ha patito le tante assenze, gli infortuni subìti anche strada facendo (Tonetto nel riscaldamento, Mexes durante la gara) e, stranamente, l'incapacità di tenere in mano il pallino del gioco, contro una squadra più brava ad offendere che a difendere. Ma stavolta i giallorossi, spesso in passato troppo narcisi, sono stati "cattivi", cinici e spietati. E hanno ottenuto il massimo risultato possibile per quanto mostrato nei 90'. 
CASSETTI GOL - La Roma parte forte. Fortissimo. E trova subito il vantaggio. Cassetti estrae dal cilindro un gol da fuoriclasse: interno destro prepotente dalla sinistra sul palo lungo. 1-0. 
REAZIONE SPORTING - Ti immagini una Roma in controllo, favorita tatticamente dal vantaggio in apertura, con i padroni costretti a lasciare spazi per cercare il pari. Non è così. Perchè la reazione dello Sporting è da grande squadra. I portoghesi sono palleggiatori deliziosi, Moutinho , Romagnoli e Liedson hanno tecnica sopraffina, Veloso, mediano "nobile", ci aggiunge anche fisicità e consistenza. E allora è dura per i giallorossi. Soprattutto perchè la difesa, sotto accusa in campionato, con 16 reti subìte - parecchie - si concede qualche pausa di troppo. Soprattutto Doni, già colpevole ad Empoli sul 2-2 di Giovinco. Tiro dalla distanza dello stantuffo Abel, errore del portiere brasiliano che non trattiene, poi sull'assalto di Liedson butta la palla nella propria rete. Fortunatamente l'arbitro belga De Bleeckere vede il contatto falloso dell'attaccante brasiliano sul portiere. L'1-1 è rimandato. 
PARI LIEDSON - Ma il pari non tarda ad arrivare. Lo Sporting gira palla e attacca in massa, isolando il tridente offensivo giallorosso, i cui esterni rientrano proprio pochino. L'1-1 lo firma Liedson, dopo un'incomprensione tra Doni e Mexes in area di rigore. Su cross da destra c'è l'uscita bassa di Doni, forse in ritardo, il francese lo anticipa sul pallone e sullo slancio lo colpisce, il suo intervento diventa un assist a porta vuota per Liedson, che segna così il suo 100° gol con la maglia dello Sporting. Che è gasato e arrembante: Djalo di testa mette di poco fuori su angolo, Moutinho piazza l'interno destro dal limite, palla appena fuori. La Roma soffre e digrigna i denti con i soli Perrotti e De Rossi, argini di qualità. Ma in contropiede produce poco, con Pizarro che spreca un'incursione inarrestabile di Mancini. Al riposo è 1-1. Un risultato che alla Roma deve stare bene, visto che ha sudato sette camicie per tenere botta. 
DOPPO LIEDSON - LA Roma dopo l'intervallo riparte senza Mexes, infortunatosi nell scontro con Doni. Dentro Ferrari. La Roma sembra tener testa un po' meglio ai portoghesi, se non altro perchè riparte un po' di più in contropiede. Sembra. Perchè al 19' capitola per la seconda volta. Va ancora a segno Liedson, di testa, sugli sviluppi di un angolo da sinistra, sul tiro-cross di Izmailov. Juan lo lascia per un attimo. Castigato. 
PIZARRO ALL'ULTIMO ISTANTE - Per la Roma sembra ci sia poco da fare. Ma la fortuna stavolta dà una mano alla squadra di Spalletti. Per una volta cinica, addirittura spietata, molto più che bella. Pizarro allo scadere prova un destro velleitario, il difensore centrale brasiliano Polga, fino a quel momento, eccellente colpisce maldestramente di testa e confeziona un clamoroso autogol.
Riccardo Pratesi 

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