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30 aprile 2005: inserita una bella foto del settore ospiti di Sampdoria/Roma come pagina iniziale.


29 aprile 2005: inserita la pagina di Roma/Spes Mentana. Sempre sul tema Inghilterra e sulla tolleranza zero:
Da: Il Messaggero del 28/04/2005
dal nostro inviato 
ENRICO GREGORI

Ogni tanto tracanna a sorsate. Ancora qualche passo e un poliziotto ventenne, basso, magrissimo e 
biondino gli strappa dalle mani il barattolo. Poi rovescia tutta la birra per terra e accartoccia la lattina. 
«Ora puoi andare», dice al gigante. E questo, docile come un agnellino, prosegue verso l’impianto 
sportivo (ecco, la classica pippa mentale che consente di introdurre un pezzo. In Inghilterra prima della partita bevono tutti, ma proprio tutti visto che è la loro cultura, n.d.L.)
Basterebbe forse questo esempio per comprendere come in Inghilterra la “tolleranza zero” contro il tifo 
violento abbia prodotto dei frutti. Ma non si è trattato di un miracolo bensì del risultato di un lavoro 
cominciato 20 anni fa su impulso del governo, e che ha coinvolto Football Association, club, tifosi, polizia e organizzazioni di volontari. Tanti morti, troppi. Ma anche un danno economico che stava mettendo in ginocchio il calcio d’Oltremanica. Circa 41 milioni di spettatori nel 1948, scesi progressivamente fino a toccare il minimo storico di 16 milioni nel 1985 dopo che gli “hooligans” del Liverpool provocarono l’ecatombe dell’Heysel. Dopo questa tragica finale di Coppa Campioni contro la Juventus ai club inglesi fu interdetta per cinque anni la partecipazione a tutte le competizioni internazionali.  Un altro dramma avvenne nel 1989 a Sheffield nello stadio Hillsborough: 95 morti. Il punto di non ritorno era prossimo. Se non fosse arrivata la sterzata, il calcio britannico sarebbe morto insieme ad altre  centinaia di persone, colpevoli e non, dei disordini e delle carenze strutturali degli stadi. 
Dal dolore per le stragi la spinta sinergica tra governo, società sportive e opinione pubblica per correre ai ripari immediatamente. E innanzitutto furono rinnovati completamente tutti gli impianti. Via le barriere, via le transenne. Al macero tutto ciò che poteva essere ostacolo alla fuga e creare vicoli ciechi contro i quali rimanere stritolati a morte. Eppoi una legislazione ferrea senza alcuna concessione al lasciarsi andare e scolpita comma per comma nella testa di chi vuole andare a vedere il football. Vietato entrare negli stadi in preda ai fumi dell’alcol; impossibile introdurre bastoni, fumogeni, catene e altro; tolleranza “sottozero” nei confronti degli insulti di stampo razzista; proibito persino farsi trovare ubriachi sui treni o sui pullman adibiti al trasporto tifosi; vietato lanciare in campo un oggetto qualsiasi, persino una caramella. Ognuno di questi reati prevede l’arresto, il processo, la condanna da scontare in  carcere e il divieto di andare alle partite per almeno 36 mesi. 
Ma questa legislazione, per quanto rigorosa, non produrrebbe effetti se adeguati strumenti di prevenzione e repressione non intervenissero a renderla operativa. In questo senso i club hanno mostrato una sensibilità enorme anche perché, economicamente, stavano rischiando il tracollo. 
Gli stadi sono di proprietà delle squadre. Inoltre le società puntano ad avere il maggior numero di abbonati riducendo al minimo gli spettatori occasionali. I poliziotti che fanno servizio all’interno degli stadi vengono pagati dai club che ricevono regolare fattura da Scotland Yard. A carico dei team anche il costo delle ambulanze e degli “stewards” privati, circa 400 per ogni gara, che sorvegliano gli spettatori. In nessuno stadio inglese è consentito stare in piedi. Abbonamenti e biglietti quotidiani non superano mai il numero dei posti a sedere che sono strettamente personali. È possibile, comunque, che il titolare possa prestare la tessera a un conoscente; ma se questo si rende responsabile di qualunque reato, ne verrà ritenuto responsabile anche l’intestatario dell’abbonamento (veramente incredibile: uno dei principi cardine del diritto distrutto da un tratto di penna... n.d.L.).
Gli inglesi, benché soddisfatti del loro modello antiviolenza, non ritengono del tutto debellato il fenomeno “hooligans”. Questi, in gergo, vengono chiamati tifosi di categoria C e per loro, ormai, negli stadi non c’è più margine di manovra. Ma per organizzare comunque le loro battaglie si danno appuntamento con gli avversari attraverso e-mail o sms, tutti recapiti scambiati di buon grado per l’occasione. Viene scelto il punto di raduno e lì, a miglia di distanza dagli stadi, inizia la “partita” parallela a suon di bastonate. Ma il governo ha ideato servizi di intelligence anche in occasione delle trasferte dei tifosi inglesi all’estero. Poliziotti e funzionari della Football Association si recano preventivamente nel Paese ospite a preparare l’evento insieme alle autorità locali. Parallelamente, in Inghilterra, impediscono l’uscita dal Paese ai tifosi interdetti. 
Queste, in sostanza, le linee-guida di un percorso iniziato 20 anni fa. Un modello esportabile? Forse sì, se supportato da strumenti legislativi e non solo. «Voi italiani - dicono a Scotland Yard - siete stati capaci di ospitare 2 milioni di pellegrini in occasione della morte di Giovanni Paolo II e non si è verificato alcun
incidente. Avete dimostrato di saper gestire eventi mondiali tendendoli sotto controllo con impeccabili servizi di sicurezza. Non c’è dubbio che potreste risolvere anche il problema della violenza negli stadi. 
Abbiamo visto il derby Inter-Milan di Champion’s League, quegli episodi sono inconcepibili». «Però finora - aggiungono i vertici della Football Association - i Paesi che ci hanno chiesto informazioni sul nostro modello sono stati Sudamerica, Polonia, Russia, Equador, Cile, Perù, Argentina, Grecia, Cecoslovacchia e Sudafrica (Beh, è ovvio: il 90% dei nostri stadi dovrebbe essere chiuso! n.d.L.)».



28 aprile 2005 (pomeriggio): mi viene riferito, in ordine al lupetto rovesciato di cui agli aggiornamenti del 27 aprile, che i prodotti in questione sono della Roma e non della Diadora e che l'errore è stato "riparato" prima della produzione del prodotto. Meglio così.
"Dramma" in Coppa Disciplina. La Lazio balza in testa scalzando la Roma. Il dramma è anche per la Lega Calcio che dopo la "Tolleranza zero" ha visto drasticamente diminuire i propri introiti. Per questa ragione, dopo le vacche magre della prima domenica dopo Inter/Milan, sono state elargite sanzioni che prima venivano evitate per... supplire alla diminuzione di torce e petardi, vecchia fonte di guadagno.
Mi andava di scrivere qualcosa sul concetto di tolleranza zero. Lo faccio di getto:
Tolleranza zero non significa forzare la legge
L'ITALIA DEMOCRATICA E LA TOLLERANZA ZERO
Cosa significa, come viene praticata
Il concetto di "tolleranza zero", se si conduce un'analisi semantica delle parole, dovrebbe essere tutto sommato chiaro. Non si tollereranno più comportamenti che costituiscono reato, che prima venivano tollerati. Già, perché se la tolleranza, oggi, è pari a zero, vuol dire che prima era a livello uno, o a livello due e via dicendo.
Se fosse così non ci sarebbe nulla di particolarmente sbagliato:  solo ragioni di opportunità potrebbero consigliare il mantenimento di un livello di tolleranza più alto, alla luce del sicuro inasprimento della tensione tra tifoserie organizzate e Stato motivato dal fatto che alcuni comportamenti ritenuti innocui e "sottoculturalmente" accettabili dai primi, sono invece ritenuti costituire reato.
Il problema è che siamo in Italia.
La "tolleranza zero" qui da noi si traduce non nel pretendere rispetto delle regole imposte dalle nostre leggi, ma nella repressione cieca e generalizzata.
Un esempio è costituito da quanto sta accadendo, ad esempio, ai tifosi del Livorno a seguito dei noti fatti della Stazione San Pietro.
"Tolleranza zero", nel senso sopra detto, dovrebbe voler dire che chiunque abbia commesso un reato in quel frangente debba essere denunciato e diffidato.
Tolleranza zero nel senso che invece si intende nella Repubblica Italiana consiste nel diffidare per tre anni e con obbligo di firma qualsiasi essere vivente che fosse stato presente su quel treno, senza che vengano distinte le singole responsabilità.
"Tolleranza zero" dovrebbe voler dire che se qualcuno tira una moneta da qualsiasi settore dello stadio dovrebbe essere - se identificato -  denunciato e diffidato. 
Tolleranza zero in senso italiota significa invece che se chi lancia la moneta siede in Monte Mario e (ammesso e non concesso) non viene identificato allora non si fa (giustamente) nulla, se invece siede in curva... un colpevole si trova, tanto poi verrà assolto, magari a diffida scontata e con articolo sul giornale a nove colonne già irrimediabilmente edito. Magari on un Biscardi  che urla dove abita e i suoi gusti sessuali.
"Tolleranza zero" dovrebbe significare che se una parte degli incidenti allo stadio sono attribuibili anche alle condizioni fatiscenti dei nostri impianti, questi dovrebbero essere chiusi finché non sono in sicurezza.
Tolleranza zero in Italia significa invece che il Prefetto minaccia di chiudere gli stadi per far uscire il titolo sul giornale e dare un senso a una svilita figura istituzionale, ma poi si limita a far rinviare un paio di partite di serie C2 e a tollerare che un Roma/Juventus venga disputato di sera e non di giorno come aveva docilmente chiesto (e non imposto, come gli consente la legge) a chi quel potere gli dà.
In altre parole, la "tolleranza zero" viene interpretata come il modo per forzare la legge e non per applicarla rigorosamente. Questo sulle spalle dei "soliti" tifosi, parte più debole e indifendibile di un calcio ormai sempre più ostaggio di una banda di una quarantina di persone che hanno snaturato il senso di questo gioco.
In effetti, a ben vedere e al di là del delirante populismo biscardiano, sono sempre e solo i tifosi che pagano, mentre questi parassiti sono ben saldi sulle loro poltrone, che godono di una tolleranza pari a dieci per il fatto di sedere sugli stessi scranni del Parlamento su cui siedono coloro che dovrebbero far osservare le leggi.


28 aprile 2005: nella pagina della stagione 1979/80, aggiunte le foto di Roma/Udinese.
Domenica Roma/Brescia. Inutile dire che bisogna sostenere la Roma. Gira voce di indossare tutti la maglia della squadra, per avere un effetto-Olanda sugli spalti. Anche a livello ultras la sfida è interessante, visto che i bresciani hanno pur sempre voglia di farsi notare dalla parti nostre, e pare che stavolta scenderanno in massa: dal sito Brescia 1911 ecco il loro invito:
Tutti a Roma!!!: dopo la splendida trasferta di Palermo, nella quale c-e-n-t-o-s-e-t-t-a-n-t-a ragazzi del gruppo hanno difeso ed onorato la Maglia e la Curva, sostenendo la squadra (come sempre!) dall’inizio alla fine nonostante… “l’inferiorità” numerica, ci stiamo preparando ad una delle trasferte più sentite dagli Ultras bresciani. Senza volerci dilungare troppo, ci teniamo però a sottolineare che per noi Roma è sempre stata una tappa fondamentale ed avvincente, una trasferta che in passato ci ha riservato più di una piacevole sorpresa. Inutile dirvi perciò quanto il nostro gruppo ci tenga ad onorarla al meglio con la consueta e determinante presenza, ricca di valori e contraddistinta (possibilmente!) dalla solita Mentalità. 
Gnari, ghif de desedaf!!!: per problemi organizzativi, le iscrizioni inizieranno martedì dopo la riunione e termineranno non appena avremo raggiunto il numero necessario a fare un treno straordinario (a causa del 1° maggio per ora non ci sono altre alternative). Quindi, come sempre, dateci una mano. Brescia 24/04/2005
Inutile aggiungere altro.... Non facciamoci prendere dall'ansia del risultato e tifiamo a prescindere, tenendo presente che, come sempre, le sfide sono due: una in campo e una sugli spalti. Certo non sarebbe male da parte della Società un abbassamento dei prezzi. Un bel segnale per una tifoseria delusa, che porterebbe comunque 60.000 persone sugli spalti invece dei soliti 45.000.
Stavo facendomi un giro su internet per leggermi la legislazione inglese e mi sono imbattuto  in questo sito... certo che in Olanda pure c'è qualche problemino... http://www.everywhereanywhere.tk/


27 aprile 2005: inserite le foto di Roma/Torino 0-0 finale di andata Coppa Italia 1963/64. Nella stagione 1964/65 inserite alcune foto del precampionato e un'intervista a Cudicini. Qui sotto gli incassi e le presenze delle varie squadre della Serie A tra il 1958/59 al 1963/64. Le stanghette vicino alla Lazio indicano che la squadra biancoceleste era in serie B.
Altre foto di Sampdoria/Roma nella pagina 2.
A David di Norwich ho chiesto qualche informazione su come funzionano le diffide da quelle parti... Ecco la risposta (già tradotta):
"Alcuni dei tifosi inglesi che ricevono la diffida devono recarsi alla stazione di polizia il giorno della partita, ma è raro e dipende dal tipo di diffida che hanno ricevuto (sistema inglese... in Italia invece la presentazione alla Polizia è la regola... n.d.L.). I casi principali in cui questo avviene sono relativi alle partite internazionali dell'Inghilterra, specialmente in trasferta e per i maggiori tornei. Questo perché il principale problema di hooliganismo è con coloro che seguono la nazionale. Per alcuni tornei molto importanti come la Coppa del Mondo ed i Campionati Europei, alcuni hooligans conosciuti dalla polizia devono cosegnare il passaporto in modo che non possano viaggiare e per alcuni di costoro questo accade per ogni partita dell'Inghilterra in trasferta. Tuttavia per le partite di qualificazione alla Coppa del Mondo 2006 l'Inghilterra ha il Galles e l'Irlanda del Nord nel girone, e non c'è bisogno di passaporto per andare dall'Inghilterra in questi Paesi. Sfortunatamente la Polizia ha un potere molto forte in Inghilterra. Se vogliono che qualcuno venga bandito dal football lo possono fare molto facilmente. Pochi anni fa un tifoso dello Stoke City è stato diffidato per tre anni dal Tribunale in occasione di una partita del Norwich per avere imprecato contro l'arbitro(ma sì, seguiamo l'esempio inglese... voglio vedere chi rimane allo stadio! n.d.L.)!! In Inghilterra ci sono così tante telecamere nei campi da gioco che qualsiasi tifoso diffidato che entra allo stadio viene subito riconosciuto ed espulso dalla polizia(espulso... in Italia invece vieni arrestato n.d.L.). Ho sentito che moltissimi hooligans hanno mollato i grandi clubs ed ora seguono squadre più piccole, molte nella Conference (Quinta Divisione). Sono stati disamorati dai loro club per i prezzi alti dei biglietti, la perdita di atmosfera e la costante presenza della polizia. Per questa ragione sembrano esserci molti incidenti nelle competizioni minori in Inghilterra, ma questo non viene riportato dai media perché pensano che questo possa danneggiare la candidatura di Londra per le Olimpiadi".
A proposito... tutto tranquillo in Gran Bretagna!
ARRESTI DOPO LA VIOLENZA CALCISTICA
Più di 150 persone hanno partecipato al lancio di oggetti contro la polizia in alcuni
episodi di violenza dopo una partita di calcio. Cinque agenti sono rimasti feriti nei 
disordini che sono avvenuti Sabato dopo la partita tra Bristol Rovers e Swansea.
Nove arresti sono stati eseguiti dopo che i tafferugli sono scoppiati in Gloucester 
Road a Bristol, dopo che i Rovers avevano vinto 2-0 contro i gallesi al Memorial 
Stadium. Un portavoce della polizia ha detto che i nove arrestati sono stati posti in 
libertà provvisoria attendendo nuove prove a carico. Un agente è stato medicato in 
ospedale dopo aver ricevuto una piccola ferita alla testa. Il Sovrintendente Adrian 
Coombs, della Polizia di Avon e Somerset, ha detto che l'operazione di polizia per 
la partita includeva l'utilizzo di cani, cavalli ed un elicottero.
"Non ci sono stati seri disordini tra tifosi rivali, prima durante o dopo il match", ha 
detto, "Quando sono iniziati i disordini nell'area di Gloucester Road, gli agenti si 
sono immediatamente attivati nel modo più opportuno. Alcuni danni sono stati 
arrecati ad alcuni esercizi commerciali ma la situazione è stata controllata alla 
svelta grazie alla professionalità delle forze dell'ordine".
(BBC, 24 aprile 2005)
"La violenza era ovviamente organizzata, avevano un ragazzo che andava in giro portando messaggi alla gente dicendo dov'era l'azione - dice un tifoso dello Swansea - c'erano gruppi di tifosi avversari che ci aspettavano agli angoli delle strade. Non capisco perché non è stato fatto nulla per bonificare la strada che dovevano percorrere i tifosi ospiti. Era come camminare in zona di guerra".
http://news.bbc.co.uk/1/hi/england/bristol/4477905.stm
http://icwales.icnetwork.co.uk
DISORDINI MACCHIANO IL DERBY DI BELFAST
Seri scontri tra tifosi hanno macchiato il grande scontro di Premier League tra il 
Glentoran e il Linfield all'Oval. Le tifoserie rivali si sono lanciate oggetti e si sono 
scontrate sul terreno di gioco dopo che il Glentoran ha vinto 3-2 grazie ad un gol 
segnato alla fine della partita da Chris Morgan. Ci è voluto del tempo prima che la 
polizia antisommossa intervenisse in campo per ristabilire l'ordine.
Howard Wells, capo esecutivo della FA irlandese ha detto che chiederà quali 
accorgimenti sono stati adottati per una partita per la quale era prevista una larga 
affluenza ... I tifosi del settore del Linfield che erano presenti allo stadio di Belfast 
Est sono riusciti ad entrare in campo da una porta. Sassi e bottiglie sono state 
lanciate da questi dal terreno di gioco verso la tribuna principale dopo erano seduti i
tifosi del Glentoran. In totale dopo il fischio finale sono entrati in campo 400 tifosi. 
Nove poliziotti e due tifosi sono rimasti feriti.
(BBC 23 aprile 2005)
http://news.bbc.co.uk/sport1/hi/football/irish/4477177.stm
I tifosi del Lienfield in campo
I tifosi del Lienfield in campo
Non ho nulla in particolare contro la Diadora in quanto Diadora, ma ecco qui la considerazione e la conoscenza che hanno della storia della Roma... Questo è il catalogo allegato a "La Roma" del mese di Aprile 2005 con il merchandising: ebbene, sulla felpa rosa e su un altro capo il lupetto anni '80 è... a rovescio! Come sulle bancarelle dei napoletani fuori lo stadio... mah.
Catalogo Diadora 2004/05 con lupetto a rovescio
Originale
Per le prossime maglie ci si ricordi che la lupa capitolina ha la testa a sinistra e che sotto ci sono Romolo e Remo


26 aprile 2005 (pomeriggio): grazie a Valerio, inserita la pagina di Roma/Astrea (amichevole di qualche giorno fa) ed altre 8 foto di Sampdoria/Roma nella pagina 2.
Un altro Valerio mi segnala questo articolo interessante:
CONTRO IL SISTEMA
di Marco Giannattiempo
www.ilrestodelpallone.it

 La congiura del Palazzo colpisce tutto e tutti, spietata, cieca, cinica, sadica. Difende gli interessi del Potere, è solerte nel compiere azioni dimostrative verso i proletari del Pallone, rinfocola l’ego vittimista dei lamentosi presidenti, direttori sportivi, allenatori, calciatori, ultras, comminando punizioni divine a chi osa ostacolare la marcia trionfale della cricca al comando, leggasi A.C. Milan e F.C. Juventus. Chi non ha mai sentito la voce stridula di un rappresentante di qualsivoglia compagine di Serie A, B, C1, C2 e così via? Tutti si lagnano del Potere. Quel Potere che logora chi non ce l’ha (santissime parole) che sovente si traveste da Partito Comunista di qualche stato dell’est (o partito capitalista di qualche stato dell’ovest, per par-condicio…) e reprime gli infedeli trotzkisti rei di aver congiurato contro il Sacro. Vado a memoria: Zeman, Cellino, Facchetti, Campedelli, Foschi (quello che voleva denunciare il guardalinee), Zamparini, De Luca, Galliani, Tanzi, Foti, Lucarelli e tutto il Livorno, anzi tutta Livorno, l’ineffabile famiglia Sensi (campa grazie al Palazzo che tanto detesta) e dulcis in fundo la famiglia Della Valle, quella che dopo aver investito poche lire per l’acquisizione della società ha fruito di una promozione dalla C2 alla B in un solo anno, e compiuta una campagna acquisti ultra-milionaria si ritrova ad un passo da dov’è venuta: la Serie B. Ora sì che Zoff può permettersi di avere cattivi pensieri! Ma ora che anche l’icona principe del Potere, Luciano Moggi, getta ombre sui movimenti oscuri del Palazzo, siamo arrivati ad un punto di non ritorno. Moggi che si lamenta del Palazzo è grottesco: è lui il Palazzo!! E’ come se Berlusconi si scandalizzasse del suo stesso Governo. Ma se tutti condannano il Potere, chi ne usufruisce? L’Atalanta? C’è qualcosa che non va, c’è qualcuno che non va, e quel qualcuno risiede stabilmente dalle parti di Via Allegri, le sue natiche incollate alla poltrona con un adesivo extra-forte, le sue direttive (ne emana qualcuna, anche se non sembra) intente a rattoppare i buchi che lui stesso ha allargato, dalla violenza agli arbitri, dalla Nazionale ai campionati extra-large. L’ultima trovata è un colpo di genio: un rimedio estemporaneo per reprimere le teste calde che popolano gli stadi italiani in virtù di leggi radicalmente garantiste scaricando sugli arbitri ulteriori responsabilità. Non è nuovo a queste coglionate, Carraro: nel 2002 pose il blocco agli extracomunitari dopo la vergognosa figura in Corea per porre fine all’importazione massiccia di giocatori stranieri, come se un francese, un lussemburghese o, tra qualche anno, un turco non fossero stranieri anche loro. Carraro fa comodo a tutti, però: un presidente serio in un paese serio avrebbe fatto fuori mezza Serie A e quasi tutta la B per le grane economiche. Moggi, Galliani, Della Valle e compagnia condannano il Sistema, il Potere, il Palazzo, ovvero chi li mantiene, e così facendo condannano l’esistenza stessa delle loro società. Ma questo ai tifosi nessuno lo ha detto. 



26 aprile 2005: terminata pagina 36 di memorabilia ed iniziata la 37. Nuovo striscione da trasferta per i Fedayn. Ha esordito domenica a Genova.
Dicevamo di West Ham/Millwall. Dovrò fare una pagina apposita, perché guardate un po' cosa mi manda David di Norwich... d'altra parte in Inghilterra la polizia per le partite di calcio è stata eliminata... gli hooligans sono spariti... Guardate un po' il gruppo del West Ham a Green Street in attesa dei Millwall!
WESTHAM UTD.
MILLWALL


25 aprile 2005: inserite molte foto nella pagina 1 di Sampdoria/Roma ed inserita la pagina 2. Cosa costa alla Roma questo campionato fallimentare? http://www.sporteconomy.it/index.php?id=0,2142,0,0,1,0

24 aprile 2005: in costruzione la pagina di Sampdoria/Roma.
West Ham/Millwall report (presto altre foto):
WEST HAM / MILLWALL
Prima della partita giocata alle ore 12.00 sosta alcoolica in zona East Ham al "Earl of Wakefield" poi di corsa allo stadio. 2.300 i Millwall ( splendida la mania tipicamente inglese di dire esattamente il numero di spettatori presenti ( 25.800) e la quota ospiti). Il tifo è in stile britannico con larghe pause, ma l'atmosfera è di un fascino incredibile sapendo cmq che di fronte ci sono tifoserie che hanno fatto la storia del tifo oltremanica. A fine partita come vedrai dalle foto, ci attardiamo in zona stadio, dopo aver notato vari gruppetti agli angoli della strada ci dirigiamo verso il Tube fermata Upton Park. Qui la polizia blocca tutto perchè devono passare i Millwall. Per circa 15 minuti gruppi di West Ham ( per la verità non sembrava la gente giusta) ed il gruppone dei Millwall sono rimasti fermi in attesa della metro fuori la stazione circondati da un esercito di polizia senza che nessun' azione, neanche canora sia stata intrapresa da entrambe le parti. I modi della polizia inglese sono bruschi ma non brutali ed aspettano sempre un motivo valido (secondo la legge) per agire. Caratteristica è stato il siparietto di un ragazzo inglese alquanto alticcio che ridicolizzava i bobbies con un irridente balletto. La storia è andata vanti per circa 10 minuti a meno di un metro dalla linea di schieramento fino a quanto offrendo loro una sigaretta il ragazzo ha provocato il pretesto per farsi prelevare a malo modo dai bobbies stessi. 
Prendiamo la metro sorpresi dal fatto che nulla fosse accaduto, pur consapevoli dell'imponente schieramento ritenevamo che a parti invertite ( in Italia) la cosa sarebbe stata diversa. Dopo un po' veniamo a sapere da un ragazzo dei Millwall che le nostre perplessità erano infondate.
I West Ham avevano organizzato l'assalto alla fermata di WhiteChapel dove per un bel po' se le sono date di santa ragione tra di loro ( pare che i Millwall abbiano avuto la meglio.....ma non è importante) prima che la polizia riuscisse ad intervenire. Il tutto conclusosi con la promessa di rivedersi il prossimo anno a data e posto da definire!!!
Di tutto questo i giornali il giorno dopo non riportavano alcunchè seguendo il tipico atteggiamento britannico in cui il problema viene risolto facendo finta che non esista altrimenti screditerebbe l'opinione diffusa che ormai la violenza negli stadi è stata debellata. Che spettacolo l'ipocrisia.


23 aprile 2005: su "Le iene" è andao in onda un servizio su Brescia/Atalanta. Per chi lo avesse perso... eccolo qui.
Ricevo, come molti altri webmaster, questa e-mail, alla quale non potevo non rispondere:
La AS Roma multerà il Sig. Francesco Totti per l’ennesima espulsione con gesto
di nervosismo verificatasi durante il match Roma–Siena della 13° giornata del 
campionato di calcio italiano Serie A TIM.
Pare che la percentuale sopra citata corrisponda a € 120.000! L’ingaggio netto
mensile percepito dal fuoriclasse giallorosso per le sue prestazioni calcistiche è € 400.000/mese! Tra i calciatori ed i giornalisti italiani vi è una specie di Gentleman 
Agreement: i calciatori si fanno intervistare ma i giornalisti non devono formulare 
loro domande imbarazzanti. La domanda più imbarazzante che possa essere
posta ad un giocatore di calcio professionista è: “Lei quanto guadagna?”
Noto con soddisfazione che in queste ore i mass media nazionali si soffermano 
sull’argomento preso in rassegna. Ho infatti la sensazione che molti di Voi si 
dimentichino degli inusitati compensi elargiti ai giocatori e che la sanzione inflitta
al Sig. Totti dal proprio datore di lavoro possa farVi riflettere sulle scandalose 
retribuzioni dei Vostri beniamini.
A tale scopo Vi domando:
- Quali sono le sensazioni che provate cantando in curva per incoraggiare i Vostri 
coetanei che guadagnano, mediamente, € 1.500.000/anno mentre Voi dovete 
arrangirvi con € 1.000/mese?
- Avete mai pensato a come potreste sentirVi meglio se i Vostri idoli in mutande 
percepissero € 10.000/mese?
Non Vi sto prendendo in giro, cerco solo di farVi immaginare una situazione che 
potrebbe verosimilmente verificarsi se cominciaste a boicottare gli stadi, il 
merchandising, le pay-tv/x wiev e che renderebbe meno imbarazzante di adesso 
"vivere" per il proprio team del cuore.
Il sistema è al collasso!:
- i team chiudono i loro bilanci con decine di milioni di perdite e di debiti 
nonostante il doping amministrativo e le libere interpretazioni delle norme tributarie
(vero Sig. Lotito?);
- le tv che acquistano i diritti per trasmettere le partite pure;
- i ritorni commerciali per gli sponsor, considerato i costi necessari per apparire
sulle maglie delle squadre, sono modestissimi.
Vi auguro di impiegare diversamente il prezioso tempo libero che avete nei 
week-end e di meglio spendere i Vostri soldi.
Per esempio domenica 24 aprile lo scrivente, mentre Voi sarete in curva a Marassi
dopo aver viaggiato sei ore su un treno di seconda classe, sarà impegnato a 
mangiare un branzino all’isolana sorseggiando un Donnafugata in un ristorante sul
mare tra Marina di Pietrasanta e Forte dei Marmi…
Molti cordiali saluti.
mibaccia
mibaccia@aliceposta.it
Gentile Signor Mibaccia,
rispondo con piacere alla Sua e-mail, che sarebbe persino gradevole se non avesse una chiusura sprezzante.
Gli ultras sono i primi a combattere il calcio moderno e le sue storture e disapprovano gli eccessivi guadagni delle star del calcio.
Gli ultras non sono solo quelli della serie A, ma anche quelli della Serie B, della serie C, D e via dicendo.
Tutti cantano per la loro squadra.
Tutti cantano a prescindere dai guadagni di coloro che indossano la maglia della squadra che amano.
I meno fortunati, senza dubbio, sono quelli di serie A, che amerebbero un calcio povero, come era un tempo.
E’ per questa ragione che molte tifoserie cantano di tifare “solo la maglia”, paradosso che per essere apprezzato richiederebbe un idealismo che gretti materialisti non possono certo possedere.
Per questo rispondo alla Sua domanda, giustamente curiosa, sul cosa si prova ad incoraggiare coetanei così economicamente fortunati: si provano sensazioni, tifando la propria squadra, che Lei non può capire perché la Sua natura coincide con l’avere e non con l’essere.
Io, noi, abbiamo qualcosa in più rispetto a Lei.
Non è il contrario.
Vede, io stasera mi vado a mangiare un branzino all’isolana sorseggiando un Donnafugata in un ristorante sul mare tra Marina di Pietrasanta e Forte dei Marmi, e magari domani vado a vedere la Roma a Marassi che perde 3-0 sotto il diluvio. Lei farà un bel ruttino e si addormenterà beato dopo aver letto il Corriere della Sera, mentre io starò tornando fradicio dalla città ligure.
Il giorno dopo Lei starà sempre a mangiarsi il Suo bel branzino, e io starò a vedermi un concerto punk dopo aver mangiato al volo un panino.
E il giorno dopo ancora Lei starà ancora a mangiare un altro branzino, accompagnato da un altro bicchiere di buon vino.
Le rigiro la domanda: non è un po’ piatta la Sua vita?
Lorenzo


22 aprile 2005: devo scusarmi prima di tutto con Giggi di Corederoma.it: per alcuni problemi di lavoro improvvisi non sono riuscito a liberarmi, poi ti dico a voce. Ora che sono a casa inserisco giusto i resoconti di Roma/Siena.

21 aprile 2005: celebriamo in primo luogo qualcosa di sacro...
2758 anni, auguri Roma!
On line la pagina di Roma/Siena.
Notiziola:
Annullamento con rinvio anche per altri 36 boss
Annullato l'ergastolo a Provenzano
La decisione della Cassazione.
Rinvio a giudizio per il superboss latitante in relazione al processo per 127 omicidi di mafia
A quanto pare la Cassazione non dà ragione solo ai tifosi, vero Pescante?


20 aprile 2005: tante news da commentare oggi. Ma prima Bill Clarke (Inghilterra) mi chiede se è normale che per un Roma/Reggina (alla quale ha assistito dai Distinti Sud) ci sia tanta polizia...
MALATO È IL CALCIO NON I TIFOSI
di MASSIMO FINI
È perfettamente inutile che il Viminale e la Federcalcio adottino la "tolleranza zero", decidano la sospensione della gara, la sconfitta a tavolino per la squadra di casa e la squalifica del campo al primo petardo lanciato sul terreno di gioco, che il
questore abbia la facoltà di non autorizzare la partita se in città, prima del match, 
sono avvenuti tafferugli, che gli ingressi siano aperti in anticipo per permettere 
perquisizioni sempre più accurate,anche con personale femminile, che schiere di 
poliziotti siano impegnati durante la settimana per la bonifica degli stadi e dei
loro dintorni, che si minaccino leggi e pene severissime per i trasgressori, più 
severe di quelle che puniscono (o meglio non puniscono) gli autori di reati finanziari
gravissimi, che si vogliano addirittura proibire gli striscioni non "politically correct" e che, insomma, si cerchi di scoraggiare in tutti i modi i tifosi violenti.
È perfettamente inutile perché malati non sono i tifosi, malato è il calcio. Violenti non sono i tifosi, violento è diventato il calcio, per essere più precisi, la malattia e la violenza dei primi sono la conseguenza della malattia e della violenza del secondo.
Il calcio era una straordinaria festa nazionalpopolare, un rito collettivo che si celebrava la domenica come la messa, carico di significati simbolici, mitici, sentimentali, identitari. Ed era anche una pacifica metafora della guerra che, con le urla, gli insulti all'arbitro nella funzione farmaceutica di "capro espiatorio" (in greco il "capro espiatorio" era chiamato "pharmakos") gli striscioni anche truculenti, serviva a scaricare l'aggressività naturale che è in ciascuno di noi, a
canalizzarla in modo intelligente, a controllarla.

Nel corso del tempo tutti questi motivi rituali, mitici, simbolici, identitari sono stati spazzati via dallo show-business. Quell'antica festa è stata ridotta a una pura partita di denaro, a un affare colossale, con in gioco interessi economici enormi, televisivi e pubblicitari. Le partite sono state spalmate sull'intera settimana,
e quando non c'è il campionato, il martedì e il mercoledì c'è l'odiosa Champion's League al posto della vecchia, cara Coppa dei Campioni cui partecipavano ad eliminazione diretta solo le squadre che avevano vinto lo scudetto e quindi con un numero di incontri molto minore, il giovedì c'è l'Uefa. Di calcio si parla, invece che
il lunedì mattina negli uffici, nelle fabbriche, al bar, tutta la settimana in talk-show demenziali con protagonisti altrettanto demenziali. I giocatori non sono più solo giocatori, dei in campo e gente qualunque fuori, ma testimonial, sponsor, divi del jet set internazionale di cui i giornali raccontano amori, fidanzate, figli, famiglia (ma perché mai, perdio, devono sapere tutto delle scopate di Totti? Totti lo voglio, e lo devo, vedere solo in campo a fare le cose straordinarie che sa fare e stop).

Come si poteva pensare che proprio i tifosi, e in particolare il lumpenproletariat più 
emarginato che si nutre solo di pallone, sfuggissero a questa enfiagione mostruosa del calcio, a questo autentico cancro che dirama ormai la sue metastasi in tutte le direzioni? Anche i tifosi vogliono sentirsi protagonisti di questo
Barnum e ritagliarsi la loro fetta di importanza. La loro violenza fisica è un riflesso della violenza economica che è ormai la vera cifra del calcio. Le partite, oggi, non sono più partite ma sopraffazione economica di chi ha più denaro e può comprarsi ogni anno i giocatori migliori, i più forti tecnicamente, i più attrezzati fisicamente, strappandoli alle altre squadre d'Italia, d'Europa, del mondo, su chi ne ha meno. Inoltre nel tifoso che getta oggetti sul campo, danneggiando la propria squadra, la "squadra del cuore", c'è, seppure inconscio, il sottile e masochistico piacere di
partecipare anch'egli alla definitiva demolizione di un meraviglioso giocattolo che gli è stato distrutto sotto gli occhi. Il tifoso violento è come il bambino che, per rabbia,
calpesta il giocattolo che qualcun altro gli ha rotto. E non è il peggiore in questa
storia. L'estate di due anni fa gli ultras di 78 squadre di A, B e C manifestarono, molto civilmente e senza dar luogo ad alcun incidente, sotto la sede della Federcalcio a Milano al grido di: «Ridateci il calcio di una volta». Con i numeri dall'1 all'11 come una volta, con le partite giocate solo il pomeriggio della
domenica come una volta, con giocatori che non passino da una squadra all'altra ogni campionato o addirittura durante il campionato, con meno peruviani, coreani, nigeriani in campo e più "enfants de pays" e così via. Ma non sono stati ascoltati. Sono stati anzi irrisi come individui fuori dal loro tempo. Bene, allora i tempi sono questi. Teneteveli.
Bell'articolo. Finalmente qualcuno apre gli occhi.



ROBERTO VETTESE è ricoverato in rianimazione all'ospedale Maria Vittoria di Torino. Ha 30 anni ed è papà di una bambina di tre. Attualmente è in prognosi riservata anche perchè, tra le varie complicazioni, nella notte scorsa si è presentato un ematoma tra l'orecchio e il cervello causa di notevoli problemi. Come ne uscirà, per il momento, non è dato sapere. Probabilmente perderà un occhio, dovrà sottoporsi ad un lungo ciclo di fisioterapia senza sapere quale potrà essere il grado di invalidità permanente che lo accompagnerà per tutta la vita.
ROBERTO VETTESE è stato colpito in faccia da un lacrimogeno lanciato dalla Polizia a pochissimi metri di distanza prima di Juventus/Liverpool.
Più volte si è denunciata, anche da questo sito, la pericolosità del lancio ad altezza d'uomo di questi artifizi da parte delle forze dell'ordine, che prima o poi porterà alla tragedia.
Sulla vicenda, italica consuetudine, è scesa una cortina di silenzio. 
I mass media, TUTTI asserviti al potere, hanno taciuto.
Lo ribadisco: non è questo il modo di gestire l'ordine pubblico, in quanto non si può tentare di uccidere una persona a meno che lei non abbia tentato di uccidere te. E da quanto so, non mi sembra questo il caso.
Parola di Mario Pescante
"Biglietti nominativi e metal-detector ancora non ci sono, mentre la legge 
li prevede. Nel provvedimento che si sta preparando non verrà data agibilità  agli stadi non attrezzati"
Il biglietto nominativo non credo proprio che serva a qualcosa. Il buon Pescante dovrebbe sapere che la Curva Sud - che è il luogo del tifo più acceso - ha tutti abbonati. E l'abbonamento è nominativo. 
E in ogni caso, quale sarebbe la sua funzione? Forse far sì che ad un posto sia abbinato un nome? Con gli stadi che "qualcuno" ha costruito in quel modo? Mah. Li avete visti gli stadi inglesi? Tutte le file sono ordinatissime, ma non perché siano ordinati gli spettatori: sono proprio i seggiolini che sono ben allineati! Prendiamo la Tribuna Tevere vuota, ci facevo caso domenica. Non c'è un seggiolino che in verticale sia allineato a quello che sta sotto, per la semplice ragione che essendo le tribune ellittiche non si riesce (al contrario dei rettangolari stadi britannici) ad avere un allineamento corretto. Resterebbe da chiedersi, ancora una volta, chi ha costruito, o fatto costruire, questi stadi.
Sbaglio o anche all'epoca c'erano Carraro e Pescante?
Per quanto riguarda il metal detector, va detto che ciò ulteriormente dimostra come le leggi vengano fatte da chi non capisce assolutamente nulla del fenomeno. Un po' come se il sottoscritto dovesse legiferare in materia di fisica nucleare.
Gli scontri avvengono fuori gli stadi nella maggior parte dei casi.
Tuttavia, le manifestazioni folkloristiche viste in tv di recente che hanno allarmato il popolo sono state tre:
a) Palermo/Messina, dove le "armi" usate dai sostenitori messinesi contro la Polizia (non si è ancora capito, peraltro, perché sia intervenuta) erano aste di bandiera di plastica e cinte di cuoio. Al di là della cosa particolarmente scenografica, ho seri dubbi che questi strumenti possano aver provocato un sia pur minimo danno ad un agente in assetto antisommossa e, ancor più, che simili oggetti possano essere rilevati da un metal detector;
b) Inter/Milan, dove sono state lanciate torce (peraltro di libera vendita) che non hanno un'anima in metallo e quindi non vengono di certo rilevate dal metal detector;
c) Juventus/Liverpool, dove tutto è avvenuto fuori lo stadio (e quindi fuori la portata dei metal detector).
Qualcuno può quindi indagare se tra parenti, mogli ed amici di ministri, segretari e sottosegretari c'è qualcuno che ha una ditta che produce metal-detector?
"Varrebbe la pena di esaminare certe sentenze per capire se e come andrebbe variato il regime delle diffide. Prendiamo anche il caso dei fumogeni: se la Cassazione dice che non è reato portarlo allo stadio, e che per l'eventuale reato bisogna attendere che venga gettato in campo, noi che possiamo fare?"
Già, varrebbe la pena di esaminare certe sentenze. Mi chiedo perché Pescante non lo faccia, visto che poi ne parla a sproposito. Anche perché non mi risulta che la Cassazione abbia mai detto che non è reato portare un fumogeno allo stadio. D'altra parte non potrebbe certo dirlo, visto che è la stessa legge che lo dice: 
ARTICOLO 6 TER LEGGE 401/89:
comma 1  Salvo che il fatto costituisca più grave reato, chiunque, nei luoghi in cui si svolgono manifestazioni sportive, venga trovato in possesso di razzi, bengala, fuochi artificiali e petardi ovvero di altri strumenti per l'emissione di fumo o di gas visibile, è punito con l'arresto da tre a diciotto mesi e con l'ammenda da 150 a 500 euro.
Come potrebbe la Suprema Corte dire il contrario?
"Forse la legge è carente, in ogni caso bisogna tener conto di certe sentenze per deliberare. Ormai la strada è stata segnata, però quella di certi schieramenti trasversali che hanno annacquato la legge non può essere più seguita. Non voglio assolutamente cloroformizzare: ci vuole assolutamente un discorso di severità nei confronti della teppaglia, ma anche di prevenzione e di educazione dei più giovani".
"Vorrei un magistrato 'da stadio', che si occupasse quasi solo di questo,  come succede in Inghilterra. Nessuno vuole dei tribunali speciali, ma  siccome questi sono reati particolari se ci sono dei magistrati  particolarmente preparati su questo tema, ad esempio ce ne sono due ottimi nella Procura di Roma, sarebbe tanto meglio. Ma non so se questo sarà realizzabile".
Giustamente chi mi ha inoltrato la notizia si chiede:
"E perchè non uno per il Parlamento, per il Senato, per la strada, per la 
piazza,. Magistrati specializzati non nei reati ma nei posti dove vengono 
commessi.....se vengono commessi"
Oltre a questa sacrosanta affermazione, sul resto rispondo io.
A parte l'ovvia considerazione che un "magistrato da stadio" sarebbe a tutti gli effetti un tribunale speciale, devo dire che giustamente - per una volta - Pescante chiede che ci siano dei magistrati particolarmente preparati su questo tema.
Sono d'accordo. Se ci fossero, ci sarebbero il 50% dei processi in meno.
I due ai quali si riferisce sono ottimi magistrati, ma di calcio e tifoserie, purtroppo, non capiscono assolutamente nulla: d'altra parte non è colpa loro.... come si fa a dire di conoscere un fenomeno se non sei mai entrato in una curva?
DAL SITO DEL CORRIERE DELLA SERA
Gentile Severgnini,
ho 37 anni, sono un dirigente di una azienda di telecomunicazioni, sono 
sposato ho un figlio di tre. Sono davanti alla Domenica Sportiva di cui è 
ospite e non posso non reagire ai suoi interventi. Potrei e dovrei reagire 
alla quasi totalità degli interventi ma, sorry, un filo diretto con il "pubblico"
lo ha solo lei! Perché parlare con tale superficialità del fenomeno ultras? 
Se vuole ancora andare a parlarne in giro, perché non si informa? Al suo amico di Singapore perché non chiede che fatica ha fatto a "presentare" un Paese il cui primo ministro è Berlusconi - non per motivazioni politiche
ma per semplici motivazioni in ordine di conflitto di interessi? Perché non
viene con me ad essere insultato e percosso dalle guardie, reo solo di andare in trasferta? Io vado ancora allo stadio, in casa ed in trasferta e
parlo con cognizione di causa. Lei, mi spiace dirlo perché oltre ad una
naturale simpatia nutro una sincera stima, fa la parte del perbenista benpensante che parla senza sapere. Non credo voglia approfondire e spero che il messaggio non le risulti irriguardoso o offensivo. Stupisca il pubblico: la prossima volta lo dica "non conosco il fenomeno, quindi non ne parlo". Con immutata stima,
P.M.
La risposta di Severgnini:
Gentile P.M.,
mi dispiace deluderla. Conosco sia gli ultras entusiasti come lei, sia gli 
altri: quelli aggressivi e provocatori (lei li ha visti di sicuro all'opera: perché non ne parla?). Guardie che insultano e picchiano? Non ne dubito.
Ma non dubito nemmeno della grande maggioranza dei poliziotti che, per pochi soldi, devono passare le domeniche a sopportare quelli che si divertono a giocare alla guerra. Di nuovo: perché non ne parla, Mr M.? Legga la lettera "Società a tifosi a pagamento", pubblicata ieri, scritta da Claudia Di Meo. Dice, verso la metà: "Un mio amico faceva il poliziotto. Era contento di aver trovato un lavoro poi hanno cominciato a mandarlo
allo stadio. Una volta tornò dal Franchi dopo Firenze-Juve completamente massacrato in faccia, lo avevano picchiato a sangue e oggi se lo guardi in faccia vedi un occhio completamente strabico, regalo dei tifosi violenti. é tato operato tre volte, ma niente da fare rimmarrà sempre così. All'ospedale mi disse: ho avuto l'istinto di prendere la pistola e di sparare, ho paura non ci voglio più tornare e poi si è messo a piangere. Non è giusto questo. Perchè per questi individui ci sarà la garanzia dell'impunità." .
Io ho risposto a lei, M. Adesso lei risponda a me. Non ribatterò in questo spazio centrale - mica possiamo monopolizzare il forum! - ma le risponderò. Pubblicamente. Sono infatti convinto - come ho affermato più volte l'altro ieri alla "Domenica Sportiva", dove sono tornato apposta per dire queste cose - che il calcio italiano sia arrivata a un punto di non ritorno. Gli italiani sensati si sono resi conto che devono ripulire il giocattolo e riprenderselo: oppure ce lo distruggono.
Non so se P.M. ha risposto a Severgnini, ma visto che questo è uno spazio di confronto, lo faccio io, come se la lettera al Corriere fosse farina del mio sacco. Dialetticamente preparato, il giornalista sposta il problema: ciò che, infatti, gli veniva imputato non era la scarsa conoscenza di "ultras" o di poliziotti (come fossero animali da analizzare), ma la scarsa conoscenza del fenomeno. Certamente, ci sono ultras entusiasti e ultras provocatori, e se P.M. non ne parla è perché lo stesso aveva evidenziato il "fenomeno violenza" e non i singoli protagonisti. Se dovessimo scavare nella fossa dei ricordi dovremmo tirar fuori centinaia di storie, di migliaia di tifosi e di migliaia di poliziotti feriti, in maniera più o meno grave, l'uno per mano dell'altro. 
La conoscenza del fenomeno impone un'analisi assai più profonda.
Il tifoso che perde un occhio per un lacrimogeno lanciato ad altezza d'uomo, o il poliziotto che viene picchiato a sangue merita ben più del populismo spicciolo. Entrambe le cose non dovrebbero accadere, ma accadono. Secondo Severgnini, ciò avviene perché da un lato ci sono tifosi eccezionalmente malvagi e dall'altra poliziotti grandemente irresponsabili? Non credo sia così, o meglio, credo che in entrambe le categorie di persone, ultras e poliziotti, possano esserci i buoni e i cattivi. Il dovere dello Stato (ma anche quello del buon giornalista) dovrebbe essere quello di capire le ragioni profonde per le quali certe cose accadono. Io non so cosa avviene in una caserma del Reparto Mobile poche ore prima che i celerini prestino servizio per un Brescia/Atalanta o per un Lazio/Livorno. Se hanno paura o se invece sono felici di andare a menare le mani. Posso però dire - e non certo per averlo appreso in un salotto televisivo -  che gli incidenti contro le forze dell'ordine nascono esclusivamente per ragioni di risentimento nei confronti delle stesse per torti subiti. Negli anni '80 tale risentimento era rivolto agli altri gruppi ultras, ora che lo Stato ha deciso di imporre militarmente (e solo in questo modo, senza alcun altro intervento di supporto) la sua presenza, il gruppo ultras viene percepito come quello che indossa la divisa. Et voilà, la miscela esplosiva è servita. Credo, sinceramente, che attualmente la presenza delle forze dell'ordine allo stadio sia necessaria solo per tutelare le tifoserie ospiti. Tutti questi schieramenti di forze in occasione, ad esempio, del derby di Roma è controproducente, perché basta un niente per accendere la miccia. Le tradotte militari quando si va in trasferta, i divieti assurdi, i piccoli soprusi che tutti i tifosi vivono domenica dopo domenica (anzi, con questo schifo di calcio moderno, giorno dopo giorno) non vengono smaltiti, ma somatizzati.
Questo si traduce, alla prima occasione utile, in scontro: al lacrimogeno nell'occhio e al celerino pestato a sangue.
"Gli italiani sensati si sono resi conto che devono ripulire il giocattolo e riprenderselo: oppure ce lo distruggono", dice Severgnini.
Già. Ma, un po' come per i pesci, l'operazione va compiuta da chi sta alla testa del giocattolo.
Vale a dire, chi ha creato - per gli interessi economici di una ristrettissima cerchia di persone - questo mostro chiamato calcio moderno.


19 aprile 2005: on line altre foto di Roma/Reggina. Articolo sulla fanzine dei Pescara Rangers:
 
Dagli all'ultras!!!
E nuovamente vecchi tromboni, politicanti del lunedì, sotto-biscardi,  sotto-moggi e sotto-galliani hanno 
ridato fiato alle loro voci, riportando all'ordine del giorno il problema che, l'unico degno di due pagine al 
giorno su tutti i quotidiani per una settimana intera, attanaglia la vita di tutti gli italiani. Sono trent'anni che
in Italia si parla di violenza negli stadi ed ogni volta i toni sono gli stessi... finto scandalizzato si leva il 
grido di gente moralmente impeccabile, i soliti giornalisti che sono ciechi e sordi quando si tratta di 
guardare i veri problemi del calcio, prudentissimi nel parlare di doping, partite combinate, calcio 
scommesse, calcio svenduto ad esigenze televisive... decisi e fermi, giustizieri implacabili quando c'è da 
parlare invece degli ultras, pronti a condannare, qualsiasi cosa facciano, qualcisasi cosa dicano, senza 
preoccuparsi di stare a controllare la veridicità di quello che dicono, tanto se diffami l'ultras, se lo condanni
anche per qualcosa che non ha fatto nessuno ti dirà mai nulla, gli ultras non sono portatori di intere$$i...
Nel fine settimana scorsa abbiamo sentire il Ministro dell'Interno Pisanu tuonare contro gli ultras... le 
televisioni hanno passato e ripassato immagini di scontri e fatto vedere decine di volte i simboli politici 
esposti nella partita Lazio-Livorno, accompagnati dai soliti commenti idioti: ma come bandiere politiche 
allo stadio????
Posto che noi difendiamo la nostra volontà di rimanere sempre ed asolutamente apolitici e che la politica 
in curva la riteniamo solo un elemento di divisione non possiamo non constatare delle cose.
Chiunque abbia mai conosciuto qualcuno che abbia mai varcato la soglia di una curva sa benissimo che in
determinate curve le banidere politiche sono di casa e che queste proliferano nel momento in cui si 
affronta una squadra la cui curva sia dell'opposto schieramento politico. Quello che si è visto in 
Lazio-Livorno si era già visto in altre partite in questo stesso campionato, quando il Livorno ha affrontato 
l'Inter e la Roma ad esempio, ma allora i commenti non erano stati severi...
Scontri: in tutto il campionato ce ne sono stati diversi, sicuramente quelli della scorsa settimana non sono 
stati i peggiori. Ma allora perchè c'è stata tanta mobilitazione, perchè il Ministro dell'Interno è voluto 
intervenire ed introdurre nuove norme???
Forse che il governo avesse bisogno di un tema per distogliere parzialmente l'attenzione sulla batosta 
elettorale delle precedenti elezioni regionali??? Forse che servisse un tema 'giusto' capace di portare il 
consenso di tutti, che giustificasse l'intervento deciso del governo e che il ministro non si è fatto scappare. 
Del resto siamo abituati all'utilizzo strumentale del problema ultras: appena approvate le nuove leggi, 
quattro anni fa, per un lungo periodo i giornali nazionali non hanno parlato di incidenti tra ultras, anche 
quando questi accadevano, anche quando erano particolarmente violenti, al limite si leggeva di 
scaramucce... così nel periodo precedente alla promulgazione di quelle stesse leggi ogni piccolo incidente
era un violento scontro da ricordare per giorni... Si chiama utilizzo dei mas-media al fine di creare il 
consenso per poi intervenire legislativamente. I giornali creano il problema a livello di pubblica opinione
ed il governo dopo aver fatto decantare il problema per un pò, dà la giusta risposta, guadagnandone in 
consensi e popolarità.
Con ciò non stiamo a lamentarci dell'intervento di un Ministro. Sappiamo che scontrarsi è fuori legge, non 
ci possiamo certamente nascondere dietro ad una disparità di trattamento, per quanto sistematica sia; non
cerchiamo una giustificazione nel fatto che gente ipocrita e bigotta parli male di noi alla propria bisogna. 
Si cerca solo di comprendere quali possono essere le dinamiche che giorno dopo giorno ci stanno 
chiudendo la strada, l'intelligenza che muove verso di noi, per cercare di difenderci anche noi in maniera 
intelligente, per comprendere quando c'è un interesse a colpirci e perchè e quando invece no.
Di certo non ci troviamo ad affrontare la 'prima crociata' anti-ultras e di certo non sarà l'ultima. C'è la 
necessità di resistere, ma sarebbe opportuno farlo con cognizione di causa e non così alla rinfusa...
LUNGA VITA AGLI ULTRAS!!!


17 aprile 2005: on line la pagina di Roma/Reggina. In formato PDF, soprattutto per chi parla l'inglese, le statistiche degli arresti e delle diffide in Inghilterra elaborato dal N.C.I.S. ed alcune interessanti tabelle riepilogative che ho elaborato io. Mi sembra da una sommaria analisi dello stesso che la violenza nel calcio inglese non sia affatto cessata. Forse, rispetto al passato, è oggi punita ma di certo è ancora presente in modo intenso, come dimostrano le statistiche. Se aumentano le diffide, è impossibile sostenere che diminuiscano gli incidenti.
REPUBBLICA.IT
Giornata tranquilla, dopo il monito di Pisanu e le nuove regole della Figc
ma da Livorno a Bologna i tifosi si uniscono agli ultras contro tv e leggi fiscali ad hoc
Nessun incidente nelle curve ma gli stadi voltano le spalle al calcio

La curva vuota del Livorno
LIVORNO - Il presidente del Livorno Spinelli e il sindaco Cosimi non hanno visto il primo gol di Cristiano 
Lucarelli contro la Fiorentina. Erano ancora fuori dallo stadio insieme ai tifosi che protestavano contro quanto 
accaduto domenica scorsa, i presunti abusi dei poliziotti dopo la partita contro la Lazio. Così parlano le curve: 
non solo con scontri, lanci di fumogeni in campo e violenza. Ma anche disertando gli spalti per qualche minuto o per tutta la partita e voltando le spalle al campo in segno di protesta. 
Questo è accaduto oggi in molti stadi d'Italia nella prima giornata di campionato in cui sono entrate in vigore le nuove regole decise dalla Federcalcio per fermare i violenti: la possibilità di fermare una partita al primo lancio di oggetti in campo e la sconfitta a tavolino della società retenuta responsabile. 
La settimana scorsa Roma, Terni e Milano (la notte del derby di Champions) hanno fatto salire l'emergenza 
curve, il ministro dell'Interno Pisanu ha chiesto il giro di vite, gli organi del calcio gli hanno mandato un segnale. E oggi su tutti i campi, controlli di polizia più serrrati e occhi puntati sulle curve per individuare il primo indizio sufficiente a far scattare la sanzione. 
Non è successo nulla dal punto di vista dell'ordine pubblico e saranno in molti a cercare di intestarsi questo 
risultato. Un paio di petardi fatti esplodere dai tifosi laziali dopo il gol di Rocchi a Bologna, qualche mazza 
sequestrata prima di Brescia-Atalanta - la partita considerata più a rischio - e qualche altro sequestro in serie C1 per Sora-Napoli. 
Ma è successo qualcosa dal punto di vista del tifo. Gli ultras hanno protestato e, in certi casi, come a Bologna, 
hanno avuto l'appoggio del resto dello stadio, segno forse che il disagio verso i meccanismi del calcio è molto 
più diffuso. Protestato contro cosa? Contro il calcio moderno, lo strapotere delle tv, le leggi fiscali fatte ad hoc 
per evitare i fallimenti delle società di calcio, la repressione e gli abusi di cui gli ultras si ritengono vittime. 
A Livorno i tifosi dalla curva nord protestano in silenzio per otto minuti fuori dall'Armando Picchi. Poi 
compostamente, all'ordine prestabilito, hanno preso posto sugli spalti del loro settore. Tanti striscioni lungo la
recinzione con una sola scritta: "Vergogna", in riferimento ai fatti di domenica a Roma, i presunti abusi delle 
forze dell'ordine, subiti da parte dei circa 300 tifosi amaranto che hanno seguito la squadra domenica scorsa 
nella trasferta all'Olimpico contro la Lazio. 
Tra gli striscioni, uno dice: "10-04-05 spogliati, picchiati, umiliati: quale reato? Essere livornesi - vergogna"
Anche in altri settori dello stadio si vedono ampi spazi vuoti e nello spicchio della curva sud occupata dai 
livornesi in molti stanno danno le spalle al campo. Anche i tifosi della Fiorentina solidarizzano prima della gara con i livornesi scandendo ripetutamente cori contro le forze dell'ordine. Al termine della protesta, quando la curva si è riempita, l'intero stadio accoglie i tifosi ritardatari con un lungo applauso. 
A Milano la Curva nord degli ultras nerazzurri, protagonista martedì scorso del fitto lancio di fumogeni in campo che poi ha portato l'arbitro Merk a sospendere l'euroderby, non inscena nessuna protesta né contestazione prima dell'incontro casalingo contro il Cagliari. Ma gli spettatori sono pochi, 30 mila su 44 mila abbonati. Da segnalare un enorme striscione: "Tutti gli Inter club dicono no alla violenza! Forza ragazzi, noi siamo con voi". Lo stadio applaude lo striscione, la Curva nord rimane in silenzio. Silenzio in curva anche alla lettura delle formazioni, ma dopo pochi minuti dall'inizio della gara gli ultras nerazzurri ritrovano la voce. 
A Bologna i tifosi voltano le spalle al campo. Mentre lo speaker annuncia la formazione della Lazio tutta la curva Andrea Costa, quella del tifo bolognese, imitata da buona parte dello stadio, decide di girare (fisicamente, non solo metaforicamente) le spalle. Un volantino spiega il gesto: "A tutti quelli che non vorrebbero pagare le tasse" si legge, con chiaro riferimento alla polemica sulla legge utilizzata dalla Lazio per rateizzare il debito col fisco ed evitare il fallimento, ma anche a tutti quelli "che rimpiangono un calcio vero e giocato sul campo". 
A Brescia i tifosi del gruppo Curva Nord Brescia 1911, diffondono, nei minuti precedenti la gara con l'Atalanta, un volantino su cui è scritto: "Se state leggendo questo volantino vuole dire che ci sono buone probabilità che 
questa partita (la Partita) si giochi, o quanto meno abbia inizio. Molto dipende ovviamente da come ognuno di
noi si sarà comportato e soprattutto si comporterà prima e durante l'incontro. "Infatti - è scritto -, grazie 
all'ennesimo colpo di genio (nonché il ricatto) dell'illustrissimo, onnipotentissimo, nonché presidente della Figc Franco Carraro, da oggi in poi ogni gesto considerato contrario alla morale comune" potrebbe "far sospendere la partita con conseguente sconfitta a tavolino"
Da oggi, prosegue, "le partite e i campionati saranno inevitabilmente falsati (grazie a questo spauracchio) da 
arbitri che fino ad oggi l'avevano fatto 'solamente' sul campo, favorendo ovviamente i soliti noti". 
DA SPORTECONOMY
In Italia l'applicazione di una norma o l'introduzione di una nuova legge è spesso collegata al verificarsi di un 
evento di forte impatto pubblico. Soprattutto se parliamo di calcio, che concettualmente dovrebbe essere uno
sport, ed, invece, da molti anni si è trasformato in un'arena politica dove si può perfino rischiare la vita. Per 
non parlare dei costi per la collettività legati alla presenza di forze dell'ordine negli stadi. Questa volta, come 
nel caso del derby di Champions League (tra Milan ed Inter), ci siamo andati vicini (Dida colpito dal razzo che
non prende fuoco, nonostante l'utilizzo di materiali acrilici, è solo un fatto fortuito). Diciamo che ci piace 
arrivare ad un passo dalla tragedia per intervenire, altrimenti l'Italia non si chiamerebbe BelPaese e non ci 
sarebbe la fila per entrarvi (anche illegalmente). Dopo il caso Dida si è gridato subito allo scandalo, da
sinistra a destra passando per il centro. Per poi iniziare a fare i distinguo. C'è chi vuole la linea dura nei 
confronti degli Ultras, c'è chi li vuole difendere a tutti i costi, c'è chi preferirebbe far passare un po' di giorni e 
far lavare l'onta al tempo. E sì perchè qui, nel BelPaese, si vuole creare degli stadi bellissimi, ricchi di comfort,
proprio per Euro 2012. Ma se prima i nostri Ultras non dimostrano di conoscere le buone maniere tutto questo 
business andrà in fumo. Secondo noi gli Ultras italiani l'hanno capito perfettamente e per Carraro prevediamo 
un anno difficile di presidenza. Calcolando che non siamo molto amati in sede Uefa o Fifa, i vertici del 
governo del calcio internazionale stanno solo aspettando di raccogliere la lunga lista di partite annullate 0-3 a 
tavolino (perchè questo avverrà) per dirci con molta gentilezza che non siamo capaci di gestire l'ordine
pubblico e quindi, di conseguenza, un Europeo di calcio. Probabilmente dovremmo cambiare business.
Forse sarebbe meglio gestire "conclavi papali", perchè il calcio è un altro film e lì bisogna dimostrare altre 
expertise (uno stage in Inghilterra o Germania non guasterebbe). Incredibilmente, cosa che non era mai 
successa fino ad oggi, è sceso in campo lo stesso presidente della Figc (Franco Carraro). "Ha ragione Pisanu",
ha tuonato il numero uno di via Allegri. "Al prossimo lancio di petardo o di oggetti contundenti l'arbitro avrà il
potere di sospendere la partita e dare lo 0-3 a tavolino". Incredibile dictu, direbbero i latini. Mai, in Italia, c'era
stato un intervento così veloce da parte della Figc. Non sarà, forse, che Carraro ha paura di perdere la 
candidatura di Euro 2012 (dove al momento non c'è un rivale vero, almeno che non si voglia trasformare dei 
fantasmi in giganti - e potremmo anche riuscirci), proprio sul fronte della violenza negli stadi?. Secondo noi la 
risposta è affermativa, ma le nuove norme sponsorizzate dallo stesso Carraro creeranno ancora più caos e di 
fatto hanno "sdoganato" il movimento degli Ultras. In Italia non c'è solo Forza Italia o i DS, ci sarà anche il
partito degli Ultras, che a parte qualche rara eccezione, è molto più compatto delle nostre forze politiche o 
delle stesse forze dell'ordine (divise in mille rivoli sindacali). Il presidente del Livorno Spinelli ha affermato 
recentemente che con queste norme speciali i proprietari dei club diventeranno ostaggio dei tifosi. Basterà 
lanciare un petardo in campo per ottenere cose che fino ad oggi bisognava perorare in mille modi. A Spinelli 
rispondiamo: "si rivolga a Carraro...è lui l'artefice di questo nuovo intervento salvacalcio". In generale 
consiglieremmo ai vertici del calcio di aprire piuttosto una trattativa. E' chiaro che gli Ultras non sono lo stadio,
ma lo comandano. Un po' come i sindacati nelle industrie. Oggi nessuno grida allo scandalo se datori e 
sindacalisti parlano. Sono le due facce della stessa medaglia. E allora perchè lo stesso non avviene nel 
calcio?. Non sono i tifosi ad acquistare i biglietti delle gare di campionato?. E allora che venga loro 
riconosciuta la dignità che meritano. Non capire questo banale paragone potrebbe portare ai primi Anni di 
Piombo del calcio italiano. E' questo quello che si vuole nel "Palazzo del Football" tricolore?.
Articolo intelligente. Carraro e soci hanno regalato agli ultras (ma anche ai tifosi "normali") il calcio moderno? Vediamo se gli ultras gli regaleranno Euro 2012!


16 aprile 2005: complotti anche in Egitto: "(ANSA) - ROMA, 16 APR - Duecento ultras (ultras in Egitto???) sono stati arrestati ad Ismailiya, in Egitto, per i disordini avvenuti dopo l'ennesima batosta (6-0) della loro squadra. Furiosi per la pesante sconfitta contro i campioni d'Egitto in carica, i tifosi dell'Al-Ismaili hanno lanciato pietre contro le forze dell'ordine e hanno danneggiato alcune auto della polizia all'uscita dello stadio. Durante il deflusso gli ultras hanno continuato negli atti vandalici spaccando vetri e cabine telefoniche".
Stasera Roma/Reggina:
...CORSI E RICORSI...
Stadio Olimpico, ore 20.30
CHI VA ALLO STADIO OLIMPICO...
...SI PREPARI ALLA ENNESIMA FARSA
Vs.
5 anni fa...
7 febbraio 2000
vai a questa pagina
Cambiano i governi,
non cambia la storia!
DA MILANO, UN TIFOSO DELL'INTER
Innanzitutto i complimenti per il sito che ritengo essere di gran lunga il migliore nel panorama ultras soprattutto per l'encomiabile costanza nel proporre gli aggiornamenti e per la competenza dei commenti. 
Sono un tifoso interista 22enne, abbonato in curva, ma non mi ritengo un ultras. Volevo porre l'attenzione su quanto successo martedì sera a San Siro e sopratttutto sull' atteggiamento come sempre molto corretto e competente della stampa italiana. 
Tralascio di mettere in risalto le davvero esigue competenze giuridiche del giornalista medio italiano, cosa che Lei fa correttamente ogniqualvolta le se ne presenta l'opportunità, ma d'altronde quando in tv si sentono parlare politici laureati in giurisprudenza di "reato penale" non credo si possa fare una colpa a nessuno. 
Non voglio nemmeno giustificare nessuno per ciò che è successo, chi sbaglia (se ciò viene accertato oltre ogni ragionevole dubbio) è giusto paghi.
Quello che proprio non va giù è il fatto che una certa stampa pretenda di commentare episodi senza essere al di dentro dell'ambiente in cui accadono, traendo conclusioni che ragionando non un minimo non possono essere accettate. Mi riferisco al fatto della cosiddetta "premeditazione", venuto fuori anche in occasione del vostro derby dell'anno scorso. Le sciacallate giornalistiche in tal proposito, da quanto mi è stato riferito, sono iniziate durante la stessa partita, al momento della sospensione del match, quando ad una televisione locale che commentava l'evento è arrivata un e-mail di un tizio che diceva che un suo amico gli aveva raccontato che probabilmente al trentesimo del secondo tempo... insomma una fonte certissima e degna di ogni considerazione.
Dalla curva l'impressione è stata di un fatto molto occasionale e dovuto alla rabbia del momento..infatti è iniziato tutto con un lancio di bottigliette poi sfociato in quello delle torce e comunque non solo da parte di un certo gruppo, come dice il Corriere,che tra l'altro sbaglia clamorosamente nel descrivere la collocazione del gruppo stesso all'interno della curva (è dalla parte opposta al tunnel degli spogliatoi) ma in realta da più punti della curva stessa.
 Dico che a mio avviso non c'è stata premeditazione perchè, essendo lì in mezzo, ammetto che chiunque avesse portato una torcia allo stadio (cosa che non sarebbe potuta accadere), dopo 16 anni così, dopo l'ennesimo derby andato in malora, dopo che il portiere avversario parava tutto e nel momento in cui eri riuscito a segnare l'arbitro aveva ben pensato di inventarsi un fallo inesistente per annullarti il gol, chiunque, dicevo, si fosse trovato in mano una torcia, certo stupidamente, ma credo anche umanamente, il primo pensiero che avrebbe avuto in quel momento sarebbe stato quello di lanciarla verso il campo.
E poi qual è la seconda grande preoccupazione dei giornalisti.. "episodi così rischiano di farci perdere l'assegnazione degli europei 2012..." 
...E speriamo! Certo, a tutti piacerebbe vedere gli europei in Italia, ma se il prezzo da pagare è quello dei mondiali del '90 ben vengano gli europei in Turchia o in qualsiasi altro stato...miliardi su miliardi spesi per costruire stadi già non più idonei dopo 10 anni, piste d'atletica utilizzate una volta ogni cinque anni che rendono la visibilità peggiore, impianti da 60000 posti che (con tutto il rispetto) si riempiono solo per il trofeo Birra Moretti...tutto questo sulle nostre tasche..
Scusandomi per essermi dilungato troppo, La ringrazio per la cortese attenzione e le auguro un buon lavoro
Sentirmi dare del Lei mi fa sempre un certo effetto, ma poi mi guardo la carta d'identità e capisco che i tempi sono maturi :-)
Detto questo, sono d'accordo ovviamente con il ragazzo che mi ha scritto. 
Siamo di fronte ad una canea di giornalisti che non sanno di cosa parlano. Tutto ciò che non capiscono, è premeditato. Sono completamente all'oscuro dei meccanismi che muovono la folla e, d'altra parte, molto più facile sposare la ragione del complotto, piuttosto che approfondire altri aspetti. Di questo sono responsabili anche i vertici delle questure che, spesso, sono perfettamente a conoscenza di certe dinamiche "da stadio" (le "squadre tifoserie" della Digos non le ho inventate io), ma trovano più comodo e populistico accettare le pulsioni dei mass media e del sentire comune. Chi ha vissuto la curva sa perfettamente che fatti come quelli di Lazio/Roma, Inter/Milan, Siena/Roma di Coppa Italia non sono premeditati ma frutto del momento e dell'imitazione.
Lo sa perfino la questura, se è vero - come è vero - che è stato scritto un libro da un agente in servizio presso la stessa questura (sarà veramente interessante leggerne qualche brano quando il giorno del processo verrà sostenuta la tesi del complottto!) in cui si spiega (finalmente con competenza)  che tutto è stato frutto della suggestione... 
Vi lascio con una immagine di altri incidenti "premeditati" Italia B / Spagna B 0-1, fine anni '50 a Cagliari... Riflettano lorsignori.
Italia B /Spagna B 0-1 a Cagliari, fine anni '50, notare il fiasco vuoto
Traggo dal sito www.fiorentina.it questo spunto interessante (mamma mia quanto sono polemico!):
Tifo violento: alla ricerca dei "perchè"
Lazio-Livorno: succede di tutto, ma quel tutto rientra nella norma, in un costume violento ormai diffuso nel paese e nello spaccato calcio che tristemente lo 
rappresenta... scontri, violenze, bandiere naziste, saluti romani, ma anche celebrazioni dello stalinismo più bieco, utilizzo politico delle curve e delle tifoserie. Ieri 
sera, quasi che il destino voglia mettere sull’avviso, il derby di Champions di Milano sospeso anzitempo per le intemperanze dei tifosi interisti, una situazione critica 
insomma. A parlarne è un sindacalista del SILP (CGIL) della Polizia di Stato, Renato Scalia: 

"Fare entrare quelle bandiere, quegli striscioni, è un errore, così come fare entrare le bandiere con la falce e il martello, sebbene erigere queste ultime non sia reato, 
è un qualcosa sicuramente da evitare, ma che, per meri motivi logistici, non si può s