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Diffideranno anche me?
Avevo un canale su Youtube dove postavo video per lo più musicali. Ogni tanto, però postavo anche qualche video che meritava di stare in rete. Bene, sono stato bannato da You Tube.
Indovinate un po' per quale video?
Ma per il video de "Le Iene" che restituivano alla signora inglese la macchina fotografica rapinatale nel settore ospiti dalla Polizia nel 2007, ovviamente! A questo punto, ecco qui il video. Diffondetelo voi su You tube, qui rimarrà sempre.


Il sito viene aggiornato praticamente ogni sera, verso la mezzanotte o poco dopo. A volte anche verso le 15.00. Il sabato non ci sono regole. Dopo le partite, le foto vengono inserite dopo circa due ore,
salvo imprevisti.
"Non sempre i ribelli possono cambiare il mondo. Ma mai il mondo potrà cambiare i ribelli" (Alain de Benoist)
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(Anton Cechov)





LA ROMA SI',
LA LAZIO NO
NO ALLA TESSERA DEL TIFOSO
L'On.
                          Amato (Governo Prodi, centrosinistra)
Una produzione Amato & Maroni Co.
LA TRAPPOLA DELLA TESSERA DEL TIFOSO
L'On.
                          Maroni (Governo Berlusconi), centrodestra
VALERIO E LA TESSERA DEL TIFOSO
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STRISCIA LA NOTIZIA
Il primo servizio di Striscia la notizia sulla tessera del tifoso
Il servizio di Report sulla Tessera del Tifoso:
http://www.youtube.com/watch?v=xtQ6ZzBcTeE&feature=related
http://www.youtube.com/watch?v=-obKswYhdgM&feature=related

 


Come sapete, è partito il progetto relativo all'azionariato popolare AS Roma, che punta a costituire una base di tifosi, sul modello dei supporters trust britannici, che possa avere una voce in capitolo nella gestione della Roma. E' stato creato il sito http://www.myroma.it, che affianca per il momento il sito http://www.azionariatopopolareasroma.com/ ed è partita la campagna di sottoscrizione che consentirà di creare le basi per i futuri sviluppi. Ho personalmente aderito al progetto, facendo parte del consiglio direttivo, in quanto sviluppato con competenza e trasparenza. Per chi vuole saperne di più, invito a cliccare sui siti di riferimento per avere tutti i chiarimenti del caso. (15 giugno 2010)



Sono già fidelizzato!
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TU MI TESSERI?
IO NON TI VOTO.

Campagna permanente per privare del voto tutti i partiti politici che sosterranno in qualsiasi modo la tessera del tifoso imposta dall'ex ministro dell'Interno Maroni.

"Chi ancora si oppone non é un tifoso"
Roberto Maroni, Lega Nord, 21 giugno 2011 
    *


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di disdetta della tessera del tifoso:
Il futuro che ci aspetta Perché la tessera del tifoso è inutile
"Nessuno è più schiavo di colui che si ritiene libero senza esserlo."
Goethe








In giallo, quello che scrive il webmaster
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8 febbraio 2012: parole sante:

Viva i biglietti della casta di San Siro! Che allo stadio non ci va più nessuno


Fa discutere a Milano la polemica sui biglietti gratis allo stadio di San Siro offerti a assessori, consiglieri, giornalisti e via dicendo, da parte di palazzo Marino. Ne hanno scritto Affaritaliani.it e il Giornale, scatenando persino la replica del sindaco Giuliano Pisapia che ha detto di esserci andato «una sola volta» (sic). Riconosco il merito ai colleghi di aver tirato fuori le carte, ma non si capisce davvero il problema di tutta questa storia definita «anticasta». S’interseca con la solita (e ormai stancante) polemica sulla politica mangiona e privilegiata, una foglia di fico che spesso nasconde il resto di una popolazione che gode di altrettanti privilegi.
Premesso che il comune di Milano ha una convenzione con Milan e Inter e allo stadio ci può mandare chi vuole, se continuiamo a soffermarci su chi va gratis e chi no, (Magistrati ? Avvocati ? Banchieri? Sceicchi? Veline? Pornostar? Ad o presidenti di società quotate?), non risolveremo mai il problema vero del nostro calcio: il rapporto tra i tifosi e lo stadio. Si tratta di un lento declino, a cui hanno contributo diversi fattori, (scandali vari e variegati, orari assurdi, costo dei biglietti, tv, basso livello di gioco, violenza, mancanza di innovazione e sicurezza), che fa pensare come sia quasi utile e necessario regalare i biglietti. Il rischio infatti è che non ci vada più nessuno. È chiaro che sarebbe auspicabile che tutti facessero come il Radicale Marco Cappato, che ogni settimana organizza una lotteria dove si estraggono i biglietti. Ma in ogni caso ben venga regalare i biglietti per le partite. Le tribune sono sempre più vuote, tanto che l’anno scorso la Triestina decise di mettere al Nereo Rocco dei teloni con tifosi finti...
Intendiamoci, non è una polemica da bar sport. Ce lo dice l’ottimo sito sempre aggiornato StadiaPostcards.com e ce lo confermano i dati della Lega Calcio del gennaio del 2012, dove si legge che «complessivamente il campionato di Serie A perde il 6,8% di spettatori rispetto alla scorsa stagione». Ma pure nel 2010, diverse tifoserie, in polemica con la tessera del tifoso, avevano confrontato i dati con gli anni ’90 e ’80. Alla settimana giornata di due anni fa, «la media spettatori allo stadio per le società di Serie A è di circa 24.481 a partita. Premesso che 24.481 spettatori a partita sono un dato chiaramente fallimentare (nel 1997-98 erano più di 31.000, e nel 1984-85 erano più di 38.000), l'andamento è negativo anche rispetto alla scorsa stagione. Dal 2008-09 si sono persi, in media, circa 695 spettatori a partita».
Postilla. A San Siro io ci sono sempre stato pagando oppure per lavoro. Abbonamento o biglietto. Sempre lo stesso posto, secondo blu sulla destra vicino al gruppo Lucifero. Fino allo scioglimento della Fossa dei Leoni nel 2005. Su quello che è accaduto allora non mi soffermo, anche perchè si è già detto e scritto tantissimo. Resta un fatto. Una volta c’era chi cercava di entrare magheggiando con le tessere. Qualcuno riusciva a sfondare ai cancelli andando lì anche sette ore prima dell’inizio. C’èra persino chi scavalcava il muretto, un tempo molto più basso, beccandosi una scarica di manganellate dai poliziotti. La gente, però, aveva voglia di andarci per davvero allo stadio. Ora invece dei boati del pubblico per un goal si sente soprattutto lo speaker con musiche abnormi in sottofondo....Insomma più gente ci va allo stadio meglio è, con la speranza che un giorno cambi davvero qualcosa. E non saranno di certo due biglietti ai politici in meno a farlo.
http://www.linkiesta.it/San-Siro-biglietti-gratis-casta-politica-comune-milano#ixzz1liUVvxuV

7 febbraio 2012: inserite le foto, grazie ad Andrea, di Cagliari/Roma. Una certa ilarità ha suscitato la multa della Lega Calcio per il lancio delle palle di neve:
"Ammenda di € 7.000,00 : alla Soc. ROMA per avere suoi sostenitori, nel corso della gara, lanciato sul terreno di giuoco un fumogeno e, nel recinto di giuoco, due petardi e numerose palle di neve; entità della sanzione attenuata ex art. 14 comma 5 in relazione all'art. 13 comma 1 lettere
a) e b) CGS, per avere la Società concretamente operato con le forze dell'ordine a fini preventivi e di vigilanza".

E-mail: "Ciao Lorenzo volevo avvisare chiunque non sia riuscito ad andare a Roma Inter, nonostante avesse il biglietto, che come riportato sul nuovo e funzionante sito della Roma, c'è stata la proroga per il rimborso entro e non oltre le 12 di mercoledì 8 febbraio. Non chiamate il call center di listicket perché oltre a spendere abbastanza soldi, sono rimasti al comunicato precedente che come data riportava domenica 5 febbraio. L'operatore vagheggiava come se i soldi se li intascava lui. Bah". Il tutto nell'auspicio che la Roma risolva ogni contratto con Listicket. E.mail ricevuta dal titolo "Il complessato e il rosicone": "Per protesta contro la decisione di giocare, nè Edi Reja nè alcun giocatore della Lazio hanno rilasciato interviste. A parlare èstato solo Igli Tare, ds biancoceleste.
La protesta di Tare «Abbiamo chiesto fino all'ultimo il rinvio, anche prima della gara per il campo ghiacciato dopo che a Roma per la neve non siamo più riusciti ad allenarci negli ultimi giorni. Siamo stati in contatto con la Lega ma non è stato possibile. Abbiamo avuto seri problemi anche ad arrivare e poi non è possibile giocare su un campo ghiacciato, c'è il rischio di infortuni e si è visto. Rocchi ha sofferto di un problema muscolare così come Stankevicius, mentre Hernanes aveva un problema alla caviglia. In queste condizioni tra dieci giorni dovremo rappresentare l'Italia in Europa ma con queste assenze non è possibile. Questa partita non doveva essere giocata ma la Lega ci ha risposto che a Genova non c'era la neve e che il campo era praticabile ma oggi si è visto tutt'altro. Mi è spiaciuto non aver dato continuità ai risultati raccolti sino ad ora - ha concluso Tare - ma oggi abbiamo avuti dei danni per infortuni che avranno conseguenze. Spero che quello di oggi sia un segnale. Mi sembra che ci siano stati due pesi due misure tra Roma e Lazio.
E di questo ne prendiamo atto». Non capisco. Nessun romanista capisce. Ma anche gli stessi laziali dovrebbero non capire: anche la Roma avrà avuto difficoltà ad allenarsi, tanto più che giocava in casa. Secondo poi, il Genoa non giocava forse sullo stesso campo ghiacciato? Non capisco cosa c'entri la Roma: tutti i romani sanno bene qul era la situazione sabato in città.... Mah.

Da Ilsitodifirenze:

Fiorentina-Udinese: solo 8541 presenti e tifosi dell'Udinese fermati fuori PDF Stampa E-mail

Gli aventi diritto per Fiorentina – Udinese (tra abbonati e possessori del biglietto) erano 16.684, mentre la verifica ai tornelli segnava 8.541 spettatori effettivi (facendo segnare il record negativo stagionale di presenze reali sugli spalti).
Mancavano all'appello 8.143 persone, pari al 48,8%: sostanzialmente uno spettatore su due. Nella partita di ieri, però, un plauso va agli 8.541 che eroicamente hanno sfidato il gelo e fortunatamente sono stati ripagati da una splendida vittoria della Fiorentina che, addirittura, è riuscita a ribaltare lo svantaggio iniziale firmato dall'ottimo Di Natale. La doppietta di Jovetic e la rete di Cassani, almeno in parte, hanno scaldato i tifosi presenti.
Ecco Il Conto della Serva aggiornato con l'incontro di ieri:
Fiorentina – Bologna: aventi diritto 21.436* – effettivi 16.211 – meno 24,4%
Fiorentina – Parma: aventi diritto 20.436 – effettivi 16.398 – meno 19,8%
Fiorentina – Lazio: aventi diritto 22.773 – effettivi 19.232 – meno 15,5%
Fiorentina – Catania: aventi diritto 18.783 – effettivi (tornelli in tilt)
Fiorentina – Genoa: aventi diritto 19.312 – effettivi 15.067 – meno 22%
Fiorentina- Milan: aventi diritto 33.295 – effettivi 31.625 – meno 5%
Fiorentina – Roma: aventi diritto 21.363 – effettivi 16.443 – meno 23%
Fiorentina - Atalanta: aventi diritto 15.812 – effettivi 11.504 – meno 27,25%
Fiorentina – Lecce: aventi diritto 18.474 – effettivi 13.865 – meno 24,95%
Fiorentina – Siena: aventi diritto 16.784 – effettivi 12.823 – meno 23,6%
Fiorentina – Udinese: aventi diritto 16.684 – effettivi 8.541 – meno 48,8%


6 febbraio 2012: in linea le foto di Roma/Inter.

Un tifoso di 26 anni è stato arrestato oggi pomeriggio allo stadio Olimpico per aver fatto esplodere un petardo in curva Nord nel corso della partita di serie A Roma-Inter. Il giovane è stato sottoposto a Daspo (Divieto di assistere a manifestazioni sportive) per tre anni. Nei suoi confronti il questore ha disposto anche la misure di prevenzione dell'avviso orale. Il tifoso è stato identificato visionando le immagini delle telecamere a circuito chiuso dello stadio e poi bloccato dalla Digos durante l'uscita del pubblico dall'impianto. L'accusa nei suoi confronti è accensione di artifizi pirotecnici. La partita, sottolinea la questura in un comunicato, si è svolta regolarmente nonostante la neve caduta su Roma negli ultimi due giorni. (ANSA).

Un tifoso di 26 anni è stato assolto stamattina al Tribunale di Roma dall'accusa di aver fatto esplodere un petardo in curva Nord nel corso della partita di serie A Roma-Inter. Il giovane era stato sottoposto a Daspo (Divieto di assistere a manifestazioni sportive) per tre anni. Nei suoi confronti il questore aveva disposto anche la misure di prevenzione dell'avviso orale. Il tifoso era stato identificato visionando le immagini delle telecamere a circuito chiuso dello stadio e poi bloccato dalla Digos durante l'uscita del pubblico dall'impianto. L'accusa nei suoi confronti era accensione di artifizi pirotecnici. L'udienza si è svolta regolarmente nonostante la neve caduta su Roma negli ultimi due giorni. (ANSALor)

Poi:  "Da quello che so per De Rossi non c'è più niente da fare (Ilario Di Giovambattista - Radio Radio - 6 gennaio 2012". Ahahahahahahahhahah!
De Rossi rinnova per 5 anni senza alcuna clausola... Daje cor progetto Zamblera:

‎- Un sì a un quinquennale da circa 6 milioni (bonus compresi) a stagione con clausola intorno ai 10. (Matteo De Santis - Il Tempo - 8 gennaio 2012)
- De Rossi, sì con clausola (Francesco Balzani - Leggo - 20 gennaio 2012)
- "De Rossi non rinnoverà, alla Roma consiglio Bocchetti" (Andrea D'Amico - 25 novembre 2011)

- Mario Balotelli, a quanto pare, vuole tornare in Italia. Ma in quale club? Fra il Milan e SuperMario, infatti, spunta laRoma. I giallorossi sarebbero pronti a giocare la carta De Rossi per convincere il City di Mancini. (QS - 27 ottobre 2011)
- La clausola, ormai è chiaro, sarà bassa. (Ugo Trani - Il Messaggero - 20 gennaio 2012)
- La riunione, lontana da occhi indiscreti, è servita a formalizzare l’offerta finale della Roma: un quinquennale da circa 6 milioni di euro, compresi i bonus e una clausola rescissoria per una cifra bassa, intorno ai 10 milioni, che il centrocampista ha voluto inserire per tenersi aperta una via d’uscita. (Alessandro Austini - Il Tempo - 7 gennaio 2012)
- Capitan Futuro e Baldini non sono lontani dall'accordo. La sensazione è che i giallorossi saranno costretti ad abbassare la cifra della clausola rescissoria, chiedendo in cambio al giocatore la rinuncia a qualche bonus di troppo. (Marco Guidi - Il Giornale - 17 gennaio 2012)
- ...ma il vero nodo è la clausola: più sarà bassa, più De Rossi concederà sconti. (Massimo Cecchini - Gazzetta dello Sport - 16 gennaio 2012)
- De Rossi, futuro in bilico. Psg e City offrono più della Roma (Guglielmo Buccheri - La Stampa - 5 gennaio 2012)
- Ci sarà una clausola, sì, inferiore ai 10 milioni, ma che potrà essere esercitata solo in una determinata finestra temporale (Forza-Roma.com - 4 febbraio 2012)
- Roma, cedere De Rossi per arrivare a Pastore (Alessandro Catapano - Gazzetta dello Sport - 2 luglio 2011)
- ...al ritorno da Donetsk, nell’occhio del ciclone per la gomitata a Srna, il centrocampista cambiò il suo profilo su facebook — segretissimo —, «postando» una foto con due aerei in partenza, uno per la Spagna, l’altro per l’Inghilterra.
Curioso, appunto. Perché le mete che lo attraggono sono proprio Madrid (Real) e Londra (Chelsea). (Alessandro Catapano - Gazzetta dello Sport - 8 aprile 2011)
- De Rossi? Scommetterei più sul non rinnovo che sul rinnovo (Matteo Marani - Radio Radio - 4 gennaio 2012)
- De Rossi lo vedo fuori dal progetto Roma (Massimo Mezzaroma - Radio Radio - 4 gennaio 2012)
- Pericoloso precedente rinnovare De Rossi a determinate cifre. Se vuole andare via, andasse (Uno a caso dei piccoli azionisti – Cda As Roma – 30 gennaio 2012)
- La clausola a 10 milioni significa che non crede nel progetto della Roma (Francesco Oddo Casano - Manà Sport 24 - 19 gennaio 2012)
- Io penso che vada via e stanno decidendo se a gennaio o giugno (Maurizio Catalani - Radio Ies - 19 gennaio 2012)
- Per capire la verità, la vera verità, sul contratto di De Rossi, bisognerà aspettare giugno. Per via della clausola (Fabio Maccheroni - Manà Sport 24 - 19 gennaio 2012)

PROGETTO ZAMBLERA, ATTACCA IL SISTEMA
https://www.facebook.com/ProgettoZamblera


Viareggio/Taranto, le comiche.
Dovete sapere che per "evitare pericolose commistioni" tra i tifosi del Taranto (non tesserati ma residenti fuori dalla Regione Puglia e quindi non autorizzati ad entrare nel settore ospiti ma cui era consentito acquistare un qualsiasi altro biglietto) e del Viareggio, il Prefetto di Lucca aveva emanato una ordinanza con cui vietava a chiunque non fosse residente nella Provincia di Lucca di assistere alla partita. Il Presidente del Viareggio - onore a lui - ha quindi deciso di dimettersi, visto che non vi era alcun rapporto di inimicizia tra viareggini e tarantini e visto che in quel modo non avrebbe fatto l'incasso auspicato. Si pensi che lo stesso Presidente aveva di fatto obbligato il Comune di Viareggio ad effettuare costosissimi lavori di adeguamento dello stadio, con prefiltraggi e tornelli, proprio per garantire la "sicurezza" dei 300/400 tifosi di casa che lo affollano.

All'annuncio delle dimissioni, il divieto è stato ritirato dallo stesso Prefetto. Il tutto mentre in Inghilterra una partita come West Ham United/Millwall viene fatta tranquillamente giocare senza alcun divieto, nonostante l'odio tra le due squadre.
Non dobbiamo stupirci di Roma. E' l'Italia intera che ci dirige che fa ridere. E anche il Capitano Schettino ha un suo perché, in Italia.
*
Ricevo e pubblico questo libero sfogo di un socio MyRoma, cui aggiungerei quale commenoto solo "ben detto!":

Ebbene si, questo è un libero sfogo. Perciò, in quanto tale, ora io devo parlare e tutti devono stare zitti.
Sono disgustata, amareggiata e perché no...anche un po' incazzata.
In quasi due anni di Azionariato Popolare ne ho viste e sentite di tutti i colori, e forse non è nemmeno tutto. E' proprio vero, il calcio moderno è lo specchio riflettente della società moderna: inetta, svogliata, priva di una minima inclinazione alla partecipazione attiva. Solo radio, televisione, qualche giornaletto e nessuna voglia di risvegliarsi dal torpore.
E' comodo, facile e non porta nessun rischio lo stare immobili a guardare la macchina che schiaccia e trita tutto; a buon conto, ogni tanto, si alza la voce e si insulta, ci si lamenta e si ìmpreca sparando a zero sulla folla.
Basta! Mi avete stancato! Ora mi lamento io. E credo di averne tutto il diritto, dal momento che ogni giorno provo in qualche modo a voler cambiare qualcosa, seppur nel mio piccolo.
E' questo che ritengo debba essere fatto. Soprattutto se parliamo di quello che tutti definiamo “la nostra passione, la nostra vita, il nostro amore”: la Roma ed il calcio.
Sono mesi che mi gira in testa la stessa domanda, alla quale non riesco a trovare risposta: e' possibile che a Roma ed in parte di Italia, i tifosi non si siano resi conto dell'importanza dell'azionariato popolare? Qui, MyROMA, ha meno della metà del risalto mediatico di cui gode in Europa!! Forse non tutti lo sanno, ma in ambito europeo MyROMA è vista come una perla. L'azionariato popolare italiano è visto come una risorsa straordinaria.
Quando mi capitò l'occasione di partecipare ad una conferenza a Londra, sul tema dell'accessibilità degli stadi ai diversamente abili, mi trovai nella situazione di essere l'unica italiana presente in sala, tra centinaia di persone provenienti da quasi tutti i Paesi dell'Unione. Ad un certo punto, un tifoso disabile prese la parola, domandando ai relatori per quale motivo, secondo loro, Paesi come l'Italia non fossero nemmeno presenti in sala. Come, l'assenza di un Paese come il nostro, fosse a dir poco scandalosa. Fu lì che chiesi di prendere la parola e dissi: “sono socio di MyROMA, l'Azionariato Popolare dell'A.S.Roma, la squadra della Capitale d'Italia”. Standing ovation dell'intera sala conferenze dello stadio di Wembley.
E qui cosa succede quando vado in giro a dire che sono di MyROMA?? Io lo so, su forza, ditemelo voi! Sono molte ma non abbastanza le persone che stimano e riconoscono la validità dell'operato di MyROMA. Ma non temete, metto anche voi alla gogna. A parole siete tutti bravi, elogiate, incensate, vi riempite la bocca di tanti bei concetti. Ma nei fatti? Cosa fate? Siete diventati soci MyROMA? No? E perché?
Sono satura di cazzate. Sono stufa di assistere al persistere del muro di omertà innalzato da pseudo giornalisti che ragliano dalle radio private ed imbrattano le pagine dei giornali! (Povera foresta Amazzonica..). Questa città, questa squadra, questa gloriosa società, vanto di Roma nel Mondo, merita trattamenti ben diversi. Trattamenti che solo i veri Tifosi, solo coloro che fanno prevalere la propria passione per la maglia anteponendola ai propri interessi personali, sanno riservarle!
Perciò, cari amici tifosi, vi prego di svegliarvi! Basta solo lamentarsi del calcio moderno, sbandierando a destra e a manca le “vecchie maniere” , per poi essere più o meno consapevolmente parte attiva ed integrante di questo sistema marcio!!

Voglio i fatti!! Voglio vedere la gente rialzare la testa, riprendersi ciò che è proprio e plasmarlo a propria immagine e somiglianza.
I Tifosi della Roma si sono rotti le scatole di essere prigionieri di mangia pane a tradimento e leccaculo all'occorrenza.

*
Per quale ragione la gente si stufa di andare allo stadio? Catanzaro dà la risposta.

Per la prima volta in questa stagione (Coppa esclusa) il Catanzaro varca lo stretto e gioca in Sicilia. La trasferta non è lontanissima, Milazzo dista 200 Km circa e ad accompagnare i giallo-rossi partono circa 150 tifosi da Catanzaro. Qualcuno arriva anche da Roma e da Bologna. Mancano i gruppi organizzati della curva. I presenti come fecero già a Perugia si organizzano improvvisandosi “Ultras”. Bisogna sostenere le Aquile. Prima d'entrare al “Grotta Polifemo” dopo la chiusura anticipata della vendita dei tagliandi ci si scontra con le cosiddetti leggi del momento. Non basta il documento, né il biglietto nominativo: serve anche che le nostre facce siano riprese da una telecamera con documento in mano. A cosa serve quindi essere stati già identificati attraverso la “tessera del tifoso” al momento dell'acquisto del tagliando d'ingresso e all'emissione della stessa tessera? Misteri italiani. L'altra ciliegina sulla torta che stava per essere servita, ma che fortunatamente è poi rientrata, è che gli stendardi e addirittura le classiche bandierine simili a quelli dei collaboratori di linea non potevano entrare nell'impianto mamertino".

*
Ricevo anche questa mail, che pubblico:
"Ciao Lorenzo, poichè si avvicina una data importante ti invio questo:
14 FEBBRAIO: ARRIVA LA CASSAZIONE PER SPACCAROTELLA
E’ fissata per il 14 febbraio l’udienza in Cassazione del processo a Luigi Spaccarotella, il poliziotto condannato per l’omicidio di Gabriele Sandri, avvenuto l’11 novembre 2007 in un’area di servizio dell’A1, ad Arezzo.
Nel 2009, in primo grado ad Arezzo, l’agente venne condannato a sei anni di reclusione per omicidio colposo con colpa cosciente. In appello, nel 2010, la corte fiorentina ha portato la pena a nove anni e quattro mesi, accusando l’
agente di omicidio volontario. Contro la sentenza d’appello hanno fatto ricorso in Cassazione i difensori di Spaccarotella, gli avvocati Francesco Molino e Federico Bagattini, secondo i quali la sentenza di appello è “mal motivata in punto di sussistenza dell’elemento psicologico del dolo”.
E’ fondamentale non chiudere gli occhi! Spaccarotella ed i suoi avvocati difensori contano molto sul fatto che le acque si siano calmate per ottenere un’ulteriore riduzione di pena… Già nell’estate del 2010 in primo grado l’assassino di Gabriele Sandri se l’era cavata con sei anni, per poi vedersi aumentata la pena fino a nove anni e quattro mesi in appello… ora vogliono fare il “colpo gobbo”, mi sembra troppo comodo!
E' stato creato su facebook un gruppo favorevole ad una sentenza di colpevolezza nei confronti di Spaccarotella. Lo potete trovare qui:

http://www.facebook.com/groups/253860018015824/253866451348514/?notif_t=group_activity
Scopo del gruppo è smuovere un pò le acque, affinchè l’opinone pubblica non dimentichi l’accaduto; e pertanto siete invitati TUTTI non solo ad iscrivervi, ma anche a condividerlo sulle vostre bacheche ed a farlo condividere ai vostri amici… Inutile dire che lo scopo è di
ridestare il più possibile l’opinione pubblica in vista della sentenza della Corte di Cassazione".

Beh, tecnicamente la Corte di Cassazione non può fare sconti di pena ma può al limite annullare la sentenza della Corte d'Appello perché non sufficientemente motivata. Certo è che se la Cassazione annulla, è allora probabile nel nuovo secondo grado di giudizio che si torni all'ipotesi dell'omicidio colposo con previsione dell'evento (con conseguente diminuzione di pena) e non più a quella, verificata in secondo grado, di omicidio volontario con dolo eventuale. Se invece dovesse respingere, non avendo lo Spaccarotella neanche un giorno di custodia cautelare (e la mancata correttezza iniziale, impensabile per un cittadino qualunque, si riverberebbe in questo caso in un danno enorme per l'imputato), nel giro di un mese entrerà nelle patrie galere per restarci fino a quando la pena residua da scontare non sarà inferiore a tre anni di reclusione.


5 febbraio 2012: le fotografie di Roma/Inter saranno in linea in serata. Segnalo anche che non funzionava - almeno ieri - il sistema di vendita internet di Lottomatica, il che ha reso difficoltoso l'acquisto di biglietti, vista la situazione innevata di Roma e la chiusura di molti esercizi commerciali.


4 febbraio 2012: risultati campionato Serie A:



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3 febbraio 2012: in relazione agli scontri d'Egitto:
"Si! Sono martiri, sono diventati martiri i compagni insieme ai quali, per 5 anni, abbiamo condiviso gioia e dolore. Oggi il maresciallo e i suoi complici hanno voluto mandare un chiaro messaggio, vogliono punirci e condannarci a morte perché ci uniamo alla rivoluzione, perché lottiamo contro l’oppressione e i crimini, come quelli di oggi.Signori, questa è una nuova serie delle tante serie di crimini della repressione del regime, repressione che vuole uccidere la  rivoluzione dei giovani egiziani e aumentare il numero dei martiri. E non sapevi che ogni goccia di sangue versata, avrebbe riacceso la nostra rivoluzione, e avrebbe riacceso le nostre urla che  chiederanno la tua testa, caro maresciallo traditore? E avete creduto che l’Egitto e il suo popolo potessero fare un passo indietro? Non si sono presentati né il governatore, né il capo della sicurezza, non trovammo né la polizia militare né la sicurezza centrale. Per la prima volta nella storia degli incontri di entrambe le squadre, la polizia s’è ritirata. Sì, il vostro piano è chiaro. D’ora in poi inizieremo una nuova guerra per difendere la nostra rivoluzione e i diritti dei nostri martiri, e ci prepareremo a ricordare il 28 gennaio. Vi faremo riassaporare i momenti in cui, chi come voi appoggiava il precedente governo si dovette fermare e si dovette arrendere mentre osservava i rivoluzionari egiziani, di cui noi facciamo parte, seminare la propria libertà. Sapete benissimo cosa significa affrontarci e sapete pure che noi fummo la rivoluzione, ancora prima che essa avvenisse.  La vostra repressione non ci spaventa e non ci è nuova. Numerose sono state le iniziative per risolvere le divergenze tra Ultras delle squadre egiziane; questo non vi è bastato e avete iniziato a mettere in atto la vostra strategia. Per questo vi comunichiamo che anche noi abbiamo una nostra "strategia", ed è quella di tagliare le vostre teste con le nostre mani, e non con mani straniere. Non aspetteremo che ci opprimiate volta per volta: difenderemo la nostra rivoluzione, difenderemo e ricorderemo i nostri martiri con tutti i mezzi possibili. Si, il vostro messaggio ci è arrivato. La nostra risposta arriverà presto. Memoria e gloria per i nostri martiri. Ultras Tahrir Squares".
*
Sul punto, Giovannino:
Lorè ti scrivo per dirti un paio di cose sulla notizia di punta di questi giorni: la strage dello stadio egiziano a Port Said. Logicamente i nostri media nazionali, appena sentita la notizia hanno dato la colpa alla violenza degli ultras. Basta essere minimamente intelligenti per capire che una strage simile, con 74 morti accertati e centinai di feriti, non può essere frutto di un semplice scontro...Ed infatti...Come ricorderai ti scrissi anche tempo fà, dicendoti degli ultras dell'Al Ahly, che durante la rivoluzione l'anno scorso fronteggiarono la polizia, allegadoti anche un articolo. Quello che ti dissi te lo dissi per certo perchè nella pizzeria dove lavoro ci sono anche due ragazzi egiziani che l'anno scorso stavano in piazza Tahrir. Stasera quando gli ho detto di ciò che dicevano i telegiornali della strage di ieri sera si sono messi a ridere...Logicamente la verità, come al solito, è un altra, e lo dicono anche su Al Jazeera. E la verità è che la polizia ha lasciato entrare in campo i tifosi del El Masry per far si che caricassero prima i giocatori avversari (Al Ahly) e poi andassero a prendersela, direttamente sugli spalti, con i loro tifosi, che essendo in trasferta erano nettamente in inferiorità numerica.Perchè? la risposta è semplice. Gli Ultras dell' Al Ahly (Alahwy) durante la rivoluzione, un anno fa, fronteggiarono duramente la polizia e l'esercito che caricava i manifestanti, costruirono in piazza un ospedale da campo, e secondo molte fonti senza il  loro aiuto forse la rivoluzione non sarebbe mai andata a buon, fine visto che erano i più determinati e anche i più preparati allo scontro fisico. Da sempre inoltre il rapporto tra gli ultras Al Ahly e la polizia era molto teso, visto che anche ultimamente c'erano stati episodi di violenza tra ultras e polizia. Tutto ciò è anche visibile da alcuni video, che mostrano gli ultras El Masry entrare in campo e la polizia ferma a guardare. Inoltre, sempre secondo la gente presente, pare che gli Ultras Al Ahly siano stati perquisiti dalla testa ai piedi all'ingresso dello stadio, mentre gli ultras El Masry sono stati fatti entrare allo stadio con bastoni e coltelli, che hanno poi usato sugli spalti. Senza contare che molte persone sono morte perchè venivano letteralmente prese di peso dagli ultras avversari e scaraventati dall'ultimo anello dello stadio con la polizia che non interveniva....E' inutile dirti che per il codice ultras (che è simile in tutto il mondo) ormai gli ultras El Masry non potranno più andare in trasferta perchè li aspettano in tutte le città d'Egitto...ma sta di fatto che senza l'aiuto della polizia tutto ciò non sarebbe accaduto..citando uno striscione giallo nero di qualche anno fà: "Banlieau o periferia, il problema è la polizia."...
Certamente la questione è più politica, ovviamente. Resta il fatto che la realtà del calcio egiziano e dei suoi ultras è lontana anni luce da noi: se non ci fosse la politica di mezzo (ma anche se ci fosse) non credo che nel peggior Verona/Livorno di qualche anno fa si possa arrivare a 76 morti, anche con il permesso della polizia.


2 febbraio 2012 (pomeriggio): inserito un resoconto non tesserato di Cagliari/Roma.

2 febbraio 2012: inserita la pagina di Cagliari/Roma. Grazie alle politiche, spero sorpassate, del Ministero dell'Interno - attuate tramite l'Osservatorio Nazionale sulle Maniefstazioni Sportive - oggi abbiamo assistito a un Cagliari/Roma senza alcun tipo di tifo, né dai sostenitori di casa né dai rari romanisti tesserati in trasferta. La curva di casa era completamente seduta e senza traccia di colore. Mezzo stadio era vuoto per inagibilità. Ma se anche fosse staro agibile, gli spalti sarebbero stati vuoti, visto che persino la Curva Nord era semivuota. Tanto per far comprendere la vera e propria distruzione dello spettacolo calcio ad opera della banda delle pay per view (gentilmente affiancati dal Ministero dell'Interno), basti vedere la prima di campionato del 1982/83, appunto Cagliari/Roma: 40.000 (quarantamila spettatori). Oggi 4.000, il 10% di allora. Trattasi di calcicidio.

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Scomparsa quella brava persona di Maroni, sì al carnet:
«Semplificazione per l'acquisto dei biglietti per lo stadio e più servizi ai tifosi». Sono questi gli obiettivi fissati nella seduta odierna dell'Osservatorio Nazionale sulle Manifestazioni Sportive. «Preso atto degli ottimi risultati raggiunti nella sicurezza delle manifestazioni sportive, testimoniati dai dati elaborati dal Centro Nazionale di Informazione sulle Manifestazioni Sportive dell'Ufficio Ordine Pubblico, che saranno resi noti nei prossimi giorni, l'organismo collegiale ha deliberato una serie di misure che aprono un percorso di semplificazione nell'acquisto dei biglietti e di accessibilità negli stadi», prosegue il comunicato. «Il primo intervento, recentemente richiesto dalla Lega Nazionale di serie A - e già approvato - riguarda un carnet elettronico di biglietti che le società sportive, nell'ambito della propria autonomia di impresa, potranno adottare a partire da subito e sino alla fine di questo campionato. Il carnet, in altre parole un gruppo di biglietti caricati su una card elettronica, rispetta pienamente le normative di sicurezza, ha carattere sperimentale, riguarda le sole partite casalinghe e risponde all'esigenza di favorire al massimo i canali di vendita dei biglietti ed i processi di inclusività negli stadi delle tifoserie sane, voluti dal Ministro dell'Interno Cancellieri».
L'Osservatorio, "che ha approvato il fac-simile a cui le società sportive dovranno conformarsi, ha raccomandato alle stesse di adottare misure organizzative che facilitino i tifosi nell'adozione di tale strumento, secondo logiche di servizi e non solo di mera attività commerciale. È stato inoltre costituito un gruppo di lavoro ristretto che, per la prossima riunione, presenterà il pacchetto di misure di semplificazione per l'acquisto dei biglietti, in particolare per i minori, e per l'uso della tessera del tifoso"
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Disastro in Egitto:

Egitto, scontri tra tifosi allo stadio
Almeno 73 morti e mille feriti

IL CAIRO - Una vera e propria battaglia su un campo di calcio ha lasciato sul terreno 73 morti e quasi mille feriti, secondo un bilancio che potrebbe ancora salire. E' successo durante una partita a Port Said, nel nord del Paese. «È il peggiore disastro nella storia del calcio egiziano», ha dichiarato il vice ministro della sanità Hesham Sheiha parlando alla televisione di Stato. Le violenze hanno coinvolto sostenitori delle squadre dell'El-Masrj e dell'Al-Ahli, uno dei club più popolari del Paese.
Gli scontri tra tifosi nello stadio di Port Said, al termine della partita di calcio tra la squadra locale El-Masrj e la più titolata Al-Ahli (del Cairo), sono scoppiati quando centinaia di ultrà locali hanno invaso il terreno di gioco, nonostante la loro squadra avesse vinto inaspettatamente per 3 a 1. I tifosi hanno cominciato una vera e propria caccia ai giocatori avversari, lanciando bottiglie e pietre e inseguendoli fin dentro gli spogliatoi. Le forze dell'ordine non sono riusciti a fermare la marea di tifosi e gli scontri sono proseguiti anche all’esterno.
Guerra pianificata. Per il medico dell'Ahly, Ehab Ali, non è stato altro che «una guerra pianificata». Le immagini della televisione di stato egiziana mostrano centinaia di supporter invadere il campo non appena fischiata la fine del match, mentre la polizia in assetto antisommossa appare incapace di gestire la situazione e si tiene sostanzialmente a bordo campo. Da un primo bilancio di sette morti si è saliti in meno di un'ora a oltre settanta e mille feriti. Drammatiche alcune delle testimonianze dei giocatori dell' Ahly raccolte dalla tv del club. «Le forze di sicurezza ci hanno abbandonato, non ci hanno protetto. Un supporter mi è appena morto davanti agli occhi negli spogliatoi. Questo non è il calcio, è una guerra», ha urlato al telefono il veterano Mohamed Abou-Treika implorando che venissero mandati aiuti. Il quotidiano "The Egyptian Gazette" online, che cita fonti di polizia anonime nell'obitorio dell'ospedale di Port Said, aggiunge che «molte delle vittime sono uomini delle forze dell'ordine, oltre ai tifosi».
Elicotteri per salvare i giocatori. Dopo poco l'esercito ha inviato due elicotteri per evacuare dallo stadio, dove erano rimasti intrappolati, giocatori e tifosi della squadra ospite.
Sospeso il campionato. Mentre ancora si contano le vittime la Federazione calcio egiziana ha sospeso i match del campionato sine die mentre il Parlamento è convocato domani in seduta urgente. La tifoseria dell'Ahli, nota con nome di Ultras, era nei mesi scorsi in piazza Tahrir quando si sono verificati gli scontri fra sostenitori e oppositori della rivoluzione. «È un messaggio dei partigiani dell'ex regime», hanno commentato sul loro sito i Fratelli musulmani subito dopo la strage.
Violenze frequenti. Gli scontri di questa sera ripropongono drammaticamente la questione della sicurezza nell'Egitto del dopo rivoluzione, dove la polizia gioca un ruolo di basso profilo e le partite di calcio sono diventate un avvenimento ad alto rischio anche per la violenza delle tifoserie. In questo clima si sono subito inseriti i Fratelli musulmani che hanno accusato i sostenitori dell'ex presidente Hosni Mubarak «di aver pianificato gli scontri».
Scontri anche al Cairo. Anche nella capitale, dopo l'arrivo della notizia di quanto stava accadendo a Port Said, durante la partita della squadra locale i tifosi hanno appiccato un incendio allo stadio. La partita è stata immediatamente sospesa.

Certo, vedendo le immagini non capisco come si sia potuta verificare una strage del genere, visto che dall'invasione di campo non sembra sia accaduto qualcosa di così cruento, che invece potrebbe essere accaduto fuori dello stadio con scontri tifosi/polizia...Però fuori dallo stadio pare siano volate molte coltellate e che ci abbiano rimesso i tifosi del El Ahli.
http://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&v=y3p10DiII4k#!



31 gennaio 2012: inserite, grazie a Marco, diverse altre foto nella stagione 1969/70.
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Facciamo un passo indietro e torniamo ad Atalanta/Juventus... se non altro perché si tratta di una di quelle partite che hanno dato luogo a disordini e che però vedevano in trasferta una tikfoseria tesserata:












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Questa notizia è passata ma la inserisco perché ne rimanga traccia:
Allo stadio col figlio, odissea biglietti
ha 5 anni ma serve la carta d'identità
Il padre aveva il codice fiscale e la tessera sanitaria. L'Osservatorio sulle manifestazioni sportive esprime rammarico per l'accaduto ammettendo regole eccessivamnente severe
di ANNA RITA CILLIS E MATTEO PINCI
La sua odissea è iniziata due giorni fa, quando è entrato in "un RomaStore a Casalpalocco per comprare il biglietto a mio figlio che ha cinque anni", racconta Stefano Bianchini, abbonato alla tribuna Monte Mario, appassionato della squadra da sempre.
"Con me  -  aggiunge  -  avevo il suo codice fiscale e la sua tessera sanitaria, ma non mi hanno venduto il ticket perché la normativa prevede che lo si possa fare solo se si mostra un documento di identità".
Ma lui non si è arreso e ha deciso di contattare Il Romanista, il quotidiano dei tifosi giallorossi. "L'ho fatto per sollevare la questione: il punto non è che non me lo abbiano venduto, anche se in quel negozio forse hanno applicato la legge Pisanu per il rilascio dei tagliandi di accesso allo stadio in maniera troppo rigida, ma è che, oggi, comprare un biglietto per i propri figli o fargli l'abbonamento è diventato molto complicato. Io non sono un caso isolato, è capitato anche ad altri genitori".
Sulla vicenda è entrato in campo anche l'Osservatorio nazionale sulle manifestazioni sportive esprimendo "rammarico" per l'accaduto "evidentemente determinato da un'interpretazione eccessivamente rigida della normativa".
A interessarsi sembra fossero stati per primi i vertici del ministero dell'Interno, in testa il ministro Anna Maria Cancellieri (tifosa della Roma), che, dopo essere venuti a conoscenza della "denuncia" di Bianchini al  Romanista si sono messi in contatto con il club giallorosso, per approfondire la situazione e conoscere meglio le maglie di una normativa "troppo rigida".
Anche per questo, nel comunicato emesso ieri pomeriggio, l'Osservatorio ha precisato come l'organo del ministero "nei prossimi giorni fornirà chiarimenti sulla vendita dei tagliandi ai minori". E mercoledì, in occasione della prossima riunione, si parlerà anche di questo. Nel frattempo il biglietto per il piccolo Bianchini è stato comprato altrove. E la Roma ora gli fa un regalo: un invito per il match contro il Parma, in tribuna d'onore. "Mio figlio sarà felicissimo", dice Stefano Bianchini".
Serviva che la notizia uscisse sui giornali perché qualcuno si muovesse... Sono 4 anni che è così!
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Da Virgilio:

Striscioni degli ultras a Roma e Genova contro la polizia.

Contestata anche la pellicola Acab che racconta le violenze dei celerini.

I tifosi della Roma, come tante tifoserie organizzate in tutta Italia, hanno fatto capire a più riprese di non gradire il film Acab. E lo hanno affermato a chiare lettere dagli spalti dello Stadio Olimpico di Roma. Durante la partita contro il Bologna in curva Sud è apparso lo striscione: "Federico, Stefano, Gabriele e tanti altri 'Acab' non è un film". Il riferimento è ai casi giudiziari di Federico Aldrovrandi, Stefano Cucchi e Gabriele Sandri, morti i primi due, mentre erano nelle mani dei servitori dello Stato, mentre il secondo ucciso da una pallottola esplosa dall'agente Luigi Spaccarotella (condannato in Appello a 9 anni e 4 mesi per omicidio volontario). I romanisti hanno anche completato l'opera. Sempre nel medesimo spicchio dell'impianto è comparso un altro drappo a tinte forti: "BONINI MERDA". L'allusione al libro-inchiesta del giornalista del quotidiano La Repubblica Carlo Bonini, Acab appunto, che ha ispirato l'opera cinematografica. Infine l'ultimo striscione che ha fatto capolino nella curva giallorossa pretende che sia fatta luce sul caso di Massimo Moro, tifoso genoano che prima della partita di Coppa Italia Inter-Genoa ra stato fermato e condotto in questura dove il tifoso ha avuto un malore. Ricoverato in ospedale si e' poi ripreso. Il gip non ne ha convalidato il fermo. Un caso su cui i tifosi hanno dato una versione diversa. A Genova durante Genoa-Napoli è apparso invece lo striscione contro le forze dell’ordine: "Picchiare la gente in manette è il vostro mestiere, basta abusi di potere: infami!".   
Com'è noto Acab (acronimo di All corps are bastards, cioè tutti i poliziotti sono bastardi), è un controverso film di Stefano Sollima, tra i cui interpreti c'è Pierfrancesco Favino, sul mondo deformato del reparto celere, il reparto mobile della Polizia di Stato. La pellicola, attualmente in sala, non piace al mondo ultras perché dà una visione un po' troppo romanzata di una realtà, quella degli agenti delle forze dell'ordine che reprimono una violenza che non è eticamente più ripugnante di quella che viene esercitata nella struttura operativa che si è fatta conoscere al G8 di Genova. La partita dell'OIimpico, si è conclusa in parità: 1-1, ma in questo caso il risultato può passare in secondo piano.

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Un salto nel 1978/79:









30 gennaio 2012: su Roma/Bologna: "Ciao Lorenzo, una sola curiosità, ma oggi in roma-bologna c'erano i bolognesi? i mods hanno fatto tutti la tessera ma due settimane fa a napoli non sono andati e per curiosità volevo sapere se almeno a roma son scesi... han festeggiato i 40 anni del gruppo subito ad inizio anno, fatto sciarpe e adesivi a riguardo.... però un gruppo temuto come loro.... non scendere sarebbe un altra bella macchia nei loro appena festeggiati 40 anni dopo napoli.... saluti". Eh, beh... qui a Roma c'erano, ben sistemati in Tribuna Monte Mario... nelle foto c'è una loro con le sciarpe tese... Certo, è da capire perché Roma sì e Napoli no, ma sono fatti loro.
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Inseriti due resoconti di Juventus/Roma di Coppa Italia. Questa pubblicità qui sotto è veramente da ridere....

"Due viaggiano, due tifano, uno paga" ???? Cioè, Trenitalia è entrata nell'Osservatorio per fare in modo che tutti paghino il biglietto e ora fa una promozione perché tutto sia esattamente come prima e cioè che due viaggiano e uno paga? Mah.
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Sky a Di Canio: Tutta la vita il West Ham; Non posso stare a contatto con della gente che mi sputava quando andavo male"'Un giorno preferiresti allenare la Lazio o il West Ham? Di Canio: 'Tutta la vita il West Ham; Non posso stare a contatto con della gente che mi sputava quando andavo male"io: Tutta la vita il West Ham; Non posso stare a contatto con della gente che mi sputava quando andavo male""Tutta la vita il West Ham. Non posso stare a contatto con della gente che mi sputava quyando le cose andavano male".

29 gennaio 2012: le foto di Roma/Bologna in linea.

24 gennaio 2012: in attesa di Juventus/Roma di Coppa Italia, un primo resoconto sul film ACAB:
Acab, le mele marce? Colpa dei “camerati”

Troppa ideologia in un film che poteva essere di denuncia civile

La mitologia della destra ultrà starebbe dietro gli eccessi delle divise.
Una ricostruzione poco convincente sugli abusi delle forze dell’ordine


di Tommaso Della Longa (Il Secolo d'Italia)

All cops are bastards (Acab), letteralmente “tutti i poliziotti sono bastardi”, è uno dei motti più in voga tra chi fa della lotta al sistema una bandiera e comunque tra chi fa della guerriglia una pratica quotidiana, in piazza, come negli stadi. Motto del movimento skinhead inglese degli anni Settanta, è diventato anche il titolo del libro pubblicato da Einaudi e scritto da Carlo Bonini nel 2009, che voleva essere un’inchiesta sulla violenza urbana e la gestione dell’ordine pubblico, visti dalla parte degli “sbirri”. Da venerdì 27 gennaio, sarà nelle sale anche il riadattamento cinematografico, con la regia di Stefano Sollima, in una produzione targata Cattleya. Se qualcuno si aspettava un film documentario, niente di più sbagliato. Per non parlare di chi pensava di trovare una pellicola in cui si giustificano tout court le azioni del reparto celere. In realtà, dopo la visione in anteprima per la stampa, quello che non si capisce fino in fondo è il messaggio che si vuole far passare al pubblico.
Acab racconta le gesta di tre celerini, Cobra (Pierfrancesco Favino), Negro (Filippo Nigro) e Mazinga (Marco Giallini), che vivono immersi nella violenza quotidiana, ma che soprattutto fanno della fedeltà al corpo e ai “fratelli” una ragione di vita. All’interno del gruppo, arriva una nuova recluta, Adriano (Domenico Diele) che alla fine sarà quello più legato ai principi di legalità e ordine dovuti a un uomo che veste la divisa. Tutt’intorno, storie di vita e di attualità, famiglie divise e scontri con lavoratori, fatti di cronaca nera come l’omicidio Reggiani e quello dell’ispettore di polizia Filippo Raciti, il racconto della “macelleria messicana” alla scuola Diaz durante il G8 di Genova, fino all’assassinio del giovane romano Gabriele Sandri, ucciso dall’agente della polizia stradale Luigi Spaccarotella. Ma nell’intreccio non poteva mancare la trama occulta raccontata anche nell’omonimo libro di Bonini, ovvero un racconto macchiettistico di una destra violenta, razzista, xenofoba e populista. Si va dal gruppo di destra radicale che si vede dentro una fantomatica “moschea occupata” e veste un look degno dei “nazisti dell’Illinois” al politico in campagna elettorale che fa promesse in nome di slogan del tipo “padroni a casa nostra”, con un chiaro riferimento alla campagna elettorale dell’attuale sindaco di Roma, Gianni Alemanno. Durante tutto il film, i riferimenti al mondo di destra più deteriore sono chiari, come se la violenza portata per strada, da estremisti e dagli stessi poliziotti, fosse solo esclusivamente colpa di un’indole neofascista (dimenticando anche che il primo sindacato di polizia è invece quello vicino alla Cgil). Il quadro che ne viene fuori è a dir poco sconfortante: deresponsabilizzazione delle forze dell’ordine, banalizzazione di fatti gravi e tanta retorica che fa da filo conduttore.
“Questa volta i conti ce li regoliamo da soli”, “appena becco chi è stato, ci pensiamo noi”, “questa sera niente colleghi, pareggiamo noi i conti”: queste alcune delle frasi che fanno passare Cobra, Negro e Mazinga come i giustizieri della notte, una sorta di banda metropolitana che quotidianamente calpesta le regole pur vestendo la divisa. E che il più delle volte la fa franca e che si copre vicendevolmente. Anche qui il messaggio non è chiaro: sono tre mele marce solo perché di destra? O è un sistema che porta all’esasperazione lo “spirito di corpo” e quindi avalla la violenza dei tutori dell’ordine?
Inoltre, anche le ricostruzioni dei fatti sono poco chiare e fanno vacillare il film davanti a  qualunque occhio che sia stato testimone di scontri di piazza o che abbia una minima conoscenza degli ambienti ultras o della destra radicale. Tanto per fare un esempio, desta stupore il racconto di estremisti romani di destra infiltrati tra le fila dei tifosi del Napoli. Nel corso del film, poi, si susseguono “riunioni” ombra a casa di un celerino in cui si portano all’esasperazione cameratismo e fratellanza, “non siamo colleghi, siamo fratelli. E solo dei fratelli ci si può fidare”. E il filo rosso è sempre l’odio per il migrante o comunque il diverso, con l’omicidio di Giovanna Reggiani che sarebbe la scintilla che fa esplodere il razzismo e che, anche se non viene detto direttamente, porta la destra al Comune di Roma.
Un’operazione culturale che rischia di sciogliere in un’unica melassa fatti gravi che meriterebbero alcune riflessioni importanti: gli abusi di polizia come la violenza di strada non possono essere trattati solo con retorica e luoghi comuni.  Oltre alla splendida colonna sonora che annovera pezzi dei Clash, Chemical Brothers e White Stripes, è degna di nota la scena in cui i celerini, durante gli scontri nella notte dopo l’omicidio Sandri, leggono il nome del luogo dove stavano operando ovvero “piazza Maresciallo Diaz” e il riferimento a Genova 2001 è chiaro: “Ti ricordi quella scuola, come si chiamava, Diaz?” “Sì e stasera paghiamo il conto”.
Forse è stata persa l’ennesima occasione di raccontare in maniera consapevole cosa significa portare una divisa e dall’altra parte quanto è grave subire un abuso proprio da parte dei tutori della legge. Peccato, anche perché questo film è stato realizzato in collaborazione con Rai Cinema e quindi qualcuno lo ha anche considerato meritevole di una qualche valenza culturale per il Paese tutto.‬

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I tesserati Juventini in Atalanta/Juventus:
http://youtu.be/wLrfMp3tM0E?hd=1
Famiglie allo stadio? Eccole qui... in campo dopo un gol dell'Hereford (in maglia bianca, Newcastle in rosso)... commovente, da vedere... questo è il calcio vero altro che la plastica di oggi...
http://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&v=ZnjEmscMDR4


23 gennaio 2012 (pomeriggio): giornalismo per subumani creato a tavolino da redattori complici del regime: iniziamo com gli ultrà di Repubblica:
"Ciao Lorenzo, Della serie… http://napoli.repubblica.it/sport/2012/01/22/foto/e_a_siena-napoli_striscioni_pro-schettino_da_meta_di_sorrento-28578586/1/?ref=HRER3-1
nella home page online repubblica rilancia “ gli striscioni ultrà per schettino” (vedi allegato).
Clicchi e vai sul set di foto come da link: 8 foto per lo stesso striscione del club napoli meta.  Sono ultrà? Mah!".
Aggiungerei: "striscioni" al plurale significa più di uno... analfabeti a La Repubblica? Può darsi, ma, più semplicemente, ultrà di Stato in malafede: gli ultrà del Napoli a Siena non c'erano e quell'unico stendardo è del Napoli Club Meta, paese natale del Comandante Schettino.
Poiché attualmente il Comandante Schettino è la persona più odiata d'Italia, gli ultrà di "La Repubblica" hanno voluto creare l'assonanza tra gli ultrà del calcio e l'odio puro, in modo che la massai di Vigevano che legge possa fremere di sdegno. Niente altro che buffoni, non si parli di giornalismo.
Se esiste un reato quale quello di frode processuale, si dovrebbe creare quello di frode informativa.
Allo stesso modo si comporta Il Mattino di Napoli (gruppo Caltagirone, come il Messaggero):

Verona-Juve Stabia, cori razzisti degli ultrà: «Schettino uno di voi»

"VERONA - Il tifo degli stadi, quello fatto da cori beceri e più insultanti, fa presto ad aggiornarsi. Quando si tratta di offendere, non si indugia nel pescare dall'attualità. A Verona, ieri, Francesco Schettino, il comandante della Costa Concordia, per tanti emblema della negatività, è stato utilizzato dai tifosi scaligeri per intonare cori contro i supporter della Juve Stabia.  GUARDA IL VIDEO
Le due squadre si davano battaglia da una quarantina di minuti. Un match leale, all'insegna della sportività, con l'arbitro che non aveva avuto problemi a mantenere la contesa entro i binari del confronto corretto. Ma solo sul rettangolo di gioco. Perché se è vero che in tribuna aveva destato una certa sorpresa l'assenza del solito imbecille, che saluta le squadre meridionali salite al Bentegodi con l'immancabile «Benvenuti in Italia», è altrettanto vero che l'antipatico coro «terrron-terroni» era risuonato puntuale e ripetutamente nel catino veronese. Ma, evidentemente, la curva veronese ha voglia di dimostrare che segue gli eventi, si aggiorna.
La Juve Stabia attacca, l'undici di Mandorlini è in ambasce, ecco la curva stabiese rendere omaggio ad un tifoso ultra scomparso poco tempo fa: «Nino uno di noi», cui fa eco uno «Schettino uno di voi-Schettino uno di voi» per ricordare le origini del comandante della Concordia.
Un'ironia finalizzata a rimarcarne il ruolo di colpevolezza, l'inettitudine, da estendere ai tifosi stabiesi. La novità è accolta da applausi che incoraggiano gli «inventori» ed ecco il contagio: a ritmare il refrain sono quasi tutti i settori dello stadio. La torcida campana prova a rintuzzare, ma con scarso successo, con un «Maroni uno di voi», tanto per ricordare l'ex ministro dell'Interno leghista e l'introduzione della tessera del tifoso, indigesta ai più".
Il povero estensore dell'articolo, Gianni De Blasio, non ha scritto il falso ed è rimasto alla fedele cronaca dell'accaduto (che ricomprendeva anche il coro "Finché la barca va, lasciala andare"). Purtroppo per lui esiste un capo redattore - vincolato alle scelte parapolitiche del proprietario, servo del suo padrone politico - che decide il titolo al posto suo. E quindi il coro diventa razzista. Lo fanno gli ultrà e quindi gli ultrà sono razzisti. Ma perché il coro sarebbe razzista? I Veronesi, riferendosi alla regioen di provenienza di Schettino, lo hanno semplicemente - ed ironicamente - legato agli stabiesi. Gli stabiesi presenti - dimenticando di aver sottoscritto essi stessi la tessera del tifoso - hanno rilanciato con "Maroni uno di voi", sempre riferendosi alla provenienza geografica "nordista" dell'azzannatore di caviglie poliziesche. Razzisti anche loro?
Semmai, il coro razzista (e anche qui ci sarebbe da discutere) è quello che li appella come terroni. Ma il titolo dice altro.
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Franchino: "Ciao Lorenzo, ho visto che hai pubblicato l'appello di Marco sulla vergogna di Trenitalia.
Sicuramente hai seguito qualcosa ma la sintesi è che Moretti, per fare affari con i francesi, lascia una parte d'Italia senza trasporti in nome del profitto pur parlandosi teoricamente di servizio pubblico.
In realtà ti scrivo solo per dirti, visto che so che lui non l'ha fatto, che colui che ti ha scritto è il mitico Conte, il leader indiscusso del vecchio Cuore Giallorosso... Grazie della pubblicazione".
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Tifoso genoano in coma per via di un asteroide piombato all'interno del posto di polizia.
Facciamo una premessa: il tifoso appartiene a quella categoria che si è fatta la tessera "perché tanto non ho nulla da nascondere" e, in quanto tale, è piombato nella normalità delle cose finendo in una corsia di ospedale che lui pensava riservata agli ultrà necessariamente violenti.
Detto questo, il problema non è il soggetto passivo dell'episodio, ma quello attivo che - indifferentemente - utilizza gli stessi metodi contro Tizio e contro Caio, purché tifoso.
"Non convince la versione fornita dalla Questura milanese sulla dinamica del fermo e del ricovero in ospedale di Massimo Moro, giovane tifoso del Genova bloccato dagli agenti prima che iniziasse la partita. Secondo il sito specializzato www.osservatoriorepressione.org , la versione della questura di Milano sul pestaggio al tifoso del Genoa, Massimo Moro, avvenuta nei pressi della stadio di San Siro, giovedì 19 gennaio pochi attimi prima della gara di Coppa Italia Inter-Genoa convince poco. Molti sono i dubbi emersi, in queste ore. La versione dei fatti uscita dagli uffici della questura milanese sembrano i comunicati stile “copia/incolla”, come quelli già tristemente noti di “Sgalla memoria” come già accaduto durante il G8 di Genova nel luglio 2001 o dell’omicidio del tifoso della Lazio, Gabriele Sandri nel novembre 2007. Dal comunicato della questura sembra quasi che Massimo abbia preso a testate un manganello... Ci auguriamo solo che non sia l'ennesima tragedia che avviene dopo un "normale controllo” di Polizia in stile Federico Aldrovandi. Inoltre ancora non è chiaro dove è stato somministrato il farmaco per “sedare” Massimo e che gli avrebbe provocato una reazione allergica. C’è da chiedersi chi gli ha iniettato il Valium? E’ stato un agente di PS, in violazione del Trattato di san Francisco del 1946? E da quando nei posti di Polizia sono disponibili fiale di farmaci?
Il caso in questione è quello del giovane tifoso del Genoa – Massimo Moro – che si trova ricoverato al Policlinico di Milano in rianimazione dopo uno scontro con un agente di Polizia. La colluttazione è avvenuta, prima dell’inizio della gara di coppa Italia tra Inter e Genoa tre giorni fa.
Massimo Moro, di 38 anni, è ricoverato in gravi condizioni e in prognosi riservata nel reparto di Rianimazione del Policlinico di Milano, dove è stato trasportato dal 118 in codice rosso.
Moro è tuttora piantonato dagli agenti in stato di fermo. Secondo la ricostruzione fornita dalla questura, intorno alle 20.15, quasi un’ora prima del fischio di inizio del match, Moro sarebbe stato fermato e trattenuto al varco 9 dello stadio Meazza, durante l’afflusso degli spettatori agli ingressi, perché ubriaco. Dopo avergli impedito l’ingresso, le forze dell’ordine lo avrebbero portato in un vicino posto di polizia per un controllo, ma il tifoso genoano (sempre secondo la questura) avrebbe dato in escandescenze, cercando di aggredire un agente. Un collega è intervenuto per cercare di bloccare Moro, e durante la colluttazione entrambi sarebbero caduti a terra: ad avere la peggio sarebbe stato il tifoso, che avrebbe battuto la testa, riportando un trauma cranico.
All’ospedale, però, sarebbe un’altra, la versione che i medici avrebbero fornito al cognato dell’uomo, che era allo stadio con Moro e altri due amici, giunti tutti al Policlinico intorno alle 2.30 di questa notte: secondo quanto riportato dal familiare, il prodotto usato per sedare Moro gli avrebbe provocato una reazione allergica; inoltre, l’uomo avrebbe ingoiato il suo stesso vomito, finito poi nei polmoni. Il tifoso non è cosciente ed è intubato, ma i sanitari hanno assicurato che «non è in pericolo di vita»".
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1978/79
Roma/Lanerossi Vicenza 3-0

Prima partita disputata dalla Roma con la maglia bianca "Pouchain"
In piedi da sinistra: Di Bartolomei, Santarini, Ugolotti, Peccenini, Rocca
Accosciati: Boni, De Nadai, De Sisti, Maggiora, P. Conti, Pruzzo

23 gennaio 2012: i parmensi ci provano sempre: 55 di loro senza tessera sono stati identificati e fatti rientrare a Parma per Bologna/Parma. Anche 17 comaschi non tesserati fermati a Sorrento e rimandati a casa dopo perquisizione di un furgone e perquisizione corporale senza vestiti. Otto tifosi fermati e già rilasciati.
Inserite diverse foto, grazie a Marco, nella stagione 1969/70.
Qui sotto un esempio:

Roma/Lazio 1969/70
Oggi questo tifoso verrebbe denunciato e daspato.


22 gennaio 2012: il tifoso genoano finito in coma dopo che - secondo la questura - sarebbe caduto battendo la testa al commissariato....
Genova - Si è svegliato dal coma e ha raccontato la sua versione dei fatti . «Le cose non sono andate come dicono, mi ricordo tutto quello che è successo, è molto diverso dalla versione ufficiale», ha detto ieri sera ai familiari il tifoso genoano di 38 anni finito in coma dopo un controllo di polizia giovedì sera a San Siro durante Inter - Genoa. Ma il riserbo sui dettagli è totale da parte dei parenti che non aspettavano altro che rivederlo cosciente. «Prima ne deve parlare con il suo avvocato», dice il cognato Marco Soranno, marito della sorella Nadia, che era andato alla partita insieme a lui e ad altri cinque amici di Sestri. Succederà lunedì quando il suo legale, Riccardo Lamonaca, lo assisterà nell’udienza di convalida che si terrà in ospedale date le condizioni ancora gravi, specie per quanto riguarda il problema del vomito nei polmoni. Sulla vicenda è intervenuto ieri sera anche il numero uno dell’Inter, Massimo Moratti: «La partita Inter-Genoa è stata pulita, con un episodio grave che non c’entra nulla con la squadra e i tifosi».
Intanto, anche g li amici rimasti con Moro finché non è stato portato via da un gruppo di agenti e steward, disegnano un quadro un po’ diverso da quello tratteggiato dalle fonti ufficiali della questura di Milano: «Moro era fuor i controllo, ha tentato di fuggire e in quella circostanza è caduto insieme a un agente che tentava di trattenerlo».
«La verità è che a San Siro ci hanno trattati come dei terroristi, mentre eravamo soltanto un gruppo di tifosi allegri», dice Daniele Govigli, 50 anni, artigiano e padre di famiglia. «Mi hanno fatto inginocchiare per terra e svuotare le tasche, anche se ho cinquant’anni e sono così pulito da essere stato nominato giudice popolare. Massimo si è rifiutato, per quello l’hanno portato via».
«Vi prego di pubblicare la nostra foto - prosegue Messi in ginocchio come terroristi»che nei prossimi giorni spiegherà anche al legale dell’amico che cosa è successo a San Siro - voglio che si vedano le nostre facce di gente normale che per seguire la squadra del cuore ha fatto la tessera del tifoso senza fiatare».

http://www.ilsecoloxix.it/p/sport/2012/01/22/APT3IRjB-messi_terroristi_ginocchio.shtml

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Il treno delle 11: Caro Lorenzo, ti segnalo un'iniziativa, a difesa di 800 posti di lavoro e di un diritto di tutti i cittadini.  Ti allego un volantino, scritto con il cuore da lavoratore licenziato e anche da tifoso, che personalmente distribuirò sabato a Roma-Cesena, e un modulo di raccolta firme.
Ti chiedo di pubblicarli, sempre se lo riterrai opportuno. Grazie Ad maiora! Marco
Il treno delle 11 PDF
Raccolta firme treni notte PDF
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E-mail riferita ad altra e-mail in cui si scriveva della tessera del tifoso dell'Inter: "In realtà è peggio di così. L'Inter da quest'anno non fa differenza tra partite sottoposte a vincoli o meno, la vendita online è aperta solo a chi ha sottoscritto la tessera del tifoso dell'Inter.
Qualsiasi altra tessera del tifoso non viene riconosciuta dal sistema (per la serie: con qualsiasi tessera del tifoso potrete entrare in ogni stadio d'Italia... a' bugiardi!).
E anche nel caso la tessera sia del tutto inutile (es. Inter-Marsiglia di Champions League) questa viene richiesta per l'acquisto di biglietti online.
La cosa "divertente" è che l'acquisto in BPM segue invece i vincoli veri e propri e quindi la tessera non è necessaria.
Di fatto insomma acquistare Inter-Lazio o Inter-Marsiglia online senza essere tesserati è impossibile.
Ma basta presentarsi a una filiale BPM per ottenere il biglietto. Senza tessera. Misteri della fede maroniana".
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Sul film ACAB:








21 gennaio 2012: in costruzione la pagina di Roma/Cesena.

19 gennaio 2012: qualche e-mail:
"ciao lorenzo, ti voglio segnalare questo video, è un documentario in cui supporters del liverpool parlano dei loro viaggi per l'europa durante l'epopea del grande liverpool degli anni 80, si parla anche di roma 1984, e credo di aver intuito (non sono una scheggia in inglese) che si dicano cose interessanti.. saluti
http://www.youtube.com/watch?v=rBtuBWNs7_o
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Anche il Foggia lancia il mini carnet senza tessera del tifoso:
"L’U.S. Foggia lancia la sottoscrizione dei “mini abbonamenti”, validi per le prossime quattro giornate di campionato al prezzo di tre tagliandi. Potranno essere acquistati senza obbligo di Tessera del Tifoso presso tutti i punti vendita Booking Show di Foggia e provincia e la biglietteria dello stadio comunale "Pino Zaccheria" con i seguenti orari: mattina, dalle ore 10.00 alle 12.30; pomeriggio, dalle ore 16.00 alle 19.00)".
Del resto, iniziano ad accorgersene... si sta verificando quello che avevamo previsto... non hanno scampo....
Da Pisa:
"Tifosi. Chissà che non sia la volta buona. Venerdì scorso il presidente Battini, incontrando il nuovo capo dell’Osservatorio del Viminale Roberto Sgalla a Coverciano, insieme ad Abete, Macalli e Farina. Il tutto a margine dell´iniziativa della Lega Pro in tema di frodi sportive. Il Pisa e altre società chiedono di rivedere la normativa sulla Tessera del tifoso. La proposta in campo è che dalla prossima stagione, pur restando obbligatoria per le trasferte, questa Tessera non sia più necessaria per gli abbonamenti delle gare casalinghe. Sgalla sembra ben disposto e potrebbe presiedere, all’inizio della primavera, una tavola rotonda a Pisa sull’argomento, aperta a tifosi e istituzioni.
Davvero può arrivare una simile normalizzazione? Le società se lo augurano anche alla luce del crollo di presenze negli stadi di serie C, malamente nascosto fino a poco tempo fa".

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Rinviati a giudizio 9 agenti della Polizia di Stato resisi protagonisti del pestaggio ai danni dfi Gugliotta dopo Roma/Inter di Coppa Italia:
Il padre del ragazzo: «Ogni volta che passo davanti allo stadio raggelo»
Parla Mario Gugliotta: «Non tutti quelli che indossano la divisa sono uguali; Stefano è rimasto sotto choc, è molto segnato»

ROMA - «Meno male. Era ora di chiarire». Stefano Gugliotta ha esultato alla notizia della richiesta di rinvio a giudizio del gruppetto di agenti, per l'accusa nove, che lo avevano pestato in via del Pinturicchio, scambiandolo per un tifoso scalmanato, pare della Roma, lui che è pure laziale. «Sono contento», dice mostrando un incisivo nuovo di zecca, visto che l'altro, era volato per via dei calci e dei pugni.
La novità giudiziaria è stata un sollievo anche per il papà. Che a dire il vero, per usare le sue parole, non si è «mai abbattuto più di tanto». «A noi è andata bene. Molti ragazzi ci sono rimasti sotto. Ora stanno a camposanto. Penso a Uva, a Cucchi e tanti altri», spiega Mario Gugliotta, 53 anni, autista, da tre mesi disoccupato.
«UN PO' DI MARCIO» - «Non dico che tutti quelli che indossano la divisa sono uguali, ma un po' di marcio c'è. E andrebbe stanato». Odio? Rancore? «No, noi non ne proviamo. Ma il dispiacere c'è. Bastava dire: "Ho preso una cantonata, ho sbagliato". E invece è stata una corsa a dire il contrario..."Io non sono stato, io non sono stato". Per fortuna che c'era quel video».
Già il video del pestaggio...
«Ringraziamo ancora ora chi lo ha girato, altrimenti chissà che film sarebbe uscito fuori su mio figlio. Intanto quella sera venne arrestato. Sì, c'è ancora questa accusa di oltraggio in ballo. E' una cosa strana: lui sarebbe colpevole e nello stesso tempo è parte civile. E' tutto in mano agli avvocati».
Cosa è cambiato nella vostra vita dopo quella sera?
«Abitiamo vicino allo stadio e io e mia moglie ogni volta che passiamo davanti a una camionetta raggeliamo. Non so, abbiamo questa reazione. Stefano è rimasto scioccato. E' stato molto segnato, è sempre giù d'umore, travolto da una notorietà, se così possiamo dire, che non ci interessava. E pensare che non era neanche andato allo stadio. Aveva visto una parte della partita con me, in tv».

Roma/Milan, Semifinale di Coppa Italia Primavera:

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Assemblea Azionsiti AS Roma:
Piccolo azionista AS Roma? Dai la tua delega a MyROMA
Sei un piccolo azionista AS Roma? Da oggi puoi dare la tua delega a MyROMA che ti rappresenterà durante la prossima Assemblea Azionisti AS Roma prevista per il 30 Gennaio (e in seconda convocazione il 31 Gennaio). Non importa quante azioni possiede, ma è fondamentale cominciare ad unire la nostra voce. La procedura per inviare la vostra delega è molto semplice, basta un po' di volontà e per facilità vi riportiamo i passi per poter inviare la vostra volontà.
La delega avrà valore esclusivamente per questa Assemblea quindi è importante ricordarsi che per il futuro ad ogni Assemblea sarà necessario rifare la stessa procedura. Passaparola... se conosci agli amici romanisti che hanno delle azioni AS Roma.
La procedura sul sito di MyRoma.
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Come non far andare i tifosi allo stadio:
"Ciao Lorenzo, complimenti per il sito, innanzitutto. Volevo segnalarti la cosa seguente: vivo a Londra e saro' a Milano per motivi familiari a Milano questo fine settimana. Vorrei andare a vedere Inter-Lazio, in quanto tifoso dell'Inter. Cerco di prenotare via internet tramite il sito della squadra ed ecco cosa mi appare:

La partita che hai scelto è soggetta alla limitazione del controllo delle autorità.
Per accedere allo stadio è necessario che l'utilizzatore del biglietto sia in possesso della Tessera del tifoso.
Vuoi continuare?
Dettagli sui vincoli posti dalle autorità per questa partita

Quando poi vado a cliccare sui dettagli sui vincoli posti dalle autorita' per questa partita, mi si apre un error message.
Complimenti a Maroni e tutti quelli come loro. Ovviamente la tessera onn la faccio e non la faro' mai. la partita la seguiro' alla radio.
saluti Giovanni".
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Argentina:
CALCIO: ARGENTINA. RISSA TRA ULTRAS NUEVA CHICAGO, UN MORTO BUENOS AIRES (ARGENTINA) (ITALPRESS)
Ennesimo episodio di violenza nel calcio argentino. A Buenos Aires un tifoso di 27 anni, Agustin Rodriguez, è morto nel corso di una rissa tra due diverse fazioni di ultras del Nueva Chicago, gli Antenas e i Perales. Secondo le prime ricostruzioni, il ragazzo è stato assassinato con ripetuti colpi alla testa. "La morte è stata istantanea, non c'è stato il tempo di fare nulla", ha raccontato all'agenzia Telam il responsabile del pronto soccorso della capitale, Alberto Crescenti, precisando che il giovane era già senza vita quando è arrivato in ospedale.

La rissa era scoppiata, nel pomeriggio, nei pressi della sede del club, nel quartiere di Mataderos, con gli ultras che si sono affrontati con pugni e sbarre per ottenere il predominio all'interno della tifoseria. I tifosi si sono poi scontrati con la polizia e nel confronto è rimasto ferito uno di loro, Aldo Barralda, sospettato di essere l'omicida. Il caos è così proseguito all'ospedale Santojanni dove gli amici della vittima hanno provato a raggiungere Barralda per vendicarsi, provvidenziale l'intervento degli agenti che presidiano tutti gli ingressi dell'edificio. Intanto il presidente del Nueva Chicago, Antonio Fusca, ha deciso di rassegnare le dimissioni dopo appena 33 giorni perchè minacciato di morte.
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Fiorentina/Lecce: il terroristico striscione "Lecce Senza Tessera" viene rimosso dagli Stewards/Celerini: esposizione striscione prima dell'inizio della partita, richiesta di rimozione in corso match, conciliabolo in basso con gli stewards colorati di giallo e arancio.
P.s.: è riapparso durante la gara, è stato nuovamente rimosso, a fine partita ricompare di nuovo.




17 gennaio 2012: di ritorno da Berlino ove ho potuto constatare la ragione per la quale la Germania guida l'Europa, eccoci di nuovo alle prese con gli aggiornamenti. Anzitutto credo che MyRoma, e quindi la tifoseria della Roma, abbia fatto un'ottima figura. Alla presenza di quasi tutti i media nazionali tedeschi, che la sera hanno fatto uno special sul convegno (non vi dico l'organizzazione e la disciplina: con 40 gruppi ultras rivali non è squillato un telefonino in due giorni e nelle sale c'era un assoluto silenzio) nella loro "Domenica Sportive", con un imbarazzatissimo poliziotto incalzato dalle domande scomode dei giornalisti, ho potuto, grazie all'aiuto anche del mio amico e socio MyRoma Riccardo Bertolin, far presente ai tifosi e ai mezzi di informazione tedeschi cosa è la tessera del tifoso. Le risatine compiaciute che hanno accompagnato l'esposizione dei passi più divertenti dell'intervento sulla tessera fanno pensare che gli astanti abbiano compreso perfettamente la buffonata messa in scena dall'ex ministro dell'Interno. L'intervento (in inglese maccheronico ma comprensibile) del sottoscritto verrà postato a breve sul sito di MyRoma e vi rinnovo l'invito ad aderire, visto che ho avuto la dimostrazione che là dove esistono i Supporters Trust (e MyRoma è un Supporters Trust) i poteri forti hanno vita molto più difficile.
Ho comunque anche appreso che se Atene piange, Sparta non ride. Ci sono situazioni in diversi paesi europei ai limiti del ridicolo. La Scozia si trova nella situazione più complicata a livello repressivo, visto che i canti tradizionali di Celtic e Rangers (ovviamente parapolitici) sono stati vietati, con pene incredibili per chi li canta. Anche la diffida a vita viene in alcuni Paesi (spesso quelli che comunque hanno gli stadi pieni) utilizzata. A Parigi i tifosi del PSG vanno solo in trasferta, perché allo stadio è impossibile scegliersi il proprio posto, anche in caso di abbonamento, ove la collocazione è casuale. A breve faremo un piccolo speciale sulel diverse modalità di regolamentazione nei diversi Paesi di Europa e non solo.
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La pagina di Catania/Roma è in costruzione.
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Stiamo sulle notizie ed attenzione ai titoli fuorvianti. Si legge da moltissime parti che non è più reato accendere un fumogenmo senza lanciarlo.
Ovviamente non è così. Le situazioni vanno viste caso per caso e, in quel caso, l'accensione era avvenuta fuori dallo stadio, in un luogo ove non vi era adunanza di persone e ciò ha facilitato la decisione del giudice, cui va dato atto9 di aver ragionato in modo approfondito e razionale.
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Maroni:
Bossi punisce Maroni: comizi vietati
L'ex ministro: «Mi viene da vomitare»

POLITICA Il leader del Carroccio sospende tutti gli incontri pubblici del'ex delfino. E Bobo ribatte: «Ma io non mollo».
Paura per le contestazioni al Senatur nella manifestazione del 22. Dal cerchio magico rispondono: "A chi lo fa, legnate".

Il commento di chi mi ha mandato la notizia: "No dico, ma ti rendi conto che partito questo paese è riuscito non solo a partorire, ma a fare governare? E la cosa più incredibile sarà che alle prossime elezioni ci sarà - nonostante un crollo pazzesco largamente prevedibile - COMUNQUE, qualcuno che lo voterà..... e comunque Bobo pijatela nder (snip)". Aggiungo: Maroni, fatti la tessera del manifestante! Chi di spada ferisce, di spada perisce!
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Passiamo ora alle e-mail: "ciao lorenzo ... seguo il tuo sito da sempre .. volevo chiederti semplicemente un opinione sul film " ACAB " uscito da poco nei cinema , a me sembra una stronzata , tu ne sai qualcosa ??". Non ne so nulla se non che il film è tratto dal libro omonimo di Carlo Bonini, giornalista che, pur quotato dal Sistema, non gode della mia stima. Se il film vuol mostrare gli atteggiamenti singolari di una parte della Polizia Italiana, arriva molto tardi e, probabilmente, la pellicola è già vecchia nel proporre determinate situazioni. Attendo di scaricarlo da Emule.
Fulvio Bianchi su Repubblica, nella seguita rubrica Spycalcio, è arrivato alla conclusione:

Tessera del tifoso: è arrivato il momento di abolirla
Prima riunione del 2012 dell'Osservatorio del Viminale: si è insediato a dicembre il nuovo numero 1, il dirigente generale Roberto Sgalla, che già conosce bene il mondo del calcio. Si è parlato soprattutto della tessera del tifoso: secondo il Viminale deve diventare sempre più "un vero e proprio servizio per il tifoso" e non  essere, come "peraltro accaduto solo in pochi casi, come strumento di attuazione di politiche commerciali". Saranno pochi casi, d'accordo, quelli della tessera-business, ma vanno cancellati, e in fretta. C'è anche una sentenza che lo dice. Anzi, a questo punto, passata l'ondata emergenziale e cambiato il governo, sarebbe il caso di abolire la tessera e trovare altri sistemi per emarginare i violenti. E' assurdo penalizzare le persone perbene, cercare di tenerle lontane dagli stadi, e dalle trasferte. La tessera è arrivata alla sua seconda stagione: ci pensi il nuovo ministro dell'Interno, Anna Maria Cancellieri, e ci pensino i "tecnici" dell'Osservatorio se non è il caso di chiudere l'esperienza qui.

L'Osservatorio Nazionale sulle Manifestazioni Sportive sta pensando di abolire gli autobus di Roma. Sugli stessi, infatti, sono comparsi inammissibili cartelloni pubblicitari che pubblicizzano gloriosi gruppi ultras del passato, veri e propri criminali che utilizzavano tamburi e torce per sostenere le loro squadre, oltre a predisporre coreografie non preventivamente autorizzate dalla CIA, dal KGB e dal Mossad.
Qui di seguito il cartellone vietato. L'Osservatorio sta anche pensando di interdire il passaggio in alcune zone di Roma, in attesa della rimozione dei cartelloni pubblicitari.

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I Boys Parma evidenziano questi due spot, pregandone la massima diffusione.
video 1
http://www.youtube.com/watch?v=td2xnr3iDwM
video 2
http://www.youtube.com/watch?v=0vIc5V8BMb8
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Comunicato:
Associazione Culturale Sabinamente
In ricordo di Agostino Di Bartolomei

L'Associazione Culturale SABINAMENTE, con il patrocinio dell'Assessorato alla cultura del Comune di Magliano Sabina, organizza una manifestazione per ricordare Agostino Di Bartolomei. L'iniziativa è inserita all'interno di un percorso fatto di racconti di storie e personaggi che appartengono ad un calcio che non esiste più e che tanto ci manca.
Domenica 22 Gennaio alle ore 17:00, presso il Teatro Manlio di Piazza Garibaldi (Magliano Sabina), verrà proiettato il film documentario di Francesco Del Grosso "11 metri" che racconta della vita del compianto "Ago". Saranno presenti il regista, la produzione, nella persona di Daniele Esposito, e con nostra immensa gioia, Luca di Bartolomei, figlio di Agostino.
La proiezione sarà anticipata da un breve saluto degli ospiti e dei ragazzi dell'associazione. Ad essa seguirà un momento aperto al pubblico e al racconto da parte di Luca, Daniele e Francesco.
L'ingresso è libero.

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Comunicazione Tribuna Fattori Padova:
"I Ragazzi della Tribuna Fattori non parteciperanno alla festa fair play village organizzata dalla U.C.Sampdoria assieme al Calcio Padova, in quanto non riteniamo che sia un’occasione di socializzazione aperta a tutti; visto che ciò è stato permesso grazie all’interessamento delle forze di pubblica sicurezza, le stesse che non hanno permesso ai tifosi sampdoriani privi della Tessera del Tifoso, di essere presenti a Padova.
Ricordiamo che i tifosi non tesserati delle due società si sono schierati in prima linea in occasione dell’alluvione che ha colpito il capoluogo ligure. Ritenendo pertanto che lo spirito del fair-play e che il “calcio etico” siano un’altra cosa, e che una tessera non deve dividerci in buoni e cattivi, invitiamo tutti i tifosi biancoscudati a non parteciparvi".
Ben detto.
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Anche il Como rompe con la tessera del tifoso:
"La società Calcio Como comunica che in occasione dei prossimi 3 incontri casalinghi verrà attuata una promozione dal nome "Pacchetto BIANCOBLU" che comprende l'ingresso alle partite Como Foligno del 15 gennaio, Como Reggiana del 29 gennaio e Como Pisa del 26 febbraio a prezzo speciale.
I prezzi comprensivi delle 3 partite sono i seguenti:

Tribuna centrale Intero: 54,00€
Tribuna centrale Ridotto: 36,00€
Curva Como Intero: 21,00€
Curva Como Ridotto: 18,00€

Il Pacchetto BIANCOBLU potrà essere acquistato sabato 14 gennaio dalle ore 15.00 alle ore 18.00 presso le biglietterie allestite allo Stadio G. Sinigaglia di Como.
Al momento dell'acquisto verranno consegnati i 3 biglietti validi per le partite. In caso di impossibilità ad assistere ad una o più partite si potrà effettuare il cambio nominativo cedendo il tagliando ad altra persona.
Ovviamente chi vorrà potrà acquistare anche solo il biglietto per l'incontro di domenica tra Como e Foligno al solito prezzo presso tutti i punti vendita TicketOne durante la settimana o presso lo stadio sabato e domenica".

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Processo per Paolo Scaroni (Fonte: L'Arena del 14.01.2012):

Botte all'ultrà del Brescia, in aula nessuno ricorda nulla

TIFO VIOLENTO. Al processo per il pestaggio di Paolo Scaroni si è cercato di delineare le circostanze dell'aggressione
Otto ore di udienza e 14 testimoni per ricostruire i fatti del 2005 che tirano in ballo diversi funzionari di polizia
Quattordici i testimoni, otto ore di udienza e una pausa di mezz'ora: uno dopo l'altro i funzionari della polizia che il 24 settembre 2005 erano in servizio in stazione hanno cercato di ricordare quel che avvenne. Ricordi non certi, scontri che si verificarono ma nessuno li ha descritti, scontri che non compaiono nelle riprese effettuate da due ispettori della Digos e da due funzionari della Scientifica. Le immagini di un gruppo di poliziotti che circonda qualcuno a terra non ci sono. L'unico ricordo di una scena simile, anche se non sa se si trattasse di Paolo Scaroni, è quello di un tifoso bresciano che, inseguito nel corso di una carica, prese una manganellata sulla schiena. «Arrivato al primo binario vidi uno a terra circondato da poliziotti che lo picchiavano. Non ho visto la testa, non so dire chi fosse». Poi si guardò alle spalle ma quando si girò verso il binario non vide più nessuno: «Paolo mi si avvicinò e mi disse in dialetto “me ne hanno date tante”, poi salì sul treno». Scese poco dopo sorretto da due amici: di lì a poco nella sua mente sarebbe calato il buio causato da una frattura della scatola cranica per i colpi inferti dai manganelli impugnati al contrario. Ricordi non precisi, solo il responsabile del servizio d'ordine ha relazionato con dovizia di particolari. Ha ricordato ogni fase, ogni ordine e ha spiegato perchè, mentre discuteva con un gruppo di tifosi sulla liberazione di alcuni arrestati, disse ai suoi di far salire a forza tutti sul treno. Seguirono cariche e scontri, lanci di sassi e bottiglie e un reparto venne spostato all'altezza della scalinata (quello di Bologna raggiunto poi da un gruppo di Padova in aiuto ai colleghi in difficoltà) dalla quale stava salendo Paolo Scaroni. Un processo in cui si sono sovrapposte le versioni sulla stessa circostanza e il pm Beatrice Zanotti ha ricordato a un funzionario che le informazioni non veritiere contenute nelle relazioni di servizio sono cosa diversa dalla testimonianza in aula. Un ammonimento reso necessario perchè nel complesso processo che vede imputati otto poliziotti della Celere di Bologna, accusati di aver usato i manganelli al rovescio e di aver pestato un tifoso, è che la polizia «forzò» i bresciani a salire sul treno perchè, si sostenne, alcuni di loro occupavano i binari impedendo al treno di partire. Una situazione che è stata smentita dai macchinisti: «I binari erano liberi, davanti non c'era nessuno. Non so se ci fossero problemi in coda o lateralmente, ma non c'erano tifosi sui binari. Tant'è che sentii odore di fumo, non capivo cosa fosse e spensi la motrice». Erano i lacrimogeni: il primo lanciato senza che fosse stato dato l'ordine, poi altri due e questo scatenò la reazione dei tifosi. Il resto furono cariche di alleggerimento e poi lanci di sassi. E a confermare che alcuni colleghi del reparto mobile usavano i manganelli al contrario è stato un altro funzionario di polizia, ma di Brescia: «L'ho visto fare anche altre volte». Un processo nel quale tutti i dirigenti hanno ammesso che vi furono scontri, ma non hanno descritto nessuna azione particolare: «Era difficile riprendere in quelle condizioni», hanno spiegato gli operatori. Ci sono però due frammenti di dialogo sulle cassette digitali originali e non riversati sul nastro Vhs che fu in un primo momento consegnato alla procura. Due momenti: in uno si sente l'urlo (probabilmente dell'operatore), un «noooooo» al quale non seguono riprese. Nel secondo si sente dire che il questore li avrebbe incarnati e poi «scolta, ti prova a guardar subito le immagini de quel...», ma poi il video si interrompe. Gli imputati, tranne uno, ieri c'erano, le difese (Calabria Cilento d'Hauteville, Cherubino, Rosciani e Pacifico) di Rulli e Barbirato hanno obiettato che i due agenti figuravano essere autisti, che non potevano essere sui binari e che non erano stati sentiti in fase di indagine. Ma fino ad oggi (come ha sottolineato il presidente del collegio Marzio Guidorizzi) erano tutti contumaci e non hanno mai chiesto di essere sentiti. Il pm ha chiesto il loro interrogatorio e in una delle prossime udienze ognuno spiegherà il proprio ruolo. Nessun funzionario vide poliziotti picchiare qualcuno, nessuno vide tifosi a terra o poliziotti circondati da tifosi. Solo un ispettore della Digos ha detto di aver visto un tifoso che nel corso degli scontri sbatteva la testa contro un vagone: «Un rumore pazzesco, lo vidi chiaramente battere contro il vagone, tenersi la testa tra le mani e poi salire sul treno». Ma non si sa chi fosse.F.M.



13 gennaio 2012: iniziamo con una domanda: "Ciao Lorenzo per caso mi sai dire perche' da un paio di partite la sud non ha piu' il gruppo trainante in basso ed e' lasciata a se stessa? un abbraccio, Fabrizio". Guidare o comunque darsi da fare per una curva come quella di Roma è qualcosa di analogo all'essere capo del governo nel Parlamento Italiano: è un casino. Questo può portare ad attriti e incomprensioni che possono far cessare la voglia a chi in un dato momento la sta guidando di sbattersi più di tanto, lasciando ad altri l'onere. Al momento mi sembra ci sia una sorta di spontaneismo. Ci siamo già passati diversi anni fa, con lo scioglimento degli ASRU e anche di Curva Sud Roma 1973. Sono dei cicli che si compiono ed è incredibile come sia una cosa quasi matematica. Ora bisognerà attendere che nasca qualcosa di nuovo, auspicando che la bandiera sia sempre quella che dovrebbe connotare qualsiasi curva: assenza di lucro, indipendenza e impermeabilità.

Sono stato invitato, quale rappresentante di MyRoma, al "ProFans Kongress" che si tiene a Berlino il 14 e il 15 gennaio. Ovviamente spiegherò ai tifosi tedeschi e ai media che saranno presenti l'assurdità della situazione italiana, della sua tessera del tifoso e delle crescenti difficoltà per i tifosi di poter assistere alle partite della squadra del cuore. Il tutto è organizzato da un network di 40 tifoserie tedesche chiamato, per l'appunto, "ProFans". La pagina di Roma/Catania (che vedrò in qualche pub di Berlino) sarà quindi in linea nei giorni succcessivi, tanto c'è poco da mettere!

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Poi dici che uno se ne vuole andare dall'Italia....: questa fanciulla stava all'Osservatorio Nazionale sulle Manifestazioni Sportive per conto di Maroni e ora viene assunta, guarda caso, al Milan!




12 gennaio 2012: completata la pagina di Roma/Fiorentina di Coppa Italia.

11 gennaio 2012: le fotografie di Roma/Fiorentina di Coppa Italia saranno in linea a tarda sera.
Al rigurardo, segnalazione sui biglietti: "Ciao, una segnalazione sui biglietti di Roma/Fiorentina di domani.
Un mio amico che non è riuscito a recarsi in biglietteria a munirsi del tagliando, mi ha chiesto di acquistarglielo on-line.
Orbene, ho riscontrato le tre seguenti problematiche:
- il settore "Curva Sud" (come sappiamo di circa 13.000 posti fra laterale e centrale) veniva dato per esaurito, quando gli organi di stampa oggi hanno parlato di appena 5.000 biglietti venduti in tutto lo stadio;
- erano sparite le tariffe normali, restando a disposizione solo quelle "Privilege";
- ho provato ad acquistare un biglietto di Distinti Sud e bisognava per forza caricarlo in forma digitale su una tessera del tifoso, non dando l'opzione di avere il tagliando cartaceo.
Per completezza, segnalo anche che ho provato a chiedere spiegazioni al riguardo sulla pagina ufficiale Facebook di Lottomatica, ottenendo come unico risultato la rimozione del post dopo pochi minuti.
Tutto normale?".
No, non credo sia normale e auspico vivamente che AS Roma S.p.A., oltre a fare chiarezza su queste incomprensibili difficoltà, rescinda il contratto con Lottomatica, di cui tutti abbiamo le palle piene.
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Aggiunte tre foto di Bologna/Roma.



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Parmensi:
"Sabato 7 gennaio, in occasione di Inter-Parma giocata alle 20:45, una delegazione di Boys è riuscita ad entrare regolarmente a S.Siro, nel settore ospiti con relativo biglietto, regolarmente acquistato e pagato (e non poco), pur non in possesso della Tessera del Tifoso. Questo a testimonianza che a volte la tenacia paga, e a tener duro qualche risultato si ottiene.
Ora continuate a porvi delle domande sull’utilità della Tessera, noi andiamo avanti per la nostra strada".

Daniele:
"Questi tre punti, tratti dal sito corederoma.it, possiamo considerarli le tre cose principali che non ci vanno giù nel provvedimento TDT:
a) quando si firmavano i moduli nessuno ti diceva che i tuoi dati andavano in questura e sottoscrivevi – potenzialmente – una carta di credito ricaricabile: il Garante della Privacy ha detto che ciò era illegittimo e non lo possono più fare e, comunque, anche quando si acquista un biglietto i dati vanno in questura;
b) il legame tessera/carta di credito: il Consiglio di Stato ha detto che è illegittimo e difficilmente il TAR potrà discostarsi da quanto sancito dal massimo organo giurisdizionale amministrativo;
c) le modalità per ottenerla, che sottostanno all’art. 9 della legge Amato, che comunque vale anche per i biglietti, ultima cosa da modificare.
Domanda: abbiamo detto che i primi due punti sono in via di risoluzione, e che, se verrà risolto anche il terzo punto legato all'articolo 9, potremo anche tesserarci. Ma mi chiedo io, una volta risolti questi tre punti, al buon Maroni o a chi per lui, la tessera del tifoso cosa servirà? Cosa garantirà? Non sarà un impiccio in più? Non si limiterà al guadagno di quei 20€ (anche di meno) che si spendono comprandola?
Un saluto, Daniele".
Non servirà a nulla. Era una buffonata propagandistica, che gli è servita (non so neanche quanto) a livello politico. Non avrà neanche il guadagno, perché se modificheranno l'art. 9 mi posso anche riabbonare e per chi si abbona quel pezzo di plastica è gratuito.
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... e meno male che questi buffoni dicevano che la tessera del tifoso avrebbe riportato gli spettatori allo stadio... ahahahahahah!!! Ma si rendono conto di quanto sono buffoni? Ma non ce l'hanno una dignità?
Addio al calcio: serie A Tim, spettatori in calo del 4,9%
La Juventus è la squadra che richiama il maggior numero di spettatori negli incontri disputati lontano dallo stadio Olimpico: contro i bianconeri a Catania, Verona (vs Chievo), Milano (vs Inter), Roma (vs Lazio e Roma), Napoli, Siena e Udine si è registrato il migliore dato stagionale per presenze casalinghe. Serie A Tim: in calo gli spettatori presenti allo stadio: è il peggior dato degli ultimi quattro anni.

Inter migliore media-spettatori negli incontri casalinghi. Juventus +66.7% rispetto lo scorso campionato: per i bianconeri anche il maggior seguito negli incontri esterni.
Negli incontri di Serie A Tim finora disputati si è registrato un calo del 4.9% nelle presenze allo stadio rispetto la stagione precedente. La media di 23.675 spettatori, inoltre, risulta essere il peggior dato se rapportato agli ultimi quattro campionati disputati: 24.901 nella stagione 2010/11, 25.570 nella stagione 2009/10 (-7.4%), 25.779 nella stagione 2008/09 ( -8.1%). Al termine della 16esima giornata il match più seguito è stato Inter-Juventus che ha fatto registrare 78.072 spettatori presenti. Seguono gli incontri Napoli-Juventus (57.402 presenze) e Lazio-Juventus (57.148 presenze). I nerazzurri, inoltre, detengono la migliore media spettatori negli incontri casalinghi: con 50.729 presenze precedono Napoli (media di 43.660 spettatori al San Paolo) e Milan (41.606 spettatori). Lo rileva il Report n. 75/2011 elaborato dall’Osservatorio Calcio Italiano (www.osservatoriocalcioitaliano.it) website monitoring delle manifestazioni calcistiche in Italia. Rispetto la stagione precedente l’Olimpico sponda romanista conferma la quarta posizione per media spettatori (38.875) con un incremento del 14.4%. Considerevole balzo in avanti per la Juventus: nel campionato in corso i bianconeri hanno fatto registrare in media 36.630 spettatori con un incremento del 66.7% rispetto al 2010/11. Dato negativo invece per il Palermo: al Barbera negli incontri finora disputati si è registrata una media di 19.495 presenze, in calo del -21.4% rispetto lo scorso campionato.
I dati completi sono disponibili su
www.stadiapostcards.com/


10 gennaio 2012: ultimamente l'ultimo marmocchio va a dormire alle 23.30 il che mi crea non poche difficoltà all'aggironamento del sito... Si accettano suggerimenti in ordine a valeriane e rimedi più o meno naturali che favoriscano il sonno...
Detto questo, loro si occupano ogni giorno di noi, noi ci occupiamo una volta l'anno di loro, tanto per ricordare che:
"Ciao Lorenzo, oggi per puro caso mi sono chiesto "ma prima della fondazione della AS Roma quale squadre partecipavano al campionato?". "Davvero la Lazio era questa gran squadra? Iprimideacapitale possono vantarsi di qualcosa?
La risposta è molto semplice, no. Basta consultare queste 2 fonti una neutrale e una laziale. Riporto i link: http://it.wikipedia.org/wiki/Divisione_Nazionale_1926-1927 e http://www.laziowiki.org/wiki/1926/27#Campionato
Perchè proprio quest' anno è importante? Risposta: è il primo anno in cui si parla di campionato Nazionale come spiegato da Wikipedia. Partecipano 2 squadre Romane(in gironi diversi): l'Alba e la Fortitudo. La Lazio non c'è. Quindi dove è la Lazio?? Ce lo dice la fonte laziale, la Lazio partecipa al Campionato di Prima Divisione - Girone "D" con altre squadre meno blasonate (tra cui il Roman). Raffaele". Molto si è detto sulla vicenda. Credo che la sotria corretta sia scritta su questa pagina.
*
Dopo di ciò, ricevo e pubblico il comunicato della curva padovana:
L’ENNESIMA ASSURDITA’ DELLA TESSERA DEL TIFOSO!
Venerdì 6 gennaio, impossibilitati a seguire il nostro Padova ad Ascoli causa mancata sottoscrizione della Tessera del Tifoso, abbiamo deciso di recarci allo stadio “Tombolato” di Cittadella, per il match contro l’Empoli.
Perché l’abbiamo fatto? Per evidenziare una delle tante assurdità previste dal protocollo sulla tessera del tifoso, approvato quest’estate nell’indifferenza generale ma poi applicato “a piacere” dagli organi competenti, e che “qualcuno” ha tentato in tutti i modi di convincerci ad accettaread inizio campionato. Secondo quanto stabilito dal Casms, in una loro “personalissima” Interpretazione del protocollo, noi non possiamo recarci ad Ascoli a seguire LA NOSTRA SQUADRA in quanto residenti in Veneto, ma proprio in base alla nostra residenza possiamo recarci a Cittadella a vedere una partita che non c’entra nulla, tifando per il Padova!
Pensiamo sia ora di rivedere drasticamente l’intero apparato della Tessera del Tifoso, cominciando colriaprire le trasferte ai tifosi ospiti che ne sono sprovvisti. Non ci vengano a raccontare che sono misure “studiate per la sicurezza”:in tempi non sospetti, avevamo già spiegato come non fosse altro che un grosso business per le bancheed in più occasioni abbiamo sostenutoche allo stadio si sperimentano metodi speculativo-repressivi che poi vengono applicati in tutti gli altri ambiti della società. Guarda caso, a distanza di qualche anno ci sarebbe chi vuole obbligare i pensionati ad aprire un conto corrente e si fanno controlli a tappeto su ogni prelievo bancario! Ci viene da ridere nel sentir parlare quegli stessi leghisti, che prima ci dicevano “se non avete nulla da nascondere fatevi la tessera”, mentre oggi proteggono i commercianti di Cortina per i controlli della Guardia di finanza dicendo che “non si può sparare nel mucchio”(Le stesse identiche parole che gridavamo noi ultras d’Italia). Ma come? “Le leggi ci sono, debbono solo essere applicate”: ora…..se nonhanno nulla da nascondere quale è il problema???
Venerdì nella gradinata del Tombolato, ma poteva essere l’Olimpico di Roma o il Nereo Rocco di Trieste, erano presenti ben tre tifoserie: i padroni di casa del Cittadella, noi “ospiti inattesi” ed i pochissimi tifosi empolesi provvisti di tessera del tifoso. Se nulla è successo è stato principalmente per l’intelligenza ed il buon senso dimostrato dai tifosi, non certo grazie alla “fantomatica” tessera del tifoso, che fa sempre più acqua da tutte le parti!La Tribuna Fattori visto il buon esito dell’iniziativa continuerà con orgoglio a far emergere le contraddizioni di un sistema “DISCRIMINANTE” ed a lottare per la libertà personale di ogni individuo.Ringraziamo i circa 130 ragazzi presenti venerdì a Cittadella, oggi più che mai l’anima della Fattori.
“Se ci impediranno di vedere il Nostro Padova andremo ad altre partite, e se ci fermeranno allo stadio e ci bloccano al calcio andremo alla boxe, andremo al biliardo o ai videogiochi, andremo ovunque e comunque per la nostra dignità Ultras!”.
*
Famiglie allo stadio: "Caro Lorenzo, Il week-end del 17 marzo sarò a Roma. Vorrei portare mio figlio Adriano di 4 anni allo stadio per Roma-Genoa (penso sia quella in calendario), prima che mi diventi del milan/inter/juve, pericolo grandissimo vivendo a Milano. Cosa devo fare per acquistare 5-6 biglietti da qui? Come funziona ora? Grazie per un tuo pronto supporto in merito. Un saluto, Fabrizio". Caro Fabrizio, per tua fortuna non si tratta di Roma/Milan, altrimenti tu, romano e romanista residente a Milano, non avresti potuto vedere il match perché quell'individuo leghista - per il tramite di osservatori vari - ha introdotto discriminazioini geografiche per poter acquistare biglietti. Il pericolo, però, non è scongiurato, perché nonostante tutti i vari accordi e protocolli è sempre più difficile acquistare un biglietto per vedere una partita di calcio se non si risiede nella città che la ospita, come vedremo con la nota che seguirà, scritta da un tifoso della Lazie. Per questa ragione, qualora dovessi avere difficoltà, ti suggerisco di acquistare il biglietto direttamente a Roma, nei nuovi locali destinati dall'AS Roma alla vendita dei biglietti.
*
Ecco qui quanto dicevo:
"Il 7 Gennaio 2012 si è giocata la partita Siena-Lazio, valida per il campionato di Serie A e, come al mio solito, anche in questo caso decido di imbarcarmi in questa ennesima trasferta al seguito dei biancocelesti.
Come molti ben sanno, infatti, il sottoscritto, pur non avendo assolutamente sottoscritto alcuna “carta di credito del tifoso”, non essendo residente, per motivi di lavoro, nella regione Lazio, ha la possibilità di acquistare il biglietto di qualsiasi settore dello stadio in cui gioca la squadra biancoceleste, tranne che per quello ospiti.
Così come fatto in occasione di ogni trasferta da me effettuata nelle ultime due stagioni, quindi, mi metto a cercare su internet le modalità di vendita dei tagliandi per accedere allo stadio.
Il comunicato pubblicato sul sito ufficiale del Siena recitava testualmente: “I biglietti per la gara Siena-Lazio in programma sabato 7 gennaio alle 18 allo stadio “Artemio Franchi – Montepaschi Arena” sono in vendita in tutto il circuito nazionale Lottomatica.”.
Perfetto, mi dico.
Mi reco quindi nella più vicina ricevitoria Lottomatica-Listicket, per acquistare un tagliando della “Curva San Domenico”, il settore limitrofo a quello destinato alla tifoseria ospiti. Ma giunto qui, ecco l’amara sorpresa: nel circuito nazionale sono stati inseriti solo i biglietti per il settore ospiti, acquistabili solo e unicamente con la tessera del tifoso. Per tutti gli altri settori dello stadio bisogna recarsi nelle ricevitorie di Siena e provincia!
Allucinante!
In pratica se il sottoscritto fosse un tifoso della Lazio o fosse un semplicissimo appassionato di calcio con tessera del tifoso al seguito, e non volessi, per qualsivoglia ragione, essere rinchiuso nel settore ospiti, non potrei acquistare alcun biglietto al di fuori di quello per accedere in questa determinata porzione dello stadio, nonostante la sottoscrizione della tessera mi consenta, così come da disposizioni, di scegliere liberamente qualsiasi settore dal quale assistere alla partite di calcio.
O, ancora peggio, se il sottoscritto fosse un tifoso del Siena non residente in Toscana, non avrei assolutamente la possibilità di acquistare il biglietto per assistere alla partita della mia squadra. Anche perché, e qui siamo al paradossale, sempre secondo il comunicato pubblicato sul sito ufficiale del Siena Calcio, “Il giorno della partita sarà possibile acquistare i biglietti alla Biglietteria “Il Campino” (viale Vittorio Veneto) dalle 10 alle 18,30, in tutti i settori eccetto quello ospiti; la vendita è riservata ai POSSESSORI di tessera del tifoso.”.
Torno quindi, mestamente a casa, e mi rimetto davanti al computer nella speranza di poter acquistare, perlomeno, il biglietto tramite internet. Ma anche in questo caso, niente da fare. Sul sito della Listicket la vendita online, per questa partita, non è stata attivata. Andiamo bene…
Che fare allora?
Fortunatamente ho qualche amico in Toscana che si presta a raggiungere una delle ricevitorie per acquistare il biglietto per me e poi consegnarmelo il giorno della partita. Ovviamente però, non avendo il mio documento al seguito, è costretto a fare il biglietto con i suoi dati. Poco male: tanto c’è la possibilità del “cambio nominativo”, procedura che, come riportato sul sito ufficiale della Listicket, “permette, all’utilizzatore corrente di un titolo cartaceo, di assegnare il proprio titolo ad altro utilizzatore, indicandone i dati anagrafici corretti. Il nuovo utilizzatore sarà abilitato, da quel momento, a varcare i tornelli e accedere all’evento.”.
Acquistato il biglietto, il mio amico mi comunica i dati necessari per effettuare il cambio utilizzatore. Inserisco sul sito il “numero tipografico”, la “carta di emissione” ed il “progressivo di emissione” riportati sul tagliando, e poi procedo ad inserire il mio nome, il mio cognome, la mia data ed il luogo di nascita. Fatto, invio.
Ma ecco che sul sito appare un’insolita scritta: “Si è verificato un errore. Ti chiediamo di metterti subito in contatto con la nostra assistenza per risolvere questo problema.”.
Ripeto la procedura, ma niente.
Non mi rimane che contattare il centro assistenza della Listicket, al numero, a pagamento, 892982.
Mi risponde una signorina gentilissima alla quale espongo il mio problema. La sento digitare qualcosa sulla tastiera e poi confabulare con un’altra persona. Dopo qualche minuto mi dice che neanche lei riesce ad effettuare l’operazione e mi chiede di riprovare a chiamare tra una decina di minuti affinché possa avere il tempo di verificare l’effettiva motivazione di tale problema.
Dopo circa un quarto d’ora ripeto la chiamata e mi risponde la stessa signorina che mi spiega, testualmente, che “il cambio utilizzatore per questa partita non si può fare per motivi di ORDINE PUBBLICO, in quanto il Prefetto di Siena ha disposto il divieto per questo tipo di operazioni”!
Senza parole…
In pratica non mi resta altro da fare che mettermi in macchina e recarmi personalmente a Siena per acquistare il tanto agognato tagliando e, con l’occasione, risarcire il mio amico per un acquisto pressoché inutile.
Il 3 Gennaio, quindi, approfittando di una mia giornata libera, raggiungo il capoluogo toscano e mi reco in una delle ricevitorie autorizzate. Qui, finalmente, previa consegna del mio documento e, addirittura, del codice fiscale (???), riesco ad ottenere, alla “modica” cifra di venticinque euro, un biglietto a mio nome per accedere nella Curva “Beneforti” (o, se preferite, Curva “San Domenico”).
E finalmente arriva il giorno della partita.
Arrivo a Siena intorno alle 16 (il fischio di inizio era previsto per le ore 18) e, seguendo le indicazioni stradali, raggiungo il varco per il parcheggio destinato ai tifosi ospiti. L’accesso delle auto viene disciplinato da due steward che, per far entrare le macchine all’interno dell’area parcheggio, pretendono l’esibizione del biglietto del settore ospiti e della relativa tessera del tifoso. Io non sono in possesso di nessuno dei due, e quindi gli steward mi rimandano indietro, nonostante sia un tifoso della squadra ospite.
Nonostante il traffico, riesco comunque a posteggiare nei pressi dello stadio e raggiungo a piedi l’ingresso C2, quello della Curva Beneforti. Qui, dopo il consueto controllo del tagliando e del documento di riconoscimento, gli steward davanti ai tornelli mi fanno presente che “le bandiere e gli stendardi non possono essere introdotti all’interno dello stadio, tranne nel caso in cui si abbia la tessera del tifoso o  si sia in possesso di regolare autorizzazione”!
Dopo una serie di batti e ribatti, sono quindi costretto ad abbandonare le aste del mio stendardo all’ingresso.
Sembra di vivere un film: ogni minuto che passa, scopro una cosa nuova, una più assurda dell’altra!
Finalmente riesco ad entrare nello stadio, e mi ricongiungo con i ragazzi con cui vivo e trascorro le tante trasferte al seguito della Lazio nel settore dei non tesserati. In questa zona dello stadio i laziali sono in un discreto numero. Il settore ospiti, con circa 1500 tifosi biancocelesti (ed è in occasioni come queste che mi chiedo dove stava tutta questa gente in una trasferta sicuramente meno distante come quella di Napoli) è alla nostra sinistra, ma in mezzo ci sono degli spalti lasciati totalmente vuoti ed inaccessibili dal personale della sicurezza. Alla nostra destra, invece, ci sono i tifosi senesi, separati da noi da un esiguo numero di steward.
La partita finirà con una sonora sconfitta della compagine biancoceleste per ben quattro a zero. L’unica nota positiva della giornata è che, sul risultato di tre a zero alla fine del primo tempo, mentre nel settore ospiti i tifosi laziali, alternano delle pause incomprensibili nell’apporto vocale agli insulti contro la propria squadra e l’allenatore, arrivando addirittura ad evidenziare il possesso di palla della squadra di casa con degli “olè” a mio parere totalmente fuori luogo, nel nostro settore, mentre si sottolinea orgogliosamente a più riprese il nostro non essere tesserati, regna la goliardia e si continua ad incitare e cantare sotto la sguardo stupito e attonito dei tifosi del Siena seduti vicino a noi.
Va detto, per altro, che non tutti nel settore ospiti pare siano stati d’accordo con questo tipo di impostazione e tutto ciò è ampiamente dimostrato anche da alcuni, brevi, momenti di tensione a cui abbiamo potuto assistere dalla nostra zona, nonostante fossimo comunque piuttosto distanti dalla  gradinata dei tifosi laziali tesserati.
A fine partita, mentre la tifoseria senese esulta per l’eccellente risultato acquisito dalla propria compagine, alcuni calciatori biancocelesti vengono sotto il settore applaudendo i laziali presenti, quasi a chiedere scusa per il poco impegno profuso in campo.
All’uscita gli steward ci fanno passare obbligatoriamente per un varco laterale che ci conduce sotto il settore ospiti, facendoci ricongiungere con gli altri tifosi biancocelesti  e facendoci uscire, tutti insieme, in quel famoso parcheggio vietato ai non tesserati.
Arriva quindi il momento dei saluti.
Rientro a Roma dando appuntamento ai miei fratelli laziali alla prossima trasferta e con tanti spunti di riflessione che si agitano nella mia mente, ma soprattutto con la consapevolezza, una volta di più, che la “carta di credito del tifoso”, insieme a tutti quelli che stanno abbondantemente lucrando sulla testa di noi tifosi, stanno uccidendo, ogni giorno che passa, la passione nei confronti di quello che un tempo era il gioco più bello del mondo".

Dal sito Dodicesimouomo:
"Si registrano nuovi incidenti dove sono coinvolti tifosi del Milan, ieri a Bergamo. Fermo restando che questo sito non auspica a nessuno Daspo od altro, resta da capire come mai quando si tratta dei rossoneri, trovare una notizia è quasi impossibile e quando sono altre tifoserie, vedi Hellas Verona, finiscono dritti in prima pagina, dipinti come mostri anche se il giornalista che scrive il pezzo magari nemmeno era presente e non sa come si sono svolti i fatti o se la notizia è vera. Misteri tutti italiani, visto che i due esempi portati sono di due curve tesserate, quindi se “la sicurezza” che garantisce la tessera non deve essere “rovinata” con notizie di incidenti od altro non si capisce perchè lo stesso metro non venga utilizzato appunto con i veronesi. Altre multe a Pisa, dopo quelle per i megafoni adesso ne arrivano altre per chi non rispetta il proprio posto allo stadio. Dalla Questura di Pisa fanno sapere che il provvedimento non è nuovo, in effetti a Firenze molti lo hanno subito.La legge è oggettivamente chiara: multa, allontanamento dallo stadio ed eventualmente denuncia e Daspo (ovvero espulsione da tutti gli stadi per un periodo da 1 a 5 anni) sono le conseguenze previste per la violazione delle norme sulla sicurezza degli stadi. Fra queste violazioni, non ci sono solo gli atti di volenza. Ma anche l’esposizione di bandiere o striscioni politici o comunque non autorizzati, o anche l’abbandono del posto assegnato. Che non è un bizantinismo: chi va allo stadio viene fotografato e identificato tramite il posto nominativo, per cui se da un determinato posto viene ad esempio lanciata una bottiglia, la polizia deve sapere chi c’era lì. Questa la replica dei pisani: «Un conto è punire chi commette atti di violenza – spiegano gli ultrà pisani – un altro è accanirsi davanti a comportamenti che non c’entrano niente con la violenza. In gradinata tantissime famiglie si spostano fra il primo e il secondo tempo per vedere più da vicino dove attacca il Pisa, in curva ci sono i posti dove stanno di solito i gruppi e gli altri dove va gente alla quale non piace cantare. In tutto lo stadio, su 10-12mila persone, saranno un decimo quelli che occupano davvero il posto scritto sul biglietto». Per adesso le multe sono di 167€ ma come si può leggere, il rischio è il Daspo. Ieri a Lecce gli Ultras sono rimasti a casa per protestare contro il caro biglietti. Assistiamo per vari motivi a curve sempre più vuote e spogliate di colori e passione. Tutto a vantaggio di SKY naturalmente. Da lapadovabene.is riprendiamo l'ultima idea dei non tesserati. Impossibilitati a seguire la loro squadra in trasferta, si sono recati in massa a vedere Cittadella – Empoli, con tanto di striscioni e tifo incessante per 90 minuti per il...Padova. La voglia di tifare, di essere presenti c'è, come la voglia di ricolorare le curve, ad oggi però sembra impossibile, grazie soprattutto alla Lega di A e quindi ai club che non ascoltano e meno che mai tutelano i tifosi. Una volta si diceva, giustamente che il calcio apparteneva al popolo, oggi invece proprio non ci vogliono allo stadio.


8 gennaio 2012: nel tardo pomeriggio saranno in linea le foto di Roma/Chievo e, passato il periodo di feste natalizie, si torna ad aggiornare regolarmente il sito con la grinta di sempre!



7 gennaio 2012: buon anno a tutti. Le foto di Roma/Chievo saranno on line nel tardo pomeriggio di domani. Sto provando il nuovo sistema operativo che spero risolverà i problemi che avevo con Netscape.
 


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