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| The
Associated Press:
Tifosi del Mali infuriati hanno incendiato macchine, devastato negozi e distrutto monumenti Lunedì mattina, ore dopo aver invaso il campo e provocato l'interruzione di una partita di qualificazione per la Coppa del Mondo contro il Togo. "Ci sono molte persone ferite, e ci sono stati molti arresti", ha detto il ministro degli interni Colonnello Sadio Gassama all'Associated Press. Un edificio storico che ospita il locale comitato olimpico è stato bruciato, così ha riferito il direttore del comitato stesso Habib Sissoko. I 70.000 tifosi che hanno assistito alla partita che ha fatto registrare il tutto esaurito si sono arrabbiati domenica dopo che il Togo ha segnato all'ultimo minuto. Dozzine di tifosi hanno invaso il campo, e la polizia ha sparato gas lacrimogeni. Gli arbitri hanno fermato il gioco, e la TV statale ha immediatamente sospeso la trasmissione in diretta. Il Togo è stato avvisato che ha vinto la partita dalla African Soccer Confederation, anche se saà la FIFA ad avere l'ultima parola. La rivolta si è estesa al centro di Bamako, con migliaia di tifosi che scendevano lungo la principale via della città, minacciando i più famosi giocatori del Mali. "Dateci Frederic Kanoute e Mamadou Bakayoko", chiedevano "Li uccideremo!". Il portavoce presidenziale Seydou Sissouma ha detto che tutti i giocatori sono salvi e sotto scorta. Il Primo Ministro del Mali Ousmane Issoufi Maiga è andato in radio lunedì per congratularsi con il Togo per la sua vittoria e ha detto che il governo lavorerà per riparare i danni causati da un "comportamento non sportivo". I dimostranti hanno bloccato African Unity Avenue con barricate infiammate, tagliando in due la città. Dozzine di macchine sono state incendiate ed utilizzate per bloccare le altre strade.La polizia ha ripetutamente sparato gas lacrimogeni mentre la folla cercava di assaltare gli uffici della federazione calcistica del Mali. Gruppi di rivoltosi hanno anche affrontato i cittadini, rubando telefoni cellulari e denaro. Una cinepresa di un giornalista è stata rubata. "Non abbiamo mai visto nulla di simile sin dalla rivoluzione del 26 marzo", ha detto una donna, riferendosi alle rivolte del 1991 che fecero finire decenni di dittatura militare nel paese ovest-africano popolato da 11 milioni di persone. Molti monumenti sono stati ridotti in rovine, incluso la storica Africa Tower a Faladie Square, che è il luogo dove il presidente riceve le autorità straniere. |
(ANSA)
- BAMAKO, 28 MAR - Ottantuno persone sono state arrestate dopo gli episodi
di violenza scoppiati prima allo stadio e poi fuori alla fine di Mali-Togo
(1-2). La partita era valida per le qualificazioni alla Coppa d'Africa
e ai Mondiali di Germania. Il gol della vittoria per il Togo e' stato realizzato
da Mama Cherif all'ultimo minuto di gioco. Lo stesso calciatore ha poi
provocato l'ira del pubblico, circa 40mila spettatori, che ha invaso il
terreno di gioco dando inizio agli scontri. Secondo la polizia, "gruppi
di teppisti hanno dato fuoco a decine di bar, ristoranti, piccoli alberghi,
e hanno attaccato simboli dello Stato e dello sport del Mali", come la
sede del Comitato Olimpico e lo stadio 26 marzo. Numerosi i feriti e ingenti
i danni.
http://www.essor.gov.ml/ |
|
D: In Italia si parla del decreto anti-hooligans come la chiave definitiva
per cancellare questo movimento. R: Non è assolutamente vero, tutto ciò che vi raccontano non trova riscontro qui da noi. Effettivamente dentro lo stadio sei controllato maggiormente, ma scoppiano ugualmente scontri. Basti pensare all'ultimo match tra Leeds -West Ham durante il quale nelle tribune e scoppiato il putiferio tra gli opposti supporters. Non sono mancate le invasioni di campo ed a fine gara il bilancio dei fermati e salito a 40. Inoltre le persone arrestate l'anno scorso, in tutto il territorio nazionale, sono state ben 5.000. Già con queste cifre stenterei a credere che siano riusciti a fermare noi hooligans. Di incidenti di grosse dimensioni se ne sono verificati ben 70, e non sono per niente pochi. D: Date le misure di sicurezza prese, dove avvengono gli scontri visto che lo stadio e diventato un "Grande Fratello"? R: Principalmente nelle strade, nei pubs e nelle stazioni ferroviarie. In questo modo l'intervento della polizia avviene in ritardo, visto che il luogo non e tenuto sotto controllo. In tale modo si abbassa il rischio di essere fermati e in seguito "blindati". Tutto questo non viene trasmesso per i vari Tg, visto che le notizie sarebbero un deterrente per il governo inglese. D: Puoi parlarci di come sono formati i vari gruppi al seguito della propria squadra? R: Il gruppo e formato da ogni tipo di persone, non puoi delinearlo soltanto con alcune caratteristiche. L'eta media va dai diciassette fino ai quarantacinque anni (qui a Birmigham il piu vecchio ne ha quarantotto), quindi la fascia di eta coperta e davvero vasta. La presenza piu sostanziosa e composta dallo "zoccolo duro", gli hooligans piu vecchi, con piu esperienza. Inoltre molti giovani stanno entrando a far parte delle varie brigate, quindi il ricambio generazionale e assicurato. Non è proprio il caso di dire che la nostra fine è arrivata, d'altronde l'anima del calcio siamo noi. D: Amicizie con gruppi di altre squadre? Gli hooligans al seguito della nazionale sono temutissimi in tutta Europa? R: Quando seguiamo l'England siamo compatti, uniti, non ci ferma nessuno. Mettiamo da parte tutte le varie diatribe per formare un unico gruppo che non indietreggia, affronta il nemico senza paura. Tuttavia non posso affermare che tra gruppi di citta opposte non scoppi una rissa; ma d'altronde questo e naturale. D: Un'ultima domanda: desideri dire qualcosa che i telegiornali non rivelano? R: Si parla degli hooligans solamente quando succedono scontri, mentre si trascura volutamente tutto il resto. Coloro che hanno sostenuto ed amato il calcio prima dell'arrivo delle pay-tv vengono visti come problemi. I supporters, quelli che con il tifo hanno reso il calcio una passione, stanno subendo un forte attacco da chi vede questo sport una fonte di guadagno. |
| "(ANSA)
- ROMA, 24 MAR - 'Ringrazio la societa' e il Presidente Sensi per la fiducia
e la stima'. Cosi' Franco Baldini nel giorno del suo addio alla Roma. 'In
data odierna - scrive Baldini - ho rassegnato irrevocabilmente le mie dimissioni
dall'incarico di direttore sportivo dell'As Roma SpA. Auguro, con tutto
il cuore, all'As Roma Spa le migliori fortune possibili'. Baldini terra'
domani una conferenza stampa di saluti all'Hotel Sheraton di Roma".Dal
sito ufficiale della Roma, Franco (Rosella) Sensi avrebbe dichiarato questo:
"La
notizia dell'abbandono di Franco Baldini mi ha profondamente amareggiato.
Dopo anni di incondizionata fiducia ed amicizia, proprio nei confronti
di chi lo aveva voluto portare a ruoli dirigenziali di una delle più
importanti società calcistiche, Franco Baldini ha dimostrato, come
da tempo, di non aver compreso i sacrifici, l'importanza e la serietà
del progetto di valorizzazione del nostro patrimonio sportivo e del piano
industriale ad esso collegato, che garantirà alla Roma e alla Città
di Roma, futuri successi”. Il primo successo
del nuovo "piano industriale" è stata la presa in giro di Roma/Juventus,
il secondo lo 0-2 di Roma/Milan:
il nuovo "piano industriale" non lo abbiamo capito in molti, soprattutto se esso prevede quale parte integrante gli scagnozzi di Moggi e Galliani. |
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Così è stato. Dimissioni accettate, senza fare una piega. Chi si aspettava un invito a tornare sui propri passi, come accadde il 3 novembre, alla vigilia di Roma-Bayer Leverkusen, quando Franco Sensi in persona lo pregò di ripensarci, è rimasto deluso: stavolta non è giunta alcuna preghiera, nessun invito a rimanere al suo posto. Anzi, pare che la famiglia Sensi sia andata su tutte le furie, preoccupata che ora Rosella, amministratore delegato e nuova plenipotenziaria del club, rimanga troppo sola. A confrontarsi con le istituzioni (che ora sono diventate amiche), con i giocatori (che ritenevano Baldini un punto di riferimento), con la piazza, che ha approvato e non poco le ultime esternazioni dell'ex direttore sportivo, quelle rivelate a Serena Dandini sul potere scientifico di Milan e Juve, sul doping, sul conflitto d'interessi di Carraro. Frasi dette per dare un ultimo scrollone, per cercare di invertire la rotta imposta dal nuovo corso. Quando poi, tre giorni dopo, Baldini ha visto Rosella Sensi eletta nel nuovo Consiglio di Lega e il padre proposto a membro d'onore della Figc, ha capito che per lui in questa Roma non c'è più spazio. Non vuole essere d'intralcio, constatato che è diventato un personaggio troppo scomodo ha deciso di farsi da parte. Cala il sipario su un rapporto cominciato nel 1998, quando Baldini, che aveva portato alla Roma il brasiliano Paulo Sergio, entrò nelle grazie di Sensi. Da allora, prima da consulente esterno, poi da consulente di mercato, infine da direttore sportivo e, nei fatti, anche da direttore generale, Baldini ha lavorato per la Roma. Spesso ci ha messo la faccia, si è esposto per sostenere le battaglie del suo presidente. Poi, il cambio di rotta e lui molto presto si è ritrovato messo ai margini. Domani l'ex d.s. farà una conferenza stampa in un albergo romano. La società lo saluta con uno scarno comunicato: "L'A.S. Roma S.p.A. comunica di aver ricevuto in data odierna le dimissioni presentate dal Franco Baldini, dalla carica di Consulente di mercato della Società. L'A.S. Roma desidera ringraziare Baldini del lavoro sin d'ora svolto per la società e del contributo dato. Nel prendere atto di tali dimissioni, l'A.S. Roma precisa che le stesse, presentate a tre mesi dalla scadenza del relativo contratto, non incidono nell'implementazione del proprio progetto aziendale, che continuerà nell'ottica della valorizzazione del proprio parco calciatori, e con l'obiettivo di mantenere un elevato livello tecnico della squadra per essere competitivi in Italia ed in Europa. La Società, pertanto, prosegue nel proprio percorso avvalendosi delle professionalità del proprio management al fine di raggiungere gli obiettivi sportivi ed aziendali preposti". Ora, comincia la ricerca al successore di Baldini: in pole position ci sono Fabiani del Messina, amico fraterno di Moggi, Sartori (Chievo), Leopardi (Udinese) e Fabrizio Lucchesi (Fiorentina). E Baldini, che fine farà? Qualcuno lo vede già all'Inter di Moratti. ALL'ERTA! NO AI SOCI DI MOGGI & CO. |
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Ritengo che parlare di televisione digitale terrestre, nella tecnologia proposta, in termini di evoluzione sia davvero una beffa. Infatti, nell'era della banda larga (fibra ottica, reti Wi-Fi, sistemi mobili UMTS, ecc. ecc.) si privilegia una tecnologia che non sostiene né alcuno sviluppo infrastrutturale (i contribuiti sono destinati all'acquisto di un decoder mentre un buon 30% della popolazione nazionale non ha nemmeno ADSL!) né tantomeno si propone di far maturare l'informatizzazione delle famiglie italiane. Qualche info (tanto per essere chiari). Il digitale terrestre è una modalità di trasmissione con cui si cerca di risolvere l'annosa diatriba sorta delle frequenze radiotelevisive: infatti non verrà più occupata una frequenza da ogni emittente ma tutti potranno trasmettere sulla stessa o su gruppi di frequenza comuni (Esempio: se ora i 7 canali nazionali impegnano 7 frequenze differenti, con il digitale terrestre ne impegneranno solo una, liberando così lo spazio per altri canali, ma questo non sembrerebbe essere il progetto...). Il segnale unico che arriverà così nelle nostre case verrà decodificato da un apposito dispositivo detto "Decoder" che, in base al canale da noi prescelto, decodificherà solo la parte dei segnali di nostro interesse, il tutto - si dice - senza modificare l'impianto d'antenna esistente. Il Decoder, a detta dei suoi sostenitori, sarà pure interattivo: ciò significa che si potrà sfruttare questa tecnologia per il televoto (sarà sicuro?) e per giocare da casa a quiz e giochini televisivi, nonché per poter disporre di altri servizi (da chi e quando saranno sviluppati? Sono realmente integrabili?) SEMPLICEMENTE collegando il decoder ad una PRESA TELEFONICA (ricevo dall'etere e trasmetto sul doppino telefonico!) Per approntare nei tempi stabiliti (si parla del 2006) la Televisione Digitale Terrestre Italiana (quanta fretta!!!) lo Stato esborsa dalle proprie casse un contributo di EUR135 per singolo decoder. Ma allora, vi chiederete, dove sta il problema? Qualche delucidazione. Uno.
Due.
Tre.
Quattro.
Cinque.
Sei.
Sette.
Otto.
Nove.
Dieci.
Potrei
continuare per altre ore (...)
Credo che il digitale terrestre sia una beffa bell'e buona che contribuirà solamente all'arricchimento dei "soliti noti" (meditate gente, meditate) mentre resterà al palo lo sviluppo (strategico) delle infrastrutture di TLC. Un saluto a tutti. |
| "Le
squadre più forti del campionato italiano hanno messo in atto in
questi anni una politica talmente scientifica, usando tutto quello che
avevano a disposizione, per restare il più a lungo possibile le
più forti. Tutti gli argomenti del calcio italiano, dal doping,
agli arbitri, ai diritti tv, presi singolarmente portano lontano dalla
comprensione del problema, mentre sono solo le tessere dello stesso mosaico.
Sto parlando del sistema nel suo complesso. Quando recentemente ho parlato
di esiti finali scontati nel calcio, mi riferivo all'albo d'oro...-
ha detto tra l'altro Baldini - Negli ultimi
dodici anni hanno vinto 5 volte Juve e Milan, poi Roma e Lazio una volta,
a prezzi tali che per vincere quasi ci rimettono la pelle... Solo l'Inter
agli stessi prezzi non ha ancora vinto niente. Baldini
parla, tra le altre cose, di una sorta di “conflitti” di interessi nel
calcio italiano, polemizzando: «Mi sembra
piuttosto un concorso di interessi -. Il presidente della Lega Galliani
è il maggiore responsabile di una società, il presidente
della Federazione Franco Carraro è “accidentalmente” anche il responsabile
del Medio Credito Centrale, sistema bancario con il quale il calcio italiano
ha la più grossa esposizione: io credo che qualche piccola influenza
lui possa averla...Nella vicenda delle fidejussioni, nella quale recentemente
la magistratura ha stabilito che la Roma era parte lesa, si è detto
che c'erano responsabilità di organi della Figc e questo la dice
lunga sul criterio di condizionamenti che si possono avere in certe situazioni»
Sulla sentenza Juventus a Torino Baldini ha anche detto che «andrà prescritta il prossimo 30 giugno: l'aria che sento è questa e i passi di Coni e Figc lo dimostrano» Baldini ha poi parlato del suo rapporto con Fabio Capello: «È stata una amicizia molto importante, non solo per il teatro, la pittura... la pensavamo nello stesso modo su tante cose, gli arbitri, il doping, la Gea... anzi su molte cose è stato lui ad aprirmi gli occhi. Ora ci sentiamo meno, talmente poco che non ho ancora avuto l'occasione di chiedergli perchè sia andato alla Juventus» |
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aggredisca dei giornalisti romani, succede che qualcuno, che giornalista forse non è (sebbene accreditato perchè rappresentante di noti "spaccati" di radio romane), si vanti successivamente in sala stampa di aver rintuzzato gli "infami" saliti per suonargliele dagli spalti. Succede infine che qualche altro personaggio di dubbissime origini culturali e misteriose mansioni (anch'esso accreditato visto che un cartellino al collo nè in Italia nè a Firenze si è mai negato ad alcuno) in spregio assoluto ad ogni regola del buonsenso, sciorini nel mostaccio di tifosi Viola imbestialiti un'irridente sciarpetta giallorossa con conseguente parapiglia ed intervento (censurabile nella modalità) di alcuni rappresentanti delle forze dell'ordine. A rimetterci è lo stolto: l'alcoolico e improvvido ragazzotto che viene bastonato, inedebitamente, e fermato, doverosamente, dalle forze dell'ordine. E' romanità varia, non anagrafe, ma cultura, quella che, citando Alberto Fortis (uno che non ce l'aveva coi romani, ma coi "romani"), trasforma il popolo di ex invasori in invadenti. Il tutto con la complicità intellettuale di chi è "romano" nell'anima, ma fiorentino di residenza lavorativa, di "romanissimi" e maleducati addetti ne è piena, ahinoi, la triste gestione odierna della povera Fiorentina. Perciò la curva sud si sposta nella sala stampa del Franchi e se un coro che rintrona nel corridoio affollato della sala conferenze, "Volemo Bbruno Conti... volemo Bbruno Conti", è solo una manifestazione di media maleducazione, l'aver cagionato una gazzarra con tanto d'intervento (ripetiamo maldestro) della Polizia, è azione scorretta per professionisti dell'informazione o collaboratori di una testata. Barcolliamo in questo vivere comune, afflitti nel vedere il pappone romanesco e piagnone di Totti sul campo, forse campione della pedata, ma ominicchio per qualità umana, o l'evidente disagio sociale che la ricchezza e la fama non riescono ad estirpare dai connotati di Cassano, trasformarsi in manifestazioni di tifo malato e becero tra chi quest'ultimo dovrebbe raccontare, analizzare e stigmatizzare (vecchia diatriba: giornalisti o giornalai?). Sventole siliconate con labbra enfiate, improbabili bomber con loghi fascistoidi ricamati sopra, capelli platinati (come Xavier!) a contornare volti truci più adusi a buttafuori di professione che a titillatori di penna, espressioni varie di villaneria conclamata. La corte dei miracoli riversatasi a Firenze (con tanto di accredito) dalla capitale, potrebbe anche essere solo colore, fastidioso per gli occhi, ma nulla di più. E' in realtà una malanima sempre più diffusa in questo strano paese, un modo di vivere che piglia piede da Milano e Palermo complici i telefonini di ultima generazione e, perchè no?, l'assurdo pallone che anche noi ogni giorno commentiamo. L'urticante cultura del "che te lo dico a fà" che ha invaso anche Firenze (che tanto difetti aveva, ma non questi) avvilisce persino il tran tran quotidiano della squadra Viola, e del suo contorno lavorativo, rendendolo qualcosa di molto simile all'atmosfera "violentemente arrangiata" della capitale calciomaniaca. Ahionoi i "romani" ce li abbiamo anche qui! Il fatto che in tribuna al Franchi si possa manifestare libero tifo è, e deve essere, un vanto (a Roma o in altre piazze, come è noto, non succede), ma abbassare gli occhi dinanzi a comportamenti empi sarebbe venir meno a quella stessa civiltà. Lo diciamo senza verve polemica, che ci si creda o meno: lo "stile Della Valle" necessita di altri paradigmi culturali. Una maggiore cognizione nella gestione, non diciamo dello stadio, ma almeno della tribuna stampa sarebbe necessaria oltre che augurabile. Pena un rincitrullimento generale che non ci pare poi così lontano. Stefano Prizio Questa è la sua e-mail: ubiprizius@altervista.org |
| "Volevo
sottoporti un caso che mi ha lasciato perplesso.
Un mio amico ha comprato tre biglietti di distinti sud per domenica prossima (Roma-milan) presso un'agenzia di prenotazioni (la JOLLY TICKETS -SERVIZIO PRENOTAZIONI a Via Tiburtina 532) che glieli ha fatti pagare 29 euro l'uno. Sul biglietto il prezzo pero' e' naturalmente 23 euro, con 2 euro di diritti di prevendita. Quando il mio amico ha chiesto perche' mai avesse dovuto sborsare 4 euro in piu' a biglietto oltre ai diritti di prevendita, il gestore gli ha risposto che quella e' la tariffa che lui applica in quanto rivenditore (anzi, in genere applica tre euri, vista l'importanza della partita pero' gli e' sembrato giusto aumentare a 4). Il mio dubbio e', a questo punto: non dovrebbe essere questa tariffa gia' compresa nei diritti di prevendita (o meglio, non sono proprio questi i diritti di prevendita)? Possibile che un rivenditore possa applicare una maggiorazione prossima al 20% del prezzo del biglietto (con tanto di scontrino emesso)? Non somiglia al bagarinaggio tutto cio,' con le conseguenze che ne dovrebbero derivare? La domanda che ti faccio dunque e': si tratta di truffa o semplicemente di circonvenzione di incapace (nel senso che il mio amico e' stato fesso)? E comunque a mio avviso sarebbe il caso di mettere in guardia la gente da situazioni di questo genere, che evidentemente non riguardano solo le trasferte... Ti ringrazio e ti saluto". Dunque. I biglietti li vende l'A.S. Roma, anche tramite la Lottomatica, con la quale ha concluso un contratto. La prevendita si riferisce al prezzo in più che si paga per la comodità di avere il biglietto prima del giorno stesso della partita. Se altri rivenditori, diversi dalla Lottomatica, vendono i biglietti della Roma, possono applicare un ulteriore sovrapprezzo per il servizio reso, che esula dal contratto concluso tra A.S. Roma e Lottomatica e che prevede che nei due € di prevendita sia compreso il corrispettivo per la Lottomatica. Il problema è che - come credo - la Lottomatica dovrebbe avere l'esclusiva, e quindi dovrebbe essere inammissibile che terze persone possano avere a disposizione per la vendita biglietti per la partita. |
LA
RISPOSTA DELL'ONOREVOLE PANIZ (con osservazioni già inviate all'Onorevole)
La ringrazio per il Suo messaggio. Forse sarebbe stato però opportuno leggere le interpellanze predisposte e non le semplici sintesi delle agenzie di stampa. Così avrebbe appreso che il contenuto di esse era diretto: 1) a proteggere la diffusione corretta delle notizie di stampa, dal momento che la sentenza nei confronti del dott. Agricola è solo di primo grado e in Italia sono numerosissime le decisioni che vengono modificate in appello o in Cassazione (perfetto, non ricordo però un'interrogazione parlamentare quando i giornali e le trasmissioni televisive condannano apertamente le PERSONE QUALUNQUE arrestate e neppure giudicate in primo grado, esposte al pubblico ludibrio).; 2) a ricordare che solo una sentenza definitiva consente di assumere decisioni collaterali (come l'istruttoria per la revoca di titoli, ecc.); (anche qui, questi sacrosanti principi dovrebbero essere applicati, e sollevati in sede parlamentare, non solo per la Juventus ma per tutti i cittadini) 3) a suggerire al legislatore l'introduzione di criteri di certezza nella valutazione dei comportamenti di coloro che usano i farmaci liberamente commerciabili ed assumibili nel territorio italiano (questa affermazione è già più oscura. Quali parametri di certezza? Anche il caffè è liberamente assumibile, ma se un giocatore di calcio ne assume 6 prima di una partita è positivo all'antidoping! Non stiamo parlando di Gennaro Esposito netturbino che si prende l'EPO prima di andare a spazzare per strada, stiamo parlando di calciatori miliardari che disputano un campionato miliardario contro altre squadre che hanno un interesse contrapposto alla vittoria! E queste persone assumevano i farmaci in modo vietato al fine di vincere, e quindi in modo da alterare le competizioni. Quindi il paragone è improprio); 4) ad evitare che sulla stessa materia vengano emesse decisioni di segno opposto, perchè ciò collide con il principio della certezza del diritto. (Ah, questa è bella. Qualche tempo fa un giudice ha mollato 5 anni e mezzo di carcere a un tipo per un Kg. di cocaina. Dieci giorni dopo il tizio, per errore, è stato nuovamente processato da un'altro giudice e condannato a 4 anni. ANNI DI CARCERE, non quisquilie. Forse l'On. Paniz ha sollecitato una interrogazione parlamentare? In tema diffide abbiamo addirittura la Cassazione che un giorno dice una cosa e un giorno un'altra, forse l'On. Paniz se ne è interessato? Ciò che si reclamava era il fatto che questo Onorevole si svegli solo quando il potente di turno ha bisogno). Se si accerterà in via definitiva che il dott. Agricola (o chi con lui e per lui) ha sbagliato, nessuno si sogna di affermare che non deve pagare la propria giusta sanzione. Ma se fosse dichiarato innocente alla fine dell'iter giudiziale, chi risarcirà lui e la sua famiglia del danno subito? (già, ma chi risarcisce Gennaro Esposito, netturbino, ingiustamente arrestato per gli episodi di Avellino/Napoli ed esposto alla gogna da persone come Aldo Biscardi e buona parte dei quotidiani italiani, e poi prosciolto da ogni accusa? Dov'era l'On. Paniz (e quelli come lui)? Da Biscardi, ad alimentare la gogna mediatica! Una corretta lettura di quanto da me predisposto Le avrebbe consentito di avere un quadro preciso della situazione e di dire, come hanno fatto ormai molti di coloro che hanno esaminato realmente e non faziosamente la situazione, che si tratta di un'iniziativa che ha un proprio condivisibile ed obiettivo fondamento, esercitabile nell'ambito del mandato parlamentare che giustamente deve essere proiettato verso il riconoscimento dei principi di certezza del diritto e di salvaguadia del nome dell'Italia (e di chi la rappresenta, come spesso la Juventus) nel mondo. Non c'era alcuna volontà di coprire il doping o di esercitare in modo scorretto il mandato parlamentare che mi onoro di avere. I migliori saluti. Maurizio Paniz Egregio Onorevole, Lei perlomeno ha risposto. In modo affatto convincente ma perlomeno lo ha fatto e di questo va dato atto. Tuttavia le battaglie di principio si fanno per i poveracci, e non per i potenti, anche se vestono i colori della squadra del cuore. Solo così la moglie di Cesare è al di sopra di ogni sospetto. |
| Gent.ma
Società Bologna Football Club 1909,
innanzitutto grazie. Grazie per averci regalato, rendendo "memorabile" un altrimenti qualunque giovedì 17 febbraio, un meraviglioso pomeriggio di grande sport e grande calcio. Grazie per aver deciso di riaprire le porte del Dall'Ara per un'amichevole, evento al quale i tifosi rossoblu hanno potuto assistere, da anni a questa parte, solo peregrinando per monti valli e fiumi della nostra meravigliosa regione e non solo (in estate a Rimini, Cesenatico, Sestola, ma anche in Trentino..altrimenti tutti dietro la rete a Casteldebole) Grazie per esserVi finalmente ricordati di noi tifosi rossoblu non in occasione di un'amichevole qualunque, ma addirittura (addirittura!!) contro il mitico Cervia, la squadra dei Campioni del Business. Grazie per averlo fatto organizzando "meticolosamente" un evento di tale portata, chiarendo fin dal principio le regole della giornata: ingresso SOLO in tribuna e nei distinti. Grazie allora di averci rimandato indietro dalla tribuna al momento dell'ingresso. Grazie di aver permesso che alla fine ognuno facesse ciò che voleva, che questo significasse scavalcare i cancelli della curva od il fossato che separa il campo dagli spalti. Grazie per aver organizzato un "meticoloso" servizio di sicurezza (neanche dieci poliziotti e qualche"maschera" sfiatata), che non è stato in grado, nemmeno durante lo svolgimento dell'incontro, di impedire che qualche invasato (tutto fuorché abituale frequentatore dello stadio e tifoso rossoblu in genere) entrasse in campo cercando di raggiungere i suoi "idoli": i giocatori del Cervia!! Grazie infine per aver permesso a noi veri tifosi del Bologna, noi che per i colori rossoblu soffriamo e ci emozioniamo, noi che questo stadio lo assiepiamo ogni domenica e continueremo a farlo, che piova o batta il sole, sia che l'avversario sia il Milan od il Leffe, grazie per averci permesso di vedere la devastazione del Dall'Ara, la Casa della nostra squadra, la Nostra Casa, perpetrato al termine dell'incontro da una sottospecie di orda di unni in minigonna e jeans strappati, in preda a crisi ormonali o semplicemente in balia delle ultime convulsioni dei pochi neuroni rimastigli. Tale scempio non era forse prevedibile, ma è stato permesso ignorando i segnali che arrivavano già dal primo tempo dagli spalti, sottovalutando il richiamo e gli effetti (più eccitanti di una droga) che il tubo catodico e la diretta televisiva sono in grado di esercitare su certe persone. Una società come il Bologna, così attenta a "casa propria" da mandare il conto a quegli spettatori dei distinti resisi responsabili della rottura di un seggiolino, avrebbe dovuto impedire che tale indegna conclusione rovinasse un normale pomeriggio con la propria squadra. |
manifestazione dei lavoratori della Fiat. Camionette, celerini, tutto bloccato, facce allegre e serene da parte loro, sanno che è un servizio tranquillo, forse un po' noioso ma c'è il primo sole primaverile a fare compagnia ed a far trascorrere le ore....e pensavo... Chissà come dovevano essere le manifestazione 36 anni fa, in quei giorni dell'Autunno Caldo, di rinnovi contrattuali, tensione, paura, timore per la consapevolezza che in strada non si scherza, che gli operai sono incazzati, stufi di essere schiavizzati dalla classe padronale. C'era poco da prendere il sole, bisognava schivare le bocce e disperdere la folla, sparando pure, tanto per far capire chi alla fine aveva il potere. Quando ho visto 7 camionette dei tutori dell'ordine verso le 13.45 sfrecciare a tutta birra sulla Colombo in direzione dell'Eur ho capito che avevano trovato finalmente il modo di occupare la giornata. "Ci sono gli ultras, hanno una sciarpa o anche se non sono ultras comunque sono tifosi quindi teppisti quindi ci divertiamo, facciamo come ci pare". Vai con le pacche sulle spalle,dai che li facciamo neri, donne, vecchi e bambini che problema c'è, hanno stravolto l'ordine costituito occupando per sette minuti una corsia della strada. Allora penso...napoli'98, salerno'99, G8 2001, i nostri derby, a noi (ognuno ahimè avrà le sue) le date a loro le aggressioni. Vogliamo, già che ci stanno, almeno istruire questa gente che dovrebbe garantire l'ordine e legittimare con il suo comportamento uno stato democratico o continuiamo a riempire le strade di caschi, auto blu, corpi di sicurezza di ogni tipo, colore e fazione fino a quando non sarà affermato istituzionalmente questo stato di polizia già dominante. Il piccolo borghese (l'operaio non esiste più) saprà opporsi svuotato com'è di qualsiasi spirito di ribellione??? |
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ROMA - I tifosi hanno gradito, la società no. Lo speaker dell’Olimpico, Carlo Zampa, prima di Roma-Juventus, non ha pronunciato i nomi di Capello, Zebina ed Emerson al momento della lettura delle formazioni. Una decisione presa autonomamente dallo speaker e non concordata prima con la dirigenza romanista, che ritiene di essere in questo modo andata incontro ad una brutta figura, ad una caduta di stile, non solo verso gli spettatori italiani ma anche all’estero, visto che la gara è stata teletrasmessa in tutto il mondo. Allo speaker è stato chiesto di non prendere più iniziative di questo genere se non prima di averle concordate con la società stessa. Chissà se il diretto interessato accetterà e deciderà di leggere le formazioni in occasione della prossima gara in casa, cioè Roma-Milan di domenica 20? Cassano non ha preso bene il rimprovero di Totti. Tommasi, invece, è andato oltre: «Dà fastidio che si guardi ancora a Roma-Juve». |
1) Se la società mi conferma l'ammonimento che hanno voluto anticipare via giornale, mi dimetterò immediatamente e irrevocabilmente da speaker; 2) Se la società negherà l'ammonimento, smentendo Il Messaggero, querelerò Angeloni. Lascio in sospeso al momento ulteriori "giudizi e riflessioni". Carlo Zampa |
| Sono
Fabrizio ur vecchia guardia (36 anni), Romano a Milano.
Sabato, come in tutte quelle occasioni speciali, ero presente e schierato. Adesso, alla luce dei noti fatti, mi chiedo e chiedo a tutti i Romani-Romanisti: Che senso ha stare a leggere sui vari giornali o vedere sulle varie trasmissioni dichiarazioni del tipo "...la Roma deve essere rispettata" o "...Carraro ha convocato i designatori" o ancora "...si deve tornare alla designazione", con la vana speranza che qualcosa cambi? Sono tutte stronzate per stemperare la nostra rabbia e poi, come al solito, non cambierà nulla perchè gli onnipotenti ovviamente comandano impunitamente. Dato che purtoppo nella vita non ottieni niente se non fai un pò di casino, è giunta l'ora che ci facciamo sentire veramente, non solo con i cori e gli striscioni la domenica allo stadio. Sabato sera c'era gente pronta ad invadere sul serio alla fine del primo tempo, ma putroppo è soltanto partito il coro e niente più. Siamo in tanti Romani ad essere incazzati neri, abbiamo i numeri e la voglia per fare veramente sentire come la pensa il popolo, a questi padroni del calcio che ci rifilano abusi e soprusi, impunitamente, da oltre 30 anni. Sinceramente, vista l'atmosfera di sabato, credevo che se l'arbitro fosse stato un tantino condizionato, lo fosse stato in favore della Roma...non il contrario; proprio per non esasperare ancora di piu gli animi e rischiare di fomentare ulteriore violenza. Invece è successo che abbiamo ancora subìto, senza una reazione degna del popolo Romano. Adesso dobbiamo agire, e dobbiamo agire in piazza in tanti e con qualcosa di serio (al limite della violenza, perchè è l'unica cosa che spaventa davvero i potenti). |