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31 marzo 2005: grazie a Laurent di Nantes, inserite diverse foto di tutta la stagione 1988/89 (inclusa un Ancona/Roma di Coppa Italia, altre che mancavano nel girone di andata e ritorno e una di Partizan Belgrado/Roma). Grazie anche a tutti quelli che mi stanno mandando fototifo, pian piano inserisco tutto.
Dal film "Italia a mano armata" del 1976, ecco un piccolo video di sei secondi inviatomi da Bubba che riguarda non tanto la Roma quanto la Lazie...
E pensare che appena due anni prima avevano vinto lo scudetto... Verrà inserito nella sezione dedicata alla Lazie, nella sottosezione "Tutta Europa lo sa".
Altre tre foto sulla partita Mali/Togo:
Un monumento danneggiato
Distruzione in città
La polizia tenta di intervenire


30 marzo 2005: Inserite le foto a colori di Cagliari/Roma 1982/83 e Roma/Neuchatel Xamax / Neuchatel Xamax/Roma 1995/96.

29 marzo 2005: Inserite le foto "calcistiche" di Roma/Inter e Roma/Colonia 1982/83.
   
The Associated Press:
Tifosi del Mali infuriati hanno incendiato macchine, devastato negozi e distrutto monumenti Lunedì mattina, ore dopo aver invaso il campo e provocato l'interruzione di una partita di qualificazione per la Coppa del Mondo contro il Togo. "Ci sono molte persone ferite, e ci sono stati molti arresti", ha detto il ministro degli interni Colonnello Sadio Gassama all'Associated Press. Un edificio storico che ospita il locale comitato olimpico è stato bruciato, così ha riferito il direttore del comitato stesso Habib Sissoko. I 70.000 tifosi che hanno assistito alla partita che ha fatto registrare il tutto esaurito si sono arrabbiati domenica dopo che il Togo ha segnato all'ultimo minuto. Dozzine di tifosi hanno invaso il campo, e la polizia ha sparato gas lacrimogeni. Gli arbitri hanno fermato il gioco, e la TV statale ha immediatamente sospeso la trasmissione in diretta. Il Togo è stato avvisato che ha vinto la partita dalla African Soccer Confederation, anche se saà la FIFA ad avere l'ultima parola. La rivolta si è estesa al centro di Bamako, con migliaia di tifosi che scendevano lungo la principale via della città, minacciando i più famosi giocatori del Mali. "Dateci Frederic Kanoute e Mamadou Bakayoko", chiedevano "Li uccideremo!". Il portavoce presidenziale Seydou Sissouma ha detto che tutti i giocatori sono salvi e sotto scorta. Il Primo Ministro del Mali Ousmane Issoufi Maiga è andato in radio lunedì per congratularsi con il Togo per la sua vittoria e ha detto che il governo lavorerà per riparare i danni causati da un "comportamento non sportivo". I dimostranti hanno bloccato African Unity Avenue con barricate infiammate, tagliando in due la città. Dozzine di macchine sono state incendiate ed utilizzate per bloccare le altre strade.La polizia ha ripetutamente sparato gas lacrimogeni mentre la folla cercava di assaltare gli uffici della federazione calcistica del Mali. Gruppi di rivoltosi hanno anche affrontato i cittadini, rubando telefoni cellulari e denaro. Una cinepresa di un giornalista è stata rubata. "Non abbiamo mai visto nulla di simile sin dalla rivoluzione del 26 marzo", ha detto una donna, riferendosi alle rivolte del 1991 che fecero finire decenni di dittatura militare nel paese ovest-africano popolato da 11 milioni di persone. Molti monumenti sono stati ridotti in rovine, incluso la storica Africa Tower a Faladie Square, che è il luogo dove il presidente riceve le autorità straniere.
(ANSA) - BAMAKO, 28 MAR - Ottantuno persone sono state arrestate dopo gli episodi di violenza scoppiati prima allo stadio e poi fuori alla fine di Mali-Togo (1-2). La partita era valida per le qualificazioni alla Coppa d'Africa e ai Mondiali di Germania. Il gol della vittoria per il Togo e' stato realizzato da Mama Cherif all'ultimo minuto di gioco. Lo stesso calciatore ha poi provocato l'ira del pubblico, circa 40mila spettatori, che ha invaso il terreno di gioco dando inizio agli scontri. Secondo la polizia, "gruppi di teppisti hanno dato fuoco a decine di bar, ristoranti, piccoli alberghi, e hanno attaccato simboli dello Stato e dello sport del Mali", come la sede del Comitato Olimpico e lo stadio 26 marzo. Numerosi i feriti e ingenti i danni.



http://www.essor.gov.ml/


26 marzo 2005: Inserita la pagina con le partite Roma/Ipswich Town e Ipswich Town/Roma del 1982/83. Buona Pasqua a tutti.
Queste le parole di addio di Franco Baldini e un articolo che ben riassume le tappe di una crisi che non è solo tra la Roma e un suo dirigente ma tra la stessa concezione della Roma e l'A.S. Roma:
"Attraverso questa conferenza stampa voglio salutare Roma e i tifosi della 
Roma che in questi anni hanno riempito la mia vita. E' una storia come 
tante altre, e' nata e finita senza colpe particolari di nessuno. Con 
questo gesto non voglio acuire la distanza tra me e la famiglia Sensi. E 
visto che la Roma non si discute ma si ama vorrei mettere la parola fine a 
qualsiasi processo. Non ci sono vincitori o vinti, la fine e' nell'ordine 
naturale delle cose e non toglie la stima e il rispetto. Ora voglio 
spegnere un po' i riflettori su di me". Il congedo di Franco Baldini dopo 
sei anni alle dipendenze della Roma si e' consumato oggi nella sala 
conferenze dell'hotel Sheraton.

Il dimissionario direttore sportivo della Roma se ne va senza sollevare 
polemiche e anzi sottolineando gli aspetti positivi del suo rapporto con 
il club. Nella nota ufficiale diffusa ieri, il presidente Franco Sensi ha 
disapprovato la decisione, Baldini porge l'altra guancia: "Al presidente 
Sensi sono grato perche' mi ha dato la possibilita' di fare questo lavoro. 
Ha avuto parole dure, ma lui merita solo il mio grazie e di me puo' dire 
cento volte peggio. Tra noi il rapporto si e' cementato proprio perche', 
negli anni passati, mi sono sempre trovato d'accordo con le sue idee".

Dissidi strumentali e non ideologici secondo Baldini, quelli nati fra lui 
e la dirigenza: "Non ho ben compreso il percorso del piano industriale 
pensato dal club, probabilmente non ero la persona piu' adatta per 
comprenderlo. Comunque la Roma e' un bene comune al di sopra di ogni 
altro. Anche se dobbiamo accettare cose che ci piacciono poco. La societa' 
e' animata dalle migliori intenzioni, come me. A un certo punto le cose
sono diventate piu' grandi di me, la causa da sostenere troppo dura. In 
questo momento la Roma ha grande bisogno dell'appoggio dei tifosi. Meglio 
aspettare momenti piu' consoni per alzare la voce".

Baldini e' tornato anche sulle dimissioni, respinte da Sensi, rassegnate 
lo scorso novembre: "Il progetto tecnico e economico di quest'anno era 
stato ampiamente sottoscritto da me. Purtroppo le cose sono andate male e 
io mi sono assunto le mie responsabilita'. Inutile nascondere il mio 
grande tormento: il 2 novembre scorso avrei dovuto confermare le
dimissioni per coerenza, perche' la svolta societaria era ormai chiara".

Resta il fatto che ormai Baldini nel calcio italiano sembra un pesce fuor 
d'acqua. La rielezione di Galliani ne e' conferma: "Io sono ottimista di 
natura, ma nella nomina di Zamparini, con molta fantasia, posso solo 
vedere una lieve intaccatura al sistema. Non so come sara' il mio futuro. 
Mi piacerebbe un ruolo esclusivamente tecnico, come osservatore o 
consulente di mercato, perche' essere dirigente in questo calcio non mi
piace. E le cose non cambieranno per i prossimi quattro anni. Perche' non 
ho lanciato le mie accuse quando ero primo in classifica? Perche' non 
c'erano finalita' politiche da perseguire. Ogni volta che mi sono 
ribellato e' stato in concomitanza con scadenze elettorali nei poteri del 
calcio. In un certo periodo ho pensato che sarebbe stato meglio farmi gli 
affari miei, ma non sono capace".

Non si sente il paladino del bene in un mondo di ingiusti: "Sarebbe stato 
troppo sciocco da parte mia ricondurre tutto a un problema ideologico, le 
mie critiche sulla linea della Roma sono strumentali al bene del club. Non 
sono Don Chisciotte, credo solo che la condotta del club doveva essere 
diversa. Col presidente non ho parlato, mi e' stato detto che non stava 
bene e non era il caso di disturbarlo, non sono riuscito nemmeno a
sentirlo. Il mio futuro? Non ho avuto contatti ne' accordi con nessun 
club".

Chiusura sulle accuse del capitano giallorosso a Juve e Milan: "Totti ha 
molte cose da dire, le sue parole mi hanno fatto piacere. Ma Totti deve 
parlare sul campo. Mi auguro che termini a Roma la sua carriera".

Era già tutto previsto.
Senza voler fare inutili moralismi, in una società dove si vota per Galliani, si dimenticano i torti di Moggi, si accettano prebende da Carraro, non c'era più posto per Franco Baldini e la sua voglia di un calcio migliore.
Per questo dico che forse la cosa più triste, in questo momento, non è l'addio, purtroppo annunciato, di un grande dirigente che rimpiangeremo sicuramente, ma il comunicato, fatemelo dire, ingrato, con cui la società ha «preso atto» delle dimissioni di un suo «consulente di mercato».Un tentativo goffo e maldestro di provare a ridimensionare il vero ruolo 
avuto in questi anni da Baldini. Che è stato sì assunto da Franco Sensi come «consulente sportivo», ma con 
un accordo che lo trasformava in «direttore sportivo» non solo di fatto nel momento in cui avesse sostenuto il relativo esame di abilitazione. Una pratica regolarmente sbrigata nel febbraio scorso.
Ma i cavilli non contano in giorni come questi. Franco Baldini per la Roma è stato molto di più anche di un direttore sportivo: è stato al fianco del presidente nella sua formidabile e ormai antica battaglia contro i padroni del pallone; è stato l'orgoglio di sapere che noi avevamo uno come lui e non uno come Moggi a rappresentarci in quel mondo; e infine, come Zeman, è 
stato la speranza di un calcio migliore e che qualche cambiamento potesse partire proprio da qui, dalla Roma.
Altro che «consulente di mercato» come qualche gazzetta di Trigoria aveva iniziato a scrivere sotto dettatura da qualche mese.
Del resto l'opera di delegittimazione che ha portato alle dimissioni di ieri pomeriggio, parte da lontano. Alcuni la fanno iniziare dalla misteriosa vicenda dei russi, che un anno fa sbarcarono in città pronti a comprarsi una società, la Roma appunto, sull'orlo del fallimento, e dopo qualche settimana scapparono senza una spiegazione ufficiale. Sarebbe bello un giorno fare chiarezza su quello che accadde: si sa però che Baldini quell'operazione l'aveva molto caldeggiata e qualcuno glielo rimproverò.
Altri fanno risalire la prima crepa al famoso, o famigerato, pranzo in Campidoglio apparecchiato in estate dal sindaco per Rosella Sensi e il suo pari grado juventino Antonio Giraudo all'insaputa di Baldini. A rivederlo oggi, quell'incontro semiclandestino, sembra la prova generale per la svolta che poi la società farà in autunno.
Ma senza voler andare tanto lontano c'è una data certa a cui far risalire le prime vere difficoltà di Baldini con la Roma: il 31 agosto. A villa Pacelli è riunito come ogni mese il consiglio di amministrazione che deve approvare la situazione del bilancio della società come richiesto dalla Consob. Quel giorno è anche l'ultimo giorno di mercato e Baldini, sfumati per mancanza di soldi gli acquisti di Gilardino e Ibrahimovic, caldeggia l'arrivo dell'egiziano Mido, giovane di belle speranze. Costa sei milioni di euro: non tutti sono d'accordo, anzi, ma alla fine la linea Baldini passa e Mido arriva. Visti i risultati (e l'insperata resurrezione di Montella) per Baldini è un autogol, anche perché da Torino i nuovi amici bianconeri sussurrano che l'egiziano si poteva prendere anche in prestito gratuito, risparmiando i sei milioni.
Questo era il clima già all'inizio di quello che si rivelerà come l'ultimo campionato di Baldini alla Roma. Ma il direttore sportivo incassa e tira dritto anche perché la Roma va a pezzi: va via Prandelli e lui corre a far firmare Voeller; dopo un mese anche il tedesco fa le valigie, Baldini ha per la prima volta la tentazione di imitarlo ma invece sale su un aereo e incontra Delneri convincendolo a venire a Roma. Intanto la sua ultima campagna acquisti finisce nel mirino di critica e tifosi (solo oggi sappiamo che Mexes non era una bufala...).
Ma è sul fronte politico, sulla visione del calcio e sul ruolo della Roma, che si apre la crepa decisiva.
Il fatto è questo. E' una mattina di ottobre: all'Hilton di Fiumicino sono riuniti gli stati generali del calcio. A sorpresa spunta anche Franco Sensi, al suo fianco, come sempre, Franco Baldini. Di quel giorno passeranno alla storia due scene: nella prima Baldini cerca letteralmente di tirar via lo stanco presidente dall'abbraccio tentacolare di Luciano Moggi che ha appena finito di giurare che lui non ce l'ha mai avuta con la Roma; nella seconda Sensi annuncia che la guerra è finita anticipando a un nostro cronista che «la Roma voterà Galliani», quello che lui, solo qualche mese prima aveva pubblicamente mandato affanculo.
Per Baldini quella svolta non è una vera sorpresa: la temeva da qualche mese, da quando Mediaset, si dice per intercessione dello stesso Galliani, ha firmato un importante contratto per i diritti tv della Roma (così importante che solo grazie a quello la società ha potuto chiudere l'ultima relazione semestrale con un attivo di 14 milioni e rotti di euro).
Ma fino all'ultimo, fino a ieri sera, il diesse ha sperato di poter convincere il presidente e la figlia che questa strategia condanna la Roma ad essere per sempre vassalla della grandi. E' questo il punto vero su cui si è consumato il divorzio: per la famiglia Sensi oggi la Roma sta nel posto che le compete, fra i grandi club con Juve Milan Inter e Lazio; per Baldini invece, fino a quando le risorse saranno distribuite in maniera ingiusta, gli arbitri saranno condizionati dal potere e i giornalisti subiranno la sudditanza psicologica dei soliti noti, la Roma non vincerà mai più. Per questo Baldini si danna e passa l'autunno e l'inverno a tentare di convincere la Roma a riprendere in mano la spada del cambiamento. Per questo a fine ottobre fa una prima mossa forte: si dimette. Ma quel giorno il presidente in persona lo chiama e gli chiede di restare: alla fine ne esce un comunicato che assolve il calciomercato estivo e ridà piena fiducia al ds.
Ma quel clima dura poco: il tempo di vedere per l'ultima volta assieme in conferenza stampa Baldini con Rosella Sensi il giorno dell'annuncio del mega contratto con Sky e del rinnovo per Daniele De Rossi. «Grazie Franco» dice lei, «no, grazie all'amministratore delegato» fa lui. Ma la crisi è di nuovo dietro l'angolo e per Baldini la strada è tutta in salita. Delneri spera di sostituirlo con il suo amico del Chievo Sartori, alcuni big della squadra gli voltano le spalle, e Rosella giorno dopo 
giorno gli preferisce Daniele Pradè, un dirigente diligente, obbediente e sempre più presente: nella riunioni di Lega come nelle occasioni con i tifosi e nei vertici strategici a villa Pacelli.
Baldini si rifà vivo il 5 gennaio, con una clamorosa intervista contro i padroni del calcio che gli costerà un deferimento, una multa di 2500 euro e l'eterna gratitudine di tanti romanisti per la boccata di ossigeno di quelle parole. Ma più i tifosi lo amano, più cala il gradimento per Rosella Sensi, ingiustamente considerata l'unica artefice della svolta.
Fatto sta che Baldini alla prima occasione, la presentazione di Abel Xavier, prende la parola e dice ai tifosi «non applaudite me ma osannate la famiglia Sensi, solo a loro dobbiamo questa grande Roma».
L'ultimo, inutile, tentativo di recuperare un rapporto logoro.
Baldini viene accantonato e pubblicamente scaricato: in occasione di Roma Juve, viste le timide reazioni dell'amministratore delegato e dell'allenatore al furto dell'Olimpico, avrebbe occasione di farsi sentire. Ma rinuncia per non far danni alla Roma.
La domenica seguente la Roma perde anche a Cagliari. Sull'aereo del ritorno, mentre Delneri sta dando le dimissioni, Rosella gli ordina di partire la mattina seguente per Zurigo per seguire una causa. Baldini ribatte che c'è un allenatore da scegliere. Inutile.
L'intervista tv alla Dandini di domenica sera sembra il suo addio al calcio: in realtà è l'ultimo tentativo di cambiare le cose a tre giorni dal voto per Galliani in Lega. E quando mercoledì mattina il "compromesso storico" sembra saltato per un attimo si illude «di essere servito a qualcosa».
Ma in cuor suo sa che è solo una questione di soldi e di poltrone.Alle 17, quando i presidenti di A e B votano Galliani e Zamparini, lui è già a Trigoria che mette le sue cose in un paio di scatoloni.
Ieri chiede di incontrare il presidente e la figlia: dopo un'ora abbondante di anticamera lo riceve solo Rosella.
Chi la conosce dice che tradisse un evidente fastidio. Baldini prova a parlare, vorrebbe vedere anche il presidente, capisce che è tutto inutile.
Consegna la lettera di dimissioni. Lei dice «ne prendo atto», lo ripete tre volte.
In fondo era solo un «consulente di mercato».
(articolo di Riccardo Luna de "Il Romanista")
Tratto da Sportpeople n.  2/2004 ecco qui un'intervista ad un tifoso inglese di Birmingham:
                        D: In Italia si parla del decreto anti-hooligans come la chiave definitiva 
                        per cancellare questo movimento. 
                        R: Non è assolutamente vero, tutto ciò che vi raccontano non trova riscontro 
                        qui da noi. Effettivamente dentro lo stadio sei controllato maggiormente,
                        ma scoppiano ugualmente scontri. Basti pensare all'ultimo match tra Leeds 
                        -West Ham durante il quale nelle tribune e scoppiato il putiferio tra gli 
                        opposti supporters. Non sono mancate le invasioni di campo ed a fine gara
                        il bilancio dei fermati e salito a 40. Inoltre le persone arrestate l'anno 
                        scorso, in tutto il territorio nazionale, sono state ben 5.000. Già con 
                        queste cifre stenterei a credere che siano riusciti a fermare noi hooligans. 
                        Di incidenti di grosse dimensioni se ne sono verificati ben 70, e non sono 
                        per niente pochi. 
  D: Date le misure di sicurezza prese, dove avvengono gli scontri visto che 
                        lo stadio e diventato un "Grande Fratello"? 
                        R: Principalmente nelle strade, nei pubs e nelle stazioni ferroviarie. In 
                        questo modo l'intervento della polizia avviene in ritardo, visto che il 
                        luogo non e tenuto sotto controllo. In tale modo si abbassa il rischio di 
                        essere fermati e in seguito "blindati". Tutto questo non viene trasmesso 
                        per i vari Tg, visto che le notizie sarebbero un deterrente per il governo 
                        inglese. 
          D: Puoi parlarci di come sono formati i vari gruppi al seguito della propria 
                        squadra? 
                        R: Il gruppo e formato da ogni tipo di persone, non puoi delinearlo soltanto 
                        con alcune caratteristiche. L'eta media va dai diciassette fino ai quarantacinque 
                        anni (qui a Birmigham il piu vecchio ne ha quarantotto), quindi la fascia 
                        di eta coperta e davvero vasta. La presenza piu sostanziosa e composta dallo 
                        "zoccolo duro", gli hooligans piu vecchi, con piu esperienza. Inoltre molti 
                        giovani stanno entrando a far parte delle varie brigate, quindi il ricambio 
                        generazionale e assicurato. Non è proprio il caso di dire che la nostra 
                        fine è arrivata, d'altronde l'anima del calcio siamo noi. 
  D: Amicizie con gruppi di altre squadre? Gli hooligans al seguito della 
                        nazionale sono temutissimi in tutta Europa?
                        R: Quando seguiamo l'England siamo compatti, uniti, non ci ferma nessuno. 
                        Mettiamo da parte tutte le varie diatribe per formare un unico gruppo che 
                        non indietreggia, affronta il nemico senza paura. Tuttavia non posso affermare 
                        che tra gruppi di citta opposte non scoppi una rissa; ma d'altronde questo 
                        e naturale. 
  D: Un'ultima domanda: desideri dire qualcosa che i telegiornali non rivelano?
                        R: Si parla degli hooligans solamente quando succedono scontri, mentre si 
                        trascura volutamente tutto il resto. Coloro che hanno sostenuto ed amato 
                        il calcio prima dell'arrivo delle pay-tv vengono visti come problemi. I 
                        supporters, quelli che con il tifo hanno reso il calcio una passione, stanno 
                        subendo un forte attacco da chi vede questo sport una fonte di guadagno.

 25 marzo:
"(ANSA) - ROMA, 24 MAR - 'Ringrazio la societa' e il Presidente Sensi per la fiducia e la stima'. Cosi' Franco Baldini nel giorno del suo addio alla Roma. 'In data odierna - scrive Baldini - ho rassegnato irrevocabilmente le mie dimissioni dall'incarico di direttore sportivo dell'As Roma SpA. Auguro, con tutto il cuore, all'As Roma Spa le migliori fortune possibili'. Baldini terra' domani una conferenza stampa di saluti all'Hotel Sheraton di Roma".Dal sito ufficiale della Roma, Franco (Rosella) Sensi avrebbe dichiarato questo: "La notizia dell'abbandono di Franco Baldini mi ha profondamente amareggiato. Dopo anni di incondizionata fiducia ed amicizia, proprio nei confronti di chi lo aveva voluto portare a ruoli dirigenziali di una delle più importanti società calcistiche, Franco Baldini ha dimostrato, come da tempo, di non aver compreso i sacrifici, l'importanza e la serietà del progetto di valorizzazione del nostro patrimonio sportivo e del piano industriale ad esso collegato, che garantirà alla Roma e alla Città di Roma, futuri successi”. Il primo successo del nuovo "piano industriale" è stata la presa in giro di Roma/Juventus, il secondo lo 0-2 di Roma/Milan:
il nuovo "piano industriale" non lo abbiamo capito in molti, soprattutto se esso prevede quale parte integrante gli scagnozzi di Moggi e Galliani.
WWW.GAZZETTA.IT
ROMA, 24 marzo 2005 - Nemmeno un'ora di colloquio con Rosella Sensi per rassegnare le dimissioni, una stretta di mano fin troppo formale e via, fuori da Villa Pacelli, ognuno per la sua strada. Franco Baldini non è più il direttore sportivo della Roma. Che fosse stato messo al bando, privato del suo raggio d'azione, emarginato da squadra e società si sapeva ormai da qualche mese. Qualcuno doveva fare l'ultimo passo: non poteva cacciarlo la famiglia Sensi, preoccupata delle reazioni che la decisione avrebbe provocato in città; si poteva dimettere lui, lasciando oneri e onori a qualcun altro. 
Così è stato. Dimissioni accettate, senza fare una piega. Chi si aspettava un invito a tornare sui propri passi, come accadde il 3 novembre, alla vigilia di Roma-Bayer Leverkusen, quando Franco Sensi in persona lo pregò di ripensarci, è rimasto deluso: stavolta non è giunta alcuna preghiera, nessun invito a rimanere al suo posto. Anzi, pare che la famiglia Sensi sia andata su tutte le furie, preoccupata che ora Rosella, amministratore delegato e nuova plenipotenziaria del club, rimanga troppo sola. 
A confrontarsi con le istituzioni (che ora sono diventate amiche), con i giocatori (che ritenevano Baldini un punto di riferimento), con la piazza, che ha approvato e non poco le ultime esternazioni dell'ex direttore sportivo, quelle rivelate a Serena Dandini sul potere scientifico di Milan e Juve, sul doping, sul conflitto d'interessi di Carraro. Frasi dette per dare un ultimo scrollone, per cercare di invertire la rotta imposta dal nuovo corso. Quando poi, tre giorni dopo, Baldini ha visto Rosella Sensi eletta nel nuovo Consiglio di Lega e il padre proposto a membro d'onore della Figc, ha capito che per lui in questa Roma non c'è più spazio.
Non vuole essere d'intralcio, constatato che è diventato un personaggio troppo scomodo ha deciso di farsi da parte. Cala il sipario su un rapporto cominciato nel 1998, quando Baldini, che aveva portato alla Roma il brasiliano Paulo Sergio, entrò nelle grazie di Sensi. Da allora, prima da consulente esterno, poi da consulente di mercato, infine da direttore sportivo e, nei fatti, anche da direttore generale, Baldini ha lavorato per la Roma. Spesso ci ha messo la faccia, si è esposto per sostenere le battaglie del suo presidente. Poi, il cambio di rotta e lui molto presto si è ritrovato messo ai margini. Domani l'ex d.s. farà una conferenza stampa in un albergo romano.
La società lo saluta con uno scarno comunicato: "L'A.S. Roma S.p.A. comunica di aver ricevuto in data odierna le dimissioni presentate dal Franco Baldini, dalla carica di Consulente di mercato della Società. L'A.S. Roma desidera ringraziare Baldini del lavoro sin d'ora svolto per la società e del contributo dato. Nel prendere atto di tali dimissioni, l'A.S. Roma precisa che le stesse, presentate a tre mesi dalla scadenza del relativo contratto, non incidono nell'implementazione del proprio progetto aziendale, che continuerà nell'ottica della valorizzazione del proprio parco calciatori, e con l'obiettivo di mantenere un elevato livello tecnico della squadra per essere competitivi in Italia ed in Europa. La Società, pertanto, prosegue nel proprio percorso avvalendosi delle professionalità del proprio management al fine di raggiungere gli obiettivi sportivi ed aziendali preposti". Ora, comincia la ricerca al successore di Baldini: in pole position ci sono Fabiani del Messina, amico fraterno di Moggi, Sartori (Chievo), Leopardi (Udinese) e Fabrizio Lucchesi (Fiorentina). E Baldini, che fine farà? Qualcuno lo vede già all'Inter di Moratti.
TIFOSI DELLA ROMA
ALL'ERTA!
NO AI SOCI DI MOGGI & CO.
Raffaele monitorizza il calcio moderno: "Ennesimo giovedì, ed ennesima amichevole di lusso per la "seconda squadra degli italiani" ( questo ci vogliono fare credere ) il Cervia, è la volta di Genova sponda doriana al Marassi (lo stadio più bello d'Italia a mio parere).
Il tifo blucerchiato è uno dei più colorati, più originali, e più costante in Italia (sempre a mio parere), quindi con curiosità accendo la tv e vedo come di fronte all'attacco del calcio moderno rispondono i doriani. La prima cosa che noto è  IL VUOTO nelle 2 curve come accadde a bologna, non per protesta è evidente, ma proprio perchè la curva è il nemico del calcio moderno . La seconda è la folta presenza di bandiere, sciarpe, striscioni del Cervia e di ragazzine impazzite per i loro "idoli", di presenza ultras non ce n'è, non si sente un coro, non si vedeno striscioni di gruppi ma è inutile ricordare che NON ENTRANO!
L'assenza è la scelta dei doriani, sinceramente preferisco la scelta dei palermitani ovvero la presenza e il sostegno per i propri colori e dimostrare con striscioni che a casa propria non è gradita la presenza di pupazzi televisivi.
Per la cronaca è finita per 5-2 per la sampdoria e sentire le urla ai gol del cervia mi ha fatto rimanere... come dire... basito".
Iniziata la pagina 36 di memorabilia con una chicca inviatami da Gabriele. Questa amichevole non è riportata in nessun libro della Roma... Abbiamo recuperato un altro pezzo di storia!


23 marzo: inseriti, grazie ad Alessandra, alcuni cori della Sud durante Roma/Juventus ed un video con un simpatico coro dedicato ad Emerson.
Inserite alcune fototifo mancanti nelle stagioni 1994/95 e 1990/91. Nella pagina di Roma/Juventus 3-0 1985/86 ho inserito due video (proprio alla fine della pagina).


22 marzo (pomeriggio): "(ANSA) - ROMA, 21 MAR - Nessun colpevole per il ferimento dell'arbitro Frisk, colpito da una moneta dopo il primo tempo di Roma-Dinamo Kiev del 15 settembre 2004. Il pm Elisabetta Ceniccola ha chiesto al gip l'archiviazione del fascicolo poiche' non e' stato possibile identificare il lanciatore della moneta da un euro che feri' alla fronte l'arbitro. Le immagini tv che ritraevano la tribuna Monte Mario, da dove sarebbe stata
scagliata la monetina, non sono state ritenute sufficienti per risalire all'autore del gesto". Eppure c'è chi dice che....
Mi vien detto che Sabato al Flaminio c'è una partita di beneficenza al costo di 5 €.
Raffaele mi manda questa e-mail interessante che gli è pervenuta e che riguarda il digitale terrestre:
Digitale terrestre o fregatura spaziale?
08/03/04 - - Roma - Siete veramente sicuri che il cosiddetto Digitale Terrestre sia una "evoluzione"?
Ritengo che parlare di televisione digitale terrestre, nella tecnologia proposta, in termini di evoluzione sia davvero una beffa. 
Infatti, nell'era della banda larga (fibra ottica, reti Wi-Fi, sistemi mobili UMTS, ecc. ecc.) si privilegia una tecnologia che non sostiene né alcuno sviluppo infrastrutturale (i contribuiti sono destinati all'acquisto di un decoder mentre un buon 30% della popolazione nazionale non ha nemmeno ADSL!) né tantomeno si propone di far maturare l'informatizzazione delle famiglie italiane.
Qualche info (tanto per essere chiari).
Il digitale terrestre è una modalità di trasmissione con cui si cerca di risolvere l'annosa diatriba sorta delle frequenze radiotelevisive: infatti non verrà più occupata una frequenza da ogni emittente ma tutti potranno trasmettere sulla stessa o su gruppi di frequenza comuni (Esempio: se ora i 7 canali nazionali impegnano 7 frequenze differenti, con il digitale terrestre ne impegneranno solo una, liberando così lo spazio per altri canali, ma questo non sembrerebbe essere il progetto...).
Il segnale unico che arriverà così nelle nostre case verrà decodificato da un apposito dispositivo detto "Decoder" che, in base al canale da noi prescelto, decodificherà solo la parte dei segnali di nostro interesse, il tutto - si dice - senza modificare l'impianto d'antenna esistente. Il Decoder, a detta dei suoi sostenitori, sarà pure interattivo: ciò significa che si potrà sfruttare questa tecnologia per il televoto (sarà sicuro?) e per giocare da casa a quiz e giochini televisivi, nonché per poter disporre di altri servizi (da chi e quando saranno sviluppati? Sono realmente integrabili?) SEMPLICEMENTE collegando il decoder ad una PRESA TELEFONICA (ricevo dall'etere e trasmetto sul doppino telefonico!)
Per approntare nei tempi stabiliti (si parla del 2006) la Televisione Digitale Terrestre Italiana (quanta fretta!!!) lo Stato esborsa dalle proprie casse un contributo di EUR135 per singolo decoder.
Ma allora, vi chiederete, dove sta il problema? Qualche delucidazione.

Uno.
Esistono 3 tipi di Decoder:
- il primo si aggira intorno ai EUR 135 (quelli del contributo): permette solo di decodificare il segnale e non offre servizi interattivi (ah, ah!);
- il secondo si aggira intorno ai EUR 250 e sembrerebbe essere completo di quasi tutti i servizi di livello base;
- il top della gamma, infine, si raggiunge con EUR 400 disponendo di tutti i servizi previsti

Due.
I decoder sono stati approntati senza conoscere né le reali esigenze di mercato, né tantomeno i servizi che si intendono offrire (a buon intenditor: qualcuno ricorda il caso dei decoder satellitari proposti per i Clienti italiani qualche anno fa?) mettendo a rischio l'investimento economico fatto per il decoder circa possibili (e probabili) premature modificazioni degli standard tecnologici.

Tre.
Una volta fatto l'acquisto si arriva a casa eccitatissimi di esibire l'ultimo acquisto, si collega il tutto e si scopre che qualcosa non funziona! Si scopre così che bisogna chiamare il tecnico antennista per modificare l'impianto... Il tutto per VEDERE GLI STESSI CANALI CHE VEDEVATE PRIMA!

Quattro.
Chiamato l'antennista e sostenuto il piccolo/grande salasso (ormai siete in mezzo al guado e ne va della vostra reputazione), potrete accomodarvi "finalmente" nel salotto di casa vostra e godervi GLI STESSI CANALI CHE VEDEVATE PRIMA!

Cinque.
Qualche istante prima che cominci la partita di calcio, il big-match della settimana, sorgerà un altro problema: vostra moglie vorrà andare in camera da letto a guardarsi il film dell'autore preferito e scoprirà amaramente che non potrà farlo perché il decoder decodifica una canale alla volta, cosicché tutti i membri della famiglia saranno costretti a vedere ciò che viene decodificato in quel momento: la partita!

Sei.
Dopo aver sperimentato in più occasioni l'annoso problema della contemporaneità, speso qualche altro Euro in improbabili sistemi di ripartizione, vi accorgerete che l'unica soluzione sarà quella di acquistare un decoder per ogni televisore che avete in casa. Il tutto per VEDERE GLI STESSI CANALI CHE VEDEVATE PRIMA!

Sette.
Vi accorgerete che oltre al cane, tutte le sante volte che andrete a riaprire la vostra bella casetta di campagna/montagna/mare, dovrete preoccuparvi di portare con voi il benedetto decoder, a meno che non vogliate acquistarne altri. Il tutto per VEDERE GLI STESSI CANALI CHE VEDEVATE PRIMA!

Otto.
Dopo qualche mese (o anno) di tribolazione aspettate di sperimentare l'interattività offerta dal sistema televisivo digitale terrestre (che ricordo dovrebbe essere bidirezionale): qualche tentativo più tardi scoprite che il vostro decoder non riesce a condividere la linea telefonica con gli altri dispositivi di casa (telefono voce, allarme, fax, personal computer, telesalvalavita, ecc. ecc.) pertanto dovrete ri-chiamare il tecnico per far installare qualche filtro. Dopo qualche tentativo scoprirete che per impiegare l'interattività offerta, dovrete rinunciare a qualche apparecchio collegato alla linea telefonica e pagare qualche Euro di connessione. Il tutto per VEDERE GLI STESSI CANALI CHE VEDEVATE PRIMA!

Nove.
Mentre vi affannate a convincere voi stessi (e senza successo vostra moglie la quale aveva già previsto tutto) che i costi sostenuti avevano un senso, dopo aver acquistato l'ultima meraviglia, il mega impianto Home-Theatre scoprirete che il segnale, banalmente, è solo stereofonico e che tutti gli effetti audio desiderati non sono disponibili. Il tutto per VEDERE GLI STESSI CANALI CHE VEDEVATE PRIMA!

Dieci.
Nonostante possiate esibire a parenti ed amici l'ultimo acquisto pubblicizzandone pregi e vantaggi, dovrete comunque continuare a pagare: 
- la connessione telefonica all'operatore di vostro maggiore gradimento;
- l'abbonamento al digitale satellitare per le partite, le anteprime cinematografiche ed i cartoni animati;
- la tessera del noleggio DVD
- dulcis-in-fundo l'abbonamento RAI
Mentre avrete già dato per l'acquisto del decoder e per le (annose) attività di contorno.
Il tutto per VEDERE GLI STESSI CANALI CHE VEDEVATE PRIMA!

Potrei continuare per altre ore (...)
Amici, datevi una sveglia!!!

Credo che il digitale terrestre sia una beffa bell'e buona che contribuirà solamente all'arricchimento dei "soliti noti" (meditate gente, meditate) mentre resterà al palo lo sviluppo (strategico) delle infrastrutture di TLC.

Un saluto a tutti.

"Non vado d'accordo con la tecnologia, l'unica cosa che mi affascina quando vengo a Roma è vedere l'intero stadio e la curva cantare all'inizio" (Carlo Ancelotti).


22 marzo: inserita la pagina 2 di Roma/Milan e altri resoconti nella pagina 1. Circolano tante voci su Antonio Conte, completamente sparito...
Chi sa che fine ha fatto?
"Le squadre più forti del campionato italiano hanno messo in atto in questi anni una politica talmente scientifica, usando tutto quello che avevano a disposizione, per restare il più a lungo possibile le più forti. Tutti gli argomenti del calcio italiano, dal doping, agli arbitri, ai diritti tv, presi singolarmente portano lontano dalla comprensione del problema, mentre sono solo le tessere dello stesso mosaico. Sto parlando del sistema nel suo complesso. Quando recentemente ho parlato di esiti finali scontati nel calcio, mi riferivo all'albo d'oro...- ha detto tra l'altro Baldini - Negli ultimi dodici anni hanno vinto 5 volte Juve e Milan, poi Roma e Lazio una volta, a prezzi tali che per vincere quasi ci rimettono la pelle... Solo l'Inter agli stessi prezzi non ha ancora vinto niente.  Baldini parla, tra le altre cose, di una sorta di “conflitti” di interessi nel calcio italiano, polemizzando: «Mi sembra piuttosto un concorso di interessi -. Il presidente della Lega Galliani è il maggiore responsabile di una società, il presidente della Federazione Franco Carraro è “accidentalmente” anche il responsabile del Medio Credito Centrale, sistema bancario con il quale il calcio italiano ha la più grossa esposizione: io credo che qualche piccola influenza lui possa averla...Nella vicenda delle fidejussioni, nella quale recentemente la magistratura ha stabilito che la Roma era parte lesa, si è detto che c'erano responsabilità di organi della Figc e questo la dice lunga sul criterio di condizionamenti che si possono avere in certe situazioni»
Sulla sentenza Juventus a Torino Baldini ha anche detto che «andrà prescritta il prossimo 30 giugno: l'aria che sento è questa e i passi di Coni e Figc lo dimostrano»
Baldini ha poi parlato del suo rapporto con Fabio Capello: «È stata una amicizia molto importante, non solo per il teatro, la pittura... la pensavamo nello stesso modo su tante cose, gli arbitri, il doping, la Gea... anzi su molte cose è stato lui ad aprirmi gli occhi. Ora ci sentiamo meno, talmente poco che non ho ancora avuto l'occasione di chiedergli perchè sia andato alla Juventus»


21 marzo: inserita la pagina di Roma/Milan. (ANSA) - ROMA, 20 MAR - 'Milan e Juve hanno attuato una politica scientifica per restare piu' a lungo possibile le piu' forti'. Cosi' il ds della Roma, Baldini. 'Doping, arbitri e diritti tv - ha spiegato - sono tessere dello stesso mosaico'. Baldini ha poi parlato di un 'concorso di interessi in Lega, dove Galliani e' il maggiore responsabile di una societa', e in Figc, dove Carraro e' il responsabile del Medio Credito Centrale, sistema bancario con il quale il calcio italiano ha la piu' grossa esposizione'.

20 marzo: oggi torna finalmente Brunetto nostro all'Olimpico. Spero che, come già fatto a Firenze, sappia trasmettere a qualche campione viziato e iperpagato il rispetto verso i tifosi della Roma. Stasera parte anche il nuovo progetto nella parte bassa della Sud, all'altezza degli stendardi. Un progetto senza nome e senza altri scopi se non quello di tifare Roma. Qui sotto due foto tratte da Corederoma.it e scattate al porto di Brisbane, in Australia.
"Abbiamo tutte le carte in regola per fare bene. Resta da correggere una certa paura che percepisco al momento di entrare in campo. L'ho riscontrata in Coppa Italia con la Fiorentina, spero che non si ripeta contro i rossoneri. Quell'esultanza totale sotto la curva dei nostri tifosi e' stata importantissima nel momento piu' delicato della stagione. Spero che i ragazzi siano pieni di nuova carica. Spero che i giocatori restino calmi e soprattutto chiedo ai tifosi di incoraggiarci fino all'ultimo. Siamo a nove punti da altre squadre: non 
abbiamo nulla da perdere e ci impegneremo a fare bella figura. Tutto puo' succedere".
BRUNO CONTI
Manuel deve andare a Barcellona e vorrebbe vedere i blaugrana. Chiede di sapere come si può fare per i biglietti. Questa la sua e-mail.
Per i più pigri e per chi non sta a Roma, mi dicono che si può vedere il calcio gratis su internet su questi links, senza dover dare soldi a Sky.
www.calciolibero.com (le partite visibili nel weekend sono aggiornate durante la settimana). Inoltre sul menù a destra c'è la voce "streaming" che dice come settare win media player ,real player e winamp x vedere tutto senza problemi... (quando aprite una tv aspettate anche 3-4 min poiché alcune tv sono congestionate dal traffico e non sono immediatamente disponibili). Poi abbiamo http://www.mixtv.tk. Su questo sito si trovano oltre 1280 tv di tutto il mondo che trasmettono di tutto.. dallo sport al porno. Per quanto riguarda le partite del campionato itqliano si consiglia di collegarsi almeno 30 minuti prima del fischio di inizio, perchè molti utenti si collegano e non tutti riescono a vederle per problemi di server che si riempie e non trasmette ( stanno comunque cercando di ampliarlo, e in ogni caso da marzo con la banda da 1mb x tutti promessa da virgilio dovrebbero migliorare le cose!)
Scegli il paese e la lingua e se cercate qualcosa di specifico sulla sinistra c'è un motore di ricerca! Altre informazioni, cliccando qui.


19 marzo: chi è che sa dove si può vedere la Roma a Pamplona? Inserite altre 14 foto di Napoli/Roma 2000/01. Inserite le foto calcistiche di Napoli/Roma 1982/83. Da Repubblica.it:
Clicca per leggere (parte 1)
Clicca per leggere (parte 2)


18 marzo: Ludovico ha smarrito il famoso libro sul CUCS 1977/1987. Lo acquista a 100 €, questa la sua e-mail: fdl86@yahoo.it.

17 marzo (pomeriggio): aggiunte altre foto di Fiorentina/Roma e video, andate a vedere anche la pagina 2. Questo l'articolo di tale Stefano Prizio, che in tanti mi avete segnalato.
Tribuna stampa come la curva sud...
A margine, molto a margine, della gara, c'è anche quello, un misto tra tracotanza media da periferia metropolitana e cultura della valenza fisica machista e "italidiota", nella ricetta non manca una spruzzata di cafonaggine congenita. Sala stampa e tribuna stampa come la curva sud: per alcuni avvilenti rappresentanti dell'informazione sportiva capitolina e per altri simil loro di altre categorie, alcune, peraltro e purtroppo, del tutto nostrane. Succede allora che una bottiglia voli a mezzaria sfiorando alcune persone in tribuna stampa, succede che qualche disadattato locale
aggredisca dei giornalisti romani, succede che qualcuno, che giornalista forse non è (sebbene accreditato perchè rappresentante di noti "spaccati" di radio romane), si vanti successivamente in sala stampa di aver rintuzzato gli "infami" saliti per suonargliele dagli spalti.
Succede infine che qualche altro personaggio di dubbissime origini culturali e misteriose mansioni (anch'esso accreditato visto che un cartellino al collo nè in Italia nè a Firenze si è mai negato ad alcuno) in spregio assoluto ad ogni regola del buonsenso, sciorini nel mostaccio di tifosi Viola imbestialiti un'irridente sciarpetta giallorossa con conseguente parapiglia ed intervento (censurabile nella modalità) di alcuni rappresentanti delle forze dell'ordine. A rimetterci è lo stolto: l'alcoolico e improvvido ragazzotto che viene bastonato, inedebitamente, e fermato, doverosamente, dalle forze dell'ordine. E' romanità varia, non anagrafe, ma cultura, quella che, citando Alberto Fortis (uno che non ce l'aveva coi romani, ma coi "romani"), trasforma il popolo di ex invasori in invadenti. Il tutto con la complicità intellettuale di chi è "romano" nell'anima,
ma fiorentino di residenza lavorativa, di "romanissimi" e maleducati addetti ne è piena, ahinoi, la triste gestione odierna della povera Fiorentina.
Perciò la curva sud si sposta nella sala stampa del Franchi e se un coro che rintrona nel corridoio affollato della sala conferenze, "Volemo Bbruno Conti... volemo Bbruno Conti", è solo una manifestazione di media maleducazione, l'aver cagionato una gazzarra con tanto d'intervento
(ripetiamo maldestro) della Polizia, è azione scorretta per professionisti dell'informazione o collaboratori di una testata.
Barcolliamo in questo vivere comune, afflitti nel vedere il pappone romanesco e piagnone di Totti sul campo, forse campione della pedata, ma ominicchio per qualità umana, o l'evidente disagio sociale che la ricchezza e la fama non riescono ad estirpare dai connotati di Cassano, trasformarsi in manifestazioni di tifo malato e becero tra chi quest'ultimo dovrebbe raccontare, analizzare e stigmatizzare (vecchia
diatriba: giornalisti o giornalai?). Sventole siliconate con labbra enfiate, improbabili bomber con loghi fascistoidi ricamati sopra, capelli platinati
(come Xavier!) a contornare volti truci più adusi a buttafuori di professione che a titillatori di penna, espressioni varie di villaneria conclamata. La corte dei miracoli riversatasi a Firenze (con tanto di accredito) dalla capitale, potrebbe anche essere solo colore, fastidioso per gli occhi, ma nulla di più.
E' in realtà una malanima sempre più diffusa in questo strano paese, un modo di vivere che piglia piede da Milano e Palermo complici i telefonini di ultima generazione e, perchè no?, l'assurdo pallone che anche noi ogni giorno commentiamo. L'urticante cultura del "che te lo dico a fà" che ha invaso anche Firenze (che tanto difetti aveva, ma non questi) avvilisce persino il tran tran quotidiano della squadra Viola, e del suo
contorno lavorativo, rendendolo qualcosa di molto simile all'atmosfera "violentemente arrangiata" della capitale calciomaniaca. Ahionoi i "romani" ce li abbiamo anche qui!
Il fatto che in tribuna al Franchi si possa manifestare libero tifo è, e deve essere, un vanto (a Roma o in altre piazze, come è noto, non succede), ma abbassare gli occhi dinanzi a comportamenti empi sarebbe venir meno a quella stessa civiltà. Lo diciamo senza verve polemica, che ci si creda o meno: lo "stile Della Valle" necessita di altri paradigmi culturali. Una maggiore cognizione nella gestione, non diciamo dello stadio, ma almeno della tribuna stampa sarebbe necessaria oltre che augurabile. Pena un rincitrullimento generale che non ci pare poi così
lontano.
Stefano Prizio 
Questa è la sua e-mail: ubiprizius@altervista.org
Su Palermo/Cervia, il sempre attento Raffaele mi segnala: "oggi altra partita del Cervia, in una piazza ultras nuova e più importante delle altre, quella di Palermo. 35000 persone miste di fan dei pupazzi e di gente che va allo stadio. assenza totale di striscioni ultras, che ricordo non entrano, non si sa come mai? campeggia nella curva nord di palermo lo striscione delle Brigate Rosanero "Le brigate contro il calcio moderno" e a inizio partita altro striscione "polemico" prontamente censurato da italia 1. Complimenti a palermo che ha scelto la via più giusta, curva composta da ultras senza fans petulanti dei pupazzoni, e trattamento del cervia come avversario, fischi alla formazione cervese, e fischi ai pupazzoni più importanti. Cori per il palermo che coprono gli urletti delle fans e boati ai gol come fosse una partita vera, ai gol del palermo è uscito in curva lo striscione "Non è un reality!".


17 marzo: on line la pagina di Fiorentina/Roma con foto e filmati dei rigori, del tifo e della festa finale. Ragazzi, che bello vedere Bruno sotto il settore pieno di tifosi giallorossi, con un portierino piccolo piccolo ma umile e bravo... Bruno Conti tutta la vita! Inserita la pagina 2 di Cagliari/Roma, con le foto di Luca. Chi mi manda il biglietto di Cagliari e quello di Firenze di ieri?
 
CALCIO: AJAX, TIFOSI IN RIVOLTA RIVOGLIONO VECCHIO LOGO
CAMPAGNA PER IL VOLTO DI AIACE TELAMONIO SULLE MAGLIE
Amsterdam, 16 mar. (Adnkronos/Dpa) - Tifosi dell'Ajax in rivolta. I fans della squadra olandese rivogliono sulle maglie il logo originario del club, quello con l'immagine di Aiace Telamonio, il mitico eroe greco che ispiro' i fondatori della societa' nata ad Amsterdam il 18 marzo 1900.
L'immagine di Aiace ha caratterizzato la maglia dei lancieri dal 1928. Nel 1991 pero', per esigenze commerciali il logo e' stato trasformato. L'eroe e' diventato un simbolo stilizzato, formato da appena 11 linee. Adesso i tifosi vogliono tornare indietro e per questo hanno dato il via ad una vera e propria campagna. Il punto di riferimento e' il sito www.ajaxlogo.nl. ''Restituiamo il volto all'Ajax'' e' lo slogan che campeggia accanto al logo tradizionale. Il 90% dei tifosi e' favorevole al ritorno al passato. Per questo, durante le partite dei lancieri verranno distrubuiti volantini per sensibilizzare il pubblico e mettere sotto pressione la dirigenza, 
accusata di aver gia' 'venduto' altri simboli del club. Nel 1996, infatti, l'Ajax si e' trasferito nel nuovo stadio, l'Amsterdam Arena, abbandonando lo storico 'De Meer'.

VI VOGLIAMO COSI'


16 marzo (pomeriggio): ricevo un quesito da parte di Francesco e una risposta da parte dell'On. Paniz alla lettera inviata da molti di noi sulla vicenda dell'interrogazione parlamentare sul caso Juve/doping:
"Volevo sottoporti un caso che mi ha lasciato perplesso. 
Un mio amico ha comprato tre biglietti di distinti sud per domenica prossima
(Roma-milan) presso un'agenzia di prenotazioni (la JOLLY TICKETS -SERVIZIO
PRENOTAZIONI a Via Tiburtina 532) che glieli ha fatti pagare 29 euro l'uno.
Sul biglietto il prezzo pero' e' naturalmente 23 euro, con 2 euro di diritti
di prevendita. 
Quando il mio amico ha chiesto perche' mai avesse dovuto sborsare 4 euro in
piu' a biglietto oltre ai diritti di prevendita, il gestore gli ha risposto
che quella e' la tariffa che lui applica in quanto rivenditore (anzi, in
genere applica tre euri, vista l'importanza della partita pero' gli e'
sembrato giusto aumentare a 4).
Il mio dubbio e', a questo punto: non dovrebbe essere questa tariffa gia'
compresa nei diritti di prevendita (o meglio, non sono proprio questi i
diritti di prevendita)? Possibile che un rivenditore possa applicare una
maggiorazione prossima al 20% del prezzo del biglietto (con tanto di
scontrino emesso)? Non somiglia al bagarinaggio tutto cio,' con le
conseguenze che ne dovrebbero derivare?
La domanda che ti faccio dunque e': si tratta di truffa o semplicemente di
circonvenzione di incapace (nel senso che il mio amico e' stato fesso)?
E comunque a mio avviso sarebbe il caso di mettere in guardia la gente da
situazioni di questo genere, che evidentemente non riguardano solo le
trasferte...
Ti ringrazio e ti saluto".
Dunque. I biglietti li vende l'A.S. Roma, anche tramite la Lottomatica, con la quale ha concluso un contratto. La prevendita si riferisce al prezzo in più che si paga per la comodità di avere il biglietto prima del giorno stesso della partita. Se altri rivenditori, diversi dalla Lottomatica, vendono i biglietti della Roma, possono applicare un ulteriore sovrapprezzo per il servizio reso, che esula dal contratto concluso tra A.S. Roma e Lottomatica e che prevede che nei due € di prevendita sia compreso il corrispettivo per la Lottomatica. Il problema è che - come credo - la Lottomatica dovrebbe avere l'esclusiva, e quindi dovrebbe essere inammissibile che terze persone possano avere a disposizione per la vendita biglietti per la partita.
LA RISPOSTA DELL'ONOREVOLE PANIZ (con osservazioni già inviate all'Onorevole)
La ringrazio per il Suo messaggio.
Forse sarebbe stato però opportuno leggere le interpellanze predisposte e non le semplici sintesi delle agenzie di stampa. Così avrebbe appreso che il contenuto di esse era diretto:
 1) a proteggere la diffusione corretta delle notizie di stampa, dal momento che la sentenza nei confronti del dott. Agricola è solo di primo grado e in Italia sono numerosissime le decisioni che vengono modificate in appello o in Cassazione (perfetto, non ricordo però un'interrogazione parlamentare quando i giornali e le trasmissioni televisive condannano apertamente le PERSONE QUALUNQUE arrestate e neppure giudicate in primo grado, esposte al pubblico ludibrio).;
 2) a ricordare che solo una sentenza definitiva consente di assumere decisioni collaterali (come l'istruttoria per la revoca di titoli, ecc.); (anche qui, questi sacrosanti principi dovrebbero essere applicati, e sollevati in sede parlamentare, non solo per la Juventus ma per tutti i cittadini)
 3) a suggerire al legislatore l'introduzione di criteri di certezza nella valutazione dei comportamenti di coloro che usano i farmaci liberamente commerciabili ed assumibili nel territorio italiano (questa affermazione è già più oscura. Quali parametri di certezza? Anche il caffè è liberamente assumibile, ma se un giocatore di calcio ne assume 6 prima di una partita è positivo all'antidoping! Non stiamo parlando di Gennaro Esposito netturbino che si prende l'EPO prima di andare a spazzare per strada, stiamo parlando di calciatori miliardari che disputano un campionato miliardario contro altre squadre che hanno un interesse contrapposto alla vittoria! E queste persone assumevano i farmaci in modo vietato al fine di vincere, e quindi in modo da alterare le competizioni. Quindi il paragone è improprio);
 4) ad evitare che sulla stessa materia vengano emesse decisioni di segno opposto, perchè ciò collide con il principio della certezza del diritto.
(Ah, questa è bella. Qualche tempo fa un giudice ha mollato 5 anni e mezzo di carcere a un tipo per un Kg. di cocaina. Dieci giorni dopo il tizio, per errore, è stato nuovamente processato da un'altro giudice e condannato a 4 anni. ANNI DI CARCERE, non quisquilie. Forse l'On. Paniz ha sollecitato una interrogazione parlamentare? In tema diffide abbiamo addirittura la Cassazione che un giorno dice una cosa e un giorno un'altra, forse l'On. Paniz se ne è interessato? Ciò che si reclamava era il fatto che questo Onorevole si svegli solo quando il potente di turno ha bisogno).
Se si accerterà in via definitiva che il dott. Agricola (o chi con lui e per lui) ha sbagliato, nessuno si sogna di affermare che non deve pagare la propria giusta sanzione. Ma se fosse dichiarato innocente alla fine dell'iter giudiziale, chi risarcirà lui e la sua famiglia del danno subito?
(già, ma chi risarcisce Gennaro Esposito, netturbino, ingiustamente arrestato per gli episodi di Avellino/Napoli ed esposto alla gogna da persone come Aldo Biscardi e buona parte dei quotidiani italiani, e poi prosciolto da ogni accusa? Dov'era l'On. Paniz (e quelli come lui)? Da Biscardi, ad alimentare la gogna mediatica!
Una corretta lettura di quanto da me predisposto Le avrebbe consentito di avere un quadro preciso della situazione e di dire, come hanno fatto ormai molti di coloro che hanno esaminato realmente e non faziosamente la situazione, che  si tratta di un'iniziativa che ha un proprio condivisibile ed obiettivo fondamento, esercitabile nell'ambito del mandato parlamentare che giustamente deve essere proiettato verso il riconoscimento dei principi di certezza del diritto e di salvaguadia del nome dell'Italia (e di chi la rappresenta, come spesso la Juventus) nel mondo.
Non c'era alcuna volontà di coprire il doping o di esercitare in modo scorretto il mandato parlamentare che mi onoro di avere.
I migliori saluti.
Maurizio Paniz
Egregio Onorevole, Lei perlomeno ha risposto. In modo affatto convincente ma perlomeno lo ha fatto e di questo va dato atto. Tuttavia le battaglie di principio si fanno per i poveracci, e non per i potenti, anche se vestono i colori della squadra del cuore. Solo così la moglie di Cesare è al di sopra di ogni sospetto.


16 marzo: inserite altre 6 foto di Cagliari/Roma e un video della nuova canzone. Terminata la pagina 35 di memorabilia.
Pare proprio che da Roma/Milan un nuovo progetto partirà in Curva Sud, in basso verso la Monte Mario, dove ora sono affissi gli stendardi.
I presupposti annunciati sono: no politica, tifo old-style, nessun nome né merchandising. Chi vuole tifare 90° su 90° è invitato a non disperdersi e a radunarsi dietro gli stendardi. Solo giallorosso, questo il presupposto di partenza. Grandi novità dalla Coppa Disciplina: per la prima volta nel giro di due anni la Roma non è più in testa alla classifica. La Reggina ci ha superato.


15 marzo: aggiunto un resoconto e altre foto di Cagliari/Roma. Aggiornata la classifica della Coppa Disciplina. Dal sito ufficiale della Juventus, ecco la cronaca della loro partita con il Chievo. Notare cosa accade al 5' (grazie Gab):
Chievo - Juventus 0-1
48'  Vince la Juventus per 1-0
43'  Espulsi Olivera e Potenza
42'  Ammonito Olivera
42'  Gol di Olivera! Juve in vantaggio
41'  Esce Baronio, entra Brighi
37'  Ammonito Cossato
35'  Emerson da fuori area sfiora il palo
34'  Gran destro di Zambrotta, parato
31'  Esce Del Piero, entra Olivera
31'  Esce Semioli, entra Franceschini
28'  Sinistro di Pellissier sul fondo
27'  Punizione di Del Piero, parata
25'  Bel recupero di Zambrotta su Luciano
24' Bel tiro di Camoranesi, para Marchegiani in angolo
21'  Ammonito D'Anna
18'  Emerson per Del Piero in area, arriva Ibrahimovic, respinge Potenza
17'  Su punizione, interviene Potenza e manda sul fondo
14'  Esce Trezeguet, entra Ibrahimovic
11'  Ammonito Zebina
6'  Ammonito Camoranesi
5'  Tiro di Pelissier, traversa
2'  Bella azione bianconera, Del Piero fermato da Potenza
1'  Esce Zanchetta entra Cossato
E' arrivato, finalmente, Bruno Conti. I giocatori sono avvisati.
Raffaele mi invia queste foto, che mostrano lo sgoop di Biscardi: due pericolose ultras lazieli malmenate dalle "forze dell'ordine" in occasione della manifestazione dei lazieli all'EUR. Per carità, su queste cose si deve ragionare prima di tutto con il buon senso e la civiltà, comunque sia, notare il bruco.
Biscardi:
"Ghiederemo spiegazzioni al mio amigo Aghille Seddra", aggiungendo "lui fadrà luge e giusdizia"
Sinceramente, non credo. Si è tentato di coprire le responsabilità per fatti ben più gravi (vedi G8), figuriamoci per due vecchiette.
Oltretutto armate di bastone!


13 marzo: in costruzione la pagina di Cagliari/Roma.

12 marzo (pomeriggio): Raffaele mi manda questa lettera dei tifosi del Bologna relativa all'amichevole Bologna/Cervia.
Gent.ma Società Bologna Football Club 1909,
innanzitutto grazie.
Grazie per averci regalato, rendendo "memorabile" un altrimenti qualunque giovedì 17 febbraio, un meraviglioso pomeriggio di grande sport e grande calcio.
Grazie per aver deciso di riaprire le porte del Dall'Ara per un'amichevole, evento al quale i tifosi rossoblu hanno potuto assistere, da anni a questa parte, solo peregrinando per monti valli e fiumi della nostra meravigliosa regione e non solo (in estate a Rimini, Cesenatico, Sestola, ma anche in Trentino..altrimenti tutti dietro la rete a Casteldebole) 
Grazie per esserVi finalmente ricordati di noi tifosi rossoblu non in occasione di un'amichevole qualunque, ma addirittura (addirittura!!) contro il mitico Cervia, la squadra dei Campioni del Business.
Grazie per averlo fatto organizzando "meticolosamente" un evento di tale portata, chiarendo fin dal principio le regole della giornata: ingresso SOLO in tribuna e nei distinti.
Grazie allora di averci rimandato indietro dalla tribuna al momento dell'ingresso.
Grazie di aver permesso che alla fine ognuno facesse ciò che voleva, che questo significasse scavalcare i cancelli della curva od il fossato che separa il campo dagli spalti.
Grazie per aver organizzato un "meticoloso" servizio di sicurezza (neanche dieci poliziotti e qualche"maschera" sfiatata), che non è stato in grado, nemmeno durante lo svolgimento dell'incontro, di impedire che qualche invasato (tutto fuorché abituale frequentatore dello stadio e tifoso rossoblu in genere) entrasse in campo cercando di raggiungere i suoi "idoli": i giocatori del Cervia!!
Grazie infine per aver permesso a noi veri tifosi del Bologna, noi che per i colori rossoblu soffriamo e ci emozioniamo, noi che questo stadio lo assiepiamo ogni domenica e continueremo a farlo, che piova o batta il sole, sia che l'avversario sia il Milan od il Leffe,  grazie per averci permesso di vedere la devastazione del Dall'Ara, la Casa della nostra squadra, la Nostra Casa, perpetrato al termine dell'incontro da una sottospecie di orda di unni in minigonna e jeans strappati, in preda a crisi ormonali o semplicemente in balia delle ultime convulsioni dei pochi neuroni rimastigli.
Tale scempio non era forse prevedibile, ma è stato permesso ignorando i segnali che arrivavano già dal primo tempo dagli spalti, sottovalutando il richiamo e gli effetti (più eccitanti di una droga) che il tubo catodico e la diretta televisiva sono in grado di esercitare su certe persone.
Una società come il Bologna, così attenta a "casa propria" da mandare il conto a quegli spettatori dei distinti resisi responsabili della rottura di un seggiolino, avrebbe dovuto impedire che tale indegna conclusione rovinasse un normale pomeriggio con la propria squadra.
COME SAREBBE ANDATA 36 ANNI FA? (Pensiero di A.) sui fatti dell'EUR
Mi sono trovato in giro questa mattina in una città in centro bloccata per la
manifestazione dei lavoratori della Fiat. Camionette, celerini, tutto 
bloccato, facce allegre e serene da parte loro, sanno che è un servizio 
tranquillo, forse un po' noioso ma c'è il primo sole primaverile a fare 
compagnia ed a far trascorrere le ore....e pensavo... Chissà come 
dovevano essere le manifestazione 36 anni fa, in quei giorni dell'Autunno 
Caldo, di rinnovi contrattuali, tensione, paura, timore per la 
consapevolezza che in strada non si scherza, che gli operai sono
incazzati, stufi di essere schiavizzati dalla classe padronale. C'era poco da
prendere il sole, bisognava schivare le bocce e disperdere la folla, 
sparando pure, tanto per far capire chi alla fine aveva il potere.
Quando ho visto 7 camionette dei tutori dell'ordine verso le 13.45 
sfrecciare a tutta birra sulla Colombo in direzione dell'Eur ho capito che 
avevano trovato finalmente il modo di occupare la giornata. "Ci sono gli 
ultras, hanno una sciarpa o anche se non sono ultras comunque sono tifosi
quindi teppisti quindi ci divertiamo, facciamo come ci pare". Vai con le 
pacche sulle spalle,dai che li facciamo neri, donne, vecchi e bambini che 
problema c'è, hanno stravolto l'ordine costituito occupando per sette 
minuti una corsia della strada. Allora penso...napoli'98, salerno'99, G8 
2001, i nostri derby, a noi (ognuno ahimè avrà le sue) le date a loro le 
aggressioni. Vogliamo, già che ci stanno, almeno istruire questa gente che
dovrebbe garantire l'ordine e legittimare con il suo comportamento uno 
stato democratico o continuiamo a riempire le strade di caschi, auto blu,
corpi di sicurezza di ogni tipo, colore e fazione fino a quando non sarà
affermato istituzionalmente questo stato di polizia già dominante. Il 
piccolo borghese (l'operaio non esiste più) saprà opporsi svuotato com'è di
qualsiasi spirito di ribellione???


11 marzo (pomeriggio): stasera vado a cena fuori e non avrò tempo di curare gli aggiornamenti, quindi due cosette: la prima è che la designazione di Collina per Cagliari/Roma è la quadratura del cerchio, l'ennesima prova (senza usare perifrasi) che...
CI STANNO PRENDENDO PER IL CULO
La seconda, più hard, dimostra che i romanisti continuano ad essere un faro nel mondo del tifo. Dopo i romanisti a Kiev, ecco a voi gli ultras Benfica a Mosca:
Ultras Benfica a Mosca
Passando dalle piacevolezze hard ad altro, mi giunge notizia di una possibile amichevole tra la Roma e il Cervia, questa entità creata dai mass-media che rischia di arrivare in serie A tra qualche anno. Ora, è persino superfluo ricordare che se qualche ragazzina vociante si dovesse permettere di entrare in Curva Sud con qualcosa di gialloblu o con qualche striscione di supporto per questa strana squadra, verrà considerata a tutti gli effetti come un ultras rivale. Pensassero quindi a creare un settore ospiti anche per questa partita, se proprio vogliono farla.
Al riguardo mi scrive subito M.: "In merito alla presunta amichevole A.S.Roma1927-Cervia volevo dirti che è certamente nel prossimo palinsesto di quella merda di programma. Non so se verrà disputata all’Olimpico, ma sono quasi convinto che si giocherà al Flaminio. Però ti do quasi la certezza matematica che non faranno entrare nulla riguardante i gruppi della Roma. Sanno di avere il panorama ultras contro e non vogliono cadere in figuracce davanti a tutti.
Per esempio ieri c’è stata siena – cervia. Nessun tifoso senese. Nessuna bandiera. Nessun gruppo.
Ti pare che la robur non avrebbe colto al volo questa occasione per pubblicizzarsi??????
Salutandoti calorosamente, spero che se questa partita se dovrà svolgersi, ci sia un movimento de massa contro tale pagliacciata.
Personalmente, contrariamente al mio credo giallorosso, mi trasformerò in "casual" per una volta, con un sorriso ebete comprerò il biglietto e mi sistemerò in tribuna. Se 5000 altre persone faranno questo, il problema è risolto.


11 marzo: sono venuto a mancare in quanto a rapidità di aggiornamenti in un momento critico, ma per una buona ragione. MI faccio perdonare con questa splendida foto inviatami da Patrizio. Si tratta dei Panthers Curva Nord e la foto risale al 1978, Roma/Fiorentina. Con il cappello nero Italo, in rosso Patrizio.
Il club “ammonisce” lo speaker
di ALESSANDRO ANGELONI 
ROMA - I tifosi hanno gradito, la società no. Lo speaker dell’Olimpico, Carlo Zampa, prima di Roma-Juventus, non ha pronunciato i nomi di Capello, Zebina ed Emerson al momento della lettura delle formazioni. Una decisione presa autonomamente dallo speaker e non concordata prima con la dirigenza romanista, che ritiene di essere in questo modo andata incontro ad una brutta figura, ad una caduta di stile, non solo verso gli spettatori italiani ma anche all’estero, visto che la gara è stata teletrasmessa in tutto il mondo. Allo speaker è stato chiesto di non prendere più iniziative di questo genere se non prima di averle concordate con la società stessa. Chissà se il diretto interessato accetterà e deciderà di leggere le formazioni in occasione della prossima gara in casa, cioè Roma-Milan di domenica 20? 
Cassano non ha preso bene il rimprovero di Totti. Tommasi, invece, è andato oltre: «Dà fastidio che si guardi ancora a Roma-Juve». 
Dal sito di Carlo Zampa:
Sono venuto a conoscenza stamattina della notizia del mio presunto ammonimento leggendo "Il Messaggero". La società al sottoscritto non ha fatto sapere nulla, ma questa non è una novità. La cosa gravissima è che non hanno il coraggio delle loro azioni e non mi hanno detto nulla in faccia. Quindi qualcuno/a ha scelto la soluzione di far uscire la notizia sul giornale. Il tutto concordato evidentemente con Angeloni, o chi per lui, del Messaggero, che non ha avuto neanche la dignità e la serietà professionale di verificare la notizia col sottoscritto. Sto provando a mettermi in contatto con i dirigenti della società, ma fino ad ora o trovo telefoni staccati o mi attaccano in faccia. A questo punto le soluzioni sono 2:
1) Se la società mi conferma l'ammonimento che hanno voluto anticipare via giornale, mi dimetterò immediatamente e irrevocabilmente da speaker; 
2) Se la società negherà l'ammonimento, smentendo Il Messaggero, querelerò Angeloni. 
Lascio in sospeso al momento ulteriori "giudizi e riflessioni". 
Carlo Zampa
Sono Fabrizio ur vecchia guardia (36 anni), Romano a Milano.
Sabato, come in tutte quelle occasioni speciali, ero presente e schierato.
Adesso, alla luce dei noti fatti, mi chiedo e chiedo a tutti i Romani-Romanisti:
Che senso ha stare a leggere sui vari giornali o vedere sulle varie trasmissioni dichiarazioni del tipo "...la Roma deve essere rispettata" o "...Carraro ha convocato i designatori" o ancora "...si deve tornare alla designazione", con la vana speranza che qualcosa cambi?
Sono tutte stronzate per stemperare la nostra rabbia e poi, come al solito, non cambierà nulla perchè gli onnipotenti ovviamente comandano impunitamente.
Dato che purtoppo nella vita non ottieni niente se non fai un pò di casino, è giunta l'ora che ci facciamo sentire veramente, non solo con i cori e gli striscioni la domenica allo stadio.
Sabato sera c'era gente pronta ad invadere sul serio alla fine del primo tempo, ma putroppo è soltanto partito il coro e niente più.
Siamo in tanti Romani ad essere incazzati neri, abbiamo i numeri e la voglia per fare veramente sentire come la pensa il popolo, a questi padroni del calcio che ci rifilano abusi e soprusi, impunitamente, da oltre 30 anni.
Sinceramente, vista l'atmosfera di sabato, credevo che se l'arbitro fosse stato un tantino condizionato, lo fosse stato in favore della Roma...non il contrario; proprio per non esasperare ancora di piu gli animi e rischiare di fomentare ulteriore violenza.
Invece è successo che abbiamo ancora subìto, senza una reazione degna del popolo Romano.
Adesso dobbiamo agire, e dobbiamo agire in piazza in tanti e con qualcosa di serio (al limite della violenza, perchè è l'unica cosa che spaventa davvero i potenti).