NAPOLI/ROMA 2-2
Napoli, Stadio San Paolo
10 giugno 2001

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NAPOLI (3-5-2): Mancini; Baldini, Fresi (1' st Saber), Quiroga; Baccin, Pecchia, Husain, Jankulovski, Bocchetti (20' st Amauri); Edmundo, Amoruso (25' st Moriero).
In Panchina: Mondini, Pineda, Tedesco, Sesa.

Allenatore: Mondonico

ROMA (3-4-1-2): Antonioli; Zebina, Samuel, Zago, Cafu, Tommasi (38' st Montella), Emerson, Di Francesco; Totti; Delvecchio (10' st C. Zanetti), Batistuta.
In Panchina: Lupatelli, Mangone, Guigou, Assuncao, Nakata.
Allenatore: Capello.

Arbitro: Treossi.

RETI: 37'pt Amoruso, 43'pt Batistuta, 7'st Totti, 36'st Pecchia.
NOTE: Angoli: 5-0 per la Roma, Recupero: 2' e 3', Ammoniti: Fresi, Di Francesco, Pecchia, Bocchetti, Spettatori: 40.000.
 
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Servizio di La7 sugli scontri
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IL DOPOPARTITA





Il pre Napoli/Roma
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Il mio resoconto sarà abbastanza breve.... quello di un film già visto.
Decido di partire con il treno. E' tanto che non vado in trasferta con il treno e sono curioso di vedere se le cose sono migliorate o no.
No.
Hanno soppresso, su iniziativa del governo, i treni speciali. Risultato: i treni "normali" diventano treni speciali.
Tutto sarebbe molto più ordinato se venissero fatti dei treni speciali con un numero di carrozze sufficente ad accolgiere tutti (e non ammassati come bestie, Salerno docet) e con orari precisi di partenza. Ed invece "loro" preferiscono dire "non ci sono treni speciali" sperando di scoraggiare la massa che, ormai, ha capito perfettamente tutti i trucchetti di lorsignori e non si fa certo gabbare.
Risultato: due treni espropriati e senza controllo. La strada è tranquilla sino a che non si arriva nei pressi di Napoli. Lì il treno, che faceva (non essendo un treno speciale) tutte le fermate (inutili perché ovviamente nessun viaggiatore "normale" saliva sul treno) ha incrociato un treno locale di Napoli i cui viaggiatori hanno iniziato (confortati anche dalle dolci parole dei nostri) a insultare i tifosi. Dagli insulti alla sassaiola il passo è stato breve. E' anche vero che tutto era ormai terminato quando sono intervenuti (a questione ormai finita) gli agenti di P.S. che, ovviamente, sono stati accolti assai poco benevolmente. Sembrano non capire, 'sti benedetti ragazzi, che la loro presenza non è gradita ai tifosi della Roma che, evidentemente memori degli episodi di Bologna, Milano ecc. ecc., proprio non li vedono di buon occhio. Iniziano a volare le breccole, quindi, senonché uno degli agenti, in borghese, tira fuori la pistola iniziando a minacciare, puntando ad altezza d'uomo, i tifosi affacciati i finestrini e, addirittura salendo sulla mia carrozza dove eravamo tutti tranquillissimi e dove è stato accolto da un "falla finita frustrato" che sinceramente condivido. Questa non è gente in grado di gestire l'ordine pubblico. Preso dal furore (ma vi assicuro che VERAMENTE non era necessario) un altro poliziotto, stavolta in divisa, ha scarrellato con la sua pistola (vuol dire mettere il colpo in canna), puntanto la sua pistola contro i tifosi, che - ovviamente - se la sono presa a male. Fatto sta che alla fine arriviamo a Campi Flegrei. Ci si aspetta una gentile accoglienza da parte dei napoletani ma non si vedono. Piccolo tratto di strada a piedi e (le barriere frangifolla si vedono solo nei film americani) tutti vengono ammassati alla fine di un tunnel: c'è da salire una scaletta larga 1 metro e mezzo. Prevedere l'effetto imbuto sarebbe ovvio per qualsiasi imbecille, non per chi ha gestito l'ordine pubblico a Napoli. Quando arrivo ai cancelli la situazione è già agitata. Vengono lanciati i primi lacrimogeni nell'antistadio del nostro settore. La cosa fa scappare: a) gli stessi poliziotti; b) i controllori dei biglietti. Risultato: cancelli spalancati e tutti dentro! Si sarebbe potuto entrare con un carrarmato e senza biglietto (il mio non è stato ovviamente strappato). Appena dentro la sorpresa.
Dalla destra, in alto, giovani scugnizzi tirano mattoni e pietri gigantesche ai tifosi della Roma, in una specie di tiro al bersaglio che qualche vittima la fà. La polizia è totalmente inefficiente. Non è colpa dei "poveri" celerini, che alla fin fine qualcosa cercano di fare lanciando contro di loro dei lacrimogeni, ma di chi comanda: il Questore di Napoli (poverino, dice: "hanno venduto troppi biglietti ai tifosi della Roma....." SOLO LUI IN TUTTA ITALIA NON LO SAPEVA...). Fatto sta che a nessuno dei sovrintendenti di P.S. viene in mente che forse sarebbe il caso di mandare qualcuno lì sopra a mandare via questi giovincelli che lanciano massi di sotto.... I romanisti si rompono le palle (vorrei vedere) e iniziano a loro volta a lanciare sassi ai napoletani. Me ne vado dentro il settore, prima nella parte alta (e anche lì pioggia di sassi che passavano nelle feritoie della gabbia), poi nella parte bassa. La partita, la paura, la speranza, la gioia, la delusione. Tutto in 90'. Nell'intervallo altri lacrimogeni per degli scontri tra tifosi della Roma e polizia nell'antistadio. Alla fine, dopo parecchio tempo all'interno, la gente si stufa e carica le forze dell'ordine per uscire. Altre botte, altri lacrimogeni.
Ma finalmente si esce, alla mia destra una macchina incendiata della Polizia, alla mia sinistra cariche e controcariche. Non è il caso di prendere il treno e trovo un passaggio con il pullmann. La scelta non si è rilevata sbagliata.

Andata col treno: il poliziotto al centro ha puntato la pistola contro il treno a seguito di un lancio di sassi. Quello in divisa immediatamente dietro ha persino "scarrellato" puntando la pistola contro gli occupanti del treno

La parte superiore del settore nostro

Un seggiolino sulla "gabbia" che tutto sommato ci ha salvato: dovevano montarla intorno ai napoletani, più che intorno a noi!

Tafferugli nell'amtistadio

Striscioni in basso

Lacrimogeni nell'antistadio all'intervallo

In questo momento eravamo 
sull' 1-2

Residui napoletani sul "tetto" della gabbia

Il fumo di un'auto della Polizia in fiamme fuori dallo stadio

Tafferugli nell'antistadio

Un simpatico scugnizzo

Ritorno col pullman: si orina per strada dopo una giornata campale.
RESOCONTO DI DANIELE
Ieri è stata veramente una trasferta da incubo, sicuramente la più brutta fatta finora.....
Siamo partiti in 5 e siamo tornati in 4 perche' un amico nostro e' stato accoltellato sotto la curva B a mezzogiorno ed era tornato a Roma a nostra insaputa con altre persone che anche loro avevano deciso che era meglio scappare da quella città DI MERDA E DI MERDE (ma questo l'abbiamo saputo solo alla fine quando alle 18 passate un nostro amico ci ha chiamato dicendoci che stava a casa con 4 coltellate nella coscia.......)!!!!! Così abbiamo vissuto una giornata senza sapere dove fosse finito sperando che non stesse tra la lista degli accoltellati, invece.....
MA QUANDO UNO HA A CHE FARE CON GLI ANIMALI, TI DEVI COMPORTARE DA ANIMALE PERCHE' SE NO RISCHI DI NON USCIRNE VIVO..... E QUELLO CHE E' SUCCESSO TRA IL NOSTRO SETTORE E' LA CURVA A E' STATO  LLUCINANTE......E PENSATE SE NON CI FOSSE STATA LA GABBIA.....ADESSO INVECE DI 60 FERITI CIRCA, CE NE
SAREBBERO STATI 500, BASTI PENSARE A TUTTI I PEZZI DI MURO, SASSI, MATTONI E ALTRE COSE CHE HANNO TIRATO GLI INFAMI....A CUI OVVIAMENTE ABBIAMO RISPOSTO PERCHE' NON SI POTEVA ANDARE AVANTI COSI'!!
LA COSA PIU' "BELLA" L'HO VISTA AI CANCELLI PER ENTRARE, QUANDO DOPO QUALCHE CARICA DEI CARABINIERI DALLA PARTE DEI NAPOLETANI, SONO ENTRATO SENZA BIGLIETTO SVICOLANDO TRA POLIZIOTTI E ADDETTI AI CANCELLI, STANDO ATTENTO A NON PRENDERMI UNA MATTONATA IN TESTA DAI NAPOLETANI, CHE DALLE SCALE DELLA CURVA A SI DIVERTIVANO A PRENDERE LA MIRA SULLE NOSTRE TESTE........TRA LACRIMOGENI E SASSI CHE VOLAVANO DA TUTTE LE PARTI!!!!! Appena entrati cerchiamo altri amici che già erano entrati e ci mettiamo vicino a loro, cercando di non pensare troppo al nostro amico, sperando che la partita iniziasse il più presto possibile, ma era difficile.... e nel frattempo dovevamo guardare con attenzione cosa stava accadendo in curva A, dove, durante il pre-partita, hanno tirato di tutto, fino a quando i
carabinieri hanno deciso di intervenire, caricandoli!! Poi è iniziata la partita, dove la squadra era evidentemente tesa eno riusciva a giocare come al solito, e infatti verso la fine del primo tempo il napoli segnava. Ma 5 minuti dopo era il Gabriel che con una zampata delle sue riusciva a pareggiare; finiva il primo tempo e nuovamente dovevamo "stare in campana" per quello che succedeva in curva A (che penso sia a questo punto la più pericolosa di tutta Italia), dove la gente non va per fare il tifo, ma per fare male!!!! Ricomincia il secondo tempo convinti che entrasse Vincenzo, ma invece Delvecchio è ancora al suo posto e dopo qualche minuto Francesco segna il gol che ci consegnava lo scudetto; tutti erano ormai certi che era fatta, perchè vedendo il napoli tutti pensavamo che questa squadra non
riuscisse più ad impensierirci, ma non riuscivamo a chiudere la partita e come al solito, alla fine, con una punizone tirata a 2 all'ora da Pecchia, Antonioli riusciva nel "miracolo" di buttarla dentro per la gioia delle MERDE e la nostra immensa delusione!!! Entra finalmente Vincenzo e anche lui ha la palla buona per lo scudetto, ma sbaglia, anche innervosito dall' atteggiamento di Capello che lo ha fatto entrare subito dopo il gol napoletano!!! La partita finisce e sappiamo bene che dovremo aspettare parecchio prima di uscire, perchè i napoletani ci stavano aspettando; infatti dopo aver superato il piazzale antistante il nostro settore, sentiamo i colpi di lacrimogeni sparati dai poliziotti per disperdere i napoletani, ma nel frattempo anche i noi cercavamo di difenderci a modo nostro, tirandogli di tutto, e a quel punto i poliziotti hanno caricato anche noi!!!! Così ci avviciniamo a una camionetta della polizia, chiedendo se si potessero informare per sapere se si trovasse in ospedale, ma non riescono a trovarlo, e infatti dopo un po' ci chiama Stefano che ci dice che
l'altro sta a casa con le coltellate delle MERDE!!!!!!! Poi siamo andati alla macchina, anche lì convinti di trovare qualche "sorpresa", invece è per fortuna tutto a posto; e dopo aver preso la tangenziale e poi l'autostrada, riusciamo ad andarcene da quella città di MERDA, finalmente contenti di tornare a casa nostra!!!!!!! Il tifo e' stato buono ma discontinuo, dovuto sicuramente all' importanza
della partita, anche se giustifico ma non condivido in pieno questo atteggiamento, perchè anche a me è capitato di stare zitto, forse perchè troppo preso dalla partita e da tutto quello che era successo.......
ADESSO NON VOGLIAMO PIU' SCUSE, NON CI FREGA NIENTE DI CAPELLO E MONTELLA, DELLA STANCHEZZA DELLA SQUADRA, DEI PROBLEMI TECNICO-TATTICI E ALTRE COSE SIMILI; VOGLIAMO SOLO QUESTO SCUDETTO, CHE CI SIAMO MERITATI E CONQUISTATO SUL CAMPO, CONTRO TUTTO E CONTRO TUTTI!!!!
QUINDI PER DOMENICA FUORI LA VOCE E FUORI LE PALLE!!!!!!
UNA FEDE UNA VOLONTA' UN TRAGUARDO, VINCERE MALGRADO TUTTO!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
DAJE ROMA DAJEEEEEEEEEEEEEEEEEE, CI ASPETTA L'ULTIMA FINALE DA GIOCARE ALLA MORTE!!!!!!!!!!!!!!


RESOCONTO DI FEDERICO V.
Ieri siamo partiti per Napoli alle 9,20 e sono rientrato a casa  all'una di notte.  Mai così felice di essere a Roma come ieri notte. 14 ore di follia pura.  E l'ansia di mia moglie, le sue solite rimostranze .....; sei un professionista, hai una famiglia, etc. etc. ; l'umiliazione per quello che abbiamo dovuto soffrire e l'umiliazione per i titoli dei giornali di oggi ed i servizi in tv. Un titolo in particolare voglio citare: "Vergogna Ultrà", sul Messaggero.  Io sono stato ultrà e non me ne vergogno.  Essere ultrà è differente dall'essere un tifoso normale.  Ed è differente dall'essere un teppista o zingaro. Mi vergogno piuttosto di essere cittadino di questo paese, per quello che ho visto ieri.  Scriverò cose scomode e so che molti storceranno il naso, ma solo chi è stato lì può sapere.  Lo dico brutalmente: il contegno del reparto Celere di Napoli è criminale.  L'organizzazione dell'ordine pubblico a Napoli è stata criminale.  L'accoglienza della mobile di Roma a Terricola riservata ai tifosi della Roma che viaggiavano in treno è stata criminale.Siamo arrivati a Napoli con il secondo treno e siamo rimasti nel piazzale antistante Campi Flegrei in attesa del terzo treno.  Dai palazzi contigui pioveva di tutto, anche bombe carta. I celerini ci apostrofavano con epiteti che variavano da "stronzi" a "bastardi, la festa ve la facciamo noi".
Ad ogni modo, il tragitto verso il San Paolo non ha riservato particolari problemi.  Meno fortunati i tifosi giunti in pullman o in macchina, che hanno dovuto raggiungere il nostro settore  senza scorta.   All'ingresso, ordinaria amministrazione: ingiustificate cariche di alleggerimento, poi si è entrati tutti, senza alcun controllo di biglietti e senza perquisizioni.  Questo alla faccia di chi aveva fatto le file all'Olimpico per comprare i biglietti e alla faccia del preteso dovere di controllare l'ordine pubblico.  Dentro allo stadio, pioggia di sassi ed altri oggetti provenienti dalla curva A e nuovi disordini tra una ristretta frangia di tifosi ed un reparto Celere romano.  Risultato: lacrimogeni in tutto il settore inferiore.  Ma il vero casino è scoppiato all'uscita.  Quella era Beirut, non Napoli. Caricavano tutti quelli che uscivano dallo stadio. Inspiegabilmente, non ci hanno tenuto molto dentro nel dopopartita, ma hanno ben pensato di allietare la nostra attesa e di mantenere gli animi tranquilli ricoprendoci di lacrimogeni.
All'uscita il caos, come diceva prima.  Invece di organizzare il corteo come per il tragitto di andata (sarebbe stata la soluzione più razionale) hanno deviato il percorso verso sinistra in una piazzetta che era chiusa ad imbuto con diversi mezzi della Celere.  Perché, perché chiuderci in un imbuto? Da dove avremmo dovuto defluire verso la stazione o il parcheggio degli autobus?  Conosco Napoli per cui, uscendo dallo stadio, ho chiesto ad uno di loro perché ci facessero prendere quella strada, perché ci volessero chiudere, tutti quanti, sia quelli che dovevano prendere il treno che quelli in bus.  La risposta è stata che ci avrebbero portato loro cogli autobus.  La risposta vera è che volevano massacrarci (leggere quanto scrivevo sul pre-Napoli/Roma al riguardo, n.d.L.).  Cariche su cariche, teste spaccate indistintamente, tanti quarantenni, non di certo ultras, coi volti sanguinanti.  Lacrimogeni sparati ad altezza d'uomo ed ovviamente, controcariche dei romanisti.   Eravamo attaccati contro il muro, a destra la muraglia di mezzi blindati, a sinistra le cariche della celere, ancora più a sinistra i romanisti che contrattaccavano.  E facevano bene. Praticamente eravamo tagliati fuori, poteva essere un nuovo Heysel, perché la gente terrorizzata poteva scappare solo contro il muro.  Decidiamo di arrivarci da soli alla stazione, rimanendo in quell'imbuto ci avrebbero massacrati.  L'unico modo era saltare un muro di un paio di metri di fronte a noi e aprirci un varco, poi correre per cinquecento metri fino alla stazione.  Quelli più esperti tra noi hanno guidato il gruppo. Saltato il muro, attraversiamo in gruppo la piazza sottostante, prima del viale che porta alla stazione.  Lì siamo stati selvaggiamente attaccati dai Carabinieri.  Allucinante.  Nuovi lacrimogeni e cariche, le donne tenevano le mani in alto e imploravano di non essere colpite, ne ho visto più d'una cadere sotto le manganellate.  Un paio ne ho prese anch'io, ma non mi sono fermato.  In certi frangenti l'ultima cosa da fare è fermarsi.  Mi sono liberato dall'attacco ed ho corso con tutta la forza che mi rimaneva verso la stazione, tra cariche incrociate, lacrimogeni, e pioggia di ogni tipo di oggetti.  Entriamo in stazione e prendiamo il treno.  Siamo stati tra i primi. Fuori continuava la guerriglia urbana.  Un solo "treno merci" per raccogliere tutti i tifosi arrivati con tre treni a cui si sono aggiunti molti tifosi rimasti senza pullman (pare che molti pullman si siano dileguati nel nulla, anche questo incredibile).  Niente acqua, ammassati come bestie, aspettiamo la partenza per ore, tra cariche dentro al treno e controcariche.  Alla fine si parte e l'arrivederci di Napoli ha qualcosa di grottesco:  Carabinieri e Celere schierati sul binario ci tirano pietre contro il treno.  Ad ogni modo, sconvolto dalla fatica, da tutto quanto visto e  subìto, e chiaramente dal risultato della partita, mi sento sollevato.  Penso che il peggio sia passato, in fondo non è la prima volta che viaggio in un treno bestie, senza nemmeno lo spazio per sedersi.  Eppure avevano detto che simili treni non ne avrebbero più fatti, dopo la tragedia dei salernitani.  Ma mi sbagliavo. All'altezza di Formia la vera tragedia.  Qualcuno, forse esasperato dalla sete o dalla scomodità, tira il freno a mano.  I primi scendono per comprare da bere. All'inizio non succede nulla di grave.  Poi la situazione degenera, alcuni soggetti, che nulla hanno a che fare con l'essere ultrà e che posso solo definire zingari, sfondano il bar della stazione.  Esce un poliziotto che pistola alla mano spara un paio di colpi, nella bagarre uno dei suddetti criminali gli rifila una coltellata ad una gamba.  Riparte il treno, ma ho la morte in cuore perché so che a stazione Termini ci fermeranno e passerà altro tempo prima di tornare a casa.  Succede di peggio. Il treno viene fermato a Terricola, un buco nero da qualche parte sull'Appia.  Non si capisce nulla.  Noi eravamo seduti tra un vagone e l'altro, almeno in dieci. Si apre una porta all'improvviso e parte una sassata che prende un mio amico in piena fronte.  E' il panico, il fuggi fuggi dentro il vagone.  Ci comprimono in pochi vagoni, non sappiamo cosa succede negli altri, tirano pietre contro le finestre per farcele tenere chiuse.  Ci volevano asfissiare? Molti si sentono male.  Dopo un'ora ci fanno uscire: uno ad uno, tra insulti e percosse, una provocazione per creare il finimondo.  Basterebbe una sola parola, un solo accenno. Confesso di provare paura vera, per la prima volta nel corso della giornata.  Per fortuna riusciamo a convincere tutti a non reagire, a non dire assolutamente nulla.  Sarebbe stato un macello.  Il funzionario - parola grossa per un provocatore-macellaio - mi dice con un accento meridionale
"è bravo dottore, colla maglia della Roma, non si vergogna?".  Avrei voglia di rispondere, non sapevo che la maglia della Roma fosse reato.  Avevo voglia di rispondergli: "e lei non si vergogna, da tutore dell'ordine, a comportarsi così?".  Ma davvero non ne vale la pena.  Identificato, vengo perquisito, mi viene sottratto il rullino fotografico - paura per le foto che ho fatto in quanto scomode testimonianze? - ,con le mani sulla nuca, in fila indiana, un celerino mi intima che "se te movi dalla fila te ce rimetto a carci n culo"; veniamo trasportati su un autobus e finalmente arriviamo a Termini.  Sull'autobus chiacchierando con alcuni a cui è stato sottratto il documento di identità cerco di fargli presente che, a rigore di legge, hanno i loro diritti da tutelare. Non è possibile trattarci tutti così, se è vero che c'era qualche zingaro sul treno è anche vero che la maggior parte era composta da inermi tifosi.  Ma la risposta di questi poveri diavoli è "tanto co quelli c'hai sempre da rimette". L'epilogo di una giornata tutta da dimenticare. Perché questo lungo sfogo dunque?  Perché ho una nausea dentro che copre tutto,e francamente, di pensare al viziato miliardario Montella proprio non mi riesce.  Non ho scritto per fare una apologia del teppismo o della violenza chiaramente.  Per me essere ultrà, vecchia maniera, significa solo essere al fianco della Roma, sempre e comunque, malgrado i pericoli e le scomodità.   Per questo sono andato a Napoli, malgrado tutto.  Per non farla sentire sola in uno stadio ostile, per spronarla ed incitarla.  Ma non è bastato ovviamente.  Rimane la violenza di una giornata di guerriglia urbana.  Ma la violenza va analizzata, bisogna chiedersi i motivi,bisogna indagare le dinamiche.  Altrimenti rimaniamo alle facili generalizzazioni:
Bravi ultrà che bella coreografia, vergogna ultrà per i tafferugli.  Una cosa è stata la violenza di Napoli, un'altra la barbarie di Formia. Ma alla base c'è sempre una totale mancanza di professionalità delle forze dell'ordine preposte che, soprattutto a Napoli, tendono ad essere parte del problema più che a risolverlo.  Questo tragico gioco che è diventata ogni trasferta (ma soprattutto Napoli) piace a tanti, non solo agli ultras che rispondono alle provocazioni o agli zingari che si portano dietro i coltelli.  Piace anche agli "ultras in divisa". Perché gli insulti all'arrivo a Napoli, perché quelle cariche all'uscita, perché l'imbuto, perché i lacrimogeni ad altezza d'uomo, perché le teste spaccate a donne e padri  di famiglia, perché un treno speciale come quello approntato, dove si fa di tutta l'erba un fascio, tifosi, ultras e teppisti.  Un treno che di speciale aveva soltanto la totale mancanza di rispetto dei diritti basilari di ogni cittadino, che sia egli tifoso, ultrà o collezionista di francobolli. Dice un proverbio vietnamita, "se hai una tigre in casa il modo migliore per liberartene è di tenere la porta aperta". Chi vuole intendere intenda, e magari porti alla luce il problema e si inizi una discussione seria, un confronto aperto volto alla soluzione del problema.  Se no, si continui così, fino alla prossima, inevitabile tragedia.
Forever Ultrà

 


RESOCONTO DI GABRIELE T.
Arriviamo a Napoli con i pullman dell'AIRC verso le 11.30, siamo tra i primi e, nonostante ci avessero fatto aspettare incolonnati sulla tangenziale per 1 ora causa "disordini allo stadio", quando arriviamo (sembra con un percorso alternativo) la situazione appare tranquilla. Ci strappano il biglietto all'entrata, ci incolonniamo per le scale, ma già quando siamo alla fine delle scale vediamo che sotto cominciano incidenti.  Da sopra leggiamo una scritta verniciata per terra (dentro il nostro settore) "benvenuti coatti bastardi". Dentro la stadio ci sistemiamo in alto vicino ai vetri confinanti con la curva a.
Io non sono razzista, ma i ragazzini del napoli (tra i 12 e i 18 anni) sono dei veri animali, cose da 3° mondo. Sputano sui vetri, si calano i
pantaloni e mostrano i loro affaretti piccoli... tirano di tutto, dai seggiolini ai mattoni (ma poche monetine, a quelle probabilmente ci tengono di piu'). Tutto contro il vetro e le reti. Poi trovano un varco e nella parte alta le cose passano. Alcuni di noi rispondono, dalla parte loro non c'è un poliziotto, dalla nostra pochissimi. Ripetono di stare calmi ma non possono intervenire. Loro cominciano ad essere tanti, nel nostro gruppo ci sono anche delle ragazze che si spaventano e siamo costretti a spostarci. Andiamo dalla parte opposta, nel frattempo il lancio di oggetti è fittissimo e gli oggetti scavalcano le reti ricadendo in mezzo al nostro settore.
Evidentemente sotto la curva a i napoletani stanno litigando con la polizia perchè ad un certo punto rientrano tutti di corsa, si sparano i lacrimogeni ed entrano le "forze del disordine" che accennano pure qualche carica. Ma sebrano finte, tra cani non si mozzicano.... Con l'arrivo della polizia (che poi si schiera vicino ai vetri) il lancio di oggetti si calma, e si arriva fino all'inizio della partita in un clima per noi abbastanza tranquillo, mentre i napoletani continuano a battagliare con la celere. Da sopra possiamo vedere che arrivano altri romanisti, il nostro settore è già stracolmo, e sotto c'è una marea di gente. Sfondano i cancelli (ma in realtà sembra che poliziotti e funzionari si tolgano senza opporsi). Altri lacrimogeni e qualche carica, ma non guardiamo più perchè la partita è iniziata...
poi verso il 30° vediamo che molti tifosi sono stati sistemati sotto la curva b. Partita strana, la Roma è padrona a tratti, a tratti si rilassa. Dopo il gol di Totti abbiamo l'impressione che il trucche e trucche sia nostro, ma veniamo svegliati da un gollonzo del caz. Se Cafù avesse messo dentro il 3 a 1... Lo striscione dei napoletani per Alessandro è quantomeno la dimostrazione che hanno un briciolo di dignità, ma sono sempre animali io non sono riuscito ad applaudirli. Finisce la partita, ce ne stiamo tranquilli ad aspettare. Quando aprono le uscite ci avviciniamo verso il basso ma vediamo rientrare motli di corsa. Altri lacrimogeni, dicono che fuori è guerra vera. Una macchina prende fuoco, e tra fumo e lacrimogeni non si respira più. Io e un mio amico decidiamo di uscire per vedere, c'è parecchia gente affacciata sul davanzale della piazza... sotto cariche e controcariche, non capisco se c'è vendetta per i fatti passati o solo rabbia per il risultato. Ma mi sembra più una vendetta... e anche se non sono un tipo violento mi piacerebbe partecipare... se lo meritano, no? Poi vedere che quando prendono un ragazzo lo colpiscono in venti continuamente... fortuna che arriva un lacrimogeno e siamo costretti ad allontanarci. Nel frattempo un lacrimogeno ci passa sopra la testa ad alta velocità, se prende qualcuno lo ammazza! Rientriamo verso i bagni e arrivano i primi feriti.. chiamo quelli del pullman, loro sono già arrivati ai mezzi. Ma anche li' c'è un bel via-vai di gente che scappa e corre. Noi arriviamo un'ora dopo quando ormai la situazione si è calmata. Dobbiamo aspettare un'altra settimana, si comincia a sentire gente che dice che il trucchetrucche è perso, io invece sono ottimista e mi aspetto la festa domenica. Crediamoci e
incitiamo i nostri ragazzi, ieri dopo il 2-2 la nostra curva si è ammosciata come al solito... Siamo ad un passo, non molliamo proprio ora!
Gabriele p.s. un ringraziamento all'autogrill La Macchia per il cibo e le bevande gentilmente offerte...

Videoscontri # 1

Videoscontri # 2

Videoscontri # 3

Videoscontri # 4

RESOCONTO DI LUCA S.
Si sapeva che questa fosse una trasferta particolare non adatta a chi di trasferte non ha molta esperienza ,comunque nonostante questo mi sono sentito di andare … Arrivo a Napoli alle 2:45, il settore ospiti è stracolmo ma c’è ancora tantissima gente fuori che deve entrare, nel casino c’erano pure alcuni napolecani che rubavano sciarpe e portafogli… Proviamo ad entrare da un’altra entrata ma ci sbarrano gli ingressi…  Alla fine veniamo messi nell’anello inferiore del distinto quasi sotto  la currva B…E’ piovuto di tutto: dai seggiolini ai cessi dalle bottigliette di plastica a enormi pezzi di vetro da sassi a torce e a bomboni per non parlare delle monetine che se le raccoglievi tutte diventavi ricco, volavano pure enormi pezzi di ferro…Durante la partita la Roma va sotto di un gol poi lo recupera e passa in vantaggio, sembrava ormai fatta , ma una punizione di Pecchia gela il nostro settore…Ci fanno uscire dallo stadio circa alle 6:30 e ci dirigiamo scortati alla stazione dove c’erano i Napolecani ad aspettarci…Bisognava stare attenti anche a tutto ciò che quegli zozzi ci tiravano dalle finestre dei palazzi…Alla stazione succede il caos, scontri tipo guerra civile e lacrimogeni dappertutto…Finalmente si sale sul treno e dopo un po’ questo parte… Va spedito fino alla stazione di Formia dove si ferma verso le 7:30…Alcuni coglioni pensano giustamente di distruggere la stazione e di saccheggiarne i magazzini…Dopo mezz’ora si riparte e il treno va diretto fino alla stazione di Torricola dove ad attenderci c’è un esercito di celerini…Un celerino sicuramente “fatto” entra sul nostro vagone e lanciando bestemmioni ed insulti di ogni genere contro di noi ci invita ad andare nell’altro vagone e appena passavi davanti a lui questo ti riempiva di manganellate, fortunatamente non è riuscito a colpirmi… Ci ammassano a tutti nell’altro vagone ci chiudono la porta e ci obbligano a chiudere i finestrini. Saremo stati all’incirca in 300 in un vagone ammassati come animali  e quasi soffocavamo, io mi stavo sentendo veramente male anche perché non avevo + saliva per quanto avevo sete…Fortunatamente riesco a mettermi seduto dopo mezz’ora, lì dentro siamo stati per circa un’ora…Alcuni ragazzi hanno anche chiamato la rai affinchè documentasse quella scena pietosa… Finalmente cominciano a farci scendere uno per volta e solo chi aveva la carta d’identità poteva scendere, una volta scesi c’era prima un celerino che ti perquisiva accuratamente e poi ti mandava da un altro che ti  ammazzava di botte a quel punto si doveva andare contro un muro con le mani dietro la testa e gli occhi bassi ,come i carcerati, e poi mettersi in fila per andare all’autobus e se poco poco non stavi in fila le botte si sprecavano…E pensare che questa era la celere di Roma e non la temuta polizia napoletana…l’autobus ci porta alla metropolitana fermata subaugusta e dopo mezz’ora ritorno finalmente a casa…Rimane il fatto che quello che è successo è scandaloso…La celere Italiana è anche peggio delle s.s. tedesche di cinquanta anni fa…L’efficienza di un paese si vede soprattutto dall’efficienza delle forze dell’ordine e dopo aver vissuto ciò non mi rimane che dire che l’Italia è un paese di merda…



RESOCONTO DI DOMENICO
NON TI LASCEREMO MAI SOLA...........................................IO C'ERO!!!!"
Eccomi qui a raccontare una nuova avventura dopo torino e bari.....................................Dopo 15 gg di passione alla ricerca dei biglietti e dopo aver ricevuto la solita speculazione sulle trasferte ai danni di noi tifosi alle prese tra responsabili dell'ordine pubblico,bagarini (ovviamente napoletani in qualsiasi parte del mondo tu ti possa trovare), ecco com'è stata la mia trasferta.
Ore 08.00 appuntamento sotto casa mia, colazione da Benaco e ritiro macchina alla Maggiore.Siamo in 4 e verso le 09.30 imbocchiamo l'autostrada per napoli.Inutile dire che non siamo soli una marea giallorossa sta invadendo Napoli..............................
Il viaggio scorre piacevolemente e tra risultati probabili e quelli scontati dopo circa 1 ora e 30 min arriviamo a Napoli, evitiamo per ragioni di traffico di prendere la tangenziale e ci dirigiamo direttamente verso il lungomare per raggiungere mergellina dove avevamo appuntamento con una mia cara amica di Napoli per consegnarci i biglietti che lei mi aveva gentilmente comprato ovviamente settore curva A............................come molti del resto!!!! Convinti da un certo languore di stomaco e dalle notizie di scontri nei pressi dello stadio tra tifoserie decidiamo di fermarci a mangiare al ristorante della mia amica "LES GAGAS" .Con ilpassare delle ore cominciamo a "sentire" il match ci prepariamo quindi alla volta del San Paolo. Arrivati nei pressi del nostro settore "la gabbia" parcheggiamo la macchina e a piedi ci dirigiamo verso l'ingresso............................Veniamo intercettati da un gruppetto di circa 15-20 sciacalli napoletani che cercavano di provocarci ma forse vista la nostra prestanza fisica, 4 romanisti di cui 3 vere brande alte 1.94 con fisico da paura,prima di passare ai fatti ci hanno pensato un pochino quel tanto che è bastato a noi per arrivare nel nostro settore.
Voglio fare un vero e proprio elogio da una parte a colui il quale si è inventato quella benedetta rete metallica io gli faccio un grande applauso, ma dall'altra vorrei sapere come hanno fatto a far entrare allo stadio delle pietre di una certa dimensione che erano ancora visibili perchè sono rimaste su quella benedetta rete metallica...........................se c'è qualcuno che fa qualcosa di costruttivo per permettere ai veri tifosi di seguire la propria squadra in trasferta dll'altra c'è sicuramente qualcuno che rema in modo contrario (forse le forze del disordine??? mah chissà).
Personalmente il risultato della partita non mi preoccupa più di tanto, anzi c'è più gusto lasciare ancora un barlume di speranza a quelli che stanno dietro del resto FINCHE' C'E' VITA C'E' SPERANZA...............................E CHI DI SPERANZA VIVE DISPERATO MUORE!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!Ultima nota positiva della giornata?? l'incontro in autogrill al ritorno con Pluto Aldair un boato appena è entrato e si è subito alzato un coro tutto per lui ci sono rimasto male quando mi è passato vicino mi ha dato la mano ed ho potuto constatare che zoppica e porta un tutore.................................credo che tutti avremmo voluto vederlo in campo contro il parma....................................Ultima annotazione perchè sono state allestite bancarelle con le bandiere con lo scudetto e come al solito chi le vendevano???? i Napoletani ovvio!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! Pè du sordi se venderebbero pure la mamma!!!!!!!!!!!!!!!!!

MESSAGGIO AI NAPOLETANI DI FRANCESCO
NON SO SE LEGGERAI MAI QUESTO RESOCONTO, PER ME QUESTO E' L'UNICO MODO PERTI CAPIRE E DIMOSTRARTI IL MIO DISPREZZO, SEMPRE SE LEGGERAI QUESTO RESOCONTO ( MA SONO SICURO CHE LO FARAI ) FAI I COMPLIMENTI ANCHE A TUOI AMICHETTI  E DI A LORO CHE SIETE UN BEL BRANCO, COMPLIMENTI LA VOSTRA MISSIONE  HA AVUTO SUCCESSO , COMPLIMENTI PER L'AGGUATO ERAVATE PREPARATI BENE, ERAVATE IN 10 VERO? SE NON SBAGLIO NON PIU' DI 18 ANNI, COMPLIMENTI PER I PUGNI SIETE OTTIMI ATLETI, IN CHE PALESTRA ANDATE? E COMPLIMENTI PER LA COLTELLATA SIETE DEGLI EROI, MERITATE SENZA OMBRA DI DUBBIO UNA MEDAGLIA AL VALORE,  PERCIO' IO FRANCESCO B. VE LA CONFERISCO IN NOME DELLO SPORT E IN NOME DELLE VOSTRA MADRI, ( CHE SICURAMENTE NON SARANNO COME VOI ) DIMENTICAVO DI SALUTARE ( E COME NON POTEVO FARLO ) TUTTE QUELLE GUARDIE CHE HANNO FATTO FINTA DI NIENTE DI FRONTE ALLA VOSTRA IMPRESA GOLIARDICA,  MA MI  SORGE UN DUBBIO ERANO VOSTRI ALLEATI ? TI SALUTO MIO CARO " TIFOSO NAPOLETANO " E TI AUGURO DI COGLIERE DALLA VITA IL MEGLIO PERCHE' NE HAI BISOGNO URGENTEMENTE
UN SINCERO SALUTO INVECE AL PORTANTINO DEL PRONTO SOCCORSO  CHE HA DIMOSTRATO CHE IN FONDO A NAPOLI ESISTE MOLTA BRAVA GENTE,
UN FORZA E CORAGGIO A LUCA DOMENICA " SE LI MAGNAMO"

RESOCONTO DI ALESSIO:
Napoli : una città di delinquenti.
Mai avrei immaginato di vivere una domenica così pericolosa solo per una partita di calcio.
Le premesse per questo delicatissimo Napoli-Roma erano già agghiaccianti, se si pensa alla disorganizzazione nella vendita dei biglietti o al totale disinteresse a tutelare i tifosi intenzionati ad accompagnare e sostenere la propria squadra, anche con auto private, nel momento in cui potrebbe coronare il tanto inseguito sogno tricolore. Si pensi anche che la squadra partenopea di contro viveva l’amarezza di una retrocessione imminente ed inevitabile oramai, e che quindi avrebbe avuto un pubblico frustrato e pronto a scatenare disordini di ogni tipo, come del resto è tipico fare per i napoletani.
Ad attenderci infatti c’era una inferno, nel quale ci si doveva saper muovere in tutta fretta stando bene con gli occhi aperti. Una gigantesca trappola, una pazzia premeditata.
Napoli aveva l’apetto di una galera a cielo aperto, con criminali di ogni sorta a farla da padroni.
Attacchi contro i tifosi giallorossi in arrivo allo stadio in continuazione e ovunque.
Sin dall’autostrada si sono verificati lanci di pietre e massi contro pullman e auto con bandiere della Roma. Io ho raggiunto il S. Paolo con la mia auto, da solo, con la bandiera nel retro.
Una volta vicini allo stadio, la tangenziale si blocca per il traffico intenso di auto, e ci si trova in balìa di delinquenti di ogni razza. Bande di luridi sciacalli napoletani controllano le auto in cerca di Romani, mentre non c’è polizia e controlli di nessun tipo.
30 metri nella fila avanti a me, un furgoncino di tifosi della Roma bloccato nel traffico viene aggredito da 7 o 8 teppisti a bordo di motorini, che con spranghe e caschi distruggono il mezzo.
È stata mezz’ora di paura per me, ho rischiato.
Subito dopo c’è l’ingresso alla zona pedonale, con un solo vigile urbano, che non sapeva dove dovevo andare. Praticamente in preda agli animali, sotto il S. Paolo vicino alla curva A, da solo.
Vedo di nuovo il furgoncino di prima, ci sono anche una macchina e un blindato della polizia, i primi che vedo in città, e mi unisco a loro. Ci scortano per il tunnel  e arriviamo sotto la zona d’ingresso del settore ospiti.
E qui vedo anche centinaia di tifosi che arrivano insieme scortati dalla celere.
Pensavo di essere arrivato … ma dall’alto iniziano a piovere cocci, pezzi di marmo, pietre e monete, bottiglie e bombe carta. I tifosi del Napoli avevano finito di aspettare e, aiutati da forze dell’ordine inadeguate e quasi complici, davano vita al loro balletto di benvenuto.
Tra fumi e gas, la folla cerca di ripararsi ma non è facile visto che i napoletani sono 10 metri sopra.
A questo punto, mentre vengono dispersi i teppisti, i romanisti si affollano davanti ai cancelli, e io mi trovo a dover parcheggiare l’auto all’esterno del tunnel.
La polizia mi costringe ad andare da solo al di fuori, e quando esco sento piovere bottiglie scagliate contro la macchina. Neanche uno mi ha preso, ma è stato un miracolo.
Nel piazzale è un brulicare di fetenti napoletani che si riversano allo stadio in canottiera e birre Peroni alla mano, nel loro stile. Molto simili agli zingari anche per tratti somatici. Stessa razza.
Trovo posto a più di cinquecento metri dall’entrata, e per fortuna avevo lasciato la bandiera sotto il tunnel, perché mentre cammino frettolosamente per riguadagnare i cancelli, sento che c’è una caccia al romano da parte di tutti e la polizia non si vede neanche.
Non ci sono assolutamente controlli di nessun tipo nei dintorni dello stadio, e mentre vola di tutto e si levano i gas lacrimogeni, mi rendo conto che dentro allo stadio ci potrebbe essere anche qualcuno con la pistola (!).
Correndo in mezzo ad un mare di rifiuti e oggetti lanciati, raggiungo finalmente la mia bandiera e vado addosso ai cancelli dove c’è molta meno gente di quella che avevo lasciato dieci minuti prima.
Non certo d’accordo a rimanere vittime di una sassaiola infatti, i tifosi avevano sfondato il cancello ed erano entrati in massa. Poi il cancello è stato chiuso dalla polizia.
È stato riaperto dopo venti minuti, e tutti sono entrati, ovviamente senza controlli.
Chi con il biglietto ospiti, magari sudato o stra-pagato, chi come me con una curva A comprata a Napoli, chi con curva B, chi senza biglietto. Tutti dentro !
Risultato, un settore ospiti affollato fino all’inverosimile, una ressa disumana, non so quante migliaia, e molti altri dovevano arrivare ancora.
La rete metallica alta 18 metri, sistemata sulle nostre teste, ci ha salvati da un selvaggio bombardamento a colpi di razzi, bottiglie e ancora sassi e pietre grandi come libri !
La partita è tesissima, e tra una carica e l’altra (tutte della polizia contro i napoletani che cercavano di raggiungere il settore ospiti) prima segna il Napoli, ma la Roma reagisce e si porta sul 2-1 con Batistuta e un gran gol di Totti.
Gol che per mezz’ora vale lo scudetto, ma alla fine viene neutralizzato dal definitivo pareggio di Pecchia su punizione, complice l’ennesima grossolana ‘papera’ di Antonioli.
Ma il peggio deve ancora venire. I tifosi del Napoli ci aspettano di fuori.
Dopo più di un’ora, stremati dalla sete e dal caldo, ci viene consentito di uscire ed è il panico totale.
Mentre arrivano i sassi dei napoletani nascosti in attesa del nostro passaggio, i romanisti distruggono tutto quello che c’è sul loro cammino, comprese le auto della polizia.
È guerra.
Mentre molti sono ancora dentro lo stadio, fuori sono solo scontri e cariche a ripetizione con manganellate per ‘tutti’. I gas lacrimogeni mi distruggono il viso e devo scappare sia dalla folla sia dalle cariche sconsiderate delle guardie.
Riesco a scavalcare il grosso cancello della Mostra d’oltremare, nel cui piazzale erano sostati i pullman di Roma, con molti tifosi già in attesa.
Mi è praticamente impossibile raggiungere la mia macchina perché proprio nella piazza tra me e l’auto la polizia fatica a tenere lontani i napoletani, intenzionati a scontrarsi con i romanisti che devono essere scortati a piedi fino alla stazione.
Stazione che oggi è completamente distrutta, secondo i giornali.
Quindi decido di aspettare che siano partiti tutti per andare via.
Passano quasi due ore, e la situazione da guerra vera e propria passa ad una sorta di guerriglia, animata dagli ultimi e più pericolosi sciacalli napoletani che aspettano alle fermate dei bus e agli angoli delle strade con i motorini il passaggio di quei tifosi che temerari andavano da soli, o in pochi.
Dopo molto mi avvio, senza bandiera, verso l’auto e ancora vedo ronde di scooter e brutte facce.
Prendo la macchina senza dire una parola a nessuno, e quando imbocco la tangenziale è come una liberazione. La stessa strada con la quale ero entrato in quell’inferno fatto di gente di serie B e piccoli camorristi, ma nel senso giusto questa volta. Verso Roma.
La Roma rimanda la festa alla domenica in cui avrà tutto il suo pubblico con Lei, ed è meglio così.
Io giuro a me stesso di ripudiare Napoli ed i bastardi napoletani finchè avrò vita.
Spero che il Vesuvio torni ad essere lo splendido monumento naturale che è, lavando via con il suo fuoco la discarica partenopea, con tutta la sua sporca gente.
Spero di poter accogliere degnamente i prossimi napoletani che verranno a farci visita all’olimpico, ma non credo che questo avverrà in un futuro immediato, visto che patiranno la vergogna della serie B per molti anni ancora.
La Roma invece, per non aver saputo chiudere il match con un 3 o 4 a 1, si ritrova a dover giocare adesso in una partita tutto un campionato. Il parma è gia matematico in champion’s, ma in una partita secca può accadere qualunque cosa. Se la Roma pareggia  e la Juve vince sarà spareggio-scudetto Roma-Juve. Ma la Roma non si può far sfuggire ciò che ha costruito giocando un campionato esaltante e dominato sin dalla prima giornata. Non a caso dopo un mese di pareggi siamo ancora in testa a +2.
Una vittoria contro il parma farà esplodere la capitale.
Come sempre noi saremo nel vivo degli eventi, ad assaporare il tutto.
Vaffanculo Napoli !
NAPOLI MERDA , NAPOLI COLERA
SEI LA VERGOGNA DELL’ ITALIA INTERA


RESOCONTO DI DONALD FRANCIOLI
Quest'anno per la prima volta ho partecipato a qualche trasferta della Roma, dopo dieci anni di abbonamento prima in curva con mio padre e poi in distinti sud con gli amici, dieci anni in cui ho avuto paura solo per le sorti della Squadra, mai avrei creduto che  per assistere ad un evento sportivo avrei dovuto temere per l'incolumità mia o per quella dei miei
amici.
A Milano con l'Inter eravamo proprio tanti e ci hanno scortato dalla stazione al settore, mi sentivo un po' represso da tutta quella polizia, ma alla fine ho visto solo persone che facevano il proprio dovere. Stessa cosa a Firenze e Torino; a Perugia giocavamo praticamente in casa...Quattro trasferte e ormai ero convinto che quella tranquillità che trovavo all'Olimpico fosse consuetudine anche lontano dalla Capitale. Mi dicevo: "se non te la vai a cercare non ti succede niente".
Mercoledi il mio amico Boccia mi ha convinto che dovevamo prendere la mia macchina, così domenica mattina partiamo in cinque verso Napoli. Sull'autostrada la solita festa, noi eravamo totalmente anonimi, ma in giro si vedevano solo macchine giallorosse. All'Autogrill un mio amico mi consiglia di cancellare la scritta ROMA dal portatarga, io acconsento subito perchè ho solo quella, ma la cosa devo essere sincero mi addolora perchè mi è sembrato come se dovessi vergognarmi di essere Romano.
Arrivati a Napoli cominciamo ad avere un po' di paura perchè non vedevamo più neanche un Romanista, i cartelli ci indicano di uscire ad Agnano, e allora mi dico che sarà come tutte le altre volte, nella speranza che le cose fossero organizzate in maniera opportuna, dopo tutto per due settimane non si è parlato d'altro che di trasferta a rischio. Dall'uscita della
tangenziale in poi comincia l'incubo, veniamo abbandonati a noi stessi senza un indicazione, avevamo paura di chiedere indicazioni ai vigili per non essere riconosciuti come stranieri. Fermi  a un semaforo c'erano una Micra e un Transit con i vetri sfondati, mi fermo cinquanta metri più avanti,ormai eravamo sotto lo stadio e si vedevano solo sciarpette e bandiere azzurre,
chiedo ad un carabiniere dove fosse il parcheggio ospiti, questo ci dice di andare dritti...ci ha mandato sotto la curva A. Il tempo di rendercene conto e ci troviamo a passo d'uomo tra due ali di gente che ci scrutano aspettando solo di avere la prova che siamo Romani, un pischello c'avrà avuto sedici anni ci chiede l'ora per carpire il nostro idioma ma noi facciamo finta di
niente. Passiamo davanti ad un bar proprio di fronte allo stadio con decine di persone di fuori e una macchina contromano ci si piazza davanti, quell'attimo è durato dieci anni, poi capiamo che per non sembrare delle mosche bianche dovevamo fare un po' i "napoletani" così fregandomene del codice prendo la prima traversa e mi levo da quel casino. Ci eravamo letteralmente persi per le vie di Napoli nel quartiere antistante lo stadio,solo una grande dose di fortuna ci ha tirato fuori sani. Facciamo di nuovo
il giro dello stadio, questa volta passando col rosso ad ogni semaforo e un vigile alla domanda DOVE E' IL PARCHEGGIO ci dice "lo sapete bene dov'è"! Non ci perdiamo d'animo finalmente una persona seria, mi pare un poliziotto, ci dice che dobbiamo tornare indietro e girare a non mi ricordo a quale semaforo. Altro giro altra smaltita, roba che volevo quasi tornare a casa, e
finalmente il parcheggio. Di quello che è successo dentro ne hanno già parlato in tanti, le cose che hanno colpito anche me è sono state l'assenza di polizia in curva A, le urla della gente quando un sasso entrava nella "gabbia", la scritta "IO USO IL
CASCO" quasi ironica sotto quella pioggia di calcinacci e monetine, quell'unico celerino che è entrato da solo tra i napoletani che gli tiravano di tutto per aprire un varco per gli altri e le lacrime finali, ma solo quelle provocate dai lacrimogeni, perchè ancora siamo primi e non è il caso di mollare proprio ora.
Questa è stata la mia esperienza, ho avuto paura, non tornerò più a Napoli per una trasferta, perchè per me seguire la Roma è un'altra cosa. Guiderei fino in Islanda per vedere una partita importante, potrei stare due notti senza dormire, ma la salute non la voglio più rischiare. Soprattutto perchè ho capito che non c'è piano antiviloenza che tenga in certi posti, se una
guardia ti manda al massacro è impossibile fidarsi delle forze dell'ordine che ti dovrebbero proteggere. Ora certi giornali se la stanno prendendo con tutti quelli che c'erano a Napoli...ma non è così che sono andate le cose, noi eravamo là e c'era tutta una curva che ci dava addosso, polizia e carabinieri che caricavano apparentemente senza motivo, stavamo tranquilli e
beati aspettando che ci lasciassero uscire ed ecco altri lacrimogeni..."se non te la vai a cercare non succede niente"...va bene quasi sempre, non  a Napoli.
Donald Francioli

RESOCONTO DI PAOLO
Io nel mio resoconto non vorrei dire o megli raccontare nuovamnete tutti gli scontri che sono successi perche tanto in fin dei conti pure se lo raccontiamo con parole diverse piu' o meno la salsa è la stessa.
Io dal tuo sito avevo raccontato la mia vicenda di Salerno per quanto riguarda il treno e para para è risuccessa ma stavolta molto piu' gravemente.
Ma io dico, se noi che non siamo tutori dell'ordine ma ultras (e rigrazio Dio di essere ultras e non tutore) capiamo che alla stazione possono esserci casini, che ai cancelli ci puo' essere la caciara perche' avemo comprato una cifra de biglietti di Curva A etc etc mi dici quelle guardie (CENSURA, n.d.L.) e quei prefetti , questori (CENSURA, n.d.L.) come fanno a non capirlo, visto che per quel mestiere (CENSURA, n.d.L.) che fanno piano pure i soldi, ?
E poi alla celere una sola parola........... fate ridere.
Io a Torricola non c'ero ma cari amici di stadio mi hanno raccontato di storie incredibili , di pestaggi a donne a pischelli di 14 anni , veramente uno schifo, ma da gente che fa schifo che te vuoi aspetta'.
Pero' oramai da dopo Milan Roma ce semo fatti furbi e tutte le bastardate che fanno le forze del disordine oramai non le raccontiamo e basta (e quindi non abbiamo prove) ma le riprendiamo e quindi abbiamo prove.
Se voi volete cancellare il movimento Ultras sappiate che non ci riuscirete mai perchè il movimento Ultras è anni luce migliore sia moralmente che intellettualmente rispetto a voi , mie care forze del disordine.
Un saluto a tutti i veri gruppi ultras della Sud.

RESOCONTO DER TRIVELLA
semo partiti Domenica mattina , alle 8:30 con il diretto per Napoli(COLERA) , (tra l'altro ho chiamato sabato sera
il capostazione interno di Tiburtina per sapere se facevano lo speciale , e mi ha risposto :" lo deve richiedere la
polfer per MOTIVI DI ORDINE PUBBLICO" se Napoli-Roma non è a rischio...........) e siamo arrivati dopo 3-4 ore di
viaggio .
Usciti dalla stazione abbiamo aspettato gli altri due treni speciali e mentre aspettavo , m'è arrivata vicino una lampadina
al neon poi esplosa toccando terra . Partito il corteo dei tifosi, ero appena arrivato nel sottopassaggio per lo stadio ho sentito la bomba carta lanciata dai napoletani(COLEROSI). Entrato allo stadio ho visto che se nun c'era la gabbia chissà che succedeva , poi finalmente i cellerini hanno deciso di intervenire e tutto si è calmato .
La partita è stata molto sofferta e ho sofferto molto sopratutto al gol di pecchia(PUNIZIONE INESISTENTE) e secondo me Capello ha fatto cose giuste ma la squadra non è riuscita a concretizzare . Pazienza.
USCITA DALLO STADIO
Ci hanno tenuto per molto tempo nei corridoi dideflusso dicendoci che si doveva normalizzare la situazione fuori dallo
stadio(bastava fare un cordone anche con gli automezzi fino alla stazione che distava 700 metri).
Ad un certo punto ho visto che un cellerino aveva preso per un braccio un tifoso della roma , i suoi amici si sono precipitati per dividerli ed il cellerino per tutta risposta ha iniziato a menare i nostri con il manganello.
A QUESTO PUNTO SONO INIZIATI I DISORDINI , SE IL CELLERINO NON AVESSE REAGITO IN QUEL
MODO FORSE NON SAREBBE SUCCESSO NIENTE . NON SONO STATI I ROMANISTI A CREARE INCIDENTI
MA LE FORZE DELL'ORDINE REAGENDO IN QUEL MODO .
Sono uscito dalle porte gialle dello stadio e avevano lanciato i lacrimogeni , non riuscivo a tenere gli occhi aperti(nel frattempo bruciava l'auto della polizia) e mi sono diretto verso la piazza sulla destra , dalla quale volevo uscire ma i cellerini ci tenevano la dentro non so perchè . A questo punto c'è stato un RECIPROCO lancio di oggetti e una carica dei nostri .
Quando hanno caricato i carabinieri c'è stato il panico , io sono scappato verso la discesa sulla destra della piazza , ero sotto al muro e ho visto un carabiniere in divisa con il casco che sferrava una manganellata in testa ad un ragazzo in ginocchio
con le mani alzate , costringendo gli altri ragazzi che erano sul muretto a saltare giù (salto di 3-4 metri) .
Uscito dalla piazza sono andato alla stazione circa alle 18:20 .
Siamo partiti e arrivati a Formia la bagarre più completa : assalto al bar , sassaiola contro le macchine alla stazione , deposito delle FS saccheggiato , auto in fiamme e il solito STRONZO che ha accoltellato un poliziotto. Ma non c'è problema .
A Torricola ci hanno aspettato(PERCHE'AVEVANO TOCCATO UNO DEI LORO , POICHE' SE DEVASTAVANO FORMIA SENZA ACCOLTELLARE IL POLIZIOTTO A NOI NESSUNO CI FERMAVA) e hanno iniziato con prendere i documenti e dopo
tutti contro il muro mani sulla testa guardate per terra e "IL PRIMO CHE ALZA LO SGUARDO GLI SPACCO I DENTI"
e ancora "GUARDA STI' LEONI TUTTI A PECORONI" . Bè un trattamento così nenche le bestie ,  io sono abbastanza avvelenato come tutti quelli che erano su quel treno e penso che le forze dell'ordine avrebbero più rispetto da parte nostra se ci rispettassero . Bella se vedemo. Domenica..........................FORZAROMA!!!!!!!!!!!!!!!
 


 
(ANSA) - ROMA, 11 GIU - Sono 1.600 i tifosi giallorossi che
erano a bordo del treno partito ieri sera da Napoli e che sono 
stati identificati dopo i disordini nella stazione di Formia 
durante i quali e' stato accoltellato un agente di polizia. 
   La Digos sta ora svolgendo accertamenti su tutti gli 
identificati per stabilire eventuali coinvolgimenti e 
responsabilita' ''in fatti penalmente rilevanti''. In alcune 
carrozze del convoglio - che poi e' rimasto fermo a lungo nella 
stazione di Torricola - occupate dai tifosi piu' agitati, gli 
investigatori hanno anche sequestrato coltelli, pietre e oggetti 
e materiale rubato nella stazione di Formia durante il raid. 
Quaranta giovani che erano in queste carrozze e che non avevano 
i documenti sono stati fotosegnalati. Complessivamente, erano 
alcune centinaia le persone senza documenti. Si sta anche 
controllando quanti tra i tifosi controllati abbiano precedenti 
penali specifici. Gli accertamenti e il lavoro di riconoscimento 
delle persone coinvolte nei disordini vengono svolti con le 
forze dell' ordine di Napoli e Formia. (ANSA). 
DA KATAWEB SPORT
Quattrocento tifosi romanisti non hanno trovato dopo la partita Napoli-Roma i dieci pullman con cui erano arrivati allo stadio san Paolo e con cui dovevano tornare nella capitale. A bordo avevano lasciato carte di credito, soldi, libretti di assegni, telefoni cellulari, chiavi di auto.
"Quella di ieri è stata una giornata infernale - ha detto Simone C, 22 anni del gruppo 'XXI aprile 753', operatore di un' emittente televisiva - prima, durante e dopo la partita. Una trasferta tutta da dimenticare, cominciata in piazza san Giovanni, alle 6 del  mattino, con i pullman che sono arrivati in ritardo di due ore e finita poco prima dell'una di notte, quando sono rientrato a casa, dopo cinque ore di viaggio in piedi in un pullman dove un gruppo di amici mi aveva ospitato".
Il titolare della ditta di trasporti di Afragola, Giuseppe Massarini, ha replicato dicendo di essersi "limitato ad aiutare un'azienda di trasporti di Roma a mettersi in contatto con alcuni padroncini napoletani per trovare i dieci pullman. Nulla di più. La mia è una società seria. So soltanto che quando gli autobus sono arrivati in ritardo a Roma gli autisti, sono stati insultati, perchè napoletani, con i tifosi che volevano entrare nei bus oltre il numero consentito. Gli insulti sono durati per tutto il viaggio e i pullman, con cui questi conducenti si guadagnano la vita, sono stati distrutti. Per questo non si sono più presentati per riportare a Roma i tifosi. Avevano paura dopo quello successo all'andata".
Il giovane ha raccontato di aver pagato 120 mila lire tra biglietto e viaggio per partecipare a quella che doveva essere la giornata dello scudetto e che invece si è stata una domenica da cancellare. "Il pullman che veniva da Napoli poco prima di arrivare nella città partenopea si è rotto - ha spiegato - Abbiamo dovuto addirittura spingerlo ed è stato uno di noi e non il conducente a riparare il guasto. Quando siamo arrivati nello stadio, ci hanno messo in un settore dove i tifosi del Napoli, che erano sopra di noi, ci hanno gettato addosso di tutto, bottiglie di urina compresa".
Alla fine della partita il giovane romanista non ha trovato il pullman. "Non sono venuti a prenderci e siamo rimasti nel piazzale antistante il San Paolo, dove i tifosi del Napoli hanno continuato a bersagliarci di oggetti, topi morti, sì proprio topi morti, e anche rubinetti. Non sono voluto tornare in treno - ha proseguito il giovane - perchè mi immaginavo quello che poi sarebbe successo. Per fortuna ho trovato un gruppo di amici che mi ha ospitato a bordo del loro pullman. Nei nostri avevamo lasciato di tutto, io il telefonino e le chiavi dell'auto, che questa mattina ancora non avevo riavuto, mio cugino la carta di credito".
Oltre al suo gruppo, che era a bordo di quattro pullman, c'erano i tifosi di 'Cuore di curva', con quattro bus e quelli dei 'Gladiatori', con due. "Io addirittura mi sono dato da fare - ha precisato il responsabile della ditta di autobus campana - per far riavere agli organizzatori della trasferta tutto quello che era stato lasciato nei pullman". Il titolare dell'azienda ha voluto chiarire un particolare: "Non mi sarei aspettato che tifosi romanisti si sarebbero comportati in una maniera così violenta. Dai laziali sì; nell'ultima partita del Napoli a Roma ci avevano distrutto i pullman".
Ora il materiale che era negli autobus è tornato a Roma. "Stiamo controllando che ci sia tutto - ha spiegato Peppone, il leader di 'Cuore di curva' - I pullman che ci hanno fatto avere erano tutti vecchi, in condizioni pietose. Forse pensavano che dovevano portarci nel Kosovo. Stiamo controllando che non manchi nulla di quello che avevamo lasciato dentro. Certo che dovranno ripagarci anche i panini rimasti nei pullman. Per tornare abbiamo dovuto prendere il treno".

DA IL MESSAGGERO:
A San Giovanni
festa e delusione
per 200 mila tifosi
di ALDO DE LUCA
LUI era lassù, abbracciato al lampione come una scimmia. Era salito lassù per riuscire a vedere meglio la partita sul grande schermo. E doveva essere anche un tipo muscoloso, perché era sceso per riposarsi soltanto durante l’intervallo. E quando Totti ha scaraventato in rete la palla del due a uno, ha levato le braccia al cielo restando lassù solo con la forza delle gambe intrecciate al lampione. Ma quando al 37° quel Pecchia lì ha fatto a pezzi il Sogno, lui non ha retto il colpo: è crollato, è venuto giù come fosse di botto svenuto, precipitando dal lampione come un sacco. E’ stato soccorso e trasportato verso l’ospedale dall’ambulanza che conquistava a passo di formica un varco tra la folla ammutolita sempre da quel Pecchia lì. Non s’è fatto granché male, un paio di costole incrinate pare. Se lui è caduto dal lampione, il nigeriano invece s’è tappato gli occhi con le mani in segno di disperazione, e quando dopo qualche secondo gli occhi hanno rivisto la luce... erano pieni di lacrime. Che tenerezza, questo emigrante africano che nel momento della Grande Sfiga reagisce come un testaccino della Curva Sud.
Nell’immenso catino di piazza di San Giovanni, stadio da duecentomila per un giorno, sorge il sole tricolore dello scudetto romanista che tramonta però dopo mezz’ora esatta, che resiste dal settimo al trentasettesimo del secondo tempo. Trenta minuti coi cuori che volavano tra i picchi della montagna giallorossa della Felicità, poi la pugnalata alla schiena e nell’immenso catino venivano ammainate le bandiere. Ma calma e gesso: il sole non s’è spento e nemmeno sbiadito.
E a proposito di sfiga, come dimenticare lo sguardo affogato nel pozzo dell’amarezza di quella gagliarda popolana che era venuta a San Giovanni portandosi dietro i quattro figlioli, tre maschi e una femmina, otto anni il più piccolo quattordici il più grande. Con loro, quattro bandiere nuove di zecca appena comprate ma lasciate arrotolate e legate insieme, come un mazzo di fiori. Quando Totti scuote il cielo bussando alle porte del Paradiso, i quattro frugoletti si lanciano sulle bandiere sconvolti dalla gioia. «Nooo! Fermi. Ancora no, che porta jella! Fra un pochetto...». I quattro obbediscono, ma che fatica... in una piazza che è tutta una bandiera al vento. La femmina però non resiste e, non vista, scioglie il mazzo e sventola la sua bandiera sotto il naso della mamma. Che non trova il coraggio di rimproverarla. Ma quando al San Paolo si fischia la fine e a San Giovanni la delusione diventa pesante come il piombo, guarda negli occhioni mogi la figliola e, come in un soffio, fa: «Che t’avevo detto? Mo’ tocca davvero soffrì ancora un pochetto...».
Bisognava esserci ieri a San Giovanni, quando è cominciata la partita teletrasmessa. L’urlo della folla così forte da spaccare il mondo e che mischiato al suono spaccacervelli di migliaia di trombe elettriche si trasformava in un boato biblico che ti entrava dentro come una flebo. Migliaia di bandiere impazzite, migliaia di bandiere di un esercito che s’avvia alla vittoria. Sullo sfondo la magnifica facciata della basilica con tutte quelle statue di santi che sembravano quasi partecipare, sacro e profano uniti come per miracolo. Che spettacolo. Che emozione. Erano arrivati in duecentomila, c’erano quelli con la faccia dipinta giallorossa, quelli che indossavano la maglia dei loro eroi, c’erano padri, figli e nonni... c’era il Cuore romanista. Che batticuore, ieri a San Giovanni.
* * *

Città deserta durante il match scudetto con il Napoli. Una folla enorme incollata ai tre maxischermi.
Un brivido di delusione al fischio dell’arbitro
Duecentomila cuori, la piazza è giallorossa
San Giovanni, trasformato in una gigantesca curva: fra sogno e amarezza, striscioni e cori

di ALDO DE LUCAE quando Totti ha scaraventato in rete la palla del due a uno, ha levato le braccia al cielo restando lassù solo con la forza delle gambe intrecciate al lampione. Ma quando al 37° quel Pecchia lì ha fatto a pezzi il Sogno, lui non ha retto il colpo: è crollato, è venuto giù come fosse di botto svenuto, precipitando dal lampione come un sacco. E’ stato soccorso e trasportato verso l’ospedale dall’ambulanza che conquistava a passo di formica un varco tra la folla ammutolita sempre da quel Pecchia lì. Non s’è fatto granché male, un paio di costole incrinate pare. Se lui è caduto dal lampione, il nigeriano invece s’è tappato gli occhi con le mani in segno di disperazione, e quando dopo qualche secondo gli occhi hanno rivisto la luce... erano pieni di lacrime. Che tenerezza, questo emigrante africano che nel momento della Grande Sfiga reagisce come un testaccino della Curva Sud.
Nell’immenso catino di piazza di San Giovanni, stadio da duecentomila per un giorno, sorge il sole tricolore dello scudetto romanista che tramonta però dopo mezz’ora esatta, che resiste dal settimo al trentasettesimo del secondo tempo. Trenta minuti coi cuori che volavano tra i picchi della montagna giallorossa della Felicità, poi la pugnalata alla schiena e nell’immenso catino venivano ammainate le bandiere. Ma calma e gesso: il sole non s’è spento e nemmeno sbiadito.
E a proposito di sfiga, come dimenticare lo sguardo affogato nel pozzo dell’amarezza di quella gagliarda popolana che era venuta a San Giovanni portandosi dietro i quattro figlioli, tre maschi e una femmina, otto anni il più piccolo quattordici il più grande. Con loro, quattro bandiere nuove di zecca appena comprate ma lasciate arrotolate e legate insieme, come un mazzo di fiori. Quando Totti scuote il cielo bussando alle porte del Paradiso, i quattro frugoletti si lanciano sulle bandiere sconvolti dalla gioia. «Nooo! Fermi. Ancora no, che porta jella! Fra un pochetto...». I quattro obbediscono, ma che fatica... in una piazza che è tutta una bandiera al vento. La femmina però non resiste e, non vista, scioglie il mazzo e sventola la sua bandiera sotto il naso della mamma. Che non trova il coraggio di rimproverarla. Ma quando al San Paolo si fischia la fine e a San Giovanni la delusione diventa pesante come il piombo, guarda negli occhioni mogi la figliola e, come in un soffio, fa: «Che t’avevo detto? Mo’ tocca davvero soffrì ancora un pochetto...».
Bisognava esserci ieri a San Giovanni, quando è cominciata la partita teletrasmessa. L’urlo della folla così forte da spaccare il mondo e che mischiato al suono spaccacervelli di migliaia di trombe elettriche si trasformava in un boato biblico che ti entrava dentro come una flebo. Migliaia di bandiere impazzite, migliaia di bandiere di un esercito che s’avvia alla vittoria. Sullo sfondo la magnifica facciata della basilica con tutte quelle statue di santi che sembravano quasi partecipare, sacro e profano uniti come per miracolo. Che spettacolo. Che emozione. Erano arrivati in duecentomila, c’erano quelli con la faccia dipinta giallorossa, quelli che indossavano la maglia dei loro eroi, c’erano padri, figli e nonni... c’era il Cuore romanista. Che batticuore, ieri a San Giovanni.
 
 

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Guerriglia a Napoli. Già dal mattino si apre la “caccia” ai tifosi giallorossi. Biglie d’acciaio contro i vetri del pullman della Roma
Vergogna ultrà
57 feriti, devastati treni e stazioni, auto incendiate
dal nostro inviato

EZIO PASERO
NAPOLI — Tre ore e mezzo dopo la fine della partita, l’elicottero della polizia è ancora fermo in verticale sopra la stazione dei Campi Flegrei devastata. Dentro c’è un treno carico di tifosi giallorossi che non può partire perché sono state divelte le porte. Fuori, tutt’intorno, ci sono ancora scontri sporadici, incendi, distruzioni. L’intera zona del San Paolo trasformata in un campo di battaglia, di guerriglia insensata e criminale. Peggio delle peggiori previsioni della vigilia, quando a preoccupare erano soprattutto i gruppi di tifosi napoletani più irriducibili. E invece al termine della partita sono una parte di quelli romanisti, delusi da una vittoria sfumata quando ormai sembrava a portata di mano, a scatenare tutta la loro furia. Più del bilancio dei feriti, che in serata saranno 57, anche se fortunatamente nessuno grave, e dell’incerto numero degli arrestati, è l’ammontare dei danni dentro e fuori lo stadio a lasciare sconcertati: otto automezzi (uno della polizia, uno dei carabinieri e sei di tifosi romani) dati alle fiamme, una trentina di automobili civili danneggiate, vetrine di negozi infranti, focolai di incendio ovunque. E, soprattutto, la stazione ferroviaria dei Campi Flegrei, a poche centinaia di metri dallo stadio, devastata in modo inimmaginabile: non solo tutti i vetri sono in frantumi, ma anche il quadro comandi del traffico ferroviario è distrutto, le macchinette obliteratrici tutte rotte, le pietre della massicciata rimosse e lanciate contro le forze dell’ordine. Nella loro furia, i teppisti prendono a sassate anche i loro compagni, compreso un gruppetto di ragazzini che si sono rifugiati terrorizzati e in lacrime in uno degli uffici della stazione davanti ai binari. Una donna delle pulizie viene colta da malore e l’ambulanza venuta a prenderla per portarla in ospedale fatica ad allontanarsi dalla stazione.
Sono soltanto le 11 del mattino quando si capisce che sarà una domenica difficile. Decine e decine di giovinastri armati di oggetti contundenti di qualsiasi tipo, a cavallo di scooter e motorini, animano Piazzale Tecchio e le strade circostanti, tutt’intorno allo stadio, con un carosello infernale. Caccia a tutto ciò che è giallorosso. Insulti, minacce, botte. Poliziotti e carabinieri in tenuta antisommossa li inseguono, li disperdono, li affrontano in un susseguirsi di brevi scontri e rapide fughe. Un paio d’ore prima dell’inizio della partita sono già 14 i feriti, 7 agenti di polizia e altrettanti tifosi della Roma. Nessuno è grave, massimo 15 giorni di prognosi, ma un paio sono stati accoltellati. E i vigili urbani raccolgono per terra insoliti e micidiali proiettili: arance con conficcate, metà dentro e metà fuori, alcune lamette da barba. Quando il pullman con i giocatori della Roma, circondato da teppisti in ciclomotore che inveiscono contro di loro, sta per imboccare il sottopassaggio per il parcheggio interno dello stadio, due biglie metalliche colpiscono e scheggiano, senza però perforarlo, il primo finestrino anteriore della fiancata destra, proprio in corrispondenza della poltrona dove è seduto Capello.
Non si sono ancora spente le note dell’Inno di Mameli, dopo che gli altoparlanti hanno diffuso un messaggio del presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi sullo sport come occasione di fratellanza, che dalle curve A e B piovono sulle forze dell’ordine proiettili di ogni tipo. E tuttavia la partita si svolge regolarmente, senza problemi. Ma più dell’urlo di gioia dei tifosi napoletani, quando arriva il gol del due a due, stordisce il silenzio improvviso di quei cinquemila giallorossi stipati come animali nella tribuna ospiti. Sfuma la festa per lo scudetto e monta la furia. «I tifosi ospiti sono pregati di rimanere all’interno dello stadio al termine della partita», è la raccomandazione rilanciata tre volte dagli altoparlanti. Ma neppure mezz’ora più tardi gli ultrà giallorossi sfondano i posti di blocco e attaccano le forze dell’ordine. Sassi, spranghe, razzi incendiari. Polizia e carabinieri rispondono con cariche e lacrimogeni, la grande piazza davanti allo stadio diventa un inferno. Alcuni pullman vengono caricati di tifosi e fatti partire a forza. Ma non era certo finita lì. Un tifoso romanista, che rientrava nella capitale assieme a circa 800 ultrà giallorossi, ha accoltellato un poliziotto quando il convoglio era nei pressi della stazione di Formia. Il treno è stato dirottato nella stazione di Torricola, dove polizia e carabinieri hanno identificato tutti i tifosi a bordo. Il poliziotto della Polfer di Roma di scorta ai tifosi è stato ferito ad una gamba: guarirà in una decina di giorni. L'aggressione è avvenuta fra le 20.30 e le 21 quando il treno era fermo alla stazione di Formia. Alcuni tifosi sono scesi: qualcuno ha danneggiato il bar e i locali della stazione, mentre un altro ha aggredito il poliziotto. Quando tutti sono risaliti sul treno e il convoglio è ripartito è stato deciso di farlo fermare nella stazione di Torricola, alla periferia della capitale, dove è giunto poco prima delle 23. Da allora sono in corso le operazioni di identificazione di tutti i passeggeri, operazioni coordinate direttamente dal questore.
Problemi anche in alcuni autogrill dell'autostrada Roma-Napoli dove si sono fermati i pullman dei sostenitori romanisti. Saccheggiati, in particolare, quelli di Casilino nord e La Macchia.

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LA PARTITA DELLO STADIO
Al San Paolo tifosi corretti
Fuori la guerra ultrà:
con il Parma c’è il rischio
di non giocare a Roma
di ALESSANDRO ANGELONI
NAPOLI — Ingabbiati e felici fino a undici minuti dalla fine. Ingabbiati e delusi, dal gol di Pecchia in poi. Comunque, ingabbiati. Sono tanti, come al solito, i tifosi della Roma al San Paolo. Non si contano, molti sono sparsi per tutto lo stadio e, per ovvi motivi, poco identificabili, nascosti nel primo anello dello stadio di Fuorigrotta, scortati dagli agenti delle forze dell'ordine. Nella gabbia non ci sono 4.200 persone come previsto in settimana, ma 7.000 e anche qualcosina di più. Non sono stati pochi i problemi per le forze dell'ordine per sedare gli animi, prima, durante e dopo la gara. Romanisti e napoletani non facevano altro che punzecchiarsi. «Perderete lo scudetto», si diceva nella storica curva B, «Tornerete in serie B», la risposta dal settore ospiti.
«Troppe provocazioni» dirà in serata il presidente Sensi, amareggiato e rattristato per le notizie sull'ordine pubblico proveniente e dall'ipotesi di una squalifica del campo dell' Olimpico. Il presidente per tutto il giorno si è tenuto in contatto coi dirigenti giallorossi al seguito della squadra a Napoli sulla situazione-incidenti attorno allo stadio prima e dopo la partita. «Siamo amareggiati per il comportamento di certa gente - ha detto Sensi - ma ricordo che la Roma aveva fatto di tutto in settimana per dissuadere i tifosi ad andare da Roma a Napoli. Poi si sono inserite persone che hanno voluto speculare...Gli incidenti della attina sono nati da provocazioni. Provvedimenti disciplinari? Non ci penso». Oggi o domani la decisione del giudice sportivo.
La Roma punta il dito contro l' organizzazione di alcune carovane di pullman allestite con mezzi affittati a Napoli e poi, secondo la tesi del club romano, dissoltisi al termine della partita: sarebbe nata da questo la rabbia di quel gruppo di tifosi che per il rientro a Roma sono stati dirottati alla stazione Campi Flegrei, dove in serata sono scoppiati incidenti.
Già un'ora prima della partita, erano lì, ad esibire le loro bandiere, i loro colori e la loro repressa voglia di festeggiare. I lacrimogeni lanciati dalla polizia non hanno fermato i cori, né lo straripante entusiasmo. Il coro che generalmente accompagna le trasferte è stato riproposto per primo. «Maciniamo chilometri, superiamo gli ostacoli, con la Roma in fondo al cuor». Molti altri, poi, per la squadra. Poi, «Mors tua vita mea» il latinismo per dire poi la stessa cosa. E non tanto alla squadra, quanto alla città l'enigmatico, «Siete tutti Pulcinella». Poi, anche scroscianti applausi al pubblico partenopeo: per uno striscione sul tifoso rimasto in coma dopo Bologna-Roma, «Fieri del nostro odio, verità per Alessandro». Anche se non era l'Olimpico, i tifosi individuano Carlo Zampa e lo osannano. Prima dell'inizio della partita, parte l'inno di Mameli. I tifosi della Roma lo cantano, quelli del Napoli fischiano.

I gol di Juve e Lazio, poi il vantaggio del Napoli creano qualche minuto di silenzio. Aleggia il timore e soprattutto la rabbia. La paura. Il gol di Batistuta ristabilisce la quiete precedente e la convinzione di poter tornare a casa vincitori. Il bomber argentino scappa verso di loro, pugni alzati e ruggito da Re Leone. I tifosi rispondono con un cartello, ironico-pornografico, «MasturBati». I diecimila circa giallorossi festeggiano e ringraziano. Sperano nel bis, magari di Totti. Sarebbe il massimo. Proprio Totti, uno di loro. E succede ciò che era un sogno.
Ma ecco l'imprevisto: Samuel atterra Moriero al limite dell'area di rigore, proprio sulla linea. Calcio di punizione. Attimi di trepidazione. «Speriamo non si infranga un sogno». Batte Pecchia: gol. Sogni infranti. Attimi per sperare. Entra Montella, ovazione generale. Ecco il salvatore della patria. Non basta. Napoli-Roma finisce 2-2. I tifosi della Roma lasciano il San Paolo comunque festanti: c'è ancora una settimana e una partita per sperare. Una settimana e una partita per continuare a sognare. 


DA IL MATTINO:
Terrore sui binari di Campi Flegrei
Distrutte trenta auto, sequestrate arance con
lamette. Il treno del rientro bloccato a
Formia dai teppisti: poliziotto accoltellato

DANIELA DE CRESCENZO
Una giornata drammatica. Una giornata di lacrime e di paura, di teste rotte e di auto in fiamme. Una giornata che nemmeno i numeri, già di per sé terribili, dei feriti (58 tra i quali una ventina di agenti), degli arrestati (18) e dei denunciati (16 tra i quali tre minorenni) riescono a raccontare. Una giornata che si è conclusa con la distruzione della stazione Campi Flegrei ad opera dei romanisti. La cui violenza s’è scatenata anche durante il rientro nella Capitale.
Alle 11 il primo allarme: piazzale Tecchio è stato invaso dai teppisti in motorino che hanno aperto la caccia al romanista, accoltellando i primi quattro «avversari». Gli agenti hanno cercato di fermarli, e sono cominciati i tafferugli, sedati in pochi minuti. Un altro gruppo ha lanciato biglie contro il bus dei giocatori della Roma. Primi bagliori di un fuoco destinato ben presto a divampare. In poco più di due ore il servizio d’ordine è saltato: impossibile controllare gli 8mila tifosi romanisti arrivati con tre diversi treni; pullman, pulmini e auto. Da giorni i bagarini vendevano biglietti ai supporter della squadra giallorossa. Biglietti per la tribuna ospiti, ma anche per i distinti, per la tribuna numerata, e perfino per la curva A, quella degli ultrà napoletani più arrabbiati. All’una i primi sostenitori di Capello e soci erano già alla stazione dei Campi Flegrei, intorno alle 13,30 è arrivato un altro treno. Gli agenti del commissariato San Paolo, supportati da uomini di molti altri commissariati, Digos, carabinieri, vigili urbani (in tutto le unità in servizio erano però meno di mille) li hanno scortati allo stadio. Ed è stato subito chiaro che la situazione era più che difficile. Impossibile stipare tutti i romanisti nella «gabbia» preparata nei giorni scorsi, è stato necessario dirottarli nella tribuna «Nisida», dove però era impossibile evitare il contatto con i napoletani.
E mentre si organizzava il trasferimento dei tifosi, è cominciato l’inferno: i romanisti che già avevano occupato i posti in tribuna hanno cominciato a caricare i poliziotti: hanno lanciato pietre, biglie, bottiglie (sequestrate anche arance con lamette), poi hanno letteralmente «caricato» gli agenti, scagliando contro di loro transenne, pezzi dei servizi igienici e perfino la lettiga di un’autoambulanza. Gli agenti hanno sparato candelotti lacrimogeni e la situazione è ritornata tranquilla. Mentre i primi contusi si facevano medicare si sono scatenati i napoletani della curva A, sui carabinieri sono volati i sediolini strappati dagli spalti. In pochi minuti gli incidenti si sono diffusi all’esterno dello stadio. I romanisti sono stati trasferiti alla «Nisida» ed è cominciata la partita. Novanta minuti di relativa tranquillità per le forze dell’ordine e per gli abitanti di Fuorigrotta, rimasti poi per molte ore assediati dalla guerriglia. Guerriglia ripresa allo scadere del novantesimo. I giallorossi, lasciati in attesa in tribuna mentre gli agenti cercavano di mandare a casa i teppisti napoletani che organizzavano raid all’esterno, sono diventati impazienti e dopo una mezz’ora hanno forzato i cancelli e si sono riversati sul piazzale. Un ragazzo a volto coperto ha infranto i vetri di una volante, con una transenna ha cercato di distruggerla e poi l’ha data alle fiamme. La fiumana ha invaso piazzale Tecchio e sono ripresi, più violenti che mai, gli scontri. Il fumo dei lacrimogeni ha invaso la piazza. Poi i romanisti sono arrivati alla stazione lasciando dietro di sè una lunga scia di auto e moto incendiate. Infine si sono scagliati contro i vetri della stazione, distruggendo tutto quello che hanno trovato. Treni danneggiati, il traffico ferroviario è rimasto bloccato per più di due ore. Alle 20 il primo convoglio si è avviato verso Roma... Ma già alle 21 arrivavano le prime notizie di un treno bloccato a Formia dai teppisti che, dopo aver azionato il freno d’emergenza, hanno iniziato a lanciare sassi e a devastare la stazione. Accoltellato un poliziotto della Polfer di Roma di scorta ai tifosi, un altro ferito durante i tafferugli. Quando tutti sono risaliti sul treno, s’è deciso di dirottare il convoglio nella stazione di Torricola per l’identificazione di tutti i passeggeri, operazioni coordinate direttamente dal questore di Roma, Giovanni Finazzo, che si è recato sul posto. Saccheggiati alcuni autogrill della Roma-Napoli dove s’erano fermati i pullman con i romanisti.

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IL RACCONTO
«Barricati in ufficio»
I ferrovieri: «Era un incubo, tiravano sassi contro le porte»
«Ci siamo chiusi nell’ufficio, fuori era l’inferno. Hanno cercato di entrare picchiando contro le porte, mandando in frantumi i vetri, hanno usato i sassi presi tra i binari come oggetti contundenti»: i ferrovieri della stazione Campi Flegrei raccontano un incubo. Sono le 19 e nella sala comandi si affolla personale delle ferrovie, agenti, passegeri in cerca di informazioni. Il traffico è paralizzato. Fuori fino a pochi minuti fa i poliziotti sono rimasti circondati da teppisti delle due opposte fazioni e solo dopo l’arrivo dei rinforzi sono riusciti a rompere l’assedio. Dentro i treni sono stati assaltati. Le porte sono rotte e il capotreno si rifiuta di partire senza un’adeguata scorta di agenti che sorveglino le uscite: teme la tragedia.






Sui marciapiedi un tappeto di vetri infranti. Si cammina tra bidoni rovesciati e telefoni strappati. Un’addetta alle pulizie, che ha visto la stazione invasa dai vandali, ha avuto un malore, i colleghi cercano di rianimarla: poi la porta via un’ambulanza, una di quelle scampata alla furia dei cosiddetti tifosi. Un gruppo di romanisti ha trovato rifugio nella sala dei ferrovieri: le ragazze sono in lacrime. Un uomo cerca di tamponarsi una ferita alla tempia: si chiama Vittorio ed è romanista da sempre: «Ma l’ultima cosa che mi sarei aspettato di vedere sono le scene di terrore alle quali ho assistito. Mi hanno ferito i miei stessi compagni nel corso di una sassaiola. Non andrò mai più allo stadio».
Antonio Bongi è stato il fondatore del gruppo Ultrà della Roma, ora ha le lacrime agli occhi. Tiene per mano il figlio, e racconta: «È stato terribile. Tutto questo non c’entra niente con lo sport. Non capisco nemmeno io che cosa stia succedendo». Sul lampione all’ingresso della stazione sventola una sciarpa romanista.

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Trenta le auto distrutte
In pezzi vetrine dei negozi
e fioriere, a fuoco cassonetti
della Nu. Caos in Tangenziale
GIUSEPPE CRIMALDI

Fedeli alla tradizione dei loro avi, che nell’arte della guerra erano maestri, hanno scelto un campo di battaglia ampio, facile da aggredire perché ridotto a un grande rettangolo indifeso, libero - per quanto le forze dell’ordine lo potessero controllare - su tutti e quattro i lati.
È qui, in quell’area delimitata nei punti cardinali dallo stadio, la Mostra d’Oltremare, la stazione dei Campi Flegrei e viale Augusto, che i tifosi romanisti hanno dato il peggio del peggio di un repertorio purtroppo già noto a molti dopo-partita. Qui hanno sfogato una rabbia ingiustificata e incomprensibile, lasciando sul campo i segni di una guerriglia scatenata subito dopo il novantesimo minuto di Napoli-Roma.
Adrenalina pura, accumulata da giorni, fermentata nel catino del San Paolo dai raggi di un un sole africano. E i risultati della guerriglia metropolitana sono tutti in un bilancio che ha continuato ad aggiornarsi di ora in ora, dalle prime ore della mattinata e per tutta la serata di ieri.
Tangenziale off-limits. I primi bagliori di guerra erano cominciati a lampeggiare all’altezza dello svincolo di Fuorigrotta della Tangenziale. Protagonisti di una fitta sassaiola contro alcune autovetture targate Roma alcuni tifosi napoletani che avevano scelto come punto strategico per i loro lanci il cavalcavia di via Cinthia. Risultato: una decina di autovetture danneggiate e, tra queste, un fuoristrada semidistrutto nel sottopasso.
Volante in fiamme. Pesante anche il bilancio per alcuni mezzi in dotazione alle forze dell’ordine. Prima dell’inizio della partita un gruppo di teppisti ha incendiato un’auto della polizia; le fiamme hanno raggiunto anche un albero, e solo grazie all’intervento dei vigili del fuoco non si è propagato ad altri automezzi parcheggiati nei pressi dello stadio; poco dopo, è toccato ad una gazzella dei carabinieri, semidistrutta a colpi di spranga. Ma i danni non hanno riguardato solo i mezzi delle forze dell’ordine. Nel corso degli scontri, infatti, sono state danneggiate anche molte autovetture civili (il primo bilancio parla di una trentina di veicoli) parcheggiate nei pressi del San Paolo.
Cassonetti distrutti. In questa drammatica sequenza di immagini non potevano mancare le scene di devasatzione generale. La furia dei tifosi ha coinvolto tutto quello che capitava a tiro: vetrine di negozi, fioriere e, naturalmente, cassonetti per la raccolta dei rifiuti, molti dei quali sono stati dati alle fiamme.
Terrore sui binari. Ma è nel tardo pomeriggio che la situazione degenera e rischia di precipitare. Il match è ormai finito da oltre un’ora e mezza e le forze dell’ordine hanno il loro bel da fare per contenere l’ondata giallorossa che deve raggiungere la stazione dei Campi Flegrei, dove sono pronti i convogli che riporterà i tifosi nella Capitale. Gli scontri riprendono, questa volta all’interno della stazione: ricompaiono le spranghe, le pietre, i vetri rotti, il fuggi fuggi. I lacrimogeni; qualcuno riesce addirittura a mani nude a sradicare le obliteratrici.
Pietre contro il treno. L’ultimo atto si consuma sui binari, a pochi metri dal treno speciale destinato ai romanisti. Le spranghe e i sassi volano contro i finestrini, e in breve la piattaforma si trasforma in un lungo tappeto di vetri rotti; poi tocca alle porte del convoglio, sradicate dagli alloggiamenti. Negli scontri c’è anche qualcuno che - non sapendo più che fare - se la prende con la massicciata di pietra della stazione, rimuovendola in più parti.
 
 

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LO SFOGO DI IZZO: AI CANCELLI PIÙ PERSONE DEL PREVISTO
Il questore accusa: venduti troppi biglietti

Sono stati venduti più biglietti del previsto. Il questore Nicola Izzo, che ha coordinato personalmente i suoi uomini nel servizio d’ordine al San Paolo, non usa mezzi termini (bisogna avere paura di questa gente: è la stessa che si discolpa dopo le tragedie prevedibili, n.d.L.). E, subito dopo la partita, proprio quando la guerriglia dei tifosi-teppisti riduce in ginocchio la città, mette sotto accusa chi ha messo in circolazione più biglietti del previsto. Il vertice del Palazzo di via Medina si sfoga così: «I primi momenti di grande tensione - racconta l’alto dirigente - si sono avuti quando abbiamo dovuto dislocare i tifosi della squadra ospite nella tribuna Nisida perchè c'erano più biglietti del previsto».
«Si sono insomma presentate ai cancelli dello stadio San Paolo più persone di quante erano state precedentemente annunciate» (leggere il pre-Napoli/Roma.... lo sapeva tutta Italia, n.d.L.), commenta ancora il questore. E aggiunge: «Questo ha di fatto rallentato le operazioni di ingresso determinando resse ai varchi di accesso allo stadio, tensioni e scontri tra le tifoserie avversarie e tra i tifosi e i rappresentanti delle forze dell'ordine».
Il questore Nicola Izzo, in ogni caso, dice di non avere nulla da rimproverarsi sulla gestione dell'ordine pubblico. «La situazione allo stadio meritava certo una particolare attenzione e noi abbiamo fatto tutto quello che potevamo per tenere ogni cosa sotto il massimo controllo possibile» (Questi sono pazzi.... n.d.L.).
L’altro giorno il questore Nicola Izzo aveva esortato i tifosi a mantenere la calma. «Siate tifosi di serie A», aveva detto prevedendo, evidentemente, quello che sarebbe successo dopo il match Napoli-Roma. «Accettate sportivamente il risultato della partita, qualunque esso sia. E soprattutto non provocare danni».
Parole al vento, completamente inascoltate, da entrambe le tifoserie, con piazzale Tecchio e le zone limitrofe trasformate in un campo di battaglia dove sono state incendiate auto, dove se le sono date di santa ragione, Nonostante la massiccia presenza delle forze dell’ordine: impegnati oltre duemila agenti di polizia, duecento volontari della Protezione civile impegnati nel piano sicurezza, due elicotteri che hanno sorvolato senza sosta la zona prima, durante e dopo la partita.
Biglietti venduti in misura maggiore rispetto alla capienza dello stadio, dunque. Una circostanza sulla quale sicuramente, dopo la denuncia del questore, gli investigatori dovranno lavorare e, eventualmente, intercettare responsabilità anche penali.

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I residenti: la Lega dovrà risarcire
Vista dal sesto piano di un palazzo, l’apocalisse scatenata dagli ultrà romanisti fa ancora più paura. «Da 40 anni abitiamo qui - spiega M.R.P., una signora che abita a via Diocleziano, proprio ad angolo con piazzale Tecchio - e di scontri, la domenica, ne abbiamo visti tanti. Ma mi creda, quello che ho visto ieri non trova paragoni». La furia devastatrice non ha risparmiato neanche il giardino e il palazzo. «Erano un centinaio - racconta la donna - li ho visti sradicare i lastroni di marmo a mani nude, devastare un giardino che avevamo rimesso da poco a posto, bruciare l’auto del nostro portiere. Ora chi ci risarcirà?». E aggiunge: «Si sapeva che sarebbe successo. Come mai non hanno predisposto un piano di sicurezza maggiore?». A questo punto, i residenti non escludono di costituirsi parte offesa, chiamando in causa il Coni e la Lega Calcio, per essere risarciti.

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VITTIMA UN ROMANISTA
Mano squarciata da un petardo

I bambini escono dalla tribuna ospiti sotto lo scudo dei poliziotti. I genitori li stringono per mano e cercano di portarli in salvo, lontani dalle cariche, dai lacrimogeni, dalle sassaiole.
Una donna seduta su di una borsa aspetta di poter andare via e mormora: «È un’indecenza, hanno venduto i biglietti senza avere i posti. E poi non si può guardare una partita in una gabbia». Ma la partita è finita, lo sport è molto lontano dallo stadio San Paolo dove regnano violenza e paura. Una famiglia in lacrime si barrica nel chiostro del bar Millennium, un tifoso raccoglie un petardo e si ferisce gravemente la mano. Il fondatore degli ultrà romanisti, Antonio Bongi, scappa con il figlio e sussurra: «Questo non è tifo».
In serata il primo bilancio degli arresti. In manette Luigi Balestrieri, 29 anni, pregiudicato di Vicaria; Stefano Basile, 20 anni, incensurato del Vomero preso per resistenza aggravata a pubblico ufficiale; Fabio Saggese, 23 anni del Vomero aveva una pistola lanciarazzi; Ciro Costagliola, 34 anni di Villaricca (ha lanciato un bengala acceso contro un’auto dei tifosi romanisti, a suo carico c’era già un provvedimento di divieto di accesso allo stadio), Salvatore Basile, 21 anni e Nunzio Monaco, 42 anni, di San Vitaliano hanno aggredito la polizia scientifica.



DAL SITO CNN  
Gli incidenti: decine di feriti, diciotto arresti

Gravi incidenti ci sono stati prima durante e dopo Napoli-Roma, con decine di feriti, incidenti alla stazione ferroviaria Campi Flegrei, incidenti a Formia. La sfida tra Napoli e Roma, che poteva valere lo scudetto per i giallorossi e la salvezza per la squadra di casa, ha avuto uno spiacevolissimo corollario di violenze. Il bilancio dei disordini è di almeno 48 i feriti a Napoli, 23 dei quali tifosi delle due parti.
Diciotto le persone arrestate, in buona parte residenti nel capoluogo campano, e 16 quelle denunciate, tra le quali tre minorenni. E ora sulla Roma incombe anche il pericolo della squalifica dell'Olimpico, già diffidato, per l'ultima decisiva giornata di campionato.

Gli scontri a Napoli

Gli incidenti più gravi, dopo quelli all'interno dello stadio, sono avvenuti al termine dell'incontro. La delusione e la rabbia dei tifosi romanisti si sono scatenate sul piazzale antistante il San Paolo, trasformato in un campo di battaglia, con auto incendiate, episodi di guerriglia, sassaiole. E si è poi trasferita alla stazione Campi Flegrei, da dove partivano dei treni speciali per i sostenitori giallorossi, alcuni dei quali avevano raggiunto Napoli con tre pullman che erano stati rubati durante la partita.
Lungo la strada dallo stadio alla stazione, poche centinaia di metri, alcuni teppisti hanno gravemente danneggiato una ventina di vetture in sosta, rovesciato scooter e dato alle fiamme tre vetture. All'interno dello scalo ferroviario sono stati infranti tutti i vetri, è stato danneggiato il quadro comandi del traffico, sono stati devastati tutti i locali, rotte le macchine obliteratrici, rimosse le pietre dalla massicciata. La sassaiola partita dalle fila dei tifosi scortati dalle forze dell'ordine non ha risparmiato alcuni tra gli stessi sostenitori della Roma, colpiti dalle pietre lanciate dai loro compagni.
Alla fine i tifosi romanisti sono partiti, su due treni. Ma i problemi non sono finiti. Alla stazione di Formia ci sono stati altri incidenti e due poliziotti sono stati feriti. Gli scontri sono cominciati verso le 21, quando un convoglio con 800 passeggeri proveniente da Napoli è arrivato nella città pontina e ne sono scesi teppisti che hanno cominciato a lanciare sassi contro polizia e carabinieri.
La furia dei vandali si è poi spostata sul bar della stazione, completamente distrutto, e su un'auto delle forze dell'ordine, data alle fiamme. Il treno è poi ripartito ed è stato bloccato a Torricola, alle porte di Roma, per l'identificazione di tutti i passeggeri.
Un altro convoglio, con un migliaio di tifosi romanisti, è rimasto fermo a Formia: anche in questo caso ci sono state intemperanze, subito sedate dalle forze di sicurezza che hanno ispezionato il treno e identificato gli occupanti. Nella cittadina pontina la situazione è tornata alla normalità soltanto poco prima di mezzanotte mentre l'ultimo treno con i tifosi giallorossi è arrivato nella capitale intorno all'1.30. 


IL COVVIEVE DELLA SEVA

Il treno della guerriglia: identificati a Torricola 1.200 tifosi

Una fila ininterrotta con i tifosi che scesi dal treno, mani sulla testa, in fila per cinque, vengono filmati da un poliziotto della scientifica. Poi fanno un passo avanti e danno le generalità a altri cinque agenti armati di carta e penna. Quindi uno dietro l’altro, in fila indiana, salgono su autobus dell’Atac e tornano in città scortati. È questa la scena surreale vissuta ieri, nella tarda serata, all’interno della piccola stazione di Torricola, nella zona sud della capitale, nei pressi di Capannelle. I teppisti qualche ora prima, avevano dato vita a scene di guerriglia quando il convoglio era arrivato a Formia e un poliziotto era stato addirittura accoltellato. Qualcuno, ha scaricato la rabbia per la mancata festa dello scudetto durante il viaggio cercando di distruggere tutto quello che era possibile: porte divelte, vetri rotti e tappezzeria interna tagliata probabilmente con quei coltelli che poi sono stati abbandonati sotto alcuni sedili. Per controllare la situaziona a Torricola sono accorsi 300 poliziotti e carabinieri in tenuta antisommossa, coordinati dal questore di Roma, Giovanni Finazzo.
Sul treno sono state trovate bottiglie, sacchi di pietre, coltelli. Uno dei giovani è stato trovato con uno zaino pieno di sassi e accompagnato in questura. Mentre avveniva l’indentificazione un altro treno è rimasto fermo per ore, in aperta campagna, tra le intemperanze e le telefonate con i cellulari dei ragazzi ai genitori, prima di riuscire a arrivare alla stazione Tiburtina. Altri parenti, sempre avvisati dai figli grazie ai telefonini, sono arrivati verso la mezzanotte a Torricola. «Scusi, ma vorrei sapere dove è finito mio figlio - chiede con il volto preoccupato Giorgio 52 anni - da due ore lo aspettavo a Tiburtina e poi mi ha chiamato dicendomi che stava qui». Un agente: «Li stiamo identificando: sà, hanno fatto un po’ di danni e hanno anche accoltellato un ispettore...».
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