BOLOGNA/ROMA 1-1
1998/99

Bologna (4-4-2): Antonioli 6.5, Paramatti 6, Bia 5.5, Mangone 6.5, Tarantino 6, Binotto 6 (17' st Boselli), Ingesson 6.5, Marocchi 7, Fontolan 6.5 (28' st Maini), Andersson 6, Signori 6.5 (28' st Cappioli). (22 Brunner, 23 Rinaldi, 15 Eriberto, 9 Kolyvanov). Allenatore: Carlo Mazzone 6.
Roma (4-3-3): Chimenti 6.5, Cafu 6, Zago 5.5, Aldair 6.5, Candela' 6.5 (32' st Alenitchev), Tommasi 6, Di Biagio 6.5, Di Francesco 6.5, Paulo Sergio 6 (39' st Gautieri), Delvecchio 6.5, Totti 6.5. (22 Campagnolo, 18 Frau, 20 Dal Moro, 13 Petruzzi, 9 Bartelt). Allenatore: Zdenek Zeman 6.
Arbitro: Trentalange di Torino
Angoli: 5-2 per il Bologna
Recupero: 1' e 3'
Espulso: 14' st Bia (doppia amm.)
Ammoniti: Tommasi, Alenitchev
Spettatori: paganti 33.045 per un incasso di 1 miliardo e 210 milioni.
I Gol:
14' pt: bel cross dalla trequarti sinistra di Totti, sul secondo palo arriva Paulo Sergio per il colpo di testa in diagonale.
17' pt: lancio in verticale di Bia su una difesa scoperta; Zago si ritrova tra Andersson e Signori e l'ex laziale e' svelto a toccare sull' uscita di Chimenti. La palla rotola in rete seguita da Beppe-gol.





Grazie Gordon '74
Gli incidenti rovinano una gara finita in parità ma ben giocata anche dalla Roma
Scontri e feriti, a Bologna prevale la paura
 BOLOGNA – Peccato. Gli incidenti verificatisi prima, durante e dopo la partita hanno rovinato 90 minuti giocati a gran ritmo da Bologna e Roma. Erano stati i giallorossi a portarsi per primi in vantaggio al 14' del primo tempo: bel cross dalla trequarti sinistra di Totti, sul secondo palo arriva Paulo Sergio per il colpo di testa in diagonale. La risposta del Bologna era stata immediata e tre minuti dopo Signori, ben lanciato da Bia, coglieva il pari beffando una difesa immobile e superando in uscita Chimenti. Ma la cronaca nera pretende la precedenza in una domenica che si era pure aperta con le grandi manifestazioni d'affetto tributate dai tifosi della Roma al tecnico del Bologna Carletto Mazzone. Il bilancio degli incidenti è grave (12 tifosi sono rimasti feriti), ma poteva essere anche più serio. Dopo la fine della partita un pulmino con a bordo nove tifosi romanisti è stato assalito e incendiato da un gruppo di ultras rossoblu. «Se non fossimo schizzati fuori avremmo potuto finire tutti bruciati», ha raccontato al telefono uno degli aggrediti, Guido Bianchi, di 33 anni. Il veicolo è stato bloccato da alcuni ultras rossoblù armati di bastoni, catene e sassi. I giovani hanno cominciato a tempestare il furgone di colpi e hanno gettato all'interno un fumogeno acceso che ha incendiato il veicolo, poi andato completamente distrutto nonostante l'intervento dei vigili del fuoco. I primi scontri si sono verificati all'esterno dello stadio prima dell'inizio della gara. Un tifoso rossoblù di 31 anni è stato accoltellato alla schiena. Ricoverato in ospedale ne avrà per venti giorni. Il suo aggressore è stato già identificato. Un romanista di 20 anni, invece, è stato colpito alla testa da un corpo contundente rimanendo ferito all'arcata sopraciliare. Tra i feriti anche tre agenti colpiti nel tentativo di arginare parte della tifoseria romanista (circa mille persone) che a più riprese ha tentato di sfondare i cancelli per entrare senza biglietto. Gli incidenti sono continuati anche a fine partita. Due tifosi sono stati colpiti ai glutei con armi da taglio e tre hanno riportato lesioni provocate da corpi contundenti. Nei pressi dello stadio, in via Irma Bandiera, è stato bruciato pure un motorino. Fuoco anche sugli spalti, dove sono state bruciate cartacce. Le forze dell'ordine hanno individuato una sessantina di ultras bolognesi e romanisti (una trentina circa per tifoseria) e stanno procedendo all'identificazione in vista di denunce.

La Gazzetta del Sud
11/11/98


Segnalati 15 ultrà per gli incidenti di Bologna-Roma
 BOLOGNA – La Digos di Bologna ha segnalato alla magistratura i nomi di una quindicina di ultras (sia bolognesi sia romanisti) implicati negli incidenti avvenuti domenica all'esterno dello stadio Dall'Ara prima e dopo la partita Bologna-Roma, nei quali sono rimaste ferite 12 persone. Probabilmente tutti saranno denunciati per rissa, mentre su ipotesi di reato specifiche (come lesioni, danneggiamento, incendio doloso) riferite a episodi particolari deciderà il magistrato. Le segnalazioni sono state fatte in base a testimonianze, foto e riprese delle telecamere. Il tifoso bolognese accoltellato alla schiena, Marco G., è stato operato. In passato il giovane è stato coinvolto nell'indagine relativa all'accoltellamento di un immigrato algerino durante i festeggiamenti per la promozione in A del Bologna nel giugno '96. Aggressione di cui furono responsabili ultras bolognesi, aiutati da colleghi romanisti. Il nome di alcuni di questi, però, fu fatto da ultras bolognesi: il fatto provocò la rottura tra le due tifoserie. Gli investigatori stanno cercando di accertare se l'aggressione a Marco G. sia stata casuale oppure preparata.

La Gazzetta del Sud
11/11/98


Inferno a Bologna. Agguati e scontri tra ultrà prima e dopo la gara:
12 all’ospedale, tre accoltellati
«Volevano bruciarci»
Tragedia sfiorata: incendiato pulmino di tifosi romanisti

 dal nostro inviato UGO TRANI
BOLOGNA - Guerriglia allo stadio, con gravi episodi di violenza. Il bilancio: tre giovani accoltellati, un 31enne di Bologna con prognosi di venti giorni, due romani colpiti ai glutei. In tutto dodici feriti, almeno venti contusi, disordini prima, durante e dopo Bologna-Roma. Al termine un pulmino di tifosi giallorossi prende fuoco: i nove a bordo si salvano per fortuna. Tutto accade fuori del Dall’Ara, soprattutto nelle ore precedenti l’inizio della partita nelle vie che circondano lo stadio. Sono più di sessanta i fermati, subito identificati, tra i quali quello che avrebbe accoltellato il bolognese. Aveva ancora il coltello con sè.
Gli scontri peggiori, attorno alle 13,30, dietro alla Curva Andrea Costa, quella che accoglie solitamente i tifosi rossoblù. Un gruppo di romanisti sta incamminandosi verso lo stadio, non tutti i sostenitori hanno il biglietto per entrare. Le forze dell’ordine riescono a controllare bene i club organizzati, che si sistemano nella curva San Luca, non quelli arrivati in macchina. Sono solo duemila e cinquecento quelli in possesso del tagliando, almeno altrettanti lo cercano ancora o lo hanno appena trovato. Alcuni di questi vengono a contatto con tifosi del Bologna, si accendono alcune risse. La polizia è schierata attorno allo stadio, in più punti, e interviene subito. Gli agenti cercano di dividere i contendenti, ma c’è tanta confusione, passano molte persone che non sono coinvolte nei tafferugli.
Le forze dell’ordine decidono di caricare i sostenitori giallorossi, la situazione si complica. Nella mischia succede di tutto, qualche teppista approfitta del caos per tirare fuori il coltello. Restano a terra, feriti, tre ragazzi, uno viene subito portato via, sembra gravissimo. Più tardi si viene sapere che è stato colpito alla spalla e che ha avuto una prognosi di venti giorni.
C’è tensione all’esterno del Dall’Ara e le notizie non sono confortanti. I feriti all’inizio sono sette (diventeranno dodici, quelli più seri): tre bolognesi feriti da arma da taglio, tre poliziotti, e un romano, anche lui probabilmente colpito con un coltello alla schiena. Tutti ricoverati d’urgenza all’Ospedale Maggiore. Ci sono, poi, anche una ventina di contusi, medicati tutti all’interno dello stadio, al pronto soccorso.
La polizia è costretta ad intervenire, sempre fuori dello stadio, durante la partita. E’ il quarto d’ora della ripresa e si nota del fumo bianco sopra i distinti. Hanno dato fuoco a un motorino, i vigili del fuoco intervengono immediatamente. E fuoco anche sugli spalti, dove vengono bruciate cartacce.
Dopo la gara, altri scontri. Un pulmino bianco, con nove tifosi romanisti a bordo, viene assalito e incendiato. Era parcheggiato in via Sacco e Vanzetti, è stato bloccato dopo aver percorso cinquanta metri, da teppisti che hanno lanciato sassi contro il mezzo, colpito anche con bastoni. Poi è stato lanciato all’interno un fumogeno. Gli occupanti del pulmino sono scesi per mettersi in salvo. «Abbiamo rischiato la vita», ha raccontato Guido Bianchi di 33 anni, raggiunto al telefono dall’agenzia Ansa. «Se non fossimo schizzati fuori avremmo potuto bruciare. Il mezzo si è incendiato alla svelta. L’autombulanza, poi, è arrivata dopo un’ora». Ferito e portato in ospedale un ragazzo, colpa dei i vetri dello stesso pullmino che sono andati in frantumi.
Alcuni ultrà hanno aspettato altri gruppi di tifosi giallorossi dopo la gara, probabilmente per vendicare il ragazzo che era stato accoltellato tre ore prima. Un assalto vero e proprio, con pietre e legni. La maggioranza dei cinquemila (forse più) sostenitori giallorossi ha lasciato Bologna verso le ore 18. La polizia ha faticato a scortarli.

Il Messaggero
9/11/98



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