XIII Giornata
FIORENTINA
-
ROMA 1-0

Firenze, Stadio Franchi
domenica 11 dicembre 1994
Ore 14:30

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Tabellino partita:
FIORENTINA: Toldo, Carnasciali, Sottil, Cois, Marcio Santos, Pioli, Robbiati, Carbone, Batistuta, Rui Costa (27'st Luppi), Baiano (47'st Amerini).
In Panchina: Scalabrelli, Bruno, Flachi.
Allenatore: Ranieri.

ROMA: Cervone, Annoni (30'st Totti), Lanna, Aldair, Petruzzi, Carboni, Moriero, Cappioli, Balbo, Giannini, Fonseca.
In Panchina: Lorieri, Colonnese, Benedetti, Maini.
Allenatore: Mazzone.

Arbitro: Amendolia di Messina.

RETE: 27'st Carboni (A).
NOTE: Ammoniti: Cappioli, Carbone, Carnasciali, Luppi, Spettatori: 34.434.
 















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Corriere Della Sera

la partita blindata finisce in autogol

Fiorentina vs Roma 1 a 0, arbitro Amendolia, marcatore Carboni (autogol) . esulta Testaccio, piange Trastevere. il commento di Ranieri e Mazzone. lo sconfitto: " gli errori si pagano " . Batistuta consola Balbo: " due spreconi "

CURVE SILENZIOSE E NESSUNO STRISCIONE: ATMOSFERA IRREALE NELLO STADIO BUNKER DI FIRENZE TITOLO

La Roma attacca ma sbaglia troppo, la Fiorentina ringrazia un infortunio di Carboni

DA UNO DEI NOSTRI INVIATI FIRENZE . Se vendetta doveva essere, vendetta e' stata. Vendetta per la serie B telecomandata a distanza, per la citta' bunkerizzata come fosse una Procura siciliana. Vendetta calcistica come nei sogni del piu' carogna dei tifosi: al limite dello scippo pallonaro, su autorete, dopo aver avuto il crepacuore per quasi tutta la gara. La Fiorentina ha battuto la Roma e inchiodato cosi' l' ennesima sentenza sul calcio: quello che non perdona gli errori e che si fa contrappasso per Carletto Mazzone, il minimalista di Trastevere. Pena crudele: mostrare calcio fino e tornare a casa senza punti, quando anche il pareggio gli sarebbe andato di traverso. La conclusione, cosi' , e' una strenna anticipata per tutti i tifosi fiorentini, visti i rapporti che corrono tra le due squadre. E' la realta' dei fatti e dei numeri a sovrastare quella degli occhi e del campo: 1 0, sorpasso in classifica, terzo posto e ambizioni cementate. Tutto nel silenzio quasi irreale di uno stadio che aspettava l' apocalisse annunciata e mai pervenuta. Nessuno striscione ostile, cori degni di una partita oratoriale o poco piu' . Forse un' astuta regia ultra' a disinnescare l' immenso dispositivo di sicurezza, in attesa che in Parlamento qualcuno chieda conto delle centinaia di milioni versati nell' "Artemio Franchi", forse la dimostrazione che solo l' allarme assoluto puo' limitare i danni in questi stadi di allucinazione. Un paio di tafferugli fuori dallo stadio, un ferito non grave durante il controesodo verso Roma: un bilancio, nell' emergenza, che si potrebbe anche definire accettabile, se la follia non fosse il metro di misura. La giornata piu' lunga, comunque, e' passata e poter parlare molto di pallone e ben poco di violenza e di incidenti e' una vittoria per il calcio. La partita si e' srotolata come una sottile striscia rossa, intrecciata dei misfatti che la Roma ha perpetrato verso il calcio e verso se stessa, sentiero alla sconfitta capace di cappottare la logica. Immeritata e percio' meritata, inspiegabile e percio' chiara nel suo svolgimento, imprevedibile e percio' aleggiante a lungo nell' aria. E' stata Roma nel dipanarsi del gioco, ma e' stata Fiorentina negli episodi: il primo tempo a offrire il copione, il secondo a raggiungere il climax. E' stata lezione persino accademica del fluido 3 5 2 di Mazzone: mai un pallone buttato in tribuna, ma anche mai la necessaria cattiveria nel concretizzare il lavoro. Inutili, alla fine, la calligrafia di Lanna in difesa e di Aldair a centrocampo, il dinamismo di Carboni sulla fascia sinistra, le intermittenze di Fonseca in avanti. Hanno deciso due autogol piu' grandi degli altri: quello acclarato di Carboni al 28' della ripresa (punizione di Rui Costa, da sinistra, a tagliare l' area; Cervone fermo e flipper tra Carboni, Annoni e Marcio Santos a determinare il tap in in rete) e quello criptato di Balbo otto minuti prima (lancio di Carboni in profondita' per l' argentino, incapace di fare di meglio che centrare l' avemaria recitata da Toldo). Chiave di lettura e' proprio il computo delle occasioni da rete, scribacchiato sulla lista della spesa: sette per i giallorossi e due per i viola, con il gol neppure cristallizzato in una di esse. Gli spropositi romanisti, nell' ordine: incursione di Carboni e cross bucato prima da Marcio Santos e poi sprecato di testa da Balbo (4' ); fuga di Fonseca sul filo del fuorigioco e assist che Balbo appoggia a Toldo (12' ); lancio Aldair che imbecca Cappioli in area per un tiro al volo scentrato (22' ); spreco di testa di Fonseca, sottomisura (23' ); splendida discesa di Giannini a destra e cross, arretrato per Balbo ma perfetto per Cappioli che banalizza alto (31' ); errore di controllo di Fonseca, innescato da Moriero, quando tra lui e il gol restava solo Toldo (63' ); errore.orrore di Balbo gia' descritto al 65' . I lampi fiorentini, isolati: Baiano a inventare di tacco un assist per Batistuta, sprecone sulla valanga Cervone (13' ) e ancora il centravanti in astinenza con una girata sbucciata dopo 30" della ripresa. Poco sulla carta, ma quanto e' bastato a portare la Fiorentina al terzo posto. Una base solidissima e importante per lavorare, perche' la squadra di Ranieri, che ieri ha pagato carissima l' assenza a centrocampo di Di Mauro, potra' diventare grande solo se credera' piu' ai miglioramenti ancora da effettuare che ai punti in classifica. Una Fiorentina che si e' aggrappata al suo talento migliore, Rui Costa, e al gran lavoro dalla panchina di Ranieri, capace di cambiare tre volte l' esterno destro di centrocampo per contenere Carboni: Robbiati, Carbone e Rui Costa, in ordine di tempo e contrordine di efficacia. Una Fiorentina che ha avuto il merito di sbucciarsi anche gomiti e ginocchia, come se il campo si fosse all' improvviso asfaltato. Perche' , in mezzo alla prodigalita' altrui, diventa virtu' anche fare tesoro dei propri limiti. FIORENTINA 1 0 ROMA MARCATORE: autogol di Carboni al 28' s.t. Toldo 7 Carnasciali 6 Sottil 6 Cois 5,5 Marcio Santos 5 Pioli 5,5 Robbiati 5 Carbone 6 Batistuta 5 Rui Costa 7 Luppi dal 30' s.t. s.v. Baiano 6,5 Amerini dal 46' s.t. s.v. Cervone 6 Annoni 6 Totti dal 29' s.t. s.v. Lanna 7 Aldair 7 Petruzzi 6 Carboni 6,5 Moriero 6 Cappioli 5 Balbo 4,5 Giannini 6,5 Fonseca 6,5 ARBITRO: Amendolia 6,5 SPETTATORI: paganti 10.098, incasso L. 468.715.000, abbonati 34.434; quota L. 826.700.745 NOTE: ammoniti: Carnasciali, Carbone, Cappioli, Luppi Allenatore: Ranieri Allenatore: Mazzone

IL DERBY PRIVATO DI RANIERI E MAZZONE
DA UNO DEI NOSTRI INVIATI FIRENZE . Esulta Testaccio, piange Trastevere. Che affermazione e' mai questa alla fine di una partita che la Roma ha malamente perso in terra di Toscana? Non e' possibile che un quartiere cosi' giallorosso possa entusiasmarsi e gioire. Qui, non dimentichiamolo, e' nata la vecchia Roma; qui, un tempo, le finestre erano dipinte con i colori della squadra di Trigoria; qui, in uno stadio con le tribune di legno, i cuori palpitavano per atleti passati alla storia del calcio capitolino. E allora, perche' mai Testaccio dovrebbe impazzire? Risposta semplice: nel cuore del quartiere, in un modesto appartamento situato proprio sopra il mercato, quarantasette anni fa, e' nato Claudio Ranieri, il mister della Fiorentina. Dice: "Mio padre ha una macelleria, gli odori di Testaccio, che hanno accompagnato la mia fanciullezza, li ho ancora addosso. Sono sensazioni che non si possono dimenticare". Il rivale di ieri, Carletto Mazzone, ha dieci anni piu' di lui. E, come lui, e' romano doc. Di Trastevere, un altro quartiere simbolo della citta' eterna. Li divide un braccio di fiume o, se volete, un ponte. Cinquecento metri, un chilometro. Insomma, un tiro di schioppo. Da ragazzi, i due sono impazziti per Roma, per la Roma. Anche se le due squadre erano diverse, vista la differenza d' eta' che c' e' tra i due. Anzi, Carletto ha avuto Claudio pure come giocatore. Nel Catanzaro. Lo stimava, gli dette la fascia da capitano. Poi i destini si sono divisi. Lontano da Roma, da quella citta' che avevano e hanno nel sangue. Grande amicizia, grande stima, grande solidarieta' . "Se sono stato chiamato a guidare il Cagliari lo debbo proprio a Ranieri", ha ricordato Mazzone pochi giorni fa. "Parlo' bene di me ai proprietari della societa' e li' , su quella panchina, ho vissuto giorni indimenticabili". Eccoli, allora, avversari in una domenica tiepida come in primavera. Incontro delicato. Non solo perche' entrambe le squadre veleggiano nei quartieri alti della classifica. Ma anche perche' la Fiorentina viene da un tracollo e la Roma da un match incomprensibile in Coppa Italia con la Juve. Inoltre, c' e' una vecchia ruggine tra le tifoserie. Si parla di una partita ad alto rischio, Firenze e' blindata, in stato d' assedio. "Il calcio non si combatte con le baionette", tuona il presidente dei viola. Dunque, Mazzone e Ranieri. Testaccio e Trastevere contro. Un vecchio romanista, seduto in tribuna centrale, commenta: "Non lo avrei immaginato che un giorno questi due quartieri storici di Roma potessero star un contro l' altro armato". Carlo e Claudio sono due persone intelligenti. In settimana perdono la voce per mandar proclami ai tifosi veri. "Dobbiamo giocare una partita di calcio, non erigere barricate". Hanno avuto ragione, soprattutto perche' in campo la correttezza e' stata esemplare. Si abbracciano Ranieri e Mazzone prima di sedersi in panchina. Un abbraccio sincero, da vecchi amici. La gente applaude: non solo quella di fede giallorossa, ma anche i supporter dei viola. Novanta minuti intensi, con un vincitore e uno sconfitto. Capita nel calcio che una squadra abbia sei o sette occasioni limpide e non le sfrutti. Capita, al contrario, che l' altra squadra ne abbia una o due e riesca a fare i tre punti. Amendolia fischia la fine: Ranieri e' felice, non sta piu' nei panni per la gioia. Stringe la mano ai suoi ragazzi. Mazzone cammina a passo lento, ha la testa china. Ma non puo' dimenticarsi il suo amico che gli si avvicina per complimentarsi con lui. "La Roma e' splendida, bravo", gli dice. Bastano gli elogi? Assolutamente no. Il mister di Trigoria ha un diavolo per capello. "Abbiamo sbagliato tutto nei sedici metri. Non chiedetemi di piu' , perche' potrei straparlare. Il guaio e' che questa sconfitta pesera' molto sul futuro della Roma, perche' il periodo e' assai delicato. Non vorrei fare l' uccello del malaugurio, pero' il calcio lo conosco benissimo e non mi sbaglio quasi mai". Ranieri e' a pochi metri da lui, bersagliato dalle camere della televisione. Tre punti che valgono per la corsa allo scudetto? "Non esageriamo. Per adesso, accontentiamoci di questa vittoria e stiamo con i piedi in terra. Al futuro, penseremo piu' in la' . Certo, l' aria di vertice non ci dispiace". Baciato dalla fortuna il mister di Firenze? "Nel calcio, si perde come noi a Torino e si vince come oggi contro la Roma. E' la legge del compenso". Un testaccino che batte un trasteverino. Non sente male al cuore? "Se rispondessi si' , mi dareste del bugiardo; al contrario, del maligno. E allora, rimango in silenzio". A due passi, Mazzone aggiunge a mezza bocca: "E' mejo che te stai zitto, senno' te paragono a Sacchi". In quanto a fortuna, naturalmente.

L' argentino a secco per la seconda domenica consecutiva: "Ma abbiamo riscattato la sconfitta contro la Juve"
Giannini riassume l' amarezza giallorossa: "Tutti ci hanno fatto i complimenti, meno Mazzone"

FIRENZE . I viola con una buona dose di fortuna finiscono col vincere una partita che avevano rischiato di perdere, salvandosi solo grazie alle prodezze di Toldo. Con la vittoria riesce il sorpasso alla Roma sprecona per il terzo posto e Cecchi Gori fa proclami Uefa. "Abbiamo riscattato la sconfitta di Torino . dice il presidente viola . contro una delle squadre piu' forti del campionato. Alla fine mi sono complimentato con i dirigenti della Roma e con Carletto Mazzone. Stringendogli la mano gli ho detto: "Non si arrabbi troppo per questa sconfitta. Sia la Fiorentina sia la Roma andranno in Coppa Uefa e all' inizio della prossima stagione giocheremo a Firenze l' amichevole dell' amicizia per cancellare ogni incomprensione passata e presente". E vero che la Fiorentina e' stata fortunata, ma non esageriamo. La Roma ha sbagliato qualche grossa occasione, ma anche noi abbiamo avuto le nostre palle gol. Ho ringraziato Ranieri e i giocatori per il carattere dimostrato. La squadra non poteva reagire meglio alla scoppola di Torino. E una vittoria che fa bene al morale in vista del Parma, giovedi' ". L' entusiasmo dilaga a Firenze. Al chiosco degli sportivi, antico covo dei tifosi, tornano a sventolare le bandiere accanto alle gigantografie delle squadre che nel 1956 e nel 1969 vinsero i due scudetti viola. Tra i giocatori il piu' euforico e' Batistuta, benche' da due domeniche sia digiuno di gol. "Peccato che la rete decisiva non sia stata realizzata da Marcio Santos, ma con l' ultimo tocco di Carboni, insomma un autogol. Perche' se Marcio segnera' sette reti, potra' passare una giornata indimenticabile con Sharon Stone, come da promessa del presidente Cecchi Gori. Con sette gol di Marcio qualsiasi traguardo sarebbe alla nostra portata, perche' anch' io ho una voglia matta di rimettermi a segnare. Battute a parte, questo e' un successo importantissimo, il primo che otteniamo contro una grande squadra dopo le sconfitte con l' Inter e la Juventus e i pareggi con Lazio e Sampdoria. Il duello con Balbo? Tutti e due abbiamo sbagliato gol grandi come case. Alla fine l' ho salutato affettuosamente. Spero che ci rivedremo in nazionale anche se Passarella per ora ha convocato solo me". Alla nazionale . quella azzurra naturalmente . puntano ora anche due giocatori viola: Toldo e Carnasciali, che hanno giocato alla grande sotto gli occhi di Arrigo Sacchi. Carnasciali pero' ammette: "Non sapevo che Sacchi era in tribuna. Io ho giocato per la Fiorentina e soprattutto per riscattare le ingenuita' di sette giorni fa a Torino. Se le avessimo ripetute con la Roma, saremmo stati proprio dei coglioni". E la Roma? Facile immaginare quale fosse l' umore dei giallorossi. Se n' e' fatto portavoce capitan Giannini: "Si' , alla fine tutti tranne Mazzone ci hanno fatto i complimenti. Ma a che cosa servono? La verita' e' che abbiamo perso una partita che meritavamo di vincere per il gioco, per il possesso di palla, per le occasioni che abbiamo avuto. I nostri attaccanti forse erano condizionati anche al momento di concludere dal fuorigioco sistematico della Fiorentina". Piu' amaro ancora Cappioli: "Abbiamo fatto tutto noi, nel bene e nel male. Cosi' abbiamo finito col perdere pur giocando la nostra partita piu' bella. Gli urli finali di Mazzone erano giustificati".

Valdiserri Luca, Paloscia Raffaello, Tucci Bruno


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