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30 ottobre 2005 (sera): on line le foto di Roma/Ascoli. Avrete notato tutti l'orrenda musichetta con cui hanno tentato, dopo il primo gol della Roma, di storpiare l'emozione del pubblico. Spero che l'esperimento NON venga ripetuto, ed infatti il secondo gol, in cui l'unica musica è stato il giorire del pubblico, ce lo siamo goduto di più. Al riguardo mi scrive David, tifoso del Norwich City: "Ho capito bene che stanno mettendo la musica dopo i gol della Roma? Molti club lo fanno in Inghilterra ed è terribile. Quando segna il Norwich mettono un motivetto samba. Si tratta di certo dell'americanizzazione dello sport. Sicuramente, per ogni tifoso, che sia ultras o no, il miglior suono che si può udire dopo che la tua squadra segna è l'intero stadio che esulta ed impazzisce di gioia! Questo è solo un altro passo del calcio moderno. Saluti a tutti i tifosi della Roma".
NO ALLA MUSICA
DOPO IL GOL


30 ottobre 2005: ricevo e pubblico: "Ciao sono Valerio, un tifoso della Roma, scrivendo al personaggio dell'"indiscreto" per e-mail senza insulti ho ricevuto solo che apprezzamenti poco carini su Roma e i Romani con evidenti segni di odio verso Roma, senza parolacce ma con parole razziste verso di noi (ad eccetto come dice lui per chi abita ai Parioli) dicendo che il male di Roma sono gli Ultras e che comandano loro il calcio e naturalmente siamo noi la rovina del calcio. La cosa che piu mi ha fatto male è stata la risposta ad una mia domanda: "sai cosa vuol dire lavorare 12 ore al giorno !?" risposta: " Neanche mi interessa, non ti lamentare perche' sei Romano e quindi non vestirai mai giacca e cravatta come me". Volevo solo chiederti se oltre a publicare tutto il suo articolo publicassi anche il suo odio verso Roma. (ps non credo di essere l'unico ad essere ttrattato cosi!
Ciao e Forza Roma !!"
Questa la e-mail: dominique.antognoni@tiscali.it
settembre 1981, Roma/Avellino: un pacifico invasore giallorosso inseguito da un poliziotto
Tafferugli tra tifosi del Montevarchi e della Sangiovannese al termine della partita di ieri sera al comunale Brilli Peri, valida per il torneo della coppa Italia serie c.
Un gruppo di ultras del Montevarchi ha lanciato sassi e petardi nei confronti di tifosi della Sangiovannese nell’area del parcheggio dell’Ipercoop, mentre questi venivano scortati da polizia e carabinieri. Accortisi della presenza delle forze dell’ordine, gli ultras montevarchini si sono dati alla fuga. In pochi minuti sono stati identificati 7 ultras, cinque maggiorenni e due minorenni. Uno dei maggiorenni ha colpito un carabiniere con un calcio per evitare l’arresto. Per i cinque maggiorenni è scattato immediatamente l’arresto mentre i due minorenni sono stati denunciati al tribunale dei minori di Firenze. Gli arrestati si trovano nel carcere di Arezzo: il processo per direttissima è fissato per lunedì prossimo. Sono in corso ulteriori indagini per identificare gli altri tifosi del Montevarchi sfuggiti alla cattura. Guai in vista anche per alcuni tifosi della Sangiovannese che, prima della partita, hanno tentato di forzare il cordone della polizia per entrare allo stadio senza biglietto. Questi tifosi, in via di identificazione, hanno danneggiato il bagno della curva ospiti e lanciato oggetti verso la polizia ferendo tre agenti.


29 ottobre 2005: ho rintracciato altre partite della Roma di cui non v'era traccia negli annali (neppure nella "Cronologia della grande Roma" dell'ottimo Massimo Izzi. Si tratta di:
13.09.1975 New York Cosmos/Roma 1-3
27.06.1976 Rochester Lancers/Roma 0-1
21.05.1980 Vancouver Whitecaps/Roma 1-1 (Trans-Atlantic Cup)
24.05.1980 New York Cosmos/Roma 5-3 (Trans-Atlantic Cup)
29.05.1980 Toronto Blizzard/Roma 1-2 (14789 spettatori)
01.06.1977 Vancouver Whitecaps/Roma 1-2
13.06.1977 Tampa Bay Rowdies/Roma 1-1
I marcatori ancora non li ho trovato, ma con un  po' di pazienza ce la farò.
Inserite alcune foto calcistiche nella stagione 1978/79. Tra queste, gli episodi di violenza in Roma/Torino 0-2 dello stesso anno che hanno portato al ferimento del granata Salvadori e dello stesso Giagnoni, allenatore della Roma dell'epoca, ma anche il ritorno di Francesco Rocca in Roma/Bologna.
Tutto era tenero e leggiadro alla fine degli anni '70...:
Perugia/Fiorentina 1978/79
I fans del Wisla Cracovia (Polonia) nella stagione 1978/79


28 ottobre 2005: aggiunte foto e resoconti di Inter/Roma. Post derby: ho ricevuto una e-mail in cui mi si chiede di commentare gli incidenti tra romanisti e laziali dalla parte del Ministero degli Esteri, ed in particolar modo il fatto che nel corso degli stessi scontri ci siano stati alcuni ferimenti abbastanza gravi, taciuti da stampa e Questura perché bisogna dimostrare che la legge Pisanu funziona e perché entro un anno si sceglierà se l'Italia sarà la sede degli europei 2012, con notevoli accrescimenti dei portafogli di lorsignori.
Che dire? Credo che la gravità degli incidenti vada valutata di pari passo con quanto già avvenuto in Inghilterra. Abbiamo già avuto modo di parlare dei cosiddetti "superhooligans" d'Oltremanica, gruppi elitari che fanno un tipo di violenza "ragionata" e non spontaneistica come un decennio o due decenni fa. La repressione non può che portare anche a questo: se quindi negli anni '80 erano centinaia e centinaia le persone che si recavano sotto il settore ospiti ad aspettare gli avversari (e la violenza che ne scaturiva era spesso più rituale che reale, proprio perché prevedibile e perché coinvolgeva anche persone... più tranquille), oggi chi accetta il rischio è solo il più deciso: ciò che può venir fuori è assai meno prevedibile e, di conseguenza, più pericoloso. Non mi si chieda di dare giudizi: mi limito - da ex frequentatore di curva - ad osservare il fenomeno, visto che c'è chi si diverte drogandosi, chi si diverte a fare a pugni e chi si diverte in mille altri modi. Il fatto che qualcuno si sia fatto male naturalmente dispiace, anche se è perfino ovvio osservare che se vado a 200 all'ora su una strada statale è facile che questo accada.
Passando ad altro, ma non troppo, si sente spesso parlare - spesso a sproposito - di "territori" intorno allo Stadio Olimpico e di zone neutre. Di cosa si sta parlando? Bene, proviamo a spiegarlo. La comunità ultras è fortemente territoriale e, proprio come l'animale, difende la propria zona. Qualunque sconfinamento del rivale può portare ad episodi di violenza. Naturalmente se a sconfinare è un tifoso normale la cosa può essere rischiosa ma non tanto quanto se a sconfinare è un gruppo rivale. Grosso modo si può dire che il territorio è diviso secondo questo schema:

Come si può notare, l'area "romanista" è più ampia, mentre quella laziale è più ristretta e protetta perché delimitata dalla salita di Monte Mario e dall'edificio del Ministero degli Esteri.
Inseriti video tifo nelle pagine di Roma/Lazio ed Empoli/Roma. Inserito il programma di Tromso/Roma nella pagina dedicata ai programmi 2005/06.
Tra i links stranieri, inserito quello degli YALI, tifosi turchi del Göztepe, con cui la Roma giocò nel 1969/70. Un ragazzo turco mi ha mandato, con molti sforzi, un video veramente rarissimo: Göztepe/Roma del 1969/70. Quando l'ho visto mi sono sentito male. Andate a visitare il loro sito per ringraziamento per piacere!
Vi segnalo poi questo giornalino olandese che mi è stato inviato... per ordinarlo www.ultrasmagazine.nl:

Visto che siamo passati all'estero, ecco le multe nel campionato svedese:
1  Djurgården 85 000 kr 13 6 538 kr
2  Hammarby 60 000 kr 6 10 000 kr
3  Malmö 35 000 kr 4 8 750 kr
3  Göteborg 35 000 kr 4 8 750 kr
5  Assyriska 25 000 kr 3 8 333 kr
6  Landskrona 15 000 kr 2 7 500 kr
7  Helsingborg 10 000 kr 2 5 000 kr
8  Elfsborg 5 000 kr 1 5 000 kr
8  Örgryte 5 000 kr 1 5 000 kr
8  Häcken 5 000 kr 1 5 000 kr
8  GIF Sundsvall 5 000 kr 1 5 000 kr
14  Gefle 0 kr 0 0 kr
14  Halmstad 0 kr 0 0 kr
14  Kalmar 0 kr 0 0 kr


27 ottobre 2005: in costruzione la pagina di Inter/Roma.
Oggi c'è questa cosa. L'avessi saputa prima! Poiché c'è anche il Dottor Tagliente, sarebbe carino se qualche studente gli sottoponesse i dati del suo Osservatorio, sul quale qualche giorno fa abbiamo fatto una inchiesta....
Europei 2012: Italia candidata o vincente??.
Roma, Giovedì 27 Ottobre h. 16.30
presso l’Aula Magna della facoltà di Scienze della Comunicazione
(Caserma Sani di Via Principe Amedeo 184 a due passi da Piazza Vittorio Emanuele)
Gli studenti della sapienza incontrano:
Giancarlo Abete, vice presidente FIGC.
Ilaria D’Amico, giornalista sky.
Claudio Lotito, presidente SS Lazio.
Damiano Tommasi, calciatore As Roma membro associazione italiana calciatori.
Franco Baldini, direttore sportivo.
Francesco Tagliente, responsabile dell' Osservatorio delle Manifestazioni Sportive.
Roberto Giachetti, deputato.
Antonio Mussino, Professore de la Sapienza.

L’Italia è una delle finaliste per l’assegnazione degli Europei del 2012. Manca poco più di un anno alla decisione finale. Scopriremo insieme i punti forza e di debolezza della nostra candidatura, come il calcio italiano si stia evolvendo in questi anni e quale sia l’approdo finale. Sicurezza negli stadi, privatizzazioni degli impianti, investimento nei vivai, etica dello sport, gestione dei diritti televisivi e prospettive economiche: è questa l’occasione che aspettavamo per ridare slancio allo sport più amato dagli italiani.Un pomeriggio per parlare di calcio all’università.

Vi invitiamo a partecipare numerosi!
 

Per informazioni:
Giulio Bolaffi 3384632220
Andrea Casu 3381676487

Avete letto questa cosa, pubblicata su "L'indiscreto"?
Il grande cuore giallorosso
di Dominique Antognoni
Hotel Brun, vicino a San Siro, vigilia della partita Inter-Roma. Qui spesso vengono le squadre che devono affrontare Milan e Inter. Uno dei nostri amici giallorossi ci aspetta nella hall. E' seduto assieme a Totti, Bruno Conti, Montella, De Rossi, Chivu, Mancini, Perrotta, Taddei, eccetera (o forse è uno di loro, per la sua incolumità personale non possiamo dirlo): non è un giocatore da copertina, ma è comunque un bravo professionista. Appena ci vede si alza e ci sediamo a qualche tavolo più in là. E' teso, deve parlare, deve sfogarsi. Basta che gli chiediamo come sta e lui si lancia in un monologo che ha dell'incredibile solo per chi non conosce l'ambiente calcistico romano. Ascoltatelo, come abbiamo fatto noi.

"Non ce la faccio più. Sento che sto per esplodere, anche se il più delle volte mi sento svuotato, senza stimoli. L'unica voglia che ho è quella di scappare il più lontano possibile da Roma e dalla Roma. Tutto va male, tutto. La squadra è scarsa: come facevano a pensare che si potesse lottare per le prime posizioni, quando con la stessa squadra l'anno scorso abbiamo appena evitato la retrocessione? I tifosi ci massacrano, prima del derby ci hanno fatto capire, in tremila, che se avessimo perso ci avrebbero ammazzato. Come si sa abbiamo pareggiato, ma ieri ci hanno detto che se perdiamo contro l'Inter accadrà lo stesso. La società non solo non ci difende, ma ci fa del male, volutamente, tramite la stampa locale. So che pare una follia, anche raccontata a chi vive di calcio come voi, ma ci sono dei dirigenti che gonfiano qualsiasi cosa, facendo affermazioni false, per influenzare in modo scientifico i giornalisti. Perché? Semplice, così la colpa è nostra e non della società. Un esempio? A Empoli Chivu ha preso una botta al tallone, niente di grave. Cosa hanno scritto? Che ha una distorsione alla caviglia. Il giorno dopo i tifosi gli dicono che si fa sempre male, che è uno molle. Un altro esempio? Il contratto di Cassano: gli stessi dirigenti ad Antonio dicono una cosa, ai giornalisti un'altra. E così agli occhi della gente quello che fa la brutta figura, il mercenario, risulta essere Cassano. Un altro esempio ancora? Quello che viene fatto con i giovani: un giorno fenomeni, il giorno dopo scarsi. E non è la stampa a cambiare idea da un giorno all'altro, ma proprio chi qui dentro lavora e dovrebbe avere un minimo di coerenza. In questo quadro come fa un giocatore a sacrificarsi davvero per la Roma? Gli stessi dirigenti hanno detto ai giornalisti-amici che sono in quattro, i veri colpevoli dell'andamento cattivo della squadra: Mancini, Chivu, De Rossi e Montella. Ovvio che poi i tifosi, soprattutto quelli volgari e violenti, se la prendano con loro: se io fossi uno di questi quattro aspetterei solo il momento giusto per andarmene. Anzi, lo aspetto lo stesso. Prima del derby le nostre macchine sono state colpite, ci hanno sputato addosso. Poi arriva in macchina Totti e tutti lo baciano, lo adorano. Ma come, per lui sempre baci e per noi sempre sputi? Ma a Roma è così, Totti verrà sempre considerato il migliore, l'unico senza colpe. Alla Roma comandano gli ultras, è pazzesco. Le radio romane dicono quello che vogliono gli stessi tifosi, poi così anche i giornali: senza il minimo senso critico, senza andare a vedere se il personaggio tanto amato dai tifosi sta facendo il furbo. Tremendo. Mancini in estate non ce la faceva più, è arrivato a un punto tale da andare da solo a Milano, alla sede di calciomercato, per cercarsi una squadra. Ha rischiato il linciaggio, al suo ritorno. Tre giorni prima del derby abbiamo giocato a Tromsoe, in Norvegia, in Coppa Uefa. Un freddo cane, molti titolari non hanno giocato e qualcuno è stato in panchina. Un freddo cane, preso inutilmente, se Spalletti non aveva comunque intenzione di far giocare certi elementi. Poi hanno deciso di non tornare subito a Roma, bensì il giorno successivo, a poco più di 48 ore dal derby. Ma come, ci siamo addormentati alle tre del mattino e alle sette ci siamo dovuti svegliare? Poi abbiamo preso un aereo dove non c'era spazio per muovere i piedi, tutti avevamo dei dolori quando siamo scesi, anzi, dico di più, nel secondo tempo del derby sono tornati i dolori. Roma sarà anche una bella città, se sei un turista o una persona normale, ma io non riesco più ad andarci. Vorrei scappare, ma come tutti quelli che vorrebbero scappare ho un contratto. Fortunato Cassano ad essere in scadenza....Veniamo descritti come mercenari, ma in realtà accettiamo di prendere i soldi quando capita e alle condizioni che la società ci propone: solo che nessuno lo scrive. Poi si chiedono perché tutti vogliamo andarcene alla Juventus, al Milan o all'Inter. Il vero problema è che queste tre società non ci cercano...''.

Dominique Antognoni
dominique.antognoni@tiscali.it



26 ottobre 2005: aggiunti alcuni resoconti e altre foto su Roma/Lazio. Aggiornata la Coppa Disciplina.


24 ottobre 2005: in costruzione le pagine di Roma/Lazio.

23 ottobre 2005: inserita la pagina relativa al prederby di Trigoria.
PER FRANCESCO:
Aggiunte altre foto nella pagina 2 di Tromsoe/Roma. Aggiunte molte foto nella stagione 1959/60 (compreso il derby Roma/Lazio 3-0)
Mi viene segnalato che in un centro commerciale (non dirò quale per non dare dritte a nessuno) ci sono ancora - alle ore 12.00 - 3000 biglietti per i lazieli.
Ora: non c'è il divieto di vendere biglietti per i tifosi in trasferta il giorno della partita, visto che è stato detto che le biglietterie sono ufficialmente chiuse?
Come faranno a comunicare i nominativi di chi acquista il biglietto?
Preciso che io sono favorevole alla vendita dei biglietti allo stadio il giorno della partita, ma intendo dire che se le norme di fatto nno vengono applicate, è inutile farle!
Al riguardo, sul sito della Gazzetta dello Sport c'è la possibilità di dire la propria sul decreto Pisanu. Facciamolo in massa in quanto l'opinione pubblica si forma in questo modo, costringendoli a riflettere.
Andiamo a 45 anni fa...:
Napoli/Genoa 1959/60
L'area del Foro Italico nel 1959/60
Juventus/Fiorentina 1959/60
Stasera dopo la partita metterò le prime foto di Roma/Lazio. Le altre potrò metterle solo lunedì sera.

22 ottobre 2005: tratte da alcuni giornali norvegesi, alcune belle foto - anche di tifosi al seguito - di Tromsoe/Roma. Aggiunte 4 foto di Arsenal/Roma 2002/03. Iniziata la pagina 40 di memorabilia. Inserita la pagina 2 di Tromsoe/Roma.
Forse non c'entra molto, ma non so se qualcuno di voi ha scaricato il programma "Google earth": in pratica c'è la Terra ripresa dal satellite. Io ho appena finito di guardarmi lo Stadio Olimpico, di cui si vedono le righe del campo, sono andato a vedere casa mia e già che c'ero me ne sono andato a Tromso. Con il mouse, tenendo cliccato il tasto sinistro, ci si sposta in qualunque punto del mondo. Con la rotellina del mouse si fa lo zoom. Impressionante.
Ah bè, d'altra parte con i biglietti nominativi....:
Secondo il rapporto della Questura dovranno rispondere anche di istigazione alla violenza 
 Derby, notte di botte e denunce
 Finiscono nei guai ventuno tifosi giuliesi e quattordici teramani 

 Mai più derby di notte. Le Forze dell’Ordine lo chiederanno con forza non solo perchè di notte è più difficile controllare certe situazioni ma anche perchè in campo scende anche l’alcool. La maggior parte dei tifosi fermati erano in stato di ebbrezza. E questo non facilita di certo la loro posizione. Al momento la Questura, nel primo rapporto inviato in Procura, ha segnalato e denunciato 21 tifosi del Giulianova e 14 del Teramo. I reati sono gravi: per la prima volta compare l’”istigazione a delinquere”, seguito da incitazione alla violenza e poi ancora danneggiamento che, in questo caso, appare come il reato minore. Ma l’elenco delle persone coinvolte potrebbe allungarsi dal momento che, come dicono in Questura, si stanno ancora vagliando le posizioni personali di alcuni tifosi e si stanno visionando i filmati che anche in questa circostanza sono stati girati dalle Forze dell’Ordine, sia polizia che carabinieri. Tra i denunciati ci sono dieci minorenni e di questi sette sono di Giulianova. Non ci sono stati feriti gravi, solo un tifoso giallorosso si è fatto medicare dal personale dell’ambulanza del 118, che era di servizio allo stadio. Quanto avvenuto è limitato a prima dell’inizio della gara quando un gruppo di tifosi giuliesi è arrivato alla stazione di Teramo in treno. Sostengono che non c’era nessuno a scostarli. La Questura replica che c’erano agenti in borghese e che, in ogni caso, all’inizio del gruppo, c’era un’auto dei carabinieri. Rispondono i tifosi giuliesi: l’auto del carabinieri, con lampeggiante acceso, arriva a in corrispondenza di Porta Madonna ed abbandona il gruppo. E qui a qualcuno è venuta la malaugurata idea di transitare lungo corso Cerulli e De Michetti e quindi in centro invece di svoltare a sinistra e incolonnarsi sulla circonvallazione. In centro ci sono stati gli scontri con i tifosi teramani, che appaiono all’improvviso muniti di sassi e bastoni. Secondo la Questura questo transito in centro ha suscitato grande disagio e preoccupazione tra cittadini e commercianti, alcuni dei quali chiudevano le serrande dei propri negozi. Nello scontro tra supporters giuliesi e teramani sono finiti in frantumi i parabrezza di due auto in sosta, sono stati divelti cestini portarifiuti e rovesciati cassonetti. Sono stati lanciati sassi e un bastone che ha raggiunto al volto il vice questore Matteo Del Fuoco ed anche un grosso pentolone d’acciaio. Tutti i ”protagonisti” sono stati accompagnati in Questura per essere identificati. Il sindaco di Teramo Chiodi invita la magistratura «ad utilizzare un metro rigoroso per scoraggiare il ripetersi di tali situazioni». 



21 ottobre 2005: in costruzione la pagina di Tromsoe/Roma.

20 ottobre 2005: nella pagina dei biglietti, rimediata, grazie a Max, una chicca: il biglietto di Bruges/Roma 1974/75 (Coppa UEFA).
Inseriti molti biglietti nella stagione 1983/84.
Michele mi scrive: "Ho un distinto sud , pagato 25 €. Se qualcuno ha una sud faccio il cambio (per legge entro venerdì in modo che sia possibile comunicare il cambio alla As Roma). E-mail: micheledigregorio@fastwebnet.it
Torino/Milan, 1958/59. Invasione di un tifoso granata.


19 ottobre 2005: settimana pre-derby. Ho letto l'intervista di Giacomino Losi. Giacomino Losi sta - a pieno titolo - tra le bandiere della Roma pur essendo nato a Cremona. Giacomino Losi è come Francesco Rocca, Bruno Conti, Amadeo Amadei. Agostino Di Bartolomei. Giacomino Losi ha detto che quando entra a Trigoria neanche lo salutano.
NEANCHE LO SALUTANO?
Allora, un calciatore della Roma, Totti compreso, quando entra Giacomino Losi "Core de Roma" a Trigoria si dovrebbe mettere sull'attenti e portargli la borsa, se ne ha una in mano, chiedere se si vuole pulire le scarpe su di lui e poi dirgli "Signore, di cosa ha bisogno?". E sto parlando di Totti pur sapendo che il nostro Capitano ha dimostrato di essere legato alla Roma. Figuriamoci qualcun'altro. Di questa gente straviziata ne abbiamo le palle piene. Anche se siamo nel 2005, anche se ormai il calcio è diventato una barzelletta, io a tutti 'sti coatti - perché di coatti si tratta - prima di fargli firmare il contratto li chiuderei in una sala e li obbligherei - in questo caso ci vorrebbe un Rozzi, un Anconetani, un Dino Viola - a capire per chi cazzo stanno giocando. Finita la proiezione, all'annoiato, a quello che fa il sorpreso, a quello che reagisce con disappunto gli direi: - Ragazzo, quella è la strada, vattene a casa tua -. Così si costruisce l'orgoglio di un club. Questa è la funzione di un direttore sportivo. Questo dovrebbe imporre un presidente che si rispetti o un amministratore delegato.
Naturalmente non mi da fastidio - per partito preso - che un calciatore guadagni miliardi, visti gli interessi che girano attorno a questo sport ROVINATO nel momento in cui le Società di calcio si sono trasformate in società con fine di lucro. Mi dà invece fastidio che un miliardario faccia il calciatore senza sapere neppure per chi gioca. Io a questi giocatorini viziati gli farei solo una domanda. "Quando è nata la Roma?". Chi sbaglia la risposta se ne può andare - scusate il termine, a volte dimentico di essere un professionista - affanculo. Sia esso Cassano, Adriano, Ronaldinho.
Detto questo, è chiaro che le colpe sono da diversificare: da un lato abbiamo giocatori che - nella maggior parte - non sono degni di giocare nella Roma, non perché scarsi - chi parla ha visto la Roma di Sperotto - ma perché assolutamente indifferenti all'amore per la maglia e a ciò che rappresenta.
Dall'altra parte, c'è qualcuno che li acquista e che evidentemente, sotto questo profilo, non gli fa un adeguato lavaggio del cervello PRIMA di fargli firmare il contratto. Ed allora per tornare a Giacomo Losi "Core de Roma", questo ha detto. E se lo ha detto lui E' LEGGE:
Core de Roma, non salutato dai calciatori della Roma a Trigoria
«È stata una prestazione vergognosa, questi non sono degni di
vestire la maglia giallorossa. La dovrebbero sentire addosso come una
seconda pelle, e invece vestono quella maglia come fosse una camicetta
qualunque. E io mi incazzo da morire...». Non usa mezzi termini e non
fa sconti Giacomo Losi, core de Roma, 15 anni con la Roma e mai un
passo indietro quando stava in campo. È intervenuto ieri a "Tutta
la vita": «Dopo una vittoria parlano di scudetto, si vergognino. Ieri
hanno perso una partita contro una squadra di... pizza e fichi. Con
tutto il rispetto non esiste che la Roma si faccia maltrattare da
Siena ed Empoli, avendo la superiorità numerica, per giunta».

E allora?
«La società deve intervenire. Io li avrei portati subito in ritiro. Ai
miei tempi si faceva, perchè ora no? In campo i giocatori devono
dimostrare attaccamento e voglia di giocare.
Diamo qualcosa a questi tifosi che fanno sacrifici e affrontano tutte
le trasferte per andare a vedere questa squadra. Se io fossi andato
ad Empoli sarei tornato a Roma imbufalito. La partita si può anche
perdere ma almeno bisogna giocarsela, invece sembrava che stessero
in campo per farci un piacere».

Salva qualcuno tra quelli che sono scesi in campo ad Empoli?
«Nessuno, non ho visto un giocatore all'altezza. Ecco perché dico che
la società deve intervenire. Paga questi ragazzi come grandi campioni
e non riceve niente in cambio. Qui non si parla di una partita andata
male: lo scorso anno è stato vergognoso e quest'anno sembra
indirizzato nello stesso verso. Hanno imbroccato due partite e ne
hanno fallite cinque. Questo andazzo deve finire. Questi giocatori
dovrebbero sentire il peso e la responsabilità della maglia che
portano. Appena arrivano a Roma invece si sentono onnipotenti,
strapagati, serviti e riveriti da tutti».

Forse a gennaio bisognerà pensare a vendere...
«Più di qualcuno non è più degno di stare a Roma. Una volta lontano,
forse rimpiangerà squadra, città e tifosi. Il tempo dell'attesa è
finito. Basta con il buonismo, basta con i complimenti e col farli
sentire idoli dopo una partita o un pezzo di partita o una giocata.
Sento sempre parlare di fenomeni. Ma dove stanno? Qui di fenomenale
c'è solo lo stipendio che percepiscono».

Sbaglia anche la tifoseria,quindi?
«In un certo senso sì. E io mi metto tra loro, perché della Roma sono
stratifoso. Dobbiamo considerare i giocatori per quello che sono oggi:
atleti che non rendono. Gli è rimasto solo il nome... Perché poi in
campo vincono gli altri. Fanno ridere i polli».

Come dice Montella, sono sopravvalutati?
«Montella pensi a tornare a segnare, perché ad Empoli non l'ha toccata
mai. Eccetto qualcuno, e sappiamo a chi mi riferisco, gli altri non
hanno dimostrato niente nella loro carriera. Devono ancora farne tanta
di strada prima di essere definiti grandi. Mi sembra di tornare agli
anni '60, ai tempi di Angelillo, Da Costa... Vincevamo tre partite e
finiva lì. Si sentivano fenomeni e solo in due o tre tiravamo la
carretta»

Arriva il derby, cosa accadrebbe in caso di sconfitta?
«Sarebbe il caos, un disastro. Guai a perdere il derby. Io non dico
che bisogna vincere per forza, ma bisogna per forza scendere in campo
con la giusta mentalità. Poi, se gli avversari sono più forti
meriteranno loro, ma io non credo che la Lazio sia più forte della
Roma... E allora niente scuse e tirino fuori cuore e anima».

Sembra ci sia quasi paura di giocare. Il derby è una paura in più?
«Se è così peggio mi sento. Questo mi farebbe più paura... della
paura. Se temono di afffrontare il derby allora significa che sono
davvero una piccola squadra composta da piccoli uomini, non degni di
rappresentare questa città. Roma merita un'altra mentalità».

Dovrebbero sentirla i giocatori della Roma.
«Magari invece di caricarsi si offenderebbero. Ma non me ne frega
niente. Dico quel che penso. 
Quando vado a Trigoria e mi incontrano
neanche mi salutano, 
figurati che mi frega dei giocatori della Roma, io non cerco sorrisi, io provo a difendere la dignità di noi tifosi, che non meritiamo le delusioni che ci stanno regalando questi ragazzi.
Dovrebbero fare il loro dovere fino in fondo, e invece vedendo certe
partite inizio a pensare che non lo stanno facendo... Ma li vedete come vanno in campo? Sembra che non gliene importi niente. Qui non è un reparto che non va, qui manca tutto. Questa squadra così com'è non ha né capo né coda. È allo sbando. Lo ammetto, sono molto depresso. La società intervenga. Per tutelare i suoi interessi. Per tutelare i suoi tifosi»

Da Cesena mi segnalano questo articolo:
Sabato 15 ottobre 2005 circa 750 tifosi del Cesena si recano, nel pomeriggio, a Piacenza, allo stadio Garilli, per assistere alla partita di calcio Piacenza-Cesena delle ore 16:00, valevole per il campionato di serie B 2005-2006. Quello che segue è il resoconto di quanto successo quel pomeriggio. Quello che i media non hanno saputo, voluto o potuto riportare.

I tifosi del Cesena che si presentano allo stadio sono fatti oggetto di un primo, sommario controllo – documenti di identità e biglietto – da parte degli steward presso la prima barriera. Successivamente c’è la perquisizione fatta da agenti di Polizia e Carabinieri. Dopo 50 metri la seconda barriera, dove un secondo gruppo di agenti procede a una seconda perquisizione e alla seconda richiesta di esibizione di biglietti e documenti. Superata questa seconda barriera, ci si immette nel corridoio – sempre esterno allo stadio – che conduce agli ingressi della curva ospiti. Davanti agli ingressi gli steward controllano un’altra volta i biglietti, indirizzando i tifosi verso il settore di curva indicato dal numero stampato sui biglietti. A questo punto i tifosi entrati in curva ospiti si ritrovano divisi in due gruppi, uno nel settore di sinistra, l’altro in quello di destra. I due settori sono divisi da una rete. Molti gruppi di amici, e alcune famiglie, si ritrovano divise fisicamente, con l’impossibilità di assistere insieme alla partita, questo perché il filtro degli steward non ha funzionato a dovere. Mentre qualcuno indirizzava al settore indicato, altri si limitavano a strappare i biglietti senza considerare quanto facevano i colleghi.
Dai controlli all’ingresso un gruppo di circa 30 persone viene trovato sprovvisto dei documenti di identità, ma con regolare biglietto. A costoro viene vietato l’ingresso allo stadio. Viene inoltre impedito l’ingresso a due striscioni, uno recante la scritta “SINDACO REGGI... LA BARACCA - CESENA LOTTA CON TE”, e l’altro “LA LEGA SBAGLIA TU CORREGGI”. Dopo pochi minuti la partita ha inizio. Fuori restano le 30 persone circa prive del documento e un altro gruppo di tifosi che sta discutendo per cercare di far entrare gli striscioni.
Quando in curva arriva la notizia del blocco degli striscioni e di alcune persone impossibilitate a entrare in molti cercano di uscire per tentare di raggiungere gli amici. Gli steward ai cancelli impediscono però a queste persone di uscire, chiudendo i cancelli con i lucchetti. Dopo una breve discussione gli steward aprono un cancello, facendo uscire la gente che lo desiderava.

A quel punto nel piazzale di ingresso si ritrovano circa 50-70 tifosi del Cesena insieme agli agenti di Polizia, ai Carabinieri e agli steward. I tifosi discutono con i responsabili delle forze dell’ordine chiedendo di far entrare i due striscioni e i tifosi sprovvisti di documento, ma con i biglietti. Per i due striscioni le forze dell’ordine non transigono. Le parole del Vice Questore di Piacenza sono: “Se volete, potete denunciarmi, ma gli unici striscioni che possiamo fare entrare sono quelli che hanno un chiaro ed esplicito riferimento alla partita di calcio. Altri striscioni non devono essere fatti entrare, queste sono le nuove normative”.
L’intera discussione viene filmata: sia dalle forze di pubblica sicurezza, sia da alcuni tifosi. Il Vice Questore intima ai tifosi che stanno filmando la scena di non riprendere gli agenti di pubblica sicurezza in quanto non si tollera un controllo diretto sul loro operato. Ci invita invece a chiamare i giornali o le televisioni. Il tifoso che filmava le FdO viene identificato. Per i tifosi senza documenti, ma con i biglietti, prevale il buon senso. Si decide di farli entrare. I responsabili della tifoseria, vista la scelta delle FdO. circa i tifosi sprovvisti di documenti, e al fine di evitare possibili aumenti di tensione, decidono di far rientrare tutti e di restare fuori solo in una decina per continuare la trattativa per gli striscioni. La trattativa prosegue, ma il Vice Questore non transige: quegli striscioni non devono entrare pur non avendo caratteristiche perseguibili dalla legge. Per lui, non sono a carattere sportivo.

Siamo ormai oltre la metà del primo tempo e si prende la decisione di andarsene, di tornarsene a casa. Se non possono entrare quegli striscioni, non si vuole restare. A questo punto, però, tranne una decina di tifosi, tutti gli altri sono dentro, in curva, o sulle scale di uscita. Si forma subito una gruppo di circa 30 persone che si dirige ai cancelli per uscire. I cancelli però sono chiusi, con i lucchetti. E gli steward questa volta non vogliono aprire. Ai tifosi che spiegano l’intento di voler tornare a casa gli steward rispondono: “Non possiamo, le FdO ci hanno intimato di chiudere i cancelli e di non aprire a nessuno per alcun motivo”. Chiediamo di parlare con gli ufficiali delle FdO. Si presenta un ufficiale di Polizia, al quale chiediamo di aprire. Lui ne chiede il motivo, al che qualcuno dice che si vuole tornare a casa. L’ufficiale mostra indifferenza, gira i tacchi e si allontana sordo ai richiami di chi vuole uscire dallo stadio e andare via.

750 persone, cittadini italiani, tal seguito di una squadra di calcio, si trovano così chiusi a chiave, dentro una curva, privati della libertà di poter scegliere di uscire e andare a casa. Per i due striscioni non resta altro che appenderli nella parte esterna dello stadio, davanti agli ingressi della curva ospiti.

Gli animi si scaldano, e si verificano a questo punto i primi segnali di tensione tra i tifosi che vogliono uscire e gli steward ai cancelli. Saranno gli stessi tifosi rimasti fuori a riportare la calma, intimando a quelli dentro di non cedere alla rabbia e alle provocazioni che partivano dagli steward. A circa 15 minuti dalla fine i cancelli vengono aperti, e sia gli steward che le forze dell’ordine abbandonano la scena, allontanandosi dal piazzale per portarsi più distanti di 50 metri verso la gradinata. A 15 minuti dalla fine, non ci sono più regole da far rispettare, documenti da controllare, striscioni ammessi e non, steward strafottenti. Alcuni tifosi staccano i due striscioni dalla cancellata esterna per portarli in curva, dove vengono esposti e dove raccolgono l’applauso degli stessi tifosi piacentini.

Malgrado la tensione, la rabbia e la frustrazione accumulata in quelle ore, i tifosi, a fine partita, si allontanano dallo stadio senza creare alcun tipo di problema alle forze dell’ordine.

Questa sintentica ricostruzione è fatta su dati il più possibile oggettivi e, in diverse sue parti, può essere ricostruita e confermata attraverso testimonianze dirette di alcuni protagonisti, oltre che da fotografie e videofilmati. Le conclusioni alle quali giungiamo sono le seguenti:

MANCANZA DI RISPETTO DA PARTE DEGLI AGENTI DI P.S.
All’esplicita richiesta da parte di molti tifosi di poter uscire per tornarsene a casa, gli agenti, richiamati dagli steward per avere l’autorizzazione ad aprire i lucchetti, voltavano le spalle senza dare alcuna spiegazione a quello che stava succedendo. Un libero cittadino, se decide un sabato pomeriggio di recarsi allo stadio, perde di considerazione e di rispetto da parte delle istituzioni, tanto che un agente di pubblica sicurezza si arroga il diritto di voltare le spalle a chi gli chiede perché non può uscire, andare alla macchina e tornarsene a casa.

MANCANZA DI PROFESSIONALITA’ E DI RISPETTO DA PARTE DEGLI STEWARD
Gli steward addetti al settore ospiti hanno mostrato scarsa professionalità e spiccata attitudine alla provocazione. L’atteggiamento verso i tifosi è stato canzonatorio, provocatorio e offensivo. A noi è parso che invece di garantire la sicurezza, questi steward, a Piacenza, ragionassero in altri termini. Non sappiamo altrimenti spiegarci le provocazioni ripetute ai tifosi e le istigazioni a venire alle mani con loro, salvo poi ripararsi dietro al cordone di p.s. una volta terminata la partita.

MANCATA APPLICAZIONE DELLE NUOVE NORME IN TERMINI DI SICUREZZA ALLO STADIO
La giustificazione offerta dal Vice Questore sul perché gli striscioni non entravano ci pare non sostenibile dalle nuove regolamentazioni in termini di sicurezza durante gli incontri di calcio. Gli striscioni in oggetto non erano violenti, né istigavano in qualsiasi modo alla discriminazione o all’odio. Ricordiamo ancora il loro contenuto: “SINDACO REGGI... LA BARACCA - CESENA LOTTA CON TE”, e “LA LEGA SBAGLIA TU CORREGGI”. Ci pare poco ragionevole rischiare di elevare il clima di tensione per non far entrare striscioni con un contenuto del genere, come invece sarebbe accaduto se non fosse stato per il senso di responsabilità e la capacità di controllare la situazione da parte degli Ultras della Curva Mare. A fronte di queste osservazioni, il Vice Questore ha sostenuto che striscioni che non abbiano un contenuto esplicitamente sportivo non possono entrare. A noi sembra al contrario che il contenuto sportivo ci fosse, eccome. Non è infatti chiaro il riferimento alla battaglia sostenuta dal Sindaco Reggi affinché le partite di calcio della serie B non vengano giocate il sabato pomeriggio? La sensazione, a questo punto, è che vi sia una precisa volontà di soffocare qualsiasi segnale di dissenso rispetto al nuovo corso imboccato da Galliani & Co., anche quando questi segnali non sconfinano nella violenza, nelle ingiurie o nella istigazione alla violenza. O dobbiamo forse pensare che a Piacenza, sabato 15 ottobre 2005, qualcuno ha interpretato erroneamente o strumentalmente certe leggi? Ci prenderemo la briga di approfondire questo punto, anche per farci trovare preparati nel caso in cui episodi simili si dovessero riverificare.

SEQUESTRO DI PERSONA?
Oltre 750 persone sono state trattenute, molte senza il proprio consenso, contro la loro volontà, dentro a una parte delimitata dello stadio Garilli di Piacenza. Tutto ciò senza che ve ne fossero validi e concreti motivi. La trasferta difatti non presentava particolari rischi di incidenti. Tra i tifosi del Piacenza e quelli del Cesena non ci sono specifici attriti. Peraltro, non si sono verificati incidenti né prima né durante le trattative per far entrare gli striscioni. E non se ne sono verificati neppure dopo. Come abbiamo detto, alla esplicita richiesta, da parte di molti tifosi, di poter uscire per tornarsene a casa, gli agenti di p.s. voltavano le spalle senza fornire spiegazioni sul proprio comportamento. Più che arroganza ci è perso di vedere, nei loro sguardi disorientati, un certo imbarazzo. Forse anche per loro la legge Pisanu appare di difficile interpretazione? O forse il testo abnorme di quella legge consente volutamente tali condotte?

Insomma, sabato 15 ottobre 2005, un numero consistente di CITTADINI ITALIANI, è stato privato delle più elementari libertà garantite dalla Costituzione e dal nostro complesso giuridico di norme, quali ad esempio la libertà di espressione del pensiero e la libertà di movimento. 750 persone sono state rinchiuse a chiave con i lucchetti. Si sono ritrovate in gabbia per oltre 90 minuti. Vorremmo che qualcuno ci spiegasse sin dove può arrivare la necessità di garantire la sicurezza, e se questa necessità non vada a ledere i più elementari diritti civili.

Cosa sarebbe potuto succedere se quel sabato pomeriggio, nella curva ospite, si fossero verificati degli incidenti? Cosa potrebbe succedere a 750 persone – tra cui donne e bambini – che cercano di fuggire giù per una scala e che si trovano, ad accoglierli, cancelli chiusi con i lucchetti. Non è allarmismo. Sappiamo bene che episodi come incendi, cedimenti strutturali, disordini, ecc. non sono da ritenere così lontanamente improbabili. O dobbiamo invece pensare che serrare con lucchetti una gabbia, mentre dentro 750 persone stanno assistendo a una partita, rientra in un piano atto al garantirne la loro sicurezza?

Qui vi sono tutti i presupposti per una precisa e dettagliata denuncia. Dal momento in cui le nostre sensazioni saranno supportate anche dal parere di un legale, ci riserveremo la decisione di procedere, con tutti gli strumenti che la legge ci mette a disposizione, per denunciare quello che riteniamo possa costituire ipotesi di reato e comunque un’inacettabile violenza alle libertà personali.
Il parere ve lo dò io, e non ci sarebbe nemmeno bisogno.
DENUNCIATE QUANTO ACCADUTO, punto e basta.

Inserite moltissime foto della stagione 1958/59.
Dopo di ciò, il proseguio di una notizia già data ieri: "(ANSA) - CROTONE, 18 OTT - Gli incidenti in occasione del derby di serie B tra Catanzaro e Crotone di ieri sera sono proseguiti con lancio di molotov a fine gara. Secondo quanto si e' appreso, le due bottiglie incendiarie sarebbero state lanciate da tifosi del Catanzaro contro il corteo di mezzi che stava trasportando i tifosi del Crotone fuori citta'. Stando alla ricostruzione, un pullman ha cominciato a prendere fuoco, e i tifosi del Crotone sono stati costretti a lasciare i veicoli".


18 ottobre 2005: Inserita la pagina 2 di Empoli/Roma. Altre foto anche nella pagina 1.
In merito agli incidenti di Gallipoli/Andria, qui sotto troverete il video di quanto accaduto, trasmesso dal Processo del Lunedì. Dall'analisi del filmato sembra evidente quanto accaduto: dall'esterno arrivano pietre contro gli andriesi che cercano di entrare in campo per sfuggire alla pioggia di sassi.
Una volta entrati, giustamente adirati, se la prendono con i gallipolesi, facendo il gesto di andare verso il loro settore. Insomma, se vediamo bene, alla fine non è successo niente di che.
Qualche notizia:
"(ANSA) - BUCAREST, 17 OTT - La polizia di 
Bucarest ha arrestato 30 persone per gli incidenti
avvenuti durante la partita di campionato fra 
Dinamo Bucarest e Cluj. A provocare gli scontri fra
teppisti e forze dell'ordine e' stato il modo in cui i
poliziotti avevano bloccato una persona che era 
riuscita ad 'invadere' il campo al 75' di gioco. Tutti
gli arrestati sono anche stati multati con cifre che 
vanno da circa 35 a 100 euro"
(ANSA)- LECCE, 17 OTT - Sono saliti a 19 gli 
arresti per violazioni alla legge Pisanu sulla 
violenza negli stadi per gli incidenti durante il 
match Gallipoli-Andria. Dopo gli undici teppisti 
andriesi arrestati ieri sera dopo la partita di calcio 
di C2 girone C, nel corso della nottata sono stati 
fermati anche otto sostenitori del Gallipoli


Gli incidenti
(versione mpg, 92 mb)
Gli incidenti
(versione wmv, 2 mb)

 CALCIO: BRASILE, SALE A 3 BILANCIO DEI MORTI NEL WEEKEND
OGGI TIFOSO DEL PONTE PRETA UCCISO DA SOSTENITORI DEL SAN PAOLO
San Paolo del Brasile, 17 ott. - (Adnkronos/Dpa) - 
E' salito a tre il bilancio dei morti in seguito al
grave weekend calcistico brasiliano. Oggi, nella 
citta' di Campinas, a 100 chilometri da San Paolo, 
il 28enne Anderson Thomas, tifoso del Ponte Preta,
e' stato aggredito e ucciso da alcuni sostenitori del
San Paolo mentre cercava di acquistare dei 
biglietti per la partita di mercoledi' tra le due 
squadre. Il giovane, secondo la polizia, sarebbe 
deceduto a causa delle lesioni riportate al cranio.
Dopo il fatto le forze dell'ordine hanno arrestato 7 
persone riconoscendone colpevoli  del brutale 
pestaggio. Ieri, in occasione dell'1-1 scaturito dal 
match clou tra Corinthians e Palmeiras, a San 
Paolo erano stati registrati altri due omicidi di 
tifosi.
La polizia pattuglia le strade di Campinas dopo l'omicidio del tifoso del Ponte Preta
URGE SANGUE per MILO COZZI, un ragazzo dei Fedayn vittima di un incidente stradale. 
OSPEDALE SANDRO PERTINI Via dei Monti Tiburtini n.385, dalle ore 8.00 del 18 e 19 Ottobre 2005. Grazie.


(ANSA) -CATANZARO,17 OTT -Cinque tifosi del Crotone sono rimasti feriti, non in maniera grave, in tafferugli prima del derby Catanzaro-Crotone, posticipo di serie B. E' accaduto non lontano dallo stadio. I sostenitori del Crotone si stavano dirigendo all'impianto quando hanno incontrato un gruppo di tifosi giallorossi, con i quali sono venuti a diverbio. Alcuni supporter del Catanzaro avrebbero lanciato oggetti contro un furgone e alcune automobili dei tifosi del crotone. Le due tifoserie sono tradizionalmente rivali.
Violenza anche in Romania: qui i tifosi dell'Universitatea Craiova


17 ottobre 2005 (pomeriggio): aggiunti alcuni resoconti. Stasera altre foto di Empoli/Roma.
Ohibò, ma com'è che i posti nominativi non hanno funzionato?
LA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO:
La Polizia ha arrestato una decina di ultras
dell’Andria dopo gli incidenti avvenuti durante la 
partita. Fermati ed ascoltati anche teppisti 
salentini. La partita è stata sospesa per 25 minuti 
ed è poi finita 3-0 per i padroni di casa 
Una decina di ultras dell’Andria (non si è appreso 
il numero preciso) sono stati arrestati dalla Polizia
per gli incidenti avvenuti nel corso dell’incontro
con il Gallipoli. Non si sono saputi i reati che sono
stati loro contestati nella Questura di Lecce, dove 
erano stati condotti insieme con numerosi altri 
sostenitori dell’Andria (un’ottantina), poi rilasciati.
Al vaglio degli investigatori è adesso la posizione 
di diversi teppisti di Gallipoli. 
– Scontri tra teppisti, lancio reciproco di sassi, 
campo invaso da spettatori in fuga e da altri che 
cercavano di mettersi in salvo, squadre ed arbitri 
in fuga negli spogliatoi, partita sospesa per 25’, 
infine ripresa e conclusasi con la vittoria del 
Gallipoli sull’Andria per 3-0. È stato un pomeriggio
di inaudita follia quello nel derby pugliese 
salentino-murgiano di C2 girone C che ha vissuto i
momenti più drammatici al 12’ della ripresa, con i
padroni di casa in vantaggio per 2-0. Il bilancio, 
provvisorio, è di tre persone (tra le quali due 
poliziotti) contuse. Ingenti i danni all’impianto e 
ad automobili. 
Sino al 12’ del secondo tempo il migliaio di 
gallipolini e i circa 200 sostenitori andriesi ospitati
in curva Sud, controllati da uno sparuto numero di
forze dell’ordine, si erano limitati a reciproci 
quanto offensivi sfottò. Poi alcune decine di 
teppisti del Gallipoli sono usciti dallo stadio, 
hanno raggiunto l’ingresso della curva Sud, ed 
hanno cominciato a lanciare sassi contro gli 
andriesi. Questi hanno risposto agli aggressori 
utilizzando le stesse pietre. Alcuni di loro hanno 
allora invaso il campo: qualcuno per mettersi in 
salvo, altri, con il volto coperto con sciarpe 
biancoazzurre (i colori sociali dell’Andria) ed 
armati con spranghe di ferro, per raggiungere i 
tifosi giallorossi gallipolini che erano dall’altra 
parte dello stadio per farsi giustizia. L’arbitro e i 
giocatori si sono rifugiati allora negli spogliatoi. 
Per tanti minuti l’erba di Gallipoli è diventata 
un’arena. 
Le forze dell’ordine sono riuscite a riprendere il 
controllo della situazione solo dopo l’arrivo di 
rinforzi in tenuta antisommossa. A quel punto la 
partita, trascorsi 25’, è ripresa con il Gallipoli che 
ha segnato un altro gol confermandosi capolista. 
Adriano Galliani spiega la contestazione subita 
alla fine della vittoriosa partita del Milan a 
Cagliari. “Nessuna contestazione, anzi. Mi hanno
applaudito poi, quando sono arrivato davanti a 
loro, parte della curva ha inveito contro la Lega 
pensando che sia la Lega a fissare i prezzi dei 
biglietti di Cagliari a 30 euro. Ma qui i prezzi sono
liberi, non li facciamo noi. Mi hanno anche 
applaudito come dirigente milanista, mentre come
vicepresidente di Lega se la sono presa con il
decreto Pisanu” .
NON CI SONO PAROLE
LA NAZIONE
FIRENZE, 17 OTTOBRE 2005 - Una settantina di 
tifosi della Fiorentina, del Verona e del Milan 
hanno partecipato sabato notte a una maxirissa 
nel quartiere di Santa Croce che si è trasformata 
in un’aggressione agli equipaggi di quattro volanti
della polizia che erano intervenuti per riportare la
calma. 
Gli agenti sono stati circondati, insultati e 
minacciati. Nei tafferugli, gli otto poliziotti sono 
rimasti leggermente contusi e feriti, ma alla fine, 
anche con l'ausilio di alcuni carabinieri chiamati 
in rinforzo, sono riusciti a disperdere gli 
aggressori. 
Quattro giovani sono stati arrestati per rissa, 
violenza, resistenza e lesioni a pubblico ufficiale e
uno di essi, una volta portato in questura, ha 
cercato inultimente di strappare la pistola dalla 
fondina di un agente.
La dinamica degli scontri, durati circa quaranta
minuti, non è stata ancora chiarita. Per ora c’è 
solo la ricostruzione di un giovane che ha sporto 
denuncia. Egli era su una Golf grigia, guidata da 
un amico. Alle 2,20, così ha raccontato, la loro
auto è stata bloccata da una ventina di giovani in 
piazza Peruzzi, a poche decine di metri da piazza
Santa Croce. 
Secondo la segnalazione arrivata poco dopo in 
questura, il gruppo di persone a piedi aveva 
costretto gli occupanti della Golf- almeno due, fra 
cui uno degli arrestati, a scendere e, ritenendoli 
tifosi milanisti, li avevano aggrediti e picchiati, 
danneggiando gravemente l'auto e rubando al suo
interno un giubbotto e un cellulare di uno di loro e
sfilando le chiavi dal quadro dell’accensione. 
All'arrivo degli agenti, però, la massa di giovani —
diventati nel frattempo una settantina, di cui 
almeno 50 avevano il viso coperto da sciarpe con i
colori della Fiorentina e del Verona (le due 
tifoserie sono saldamente gemellate) — si è rivolta
contro di loro. 
Sono volate bottiglie e bicchieri di vetro e la 
situazione stava diventando rischiosa. I poliziotti 
hanno dovuto chiedere l’intervento delle 
‘gazzelle’ dei carabinieri. Con l’aiuto di alcune 
pattuglie del nucleo radiomobile dell’Arma, sono
riusciti a disperdere la folla minacciosa e ad 
arrestare quattro degli aggressori. Uno di essi — 
A. M., 25 anni, di Foggia, ma residente a Prato — 
era uno dei presunti tifosi milanisti aggrediti 
all'inizio degli scontri. Appena portato in questura 
con gli altri, avrebbe cercato inutilmente di 
impossessarsi della pistola di uno degli agenti. Gli altri tre sono fiorentini: A. M., 27 anni; C. Z., 22; e 
D. G. S. 21. La polizia, coordinata dal pm 
Emanuele Bonfiglio, sta cercando ora di chiarire 
meglio la dinamica della prima fase dell'episodio 
e, soprattutto, i motivi dell'aggressione agli
occupanti della Golf.



16 ottobre 2005 (pomeriggio): in costruzione la pagina di Empoli/Roma. A proposito del razzo di Ascoli/Sampdoria, sono quasi sicuro che il lanciatore verrà preso, ma di certo non sarà grazie ai biglietti nominali come faranno credere... Secondo Pisanu uno che tira un razzo del genere sta seduto al suo seggiolino... Comunque qui il video dell'accaduto (13674 kb). Altra versione in formato wmv.
"Ancora tensione prima della partita Verona - Arezzo. Un gruppo di un centinaio di persone dà l'assalto a un cancello d'entrata della curva sud causando il ferimento di 2 agenti delle forze dell'ordine. Ferito anche un addetto al controllo dei biglietti. Al vaglio degli inquirenti le immagini della tv a circuito chiuso che permettera' l'identificazione degli autori del gesto. E' stato un gesto di protesta contro le nuove leggi sulla violenza negli stadi, essendo molti teppisti muniti di biglietto. I due agenti erano di servizio al cancello quando sono stati aggrediti dai pseudotifosi. Sembra quasi che in certe citta' la legge Pisanu abbia portato piu' danni che benefici. Anche un notevole calo di pubblico che solo a Verona ha portato dagli 8000 abbonati dell'anno scorso ai 5000 di quest'anno. Intanto le immagini tv dello stadio di Pescara hanno portato all'identificazione e all'arresto di 3 tifosi scaligeri".
Un ragazzo di Sassari mi ha mandato il video di Sao Paulo/River Plate di cui agli aggiornamenti di ieri...
Leggiamo insieme questa notizia e mandiamola a Franco Carraro:
Lo FC United, la squadra costituita dai tifosi del Manchester United infuriati per la presa di possesso del club dal magnate americano Malcolm Glazer, ha vinto il 13.08.2005 la sua prima partita per 5-2 nella seconda divisione della Lega delle Contee del Nord Ovest.
La partita di Staffordshire era contro il Leek County Old School Boy's Club.
Il calcio d'inizio è stato ritardato a causa dell'enorme afflusso di folla, con circa 2000 tifosi dell'FC United in trasferta. Il manager dell'FC Inited Karl Marginson ha detto che nonostante la scalata al club di Glazer, a molti tifosi piacerebbe comunque vedere la partita della squadra in trasferta con l'Everton.
Gli oppositori di Glazer hanno contestato l'indebitamento che è stato fatto da Glazer per prendersi la società.
I piani di Glazer prevedono un incremento degli utili del 52% entro il 2010.
I tifosi hanno deciso di boicottare le partite del Manchester United matches e i suoi prodotti, ed i prodotti di ogni marca associata al club.
Marginson ha detto che non è stata solo la scalata di Glazer che ha portato alla formazione dell'FC United.
"Molti tifosi si sono stufati negli ultimi anni quando gli hanno detto che non possono cantare, devono stare seduti e non possono alzarsi" ha detto.

"Le cose che sono stati soliti fare per anni, andare nello Stretford end, stare insieme e cantare con i propri compagni, riusciremo probabilmente a ridargliele".
"Non importa quanti tifosisono andati prima a vedere il Manchester United e poi sono venuti a vedere l'FC United oppure quante sono venute a vedere solo quest'ultima", ha affermato.
L'FC United ha giocatori con esperienza di Football League mentre la squadra del Leek, di solito seguita da poche centinaia di spettatori, è composta da amatori. La polizia ha detto che 20 agenti in più sono stati schierati per il match.
Questa è la notizia relativa alla prima partita di campionato. Sono andato a vedere le foto nella galleria di cui al link qui sotto e guardate un po' nelle ultime partite quanta gente è andata a vedere la squadra.... Divisa sostanzialmente identica a quella del Manchester Utd., niente sponsor, e sulle gradinate in piedi a cantare... Altro che Premier League!
http://www.fc-utd.co.uk/

http://www.fcumgallery.co.uk/photos.html

Inter/Livorno
Sassaresi a Perugia


16 ottobre 2005: a volte, quando a casa mia finalmente tutto tace, ho persino il tempo di visitare qualche sito e trovare materiale interessante.
Ad esempio, sul link qui sotto troverete una furibonda rissa tra i tifosi del River Plate (Argentina) e la polizia brasiliana in occasione del loro ultimo incontro in Coppa Libertadores. E' appena il caso di rilevare che gli incidenti sono iniziati quando la polizia ha cercato di rimuovere una bandiera della squadra argentina. Al riguardo, so che molti "tecnici" visitano questo sito: ma come diavolo si fa a scaricarsi il file e a non vederlo solo in streaming?
http://www.infobae.com/interior/multimedia.php?idx=44191&idxNota=191705&tipo=1
Seconda domanda per i webmaster: mi piacerebbe mettere dei sondaggi nella pagina degli aggiornamenti, ma l'ultima volta quello gratuito che ho trovato comportava l'apertura di una finestra con un dialer. Qualcuno mi sa dire dove posso trovare un buon sito al riguardo?
Per chi se lo è perso, ecco qui il servizio trasmesso ieri da "Dribbling" sulla morte di Giuliano Taccola. Vi ricordo che tutti questi filmati vengono archiviati nella sezione video. Con un po' di difficoltà sono comunque riuscito ad individuare nel video tutte le partite dove Taccola segna. Si tratta di gol della stagione 1967/68.


15 ottobre 2005: a questo link, le foto del commiato a Luisa:
http://www.corederoma.net/download/miscellanea/sora_luisa/ciao_luisa.htm
PAROLE DI COMMIATO LETTE DURANTE LA CERIMONIA
Luisa,
quante donne Ti avranno invidiato!
Tutte loro hanno uno, due, tre, magari anche quattro figli….
E tu di figli ne hai ventimila!
Li conosci tutti per nome e se gli ultimogeniti non hai fatto in tempo a conoscerli, a parlargli, loro comunque conoscono Te e Ti hanno voluto bene.
Luisa, quante persone Ti hanno ammirato!
La vitalità e l’energia che Ti portavano a macinare chilometri sfiancando giovincelli che potevano essere i nipoti dei Tuoi nipoti non poteva non essere ammirata.
Luisa, quanti ministri, quanti deputati – se ci vedessero ora - si roderebbero il fegato per capire com’è possibile che al momento del Tuo arrivederci ci siano così tante persone….
Il Popolo e il Senato di Roma oggi è qui per Te, Sora Luisa!
Hai fatto sapere che avresti voluto che questo estremo momento fosse fatto di gioia, di canti, di striscioni.
Siamo qui, Luisa, e sventoliamo in Tuo onore la nostra bandiera.
E siamo sicuri, mamma nostra, che quando con il Tuo ombrellino sarai arrivata lassù, nelle braccia di Dio, sopra le nuvole, i ragazzi, i nostri ragazzi, tutti quelli che ci hanno lasciato con la Roma nel cuore, Ti avranno accolto dicendo:
“A Luì, ma che la Roma oggi gioca in Paradiso?”
E tu li avrai mandati a quel paese.
Ciao Luisa.

I Tuoi ragazzi della Curva Sud



14 ottobre 2005: oggi alle 10.30 i funerali della Sora Luisa, alla chiesa di Don Bosco al Quadraro.
Continua la ricerca della memoria storica: on line le foto (rare) di Roma/Pro Livorno, Siena/Roma e Pescara/Roma del 1945/46. Inoltre Roma/Juventus del 1949/50. Inoltre, grazie a Raffaele, nella pagina di Roma/Aris Thessaloniki, il file MP3 con 25 minuti di cori della Curva Sud.
Fiorentina/Bari 1945/46: magari c'era pure Pisanu sulla torre del Comunale!
 
Ecco il rilievo giornalistico che si dava nel 1945/46 a 122 feriti (Napoli/Bari)


13 ottobre 2005: come tutti sappiamo, ieri è morta la Sora Luisa. Qualsiasi ultras d'Italia, può permettersi di dire qualcosa sulla sua figura? Non trovo le parole adeguate ma tanti ultras moderni dovrebbero chiedersi se è stata più ultras la Sora Luisa o mille altri.
Luisa è stata una supertifosa, che è andata oltre perché ha seguito la Roma sempre ed ovunque. E se ultras significa oltre, Luisa è stata oltre.
I funerali saranno venerdì 14 alle 10.30 nella chiesa di Don Bosco al Quadraro.
Qui di seguito un breve ricordo, tratto da un articolo del 2 gennaio 2002 di Alessia Ripani, rinvenuto su internet:
Conosciuta in tutto il mondo per un ombrellino giallorosso
Luisa Petrucci a 70 anni si racconta
"Un po' Mary Poppins, un po' capo ultrà"
Il servizio da caffè che tiene in casa ha le tazze gialle e i piatti rossi. I fiori in un angolo del soggiorno sono ocra e vermiglio. E sui muri, Totti e Batistuta incorniciati come figli e Antonello Venditti, un po' artista, un po' fratello. La "tana" della signora Luisa Petrucci sembra la sede di un fan club, d'altronde non c'è più tifosa di lei. A celebrarla, un mobile affollato di targhe, tra cui una a dir poco esclusiva: "Per essere ultrà, non conta l'età", c'è scritto. Non ne esistono altre, perché mai i ragazzi della curva sud avevano pensato di consegnare riconoscimenti. A nessuno, tranne che a lei. Settanta anni, labbra rosso fuoco e al collo un ciondolo d'oro: Ur, con la consonante centrale a formare un fulmine. È il simbolo del Commando della Roma e Luisa è il loro simbolo.
 Mamma, amica e complice. Loro, i ragazzi del Commando, l'hanno raccolta a Napoli il 10 giugno scorso, dopo che un poliziotto le aveva rotto due costole a manganellate. Altro accessorio fondamentale, la sua borsa. Capiente, funzionale, serve a trasportare riviste, gadget, foto e autografi destinati ai tifosi romanisti non romani, che Luisa - Mary Poppins della capitale - incontra in trasferta, in Italia e all'estero. E per finire, il suo distintivo: una piccola spilla a forma di ombrello che indossa sempre sulle sue giacche, dalle scelte cromatiche rigorosamente obbligate. Le telecamere lo avranno inquadrato centinaia di volte, ma nessuno ci fa mai caso. Tra i fumi, le bandiere, i vessilli agitati in curva, un ombrello giallo e rosso passa inosservato. Anche a Istanbul. Che poi racconti una storia  grande quanto una donna e un amore, in pochi lo sanno. Ora è stampato anche sui biglietti da visita che le hanno  regalato, e che lei distribuisce a pacchi. Tutto, però, nasce da questioni meramente logistiche."Ero abbonata in tribuna Tevere - racconta Luisa, donna piccola e fiera - ma spesso non guardavo la partita perché catturata dai colori e dall'atmosfera della curva. Quando hanno rifatto lo stadio, ho voluto esserci anch'io. Da lì, il problema delle amiche: come trovarsi all'Olimpico? Così mi è venuto in mente di aprire l'ombrello. In questo modo sapevano tutti dov'ero, persino il presidente Dino Viola. Lo porto sempre con me, in casa e in trasferta. Oltre a ripararci dalla pioggia, è servito anche a evitare qualche sassata. Io non so sventolare una bandiera, allora, quando la squadra scende in campo o segna, lo apro. A dire la verità, mi ha dato anche molti dispiaceri, perché la gente ci ha ricamato su. Da giovane me ne infischiavo, ma ora mi offende sentire frasi del tipo "ma ci ha 70 anni, ndo' cavolo va?".
Figlia di "Ramponcino", socio vitalizio della Roma, proprietario di una trattoria a San Lorenzo dove andava a mangiare la Roma di Bernardini prima della guerra, Luisa è diventata un personaggio: è socio e presidente onorario di molti club e tutti la conoscono. La sua casa sembra un'agenzia e lei un brooker che maneggia sogni. Ha insegnato per 35 anni in una scuola materna, è in pensione, ma tra Roma, parrocchia, sorella e nipotino è più
indaffarata di prima. Per restare sull'ombrello, gliene ha regalato uno anche Rosella Sensi, amministratrice della A.s.Roma. Il padre Franco non ha gradito, perché invece del classico rosso e giallo, ha i colori fashion delle nuove divise: il blu scuro e l'arancione, con Luisa scritto due volte. "Mejo l'altro", le ha sussurrato il presidente incrociandola allo stadio. "Sono orgogliosa di essere un ultrà - è tosta, Luisa. "La sud - sostiene - è la curva più bella del mondo. Mi sono avvicinata ai ragazzi, piano piano. Avevo già 50 anni e non potevo immaginare la loro reazione. Sono splendidi, sono i figli che non ho avuto". Guai, dunque, a toccarli. "Come si fa - domanda sorpresa - a dire che sono violenti? Magari capita che ci scappi una scazzottata, ma tutto finisce lì. Forse sono io che non mi accorgo degli episodi più gravi che accadono negli anelli più bassi della curva. Io, so solo che hanno sfidato le cariche della polizia a Napoli quando hanno saputo che Luisa era rimasta a terra ferita; so solo che non ci hanno pensato un attimo e sono tornati a prendermi dentro lo stadio. Mi hanno sempre trattata come una del gruppo, io gli voglio un mondo di bene e loro ne vogliono a me. Se dimentico l'età che ho, è per colpa loro". Ma lei, nonna del socio tessera numero 1 del fan club di Francesco Totti, cosa pensa delle giovani d'oggi? "Il  nostro capitano - dice guardandolo nel calendario alla parete - è bello come il sole. Certo che le ragazze se li mangiano con gli occhi, questi giocatori: piacciono perché vestono la maglia della Roma. D'altronde, in giro di ragazzi belli ce ne sono tanti. Non belli come Totti, però. Belli come Totti, proprio non esistono. Chi giudica i comportamenti dei ragazzi, e delle ragazze - conclude - spesso dimentica di essere stato giovane anche lui. Poi, c'è chi non matura mai. E chi lo sa, magari tra questi ci sto pure io". 


12 ottobre 2005: inserite le foto di Novara/Roma 1953/54 e quelle di Udinese/Roma 1953/54. Aggiunte altre foto dell'amichevole Roma/Triestina del 22 aprile 1946, di Napoli/Roma e Roma/Lazio dello stesso anno. Aggiornata la Coppa Disciplina.

11 ottobre 2005: inserite altre 18 foto di Roma/Siena a pagina 2.
Se la stanno facendo addosso:
 (ANSA) - ROMA, 10 OTT - 'Il calo spettatori e' innegabile che ci sia (Tagliente, responsabile dell'Osservatorio Nazionale sulle Manifestazioni Sportive della Polizia di Stati, lo nega, n.d.L.), ma alle societa' dico - ribadisce Petrucci - che la prima cosa da fare e' abbassare i prezzi' (beh, comodo. Il presidente del C.O.N.I., proprietario dell'Olimpico dal quale, a suo dire, si vede bene, dice agli altri cosa fare. Personalmente, nel momento in cui mi renderò conto che andare allo stadio è la stessa identica cosa che guardarsela in TV perché manca tutto il resto, e magari risparmiando qualche euro, beh resterò a casa anche io). 'Per fare quegli stadi comodi che tutti chiedono serviranno anni - aggiunge il presidente del Coni - quindi ora tocca alle societa': uno sport senza pubblico e' un evento snaturato. Si puo' fare qualcosa subito, con i prezzi. La crisi degli spettatori non dipende dagli stadi scomodi (su questo sono d'accordo. Io vado anche nello stadio scomodo se mi fanno fare il tifoso di calcio, non lo spettatore da teatro. Quando andavo in Sud me ne fregavo se non vedevo bene la partita, perché avevo mille altre cose da fare. Ora se vado in Sud e non posso fare assolutamente nulla, almeno voglio vedere la partita, questo è il punto! n.d.L.). Alcuni presidenti stanno esagerando con questa storia degli stadi'.
 Il pallone chiede aiuto
 Sempre meno spettatori allo stadio, aumentano quelli davanti alla tv di MASSIMILIANO GASPERINI (www.ilmessaggero.it)

ROMA - Per cercare di capire quello che accade al calcio bisogna partire 
dalle cifre. Rispetto ad un anno fa, la media degli spettatori per partita è