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Il sito viene aggiornato ogni sera, verso la mezzanotte o poco dopo. A volte anche verso le 15.00.
Il sabato non ci sono regole. Dopo le partite, le foto vengono inserite dopo circa due ore, salvo imprevisti.


3 agosto 2007: esempio inglese # 1:
Calcio: tifoso nudo in campo durante Manchester United-Inter
LONDRA - One man show di un tifoso all'Old Trafford di Manchester. Alla mezz'ora del secondo tempo dell'amichevole Manchester United-Inter uno spettatore ha scavalcato la divisione e, completamente nudo, ha attraversato il campo tra gli sguardi sorpresi e divertiti dei giocatori fino a quando non e' stato bloccato da uno steward. La partita e' stata sospesa per meno di un minuto. (Agr)
Esempio salernitano:

Esempio inglese # 2:
LONDRA (Inghilterra), 1 agosto 2007 - Hanno vinto i tifosi. La crescente fuga dagli stadi causa aumenti folli dei biglietti (con un incremento del 600% dal 1989) ha, infatti, costretto la Premier League a congelare o addirittura tagliare i prezzi degli abbonamenti di quest’anno. Analizzando la tabella pubblicata dal Daily Star, che compara i prezzi minimi e massimi dei “season tickets” della scorsa stagione con quelli di quest’anno, sono 12 (su 20) i club che hanno deciso di assecondare le richieste dei fan: 8 di loro (compresi Arsenal, Chelsea e Manchester City) hanno lasciato i prezzi uguali a quelli del campionato 2006-2007, mentre 4 li hanno diminuiti, con ribassi anche considerevoli (il record spetta al Wigan, con una riduzione del 39%). Il resto delle società (fra cui Liverpool e Manchester) ha, invece, scelto la strada contraria, facendo lievitare i costi degli ingressi annuali fra il 3 e il 19%.
I MENO – Come detto, il Wigan è il club che più ha preso a cuore la richiesta dei tifosi di un taglio drastico dei prezzi, stabilendo una cifra unica per tutti gli abbonamenti: ovvero, 250 sterline, che rappresenta più del 39% in meno di quanto si pagava lo scorso anno, quando si andava dalle 340 alle 410 sterline per un biglietto annuale, a seconda del posto. Una scelta che Matt McCann, un rappresentante del club, ha così motivato allo Star: “I fan ci hanno spiegato che non venivano allo stadio per via dei prezzi elevati e poi non riuscivano a capire perché dovevano spendere dei soldi per un match quando potevano andare al pub e vederselo gratis (soprattutto se non si può più stare in piedi a fare il tifo, fumare, ruttare, insultare l'arbitro, mandare a quel paese l'avversario, aggiungo io, n.d.L.). Da qui, l’idea del sostanzioso sconto. Al secondo posto si piazza, invece, il Blackburn, che ha ridotto i biglietti del 33%, quindi il Bolton, con oltre il 10% di ribasso e l’Aston Villa (-5%).
UGUALI – Quest’anno, i giganti londinesi di Arsenal e Chelsea hanno lasciato i prezzi invariati, sebbene i loro abbonamenti siano i più cari di tutta la Premier, visto che per una stagione all’Emirates Stadium si spendono fra le 885 e le 1825 sterline, mentre a Stanford Bridge si va dalle 530 alle 1150 sterline. Grazie a questa politica di contenimento dei costi, però, l’Arsenal ha polverizzato i 31.000 abbonamenti stagionali e ci sono altre 20.000 richieste in lista d’attesa. Stessa sorte pure per il Chelsea, che ha già registrato il “tutto esaurito”. Di questo gruppo fanno parte anche Birmingham, Derby County, Everton, Manchester City, Middlesbrough e Reading.
I PIU’ – Oltre a Liverpool (+6%, con prezzi compresi fra le 650 e le 700 sterline) e Manchester (+13% e abbonamenti fra le 475 e le 836 sterline, con una previsione di circa 6.000 abbonamenti non rinnovati), gli altri aumenti hanno riguardato il Newcastle (+4%, con biglietti stagionali fra le 380 e le 970 sterline), il Portsmouth (+12,5% e un “range” di spesa fra le 585 e le 745 sterline), il Tottenham (+ 3% e prezzi compresi fra le 509 e le 1550 sterline) e il West Ham (+ 7% e abbonamenti da 595 a 850 sterline). L’incremento più alto è stato, però, del Sunderland, con un +19% che rappresenta un aumento quattro volte superiore al tasso d’inflazione (eppure, sono già 30.000 i tifosi abbonati), mentre il Fulham ha optato per una via di mezzo, diminuendo il costo degli abbonamenti più economici (da 499 a 299 sterline) ma alzando quello per i posti più belli (da 699 a 749 sterline).
Simona Marchetti (gazzetta.it)
Inserite moltissime foto e filmati di Borussia Dortmund/Roma.
Per finire, non ho assistito alla presentazione della Roma e mi sono limitato a leggerne i commenti. Tra i tanti non sapevo che fosse stato presente anche Lino Banfi e che lo stesso avesse cantato Petrolini (sic!) citando Oronzo Canà, con qualche stonatura. Mi è stato infatti fatto notare che si è trattato di una subdola promozione dell'uscita del prossimo film del comico barese "L'allenatore nel pallone 2". Non posso dar certo torto a chi me lo ha fatto notare, d'altra parte l'estensione a 180° degli inviti ha comportato diverse stonature...


2 agosto 2007: stavo gironzolando su Youtube. Se parliamo di movimento di folla, il "crollo" della gradinata dopo un gol in Brasile si chiama "avalanche" (valanga). Mai visto nulla di più spettacolare. Ecco alcune splendide avalanche (da spedire al ministro Melandri e a quelli del "tutti seduti") della tifoseria del Grêmio, che pare sia specializzata:
Grêmio /Vasco da Gama
Grêmio /Flamengo
Grêmio/Nautico
Grêmio/Paranà
Grêmio/Fluminense
Tutti i video e le foto che pubblico sugli aggiornamenti, vengono poi catalogate nelle sezioni di appartenenza. Per esempio i video del Gremio, li troverete nella sottosezione "Le manifestazioni coreografiche" della sezione "Fedeli alla Tribù".
Finalmente trovato il servizio video di Bayer Leverkusen/Roma.
Per finire, la rissa tra il Colo Colo e il Boca Juniors in Coppa Libertadores (18666 kb).
Il manifesto apparso sui muri di Roma per gli 80 anni della nostra squadra


1° agosto 2007: non c'è niente da fare. Diadora non ha imparato nulla dall'esperienza del passato:
"Appena presentata e già criticata. E' questa la sorte della nuova maglia ufficiale del Napoli che presentata ieri pomeriggio in concomitanza con la presentazione del nuovo acquisto Gargano, già riscuote le prime critiche da parte dei tifosi.
Le nuove divise sono molto simili a quelle dell'anno scorso, la prima è di un azzurro intenso con righe bianche, la seconda è bianca con righe azzurre e la terza è rossa con righe bianche, tutte le magliette riportano al centro il nome dello sponsor tecnico diadora, subito sotto quello della SSCNapoli ed infine riportano il logo dell'acqua Lete. L'unica differenza, rispetto alle magliette dell'anno scorso, riguarda le "bretelle" che non arrivano più fino in fondo ma scompaiono subito sotto le braccia(vedi la foto tratta dal sito sscnapoli.it). Basta accedere al forum del sito ufficiale del Calcio Napoli per notare l'apertura di molti topic in cui si critica la nuova maglietta: "Chi ha ideato le nuove maglie - scrive Pentagono48 - secondo il mio personale parere ha inequivocabilmente subito gli effetti deleteri del gran caldo. Se ci presentiamo con queste maglie ci rideranno dietro. Molto meglio quelle della passata stagione" mentre Iluvatar critica il logo dello sponsor Lete: "Il vero problema è dato dallo sponsor Lete. Ancora una volta lo si è integrato in maniera pessima. Sarebbe bastato, per creare una maglia davvero bella, eliminare quello sfondo rosso o, almeno, renderlo più armonioso." I tifosi del Napoli chiedono aiuto al Presidente De Laurentiis che però al momento ha altri pensieri per la testa, come quello di concludere il calciomercato con la classica ciliegina sulla torta, perchè la maglia è importante, ma ancor più importanti sono i calciatori che la indosseranno".
Riguardo le nostre, invece: "ciao lorenzo sono davide, per quanto riguarda la nuova maglia anche io mi associo alla protesta della maggior parte delle persone che frequentano il tuo sito. Da quello che ho sentito però, la maglia con gli omoni è una tiratura limitata peraltro già esaurita, che è stata
venduta a 180 euri (quasi l'abbonamento di curva...) Le maglie della nuova stagione sono uguali a questa già vista, con il logo kappa molto più piccolo, come sulle vecchie maglie dell'ultimo scudetto. Spero tu  possa confermarmi questa voce, e comunque sarebbe bello vedere la  scritta spqr per tutta la stagione, in caso l'asroma non trovasse  accordi di marketing,anche se credo non sia possibile vedi anno scorso).
Di diverso parere è invece Mirko: "Ciao Lorenzo, ti scrivo in merito alla questione delle nuove maglie Kappa. Leggo e sento molte lamentele, quando invece, secondo me dovremmo essere molto ma molto soddisfatti del lavoro fatto dalla casa torinese.  La tradizione: ci hanno dato una prima maglia rossa (che verra' usata anche nelle coppe), bordata di giallo, sia sul collo che sulle maniche, hanno messo lo stemma della Roma sul cuore (non e' poco, visto che in molti lo tengono al centro del petto), la coccarda e' stata cucita sulla maglia e non applicata ( e a livello di rifinutura non e' poco), finalmente con i colori invertiti (il rosso all'esterno), e di dimensioni piu grandi rispetto a quelle usate negli ultimi 20 anni circa, ricalcando le vecchie coccardone a noi care dagli anni '60, '70 ai primi anni '80. Infine, SOLO per la rossa, useranno lo stemma della Kappa (i famosi omini) nelle dimensioni ridotte, quelli piccoli che avevamo anche su quelle dal 2000 al 2003 proprio per non attufare la prima maglia di rappresentanza, cercando di tenerla il piu' "pulita" possibile.
La bianca, che e' la seconda maglia, e' comunque particolare, in quanto non avra' lo stemma classico con la lupa, ma quello degli 80 anni di vita.
In questo caso invece ( e anche per la terza maglia, la nera), useranno gli omoni grandi sulle spalle, cosa che avranno anche tutte le altre squadre con
sponsor tecnico Kappa. In piu' sulla maglia bianca, avremmo dei numeri rossi bordati di giallo, cosa abbastanza inusuale.
Alla fine, parliamoci chiaro, loro vendono un prodotto, che ha un marchio: l'Adidas ti mette su tutta la manica le tre famose bande, la Legea (mamma mia ragazzi che salvata!!) pone dei "fantastici quadratoni" bianchi sulle maniche come stemma. Secondo me non ci e' andata per niente male, anzi. Infine, proprio per chiudere il cerchio, guardo anche il carattere del nome e lo stile del numero o il tipo di tessuto usato. Secondo me, anche sotto questo aspetto, per quest'anno il risultato e' piu che buono. Un saluto, Mirko - www.asromashirt.it". Se posso trarre un sunto dalla polemica, credo che le critiche vadano comunque collocate nell'ambito di una soddisfazione generale per la prima maglia. Intendo dire che se il 70% è soddisfatto delle divise, chi critica fa parte di quel 30% che vorrebbe avere tutte e tre le divise al 100% di gradimento e, tutto sommato, ci vorrebbe assai poco: un logo della Kappa ridimensionato (così grande, a prescindere dal brand, è una cafonata) e magari un bordino giallorosso anche sulla maglia bianca, già penalizzata dall'assenza del logo ufficiale della Roma in favore di quello degli 80 anni, sarebbe stato gradito. Per il resto, vedendo lo schifo che gira in tutta Europa, sono comunque soddisfatto della Kappa ma mi chiederò sempre la ragione per la quale si fa 30 e non 31. Inserito il calendario ufficiale della stagione 2007/08.
Questa è interessante:
 
 



INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA (26.07.2007)


 










Al Ministro dello sport e politiche giovanili
Al Ministro degli interni
Per sapere – premesso che:
- le modifiche apportate dal Parlamento al testo del decreto legge sulla violenza negli stadi, trasformato in legge 4 aprile 2007 n. 41, stabiliscono il divieto di introdurre ed esporre striscioni e/o bandiere all’interno degli impianti sportivi solo qualora incitino alla violenza o contengano ingiurie o minacce;
- gli strumenti di legge attualmente in vigore (pene severe per chi espone striscioni vietati e telecamere a circuito chiuso che consentono l’immediata identificazione del trasgressore), uniti ad uno scrupoloso controllo del materiale all’ingresso dello stadio, come avviene prima di ogni partita, sono comunque condizione più che sufficiente per evitare che, all’interno degli impianti sportivi, appaiano striscioni violenti, razzisti e/o offensivi;
- l’Osservatorio Nazionale sulle Manifestazioni Sportive ha introdotto, attraverso la delibera n. 14 dell’8 marzo 2007, disposizioni che violano la libertà d’espressione attraverso gli strumenti di tifo, prevedendo procedure tortuose per l’ammissibilità di striscioni e bandiere, non contemplate nella nuova legge sulla violenza negli stadi;
- le suddette forzature dell’Osservatorio hanno causato, oltre che un forte danno alle pratiche positive promosse nell’ambito del tifo, un ulteriore aumento di tensione tra gruppi di tifosi organizzati e forze dell’ordine;
- la diminuzione degli striscioni non autorizzati da aprile all’ultima giornata di campionato è dovuta solo al fatto che molti gruppi organizzati si sono rifiutati di sottostare alle suddette procedure;
- la ministra Melandri, constatata l’eccessiva durezza delle disposizioni dell’Osservatorio, che hanno determinato una graduale scomparsa del clima festoso e di divertimento alimentato dalle curve, ha dichiarato che presto gli striscioni torneranno negli stadi;
- Se non si ritenga urgente promuovere interventi per la rivisitazione delle disposizioni sugli striscioni emanate dall’Osservatorio, al fine di ottenere un ritorno degli strumenti di tifo non violenti -  striscioni, bandiere, tamburi e megafoni - indispensabili per incitare e supportare, in maniera appassionata e creativa, la propria squadra, per l’inizio dei campionati della stagione 2007/08.
On. Daniele Farina, On. Vladimir Luxuria, On. Peppe De Cristofaro, On. Salvatore Iacomino



31 luglio 2007: qualcuno sa dove si possono trovare i video dei gol di Bayer Leverkusen/Roma? Li ha trasmessi Raitre ma non ho fatto in tempo a registrarli. Un ricordo doloroso: il video del quarto gol del Carl Zeiss Jena contro la Roma nella stagione 1980/81.
Guglielmo sulle maglie: "Caro Lorenzo, sono molto deluso dalla Kappa, che consideravo il miglior marchio nel   rispetto della tradizione,
la seconda maglia (e penso anche la terza di cui ancora non ho visto alcuna foto), non e' bianca con bordi giallo rossi, ma e' bianca con gli omoni
rossi sulle maniche e il logo per gli 80 anni ( la prima volta che una societa' festeggia gli 80 anni!) e solo li' troviamo i nostri colori sociali. Certo che e' sempre meglio dei pigiami Diadora, pero' non c'e' rispetto per la tradizione dei nostri colori.
Sarebbe bella senza omoni, con il logo per gli 80 anni su una manica e con dei bordi giallo-rossi o fascia giallo-rossa. Ho scritto alla Kappa (contact@basicpress.com) ma non ho ricevuto   alcuna risposta.  Gli ho scritto di guardare il tuo sito sezione maglie per trovare dal passato la giusta ispirazione. Tu   forse puoi avere piu successo di me. E' vero anche che forse la maggior parte dei tifosi e' contenta cosi',   perche' il giorno dopo la partita
di Dortmund ilRomanista.it ha hatto un sondaggio sulla maglia che e'  stata approvata con quasi il 70% su un campione di circa 3000 risposte (il 70% è poco quando si può avere il 100%, n.d.L.). Forse non ci dovremo lamentare troppo vedendo altre squadre come il   Chelsea che in trasferta giochera' con una divisa stile ANAS. Un saluto". Dopo di che mi chiedono: dove si può vedere la finale di Supercoppa a Barcellona?
Per finire, un blog segnalatomi: www.asromafan.wordpress.com


30 luglio 2007: dei biglietti 2006/07 mi mancano solo quelli di Palermo/Roma e Cagliari/Roma: chi me li manda?
Nasce una disputa su "Qual è" (vedi aggiornamenti di ieri pomeriggio). Si scrive con o senza l'apostrofo? Se non ricordo male, dipende dal senso che gli si dà: se scrivo "un individuo qual è Francesco Totti" allora si può tranquillamente usare senza apostrofo, perché il significato di "qual è" è analogo a quello di "come è". Se invece scrivo "Qual è il gol più bello di Totti?", allora credo debba avere l'apostrofo. Può darsi, come qualcuno mi ha sottolineato, che siano corretti tutti e due i modi, ma vorrei una conferma da un letterato! Anzi, la disputa l'ho risolta da solo: "La disputa se si debba scrivere qual'è o qual è non è risolta né dalle grammatiche, né tanto meno dalla letteratura. Sono per l'apostrofo, fra gli altri, Federigo Tozzi, Mario Tobino, Tommaso Landolfi, Paolo Monelli, Bonaventura Tecchi. Non apostrofano invece Vasco Pratolini, Giuseppe Berto, Alberto Moravia, Goffredo Parise, Libero Bigiaretti". Togliamo quindi un errore a Dominique Antognoni, tanto ne rimangono altri quattro :-)
On line la pagina di Bayer Leverkusen/Roma, in attesa di videogol e altre foto.
Inserito anche un servizio video su Borussia Dortmund/Roma.


29 luglio 2007 (pomeriggio): qual'è il primo requisito che dovrebbe avere un giornalista o sedicente tale? La conoscenza della lingua italiana, direi. Il buon Dominique Antognoni mi ha risposto dicendo che il congiuntivo errato è stato frutto di una svista, dovuta alla combinazione di due frasi poi miscelate in una. Purtroppo non è così. Ho esaminato da un punto di vista grammaticale alcuni suoi scritti e - mi duole dirlo - ci sono diversi dubbi sul corretto svolgimento delle classi dell'obbligo o quantomeno sull'apprendimento che ne è derivato.
Prendiamo, ad esempio, l'articolo-intervista "Io non mi acquisterei".
Il primo errore - ripetuto più volte e quindi non giustificabile - è da matita rossa. Il verbo essere coniugato alla terza singolare, va scritto con l'accento grave  ("è") e non acuto, come fa l'Antognoni ("é").
Visto che si tratta di un'intervista, le domande sono brevi e quindi meno suscettibili di errori che, ahinoi, comunque emergono qua e là: Andiamo oltre: Lascio agli insegnanti di Italiano (io non lo sono ma certi errori sono marchiani) che frequentano questo sito aggiungere dell'altro.
E' tuttavia chiaro che, da questo momento in poi, ogni scritto del nostro Dominique che mi segnalerete verrà grammaticalmente sviscerato, analizzato, corretto e "partecipato" al suo Autore.


29 luglio 2007: rieccoci. Inserite le foto di Borussia Dortmund/Roma e quelle della celebrazione degli 80 anni. Qualche e-mail arrivata nel frattempo:
Davide: "Ciao Lorenzo, finalmente sono riuscito ad abbonarmi in Curva Sud centrale.Venerdi' 20 Luglio alle 2.00 di notte sono partito in motorino alla volta del romastore di piazza indipendenza, al mio arrivo c'erano già una quindicina di persone li davanti in una tranquillità spaventosa...chi sdraiato su qualche scooterone parcheggiato li davanti, chi in macchina a vedre un film trash anni '80 (lino banfi), chi tra aneddoti e racconti e chi addirittura acchittava una partitella di calcetto. In lista ero il numero 15 e, tra una storia e un'altra abbiamo tirato fino alle 5 e mezza di mattina senza facendoci prendere dalla stanchezza che piano piano cominciava a farsi sentire.Alle 6 eravamo una quarantina, sempre in un'atmosfera tranquillissima, tra la prima colazione al baretto centrale e una partitella a tresette...Alle 8 il romastore ha aperto i battenti (invece di aprire alle 9.00) e alle 9 è cominciata la vendita libera (invece delle 10.00).Alle 9.20 sono uscito con il mio abbonamento di CurvaSud centrale settore 19, esausto ma felicissimo anche per l'ottima compagnia di persone sconosciute con cui ho condiviso un'esperienza molto positiva e per il lavoro svolto con una velocità estrema da parte degli adetti al romastoe (aventi a disposizione un solo terminale).Una notte che riferei tutta la vita perchè nonostante tutto e tutti l'amore per la Roma è sempre sopra ogni cosa... Un saluto da Davide di Talenti".
Sulle nuove maglie: "Caro Lorenzo,ho appena visto la maglia temporanea con cui la Roma e' scesa a Dortmund. Molto bella la scritta SPQR, pero' il logo degli omini Kappa  gigantesco non si puo' vedere.  Per favore fai rimostranza alla Kappa prima che la  maglia ufficiale esca.
La maggior parte dei tifosi ha protestato ad una presunta  sponsorizzazione tecnica Legea, ed erano contenti della Kappa, ma la maglia della Roma
merita rispetto. Mettessero il loro logo, ma di misure piccole e normali come hanno fatto in passato. Inoltre spero che la Kappa finalmente faccia dei calzettoni decenti simili a quelli del 1927,con fascia giallo rossa e non mono colore come ha fatto in passato. Un saluto, Guglielmo". Ancora: "Ciao Lorenzo, ma che maglie sono quelle di Dortmund ? speriamo che in campionato non ci siano i gemelli rovesciati sulle spalle, rovinano tutta la maglia ! ma gioca la Roma o la Kappa ? alla faccia della tradizione..... facciamo qualcosa no ? Un saluto F.". Sempre sul tema, questa una e-mail spedita da Simone a abela@kappa.it
"Buonasera dott.ssa Abela, Grazie per la risposta datami alle mie richieste sulla maglia della mia città. noto con dispiacere che non avete preso in considerazione quanto i tifosi della Roma si auguravano. Sicuramente il vostro staff marketing avrà pensato "più grande facciamo il nostro logo più vendite ci saranno". Non ha capito niente: la nostra maglia non è un cartello pubblicitario. Mi dispisce veramente mi terrò le splendide maglie che avete fatto gli anni passati. Un Saluto e buon lavoro Simone Grandi". In effetti anche io ho mandato una vibrata protesta al medesimo indirizzo e-mail per il logo sulla seconda maglia, sperando che lo ridimensionino. Con il significativo titolo "Omoni", mi scrive anche Giorgio 85: "Salve Lorenzo, leggo tutti i giorni sul tuo sito ma è la prima volta che ti scrivo. Sono stato spinto a farlo dell'aver visto la maglie "provvisorie" della kappa che la nostra roma ha utilizzato contro il borussia. Bella, bello il nostro logo (piu grande di quello fatto dalla diadora), bella la grande coccarda della coppa italia, bello il taglio del colletto...Ma quelli omoni sulle spalle no!!!La cosa che mi preoccupa è che la kappa li ha utlizzati anche l'anno scorso per altre squadre, quindi c'è il rischio che ci troviamo una  bella maglia, imbrattata senza gusto da un disegno che ha poco o meglio niente a che fare con la roma. Sul tuo sito ancora non ho letto niente in proposito e la rete tace, ma secondo me dovremmo farci sentire, almeno dobbiamo cautelarci, dobbiamo far capire che vogliamo la maglia della roma...e non quella della kappa! Un saluto". Mi si chiede poi se la coccarda della Coppa Italia non debba avere il verde all'esterno, com'era fino a tre anni fa. In effetti per qualche anno è stato così, ma già nell'80-81 era come è ora: raffigura la bandiera dell'Italia arrotolata sull'asta e vista dall'alto. Il verde è attaccato all'asta della bandiera e quindi è interno, mentre il rosso è esterno.
Ragazzi, questo scritto di Dominique Antognoni che mi avete segnalato è fantastico:
A casa dello zingaro di Dominique Antognoni
23.07.2007
Benny Hill al confronto è un dilettante. Stanlio e Ollio idem. D'altronde chi può competere, in quanto a comicità, con il tifoso talebano? Leggere le mail che ci inviano è fantastico, certi articoli ancor di più (Chivu rinnova il 26, fantastico). Dicono che ridere faccia bene alla pelle: grazie agli insulti degli appassionati di calcio, come vengono nominati dai blandi giornali nostrani, risparmiamo sulle creme. Grazie, grazie. Cristi Chivu non riesce a carpire la comicità dei suoi tifosi, la cosa ci dispiace. Però come dargli torto? Un quotidiano locale ha pubblicato la foto della sua abitazione, in prima pagina. Come dire, spaccate tutto, scrivete insulti sui muri. Se lo merita, vuole andare via. Il premio Charlie Chaplin va invece al quotidiano che da due giorni insiste sulla imminente firma di Chivu con la Roma. Come no? Chi non vuole giocare laddove ti dicono "zingaro di merda"? Dove ti coccolano giorno dopo giorno? Poi ci pare anche evidente che un giocatore, uno qualunque, se non ha voluto firmare per quattro anni lo faccia proprio adesso in quasi scadenza di contratto. E´anche conveniente, economicamente parlando. Perché avere uno stipendio di cinque milioni se si può averne uno di due? E le radio? Sono fuori concorso. Troppo forti. La goffaggine con la quale sbrodolano sentenze contro di lui è da urlo.
Noi però vorremmo sapere una cosa soltanto: che vita ha questa gente? Uno che va ad un allenamento e si sfinisce nel ridicolo e infantile esercizio di sputare insulti? Quando torna a casa cosa fa? Dice "Sono tornato, oggi giornata meravigliosa, ho gridato a Chivu che è una merda"? Bella vita.
Per concludere, una considerazione. Sarebbe fantastico se i cosiddetti tifosi caldi potrebbero sapere cosa pensano davvero su di loro coloro che, per varie ragioni, ne scrivono in maniera positiva. dominiqueantognoni@yahoo.it
L'ultima frase è agghiacciante, soprattutto se si pensa che un giornalista fa dell'uso delle parole il suo mestiere. L'uso del congiuntivo da parte del nostro Antognoni - ormai ossessionato dai tifosi della Roma e due spanne sopra a chiunque nella top list -  non poteva passare inosservato... e così i tifosi talebani della Roma gli ricordano le regole fondamentali della lingua italiana, già violentata nei precedenti articoli: "Gentile Signor Antognoni... devo tirarle, mio malgrado, le orecchie: Cito testualmente: "Sarebbe fantastico se i cosiddetti tifosi caldi potrebbero sapere cosa pensano davvero su di loro coloro che.."Tralasciando la sua bislacca faziosità alla quale ormai siamo abituati, la prego, la scongiuro... l'italiano!!!!
Non si possono leggere certe cose... Un ripassino ai congiuntivi farebbe bene. Grazie, la sua prosa ne guadagnerebbe. Edoardo".
Poi, Andrea:  "un mio amico molto ben informato, quasi come te (..il quasi è d’obbligo), mi dice che la Salernitana per quest’anno ha deciso di stampare tutti gli abbonamenti e tutti i biglietti delle partite con sopra l’immagine di Agostino Di Bartolomei! Al di là delle origini e dei colori che ci separano da questi individui la trovo una cosa fantastica e al tempo stesso un bello smacco al nostro amato a.d. “rosetta” Sensi. Io le lezioni di amore non le vojo prende da nessuno! Qualcuno glielo dica. N’abbraccio. Andrea".
Poi (non sto andando in ordine temporale, come vedete!): "CIAO LORENZO, TI MANDO UNA FOTO SCATTATA IN VIA UFFICI DEL VICARIO AL 35 ALLA MEZZANOTTE DEL 21 LUGLIO QUINDI ALLO SCOCCARE, A NOSTRO AVVISO, DELLA NASCITA DELL'AS ROMA. COME VEDI UNA TORCIA E' STATA ACCESA E CON CURIOSITA' I  MOLTI TURISTI PRESENTI HANNO OSSERVATO IL NOSTRO TRIBUTO ALLA NOSTRA ASSOCIAZIONE SPORTIVA ROMA. CMQ CHE SIA IL 22 LUGLIO, COME IO PENSO, O UN'ALTRA DATA LA COSA PIU' BELLA E' CHE LEI SIA NATA E CHE SIA LEI A PORTARE IL VANTO DELL'URBE! SEMPRE FORZA ROMA! OVUNQUE MALGRADO TUTTO E TUTTI! LUCA!".

Degna di nota la parte finale di questa notizia ANSA, dedicata alla Lazie:
"....Infine, la presentazione della squadra prevista per l'8 agosto con la formazione greca del Panathinaikos, potrebbe effettuarsi al Flaminio e non
più allo stadio Olimpico. Si teme la poca affluenza da parte dei tifosi della Lazio. (ANSA)".


21 luglio 2007: dissenso bipartisan sugli stewards armati, però alla fin fine qualcuno li autorizza:
"STADI, DI PAOLO-COCHI(AN):"STEWART ARMATI ESASPERERANNO PUBBLICO"
 (OMNIROMA) Roma, 20 lug - "L'ipotesi di istituire la figura degli stewards armati negli stadi non ci convince, potrebbe essere un elemento che andrà ad esasperare ulteriormente la situazione della sicurezza nei confronti di tutto il pubblico". E' quanto dichiarano in una nota congiunta il consigliere regionale di Alleanza nazionale Pietro Di Paolo e il consigliere comunale Alessandro Cochi, vicepresidente della commissione capitolina Sport. "Il decreto del governo - sottolineano Di Paolo e Cochi - indica criteri per la scelta di questo tipo di personale assai labili, armare la mano di una persona non è uno
> scherzo in generale, figuriamoci all'interno di uno stadio, frequentato da famiglie e bambini". "La soluzione per fronteggiare la violenza - concludono Di Paolo e Cochi - è secondo noi quella di costruire stadi che siano a misura d'uomo, evitando scelte pensate male e che potrebbero avere risvolti anche peggiori, cercando inoltre di comprendere e di iniziare un dialogo con quelle realtà aggregative di curva, troppo spesso criminalizzate nella loro totalità".
La fede dei nuovi abbonati va premiata:
"Ciao lorenzo,sono francesco.ti racconto la giornata abbonamenti,perche stranamente non ci sono stati problemi,anzi tutto e' andato liscio come l'olio.quadi da non crederci.parto dal mio paese alle 21,10 col treno e arrivo a piazzale flaminio alle 22,35.eravamo io e una mia amica,al roma store di piazza colonna siamo arrivati alle 22.50,gia c'erano un po di ragazzi,attaccato al vetro c'era una lista abbonamneti fanno dai ragazzi arrivati per prima,noi mettiamo il nome e siamo 26 e 27esimi.la speranza era che quella lista fosse rispettata.alle 1 di notte eravamo circa un'ottantina,dalle 1 alle 4 quasi nessuno.alle 6 del mattino circa 100 e da qui e' iniziata ad arrivare l agente...alle 9 eravamocirca 250.il roma store verso le 8,30 ci inizia a dare a tutti i moduli per l'abbomaneto,pensvamo iniziassero a fare abbonamenti alle 10 mentre dalle 9,30 hanno fatte entrare 4 a 4.noi eravamo quasii primi,uscire dal negozio con quel settore 19 in mano e' stata un emozione fortissima,gia si spargevano le voci che erano finiti,che l'altro roma store avesse iniziato alle 8 mentre invece ce l'abbiamo fatta.non so gli altri dopo di me  ma stare in piedi dalla mattina alle 7 di giovedi alle 15 di venrdi pomeriggio,ora in cui sono arrivato a casa per gli orari di merda dei trini ,e' stato pesantissimo ma lo rifarei tutta la vita...". Per ragioni tecniche fino a sabato prossimo non potrò aggiornare il sito.
Visto che il tutto coincide con la presentazione della Roma e con qualche amichevole, inserirò le foto successivamente. Qualche ragazzo sottoposto a provvedimento DASPO mi ha poi chiesto se si deve andare a firmare in occasione della presentazione della Roma: ovviamente no, a meno che la squadra UFFICIALE della Roma non disputi una partita in quel contesto. In quel caso per rispettare l'obbligo di presentazione, bisognerà fare riferimento all'orario di inizio della partita. Altri mi hann o chiesto se possono recarsi a vedere gli allenamenti e cose simili: bisogna leggere il provvedimento del Questore: se - come per le diffide fatte dalla Questura di Roma - il divieto di accesso è esteso allo Stadio Olimpico e Flaminio a prescindere dal fatto che giochi la Roma, allora gli allenamenti allo Stadio Flaminio non si possono andare a vedere, ma se la Roma si allena a Trigoria si può tranquillamente entrare.
E mentre da noi tentano di istituzionalizzare il tifo, con le conseguenze che vedremo nel prossimo articolo che riguarda l'Inghilterra qui di seguito, apriamo una breve parentesi su cosa accade a Houston, U.S.A.:
2006/07 Houston/Toronto
Stelle filanti: per l'utilizzo delle stesse, molti tifosi del Pisa sono stati diffidati.

La tifoseria dello Houston in casa
Dallas/Houston 2006/07, Houston in trasferta
Dallas/Houston.U n tifoso dell'Houston:
"La foto è tratta dalla TV. Il commentatore ha sottolineato positivamente come fossero colorati e stupendi i tifosi. Pensate, se fosse accaduto in Inghilterra, il commentatore li avrebbe chiamati hooligans o idioti. Qui li apprezzano".
Da non fvare leggere a Dominique Antognoni: non capirebbe.
IDEA ACUSTICA PER FAR SALIRE L'ATMOSFERA A WEMBLEY
di Henry Winter
La Football Association ha detto sì alla proposta di creare un "settore per cantare" a Wembley in occasione dell'amichevole con la Germania ad Agosto.
La mossa vien fuori dopo che la stessa FA ha svolto un sondaggio tra i tifosi sul come generare la miglior atmosfera nello stadio che Steve Mc Laren vuole trasformare in una "fortezza".
Se il "settore canoro" si mostra un successo, verrà proseguito anche per le qualificazioni europe del 2008 .... I nuovi stadi  richiedono del tempo per costruire un atmosfera (dopo che l'hanno distrutta con gli stadi con soli posti a sedere n.d.L.), ma enormi interessi corporativi a Wembley hanno inciso sui livelli acustici. Nel vecchio Wembley, molti dei tifosi più appassionati si aggregavano intorno al tunnel dietro la porta (con i posti numerati, se lo si facesse ora si rischierebbe la fucilazione, n.d.L.), producendo un rumore incredibile quando la squadra veniva fuori. La FA spera di ricreare questo con l'iniziativa presa per la partita del 22 agosot con la Germania.
"Seguendo i desideri dei membri del forum dei tifosi, abbiamo deciso che ci sarà un 'settore per cantare' a questa partita", ha detto il membro della FA ai membri dell'associazione dei tifosi inglesi. Le partite contro la Germania sono raramente silenziose, ma i piani dell'FA sono quelli di rendere decisiva l'atmosfera. Mc Laren chiama i tifosi "Il nostro 12esimo uomo" e il loro sostegno vocale sarà vitale nelle qualificazioni per Euro 2008 che seguiranno l'incontro con i tedeschi.
Che tristezza. Ecco il commento di un tifoso inglese: "Io non so se sia progresso o cosa. Semplicemente sono imbarazzato come uomo Inglese che abbiamo bisogno di un settore per cantare nella partita con la Germania. Gesù Cristo".
La guerra nella ex Jugoslavia ha lasciato i suoi stascichi: Zrinjski-Partizan, Intertoto. L'arresto del pappagallo in Cile/Argentina under 20.
Un giocatore dello Steaua Bucarest libera un tifoso dello Steaua che aveva cercato di colpire il portiere del Charleroi.
Vi lascio con il completamento della stagione 1948/49.


20 luglio 2007: articolo di Repubblica per la serie smilitiarizziamo gli stadi:
"ROMA - Ha fra i 30 e i 50 anni, gode di buona salute e ha un fisico prestante, non ha condanne serie alle spalle e può vantare una discreta cultura: almeno il diploma di scuola media superiore e la conoscenza di una lingua straniera, preferibilmente l'inglese. Il ministero dell'Interno disegna l'identikit dello steward che dalla prossima stagione calcistica si occuperà della sicurezza negli gli stadi italiani.
Il decreto anti-violenza, il cui iter è partito subito dopo la morte dell'agente Raciti a Catania, distingue tra steward e capi-steward. Questi ultimi dovranno coordinare e gestire squadre composte da 20 unità e potranno girare armati, visto che il loro ruolo sarà equiparato a quello della guardia giurata. Ma solo negli stadi da almeno 7500 posti, vale a dire tutti quelli di serie A. I nuovi guardiani delle curve dipenderanno dalle società calcistiche, che avranno il compito di controllare che non abbiano precedenti penali, selezionarli e addestrarli. Dalla prossima stagione negli stadi italiani ci sarà uno steward ogni 150 o 250 spettatori, a seconda della capienza dell'impianto.
Gli steward avranno un raggio d'azione molto ampio. Il loro compito comincerà prima ancora dell'apertura dei cancelli con ispezioni preventive, per continuare con il pre-filtraggio e il filtraggio, il controllo dei biglietti e degli oggetti o striscioni proibiti. Durante la partita, invece, si tratterà di vigilare che nessuno scavalchi le recinzioni per cambiare settore e, ovviamente, che non ci siano episodi di violenza. Se qualche tifoso (anche minorenne, ma sopra i 15 anni) infrangerà le regole, lo steward dovrà prendere le sue generalità e segnalarlo ai pubblici ufficiali. Ma solo per comportamenti per cui ricorra la semplice sanzione pecuniaria.
Ovviamente, gli steward dovranno essere immediatamente riconoscibili. Per questo il decreto stabilisce con precisione anche il loro abbigliamento: dovranno indossare un giubbetto giallo o arancione a bande luminescenti, da infilare dalla testa, e ci dovrà essere scritto "steward" e il numero di matricola su "fondo blu".
Il decreto, composto da otto articoli, è in esame alle commissioni Cultura e Affari Costituzionali. L'iter proseguirà martedì, quando il presidente della Lega Calcio Matarrese e quello della serie C Macalli riferiranno alla Camera".
Ed ecco le prime reazioni: "CALCIO VIOLENTO: STADERINI (RNP), FOLLIA STEWARD ARMATI
(V. 'CALCIO VIOLENTO: DECRETO GOVERNO, STEWARD...' DELLE 18.04) (ANSA) - ROMA, 19 LUG - 'Pensare di portare dentro gli stadi vigilantes con la pistola e' una vera follia'. A sostenerlo e' Mario Staderini della direzione nazionale della Rosa nel Pugno.
'Dispiace che il Ministro Amato - aggiunge Staderini - abbia deciso di proseguire la serie di assurdita' e di errori posti in essere dai governi Berlusconi. Di fronte all'incapacita' di affrontare le responsabilita' che hanno esasperato il problema dell'ordine pubblico all' interno del fenomeno calcio, ancora una volta la scelta e' quella di militarizzare gli stadi'.
'Mi chiedo poi, visto che solo il coordinatore avra' la pistola, se si tratti di uno status symbol. Gli stadi - conclude - non sono una filiale bancaria, ma forse i governi italiani non sono piu' in grado di comprenderlo dopo che per 15 anni hanno considerato il calcio solo come un grande affare economico e politico'. (ANSA)".  Non male i nuovi sceriffi armati in una curva (dove tra l'altro succede poco o nulla):
"CALCIO VIOLENTO: DECRETO GOVERNO, STEWARD ARMATI... ++RPT++ (RIPETIZIONE CON TITOLO E TESTO CORRETTI) (ANSA) - ROMA, 19 LUG - Eta' tra i 30 e i 50 anni, 'buona salute fisica e mentale', nessuna condanna seria alle spalle, diploma di scuola media superiore, conoscenza di 'almeno una lingua straniera', prestanza fisica adeguata. Possibilita' di girare armato. E' questo l'identikit del 'Coordinatore degli steward', che a breve potrebbe essere chiamato a garantire la sicurezza negli stadi italiani, cosi' come e' stato previsto dal decreto del ministero dell'Interno ora all'esame delle commissioni Affari Costituzionali e Cultura della Camera.
Il 'capo-steward', che potra' girare armato perche' verra' di fatto equiparato ad una guardia giurata, sara' presente solo negli stadi con capienza superiore ai 7.500 posti. E avra' il compito di coordinare e gestire l'esercito degli steward: il nuovo personale previsto nel decreto contro la violenza negli stadi di calcio, che dovra' vigilare sulla sicurezza degli stadi e sara' alle dipendenze delle societa' sportive.
Secondo il decreto, ad ogni partita di calcio dovra' essere presente uno steward ogni 150 spettatori. Ma si potra' prevedere anche il rapporto di uno ogni 250 a seconda della capienza dell'impianto. Il numero dei coordinatori invece dovra' essere di 'uno ogni 20 steward'.
Altra caratteristica dei nuovi 'vigilantes' del calcio e' che dovranno essere riconoscibili, indossando un apposito giubbetto 'giallo o arancio' a bande luminescenti, da infilare dalla testa, che dovra' riportare la scritta 'steward' e il numero di matricola su 'fondo blu Nato'. (SEGUE).
Nel decreto di otto articoli che stabilisce requisiti e mansioni degli 'steward' e dei loro coordinatori, si prevede anche che l'addestramento di questi nuovi 'controllori' sia a carico delle societa' sportive.
E sempre le societa' sportive dovranno occuparsi anche dei 'requisiti morali' dei propri dipendenti. Se uno dei nuovi vigilantes infatti non dovesse possedere quei requisiti richiesti dal testo unico delle leggi di pubblica sicurezza per le autorizzazioni di polizia (essendo stato magari condannato a piu' di tre anni di detenzione), saranno le societa' sportive a pagare con una sanzione amministrativa che potra' andare dai 20mila ai 100mila euro.
Prima dell'apertura degli stadi, 'steward' e 'coordinatori' dovranno controllare gli spalti anche per verificarne la stabilita', rimuovere oggetti illeciti o pericolosi, garantire il libero accesso alle vie di fuga, accertare la perfetta funzionalita' degli impianti antincendio e di quelli di video-sorveglianza. E prima della partita dovranno presidiare i varchi, controllare biglietti e documenti, impedire l'ingresso a chi non e' in regola e a bandiere, striscioni illegali o materiali pericolosi e 'proibiti'.
Ma e' durante la partita che gli steward dovranno tenere gli occhi piu' aperti evitando che i tifosi scavalchino le recinzioni o che abbiano 'comportamenti illeciti o comunque pericolosi'. Potendo anche isolare quelli piu' violenti all'interno di un settore. E dovranno tenere sotto controllo l'intero stadio, dagli spalti al terreno di gioco. Segnalando alle forze di polizia anche quei minori (con piu' di 15 anni) trovati all'interno dello stadio senza documenti. Ogni loro azione comunque dovra' essere documentata su appositi moduli.
L'esame del provvedimento, che ha come relatori Antonio Rusconi (Ulivo) per la commissione Cultura e Alessandro Naccarato (Ulivo) per quella Affari Costituzionali, continuera' martedi' con le audizioni del presidente della Lega Calcio Antonio Matarrese, con quello della serie C Mario Macalli e con la Lega dilettanti.(ANSA).
Ah, se solo ci fosse stato uno steward armato in Canada (Argentina/Cile Mondiali under 20, da repubblica.it)!
Nel giorno in cui il Prefetto, Serra lascia il posto di Prefetto di Roma per assumere un nuovo incarico, con un velo di tristezza mi sento di dedicargli questo breve sonetto che titolerò:
EPITAFFIO:
Achille, 
non fosti creduto,
a te porgo oggi
deferente il saluto.

L'Olimpico nuovo 
di certo è tuo figlio,
"Su le transenne", 
non battesti ciglio!

Ma eran ottantamila,
non erano mille.
Non fosti creduto, 
ricordalo, Achille.



19 luglio 2007 (pomeriggio): e-mail di Andrea: "Caro Lorenzo, mi chiamo Andrea e volevo solamente rispondere a chi reputa eccessivo il prezzo dei biglietti della la festa degli 80 anni della Roma: è vero potevano almeno far entrare gli abbonati gratis, però bisogna tenere conto che l'incasso (non so se per intero) andrà in beneficenza, come leggo nell'intervista a Massimo Caputi:  ".....L'evento, non sarà solo una festa. Ma servirà a sostenere le attività di A.PRO.T.I.O.N. Onlus (Associazione per il progresso della terapia intensiva oncoematologica "R.Fasanari" - Leucemie e Linfomi; Assohandicap Onlus, Fondazione Alberto Sordi Onlus e Fondazione Bioparco di Roma". Roberto: "SFOGO;...bene si ricomincia...ma quest'anno la mia linea sarà un'altra..niente più bestemmie al centralinista laziale dell'asroma..niente piu mail...dopo mezz'ora di attesa nel punto lottomatica..come al solito la linea per prendere i biglietti degli ottantanni ancora non arrivava..quindi...via...a casa...10+10+10..30 euro nostri che lasroma sta volta non se intasca....non sono abbonato..ma in ogni caso un par de cento euro all'anno je li porto..quindi..quest'anno sarà così..se non è per fila ma per problemi tecnici..io dopo mezz'ora me ne andrò.. quanto mi piacerebbe una curva vuota..per protesta..è nelle grande manifestazioni..che bisogna farsi sentire..è inutile scioperare a roma reggina...ma questa è solo utopia...".


19 luglio 2007: questo sito vuole essere una voce critica e non credo possa essere tacciato di non essere romanista o di avere interessi particolari. Chi lo gestisce, e probabilmente la maggioranza se non la totalità di coloro che lo frequentano ha l'ambizione di avere un giorno una società gestita solo da romanisti doc. Impossibile forse, ma i sogni non hanno confini e non possono essere limitati. Noi vogliamo che l'A.S. Roma sia la perfezione. In questo senso venno recepite le critiche che vengono svolte, a fin di bene, all'A.S. Roma. Massimiliano: "Spero che la mia non sia presa come una crociata contro i ragazzi della redazione del sito (sito???) asroma.it ma... dal link in oggetto... http://www.asroma.it/NewsDoc.aspx?Categoria=ITPrimoPiano&Documento=7889f
Matilde Brandi: "Sono preoccupata davanti a voi ora, non oso immaginare all'Olimpico. Sono romanista nell'anima vidi Roma-Dandee e Roma-Cska Sofia allo stadio. Insieme a massimo racconteremo la storia della Roma ci saranno tanti ospiti Vip : Verdone, Fiorini, Amendola, Silvestri, Ferilli, Giuliani e tanti altri che scoprirete".  E' mai possibile che non sanno che il DUNDEE UNITED si scrive con la u e non con la a?????????? Eppure (sono del 79 non potrei ricordare) è stata una delle partite + emozionanti... filmati postumi mi aiutano!". Diciamo un errore di battitura, anche se sulla tastiera del PC la "U" sta a 5 lettere e una riga sopra rispetto alla "A".
Riguardo la festa della Roma del 26.07.2007: "Ciao Lorenzo,ti scrivo dopo aver letto la comunicazione della A.S.Roma riguardante la festa degli 80 anni della nostra amata Roma,ebbene,sono incazzato nero,dopo tutte le incapacità gestionali nel riproporre la Campagna Abbonamenti per l'ennesimo anno dove non si gratifica in nessun modo noi tifosi,se non con premi stile riffa di Natale,ci fanno pure pagare un biglietto del valore di quelle che la Roma gioca di  solito in Coppa Italia per assistere alla FESTA,ma come si fa??Ma non dovrebbe essere la NOSTRA Festa??Una famiglia che fa??,paga 100 euro per 4 persone per andare in trib.tevere,unico posto per vedere decentemente qualcosa??Cara Rossella,sarebbe stato meglio un semplice gesto:dare la possibilità a tutti di festeggiare l'UNICO NOSTRO GRANDE AMORE,ma tu evidentemente devi fare anche stavolta cassa e te ne freghi di quelle persone che ami sbandierare come UNICI AL MONDO,anche stavolta grazie del trattamento.Scusa dello sfogo Lorenzo,ma questo mangiare sopra i nostri sentimenti non lo potrò mai accettare!!". Qui il problema è diverso. Questa festa è - soprattutto - per quelli che allo stadio non ci vanno mai o quasi, anche se, ovviamente, anche molti tifosi radicali andranno a vedere che accade. In tal senso ho ricevuto diverse e-mail riguiardo la presensza di Tizio o di Caio, più o meno gradito. Mi scuso per non aver risposto personalmente anche a ragazzi che reputo tra i più degni di stare in Sud, sicché lo farò tramite questo sito: siamo una élite e non potremo essere compresi dalla massa. Anche il G.A.M. - a mio modo di vedere - fu una élite e non fu compreso, eppure erano i tifosi più puri dell'A.S. Roma. E' quindi tardi, oggi, per pretendere che quella persona non si presenti ancora una volta al nostro cospetto perché, alla fin fine, la maggioranza dei tifosi "lo accettò" (anche noi avremmo voluto, in tutt'altro - radicale - senso!) e quindi eccolo qui di nuovo. Non ci resta che rifiutarlo intimamente (e magari anche sonoramente qualora dovesse essere presentato): "Il mondo non ascolterà", per dirla con il titolo di una celebre compilation degli Smiths.
Anche Daniele mostra il suo disappunto: "SONO USCITE LE INFO PER GLI 80 ANNI DI ROMA http://www.asroma.it/NewsDoc.aspx?Categoria=ITArchivioNews&Documento=7890 10 EURO UNA CURVA? MA PER UNA FESTA COSI'? SECONDO ME UNA BELLA PROTESTA DI LASCIARE LA CURVA VUOTA... LO SO NON E' IL MOMENTO MIGLIORE PERO' MI PIACEREBBE MANDARE UN MESSAGGIO FORTE.
CIAO DANIELE".
Riguardo l'amata Curva Sud: "ciao lorenzo, secondo una confidenza ricevuta da una voce molto attendibile il prefetto serra a settembre dovrebbe dimettersi..non ce poteva pensa prima?giusto il tempo per distruggerci una curva..". La voce, attendibile, la conosco anche io. Certo, l'età pensionabile è molto avanzata in Italia e se lo avesse deciso prima forse mi sarei pure potuto vedere Fiorentina/Roma 2000/01 che il prefetto (allora di Firenze) serra fece giocare di lunedì. O forse no. Ci sarebbe stato un altro al suo posto e non credo sarebbe stato molto differente. Spero però che il suo progetto si trasformi in ciò che Comunardo Niccolai (per i più giovani: difensore del Cagliari fine anni '70) sapeva fare meglio: gli autogol. A giudicare dalle scelte sembra proprio che, con un po' di intelligenza, ci si possa adattare: negli anni '80 questi ancora dirigevano il traffico ma in curva noi già ci stavamo.
Quando ho letto questa e-mail di Massimiliano non ho potuto non sorridere: "domenica pomeriggio stavo guardando Roma channel e c'era un servizio su Trigoria... facevano vedere tutto l'interno tutti i posti e così via... ad un certo punto arrivano negli spogliatoi e fanno vedere tutti i posti dei giocatori, ovviamente primo piano sul posto riservato al capitano....su  questo primo piano si scorge sulla sinistra un adesivo (tagliato appositamente dalla inquadratura xkè nn politically correct) fatto dai ragazzi delle sud kn scritto "Laziale coniglio sempre scappato"...sicuramente l'avrai visto anke te sto tipo di adesivo... kmq mi ha fatto piacere vedere  questa kosa xkè motli ,delle volte ,mettono  in dubbio l'animo Romanista di Francesco....ke in questo kaso è stato quasi ultras".
Vi lascio con una intervista segnalatami da A. che davvero merita di esser letta per tonare agli albori del movimento ultras.
Com'è che un normale tifoso diventa un Ultras del Torino?
Era il 1972. E chi se lo dimentica? Quello è stato il primo giorno che ho messo piede il curva Maratona. Avevo dodici anni e mio zio, tifosissimo del Torino decide di accompagnarmi allo stadio. Mi ricordo anche la partita: Toro-Sampdoria. Allora le tifoserie erano diciamo pure amiche. Ora la rivalità con i blucerchiati è accesissima.

E il risultato, te lo ricordi?
Assolutamente no, per il semplice fatto che non ho guardato la partita! Guardavo continuamente i tifosi. Allora in curva c'erano già i Fedelissimi e poi c'erano i Commandos. Pensa che questi ultimi avevano come simbolo un pallone con l'elmetto. Guardavo mentre cantavano, suonavano i tamburi. Facevano loro la partita e non i ventidue uomini in campo. 
I capi Ultras allora avevano sedici anni, massimo venti.In teoria pochi anni di differenza da me, ma mi sembravano già dei "grandi", già degli uomini. Ricordo che indossavano quasi tutti la giacca mimetica chiara e in testa avevano il basco dei paracadutisti, granata. Facevano un gran casino, incitando la squadra a vincere. Ho passato novanta minuti ad osservare ogni loro movimento, ogni loro gesto. I loro cori, il loro vestire. Ma non sentivo dentro di me l'esigenza di emularli. 
Non li vedevo come dei miti da scopiazzare. Mi innamoravo del loro modo di tifare e capivo che era lo stesso che volevo fare io.
Diciamo che la mia "malattia" è incominciata quella domenica pomeriggio.

Poi il fischio finale, si torna a casa e la febbre calcistica scende? Quando torni in curva? 
No, aspetta. Forse non ci siamo capiti. Non è che sono entrato in curva quella domenica e poi ci ho rimesso piede anni dopo. Io da quel giorno, da quel Toro-Doria non ho più mollato la curva Maratona e il Torino.

Quindi la curva diventa la tua seconda casa. 
Per molti fattori diventa un mio punto di riferimento. In primo luogo era il posto in cui si ritrovavano quelli della mia età. Pagavamo il biglietto ridotto. Se la memoria non mi tradisce l'entrata allora costava sulle quattrocento lire. Negli altri settori, i distinti e la tribuna, ci andavano i cosiddetti "borghesi", quelli che volevano vedere la partita più comodamente e avevano le possibilità economica per spendere di più.
Inoltre in Maratona si tifava veramente. Come ti ho detto prima qui c'era il calore dello stadio. Una bolgia dantesca, con le bandiere granata che rendevano tutto più caldo. Erano i primi Ultras. Pionieri di un movimento che emetteva i primi vagiti. Ogni domenica ci ritrovavamo in quegli scaloni di cemento e trasformavamo il grigiore del Comunale in qualcosa di unico. Tutto diventava magia e ci sentivamo veramente parte del gioco. Anzi, di dirò di più, ci sentivamo la forza che spingeva i nostri beniamini a dare il massimo, a vincere.

La curva non era solo coreografia, tifo e cori. La curva, anche se siamo agli albori del movimento, era gia scontri...
Sicuramente. Ma questo non succedeva solo la domenica. Infatti, succedeva spesso che ci scontrassimo con i "cugini" anche durante la settimana. Tra di noi come detto ci conoscevamo tutti, quindi era facile che se ci incrociavamo per strada ce le davamo di santa ragione. Ma tutto in modo leale. Avevamo quasi tutti sedici anni. Sangue caldo e tanta voglia di ribellione. Spesso quando tornavamo a casa dovevamo guardarci alle spalle. Non era raro che qualcuno si trovava sotto il portone la sorpresa di incontrare ospiti indesiderati. E allora giù pugni e calci. Tu venivi a prendere sotto casa me, io facevo lo stesso. Poi il giorno del derby tutti ci scontravamo in campo aperto. Ma come avrai capito vivevamo il nostro essere ultras sette giorni su sette, ventiquattrore al giorno, in strada come a scuola.

E arriva il primo scontro con la tifoseria avversaria. Non più una scaramuccia da quartiere. Arriva il tuo, permettimi di chiamarlo in maniera forte, BATTESIMO DEL FUOCO. Quando avviene questo ulteriore passaggio? 
Durante un Derby, non poteva essere altrimenti. Tutto nasce quando arriviamo a ridosso dello stadio. Incrociamo i nostri rivali. Incomincia così da parte nostra una razzia delle loro sciarpe bianconere e dei loro stendardi. Loro reagiscono e parte la carica vera e propria. Cinquanta contro cinquanta, tutti a mani nude senza bastoni o cinghie, nessun razzo o bombe carta. Ora diremo uno scontro Old Style, vecchio stile. Nessun poliziotto nei paraggi e questo non era strano visto che allora gli stadi non erano "blindati" come oggi. Cazzotti vari, calci, veri e propri corpo a corpo. Tutto dura una decina di minuti, poi gli ultras bianconeri girano i tacchi e scappano verso la loro curva. Avevamo vinto. Nelle nostre mani erano rimasto il bottino conquistato in battaglia. Poi entriamo nella nostra curva ed esponiamo i loro vessilli. Alcuni di noi al collo avevano le sciarpe prese al "nemico".

Ti ricordi cosa hai provato in quel momento, in quegli attimi prima dello scontro e le sensazioni del dopo? 
Rammento la paura del pre-carica. Una paura mista all'emozione. Poi pura esaltazione. Non era la prima volta che facevo a "botte". Nel mio quartiere era successo varie volte di aver alzato le mani per difendermi o per farmi rispettare. Nei quartieri popolari di Torino la scazzottata tra coetanei era routine di tutti i giorni in quegli anni. Dopo il mio primo scontro con i gobbi però non mi sono sentito un "grande", un "mito". Mi sentivo normale, nessuna sensazione particolare. Ridevo con gli altri raccontando di come erano andate le cose là fuori e di come erano scappati gli avversari, stanchi di prenderle e desiderosi di rientrare nel loro territorio, nella loro curva. Come ho detto prima noi avevamo vinto. Un pò ammaccati noi, un pò di più loro, ma nessun ferito grave, nessuno all'ospedale o con ferite d'arma da taglio.

Primo scontro, altri scontri, ma non più solo nei derby...
Assolutamente. Ogni tifoseria che arrivava a Torino doveva pagare il dazio. Noi eravamo gli Ultras Granata e il nostro nome doveva fare il giro d'Italia. Milanisti, Interisti, Doriani, Romanisti, ci scontravamo con tutti. Dovevamo e riuscivamo a dimostrare il nostro valore. E le altre tifoserie avevano paura. Alcuni accettavano lo scontro, altri, i meno coraggiosi preferivano evitarlo, meritandosi l'appellativo di CONIGLI, il peggior insulto per un ultrà! Raramente subivamo. Eravamo forti perché a differenza ad esempio dei nostri odiati cugini, avevamo un grande spirito di gruppo. La regola per noi era una sola: "Noi siamo gli Ultras Granata, tutti dovete sottostare a noi e rispettarci!"
E così era.

E il Torino Calcio che faceva? Non vi tirava le orecchie come farebbe un padre con un figlio pò discolo? 
Noi non avevamo contatti con la società. Non ne volevamo. Zero contatti, zero denaro. Nessuno ci ha mai dato una lira, come per dirci "dai, se fate i bravi vi aiutiamo nelle spese". Noi ci autogestivamo. I soldi per le bandiere, i pon pon, gli striscioni e i tamburi uscivano dalle nostre tasche ed erano frutto di collette che avvenivano in curva.

Tu sei un pioniere del tifo granata. Il quadro di quegli anni lo hai descritto alla perfezione. Ora andiamo sul personale. Cos'è per te la paura e il coraggio? Nei tuoi racconti queste parole appaiono spesso. Puoi spiegare meglio i due concetti?
Io negli scontri non ho mai voluto dimostrare nulla a nessuno. Non facevo tutto questo per avere le luci della ribalta o sentirmi Ercole sull'Olimpo. La paura c'è stata e chi dice che non esiste in quei momenti secondo me mente. Io durante lo scontro dovevo vincere la paura prima di battere il mio rivale. E lo facevo per me, per dimostrare qualcosa a me stesso. Ecco penso che il coraggio sia il passo in più della paura.
Dopo la paura c'è il coraggio. Superi quella sensazione di timore che può bloccarti le gambe e allora hai raggiunto il coraggio. Non importa se è un testa a testa o sei solo contro cinque. Come ho detto più volte nessuna emulazione verso i capi. Guardavo me stesso. Mi sono trovato varie volte in difficoltà. Mi hanno rotto tre volte il naso, ho preso bastonate e cinghiate. Durante un derby notturno uno juventino ha cercato di accoltellarmi due volte in pancia e sono riuscito a deviare i colpi con la mano. Eppure il coraggio ha sempre superato la paura. In fondo sono un Ultras nel bene e nel male, anzi, aldilà del bene, aldilà del male. Ho scelto io questa vita e so a cosa posso andare incontro.
A proposito vorrei aggiungere un qualcosa sulla "moda" di usare i coltelli durante i tafferugli; guarda, ci sono poche curve che possono vantarsi di non aver usato le lame negli scontri. In molti lo hanno fatto e molti ipocriti negano di farlo quando sanno bene il contrario. Io posso parlare solo per me stesso; allo stadio non ho mai portato un coltello. Ma non sono un eroe o un novello superman. Ho paura come tutti, ma cerco di superarla. Poi come ho già spiegato arriva il coraggio. Senza la paura non esiste il coraggio.

L'amore per la squadra... L'amore per il gruppo di appartenenza. Cosa arriva prima? Qual è l'amore più forte? 
Prima di tutto io nasco tifoso del Toro. Da bambino mi regalarono la maglietta nera da portiere con la coccarda della Coppa Italia cucita sul petto. Insomma, ti avvicini alla curva perché ami il calcio e hai una tua squadra del cuore da seguire. Poi incominci a conoscere chi ha la tua stessa passione e vuole tifare seguendo la squadra ovunque e comunque. Così nasce l'amore per il gruppo. L'amicizia, la voglia di portare la tue fede in tutti gli stadi d'Italia, d'Europa, diventa fortissima. Un'eterna fede che si tramuta in amore per il tuo gruppo, per il tuo striscione. E non importa se sia lungo 10 metri o pochi centimetri. Quello è il tuo striscione e ognuno di noi è pronto a difenderlo, guai a chi lo tocca. Forse l'amore per il gruppo supera l'amore per la squadra. In fondo è con i tuoi amici che dividi gioie per le vittorie e dolore per le sconfitte. E con loro condividi anche i problemi di tutti giorni che nulla hanno a che vedere con il calcio.

Dagli anni sessanta ad oggi le curve hanno cambiato aspetto. Di pari passo con la società c'è stato il momento del boom, del decadimento, della rinascita. C'è stato il ricambio generazionale, gli ultras di ieri, o hanno lasciato il posto alle nuove o sono rimaste a loro fianco per dare, diciamo pure l'esempio. Cos è per te la curva di ieri, la curva di oggi e come deve diventare la curva del domani? 
Per me la curva di ieri ha il sapore del pionierismo. In fondo siamo stati i primi ultras di un movimento che tutti hanno voluto analizzare senza riuscirci o dando giudizi affrettati e che nonostante tutto dura da più di trent'anni. Quando penso alla curva del passato mi vengono in mente i derby. Ci lavoravamo sopra da una settimana prima. Mi viene in mente quando scrivevamo sugli striscioni "Bettega TBC" o quando tiravamo fuori delle bare e le croci bianconere. Macabri, penserebbe qualcuno, ma allora c'era tanta goliardia e allo stesso tanta voglia di farsi rispettare. Ci ritrovavamo per le nostre riunioni in via Carlo Alberto, nella sede dei Fedelissimi. A pochi isolati, in via Bogino, si ritrovavano i Gobbi. Spesso finiva a bastonate.
La curva di ieri è la nostra gioventù che cresceva in un ambito diverso da quello dei nostri padri.
Nella curva di oggi vedo nuove leve. Alcuni di questi ragazzi mi ricordano come eravamo noialtri. Mi rivedo nel loro coraggio di affrontare le cose, nella loro goliardia che assomiglia a quella nostra che ci ha fatto compagnia in tante "avventure". In altri assolutamente non mi riconosco. Infatti, negli ultimi anni è nato l'ultras manager. Per alcuni andare in curva è diventato un mestiere. Purtroppo quello che dicono alcuni giornalisti è vero: ci sono contatti con i presidenti delle società calcistiche, c'è un giro di denaro sui biglietti e spesso le trasferte vengono pagate totalmente. Le società sono pronte a darti tutto, peccato che al primo tafferuglio, anche se succede a chilometri di distanza dallo stadio, sono loro i primi a metterti sul banco degli imputati. Poi a differenza del passato ci sono troppe coreografie. Manca quello spontaneismo che era alla base del primo movimento ultras. C'è una gara a creare scenografie che costano milioni per pochi istanti d'inquadratura televisiva. Penso che anche noi spesso cadiamo nella trappola che ha fatto grande la Pay Tv. Entriamo anche noi nel loro meccanismi dove il business regna sovrano, senza guardare in faccia fede e passione.
La curva di domani? Beh, io spero che i gruppi pian piano "muoiano", per rinascere con quello spontaneismo di un tempo. Niente più settori, niente coreografie. Come in Inghilterra. Io sono tifoso oltre che del Torino anche di una squadra inglese, il Millwall. Appena posso prendo il primo volo e vado a Londra a seguire questa squadra. E li riassaporo il tifo di un tempo".

Dunque vai in Inghilterra, la terra dei cosiddetti Hooligans e tocchi con mano il tifo oltre Manica. Cioè fai quello che facevano i primi Ultras italiani
Si, ma la cosa stupenda è che loro non mi considerano un tifoso italiano che simpatizza per il Millwall. Io non solo vengo accettato. Loro mi considerano proprio uno di loro a tutti gli effetti. E questo per me è un vero e proprio onore. Insomma io sono ultras anche del Millwall.

Se non sbaglio i fans del Millwall sono considerati come una delle tifoserie più agguerrite in Inghilterra. Dopo la tragedia dell'Heysel il governo britannico ha cercato di cambiare le cose. Un giro di vite necessario per farsi riaccettare nell'Europa calcistica. Com'è ora la situazione? 
Si è ripartiti dall'anno zero. Tutto assomiglia a quello che eravamo noi vent'anni fa. Non esistono grupponi formati da centinaia di unità. Poca gente, ma con una forza enorme. Anche negli scontri c'è più lealtà che dalle nostre parti. Si fissano gli appuntamenti con gli avversari e via con la scazzottata. Solo pugni e calci, nessuna bomba carta, nessun coltello, tranne qualche tifoseria. Insomma tutto è tornato come un tempo e credo che anche da noi debba succedere la stessa cosa.

Senti, si è parlato spesso del connubio politica-ultras. Molte tifoserie sono state accusate di estremismo politico e di fare della curva un banco di prova o un centro di reclutamento per la piazza. È veramente così oppure c'è stata un'esagerazione e l'ultras è diventato il "casus belli" anche su questo argomento? 
La politica in curva c'entra ben poco. Non posso negare che alcune tifoserie hanno grossi connotati politici. Un esempio sono i veronesi che da sempre si distinguono per essere una curva di destra oppure i livornesi che non nascondono, anzi ne fanno una loro forma di distinzione, di essere legati all'estrema sinistra. Però a parte rari casi non vedo tutta questa problematica. Prendi ad esempio la nostra curva: da noi ci sono ragazzi dei centri sociali e giovani legati all'estrema destra. Passano la domenica uno a fianco dell'altro, senza problemi, squatters o militanti di Forza Nuova che siano. Poi magari in piazza se le danno di santa ragione, ma in curva no! Li è un territorio neutro. Li esiste il gruppo e la passione per i colori della squadra. Un territorio franco. Ed è sempre stato così, dagli anni settanta ad oggi. Chi dice che la curva è un covo di "rossi" o di "neri" dice una palla. Infatti, camerati e compagni convivono senza che la politica condizioni il loro essere ultras.

E la società come e quanto incide nella vita della curva? 
Incide come in ogni cosa. La curva è uno spicchio di società. Senza dubbio meno classista. La curva accomuna e non divide. Dicono che nelle curve c'è la droga? Certo, è vero. C'è la droga come nelle discoteche o negli uffici. Le sostanze non sono figlie degli ultras. Ci sono sempre state e non capisco perché si scandalizziamo tutti quanti se la droga gira anche in curva. Secondo gli inquirenti o i soliti sociologi da salotto televisivo noi siamo il male della società. Ma la violenza c'è sempre stata e ci sarà sempre, in ogni angolo di strada, in ogni città o paesino sperduto.
C'è gente che si ammazza a colpi di coltello per una precedenza non data in automobile o per una spinta in discoteca. Allora bisognerebbe vietare alla gente di andare a ballare o di uscire per strada? Ok, noi ci scontriamo, tra di noi sia ben chiaro. Nessuno obbliga qualcuno a farlo e non mettiamo di mezzo gente che non c'entra nulla. Due pugni e il giorno dopo sui quotidiani sportivi e in cronaca appare a nove colonne l'articolo che dice che noi siamo il "male della società", i "falliti", "persone che sfogano le proprie frustrazioni la domenica". Ma io non mi sento affatto un fallito. Ho una casa, un lavoro. Ho i miei affetti, le mie idee politiche. Difendo i miei colori e amo la mia squadra. Nessuno di questi signori che ci giudicano hanno passato neppure un solo minuto in mezzo a noi. Poi, poco importa se i giocatori vengono dopati, se le società hanno dei buchi enormi nei bilanci o se ci costringono a vedere la nostra squadra tra il freddo invernale della domenica notte perché "Mister Sky" ha deciso così. Di noi si ricordano al momento giusto e da tifosi diventiamo semplici delinquenti da mettere alla gogna. Anzi, i peggiori da sbattere in galera e buttare la chiave.
Alla fine penso di essere più leale io quando mi scontro con il mio rivale perché entrambi sappiamo a cosa andiamo incontro e al massimo, se non c'è infamità, torniamo a casa con quattro graffi, che tutti questi personaggi che vedono nel calcio solo ed esclusivamente un affare economico.



18 luglio 2007: è tornato Dominique Antognoni. Scrive su "L'Indiscreto" e pare che non abbia molto in simpatia i Romani e i tifosi di curva che vorrebbe (leggere i suoi articoli per credere) semplicemente eliminare. Basta andare agli aggiornamenti del 30 ottobre 2005 per ricordarsi di lui e per comprenderne la spocchiosità.
Ecco il suo brillante intervento, lasciando da parte qualche errore grammaticale:
Zingaro traditore
di Dominique Antognoni
17.07.2007
Eccoci, finalmente, al punto culminante della vicenda Chivu. Almeno fino ad oggi. Becali e' stato obbligato a fare il giro delle radio romane. Perché? Semplice. Doveva dire che il suo assistito, ovvero Cristian, vuole rimanere con la maglia giallorossa. Traduzione: gli hanno gentilmente detto che se non si mette a mentire spudoratamente, se non mente e non dice pubblicamente quanto sia grandioso giocare a Roma e per la Roma saranno guai.
Non ci aspettavamo che Becali, esperto in materia, cadesse nella trappola. Ovvero, ha mentito e in più Chivu ha avuto lo stesso dei problemi. Per ora si sono limitati, in simpatia, a scrivere sui muri di Trigoria che é uno zingaro. Poca roba: diciamo che è andata bene, conoscendo i personaggi. Se poi domani gli sputano in faccia se l'è cercata, secondo gli schemi mentali del tifoso italiano e romanista. Fin qui tutto nella norma: la infantile e ridicola convinzione che gli pseudo tifosi che sono importanti e che i giocatori devono fare le scelte prima di tutto per accontentare loro. Loro che, ripetiamo per l'ennesima volta, contano meno di zero in una società. D'altronde l'organigramma dice: proprietario, presidente, allenatore, giocatori. Non esiste la voce curvaiolo. C'è il magazziniere, loro no. Neppure il capo della curva. Forse si tratta di una dimenticanza. Piccola domanda: dove sono gli editorialisti che sbrodolano e sdottorano sempre sugli argomenti più vari, e spesso piu' banali? Se hanno da dire sul doping, sulla maglia azzurra, su quello che volete voi, come mai non difendono mai i giocatori nei confronti dei tifosi? Come mai dicono sempre che il giocatore ics ha sbagliato a reagire, perché cosi surriscalda gli animi? Dove sono adesso, o in altre situazioni, quando un giocatore semplicemente chiede di avere il meglio della carriera, sportivamente ed economicamente, e di conseguenza chiede di andare via? Perché non si cerca di dire ai tifosi che ognuno in questo mondo è libero di agire come meglio gli pare, ovviamente rispettando le regole? Abbiamo anche la risposta. I media pensano che non si debba mai toccare il tifoso, perché è sensibile. Cari editorialisti, o anche giornalisti che seguite le squadre: il tifoso che insulta Chivu o altri non è utile a nessuno, nemmeno a se stesso. Non compra i giornali, tanto lui sa già tutto, a prescindere. Sa che uno come Chivu è geniale se gioca con la Roma e una merda se da domani giocherà altrove. Per concludere, fa ancora più ridere quello che si legge sui giornali: la Roma ha deciso per la linea dura con Chivu. Se abbiamo capito bene, la linea dura significa incassare zero euro fra un anno. Ammettiamolo, questa si che si chiama strategia vincente.
Forza Roma.
dominiqueantognoni@yahoo.it.
Dopo Michele Fusco, ricordiamoci anche di Dominique Antognoni. Ecco la risposta che gli ho inviato via e-mail:
"Egregio Sig. Antognoni,
non so neanche perché Le scrivo, visto che conosco bene i Suoi pensieri, distanti anni luce da come ho vissuto e vivo il calcio.
Il mondo è bello perché è vario: Lei eliminerebbe le curve in quanto popolate da pseudo-tifosi, io eliminerei molti quotidiani e periodici on line perché popolati da pseudo-giornalisti.
Operata questa premessa, evidenzio solo questa parte del Suo articolo, perché è quella che più mi ha stuzzicato:
"Loro che, ripetiamo per l'ennesima volta, contano meno di zero in una società. D'altronde l'organigramma dice: proprietario, presidente, allenatore, giocatori. Non esiste la voce curvaiolo. C'è il magazziniere, loro no. Neppure il capo della curva".
E' vero. Anche nei giornali, tuttavia, i lettori non figurano nell'organigramma: c'è il direttore, il vicedirettore, i redattori, gli impiegati e via dicendo. Se si volesse parametrare il Suo ragionamento ad un giornale - anch'esso organizzato in modo societario - si dovrebbe ritenere che i lettori contino meno di zero, visto che non figurano nell'organigramma. Potrebbe obiettarmi che i lettori sono una massa indistinta e che non si organizzano in fan club o ultras. D'altra parte potrei ribatterLe che non mi è mai capitato di vedere 80.000 persone applaudire il titolo di un giornale.
Distinti saluti.
Lorenzo, Roma".
Lasciando da parte queste elucubrazioni mentali, ecco qui una bella intervista effettuata da Marco Montanari alla Robe di Kappa, riprodotta con il suo permesso:
Roma-Kappa un matrimonio che si rinnova dopo la vittoria del terzo scudetto:
"Anche noi lo ricordiamo con grande piacere. Oltre a questo c'era stato  un'altro accorso nei primi anni 80. Siamo di nuovo quà e siamo felici di esserlo" 

Come è nata la trattativa che ha portato poi alla firma? Il sorpasso alla Legea è avenuto proprio all'ultima curva.
"Forse si, un sorpasso all'ultima curva, di una gara iniziata tanto tempo prima. Noi, comunque, non siamo entrati in pista all'ultima curva. Abbiamo manifestato il nostro interesse da sempre, quando si è cominciato a parlare di rinnovo con la Diadora. Da li abbiamo iniziato le nostre trattative, che sono state molto lunghe. Sapevamo che c'erano delle trattative parallele, ma noi siamo andati avanti per la nostra strada e fortunatamente proprio in dirittura d'arrivo abbiamo vinto noi. Ma le gare, spesso, si vincono proprio all'ultima curva" 

Il vostro è stato un investimento importante. Avete dimostrato di credere nel progetto Roma.Nel contratto che avete firmato è stata chiesta la conferma dei giocatori più rappresentativi, come può essere Totti o De Rossi?
"Assolutamente No, noi abbiamo puntato sulla società e di questo ne siamo orgogliosi. La nostra squadra è fatta di società e non di giocatori, quindi mettiamo in campo tra i nostri giocatori la Roma e non i suoi calciatori" 

Il prossimo anno sarà importante anche dal punto di vista della maglia. Sarà la stagione degli 80 anni e  quella celebrativa della coppa Italia, quindi con la coccarda.Una bella responsabilità.
"E' un grande impegno, di quelli che piacciono a noi. Pensiamo di essere scesi in campo nel momento di massima importanza, di massima attenzione. La Roma ha fatto cose straordinarie in questi ultimi anni e naturalmente i prossimi saranno ancora più importanti, perchè saranno quelli della conferma 
ed eventualmente di superamento." 

Vedremo una Kombat tanto cara ai tifosi?
"Credo proprio che vedremo una maglia stile Kombat, quella che piace tanto ai tifosi della Roma. Questo perchè è la nostra maglia, il nostro cavallo di battaglia e siamo orgogliosi di poterla ridare alla Roma" 

La preoccupazione maggiore dei tifosi quando si firmano questi tipi di accordi, è di non vedere rispettate le tradizioni del club.
"Non mi sento di garantire che quello che faremo possa piacere a tutti i tifosi della Roma,sarebbe impossibile. Però mi sento assolutamente di escludere che non rispetteremo la storia e la tradizione della Roma. Il nostro punto di partenza è proprio questo, quello che ci piace è la tradizione della Roma e comunque anche le altre volte che l'abbiamo sponsorizzata siamo partiti proprio dalla sua storia. I risultato ci hanno dato ragione. Sicuramente partiremo dalla tradizione, non vogliamo inventare 
niente. Anzi vogliamo valorizzare".

Ci può dare qualche anticipazione sulle maglie? Si parla di una terza maglia blu.
"Il blu della terza maglia è un opzione e l'abbiamo già sperimentata con successo qualche anno fa. Non posso dare altre indicazioni perchè stiamo discutendo con la Roma.
Visti i tempi ristretti usciremo con una maglia provvisoria per le amichevoli, mentre prima dell'inizio del campionato presenteremo quelle definitive". 

In Champions vedremo la Roma con i colori tradizionali, ovvero con l'Oro&porpora?
"Penso proprio di si, non vedo nessun motivo per non assecondare questa aspettativa dei tifosi. Non voglio anticipare nulla perchè non dipende tutto da noi, anzi dipende sostanzialmente dalla Roma che ha il polso della situazione. Cercheremo di fare una cosa in fretta, ma fatta molto bene" 

A Roma la firma con la Kappa è stata presa con grande entusiasmo sia per i ricordi che questa ha suscitato, sia per la qualità delle maglie...
"Questa cosa è arrivata anche a me e sono felice di questa conferma. Mi fa molto piacere, ringrazio tutti i tifosi e posso solo dire che questo è un ulteriore motivo per fare le cose bene. Ci crediamo molto e siamo grati di questa accoglienza".



17 luglio 2007: informazioni da Londra da parte di Steve, che mi comunica che i biglietti ospiti saranno in vendita sul luogo (entrata Priory Road per andare nel Centenary Stand). Riguardo, poi, la farsa di Chivu: chi la pensa come il sottoscritto non rende un giocatore un mito, a meno che non abbia le qualità per esserlo. Se io fossi andato a giocare nel Timisoara, non avrei avuto scrupoli ad offrimi al miglior pagatore. Il problema non è Chivu, ma di chi ancora pensa che giocatori che con Roma non hanno nulla a che fare possano "diventare romani" e quindi essere una sorta di figliocci della lupa capitolina quando non ne hanno alcuna intenzione. Quindi se Chivu gioca con la Roma nessun problema. Se però osa baciare la maglia dopo un gol sarò il primo a cercare di sputargli in faccia, perché questo atteggiamento incretinisce i tifosi (ingenui) che pensano sia veramente attaccato alla Roma. Chivu è un lavoratore al servizio della Roma e come tale va trattato. Le uniche pretese sentimentali che possiamo avere - ed è già tanto se vengono rispettate - sono quelle che riguardano i giocatori romani e romanisti.
"L'A.S. Roma S.p.A., Soccer SAS di Brand Management Srl e Basic Italia S.p.A. (Gruppo Basic Net) rendono noto di aver sottoscritto il contratto
per la sponsorizzazione tecnica delle squadre dell'A.S. Roma. Nell'ambito delle intese raggiunte, a Basic Italia è stata concessa la qualifica di
Fornitore Tecnico e Fornitore Ufficiale dell'A.S. Roma e la licenza per la produzione e commercializzazione di alcuni prodotti di merchandising a
marchio A.S. Roma; inoltre, con riferimento alle politiche di commercializzazione dei prodotti tecnici e non a marchio A.S. Roma sono state previste particolari modalita' e condizioni per gli acquisti di prodotti destinati alla commercializzazione. Il contratto, di duratatriennale, con effetti a decorrere dalla  corrente stagione sportiva, prevede, a fronte dei diritti concessi, il riconoscimento da parte Basic Italia di un corrispettivo complessivo di 4,5 milioni di euro, per la stagione sportiva 2007/2008, di 4,9 milioni di euro, per la stagione sportiva 2008/2009, e di 5 milioni di euro, per la stagione sportiva
2009/2010, garantiti da apposita fideiussione bancaria a prima richiesta da rilasciarsi a favore di A.S. Roma, oltre a royalties sul fatturato realizzato con prodotti a marchio A.S. Roma".
1986/87 Atalanta/Roma, corteo
A buon indenditor....
...poche parole!


16 luglio 2007: un paio di foto in attesa di aggiornamenti più corposi.
15 gennaio 1948: il quotidiano Nepsort riferisce dell'amichevole Ujpest/Roma 2-1 (grazie Biagio)
Trigoria, 15 luglio 2007


14 luglio 2007: una lettera e delle foto di F.:
"Ciao Lorenzo sono F.,avendo a disposizione due biglietti gratuiti per il golden gala decido di andare a vedere i lavori che stanno facendo alle due
curve...entrando ai distinti nord noto che ai lati,sia di curva e distinti,hanno messo i corrimano accanto ai seggiolini (se uno non sta attento ci sbatte la testa!).Vedendo poi gente non dell'organizzazione del golden gala accanto a me in curva nord,dove non era "possibile" entrare per via dello spazio dedicato agli sponsor,decido di andare in perlustrazione e cercare una via d'accesso.Beh,la via d'accesso l'ho trovata,e non capisco perchè in una manifestazione d'atletica le porte dello stadio sono aperte e magari durante una partita di calcio sono ben chiuse con i lucchetti...sono sempre due manifestazioni sportive,e a maggior ragione il golden gala lò è di livello internazionale rispetto a una partita di Roma o Lazio!Qualsiasi terrorista (tranquilli,non parlo degli ultras!)potrebbe entrare e fare come gli pare...cmq in nord gli unici lavori che hanno fatto sono stati di mettere gli scalini in mezzo alla curva,manca solo il corrimano per dividere i due settori interni...avendo un altro biglietto a disposizione decido di andare a provare l'ingresso in distinti sud,e con la scusa di avere gli amici tutti lì il ragazzo che strappava i biglietti NON NOMINALI (magari succedesse anche durante una partita di calcio!)mi fa entrare tranquillamente,dove le forze dell'ordine tra una chicacchera e l'altra mi fanno entrare senza perquisirmi(...).Entrando in distinti sud vedo che giù hanno messo davanti al portone giallo una ringhiera di metallo(dove in  teoria inizierebbero i posti seduti?!?)...la visuale da lì sarebbe quella che è,ma se stai seduto non vedi neanche quello che succede in campo (non era meglio prima allora?così sei costretto a stare in piedi...),quindi presumo che questa specie di ringhiera sarà tutta una continuazione da un distinto all'altro passando per la curva...la situazione in sud è quella che è...hanno solo tolto i seggiolini nella parte centrale mentre quelli nuovi ancora li devono mettere...sia dalla parte nord che dalla parte sud...infine ti mando anche la foto di un volto noto ai cancelli della sud con il suo fisico "atletico" che vista la manifestazione non era proprio adatto!!;-)". Ecco quidi le foto... non c'è niente da fare, non sono dei geni e lo capiranno presto!
 


14 luglio 2007: prima di tutto grazie a Filippo per le foto di Roma/Bordeux 1990/91 che mancavano. Poi mi scrive Lorenzo S.: "Ciao Loré, questa volta ti scrivo per controbattere a delle lamentele di certi tifosi che secondo me non hanno capito bene qual'è il problema abbonamenti...  faccio una premessa, non scrivo questo messaggio per difendere la società, ma solo per dare chiarezza ad un fatto che piano piano sta passando in secondo piano. Se adesso ci ritroviamo tutti quanti a sbatterci la testa al muro per rinnovare questi cazzo di abbonamenti, prendiamocela con il vero individuo che ha causato tutto questo, ovvero il lodato prefetto Achille Serra. Sarà grazie a lui se staltr' anno tante persone saranno divise, e sarà sempre grazie a lui se tanta gente si scoraggerà di venire allo stadio a tifare per il nostro unico grande amore. Ragazzi lasciamo perdere per un attimo il discorso società (anche se in questa occasione pecca di male informare la gente) e rinnoviamo tutti l'abbonamento, non diamo la possibilità a questi individui di metterci i bastoni fra le ruote, portiamo avanti il nostro sco