"Le leggi inutili indeboliscono quelle necessarie"
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Diffideranno anche me?
Avevo un canale su Youtube dove postavo video per lo più musicali. Ogni tanto, però postavo anche qualche video che meritava di stare in rete. Bene, sono stato bannato da You Tube.
Indovinate un po' per quale video?
Ma per il video de "Le Iene" che restituivano alla signora inglese la macchina fotografica rapinatale nel settore ospiti dalla Polizia nel 2007, ovviamente! A questo punto, ecco qui il video. Diffondetelo voi su You tube, qui rimarrà sempre.



Il sito viene aggiornato praticamente ogni sera, verso la mezzanotte o poco dopo. A volte anche verso le 15.00. Il sabato non ci sono regole. Dopo le partite, le foto vengono inserite dopo circa due ore,
salvo imprevisti.
"Non sempre i ribelli possono cambiare il mondo. Ma mai il mondo potrà cambiare i ribelli" (Alain de Benoist)
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L'On.
                          Amato (Governo Prodi, centrosinistra)
La campagna del "No alla tessera del tifoso" (Una produzione Amato & Maroni Co.)
LA TRAPPOLA DELLA TESSERA DEL TIFOSO
L'On.
                          Maroni (Governo Berlusconi), centrodestra

"PERCHE' CONTESTATE LA TESSERA?"
TRE ARTICOLI CHE LO FANNO CAPIRE ANCHE AL PIU' IDIOTA
Il futuro che ci aspetta
22 settembre 2011

Perché la tessera del tifoso è inutile
13 settembre 2011
Tessera, voucher o biglietto?
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In giallo, quello che scrive il webmaster
In giallo oro, le vostre e-mail
Petizione on line sul nuovo logo della Roma
(8175 sostenitori al 09.10.2013)

http://www.change.org/it/petitions/as-roma-no-al-nuovo-logo-roma-va-rispettata-2

In bianco gli articoli di giornale ed altro.


29 novembre 2013: inseriti  tutti i ritagli del Corriere dello Sport nella stagione 1945/46.

26 novembre 2013: in costruzione la pagina di Roma/Cagliari.

24 novembre 2013:

ADDIO FORNARETTO

20 novembre 2013: creata la stagione precampionato 1977/78.
Olindo Bitetti fu uno dei soci fondatori della Polisportiva S.S. Lazio.
Il suo contributo fu fondamentale nella scelta del nome, in quanto fu
lui a proporlo. Si riteneva fosse nato a Roma, ma qualche giorno fa è spuntato il
certificato di nascita:











17 novembre 2013: terminata la stagione 1978/79.
Splendida l'iniziativa odierna di 200 ragazzi che hanno ripulito Campo Testaccio:




14 novembre 2013: creata la pagina precampionato 1978/79.

10 novembre 2013: in costruzione la pagina di Roma/Sassuolo.
Salernitana/Nocerina: e che sarà successo mai? L'Osservatorio Nazionale sule Manifestazioni Sportive aveva romesso che con kla tessera del tifoso sio poteva andare in trasferta e invece ai nocerini glielo hanno negato, per un derby che mancava da 25 anni. C'è la causa e l'effetto. Io sto con l'effetto.
E comunque, ecco qui la verità, dedicata ai buffoni di Stato:

Salernitana-Nocerina è una partita destinata a far discutere. Lo sta già facendo a poche ore dalla trip
lice fischio di una partita durata appena venti minuti ma l’impressione è che la caccia allo scoop dei principali organi di informazione nazionali sia appena iniziata. I tifosi che avrebbero “minacciato di morte” i calciatori per impedirgli di giocare la partita regolarmente è una notizia troppo ghiotta per lasciarsela scappare, che poi sia vera o frutto di fantasia o meglio ancora una distorsione mediatica della realtà poco importa. Noi questa mattina all’esterno del San Severino Park Hotel c’eravamo e possiamo assicurarvi che nessuno ha minacciato di morte nessuno. È stato semplicemente chiesto al mister e alla squadra un gesto eclatante, che facesse parlare l’Italia intera, un gesto che desse voce all’ingiustizia subita dai tifosi molossi a cui preventivamente e senza alcuna prova d’appello, è stata negata la trasferta dell’Arechi.
Tutti tifosi, è bene ricordarlo, muniti della “tessera del tifoso” e quindi con il totale e sacrosanto diritto di assistere a questa partita. I calciatori hanno accettato, indossando di loro spontanea volontà una maglietta al loro ingresso in campo che recava la scritta “RISPETTO PER NOCERA” su fondo bianco, il resto è cronaca.
Le motivazioni di quanto accaduto oggi allora vanno cercate altrove, sicuramente non fra i tifosi della Nocerina o della Salernitana che contemporaneamente protestavano per la stessa ragione. Perché quelli all’esterno dell’Arechi che esplodevano qualche petardo e intonavano cori contro la tessera del tifoso prima dell’inizio della gara erano i tifosi granata e non quelli rossoneri che a Salerno non ci sono mai andati, capito mamma RAI?
Probabilmente, e su questo siamo d’accordo con il Questore De Iesu, non bisognava proprio arrivarci a questo punto, gironi diversi e tutto sarebbe filato liscio. Atto estremo? Atteggiamento da Ponzio Pilato? È probabile ma se poi dobbiamo ascoltare i padroni del vapore Macalli e Ghirelli dichiarare a più riprese che se fosse stato per loro, Salernitana-Nocerina si sarebbe giocata a Bolzano, lontano da tutto e tutti e che la Lega si costituirà parte civile, beh, scusateci, ma noi non ci stiamo. Da quale pulpito viene la predica, quello di chi, non più tardi di qualche mese fa, hanno preferito chiudere un occhio pur di non rinunciare a qualche biglietto venduto in più e alla visibilità che solo il tanto vituperato sud riesce a dare con il suo calore, il suo tifo e la sua passione all’assurdo campionato messo in scena quest’anno, e ora grida allo scandalo. Perchè se quest’estate, in barba agli “alert” dell’Osservatorio, si è deciso diversamente allora è giusto che ognuno, per quanto di competenza, si assuma le proprie responsabilità.
Se si è deciso diversamente Salernitana-Nocerina si sarebbe dovuta giocare perché le condizioni di sicurezza e di posizione dell’impianto salernitano garantiscono la disputa di tutte le gare, perché l’hanno sempre fatto in occasione delle gare con Napoli, Verona, Cavese e tante altre e non si vede il motivo per cui non avrebbe dovuto farlo anche oggi. E soprattutto perché se limiti in qualche modo le partite allo stadio Arechi si dovrebbe farlo in quasi tutti gli stadi d’Italia, quantomeno in quasi tutti quelli di terza serie.
Questa è la verità, la nostra verità, la verità di quelli che hanno assistito, la verità di quelli che c’erano.
redazione ForzaNocerina.it


6 novembre 2013: Creata la pagina precampionato 1942/43.



4 novembre 2013: in costruzione la pagina di Torino/Roma.

31 ottobre 2013: in costruzione la pagina di Roma/Chievo.
29 ottobre 2013: terminata la stagione 1979/80.

27 ottobre 2013: in costruzione la pagina di Udinese/Roma.

19 ottobre 2013: in costruzione la pagina di Roma/Napoli.

17 ottobre 2013: creata la pagina precampionato 1979/80.

15 ottobre 2013: inseriti moltissimi articoli di giornale e fotografie nella stagione 1980/81.

14 ottobre 2013: iniziamo con una e-mail in tema tradizione:

"Ciao Lorenzo,

ho rivisto ieri dopo tanti anni Vittorio, un mio parente novantenne.

Ricordo che quando lo conobbi da bambino mi mostrò fiero una spilla dei primi anni '40, apposta sulla sua giacca dal momento in cui la acquistò. Mi disse quel giorno "Questo è il vero stemma della Roma...", e io che avevo quasi sempre visto il lupetto sulla nostra maglia rimasi meravigliato.

Chiaramente ieri quella spilla era ancora al suo posto. Bella come quando la vidi la prima volta.

NO AL NUOVO STEMMA.

Eugenio"
Poi passiamo a  questa denuncia del FARE (Football Against Racism in Europe):

"Via Filadelfia n.88": per questo striscione la Juventus ha rischiato di giocare una partita di Champions League a porte chiuse. Un clamoroso equivoco che poteva costare incredibilmente caro al club bianconero. Ma in questo delicatissimo momento, con l'Uefa e la Figc (giustamente) all'attacco del razzismo, è necessario muoversi coi piedi di piombo. Ecco cosa è successo: il responsabile del Fare (Football against racism in Europe), che collabora da 10 anni con l'Uefa, aveva segnalato alla disciplinare europea lo striscione "Via Filadelfia n.88", esposto dai tifosi bianconeri in occasione della prima partita europea casalinga, contro i turchi del Galatasary. Il delegato del Fare credeva si trattasse di una scritta nazista, perché il n.88 significa, appunto per i nazisti, "Heil Hitler", essendo la H l'ottavo numero. L'Uefa ha chiesto immediati chiarimenti e la Juventus ha spiegato che Via Filadelfia n.88" è un indirizzo di una strada torinese (dove c'è anche il vecchio stadio granata), luogo di ritrovo dei tifosi bianconeri in occasione delle partite casalinghe della loro squadra. Questo succedeva dagli anni settanta agli anni novanta, quando, in occasione dei Mondiali italiani, era stato costruito il Delle Alpi, ora diventato Juventus Stadium, e che si trova dall'altra parte della città rispetto al Filadelfia. Tra l'altro è uscito anche un libro "Via Filadelfia 88, una storia, una curva" (e chissà se i dirigenti bianconeri ne hanno mandato una copia all'Uefa...). Per fortuna, la Juve ha potuto chiarire subito l'equivoco ed evitare conseguenze. Ma il "Fare" ne stava per combinare un'altra, stavolta al Milan. Era stata segnalata a San Siro, sempre in una gara di Coppa, la scritta "Uscita", accompagnata da una freccia. E' stata proprio la freccia ad insospettire i responsabili del Fare: pensavano fosse un simbolo razzista. Il Fare ha preparato un decalogo europeo, ma non conosce le realtà locali, le tradizioni del nostro calcio. Ma forse l'italiano, sì. Tanto che ha fatto chiudere l'Olimpico, in occasione di Lazio-Limassol (7 novembre) per il coro "slavo, puzzi di merda", cantato da alcuni tifosi biancocelesti in occasione della gara coi polacchi del Legia Varsavia. Insomma, attenti agli equivoci. Sacrosanta la lotta al razzismo, ma chiudere gli stadi è una decisione pesantissima. Tanto che lo stesso Michel Platini, adesso, suggerisce di chiudere solo i settori colpevoli di cori razzisti o di discriminazione (nelle regole Uefa non è riportata la parola "territoriale" come in Italia ma di fatto è la stessa cosa)" (Spy Calcio, Fulvio Bianchi http://www.repubblica.it/sport/calcio/2013/10/13/news/uefa_ignorante-68517874/).
Questo organismo è lo stesso che ha preparato sul suo sito un modello che consente di denunciare anonimamente chiunque:
http://farenet.org/default.asp?intPageID=9&intArticleID=2452
Roma/Napoli, ove così fosse, una riflessione sulla Away Card credo diverrà doverosa...:
"Niente biglietti per Roma-Napoli ai possessori della Fan Away Card, quella che sostituisce la Tessera del Tifoso per le gare in trasferta del Napoli. Numerosi tifosi azzurri, provando ad inserire il numero di tessera nel sistema telematico, si sono sentiti rispondere che quella card non era valida per acquistare il prezioso (costa 45 euro...) ticket del match di venerdì all'Olimpico. Come mai? Le tante proteste arrivate in sede, hanno consigliato l'Head of Operations del club azzurro, Alessandro Formisano, a chidere spiegazioni nelle sedi opportune, giacchè la fan Away Card finora era sempre stata utilizzata dai tifosi pr le sfide fuori casa del Napoli. Dopo gli accertamenti effettuati da Formisano, si è è saputo che la questura di Roma aveva deciso di bloccare la Fan Away, senza alcuna ragione valida. Formisano si è ribellato a questa presa di posizione che avrebbe penalizzato molti utenti della Card e ha invocato anche l'intervento del Ministero degli Interni, sotto la cui egida insiste la Fan Away. Domani se ne saprà di più, ma intanto il Napoli ha ottenuto il blocco di un numero di biglietti pari al numero di Fan Away Card emesse dal club azzurro: se l'esito sarà positivo, quel quantitiativo sarà sbloccato immediatamente dopo la revoca da parte della Questura capitolina dell'immotivato blocco sulle Card in questione".




12 ottobre 2013:
ELOGIO DELL'INSULTO TERRITORIALE ALLO STADIO.

Noi e loro.
Noi, allo stadio.
Loro davanti a uno schermo o a una tastiera del pc per la loro rubrichetta sul giornale di regime.

E' tutto li' il problema.

E' la stessa differenza che passa tra il fare sesso con una strafica o guardarla su youporn mentre fa sesso con altri.
Nel caso del giornalista di regime, dal buco della serratura pe
rché youporn e' troppo interattivo.

L'insulto territoriale, per il curvaiolo (o almeno per la stragrande maggioranza di essi), equivale ai preliminari di un rapporto sessuale, che spesso sono persino meglio dell'atto in se', perché preludono ad esso.

E così, tu sai che quando stai in curva aspettando che la tua squadra segni contro una delle rivali di sempre, il momento del gol deve essere necessariamente preceduto dall'insulto, anche territoriale perché il tuo rivale viene nella maggior parte dei casi da quella terra, così come hai un certo piacere a ricevere lo stesso insulto dal tifoso avversario, poiché nel momento in cui la tua squadra segna, il godimento e' a quel punto massimo: "romano oooooh, bastardo!!!" ma poi una casacca giallorossa si invola, scarta il terzino e insacca nel sette: "goooooooooooo!!!!!!!! Pijatevela 'nderculo!!!! A pezzidemmerda!!!!" oppure, a secondo delle latitudini, "sporchi terroni" o "polentoni di merda".
Si gode più in curva che in tribuna, non c'è alcun dubbio. Figuriamoci da casa.

Quando invece non c'è l'insulto territoriale per via di una più tenue rivalità il momento del gol e' più asettico, più simile alla trombatina di routine: pur sempre una trombata, per noi di stadio, ma di intensità minore, e senza preliminari: Roma/Chievo, nessuna rivalità ma stessa origine degli Hellas...
Non c'è bisogno di insultarli, ma se segniamo, godiamo meno.

Se in tv o davanti il vostro computer mentre scrivete i vostri blog sui giornali di regime questo godimento non lo si percepisce, problemi vostri.


"Forza Vesuvio" e "Nerone bruciali tutti": non sarà politically correct, ma al gol delle nostre squadre sarà l'estasi.
*
Passiamo ora alla vera discriminazione territoriale.
E-mail:
"Io genoano, possessore della tessera del tifoso, amante del bel calcio, amico di un ragazzo romanista autore di uno dei più bei post sul derby volevo venire a vedere Roma Napoli con il mio amico . Chiamo la società e mi sento rispondere che la vendita è solo con tdt e residenti nel Lazio. Non è questa discriminazione territoriale? Chiudiamo l'osservatorio per tre giornate? Siamo al ridicolo. Hotel prenotato, treno pure, io vengo e se non posso entrare me ne sto fuori a bermi delle birre, in culo alle loro leggi di merda".
10 ottobre 2013: ora hanno paura. Però facciamo chiarezza: la norma sulla "discriminazione territoriale" non esiste nel regolamento UEFA. E' una invenzione tutta italiana anche se Abete - mentendo - dice che "E' la UEFA che ce lo chiede". Come giustamente osserva Vincenzo, "l'art. 14 del Codice Disciplinarfe UEFA preso sotto esame dal Consiglio di Lega parla di insulti legati al colore della pelle, alla razza, alla relgione o all'origine etnica. Escludendo ovviamente colore della pelle e religione, i napoletani non possono essere considerati né una razza né una etnica differente dai milanesi... quindi quale norma UEFA starebbero seguendo nel sanzionare i milanisti?". Franchino: "Voglio portarmi avanti pensando cosa si possa fare per combattere la chiusura del settore dopo Roma - Napoli. In questi giorni sento cose deliranti, tipo chiudiamo le curve e mandiamo i bambini in quei settori. Ho quindi capito che io non sono una persona, sono il frequentatore di un settore che improvvisamente è diventato un soggetto giuridico. Una curva può essere punita come se si trattasse di un individuo, calpestando i diritti delle migliaia di persone che hanno pagato per frequentarla. La responsabilità di un 'reato', se tale possiamo definirlo, diventa da individuale, collettivo. Il tutto in dispregio persino della Costituzione.

Io non ci sto. Possibile che non si sarebbero i requisiti per un ricorso amministrativo collettivo di fronte a questi atti di regime?

L'alternativa è fare i duri facendo chiudere gli stadi di tutta Italia. A me personalmente mi sembra che sia più fare un favore a questi maledetti benpensanti da salotto.

Voglio la class-action: che ne dici?

Ciao Franchino

SIAMO COME IL MARE MOSSO, SIAMO IL CUORE GIALLOROSSO"

L'esperienza ormai mi insegna che tra cani non si mozzicano, specie quando c'è l'alibi della "sicurezza pubblica". Per questo guardo con estrema simpatia le azioni di disobbedienza civile. Del resto Carnelutti diceva: "In Italia sono in vigore duecentomila leggi diverse, per fortuna temperate da una generale inosservanza".






9 ottobre 2013: la farsa di Roma/Napoli. Ritengo che sarebbe dignitosa una dimissione in massa di tutti i rappresentanti delle forze dell'ordine. Sono letteralmente terrorizzati di dover gestire l'ordine pubblico. Eppure negli anni '70 di manifestazioni ce ne erano e di partite pure! Vogliono le Olimpiadi, quando non sono capaci di combinare una manifestazione con una partita di calcio. Una partita scudetto come Roma/Napoli verrà giocata di venerdì sera con uno stadio semivuoto, semplicemente perché hanno paura. Per loro lo stadio buono è quello deserto. Vi immaginate una sfida scudetto come Real Madrid/Barcellona o Manchester United/Arsenal con lo stadio semivuoto e l'impossibilità di acquistare biglietti? Ecco qui sotto quello che accade: "Ciao Lorenzo, sono Alessio non sono nato a roma, ma non sono un tifoso della roma, da qualche anno ci risiedo ufficialmente (e cio mi rende libero di andare in trasferta a seguire la mia squadra del cuore! :D). Ogni tanto non disdegno di fare di salto all'olimpico per gustarmi quelle partite, un po magiche, un po problematiche, ma altamente spettacolari in campo e fuori.... In queste sicuramente rientra Roma Napoli, il presidente napolecano..ops napoletano l'ha definita "La partita delle partite", per una volta, come potergli dare torto? Dopo la conferma arrivata ieri sera, che la partita si giocherà a Roma, in anticipo rispetto a quanto programmato inizialmente, decido di andare a caccia di un biglietto. E cosi questa mattina, sono andato al punto listicket piu vicino per fare i biglietti..... ma qui ecco l'amara sopresa, la vendita è aperta solo ai possessori della TdT, in rete non trovo la determinazione casms che parla di tale restrizione...... cosa succede?? Che senso ha? Se voglio andare a vedere la mia squadra in trasferta, devo mischiarmi ai tifosi avversari (con tutti i rischi del caso), se voglio andare a vedere una partita della squadra della città in cui vivo non posso, perchè ci vuole una tessera di dubbia natura.... ma una cazzo di patente non basta???? Saluti Alessio"
Ad una farsa se ne aggiunge un'altra, ma questa volta le curve hanno una occasione formidabile fornita loro su un piatto d'argento dagli stessi organismi che stanno distruggendo il calcio, su indicazione di Monsieur Platini, quel giocatore che esultava per una coppa dei campioni vinta con 39 morti sugli spalti e che ora viene a dire ai tifosi italiani cosa è giusto e cosa non è giusto fare o dire. Per dirla in una parola: cosa accadrebbe se tutte le curve decidessero di fare cori di un certo tipo per un paio di partite consecutive? Semplice: tutti gli stadi d'Italia dovrebbero essere chiusi, tessere del tifoso o non tessere del tifoso. La vendetta sarebbe servita contro quel sistema che sta snaturando il gioco del calcio per lerci interessi economici. Certo è che, vista la piega che sta prendendo il giuoco, è da folli sottoscrivere un abbonamento per la prossima stagione. Io non lo farò di certo, visto che se mi abbono e poi mi chiudono il settore non posso andare in nessun altro luogo dello stadio per vedere la partita. E se chiudono lo stadio, almeno non ho buttato i soldi. Discriminazione territoriale. Basta intendersi sui  termini: cosa significa discriminazione? Lasciamo stare il fatto che abbiamo avuto quale mInistro degli Interni un individuo che è l'attuale capo politico di un partito, regolarmente rappresentato in Parlamento, i cui esponenti certo non brillano per tolleranza razziale e/o territoriale perché il tutto rientra nelle logiche di un Paese quale è - purtroppo - l'Italia. Bene, la discriminazione consiste in un trattamento particolare di un individuo, diverso rispetto ad altri individui o gruppi di individui. Volendo esasperare il concetto, se ho la pancia o sono pelato e - per questa ragione - mi viene impedito l'accesso a un cinema o uno stadio: è discriminazione. Se, invece, per strada uno mi urla "A' pelato demmerda" oppure "a panzone demmerda" (come anche qualsiasi altro tipo di insulto che si basa su particolarismi fisici), si è in presenza - appunto - di un insulto, magari bieco e spregevole ma pur sempre un insulto, non di una discriminazione. Secondo il concetto di colui che esultò con i morti ancora caldi in quel di Bruxelles, "laziale burino" è necessariamente discriminazione territoriale perché sottolinea o allude a una provenienza geografica qualificata in modo spregiativo. Se insulto la mamma del laziale, compio una discriminazione basata sulle preferenze sessuali dell'individuo. Qual è il limite, in un gioco come il calcio che prevede che - in una Italia campanilistica e voluta (purtroppo?) da Garibaldi solo 150 anni fa - una città sfidi l'altra, sportivamente e campanilisticamente? Il termine "discriminazione territoriale" applicato a un coro è un non senso che solo i trogloditi o le persone in malafede non capiscono/non vogliono capire, perché in realtà non si tratta di discriminazione ma di un insulto, basato su ragioni territoriali o, in alcuni casi, razziali. Che i milanisti o gli interisti mi cantino "Romano bastardo", non mi fa né caldo né freddo: anzi, se vogliamo dirla tutta, mi fa persino piacere. Una discriminazione territoriale, invece, è quella che viene applicata dall'Osservatorio Nazionale sulle Manifestazioni Sportive e dalla Lega Calcio che vietano l'acquisto di biglietti a persone che risiedono in una regione piuttosto che in un'altra. Questa sì che è pura discriminazione territoriale. 


6 ottobre 2013: in linea le foto di Inter/Roma.

3 ottobre 2013: stagione 1969/70 arricchita, partita per partita, da nuovi ritagli di giornale. Per quanto riguarda il Prefetto di Roma, che prima autorizza due manifestazioni No Tav sapendo che c'è Roma/Napoli e poi pensa di spostare la data della partita, danneggiando la Roma, il tutto e mentre in paesi civili come l'Inghilterra nella sola Londra gestiscono almeno 8 partite a week end, in caso di differimento della partita non resta che andare alla manifestazione No Tav. Inter/Roma: ho ricevuto tante e-mail sulla questioen del costo dei biglietti. Posso dire che MyRoma ha scritto all'Inter chiedendo spiegazioni, non ricevendo al momento alcuna risposta....
"Ciao Lorenzo, Ho fatto un piacere ad un amico perché non riusciva ad andare a prendere il biglietto per Milano. La tabaccheria, una delle poche abilitate, mi ha fatto pagare 28€ mentre lui mi aveva detto che erano 23. In effetti è un po' strano, ok la fattura con 3€ di prevendita (sul biglietto c'è scritto zero), ma il doppio scontrino con la commissione credo sia un furto. Sbagliamo noi o effettivamente quello è un ladro?"
Sarà perché questa partita l'ho vista, ma a questa pagina con tutte le canzoni spettacolari del Ballymena United ci sono affezionato... Roma/Ballymena Utd 1981/82.
2 ottobre 2013: inseriti i ritagli de "Il Littoriale" nella stagione 1940/41 e tutti i ritagli della stagione 1968/69.

30 settembre 2013: in costruzione la pagina di Roma/Bologna.

25 settembre 2013: in costruzione la pagina di Sampdoria/Roma.

22 settembre 2013: aggiunta la pagina di Roma/Lazio. Creata la pagina precampionato 1980/81.
Giovannino dice tutto:

"S'eravamo lasciati er 26 maggio co Balzaretti che piagneva (e non solo lui) e che diceva:"È il giorno peggiore della mia carriera". Ognuno de noi dopo quaa partita ha googlato, è annato a chiede ar padre, ao zio, ar nonno "A no, ma t'è mai capitato de perde na partita così?". E er padre, o zio o er nonno, essendo tifosi de vecchia data, sicuramente j'avranno ricordato fior fior de sconfitte, perché er tifoso romanista è così, perde, pija batoste si, ma c'ha la scorza dura, e se rialza sempre, più forte de prima. Poi c'è stata l'estate, qualche festa e qualche carosello tra Latina e Frosinone, e magari qualche laziale in trasferta qua a Roma che te scrive sui muri "Lulic 71", "Quanno ve passa" e "Coppanfaccia". Questo fino a quanno escono i calendari, che guarda n po, sarà er caso, sarà er destino, ma te mette er derby aa quarta giornata, mai così presto. E tu ormai nun c'hai paura, perché se prima c'avevi a scorsa dura, mó c'hai na corazza, mó sai che le botte le poi pija, che te ponno piegà, ma che nun te ponno spezzà. E così arivi a sto derby da capolista, 3 partite 3 vittorie, 9 punti, e ve dirò, pure ottimista. E quando dico ottimista ve lo dico da quello che er derby lo sente du settimane prima, ma stavolta no, me sentivo che sarei uscito dao stadio cor sorriso. È così arivo ao stadio ae due, ae due si, perché de pomeriggio nun ce se mena, de sera si, e allora annamo ao stadio ae due, co 28 gradi all'ombra e n sole che manco a feragosto. Entro n Tevere, me giro verso destra come ogni derby pe mannalli affanculo, e nun li vedo. Voi penserete "So morti?", se magari, e nvece no, purtroppo no, se presentano co no striscione tutta curva che recita "ah è vero, oggi c'è il memorial derby, finisco la birra e poi entro", roba che tu o leggi e ringrazi er generale Vaccaro più de loro, perché te come loro nun ce voi esse, perché sto millantà la fine dei derby è classico de chi se sta a cacà sotto, perché voi o sapete che chi tira i remi in barca, chi se adagia sugli allori è destinato aa sconfitta. Poi la sud come d'incanto te tira fori na coreografia che te ricorda i vecchi tempi, e che te ricorda che te sei Roma, loro no. E così tra n azione e n ammonizione se ne va er primo tempo, la curva sud tifa, la nord ce ricorda de non bestemmià e che il sovversivo tifa Lazio. Mó ce potrei aprì na parentesi sugli striscioni laziali, ma dopo che m'hanno dato del rifardito, del faldone e del delatore gli lascio er tempo che trovano. Comincia er secondo tempo, te speri che esca Gervinho e che se vada a fa a boccia e nvece esce Florenzi, entra Lijaic, e a Roma parte subito forte, come tutti i secondi tempi da inizio stagione. Ce credi, o sai che arivà er gol da un momento all'altro. E aa fine ariva. E chi o fa? Quello che da inizio partita t'ha fatto addannà, coi piedi quadrati e che nun azzecca n cross, Balzaretti. Core sotto a sud e piagne, e te ripensi a quanto cazzo po esse romantico er pallone, proprio lui, che nun segna manco n parocchia, uno de quelli che più aveva sofferto quer 26 maggio, oggi se rifà, e poi piagne, e va bene così Federì, perché in quelle lacrime ce stamo tutti noi, 50000 voci, dar primo all'ultimo. Poi se ne va Dias pe n fallo su Totti, partita in discesa, ormai ce l'hai quasi in tasca, ma nuo voi dì, fino aa fine. È a fine ariva co Lijaic che spiazza Marchetti dar dischetto e te fa strillà, te fa esultà, te fa diventà matto. Poi l'arbitro fischia, noi esultamo, ma esultano pure loro. Ao fermi, qualcosa nun va, avete perso, avemo vinto noi. "Eh ma sticazzi, a partita che conta l'avete persa"....ahahahahahahah è proprio vero che chi nasce perdente more perdente, io co voi rosicherei pure se perdessi a mora cinese, te esulti pe ma sconfitta ar derby, è questa a differenza tra noi e voi. Ringrazio er generale Vaccaro e ringrazio Dio de nun esse come voi, perché chi esulta per il passato non ha futuro. Ciao laziale, fiero de nun esse come te"

Romanisti festeggiano a Piccadilly Circus, Londra

17 settembre 2013: aggiunta la pagina di Parma/Roma.

15 settembre 2013: aggiunta la pagina relativa al precampionato 1981/82.

4 settembre 2013: l'Osservatorio vieterà Parma ai possessori della Away, consentendola ai Privilege.
Ora è necessario agire. Però io sono un penalista. Conosco perfettamente la materia in questione ma ho bisogno della collaborazione di un amministrativista per impugnare al TAR la decisione dell'Osservatorio non appena la stessa sarà pubblicata, visto che questa è solo una notizia ANSA. E' necessaria la coesione perché possiamo farcela. Nel frattempo, la Roma si desse da fare per tutelare CONCRETAMENTE i propri sostenitori, altrimenti ce la prenderemo (giuridicamente, s'intende) pure con la Roma, visto che - oltre che tifosi - ne siamo diventati clienti e - sotto questo profilo - per me l'AS Roma è diventata come la TIM o la Wind. Iniziamo quindi a lamentarci con la nostra controparte del contratto: l'AS Roma. Inviate fax ed e-mail di protesta all'AS Roma lamentando che quanto sta facendo l'Osservatorio è illegittimo, inaccettabile e letteralmente vergognoso e che la Roma DEVE prendere subito una posizione chiara e inequivoca e tutelare i sottoscrittori della card AWAY.
AS Roma
Telefax 06/5061736

Sportello del Tifoso
tifosi@asroma.it

Ufficio Stampa
ufficio.stampa@asroma.it

Redazione Web
redazioneweb@asroma.it

Io ho scritto questo:
Buonasera. L’Ansa ha appena pubblicato una anteprima in ordine al divieto per i possessori della card Away di seguire la Roma a Parma, al contrario dei possessori della Privilege, per via di quanto avvenuto a Roma/Verona. La decisione dell’ONMS è illegittima, inaccettabile e vergognosa. Il limite è stato superato. Chiedo che la Roma tuteli i sottoscrittori, paganti, della Away che nulla hanno a che fare con lanciatori di sassi e violenti e che hanno sottoscritto una card con i medesimi requisiti di sicurezza della Privilege. La Roma faccia sentire chiara la sua voce in difesa dei suoi clienti. Con i migliori saluti.

1° settembre 2013: in costruzione la pagina di Roma/Hellas Verona.
31 agosto 2013: Aggiunto diverso materiale alla stagione 1983/84.

27 agosto 2013: Creata la pagina precampionato 1940/41.

26 agosto 2013: In costruzione la pagina di Livorno/Roma.
Inseriti ritagli da Il LIttoriale per la stagione 1939/40.


22 agosto 2013: Creata la pagina della presentazione.


La faccenda di Livorno, ovviamente, non può finire così e solo il fatto che siamo ad agosto impedisce una azione ancora più concreta a livello legale anche contro la determinazione del 31 luglio dell'Osservatorio.
Comunque sia, visto che come è nostro solito, non possiamo guardare in faccia nessuno, così come abbiamo ringraziato la Roma al momento del varo della Away, e' necessario porre... le basi per la restituzione dell'importo versato e per ottenere il risarcimento del danno, visto che il contratto da noi sottoscritto e' stato violato.
È quindi necessario inviare (ovviamente il post e' diretto a chi condivide l'iniziativa) a asromaspa@legalmail.it la seguente mail PRIMA di Livorno/Roma, al fine di mettere in mora la società chiedendo l'adempimento del contratto, pena la risoluzione dello stesso:

Buongiorno, ho sottoscritto tempo fa la card “Away” dell’A.S. Roma.
Apprendo ora – come da comunicato del 14 agosto 2013 letto sul sito ufficiale – che non sarebbe possibile per il sottoscritto acquistare un biglietto per la prossima partita “Livorno/Roma”, nonostante il possesso della stessa.
Rileggendo la modulistica, non emerge alcuna ragione ostativa al rilascio del tagliando.
Trattandosi di un contratto sottoscritto tra le parti, invito l’AS Roma ad adempiere a quanto previsto dal contratto stesso, giacché diversamente lo stesso andrebbe risolto per inadempimento, con conseguente risarcimento del danno.
Con i migliori saluti.


(Data e firma).

19 agosto 2013: il 16 agosto 2013 è morto Francesco Scaratti.

R.I.P.




Ricevo e pubblico una mail:

Caro Lorenzo,

lo scarno comunicato apparso in data 14-08-2013 sul sito dell'A.S.Roma, relativo alle modalità di acquisto dei tagliandi per il settore ospiti per la partita Livorno - Roma, prevede che solo i "fidelizzati" possessori di Tessera del Tifoso possano andare in trasferta, oppure i non residenti nella regione. Nemmeno una riga di commento per l'ingiusta ed immotivata esclusione di tutti gli altri che, come me, oltre ad aver acquistato ad aprile la "Home" a scatola chiusa, acquistavano anche la "Away". Pare, quindi, che l'A.S. Roma - nel momento decisivo - si sia calata le braghe di fronte all'ennesima assurda "determinazione" dell'Osservatorio del 31 luglio scorso. Tutto ciò è intollerabile. A questo punto, visto che l'A.S. Roma si è resa inadempiente a quanto previsto nel programma di adesione alla AS ROMA CLUB AWAY, credo sia il caso di comportarci, tutti, come "clienti" insoddisfatti e chiedere l'esatto adempimento (ossia, che la Roma si attivi in maniera idonea a consentirci di andare a Livorno), oppure la restituzione del prezzo di acquisto della Away, come conseguenza della risoluzione per inadempimento del contratto per adesione da noi tutti sottoscritto (con tanto di foto...).  Io ho già formalizzato una richiesta nel senso suindicato scrivendo direttamente alla PEC della A.S. Roma (asromaspa@legalmail.it). Invito inoltre i "fidelizzati" ad aprire gli occhi una volta per tutte e a disdire la Tessera, visto che tanto questi fanno come gli pare. E' ovvio che ci sarà pure chi penserà "vabbè, magari me faranno anna' a Parma o a Sassuolo (Reggio Emilia), sti cazzi de' Livorno". E' proprio questo il punto. Nessuno si deve intromettere! Io acquisto un "prodotto" e pretendo che l'altro contraente (che non è l'Osservatorio...) rispetti gli impegni assunti facendo di tutto per farmi assistere a tutte le partite in trasferta, compresa quella di Livorno. E in ogni caso, perchè a Terni è possibile andare con la Away e a Livorno no? Ai pigri, agli indecisi, agli assuefatti a queste puttanate ricordo che l'attuale gestione della A.S. Roma ha sfregiato il nostro storico stemma sbattendosene dei sentimenti dei "tifosi" per poter acquisire nuovi "clienti" negli USA - o in quel cazzo di Canada - dove non capivano cosa volesse dire ASR. Agiamo quindi come "clienti", altrimenti restiamocene a casa e andiamo a vedere solo partite di merda come quelle della nazionale, piene de cojoni con cartelli idioti che la TV di Stato prontamente inquadra per consentire ai cronisti i loro smielati commenti sulle "famiglie allo stadio". Un Ultrà.

Intanto ho preparato (ed inviato) questa nota alla Roma:
“Buongiorno,
ho sottoscritto tempo fa la card “Away” dell’A.S. Roma.
Apprendo ora – come
da comunicato del 14 agosto 2013 letto sul sito ufficiale – che non sarebbe possibile per il sottoscritto acquistare un biglietto per la prossima partita “Livorno/Roma”, nonostante il possesso della stessa.
Rileggendo la modul
istica, non emerge alcuna ragione ostativa al rilascio del tagliando.
Trattandosi di un contratto sottoscritto tra le parti, invito l’AS Roma ad adempiere a quanto previsto dal contratto stesso, giacché diversamente lo stesso andrebbe risolto per inadempimento, con
conseguente risarcimento del danno.
Con i migliori saluti”.

altra mail:

Caro Lorenzo, salto i soliti convenevoli ti apprezzo molto e seguo con attenzione i post soprattutto quelli che entrano nel vivo del diritto in quanto lo studio. Volevo dire la mia sulla seconda maglia: (l'ho appena vista sul sito ufficiale) devo dire che se gli americani non avessero cambiato lo stemma (gesto che si riassume tutto in un mero gesto di arroganza da parte degli americani) ti avrei detto che hanno imbroccato la fusione perfetta tra semplicità storia e marketing(perchè è innegabile che una maglia senza sponsor è più appetibile per un collezionista o almeno per me è così). Purtroppo lo stemma è una piccola parte della divisa, MA PESA, pesa eccome. Buona estate Lorè.

Sono perfettamente d'accordo.



Coro che ha esordito a terni

L'estate sta finendo

Lo sai che non mi va

Sto diventando grande

Pallotta bla bla bla

Ridatece lo stemma

Trigoria brucerà

Mannaggia la *******

Pallotta bla bla bla


18 agosto  2013: In costruzione la pagina di Ternana/Roma.
17 agosto 2013: Creata la pagina precampionato 1939/40.
15 agosto 2013: Aggiunti ritagli di giornale da Il littoriale per la stagione 1938/39. Un esempio:



11 agosto  2013: In costruzione la pagina di Roma/Chelsea.

9 agosto 2013: Creata la pagina precampionato 83/84.



8 agosto 2013: In costruzione la pagina di Toronto/Roma.

7 Agosto 2013: Aggiunto molto materiale alla stagione 1984/85

Roma Wrexham Coppa delle Coppe

Roma Wrexham Coppa delle Coppe

Torino Roma 1938/39

5 agosto 2013: Creata la pagina precampionato della stagione 1938/39, quella in cui venne rinnovato Campo Testaccio:


4 agosto 2013: Aggiunti ritagli da Il littoriale per la stagione 1937/38. Un paio di estratti:


I turno di coppa Italia a Pontedera

Amichevole in Romania


3 agosto 2013: mi ero riproposto di non interloquire più sul punto, anche perché - pur avendo compreso più o meno di chi si tratta - non ho il piacere di avere la conferma di chi scrive e non mi piace parlare con gli anonimi.
Sul sito (anonimo) ultrasblogspot2000 o qualcosa del genere, ora non ricordo, si scrive:

Il 31 luglio 2013 l'Osservatorio Nazionale sulle Manifestazioni Sportive (O.N.M.S.) ha emesso un comunicato stampa in cui si parla anche della TDT Away card della AS Roma:

[...]

Con propria determinazione l’Osservatorio, preso atto di gravi comportamenti di una significativa parte della tifoserie romanista che ha aderito alla “away card” – peraltro pienamente corrispondente alle regole del programma “tessera del tifoso” – ha invitato il Questore di Livorno a far valutare in sede di GOS la sospensione dell’utilizzo della predetta “away card” riservando dunque la trasferta ai soli possessori dell’AS Roma Privilege.

Insieme con la Lega ed il club saranno individuate misure organizzative finalizzate ad un nuovo utilizzo della “away card” – già dalle trasferte successive a quella di Livorno - nel rispetto delle norme e, soprattutto, degli altri tifosi.

[…]

Alcune nostre considerazioni:

1.     L'O.N.M.S. ribadisce un'ovvietà: l'Away card è una Tessera del tifoso, se non lo fosse non darebbe il privilegio di poter andare in trasferta anche a chi è della stessa città/provincia/regione della squadra che tifa, privilegio riservato ai soli tifosi tesserati con TDT non limitata alle sole partite casalinghe. Della TDT Away scrive infatti che è «pienamente corrispondente alle regole del programma “tessera del tifoso”», come già avevamo ampiamente illustrato nel nostro 'Piccolo manuale di sopravvivenza ULTRAS ai tempi della TDT' pubblicato il I maggio 2013 (e ampiamente commentato dal sottoscritto in data 4 maggio 2013.

 

Ho sempre detto che, sotto il profilo della sicurezza la Away risponde ai requisiti richiesti dall’O.N.M.S. ma è indubbiamente diversa dalla TdT voluta da Maroni, contro cui iniziò la lotta contro la TdT stessa: tutte le modifiche operate sono intervenute nel tempo e per effetto delle contestazioni e dell'impegno di alcune società di calcio. Ad avviso del sottoscritto, la situazione non è più migliorabile e si è ottenuto il massimo e l'unica alternativa è quella di non andare più allo stadio, neanche in casa.

 

2.     L'eventuale sospensione temporanea della TDT Away della AS Roma non sarebbe proprio una novità. Era già accaduto qualcosa di simile nel 2012, quando la determinazione 48/2012 del 19 dicembre 2012 andò a colpire i veronesi dopo una serie di di episodi violenti in trasferta; in quell'occasione venne ordinata la 'temporanea sospensione limitatamente alle trasferte' della TDT (Full, il Verona non aveva previsto una TDT Away) ai tifosi scaligeri segnalati dalla Digos al Verona FC.

 

Errore: basta leggere i comunicati.

Ecco cosa dissero per i veronesi:

"Visto il programma Tessera del tifoso, al punto che prevede la revoca dell'adesione per violazione del codice etico; preso atto delle criticità poste in essere da appartenenti alla tifoseria della società Hellas Verona, in occasione delle trasferte a Terni, in occasione della Gara Ternana - Hellas Verona del 10 novembre 2012 in occasione della gara Livorno-Hellas Verona, del 20 ottobre 2012 a Brescia in occasione della gara Brescia-Hellas Verona, dell'1 dicembre 2012, a Varese, il 15 dicembre u.s., in occasione del rientro dalla trasferta a Vercelli e, da ultimo, a Milano, in occasione della gara di TIM Cup Inter- Hella Verona del 18 dicembre 2012, la Questura di Verona d’intesa con la Questura di Milano e la Società Sportiva Hellas Verona è pregata di individuare tramite il sistema di biglietteria l’elenco nominativo dei tifosi che hanno preso parte alla trasferta di Milano ed agli incidenti occorsi in piazzale Lotto, provvedendo all’immediata sospensione della “tessera del tifoso” ai fini delle trasferte previo inserimento in black list dei dati delle persone interessate. Ove la individuazione precisa dei facinorosi risultasse possibile, si dovrà procedere alla sospensione, ai fini delle trasferte, per l’intero gruppo del settore interessato dalla presenza di persone che hanno partecipato agli incidenti.

Roma, 19 dicembre 2012".

 

Quindi l’ONMS disse semplicemente alla Questura di Verona di sospendere la TdT ai fini delle trasferte per via della violazione del codice etico, con inserimento in black list sine die (che significa, senza alcun termine di scadenza).

Nel caso dei romanisti, l’O.N.M.S., invece, dice alla Questura di Livorno (luogo in cui giocherà la Roma) E NON A QUELLA DI ROMA di "sospendere" la Away a chiunque la possegga per quella singola partia. Poiché il provvedimento non è individualizzato (nei confronti di possibili responsabili: a Milano come a Roma gli UUH a Balotelli li han fatti anche i Tdt) ma generalizzato, lo stesso porrà (perché ancora non emesso) semplicemente limitazioni alla vendita dei biglietti, stabilendo che la Away non dà diritto all'acquisto di quel biglietto, un po' come accadeva una volta.
Quindi per Livorno potrà acquistare un biglietto chi ha la Tessera del Tifoso (AS Roma Privilege) ma non chi ha la "Away".
Almeno in questo ci sarà una differenza?
La differenza, in realtà, è più ampia: nel caso dei romanisti Away non si parla di inserimento in black list per violazione del codice etico e non si riceve a casa nessuna lettera della propria società che sospende la Away senza data di fine come accaduto ai veronesi all'epoca.
Si è peraltro in attesa della determinazione ufficiale dell'ONMS (ammesso e non concesso che ne faccia una al riguardo, ben potendo lasciare la bega al Questore di Livorno): se scriverà qualcosa di diverso o qualcosa di non corrispondente a ciò che ho firmato quando ho sottoscritto la Away - e ferie permettendo! - si potrà ricorrere al TAR (Lazio o Toscana, a seconda di chi decide), oltre - naturalmente - a poter richiedere il rimborso della Away visto che sul modulo non si contempla la possibilità che si è verificata per Livorno/Roma (contrattualmente, vale ciò che si sottoscrive: è quello che ha forza di legge tra le parti).

 

 

3.     Il comunicato dell'O.N.M.S. sbugiarda per l'ennesima volta la tesi, alquanto fantasiosa, sostenuta dai promotori della Away romanista, secondo cui i sottoscrittori della TDT Away non avrebbero sottoscritto/accettato il 'codice etico' TDT, al contrario dei sottoscrittori delle TDT “full” (per la Roma: AS Roma Privilege), per cui la loro TDT Away non avrebbe potuto subire la sospensione temporanea patita dai veronesi nel dicembre 2012, inflittagli per aver violato il 'codice etico'. Come già ampiamente illustrato nel nostro ''Piccolo manuale di sopravvivenza ULTRAS ai tempi della TDT': con qualsiasi TDT si accetta il 'codice etico TDT', il quale prevede un'unica regola, ovvero la TDT deve essere invalidata se sopraggiungono i 'motivi ostativi' (lo stesso vale per i biglietti nominali [A]); ma poi da carta bianca alle singole Società sportive, per “altre misure di prevenzione”.

 

Continuo a non avere parole su simili affermazioni.

In primo luogo, visto che in precedenti dissertazioni è chiaro il riferimento al sottoscritto, preciso che non sono un "promotore" della Away romanista, visto che in passato avevo semmai suggerito che chi avesse la Club Home avesse il diritto di andare in trasferta automaticamente. Sono semplicemente una persona che conosce abbastanza bene lo stato dell'arte che ha ritenuto di accettare la "Away" varata dalla Roma e di spiegare le ragioni del perché la stessa era accettabile, AS Roma che ne è la sola promotrice.
In secondo luogo, mi trovate per piacere sul modulo della Away la espressa adesione al programma tessera del tifoso e quindi al codice etico, come invece accade per la Privilege?

Forse non è chiaro che, giuridicamente, io posso rispettare un programma senza aderirvi espressamente: il punto cruciale è proprio questo ed è quello che ci lascia l'unica speranza per ottenere una vittoria nelle sedi giudiziarie. Il sorprendente è che ci sia chi auspica il contrario, probabilmente più per motivi di fazione che non di ragione.

Si potrebbe sostenere una sorta di accettazione per fatti concludenti? Ne dubito, visto che chi sottoscrive la Away non deve essere necessariamente a conoscenza del Programma Tessera del tifoso. Ma a questo ci penserà un tribunale, auspicando che non ci siano interventi ad adiuvandum del Ministero degli Interni!
Comunque sia, se i romanisti Away avessero espressamente accettato il programma tessera del tifoso e quindi il “codice etico”, e questo fosse stato violato, l’O.N.M.S. si sarebbe rivolto – come per i veronesi – alla Questura di Roma per sospendere la Away e inserire in black list i nominativi, con tanto di letterina a firma AS Roma per comunicarne la sospensione. E comunque la situazione è talmente complessa che, sinceramente, mi aspettavo un 'aiuto piuttosto che un bastone tra le ruote gettato da non si sa chi!

 

4. Il provvedimento che potrebbe sospendere la TDT Away della AS Roma sarebbe comunque ancor più grave di quello che colpì i veronesi nel dicembre del 2012, perché, così com'è stato presentato, non si limiterebbe alle sole persone segnalate dalla questura, ma colpirebbe indistintamente tutti i sottoscrittori di tale TDT. Tale provvedimento, giustificato dall'O.N.M.S. con il fatto che sarebbero stati tenuti «gravi comportamenti di una significativa parte della tifoseria […] che ha aderito» a tale card, penalizza comunque anche chi con tali comportamenti non ha avuto nulla a che fare, perciò appare oltremodo ingiusto e potrebbe innescare cause legali da parte dei tesserati “away”, che per tale TDT hanno sborsato soldi e ciononostante si vedrebbero negato un diritto acquisito pur non essendogli stato imputato alcunché di specifico a livello personale. Nel corso degli anni, comunque, i provvedimenti indiscriminati contro ultras e tifosi si sono susseguiti senza sosta, per cui questo sarebbe solo l'ennesimo di una lunga lista. Vedremo.

Speriamo altresì che a difesa dei propri clienti tesserati (con la TDT Away) si muova, relativamente al caso specifico, la AS Roma, che ne ha incassato i soldi, nonché i promotori della TDT Away stessa, che non ci pare avessero avvisato i sottoscrittori di una simile eventualità.

 

Se per "promotori" ci si riferisce, come credo, al sottoscritto, chi scrive evidentemente non sa che il sottoscritto – parlando con chi di dovere e non sbandierando ai quattro venti cose riservate – aveva assolutamente avvertito dell’eventualità che potesse accadere una cosa del genere. Lo possono confermare tutte le persone di un certo peso a livello decisionale che si sono rivolte al sottoscritto chiedendo degli scenari futuri.

 

5. La diffusione delle TDT Away nel corso dell'estate preannuncia il ritorno di molti gruppi ultras in trasferta e quindi di scontri, ma anche nuove strategie da parte dell'O.N.M.S. per contrastare il mondo ultras tesserato. Un'assaggio lo avevamo già avuto con Vicenza-Reggina (dopo Vicenza-Empoli del maggio 2013), dove si era ipotizzato di sospendere qualsiasi TDT relativamente ad una partita casalinga.

Adesso l'O.N.M.S., preso atto che molti gruppi ultras hanno fatto la TDT Away, comunica (minaccia?) di poter sospendere temporaneamente specifiche TDT  (relativamente a quelle squadre che offrono più TDT) in base ai precedenti, per cui se dovesse risultare che molte persone che hanno sottoscritto un tipo di TDT praticano atti di violenza in trasferta, mentre quelli che ne hanno sottoscritta un'altra si comportano bene, la TDT che ha portato in trasferta i violenti potrebbe essere temporaneamente sospesa. Niente di nuovo (per alcune persone avevano già sospeso la TDT “Full” del Verona, riducendola ad essere valida solo per le partite casalinghe), ad accezione che qui si ipotizza di sospendere temporaneamente una TDT a tutti i suoi sottoscrittori, indistintamente, il che segnerebbe un ulteriore inasprimento nella repressione anti-ultras.

Chi scrive arriva un po’ tardi a queste considerazioni. Le avevo già fatte un paio di anni fa a chi di dovere. Certo, non posso spiegarle a voce a ciascun tifoso.
La differenza è che - forse, perché il terreno è inesplorato - la situazione dei romanisti e dei sottoscrittori delle Away è tutelabile giuridicamente, visto che se la Away è equiparabile a una TdT sotto il profilo della sicurezza, è evidente che non si può introdurre una disparità di trattamento tra chi la la Privilege e chi ha la Away.

Per i biglietti non è che ci siano molti più diritti, sia chiaro. La differenza è che con il biglietto nominale non si aderisce al Programma ministeriale 'Tessera del Tifoso'. Il biglietto non è un documento di identificazione Fidelity Card (fondamentalmente perché non ha la foto). Ovviamente: non si può avere più di un singolo accesso alla volta, e non si può andare in trasferta, se si è della stessa città per cui si tifa.

Vabbè, ho già risposto il 4 maggio, mi sono anche stancato…. Pare che il biglietto lo si prende a voce e non mostrando un documento di identità, quello sì un documento di identificazione… la Away, come anche la Tdt, non è un documento di identificazione, semmai un supporto di identificazione (cosa forse un po' diversa!), ma che devo sempre rispiegare le stesse cose?
E poi pare che se non violi il regolamento d'uso non ti possono espellere dallo stadio anche se hai solo il biglietto....
Io non so se ci si rende conto su cosa si sta interloquendo...
Il concetto è molto semplice: quando vai allo stadio, sul biglietto (che acquisti con documento di identificazione) c'è l'art. 9. Punto.
E se tutti lo hanno fatto per due anni (come ho avuto modo di leggere sul blog) è solo perché - evidentemente - nessuno ha letto quello che scrissi due anni fa al momento del vado della Questura on line, evidentemente perché troppo impegnati su Tifonet e via dicendo.

La Away è il massimo che si può ottenere e, come vediamo, c'è molto comunque da combattere in tema di repressione, al di là di vuoti proclami.
E per fortuna c'è ancora chi cerca di farlo concretamente, anche se forse sarà tutto inutile.
Stadio sì/stadio no, non c'è alcun alibi.


2 agosto 2013: On line la pagina di MLS All Star/Roma.
29 luglio 2013: terminata la pagina 70 di memorabilia.

27 luglio 2013: On line la pagina di Aris Salonicco/Roma.

26 luglio 2013: Creata la pagina del precampionato 1984/85.
25 luglio 2013: Sistemata la stagione 85/86, intanto a Testaccio...

22 luglio 2013: On line la pagina di Roma/Bursaspor.
19 luglio 2013: On line la pagina di Brunico/Roma.

12 luglio 2013: interessante lavoro di brand identity fatta in casa, senza ricorrere a società americani e a milioni di euro: http://www.aureopurpureo.tk/
*
Solidarietà alle nocchie:

*
Dice che nun la famo passà...:









11 luglio 2013: presentate poche ore fa le nuove maglie che, da subito hanno dato luogo a commenti contrastanti. I colori mi sembrano corretti. Lo stemma è orrendo e - ovviamente - rende la maglia simile a un prodotto da bancarella. Il colletto e i bordi a tinta unita forse avrebbero reso di più.
Per avere una idea cronologica dell'evoluzione delle maglie della Roma: maglia_primamaglia.html. Sono anche andato a verificare e lo scollo (ma non il colletto) è in effetti ripreso dalla maglia del Roman F.C. che vedete qui sotto.

Ecco però come sarebbe stata la nuova maglia senza le righine a colletto e bordi e con il vero stemma:


Creata la pagina
del precampionato 1985/86.
Nuovo stadio, Andrea:
"Ti mando l'ultima pagina del questionario che ho fatto oggi, dopo aver ricevuto la mail da Italo Zanzi in persona (mecojoni)! Parlando con amici, mi hanno detto che a loro è comparsa la domanda: saresti disposto a versare dei soldi per la costruzione del nuovo stadio internazionale (testuale) della Roma? A me non è comparsa... forse perché ho dichiarato che il mio reddito familiare è inferiore a 15000 €??? .
 
Dalla Gazzetta dello Sport:
GASPORT (M. CECCHINI) - È vero, viviamo in tempi di Grandi Fratelli e spionaggio quasi istituzionalizzato, ma che non si sappia chiudere la chiamata di un cellulare fa sorridere. Alla Roma, però, capita anche questo. E così il sito asromaradio.it ha potuto mettere sul web due minuti di conversazione privata tra il d.s. Sabatini e l’a.d. Fenucci (avvenuta sabato), in cui si conferma ciò che si sa da tempo, cioè che Osvaldo e uno tra De Rossi e Marquinhos sarà ceduto (si spera a 30 milioni per via delle commissioni), anche per chiudere il mercato in attivo. Su Osvaldo poi si dice che il City lavora a fari spenti, ma la cosa più triste è il passaggio in cui viene sottolineato come sia giusto che il giocatore venga a Trigoria a ricevere anche lui gli insulti dei tifosi, così lo si pressa di più e magari si convince ad andare al Southampton come desidera la Roma. Domanda a Pallotta: ma si fa così anche nei suoi Boston Celtics?
Divertente, poi, questo articolo sulla solita "Repubblica" di Matteo Pinci:

Caso Osvaldo, ultrà e telefoni spiati. L'era Garcia comincia sotto assedio

LA REPUBBLICA (M. PINCI) - Assediata più dai sette blindati delle forze dell'ordine schierati a protezione del centro di Trigoria che non dai cinquanta scalmanati arrivati per contestarla con cori feroci e striscioni improvvisati: così la Roma ha dato il benvenuto alla nuova stagione nel primo giorno romanista di Rudi Garcia. Dalla quieta provincia francese alla canicola - non solo climatica - della capitale: chissà cosa passa nella testa dell'allenatore, che dopo un addio indolore al Lille si trova catapultato nell'inferno romano.

Cui si aggiunge il giallo di una intercettazione ambientale illegale diffusa da un sito intemet, in cui il ds Sabatini parla con Fenucci del mercato della Roma alludendo a possibili cessioni di De Rossi e Marquinhos, e contro cui il club ha avviato azioni legali segnalando l'episodio alla polizia postale. All'inferno ha voluto sottrarsi - alzandone la temperatura già torrida - Daniel Osvaldo, unico assente al raduno del club e inutilmente atteso dalla Roma: mentre Totti ospitava nel feudo romanista Massimo D'Alema, in visita di cortesia al club, la fidanzata del bizzoso centravanti italo-argentino dichiarava irriverente su Twitter: «Restiamo a Chicago», aspettando magari una chiamata da Manchester (City), Londra (Chelsea) o Liverpool. Lui lontano, i compagni bersaglio davanti ai cancelli del centro sportivo degli insulti di una cinquantina di contestatori, cui la delusione per la sconfitta nella finale di coppa Italia non è ancora andata giù.

«Avete infangato la Roma», lo slogan veicolato, per la verità, da una minoranza di ultrà mossi più che dalla convinzione da input sistematici di una corrente che trova sbocco in certe radio romane e con l'intento dichiarato —anche su alcune magliette diffuse tra i contestatori — di "mandare a casa" l'establishment romanista, dal presidente Pallotta, definito "prestanome", al ds Sabatini. Tra i tifosi si registra invece un crescente disinteresse, gente disamorata e abbonamenti in calo, 17 mila contro i 23 mila di un anno fa, la testimonianza più fedele dell'atmosfera con cui riparte la stagione romanista.

E certo non è il mercato, sin qui, a soffiare sull'entusiasmo. Al raduno — caratterizzato da un lungo monologo tra italiano e francese di Garcia negli spogliatoi, in cui ricordava ai tifosi quanto sarebbe «unico e speciale vincere qui» — Benatia l'unico volto nuovo, oltre a quello dei collaboratori di Garcia. Le attese si dividono tra i nomi non proprio esaltanti del danese Erksen e dell'olandese Strootman (accordo con il Psvvicino a circa 17 milioni) e il timore di addii dolorosi ai gioielli perché, lo ha detto Pallotta, «non ci sono giocatori incedibili», e per muoversi in entrata a Trigoria serve prima salutare qualcuno, abbattere il monte ingaggi, garantirsi risorse. Normale nel calcio di oggi, ma complicato da spiegare auna piazza che, sotto il fuoco di contestazioni manipolate, continua a covare una crescente disillusione.
Tanto per chiarire al giornalista (e al caporedattore che ha fatto il titolo), di ultrà, il giorno del raduno non vi era traccia.
Basta vedere le foto per verificare che si trattava di qualche massaia che si è presa un'oretta tra il fare la spesa e il cuocere due uova al tegamino, di qualche ragazzino che ormai è finita la scuola e di qualche romanistone che dovrebbe ripassare la grammatica.


Detto questo, c'è chi dice che sarebbe stato il caso di essere presenti sul posto: queste decisioni spettano ad altri, ma - per chiarire - la situazione attuale della tifoseria più o meno organizzata la vede per la massima parte contro le ultime scelte societarie ma fermamente intenzionata a non mischiarsi con i "cinquanta scalmanati arrivati per contestarla con cori feroci e striscioni improvvisati". Sul punto è bene chiarire che il manifesto "no al nuovo stemma", formato con il monogramma ASR non fa riferimento a quei cinquanta soggetti nè alla fascia più vasta di ascoltatori di questa o quella radio, visto che buona parte delle due categorie appartengono a strati della tifoseria che non hanno peso allo stadio, come la scarsità dei numeri lo ha dimostrato. Detto questo, posso solo dire che la parte militante del tifo della Roma tiene la guardia alta su tutti i fronti: stemma, stadio, giocatori, risultati. Personalmente, con l'aiuto di chi segue la linea di pensiero che da sempre contraddistingue questo sito, cercherò di evidenziare, in tutti i modi possibili, gli errori societari che possono essere corretti, se non nell'immediatezza, nel prossimo futuro. Il tutto coinvolgendo il più possibile - e con l'aiuto di tutti - anche l'opinione pubblica statunitense: se cinquanta persone riescono a far fare titoli a giornali cartacei e on line, possiamo fare molto di più, in modo costante e senza tregua. Viviamo in una società mediatica, dobbiamo ricordarlo ogni giorno ed anche l'azione di un singolo - purché lecita e intelligente - può riverberarsi per i quattro angoli del globo.
Qui sotto una lettera scritta da uno dei fondatori del CUCS che avrebbe dovuto essere consegnata a Pallotta in occasione di una sua visita in Italia. Visto che non è stato possibile consegnarla, la posto qui sotto e la "imbuchiamo" sul profilo FB del Boston Globe.




3 luglio 2013: ho sempre cercato di evitare le divisioni all'inteno della tifoseria della Roma, ma è impossibile. Con molti "tifosi" non ho nulla a che fare: non siamo tutti uguali e io, del resto, non sono mai stato un "egualitarista", concetto che trovo ipocrita.
Tutte le opinioni sono rispettabili ma sono diverse e io sto con chi condivide in linea di massima quel che anche io penso, come è ovvio che sia
.
Sento quindi il bisogno, proprio in questo momento, di ridisegnare le linee del mio romanismo.
In base a questo:
a) la Roma la seguirò in qualsiasi serie, a prescindere da giocatori comprati e vittorie ottenute, ma questo non mi impedisce di incazzarmi per operazioni di mercato scarse o ridicole;
b) allo stadio ci vado, ci andavo e ci andrò a prescindere;
c) non seguo le radio e ciò che dicono i commentatori radiofonici, in particolar modo quelli prezzolati;
d) non voglio vincere a qualsiasi costo ed a scapito di qualsiasi cosa, visto che non sono juventino;
e) sono antilaziale senza per questo ritenermi provinciale;
f) conosco a sufficienza la storia della Roma, dal 1927 ad oggi: non ho nulla a che fare con il 70enne tifoso della Roma che scrive al profilo FB de "Il Museo della Roma" dell'amico Gabriele lamentandosi del fatto che in copertina ha la fato dell'Inter quando è la Roma degli anni '30 con la maglia a strisce.

In base a questi semplici principi:
a) reputo il male assoluto il tifoso che lega il suo "abbonarsi" ai risultati;
b) considero in misura minore chi - volontariamente - non ha mai frequentato lo stadio;
c) reputo antiromanisti quei tifosi del tipo "basta che vinco e come stemma ce posso pure avè 'na mucca"
;
d) non contesto a prescindere e per fini personali ma guardo ai fatti: vedo pregi e difetti e quando i difetti superano i pregi contesto. Ovviamente, in base alla sensibilità degli individui, il pregio e il difetto
è soggettivo: per il sottoscritto determinati valori sono infinitamente superiori a qualsiasi giocatore di pregio;
f) non considero veri tifosi della Roma coloro che non ne conoscono la storia.


Detto questo, veniamo all'argomento del giorno, campagna acquisti a parte: lo stadio.
Con MyRoma si è tentato di dare suggerimenti in ordine al futuro stadio di Tordivalle, al fine di preservare la cultura del tifo, coniugandola con le esigenze di merchandising e di "modernismo": conoscendo la realtà del calcio in Italia e conoscendo i sentimenti e le passioni di chi frequenta i diversi settori, ci si era permessi di suggerire un impianto diviso in modo "passionale": standing area in curva, resto dello stadio seduto con i confort del caso.
Non sembra che gli yankee la pensino così. Ci avevo sperato, credendoli più intelligenti, sapendo in cuor mio di riporre in loro eccessive aspettative, come del resto la storia del mondo dimostra: il bulldozer non pensa, passa sopra.
Ed allora, valga anche per me quel che mi scrive Guido Carlomagno, di cui sotttoscrivo ogni singola parola:

"Caro Lorenzo, 

ho come l'impressione che accanto alla sacrosanta battaglia sullo stemma che con il tuo aiuto e quello di MyRoma stiamo portando avanti ne dovremo iniziare il prima possibile un'altra, se possibile ancora più importante, che è quella sul nuovo stadio (lo stemma, a forza di raccolte di firme e boicottaggi, prima o poi lo cambieranno, già ci siamo riusciti una volta. Lo stadio, una volta costruito, non si cambia più!).

Ebbene, ieri ho ricevuto questa email firmata Zanzi e credo che come me la abbiano ricevuta numerosi tifosi della Roma. Beh, dire che è inquietante è riduttivo, dal momento che essa contiene un sondaggio ridicolo confezionato solo per poter dire in futuro di aver consultato i tifosi prima della costruzione dello stadio. In realtà si parla solo di suite vip, seggiolini imbottiti, parcheggi vip, posti confortevoli con più spazio per le gambe, ordinazione di cibi e bevande, e quant'altro.

Ovviamente nessun accenno, neanche lontanamente, a ipotesi di "standing area" come richiesto da MyRoma o ad altre proposte simili volte a preservare l'ambiente del settore più caldo del tifo, che loro si sa vorrebbero trasformare in una SALA APERITIVO al pari del resto dello stadio.

Ora, sono d'accordo che ciò era ampiamente previsto e prevedibile, dal momento che le esigenze del tifo old style mal si conciliano con le moderne logiche di marketing sportivo, però non per questo noi dobbiamo rinunciare a combattere quella che sembra una battaglia persa in partenza. Per esigere rispetto della nostra storia e chiedere fino all'ultimo giorno disponibile che le nostre richieste vengano ascoltate e messe in atto.

Ovviamente, ciò sarà possibile solo se ci sarà una forte mobilitazione popolare, e tu insieme a MyRoma siete gli unici mezzi che noi abbiamo per far sentire la nostra voce. Quindi vi prego di comprendere che, seppur il progetto sembri ancora in alto mare, questi già cominciano con sondaggi farsa e pertanto è arrivato il momento di iniziare questa battaglia affinché almeno un settore del nuovo stadio della Roma non venga uniformato alle esigenze del calcio business e rimanga un posto dove fare il tifo genuinamente e come ce piace a noi.

Tanto premesso, incollo qui di seguito il testo che ho inserito nell'unico spazio disponibile per esprimere una propria opinione scritta all'interno del predetto sondaggio farsa. Esso, in risposta alla domanda "qual è la tua opinione sulla costruzione di un nuovo stadio?", contiene tre condizioni che io personalmente ritengo imprescindibili nella costruzione della nuova Curva Sud. Avrei molto piacere se queste potessero essere il punto di partenza di una riflessione condivisa fra tutti i tifosi che quel settore dovranno occuparlo, in modo da stimolare un dibattito che possa modificare o integrare le mie richieste.

 

"Pur rimanendo legato allo Stadio Olimpico che è la nostra storica casa, sono tendenzialmente favorevole alla costruzione di un nuovo stadio senza pista di atletica, ma allo stesso tempo ho una paura fottuta che tale evenienza porti con sé una serie di aspetti enormemente negativi: primo fra tutti la cancellazione della storia e delle tradizioni del settore dello stadio che questa società l'ha fatta grande, ossia la Curva Sud. Mi spiego meglio, fornendo alcune condizioni che noi esigiamo siano rispettate:

- la curva sud dovrà chiamarsi curva sud, e basta, non vi inventate stronzate tipo nomi di sponsor e cose simili (se volete intitolare lo stadio ad uno sponsor a malincuore lo capisco che è un'esigenza imprenditoriale, ma non vi azzardate a mettere un nome diverso al settore popolare destinato ai tifosi più caldi. CURVA SUD, punto e basta);

- apprezziamo le idee architettoniche più ambiziose ed evocative (come ad esempio la ventilata ipotesi di stadio che richiami esternamente la forma del Colosseo) ma questo non deve assolutamente interferire con l'unica condizione che noi poniamo dal punto di vista architettonico: la Curva Sud deve conservare l'imponenza e la compattezza che possiede allo Stadio Olimpico, perciò deve contenere numericamente almeno 15-20 mila persone e non deve avere divisioni interne come anelli, barriere, scale di emergenza del cazzo, ecc. (per intenderci, sul modello della curva del Borussia Dortmund, deve essere un muro umano dietro la porta che incuta timore e rispetto all'avversario, non basta infatti la vicinanza al campo se non c'è contemporaneamente l'imponenza e la compattezza del settore);

- proprio in virtù di quanto appena detto, fareste cosa molto gradita e apprezzata dai ragazzi della Curva Sud se prendeste in considerazione l'idea già formulata dall'Associazione "MyRoma" di fare della Curva Sud una cosiddetta "standing area" (ossia, niente seggiolini e vie di fuga/scale-del-cazzo molto strette per non rovinare l'effetto scenografico del muro umano) sulla falsariga di quanto avviene in altri paesi come appunto la Germania (la curva del Borussia Dortmund ne è un esempio). Se lo fanno in Germania, che non è il Burundi ma un paese civile, significa che quello della standing area è un progetto tutt'altro che irrealizzabile! E siccome sarà questo un settore dello stadio che dovremo utilizzare noi, non vedo perché esso non debba essere realizzato tenendo conto delle esigenze e delle richieste di coloro che ne usufruiranno (oltre all'aspetto scenografico di cui sopra l'assenza di seggiolini renderebbe più agevole la fruizione della partita per noi che viviamo il tifo in maniera più calda e passionale e guardiamo la Roma rigorosamente in piedi, scongiurando ad esempio impedimenti e rischi di infortuni in occasione delle esultanze per i gol, che sono forse il momento più intenso e sacro della nostra esperienza allo stadio, e che in questi ultimi anni ci sono state rovinate a causa della presenza di quei maledetti e pericolosi seggiolini).

Detto questo, prendiamo atto positivamente della esistenza di questo questionario e lo consideriamo un punto di partenza per sviluppare un dialogo costruttivo per il futuro della nostra Roma. Tutto sta adesso nel verificare se questa è stata solo una messa in scena per poter dire in futuro di aver consultato anche i tifosi o se le nostre legittime richieste saranno veramente ascoltate e messe in pratica. 

Perché, ricordatevi sempre, noi tifosi della Curva Sud così come la maggior parte dei tifosi della Roma, non siamo ottusamente contrari a qualsivoglia cambiamento, ma esigiamo il rispetto assoluto della nostra storia e delle nostre tradizioni. E vi assicuro che le giuste istanze di rinnovamento, di cui la nuova proprietà americana si è fatta interprete, che il progresso della società impone in qualsiasi settore, calcio compreso, possono tranquillamente conciliarsi con la ferma volontà di preservare i valori fondanti del tifo romanista e le esigenze della parte più calda dello stesso, senza la quale non avrebbe neanche più senso andare allo stadio la domenica.

Purtroppo, se il buongiorno si vede dal mattino, la strada che voi avete intrapreso non è quella di coniugare cambiamento e rispetto delle tradizioni, e mi riferisco alla patetica vicenda del marchio rinnovato unilateralmente, senza ascoltare il punto di vista della gente, come dite di voler fare ad esempio attraverso questo sondaggio.

Ma discuteremo dello stemma, ve lo assicuriamo, in separata sede. Tornando allo stadio, voglio soltanto enfatizzare un'ultima volta l'importanza del momento della costruzione del nuovo impianto, che è un punto di svolta epocale nella storia di un club, un punto dal quale non è possibile tornare indietro. Credo quindi sia non solo legittimo, ma proprio doveroso realizzare una struttura che, prima di tutte le dinamiche economiche e di marketing, tenga conto delle esigenze di quella parte di tifosi più fedele che dovrà usufruirne maggiormente nel corso degli anni e che troppo spesso viene denigrata e posta ai margini di tutte le discussioni riguardanti il calcio moderno.

PER CONCLUDERE, NOI SIAMO LA ROMA, LO ERAVAMO PRIMA CHE ARRIVASTE VOI E LO SAREMO QUANDO VE NE ANDRETE. ESIGIAMO PERTANTO RISPETTO E CHIEDIAMO FERMAMENTE CHE LE NOSTRE RICHIESTE VENGANO IMPLEMENTATE IN FASE DI PROGETTAZIONE DELLO STADIO.

Grazie."


Ti sarei molto grato Lorenzo se potessi condividere questo mio messaggio sul tuo sito o sulle tue pagine facebook.

Un saluto e un ringraziamento, 


Guido
Lo condivido e lo sottoscrivo, perché è come se lo avessi scritto io.
E-mail di Gianluca:

"Ciao Lorenzo,
premesso che al contrario di te non sono eccessivamente critico nei confronti della gestione Sensi, vorrei capire cosa sia successo alla nostra tifoseria. Mi ricordo da bambino le file al Circo Massimo, le trasferte in treno o pullman, le maglie di lana, un calcio che non c'è più. Mentre il nostro sport cambiava in peggio, non pensavo che anche le persone seguissero un percorso involutivo così marcato. Tutte queste parole per dire che non ho la minima capacità di comprendere come sia possibile che l'attuale gestione abbia così tanto credito e zero critiche da parte della curva e dei tifosi in generale. Non ci sono più i tifosi di una volta, è un male? E' un bene? Non lo so, e non mi interessa giudicare chi sia stato più tifoso della Roma, concetto per me assolutamente indefinibile perchè io non mi sento il più tifoso di tutti, ma nessuno può definirsi più tifoso di me o di un altro. Quello che proprio non concepisco è il modo in cui siamo cambiati, il modo con cui ci siamo fatti abbindolare da una marea di parole senza avere nulla di concreto oltre alle promesse di un futuro che non arriva mai. In ultimo, come ciliegina sulla torta, anche la distruzione della nostra storia attraverso quello scempio del nuovo logo, manco fosse un muro di Berlino tra il passato ed il futuro. Credo sia arrivato il momento di schierarsi, tutti da una parte o dall'altra. Io personalmente sono passato dallo scetticismo all'avversione, da me non avranno nulla in cambio e sinceramente sto pensando anche di non andare allo stadio, dopo circa 28 anni di "onorato servizio". Non ho mai avuto la pretesa di vincere, ma ho sempre pensato che nessuno potesse battere il nostro spirito o comprare la nostra devozione verso questi colori. Evidentemente mi sbagliavo.
Considerami a disposizione per eventuali iniziative che puntano a ripristinare la nostra tradizione e la nostra dignità di tifosi della AS Roma".

Della Sensi criticavo l'aspetto gestionale ed il modo in cui ha svenduto la Roma. Certo, passare dalla padella alla brace non è mai una bella sorpresa.


2 luglio 2013: inseriti molti articoli mancanti della stagione 1958/59, tra cui quelli del Torneo di Cadice e di diverse amichevoli inedite.

luglio 2013: inseriti tutti i ritagli di giornale della stagione 1936/37. Inserita la pagina precampionato 1937/38.

27 giugno 2013: Bene. Dopo aver letto questa intervista di Pallotta, mi sono definitivamente convinto che bisogna mettersi per traverso, ovviamente distinguendosi da chi lo ha fatto per partito preso.
In secondo luogo, pur avendo le mie idee (pessime) sulla vecchia gestione, credo che solo noi abbiamo il diritto di criticarla e non chi non sapeva cosa fosse la Roma 5 anni fa. Per finire, l'hot dog dal posto allo stadio lo potranno ordinare Mark Pannes e Italo Zanzi, facendone poi l'uso che meglio credono.

BOICOTTARE IL MERCHANDISING CON IL NUOVO STEMMA
NON COMPRARE NULLA ALLO STADIO

"Il presidente della Roma James Pallotta ha fatto un panorama generale sulla situazione della Roma, dal momento del suo arrivo fino ad oggi:

"E' stato un anno frustrante. Sono decisamente insoddisfatto. Abbiamo sconfitto tutti i migliori team: la Juventus, abbiamo distrutto il Milan, la Fiorentina e battuto tre volte l'Inter. Ma è assurdo il modo in cui abbiamo giocato contro le squadre dalla metà in giù. Abbiamo molti nuovi e giovani giocatori. Ci vorrà tempo".

"Stiamo facendo di Roma un brand. Le squadre di calcio in Italia sono scambiate sulla base di ricavi e un certo ammontare di ego. Noi non lo abbiamo fato per l'ego. Se il Manchester United vale circa 3,9 miliardi di dollari e la Roma è valutata meno di 200 milioni di dollari, allora ci sono tante opportunità per colmare quel divario".

"Le squadre di calcio dovrebbero essere gestite come un business, non come un hobby. Adesso i Celtics producono denaro. Se si gestisce l'intera struttura come un vero business è possibile produrre denaro. Stiamo cercando di portare molta professionalità al club usando le migliori esperienze dei team sportivi americani, che su questo fronte battono tutti. Prima del nostro arrivo non c'era social media. Zero. Il precedente padrone non ha fatto nulla, figuriamoci Facebook o Twitter. Non c'era alcun sistema di gestione dei fan. La Roma punta a costruire un database dei suoi tifosi, capaci di accedere allo stadio senza un biglietto in mano (basta l'uso del telefonino) e con la possibilità di ordinare snack senza nemmeno lasciare la loro poltrona. Le persone ordineranno molto di più se non devono lasciare il loro posto. Speriamo nel nuovo stadio di usare questo tipo di tecnologie", le sue parole rilasciate al Financial Times".

24 giugno 2013: creata la pagina del precampionato 1986/87. Il potere dei soldi... pensate se quanto accaduto in quel Roma/Milan 1962/63 fosse accaduto oggi...



16 giugno 2013: terminata la stagione 1935/36.

10 giugno 2013: troppo da fare e troppe cose da fare. La pagina 1987/88 è aggiornata, così come quella 1992/93, la 1985/86 e il precampionato 1935/36.




Le persone che hanno cambiato il nostro storico stemma sono

gli statunitensi Mark Pannes (a sinistra) ed Italo Zanzi (a destra).




28 maggio 2013: bene. Leccate le ferite, smaltita l'adrenalina, ragionato sul da farsi credo sia ormai evidentente a tutti la strada.
Tempo ne abbiamo dato a sufficienza: non siamo stati scettici sul nascere. Abbiamo dato piena fiducia.
Ma ora, vae victis.
Guai ai vinti.
E i vinti siamo noi, con responsabilità minime, e loro, con responsabilità massime.
Non sarà qualche maglietta in più venduta a un cercatore d'oro del Klondike a cambiare la nostra storia.
Basta vedere la classifica e chi ci sta sopra per capire che il merchandising può essere un completamento, quando si è sconfitti.
Solo se si è vincitori, il merchandising fa da volano, perché è evidente che la gente d'oltremare compra se la squadra vince.
E se negli ultimi tre anni in Champions League ci vanno squadre come Napoli e Udinese, che non hanno mire espansionistiche ma che evidentemente hanno una programmazione più accurata della nostra, è evidente che qualcosa debba cambiare e che, soprattutto, non si possa iniziare cambiando lo stemma della squadra che - puramente e semplicemente - per il sottoscritto (e per lo meno per tutte le decine di tifosi con cui ho parlato in occasione del derby), deve tornare quello che era, e pure alla svelta.
Altrimenti sarà necessario trovare una sinergia d'intenti in tutta la tifoseria che si rispecchia in questi principi per boicottare, con tutti i mezzi possibili, la scelta societaria.
Per quanto è di James Pallotta che definisce "non tifosi della Roma" gente nata giallorossa, quando fino a due anni fa costui non sapeva neanche la Roma cosa era, spero che presto riuscirem
o a fargli capire che Roma non è Boston.
Come in altre situazioni, ogni romanista può bastare a se stesso. Non serve alcuna organizzazione. Chiunque può fare un
o striscione di dissenso o 1000 adesivi.
Aridatece er nostro stemma!
*
Una bella e-mail ricevuta:  "...semplicemente sempre li´. Forse le avro´viste per la prima volta alla fine degli anni 80 con un piede nel "nuovo olimpico" post italia 90. Facce pulite che il tempo ha soltanto scalfito con qualche ruga o capello bianco. Hanno visto molto della vita gioie e dolori soddisfazioni e guai. Io le ho sempre scrutate con rispetto pensando se avessero mai provato le mie stesse emozioni in quelle domeniche. Se avessero mai creduto a quello che stavano vedendo e seguendo. Se la moda del momento fosse stata quella di seguire una squadra di calcio e fare l´ultras a difesa di chissa´quale ideale. Se mi avessero mai lasciata sola o se fossero  cambiate.Se nella trasferta piu´lontana li´avessi sentiti arrivare da lontano con il loro fare deciso non credendomi sola.  Se si fossero ricordate di me con un saluto d´altronde abbiamo sempre cercato di remare nella stessa direzione. Semplicemente sempre li.....le ho riviste ieri le stesse di sempre con la solita rabbia, il solito ardore. La voglia di sempre, le bestemmie di sempre .Ho conosciuto calciatori, dirigenti, presidenti ma nessuno mai ha avuto il mio/vostro amore cosi´forte,marcato per questi colori.Hanno provato a dividerci sia la" strada" , che le nuove regole  di uno sport ormai malato. Divieti, diffide, intimidazioni....non vi hanno fermato e nel vuoto assoluto di una  pagina cosi´triste per noi tutti vi ho sentito sussurrare che comunque ci saremmo rivisti a settembre...Vi porto nel cuore e da ieri sono semplicemente soltanto vostra..... quelle facce, quella gente.

FIRMATO  LA VOSTRA ROMA.

dedicato ad una generazioni di romanisti......."
*
Poi passiamo alle e-mail post derby.
Valerio:
“All’inizio del credo e alla fine della decenza”

 Peggio di così non poteva andare. Non è vero. Perché il concetto di Peggio per un Romanista non esiste. Non è confinato in una logica precisa. Non risponde a dinamiche di immaginario e lessicali ben definite. Il Peggio non esiste. Ogni generazione può confrontare questa tesi andando indietro coi ricordi o cercando di strappare i più recenti ma è questo che fa del Romanismo qualcosa di più che una passione sfrenata per una squadra di calcio. E’ questa assoluta astrazione dell’idea del Peggio che rende l’identità Romanista fortissima e assoluta essa stessa. La rimozione del lutto sportivo è impossibile ma immediata, pronta a riaffiorare nel momento stesso in cui qualcosa di Peggiore si presenta. E si presenta sempre, puntuale, Peggio di prima. Toccare il fondo non significa niente. Non c’è fondo. Non esiste lo spazio per come esiste per tutti. Un Romanista è molecola tra molecole simili a lui. Non c’è un barile su cui raschiare il fondo. Non c’è un basso dove cadere. C’è un cosmo in cui ognuno crede di essere motore planetario fondamentale e in cui si galleggia gomito a gomito con grande fatica gli uni con gli altri. Il primo nemico di un Romanista è un altro Romanista. Non per autolesionismo ma per questo diritto di sentirsi unici in un luogo-non luogo dell’anima copletamente privo di regole fondamentali. Ecco perché si odia la Juventinità, il suo raziocinio, la sua abitudine al potere della gioia, le sue regole e la sua adulazione del Meglio. Vincere, per un Romanista, è ottenere Giustizia. La vittoria è illegale nel suo mondo perché la legge vuole che perda sempre, e sempre quando non dovrebbe. Non vincere una Coppa dei Campioni in casa propria. Non una Coppa Uefa, in casa propria. Non due Coppe Italia, in casa Propria. Non due Scudetti, in casa propria. Tutto questo sancisce la biodiversità di un Romanista.  E la sua grande forza. Non nel sopportare.. Ma nell’elaborare il lutto con una velocità superiore alla norma pronto a continuare a credere e a credere ancora. La corsa all’illegalità della vittoria è la sua grande corsa per la vita, il destino del suo essere e , quando accade, sapete tutti che succede. Ecco perché oggi non fa poi tanto male. Perché succederà qualcosa di Peggio. E poi forse qualcosa di Peggio ancora. E attraverseremo tutti i Peggiori momenti senza battere ciglio pronti a cogliere il canto della Normale felicità, quella che non ci appartiene di natura, la felicità illegale, vittoriosa. Laziale pupazzo de neve.

Filippo:

http://www.youtube.com/watch?v=qdSLRhVvg7A

"Se perdi la finale di Coppa in maggio puoi sempre aspettare il terzo turno in gennaio e che male c'è in questo? Anzi è piuttosto confortante se ci pensi..."

Maledetto Nick Hornby, con il tuo "c'è sempre un'altra stagione" ci accompagnerai per tutta la vita... ed è giusto così.

Un abbraccio Lore', e sempre Forza Roma,
Filippo

P.S. lo so che è scontato dirlo, lo so che nun avemo perso pe' quello, lo so che 'sta cosa poco originale te la scriveranno in tanti... ma lo vojo di' pure io: il nuovo logo non è solo brutto, porta pure sfiga. E bravi a tutti quelli che ieri stavano sugli spalti con la t-shirt nuova di zecca più furba nella storia del merchandising, mo' sai che ce fate, ve la tenete per ricordo...

Giovannino:
"È finita male. È finita peggio. Peggio de ogni incubo. È finita che te vai a vedè na partita carico de aspettative, che è a partita der secolo, er derby dei derby, na partita che vale na vita. E poi invece quaa partita nun viene giocata. O meglio viene giocata perché er risultato è stato omologato, ma no daa squadra tua, ma da quell'altri, che quindi giocando da soli finisce pure che vanno a vince. E te è dar fischio finale che ce stai a pensà e a ripensà e stai a rimuginà, e bestemmi e te ncazzi, e dici "ma perché nun hanno giocato?". Bella domanda. Tocca tornà indietro tipo a du anni fa, quando tifavi na squadra, che vinceva o nun vinceva, almeno te ce faceva crede, te faceva sentì comunque che qualcosa c'era. Chiamala Romanità o chiamala come voi, sapevi che vince o scudetto era difficile ma sapevi che ce potevi crede. Quello che manca, quello che te da aa testa oggi invece è proprio la mancanza de ogni certezza, er fatto che sta stagione è andata de merda e che c'hai pure l'impressione che a prossima po annà peggio. Perché quanno non solo te distruggono ogni aspettativa e ogni sogno, ma addirittura cominciano a attaccà pure i simboli storici allora te fermi n attimo e dici "Americà ndo volemo arivà?". In una serata oscena come questa, in cui la mia salute è stata messa davvero a dura prova, me vojo aggrappà solo a quella unica  ma immensa certezza che me rimane, i romanisti. I romanisti quelli veri, no i miliardari in mezzo al campo. Quelli che durante tutta la partita se so affannati a alzà cori, pure quando la gente cominciava a abbandonà lo stadio, quelli che hanno fatto striscioni, quelli che pure oggi so stati coerenti e non se so piegati a fa na coreografia autorizzata solo pe due inquadrature in più, ma anzi, se so fatti sentì a modo loro. Quelli che contestano, anche con le cattive se necessario. Quelli che non arretrano mai. Quelli che per uno striscione vengono diffidati, ma poi so pronti a tornà più carichi de prima. Quelli che ce staranno sempre, sia a Stamford Bridge che ar Picchi de Livorno. E allora capisco che è pe loro che so romanista e non per il miliardario di turno che oggi sta qua e domani chissà. Perché chiunque de voi, a prima volta che è entrato ao stadio nun s'è messo a guardà er 9 er 10 o l'11, s'è messo a guarda a Sud. E loro, quaa gente là, i veri romanisti, nun mollano mai"