Questo è
un brano tratto dal supplemento al Corriere dello Sport sulla Roma e la
lazie raccontate con le figurine Panini,
e precisamente
è un estratto dal primo fascicolo, dedicato alla lazie (grazie Elena!):
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Bufalo
o aquila?
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Nel 1928 il celeberrimo
Carlin (Carlo Bergoglio) pubblicò sull'intera prima pagina del Guerin
Sportivo una sua "Araldica dei Calci": inventò cioè uno stemma
per ogni squadra raffigurandolo con un animale. Nacquero così la
zebra della Juve, la gallina e il galletto di Padova e Bari, il canarino
di Modena, l'orso dell'Alessandria. Carlin per le sue creazioni si rifaceva
a tradizionali simboli cittadini (la leonessa di Brescia) oppure a immagini
suggerite dal "carattere" della squadra. Non tutte le invenzione furono
accettate dai lettori del Guerino e dalle società.
I fiorentini
ad esempio non accettarono mai il grillo proposto da Carlin. Così
fu per i laziali, cui Carlin proponeva un bufalo come simbolo. Perché?
"Chi
meglio di un bufalo è adatto a rappresentare la Lazio?",
chiedeva Carlin e alludeva alla irruenza, alla capacità di travolgere,
alla potenza della squadra biancoceleste. I tifosi laziali non gradirono
il bufalo. Accettarono di buon grado invece l'aquila ad ali spiegate proposta
anni dopo.
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"E così
dopo che a lazie ha continuato a chiamarsi podistica per un quarto di secolo,
cosa che i laziali non amano ricordare, si scopre pure che per un tempo
ancora più lungo non ha avuto uno straccio di simbolo, cosa di cui
i laziali non hanno mai fatto parola!"
Elena
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