La coda per i biglietti.
13 maggio 1984
Io e Alessandro M., dopo aver visto la partita Roma/Verona 3-2 ci prepariamo a trascorrere la notte per prendere i biglietti. Dopo aver preso lo stretto necessario, alle 19.30 siamo di nuovo all'Olimpico, all'altezza del settore Distinti Sud, a circa 25 metri dai 4 botteghini che apriranno alle 9 di domani mattina. Prendiamo alcuni cartoni per non sdraiarci proprio sul pavimento e ci accampiamo, davanti a noi ci saranno circa 300 persone, chi ben organizzate, con sedie, poltrone ecc., chi con il minimo indispensabile. Conosco due ragazzetti di 13 anni che mi continuano a rompere le scatole per sentire il mio Sony, alla fine cedo e finiscono le pile. Intanto la gente aumenta a vista d'occhio, tanto che sono costretto a spostare la Vespa che era rimasta bloccata tra la gente e a portarla all'altezza dei cancelletti bianchi.
Tutto prosegue tranquillamente finché verso mezzanotte non arriva Teleroma 56 guidata da Alberto Mandolesi, con tanto di telecamere e riflettori.
Tutta la gente si alza per farsi riprendere, e si va avanti così per circa un'ora. Verso l'una qualcuno dice: - E' cominciata la fila - cosicché tutti quanti cercano di andare più avanti rispetto agli altri.
Rimaniamo in piedi per circa un'ora, quindi grazie ad un pò di buon senso riusciamo a metterci seduti in spazi piccolissimi e con il sedere che fa un male cane perché non ci si può muovere. Nel frattempo mi sono perso Alessandro che ha preferito andare più avanti, proprio davanti ai botteghini, dove ci sono persone che non possono mettersi sedute per mancanza di spazio. Verso le 4 di mattina arrivano i Fedayn che con la violenza vanno a mettersi davanti a tutti facendo il comodo loro. Ormai siamo tutti quanti in piedi e non ci rimetteremo più seduti. La gente è pressata l'una contro l'altra, tanto che devo tenere le braccia con i gomiti davanti per potere respirare. Ogni tanto mi abbandono, distendendo i muscoli, tanto non posso cadere per quanto sono compresso.
 Coloro che stavano più avanti vengono schiacciati contro il muro, ogni invito a indietreggiare è vano. Verso le 7 ci saranno ormai 15.000 persone davanti ai 4 botteghini, i Fedayn continuano con le violenze tirando bottiglie e colpendo la gente con pezzi di legno. La massa umana fuma abbondantemente per il calore, è difficile respirare. Molta gente desiste e cerca di uscire. Alle 9.05 aprono i botteghini, la pressione diventa insostenibile; la gente colta da malore viene trasportata sopra le braccia oppure scavalca con l'aiuto di qualcuno la cancellata verde ed entra nell'antistadio, vengono organizzati dei cordoni di uscita in mezzo alla folla per fare uscire i feriti e i contusi. Qualcuno del CUCS con un megafono implora:
- Indietreggiate! Indietreggiate, è una carneficina - ma nessuno l'ascolta.
Chi riesce a prendere il biglietto scavalca la cancellata ed entra nell'antistadio. Alessandro ne prende tre, io non riesco ad avanzare di un metro. Interviene la Polizia caricando a cavallo con i manganelli, inizia la guerriglia, la gente scappa, qualcuno cade e viene calpestato. Vengono tirate bottiglie verso i poliziotti che caricano a piedi e sparano lacrimogeni. Inizia un lancio di sassi verso la Polizia da parte di 400-500 ragazzi, i poliziotti replicano con sassate e alcune cariche. Ancora non so che Alessandro ha preso i biglietti pure per me e allora 'sti cazzi, almeno facciamogliela pagare a 'sti stronzi. La guerriglia prosegue fino verso le 12, alle 11.05 vado a scuola, ma totalmente rincretinito dal sonno e dalla stanchezza, dopo torno a casa e dormo fino alle 19.00.

(resoconto scritto all'epoca, avevo 18 anni).
Clicca
                          per ingrandire e vedere le foto degli scontri








VETERE E VIOLA DAL GIUDICE PER GLI SCONTRI ALL' OLIMPICO
Repubblica — 16 maggio 1984   pagina 15   sezione: CRONACA 
ROMA - Sono tre le inchieste sugli incidenti di lunedì davanti ai botteghini  dello stadio Olimpico dove erano in vendita i biglietti della partita  Roma-Liverpool, finale di Coppa dei Campioni in programma il prossimo 30 maggio. Due, giudiziarie, sono condotte dal sostituto procuratore Luciano Infelisi; la terza, amministrativa, dal capo dell' ufficio centrale ispettivo del  dipartimento della Pubblica Sicurezza, Prefetto Settani. Quest' ultima è stata disposta dal ministro dell' Interno Scalfaro per accertare le modalità  con cui è stato organizzato il servizio d' ordine della polizia allo stadio Olimpico. Le inchieste di Infelisi, invece, riguardano da una parte la  denuncia, presentata da un gruppo di tifosi contro il sindaco di Roma Vetere e il questore Pollio, in cui veniva configurata l' ipotesi di omissione d' atti d' ufficio e, dall' altra, la posizione giudiziaria degli otto giovani finiti in carcere subito dopo gli incidenti, accusati di resistenza e oltraggio a  pubblico ufficiale, danneggiamenti e adunata sediziosa. Questa mattina, il sostituto procuratore ascolterà, come testimoni, lo stesso sindaco e il  presidente della "Roma", il senatore Dino Viola. Attraverso la testimonianza di Vetere e del presidente della società calcistica e sulla base dei rapporti  che sono stati già chiesti alla polizia e ai carabinieri, il magistrato intende accertare se vi siano responsabilità nel fatto che, sebbene la folla avesse  cominciato a riunirsi già dalla sera di domenica davanti ai botteghini, non fossero stati disposti tempestivamente servizi di vigilanza. Infelisi chiederà,  pertanto, al senatore Viola e al sindaco Vetere se fu sollecitato sin dalla  sera della domenica l' intervento immediato della forza pubblica. Il sostituto procuratore, inoltre, ascolterà, sempre come testimoni, i firmatari della  denuncia-esposto nei confronti di Vetere e del responsabile dell' ordine  pubblico. Al termine dei due colloqui, il magistrato deciderà se aprire un  procedimento penale nei confronti delle autorità di polizia, del sindaco e del presidente della società calcistica. Dal canto suo, Vetere ha precisato  che oggi, nell' incontro con Infelisi, "riferirà l' assoluta estraneità dell' amministrazione capitolina in merito agli incidenti e che al Comune non è mai stata avanzata, da parte della società sportiva o da altri, alcuna richiesta d' intervento, tantomeno riguardo alla prevendita dei biglietti,  prerogativa esclusiva della società calcistica". Il senatore Viola, invece, non ha fatto altri commenti, oltre a quelli di lunedì. "Abbiamo avvertito  preventivamente l' autorità di polizia della situazione che poteva venirsi a creare con la prevendita dei biglietti e, man mano che gli eventi precipitavano, abbiamo sollecitato l' intervento delle forze dell' ordine", egli ha detto. Il questore di Roma, fino a ieri sera, non era tornato da Londra  dove si è recato per concordare le misure di sicurezza per la trasferta in Italia dei tifosi inglesi. In questura viene ribadito il fatto che gli incidenti di lunedì sarebbero stati scatenati da "ultras" giallorossi che volevano scavalcare la fila di chi attendeva invece il turno per comprare i biglietti. Alle critiche rivolte all' operato delle forze dell' ordine, i funzionari di  polizia rispondono che "se eventuali omissioni ed errori ci sono stati, sarà l' inchiesta della magistratura e del ministero dell' Interno a fare piena luce". 
Ma, ufficiosamente, viene ribadito che l' intervento di polizia e carabinieri è stato del tutto "corretto". "Certo", confermano, "siamo stati colti alla sprovvista dall' enorme afflusso di gente". Ieri pomeriggio, il dottor Infelisi si è recato nel carcere di Regina Coeli per interrogare Mauro V., Marco M., Francesco M., Luciano D. C.i giovani, maggiorenni, arrestati durante gli incidenti. Per M., D.C. e M. il giudice ha confermato gli arresti. V., invece, è stato scarcerato. Gli altri due  minorenni saranno sentiti dal giudice del tribunale dei Minori. Nel colloquio col magistrato, i giovani, attraverso i loro difensori, hanno sottolineato che al momento dei primi scontri, quelli provocati dalla presenza di gruppi di teppisti organizzati, non c' erano sufficienti forze di polizia che vigilassero nella zona e che potessero tempestivamente intervenire. Tutti hanno ribadito di essersi semplicemente difesi dalle aggressioni e di essere poi rimasti coinvolti nelle cariche della polizia. Solo uno, infatti, Marco D.M., 18 anni, è accusato anche di aver rapinato, con un coltello, il biglietto per la partita ad un giovane che l' aveva appena ritirato dal botteghino. Migliorano comunque le condizioni dei diciassette feriti; nessuno è grave e, nella  giornata di ieri sono stati tutti dimessi. La polizia, infine, ha chiesto alla società sportiva "Roma" il calendario delle prossime vendite di biglietti, allo scopo di allestire un servizio d' ordine accurato per prevenire nuovi  incidenti. - 
di CLAUDIO GERINO

14 maggio 1984

Il video degli incidenti durante la fila per i biglietti
(97 mb)


Gli allenamenti della Roma pre Roma/Liverpool
(filmato amatoriale in Super8)


Roma/Liverpool
(Video amatoriale in Super 8, # 1)


Roma/Liverpool
(Video amatoriale in Super 8, # 2)

La grande finale
30 maggio 1984
 
Il Corriere
                    dello Sport del 30.05.1984, finale coppa dei
                    campioni
 

Video 1

Lo stadio Olimpico

(1150 kb)


Video 4

La Curva Sud in azione

(959 kb)

Video 2
I tifosi inglesi
(510 kb)




Video 3
La separazione tra inglesi e romanisti: in un'epoca in cui entrambe le tifoserie erano tra le più violente guardate quante meno precauzioni rispetto ad oggi!
(383 kb)

  Servizio di "Sfide" con interviste ai protagonisti
(156.435 kb. formato mpg)

1983/84
Roma/Liverpool
Servizio di "Sfide" con interviste
ai protagonisti
(3276 kb, formato wmv)   

Servizio sulla tifoseria inglese

Servizi telegiornali pre Liverpool/Roma


I ricordi della partita e le immagini
http://www.youtube.com/watch?v=2kP2R8rPKSg

30 maggio. Oggi c'è la grande finale, inizia alle 20.15. Alle 7 di mattina mi alzo per andare allo stadio con la mia nuova gigantesca bandiera di 3 metri x 4 messa in un borsone di Tolfa per l'occasione pieno di scritte. Prendo così il 301 e alle 8.30 sono allo stadio, anzi nell'antistadio, infatti prima delle 12 nessuno si può avvicinare ai cancelli. Ai cancelletti bianchi sono in prima linea. La RAI riprende la gente che è lì, per la verità ancora poca. Conosco tre ragazzi di cui uno degli Ultras Granata, simpatici, con i quali resterò per la giornata. Mancano ancora 10-11 ore e per ingannare il tempo questi ragazzi ed io andiamo ai pullmann inglesi di guardia ai quali ci sono solo gli autisti e qualche vigile. Scambiamo due parole con loro mentre bevono il tè. Torniamo al cancelletto, ora c'è molta gente, saranno le 11.30. Tutt'intorno il lungotevere è un mare giallorosso, i venditori di bandiere hanno fatto le cose in grande. Alle 12 aprono i cancelletti bianchi e inizia la fila ai cancelli veri. Per fortuna questi aprono con due ore e mezza di anticipo cosicché alle 13.30 entriamo in curva. Ci sistemiamo in basso in prima fila. Troviamo sui sedili delle bandierine, ce ne sono in tutta la curva.
La
                          bandierina consegnata in curva sud
Vengono usate per tirare cartoccetti. Lentamente in Nord arrivano gli inglesi pieni di bandiere a scacchi comprate qui a Roma e di sciarpe. "You'll never walk alone è il loro inno di battaglia. La loro curva raggiunge la massima capienza (8.000 persone) alle 18.30. Molti inglesi hanno avuto paura per quanto è successo per i biglietti e hanno rinunciato. Arrivano finalmente le 20.15, entrano le squadre. Roma in bianco, Liverpool in rosso. Inizia la partita, il Liverpool dopo un pò è in vantaggio, raggelandoci solo per un secondo. Pruzzo, sempre nel primo tempo, ci fa impazzire di gioia. Il risultato rimane sull'1-1 anche dopo i supplementari, la soluzione è la peggiore: i rigori. I fotografi assiepandosi sotto la porta dalla parte della Sud ci impediscono di vedere i tre quarti di altezza della porta. Inizia la Roma, gol! Poi il Liverpool, alto! Impazzisco di gioia. Poi purtroppo sbagliano Conti e Graziani, la Coppa è inglese, la frase letta sul ponte bianco "La Coppa non esce da Roma" purtroppo è stata smentita.
Le ultime foto sono tratte dal video
 "No Place Like Rome"
Sento i canti dei tifosi inglesi, poi chino la testa e piango di cuore per 20 minuti con tanto di singhiozzi. Mi rimarranno nella mente le immagini di tanta gente piangente. Non vedo neanche la premiazione. All'uscita inizia la caccia agli inglesi, che arrivano in gruppo scortati dalla polizia. I romanisti saranno almeno in 1.000, un ragazzo grida "carichiamo!" tutti partono tirando sassi, bottiglie. Un romanista cade in mezzo alla strada, due ragazzi lo tirano via. Avverto un ragazzo che ci sono cinque inglesi vicino a lui. Vedo un signore inglese con due ragazzi grandi che viene adocchiato da 20 ragazzi giallorossi. Uno di questi prende un bastone dalla staccionata e glielo tira. L'inglese lo prende e inizia a rotearlo. Un attimo di incertezza, poi lo caricano. Si sente il rumore del bastone che lo colpisce, all'indomani leggerò che è stato accoltellato.
Il
                  mio biglietto è rimasto intero













Questo scatto vincerà un premio di fotografia in Inghilterra. I più vecchietti riconosceranno chi ha in mano la torcia che ha fatto titolare la foto stessa qualcosa del tipo "L'inferno dell'Olimpico".

Intervista a Chris Smith, autore della foto:

Qual'è la tua foto preferita di sempre?

È difficile. Ce n'è uno che guardo sempre e che torno a ... è una partita di calcio. È una finale di Coppa dei Campioni a Roma, Liverpool contro Roma. Ma non è del calcio, è la folla. Prima della partita i fan della Roma, tutti questi Ultras che non avevo mai visto prima, stavano lanciando fuochi d'artificio e granate fumogene e bengala, e ho pensato, 'che cosa straordinaria.' Se avessi usato una lente lunga, diciamo 400mm, non avrei visto molto per via di tutto il fumo, così ho messo un 35mm, sono saltato oltre la barriera e sono andato in mezzo alla folla. Assomigliava più a un pazzo raduno politico che a una partita di calcio. È uno scatto che mi è sempre piaciuto, è solo qualcosa che non ti aspettavi da una partita di calcio.

*

Qui sotto un altro scatto della stessa infausta partita:


Il video della RAI
(41.150 kb)
La
                    Roma in ritiro a Cavalese prima della finale
Gagliardetto non ufficiale
Gagliardetto
                    ufficiale
Medaglia commemorativa

Foto
                  scattata da Riccardo, Dino Viola prima della finale














































Il gol di Pruzzo
(397 kb)


Grobelaar fa le
                    smorfie ai fotografi prima dei calci di rigore
I RIGORI
Bruno Conti dopo aver sbagliato il rigore

Pruzzo


Di Bartolomei

Bruno Conti

Righetti


Graziani

Altra immagine


































Dal libro " Armati per la partita" Hickey Hicmott - Primo capitolo - L'heysel su di noi (grazie Andrea) "Nel 1984 il Liverpool incontrò l'AS Roma nella finale della Coppa dei Campioni. l'incontro fu disputato allo stadio olimpico, che era anche lo stadio dove giocava l'AS Roma. I tifosi del liverpool  che si rifiutarono di farsi trasportare sui bus mandriati da almeno 5.000 poliziotti furono sistematicamente  attaccati e brutalizzati dagli assalti degli ultra Romani. Un tifoso del Liverpool, tanto scemo da avventurarsi  nelle strade della capitale da solo pensando di essere solo un simpatico turista , fu viscidamente  e ripetutamente accoltellato rimanendo confinato tra la vita e la morte per parecchie settimane. Quando lo mollarono dalla degenza ospedaliera  se ne tornò in Inghilterra ma non fu più la stessa persona. In un precedente turno  dello stesso torneo i tifosi della Roma avevano riservato il medesimo trattamento ad un tifoso del Goteborg. Un gruppo di tifosi svedesi cadde in una imboscata . Tutti provarono a scappare ma uno cadde e la cosa che videro dopo i suoi amici fu lo sventagliare di lame da parte dei deliranti tifosi Romani. Crepò sul tavolo operatorio (che sia morto è una pura invenzione n.d.L.) .................
quegli eyeties tutti mercanti di lame".
La maglietta indossata da Agostino Di Bartolomei nella finale

Calzettoni indossati
          nella finale
dal libro" Casual" di P. Thornton
Peter Hooton: Si supponeva che ci andassimo a sistemare ad Ostia, una località balneare frequentata da ricchi e famosi di Roma. Noi abbiamo viaggiato con "Mono Tours": Mono, uno dei nostri soci, aveva prenotato un charter da qualche pessimo agente di viaggio giù in città, occupandosi anche della sistemazione in hotel, ma siamo finiti in un posto chiamato Ladispoli, che anni dopo sarebbe diventato famoso per i rifugiati jugoslavi. Praticamente era una località balneare decadente, la versione italiana di Talacre (la famosa località nel Galles del Nord molto popolare tra i Liverpudlians).
Ostia era solo a venti minuti da Roma ma Ladispoli rimaneva ad un'ora e mezza di pullman. Ci siamo arrivati il sabato prima della partita ed eravamo in tanti, gente di Haleywood, Kirby, alcuni Huyton Baddies. Quando siamo usciti a bere, in meno di venti minuti l'intera città è scesa in piazza contro di noi.
Abbiamo pensato che si sarebbero incazzati se avessimo cantato "Juve", così l'abbiamo iniziato a fare ma subito sono comparsi motorini da tutte le parti, sempre di più. Una trentina di noi hanno provato a tornare verso la piazza centrale ma sono stati attaccati da tutti i lati.
Non penso che prima di allora da quelle parti avessero mai visto dei tifosi in trasferta, era come se fossero atterrati gli alieni (in effetti è vero: derby a parte, non avevamo mai visto così tanti tifosi in trasferta a Roma. Tenete presente che in quegli anni a Roma le tifoserie avversarie neppure venivano, oppure solo in poche decine).
Quando siamo riusciti a tornare nella piazza ci siamo barricati in questo bar, una sola porta per entrare ed uscire. Fuori si è assembrata una grossa mob, non solo scooter boys, c'erano anche ragazze e preti.
Un tipo che tutti chiamavano Angelo, un poliziotto in borghese identico a Pat O'Brian in Angels With Dirty Faces, è andato fuori per provare a calmare le cose. Sfortunatamente con noi avevamo degli idioti e, mentre lui stava facendo del suo meglio, sono usciti fuori a tirare testate alla gente.
Alla fine Angelo ha dovuto estrarre la pistola ma ha pensato bene d'invitarci tutti a pranzo la domenica, organizzando poi anche un'amichevole di football con i locali, che abbiamo effettivamente disputato. In definitiva fra domenica e mercoledì c'è stato da divertirsi.
Ma quando è arrivato il mercoledì, il giorno della finale, bene non mi sarei mai aspettato nulla del genere.
Loro pensavano di aver già vinto la Coppa dei Campioni, e difatti tutte le strade erano piene di gente che urlava "Campioni".
Per quanto ne sapevano loro noi eravamo solo vittime sacrificali. Per tutta la partita non hanno fatto che tirarci bottigliette piene di piscio e appena abbiamo vinto ai rigori da quanto erano disgustati in tutto lo stadio hanno iniziato a bruciare le bandiere della Roma.
Non ho mai visto nulla del genere; era come l'inferno di Dante.
Il nostro pullman era parcheggiato nelle vicinanze della loro gradinata, all'altezza del ponte sul Tevere proprio dove sarebbero stati accoltellati tutti quei tifosi del Liverpool. Sapevamo cosa aspettarci; continuavi a sentire ripetere, "Quelli della Roma in Italia sono come Millwall o West Ham da noi".
Prima della partita nessuno ci aveva fatto tanto caso ma quando c'è stato da avviarsi verso le uscite la realtà era ben difficile da scacciare...
"Merda dobbiamo arrivare fino a quel ponte!". Appena fuori dai cancelli dello stadio ci è arrivato addosso di tutto: spranghe, razzi, mattoni, sassi.
C'erano alcuni tifosi della Lazio che si erano presentati per combattere quelli della Roma affianco dei liverpool. Avevano nascosto delle armi nei cespugli intorno allo stadio e continuavano a ripetere: "Avanti liverpool, seguiteci", mostrando a tutti l'arsenale di munizioni che avevano accatastato.
Poi abbiamo dovuto avventurarci in mezzo a quell'inferno. C'era da fare tutta la lunghezza dello stadio più un altro pezzo ancora prima di raggiungere il ponte: c'è voluta una vita. Caricavamo passando oltre la polizia che si riparava dietro i mezzi blindati mentre i tifosi della Roma gli ritiravano indietro i lacrimogeni. Siamo arrivati all'altezza del ponte e poliziotti in borghese italiani hanno trattenuto i tifosi del Liverpool perchè quelli della Roma stavano facendo un disastro. Quando sono salito sul pullman un mattone mi ha colpito sul braccio dopo aver infranto un finestrino. Non era rotto ma faceva un male assurdo e ancora oggi mi dà qualche problemino ogni tanto. Salito a bordo non riconoscevo parecchi passeggeri, era pieno di tifosi normali del Liverpool tutti che supplicavano "Lasciateci restare qui" e noi che continuavamo a ripetergli "Questo è il nostro pullman scendete". Una follia. Alla fine ci sarebbero stati qualcosa come venti tifosi del Liverpool accoltellati ma anche altrettanti tifosi della Roma ricoverati in ospedale. Diversa gente era ferita ma tutti erano sollevati di avercela fatta a raggiungere il pullman. Alcuni lads dovevano tornarsene in centro ed a sentire quello che avrebbero raccontato si sarebbe trattato dei combattimenti più lunghi ed estenuanti ai quali avrebbero mai preso parte. Per tutta la notte i casini non sono sembrati fermarsi un attimo.......................
Era quello che si pensava sarebbe successo pernottando in centro, proprio per questo in molti avevano preferito evitare il centro sistemandosi tutt'intorno alla capitale. Quando siamo rientrati in hotel eravamo troppo sfiniti per festeggiare. Però abbiamo fatto un party il giovedì notte, 50 lads tutti assiepati in una camera con tanto di bandiere. Quando siamo ripartiti il venerdì, tanto per salutarci, alcuni locali sono venuti a tirarci dei sassi al pullman.
Sono sicuro che quanto accaduto a Roma fosse ancora ben impresso nella testa della gente dell'Heysel, ma non l'ho mai inquadrata come una vendetta.
*
«Ci penso. Ho giocato più di cinquecento partite da professionista, ho vinto col Milan lo scudetto della stella, con la Roma quello più bello. Ho segnato quasi quaranta gol in serie A giocando da difensore in quegli anni, sono stato in Nazionale, ho preso il posto a Schnellinger, ho avuto per compagni Rivera e Falcao, sfidato e battuto Maradona e Platini, avuto i più grandi allenatori, ho vissuto e vivo ancora nel calcio, ma ho un rammarico: quello. Ce l'avrò sempre. Quella partita. Roma-Liverpool finale di Coppa dei Campioni nel nostro stadio, il 30 maggio 1984. Lo sai che c'era una città allo stadio quel giorno? Quella partita è stata la partita più attesa di sempre e io non ho potuto giocarla. Ho giocato più di cinquecento partite, ho tirato tanti rigori, ma non ho giocato quella partita, non ho tirato quel rigore. E poi dopo... Dopo aver perso io ricordo il silenzio e la costernazione della gente, la nostra. Eravamo distrutti. Quella partita ha segnato un destino, l'avessimo vinta sono sicuro che tutti gli anni a venire sarebbero stati diversi per la Roma. Eravamo distrutti. E io ogni volta rivedo quell'ammonizione di Vautrot in semifinale col Dundee... Quella squadra meritava di più anche se ha incontrato un grandissimo club come il Liverpool. No, non credo che siamo stati sconfitti prima di giocarla, e infatti non l'abbiamo persa, sul campo è finita 1-1. Certo, forse, l'avevamo aspettata troppo. Forse. L'attesa è iniziata un minuto dopo la gara col Dundee, più di un mese prima. Ogni giorno. Ogni attimo. Io non ho potuto giocarla e resterà l'unico rimpianto di una carriera che è stata splendida e fortunata, soprattutto perché ho potuto vestire questa maglia. Quando la indossi capisci che vuol dire, quanto è differente dalle altre e non è retorica. Io non ho mai visto tanto amore nei confronti di una squadra come a Roma. Mi ricordo che dopo il Liverpool dovevamo giocare una partita di Coppa Italia contro il Milan all'Olimpico, quando siamo entrati in campo non credevamo a quello che vedevamo: c'era uno stadio pieno. Pochi giorni prima quella gente aveva perso la Coppa più bella e importante del calcio davanti agli occhi e ai rigori, e non era mai successo prima, eppure adesso stavano lì a cantare per la Roma."

Aldo Maldera


Pagina iniziale
Index
La stagione in corso
The championship
Aggiornamenti
Updates
Fotografie
Pictures
Premessa
Premise
Scudetti e trofei
Palmarès
La Lazie
The second team of the region
Visti a Roma
Away fans in Rome
Le bandiere della Roma
Unforgettable players
Campo Testaccio
The glorious ground of AS Roma
Memorabilia
Memorabilia
Roma e i romani
Roma and romans
La Storia dell'A.S. Roma
A.S. Roma History
Derby!
Derby!
La Roma in Tv e alla radio
AS Roma in TV and radio
Video
Video
Vita vissuta
Lived life
Miscellanea
Miscellanea
Il manifesto degli ultras
The Ultras' manifesto
Bigliografia
Bibliography
La storia della Curva Sud
Curva Sud history
Le partite storiche
Matches to remember
Gruppi ultras
A.S. Roma Ultras groups
Sotto la Sud!
A.S. Roma players under the Curva Sud
Cori Curva Sud
Curva Sud chants
Amici e nemici
Friends & enemies
La cronaca ne parla
The wrong and right side of A.S. Roma fans
Fedeli alla tribù
Faithfuls to the tribe
Diffide, che fare?
Suggests for the banned
Links
Links
Scrivetemi
E mail me
Libro degli ospiti
Guestbook