V Giornata
ROMA - NAPOLI 6-2
Roma, Stadio Olimpico
domenica 5 ottobre 1997
ore:


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Tabellino partita:
ROMA: KONSEL, CAFU, PETRUZZI, ALDAIR (40' ST GOMEZ), CANDELA, TOMMASI, DI BIAGIO, DI FRANCESCO (31' ST SCAPOLO), GAUTIERI (18' ST PAULO SERGIO), BALBO, TOTTI. (12 CHIMENTI, 15 SERVIDEI, 18 HELGUERA, 24 DELVECCHIO).
 
NAPOLI: TAGLIALATELA, AYALA, CONTE, PRUNIER, BALDINI, LONGO (35' ST TURRINI), ROSSITTO, GORETTI (12' ST ALTOMARE), SERGIO, BELLUCCI, PROTTI (35' ST CALDERON). (12 DI FUSCO, 5 FACCI, 22 CRASSON, 25' PEDROS).


ARBITRO: TRENTALANGE DI TORINO. 

ANGOLI: 10-6 PER LA ROMA

RECUPERO: 1' E 4'. 

NOTE: GIORNATA CALDA, TERRENO IN BUONE CONDIZIONI. SPETTATORI: 56.367 PER UN INCASSO DI 1.747.845.000. AMMONITI: PER GIOCO SCORRETTO, DI BIAGIO, CANDELA, PETRUZZI, GORETTI E ALTOMARE. AL 43' DEL SECONDO TEMPO UN RIGORE DI BALBO E' STATO RESPINTO DA TAGLIALATELA, POI L'ARGENTINO HA TRASFORMATO IN GOL.




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Striscione "Zona Ultras" rubato ai napoletani










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Corriere Della Sera

Balbo prende a racchettate il Napoli

Roma travolgente, l' argentino da record: firma una tripletta e raggiunge quota 102 gol in giallorosso. Abel irresistibile, D' Alema lo applaude a scena aperta. Mutti a rischio: " Va bene perdere, ma non cosi' "

ROMA - NAPOLI 6 - 2 / Punteggio tennistico propiziato dalle prodezze del bomber e dalle reti di Candela, Gautieri e Di Francesco Balbo prende a racchettate il Napoli Roma travolgente, l'argentino da record: firma una tripletta e raggiunge quota 102 gol in giallorosso
ROMA - Sinfonia romanista, con le occasioni che non finiscono mai, per addobbare il 6 - 2 tennistico, pure se l'annientamento del Napoli potrebbe raddolcire presto i devastatori "zemaniani". Ricordate? C'era l'anno scorso una Roma sfiduciata, in stato di semiabbandono tecnico, senza orgoglio e furore agonistico. Tutto capovolto, mentre un pubblico impazzito accompagna la cavalleria - Di Biagio a spianare subito questo impegno, chiuso ancora prima di verificare l'opposizione partenopea. Bortolo Mutti entra nel vortice; il suo bunker viene frullato via, come capita quando gli schemi travolgenti di mastro Zdenek vengono applicati da interpreti votati ai recuperi delle situazioni di possesso, e assatanati nell'aggressione d'ogni spazio sgombro. Zeman non ha ancora gestito formazioni vincenti, ma forse non esiste oggi allenatore altrettanto creativo nelle rifondazioni. Oggi la Roma ne riflette perfino il fanatismo, caratterizzata dal football totale che il boemo ha gia' diffuso altrove, spendendosi sempre secondo la sua cultura sportiva, prendere o lasciare. E qui comunque pare un sogno: pressing, sincronia di movimenti, velocita' nel ribaltare l'azione, intensita' di scatti multipli senza aspettare l'imbeccata. La gente va in delirio, paventando solo che Tommasi, Di Francesco, Di Biagio e Gautieri non sappiano resistere a certi ritmi, stremati dalle consegne come il leggendario Fidippide. Inutile ipotecare il futuro: passa un quarto d'ora di sarabanda e Taglialatela e' trafitto da una sovrapposizione di Candela, ispiratore Balbo. La zona zemaniana merita dieci, l'antico derby del sole confonde inizio e fine, risultando un monologo parzialmente rintracciabile nell'elenco dei marcatori. La Roma corre a cronometro. La Roma disintegra le barricate partenopee, opprimendo Taglialatela. Perche' Cafu e' un treno puntuale; perche' Di Francesco e Tommasi garantiscono i tagli di campo; perche' la condizione atletica di ogni romanista fissa divari clamorosi specie a centrocampo. Cosa vogliamo estrapolare? Il Napoli s'arrocca, evocando quei pugili che vagheggiano giusto l'epilogo anticipato per sfuggire al supplizio. Aspirazione impossibile: Gautieri raddoppia e Di Francesco, innescato dal superlativo Di Biagio, mira sul palo. Ora i tifosi improvvisano un coro di ringraziamento alla Lazio di Cragnotti, alludendo all'esonero che inflisse a Zeman, decisivo per il boom giallorosso. Siamo nei momenti tempestosi che risvegliano Balbo, stoccatore non ancora assimilato appieno dai nuovi schemi. Comunque sulle rovine napoletane l'argentino pianta la sua tripletta, raggiungendo quota 102. In tribuna d'onore Tardelli annota e Massimo D'Alema, segretario del Pds, gongola. La rotazione zemaniana fa schizzare chiunque in zona tiro, valorizzando soprattutto la duttilita' degli scatenati Di Biagio e Di Francesco, aggregati alla nazionale per la delicata missione anti - Inghilterra di sabato prossimo. Cosi' Di Francesco firma forse il gol stilisticamente piu' pregevole del fragoroso set rifilato ai dipendenti di Ferlaino. Che, sotto di cinque reti, entrano in partita per alleggerire la punizione grazie ad Altomare e ad un rigore azzeccato da Bellucci. Dettagli di contorno. La Roma dilaga e sempre dagli undici metri Balbo completa la festa. A conti fatti, al Napoli poteva andare peggio. Diciamo 11 - 2, dal nostro taccuino. Pero' Zeman preferisce fare la sfinge.

Abel irresistibile, D'Alema lo applaude a scena aperta

ROMA - (f. hav.) Sotto la maglia della Roma aveva quella con la scritta 100. E al gol che lo consacra tra i bomber piu' prolifici del nostro campionato, il suo primo personale, anche Massimo D'Alema si alza in piedi e applaude a scena aperta. Per il cannoniere e per il gioco spumeggiante della Roma. La giornata di Abel Balbo diventa cosi' quella delle dediche: la rete che gli fa tagliare il traguardo e' per la moglie "che mi e' stata sempre vicina - dice - e ha educato bene mio figlio". Le altre due, ci tiene a specificare, sono "per le persone che soffrono, che oggi non possono essere felici come noi". L'attaccante giallorosso aspettava il giro di boa dei cento gol da tempo. E ha tagliato lo striscione d'arrivo proprio nella gara che proietta la compagine di Zeman tra le grandi del campionato, li' dove si puo' cominciare a mormorare la parola scudetto: "E' bello giocare in questa Roma. Ci sacrifichiamo tutti e stiamo diventando una grande squadra, anche se dobbiamo ancora migliorare e finora non abbiamo fatto nulla di eccezionale". Balbo sa che l'entusiasmo puo' essere dannoso: "E' una grande soddisfazione essere secondi in classifica. Ed e' magnifico vedere uno stadio felice. Questo ripaga noi e i tifosi di tanti sacrifici: a molti di loro, in un momento come questo, venire all'Olimpico costa parecchio". L'argentino riesce ad ironizzare pure sul rigore sbagliato e sul successivo guizzo che gli ha consentito di trafiggere Taglialatela: "E' uno schema che proviamo spesso...".

LA PANCHINA CHE SCOTTA Mutti a rischio: "Va bene perdere, ma non cosi" ROMA - Radio - Napoli lo da' in panchina fino alla ripresa del campionato, quando al San Paolo arrivera' la capolista Inter. Ma lui, Bortolo Mutti, si rende conto da solo che quella potrebbe essere l'ultima chance: "Sapevamo che si poteva perdere, ma non in questa maniera".


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