II Giornata
ROMA - JUVENTUS 0-0
Roma, Stadio Olimpico
domenica 14 settembre 1997
ore:

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Tabellino partita:
ROMA: KONSEL, CAFU, ALDAIR, PETRUZZI, CANDELA, DI FRANCESCO, DI BIAGIO, VAGNER (14' ST TOMMASI), GAUTIERI (35' ST DEL VECCHIO), BALBO, TOTTI (30' ST PAULO SERGIO). (12 CHIMENTI, 15 SERVIDEI, 22 GOMEZ, 18 HELGUERA).
 
JUVENTUS: PERUZZI, BIRINDELLI, FERRARA, MONTERO, DIMAS, CONTE, DESCHAMPS, ZIDANE (14' ST PECCHIA), DI LIVIO (42' ST TACCHINARDI), INZAGHI, PADOVANO (26' ST AMORUSO). (12 RAMPULLA, 13 IULIANO, 22 PESSOTTO, 18 FONSECA).
 
ARBITRO: TREOSSI DI FORLI'. 


ANGOLI: 5-2 PER LA JUVENTUS. 
RECUPERO: 1' E 4'. 
NOTE: SERATA FRESCA, TERRENO LEGGERMENTE ALLENTATO. SPETTATORI: 70 MILA. AMMONITI PER GIOCO SCORRETTO FERRARA, PETRUZZI, TOMMASI, MONTERO; AMORUSO PER PROTESTE.




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Corriere Della Sera

La Roma e' tutta Zeman, Inzaghi e' tutta la Juve

Giallorossi d' assalto, poi calano. I bianconeri ne approfittano ma il bomber spreca tre occasioni

ROMA - JUVE 0 - 0 / Nessun gol all'Olimpico: il tridente del boemo funziona un tempo e la squadra soffre le incursioni di Superpippo. Prodezza di Peruzzi

ROMA - La' dove osa il tridente zemaniano e dove dovrebbe svettare Filippo Inzaghi, capocannoniere del passato torneo con 24 reti, appassisce il gol, la sola eventualita' sulla quale avremmo confidato prima di Roma - Juve. L'unico 0 - 0 di una giornata carica di copiose realizzazioni viene proprio dall'Olimpico ed e' il parto di una gara spaccata a meta': un tempo alla Roma (il primo), un tempo alla Juve. Complessivamente tre opportunita' per la Juve (tutte sul piede di Inzaghi che, comunque, ha fatto reparto da se'), due per la Roma (Gautieri di testa e Totti di piede). Pari anche la bravura dei portieri: Peruzzi due parate in una, Konsel due volte decisivo. Eppure di una partita c'e' sempre un aspetto, o almeno un dettaglio, piu' importante di altri. E' quello lo spirito del confronto e la Juve, nei 90', ha avuto il successo a portata di tiro molto piu' di quanto accadesse alla Roma, peraltro schiumante del primo tempo. Perche' nella ripresa la Roma, con tutte le sue peculiarita' zemaniane, si e' afflosciata e la Juve avrebbe dovuto approfittarne con il carico di spietatezza che conserva nelle vene. Impressioni, naturalmente. Perche', poi, i dati di giudizio sono anche altri. I tiri in porta? In questo caso, nel primo tempo, Juve e Roma hanno concluso nello specchio piu' o meno con la stessa pericolosita' una volta a testa (con Totti la Roma, con Inzaghi la Juve tra il 21' e il 30'). Perfino nella modalita', l'azione e' stata identica: nel primo caso, doppia parata di Peruzzi; nel secondo, respinta di Konsel e tiro fuori di Inzaghi. Poi, volendo, ci sono i tiri con minore pericolosita' (tre la Roma, zero la Juve), infine il possesso di palla (praticamente identico sia nel primo che nel secondo tempo). La Roma aveva potuto esaltare la propria geometrica creativita' distendendosi in campo aperto piu' di quanto non fosse accaduto al contropiede bianconero. Era una Roma ficcante e didattica, con un nitidissimo timbro zemaniano non solo nell'esposizione del 4 - 3 - 3, ma anche nella sua applicazione avvolgente e veloce, con palloni quasi tutti giocati di prima (esaltante la prova di Di Biagio), tutti in profondita', tutti automatizzati, nessuno propriamente casuale. Naturalmemnte, e come sempre, di Zeman colpisce la fase difensiva piu' che i singoli difensori (Petruzzi e Aldair, comunque, sono due centrali facilmente eludibili in velocita'). Quando poi i centrocampisti di fascia, Di Francesco e Vagner, tendono invariabilmente all'azione offensiva senza la minima idea di cosa significhi scalare, allora diventa comprensibile assistere allo sventramento centrale da parte juventina. Il problema e' che nella Roma non solo i due esterni di centrocampo spingono ma che anche i due della difesa (Cafu e Candela) si comportano allo stesso modo, cioe' partendo contemporaneamente al compagno di corsia e generando i consueti rischi del gioco di Zeman. Caratteristica che si accentua nella ripresa quando i giallorossi accusano un calo vistoso sul piano atletico (in particolare Gautieri, l'attaccante esterno di destra) e la Juve sembra sul punto di dilagare. Stavolta le occasioni sono proporzionali al gioco prodotto (si distende Konsel sul diagonale di Inzaghi, mentre subito dopo l'arbitro ferma lo juventino a clamoroso errore compiuto). La squadra di Lippi attacca come sa, cioe' approfittando degli spazi e facendo correre la palla sul movimento dell'unica vera punta. Avesse Inzaghi un po' di precisione in piu', non solo i bianconeri andrebbero comodamente in vantaggio profittando della retroguardia romanista, ma troverebbero pure il tempo per una eccessiva punizione agli avversari. A Zeman non basta inserire Tommasi per Vagner e successivamente Paulo Sergio per Totti: la brillantezza del primo tempo rimane nelle gambe. Quando i giocatori delle sue squadre cominciano l'azione aspettando palla o, peggio, scagliandola nel mucchio, significa che non li assiste piu' ne' la forza, ne' le idee. Finisce con Inzaghi che spreca per la terza volta l'1 - 0, mentre Zeman continua a credere che lo 0 - 0 sia pur sempre un risultato imperfetto.

Brividi anche per Konsel Conte cede, vola Di Biagio
LE PAGELLE ROMA - Malandrina e vibrante la Roma per meta', poi un po' piu' di Juventus, sprecona in chiusura di partita. In mezzo, nell'unico 0 a 0 della seconda giornata, due portieri eccellenti: Peruzzi, e si sapeva, e Michael Konsel, l'acquisto giallorosso forse meno chiacchierato, ma finora il piu' azzeccato. ROMA KONSEL 7 - Alto, bello, sicuro. Un portiere vero. Aveva spazzato a Firenze contro l'Empoli i dubbi piu' grandi. Ieri ha dissolto i residui. Decisivo l'intervento in uscita su Inzaghi nel primo tempo. CAFU 6 - Piu' attento in copertura, meno brillante e incisivo del solito nelle azioni propulsive. Meglio nella prima parte, favorito da tutto il momento di grazia della Roma. PETRUZZI 5,5 - Risalito al trono difensivo per l'acclarata modestia di Gomez e Servidei, il ragazzo incespica sovente nelle chiusure e nel fuorigioco. Troppi falli inutili a centrocampo, rischia spesso l'espulsione. ALDAIR 6 - Alla bravura e alla carriera, stavolta. Vacilla stranamente per tutto il primo tempo, si riprende nella seconda fase. Che gli abbia fatto male il passaporto italiano? CANDELA 6 - Il colore grigio. Meno farfallone, per la verita', nelle operazioni difensive, costretto a stare sulle sue anche per l'indisciplina tattica di Vagner. Ma brilla poco, e incide meno, quando spinge. DI FRANCESCO 5 - Tutto qui? L'uomo che s'era perfino meritato una chiamata in nazionale e' solo un podista spaesato e impreciso? La Roma, che lo considerava tra gli acquisti piu' sicuri, s'interroga perplessa. DI BIAGIO 7 - Complimenti. Zeman - dipendente, il ragazzo imbrocca il partitone. Tempista nei lanci, calmo nella proposizione del gioco, frenetico recuperatore di palloni. Una (quasi) sorpresa. VAGNER 5,5 - Uno splendido anarchico, per ora. Va dove vuole e fa quello che gli passa per la testa. Ma e' giovane e possiede qualita' atletiche notevolissime. TOMMASI 5,5 - Al posto del brasiliano per assicurare una maggiore copertura. GAUTIERI 6 - Punta l'uomo e lo salta spesso, fa drizzare i capelli a Dimas che gli sta davanti. Col tempo si placa. Esce per infortunio. DELVECCHIO s.v. -Entra troppo tardi per poter incidere. BALBO 5,5 - Si vede poco, non conclude mai. Ancora in ritardo. TOTTI 5,5 - Strepitoso nella conclusione volante intercettata da Peruzzi. Per il resto, non e' serata. JUVENTUS PERUZZI 7 - Nessuno come lui. E' sempre un gradino sopra gli altri portieri. Mai una sbavatura, un attimo d'incertezza. Nel "suo" stadio, salva la Juventus nel primo tempo dagli assalti dei giallorossi. BIRINDELLI 6 - Forse impressionato dalla partenza avversaria, aspetta il momento buono e tiene la posizione. Piu' disinvolto nella ripresa. Ma e' da considerare ormai una certezza. FERRARA 6 - Balbo gli agevola il compito, e lui, dopo un fallaccio su Totti a inizio partita, prende agevolmente le misure. MONTERO 6 - Sullo stesso livello di Ferrara. Si sgancia poco, e nelle azioni di maggior pericolo ricorre senza angoscia ai calci lunghi. Piuttosto puntuale nel fuorigioco, chiamato sistematicamente dalla difesa juventina. CONTE 5,5 - Stanco, prevedibile, quasi mai in partita. Comincia forse ad accusare il ritorno all'attivita', sancito da un eurogol contro il Vicenza nella Supercoppa italiana. DESCHAMPS 6 - Non incanta, eppure e' il centrocampista sempre presente e sempre pronto a togliere le castagne del fuoco. Un lavoro minuzioso, il suo. Da formichina diligente. ZIDANE 5 - Visto sul foglio delle formazioni. In campo non c'e' traccia del francese. Serataccia, inattesa forse anche per lui. Alla prossima. PECCHIA 5,5 - Al di sotto delle aspettative. DI LIVIO 5,5 - Molta corsa e tanto cuore. Ma sbaglia in continuazione, soffre come Conte sull'altra fascia. TACCHINARDI s.v. - Vale lo stesso discorso di Delvecchio. INZAGHI 6 - Non azzecca la mira, ma e' l'unico a far venire i brividi a Konsel. Mai perderlo d'occhio. PADOVANO 5 - Non pervenuto. Non gli piace, evidentemente, giocare soltanto per "troppe assenze". AMORUSO 5 - Fa in tempo a farsi ammonire. ARBITRO TREOSSI 6 - "Ostacolato" dai suoi guardalinee, a volte sbandieratori a vanvera, riesce tuttavia a non fare troppi danni.

ZEMAN IMBRONCIATO: "CONTENTO? QUANDO NON VINCO NON LO SONO MAI" Lippi: "Ancora un paio di partite e saremo piu' magri e piu' belli" 

ROMA - Nero un anno fa, grigio ieri sera. Un passo avanti? Marcello Lippi ricorda e spiega, divide scrupolosamente la vittoria sfumata la stagione scorsa e quella non troppo cercata di pochi minuti prima. "Mi ero imbufalito, l'anno scorso, perche', dopo avere dominato la partita, riuscimmo a farci beffare proprio nei secondi finali da Delvecchio - ricorda il tecnico campione d'Italia -. A guardare bene, comunque, anche stavolta le occasioni migliori le abbiamo avute noi, non e' che ci dobbiamo considerare fortunati per il punto preso. La Roma e' partita alla grande e ha giocato almeno venti minuti ad altissimo livello. Ma e' stata veramente pericolosa solo in due circostanze, con Gautieri di testa e poi con Totti. Una volta prese le misure, pero', non abbiamo avuto problemi. Nel secondo tempo siamo andati molto meglio noi, la Roma non ha fatto praticamente nulla". Eppure troppe cose ancora non quadrano. Questa non sembra la Juve scintillante del vecchio campionato, cos'e' allora che manca? "Solo due o tre partite - assicura Lippi -. Dopodiche' questa squadra sara' al massimo, e avra' pure qualche chilo in meno. Credo che concedere venti minuti alla Roma, davanti a 70.000 spettatori, non sia un peccato mortale. E la mancanza di brillantezza e di reattivita' nella fase iniziale della partita e' l'unico appunto che posso muovere ai miei giocatori. Distratti per l'impegno di Champions League? Assolutamente no. Eravamo concentrati, come sempre". Soffrono in molti, specialmente Zidane, il peggiore ieri sera all'Olimpico. "Non parlo dei singoli - frena il tecnico juventino -. La Juventus, nonostante tutto, sta crescendo. E di questo sono soddisfatto. Peruzzi? Le sue parate non mi meravigliano piu'. Piuttosto, farei i complimenti a Konsel. Davvero in gamba". Peruzzi non fa piu' notizia. Il destino di chi e' troppo bravo. "Venti minuti d'affanno, poi tutto e' filato liscio - dice l'ex portiere giallorosso -. Konsel e' stato eccezionale, l'intervento su Inzaghi nel secondo tempo lo ritengo strepitoso". Che cavaliere. E il suo su Totti, allora? "Sono stato bravo e fortunato. Sara' che all'Olimpico, nello stadio dove ho esordito, certe cose riescono proprio bene". Ditelo a Zeman. Cupo e imbronciato come nessuno. "Peruzzi? E' un grande. Ma e' da un pezzo, mi pare, che lo conosciamo... Contento? Quando non vinco non lo sono mai. Abbiamo cominciato come volevo io, poi abbiamo avuto paura, ci siamo fatti condizionare psicologicamente dalla Juve perdendo in lucidita' e tranquillita'. Francamente, proprio non capisco perché".


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