XXIII Giornata
ROMA - FIORENTINA 4-1
Roma, Stadio Olimpico
domenica 1 marzo 1998
ore:


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Tabellino partita:
ROMA: KONSEL, CAFU' (42' ST PIVOTTO), ZAGO (33' ST PETRUZZI), ALDAIR, CANDELA, TOMMASI, DI BIAGIO, DI FRANCESCO, PAULO SERGIO, DELVECCHIO (35' ST GAUTIERI), TOTTI. (12 CHIMENTI, 3 DAL MORO, 8 SCAPOLO, 18 HELGUERA).
 
FIORENTINA: TOLDO, FALCONE (42' ST BETTARINI), FIRICANO, PADALINO, SERENA, RUI COSTA, COIS (1' ST ROBBIATI), SCHWARZ, MORFEO (38' PT. KANCHELSKIS), BATISTUTA, OLIVEIRA. (22 FIORI, 27 TAROZZI, 15 MIRRI, 8 BIGICA).
 
ARBITRO: TREOSSI DI FORLI'. 
RETI: 12' PAULO SERGIO,
32' E 41 DELVECCHIO, 56' TOTTI, 71' BATISTUTA
ANGOLI: 7-4 PER LA ROMA. RECUPERO: 2', 5'. 
NOTE: GIORNATA DI SOLE, TERRENO IN BUONE CONDIZIONI. AMMONITI: PER GIOCO SCORRETTO DI BIAGIO, PADALINO, KANCHELSKIS E OLIVEIRA; PER COMPORTAMENTO ANTIREGOLAMENTARE DELVECCHIO E TOLDO; PER PROTESTE FALCONE. AL 15' ST, KONSEL RESPINGE UN CALCIO DI RIGORE TIRATO DA BATISTUTA. PRESENTE IN TRIBUNA IL CT AZZURRO CESARE MALDINI. SPETTATORI 57.566, INCASSO UN MILIARDO 797 MILIONI 285 MILA.




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FOTOCALCIO
Totti Paulo
                Sergio  Delvecchio 
Il gol di
                Paulo Sergio Delvecchio
                2░ gol


 





VIDEOCALCIO

Il gol di Delvecchio Il gol di Paulo Sergio Il gol di Totti


     

 

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Corriere Della Sera

Zeman firma anche il contratto del gol

Dopo il rinnovo per la prossima stagione, il tecnico stravince la sfida con l' emergente Malesani. Viola di vergogna: " Troppe feste dopo la vittoria sulla Juve " . Ora Delvecchio chiede una maglia " Se non gioco nel derby m' arrabbio " . " Cecchi Gori avrebbe applaudito " . E Maldini fa lo spettatore al Totti show

ROMA - FIORENTINA 4 - 1 / Gara decisa gia' nel primo tempo. Doppietta di Delvecchio, reti di Paulo Sergio e Totti. Batistuta segna ma sbaglia un rigore Zeman firma anche il contratto del gol Dopo il rinnovo per la prossima stagione, il tecnico stravince la sfida con l'emergente Malesani ROMA - Sembrano poche quattro reti in questa rappresentazione romanista a passo di carica, con la Fiorentina subito espropriata dell'identita' rassicurante che vantava da nove trasferte. Presenti sugli spalti Eriksson (un po' turbato, domenica prossima arriva il quarto derby stagionale) e Cesarone Maldini (avra' forse memorizzato lo splendido Totti), i ritmi giallorossi devastano la partitura dei viola come se Malesani fosse l'ultimo arrivato, non l'eversore del gioco juventino, applaudito a Firenze giusto una settimana fa. E' Zeman che recupera fascino, subito dopo aver firmato il contratto anche per la prossima stagione, puntando soprattutto sulle sovrapposizioni esterne Cafu - Paulo Sergio o Candela - Totti per annacquare quel cocktail di qualita' e potenza rappresentato dall'impiego di Serena, Cois, Rui Costa e Schwarz nei compiti centrocampistici. Sono i bioritmi favorevoli che tornano ad elettrificare l'organizzazione cui sovrintende Di Biagio, secondo il trend di rendimento garantito dal lavoro dello stakanovista boemo quando l'inverno allenta la morsa. Quarta vittoria consecutiva nell'aria raddolcita: lo spareggio - Uefa esalta solo il collettivo di Trigoria, protagonisti e gregari, lanciato verso l'annientamento di qualsiasi oppositore, fra varchi ostruiti dal pacchetto difensivo e puntuale aggressione degli spazi dei guastatori laterali, valorizzati pure dai movimenti senza palla di Tommasi e Di Francesco. La sinfonia giallorossa stordisce in pressing, mentre Delvecchio apre la' davanti i corridoi di conquista, garantendo una collaborazione - ovunque mai ottenuta dall'assente Balbo. Cosi', superati forse i traumi causati dalle stracittadine, proprio l'ex interista fa rifiorire gli schemi zemaniani, diventandone il perno offensivo dal quale non si potra' prescindere anche nel prosieguo del campionato. Signor Zdenek, condivide? Accantonato e spesso mortificato durante la temporanea crisi dei valori romanisti, Marco Delvecchio svetta da torre su punizione di Totti, nel gol apripista che Paulo Sergio firma sotto misura dopo dodici minuti d'assedio. Serve puntualizzare che appare dubbia la punizione accordata al talento di Porta Metronia sulla trequarti di sinistra, causa una presunta scorrettezza subita fra le grinfie di Falcone? Dalla tribuna l'infrazione risulterebbe capovolta, ma gli zemaniani procedono imprendibili, coniugando in sincronia il verbo correre come accadeva all'inizio della rivoluzione culturale promossa dal presidente Sensi. Anzi, l'azione fulminante del raddoppio - sventagliata perfetta di Aldair destinazione Paulo Sergio e assist brasiliano con la testa per liberare lo scattista Delvecchio - rafforza il convincimento di ammirare una Roma al top delle attuali possibilita'. Delveccho beffa Toldo di sinistro e ne deriva un tafferuglio perche' vorrebbe abbracciare il pallone della sua bravata: Firicano, in rappresentanza degli avvelenati segugi viola, s'intromette, gli rifila una manata, lo spinge a terra rischiando l'espulsione. Certo, sono dettagli ai margini della festa giallorossa, che assimila negli snodi successivi perfino il comprimario Tommasi, lodevole cacciatore di un pallone sul fondo apparentemente marcio. Abnegazione premiata: Padalino vanifica la posizione di favore lasciandosi portare via il ben di Dio, che viene trasferito al risolutore Delvecchio. Sulla panca, Malesani non ha nemmeno voglia di guardare lo sfascio inimmaginabile. E' questa la Fiorentina che scoppiava di salute? Tre reti piu' un palo scheggiato da Paulo Sergio impongono rettifiche tardive. Fuori Morfeo e dentro Kanchelskis per tamponare sulla corsia - Candela, con Serena spostato dall'altra parte ad aspettare lo scatenato Cafu. Va un po' meglio, senza pretendere che il trio Falcone - Padalino - Firicano alleggerisca lo strapotere di Totti. Che pennella il poker all'incrocio, su punizione procacciata da Paulo Sergio. La reputazione dei viola e' in frantumi: se ne accorge il redivivo Rui Costa e innesta Oliveira per arraffare un rigore da uno scontro con Antonio Carlos. Tocca a Konsel respingere l'esecuzione di Batistuta, che riesce comunque a farsi parzialmente perdonare, valorizzando una rara idea in profondita' di Robbiati. Portiere dribblato e gol che non consola. La Roma piomba a quota 41, vagheggiando d'esorcizzare i laziali nel prossimo scontro serale. La primavera di Zeman s'annuncia radiosa. ROMA 4 Konsel 7 Cafu 7 C.A. Zago 6 Aldair 7 Candela 7 Tommasi 7 Di Biagio 6,5 Di Francesco 6 Paulo Sergio 7 Delvecchio 7 Totti 8 All.: Zeman 7 FIORENTINA 1 Toldo 6 Falcone 5 Firicano 5 Padalino 5 Serena 5 Cois 5 Rui Costa 5 Schwarz 6 Morfeo 5 Batistuta 6 Oliveira 6 All. Malesani 5 Arbitro: Treossi 6,5 (Zanforlin 6,5, Di Savino 6,5) Marcatori: Paulo Sergio al 12', Delvecchio al 31' e 41' p.t.; Totti all'11' e Batistuta al 21' s.t. Ammoniti: Di Biagio, Delvecchio, Padalino, Toldo, Kanchelskis, Oliveira e Falcone. Sostituzioni Roma: Petruzzi (s.v.) per Zago 34' s.t.; Gautieri (s.v.) per Delvecchio 35' s.t.; Pivotto (s.v.) per Cafu 43' s.t. Fiorentina: Kanchelskis (6,5) per Morfeo 38' p.t.; Robbiati (6) per Cois nel s.t.; Bettarini (s.v.) per Falcone 42' s.t. Recuperi: 2' piu' 5'
Viola di vergogna: "Troppe feste dopo la vittoria sulla Juve" ROMA - (s.p.) Alberto Malesani sembra un pugile groggy. "E' tutta colpa mia. Con la Roma si puo' perdere sempre, cosi' mai. E siccome la Fiorentina era la stessa che aveva travolto la Juve, vuol dire che a sbagliare stavolta e' stato l'allenatore". Mea culpa amarissimo, per il tecnico viola distrutto da Zeman ("Considero il boemo un maestro, ma stavolta e' stato fin troppo duro") e da una domenica da dimenticare. "Abbiamo disputato un primo tempo inguardabile. In campo c'era solo la Roma. Poi e' andata un po' meglio, ma la frittata ormai era fatta. Insisto: se la squadra e' crollata di testa, prima ancora che nelle gambe, la ragione sta nella mia incapacita' di gestire il gruppo dopo il trionfo sulla Juve. Mi era successo la stessa cosa ad inizio stagione, dopo il grande match di San Siro con l'Inter. Forse, mi sono nuovamente lasciato trascinare dall'entusiasmo". Ma possibile che gli errori di Malesani, che domenica perdera' Oliveira e Falcone per squalifica e Batistuta per gli impegni con la nazionale, siano da considerare piu' importanti delle trovate di Zeman? "Per carita', la Roma ha giocato in modo stratosferico. Quando si esprime su certi ritmi puo' mettere sotto qualsiasi avversario. Ma io avevo ancora negli occhi la partita contro la Juventus. Impossibile cambiare cosi' radicalmente in otto giorni". Cecchi Gori all'Olimpico non c'era, per sua fortuna. Il contratto da rinnovare e' di nuovo in bilico? "Sono decisioni della societa' - risponde Malesani -: qui ho sbagliato tutto, in altre occasioni no. In fondo e' la quinta sconfitta in 23 giornate: vuol dire che non sto lavorando malissimo. Certo, perdere cosi' resta una macchia grave, specie dopo aver dato 3 gol alla Juve. Era un esame di maturita', ma piu' che una bocciatura, mi auguro di essere stato soltanto rimandato".
Ora Delvecchio chiede una maglia "Se non gioco il derby m'arrabbio" ROMA - (s.p.) "Visto che, se gioco, i gol so segnarli anch'io?". Chiusura tra gioia e veleno per Marco Delvecchio, ispiratissimo vice - Balbo che potrebbe essersi guadagnato la maglia da titolare. Subito una dedica al figlio, Nicholas, che nascera' tra pochi giorni: "Dopo il primo gol volevo festeggiarlo mettendomi il pallone sotto la maglia, simulando il pancione: Toldo e Firicano non hanno capito, pensavano volessi perdere tempo ed e' successo un parapiglia. Ma ci siamo spiegati". E domenica prossima, il derby: "Decidera' Zeman, adesso, se farmi giocare contro la Lazio. Io, di sicuro, stavolta se torno in panchina mi arrabbio di brutto".
SENSI EUFORICO "Cecchi Gori avrebbe applaudito" ROMA - La firma in calce al contratto da 1.700 milioni, fresca di 4 giorni, ha portato bene. Ma non e' bastata a far tornare la parola a Zeman. Muto dalla sconfitta con la Juve, e il successivo deferimento per le critiche all'arbitro, il boemo ha lasciato la parola al presidente, che tanto ha penato per convincerlo a restare un anno ancora. Franco Sensi e' parso raggiante: "Visto che Roma? Abbiamo vinto il primo spareggio per l'Europa. Ora sotto con gli altri. A cominciare da quello con la Lazio. Ho rivisto la squadra di inizio stagione. Travolgente, spettacolare, divertente". Merito forse di quella sudatissima firma strappata solo mercoledi' scorso? "No, che c'entra. Zeman e' una persona seria, si e' sempre impegnato al massimo. La squadra aveva solo avuto un calo. Ma questa, non lo dimenticate, e' stata la quinta vittoria nelle ultime sei partite, la quarta consecutiva. L'obiettivo e' l'Uefa, senza altri sogni: andiamo avanti cosi'. I conti li faremo alla fine. Intanto abbiamo guadagnato parecchi punti sulle nostre rivali dirette. La Fiorentina, la Samp, il Milan. E siamo tornati ad un passo dall'Udinese. Mi spiace per il mio amico Cecchi Gori, che oggi era a Los Angeles. Si e' perso una grande domenica: sono sicuro che un uomo di spettacolo come lui, alla fine, avrebbe dimenticato la rabbia per la sconfitta e ci avrebbe applaudito".
IL PROTAGONISTA E Maldini fa lo spettatore al Totti - show ROMA - Ha sfiorato la luna, avvicinato l'impossibile. Eppure potrebbe non bastare. L'ha fatto davanti ai soli occhi che contano: quelli di Cesare Maldini, commissario tecnico della nazionale italiana. Non che Maldini non sappia chi sia. Solo che a volte, come dire, il c.t. sembra un po' distrarsi, preso da mille altre questioni. E allora gli diventa necessaria una ripassatina, un viaggetto nella capitale per vedere a che punto sta il "Pupo". Che non vuole piu' essere chiamato cosi' e ieri ha dato piu' di una dimostrazione di essere cresciuto. Francesco Totti ieri pomeriggio contro la Fiorentina ha toccato piu' d'una vetta, cosa che puo' riuscire solo a pochi, a dispetto dell'eta', della squadra in cui si gioca, delle condizioni ambientali. Pure lui conosce bene Maldini e forse e' per questo che non si aspetta miracoli, di girare cioe' per la Francia in maglietta e calzoncini, da giugno a luglio, invece di andarsene al mare da qualche parte, magari con gli amici, com'e' probabile che gli succedera'. Totti, non da solo ma quasi, ha sminuito nel primo tempo la Fiorentina di Malesani, che sette giorni fa aveva distrutto la Juve. Inventando per gli altri, tagliando il campo con ogni tocco immaginabile e a qualunque distanza. Poi l'ha azzerata completamente, andando a strappare con prepotenza il numero abbacinante, il gol da sballo, il capolavoro che appartiene ai cromosomi dei campioni, che nascono anche qui, accarezzati dal ponentino e viziati dal pubblico mammone. Antonio Carlos Zago, l'ultimo brasiliano arrivato alla Roma, e' rimasto a bocca spalancata. Lui, quando Totti ha calciato la punizione del 4 a 0, era piu' o meno alle spalle del compagno, bello dritto in faccia alla porta di Toldo. Ecco cosa ha raccontato: "Una punizione perfetta, meravigliosa. Una cosa incredibile. Ho visto la palla partire dal piede di Francesco e andarsi a infilare giusto nell'angolo tra palo e traversa. Come se fosse telecomandata. E allora non ho saputo resistere: mi sono fatto trenta metri di corsa e l'ho abbracciato". Totti conosce bene Maldini. Insieme vinsero a Barcellona, un anno e mezzo fa, l'ultimo titolo importante dei nostri colori, l'ultimo trofeo di Cesarone con l'Under 21: il campionato europeo. Totti c'era, e si fece sentire. Fu lui, accanto a Morfeo, ieri pomeriggio annientato dall'amichetto giallorosso, l'uomo in piu', l'elemento che seppe alzare il tasso tecnico della squadra e condurla verso un traguardo clamoroso: il terzo successo continentale consecutivo. E in casa della Spagna di Ivan De la Pena e di Raul, strafavorita. Dicono che Maldini non ami particolarmente i giocatori nati in questa citta'. Chissa' perche', se quel pettegolezzo ha un fondamento. In realta', a gente come Totti dovrebbero essere evitate etichette cosi' banali e fuorvianti, falsi limiti che poi il tempo, e il rettangolo verde, inevitabilmente smentiscono. Con questo ragazzo di 21 anni e mezzo, venuto al mondo in un quartiere a due passi dalla basilica di San Giovanni, cresciuto nelle giovanili giallorosse dopo un rapidissimo intermezzo nella Lodigiani, hanno indovinato in tanti. Ma non era cosi' difficile. Eppure qualcuno e' riuscito a prendere una cantonata. Come l'argentino Carlos Bianchi, che lo stava per cedere in prestito l'anno scorso alla Sampdoria, avendolo definito "un giocatore normale". E come Rossano Giampaglia, ex responsabile dell'Under 21 prima dell'avvento di Tardelli, secondo il quale Totti "si era impigrito e rischiava di perdersi: soltanto un futuro lontano da Roma lo avrebbe rigenerato". Avranno visto, questi signori, il gol di ieri alla Fiorentina e la prestazione intera? Avra' visto bene anche Maldini?


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