XV Giornata
INTERNAZIONALE
-
RO
MA 3-1

Milano, Stadio Meazza
domenica 5 gennaio 1997
ore: 14:30


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Tabellino partita:
INTER: Pagliuca, J. Zanetti, M. Paganin, Galante, Angloma, Fresi, Sforza, Winter (32'st Berti), Djorkaeff, Zamorano, Ganz (32'st Bergomi).
Allenatore: Hodgson.
 
ROMA: Sterchele, Aldair, Petruzzi, Lanna, Moriero, Statuto (1'st Balbo), Thern, Tommasi, Carboni, Delvecchio, Totti (31'st Fonseca).
Allenatore: Bianchi.
 
Arbitro: Cesari di Genova.
RETI: 11'pt Ganz, 39'pt Djorkaeff, 3'st Delvecchio, 24'st Fresi.
 

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Corriere Della Sera

L' Inter riprende il volo con Djorkaeff

Capolavoro acrobatico, a bersaglio anche Ganz e Fresi: la Roma e' affondata. L' attimo fuggente di Yuri. " Si, e' il mio gol piu' bello.Balbo contesta Bianchi, il tecnico ironizza: " Cacciatemi, un posto lo trovo

A San Siro i nerazzurri centrano una vittoria che li riappacifica coi tifosi e li rilancia all'inseguimento della Juve

MILANO - Sembra facile fare la rivoluzione. Uno si sveglia al mattino e dice: oggi cambio tutto. Forse Roy Hodgson, precettore di Croydon, e Carlos Bianchi (si legge Bianci), genio incompreso del Sudamerica, si sono mossi con maggiore cautela, di certo avranno soppesato con attenzione le pruderie sovvertitrici, ma e' singolare che entrambi siano giunti all'identica conclusione con l'avvio del nuovo anno. Pero', ecco il nocciolo del problema, una rivoluzione non e' uguale all'altra. Insomma, c'e' ribaltone e ribaltone. E mister Hodgson ha ridisegnato la sua squadra meglio del senor Bianchi (Bianci). Le assenze pesanti di Branca e (soprattutto) Ince, il pedatore che si sente perseguitato politico pur non essendo esattamente una viola mammola, piu' il differente dosaggio degli ingredienti difensivi (Zanetti e Angloma esterni, Paganin e Galante al centro) non hanno ostruito il defluire della manovra interista che, anzi, e' filata via liscia, con attimi di furore agonistico. Hanno scricchiolato, i nerazzurri, solo quando l'ex Delvecchio, imbeccato dalle retrovie, ha punto Pagliuca. Senza macchia nella circostanza e senza voto in un'ottica piu' allargata, visto che il suo esercizio piu' sfiancante e' stato il rinvio con il piede sinistro. Maldini padre ne prendera' nota e, se tanto mi da' tanto, sul piatto delle valutazioni azzurre finira' pure la paperissima di Peruzzi a Parma. Delvecchio ha colpito in un momento delicato, le primissime battute della ripresa, e per una decina di minuti San Siro ha temuto il replay di Inter - Samp. Ma il giovane Delvecchio e il giovanissimo Totti, con l'aggiunta (nella ripresa) dello stagionato Balbo, non fanno Montella e Mancini. Vero e' che, dopo qualche fischio d'incoraggiamento (si fa ovviamente per dire), tutto si e' assestato per il verso giusto, l'Inter non ha fatto la stupida, ha ripreso a macinare ai fianchi avversari sempre piu' storditi dalla loro stessa pochezza, chiudendo poi il conto con la sassata di Fresi. Importante la vittoria ritrovata dopo due mesi (ultimo successo: Verona - Inter 0 - 1 del 3 novembre) e la tregua sociale raggiunta con i tifosi. Questo per dire che una rivoluzione (fuori Balbo & Fonseca, dentro Delvecchio & Totti) non la si puo' improvvisare tout court, sostituendo un giocatore con un altro. Una rivoluzione deve essere motivata, sostenuta da ideali importanti. La rivoluzione, insomma, deve essere nelle teste e nel cuore di chi e' chiamato a fare il rivoluzionario. In questo l'Inter ha dimostrato di essere piu' "trasgressiva" degli antagonisti, supportando i cambiamenti con una prova di carattere che ha surrogato manchevolezze tattiche e tecniche evidenti. I nerazzurri, tanto per dirne una, sono ancora troppo sfilacciati (in gergo si dice che sono lunghi): impossibile, oggi, affermare che l'Inter sia una squadra monolitica. Se l'avversario riesce infatti ad insinuarsi nel suo centrocampo o addirittura ad aggirarlo con palloni filanti, la difesa si offre impudicamente nuda alle voglie degli attaccanti avversari. Pero' la squadra di mister Hodgson ha davvero dimostrato di credere nello scudetto, schiacciando nel suo angolo una Roma senza sangue, un teorico sbarramento di cinque centrocampisti davanti al terzetto difensivo Aldair - Petruzzi - Lanna, che in realta' era burro da spalmare con del buon salmone. Avrebbe potuto e dovuto vincere la partita proprio li', in mezzo al campo, la Roma, perche' Winter sembra ormai alla frutta, Fresi deve ancora completare il praticantato e il solo Sforza, giocatore di sostanza ma non di apparenza, non puo' fare i miracoli di Maradona. E invece l'Inter li' ha imposto la forza della sua rivoluzione. Perche' devastante alla distanza e' risultato l'apporto di Zanetti dalle retrovie e quello di Djorkaeff, posizionato alle spalle del tandem attaccante Ganz & Zamorano, nelle vesti di splendido anarchico. Nel rapporto quantita / qualita' il francese e' parso di gran lunga il piu' efficace. Dinamico, estroso, concreto, ha innervato gli schemi con giocate scintillanti cui soltanto Thern ha provato ad opporsi nel mare magnum dell'inefficienza romanista. Determinante, ad esempio, la sua rete, quella che ha raddoppiato lo sporco sinistro di Ganz (scommettiamo che l'attaccante interista in realta' voleva agganciare il pallone per poi calciare a botta sicura?), consentendo cosi' ai compagni di gestire in "affanno controllato" quel primo quarto d'ora della ripresa. Il gesto di Djorkaeff ha sprigionato magia, quella sua rovesciata / sforbiciata in attesa di colpire il pallone con il piede destro e' durata un attimo che e' sembrato eterno. Suggestiva come certe immagini antiche, quando il pallone aveva un altro sapore e le rovesciate mitiche di Piola erano immortalate sull'almanacco del calcio (non ancora Panini) e sul "Calcio Illustrato". Altri tempi, di cui forse la gente ha smarrito il ricordo. Come spiegare l'applauso lungo un paio di minuti che San Siro ha voluto regalare al suo Piola? INTER 3 Pagliuca s.v. Zanetti 7 M. Paganin 5 Galante 6 Angloma 6 Fresi 6 Sforza 6,5 Winter 5,5 Djorkaeff 7,5 Zamorano 5 Ganz 6 All.: Hodgson 6 ROMA 1 Sterchele 5 Aldair 5,5 Petruzzi 6 Lanna 6 Moriero 5,5 Statuto 5 Thern 6 Tommasi 5 Carboni 5 Delvecchio 6 Totti 5 All. C. Bianchi 4 Arbitro: Cesari 6,5 (Medeot 6,5 e Marano 6,5) 11' Gol: Ganz, tocco sporco di sinistro, assist Zanetti 1 - 0 27' Zamorano di testa su angolo di Ganz, fuori 29' Delvecchio in area gira al volo di sinistro, svirgolando 32' Winter, destro, ribatte Sterchele, Djorkaeff gira fuori 39' Gol: Djorkaeff sforbiciata di destro su palla a candela 2 - 0 2' Gol: Delvecchio di sinistro dopo un liscio di Paganin 2 - 1 5' Djorkaeff, destro, Sterchele respinge di pugno 25' Gol: Fresi, potente esterno destro dalla lunetta 3 - 1 36' Balbo, destro in corsa: il pallone sfiora il palo 38' Djorkaeff da Zamorano: pallonetto di poco oltre la traversa Ammoniti: Carboni, Delvecchio e Ganz. Sostituzioni. Inter: Berti (s.v.) per Winter; Bergomi (s.v.) per Ganz. Roma: Balbo (5,5) per Statuto nel s.t.; Fonseca (s.v.) per Totti dal 29' s.t. Recuperi: 0' piu' 2'.

COLPO DA FUORICLASSE L'attimo fuggente di Youri "Si', e' il mio gol piu' bello"
MILANO - "Io e il presidente siamo sulla stessa lunghezza d'onda ma anche il mio gol, certo il piu' bello che ho mai segnato, deve rimanere un ricordo da lasciare li' sul prato, quando sembrava che tutto lo stadio mi cadesse sopra la testa. Bisogna invece pensare subito a lavorare duro in vista dell'incontro di domenica prossima contro il Napoli". Anche nell'intervista del dopo gara Youri Djorkaeff si dimostra fedele a se stesso: fierezza e pragmatismo, una carezza al presidente che l'ha voluto in nerazzurro a tutti i costi. Ieri pomeriggio il fuoriclasse transalpino, complice la caduta della Juventus a Parma, e' pure riuscito a rilanciare l'Inter verso l'alta classifica siglando in chiusura di primo tempo un gol d'antologia. L'impresa balistica va raccontata, per quanto sia praticamente impossibile vivisezionare l'unita' plastica di un movimento assolutamente perfetto. Era stato Maurizio Ganz a sganciare un violento tiro di sinistro, respinto d'istinto con un ginocchio prima dal portiere Sterchele e poi alzato a campanile dallo stopper Petruzzi nella zona di destra dell'attacco nerazzurro, assai vicino alla linea di fondo. Sembrava un'azione finita a quel punto, ma non per Djorkaeff. Cogliendo, con l'istinto del fuoriclasse l'attimo di distrazione della difesa avversaria, Youri faceva leva sul piede sinistro per salire a oltre 2 metri d'altezza impattando all'istante il pallone col piede destro per scagliarlo, neanche l'avesse colpito con una stecca di biliardo, con un'incredibile traiettoria rettilinea verso il palo di destra, il piu' lontano, assolutamente fuori dalla portata dell'esterrefatto Sterchele. Coordinazione estrema, destrezza, forza esplosiva piu' quel quid indefinibile che permette al campione d'inquadrare la porta praticamente al buio, come tenesse un radar dietro la nuca. Una prodezza, la piu' fulgida di tante belle giocate effettuate ieri da un atleta che pure all'inizio del campionato aveva stentato non poco non essendo abituato ai ritmi serrati degli allenamenti in voga qui in Italia. Insieme a Djorkaeff anche l'Inter e' apparsa ieri piu' veloce e brillante del solito, anche se onesta' vuole che una Roma a cosi' basso regime sul piano atletico e agonistico fosse l'avversario piu' adatto che i nerazzurri potessero augurarsi in un match fondamentale sulla via del rilancio.

Mister Roy tira un sospiro di sollievo: ora porta tutti in ritiro forzato in Sardegna per allenarsi lontano dal gelo Hodgson: "Visto? Il campionato e' aperto" "Il riposo ha rigenerato la squadra e io ho evitato la crocefissione". Moratti: "Ho notato grandi progressi"
MILANO - "Il campionato e' aperto, molto aperto", proclama Roy Hodgson. I tre gol alla Roma gli hanno ridato la grinta che a dicembre sembrava perduta. La sconfitta della Juve a Parma e' un'ulteriore conferma alle parole che il tecnico interista va ripetendo da tempo: "Ci sono tante partite da giocare, lo scudetto non e' assegnato". Adesso che e' tornato a vincere in campionato, dopo due mesi, puo' tranquillamente dire: "Sapevo che la squadra aveva bisogno di staccare, di riposarsi mentalmente, dopo venticinque partite in quattro mesi. E' facile, dopo questa vittoria, darmi ragione. Ero consapevole comunque che se le cose si fossero messe diversamente, sarei stato crocefisso. Nel calcio succede". Cosi' l'Inter riprende la rincorsa e si avvicina alla Juve. E Massimo Moratti puo' finalmente raccontare una partita che lo ha entusiasmato. "Questi sono momenti di grande soddisfazione. Il campionato e' lungo, bisogna essere fiduciosi dopo quello che la squadra ha dimostrato. L'Inter ha giocato bene. Era una gara delicata e siamo stati capaci di affrontarla con determinazione. Ho notato un cambiamento positivo e qualche modifica tattica che e' servita. Djorkaeff? Non ci sono parole per definire la rete che ha fatto. Un gol speciale, davvero incredibile". Adesso sembra tutto piu' facile, tanto che il presidente puo' consentirsi di allargare l'orizzonte dei suoi commenti. Comincia da Delvecchio. "Sul gol e' stato veramente molto bravo. Il giocatore e' ancora nostro al 50 per cento. Vedremo per il futuro". Delvecchio pero' e' stato contestato dai tifosi della curva nerazzurra: l'avvocato Prisco ha riferito che in tribuna alcuni hanno visto un gestaccio dell'attaccante verso i tifosi interisti dopo il suo gol. Moratti: "Mi hanno riferito che ha fatto un gesto poco piacevole, ecco perche' la curva poi lo ha contestato". Massimo Moratti si e' unito a tutto il pubblico di San Siro nei due minuti di standing ovation per l'eurogol di Youri Djorkaeff: con cui si e' complimentato addirittura l'arbitro Cesari, che gli ha anche chiesto la maglia. E con i tempi che corrono nei rapporti arbitri - giocatori, qesto e' un grande riconoscimento. E' la settima rete in quindici partite di Djorkaeff. E' arrivata a confermare le ambizioni dell'Inter che non ha mai smesso di pensare allo scudetto. Hodgson ora puo' raccontare: "Abbiamo ritrovato una grande vittoria che ci permette di affrontare il futuro con uno spirito diverso. Forse nelle ultime partite era venuta meno la fiducia. Contro la Roma la squadra e' scesa in campo con la voglia di vincere. Ha giocato con grinta e carattere. Pure quando e' arrivato il gol giallorosso, ho visto una reazione positiva, cosa che non era successa le ultime volte. L'Inter ha saputo gestire la partita e costruire azioni offensive". E' proprio un'Inter diversa e lo conferma Moratti: "Adesso sono ottimista". Ancora Hodgson: "Le piccole modifiche tecniche sono servite. Abbiamo giocato bene in attacco senza rischiare nulla in difesa. Eppure in squadra c'erano tre attaccanti e due esterni di spinta. Con i gol di Fresi e Djorkaeff possiamo andare lontano, io potrei stare tranquillamente a St. Moritz per tre mesi, tornando soltanto per la partita della domenica". Il '97 e' cominciato sotto il segno nerazzurro, ma da domani si torna al lavoro: per proseguire il programma di allenamento si parte per Cagliari. Seduta ad Appiano, poi nel pomeriggio partenza per la Sardegna. Una scelta quasi obbligata, viste le pessime condizioni climatiche che hanno gelato i campi di Appiano. "E' vietato distrarsi. Contro Napoli e Bologna dobbiamo conquistare sei punti se vogliamo continuare a pensare in grande", dice Hodgson. La squadra si adegua. ----------------------------------------------------------------- BUFERA TRA I GIALLOROSSI: L'ATTACCANTE CHIEDE UN COLLOQUIO COL PRESIDENTE Balbo contesta Bianchi, il tecnico ironizza: "Cacciatemi, un posto lo trovo" MILANO - Dopo i tre gol incassati arrivano puntuali le polemiche. Troppo nervosismo, troppi malumori circondano l'ambiente giallorosso. Lo scivolone di San Siro lascia strascichi. Abel Balbo, che si e' diviso tra panchina e campo, ci tiene a far sapere che ha smaltito la stanchezza per il fuso orario e per le tante ore di aereo fatte negli ultimi viaggi tra Italia e Argentina. Lo vuol far sapere soprattutto al tecnico, ovviamente con una punta di ironia: "Ho fatto quattro viaggi in dieci giorni, e' logico che Bianchi nel primo tempo abbia voluto mandare in campo gente piu' in forma di me". Balbo scarica tutta l'amarezza per aver vissuto il primo tempo contro l'Inter da spettatore. Colpevole l'allenatore Bianchi, colpevole il presidente Sensi e tutta la Roma. Balbo non misura le parole: "Sono stanco, i sacrifici qui devono farli tutti, altrimenti anch'io comincio a pensare soltanto a me stesso. Ho anteposto la Roma persino alla mia famiglia, ho rinunciato pure alla nazionale. Ma adesso mi sono stufato. Sarebbe meglio che tutti cominciassero a remare per la stessa barca, altrimenti pensero' solo per me. Sono abituato a giocare e non a parlare, ma non si puo' piu' stare zitti. Voglio incontrare al piu' presto una persona, in settimana voglio vederla assolutamente, voglio spiegare a questa persona come sta la situazione". Balbo e' furibondo, non solo per i 45 minuti vissuti da spettatore. La situazione che si e' venuta a creare all'interno dello spogliatoio e' pesante e per questo vuole vedere al piu' presto il presidente Sensi: questi ieri ha lasciato San Siro furibondo. L'argentino aspetta una convocazione e nel frattempo elogia l'Inter: "Ha un grande allenatore". Carlos Bianchi: "Cosa devo fare? Non posso mettermi a piangere. Non penso di aver fallito e se fossi il presidente scommetterei ancora su Bianchi. Non mi sento inferiore a nessuno, sono convinto di aver insegnato alla squadra un buon calcio. E' vero, arriviamo da una sconfitta pesante, ma in campo non ci vado io". Tranquillo, rilassato, l'allenatore argentino della Roma guarda la classifica, ai venti punti conquistati senza la minima preoccupazione. Si sente ben saldo sulla sua panchina. "E se cosi' non dovesse essere, troverei un altro posto gia' domenica prossima. D'altra parte si sapeva che la Roma non aveva ambizioni di scudetto".


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