XXI Giornata
ROMA - REGGIANA 2-0
Roma, Stadio Olimpico
domenica 26 febbraio 1995
ore: 15:00
 

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Tabellino partita:
ROMA: Cervone, Lanna, Aldair, Carboni, Petruzzi, Thern, Moriero (32'st Cappioli), Statuto, Giannini, Totti (32' st Piacentini), Balbo.
In Panchina: Lorieri, Benedetti, Annoni.
Allenatore: Mazzone.
 
REGGIANA:  Sardini, Cherubini, Zanutta, De Napoli, Gregucci (38'st Falco), De Agostini, Simutenkov, Oliseh, Padovano (40'st Mazzola), Brambilla, Esposito.
In Panchina: Pardini, Beretti, Gambaro.
Allenatore: Marchioro.
 
Arbitro: Arena.
RETI: 3'st Giannini, 25'st Balbo (R).
NOTE: Ammoniti: Statuto, Giannini, Padovano, Cherubini


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Corriere Della Sera

la ROMA continua a sognare

Mazzone: " niente previsioni, ne riparliamo dopo Cagliari "

I giallorossi superano la Reggiana all' Olimpico e proseguono la rincorsa a Juve e Parma

La Roma non rinuncia a sognare. La parola "scudetto" e' piu' che mai tabu' , nessuno se la sente di pronunciarla dopo il rovescio contro il Genoa di una settimana fa. La vittoria contro la Reggiana e' stata pero' importante non solo perche' ha permesso ai giallorossi di insediarsi nuovamente in solitudine al terzo posto in classifica (staccando per l' ennesima volta la Lazio), ma anche e soprattutto in considerazione del fatto che ha consentito di mantenere aperto un seppur esile filo di speranza per una clamorosa rimonta ai danni di Juventus e Parma. "Adesso non voglio fare previsioni, e' presto per parlarne. Avevo detto che lo avrei fatto dopo la trasferta di Cagliari e prima della sosta e intendo rispettare questa promessa", sottolinea Mazzone senza dare possibilita' di replica. Nel dopo partita si parla della scontata squalifica di Giannini in vista della delicata trasferta di Genoa contro la Sampdoria. "Mi dispiace per lui, e' un periodo che andava veramente forte, comunque ci sono altri giocatori che sono perfettamente in grado di sostituirlo", commenta Sensi. "Con le cosiddette "piccole" partiamo sempre con l' handicap . aggiunge il presidente giallorosso alludendo al primo tempo della squadra . inizialmente troviamo sempre grosse difficolta' ". E poi si lamenta: "Questa altalena con la Lazio per il terzo posto ci perseguita. L' incasso? Si' , e' il piu' povero di quest' anno. Ma siamo stati penalizzati dalla sconfitta di domenica scorsa contro il Genoa e dalla sosta per gli incidenti di Marassi". Sulla partita Sensi si sbilancia ancora di piu' : "La Reggiana ha giocato bene e si e' aperta solo dopo aver subito il gol. Noi, comunque, dovevamo segnare piu' reti", dice riferendosi alle numerose occasioni sbagliate. "Giocando cosi' . si sbilancia il presidente della Roma . raggiungeremo certamente la zona Uefa, l' obiettivo minimo della societa' per quest' anno". Giannini, invece, spiega che le disposizioni di Mazzone erano precise: aspettare la Reggiana nella meta' campo dei giallorossi per costringerla a scoprirsi. Una tattica che, almeno fino al riposo, non ha dato grandi frutti: "Loro saltavano il nostro centrocampo con lunghi rilanci e noi ci eravamo "allungati", scandisce il capitano, autore anche ieri di una prestazione ben al di la' della sufficienza. "E anche dopo il nostro vantaggio ci hanno messo in difficolta' , dobbiamo essere piu' cinici, spietati". "La nostra forza deriva dal fatto che, anche se abbiamo assenze importanti, riusciamo a mettere in campo una formazione che e' competitiva. Manca Fonseca? Con tutto il rispetto, c' e' Totti. La prossima settimana non ci saro' io? Non importa, chiunque prendera' il mio posto sara' perfettamente in grado di dare un contributo importante alla squadra", giura Giannini dimostrando per l' ennesima volta di essere modesto. Ci si sofferma su Thern, sugli applausi a scena aperta che ha strappato al pubblico dell' Olimpico nel secondo tempo. E il capitano riconosce allo svedese il merito di non essere un calciatore qualsiasi: "Non dovrei essere io a parlare di lui, perche' sono un suo collega e non sono ne' l' allenatore, ne' tantomeno il tecnico. Pero' posso tranquillamente riconoscere che e' un grande professionista, un ottimo giocatore: e' forte nei contrasti e sa costruire il gioco. Con lui accanto, ognuno di noi e' tranquillo". E Mazzone riconosce: "Thern l' ho portato io a Roma, non lo scopro adesso. Piuttosto, e' il pubblico romano che si innamora spesso perdutamente, a torto o a ragione. Se non lo facevo giocare, fino a qualche tempo fa, una ragione doveva pur esserci: ogni volta, prima di decidere chi andra' in campo, devo valutare molte cose. E questo mi costringe a fare delle scelte, che magari poi verranno smentite in campo, ma nelle quali io credo fino all' ultimo".


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