XIV Giornata
ROMA - MILAN 0-0
Roma, Stadio Olimpico
domenica 18 dicembre 1994
Ore: 14:30

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Tabellino partita:
ROMA: Cervone, Annoni, Lanna, Aldair, Petruzzi, Carboni, Moriero, Cappioli, Balbo, Giannini, Fonseca.
In Panchina: Lorieri, Benedetti, Piacentini, Maini, Totti.
Allenatore: Mazzone.
 
MILAN: Rossi, Tassotti, Maldini, Albertini, Costacurta, Baresi, Donadoni, Desailly, Massaro, Savicevic (31'pt Di Canio), Simone.
In Panchina: Ielpo, Nava, Stroppa, Lentini.
Allenatore: Capello.
 
Arbitro: Collina di Viareggio. 
NOTE: Ammoniti: Annoni, Patruzzi, Savicevic, Albertini, Simone, Spettatori: 64.439


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Corriere Della Sera

Roma Milan, opzione spettacolo zero

Roma vs Milan 0 a 0, arbitro Collina. Balbo Fonseca smarriti nel pressing rossonero, Diavolo sempre spuntato.

ALL' OLIMPICO UN PAREGGIO NOIOSO E FISCHIATISSIMO TRA I GIALLOROSSI ED I CAMPIONI D' ITALIA

ROMA . Partite come questa Roma Milan, che costringono i teorici predoni d' area agli esercizi spirituali e alla contemplazione, danneggiano l' immagine del football. Pensate: quasi sessantacinquemila spettatori, con oltre due miliardi d' incasso complessivo, per vedere due parate di Cervone dopo l' intervallo, mentre Sebastiano Rossi viene chiamato in causa solo all' 81' da un' esecuzione trasversale timbrata Fonseca, senza un compagno verso cui rifinire quel lancio Moriero. Tuttavia, se vigesse il regolamento pugilistico, cominceremmo a credere possibile la risalita dei rossoneri nei quartieri alti, riconoscendone tanto l' efficienza atletica quanto le recuperate intese, esclusi purtroppo gli ultimi sedici metri. Ne' l' episodio casuale o l' improvvisa amnesia difensiva valorizzano almeno settanta minuti di possesso palla del gruppo Capello, impigliato dentro una prestazione surreale, dove certe qualita' tecniche d' accostamento non prevedono poi verticalizzazioni trapassanti. Scremiamo l' insulso primo tempo: Albertini e Desailly dominano Cappioli e Aldair, schierato tipo centromediamo metodista davanti ad Annoni, Lanna, Petruzzi, zonaroli trattenuti dal tridente Massaro Savicevic Simone, che gira alla larga, che affetta nulla quando vorrebbe ricomporsi dietro l' estro intermittente di Donadoni. Cosi' , contro "mazzoniani" rattrappiti, forse stanchi causa l' inutile bravata infrasettimanale anti Juve, diventa facile dominare pure le corsie laterali, salvo scoprire all' intervallo il misero score di due mazzate Savicevic fuori e un rigore invano reclamato dallo stesso montenegrino, che Lanna ostacola a nostro avviso correttamente. Chi supporta lo spettacolo? Chi risarcira' gli spettatori traditi, ancora pronti a vagheggiare Roma capoccia, dentro l' Olimpico degli sbadigli? Pressati ovunque, mentalmente scarichi, i cavalieri di Trigoria tagliano meta' percorso memorizzando giusto alcuni alleggerimenti di Carboni utili per un' improbabile palombella d' Aldair e una stangata di Cappioli direzione autostrada. Cambiera' ? Non cambia certo l' atteggiamento tattico dei giallorossi, con Giannini Aldair Moriero a bavero alzato quali interdittori aggiunti, aspettando la scorciatoia contropiedistica favorita dallo sbaglio propositivo rossonero. Ma i saltuari ribaltoni sorprendono egualmente stonati Balbo e Fonseca, incapsulati fra Costacurta Baresi ogni volta che pretenderebbero legare in velocita' un' azione decente. Che dipenda dall' appassionata esternazione berlusconiana di venerdi' scorso, sul Milan tuttora grande, quindi attrezzato per raggiungere gli "illusi" al comando? Beh, una Roma inimmaginabile, senza cuore, senza scorte energetiche, risaliva comunque a tanto tempo fa. E accesi i riflettori, l' inverecondo sbarramento viene fischiato. Fischi meritati, che sembrano anticipare il castigo: Savicevic, solista bislacco, mezza punta che sotto rete evapora, rompe stavolta il girotondo per vie laterali azzeccando l' assist filtrante Simone Maldini. Sovrapposizione esatta, pero' un po' egoista super Paolo "maldineggia", stanga defilato addosso a Cervone, trascura Massaro smarcatissimo. Con buona pace di Sua Emittenza, tormentato presidente del consiglio, qua l' armata Capello commemora se stessa, incapace di pescare la botta risolutrice. Anzi, l' unico tiro gol prenatalizio dai venti metri (latore sempre Dejan, bombardiere Albertini, stanco di bella calligrafia) pesca Cervone nel provvidenziale impatto volante ad imbalsamare lo 0 0 dello scontento popolare. Urgono rettifiche. Probabilmente basterebbe togliere Annoni (sempre piantato da Savicevic), arretrare Aldair, inserire Totti a supporto dei sudamericani, per scoprire una Roma meno invereconda. Sicuramente risulta pletorico l' unico cambio che contempla il dribblomane Di Canio e cancella Savicevic, solo milanista ad osare comunque accelerazioni di sfondamento. Roma Milan langue in un finale spezzettato, contraddistinto da falli tattici e scorrettezze maleducate. Mazzone non rischia una virgola. I cori disapprovanti non lo feriscono nell' orgoglio rugantino. E Fonseca, sfilato via una tantum a Costacurta, distingue sul fondo la desolazione, cioe' nessuno scattato per affiancarlo. Posta divisa allora, svaniti i sogni reciproci. ROMA 0 0 MILAN Cervone 7 Annoni 5 Lanna 6 Aldair 6 Petruzzi 6 Carboni 6 Moriero 5 Cappioli 5 Balbo 5 Giannini 6 Fonseca 5 Rossi 6 Tassotti 6 Maldini 6 Albertini 6 Costacurta 6 Baresi 6 Donadoni 6 Desailly 6 Massaro 5 Savicevic 6 Di Canio dal 30' s.t. s.v. Simone 5 ARBITRO: Collina 6 SPETTATORI: paganti 25.352, incasso L. 1.154.275.000, abbonati 39.087, quota L. 935.031.000 NOTE: ammoniti Annoni, Savicevic, Albertini, Petruzzi e Simone Allenatore: Mazzone Allenatore: Capello

Mazzone si difende con una sviolinata a Capello "La sua squadra e' piu' forte di Parma e Juve" GIUSTIFICAZIONI E BUGIE NATALIZIE

ROMA . Sessantacinquemila spettatori, oltre due miliardi d' incasso, tanta polizia, ma anche tanta noia. Brutta partita, dunque, all' Olimpico: uno zero a zero che non soddisfa nessuno e lascia con l' amaro in bocca quanti erano accorsi allo stadio per vedere un grande spettacolo di calcio. Macche' ! Questa Roma formato Mazzone, con decine di miliardi spesi dalla societa' di Sensi, non gira come dovrebbe. A Firenze, domenica scorsa, la squadra giallorossa gioca bene, ma lascia i tre punti. Ieri, in casa, non ripete la prova di sette giorni fa e viene graziata solo perche' il Milan, al posto delle punte, ha un paio di freccette che non riescono ad impensierire nessuno. In conclusione, un punto per parte, sbadigli e l' amarezza del pubblico che, forse, avrebbe fatto bene a trascorrere altrove la festa. Non c' e' il minimo ragionamento nel disegno ideato dal "sor magara", mister di Trigoria. La Roma va avanti con i solisti, puo' azzeccare un' azione soltanto perche' uno dei suoi idoli miliardari inventa un numero. Ma la geometria, in campo, latita. Si tenta con i lanci lunghi, favorendo le difese; non c' e' amalgama tra un reparto e l' altro. E ieri, al centro, i ragazzi in giallorosso sono stati sovrastati dai loro avversari. Come mai, allora, il Milan non e' riuscito a fare l' en plein? "Da qualche tempo a Berlusconi non gliene va dritta nemmeno una", commentava un tifoso in vena di umorismo. Forse, scherzando, il giovanotto, un ultra' rossonero, non aveva tutti i torti. Se qualcuno doveva vincere all' Olimpico doveva essere il Milan. Senza il minimo dubbio. Pero' , questa squadra che fa pressing benissimo e non lascia spazio a chi le sta di fronte, arrivata ai sedici metri si perde in un bicchier d' acqua. E' come se avesse il terrore di tirare in porta e fare gol. E' come se avesse il complesso di bucare la porta degli altri. Un bel guaio per Capello, il quale, diplomaticamente, cerca di minimizzare il problema per evitare polemiche e conseguenze. Dice alla fine della partita: "Sono soddisfatto del gioco, non del risultato. Abbiamo avuto due occasioni nitide, peccato che non siamo riusciti a sfruttarle". E li' , davanti, non si e' accorto di nulla? Il mister getta acqua sul fuoco: "Non mi posso lamentare. Ricordatevi che avevamo dinanzi una squadra temibilissima che lascera' pochi punti in casa. Avete visto che pubblico? Fantastico". Contento, dunque, mister Capello? "Si' . Il Milan ha dimostrato di essere forte e di poter ancora dire la sua in questo campionato, anche a livello di vertice". Ottimismo di maniera? La risposta e' chiara e inequivocabile. Piccolezze, comunque, se le si raffronta alle bugie di Mazzone. Per novanta minuti la Roma si e' affacciata in tutto due o tre volte in area del Milan; gli ultra' della curva hanno sudato le proverbiali sette camicie. Eppure, sentite il trainer di Trigoria: "E' stata una partita difficile, ma l' abbiamo giocata a testa alta. Nel secondo tempo, i miei ragazzi hanno dato del filo da torcere ai rossoneri, i quali, ad un tratto, hanno avuto paura di perdere. Se il timore c' e' stato, significa che la Roma merita rispetto. Anche se l' avversario si chiama Milan. Volete saperla tutta? Questa squadra guidata da Capello e' assai piu' forte di Juventus e Parma. Ve lo posso garantire, perche' le abbiamo incontrate tutte e tre". Un buon Natale per la Roma? Mazzone e' lapidario: "Abbiamo ventiquattro punti, invece di ventisette. Pazienza. Pero' gli auguri me li faccio lo stesso". Due stanze piu' in la' , Capello si attarda ad analizzare la partita, a sostenere che i gol verranno, che l' attacco non e' un grande problema, che il Milan lottera' ad armi pari con Juventus, Parma, Lazio e Fiorentina. Dice: "Il campionato e' lungo, non siamo nemmeno a meta' strada". Mazzone non gli e' da meno: "Io sono felice, perche' la Roma ha ottenuto un buon pareggio. La classifica si e' mossa, la squadra ha girato, i tifosi trascorreranno un felice Natale". Beati gli allenatori ottimisti. Probabilmente i sessantacinquemila dell' Olimpico hanno visto un altro incontro.

Da Savicevic a Simone nello spogliatoio milanista si respira "voglia di rimonta". E gli avversari giallorossi sono d' accordo
"Il vero ribaltone sara' quello del Diavolo" "Vinciamo i recuperi e torniamo in corsa"
ROMA . Unica certezza: il Milan sta tornando ad essere il Milan, anche se in attacco c' e' ancora qualcosa da registrare e di tiri in porta se ne vedono pochini. Lo pensa pure Adriano Galliani che portera' conforto a Berlusconi raccontandogli di una squadra "dominatrice del campo, splendida in difesa e a centrocampo, discreta in attacco". Punto perso o punto guadagnato? Marco Simone non firma il biglietto d' auguri con rimpianto scritto da Fabio Capello. "Sul piano del gioco forse abbiamo perso un' occasione ma, se guardiamo alle conclusioni a rete delle due squadre, credo che alla fine il risultato non faccia una piega. Io non sono mai riuscito a trovare gli spazi giusti per affondare, mi sono dedicato ad offrire assist a Savicevic". Nella lunga sequela dei reciproci complimenti natalizi, Simone e' comunque il piu' affettuoso. "La Roma e' una grande squadra, la metto alla pari con Parma, Juventus e Lazio. Sotto certi aspetti, adesso puo' essere considerata piu' forte di noi. Ma il Milan sta crescendo, dopo Vienna ha ritrovato personalita' e convinzione, con il modulo attuale il gioco, poi, scorre meglio. Se vinciamo i recuperi con Torino e Reggiana la corsa al titolo si riapre per noi". Il balbettio in fase offensiva non preoccupa Demetrio Albertini, tornato ieri a rinverdire i fasti d' un tempo in coppia con Desailly. Se il duo diga di centrocampo funziona a pieno regime, i rossoneri possono sperare nel clamoroso ribaltone. "Siamo sulla via della guarigione. E' vero, e' stata una buona partita, nel possesso di palla e nel pressing si e' quasi rivista la squadra campione d' Europa. Ora dobbiamo continuare a migliorare, soprattutto nelle conclusioni: la carenza di reti e' un problema che ci portiamo dietro dall' inizio della stagione. Ma non e' un discorso di reparti, quando il collettivo Milan tornera' ad esprimersi come sa fare, anche i gol verranno". Savicevic si allinea: "Il Milan e' uscito definitivamente dal tunnel, se vinciamo i due recuperi siamo a posto. Il pallino della gara non ci e' mai sfuggito di mano, siamo stati molto piu' pericolosi della Roma. I giallorossi me li aspettavo aggressivi, si vede che ci temevano. Non mi sembra ci siano problemi in attacco, di occasioni ne abbiamo avute".

Giannini: "Hanno smaltito la crisi, restano favoriti"

ROMA . Una vittoria era meglio ma i soldi vanno bene lo stesso. Sotto l' albero di Natale la Roma non trova i tre punti che cercava, in compenso c' e' il solito incasso miliardario. Franco Sensi se ne rallegra e racconta compiaciuto di come l' altra sera a Milano si sia attirato le invidie di tutti i colleghi presidenti. "Nel finale la squadra era un po' stanca . dice il presidente della societa' giallorossa .. La Roma ha chiuso comunque la sua annata con una prestazione accettabile. La sorpresa piu' lieta di questo 1994 e' stato Fabio Petruzzi". Nessun rammarico, insomma, per quello che poteva essere. Nessuna critica per cio' che non s' e' fatto. Dai giocatori romanisti arrivano solo attestati di stima verso gli avversari. Altro che mozioni di sfiducia: se il Milan e il governo fossero una cosa sola, se gli spogliatoi dell' Olimpico fossero come il transatlantico di Montecitorio, Berlusconi ricaverebbe la speranza di rimanere in sella ancora a lungo. Dopo Mazzone, tutti gli altri si uniscono al coro di meraviglia. Comincia proprio Fabio Petruzzi, libero ventiquattrenne di cui si dice perfino Arrigo Sacchi abbia cominciato a cantarne le lodi: "Il Milan per me resta la squadra piu' forte d' Europa e del mondo, contro di noi ha dimostrato di essere tornato ai livelli che tutti conosciamo. Non credo ci si possa rimproverare nulla, se ci siamo troppo accentrati e' perche' esisteva il serio rischio di perdere. Il loro pressing asfissiante ci ha costretto a giocare molto di rimessa, con lanci lunghi". Giuseppe Giannini conferma il brutto pomeriggio trascorso stretto nella morsa rossonera. "E' stata una faticaccia, il pareggio e' di sicuro un buon risultato. Palle pulite a meta' campo ne abbiamo potute giocar poche, il pressing milanista ci ha messo in difficolta' e, piuttosto che perdere palloni pericolosi, era meglio cercare la lunga gittata. Nel finale eravamo stanchi, tre partite di seguito sono dure". Anche Giannini espone la tesi del Milan scudetto. "E' tornata una squadra vera, rimane una delle favorite. Noi? Saremo in lizza per il titolo solo se riusciremo a fare nove punti nelle ultime tre gare del girone di andata".

Melli Franco, Tucci Bruno, Coldagelli Luigi


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