XIX Giornata
ROMA - INTERNAZIONALE 3-1
Roma, Stadio Olimpico
domenica 12 febbraio 1995
ore: 15:00
 

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Tabellino partita:
ROMA: Cervone, Annoni, Lanna, Statuto (41'st Piacentini), Aldair, Carboni, Cappioli, Thern, Balbo, Giannini, Totti.
In Panchina: Lorieri, Benedetti, Colonnese, Maini.
Allenatore: Mazzone.
 
INTER: Pagliuca, Bergomi, A. Paganin (4' Orlandini), Berti, Festa,  M. Paganin, Seno, Jonk, Delvecchio (18'st Pancev), Bergkamp, Fontolan.
In Panchina: Mondini, Conte, Bianchi.
Allenatore: Bianchi.
 
Arbitro: Braschi di Prato.
RETI: 4'pt Balbo, 14'pt Seno, 30'pt e 26'st Balbo.
NOTE: Ammoniti: Totti, Statuto, Fontolan, Spettatori: 56.827.


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Ingresso in campo con maglie invertite
a seguito dell'omicidio Spagnolo in Genoa/Milan







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Corriere Della Sera

Balbo tris: e Roma riparla di scudetto

L' Inter distrutta dal bomber argentino: " I miei gol sono anche merito di Mazzone "

ALL' OLIMPICO I GIALLOROSSI TRAVOLGONO I NERAZZURRI E SI ARRAMPICANO AL TERZO POSTO IN CLASSIFICA

ROMA . Balbo da' il meglio di se' , e la difesa interista, compreso Pagliuca, non sembra nemmeno sufficiente: puo' essere una prima spiegazione del neroazzurro tenebra. Poi, fra le campane giallorosse a festa, i rintocchi di Giannini stordiscono soprattutto Ottavio Bianchi, l' ex precettore mortificato, l' ex fustigatore d' un "principe" molle. Poi, l' intero collettivo griffato Mazzone porta impulsi, accelerazioni, azzeccate varianti nel 3 1, gestito per quasi venti minuti finali senza spaventi, mentre gli avversari vanificano soprattutto quanto sanno produrre fino all' intervallo, causa Bergkamp o Antonio Paganin. Inter pure sfortunata: dopo lo scambio di maglie, arranca subito, dietro quel trio Thern Statuto Giannini che trancia centralmente l' opposizione centrocampistica. E l' altro Paganin, Massimo, deve abbandonare in un amen Cappioli, per fronteggiare l' incursore Giannini. Calcio piazzato, cioe' Abel sul podio: botta liftata, quasi rasoterra, barriera aperta, portiere trafitto, come gia' capito' a Foggia. Pero' l' Inter, ricacciata in palude, rifiuta la demolizione cosi' tempestiva. Fatta di professionisti adatti solo al controgioco, vira fremente verso una disposizione tattica piu' spregiudicata, anche se distillera' poco dal coraggio recuperato. Alzano la testa i Paganin, e nel possesso palla meno contrastato, adesso Jonk e Seno accorciano, rifornendo tanto Delvecchio quanto l' olandese la' davanti. Che, scattato dentro un corridoio libero, impegna di brutto Cervone, salvo constatare come Bergomi e Festa, non utilizzino il corner successivo (M. Paganin), lasciato alla loro discrezione dalle sentinelle giallorosse. Bergkamp insiste: complici Lanna e Aldair, non si sente un "desaparecido" almeno prima dei sedici metri. Chi lo ferma quando svaria quasi rasserenato? Chi tormenta le sue caviglie? L' ottimo Carboni, spauracchio di Fontolan, deve spesso rientrare a supporto d' un reparto zonarolo, lento negli anticipi, malamente completato da Annoni. Tocca rimpiangere lo squalificato Petruzzi, mentre Denis indovina perfino la progressione e viene steso sulla trequarti destra. Accade. Non dovrebbe invece accadere in serie A la scena successiva: punizione Jonk e Seno, invisibile, diventa Nembo Kid. Capocciata imparabile fra inevitabili rimorsi dei "mazzoniani" beffati. La Roma raggiunta, tenta di ripristinare il discorso originario, tutto intrecci rasoterra e sovrapposizioni esterne Annoni Cappioli o Carboni Totti. E' un ravvedimento ansioso, a reparti scollegati, e impedito da un quarto d' ora Seno Jonk A.Paganin, che risulterebbe decisivo se funzionassero i terminali. Insomma va in tilt prima l' evanescente Delvecchio sugli sviluppi d' una seconda punizione Jonk, stessa distanza, lavorata via via in mischia da Bergkamp e Seno. Il rigurgito di ribattute determina la ghiottoneria, dilapidata dal ragazzino. Per l' Inter e' un rimpianto. Per la Roma un avvertimento: le cadenze aumentano, Giannini disimpegna su Statuto e parte la sventagliata obliqua per scatenare Balbo, ai diciotto metri. Dribbling ad aggirare Festa e poi, prima che l' accoppiata Bergomi Jonk interferisca, parte l' inattesa bordata a pelo d' erba. Pagliuca, immobile, ne prende atto. I compagni risalgono, stracciano un fraseggio insistito Cappioli Thern Aldair, e Denis s' arrovescia nel vuoto romanista con la falcata dell' eversore. Nossignori, d' improvviso rallenta, s' incarta, lascia che Cervone gli si avventi addosso, gli rubi l' aria. Quando disporranno i nerazzurri d' un finalizzatore rassicurante? Subentra Alessandro Paganin, sventurato destinatario d' una triangolazione Fontolan Bergkam Delvecchio, e qui i perdenti chiudono bottega. Inutile inserire Orlandini al posto di Alessandro Paganin, e lo stralunato Pancev (fuori Delvecchio) per trovare forza d' urto. Orientata da Giannini la Roma va in discesa. Va verso lo show Balbo, che centra il gol n.13 in campionato, attraverso una buffa azione di rimessa. L' avvia egli stesso, sorprendendo ogni eventuale controllore sbilanciato nell' illusione del ricongiungimento. Fuga per mezzo campo con i segugi alle calcagna, e al dunque passaggio facile a beneficio di Totti. Che si decentra, pare caricare il tiro, ma ne esce un suggerimento trasversale, la delega per la tripletta del mattatore. Cosi' la Roma riconquista la leadership cittadina, accomodata in solitudine al terzo posto. Segue un finale accademico per la "ola" rituale. Ottavio Bianchi sgombera a testa bassa. ROMA 3 1 INTER MARCATORI: Balbo al 4' , Seno al 14' , Balbo al 29' p.t. e al 26' s.v. Cervone 6 Annoni 6 Lanna 6 Statuto 7 Piacentini dal 38' s.t.s.v. Aldair 6,5 Carboni 7 Cappioli 6 Thern 7 Balbo 8 Giannini 7,5 Totti 6,5 Pagliuca 5,5 Bergomi 6 A. Paganin 5 Orlandini dal 4' s.t. 5 Berti 5 Festa 5 M. Paganin 5 Seno 6 Jonk 5,5 Delvecchio 5 Pancev dal 16' s.t. s.v. Bergkamp 6 Fontolan 5 ARBITRO: Braschi 6 SPETTATORI: paganti 17.740, incasso L. 763.843.000; abbonati 39.087, quota L. 935.031.000. NOTE: ammoniti Totti, Fontolan e Statuto. Allenatore: Mazzone Allenatore: O. Bianchi

Bianchi contro i suoi: "Certi errori non si fanno neppure all' oratorio"

ROMA . "La migliore Roma della stagione" si eccita Carlo Mazzone. Tutto merito di Gerardo, destinatario della dedica per i tre gol con cui i giallorossi volano solitari al terzo posto. Ogni volta che allo stadio c' e' lui, Abel Balbo segna almeno una rete, a questo punto sembra che il presidente Sensi si sia deciso a concedergli un abbonamento vitalizio in tribuna d' onore. Prima Gerardo, poi Daniel: per l' argentino l' amicizia e' sacra e il successivo pensiero dopo la prima tripletta in maglia giallorossa va al gemello assente. "Non voglio malignita' . Quando Fonseca tornera' in campo la Roma sara' ancora piu' forte". Tre gol, una firma d' autore bella quasi quanto quella che un giorno siglo' a villa Pellegrini. C' era da affrontare la celebre prova calligrafica e Balbo convinse in pieno la signora Ivana. Poi non se ne fece piu' nulla: l' ennesimo rimpianto per il ragionier Ernesto, una vera fortuna per il buon Abel. "La Roma e' una grande squadra, sono felice di essere arrivato qui. Ora siamo terzi ma lo scudetto lo lascio alla Juve o al Parma. Noi dobbiamo solo centrare la qualificazione Uefa, e' questo il nostro obiettivo. Tanto meglio se poi dovessi vincere anche la classifica cannonieri. Stavolta sono stato bravo ma anche fortunato. La prima rete e' merito a meta' di Mazzone: aveva notato che gli uomini in barriera dell' Inter tendono sempre a saltare e mi aveva consigliato di tirare rasoterra. Il secondo gol e' stato il piu' difficile, il terzo e' merito di Totti, un ragazzo che ha davanti a se' un grande futuro". E meno male che per Balbo quella contro l' Inter e' stata la gara casalinga piu' difficile della stagione. L' avesse ascoltato Ottavio Bianchi ci sarebbe stato da ridere. L' allenatore della derelitta Inter ha l' aria affranta, disperata. Le preghiere a Lourdes di Pellegrini sono servite a poco, inutile tentare con una tappa a Fatima. "Non e' cercando i miracoli che si puo' andare avanti . sussurra Bianchi . se continuiamo a commettere errori cosi' allucinanti bisogna solo essere preoccupati". La chiave tattica della partita era chiara, sostiene il tecnico, "eppure siamo riusciti lo stesso a fare il contrario di quello che dovevamo". Bianchi non cerca di tirarsi fuori, ma le sue parole restano comunque un atto di accusa verso i giocatori. "Nemmeno all' oratorio si vedono certe cose, e' follia giocare cosi' . Siamo riusciti a prendere due reti in contropiede, l' arma migliore della Roma. Eppure i ragazzi in allenamento vanno come treni, si impegnano, lavorano come matti. Quando si scende in campo, invece, perdono la testa. Il terzo gol che abbiamo subito e' emblematico, nessuno occupava la posizione corretta. Ho visto Bergkamp che protestava non so per cosa: quando si perde cosi' e' molto meglio stare zitti. La situazione societaria? Non voglio cercare giustificazioni. Certo, ora tutto puo' influire negativamente". Gianluca Festa, ex di turno, la butta sull' ambiguo: "Ci sono problemi interni, problemi del passato che non siamo riusciti ancora a risolvere. Una squadra come l' Inter dovrebbe imporre il proprio gioco dal primo all' ultimo minuto". Andrea Seno lancia appelli gia' ascoltati in troppe occasioni: "Basta nascondersi. E arrivato il momento che tutti diano qualcosa in piu' ".

Ma la Curva incorreggibile grida: "Milano in fiamme"

ROMA . La tregua della violenza ha retto, anche perche' i tifosi interisti erano proprio quattro gatti con la coda tra le gambe. Quella verbale e' durata pochi minuti, ma nessuno poteva attendersi il contrario. Con le squadre meneghine c' e' ruggine antica, impossibile da dimenticare per i curvaroli giallorossi. "Entrare in campo con le maglie scambiate e' stato un gesto toccante" avrebbe detto Balbo dopo la partita. Agli ultra' romanisti invece il gesto non e' proprio piaciuto. Basta vedere i propri beniamini con i colori nerazzurri per scatenare il consueto ritornello: "Un solo grido, un solo allarme, Milano in fiamme, Milano in fiamme". Qualcuno sorride immaginando l' espressione di Mario Pescante. A Vincenzo Spagnolo, la vittima di Genova, e' riservato un breve coretto. La curva Sud non espone striscioni, "per dare un segnale" spiega uno dei leader. I Boys, quelli che qualcuno chiama "i nostalgici di Ciarrapico", fanno anche di piu' : lasciano polemicamente vuoto il loro settore e guai a chi osa varcare la transenna umana. Il fairplay dei giocatori in campo stona con i vari insulti che volano dagli spalti. Ne fanno le spese Ottavio Bianchi, gettonatissimo, e la sfavillante divisa di Pagliuca, ribattezzata "pigiama" nello slogan piu' divertente della domenica. I tre gol cambiano il copione: dai "vaffa" verso l' avversario si arriva ai piu' prosaici "ole' " stile corrida. Quelli almeno non offendono nessuno.

Melli Franco, Coldagelli Luigi


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