XXIX Giornata
ROMA - LECCE 3-0
Roma, Stadio Olimpico
domenica 27 marzo 1994
ore: 16:00
 

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Tabellino partita:
ROMA: Cervone, Garzya, Festa, Mihajlovic (39'st Berretta), Lanna, Carboni, Hassler, Piacentini, Balbo, Cappioli, Rizzitelli (23'st Totti).
Allenatore: Mazzone.
 
LECCE: Gatta, Biondo, Padalino, Olive, Trinchera, Melchiori, Gazzani (13'st Erba), Gerson (23'st Ingrosso), Russo, Notaristefano,
Baldieri.

Allenatore: Marchesi.

Arbitro: Quartuccio di Torre Annunziata.

RETI: 21'pt Rizzitelli, 45'pt Balbo, 11'st Cappioli.


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Corriere Della Sera

Roma, tre lampi per uscire dal tunnel

la Roma torna alla vittoria dopo quasi 4 mesi e si allontana dalla zona pericolo.

L' incubo dura 20 minuti, poi il trio Rizzitelli Balbo Cappioli affonda il Lecce

ROMA . Il tabu' e' infranto, finalmente. La paura s' e' diradata. La Roma e' tornata alla vittoria dopo quasi quattro mesi di mortificante magra, scacciando, grazie alla benevolenza del Lecce e a taluni risultati che riguardavano direttamente il suo futuro, l' incubo di un indecoroso quanto imprevedibile tracollo. Il risultato non dovrebbe indurre in tentazioni critiche; ma nel caso specifico non e' proprio cosi. Pero' poiche' , di solito, il fine giustifica i mezzi, non ci resta che rendere i dovuti onori all' arrancante Roma che, arrancando . eccome! . anche contro l' evanescente Lecce, si ritrova ancora sul baratro, seppur con la garanzia di un confortante distacco. Gran successo, d' accordo. Netto, indiscutibile, meritato. Che conforta squadra e sostenitori, accorsi come nelle grandi occasioni, agevolati dai prezzi concorrenziali. Ma che sofferenza per agguantarlo, per assicurarselo. Venti minuti di terrore, venti minuti vissuti nella cronica mediocrita' che di solito attanaglia le squadre prive di quel tasso di sapienza calcistica indispensabile in talune circostanze decisive, in cui s' e' costretti a tirar fuori unghie e carattere. Per venti minuti, i primi venti, la Roma ha vagato nel buio, affidandosi a qualche lampo di Haessler, scarsamente costruttivo, oscurato com' e' sempre in maglia giallorossa, ma quantomeno dinamico; nonche' a un Mihajlovic in edizione riveduta e corretta, che intorno al 20' ha sferrato un violento bolide sul quale Gatta s' e' opposto con bravura. E stato il campanello d' allarme cui ha risposto immediatamente il redivivo Rizzitelli che con l' opportuna collaborazione e ingenuita' dei difensori pugliesi ha sospinto in rete, alla meno peggio, . forse con il collo del piede, o con lo stinco, non ha importanza . un pallonetto rimbalzante, li' , nei pressi della porta leccese ove l' aveva fatto pervenire Piacentini con opportuno traversone. Sembrava fatta. Invece la Roma ha continuato a balbettare. A tratti s' e' avuta l' impressione che continuasse ad aleggiare sull' assolato Olimpico l' incubo di quell' altra sfida con il Lecce, anch' esso gia' condannato; quella che, in un' epoca senz' altro piu' felice, aveva negato ai giallorossi di Falcao il secondo scudetto che questi gia' avevano in pugno. Altra Roma, d' accordo, ma anche altro Lecce. Quello attuale, oltre che comprensibilmente demotivato, e' apparso anche incapace di reagire, di arrabbiarsi, di opporsi decorosamente agli scoordinati assalti della Roma. Si' , un patetico tentativo dello spento Gerson ha invitato Cervone a uno dei pochi impegni lavorativi della giornata. Ma nulla di piu' . E mentre l' Olimpico s' accendeva all' annuncio del pareggio del Piacenza a Udine, il latitante Balbo ne ha azzeccata finalmente una, ma il suo bel colpo di testa e' stato deviato del pronto Gatta. Il particolare ha, comunque, rispolverato nell' opaco argentino vecchi ricordi, al punto che nel giro di un minuto il medesimo centravanti ha sferrato un' imprendibile sventola, su invitante proposta di Rizzitelli, decretando il raddoppio. Si completava il quarantaseiesimo minuto e a questo punto era davvero fatta. Perche' il Lecce nella ripresa s' e' visto men che prima: avvilito da un' altra sconfitta che prevedibilmente avrebbe assunto proporzioni maggiori. Invece, la Roma non ha fatto piu' di quel che le era sufficiente fare per rilassarsi e per ringraziare le euforiche gradinate. Cosi, prima Mihajlovic ha spedito alto uno dei suoi caratteristici calci di punizione, poi Balbo ha mancato un primo gol con un colpo di testa sbilenco, poi un secondo in collaborazione con Rizzitelli. Quindi al 12' Cappioli, come sempre uno dei giallorossi piu' impegnati, ha messo la sua firma al successo, depositando in rete un pallone offertogli dallo slavo, in via di restauro. A questo punto la noiosa sfida, a tratti deprimente, e' davvero finita, anche se per dovere di cronaca ci sono da segnalare due tentativi di Haessler andati a vuoto. Il resto non ha avuto alcuna importanza, perche' rimaneva legato alle notizie provenienti dagli altri campi. Cosa dire, allora, di questa Roma della quale s' e' parlato, volutamente, poco? Che se la salvezza e' piu' vicina, se l' incubo s' e' almeno allontanato, e' necessario pensare al futuro. Subito e alla grande. Esattamente come suggiriva un patetico striscione esposto dalla curva sud che suonava cosi: "Roma, non te fa ' ncanta' , sei nata grande e grande hai da resta' ". Ecco e' questo invito che Sensi deve tener presente nelle scelte che si accinge a fare. ROMA 3 0 LECCE MARCATORI: Rizzitelli al 21' , Balbo al 46' p.t.; Cappioli al 12' s.t. Cervone s.v. Garzya 6 Festa 6 Mihajlovic 6,5 Berretta dal 40' s.t.s.v. Lanna 5,5 Carboni 6 Haessler 6,5 Piacentini 6 Balbo 6 Cappioli 6,5 Rizzitelli 6 Totti dal 23' s.t. 6 Gatta 6 Biondo 5 Padalino 5 Olive 5 Trinchera 5 Melchiori 5 Gazzani 5 Erba dal 10' s.t. 5 Gerson 5 Ingrosso dal 23' s.t. 5 Russo 5 Notaristefano 5 Baldieri 5 ARBITRO: Quartuccio 6 SPETTATORI: paganti 19.371; incasso di 501.620.000 lire; abbonati 34.333; quota di 881.620.000 lire. NOTE: ammoniti: Biondo, Gerson. Allenatore: Mazzone Allenatore: Marchesi

E ora Mazzone fa pace con Rizzigol "Finalmente ho rivisto un giocatore"

ROMA . Quando si dice la paura. Al Bar del tennis del Foro Italico, salotto vip delle chiacchere pre e post partita, prima di entrare allo stadio qualcuno aveva rispolverato dalle memorie scolastiche addirittura la filosofia. Pensando al Lecce e a quello scudetto gettato al vento una decina d' anni fa proprio contro i pugliesi, anche allora gia' retrocessi, un crocchio di tifosi incravattati argomentava i corsi e i ricorsi storici di Giambattista Vico: "Vo' i vede' che questi stavolta ce mandano in B?". C' e' voluta la resurrezione di Rizzitelli a impedire che la ciclicita' degli eventi umani teorizzata dal filosofo napoletano trovasse attualita' anche nelle piu' misere vicende dello sport. Lui, l' ex "Rizzirizzigol", forse nemmeno conosce l' esistenza di Vico, ma di sicuro ha ben presente l' importanza del suo golletto, una rete che ha permesso alla Roma di scacciare i fantasmi della contestazione e ritrovare tranquillita' . "E stato fondamentale riuscire subito a sbloccare il risultato, ci siamo riusciti e abbiamo vinto la paura. E stata una liberazione, in casa fino ad ora avevamo sempre faticato". Fischiato e sbeffeggiato per tutta la stagione, l' attaccante si e' guadagnato gli applausi dell' Olimpico: "Giocare con l' incubo dei fischi non e' facile. Ripeto, meno male che abbiamo segnato subito". Ma la rivincita di Rizzitelli ha anche un altro aspetto. Con Carlo Mazzone, il giocatore non ha mai avuto un buon rapporto, anzi. Spesso fuori squadra non solo per motivi fisici, Rizzitelli si porta adesso a casa pure i complimenti del tecnico. Dice Mazzone: "Il giocatore si e' rilanciato definitivamente, ha giocato benissimo, e' stato la spalla ideale per Balbo. Il gol dell' argentino e' nato da un suo splendido assist. Fa piacere vedere che le due punte hanno segnato insieme". Gia' , tre gol: la Roma quest' anno non li aveva mai fatti. Oltre al sospirato sorriso, il presidente Sensi tira fuori la sua nota teoria. "Quando si gioca in attacco, le reti vengono per forza. La Roma deve sempre schierare due attaccanti. Balbo e' un campione, ma i campioni devono essere messi in condizione di fare gol. Vorrei fare un elogio ai tifosi, anche oggi sono stati splendidi e numerosi: per ringraziarli, da qui alla fine del campionato ridurremo i prezzi dei biglietti. La serie B? Se superiamo il Cagliari sabato prossimo saremo quasi salvi". Tornati i due punti dopo quasi quattro mesi, allontanato il pericolo di una pericolosa crisi, Carlo Mazzone ritrova il gusto della battuta. "Quanto e' bella ' sta signora vittoria: come tutte le belle donne ci ha fatto soffrire, ma alla fine si e' concessa. Finalmente una giornata positiva, anche i risultati degli altri campi ci favoriscono: ora dobbiamo fare cinque punti nelle prossime cinque partite". Nicolini Gianni, Coldagelli Luigi


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