XXVIII Giornata
FOGGIA - ROMA 1-1
Foggia, Stadio Zaccheria
domenica 20 marzo 1994
ore: 15:00


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Tabellino partita:
FOGGIA: Mancini, Nicoli, Caini, Sciacca (2'st Di Biagio), Chamot, Di Bari, Bresciani, De Vincenzo, Kolyvanov, Stroppa,
Roy (42' st Cappellini).

In Panchina: Bacchin, Bucaro Giacobbo.
Allenatore: Catuzzi.

ROMA: Cervone, Mihajlovic, Festa (20'st Totti), Lanna, Aldair, Carboni, GIannini, Cappioli, Piacentini, Rizzitelli,
Balbo (40'st Garzya).

In Panchina: Pazzagli, Comi, Berretta.
Allenatore: Mazzone.
Arbitro: Trentalange.

RETI: 17'pt De Vincenzo, 29'st Giannini.

NOTE: Ammoniti: Chamot, Nicoli, Giannini.

 

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Corriere Della Sera

Giannini salva il posto a Mazzone

la Roma tira un sospiro di sollievo, il Foggia vede sfumare il sogno UEFA.

Un bolide del capitano a un quarto d' ora dalla fine allontana l' incubo retrocessione

FOGGIA 1 1 ROMA MARCATORI: De Vincenzo al 16' p.t., Giannini al 29' s.t. F. Mancini 6 Nicoli 6 Caini 6 Sciacca 6,5 Di Biagio dal 2' s.t. 6 Chamot 6 Di Bari 5 P. Bresciani 6 De Vincenzo 6,5 Kolyvanov 6 Stroppa 5 Roy 4,5 Cappellini dal 40' s.t. s.v. Cervone 6,5 Festa 5 Protti dal 20' s.t. 6 Lanna 6 Mihajlovic 5 Aldair 6 Carboni 6 Cappioli 6 Piacentini 5 Balbo 5 Garzya dal 40' s.t. s.v. Giannini 6,5 Rizzitelli 6 ARBITRO: Trentalange 6 SPETTATORI: paganti: 4.785; incasso L. 142.719.000; abbonati 13.861; quota L. 398.450.625 NOTE: ammoniti: Chamot, Giannini, Nicoli Allenatore: Zeman Allenatore: Mazzone DA UNO DEI NOSTRI INVIATI FOGGIA . E dopo 452 minuti di carestia, la Roma pesca il gol liberatorio, che rimuove incubi, che tampona l' emorragia, che riabilita un po' Giannini, traghettatore dello sfascio verso giorni meno assurdi. Accade qui a Foggia, dove Roy sembra per lunghi tratti il miglior amico di Mazzone; un dilapidatore "doc" d' ogni devastante idea zemaniana proprio quando qualsiasi spettatore giurerebbe sul k.o. inevitabile, dopo quel facile vantaggio fissato da De Vincenzo con la prima sovrapposizione buona con Caini, oltre l' argine rappresentato da Cappioli. E l' introduzione spettacolare che dovrebbe azzerare le risorse giallorosse, pure se schierando Rizzitelli accanto a Balbo, gli afflitti di Trigoria evidenziano progressi nello stare in campo piu' raccorciati, piu' coraggiosi, senza spendersi solo come distruttori delle idee avversarie. Questa e' la ventottesima formazione rimescolata nei pensatoi di Trigoria: prevede Lanna libero, Festa addosso a Roy, Aldair sugli stinchi di Kolyvanov, Carbone dietro Bresciani, ma soprattutto l' esclusione del solista Haesler per privilegiare una cordata centrocampistica (Mihajlovic Giannini Piacentini) capace di spezzare i ritmi frenetici degli oppositori (la linea composta da De Vincenzo, Stroppa, Sciacca) con lanci scavalcanti verso l' attacco bilama. Il Foggia consuma cosi' un quarto d' ora tra i reticolati, senza memoria di se stesso. E a parte uno stacco di Rizzitelli favorito da Giannini, Balbo, scattato sul filo del fuorigioco tra gli esitanti centrali Chamot Di Bari, potrebbe finalmente festeggiarsi. Invece esala il tiro sui guantoni di Mancini. Ecco, ingannati, stanati addirittura in contropiede, i giallorossi crollano sotto l' uno due ribaltante Caini Roy Caini, mentre Bresciani si fionda dentro l' area, nel varco lasciato dallo spostamento degli ingenui aiutanti di Cervone. Assist e botta palo sono un tutt' uno: irrompe De Vincenzo prima di chiunque e schioda l' 1 0. Adesso, povera Roma? Beh, il suo stato confusionale susseguente consente ai foggiani alternanze di moduli perfino spassose, tipo basket. In anticipo su qualsiasi pallone, Bresciani determina gli spazi, salvo spostare il 4 4 2 originario nel 4 3 3 da conquista travolgente. Travolgente? No, Kolyvanov con quella girata ravvicinata sopra la trasversale vanifica gli estri ovunque del partner e lascia agli storditi mazzoniani almeno brandelli di speranza. Quindi, Carbone rimedia ad un' uscita sballata di Cervone e Roy comincia lo show personale all' incontrario, inghiottendo l' assist (sempre del solito Bresciani) dinanzi allo sguardo rassegnato del portiere giallorosso. L' intervallo arriva propizio, nonostante alcuni scambi di impossibili consegne (Festa spedito a sopportare le accelerazioni di Kolyvanov, Aldair dalle parti di Roy) lascino nel prosieguo immutate le differenze dinamiche in campo. Il Foggia vola, anzi finisce per ubriacarsi nelle sue cadenze forsennate. Arduo spiegare diversamente il comportamento del solito Roy: pescato da una percussione De Vincenzo, rifinita da Caini, pretende di sorprendere Cervone in tuffo a pesce, negandosi la finalizzazione semplicemente coordinata. A Roy piacciono probabilmente le acrobazie improbabili. Intende cercare l' acuto memorabile e l' intensita' foggiana evapora tra i suoi piedi in altre due circostanze: Stroppa e Bresciani si mette le mani tra i capelli, controllando lo spreco a ripetizione delle ghiottonerie che hanno proposto. La Roma barcolla. La Roma delega ancora Cervone ad inarcarsi provvidenziale al culmine di un' azione intersecata che inalbera Caini, Bresciani, Kolyvanov. Sparo a botta sicura e risposta per graffiare via. Cosi' , disperato, Mazzone indovina la mossa d' alleggerimento. Via Festa, avanti con Totti, la terza punta. Certo, ad occhio e croce, verrebbe voglia di prefigurare una Roma ancor piu' fragile destinata a subire ulteriori mortificazioni. Sensazioni errate. L' avvento del baby giallorosso rincuora i compagni, placa i presunti eversori, sposta il baricentro romanista di quanto basta a cogliere l' attimo fuggente. Rizzitelli, che gia' si e' battuto lodevolmente, s' intromette in un fraseggio, sorpassa Nicoli, scambia con Cappioli e sbatte l' esecuzione addosso a Mancini. E la sponda della provvidenza. La sponda di cui si serve il principe redivivo per caricare il sinistro: esterno violento, palo scheggiato, rete. La felicita' di Giannini diventa raptus isterico. S' inginocchia, bacia l' erba, ringrazia gli dei del pallone. Come tutta la Roma di li' a poco. Alleluja.

Gia' deciso il dopo Zeman "Beenhakker o un russo"
CASILLO: ACCUSE A PELLEGRINI

FOGGIA . A fine partita e' ancora una volta, Pasquale Casillo, azionista di maggioranza del Foggia Calcio, a tenere banco. Per prima cosa annuncia che il prossimo allenatore del Foggia, visto che Zeman va alla Lazio, "sara' Beenhakker, l' olandese, col quale ho avuto un incontro. O, altrimenti, un tecnico russo". Poi Casillo se la prende col presidente dell' Inter, Ernesto Pellegrini reo, a suo dire, di avergli "soffiato" Padalino (difensore attualmente in forza al Lecce n.d.r.), prezzo a parametro zero. "E una scorrettezza che non mi aspettavo, alla quale mi opporro' in tutti i modi; se necessario, anche legalmente . ha dichiarato Casillo . io avevo proposto al giocatore l' anno scorso il rinnovo del contratto, ma ha rifiutato, evidentemente perche' si era gia' accordato con l' Inter". Intanto, la sua squadra, col pareggio interno contro la Roma, sembra essersi giocate le residue speranze per raggiungere la zona Uefa. "E da un po' di tempo . ha dichiarato dopo la gara de Vincenzo, autore del provvisorio vantaggio rossonero . che tutte le squadre in crisi vengono a giocare qui a Foggia, riescono a metterci in difficolta' e a toglierci punti preziosi per la classifica. E un periodo un po' balordo che spero passi presto altrimenti il traguardo Uefa diventa irraggiungibile". Moderatamente soddisfatto e' apparso, invece, Mazzone che, col pareggio di oggi ha salvato la panchina: "Penso che la partita oggi l' abbia fatta soprattutto il vento, che ha condizionato non poco il gioco delle due squadre. Dopo il gol subito i miei si sono un po' demoralizzati e per tutto il primo tempo hanno incontrato difficolta' contro un Foggia ben messo in campo, veloce e spumeggiante. Nel secondo tempo abbiamo giocato con piu' grinta e siamo riusciti a segnare un bellissimo gol. Il nostro vero problema e' l' Olimpico. In casa i miei ragazzi si bloccano e non riescono a dare tutto quanto vorrebbero e potrebbero dare. Spero, percio' , che il grande pubblico romanista voglia incoraggiarci anche quando le cose non dovessero andare nel migliore dei modi".

Il Principe in trono, Sensi ai suoi piedi "Al gol mi hanno baciato sulla bocca" DOPO LA RETE HA ANCHE PIANTO

FOGGIA . Mazzone ringrazia sua altezza Giannini. Se ancora oggi siede sulla panchina della Roma, lo deve a lui, al principe piu' amato e piu' odiato d' Italia. E' solo grazie a quel tiraccio scagliato a meta' del secondo tempo che il mister giallorosso ha salvato lo stipendio. In caso contrario, per essere piu' chiari in caso di sconfitta, difficilmente il piu' ruspante degli allenatori italiani sarebbe rimasto al suo posto. Ed infatti, nonostante le promesse, le belle parole, i distinguo del presidente Sensi, chi avrebbe tenuto la piazza? Chi sarebbe riuscito a contenere la protesta, il furore, la rabbia del popolo di Testaccio? No, anche il piu' fedele dei suoi sostenitori, cioe' a dire il numero uno della societa' di Trigoria, avrebbe dovuto spingere Mazzone verso il baratro del licenziamento in tronco. Ecco perche' ad inchinarsi al principe debbono essere in due in questa tiepida serata che anticipa la primavera foggiana: Mazzone e Sensi. Dice con un filo di voce il presidente: "Questo gol cancella l' errore di Giannini contro la Lazio. Li' , aveva sbagliato un rigore che poteva esserci fatale; a Foggia il capitano ha segnato un gol che potrebbe essere determinante per il nostro futuro". Dopo 425 minuti, e' finito un incubo: erano tanti i minuti di astinenza della Roma. Ed a sfatare una drammatica leggenda e' stato proprio lui, il principe che aveva perduto il trono nel derby dell' Olimpico, subito riconquistato alle quattro e mezzo di un pomeriggio che avrebbe potuto condannare la Roma verso la serie B. Nel bene e nel male, Giannini rimane, dunque, il personaggio piu' rappresentativo della ex "magica", oggi diventata di nuovo Rometta. Una squadra priva di nerbo, senza nessuna idea, affidata all' estro di questo o quel giocatore, ma assolutamente orba da un punto di vista tecnico e tattico. Anche ieri, a Foggia, la squadra ha messo in vetrina i difetti di sempre. Non ha gioco, l' intesa e' una parola che non compare nel vocabolario di Mazzone, il pallone gira per linee orizzontali senza mai arrivare pericolosamente nell' area avversaria. Lo spettacolo non ha il minimo della decenza e se la protesta, fino ad oggi, non ha raggiunto livelli da ultra' lo si deve alla pazienza e all' amore dei curvaroli della "Sud" (assai numerosi pure a Foggia), pronti ad incitare un gruppo che del gruppo non ha nemmeno la parvenza. Il salvatore di tanta miseria si chiama, dunque, Giannini, anch' egli non esente da colpe e da responsabilita' . Il capitano perde spesso la trebisonda, gli saltano i nervi, si accanisce contro l' arbitro in maniera assolutamente irrazionale. Pero' , azzecca il terno, afferra un pareggio preziosissimo e regala alla Roma un punto d' oro. Poco o molto che sia, e' sufficiente per il trionfo finale: i curvaroli lo chiamano a gran voce, scandiscono il suo nome, pretendono la maglia che lancia verso mille mani protese nel tentativo di afferrarla. "Sono commosso", sussurra. "Questo e' stato uno dei giorni piu' difficili della mia vita professionale, ma forse anche il piu' bello. Sapete? Qualcuno, dopo il gol, mi ha anche baciato sulla bocca...". Chi si accontenta... Melli Franco, Farina Dino, Tucci Bruno


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