ROMA:
Panetti, Griffith, Losi, Menegotti, Stucchi, Magli (46' Guarnacci), Morbello,
Pestrin, Secchi, Da Costa, Lojodice dir.tecn.: Busini - All. Nordahl. LAZIO:
Lovati, Colombo, Lo Buono, Carradori, Pinardi, Pozzan, Bizzarri, Burini
(46' Fumagalli), Tozzi, Tagnin, Prini - All. Bernardini. Arbitro:
sig. Annoscia di Bari. Marcatori:
10’ Tozzi, 26’ Da Costa, 48’ Tozzi, 57’ Lojodice, 69’ Bizzarri Note:
spettatori 40.000 circa Maurizio
Barendson su Il Giornale d'Italia scrive: Conferma di gioco della Lazio
di Bernardini. Tozzi batte Da Costa nello spettacolare derby notturno.
Due reti del cannoniere biancoazzurro contro una del romanista, hanno segnato
anche Secchi e Bizzarri, due volte i pali hammo salvato Panetti, ma nel
finale la Roma è andata vicino al pareggio, felice l’esordio di
Fumagalli. Il primo derby notturno ha superato largamente le previsioni
dal punto di vista sia tecnico che spettacolare: erano presenti circa 50.000
spettatori, cifra sorprendente in rapporto all’affluenza finora registrata
in partite di Coppa Italia e tale da incoraggiare l’azione di rafforzamento
delle due società romane per il futuro ed a stimolarle a far sempre
meglio. La fiducia del pubblico questa volta è stata ripagata dai
cinque gol, dalle emozioni (due pali ed una serie di parate fortunose)
ed in parte anche dal gioco animoso ed aggressivo quello della Roma, più
freddo ma anche più ragionato e limpido quello della Lazio. Pertanto
ne è scaturito uno spettacolo divertente, vivace, anche se l’occhio
dello spettatore medio impressionato com’è dalle immagini del campionato
del mondo e portato ora per polemica ed ora per istintivo ragionamento
a rilevare certi limiti e certe lacune quasi radicate nella nostra storia
calcistica. La Lazio ha rispettato in pieno il pronostico, ha attaccato
di meno, ma meglio, ha giocato sprecando minori energie e con un maggior
gioco collettivo e fantasia individuale. Bernardini sta rendendo interessante
e leggera la convalescenza della squadra, facendole dimenticare il passato
ridandole fiducia, idee e disciplina. Il tecnico sta spendendo bene il
suo tempo cercando gli orientamenti senza distaccarsi dalle sue formule
tradizionali e preferite. La Lazio ha impostato la partita sul contropiede,
mantenendosi costantemente su questo schema, anche quando il meccanismo
stentava a porsi in movimento. Le partenze degli attaccanti erano sporadiche,
ma sempre veloci e lucide. Le incursioni di Tozzi costituivano delle autentiche
sciabolate sia quando il giocatore cercava la soluzione personale sia quando
faceva da trampolino per l’incursione delle due ali perennemente in movimento
e sempre pronte ad invertirsi e ad incrociarsi. Tozzi realizzò due
reti confermando la propria straordinaria condizione e colpì un
palo che gli impedì la terza marcatura, sicuramente quella di maggior
effetto e di maggior abilità, aggiiudicandosi così il duello
con Da Costa che costituiva una delle premesse più allettanti dell’incontro
in virtù del suo spettacolare stato di forma. Tuttavia fu una vittoria
di stretta misura dal momento che la rete con cui Da Costa ristabilì
la parità fu la più bella della serata, inoltre «Dino»
si trovò a lottare da solo in una prima linea che, priva di Ghiggia,
era estremamente sprovvista di risorse tecniche per l’evidente mediocrità
di elementi come Secchi, Pestrin e Morbello, solo parzialmente bilanciata
dal dinamismo e dall’estro di Lojodice. Questo su un piano di un polemico
diretto confronto puramente convenzionale. Sul piano del gioco la vittora
laziale è risultata più netta anche se nel finale alcuni
tentativi di «Dino» non hanno avuto buona sorte ed hanno lasciato
nell’animo dei romanisti un certo rimpianto. Ma il successo è stato
più netto di quanto non dica il risultato numerico, lo stanno a
dimostrare la traversa colpita da Prini ed il palo da Tozzi. Quest’ultimo
individualmente è stato il protagonista principale, seguito da Tagnin
meno preciso del solito, ma sempre utile, tenace ed autorevole all’occorrenza,
poi le due ali perfettamente inserite nello schema del gioco e pronte al
tiro come lo dimostra la traversa di Prini ed il gol di Bizzarri (l’ultimo
della serie), improvviso e spettacolare che ha preso Panetti alla sprovvista.
Note positive anche dai due laterali Carradori e Pozzan ed infine il giovanissimo
Fumagalli che al suo esordio ha confermato la fiducia in lui riposta da
«Fulvio» che lo ha usato con compiti analoghi a quelli di Selmosson
ed il ragazzo ha risposto intelligentemente con abilità, rapidità
nello scatto e prontezza nel tiro, un bell’atleta che potrà riservare
piacevoli sorprese. Meno bene la difesa che ha avuto in Colombo l’elemento
più lucido e che tuttavia va rafforzata e rivista senza farsi pericolose
illusioni. Portieri incerti e spesso in ritardo, a cui la luce artificiale
non ha certo agevolato il compito. (tratto
da Laziowiki.org)