ALESSANDRIA/ROMA
1928/29
"Era un gelido e brumoso pomeriggio del marzo 1929. Dopo un primo tempo a reti inviolate, Volk indirizzò di ntesta in rete un pallone sul quale Morando, il portiere dei grigi, si era invano proteso in un tuffo aereo. Sulla linea fatale, un difensore respinse di pugno e l'arbitro Scarpi di Dolo fischiò naturalmente l'evidente rigore, ma pubblico e giocatori locali cominciarono a insorgere reclamando la sanzione del preteso fallo di Volk nello scontro col portiere. Carpi fu irremovibile e Barzan si incaricò di tirare il penalty, previo schieramento tra i pali di Giovanni Ferrari, che poi doveva passare alla Juventus e diventare due volte campione del mondo. Il titolare del ruolo giaceva inanimato ai bordi del campo. Per il terzino giallorosso la trasformazione fu facile. Poi però si proseguì l'incontro sulla base di scambio di calcioni, spinte e cazzottoni, senza che l'arbitro Scarpi avesse l'energia di intervenire con opportune espulsioni. Forse per pareggiare il conto con il portiere locale, in una mischia sotto la porta giallorossa Ballante venne colpito anonimamente da un tremendo pugno in faccia e andò per i sette sogni anche lui. Si accese una zuffa furibonda che venne sedata solo con l'intervento in campo dei carabinieri. Ciononostante la partita riprese senza sanzioni arbitrali. In seguito Volk riuscì a centrare ancora la porta avversaria con una delle sue famose "sciabolate" e il pubblico non trovò di meglio che invadere il terreno di gioco. Scarpi, duramente malmenato, venne salvato a stento dai tutori dell'ordine, mentre i giallorossi furono costretti ad abbandonare precipitosamente lo stadio (si chiamava il "Campo degli Orti") in tenuta di gioco, lasciando negli spogliatoi i vestiti, le valigie e tutto. Ma, naturalmente, trovarsi per le vie cittadine, con l'uniforme degli aborriti calciatori ospiti, in mezzo alla folla inferocita, non rappresentava una soluzione. Anzi! Bernardini e compagni furono perciò costretti, protetti alla meglio dalla polizia, ad allontanarsi dalla città a bordo di alcuni taxi e persino di una carrozzella. E dovettero recarsi ben lontano. Addirittura a Novi Ligure, dove vennero benevolmente ospitati dal dirigente federale Mario Ferretti, noto come il "Sire di Novi".


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