XII Giornata
LAZIO
/
ROMA 3-2

Roma, Stadio Olimpico
11 novembre 2012
ore 15.00

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Tifo Lazio:

* * * *



Tabellino partita:
Lazio
(4-1-4-1): Marchetti; Konko, Biava, Dias, Lulic (14' st Radu); Ledesma; Candreva (38' st Cana), Hernanes (30' st Brocchi), Gonzalez, Mauri; Klose.
A
disposizione: Bizzarri, Scaloni, Ciani, Cavanda, Onazi, Zarate, Floccari, Kozak, Rocchi. All.: Petkovic.

Roma (4-3-3): Goicoechea; Piris, Marquinhos, Burdisso, Balzaretti; Bradley, De Rossi, Florenzi (17' st Marquinho); Lamela (1' st Tachtsidis), Osvaldo, Totti (25' st Pjanic).
A disposizione: Svedkauskas, Castan, Romagnoli, Taddei, Dodò, Perrotta, Lopez. All.: Zeman.

Arbitro: Rocchi

Marcatori: 9' Lamela, 35' Candreva, 43' Klose, 2' st Mauri, 41' st Pjanic

Ammoniti: Klose, Lulic, Candreva, Bradley, Burdisso, Marquinho, Tachtsidis
Espulsi: 47' pt De Rossi per gioco violento, 45' st Mauri per doppia ammonizione.
Note: si è giocato sotto il diluvio. Black out dopo una decina di minuti.

Tifo Roma:
Ottimo inizio, complici il vantaggio e il semi black-out, durante il quale si motteggia Lotito. Poi il sostegno cala fino alla fine del primo tempo. Il secondo tempo inizia con dieci minuti di costernazione dovuti al terzo, ridicolo gol della Lazio. Poi La Sud comincia a metterci il cuore fino alla fine, anche se a fasi alterne. Al solito parte bassa è più costante e resto del settore volubile.
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Forza Roma alé In curva Sud noi staremo ad aspetta
Ingresso in campo e coreografia Lazio
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La Roma
Lotito paga la bolletta

Roma alé


FOTOCALCIO
 

 














VIDEOCALCIO

Lamela
Pjanic
Servizio Sky

Servizio Rai








Ciao Lorenzo, oggi in Distinti sud, vista la nord occupata dagli ospiti. Arrivo poco prima delle 13, ogni tanto compariva perfino un po' di sole. Già all'obelisco si sentono i primi cori di piccoli gruppi che vanno verso lo stadio. Tevere e Monte Mario praticamente deserte; mentre le curve iniziano a riempirsi, partono i primi cori, secondo il consueto repertorio ("La mamma der laziale"; "Oh bastardo biancoblù", "Voi siete i biancoblù" e, naturalmente, il sempre molto gettonato e vero "Lazio merda / fogna de stà città!"). E così passa un bel po' di tempo. L'apparizione dei calciatori ospiti offre il gradito destro per manifestare ancora meglio cosa si pensa di loro e della loro squadra. Non manca qualche striscione, come quello degli ospiti in risposta alla pezza esposta dai ragazzi del Panatinaikos, oppure uno in Curva sud sui regionali in gita che si fanno la foto ricordo al Colosseo. Goliardico e vero anche il "SS LAZIO 1900... IMPICCI!" All'inizio della partita le presenze sugli spalti sono così configurate: Curva / Distinti sud stracolme, Monte Mario lato Curva sud buona presenza. curva nord piena, con forse alcuni vuoti marginali, non pieni i Distinti nord, vuoti in Tevere, oltre l'ampio settore-cuscinetto per dividere i laziali dai Distinti sud. Presenze biancolesti anche nella Monte Mario lato nord, che espongono un curioso striscione, forse allestito per spirito di emulazione nei confronti di Lotito: Dum nos separabit mors. Accantonando la forma, che non sembra propriamente aurea, non rimane che augurasi ed augargli di essere presto contentati. Ad un certo punto è comparso sul tabellone l'immagine di un sorridente e sfigato tifoso laziale, credo estratto a sorte per questo "onore" (ricordo che anche ad altri derby tale l'iniziativa si era tenuta), salutato con vari generi di epiteti: "Pure a foto janno fatto!", "A peggio pe'tte!", "A sbandato, ma che cazzo te ridi?!".
Assai bella la coreografia della Curva sud, all'ingresso delle squadre, molto anni '80: numerosi fumogeni gialli e rossi, e non solo, petardi, torce e grande sventolio di bandiere. Ecumenico e suppongo autorizzato il grande striscione per Gabriele Sandri in Nord, applaudito da tutto lo stadio. Suggestivo anche l'ingresso in campo di un adulto (il fratello di Gabriele?) che teneva in braccio un bimbetto con la maglia biancoazzurra ed il nome di Gabriele sulla schiena, anch'essi molto applauditi. Comunque vorrei qui fare una piccola riflessione. Mi sembra che i laziali strumentalizzino un po' Sandri, tanto per creare simpatia e positività intorno a loro. In questo clima di 'buonismo' non dimentichiamoci mai chi sono e con quali mitomani, complessati e prostituiti al tifo per ogni squadra abbiamo a che fare. Personalmente riesumerei anche il vecchio coro "28 ottobre", specificando che ho il massimo rispetto e considerazione per tutti, ma ovviamente non è di questo che si sta parlando, così come i "Buuu" non esprimono vero razzismo, ma soltanto la volontà di provocare e destabilizzare (in senso sportivo, ovvio) l'avversario. Ormai anche il tifo, che dovrebbe essere, a ben vedere, una sorta di quintessenza della goliardica faziosità, deve essere politically correct.
Comincia bene la Curva sud (nella quale comprendo anche i Distinti, ove si sono assiepati i gruppi che fanno tifo normalmente nella Nord romanista), sebbene tuttora molti non seguano i cori (parte alta). Il gol di Lamela scatena grande entusiasmo, con molti che si avventano alla vetrata della Tevere, facendo gesti amichevoli e distensivi verso i buzzurri ivi assisi. Per quanto ho potuto sentire, nessuna reazione canora in nord, e men che meno nella Tevere. La situazione permane così fino alla resurrezione degli ibernati tifosi delle provincie intorno Roma, avvenuta al pareggio. Buona reazione romanista soprattutto nella parte bassa. La pioggia si è fatta nel frattempo incessante e veemente. E chi era alla balaustra si è infradiciato.
Dopo il terzo gol ospite c'è stata una bella reazione e intorno al 20° - 30°minuto direi, il tifo è divenuto veramente coinvolgente e potente, per spingere la squadra al gol, a riprova che se si cantasse più numerosi, si potrebbero ottenerte grandi risultati. Il gol di Pjanic accende nuovi entusiasmi, ma orami c'è poco tempo e la partita finisce.
Non so quanto ci sia di personale in questa valutazione, però credo di essere abbastanza obiettivo dicendo che il tifo laziale è peggiorato rispetto anche soltanto al derby della scorsa stagione.
Buona, dunque, la prova della Curva sud e settori adiacenti, pur nei limiti dell'attuale situazione.
C'è solo la ROma!
Livio

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corrieredellosport.it

ROMA - Due tifosi giallorossi sono stati aggrediti, uno dei quali accoltellato, nei pressi dello stadio Olimpico. Uno è stato colpito da un pugno, mentre l'altro è stato ferito con un coltello ad un gluteo. Entrambi sono stati soccorsi e non sono in gravi condizioni. Poco prima un gruppo di laziali aveva lanciato una molotov contro le forze dell'ordine.

TENSIONE - Tensioni e cariche di alleggerimento davanti allo stadio Olimpico di Roma, a poche ore dall'inizio del derby Lazio-Roma. Nei pressi di via Antonino da San Giuliano un gruppo di ultras della Lazio ha tentato di raggiungere i supporter romanisti verso Ponte Duce D'Aosta, ma ha trovato uno sbarramento dele forze dell'ordine, contro il quale c'è stato un lancio di oggetti, tra cui una molotov che si è incendiata una volta caduta in terra. La situazione è ora tornata alla calma. Durante i momenti di tensione e la carica di alleggerimento nei confronti del gruppo di ultras laziali che tentava di forzare il cordone per raggiungere Ponte Duce D'Aosta, un gruppo di romanisti (non laziali, come appreso in precedenza) ha lanciato la molotov. Tra gli oggetti lanciati da entrambi gruppi all'esterno dello stadio Olimpico, anche grossi petardi e bottiglie.


Il Messaggero

ROMA - La Lazio vince il derby e si rilancia, la Roma lo perde e entra di fatto in piena crisi senza più scuse. La pazienza dei tifosi per Zeman è finita.

Con il tris biancoceleste
nel derby e la Roma naufraga nella partita più sentita dell'anno. La stracittadina dell'Olimpico, giocata sotto una fitta pioggia praticamente per tutti i 90 minuti, finisce 3-2. Lamela illude i giallorossi, poi Candreva e Klose capovolgono il risultato e De Rossi lascia i giallorossi in 10 già prima dell'intervallo per un colpo proibito a Mauri. Lo stesso capitano biancoceleste firma il terzo gol in avvio di ripresa e poi si fa espellere nel finale-thrilling.

La partita

La Roma trova il 3-2 (con esultanza polemica) di Pjanic, ma è troppo tardi per riaprire il match. Petkovic festeggia così la vittoria all'esordio nel derby e la sua Lazio vola a +5 sui cugini. Per Zeman, invece, si preannuncia un'altra settimana difficile. Un black out nei primi minuti di gioco lascia l'Olimpico al buio, poi il solito Lamela al 10' accende la luce per la Roma: corner dalla sinistra di Totti, incornata di Lamela e 1-0 fra le proteste della Lazio per una spinta dell'argentino a Lulic. La prima occasione dei biancocelesti al 21' è solo virtuale: Klose colpisce di testa ma è in fuorigioco e comunque Goicoechea si fa trovare pronto. Sbaglia, invece, il portiere giallorosso al 35' e la Roma paga a caro prezzo. Sulla punizione potente di Candreva il pallone diventa una saponetta per l'estremo difensore uruguaiano, che non trattiene: la 'paperà è servita, 1-1. Il match cambia volto e la Roma torna la squadra vulnerabile vista troppo spesso quest'anno. La Lazio mette la freccia al 43' sul solito asse Hernanes-Klose. Il tiro sbilenco del brasiliano diventa un assist per il tedesco, che ha tutto il tempo per addomesticare il pallone e infilare in rete di sinistro. E prima del riposo, la Roma resta in 10 uomini: De Rossi colpisce con un pugno Mauri e rimedia il rosso diretto.

Il secondo tempo

Per Zeman, è il caso di dirlo, piove sul bagnato. In avvio di ripresa il tecnico boemo sostituisce Lamela per Tachtsidis alla ricerca di un equilibrio, speranze subito vanificate da un errore di Piris che spiana la strada al terzo gol di Mauri: il difensore respinge sul corpo del capitano biancoceleste di destro lascia immobile Goicoechea. Sembra finita per i giallorossi, ma nel finale il derby s'accende di nuovo. All'85' Mauri rimedia il secondo giallo per un tocco volontario col braccio, due minuti dopo Pjanic vede Marchetti fuori dai pali e lo beffa su punizione da distanza impossibile: 3-2 e esultanza polemica verso la panchina giallorossa. Il gol dà alla Roma le energie per il forcing finale, ma il sipario sul match cala definitivametne al 94' sul sinistro al volo a fil di palo di Marquinho.


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