
ROMA/LAZIE
2-2
29
aprile 2001
Commenti e cronache
giornali
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
ROMA — La coreografia
iniziale è originale e sofisticata. Piena di fantasia. Niente celebrazioni
di Roma, niente Impero. Prevale il "Calcio Balilla". Il centro della curva
Sud è quasi tutto ricoperto di verde; ai lati del tabellone due
stecche con disegni di giocatori da Calcio Balilla, o alla romana, "Bigliardino";
i due distinti sono colorati simmetricamente dall'arancione, dal bianco
e dal rosso. E sotto la curva, la scritta gigante: "Prendiamoli a pallettate".
In mezzo, saltellavano tanti palloni e mille bandiere della Roma, le teste
erano coperte dai colori. La voce si sentiva: "Roma, Roma".
Ma lo sfottò
via striscione, intanto, era già iniziato dalle diciotto e trenta.
Argomenti ricorrenti: doping, le presunte origini "provinciali" dei cugini
e Negro, più che mai idolo della tifoseria giallorossa a causa dell'autogol
nella partita d'andata. La sagra inizia nel segno della pulizia, "Shampoo
al nandrolone, creatina nel sapone". Messaggio erotico, poi: "Couto...interruptus".
Quindi, la sud ricorda con uno spietato riassunto, le vicende negative
della Lazio degli ultimi quindici anni, "Scommesse, spareggi, doping: sei
la vergogna di Roma...anzi di Albano". E quando oltre alle vicenda Couto
si vuole ricordare anche la classifica... "Noi primi, voi...doping". Ancora
striscioni, ma il tema cambia. "Torna a casa, Lazie...", e sulla stessa
lunghezza d'onda, "La storia del burino nun regge, sei tu il pastore del
gregge". E ancora: "Tutte le strade ve portano a Roma", "Pe nun favve sentì
nostalgia de casa: bee, bee, muu, muuu, coccodè, coccodè"
ed altri versi da fattoria degli animali. E ancora: "Roma nun te conosce"
e "SS Lazio 1900, da cento anni pagate l'affitto" e "Burino, te vojo fa'
'na rima, alza l'occhi e guarda chi sta prima".
C'è uno
striscione contro gli Irriducibili, apostrofati come, "Business, marketing
e pecorino" e più in generale "Quattordici anni di tifo, pe' 'na
curva che fa schifo". Non poteva mancare, anche un riferimento ad Anna
Falchi, "madrina" biancoceleste, "Te sei scoperta laziale, ma se vinceva
l'Acireale, te spojavi uguale". Infine, capitolo Negro. Prima ancora degli
striscioni, un coro: "Paolo, Negro gol, Paolo Negro gol". Poi, tante scritte
in suo "onore". Lo trattano da vero e proprio beniamino, "Nesta, marcate
Negro", poi "Peruzzi, Nesta e Negro: tre passaggi, in porta", "Famme marcà
da Negro". La Sud assegna al difensore della Lazio un simbolico premio,
"Figo Pallone d'oro...Negro, Tapiro d'oro".
Compaiono le forbici
per scucire lo scudetto, ma solo un disegno di una maglietta della Lazio,
bucata sul punto del tricolore e sopra una scritta, "Lasciamoje solo er
buco sur petto". Entrano le squadre in campo, Carlo Zampa, speaker giallorosso,
legge solo la formazione della Roma. Emozione generale sulle note della
canzone di Venditti, "Roma, Roma", applausi scroscianti per tutti, in particolare
per Tommasi, Batistuta e Totti. Poi, silenzio, o quasi. Lo stadio segue,
teso, la partita. E timidamente si lascia andare a qualche coro di incitamento
e soprattutto fischi quando la Lazio conquista la palla. L'Impero torna
nella ripresa, quando i Boys mostrano la loro coreografia, "Che schiava
di Roma, Iddio la creò". Esplode lo stadio al gol di Batistuta,
visibilio al raddoppio di Delvecchio. Ed è comunque festa fino alla
fine, nonostante il pareggio: "Vinceremo il tricolor...".
|
Un pomeriggio incandescente attorno allo stadio Olimpico, tra incidenti e “affari”. Per un posto in Curva richieste fino a centomila lire Al derby vincono i bagarini: biglietti a 750 mila Prezzo record per la “Monte Mario” a un’ora dall’inizio. Denunciate 5 persone: vendevano ticket falsi Il rocambolesco pareggio smorza la festa della Roma, ma ieri c’è qualcuno che col derby ha faqtto tombola. Ad essere baciati dalla fortuna sono stati i bagarini. Cacciati dalla polizia, guardati con diffidenza dalle tifoserie, sono tuttavia riusciti a mettere a segno colpi magistrali vendendo la "Tribuna Monte Mario" anche a 750 mila lire. Eppure non tutto è filato liscio per i bagarini. La polizia che non ha dato loro tregua. Già nella giornata di sabato, la questura aveva messo in guardia i tifosi dall’acquistare biglietti da estranei. "Attenzione, possono essere falsi - si leggeva su un comunicato - nell’incertezza è meglio seguire le gesta dei beniamini della Roma e della Lazio in televisione oppure alla radio». Nel primo pomeriggio di ieri, poi, gli agenti hanno pizzicato alcuni bagarini con le mani nel sacco, anzi nel biglietto. In questura erano stati identificati, denunciati, diffidati. Tutto finito? Neppure per sogno. Riviviamo questa epica giornata Sono le 17, il tifoso che, con fare sprovveduto, si aggira nei pressi della curva sud, è oggetto di attenzioni. «A dottò ha bisogno di qualcosa? - lo appella un tizio con la camicia al collo con una collana grossa come una cavezza - scommetto che cerca la biglietteria». Va a colpo sicuro. «No, di biglietti a quest’ora non ne trova più, ma se vuole...». Un tribuna per godersi la partita? E lui pronto: «Ho i biglietti per Monte Mario, er mejo, 500 mila lire tonde». Trattabili? «Non la lascio scontento se è in compagnia della moglie o di un amico». E’ veramente notevole la differenza tra il costo ufficiale (150 mila lire) e quello proposto dal bagarino, ma il possibile acquirente nicchia, prende tempo. «Dottò, le ho fatto un prezzo di favore. Non ci pensi troppo». Il tragitto dalla curva sud a quella nord evoca il percorso dantesco verso l’inferno. I bagarini spuntano come diavoletti da dietro prima le bandiere gialle e rosse e più avanti ai colori bianco-celesti, pronti a tornare nell’oscurità non appena c’è sentore che sta arrivando qualche poliziotto o carabiniere. «La tribuna? 150 mila, la prenda», insiste il bagarino, ed aggiunge: «Non si metta a fare la fila, capo, tanto il biglietto per la tribuna ad 80 mila lire non lo prenderà mai». E la curva? «Cento». Ma se ne costa trenta? «Cento, a meno faccio bancarotta». Francesca, venditrice di magliette, sciarpe, cappellini e gadget rigorosamente giallorossi, scuote la testa: «Vanno forte le bandiere. Ne abbiamo già fatte stampare ventimila con lo scudetto, ma tutti questi soldi non li guadagneremo mai». Alle 18 l’atmosfera è ancora più calda. Dalla curva nord arriva l’eco delle cariche della polizia contro i facinorosi. I carabinieri frantumano le bottigliette di birra a terra con il calcio del fucile. I bagarini sono in piena attività. La "Monte Mario"? «600 mila». Uno sconto? «E che ssò babbo Natale?», ridacchia un bagarino. Un biglietto in curva, quello che costa meno? Il venditore, fasciato dalla sciarpa biancazzurra, alza gli occhi al cielo, come per dire che si sono volatilizzati. Poco distante c’è Stefano, studente in Scienze politiche, che offre la "Voce della Nord", periodico della tifoseria laziale, costo lire 3.000. «In un paio d’ore ho venduto dieci pacchi, ognuno di cinquanta copie - commenta lo studente-edicolante - il mio è un guadagno onesto». Alle 19,30 l’aria torna pulita. Svanisce il fumo dei lacrimogeni, mentre un carro-attrezzi porta via un’auto incendiata dei carabinieri. Il bagarino è ancora là, con le mani non più in tasca ma dietro le spalle. C’è ancora il biglietto per Monte Mario? «L’ultimo l’ho venduto per 750 mila lire due minuti fa. Me lo hanno strappato dalle mani, che le avevo detto? A dottò se faccia furbo la prossima volta». |
|
Bati ritrova la mitraglia L’argentino è tornato a ”sparare” al gol dedicato alla nonna ottantacinquenne ROMA - Quando ha
visto che il pallone, quel pallone aveva terminato la sua corsa alla sinistra
di Peruzzi, quindi dentro la rete della porta biancoceleste, non ha resistito.
Complicato, se non impossibile resistere quando si va in gol in un derby
da scudetto. Così, Gabriel Omar Batistuta, il Re Leone che non andava
a bersaglio da tre domeniche, ha imbracciato la mitraglia ed ha sparato
raffiche di gioia verso la Sud. Aveva promesso, in avvio del campionato,
che non avrebbe mitragliato prima della rete numero 20, ma non ha resistito.
A Peruzzi ha segnato il suo gol stagionale numero 16, però non ce
l’ha fatta a restare con le mani in mano. Venendo meno ad una sorta di
promessa. Ma quando si tratta di derby, non c’è parola che tenga.
«Ho ritenuto giusto farlo, perché era l’occasione più
adatta per regalare ’sta cosa alla gente che me la chiedeva da una vita»,
le sue parole nel post-pareggio.
|
|
Auto e moto bruciate: 3 accoltellati, 7 ultrà in cella Due romanisti, ***** e ******, entrambi di vent’anni, sono stati arrestati per violenza a pubblico ufficiale. Poco dopo un terzo tifoso giallorosso, minorenne, è stato arrestato nei pressi della curva Nord, con la medesima accusa. E sempre vicino alla curva, momenti di tensione prima del fischio d’inizio: molti tifosi, sprovvisti del biglietto, hanno cercato di entrare. Poi, finalmente, la calma durata neanche 90 minuti. Prima del pareggio di Castroman, infatti, alcuni teppisti uscendo hanno lanciato molotov verso le forze dell’ordine. Gli agenti, attaccati, hanno risposto sparando lacrimogeni. In un altro settore, fuori dalla tribuna stampa, un giornalista del Tg2, Giovanni Alibrandi, ha raccontato di essere stato accerchiato dagli ultrà, uno dei quali, minacciandolo, gli ha puntato un coltello alla gola. |
|
Violenza, accoltellato un operatore della Rai Incidenti all'Olimpico: sette arresti, sequestrate bottiglie molotov, lancio di lacrimogeni -------------------------------------------------------------------------------- ROMA - Ancora scontri e violenza all'Olimpico. Perfino un poliziotto ferito da un'ascia lanciata da un facinoroso e un operatore della Rai accoltellato durante gli scontri fra tifosi attorno allo stadio. Un altro operatore del Tg1, Stefano Rossetti, è stato picchiato, derubato del portafoglio e del telefono cellulare, mentre una troupe del Tg3 è stata aggredita mentre stava riprendendo gli scontri; colpito l'operatore (A. P., un cameramen di 46 anni) ferito a coltellate al gluteo sinistro e ad una coscia (guarirà in cinque giorni). Feriti lievemente, sempre da coltelli, due tifosi laziali, M.G., 25 anni, e G.R., 15 anni, un minorenne. Scontri, zuffe e cariche della polizia prima del match. Tre tifosi romanisti, (fra cui due ventenni), sono stati arrestati per lesioni e resistenza a pubblico ufficiale. Incendiata anche una vettura dei carabinieri. La polizia ha sequestrato bottiglie molotov, bastoni, pietre e mazze; la "scientifica" ha videoregistrato gli scontri per identificare (e poi diffidare) i facinorosi. Ancora scontri al pareggio della Lazio: molotov e biglie di ferro contro carabinieri e polizia che hanno risposto con i lacrimogeni. Incedianti sei motorini. Arrestati 4 ultras laziali Per Negro ecco i tifosi double face -------------------------------------------------------------------------------- Lo strano derby di Paolo Negro. In campo non c'è, ma è come se ci fosse. Il difensore è lì, seduto in panchina. L'espressione del volto del nuovo idolo dell'Olimpico è un po' perplessa, soprattutto, guarda un intero stadio che gli dedica ovazioni su ovazioni. Da una parte c'è la Nord, la sua curva, che lo incita per sostenerlo. E così c'è addirittura una maglia con sopra scritto «numero 2 Negro». Insomma, il messaggio è «non di curar di loro. L'autorete? Non fa nulla». Dall'altra parte, invece ed è incredibile, c'è la Sud che fa altrettanto per ringraziarlo, naturalmente, «Nesta, marcate Negro», è solo un piccolo esempio per capire cosa succede nel settore giallorosso nei confronti del difensore. Ride un po' amaramente Negro dalla panchina. C'è da capirlo. Da quando è accaduto il fattaccio non vive più il povero, si fa per dire per carità, difensore della Lazio. Dopo la squalifica di Couto, Zoff aveva pensato di far giocare proprio il numero 2 accanto a Nesta fin dall'inizio. Poteva essere il giorno del riscatto. Pare, però, che il tecnicomito abbia avuto una soffiata dalla Sud. «Se gioca, sarà il nostro più bel bersaglio... Insomma sarà l'idolo dei giallorossi», gli hanno riferito. Meglio non rischiare avrà pensato Zoff, almeno dall'inizio. Detto, fatto. |
