BARI/ROMA
1-4
20 MAGGIO
2001
pagina
2
GRAZIE
A PAOLO ANCHE PER QUESTI FILMATI!!!!
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GRAZIE AD ANDREA
PER
QUESTE FOTO!!
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IL RESOCONTO
DI ALESSANDRO
...maciniamo chilometri,
superiamo gli ostacoli....
non posso non cominciare
in questo modo il resoconto di una delle più belle trasferte di
quest'anno. Partenza ore 8:30 insieme ai miei amici Riccardo e Boris, il
mezzo che ci porterà a Bari è una micra 1.5 diesel concessaci
generosamente dalla ragazza di Riccardo. Siamo tutti e tre abbastanza stanchi
per aver dormito poco ma dentro di noi c'è un solo pensiero: La
Roma. Entrati in autostrada,come era prevedibile, scorgiamo numerose macchine
dirette verso Bari; all'uscita di Caianello già si intravede la
fila di macchine incolonnate e così decidiamo di continuare sulla
Roma - Napoli mentre ascoltiamo il cd "un amore infinito" che ci fomenta
e scalda gli animi. Alle 11:00 siamo vinti dalla fame e decidiamo di fermarci
ad un autogrill vicino Benevento. E' pieno di tifosi che fanno la fila
per entrare e a presidio ci sono alcune guardie napoletane che si riveleranno
tutto sommato simpatiche. Dopo aver mangiato un panino che sarà
stato di 3 giorni prima ci rimettiamo in viaggio e ora le macchine che
incrociamo aumentano a vista d'occhio, transit, pulman, minibus, è
letteralmente INVASIONE!!! Tutto ciò mi riempie di gioia, provo
un'emozione bellissima e indescrivibile.
Finalmente arriviamo
a Bari sud verso le 13:15 e, come tutti, ci incolonniamo nel mare di macchine
che debbono uscire dall'autostrada. Fa molto caldo e quasi tutti decidono
di scendere dalle macchine e di cantare o sventolare bandiere, si alza
qualche coro anche contro le
guardie che,
per smistare il traffico, nun ce stanno a capì niente. Dopo aver
parcheggiato ci avviamo all'entrata della tribuna est del S.
Nicola già
stracolmo di romanisti che cantano. Ci mettiamo nell'anello più
basso e solo trovato il posto alzo gli occhi e mi rendo conto: MA QUANTI
SEMO??? Colpo d'occhio incredibile, eccezionale, meraviglioso, splendido,
bè...semo romanisti!!! Prima dell'entrata in campo delle squadre
vedo qualche striscione divertente riferito ai tifosi del Bari: "potevate
annà ar mare", "manco padre pio v'ha sarvato". Poi la "Sud" espone
lo striscione "AVE ROMA: LE LEGIONI TI SALUTANO" e tutti applaudono ma
io vorrei per primo ringraziare coloro che hanno fatto due bellissimi striscioni
su ALDAIR. Poi all'entrate delle squadre comincia il bordello, si alzano
cori, bandiere, fumogeni: DAJE ROMA!!! Nei primi 20 minuti di partita il
tifo è un pò calato perchè i baresi se so chiusi in
11 dentro l'area e non si riesce e sbloccare la partita, ma al gol di Candela
è ESPLOSIONE!!! Da lì in poi è un continuo cantare,
inneggiare la squadra e i singoli giocatori fino al fischio finale. Da
sottolineare la stupidità del tifo barese che esultava ai gol della
Lazio e della Juve come se avessero segnato loro ma anche per aver rubato
uno striscione romanista e averlo portato in curva quasi come gesto lodevole
e invidiabile: mortacci vostra siete come gli arbanesi!!!
Ma la risposta
del popolo giallorosso li ha completamente zittiti: dai vari "state andando
in B" al bellissimo " nun se vedemo più, nun se
vedemo più,
se salutamo adesso se salutamo adesso" con tutto lo stadio a braccia alzate
a salutare.
Al fischio finale
si è anche alzato il coro "vinceremo, vinceremo, vinceremo il "trukke
trukke" ( per ora scrivo questo).
Torniamo alla macchina
contenti ma soprattutto affamati. Purtroppo, come era logico, nel parcheggio
del S. Nicola si crea il caos, sono le 17:15, noi riusciremo a entrare
in autostrada solamente verso le 19.00. Ora siamo veramente un fiume di
macchine e percorriamo l'autostrada senza superare mai i 100, accorgendoci
che i vari autogrill che incrociamo sono stracolmi di macchine e di guardie.
Incrociamo anche un grave incidente, spero non sia successo nulla. Abbiamo
la benzina per fare molti chilometri e così ci fermiamo solo a Napoli,
area S. Nicola est, il primo autogrill sulla Roma-Napoli, ma soprattuto
senza neanche mezza guardia.
Entriamo affamati
e, come era prevedibile, a mangiare siamo tantissimi, si creano file alla
cassa ma soprattutto al buffet, letteralmente preso d'assalto. Ci uniamo
alla confusione e riusciamo a mangiare gnocchi al sugo, verdure, coca cola,
tutto ciò generosamente offerto dalla casa!!!! Mettiamo benzina
e ci rimettiamo in macchina sparati diretti verso la Capitale. Decidiamo
di uscire a Roma-est perchè a Roma-sud ci sono 2 Km di coda. Arrivo
a casa alle 23:30, stanco, stravolto, contento, emozionato e...con la Roma
in fondo al cuor!!!
RESOCONTO
DI BARBARA SULL'INCIDENTE
sono Barbara (quella
dei biglietti di BARI) o come meglio mi piace identificarmi, sono BARBARA
la pazza di SUPERMARCO ... naturalmente anch'io al San Nicola ... con il
mio stendardo "VOLA SUPERMARCO" ... stavolta in mezzo agli ASR ... perchè
la domenica sto sotto i LUPI ...Anch'io vorrei scriveri un resoconto ma
le emozioni sono sempre troppe, e non sono capace di sintetizzare quindi
volevo solo aggiungere una notizia x l'incidente sulla strada del ritorno
...noi siamo passati proprio appena è successo, abbiamo visto una
grande fumata alzarsi al lato della strada, ci siamo fermati e abbiamo
aiutato quel ragazzo a tirare fuori la ragazza dalla macchina... gli abbiamo
dato acqua e zuccero ... erano tutti e due terrorizzati e pieni di sangue,
ma fortunatamente si sono alzati con le proprie gambe ... gli è
andata bene ...
LEI era spaventatissima
(anche perchè i genitori non sapevano che era andata a BARI) LUI
era incazzatissimo, infatti appena ha tirato fuori la ragazza dalla macchina
è andato a cercare lo STRONZO con la CHRYSLER verde che gli aveva
tagliato la strada ... lo ha anche trovato perchè si era fermato
100/200 metri più avanti ... poi si sono messi a discutere ... noi
abbiamo continuato il nostro viaggio ... purtroppo anche quaesto fa parte
di questa magnifica giornata ...
ti saluto ....
... -3 ...
... DAJE ROMA DAJE
...
e
... VOLA SUPEMARCO
VOLA ...
RESOCONTO
DI MARIO
“Guarda Mario,
Candela”. Circa trentamila persone, in autostrada tra le 11 e le 14 del
20 maggio 2001, hanno detto quel nome (Candela, no Mario..), molti di loro
pensando che fosse un segno: Bari-Roma, marcatore, Candela. Peccato che
si sbagliavano: siamo di fronte ad un caso acclarato in cui la convinzione
di un popolo non prevede, bensì DETERMINA gli eventi. Facile, basta
leggere un cartello stradale segnalante l’uscita per un paese che porta
il nome del giocatore francese, il Vincente giallorosso, credere che segnerà,
e Lui segna. Lui è quell’Idea che chiamiamo ROMA, quell’Idea che
fa di coloro che vi credono un popolo, il Popolo Giallorosso.
Il mio pensiero
corre, a volte tristemente, a quelli che non ci saranno, lì a Bari,
a quelle madri, madri di romanisti coi fiocchi, a quel condottiero già
vittorioso ora accanto alla sua amata, la vittoria è veramente loro,
ne hanno macinati di kilometri.
Lino Banfi paninaro
ruba soldi per un pezzo de porchetta, il bibitaro mi “regala” una birra,
dentro se ce l’avessero te venderebbero pure il fumo; è fatta di
queste cose, la mia trasferta, di stress e gioie. Un sorriso alla signora
che se magna pure le mani per la fame che c’ha. Chiamo Robertamucca,
o corvina73, o semplicemente roma, è a Bari naturalmente, per la
sua seconda trasferta, consecutiva; non pija, bestemmio, mando messaggi
ma niente, starà persa in mezzo al Popolo e non me la potrò
godere, io je l’avevo detto de non annà col pulmann… Giocatori in
campo ad allenarsi, la gente fomenta tutti, i giocatori flashano, batimitraglia
invocato quasi senza rispetto per il capitano, non vogliamo avere paura,
il popolo ha scelto nel fisico possente e nello spirito gagliardo e fiero
del Cristo il suo emblema, l’effige di Roma, delle sue legioni. E poi Candela,
naturalmente. Scene esilaranti dalla curva barese, ragazzini che giocano
a guardia e ladri con i celermen, sotto un grottesco striscione fatto col
pennarello. Intervallo, il tempo per sentire la pubblicità della
macellaria più prestigiosa della provincia barese, ed ecco la dupla
del bati e il resto è uno schizzo. Poi il ritorno, e “ chi è
stato è stato e chi è stato non è, chi c’è
c’è, chi non c’è non c’è”.
DA
IL MESSAGGERO
MAGICA TRASFERTA
Il
sogno scudetto mette le ali alla curva sud
Venticinquemila
tifosi giallorossi al ”San Nicola”. Sugli spalti ancora tabù ”vinceremo
il tricolor”
di ALESSANDRO ANGELONI
BARI - Tanti, passionali,
incredibili e festanti. Sono i venticinquemila tifosi della Roma presenti
al "San Nicola" di Bari che, per l'occasione, si è travestito da
Olimpico. Anche all'esterno del suggestivo impianto barese, il colore dominante
era il giallorosso: le bandiere e le sciarpe che venivano vendute nelle
bancarelle erano solo della Roma.
L'entusiasmo, che
ha spinto qui anche Massimo D’Alema, è alle stelle, dalle prime
ore della mattinata. La convinzione di vincere lo scudetto è palese,
contro ogni forma scaramantica. "Finalmente ci siamo...", recitava uno
striscione presente nella curva romanista. I primi messaggi sono di autoesaltazione
per la massiccia presenza in trasferta, presenza più che mai da
record. "Ma quanti semo?", si chiedevano stupiti. Per dopo affermare, "Più
siamo e meglio stiamo". Poi, ai baresi. "Potevate annà ar mare..."
e ancora, "20, maggio, 2001, un'invasione d'amore", e sulla stessa falsa
riga, "450 chilometri d'amore, 360 minuti al tricolore..". Ironici e spietati,
contro squadra e tifoseria barese che alzava la voce solo ai gol della
Lazio e della Juventus. "Nun v'ha sarvato manco padre Pio" oppure il più
raffinato "Se riBeccamo", la lettera B segnata rigorosamente in rosso.
Infine, grande appare, "Ave Roma, le legioni ti salutano". Non potevano
mancare, nonostante la distanza che li separava, alcuni striscioni verso
i cugini laziali. "Laziale, sentite male" uno, "Squadra de pecore, curva
de pastori", un altro. E il più polemico, "Tutto l'anno romano teppista,
oggi affari in vista".
Non sono mancate
le scritte in onore di Aldair, infortunatosi domenica scorsa contro l'Atalanta.
"Lottate per Aldair", e anche "Altri 100 anni di Aldair", e il più
augurante in attesa del traguardo finale, "10 anni d'amore, ti daremo il
tric.... Grazie Pluto". Era ovvio anche rivolgere attenzioni a Totti che
stava festeggiando la sua duecentesima gara in serie A. "Dal 28-3-93 al
20-5-01, 200 volte grazie". Poi, "La maglia e il tuo orgoglio romano, fanno
di te un grande capitano". Curiosi anche gli striscioni dedicati a Montella,
"Meglio Montella che pizza bianca e mortadella" e a Nakata, "Nakatastrofe".
Poi i soliti e sempre presenti, "Barcollo ma non mollo", "Irina ti invidio".
E gli inediti, "'Sta Roma mena", "Sotto a chi tocca".
Prima dell'inizio
della partita si è visto in campo Antonio Cassano. Il suo è
stato un giro d'onore con tanto di saluto al suo futuro pubblico. Il giocatore
si è reso subito conto di cosa lo aspetterà nella capitale
ed è uscito visibilmente toccato dallo spettacolo cui stava assistendo.
Poi solo sventolio di sciarpe e bandiere e canti per tutti i novanta minuti.
Beccati ancora i tifosi del Bari che stanno accompagnando la squadra i
B, "Ve salutamo adesso, poi nun se vedemo più". Come rispondono
gli avversari? Rubano uno striscione della Roma presente in tribuna. Il
"ladro" corre inseguito dalla polizia, ma riesce a risalire con il cimelio
in mano, stranamente orgoglioso del gesto.
Incitati inoltre
tutti i giocatori, dal primo all'ultimo. In curva cantano "Roma, Roma"
di Venditti, in mezzo ad uno sventolio di bandiere e sciarpe. Commoventi.
Toccati anche gli stessi giocatori che non avevano mai visto uno spettacolo
del genere. Attimi di speranza dopo il gol dell'Udinese, poi la delusione
per i risultati finali. Il coro de "La società dei magnaccioni"
è il cult che accompagna le squadre agli spogliatoi dopo il fischio
finale di Farina. Ci credono tutti, ma "Vinceremo il tricolore", ancora
non si sente cantare. Un centinaio di tifosi della Roma invade il terreno
di gioco alla fine della partita. Inseguiti Totti, Batistuta e Nakata.
Prime maglie strappate. Poi ci ha pensato la polizia a calmare il civile
entusiasmo della gente romana. Che è tornata a Roma con l'ennesima
vittoria sugli spalti.
DICHIARAZIONI DI
BATISTUTA:
«Il pubblico?
Forse mai m’era capitato di vedere una cosa del genere: giocavamo in trasferta,
eppure quasi tutto lo stadio era nostro, cioè tinto di giallorosso.
Non posso negare che - ad un certo momento - ho avvertito delle sensazioni
particolari. Così come quando ho sentito la gente chiamare a gran
voce il mio amico Abel Balbo: è stato molto bello, e non vi nascondo
che mi sono commosso. Perché la riconoscenza è una cosa bellissima,
e i tifosi della Roma hanno dimostrato di non voler dimenticare nessuno».
DICHIARAZIONI DI
CAPELLO:
«Le due cose
più belle in questa trasferta: la prestazione della squadra e la
partecipazione dei tifosi». Dai venticinquemila di Bari, ai cinquecento
in festa a Fiumicino: volevano portare in trionfo l’allenatore, che ha
lasciato l’aerostazione scortato dalla polizia>>.
DICHIARAZIONI DI
CAFU:
«Finalmente
sono riuscito a segnare, dopo tanto lavoro. Poi, mi è sembrato giusto
andare a salutare e ringraziare i nostri tifosi giunti in massa a Bari>>.
DICHIARAZIONI DI
ZAGO:
«Vorrei complimentarmi
con i tanti tifosi che hanno raggiunto Bari con ogni mezzo, pur di stare
vicini alla squadra del cuore. Il loro sostegno è vitale ma adesso
guai a perdere di vista il traguardo finale e ad abbassare il livello della
concentrazione. Sarebbe puro autolesionismo»
DICHIARAZIONI DI
TOTTI:
«L'esodo
non mi ha sorpreso, i nostri tifosi sono capaci di questo ed altro. Li
ringrazio in modo particolare per come sono stato accolto e sostenuto dopo
la settimana di polemiche. Ringrazio anche il presidente Sensi per come
mi è stato vicino». E senza dirlo, Totti ringrazia la tifoseria
anche per la scelta di non preparare feste particolari: scaramanzia è
la parola d'ordine in queste ore. Di certo, dice il capitano, «anche
domenica all'Olimpico saremo in ottantamila».
LA CHIAVE
Con
questi tifosi vincere diventa più facile
dal nostro inviato
MIMMO FERRETTI
BARI - Trequarti
di stadio, il "San Nicola" non l’Olimpico, dipinto di giallo e rosso. Esodo
da paura, e con ogni mezzo, anche il più pittoresco. La Roma, insomma,
ha giocato in casa, non a quattro ore di auto dalla capitale. Il ragionamento
è questo: la squadra di Capello, probabilmente, avrebbe vinto contro
il Bari attuale anche se avesse giocato in uno stadio vuoto, oppure riempito
soltanto dai tifosi della squadra di casa. E’ indubbio, però, che
la cornice abbia aiutato la formazione giallorossa. Perché non può
non contare niente avere dalla tua parte oltre venti, venticinquemila persone.
Una domenica, per
certi versi, da record: chissà, del resto, quante altre volte in
passato s’era vista tanta gente muoversi da casa per seguire in trasferta
la squadra del cuore. Il segno di una passione infinita che in queste ore
sta vivendo il presente come un immenso sogno. La parte di Roma che professa
la fede giallorossa ormai da mesi non pensa che a quel traguardo che manca
dal maggio del 1983. E più passa il tempo e più cresce la
tensione. Il traguardo è lì, a tre passi, ma è ancora
troppo lontano per dar libero sfogo alla gioia. Ma diceva, qualche giorno
fa, Batistuta: «prima o pi taglieremo il traguardo, se non sarà
domani sarà dopodomani». Come dire: la cosa è praticamente
certa, o quasi. Oltre venti, venticinquemila tifosi in carovana verso Bari
rappresentano un patrimonio inestimabile, per la causa romanista. Impossibile
dimenticare, o anche sottovalutare quanto accaduto ieri a Bari. Sarà
anche vero che il calcio sta diventando uno sport sempre più televisivo,
ma i tifosi della Roma sono in grado di smentire tutto e tutti.
L'andata
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Al casello
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Due ore prima
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Poco prima
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L'inizio
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Poco prima della fine...
alcuni nostri tifosi sulla pista d'atletica
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Mini invasione
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Le auto giallorosse
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Villici baresi affacciati
a vedere i tifosi della Roma gridano Forza Lazie
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Il ritorno di quelli
col treno
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Foto di Claudio Crescenzi
http://www.gosport.it
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Foto di Claudio Crescenzi
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