UDINESE
/ ROMA
0-2
28 Novembre 1999
Giornata
n.11 del 28/11/1999 (11ª di andata)
UDINESE
(3-1-4-2): Turci, Sottil, Zanchi, Bertotto, Genaux, Manfredini (31' st
Margiotta), Fiore, Jorginho, Locatelli (35' St Bisgaard), Sosa (8' st Warley),
Muzzi.
In
Panchina: De Sanctis, Toledo, Pineda, Zamboni.
Allenatore:
De Canio.
ROMA
(3-4-1-2): Antonioli, Rinaldi, Aldair, Mangone, Cafu, Di Francesco, Zanetti
(8' st Tommasi), Candela, Totti, Delvecchio, Montella (13' st Fabio Junior).
In
Panchina: Lupatelli, Gurenko, Blasi, Alenitchev, Bartelt.
Allenatore:
Capello.
Arbitro:
Racalbuto di Gallarate.
RETI:
28'st e 40'st Delvecchio.
NOTE:
Angoli: 7-4 per la Roma, Recupero: 1' e 3', Ammoniti: Manfredini, Fiore,
Cafu, Zanetti, Di Francesco, Montella, Sottil, Spettatori: 20.000.
INCISA Km. 6..... Cazzo
quanto manca ancora.... Ma chi me lo ha fatto fare di andare ad Udine.....
E poi da solo, magari mi prende un colpo di sonno e finisce la storia.
Ma in finale ce vado e basta. E poi se non ci vado c’ho i sensi di colpa
perché prima avevo detto che ci andavo. Che sto’ a fà er
gaggio? Alle 04.50 ero già sveglio che mi chiedevo “Vado o non vado?”.
L’alternativa è una Domenica con sveglia alle 10.30 e aggiornamenti
al sito oppure bucio di culo per andare a Udine in macchina. La decisione
non è scontata ma se decido di non andare avrò il rimorso
fino alle 10.30 e quindi è inutile.... “Vado”. Manco ho fatto colazione
che ieri era la festa di mio padre e me so’ sfonnato.
INCISA Km. 6, appunto.
Per passare il tempo mi sono portato 5 o 6 cassette: The Smiths, The Cure,
Joy Division, un po’ di punk rock. Giusto per tenermi sveglio. E pure un
po’ di cornetti e una bottiglia di pompelmo rosa (mi piaceva il colore
e me lo so’ comprato).
Questa è una delle poche volte che vado da solo.... l’andata però
non è male, intanto uno pensa ai cavoli suoi, e al ritorno trovi
sempre qualcuno con cui ti fai compagnia. Fatto sta che tra nebbia e freddo
alle 11.00 sto a Udine. Mi sono fatto un po’ di paranoie per il biglietto,
perchè a Roma non li hanno mandati, ed ho paura di fare la fine
che hanno fatto i laziali, sempre qui ad Udine, qualche Domenica fà:
ingabbiati dalle guardie ed impossibilitati sia a vedere la partita sia
ad andarsene a casa o dove cazzo gli pareva. Ma l’Italia è un paese
democratico. Ed allora, sempre democraticamente, decido comunque di prepararmi
al peggio. Nulla può farmi sembrare un tifoso giallorosso.
Fuori lo stadio sono
senza colori, dentro lo stadio sono giallorosso.
Anzi, da un friulano
mi sono pure fatto dire cosa rispondere al poliziotto che mi dovesse chiedere
“Di dove sei?” : “Di Udìn, orco boia!”. Alla biglietteria dicono:
“I biglietti li dovevate prendere a Roma, qui non si possono vendere quelli
per gli ospiti”. “Ma a Roma non li hanno mandati!”. “Io non li posso vendere
a meno che il dirigente di Polizia non mi dia il benestare”. Comunque stavolta
va tutto bene ed il benestare viene concesso. Inutile dire che questa disposizione
del cazzo cesserà quando in una qualche partita i tifosi romanisti
dovessero decidere, di fronte al diniego di concessione del biglietto “ospiti”,
di comprare quello della curva avversaria. E allora sai le risate! Almeno,
io personalmente farò così. Poi se altri cento uomini liberi
(e coraggiosi) faranno lo stesso, allora magari potremo pure alzare “Ro-ma,
Ro-ma” nella curva del Verona. Martiri (ma non è detto :-). Così
le beneamate autorità capiranno quanto siano stronze queste disposizioni
(a proposito di stronzate, ma che ne dite della proposta di legge di uno
dei “Democratici” - ah! ah! ah! - che ha proposto che tutti i gruppi
di tifosi di almeno sei persone chiedano l’autorizzazione al questore per
andare in trasferta?).
Ma riprendiamo
il racconto della trasferta. Da Roma non siamo moltissimi, due pullmann,
alcuni col treno e con l’aereo, diverse auto (a proposito, per evitare
i soprusi di chi sapete voi al casello dell’autostrada, perché non
uscite al casello successivo?). E’ invece una sorpresa scoprire quanti
tifosi la Roma abbia nel Norditalia ed anche nelle nazioni limitrofe. Qualcuno
è venuto dalla Croazia, dall’Ungheria, dalla Slovenia, dall’Austria.
Comunque, dopo una chiaccherata con il grande Marcello (grazie per le foto!)
e dopo aver conosciuto di persona Alessandra e Luigi, italo-peruviani con
un folle amore per la Magica, entro in curva. Deve aver nevicato ultimamente
perché c’è un po’ di ghiaccio sulle scalinate. In totale
saremo 800, non di più. Conosco Biagio di Budapest (che mi ha dato
alcune foto dei materiali dei gruppi della Sud che metterò presto
sul sito) e sono pronto per vedere la partita. Tifosi dell’A.S. Roma all’inizio
freddini, poi in crescita. Canto e tifo perchè mi sembra una stronzata
farsi 1.400 Km. in totale per starsene zitti. E poi a regà, alcuni
canti nuovi sono belli, nun c’è gnente da fà (a proposito
di “gnente”, mi dicono che i laziali hanno esposto uno striscione con scritto
“calugne” invece di “calunnie”: ma che davero?!).... Comunque, la partita
l’avete vista pure voi, so’contento che Marco abbia segnato sotto di noi
(‘ndo so’ finiti quelli della Sud che lo contestavano?). E' sempre bello
correre verso chi ha segnato scendendo i gradoni di una curva. Gli udinesi
si sono comportati molto bene, e mi dispiace che qualche cane sciolto abbia
preso di mira un bar che era di proprietà proprio dello zio di uno
dei capi degli ultras dell’Udinese. Intendiamoci, non sono certo quello
che fa moralismo ma, cazzo, proprio ad Udine?
I ferocissimi celerini,
scudi alla mano e fazzoletto rosso sul volto (chissà a che cazzo
gli serve, visto che loro dovrebbero essere la legge) si schierano manco
dovesse passasse l’esercito dell’I.R.A. in mezzo a una manifestazione unionista.
Non c’è che dire, incutono timore, ma in fondo li capisco, così
anche loro a casa potranno raccontare di aver trascorso una giornata da
eroi. Pur capendoli, sia a me che agli altri ce viè da ride, e ce
ne torniamo indietro, chi alle macchine, chi ai pullmann, chi agli autobus
per tornare nella più bella città che esista al mondo. La
nostra.
P.S. Aneddoto:
il questurino davanti alla fila per i biglietti “ospiti” (scena che si
è ripetuta per tutti i tifosi della Roma non romani).
Arriva un tifoso
con la sciarpa della Roma.
Q. (Questurino)
- “Di dove sei?”
T. (Tifoso) - “Di
Torino”.
Q. - “E allora
qui non puoi entrare, qui entrano quelli della Roma”
T. - “Ma io sono
della Roma!”
Q. - “No guarda,
qui non puoi entrare, un po’ più avanti ci sono i biglietti dei
distinti, con 5.000 lire in più puoi andare lì, altrimenti
se poi succede qualcosa in curva se la prendono con noi”.
T. - “Scusi, ma
che deve succedere, io sono della Roma!”
Q. - “Guarda, a
noi ci hanno detto così”.
Ma fortunatamente,
ma di fronte a tanta intelligenza, il (i) nostro(i) tifoso(i) non romano
(i) non si è (sono) perso(i) d’animo:
T.G.N.R. (Tifoso
Giallorosso Non Romano): “Senti, tu che sei
romano, mi prendi un biglietto per il settore ospiti che a me non me lo
fanno prendere?”
T.G.R. (Tifoso
Giallorosso Romano): “E certo che te lo pijo”.
SENZA
PAROLE!!!
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Supermarco!!!
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Nella nostra curva
si festeggia # 1 !
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Nella nostra curva
si festeggia # 2!
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La nostra curva
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L'uscita
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I celerini di cui
al racconto
|
Grazie ragazzi!
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