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Non solo allegria/Sassaiole davanti ai cancelli prima del fischio d’inizio, gli agenti caricano i tifosi che cercavano di forzare i controlli
Traffico in tilt, tensione
in centro
Nella
notte, teppisti in piazza del Popolo: la polizia li disperde
di MARCO DE RISI
e GIUSEPPE MARTINA
ROMA — Le sassaiole
e i tafferugli fuori dell’Olimpico sono cominciati ancora prima che iniziasse
la festa della Roma, campione d’Italia e poi, terminata la partita, sono
ripresi nella notte ad opera di alcuni teppisti. Incidenti - ambulanze
assaltate, negozi con le vetrine infrante - fino al ferimento di un carabiniere
colpito al petto e al collo con un pezzo di bottiglia e di un metronotte
colpito da un pugno alla testa. Soprattutto in centro, nella notte, le
forze dell’ordine hanno dovuto fronteggiare piccoli gruppi di teppisti
che hanno rovinato la festa che per tutto il giorno si è svolta,
nel complesso, abbastanza serenamente. La tensione si è incentrata
intorno alla mezzanotte soprattutto a piazza del Popolo dove le forze dell’ordine
hanno caricato una quarantina di persone che avevano aggredito due vigili
urbani ferendone uno. Poco prima la polizia era intervenuta in via del
Corso, all’altezza di largo Colonna contro dei giovani che avevano preso
di mira degli agenti. Una decina i fermati. Altra carica a Villa Borghese,
dopo l’una: due arresti.
I primi incidenti
alle 14: davanti all’ingresso dello stadio centinaia di romanisti rimasti
fuori perché senza biglietto o con tagliandi ritenuti falsi hanno
cominciato a premere ai cancelli. Ci sono state molte cariche di celerini
e carabinieri, poi, quindici minuti prima della fine della partita, i cancelli
sono stati aperti e i tifosi sono potuti entrare in massa. Un giovane è
stato arrestato per aver rapinato l’abbonamento a un ragazzo. Altri venti
tifosi sono stati identificati. Allarme per un gruppo di giovani che si
è scagliato contro un locale vicino alla Tribuna Tevere, dove è
contenuto l’incasso della partita. Danneggiati con sassi e pezzi di marmo
i locali del Coni.
In serata i celerini
sono arrivati pure a piazza Vescovio, nel quartiere Trieste dove un gruppo
di laziali si è mascherato con magliette e sciarpe della Roma per
attirare tifosi giallorossi per poi renderli oggetto di sfottò di
ogni genere. Alcuni laziali hanno strappato bandiere dalle auto in corsa.
Sono dovute intervenire due auto dei carabinieri, sette volanti e cinque
blindati per disperdere i tifosi.
Il ferimento del carabiniere
- Michele Picozzi, di 21 anni, del decimo battaglione, ora ricoverato al
San Giacomo con un polmone lesionato - è avvenuta in via del Babuino,
non lontano da piazza del Popolo. Il carabiniere era insieme ad altri sette
colleghi. Sono stati accerchiati da una quarantina di tifosi.
Un giovane di 21 anni
è stato arrestato per tentata violenza sessuale. A denunciare il
fatto una donna di 32 anni che si era fermata in un bar di piazza Venezia
per andare alla toilette. Lui ha tentato di toccarla, ma la donna è
riuscita a scappare e a chiedere aiuto al suo fidanzato. Vetrine in frantumi
in molte strade del centro: via delle Carrozze, piazza Venezia, via dei
Pontefici. Ma la strada i cui negozi hanno subito il maggior numero di
atti vandalici è stata via del Corso dove sono stati danneggiati
una decina di negozi e, tra l’altro, arrestati due giovani che, approfittando
della confusione, hanno tentato di rubare della merce da un negozio di
abbigliamento. In via dei Cerchi sassi contro i vigili urbani in servizio
ai varchi e a piazza Venezia è stata rovesciata una bancarella.
Mentre a piazza Re di Roma decine di tifosi, per attraversare la piazza,
hanno camminato sui tetti e sui cofani delle auto. Tre ambulanze sono state
assaltate a piazza Navona e in via del Corso, mentre nei pronto soccorso
del centro sono cominciati ad arrivare decine di tifosi feriti.
Trasporti in tilt.
L’Atac, poco dopo le 19, è stata costretta a sopprimere tutte le
linee di autobus (40 express, 64, 84, 85 e 87) creando non pochi disagi
ai turisti. Bilancio finale: alcuni feriti, tutti non gravi, sia tra i
tifosi che tra le forze dell’ordine; danni per centinaia di milioni, qualche
arresto e numerosi fermi.
Il grande cuore giallorosso
di Testaccio ha pulsato forte forte in piazza Santa Maria Ausiliatrice
gremita di tifosi. Lì, per tutta la notte, è stata grande
baldoria. Uno spettacolo allegro e chiassoso dove non si è registrato
il benché minimo incidente o danneggiamento. E sono state immagini
di festa indimenticabili.
Tutto il quartiere
si era dato appuntamento in piazza. C’erano le auto con gli altoparlanti
che alternavano cori alle note di Antonello Venditti della sua "Grazie
Roma" e c’era perfino un tifoso col capo coperto da una grossa testa di
leone in onore di Batigol. Eppoi cori, canti e urla a squarciagola. In
quella piazza tutta giallorossa l’euforia aveva tutte le età: strillavano
i bambini, maschi e femmine, gli adulti e anche gli anziani come nonno
Peppe che con gli occhi lucidi di lacrimoni diceva a chiunque incontrava:
«In ottant’anni di vita non ho mai visto nulla del genere».
Ubriachi di colori,
sibili di trombe e urla, ubriachi di abbracci, salti e cori, di corse con
le sciarpe al vento e di folla. Il Circo Massimo è tutto loro. E’
un fiume giallorosso quello che attraversa l’arena, sollevando al cielo
polvere e bandiere. «Perché questa è casa nostra»,
s’infervora Tonino che lavora al Mattatoio, «l’abbiamo prestato alla
Lazio, ma poi ce lo siamo ripreso». Sono migliaia e migliaia, forse
diecimila, e ogni minuto che passa diventano sempre di più. «Guarda,
questa è storia», dice Laura osservando dall’alto quella distesa
di magliette rosse che vagano da una parte all’altra. C’è chi ha
fasciato con una bandiera il cipresso nel mezzo del Circo, chi solleva
un fantoccio con la maglietta del biancoceleste Veron inchiodato a una
croce. Si vendono bottiglie di champagne, diecimila lire l’una, e anche
birre nel vetro e lattine. «Questa è la bandiera dello scudetto
di 18 anni fa, l’ho conservata tutto questo tempo», dice Salvatore
Militello. «Per festeggiare farò una talavolata di oltre 60
metri in via Sannio». Si salta e si urla fino a tardi, «perché
noi qui faremo notte».
Ma la festa è
ovunque. Nel giorno in cui Totti viene incoronato imperatore di Roma, in
via dei Fori Imperiali, i "gladiatori" vincitori bardano il Cesare di bronzo
con sciarpa e bandiera, perché non fosse da meno e non stonasse,
col grigio di rigore, nel mare giallorosso che gli sfilava davanti. Dalla
sua postazione d’onore a due passi dal Colosseo e assalita da fotografi
e curiosi, la statua assiste al funerale del nemico laziale. Un popolo
in festa sfila da piazza Venezia al Colosseo, placando la sete e rinfrescando
la gola bruciata dai cori, con acqua fresca e birra. Nonostante il divieto
di vendita degli alcolici, gli ambulanti - una decina - oltre a coca-cola,
tè freddo e aranciata (in bottiglia di plastica o in lattina, si
intende) distribuiscono più o meno tranquillamente Heineken, Peroni
e Nastro azzurro. Alcuni, in un momento di scrupolo, invitano però
i ragazzi a nascondere le lattine nelle bandiere "ammainate". Un arcobaleno
di colori e nazionalità, un bouquet di generazioni. Un esodo: da
piazza Venezia a piazza Del Popolo, da piazza Del Popolo al Colosseo, dal
Colosseo al Circolo Massimo. Tutti in cerca della festa, tutti in strada
per la Roma.
La navicella di piazza
di Spagna blindata, protetta da alte impalcature e sorvegliata dai carabinieri
in tenuta d’assalto con cashi e fucili. I giallorossi invadono anche Trinità
dei Monti. Gli scalini si riempono e fanno da palcoscenico per i cori dei
tifosi: «Siamo noi, siamo noi, i più forti dell’Italia siamo
noi» oppure la storica «Chi non salta della Lazio è,
eh...». Bandiere fatte in casa, bandiere comprate con sopra capitan
Totti o Batistuta, striscioni di tutti i tipi "A chi tocca nun se ’ngrugna".
Manifesti da lutto con scritto "Al novantesimo minuto è deceduta
la Lazio, lo comunicano Cragnotti e tutti i tifosi". Un ragazzo indossa
un perizoma e ha il sedere dipinto di giallo-rosso. Chi urla "A Capello
te amo" e chi "Aò fatece fà il bagno, riaprite sta fontana",
come due ragazzi arrivati in piazza addiritura con gli accapatoi, uno rigorosamente
giallo e uno rosso. Al centro campeggia una bandiera di 6 metri e dieci
per cinque, con scritto "veni, vidi vici", lo scudetto della Roma e dell’Italia
su uno sfondo blu scuro. L’ha fatta Romano, 36 anni con la moglie, Maria
Luisa e una bimba di tre, Alessia che erano lì con lui. Due ragazzi
vengono direttamente dallo stadio. Sono Giorgio Gitti, 19 anni dell’Eur
e Francesco Loru, stessa età e di Civitavecchia. Hanno con loro
un pezzo di zolla dell’Olimpico. «Eh sì - specificano - è
un pezzo della fascia destra di pendolino Cafù».
Le statue vestite
a festa, tra coccarde, striscioni e bandiere che inneggiano alla Lupa.
Tutti avvolti nelle nubi gialla e rosse dei fumogeni: è una festa
di colori quella che si vede dal Pincio. E poi i cori che salgono verso
l’alto, i rulli di tamburi, i ragazzi arrampicati nelle balconate, quelli
nelle fontane a buttare acqua di sotto. I bongos che con rullio incessante
scandiscono la festa.
Camminare tra la gente
è come fare un bagno di folla, e d’acqua. Non si può evitare
la doccia, il gavettone, o un tuffo nella fontana. Un’ambulanza si fa largo
tra la folla per soccorrere un ragazzo. Un gruppo di tifosi che ha stampato
un volantino funebre che dice: "Dopo 90 minuti di lunga agonia il grande
Parma ha ceduto". Un altro che dice: "La grande Signora ha perso, grazie
Roma". Un tifoso bacia la zolla di terra prelevata all’Olimpico.
Tramonta il sole su
piazza del Popolo, e la folla comincia a spostarsi in massa verso il Circo
Massimo, dove la grande festa continua.

Roberto GIOVANNINI
ROMA. COMPUTER, scanner,
fotocopiatrici e stampanti a colori, scolorina e trasferelli: in questi
giorni - una volta esauriti i biglietti «veri» per Roma-Parma,
la partita che vale il terzo scudetto - la città s'è trasformata
in un'allegra congrega di falsari e contraffattori. Sono le 9,15 di mattina,
e a quanto pare il problema della stragrande maggioranza dei tifosi che
si aggirano con fare vago vicino agli sbarramenti dello Stadio Olimpico
è un problema di «qualità» della contraffazione.
Il tifoso accanto a me è fortunato. Ha un biglietto quasi vero:
nel senso che è un biglietto della partita Roma-Milan, di tre domeniche
fa. Il «bagarino di fiducia» (un serio
professionista napoletano)
ha cancellato la parola «Milan», e con degli orrendi trasferibili
ci ha scritto sopra tutto storto «Parma». È un falso
talmente schifoso da far piangere, non ingannerebbe un bambino. I tifosi
qua intorno, al contrario, dicono che è «ottimo», specie
se confrontato con i loro. Tutti insieme si irrompe in Curva Sud, approfittando
di una miniondata di tifosi che si accalcano scientificamente ai cancelli.
Siamo dentro, sono
le 10 di mattina: la curva storica del tifo giallorosso è già
per tre quarti piena. Mancano solo 5 ore all'inizio della partita. Evidentemente
lo Stadio Olimpico è stato costruito in modo solido: intorno a noi
non ce n'è uno che abbia un biglietto come si deve, saranno entrate
migliaia e migliaia di persone in più. È tutto un congratularsi
reciproco per la gran fortuna, per i controlli che non ci sono stati, è
tutto un chiamarsi e salutarsi. E smessaggiare col cellulare - quando «c'è
campo», però.
Allo stadio, prima
della partita, non succede mai niente di niente. Gli altoparlanti dell'Olimpico
mandano una nevrotizzante musica techno, e ogni tanto si fa un coretto.
Passando dal repertorio storico (la «Marsigliese» degli Anni
80) a quello contemporaneo: «Maciniamo chilometri, superiamo gli
ostacoli, con la Roma in fondo al cuor». Nell'attesa, la Curva si
dà allegramente al consumo di droghe leggere in quantità
industriale (messi tutti insieme). Saranno le canne, sarà che il
tricolore è già «scritto», ma il clima è
sereno, lieto: all'1 e mezzo entrano in campo i giocatori del Parma, e
la curva si lancia in un poderoso «Cannavaro, vie' a giocà
co' noi» cui il valente difensore risponde con un salutino che sembra
un ottimo presagio.
Il tifo romanista,
complice il successo del Gladiatore e Russell Crowe, negli ultimi tempi
ha preso una piega decisamente «imperiale». Sugli striscioni
e gli stendardi si leggono motti tipo «In hoc nomine vinces»,
«Forza e Onore», «Nata per dominar le genti». Una
volta, una ventina di anni fa, la Curva Sud aveva una netta caratterizzazione
politica di sinistra; negli Anni 90 avevano cominciato a prevalere gli
estremisti di destra, nazisti o giù di lì. Ora gruppi politicizzati
in senso stretto non esistono, o quasi, a parte i rispettatissimi Boys.
Manca un'ora, lo stadio è già stracolmo, ma il centinaio
di posti dei Boys, «riservati» con strisce di nastro adesivo,
sono vuotissimi. Sarà anche perché a perlustrarli ci sono
tre energumeni pelati, tatuati e con spalle mostruose.
La vera partita della
Sud comincia alle 2 e mezza. «Al mio segnale, l'Inferno», si
legge su uno striscione, e così è: decine di migliaia di
bandiere, un frastuono
davvero spaventoso di canti e grida, tutti in piedi sui seggiolini. E poi,
poi... uno (Totti), due (Montella), tre (Bati). «Siamo noi, siamo
noi, i Campioni dell'Italia siamo noi». Baci, abbracci, amori che
sbocciano, omoni che piangono tutti sudati. La parentesi dell'invasione
di campo, universalmente deprecata dalla Sud, ormai trasfigurata in una
succursale di Eton. Il fischio, e a questo punto «invadiamo»
il campo pure noi. Quanto è grande un campo di calcio! Quanto è
morbida l'erbetta che i tifosi stanno strappando zolla a zolla! «La
cosa più bella - dice uno con la maglietta del "ministro della Difesa"
Samuel - è avere scucito lo scudetto a quelli della "Lazie"».
ROMA - La cifra, inevitabilmente,
è molto approssimata, ma si calcola che domenica, dal pomeriggio
fino all’alba, siano scese in strada circa un milione di persone. Insomma:
una città che si è riversata nella città, confluendo
in gran parte al centro. Una festa immensa che purtroppo è stata
parzialmente rovinata da qualche manciata di teppisti. Comunque una minoranza
irrisoria rispetto alla folla giallorossa allegra, chiassosa e, soprattutto,
civile.
In Questura aleggia
soddisfazione, perché il bilancio finale della notte scudettata
è nel complesso positivo. Anche se gli incidenti e gli episodi di
violenza non sono certo mancati. E’ stato impegnato un esercito di uomini,
circa duemila, tra polizia, carabinieri, guardia di finanza, vigili urbani,
vigili del fuoco e addetti del 118. Duemila lavoratori dell’ordine pubblico
il cui impegno si è rivelato provvidenziale. Dodici le persone arrestate,
due per rapina aggravata, altre per furto e per resistenza e lesioni a
pubblico ufficiale. Delinquenti, dunque, non certo tifosi, a cui si sono
aggiunti altri sedici denunciati a piede libero per resistenza e danneggiamenti
vari. Dei dodici finiti in manette, sei sono stati già giudicati
e condannati per direttissima, a due mesi e 22 giorni quelli per resistenza
e lesioni; ad altri è stato imposto l’obbligo di firma e andranno
a giudizio il 26 ottobre.
Nei pronto soccorso
si sono fatte medicare una cinquantina di persone ferite in varie circostanze,
alcune delle quali, però, hanno anche accusato i poliziotti di essere
stati eccessivamente violenti. Ventotto, invece, sono stati gli uomini
delle forze dell’ordine che sono stati refertati negli ospedali. I più
gravi un poliziotto ferito a un ginocchio e un giovane carabiniere colpito
alle spalle in via del Babuino con un coltellino che gli ha lesionato un
polmone. Le condizioni del militare non sono comunque preoccupanti, visto
che i medici del San Giacomo prevedono di dimetterlo entro 48 ore.
Tre gli scontri dove
le forze dell’ordine sono state costrette a caricare: a piazza del Popolo
dove sono state lanciate bottiglie incendiarie; a largo Colonna dove si
è verificato un lancio di oggetti e in via dei Cerchi dove la polizia
ha dovuto fronteggiare una sassaiola. Per il resto, una decina le auto
danneggiate e una trentina le vetrine di negozi mandate in frantumi, in
prevalenza in via del Corso. Con un milione di persone scese in strada,
in definitiva, il bilancio è confortante.
Il prefetto Giuseppe
Romano, infatti, è soddisfatto, anzi soddisfattissimo. I timori
della vigilia del resto erano più che giustificati. «La tenuta
complessiva di fronte a un evento di così grandi dimensioni - spiega
Romano - è stata il frutto di una perfetta coesione interistituzionale
messa a punto nelle riunioni in Prefettura, in Campidoglio e in Questura
e del Comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica».
Il rappresentante
del Governo, infine, spende parole di plauso per chi ha dato il contributo
affinché l’immensa grande festa giallorossa rimanesse tale. E dice:
«Il Comune di Roma si è espresso al meglio; le forze dell'ordine,
coordinate in modo sapiente dal questore Giovanni Finazzo prima allo stadio
e poi in città, hanno dato prova di grande efficienza e professionalità;
va anche apprezzato lo sforzo fatto dalla società. Il risultato
ha premiato l'impegno di tutti».
ROMA - Vincere è
bello. Vincere strappando lo scudetto alla Lazio, ex campione d’Italia
è ancora più bello. I tifosi giallorossi lo sanno bene. Ancora
di più i venti capeggiati da Mario Corsi, meglio conosciuto come
Marione, la voce più nota di Disco Radio. Sono andati in trasferta,
a Formello, il quartier generale dei biancocelesti, portando con loro una
forbice alta quattro metri e mezzo. L’hanno appoggiata all’edificio, poi
hanno intonato i gloriosi cori di vittoria: «Sto scudetto ve lo abbiamo
scucito dar petto», oppure «Siamo noi, siamo noi, i campioni
dell’Italia siamo noi». Sono usciti dei dirigenti laziali, ma l’atmosfera
è stata tranquilla, pacata. «Perchè - afferma Marione
- siamo stati ironici, ma non abbiamo esagerato. Abbiamo solo detto la
verità».
Ma se il gruppo degli
ultrà della Curva guidato da Mario Corsi si è spinto fin
sotto le mura del "nemico" biancoceleste, altri romanisti hanno comunque
coniato decine di sfottò contro i laziali. Tra i più originali
ce n’è uno che recita: «Non c’è più un albero
sulle colline di Monte Mario perchè se li sono rosicati tutti i
laziali». Lo ha declamato a Radio Incontro nella trasmissione di
Marcello Micci Angelo il koala, tifoso sfegatato.
Un altro slogan dice:
«Da uno straccio vecchio l’ho strappato, su una vera maglia l’ho
attaccato». Lo scudetto, si intende.
Altre radio locali
hanno "sospeso" a lungo le dirette per mandare in onda solo inni e canzoni
della Roma. Alcune radiocronache della partita col Parma sono ormai diventate
un "cult" da risentire insieme agli amici oppure sfilando nei caroselli.
ROMA - Il cuore giallorosso
batte forte nonostante una sola ora di sonno e la litigata con la fidanzata
lasciata a casa perché laziale e certe cose non le può capire,
nonostante lo sportello lo costringa a dare al pubblico informazioni su
analisi e radiografie, mentre lui vorrebbe continuare a cantare "Siamo
noi, siamo noi, i campioni dell’Italia siamo noi" e magari lanciare qualche
altro sfottò ai cugini laziali. Ma basta che qualcuno gli chieda
come sta, che la gioia esplode e Giuseppe si sbottona la camicia bianca
per mostrare la maglietta blu con la scritta "Noi primi, voi doping...".
Non aspettavano altro Antonio, Roberto e Giuseppe: sono qui da stamattina
alle 7,30 allo sportello dell’ufficio del Cup (centro unificato prenotazioni)
della Asl Rm/A, in via Nomentana, ma nella testa e nel cuore hanno ancora
i cori, le urla, la caciara da stadio, i bagni nelle fontane del centro,
lo sventolìo delle bandiere.
«Che sonno ragazzi,
ma che festa, che notte, che sogno incredibile»... ripetono con la
voce ormai roca, come ancora fossero in piazza a festeggiare la Roma Campione
d’Italia, gli impiegati comunali e ministeriali, i portalettere, i commessi
dei supermercati, gli uscieri e gli avvocati, i dottori e i portantini
che hanno passato una nottata a medicare i tifosi, («Che rivincita
ce semo presi - raccontano con negli occhi ancora i gol di Totti e Montella
gli infermieri del San Giacomo - l’anno scorso abbiamo subito da ’sti laziali,
adesso tocca a noi. Poi se per noi se spoglia pure la Ferilli, è
il massimo»). Perché la festa, ventiquattr’ore dopo lo scudetto,
continua negli uffici della capitale. E chi non ha disertato il lavoro
non ha avuto alcuna esitazione a indossare cravatte e camicie rosse da
indossare, rigorosamente, su pantaloni gialli e magari a usare pure la
bandana di Totti come cinta.
Nell’ufficio postale
di via Marmorada, alla Piramide, il caporeparto ha fatto una sola raccomandazione
agli impiegati romanisti: «Chi fa servizio agli sportelli non può
mostrare magliette con scritte, né vessilli o sciarpe. E chi deve
andare a recapitare la posta faccia uno sforzo: lasci le bandiere nell’armadietto».
E via sui furgoni delle Poste Italiane e sui motorini cantando a squarciagola
"Grazie Roma", un inno, in attesa di quello nuovo, che si unisce al suono
delle trombe ad aria compressa. I tassisti corrono e i pony express indossano
un’unica divisa: la maglia di Totti. La sede Atac, di via Prenestina, è
vestita a festa dalla notte scorsa. Le comunicazioni interne informatiche
in mattinata sono rimaste intasate per le tantissime foto digitali della
festa immesse nel web dai dipendenti dell’azienda di trasporto romana.
Fedelissimi anche all’Ama, dove sui pennoni destinati ai vessilli nazionali
hanno messo a sventolare le bandiere della Roma: un gioco durato pochi
minuti.
Ma tanto che importa,
le piazze, le fontane, i muri dei palazzi portano ancora i segni della
festa. Come lo striscione che sventola dal dodicesimo piano del palazzo
della Regione Lazio, sulla Colombo. Sta lì da venerdì pomeriggio,
ce l’ha messo Maurizio, del Personale. Era il minimo, dice chi lo conosce
bene. Basta entrare nella sua stanza per capirlo: alle pareti vecchi poster
dell’83 e via via di tutti i giocatori che, ogni campionato, «hanno
fatto grande la squadra», spiega Maurizio. E come lui Augusto che
ha un cappello di lana giallorosso nonostante i 32 gradi, come Pino l’elettricista
vestito come un giocatore («mi mancano gli scarpini»), come
Filippo, Liviana, Fabio...
La conquista dello
scudetto ha contagiato anche gli austeri corridoi del palazzo di giustizia,
le cancellerie, le segreterie e lo spaccio, dove Claudio ha offerto un
rinfresco. Nell’ufficio registri c’è stato chi si è arrivato
con il cappello da jolly e chi, coinvolto nei processi per direttissima,
si è presentato in aula con la maglia di Montella. Più diplomatici
gli avvocati: alcuni si sono limitati a un fazzolettino con i colori della
Magica nel taschino, mentre altri hanno sfoggiato la spilla con il lupetto.
Ma non sono mancati quelli che, sfacciatamente, hanno legato al braccio
una sciarpa della Roma. E proprio questi avvocati hanno organizzato una
cena, riservata, esclusivamente, ai fedelissimi della Magica. E nei tre
palazzi che compongono la città giudiziaria in meno di ventiquattro
ore sono apparsi manifesti e poster. Uno di questi, in particolare, affisso
sulle pareti della Procura, era rivolto ai laziali: un paio di forbici
e una scritta truck, truck, versione politically correct del t’ho scucito
lo scudetto. Come quel manifesto con la scritta "Chi l’ha visto", rivolto
a un noto avvocato laziale che ieri era sparito. Vestiti con i colori della
festa anche i dipendenti capitolini: uscieri con le scarpe della Magica,
dipendenti con la maglietta di Totti e Batigol, fino al vicesindaco, Enrico
Gasbarra, romanista sfegatato, che ha deciso di sfoggiare per quindici
giorni esatti il suo orologio giallorosso, quello che indossava solo per
andare allo stadio. Avvistato con i colori ormai noti anche l’assessore
all’ambiente, Dario Esposito. Pochi, pochissimi, i laziali rimasti negli
uffici: «Da noi hanno preso le ferie: ma noi li aspettiamo al varco.
Tanto in ufficio devono tornare», promettono quattro impiegati dell’Ibm
che, ottimisti e sportivi, «danno appuntamento a tutti i tifosi al
prossimo anno».
di SIMONA ROSSITTO
Non c’è fine
agli sfottò. Tanto che in questi giorni a tinte gialle e rosse,
c’è chi è preoccupato per la sorte dei cugini laziali. La
specie, tipica dei castelli romani, Monterotondo, Zagarolo, Frattocchie
e zone limitrofe, è ormai introvabile. A lanciare l’allarme è
addirittura il Wwf, che su carta intestata lancia un nuovo allarme. Il
tono è serio e riguarda il gufo laziale appartenente al genere Aquilottus
buriniis, rapace dalla caratteristica livrea biancoazzurra, che rischia
l’estinzione. Il motivo della repentina scomparsa? Probabilmente il gufo
ha sofferto di una vera e propria invasione da parte della straordinaria
lupa campione, animale meglio noto agli esperti come lupus testaccinus.
All’allarme del Wwf sul destino dei biancocelesti, si unisce l’Inno de
Roma, l’ha inviato tramite e-mail al Messaggero lo studio legale Voltaggio.
Si canta sulle note dell’inno nazionale: dopo l’incipit Fratelli de Roma,
la Roma s’è desta, der terzo scudetto s’è cinta la testa....si
ci chiede «dov’è la Juventus, la Lazio è ormai doma
che schiava di Roma Iddio la creò».
Ma non sono solo canzonette.
A qualcuno il terzo scudetto della Roma ha cambiato, in piccola o grande
misura, la vita. Da Marzia, impiegata di 29 anni che ha fatto il fioretto
di non mangiare mai gelato per un anno, a Nadia, che da bionda si è
fatta mora, a Silvana, 43 anni e due figlie, che si è rapata a zero,
come promesso. A Valter Donati, che a ogni partita ha accantonato una piccola
somma da devolvere alla fine in beneficienza, ed è arrivato a 600mila
lire. Per non dire di Andrea che alla vittoria della Magica aveva legato
la promessa di sposare la sua ragazza, Francesca. «E’ arrivata all’appuntamento
con l’inserto Casa del Messaggero e adesso - dice il ragazzo ventiseienne
- gira per chiese e ristoranti. Mi sa che stavolta non avrò più
scuse».
Domenica i fari dei
media, e gli occhi di migliaia di tifosi, saranno presumibilmente puntati
sullo strip-tease della Ferilli al Circo Massimo; in contemporanea, all’ombra
della Madonnina, si consumerà un festone in tinta (giallorossa,
s’intende), con tanto di spogliarello annunciato. A far le vesti della
Sabrina milanese sarà Albertina Torsoli, giornalista di Bloomberg
News.
Cambiamenti di "testa",
grazie femminili in mostra, privazioni, sacrifici. Ma la privazione più
grande che si possa immaginare per un tifoso, è proprio quella di
non andare allo stadio a tifare per la propria squadra. Daniela Liguori,
34 anni, da quando ne aveva sette, tifa Roma. E di anno in anno la sua
fede per la Lupa cresce. I suoi genitori non le permettono di andare allo
stadio. Sette anni fa decide di andarci, da sola; il primo abbonamento
in curva, e da allora non si perde nemmeno una partita. «Quando ho
rinnovato l’abbonamento, ho fatto una promessa: se quest’anno la Roma avesse
vinto lo scudetto, non sarei andata più allo stadio per i prossimi
cinque campionati. La Roma ha vinto, non andrò più allo stadio,
anche se - conclude Daniela - mi costerà tantissimo».
Core de Roma l’hanno
chiamato. E in effetti Testaccio è il cuore della Roma campione,
tutta imbandierata a festa ogni sera che Dio manda in terra. Oggi poi comincia
la kermesse vera e propria con la banda che suona in tutto il quartiere
e i tifosi che sempre invadono le strade. Ma dopo tanti festeggiamenti
c’è il rischio di un rigetto. I residenti non ne possono più,
l’Atac ha di nuovo avvisato che se si continueranno a bloccare i bus, si
vedrà costretta a sospendere le linee che passano al’interno del
quartiere. Non solo. L’altra sera è poi successo un vero finimondo
con giocatori e clienti in "ostaggio" nel ristorante di Testaccio assediato
fino a tarda sera da quindicimila tifosi. Montella, Candela e Rinaldi costretti
a dileguarsi sotto scorta, senza le mogli e i familiari con i quali avevano
cenato, per sfuggire all'abbraccio della folla in delirio. I festeggiamenti
per lo scudetto nella roccaforte del tifo giallorosso hanno avuto un altro
strascico violento: macchine sfasciate e lancio di bottiglie e sassi contro
le otto "gazzelle" dei carabinieri intervenuti per disperdere gli ultras.
Succede tutto mercoledì
sera, davanti la terrazza di "Consolini" in via Marmorata, alle pendici
dell'Aventino, locale frequentato da molti calciatori (anche ex, ieri a
pranzo c'erano Petruzzi, Di Biagio e il tecnico Zeman) e dirigenti della
Roma. Qui domenica, dopo la partita, s'era visto per esempio Carlos Zago,
all'insaputa dei tifosi e tutto era filato liscio. Così l’altra
sera ecco nuovi ospiti campioni. Una quindicina di persone in tutto: Montella
con la "sua" dolce Rita, Vincent Candela e consorte insieme ai familiari
di questa giunti da Oltralpe, e poi il difensore Alessandro Rinaldi, e
un paio di amici. «Avevano chiesto un tavolo all'aperto, in posizione
defilata ma comunque tale da poter assistere dall'alto alla "festa", ai
caroselli dei tifosi» racconta Riccardo uno dei titolari. L'"aeroplanino"
e i suoi commensali volevano esser lasciati in pace e per questo si erano
camuffati con cappellini e parrucconi. Qualcosa però non funziona:
la cena non è ancora terminata che la notizia della loro presenza
si sparge. Il tam tam fa confluire in pochi secondi migliaia di persone.
Traffico paralizzato, cori, bandiere, tifosi che cominciano a saltellare
sul tettuccio delle macchine in sosta in via Mormorata, altri che s'arrampicano
sull'arco di San Lazzaro che sovrasta le scalette d'ingresso del locale,
altri ancora che cercano di arrivare alla ringhiera che dà sul salone
dove si cena. Dentro, - sono le 23 circa - ci sono almeno 200 persone.
«All'inizio
- riprende il signor Riccardo - forse per calmare la folla, sembrava che
la Curva Sud si fosse tutta trasferita qui, i calciatori han pensato bene
di sporgersi dal terrazzo e di salutare i tifosi con l'apertura di qualche
bottiglia di champagne». La situazione però in un attimo precipita.
«Quando alcuni dei più esagitati sono riusciti ad entrare
nel ristorante abbiamo deciso di chiudere le porte. Abbiamo avuto paura.
C'era l'inferno qui». Passano i minuti e l'assedio cresce. I calciatori,
chiusi dentro, cominciano a esser stanchi, vogliono tornare a casa e pure
gli altri clienti. Montella, Rinaldi e Candela vengono fatti uscire da
un ingresso di servizio. «Scortati da alcuni camerieri e da un paio
di capo-tifosi - continuano da "Consolini" - sono riusciti ad andar via,
ma senza i familiari». A quel punto dal ristorante chiamano il "112"
per far disperdere la folla. E’ battaglia. Per terra rimangono vetri, pietre.
Solo intorno alle 3 gli animi si placano. E ieri mattina i proprietari
delle macchine danneggiate, quelli ancora all'oscuro di tutto, si sono
presentati da "Consolini" per chiedere spiegazioni. Tra loro, Carlo Angelici,
36 anni, elettricista, che abita in zona e ha ritrovato la propria Opel
Kadett con il parabrezza in frantumi e la carrozzeria tutta ammaccata.
«Hanno ballato sopra la mia macchina - dice rassegnato - per loro
era una festa ma a me chi me li ripaga i danni?».
di CLAUDIO MARINCOLA
Ave Cesare. E gloria
ai romanisti e alla Roma. Che ha riservato una cornice imperiale per i
suoi "eroi", i campioni dello scudetto. Accolti dal sindaco Walter Veltroni
con tutti gli onori per un "brindisi di ringraziamento" nella Sala delle
Bandiere. Cin cin e in alto i calici, a nome della città riconoscente.
Ovazioni per capitan
Totti, Montella, Candela, Del Vecchio, Antonioli, Tommasi, il baby D’Agostino,
ma anche per i tanti ex, Franco Tancredi, Sella, Tempestilli, Sebino Nela.
Tutti accompagnati con grande senso dell’ospitalità sul celebre
balconcino con affaccio sui Fori, e offerti al popolo giallorosso quando
il sindaco ordina di aprire il balcone al quale si accede dall'aula Giulio
Cesare. Privilegio accordato fino a ieri a Clinton e Paolo Giovanni II.
«Abbiamo vinto
perché la città siamo noi», urla nel microfono il "pupo
de oro" E giù, nella piazza michelangiolesca, è l’apoteosi.
Dopo l’omaggio ai tifosi, i giallorossi percorrono i corridoi del Palazzo
Senatorio per raggiungere la sala della Protomoteca dov'erano riuniti I
tifosi, "speciali": in prima fila il vice sindaco Enrico Gasbarra, e gli
assessori Simone Gargano, Luigi Nieri, liliana Ferraro, Nicola D’Alessandro
e Dario Esposito con sciarpa giallorossa al collo. Nella sala moltissimi
impiegati bardati di coccarde giallorosse.
Juve ad oltranza.
«Qualcuno ha messo in giro un foglietto apocrifo nella quale dichiarerei
di essere diventato romanista - prende la parola, nella confusione più
totale Walter Veltroni, riferendosi ad una scherzosa autocertificazione
diffusa da Gianni Ippoliti - . Posso dire che per me la gioia per la città
viene prima di qualsiasi cosa. Sono felice, felice per la città,
per mia figlia che è romanista e per il presidente Sensi, che ha
fatto grandi sforzi per raggiungere questo obiettivo».
Veltroni ha ringraziato
tutti, dirigenti, magazzinieri, giocatori. Con una dedica va a Totti:«Il
suo gol contro il Parma ha tolto la cappa di piombo che gravava sullo stadio
e permesso ai tifosi di far esplodere la loro gioia». «Sugli
effetti prodotti da quel gol - continua - è già stato scritto
ma gli psicanalisti potrebbero elaborare trattati».
Seguono altri ringraziamenti.
Ai romanisti «che hanno rispettato la città e i suoi monumenti».
Ad Agostino Di Bartolomei (erano presenti la vedova e il figlio, «un
campione di calcio che si è molto speso». Il sindaco ha poi
annunciato che il Comune donerà 20 milioni di lire a "Giochiamo
per la pace", l’iniziativa del centrocampista giallorosso Damiano Tommasi.
Grazie Viola Una menzione
speciale è andata alla signora Flora, vedova Viola, anche lei commossa.
Citazione anche per Amedeo Amedei, gloria della Roma che fu.
La parola è
andata poi al presidente Franco Sensi, accompagnato dalla moglie e dalle
due figlie. «I risultati - ha spiegato il presidente - dipendono
dalla società che è stata costruita. Non si può arrivare
a certi traguardi se dietro non c'è una grande società. Grazie
anche all’allenatore Fabio Capello, (in Belize, ndr) con cui ho parlato
per telefono. Non è venuto, ma il cuore c'è».
L’assist di Rivera.
C’è tempo anche per i ricordi di scuola di Nils Liedholm, l’indimenticato
"barone" del tricolore 83/84, in prima fila. «Questo Palazzo, queste
sale, sono conosciute in tutto il mondo e quando sei ricevuto qui, si capisce
che uno scudetto non solo un mero fatto sportivo». Il finale è
di Gianni Rivera, delegato allo sport capitolino. L’ex abatino consegna
nella ressa generale una medaglia a giocatori e dirigenti. Veltroni dona
una "Lupa" a Sensi, che ricambia con una targa ricordo. L ultimo applauso
è per Totti e Montella. I nuovi gladiatori sono loro.
di SIMONA ROSSITTO
«Bisogna saper
vincere». Lo ricorda, parafrasando una nota canzone degli anni ’60,
un tifoso della Magica in un messaggio rivolto ai supporter della Roma.
Da domenica, ininterottamente, caroselli, slogan, secchiate di vernice
sulla città. E’ colore, è passione, è festa. Ma forse
i tifosi della Lazio non la pensano così. E nemmeno gli abitanti
di quella Testaccio giallorossa, luogo eletto per i festeggiamenti, dove
il tributo alla Magica non conosce soste. Il quartiere è diventato
territorio occupato: gli autobus non possono avere ingresso, se non previo
assenso dei Nuovi Re di Roma, il traffico è bloccato, i cori sono
perenni.
E giorno dopo giorno
si continuano a contare i danni. In via Ostiense alcuni giovani hanno ammaccato
la portiera di un mezzo dell’Ama. In via della Garbatella un gruppo di
tifosi sfegatati ha preso a pugni la macchina di un passante colpevole
di non dimostrare altrettanto entusiamo per la Magica. E un gruppo di ultras
ha sfondato le vetrate di un bar in via Galvani, e danneggiato i tavolini.
La passione per la
Roma è costata cara invece a un peruviano di 49 anni che doveva
rimanere agli arresti domiciliari per borseggio. E’ stato sorpreso dai
carabinieri a piazzale Testaccio mentre, ubriaco, saltava e gridava di
gioia con altri tifosi ed è stato arrestato per evasione.
«Il bilancio
dei festeggiamenti a Testaccio - afferma un consigliere del Municipio I,
Alessandro Cochi - è di danni, furti, linee di autobus interrotte
senza preavviso. E notti insonni per tutti».
Le lamentele non si
levano solo da chi non è un tifoso della Lupa, ma anche da parte
di chi romanista lo è. «A tutto c’è un limite. Gruppi
di scalmanati - afferma la proprietaria di un negozio di Testaccio - hanno
colorato tutta la strada di giallorosso. Ma la vernice è penetrata
all’interno del mio locale, provocando danni ingenti». «Gli
stessi abitanti romanisti che - aggiunge Cochi - volevano festeggiare civilmente
da giorni, telefonano a tutti gli organi possibili per lamentarsi, senza
alcun risultato. E restano in balia dei teppisti».
La protesta nasce
nel cuore cittadino del tifo giallorosso, ma si estende anche in altri
quartieri, mete prescelte dai lupacchiotti. Come Campo dei Fiori. «Non
si può prendere il centro storico più bello del mondo e lasciarlo
alla mercè di un gruppo di tifosi scalmanati, ubriachi e in parte
drogati». Sono le parole con le quali Leonardo Saint Amour di Chanaz,
presidente dell’associazione Campo dei Fiori, si rivolge con una lettera
al sindaco Walter Veltroni, al prefetto Giuseppe Romano e al presidente
del I Municipio Giuseppe Lobefaro. «I residenti - aggiunge Saint
Amour - hanno chiesto un immediato incontro con tutte le autorità,
affinchè "fermino questo orribile degrado"».
Per evitare disordini
e danneggiamenti, oggi dalle 16 fino alle due di notte a Testaccio scatta
l’allarme per la festa dello scudetto. Oltre alle strade di Testaccio,
sarà chiusa al traffico anche via Marmorata. La linea tramviaria
3 - chiarisce un comunicato stampa dell’Atac - sarà limitata a Piramide,
mentre saranno deviati gli autobus 23, 30 Express, 75, 95, 170, 280, 673,
716, 719, 781, 29N, 30N, 91N.

Sunday, 17 June, 2001,
15:57 GMT 16:57 UK
ROMA CLINCH ITALIAN
TITLE
Roma emphatically beat
Parma at the Stadio Olimpico to claim their first scudetto in 18 years.
Goals from Roma's outstanding trio of strikers, Francesco Totti, the recalled
Vincenzo Montella and Gabriel Batistuta, cancelled out a late strike from
Marco di Vaio.
But the win was marred
by a pitch invasion by home fans that caused the game to be stopped for
20 minutes. The final five minutes of the game were eventually re-played
but thousands of fans again broke police lines to get onto the pitch.
The stadium was filled
to its 80,000 capacity and Roma officials insisted that they could have
sold the ground out three times over.
The home side, who
needed to win to guarantee themselves the title, started
nervously.
Chaotic scenes
But they quickly settled
when Totti gave them the lead after 19 minutes. The Italian international
met a Cafu cross with a powerful first-time shot that gave Parma keeper
Gianluigi Buffon no chance.
Roma then proceeded
to dominate and scored a second goal through Montella shortly before half-time.
He slotted home a rebound after Buffon had saved from Batistuta.
Parma put up dogged
resistance and threatened through Di Vaio's pace on the break, but they
never looked like stopping Roma winning the title. Batistuta scored a third
goal with a brilliant individual effort in the 78th minute before Di Vaio
capitalised on some poor defending to peg a goal back for the visitors
minutes later.
The game was then
stopped for 20 minutes amid chaotic scenes. Thousands of Roma fans ran
onto the pitch and ripped the shirts and shorts off several players.
Juventus runners-up
There were bizarre
scenes as the likes of Totti and Montella walked around in their underwear.
Eventually the sides
returned to the pitch to play out the final five minutes and Roma held
on.
The game between Juventus
and Atalanta in Turin also had to be stopped because of a pitch invasion.
Juve eventually sealed
a 2-1 win to finish as runners-up in Serie A for the second consecutive
year.
French striker David
Trezeguet and Italian midfielder Alessio Tacchinardi scored for the home
side, with Marco Nappi getting a goal back for Atalanta.
Lazio finished in
third place despite a surprising 2-1 loss away at Lecce.
Gaetano Vasari was
the hero for lowly Lecce scoring both of their goals after Argentine striker
Hernan Crespo had given Lazio the lead. But Napoli and Vicenza will be
plying their trade in Serie B next season after being relegated despite
last day victories.
ROMA COMPLETE ITALIAN
JOB
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BBC Sport's Stefano
Bozzi reflects on an exciting end to the Serie A title race
Amid those extraordinary
scenes of invasion, wild abandon and undress in the Stadio Olimpico, it
was easy to forget what an equally
extraordinary achievement
it was for Roma to win the scudetto - their first since 1983 and only their
third ever.
Roma's players were
left in their underpants after the Italian football fan's insane quest
for memorabilia yet again knew no bounds.
We hadn't seen scenes
like these since, well, last year - when Lazio won the title on the last
day in that same Roman amphitheatre.
But the ransacking
of beloved idols' attire this time around had greater significance.
Here was a club who
had decided exactly one year ago that the title would be theirs.
After years of Northern
dominance by Juventus and Milan - while both capital clubs Roma and Lazio
repeatedly under-achieved despite huge investment - it was Lazio who finally
broke the mould by claiming the title last season.
For Roma fans, this
was the ultimate insult. And crucially, and perhaps rarely these
days, the president, directors, coach and players all realised it.
The acquisition of
Fabio Capello, an experienced and hugely respected coach who had won championships
with Milan and Real Madrid, transformed Roma.
But the real moment
when the fans knew their club wanted glory as much as they did was when
Gabriel Batistuta chose Roma as his destination when he decided to end
his lengthy yet ultimately fruitless spell with Fiorentina.
Pivotal moments
Batistuta announced
that he was moving to Roma to win the scudetto. Very few took him seriously.
Even from the days of Falcao and Bruno Conti, through Rudi Voeller, Giuseppe
Giannini and Abel Balbo, Roma were the nearly men. They never threatened.
But when the scudetto
was sewn into Lazio's shirts 12 months ago, the attitude changed... and
the expensive signings of Capello and
Batistuta will go
down in local Italian history as pivotal moments.
The glory is Roma's
and they deserve it. They faltered near the end as the finishing
line loomed, but while Juventus, Lazio, Milan and especially Inter (again)
stumbled to dreary draws and laboured losses... Roma were
ruthless.
Forget their tame
defeat to Liverpool in the Uefa Cup, Capello knew where the club's priorities
lay. And Francesco Totti led from the front, an inspirational captain
who has supported the team all his life. Batistuta, despite fitness
problems throughout the campaign, hit the net 20 times.
Vincenzo Montella,
the supersub who grabbed so many last gasp winners and equalisers, scored
13, the same as Totti.
Marco Delvecchio was
a tireless worker in attack, Emerson and Damiano Tommasi dictated many
a matchm from the centre of midfield, and at the back Argentine Walter
Samuel and goalkeeper Francesco Antonioli provided quality displays week
in, week out. Roma lost just three games all season.
So Roma finished the
champions, two pointsahead of Juventus. Lazio were third. All three qualify
automatically for the Champions League.
Parma claim the Champions
League preliminary round berth by virtue of finishing fourth.
Milan and Inter will
enter the Uefa Cup, as will Coppa Italia winners Fiorentina. At the
bottom, Napoli and Vicenza were relegated despite last day wins, along
with the long-gone Bari. The fourth place in the drop zone will be
occupied by either Verona or Reggina, who now face a play-off.
Already the rebuilding is beginning.
Straight after the
final whistle on Sunday both Juventus and Milan announced they had appointed
new coaches.
After finishing league
runners-up two years in a row, Juve have replaced Carlo Ancelotti with
former coach Marcello Lippi.
Lippi won three league
titles and one Champions League when previously at the Stadio Delle Alpi
between 1994 and 1999.
Juve have already
been linked with transfer moves for Inter's Christian Vieri, Pavel Nedved
of Lazio and Parma stopper Lilian Thuram.
And Fatih Terim is
the new coach of Milan. The Turk was formerly in charge of Galatasaray
and Fiorentina, and takes over at the San Siro from caretaker manager and
the captain's dad, Cesare Maldini.
For all the glorious
colour and drama of the final day, this Serie A season will also be remembered
for increasing levels of rioting, racism and hooliganism in and out of
Italian grounds. It is a problem that needs addressing urgently.
There is also a worrying
downward trend of Italian clubs in European competition. Add to that
the various doping, match-fixing and passport scandals and the Serie A
season has certainly been tainted.
But for me it's still
the greatest domestic championship in the world. And this year, that championship
belongs to Roma. --------------------------------------------------------------------------------
KIDS
AND CENTURIONS CELEBRATE ROMA'S TITLE VICTORY
By Gideon Long
ROME (Reuters) - From
children daubed in red and yellow face paint to grown men dressed as centurions,
AS Roma fans poured onto the streets of their ancient capital to celebrate
their side's first league title in 18 years.
Roma's 3-1 defeat
of Parma sealed only the third title in the club's 74-year history and
triggered the kind of celebrations Rome used to reserve for emperors. Thousands
of fans gathered in Piazza del Popolo, the spacious cobbled square by the
northern walls of the old city centre.
They draped flags
around the Renaissance marble statues and danced in the square's fountain
in the early evening sunshine.
Tens of thousands
more paraded down the city's main shopping street, the Via del Corso, dressed
in red and yellow wigs and waving huge flags in the club's imperial colours.
Fans draped a flag
over the front of a fire engine. On it was a wolf, the club emblem and
a reminder of the legend of the city's foundation by Romulus nearly 3,000
years ago. Streets across the city were blocked with cars and thousands
of fans took to scooters, zipping through the traffic with scarves streaming
from their handlebars.
ANCIENT CHARIOTS
As night fell, supporters
drifted to the Circo Massimo, the chariot track of ancient Rome.
With the ghostly ruins
of the Forum behind them, fans set off fireworks and chanted the names
of their heroes -- captain Francesco Totti, top goalscorer Gabriel Batistuta
and coach Fabio Capello. "It's unbelievable, the best day of my life,"
said Alessandro, 20, as he celebrated with friends. "I don't even remember
the last time we won the title, I was so young." "Eighteen years is too
long to wait. But now we've won it once we'll win it again."
The roads down the
side of the Tiber were still clogged with slow moving traffic -- more than
six hours after the end of Roma's match at the Olympic Stadium.
Many fans were heading
for the Testaccio suburb of the city, where Roma were founded in 1927 and
where they used to play before moving to bigger grounds in the north of
the city.
ROMAN AUTHORITY
Testaccio's central
square was closed and a 30-metre banner with the club emblem and the initials
SPQR -- the stamp of ancient Roman authority -- hung down the side of a
building.
"It's been a hard
season but we deserve this. we've been at the top of the league all year,"
said Alessia, a 24-year-old fan clad in a Roma shirt and covered in face
paint.
Roma were nine points
clear of their rivals in early April but saw that lead whittled to just
two points in a nail-biting run-in to the season.
They had to beat Parma
or risk ceding the title to Juventus. Roma's title was made all the more
sweet by the fact that they took the coveted "scudetto" from archrivals
and city neighbours Lazio.
"Your memory is our
reality," read some of the banners in a clear taunt to Lazio fans. The
celebrations looked set to continue well into the night and through the
week.
The club's official
celebration is scheduled for next Sunday at the Circo Massimo when Sabrina
Ferilli, an actress, model and avid Roma fan, has promised a striptease
to mark the club's biggest success in nearly two decades. --------------------------------------------------------------------------------
ROMA
BRIDGE 18-YEAR GAP
Capello leads Italian
giants to third scudetto in farcical scenes
Paddy Agnew in Rome
Monday June 18, 2001
The
Guardian
Roma lifted their
first scudetto for 18 years and only their third ever amid farcical scenes
at the Olympic stadium yesterday. They beat Parma 3-1 but had to endure
a 10-minute recess while their players, some of them down to their underpants,
were refurbished with kit after over-zealous fans invaded the pitch and
helped themselves to souvenirs.
Neither a nervous
start nor the pitch invasion, both eminently predictable, could stop a
Roma triumph that, in years to come, will be primarily associated with
the coach Fabio Capello, the captain Francesco Totti and the striker Gabriel
Batistuta. "This a magical moment," Totti said later. "I've dreamed of
this my whole life."
Batistuta, Serie A's
all-time leading scorer, sealed the win in the 78th minute with a left-foot
shot and though Parma's Marco di Vaio slotted home the least-applauded
goal ever four minutes later, soon after thousands stormed on to the pitch
to celebrate. The public address announcer pleaded with the fans to return
to the seats, while Capello screamed at them to retreat.
"From the beginning
to the end of the season we showed great character," said Capello, who
won four titles with Milan in the 90s and whose Roma team had led Serie
A since early November. "These fans have an incredible passion that helped
us today."
For Roma this was
the game of their lives while for Parma it was merely the final stop before
the summer hols. Apart from that 20-minute opening period, the outcome
was never in doubt and it was one of the Parma walking wounded, the defender
Gigi Sartor, who inadvertently set Roma on their way in the 20th minute.
Completely misjudging a cross from the right, he headed it to the feet
of Vincent Candela.
The French left-back
had time to look up and create a chance for the unmarked Totti, who struck
a majestic goal with the outside of his right foot.
From that point, with
the exception of Savo Milosevic and Lilian Thuram (Manchester United-bound,
according to yesterday's speculation), Parma were happy enough to employ
a non-belligerent strategy.
Twenty minutes later
the visitors conceded their second when, after a wasted free-kick, Cafu
gained possession and sent Batistuta away down the right. The Argentine
made it into the area only to see his well-struck shot well saved by Gigi
Buffon but the rebound fell to Vincenzo Montella, who knocked his 13th
goal of the season into the empty net.
It was all over and
the point was not lost on their third-placed rivals Lazio - without the
Manchester United target Juan Sebastian Veron - who, despite a one-goal
half-time lead at Lecce, went down to two goals from Gaetano Vasari.
After Batistuta's
goal the Roma players seemed more worried about their personal safety than
about their under-competitive contest with Parma but duly savoured the
moment at the end while the fans invaded again, chanting "Grazie Roma,
Grazie Roma" .
Juventus (2-1 winners
against Atalanta but who named Marcelo Lippi - in charge from 1994-99 -
as coach in place of Carlo Ancelotti) were second, Lazio third and Parma
fourth.
Milan, who after their
defeat at Reggina handed control of team affairs to Fatih Terim, the former
Fiorentina and Galatasaray coach, Internazionale and Fiorentina qualify
for the Uefa Cup and Napoli, Vicenza, Bari and Reggina or Verona - who
will play off - are relegated.
Inter parted company
with Marco Tardelli after he turned down an offer to become a club director.
Hector Cuper, the Argentine who has enjoyed some success with Valencia,
is favourite to take over. --------------------------------------------------------------------------------
The
Mirror 17- June 2001
FOOTBALL: BOTTOMS
UP AS TOTTI WINS TITLE
ROMA won their first
Italian League title since 1983 yesterday - but nearly lost their dignity
as invading fans stripped the players of their kit.
Many of the Roma players,
including skipper Francesco Totti, were left in their underwear as jubilant
souvenir hunters grabbed their strip and boots.
Roma's final game
of season, at home to Parma, ended six minutes early after thousands of
home supporters poured onto the pitch at the Stadio Olimpico with Roma
winning 3-1. But the scoreline will stand.
The invasion mirrored
events in Turin when fans of second-placed Juventus stormed a gate leading
to the playing area when it became clear that their side would not win
Serie A.
Goals from Totti,
Vincenzo Montella and Gabriel Batistuta clinched Roma only the third title
in the club's history, sparking amazing scenes as an estimated million
fans flooded the streets of the Italian capital to celebrate.
Totti, who supported
the club from the terraces as a boy, was delighted. He declared: "I said
at the start of the year I believed we could do it and I continued to believe
in it right to the end."
Batistuta said: "My
heart is about to burst, I'm so happy." --------------------------------------------------------------------------------
The
Sun 18-06-2001
PANT-OMIME SEASON
IN ITALY
By SUNSPORT ONLINE
REPORTER
RED-FACED Roma players
were given a bum deal after clinching their first Italian title in 18 years.
Fabio Capello's new
Serie A champs were forced into a premature striptease during a pitch invasion
six minutes from the end of their 3-1 triumph over Parma.
Riot police stepped
in after souvenir-hungry fans had ripped shirts and shorts off their heroes.
But Roma ended up
standing proud when the last-day match at the Olympic Stadium finally resumed
after a 15-minute delay.
That's because Juventus,
their main rivals, were left feeling a bit undie the weather. Juve's 2-1
win at home to Atalanta was not enough to snatch the title — so their fans
stripped them, too!
Maybe the Turin faithful
were trying to tell coach Carlo Ancelotti his side were a load of pants.
The shirty message must have hit home, as Ancelotti was given the boot
after the game to be replaced by former boss Marcello Lippi.
Maybe Ancelotti should
have used more cover at the back.
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Roma 3-1 Parma
www.channel4.com/sport/football_italia
Roma had to take all
three points to be assured of their third title and the Giallorossi did
it with style. Vincenzo Montella got the nod over Marco Delvecchio to start
this game and Vincent Candela was released from his two-match ban on appeal.
The visitors were struck by problems as Junior, Stefano Torrisi and Sergio
Conceicao were out of action, so the Cannavaro brothers were able to play
together.
Montella had the first
chance as his angled drive shaved the far post. Gianluigi Buffon’s first
save came at the 17th minute when he palmed out a Francesco Totti free
kick. The Giallorossi broke the deadlock when Candela set up captain Totti’s
fierce drive. The goalkeeper also made a fine stop on Gabriel Batistuta’s
header. Batistuta’s counter-attack was intercepted by Buffon, but Montella
was on hand to turn in Roma’s second. Parma nearly grabbed one back just
before the break but for Francesco Antonioli’s close-range save on Savo
Milosevic. Marco Di Vaio also had a good chance in the second half when
he sprung the offside trap but fired wide.
Montella scored a
stunning goal, but it was ruled out for offside, but replays showed that
this was clearly not the case. Nonetheless, Roma’s third goal arrived 12
minutes from time with Batistuta’s unstoppable control and drive. Marco
Di Vaio turned in a late consolation goal from close range. The tifosi
stayed on the sidelines for several minutes, but almost inevitably they
poured onto the field and stripped the players of their clothing with six
minutes still to play. After a long interruption play resumed but some
stars were forced to perform wearing gym shoes as their boots had been
taken by over-zealous fans. The final whistle was blown signalling another
invasion and the start of the biggest party Rome has ever seen.
Scorers: Totti 19,
Montella 39, Batistuta 78, Di Vaio 82
Roma: Antonioli; Zebina
(Mangone 65), Samuel, Zago; Cafu, Tommasi, Emerson, Candela; Totti; Batistuta
(Delvecchio 80), Montella
Parma: Buffon; P.Cannavaro,
Thuram, F.Cannavaro; Sartor (Amoroso 52), Sensini, Almeyda (Benarrivo 76),
Falsini, Fuser (Boghossian 57); Milosevic, Di Vaio
Ref: Braschi
Attendance: 75,000
--------------------------------------------------------------------------------
From
www.teamtalk.com
CAPELLO EYES EUROPEAN
SUCCESS
FOLLOWING SUNDAY'S success in capturing the Scudetto, Fabio Capello said that he is confident of Roma winning next season's Champions League.
Capello is the most
successful Italian coach in history, winning four Scudettos with AC Milan,
one league title with Real Madrid as well as this season's success with
Roma, and is now hoping to add the Champions League trophy to Roma's expansive
cabinet.
"I am quite convinced
that we will be able to compete and to win the Champions League next year,"
he said.
Capello went on to
reflect on the season just gone by, saying that it is the most important
triumph of his career. HE CONTINUED: "It's by far the most important
victory of my career because winning in Roma is not as easy as it is in
Milan or Madrid.
"Unlike AC Milan and
Real, this team is not so used to winning and that made things much more
difficult."
Capello also revealed
that isolating the team from the overwhelming affection of the fans has
not always been easy.
"Roma fans are extraordinary
and that makes things quite difficult for a team. These fans are capable
of great enthusiasm but do also get depressed at the first sign of trouble.
"Shielding the team
from all of this emotional turmoil going on in the city hasn't always been
easy but thank God we have succeeded in isolating ourselves in Trigoria
and leaving the rest of the world outside.
"The key to our success
lies in the fact that we never gave up," he concluded.
ROMA CELEBRATE SERIE
A TITLE
ROMA HAVE wrapped
up the Italian Serie A championship after an emotional 3-1 victory against
Parma at the Stadio Olympico.
A sea of maroon in
the Italian capital packed out the 80,000-capacity stadium which could
have been sold out three times over. The Tifosi on the Curva Sud and on
the pitch could not hold their emotions until the end of the game to see
their idol Francesco Totti lift the trophy above his head after the final
whistle.
The fans were so jubilant
with only five minutes of the game to go, they invaded the pitch and tried
to claim what ever souvenirs they could, and most of the Roma players were
left only with their pants on to cover their dignity!
With both Juventus
beating Atalanta 2-1 and third-place Lazio’s 2-1 defeat to Lecce, Roma
sealed their first championship win since 1983 with goals from Totti, Vincenzo
Montella and Gabriel Batistuta in front of an ecstatic crowd.
But the results from
Turin and Lecce were irrelevant as Roma did what they had to do to make
sure they lifted the title and made sure the championship stayed in Rome
after city rivals Lazio won it last season.
At the end of the
first half in the important games, Roma realistically had one hand on the
Scudetto with a two-goal lead at half-time, while a David Trezeguet strike
at the Stadio Deli Alpi had given Juve a early glimmer of hope.
It is just reward
for coach Fabio Capello, who adds another feather to his already bustling
cap and yet another league championship to add to the ones he won at AC
Milan and Real Madrid.
MEANWHILE, AT the
other end of the table, Vicenza and Napoli have joined Bari in Serie B
after suffering relegation heartbreak on the final day - despite both of
them winning their respective matches.
It was so tight at
the bottom with one point separating five teams, though Reggina and Verona
will compete a relegation play-off to see who gets demoted to Serie B.
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Daily
Telegraph
Capello gets shirty
as Roma fans delay clinching of title
By Sam Wallace (Filed:
18/06/2001)
FANS invaded the pitch
in Rome's Olympic Stadium to rip shirts and shorts from AS Roma players
as the climax to the Italian season descended into farce.
Roma eventually won
their first title since 1983 by beating Parma 3-1, but not before police
cleared the pitch of the 2,000 fans who had run on five minutes from the
end.
Roma striker Vincent
Candela wandered around the pitch in his briefs while the captain, Francesco
Totti, lost his shirt. Furious at the fans, Roma coach Fabio Capello helped
police herd the supporters back into the stands.
The referee, Stefano
Braschi, restarted the game after a 15-minute delay and Roma, with goals
from Candela, Totti and Gabriel Batistuta, held on to their lead to claim
the Serie A title for only the third time.
In the Stadio Delle
Alpi, Juventus fans also stopped the game with pitch invasions as news
came from Rome that their rivals for the championship had clinched the
title. Juventus's 2-1 win over Atalanta was not enough to catch Roma, who
finished the season two points clear on 75 points. The former champions,
Lazio, who still had a chance of defending their title on the last day,
lost 2-1 at Lecce.
Roma's victory was
the fifth Serie A title of Capello's career, on top of the four championships
he won at AC Milan in the Nineties. He also won the Spanish championship
with Real Madrid.
Roma's Italian international,
Marco Delvecchio, said that taking the title from Lazio "made it all the
better". "Finally, it's arrived and I'm happy. Thanks to the fans it's
an unforgettable moment," he said.
Vicenza and Napoli
won, but joined Bari in Serie B after the three sides ahead of them also
took three points. The final relegation place will be decided in a play-off
between Verona and Reggina.
Cesar Maldini, the
caretaker coach at Capello's former club, AC Milan, will move aside next
season to make way for the former Fiorentina manager, Fatih Terim. The
Turk, who coached Galatasaray to a UEFA Cup win last year, will begin his
new job on July 1.
Milan have already
signed Javi Moreno and Cosmin Contra from Alaves, while Filippo Inzaghi
is expected to join from Juventus.
