GLI ARTICOLI DE "IL BANALE"
SU "IL ROMANISTA"
2005/06 e 2006/07

LA TRIBU’ DEI PIEDI DELNERI

Un passo indietro.
Gigi, che non esce di casa per paura che gli freghino la cremeria, fingendo di rilasciare un’intervista per un giornale al verde di colorazione politica e di  sentimenti umani, ha lanciato qualche giorno fa il suo anatema, che il suo intervistatore ha frainteso e tradotto come una serie di originali monosillabi gutturali patrimonio dell’entroterra friulano. Non era così.
Con l’aiuto dello stregone dall’età indefinibile Luciano “badtaste sock” (pedalino inavvicinabile), di numerose  piante allucinogene, unghie di muflone balbettante e qualche damigiana di buon Tocai, ha pronunciato il rito jettatorio: Pillo pillonis, trangugi sambuchi, palozio e traversazio, sconfittex a profusazio, persinox con la lazio, te tiro l’esonerazio.
Ha funzionato, e così dopo un incerto peregrinare per l’Europa , eccolo nuovamente su quella panchina che l’ha reso famoso.
Non è un caso che il tutto sia successo alla vigilia della partita con la Roma  tanto per regalare un motivo di interesse in più, come se non bastasse  l’arrivo all’Olimpico dell’ennesima squadra in costume, secchiello e paletta (all’ultima spiaggia), con il dente avvelenato, con il portiere pronto alla partita della vita, con il terzino cresciuto con le giovanili romaniste desideroso di rivincita, con il centrocampista cornificato dalla moglie romana, con l’attaccante che volendo fare un investimento i Totò e Peppino di turno  hanno  venduto Fontana di Trevi.
E così, dissotterrata l’ascia di guerra, salutata la squaw D’anna dai capelli rossi, riunite le tribù dei Pellissier, Semioles e Tiribocchi, innalzando il canto propiziatorio “ Obinna uè, Obinna uà”, Gigi, capo tribù dei piedi Delneri, ha varcato il Rubicone per niente intenzionato a fumare il calumet della pace e assetato di vendetta ( che volendo essere precisi si è già preso l’anno scorso, ma chissà perché con noi le leggi dell’ex, le tradizioni, le serie sfigate riescono sempre, quindi chiedo ai miei due parenti che leggono di procedere alla grattazio).
Nel rispetto del nostro mitico Cavallo Pazzo, Toro è rimasto seduto insieme a tutti i sioux. 
L’unica speranza è che l’Harry Potter della valle dei pandori non sia riuscito a trovare in tempo il traduttore dell’oscuro linguaggio parlato dal neoallenatore dei clivensi.
Personalmente non contesto al mister di Aquileia (certo nascere in un posto con questo nome non è ben augurante per allenare la magica) il suo periodo nella capitale, troppo particolare quell’annata e completamente priva di hompohrtamenti imphorthanti come direbbe l’attuale mister, ma uno che fallisce in una squadra che si chiama BENFICA è imperdonabile, uno schiaffo a tutte le tifose (evidentemente gli Arapaho sono una tribù dissidente).
Con questi pensieri sono andato a letto cercando invano di prendere sonno, non riuscendoci ho provato a contare i luoghi comuni e i detti che accompagnano la squadra di Verona ( le pecore le conto prima del derby) : “favola Chievo””miracolo Chievo” “io speriamo che me la Chievo””il quartiere delle meraviglie””anche gli asini volano”……meglio gli incubi.
Il Banale

p.s.  LUNGO IL CAMMINO DELLA VOSTRA VITA FATE IN MODO DI NON PRIVARE GLI ALTRI DELLA FELICITA'. EVITATE DI DARE DISPIACERI AI VOSTRI SIMILI, MA AL CONTARIO, VEDETE DI PROCURARE LORO GIOIA OGNI VOLTA CHE POTETE! (Proverbio Sioux)



A FORMELLO LA LOCATION DELL’ULTIMO FILM DYSNEY:  SCARS
Formello, interno giorno, c’è molta agitazione per il primo ciak del nuovo film di animazione della Dysney: SCARS.
D’altronde è un progetto didascalico diretto a un pubblico giovane, e per due rate del debito IRPEF e l’appalto per le pulizie del futuro megaparcogiochi a    tema bucolico che sorgerà alle porte della Capitale, caciocavalloland, Claudio III, detto il derattizzatore, ha concesso l’uso del centro sportivo biancoazzurro.
La troupe verrà sistemata nell’unica sala libera del complesso, la sala dei trofei.
La storia è semplice e narra del protagonista, Jimenez, detto saetta Mc Queen, che mentre è diretto alla sede di una famosa società professionistica per firmare il contratto,  si perde e finisce nel centro di allenamento di uno “sgarupato” team minore.
Gli allenamenti sono meticolosamente condotti da Guido (ovviamente) il Sergente che fatica non poco a spiegare le ripartenze e i cambi di marcia, non è certo facile con le basse temperature(-11).
Il capitano è la versione modificata di una vecchia jeep 4x4: la Oddo x oddo, agile e scattante sui terreni scoscesi, usa le(idee) ridotte in sala stampa, giusto per recuperare agli occhi dei fans il turbolento desiderio estivo di cambiare carrozziere.
In difesa è affiancato dalla SEAT Siviglia, sbiadita fotocopia che privilegia le sgasate alle giocate produttive.
A centrocampo spicca una solida Ledesma targata Foggia con problemi alla carburazione e al sistema frenante, tra gli optional il frigo-Bar(onio)   e lo Stendardo tricolore, è parcheggiata solitamente accanto a una MudinHunday Atos.
In attacco, sulle note di una vecchia Hit sanremese  “c’è da spostare la Makinwa, devi metterla laaaa” fanno bella mostra di sè una Pandev motore fire, spesso ai box per problemi di tenuta, e una Tar-Roccata Inzaghini Countach del ‘72 con tendine rosa.
Il protagonista, dopo aver trascorso la giornata Sereni, sBallottato e felice in questa oasi dove i ritmi (e le ritmo) sono cadenzati al rallentatore (si sa c’è chi va  lento e chi va…lencia), riparte per la meta prevista.
Ovviamente il tutto prossimamente al cinema, o negli stadi italiani?
Il Banale

LA CITTA’ DEL (LE) SOLE 

Avanza timida la notte nella solare Torino, le luci occhieggiano sospettose nei lunghi viali alberati, in lontananza rumori metallici rassicurano le famiglie piemontesi sull’appuntamento serale di Johnatan con il suo cassonetto, le stelle sembrano chiedere il permesso a Luciano di affacciarsi, ma trovano sempre occupato.
Dalle parti del lingotto c’è un febbrile fermento, per questa sera è infatti prevista l’assemblea generale della Juventus F.C., alla spicciolata arrivano gli azionisti principali: l’apo maja e yoghi, biancaneve e i 7 stevens, la triade, la yakuza,  i 4+4 di Nora Orlandi, il mago Zurlì e molti molti altri amici (non tutti vista l’esiguità del locale).
L’aria è pesante, non solo a causa del misterioso flautolente, qualche birichino, infatti, ha osato sconvolgere la programmazione ventennale dell’esito del campionato Italiano di calcio, pianificata con estrema attenzione nel corso delle ultime assemblee dei soci.
Il Presidente prende la parola:” bisogna tirare fuori le palle...”, a quel punto tal Patrizia, leggiadra camionista con l’hobby dell’infermieristica, viene stoppata dagli astanti mentre inizia a spogliarsi, “....parlavo in senso figurato” prosegue “ dobbiamo ritrovare l’orgoglio juventino” a questo misterioso e criptico termine, la sala inizia a rumoreggiare scambiandosi occhiate interrogative “ci sarà pure qualche juventino doc qui dentro, cribbio”tuona il meg.lup.mann.galat.gran fig.di put.
A tale esclamazione si assiste a una scena che ricorda le interrogazioni liceali, alcuni chiedono di andare in bagno simulando improvvise coliche, altri fanno abilmente cadere la penna sotto il tavolo per sparire dalla visuale, altri ancora si dedicano al censimento delle gomme americane appiccicate con lodevole impegno nel corso delle precedenti riunioni, il tutto fino al liberatorio urlo in fondo alla sala di un arzillo signore con coppola e lupara “minchia, picciotti, fedelissimo sono” un duraturo sospiro di sollievo si dipana per la stanza.
“Bene, signori” riprende la parola il Presidente non senza buttare un occhio verso la foto della coreografia 11 piemontesi tosti che campeggia alla parete “si tratta ora di individuare una strategia che consenta di uscire dalla situazione con il minimo danno, qualcuno ha qualche idea?”
“potremmo influenzare l’opinione pubblica tramite i nostri amici giornalisti, inserire nostri fedelissimi nei gangli del sistema, migliorare le  prestazioni con uso di sostanze non lecite (a questa frase si registra  l’unico sussulto vitale di un sonnecchiante biondino seduto al tavolo presidenziale) , suggerire le designazioni arbitrali, relazionarsi con le società amiche” interviene Gonzo Stevens “guarda che è quello che abbiamo sempre fatto, è per questo che abbiamo problemi” gli risponde il fratello  Pranzo “e se promuoviamo uno sciopero della fame su grande scala, visto quanti siamo manderemmo in crisi il paese” “...o della sete” gli fa eco Sbronzo, il fratello noto per alzare spesso il gomito.
“fondiamo un partito “,”dichiariamo di avere  l’atomica”, “coinvolgiamo tutte le squadre, anche se non hanno vinto nulla, loro”,“nascondiamo tutti i tartufi” e via con le ipotesi più disparate (e più disperate), fino all’intervento di un misterioso signore con la maschera di bronzo sul volto” siete troppo impulsivi, dovete mantenere la calma, fischiettate possibilmente e così, facendo finta di niente, ci presentiamo in campo alla prima giornata del prossimo campionato, che ne so, ad Ascoli, e iniziamo a giocare” la proposta viene salutata dall’uditorio con un’ovazione generale.
A quel punto un trillo di cellulare si spande in quell’atmosfera di gaudio generalizzato, e tutti insieme iniziano a piangere, appassionatamente.
Il banale



PANTA REI

Come sono lontani i tempi in cui l’avvocato Zaccone si sarebbe accontentato di una B con penalizzazione, e poichè l’appetito vien mangiando, preso atto che l’unità di misura dell’impunità sportiva è il sandullo, perchè non urlare al mondo che, vista la magnanimità usata con gli altri bassotti della banda, la Juventus merita di restare in serie A.
In fondo, visto l’appoggio incondizionato del giornaservilismo, non importa ciò che è, ma il fumo che tifosi inferociti e imbufaliti sono in grado di respirare e la pressione che riescono a fare.
Grande mobilitazione in tutto il mondo sulla scia delle iniziative della Vecchia Signora, pare che gli eredi di Qin Shi Huangdi siano intenzionati a chiedere il condono per quel muretto di 6.000 km che il loro antenato aveva fatto costruire in Cina allo scopo di difenderla dagli attacchi dei Manciù e gli eredi di Al Capone possano finalmente pretendere la restituzione del patrimonio confiscato perchè hanno trovato tutti gli scontrini mancanti alla dichiarazione dei redditi del celeberrimo gangster.
Tanto rumore per nulla, persino Lapo ha fatto la sua raintree nel dorato mondo dei vipssss e pare voglia scrivere un libro sulla sua esperienza di redento, ovviamente il ricavato di questa raccolta di  favole andrà in beneficenza al centro recupero delle vittime degli orrori arbitrali, nel frattempo tutti i tabloid faranno a gara per portarci ad esempio il suo nuovo stile di vita, la sua ragazza tutta acqua, sapone, ciccia e brufoli ex monaca di clausura devota a San Siro. 
Dai balconi di qualche sottosegretario ancora non hanno ammainato le mutande della velina di turno che già si odono i propositi di rivalutare il fine goliardico della raccomandazione televisiva.
Gli assassini chiedono la grazia appellandosi al Cluedo: è stato il Colonnello Mustard con il candelabro in cucina.......
Ci hanno fatto digerire l’indulto con le solite spiegazioni che oramai non stiamo più neanche a sentire, assuefatti all’assurdo.....tanto con il mondo che ci stanno proponendo in futuro le carceri serviranno per rinchiuderci le persone perbene.
Il dubbio comunque rimane, oggi faremo colazione al bar o conciliazione al tar?
Perchè la minaccia che incombe è grave, se necessario Zaccone farà ricorso al Giudizio Universale, anche se in anticipo rispetto alla data prevista, nel frattempo in nome di una giustizia giusta, la Juve chiederà la restituzione di tutti gli scudetti vinti da quelle  squadre che in passato hanno schierato 11 giocatori (l’arbitro deve essere inserito  a referto, hanno sempre saputo a Torino, per loro si gioca ufficialmente in 12). 
Il palinsesto tv non si da pace, come inserire la Juventus dopo l’Inter e prima della Roma? C’è chi suggerisce di offrire immagini di repertorio, anche se qualcuno potrebbe pensare che quello in campo  è il figlio del Tardelli che commenta dallo studio. Altri propongono di iniziare qualsiasi trasmissione sportiva con una panoramica “sull’avvincente campionato di serie B che mai come quest’anno offre tante squadre di così alta tradizione calcistica, ad eccezione del Vado e della Pro Vercelli”.
Se tanto ci da tanto i servizi sulle partite della Roma saranno ulteriormente posticipati, il che ci fa gioco così potremo vederli direttamente la mattina a colazione. 
Da tutti i vittimisti, grazie di esistere, veramente.
Il Banale 



                                 UNA GITA IN PARADISO

TOC TOC “Buongiorno sono il Banale, sono venuto a trovare un po’ di amici, le dispiace se entro?”
San Pietro: “entri pure, tanto una volta fuori dimenticherà tutto della sua visita qui.”
”Grazie e non si disturbi, per trovarli seguirò il cuore”....però è bello qui, vien quasi voglia di comportarsi bene, ah ecco ...ciao Dino, mio Presidente, come va?
“ciao, bene, sempre bene, come mai qui ?” “avevo voglia di scappare, sono deluso, perplesso, ho sempre seguito la nostra Roma e ora improvvisamente mi sento svuotato, disincantato, è come se avessi perso per sempre una parte di me””tranquillo, con il tempo la recupererai, basta un’addizione di emozioni””con l’aria che tira....””è sempre stato così, Roma non è città di grandi imprenditori e dinastie calcistiche, ti ricordi che spegnevo personalmente le luci, un piccolissimo gesto che serviva a far capire che Io non ho mai voluto regalare niente a nessuno, mai, ma Juve, Milan, Inter sono irragiungibili””hai seguito che è successo giù?””come non avrei potuto, seguiamo tutto qui, di che ti stupisci, è sempre stato così, cambiano i modi, cambiano le persone, ma fa tremendamente comodo a tutte le componenti  politiche e sociali che tutto rimanga così, non trovi buffo che le grandi arruolano costantemente tifosi grazie alle loro vittorie che ottengono con notevole capacità e altrettanta piaggeria e poi se sbagliano non possono essere toccate perchè altrimenti si nuoce una grossa di quegli stessi  tifosi, è un serpente che si morde la coda, a proposito vuoi un caffè?””no grazie, non mi piace quello che fanno qui, ma almeno tu c’hai provato””poca roba, t’assicuro, gli ho fatto il solletico, pensa a Turone e guarda Bergamo dove è arrivato, sanno ringraziare i loro fedelissimi, in quegli anni, se avessimo vinto uno scudetto in più noi, la Fiorentina, la Sampdoria, non sarebbe cambiato nulla nei palmares, ma loro avrebbero perso potere e qualche tifoso, non se lo possono permettere, sono i clienti di domani””ricordo come puntasti i piedi contro il sistema arbitrale””qualcosa ottenni, comunque poco””certo però anche tu....””ti ho già raccontato come andarono le cose con Vautrot ma figurati, a chi chiedevi appoggio? Quell’annata mi ha distrutto, puntavo maledettamente a quella coppa, ma il mese che ha preceduto la finale è stato ingestibile, troppe pressioni, ripenso agli Inglesi e alla loro tranquillità, poi quando ci riprovarono per la finale di Uefa li cacciai e hai visto che è successo, ricordati di quel buffo rigore a Milano, evidentemente....ma già li ero provato nel fisico, circondato da trappole, da falsi amici e veri avvoltoi, il patrimonio assottigliato, non avevo più l’appoggio dei tifosi””Viola Dino bagarino””ho qui con me in paradiso la tessera del Commando che mi regalò Vittorio.... i miei tifosi, quello non l’ho mai digerito ma erano già cambiate molte cose, penso di aver contribuito alla crescita della società, ho dato tutto me stesso  per far crescere di mentalità e personalità questa società””adoravo il violese, per molti sei stato un secondo padre, un faro, ma come si dice, nel mondo non c’è gratitudine, fai del bene e scordatene””scusa, ti saluto, ho voglia di passeggiare” mi scende una lacrima quando lo vedo allontanarsi con le mani dietro la schiena, proseguo la passeggiata e mi fermo davanti al cancello “qui non si discute, si ama”, entro, “ciao Luì, ciao Geppo, ciao Roberto, ciao Paolo, ciao,ciao””ciaoooo”” ...e voi che mi dite, quante trasferte, quante incavolature, quante delusioni””a Banà tanti anni con noi non t’hanno insegnato niente? Che i porci grufolano l’hai capito adesso? Noi seguivamo un’ideale, un amore, un sogno, noi ci bastavamo da soli, del risultato non c’è mai fregato niente, meglio stare con gli amici, abbracciati, sotto l’ombrellino, dietro lo striscione, tutto il resto è assimilazione, gli altri tifosi, te per primo, in fondo in fondo, sono solo ingranaggi del sistema, pensa ogni quarant’anni te fanno vincere pure uno scudetto””il concetto è condivisibile, ma forse è estremo””fidate, è così, mica ne siete consapevoli, scusa ma è ora dell’Aida””...l’opera?” “sei peggiorato....Tornereeeemo nella nord, co le....”” e tu Luì che mi dici?””capisci perchè stavo sempre con loro? pensa a tutti quelli come me, non ti dico altro, vai da Agostino ora””manchi a tutti giù””tranquillo vi controllo uno per uno, e ricordati non dubitare, non è quello che ti ho insegnato, il futuro non sarà diverso dal presente e dal passato, ma un abbraccio di un amico con la tua stessa sciarpa al collo vale più di mille campionati, e noi allo stadio andiamo per quello, ciao” mi allontano col groppo in gola e temo di peggiorare le cose con il prossimo incontro “ciao A, come và”” oh ciao banà, sono felice , alleno i bambini sai, la mia passione, in fondo non chiedevo molto di più giù””lo so lo so ricordo bene, vedo che ti sei portato il cesto di fiori con cui hai fatto il giro di campo dopo lo scudetto””non ci fanno tenere molte cose qui, oltre quelle che riguardano i cari, ma a quello ci tenevo proprio””hai seguito niente tu?””no, scusa, non mi interessa, le uniche cose del calcio a cui tengo sono questi ragazzi e i ricordi che ho nel cuore””ti capisco, ciao....”ma si è già allontanato. Mi avvio all’uscita, un veloce saluto a San Pietro che con la sciarpa al collo si appresta a seguire l’amichevole estiva giallorossa col suo televisore molto panoramico e riscendo, purtroppo però, non ricorderò più nulla.
Il Banale 



                                         PETS ARE COOL

Non è che non stiano lavorando, Pradè si è imbarcato per l’Arkansas, destinazione la riserva della tribù dei Piedi Buoni sezione distaccata dei Piedi Neri, dove in cambio di perline, vetri colorati e acqua di fuoco cercherà di strappare all’Acireale la giovane promessa pellerossa Preciso Cross, mentre contemporaneamente la Mazzoleni si è improvvisata danzatrice del ventre in un fumoso locale Turco per cercare di indurre  alla firma di un quinquennale la stella nascente del calcio della mezzaluna, Omar Iuolino.
Rosè, noio volevan savuar se ciai la minim intenzion de caccià li sord....mica per nulla in particolare, semplice curiosità, tanto per sapere se dobbiamo dar credito agli spifferi che danno quasi per fatto il passaggio alla Roma di un dente di Ronaldinho, delle matrici delle giocate di Buffon, del guanto di Trezeguet e del numero di telefono dell’amante del procuratore di Van Nistelrooy.
Capiamo anche che non è facile fare acquisti, con questa caniiiicola.
Nel frattempo, è fuga d’amore. Mai la campagna abbonamenti è andata così stancamente a rilento, un tempo gli acquisti di Sperotto e Curcio avrebbero infiammato i sogni dei tifosi, oggi, che si prospetta la possibilità di essere  l’unica antagonista per un traguardo di prestigio dell’anarchinter del mancio cantastorie, la corazzata con cinque giocatori per ogni ruolo, si spera in qualcosa di meglio, molto meglio (oddio, basterebbe pure solo qualcosa), sia perchè ora che non c’è più il ferroviere  c’è il forte rischio che si possa finalmente giocare 11 contro 11, sia perchè non è detto che Paolo Entusiasmo e Giovanni Importante riescano a ripetere l’exploit dell’annata scorsa. Tutto ciò, in ogni caso, saremmo grati avvenga senza  che ci venga rinfacciata l’ennesima dismissione di qualche gioiello di famiglia, noi abbiamo già dato tutto quello che potevamo e viviamo nella speranza di veder pubblicato sul sito ufficiale della società il codice etilico che  consenta di ubriacarci alla notizia di qualche acquisto che ...garbi non solo a noi.
Anche perchè tra i proventi del trattato di Astronomia di Rosella, i diritti sul remake di “bambole non c’è una lira” e gli ipotetici introiti della Champions, più che finalizzarsi il progetto della costruzione del fossato con i coccodrilli intorno al campo di allenamento di Trigoria, necessario a tenere lontani quegli strani esseri che un tempo venivano chiamati tifosi, servirebbe qualcuno che ci dia la possibilità di tenere lontani il penalizzato Milan e il Palermo.
Questo sempre che non venga finalmente fatta ingiustizia e la Juventus possa iniziare il campionato come gli altri anni, partendo cioè da + 30, e che venga dato il giusto credito alle colonne portanti del giornalismo universale, quei pulitzer dalla coscienza adamantina scevra da qualsiasi condizionamento, per i quali la vera colpa è della società giallorossa che, pur fatturando i Rolex  e inviando la ricevuta alla Federazione (comunque per un totale inferiore ai cadeaux di alcune altre società di serie A, particolare volontariamente sottaciuto e che comunque non giustifica il cattivo gusto dell’evitabile gesto), si rese colpevole del reato di destabilizzazione sociale, concorrenza sleale (i distratti dimenticano che Sensi in quel periodo aveva l’appoggio del 92% delle società di serie A e B, mai bomba fu più.....a orologeria) e istigazione al buon senso ( chi non ricorda, infatti, i miliardi di episodi arbitrali che consentirono alla Roma di aggiudicarsi ripetutamente scudetti e coppe).
Cosi è, se vi appare, più squallido e disonesto sei, maggiori saranno i tuoi fans, in molti, dopo l’iniziale sdegno di prassi per vedere che aria tira, saranno pronti a sacrificarsi per te, certi dello strascico di potere da poter ancora sfruttare.
La verità non interessa a nessuno e soprattutto fa comodo a pochi.



T’AMO PIO BOVO

Se rinasco voglio essere Zamparini, imprenditore capace e artista poliedrico.
Classico esempio di uomo che si è fatto da se prendendo i pezzi nei 3 x 2 e nelle offerte speciali, in campo commerciale  si è inserito massicciamente sul territorio offrendo tutti i prodotti, dalla M alla Z (nei suoi supermercati, per esempio, non trovi i detersivi ma è pieno di zampironi). Non contento e a causa della poca visibilità, con il suo occhietto vispo (quello chiuso ovviamente) è entrato in maniera massiccia nel mondo del calcio acquistando tante società quante volte si cambia i pedalini, purtroppo per chi lo frequenta.
Grazie alle agevolazioni fiscali relative a sponsorizzazioni e joint venture di natura commerciale è riuscito sempre a far quadrare i conti, alla stregua di  una massaia qualunque.  Per qualche strana alchimia ha dotato i suoi giocatori di codici a barre in modo che quando vende un giocatore può fatturare l’operazione in contemporanea anche in tutti i suoi supermercati  mentre nei contratti  degli allenatori ha obbligato gli avvocati a inserire la frase “da consumarsi preferibilmente entro....”, i procuratori che fanno affari con lui debbono munirsi della zampacard con la quale al raggiungimento di mille punti qualità si possono ottenere in omaggio un allenatore dei portieri e un preparatore atletico. 
Conscio dell’importanza del mezzo televisivo, ha subito iniziato a frequentare il salotto buono della tv creandosi la fama di opinion leader grazie a una severa presa di posizione nei confronti del nulla cosmico, il pubblico ha subito mostrato di apprezzare questo poliedrico intrattenitore dal volto di serial-killer della porta accanto perdonandogli l’astrusità dei concetti e le contraddizioni di fondo.
Grazie alla stele di Rosetta si è riusciti a tradurlo anche in Italiano, per le altre lingue ci stiamo attrezzando.
Per la crudeltà d’animo negli affari è soprannominato lo squalo dalla faccia d’angelo (o l’angelo dalla faccia da squalo....), è solito approfittare dei momenti di difficoltà degli interlocutori per strappare alla concorrenza  autentici fuoriclasse per poi , dopo un solo campionato, rivenderli svalutati facendo la fortuna di altre società, lascia solo le briciole agli avversari e le braciole ai suoi cani, Lafavorita e Santarosalia.
Tra i suoi affari migliori ci sono il memorabile  acquisto, come uomo immagine, di Pelè (il quale  successivamente rescisse il contratto perchè non gradiva la sistemazione nel reparto “pesce fresco”) e la fontana di Trevi da Totò e Peppino.
Alla luce  della posizione di preminenza raggiunta sul mercato ortofrutticolo e pedatorio, Ello, visto anche il vuoto temporale della società giallorossa,  ha intravisto la possibilità  di creare l’effetto domino  sulle giovani promesse della primavera romanista attuando la politica detta del fustino Dixan, ed è cosi che la Roma si è trovata irrimediabilmente compromessa nei rapporti con l’ex lagunare tanto che anche quest’anno si trova a rincorrere ciò che era già suo.
Uomo dalla personalità granitica, è risultato fiero e strenuo oppositore del sistema precostituito salvo poi essere colpito da improvvisa afonia al momento dell’elezione quale megapresidente vicario aggiunto senza portafoglio con tanta buona volontà amicizie influenti serenità d’animo  capelli in ordine e vista sul mare.
Sotto la sua scorza di uomo duro batte comunque il cuore di un generoso tanto che stanco della servitù ha regalato i suoi filippini a chi sta molto peggio di lui, con stipendio, tredicesima e ferie pagate, solo che l’interlocutore, personaggio dalla personalità maniacale nel campo delle pulizie, scontento delle prestazioni, se ne è liberato dopo solo un anno e senza liquidazione.
Si è distinto nel periodo di calciopoli poichè è risultato tra i pochi presidenti a non essere coinvolto, anche perchè i Carabinieri non sono riusciti a decifrare le sue telefonate (si dice, ma è solo un pettegolezzo, che un paio di sottufficiali dell’Arma dedicati a questa operazione siano stati ricoverati per depressione acuta, è la prima volta che falliscono).
I suoi dialoghi con Aldo sono considerati una delle pietre miliari della comicità involontaria e costituiscono la tesina in tutti i corsi di cabaret nazionali.
Grazie di esistere, ma mica tanto.
Il Banale 



UNO STRANO PROCESSO

Interno giorno.  I giurati hanno l’aria stanca, fortunatamente la convenzione che il ferroviere aveva stipulato ai tempi delle sue fatiche granata con il centro massaggi “la vacca slovacca” era ancora valida, nulla meglio di un trattamento total body prima di una sentenza già scritta.
Il locale, dagli arredi barocchi e le luci rosse soffuse, non vive più dei fulgori di un tempo, ma il ricambio generazionale delle intrattenitrici e la Hall of Fame degna del Bernabeu lo rendono ancora una tra le mete più ambite nella Torino che conta (oltre a certi musei…..); qui infatti, mentre si curano le pubbliche relazioni, può cadere lo sguardo sui bretelloni XXXL che Van der Ende era solito usare per reggere il sospensorio o sulla bottiglia di 5 litri di Jack Daniels che Frisk  si scolò insieme a Consueloooo (poi dedicatasi agli spot TV) o ancora il completo sado-maso che il panda Garcia Aranda   usava indossare durante gli incontri con la teutonica Ingard XVII detta la terribile.
In ultimo , nella sala dedicata alla lap-dance, fa bella mostra la gigantografia dei fischietti nostrani in costume adamitico scattata da uno stranamente sorridente AD bianconero durante i festeggiamenti del 24° scudetto, sullo sfondo si intravede una scatenata Patrizia mentre sorseggia un’ autobotte di daiquiri affiancata da un misterioso personaggio. 
Ma torniamo al processo.
Il PM, tal Guarì Nello, un nome una profezia, era oramai alle battute finali  della sua requisitoria  conscio che sarebbe stato tutto inutile nonostante avesse segnato alcuni punti a proprio favore:
a) alcuni giocatori juventini che si sono presentati a testimoniare fluttuando nell’aria nonostante la difesa tentasse di ancorarli al   suolo in tutti i modi;
b)  il contabile bianconero, portato sul banco dei testimoni con un’ azione molto simile alla scena della stazione de “gli Intoccabili”, che ha mostrato i registri dove alla voce spese mediche compaiono numeri equivalenti al PIL del Ruanda  (simpatica la scena nella quale don Luciano si rivolge all’ avv. Guarì apostrofandolo :” tu non sei nulla, non sei nessuno, tutto chiacchiere e distintivo”);
c) il camionista sloveno che si è ripetutamente contraddetto fino a sbottare con “ vosso onoroski, jo ho scaricato il tjr  che il signor Agricolj mi ha consegnato nel jardin di un simpatico svizzeroski di nome Gunther Federer, si, si , quello che ha il figlioloski con la passione del tennis”; 
d) l’aiuto dell’aiuto magazziniere, Osvaldo detto il secco, che dopo essere rimasto una notte rinchiuso per errore nello spogliatoio juventino, è stato misteriosamente assuto come uomo immagine della Michelin.
Tutto inutile, uno stanco e annoiato giudice, più che alle testimonianze, continuava a incaponirsi sul 7 verticale , quella parola straniera di sei lettere che proprio non gli veniva, rispondente alla definizione :”E’ illegale nello sport”. 
Alla lettura della sentenza, gli avvocati della difesa, Azzecca e Garbugli, non riuscivano a mascherare un sorriso beffardo a 18 denti (in due), il loro italiano stentato era riuscito a confondere ulteriormente le idee: tutti assolti.
A quel punto, mestamente la statua raffigurante  la giustizia si è tolta la benda ed è scappata con il cancelliere Oronzo, tifoso del bari.
Il banale

p.s. “Siamo una squadra, il nome scritto davanti è più importante di quello scritto dietro”


 
LA NOTTE BIANCA

La sera che precede il campionato è difficile prendere sonno, i ricordi si accavallano ai sogni ad occhi aperti, la voglia di tornare allo stadio diventa improvvisamente frenesia, è passato troppo tempo dall’ultima volta che ci siamo trovati tutti insieme, noi popolo.
Le immagini scorrono veloci ad altre “prime volte” , la vittoria sul Torino con goal di Ugolotti,  squallidi 0 a 0 con Avellino e Como, in estasi con il tricolore sul petto contro il Pisa, un secco 4-0 alla Fiorentina, la sconfitta interna con il Pescara, la vittoria sul Bologna nell’anno tricolore, tutte con un unico denominatore, la passione, il desiderio di attraversare emozionati il ponte Duca d’Aosta, l’obelisco, la palla fino alla curva Sud, l’abbraccio con gli amici e compagni di fede e di avventure,  quelli  che si svegliano con il crampo allo stomaco per la tensione, che simulano una decina di volte con il subbuteo l’incontro, che rispondono a monosillabi alle raccomandazioni familiari perchè troppo concentrati, che scelgono con scaramantica cura  l’abbigliamento da indossare  e il percorso per arrivare al tempio .
Il calcio è questo, non solo rito tribale che si consuma tra il campo e gli spalti nei 90 minuti, ma scosse emotive, amori, amicizie, odi e incomprensioni, e il tutto accade  prima e dopo. 
Il lato oscuro della forza  ha intrappolato molti fedelissimi ormai in preda a stanchezza e nausea, allontanandoli, speriamo non definitivamente, dalla magica sensazione di recarsi all’Olimpico ( il tutto acuito dalla presenza  di barriere  deformi che certo non aiutano a cementare i rapporti personali), la vittoria ai Mondiali è quel tipo di evento che non ha mitigato lo sporco che l’ha preceduto e non ha scalfito il credo ortodosso giallorosso che da subito ha preso le distanze da Calciopoli illudendosi di veder fatta finalmente piazza pulita .
Questo calcio fatica a generare entusiasmo, le farmacie e gli uffici contabili, i telefonini e le commistioni arbitrali, la voglia di pulizia e le risibili pene hanno reso il gioco da sempre considerato palestra di sfoghi e frustrazioni, di rivincite e prese in giro, di pressioni e depressioni, un contenitore falso e poco appetibile.
La Juventus in B e il discreto calciomercato non sono stati argomenti sufficienti per riaccendere la scintilla, ma il fascino dell’esordio, di scoprire quale pieghe prenderà la stagione, della curiosità di ammirare i nuovi acquisti dovrebbero essere argomenti sufficienti per essere presenti all’appuntamento delle 18.00 di Sabato.
Consideriamo anche che da quando sono stati sorteggiati i calendari Spalletti sta propinando ai ragazzi,  pranzo e cena, caciucco alla livornese, e in caso di mancata vittoria questa originale dieta si protrarrà fino alla gara di ritorno, ciò dovrebbe garantire , se non altro, un sentito impegno nella gara.
Buon Campionato Roma, buon campionato  a tutte e tutti.
Il Banale 


IL  TEST DIAMMISSIONE ALLA GEA

Per entrare in una grossa società, non sempre è sufficiente essere figli di qualcuno, avere un ottimo curriculum vitae e degli studi appropriati, ma si debbono superare alcune prove pratiche  che certifichino nell’immediato il grado di abilità del candidato e la sua cultura specifica del mondo di cui vuol far parte.
Noi  con un pochino di fortuna siamo riusciti a rimediare una copia del test per l’ammissione alla GEA, la famosa società che opera nel mondo del calcio, eccolo: è un cosiddetto multiple choice, cioè a domanda con risposta multipla suggerita.

1) chi è tuo padre?
a) Moggi
b) Cragnotti
c) Geronzi
d) sono orfano
 
2) chi è Ivaldi?
a) il compositore delle 4 stagioni
b) la tassa sui gerundi
c) uno sbandieratore senese
d) un ultras del milan

3) Carraro è?
a) insieme a Massa una provincia della Toscana
b) un modello della Porsche
c) l’ultimo grido della ditta “Frau”
d) il presidente della FIGC (ex n.d.r.) e di una trentina di altre cose
 
4) chi è Pisacreta?
a) il protagonista di Ghost
b) il ras dei venditori di souvenir di piazza dei Miracoli
c) il protettore dei tonti di Pisa ( i pisacretini)
d) un guardalinee non vedente

5) chi ha detto la frase “fammi segnare”?
a) la sora Gina dal pizzicarolo sotto casa
b) Bettega in juve-perugia 80-81
c) Rocco Siffredi in “ Nereo spiega la tattica alle calciatrici”

6) Mazzini è :
a) un eroe del Risorgimento Italiano
b) un eroe del risorgimento della  mezza Italia antijuventina
c) il modello di Rolando, il parrucchiere delle dive
d) il vice presidente della Galbusera

7) chi è Moggi ?
a) un capostazione colto da improvvisa notorietà
b) una m-rivista
c) il grande vecchio
d) lo stato d’animo di molti juventini

8) chi ha detto, scuotendo la testa,  “ è tutto finto, è tutto finto”?
a) Zampagna uscendo dal Delle Alpi dopo juve-messina 2-1
b) l’amante di Anna Falchi toccandole il seno
c) Meg Ryan in un dialogo di “Harry ti presento Sally”
d) Biscardi toccandosi i capelli

9) Ingargiola è:
a) il sovrintendente di Distretto di Polizia
b) un uomo di forte personalità che difende strenuamente i suoi principi davanti ogni situazione scabrosa
c) l’addetto ai bagni dell’autogrill Pavesi della Salerno-Reggio Calabria
d) uno scovolino

10) chi è Giraudo?
a) un piatto tipico piemontese
b) un gregario di Laurent Fignon
c) il fratello brutto di Gargamella
d) un mito granata riuscito nell’intento di mandare la juve in B

11) Biscardi è:
a) un giornalista ah ah ah ah ah ah ah
b) il classico esempio che gli ultimi a scuola ….
c) un muppet
d) un fine giornalista d’assalto onesto, coerente, moderato, intelligente, che meriterebbe il pulitzer

12) chi è Baldas?
a) sciolgo le trecce e i cavalli, corrono….
b) l’assistente bagnino allo stabilimento “pellacani”
c) un burattino senza fili
d) un bagnoschiuma

13) chi ha detto la frase “Io sono pulito”?
a) mio figlio dopo il bagnetto
b) Alì Babà e i 41 indagati 
c) uno sfigato al tavolo di poker

14) Della Valle:
a) c’è dentro con tutte le scarpe
b) c’è dentro con tutte le tod’s
c) c’è dentro con tutte le hogan

15) Paparesta è:
a) l’esortazione a non andare via di un figlio al proprio genitore
b) un ex arbitro serio che ha capito come va il mondo( camp.03-04: milan-empoli, milan-chievo, juve-bologna)
c) un ex claustrofobico, protagonista del remake di Grease
d) il recordman di segregazione in uno spogliatoio secondo il  guinness dei primati

16) chi ha detto “questa potrebbe essere una griglia”?
a) il proprietario del più grosso ristorante di carne alla brace
b) un pescatore un po’ ignorante
c) gli acchittatores, complesso musicale cubano

17) Bergamo è:
a) la squadra della città di Atalanta
b) un uomo che deve la sua fortuna a Turone
c) una crema abbronzante
d) l’uomo da 500.000 euro

18) Pairetto è:
a) l’altro uomo da 500.000 euro
b) uno che sa far girare le palle
c) un gianduiotto Torinese
d) un orologiaio

19) Lotito è:
a) un latinista che ha perso la memoria
b) un arrotino che ha perso il negozio
c) un uomo che si è fatto da sé ma non gli hanno dato tutti i pezzi
d) un idolo della tifoseria

20) chi è Lanese?
a) una pecora dal manto molto pregiato
b) una pecora dal manto poco pregiato
c) il capo di tutti i pecoroni
d) un arrosticino.

21) Tombolini è:
a) il fratello di Bingolini
b) un canale di scolo
c) il premio finale di un gioco con le finestrelle
d) il premio finale di un gioco con le finestrelle con le sbarre

22) chi è Dattilo?
a) un animale preistorico
b) un frutto della palma
c) il marito di grafa
d) il portafortuna di Luciano

23) chi ha detto la frase “lo stalliere del Re deve conoscere tutti i ladri di cavalli” ?
a) Varenne
b) Gianni Agnelli ingaggiando Luciano Moggi
c) Er pomata 
d) Shrek

Se avete risposto esattamente a tutte le domande inviate una vostra foto in busta chiusa a:
GEA WORLD, c/o Regina Coeli 00100 –ROMA.
Le selezioni sono momentaneamente sospese ma non si può mai sapere (magari per avvantaggiarvi inviate un’altra  foto e il numero della sim card   alla stazione dei Carabinieri più vicina).
Il Banale
 


RICOMINCIO DAI 3

Non si è ancora spento l'eco della vittoria che per i nostri romani prodi ricomincia l'avventura in vistan del prossimo campionato, il primo dell'era post inciuci.
Alla spicciolata i nostri eroi cercano di raggiungere Trigoria per le visite mediche di rito e la successiva partenza per Castelrotto ma non a tutti va bene.
La rosa giallorossa composta da 81 portieri e qualcun altro sparso in altri ruoli, è animata dal consueto entusiasmo "importante" che il capoccione romanista ha mantenuto vivo con costanti chiamate alle quattro di notte.
Il primo ad arrivare è Matteo Ferrari che sfonda direttamente il cancello di ingresso visto che il suo meccanico, noto romanista ,volutamente si è dimenticato di riparargli i freni con la recondita speranza che il suo cliente percorresse il tratto magliana-Johannesburg senza sosta.
A ruota segue Mexes, fresco di acconciatura , che sfodera una T.shirt "Domenech manco a li chiens" vagamente astiosa nei confronti del CT francese.
Di analoghi sentimenti è Amantino Mancini visto che bendato,  su una gamba sola e il sospensorio pieno di piombi per la pesca d'altura avrebbe sicuramente mostrato più vivacità degli scaldabagni verdeoro schierati dal CT brasiliano.
Direttamente da Ostia, via mare, fa la sua comparsa Alberto Aquiloni. Mido, invece, quando lo fanno entrare dalla porta sul retro dedicata alle maestranze decide che questi romani gli stanno decisamente sulle palle e si arruola nella legione straniera.
Due gazzelle della polizia accompagnano il francese neo acquisto giallorosso che per tenere fede al suo nomignolo si era già imbertato quattro portafogli sul 64 barrato: benvenuto, mani di Faty.
Un torpedone della Varig scarica la pletora dei portieri, Gianluca,Julio, Sergio, Carlo, Marangao, chi più ne hao ne mettao mentre un camion di un noto mobilificio Italiano deposita Cassetti.
Damiano giunge in pellegrinaggio dal Divino Amore con il contratto firmato da qualcuno di superiore a tutti noi mentre Tonetto ,poco pratico, viene rintracciato a Sutri alla fiera del carciofo e riportato a Trigoria su di un'Apetta old style.
La dhl consegna al custode un fragilissimo pacco proveniente da Bucarest  dove sotto chili di polistirolo giace imballato Chivu mentre dall'hangar lunga sosta di Fiumicino, preceduto dal "follow mw" fa il suo ingresso trionfale Montella.
Alvarez arriva di corsa ma liscia ripetutamente l'uscita e si fa 11 volte il Raccordo Anulare prima di essere fermato dalla stradale per eccesso di velocità. Nonda si perde nelle campagne dell'agro pontino e sono ancora in corso le ricerche della forestale.
Taddei invece si scopre che non ha mai lasciato la capitale per le ferie poichè l'immigrazione si rifiuta di credere che sia un giocatore di calcio, oltretutto non hanno trovato neanche una velina nelle sue valigie, Panucci arriva sull'ultimo modello di astronave che ha come clacson la sequenza sonora di "Incontri ravvicinati del terzo tipo" che ha sostituito "chi non salta Lippi è". 
Completano il bel gruppo una spruzzata di ottimi primavera sperando che abbiano lasciato la presunzione in giro per l'Italia.
E così la grande famiglia si è finalmente riunita in attesa dei reduci delle fatiche Mondiali, buon lavoro magica Roma!
Il Banale


TRAVASO DI CILE
Premesso che il giorno che l’AS Roma ratificherà un acquisto, che non sia Cesar Gomez, in un tempo inferiore ai tre mesi e che possibilmente non necessiti l’intervento dell’ arbitrariato FIFA, il Gran Consiglio di ORK e delle Winx, gli pterodattili saranno eletti al Senato, habemus playmakerus.
La trattativa, ormai conclusa, si era arenata poiché per nulla al mondo, conoscendo lo spogliatoio dell’Inter, un giocatore si perderebbe una festa in una delle isole spagnole famose per il fantasmagorico divertimento. Purtroppo proprio in quel frangente è nato l’equivoco, quando, cioè, un festante Mancini in mutande intento in una lambada con Carmen  Arazzatoros, ciucco come un tedesco al campionato mondiale di rutti, sembra abbia promesso, tra l’ilarità generale, il posto fisso in squadra a Pizarro, da qui la rinuncia del cileno alle lusinghe giallorosse.
Smaltita la sbornia, tutto è tornato come nelle premesse, e Pradè ha potuto finalmente liberare i familiari del giocatore che teneva ormai in ostaggio da un paio di mesi.
Una folla entusiasta a Fiumicino ha aspettato con ansia  l’arrivo del volo da Maiorca con a bordo la nuova stella giallorossa, solo i maligni hanno sostenuto che si trattava di inferociti tifosi in attesa  dei bagagli dall’ultimo Arsenal-Roma.
Appena sbarcato, le prime dichiarazioni del centrocampista sono state “ finalmente nella squadra di cui sono tifosissimo da quando Adriano Panatta lanciò in tribuna i pedalini della Roma dopo la vittoria a Santiago della Coppa Davis, non potrò dimenticare il loro inebriante odore” e poi di corsa fino a Rieti con l’autista in macchina che cercava di raggiungerlo, dove lo attendeva il resto della comitiva romanista…. pe menaje!
Arrivato in tribuna l’ovazione, detta anche sospiro di sollievo, è stata unanime e il cileno dopo aver ringraziato, si è appisolato una mezz’oretta.
Al risveglio il suo primo commento è stato “ interessantes questo schemas di tirare menos possibiles in portas, mi troverò a mio agios. Tranquillos, venceremos la superpoppa” aggiunse, sfilando dalla tasca un reggiseno 7 misura  residuo del festino della notte precedente.
Rosella, un po’ invidiosa, lo ha richiamato subito all’ordine ricordandogli che qui non siamo all’Inter, ma Pizarro se ne era accorto poiché non c’erano tracce di whiskey nel Gatorade che gli hanno offerto in tribuna.
E così, come in ogni favola che si rispetti, c’è stato il lieto fine, o meglio  attendiamo che il principe Spalletti tramuti il rospo, panchinaro nella Milano del mancio cantastorie, in splendida principessa del nostro centrocampo, nel frattempo le relazioni diplomatiche con il paese sudamericano che si erano incrinate per via di Salas e Jimenez, sono riprese a gonfie vele.
Nel ringraziare la dirigenza, un affettuoso pensiero lo rivolgiamo a tutti coloro che hanno investito cospicue somme per consultare l’oracolo di Delfi per scoprire se mai qualche campione avrebbe preso la via di Trigoria.
Il Banale 



ATTACCATI ALLA MAGLIA

Ricordo molto bene l’intervista nella quale il magazziniere di Trigoria  mi rivelò quando, intento a sistemare un’oscura stanza seminascosta del complesso sportivo giallorosso, trovò il manuale impolverato di alchimia pura. Da allora non se ne seppe più nulla ma rumors vogliono che il librone sia conservato nella casa delle bambole di Rosella e consultato solo nelle occasioni speciali.
Tale è stata considerata la riunione con lo sponsor tecnico per la scelta delle maglie per la stagione 2006-2007.
Consultati i principali esperti nel campo , il luogo prescelto, Stonehenge (Salsbury), ha visto radunarsi i druidi provenienti da tutti i continenti, oltre che lo staff dirigenziale romanista e della Diadora al completo.
Dopo una breve introduzione nella quale Rosella e il druido Panoramix hanno illustrato lo scopo della riunione, è stato aperto il tomo contenente tutti i segreti alchemici  alla pagina “Procedure contro il malocchio e metodologie per il disinnesco dei gufi”.
Al centro, nel frattempo, era stato approntato un enorme calderone con ai lati due vestali in abiti succinti convocate per  svolgere le mansioni delle odierne veline, nell’aria fluttuava la celestiale musica composta  da un gruppo di flauti e arpe, mixata dal dj Matteo.
Nel momento esatto dell’allineamento dei pianeti, evento che non si verificava dal 1345, a turno i druidi hanno gettato nell’enorme paiolo ribollente  il prezioso amuleto proveniente dalla loro zona di controllo: dal Nord America Zapateronix ha rovesciato un concentratissimo estratto di peyote indispensabile nella cerimonia per favorire la sterilità dei corvi distruttori dei raccolti, dal Sud America Sepulvedix ha portato le interiora del pappagallo simbolo della Dea dell’opulenza cara alla tribù amazzonica dei Yanohama, dall’Africa Batacchiolix ha offerto le corna dello gnù calvo segno di prosperità e antisfiga, dall’Oceania Boomerangonix ha donato l’inchiostro usato per i tatuaggi aborigeni necessari per evitare di essere uccisi da morsi e punture dei vari animali presenti in loco, dall’Asia Polloallemandorlix si è presentato con una dose troppo abbondante dell’estratto di una pianta di liquirizia purissima che cresce solo in Tibet ed è usata dai monaci della stirpe Ho-Fantozzimin per essere protetti dagli invasori e dal malocchio. 
Una volta amalgamati tutti gli ingredienti, Peppiniellonix druido già noto ai tempi del Regno delle due Sicilie, ha tagliuzzato un corno rosso delle dimensioni del Taj Mahal, a quel punto, dopo la provvidenziale scossa della più disinibita tra le due ancelle (che gossip vogliono siano l’amante del conduttore Panoramix), Rosella ha effettuato il rito dell’immersione della maglia della Champions League ululando la formula di rito stampata in caratteri runici sul leggendario volume.....purtroppo l’abbondante dose della radice di liquirizia ha assunto un decisivo ruolo riguardo al colore dell’indumento, ma a quel punto, giusto per non vanificare l’effetto benevolo che il rito ha prodotto sul talismano, non è stato possibile apportare varianti cromatiche.
Funzionerà? Chi può dirlo, nella gara di inaugurazione qualcosa è successo, non sappiamo se sia merito della maglia o della goffaggine del cantante Rasta che guidava l’attacco Ucraino, sicuramente condividiamo in toto l’abile operazione di marketing dell’A.D. giallorossa che per non rischiare contaminazioni ha disposto che nella maniera più assoluta debbono essere prese in considerazione proposte di sponsorizzazione.
Sembra però che ci sia stato nella prima giornata della manifestazione europea un pericoloso effetto collaterale, l’intensissimo fluido generato dalle maglie ha creato un campo magnetico tale da produrre un enorme boato..... o erano i gufi in caduta libera dal trespolo?
Il Banale
 



FESTIVALTAR  2006

Giuro che l’ho visto. Quale rappresentante di una nota marca di detersivi mi trovavo alla  convention “Mastrolinda e il brigadiere” quando, colto da improvvisa colica a causa dei tramezzini al dixan, sono dovuto correre in bagno, e lì, in tutto il suo splendore, con il mocio sulla testa a simulazione di un caschetto biondo che fu, c’era lui, Claudio, davanti allo specchio, che intonava “nessuno mi può giudicare, nemmeno tu....la verità mi fa male, lo so”.
Ma si dice non sia l’unico colto da questo improvviso raptus canoro , infatti Luciano è stato visto acquistare il karaoke da tarocco toys  e oramai passa le notti allenandosi con la hit “non si può morire dentro”.
Quando una cosa inizia ad andare di moda, i vips   non si lasciano sfuggire l’occasione per far bella mostra di se, pertanto c’è la corsa sfrenata a scegliere il motivetto giusto per ben figurare davanti ai giudici.
Carraro va sul classico, “se telefonando”, ritiene sia la canzone giusta per il suo timbro vocale, male che va viene assolto, dov’è la novità?
A via Turati sono un paio di giorni che si sente cantare “Io non ti conosco, non so chi sei....”, peccato che alla fine riecheggia nell’aria il rumore di cocci, Adriano e Leonardo non hanno ancora smesso di tirarsi i piatti.
I fratelli Andrea (voce bianca) e Diego (sax) decidono di presentare “Firenze, canzone triste”,  sax and the city.
L’arbitro Massimo, sorcino della prima ora, rende omaggio a Renato Zero con “mi vendo”, forse si cala troppo nell’interpretazione, ma, della serie tutto quanto fa spettacolo, il controcanto lo affida a un ex cubista con l’hobby della giurisprudenza in cerca di un po’ di notorietà.
Un altro uomo in nero, Gianluca, sceglie parole e musica del Biagio Antonacci di “liberatemi”, dal sapore vagamente autobiografico, molti lo danno per favorito  ma probabilmente sono le solite voci prive di fondamento che girano alla vigilia di tutti i grandi eventi musicali, ha anche un’altra canzone in concorso “e apri quella porta”, di un Baglioni d’annata (73), ma avendola affidata a una figura di secondo piano, tal Pietrohofattofintadiniente, difficile che superi la prima serata.
Innocenzo si cimenta con il “barbiere di Siviglia” con scarsissimi risultati, ma quando è troppo, è troppo; la giuria gli cambia la canzone, ripiega su “lo shampoo” di Gaber.
Italo, con “generale”, riscuote solo una pesante ammenda per offese alla pubblica decenza, deluso, ripensa ai bei tempi in cui usava due pesi e due misure. 
Paolo e Pierluigi hanno deciso di rendere omaggio a un Bennato d’autore con “il gatto e la volpe”   tratto da “burattino senza fili”….un LP che è stato la colonna sonora della loro carriera di designatori, un buon duo se non avessero montato un casino al momento di sorteggiare l’ordine delle canzoni in gara, hanno preteso le palline truccate.
La  delegazione dei tifosi giallorossi, invece, non ha dubbi su cosa cantare, una nota hit di Marco Masini, che indica un moto a luogo. 
Il patrono della manifestazione sarà San  Dulli, mentre per lo sponsor è lotta dura tra i principali gestori di telefonia mobile.
A parere degli esperti quella di quest’anno sarà la manifestazione più combattuta e incerta, i concorrenti daranno il meglio di se facendo sfoggio di una teatralità e recitazione senza eguali, in sottofondo il refrain di un vecchio successo “la terra dei cachi”.
Il banale.



GENERAZIONE  2000

Adorerò questi ragazzi, già lo so.
A sei anni si trovano a scegliere la squadra del cuore, e guardandosi intorno, non troveranno la Juve.
Forse calcisticamente saranno meno vincenti, sicuramente saranno più simpatici.
Essendo in B, la Juventus  per loro  non sarà una rivincita sociale e forse i 20 milioni di frustrati che hanno cercato la rivalsa nel calcio, saranno un domani un pochino di meno.
Forse fallirà il giornale antisportivo per eccellenza, Tuttosporc.
Loro non avranno i problemi dei miei coetanei, quando gli ultimi dei tornei di Subbuteo sbandieravano con ghigno satanico  la fede bianconera  a rivalsa  dell’umiliazione subita....non saranno costretti a sorbirsi queste merendine con le gambe che si presentavano al campetto vestiti con il completino di Causio perfettamente stirato quando bene che andava gli altri giocavano con la fruit of the boom, imitazione della più nota t-shirt di marca, colorata con i carioca....non vedranno sparire il pallone  quando all’ennesimo tiro a banana un unanime pernacchione sommergeva il Beppe Furino di turno che piangendo se ne tornava a casa, ahhhhhhhhhhh.
Non saranno costretti a condividere l’adolescenza con questi piranha dal sorriso facile che all’ennesimo episodio arbitrale ti tacceranno di vittimismo dilagante aspostrofandoti con la erre moscia e l’orologio sul polsino del grembiule che i torti e i favori alla fine dell’anno si compensano, no non succederà perchè i loro coetanei saranno impegnati a giocare con Albinoleffe e Arezzo.
D’altrocanto, è anche vero che si sono persi alcuni momenti indimenticabili che appartengono  al calcio ludico che tanto ci piace come il cane lupo che azzanna Brio, fammi segnare, il goal di Magath, la rimonta granata in sette minuti da 0-2 a 3-2, Vialli che si rompe il piede mentre calcia un rigore all’olimpico, l’assist di testa di un guardalinee ma in verità quisquilie in confronto alle ulcere provocate. 
Come ci piacerebbe dire a moggi: vieni avanti, Crotone!
Beati loro che possono scegliere liberi,  dove li porta il cuore, perchè di squadre noiosamente vincenti non c’è più l’ombra.
Certo potranno propendere per  l’Inter, e neanche immaginano quello che li aspetta, ma un pochino di thriller è giusto lasciarglielo, o per la Lazio, ma ritengo che il concetto di masochismo sia sconosciuto a questa età e saranno gli stessi padri a fermarli in tempo, o ancora il mediatico e paillettato Milan ma il pensare a Galliani potrebbe provocar loro  incubi che inciderebbero negativamente sulla crescita.
Tutto il resto va bene.



Chi vince, senza barare, ha sempre ragione, chapeau!

Pertanto rendo onore e gloria ad una Nazionale da cui non mi sento rappresentato, nonostante i tre bistrattati romanisti, e scendo volentieri dal carro dei vincitori che si sta sempre più riempiendo di leghisti, collusi, intercettati, politici e fancazzisti vari.

Sono sincero, ho provato a cercare qualche emozione in fondo al mio cuore ma i sentimenti, si sa, sono qualcosa di drammaticamente spontaneo e non ne hanno voluto sapere di fare capolino.

Vedendo tutta questa gente festeggiare mi sono chiesto se in me c’era qualcosa che non andava, o piuttosto la voglia di strombazzare nasceva dalla necessità di sentirsi vivi, protagonisti, a contatto con gli altri nella solitudine del quotidiano, o non fosse addirittura l’estremo grido disperato della moltitudine che urla il bisogno di credere in uno sport che, se pulito, non premia sempre i più forti e ricchi  (noi non lo eravamo).

Non sento “mia” questa Nazionale dal punto di vista tattico poichè abbiamo sconfessato da subito quel modulo che ci ha portato al Mondiale raccogliendo consensi, per passare ad uno schema utilitaristico che ha mortificato Totti, costantemente in balìa delle “gabbie” avversarie ed agnello sacrificale  dell’italico insulto con i restanti giocatori abili a godere della maggiore libertà di azione, finalizzando, numeri alla mano, il doppio delle volte con il Capitano in campo ed andando a rete unicamente con lui schierato, ma si sa, “la fortuna aiuta gli audaci”… e l’epilogo ci ha premiati nonostante una penosa finale.

Gli azzurri non mi appartengono neanche dal punto di vista della sportività poiché “il fine giustifica i mezzi” è un concetto che mai ha trovato terreno fertile sulle pagine di questo giornale, pertanto oltre a condannare l’ingiustificabile raptus di De Rossi, trovo altrettanto grave, durante la finale, la volontaria spallata di Cannavaro su Henry, l’entrata kamikaze di Zambrotta e soprattutto l’insulto di Materazzi  (ricordiamoci i casi Abejon – Tedesco e Colonnese – Totti), che ha causato la deprecabile reazione di Zidane, difeso in patria come mai avviene a casa nostra, ma noi emettiamo giudizi e prendiamo posizione in relazione alle persone con cui abbiamo a che fare, tant’è che per riabilitare Francesco dallo sputo europeo abbiamo dovuto aspettare che una simile reazione l’avesse un beniamino di pennivendoli appartenente ad una squadra mediaticamente importante.

Infine, lo ammetto, questo Mondiale mi ha indignato dal punto di vista politico, a conferma che nulla purtroppo è cambiato e mai cambierà, a partire dalla gestione dei biglietti, finiti ai tifosi solo a cifre esorbitanti, altrimenti spartiti tra gli amici degli amici di federazione e sponsors, per passare alla vergognosa assunzione tout court del figlio di Lady Intercettata, amica e depositaria dei segreti del mondo arbitrale, finendo con l’esternazione del Ministro della Giustizia, non un ottuso tifoso qualsiasi, che cavalcando l’onda del consenso ha chiesto l’amnistia per quegli squallidi personaggi che hanno distrutto i sogni della gente comune, tessendo una rete di malaffare che toccava tutti i gangli del sistema… Sì, proprio quel politico che il giorno prima che uscissero le intercettazioni che lo chiamavano in causa assieme al figlio, ne aveva chiesto l’invalidamento.

E’ per tutto questo che alla mia Nazionale che si è da poco radunata a Castelrotto auguro buon lavoro, e a quelli che mi gridano “Siamo Campioni del Mondo!!!” replico col passato remoto del verbo “masticare”: masticazzi!!!


LA TEORIA DEL GATTO NERO

Eppure Rosella ci contava, tutto il futuro della Roma ruotava intorno alla cessione di Emerson all’Inter. Solo così, infatti, potevano essere azzerate le chances tricolori della squadra nerazzurra che per non correre rischi inutili ha allestito una rosa di tremilacinquecentoundici giocatori (anche se dalle interviste traspare che manca sempre qualcosa sulla fascia, sigh!).
Non desta preoccupazione, secondo l’A.D. giallorosso, il diavolo rossonero anche nel caso in cui decidesse di perfezionare l’acquisto di Cudicini (Fabio) per sistemare l’ottuagenaria difesa, poichè quest’anno sulle passerelle del pret-a- porter il rosso e il nero non vanno di moda.
Ecco spiegato, quindi, l’immobilismo in chiave mercato, non potendo competere ad armi pari con l’Inter, perchè mai investire i pochi soldi a disposizione in giocatori utili al mister,  per regalare qualche briciolo di entusiasmo ai tifosi?
Ma torniamo alla causa dei nostri mali, perchè mai Emerson Do Grattamientos è andato al Real Madrid? Hanno proprio bisogno di qualche scandalo anche in Spagna?
Ricordiamo la sfolgorante carriera dell’unico multimiliardario depresso.
Due volte secondo in Germania con il Bayer Leverkusen dove ancora si chiedono come sia stato possibile dilapidare, entrambe le volte, un vantaggio siderale, si trasferisce a Roma  quando, intento a cogliere le margherite, si infortuna,  il che consente alla magica di accumulare un vantaggio tale in classifica che il suo rientro non risulta decisivo ma procura solo un forte spavento in chiave vittoria finale.
L’anno successivo rientra a tempo pieno e, nonostante la squadra più forte di sempre, non si va oltre il secondo posto. Si dice, ma è solo un pettegolezzo, che sul prato di Trigoria, al suo arrivo per gli allenamenti, fanno la comparsa tre splendidi corvi neri.
Per distrarsi si reca come ospite d’onore ai box Ferrari prima del GP di Monaco, risulterà quella l’unica gara di quell’anno nella quale le rosse di Maranello non giungono al traguardo. La moglie, nel frattempo, stanca dei continui e inspiegabili incidenti domestici, dopo un tentativo senza successo con i ghostbusters, opta per la propria incolumità e si trasferisce a casa di Gastone Paperone.
Siamo nel 2002, anno dei Mondiali nippocoreani e il giorno antecedente l’esordio della squadra verdeoro, Emerson, improvvisatosi portiere in una sgambatura senza pretese, si lussa la spalla ed è costretto ad abbandonare la manifestazione, ciò permetterà al Brasile di laurearsi pentacampeao (l’occasione per rifarsi gli si  presenterà a Germania 2006 ma, neanche a dirlo, il dream team  risulterà stranamente impacciato, come vittima di un oscuro maleficio).
Dopo un mediocre campionato nella capitale, si trasferisce a Torino accompagnato da ogni sorta di maledizione aggiuntiva. Qui vince per ben due volte il campionato con la squadra più blasonata d’Italia, ma, grazie al suo fluido, accade qualcosa che in molti avevano sempre sperato e che mai si era verificato, vengono cioè alla luce una parte delle numerose marachelle della dirigenza bianconera e quindi gli scudetti vengono revocati e la Juventus viene retrocessa. Grazie Puma.
Viene ceduto al Real dove dall’entusiasmo Gravesen e Robinho si pestano come zampogne,Van Nistelrooy e Beckam vengono esclusi dalle rispettive nazionali, cinque giocatori si separano dalle loro compagne e al Presidente Calderon viene la gotta.
Il mister madridista, per non rischiare, si è trasferito in una villa a forma di ferro di cavallo e da Bruscolotti si è fatto mandare  un corno rosso grande come il pan di zucchero.
Viste le voci che girano il procuratore del giocatore ha dato vita a un’attività complementare: volete mettere fuorigioco il vostro rivale in amore? Desiderate che l’invidiato giardino del vicino si secchi? Non sopportate più il Capo ufficio?
Scrivete a: Emerson Do Grattamientos, calle do jogador depressos n°1717 –Madrid.
Il Banale
p.s. mentre scrivevo il pezzo, il pc si è rotto....me la sono cercata.



COME ERAVAMO 

Siamo noi, siamo noi….. e sì perché io ancora festeggio, sono uno di quelli che ancora gode, uno di quelli a cui uno scudetto ogni venti anni  sta bene, non ho grosse pretese, essere della Roma mi basta.
Mi sembra di sentirli: tutti uguali voi, v’accontentate, non sarete mai grandi , avete la mentalità da provinciale…embè? A parte che io vinco anche quando vedo il Delle Alpi deserto, la Lazio in B, le facce di Moggi e Galliani, ma ogni specie ha le sue caratteristiche e quelle della gente sangueoro  sono forgiate da Tantalo, colui che vedeva la meta ma non riusciva mai a raggiungerla. Arrivato ai fatidici anta,  non avendo la pretesa di Marina di raccontare le mie avventure amorose (e poi non credo esistano libri di due righe),  ecco che volgendo indietro il mio  sguardo da tifoso mi accorgo    di aver vissuto mille occasioni perse per un pelo e poche vittorie   sudate, vere, sentite, immensamente godute, tanto che tra l’una e l’altra non ho mai smesso di festeggiare.
E ancora oggi penso che per un tifoso della magica entrare nello stadio, guardarsi intorno, sostenere la squadra, sia di per sè una vittoria, questo ovviamente non deve però MAI costituire un alibi per società e  squadra ma uno sprone (anche se purtroppo in molti se ne sono approfittati).
Pertanto voglio lanciare un grazie ragazzi lungo un lustro, sicuro che ciascuno di noi ripercorrerà mentalmente quella stagione legandola a mille ricordi (un nuovo amore, una trasferta, un successo scolastico/professionale una canzone, un’amicizia, un sogno) e ….ve li ricordate?
Aldair (15 presenze): è tornato a fare il cane di Topolino, mitico! 
Antonioli (26): dopo lo  scudetto ha intrapreso la carriera di portiere di calcio, serio.
Batistuta (28, 20 goals): ha aperto una scuola di Tango delle dimensioni della pampa, amerà ancora Irina? professionale.
Cafù (31, 1):come nelle sue previsioni, ha ridotto la famiglia all’indigenza e per sbarcare il lunario spaccia gomme americane, tenero.
Candela (33, 3): non ci credeva neanche Lui, il francese di Testaccio e dopo la vittoria si è preso una sbornia smaltita l’altro ieri, grandioso.
Del Vecchio (31, 3):   è diventato il testimonial degli onanisti da derby, super. 
Emerson (13,3): è il più pagato portajella universale, il suo volto è sempre presente nelle macumbe e il suo nome non deve essere mai pronunciato durante il rito della fertilità, sgraaat.
Montella (28, 13): che mondo sarebbe senza…viene usato come modello dagli ortopedici di mezzo mondo, celestiale.
Nakata (15, 2): in una città in festa, pochi intimi hanno giurato di averlo visto addirittura sorridere, origami.
Samuel (31,1) : continua a collezionare caviglie e menischi, ma non è come a Roma, granitico.
Tommasi (34,3): nell’ultimo conclave solo Ratzinger ha avuto più voti, candido.
Totti (30, 13): scrive libri, ha un marchio di abbigliamento, fa beneficenza, a tempo perso è il più forte giocatore del mondo, immenso.
Zago (28): alleva Lama, ha un pub ove annualmente si svolge il torneo di sputaglio, bersaglio la foto di Simeone, statuario.
Zanetti (27): recita nel malato immaginario di Molière detenendo il record di repliche, misterioso.
Zebina (22): terminati i due anni di lavori socialmente utili all’AMA, tornerà al calcio giocato, ingrato.
Assunçao (12, 2): scritturato nel ruolo di bradipo nel cartone Disney era glaciale, flemmatico.
Di Francesco (5): stanco del ruolo di chirichetto  nell’oratorio di san Damiano, ha aperto una scuola di lap dance per novizie, diplomatico.
Balbo (2): Abel, gradito ritorno dopo il litigio con Cain, esperto.
Guigou ( 15): ha ripreso gli studi dopo i consigli di Capello, gommoso.
Mangone (11): ha una compagnia aerea adibita al trasporto di fumetti giapponesi, la Mang-one, efficiente.
Rinaldi (9): grazie alla sorella Nadia fa la comparsa al cinema e in qualche fotoromanzo, utile.
Lupatelli (8): serial-killer, il mattino ha l’oro in bocca, inquietante.
E poi: il favoloso mondo di Amelia, San  D’Agostino,  auguri di Buonanni, verde bianco e De Rossi.
Siamo noi, siamo noi…..forza, mancano solo quindici anni.
Il Banale 


CASSANO E I CASSONETTI

Vincere a casa dei francesi è piacevole, farlo con sette goals del talento barese dà ancora più soddisfazione, è dai tempi di Asterix che anelavamo questa vendetta.
E così, dopo le cinque roboanti reti con la Lituania che gli sono valse gli appellativi di ras di Zanzibari vecchia e di zar della tavolata delle Puglie, il funambolico  giocatore è entrato a pieno diritto nella Hall of Fame( molta Fame, visto il fisico) Italiana.
Giustamente commentatori e commentamucche, solitamente parchi di lodi e attenti ad ogni movimento con o senza palla e ad atteggiamenti con o senza palle, gli hanno consegnato le chiavi del circo azzurro, felici di scaricare quel mal sopportato capitano romanista che aveva il torto di giocare di prima, di  portarsi via, anche da fermo, due avversari, di rendere liberi di giocare gli altri componenti  della squadra, di  attirarsi gli strali della critica.
Siamo felici che sono bastate due strabilianti partite per liberarsi del fardello romanista, per carità nulla contro il boro di bari che ha tutta la nostra simpatia per l’abilità con cui esegue il numero della foca monaca, della piroetta con casquet e del carpiato con abbocco, siamo stati anche noi estimatori e spettatori delle sue splendide giocate fini a se stesse e tese alla gloria personale,  efficaci per passare il tempo almeno quanto lo spettacolo delle ragazze pon-pon, ma timidamente, conti alla mano, crediamo che le prestazioni in azzurro di Francesco, tra giocate stratosferiche, assist, goal e la caviglia di Leeds siano qualcosa da liquidare con poca superficialità anche da quei fantastici addetti ai lavori prolissi solo quando si tratta di celebrare opache prestazioni & sputacchi.
È anche vero che Totti è solo Campione del Mondo, vice Campione Europeo e Campione Europeo U.21 mentre il talento barese miete consensi e successi dai tempi dei mondiali in culla, degli europei degli asili nido e dall’acne league (l’equivalente giovanile della champions league).
Quello che risulta strano è come la critica che ha sempre coccolato e difeso il capitano giallorosso in ogni circostanza giustificandolo ed esaltandolo oltre i reali meriti, non come il vessato e perseguitato Del Piero tenutosi a galla solo grazie alle fantasmagoriche prestazioni in campo (pubblicitario),  gli abbia improvvisamente voltato le spalle, persino i telecronisti, quei due strani tizi troppo simili ai vecchietti del muppet show, Civola e Mazzoli, uomini di punta del new deal in cui tutto il mondo è previsto colorato di nerazzurro, sempre attenti ai movimenti senza palla, alle diagonali, agli inserimenti, siano crollati davanti alle 12 reti di Cassano in questi due incontri liquidando in fretta e furia il passato.
E che dire di questa futile e irrilevante polemica riguardo la maglia numero dieci, è giusto cercare frettolosamente un acquirente, e onestamente spettava di diritto a chi ha trascorso l’estate a smaltire i quintali in eccesso piuttosto che avere un briciolo di sensibilità nei confronti di chi ha accelerato i tempi di recupero per vincere un mondiale da protagonista  silenzioso,  ripagato ovviamente da lodi sperticate inneggianti all’abnegazione, al sacrificio, all’umiltà.
Fino al decisivo incontro con le Far Oer, dove il barese sicuramente risulterà decisivo, seguiremo le sue vicende attraverso i peana dei suoi nuovi mentori, che da oggi chiameremo i cassonetti prendendo in prestito l’idea dal programma di Fiorello, mentre lui felice e decisivo scorrazzerà con la sua Ferrrrari lungo l’Autostrada Madrid-Bari.
Il Banale
 



GUIDA AI MONDIALI

Ci siamo, finalmente la più sospirata, odiata, disincantata, agognata, snobbata e discussa edizione dei campionati del mondo di calcio sta per avere inizio, ma siamo sicuri di essere a conoscenza delle caratteristiche delle squadre che vi parteciperanno o siamo stati troppo distratti  per colpa delle intercettazioni telefoniche?
Proviamo allora a ripassare i tratti salienti delle 32 squadre partecipanti.

Germania: i padroni di casa si affacciano alla manifestazione con numerosi dubbi, si dovrà giocare, per esempio, con gli scarpini o le pattine? Al centro della difesa è meglio schierare R.Huth, visto la birra che bevono o il mica tanto Nowotny  reduce da 37 infortuni? Ma soprattutto Klinsmann troverà un parrucchiere di suo gradimento o volerà a Los Angeles per la messa in piega prematch?

Costa Rica: approdati alla fase finale della manifestazione grazie alle pressioni dello sponsor Algida che vuol lanciare il Wanchope come gelato della manifestazione, sperano di ripetere l’exploit di Italia 90.

Polonia: accantonato Boniek poichè poco gradito a moggioski il neo leader polacco, poche le speranze di recuperare Deyna e Lato leggermente acciaccati, ricusata sdegnosamente la voce di forti appoggi “dall’alto”.

Ecuador: sono alla seconda partecipazione consecutiva alla manifestazione, tatticamente si schierano con un 5-2-2-1-1 dove il primo numero, ovviamente, si riferisce ai portieri. Prima di ogni gara si caricano con le canzoni di Raffaella Carrà.

Inghilterra: difficile sapere se Rocco Siffredriksson troverà un pò di tempo per le gare tra un’inaugurazione di un bordello e un’altra, riuscirà poi  l’eterno giovanotto Mikey Rooney a recuperare in tempo per lo spettacolo della cerimonia di chiusura?

Paraguay: è tutto nelle mani del loro portiere, lo dice il nome stesso della squadra,  e di Salvador, dittatore dello Stato libero di Cabanas.

Trinidad & Tobago: solitamente giocano da soli e finisce sempre 1 a 1, hanno vinto la concorrenza di squadroni quali St. Kitts e Nevis, St. Vincent e Gren e Bahrein. Temibilissimi.

Svezia: depressi poichè non sanno con chi concordare il 2 a 2 , hanno portato in terra Tedesca solo 11 giocatori: unosson, duesson, treriksson, quattrosson.......meritano  rispetto fosse solo per i sogni giovanili di ciascuno di noi.

Argentina: Pekermann che ha conteso fino all’ultimo il ruolo di CT a Space Invaders, ha deciso di presentare una squadra in Mascherano, fuori Zanetti  per un qui pro quo, in visita alla Pinetina gli hanno presentato l’omonimo.

Costa d’Avorio: vengono chiamati gli Elefanti è non è difficile immaginare il perchè, sfortunati nel sorteggio avrebbero avuto bisogno delle palline truccate dei nostri designatori arbitrali. Fanno uso di Drogba. 

Serbia Montenegro: arrivano  in Germania molto Stankovic e sulle ali della polemica per la convocazione, poi ritirata, del figlio del Commissario Tecnico, non si capisce il motivo visto che al torneo dell’asilo è risultato il centravanti più prolifico.

Olanda: due sul diVan, Van Nistelrooy e Van der Vaart, è nei loro zoccoli la fortuna dei tulipani...e se i bambini non vanno a letto alle nove, siamo tutti autorizzati a chiamare Vennegoor of Hasselink.

Messico: e nuvole, arriva alla manifestazione in maniera ambiziosa reduce da buoni incontri  e qualche polemica per la convocazione del genero del selezionatore Lavolpe, El Gato. Tra le fila uno dei miei giocatori preferiti Borgetti, detto cafè.

Iran: stanno ancora lavorando per proporre in futuro un attacco atomico, giocano con il 4-3-2-1=0 punti. Si chiamano il Team Melli, e non depone a loro favore.

Angola: il loro inno, Angola tu (ma non dovevamo vederci più) fa temere per il futuro. E’ una squadra che si ...sente anche nel naso. Punto di forza Lebo Lebo, e ho detto tutto.

Portogallo: porta chi te pare. Con la moglie di Figo, che fa rima con Postiga,  in campo sarebbe un altro paio di Maniche. Presentano una buona squadra, la stella Cristiano, fratello del puntero verdeoro.

Italia: cerchiamo di abbassare i Toni. Contiamo sul trio  meravilla : Perrdidì, Danielvavà e Francelè e speriamo bene, sempre che riusciamo ad arrivare alla prima partita in 11. Aboliti i telefonini, si comunica con la madrepatria attraverso segnali di fumo.

Ghana: chi zz so questi? Mensah in corpore sano, sicuramente correranno tanto che per fermarli bisognerà sparaje. Meglio se si danno al Pimpong. Notevole il centrocampo.

Stati Uniti: non dividetevi, se no chiamo la maestra. A parte totò Reyna, una squadra che ama coprire gli spazi aperti. Possono essere Happy Days se non si montano la testa.

Repubblica Ceca: non dovrebbe costituire un problema a meno di un pallone braille. I tuffi di Pavel, noto Baros,  costituiscono un serio pericolo. In attacco possono puntare sul nano più alto del mondo, Koller.

Brasile: è la squadra materasso, anche per via dello schema 1-0-0-10 che ricorda molto da vicino la bi-zona di Oronzo Canà. Difficile trovare punti deboli, più facile trovare punti neri, sostiene Perreira. Per farlo sentire a casa, sembra, ma è solo un pettegolezzo, che Kakà si travesta da Veron e simuli il finale di Rocky (e della partita con il Villarreal) gridando Adrianaaaaa, Adrianaaaaaaa il tutto fra l’ilarità generale.

Croazia: sono reduci dal mondiale di scacchi di Torino, sicuramente hanno la maglia più brutta tra tutte le squadre di calcio da qui a Saturno. Fanno affidamento su Dado, se esce sei avanzano fino alla casella degli imprevisti e non si sa mai.

Australia: ma che se zompano? La quasi totalità della squadra milita nel campionato Inglese ad esclusione, tra l’altro, del  Bresciano Mark e di Culina, il portafortuna della squadra. Colpo proibito: il tiro a boomerang.

Giappone: a parte Holly e Benje poco si sa del team del sol levante, certo è che i campi in Germania non sono lunghi 12 chilometri e soprattutto non scollinano a metà campo. Sembra che se non passeranno il primo turno faranno harakiri con i wurstel bavaresi.

Francia: Domenech maledetta domenech, dopo gli sfarzi del passato rappresentano un’incognita. I tifosi sognano di vendicare l’invasione nazista della seconda guerra mondiale, otturando tutti i bagni di Stoccarda. Zizou, Titì , Tatou e la malafemmina le incognite.

Svizzera: il loro capitano, Milka, è infortunato e pure Zurbriggen è in forte dubbio. Se non passeranno almeno il primo turno aumenteranno del 23% le tasse sui conti bancari degli stranieri, per questo si teme avranno i favori delle giacchette nere. Il Perù ha  Sendero Luminoso, gli Elvetici Senderos-Lustrinelli, stiamo lì.

Corea del Sud: di difficile disciplina tattica poichè quando il tecnico urla” Kim, vai a coprire la fascia” si spostano in 16. La capitale Seol è anche l’attaccante più pericoloso.

Togo: usano lo schema 5-5 detto a blocchi, Otto (lo chiamavano papà) Pfister, il CT, ha tratto l’ispirazione dalla disposizione presente nella omonima scatola di biscotti. Sconfitti nell’ultima amichevole contro i Bucaneve.

Spagna: olè. Ai Mondiali hanno sempre fallito, ma con quel gran pezzo dell’Abelda nulla è lasciato al Casillas. In caso di fallimento, un mese in vacanza con l’Infanta.

Ucraina: è una squadra con due palloni d’oro così,  Sheva che giostra  agli ordini di una vecchia conoscenza del calcio Mondiale, quell’Oleg Blokhin già primo ballerino al Bolscioi. Destano curiosità le tifose al seguito. Con tre carrarmatini si puo’ attaccare la Kamchatka.

Tunisia: sono alla quarta partecipazione mondiale, sperano di non finire nel Lemerre. Applicano uno strano 1-1-1-1-1-1-1-1-1-1-1 e se unisci tutti i puntini vinci una vacanza a Djerba.

Arabia Saudita: giocano appesantiti a causa degli scarpini in oro massiccio, sperano di bissare l’impresa di USA 94 dove superarono il primo turno grazie a un overdose di pennette all’Arabia-ta. I soliti luoghi comuni vogliono che si facciano la doccia con il petrolio.

Con la speranza  di aver offerto un ripasso utile, auguro a tutti  un gran Mondiale.
Il Banale


VOLVER

Mi oppongo, Vostro Onore, cinque anni senza l’arrotino sono duri non solo per gli imitatori ma anche per i comuni mortali, l’astinenza dalle perle di saggezza e citazioni latine potrebbe far cadere nel tunnel della droga e dell’alcolismo anche i comici più navigati oltre che i tifosi più integerrimi. Noi  romanisti gridiamo NO all’interdizione quinquennale del didascalico e moralizzatore, colui che riesce in un discorso senza capo ne coda a inserire il “de bello gallico” e le istruzioni del wc net, NO a una giustizia sommaria nei confronti di un uomo che non sapeva quello che faceva, non sapeva quello che diceva ma soprattutto non sapeva quello che pensava.
D’altronde se ne sono accorti anche nell’aula bunker ( Max Bunker, visto che sono presenti personaggi che sembrano usciti dal fumetto Alan Ford) dell’ Olimpico ove è sotto processo la Tim Tribù, parli a zero  centesimi e un rigore a partita per tutta la stagione, tanto che dopo aver dato la parola al sor Claudio hanno sospeso l’udienza per quattro giorni per rientrare, freschi e riposati,  nel momento  finale della requisitoria.
Appassionato di cinema, il massimo esponente della squadra laziale si è rifatto ad alcuni classici  del grande schermo per suffragare la sua  tesi difensiva, prima citando Psyco  affermando che in realtà è stato il suo subconscio a far emergere la  personalità negativa  che è in lui per  troppo tempo repressa dall’ alter ego  adamantino che gli ha permesso di primeggiare nel campo del rifacimento letti, lotta allo sporco  e risciacquo d’autore, e  poi, prendendo spunto dal regista Spagnolo Almodovar il quale nel suo ultimo film tratta il tema del ritorno , cercando, con le sue continue contraddizioni e negazioni di quanto risulta dalle intercettazioni registrate, di far tornare  la sua squadra  nell’ alveo che le compete per tradizione : la serie B.
Facendo un passo indietro, rivisitiamo le prime fasi dell’interrogatorio.
L: “buongiornorum, dura lex sed lex, in vino veritas”.
Corte:”iniziamo bene….lasci stare la lingua dei padri, cortesemente ci dica qualcosa di concreto”.
L:”a parte che mio padre parlava frascatano, non iniziamo, ho il diritto, io che parlo ben cinque lingue sconosciute e sono laureato in teoria della polvere con master in faccende domestiche, a potermi difendere in latino, catium!”
C:” come vuole, non perdiamo altro tempo, ci spieghi allora le sue continue telefonate ai vertici federali prima di partite decisive”.
L:” cave canem! Mala tempora currunt! Storax Mastrolindorum dicendum  me, 
se te piji laziorum,
cum toto li bufforum,
lindi  region palazzo
per 25 annorum et un pezzo.
So che est uno strazio
Est pur sempre aaa lazio,
ma habemus molti amicum
Dentro la federationum
debiti tuam spalmerem
et con rigor te salverem.”
C:” quindi ammette che si sentiva dentro una botte di ferro ?”
L:” fiat lux! Intercettazio ad minchiam, complottorum!
C:”ci dica allora  come stanno le cose ancora una volta, come direbbe lei, repetita juvant”.
L:”siete in malafede, lo vedete, che c’entra la juve, io sono il presidente della Lazio”.
C:”è inutile, non c’è niente da fare, andiamo, lasciamolo parlare da solo”.
L: “brevium sunt….” Quattro giorni dopo       “….usque at finem,  giudicem sunt chiacchieratio e distintivatio et volunt fregarum latio”.
E noi, fiduciosi, aspettiamo il verdetto.
Il Banale 



                       NIENTE SPICCI, SIAMO INGLESI