"Era il 1968. Portammo in corteo Dante a piazza della Signoria. I fiorentini si domandarono "Ei che l'è rrivato 'l phapha?". Lui si isso' sul Biancone e arringo' tutti noi: "Salutiamo gli abitanti di questa meravigliosa città, culla della nostra lingua, che ha dato i natali al sommo poeta. E mo': rompemoje er culo!!!!!!". Fu il delirio".
Dante
                  con Totti, Petruzzi e Di Biagio nel 1996

Dai ricordi di un vecchio tifoso (grazie Sergio!)
- Dante, tutti zitti fino a che non arrivava lui, poi il mitico "daje Roma daje" e la curva si metteva all'opera;
- Sempre Dante, quando inveiva "Tacci tua e de chi nun te lo dice co' na mano arzata". E tutta la curva alzando la mano "Tacci tuaaaaa!", e Dante che da solo rispondeva "Saluta 'sto cazzo!" e tutti a ridere! (il tifo e' gioia ragazzi, non solo militanza, ricordatelo)


Dante Chirichini compare nella storia della Curva Sud il 20.11.1960, in occasione di Roma/Padova. A fine partita, ancora sconosciuto al pubblico giallorosso, entra in campo con una grande bandiera e fa il giro del campo. Il pubblico, da quel momento in poi, immediatamente lo elegge a beniamino. "....Entrava a un quarto d’ora dal fischio d’inizio dal boccaporto centrale: un maglione bordeaux, campanaccio al collo, la pancia cresciuta a misura dell’uomo nella sua importanza. Nella vita era uno spazzino, ma nel recinto magico dello stadio era un “numero uno”. La parte del pubblico della Curva, Lato Monte Mario, scandiva il suo nome e lo acclamava. Tutto lo stadio intuiva che il capo carismatico della tifoseria romanista era entrato. Dante rispondeva al saluto, agitava il cappello, stringeva mani, carezzava teste di “lupacchiotti” e saliva sul muretto nel suo posto riservato. Poi lanciava il grido di battaglia: “Daje Roma daje”. Partivano i canti della Curva. Ad un certo punto la folla chiedeva il discorso ... Piazzato in piedi sul muretto, zittiva con ampie sbracciate la platea. Le mani si adagiavano sui fianchi, a sospingere l’epa. Poi le alzava al cielo, come un sacerdote che invoca l’ausilio divino. Il silenzio calava sulla curva. Si alzava la sua voce potente e tenorile: “Stammatina pioveva (boato della folla), ore c’è il sole (boato), c’è il sole per salutare la Roma (boato), che è grande e bella (boato) e che oggi vincerà (boato) Rrrroooma!!!” E in trasferta: “perché siamo ospiti in questa bella città (e via un elogio sperticato delle attrattive locali) epperò je romperemo er culo!” Quasi ogni partita nei momenti più drammatici “sveniva” portato a braccia verso i bagni dai suoi amici....
Dante
Dante
                  con il megafono
Roma/Bologna 1977/78
Altre foto qui

1969/70
Roma/Lazio 2-1

Roma/Lazio 1973/74

Roma/Lazio 1973/74
Dante in azione

Ricordo quando, ancora pischello, muovevo i primi passi nel Commando Ultrà Curva Sud e sentivo i ragazzi di allora (erano i primissimi anni '80) gridare "Dante è qua con il Commando Ultrà".... e mi chiedevo chi fosse quel signore e quale la sua storia  e perché quei ragazzi lo amassero tanto....
Totti porta i fiori sul
                  Vespone di Dante, dopo la sua morte, stagione 2000/01

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