XXI Giornata
PERUGIA - ROMA 2-2
Perugia, Stadio Curi
domenica 13 febbraio 2000
Ore: 15.00


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Tabellino partita:
PERUGIA (3-4-1-2): Mazzantini, Ripa (1' st Rivalta), Calori, Materazzi, Esposito (1' st Ba), Bisoli, Olive, Milanese (14' st Cappioli), Alenitchev, Rapajc, Melli.

In Panchina: Sterchele, Sogliano, Tedesco, Tapia.

Allenatore: Mazzone.

ROMA (3-4-1-2): Antonioli, Zago, Aldair, Mangone, Cafu, Nakata (14' st Tommasi), Di Francesco, Candela, Totti, Montella (35' st Poggi), Delvecchio.
In Panchina: Lupatelli, Rinaldi, Gurenko, Blasi, Tomic.
Allenatore: Capello.

Arbitro: Borriello di Mantova.
RETI: 22'pt Nakata, 40'pt Montella (R), 12'st e 37'st Olive
NOTE: Angoli: 5-5, Recupero: 4' e 3', Espulsi: 20' pt Totti (proteste); 35' st Capello (proteste), Ammoniti: Totti, Melli, Ripa, Olive, Delvecchio, Mangone, Rapajc Spettatori: 20.000.



La trasferta a Perugia inizia alle 9. Questa volta si va in pullmann, sapendo sin dall’inizio che i controlli saranno inutilmente oppressivi.
Nel chiedersi per quale ragione, su 12.000 tifosi, debbano essere controllati e scortati sin da Roma solo quelli che a Perugia ci vanno in pullmann, inizio il racconto.
Arrivati alle 9 e 45 al casello di Roma Nord veniamo trattenuti sul posto, insieme ad altri 9 pullmann, fino alle 11.30. Nel frattempo i poliziotti ti fanno scendere uno ad uno, ti controllano e poi guardano dentro il pullmann. Uno fà: “di chi è questa bandiera?” “E’ mia”. “Che bandiera è?” “metà gialla, metà rossa, ovviamente”.
 

h. 10.25

h. 10.25

h. 10.27

Dopo essere stati nuovamente perquisiti prima di risalire (forse pensavano che raccogliessimo qualche zolla di terreno), tra i soliti racconti e reminiscenze di sempre più antiche ed eroiche trasferte, arriviamo a Perugia alle 13.30.
 Quantevvero iddio al prossimo pullmann ci vestiamo tutti da prete, mettiamo l’immagine di Padre Pio e diciamo che andiamo ad Assisi.
 Comunque, pullmann nel parcheggio e ci avviamo verso lo stadio.
Si decide di entrare nella parte destra della curva, vicino alla Tribuna Tevere per intenderci, ma il settore è stato chiuso dalle “forze dell’ordine”. Dopo una sterile richiesta del tipo “apritece er cancello”, i poliziotti - a cui la situazione sta per sfuggire di mano - ci fanno: “entrate dall’altro cancello e poi da dentro passate di qua, tanto è aperto”.
Mah.
Non capisco ma mi adeguo.

La cosa sorprendente è l’entrata: il cancello viene puramente e semplicemente aperto.
La fiumana di gente entra e nessuno controlla i biglietti, prova ne è il mio che è rimasto immacolato nel portafoglio.
 Parecchi scavalcano, altri si rivendono il proprio biglietto ed entrano tranquillamente allo stadio.
 D’altra parte è logico che ciò accada: impossibile controllare un fiume di gente che arriva tutta alla stessa ora.
 I romanisti riempono tutta la gradinata Sud, mezza tribuna laterale e una parte di Tribuna laterale coperta.

h. 13.52
i cancelli vengono aperti alla folla

h. 14.04
si passa da un settore all'altro della gradinata

h. 14.15
La curva

h. 14.13
I romanisti guadagnano un altro pezzo di tribuna
 Veramente in tanti, non c’è che dire.
 In parecchi devono essere arrivati a Perugia sin da Sabato (chissà a loro chi li ha controllati!), visto che in molti sugli spalti erano belli calati.
 Il tifo non è stato un granché, rari sono stati i momenti corali.
Non riesco proprio a capire (o forse sì) per quale motivo a Milano in 2.000 viene fuori un tifo d’inferno mentre nelle trasferte oceaniche vicine a Roma si viene a mancare.
 La partita sapete tutti com’è andata.
Giusto all’espulsione di Totti è venuto giù di tutto, con tanto di coro “sospensione perchè no?”.
 Ma subito dopo segna Nakata ed è il panico vero!
 Gioia allo stato puro, tanti sacrifici finalmente ripagati.























Il servizio


Al solito, a dieci minuti dalla fine il Perugia pareggia e si esce dallo stadio un po’ intristiti, insomma, dallo 0-2 al 2-2 è un po’ come avere perso.....
 Nell’antistadio, a controllare l’uscita, i soliti ultras in divisa con i loro fazzoletti a coprirgli il viso, tipo bandito che assalta una banca nel Far West. Sguardo truce, squadrano chi passa. Evidentemente a qualcuno dei tifosi giallorossi gli atteggiamenti da Rambo stimolano il senso dell’umorismo e quindi per scherzare fa: “carichiamo le guardie”. Beh, è bastata questa frase, non seguita ovviamente da null’altro, per far ritirare di corsa i personaggi di cui sopra dietro i bagni.
 Tra me e me continuo a pensare che “cazzo, è una partita di calcio” e che, sicuramente, se non ci fossero gli ultras in divisa, la situazione sarebbe meno tesa.
 E’ inutile che gente come il Sig. Bianco e la Sig.ra Melandri ci dicano “la presenza delle forze del’ordine vi deve tranquillizzare e non infastidire”.
 Questo sarebbe vero se le “forze dell’ordine” fossero davvero dell’ordine.
 Ma perchè devo avere in simpatia e sentirmi tranquillo con accanto uno che ti tratta in qualsiasi occasione come un criminale, forte del suo potere; con uno che all’ingresso ti sequestra - senza redigere alcun verbale come vuole la legge - persino i tuoi soldi spicci, oltre ad altri oggetti vari che mai più ti verranno restituiti.
 Perchè dovrei essere tranquillo con accanto un celerino che prima, a titolo di cortesia, ti chiede l’accendino per accendersi la sigaretta e poi te lo butta “perchè non lo puoi portare”; perchè dovrei essere rassicurato dalla presenza di uno che per fare entrare lo striscione del tuo gruppo ti identifica e poi utilizza il tuo nome per diffidarti senza che tu abbia commesso alcun reato; perchè dovrei essere tranquillo ad avere accanto uno che - già lo sai - non vede l’ora di spaccarti la testa con il suo manganello tenuto a rovescio per farti più male perchè “Domenica gliela facciamo pagare a quei bastardi romani”; ed ancora, perchè dovrei sentirmi tranquillo e tutelato da un commissario di Polizia che - proprio ieri - nella forzata sosta dei pullmann ad una signora di 40 anni gli fà “Signora, la pipì la faccia nel prato”; perchè dovrei essere felice di avere vicino qualcuno che ti obbliga a salire su 4 carrozze in 800 quando le stesse ne contengono 400.
Potrei continuare per ore.
Chi va in trasferta lo sa.
E ora anche chi in trasferta non ci va inizia a capire.
Signor Bianco e Sig.ra Melandri, andatela a raccontare a qualcun altro.
 Quelli tuteleranno voi, i vostri miliardi e il vostro potere, non certo noi.
Quindi se proprio pensate che siano necessari 1000 celerini per evitare l’esposizione  di uno striscione idiota di cui nessuno saprebbe l’esistenza se non venisse pubblicizzato dai giornali e dalle TV alle quali voi stessi vi rivolgete col sorriso sicuro della vittoria per dire alle massaie “finalmente l’ordine ha trionfato”; se davvero ritenete che questi 1000 poliziotti non siano necessari per tutelare mia madre che va a ritirare la pensione o mia sorella che all’Esquilino non ci si può neanche avvicinare se non è accompagnata, beh, che almeno questi 1000 celerini stiano fuori dalla nostra curva. Ripeto: FUORI DALLA NOSTRA CURVA.
Finita la polemica, proseguo il racconto sennò penserete che so’ rimasto a Perugia.
E quindi, finita la partita, via verso i pullmann per il ritorno.
Al di là di un ruscello che divide il parcheggio dei romanisti dai perugini, ci sono alcuni gruppetti di coloriti tifosi biancorossi che - decisamente incoscienti - insultano e provocano sicuri del fatto che nessuno affronterà il guado per rimbrottarli di persona.
Ed infatti, non accade, ci si potrebbe pensare giusto con qualche tifoseria che merita, mo’ pure i perugini?
Ma è inevitabile che parta qualche sasso e una torcia, anche se, al di là di questo, non accade proprio niente di che.
Non capisco proprio (anzi, lo capisco) come faccia il TG3 a dire, il giorno dopo, che ci sono stati violenti scontri tra tifosi e “forze dell’ordine”.... ma lo sanno che vuol dire “violenti scontri”?
Ovvio che sì, ma il loro interesse principale è quello di non smentire quello che hanno detto di noi fino a ieri..... Pensa che figura se gli ultras neonazisti filohitleriani della Roma-Lazio-Verona-Inter-Brescia-Atalanta non fanno nulla di nazista! Ieri non c’erano celtiche e svastiche, oddio come facciamo? Che diciamo alla massaia intimorita?
Tra un pensiero e un altro, guardando il fiume di macchine e di persone che, nonostante tutto, ancora seguono la nostra amata squadra, si torna lentamente a Roma.
Se il Sig. Bianco e gli uffici a lui sottoposti me lo consentiranno, riuscirò a raccontarvi anche la prossima.
Bella a tutti.
Lorenzo
 

h. 17.26
I "gravi incidenti" (!!!!) narrati dal TG3

Il ritorno dei tifosi romanisti

QUESTA E' LA CRONACA DI SPAT, TIFOSO SCOZZESE
CHE E' ANDATO A VEDERE PERUGIA ROMA CON UN SUO AMICO ROMANISTA
Benvenuti all'ultimo capitolo dei miei viaggi e della mia affettazione della Serie A.


Lo scorso weekend (12 febbraio - 13 febbraio), ho viaggiato per andare a vedere il mio ultimo amore calcistico, l'AS Roma, viaggio verso le colline umbre per dribblare il Perugia, la cui stagione può essere meglio descritta come un rullo frastagliato (0-5 contro l'Udinese ma 2-1 al Parma).
Per quelli di voi che hanno letto le mie esperienze all'ultimo derby di Novembre, vi farà piacere di sapere che stavolta il mio amico Andrea ERA l'uomo. I biglietti erano autentici e il mio l'ho pagato 35.000, circa 11-12 sterline.
Il viaggio l'ho fatto con il mio compagno Tony ed il suo nuovo amore Lara. Tony, che nella sua vita reale è il più grande possessore Bury meridionale di abbonamenti del Regno Unito, era lì per sostenere i grifoni. Lara stava per assistere alla sua primissima partita professionistica! Una specie di festa di San Valentino ragazzi!!
Andrea ha guidato lungo la Superstrada 55, in parte conducente, in parte guida, verso le colline e le cittadine arroccate dell'Umbria. Tuttavia, per un pelo non ce l'avremmo fatta, stipati nel retro di una macchina che sembrava che stesse per morire davanti a noi. Apparentemente la macchina soffriva di un male pazzo comune a molte macchine in Italia, come ad esempio gli "stop" che sembrano essere un extra opzionale. Un grande urrà al nostro Andrea, poichè aveva deciso di fare una manovra nella corsia opposta e ha lasciato le gomme sull'asfalto. Siamo scampati ma i nostri capelli bianchi sono aumentati in modo significativo.
Tuttavia, dopo un paio di ore di guida, dove la strada sembrava essere piena di centinaia di romanisti al seguito, arriviamo nelle vicinanze di Perugia. Ci dirigiamo al centro per prendere i biglietti da un ragazzo romano che studia all'Università.
In base alle mie previe esperienze, le campane di allarme avrebbero dovuto suonare da allora. In Gran Bretagna, siamo ormai abituati ad essere strettamente segregati.. I tifosi delle opposte squadre sono tenuti divisi per motivi di sicurezza e, a parte la mia solita trasgressione nel seguire gli Spurs (Tottenham, n.d.L.) al campo del QPR (Queen's Park Rangers) ogni anno, questo era quello che ci aspettavamo.
E invece, questi biglietti erano stati venduti ai tifosi romanisti dallo stesso AC Perugia! La domanda dei giallorossi era vicina a 10.000 tifosi in uno stadio che ne tiene un po' più di 28.000. Solo 5.000 biglietti erano stati mandati a Roma per la distribuzione attraverso i normali canali, così circa 5.000 erano stati venduti a Perugia da gente come il nostro contatto. Incredibile.
Così, dopo una birra rinfrescante e due cornetti nel centro storico, ci dirigiamo verso lo stadio.
La scena fuori dal "Renato Curi"  ricorda l'assalto dell'ambasciata USA nel Vietnam alla caduta di Saigon. Circa 70 tifosi stavano cercando di irrompere attraverso una piccola porta fuori lo stadio, dove un solitario strappabiglietti stava cercando di controllarli, aiutato dai carabinieri.
I nostri biglietti dicevano che avevamo dirittto alla Curva Sud ma questa era piena così insieme ad una moltitudine di altri tifosi romanisti cerchiamo di guadagnare l'accesso al settore sito nella parte est dello stadio.
A parte il quasi svenimento nella calca fuori, la scena dentro era quasi ordinata. A parte l'ostile line a tracciata dai carabinieri che cercavano di mantenere una divisione tra i tifosi. Il fatto che il giallo oro e il rosso ambrato potesse essere visto in tutte e due le parti prima e oltre la linea, rendeva questo tentativo ridicolo.
Decidemmo di sederci subito a sinistra della linea, dalla parte dei tifosi della Roma e cerchiamo di confluire nella spaccatura. Dopo pochi minuti, nel corso dei quali i tifosi della Roma hanno cercato di cacciare la polizia, mi sono reso conto che queste guardie stavano caricando le carabine! In verità c'era la canna di una carabina a 60 cm dalla mia testa.
Sono sicuro che la mia faccia è impallidita non appena ho realizzato ciò e ho pregato che queta scena non andasse oltre.
Finalmente la polizia se ne va e ci sediamo per guardare la partita solo che ci rendiamo conto di essere seduti dietro alcuni tifosi della Roma che non erano nello spirito di sedersi. Dopo qualche caloroso appello dagli altri tifosi, loro si siedono riluttanti per poi periodicamente alzarsi per qualche minuto durante le differenti fasi del gioco.
La partita inizia e io sono d'accordo con Tony che dice che il Perugia ha inquadrato prima il gioco. Ma poi l'arbitro ci mette lo zampino in tutta la partita. L'espulsione di Totti per me è stato un travisamento, anche se il ragazzo d'oro si sta facendo la reputazione di parlare alle spalle degli arbitri, è stata un vero e proprio non senso.
Poi, nel buio di un faro in meno la Roma passa due volte, con Nakata, ritornato alla sua casa madre, e Montella che beneficiando di un altro urlo arbitrale, trasforma un rigore.
E' sembrato che la Roma stesse beneficiando dell'espulsione di Totti e di un inconsistente arbitro, ma poi ci ha pensato Olive, con l'aiuto di un ex, Dmitri Alenitchev, a segnare due gol.
Forse meritatamente il Perugia ha diviso i punti con una Roma che non ha saputo chiudere la partita sebbene Montella e Tommasi ci siano andati vicino, ma il calcio d'angolo che ha portato al pareggio deve essere inquadrato come un altra svista arbitrale in quanto non ho visto alcun giocatore della Roma toccare la palla, così come non lo ha visto Fabio Capello, che ha protestato tanto da farsi cacciare.
Una giornata, una partita, che ci fa capire che anche quest'anno lo scudetto non andrà alla Roma?

Clicca per vedere il gol di Nakata
Clicca per vedere il gol di Montella


Welcome to the latest chapter of my travels and my Serie A affectation. Last weekend (12/2 – 13/2 2000) I travelled to see my latest soccer paramour, AS Roma, travel to the Umbrian hills to tackle Perugia whose season, can best be described as a roller coaster (0-5 against Udinese but beating Parma 2-1).


For those of you who have read my experiences at last Novembers’ Rome Derby, you be pleased to know that this time my friend Andrea WAS the man. The tickets were genuine and I paid just ITL35, 000. About £11-12 at the rate of exchange.
I travelled to the match with my mate Tony and his new love Lara. Tony, who in his real life is the most southerly Bury season ticket holder in mainland UK, was there to support the Grifonos. Lara was attending her first ever professional football game anywhere! Some Valentines treat mate!!
Andrea sped along the Super Strada 55, part-chauffeur, part-tourist guide, to the rolling hills and the hill top towns of Umbria. However, we nearly didn’t make it as we almost careered into the back of a car that just seemed to die in front of us. Apparently, it suffered a crazy affliction common to many cars in Italy, i.e. brake lights being optional extras. A big up to my man, Andy, as he managed to manoeuvre into the adjacent lane and deposit rubber all over the asphalt. We escaped but the grey hair count went up significantly.

However, after a two-hour drive, where the road seemed to be full of hundreds of fellow Romanistes making the trip, we came into the outskirts of Perugia. We headed to the centre to pick up the tickets from a Roman studying at the University.

Given my previous experiences the alarm bells should have started then. In Britain, we have become used to strictly enforced segregation. Fans of opposing clubs were kept apart for security reasons and, apart from my usual infringement following Spurs at QPR each year, that was what we‘d come to expect.

However, these tickets had been sold to Roma fans by AC Perugia itself! The demand from the Giallorossi was such that 10,000 Romans were expected in a stadium that’s holds a little more than 28,000. Only 5,000 tickets were sent to Roma for distribution amongst the usual outlets, so some 5,000 were sold in Perugia to people like our contact. Incredible.

So after a refreshing birra e due cornetti in the historic city centre we headed down to the stadium. The scenes outside the Stadio Renato Curi were reminiscent of the mayhem outside the US Embassy in Vietnam at the fall of Saigon. Up to 70 fans were trying to crush into a small gate on the outside of the stadium were a solitary ticket man was trying to check tickets, aided by the local caribinieri. Our tickets said the admission was for the Curva Sud but this was full so along with scores of other Roma fans we were trying to gain access to the stands on the East Side of the stadium.

Apart from nearly fainting in the crush outside, the scene inside was quite orderly. This was apart from the hastily drawn line of carabinieri who were trying to maintain a segregation of fans. The fact that the claret and amber could be seen on both sides of the line made this attempt ridiculous. We managed to sit down immediately to the left of the line, on the ‘Roma’ side and tried to blend in with the mayhem. After a few minutes, in which Roma fans tried to get the police to move away, I realised that these cops were packing rifles! Indeed, there was a rifle butt some 60 cm from my head. I’m sure my face lost its colour immediately I realised this and I started praying that a scene did not develop.

Eventually the police drifted away and we sat down to enjoy the match only to find we were sat behind some stroppy fellow Roma fans who were in not mood for seating. After some impassioned appeals from other fans, they reluctantly sat down but would periodically stand up for some minutes at different times throughout the game.

The game started and I had to agree with Tony that Perugia settled to the game more quickly than Roma. But then the referee decided to put his size 10’s (44 to the Europeans amongst us) all over the game. The sending off of Totti was to me a travesty, even though the Golden Boy is getting a reputation for back chatting to the refs, it was a nonsense. Then in the blink of an eye Roma were two up, with Nakata, returning to his alma mater and Montella, benefiting from another referee howler, with a penalty.

It appeared that Roma were going to benefit from the expulsion of Totti and an inconsistent ref but up stepped Signor Olive, with the help of Roma cast-off, Dmitri Alenitchev, to score two goals. Perhaps deservedly Perugia shared the points as Roma didn’t really kill the game off with a third goal although Montella and Tommasi went close but the ‘corner’ that the equaliser came from must be credited as another referee howler as I didn’t see a Roma player touch the ball and nor did Fabs C either. He protested so much that the ref sent the coach off also.

A day, a match, that make you realise that perhaps the Scudetto is not destined to come to the capital again this year?



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