XXVIII Giornata
ROMA - LAZIO 0-2
Roma, Stadio Olimpico
domenica 23 aprile 1995
Ore 16:00


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Tabellino partita:
ROMA: Cervone: Aldair, Lanna, Statuto, Petruzzi, Carboni, Moriero, Piacentini (1'st Cappioli), Balbo, Giannini, Totti (33'st Maini).
In Panchina: Lorieri, Benedetti, Annoni.
Allenatore: Mazzone.

LAZIO: Marchegiani, Negro, Nesta, Di Matteo, Bergodi, Chamot, Rambaudi, Fuser, Casiraghi, Venturin, Signori (31'st Gascoigne).
In Panchina: Orsi, Bacci, Cravero, Di Vaio.
Allenatore: Zeman.

Arbitro: Amendolia di Messina.

RETI: 30'pt Casiraghi, 27'st Signori (R).
NOTE: Espulso: Giannini, Ammoniti: Petruzzi, Di Matteo, Signori, Fuser, Cappioli, Spettatori: 73.893.




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Corriere Della Sera

La Lazio in maschera beffa la Roma

Gol in acrobazia di Casiraghi e raddoppio di Signori su rigore. Espulso Giannini

CATENACCIO E CONTROPIEDE HANNO FRUTTATO ALLA SQUADRA DI ZEMAN UNA VITTORIA INATTESA

ROMA . Derby brutto, anzi bellissimo solo per la curva laziale, una macchia d' azzurro nello stadio addobbato in prevalenza dai coreografi romanisti. Derby sottosopra, come capita quando i presunti favoriti vengono storditi dalle chiacchiere d' avvicinamento; come capito' il 27 novembre scorso quando l' esagerata presunzione "zemaniana" si sgonfio' sotto tre bordate giallorosse. Stavolta, volendo restituire quella mortificazione senza sciupare l' ultima occasione stagionale di prestigio, da oltre due miliardi e settecento milioni d' incasso, il precettore boemo ha rinnegato se stesso fino a raggrumare una Lazio vagamente catenacciara, tanto collosa nel soffocamento centrocampistico quanto acuminata nei rovesciamenti del secondo tempo, cioe' dopo la prodezza apripista timbrata Casiraghi, cosi' terapeutica, cosi' tossica dentro l' organizzazione mazzoniana. D' altra parte, arrivata sotto tono all' appuntamento stracittadino di campionato n. 104, la Lazio si presenta subito ingannevole con un sostanziale 4 5 1 attendistico, laddove le ambizioni residue renderebbero forse plausibile quel tridente d' attacco delle giornate si' , per prendere coraggio, per ripristinare almeno una par condicio Sensi Cragnotti 1994 95. Ma assenti lontani Winter e Boksic, l' improvvisa revisione tattica fa intanto galleggiare un Signori ancora convalescente (a rischio?) quale supporto esterno degli interditori Venturin Di Matteo Fuser, mentre lo stesso Rambaudi scala volentieri ad aiutare Negro, impendendo le avanzate di Carboni; o rendendo pletoriche certe variazioni che prevedono alternativamente Balbo, Totti e Statuto come scattisti sul versante sinistro. E' l' unica maniera per impedire alla Roma disorientata, senza cuore, una lettura esatta delle sopraggiunte difficolta' , che ne guasteranno gli automatismi fra scontri da brividi, accenni di rissa, grevi ritorsioni. E' un derby spezzettato: protagonisti contratti, venticinque minuti iniziali di "ciapano' ", poi Marchegiani disinnesca quell' illusoria punizione Balbo (la propizia Totti, salvo sparire nel caos susseguente facendo rimpiangere parecchio Fonseca) che pare preludere a una presa di coscienza sull' astronave giallorossa secondo possibilita' creative. Invece no. Invece Giannini annaspa accanto allo sconclusionato Piacentini (e Cappioli sospira relegato chissa' perche' in panchina...) scivolando nell' anonimato propositivo, che significa squadra lunga, intasata, priva di sbocchi per Balbo, ridotto spettatore non pagante nei paraggi dei centrali Bergodi Chamot. Maturano quindi i presupposti dello scorno paventato da Mazzone, pure se i laziali stentano a prendere velocita' e arrivano al gol senza azioni d' avvertimento, senza l' intesita' predicata negli estenuanti allenamenti di Tor di Quinto. Basta ottenere il secondo corner, propiziatore Signori, esecutore Fuser, peccatore Cervone. Che imbattuto da 470 minuti, rovina tutto con l' uscita balorda, i pugni di carta straccia sulla traiettoria invitante. Ne profitta Bergodi squadernato in mezzo all' area per consentire a Casiraghi la sforbiciata di destrezza, imparabile, proprio dove ribolle il tifo nemico. L' Olimpico per trequarti ammutolisce. Vuoi vedere che la benedizione mattutina del pontefice miracolera' giusto gli estenuati biancazzurri? Si' , la Roma molle consente l' arruffamento successivo, incapace d' allestire una reazione ragionata con verticalizzazioni devastanti. Prende quota allora il gruppo laziale, ne' funziona inserire troppo tardi Cappioli al posto di Piacentini. Prende quota Signori, avvalendosi d' oppositori sbilanciati che non garantiscono piu' raddoppi di marcatura quando salta Aldair. Il vantaggio favorisce la caccia di spazi contropiedistici e vanno in picchiata Venturin e Fuser per innestare Beppegol, ripristinato attaccante esterno. Diagonale spettacolare accanto al palo. Ora la Lazio s' e' sbloccata. E va in confusione perfino Moriero: soffre Nesta, arretra, cerca appoggi, sbaglia il retropassaggio verso Aldair, ...scatena Signori. Cambio di passo, dribbling su Petruzzi, poi vai solo Casiraghi. Cervone balza fuori, lo butta giu' . Al rigore andrebbe aggiunta l' espulsione del portiere. L' arbitro non infierisce, il bomber chiude la pratica dagli undici metri. Seguono scene da corrida. Aldair scazzotta per aria Casiraghi. Moriero viene acciaccato da Nesta, volano schiaffi e pugni. Ancora Giannini, che scalciato da Fuser reagisce e si becca l' espulsione. Ancora Bergodi provoca il pubblico giallorosso, mentre il subentrato Gascoigne attiva invano Casiraghi per la tripletta. Cervone si riscatta un po' , ma la festa laziale esplode egualmente. ROMA 0 2 LAZIO MARCATORI: Casiraghi 30' p.t., Signori (rigore) 25' s.t. Cervone 5 Aldair 5,5 Lanna 6 Statuto 6 Petruzzi 5 Carboni 5 Moriero 6 Piacentini 5 Cappioli nel s.t. 5 Balbo 5 Giannini 5 Totti 4,5 Maini dal 35' s.t. s.v. Marchegiani 6,5 Negro 6,5 Nesta 6 Di Matteo 6,5 Bergodi 6 Chamot 6,5 Rambaudi 6 Di Vaio dal 44' s.t. s.v. Fuser 6,5 Casiraghi 7 Venturin 6 Signori 6 Gascoigne dal 31' s.t. s.v. ARBITRO: Amendolia 6 SPETTATORI: Paganti 34.806 incasso 1.796.986.000 abbonati 39.087 quota 935.031.000 NOTE: Espulso Giannini al 28' s.t.; ammoniti Di Matteo, Signori, Fuser, Cappioli Allenatore: Mazzone Allenatore: Zeman

Gestaccio di Bergodi, furiosi i giallorossi CARICO DI VELENI IL DOPO PARTITA
Mazzone: "I vecchi a nervi scoperti. Assurdo"

ROMA . Non ci potevi trovare una logica. Ha vinto la Lazio, era favorita la Roma. Un derby e niente altro. Di logico c' e' solo la polemica. Bergodi da una parte, Giannini e Cervone dall' altra. Per un manico d' ombrello del difensore laziale al pubblico romanista appena finita la partita. E per altri brutti gesti di Rambaudi verso la tribuna Tevere a partita ancora in corso. "Non ce l' avevo coi giornalisti . tenta di spiegare Bergodi . ma con alcune persone", come se questo possa giustificarlo. "Eravamo carichi e ci siamo scaricati sul campo e dopo la partita. Io sono cosi' , il derby lo sento in modo diverso, io sono un tifoso che scende dalla curva e lo va a giocare". Potrebbe giocarlo meglio. Come gli ricorda Cervone. "Ma non dovremmo nemmeno parlare di certa gente. Bergodi non e' un calciatore, non scherziamo . attacca il portiere della Roma .. Tra lui e Rambaudi hanno fatto cose disgustose. Anche noi all' andata abbiamo festeggiato, ma senza offendere nessuno". Giannini invece sfida il difensore biancazzurro. "Giustificazioni assurde, di persone non normali. Se Bergodi avesse avuto un po' di coraggio, il gesto non lo avrebbe fatto dentro lo stadio, con i poliziotti e i carabinieri a proteggerlo. Ma fuori dell' Olimpico, davanti a tutti. La verita' e' che noi giocatori parliamo tanto e poi ecco gli esempi che diamo. E stata un cosa bruttissima. Davvero. E proprio difficile pure saper vincere". Bergodi allude. Fa riferimenti all' andata, ironizza. "Abbiamo vinto col cuore, cosa che, di solito, come dite voi, riesce solo alla Roma. C' e' stato anche il tempo di fare un po' di torello, una ventina di minuti. Alla fine la Roma mi e' sembrata preoccupata di non prendere pure il terzo gol. Strano, visto che tutti ci avevano dato per morti". Giannini, nell' altra sala, mette le cose a posto. A modo suo. "Vorrei solo far presente che siamo sempre un punto avanti e un gol avanti. Percio' stessero calmi". Cervone e' piu' freddo. "Sembrava che di fronte avessimo la Cremonese o il Padova. Loro hanno fatto catenaccio, ma noi lo sapevamo. Comunque sono stati piu' bravi. Dopo il primo gol abbiamo perso la testa, e il segno della fine e' stato il rigore". Quando Cervone e Signori hanno incrociato gli sguardi. E Cervone e' andato da una parte e Signori dall' altra. ROMA . Il segreto e' che non ci sono stati segreti. "La Lazio si e' chiusa, si e' raccolta, e poi ci ha colpito in contropiede. Ha rivisto la sua impostazione, stavolta il derby l' ha giocato in un altro modo. Non ha perso la testa, nemmeno quando la partita l' abbiamo fatta noi, com' e' successo nel primo tempo. E sull' episodio del primo gol ha costruito la sua gara. E la sua vittoria". Mazzone non fa torto a se stesso. Ha perso, non ha ottenuto quello che voleva, ma dimostra di saper perdere. "Troppa tensione, ancora una volta. E non la capisco. Specialmente i giocatori piu' anziani soffrono questa partita, non riescono a restare lucidi. Io sono romano, signori, e' vero: ma io il derby so come prepararlo, non mi lascio condizionare da fattori esterni. Ecco perche' non capisco certe situazioni prima della gara, certi stati d' animo. Il derby e' bello, e' spettacolare. Possibile che non si possa giocare con uno spirito diverso? Non ce l' ho con qualcuno in particolare, non c' entra solo Giannini. E un discorso generale, che vale per tutti". Quanta gente stravolge la realta' . Cosi' Mazzone ha scoperto ieri che Zeman ha giocato come dicevano giocasse Mazzone: tutti dietro e contropiede. "Io insegno il calcio, non do i numeri . continua il tecnico .. Continuo a leggere e a sentire tante cose, poi la domenica mi accorgo del contrario, o che comunque le cose non stanno proprio cosi' . Premesso che non e' stato un bel derby sul piano dello spettacolo, resta il fatto che nel primo tempo abbiamo giocato solo noi. Ora che succede? Che dovremo stare all' erta. Perche' questa sconfitta ce la porteremo dietro fino a giugno". Zeman, il vincitore, non parla. Manda a dire che il silenzio continua. Lo vedono andarsene per conto suo, il completo grigio, le mani in tasca e la sigaretta in bocca. Lontano da tutti. g. t.

Melli Franco, Toti Giuseppe


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