VIII Finale Coppa Italia
Andata
NAPOLI/ROMA 0-3
Napoli, Stadio San Paolo
giovedì, 8 dicembre 2005
ore: 15.00

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Tabellino partita:
Napoli-Roma 0-3 (0-2)
Napoli (4-2-3-1): Iezzo 6.5, Grava 5.5, Romito 5, Maldonado 4.5, Briotti 5 (1' st Montesanto 6), Montervino 6, Fontana 5 (29' st Amodio sv), Capparella 6, Grieco 5.5, Pià 5 (21' st De Palma sv), Sosa 5. (12 Gianello, 13 Giubilato, 16 Gatti, 18 Boglacino). All.: Reja 6
Roma (4-3-2-1): Curci 6, Bovo 6, Mexes 6.5, Chivu 6, Rosi 5.5, Alvarez 7 (21' st Giacomini sv), Aquilani 7, Kharja 6, Tommasi 6, Taddei 7 (35' st Greco sv), Nonda 6.5 (29' st Okaka 6.5). (12 Eleftheropoulos, 31 Grillo, 33 Freddi, 34 Marsili). All.: Spalletti 6.5
Arbitro: Dondarini di Finale Emilia 6
Reti: nel pt, 33' Aquiliani, 40' Nonda; nel st, 37' Okaka
Angoli: 4-4
Recupero: 1' e 3'
Espulso: 46' st Maldonado
Ammoniti: Grieco per scorrettezze
Spettatori: 60.152 per un incasso di 788.957,00 euro



Cartellina ufficiale

FOTOTIFO
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VIDEOTIFO

Video 1
Collage tifosi
(2075 kb)
Video 2
Pioggia di bomboni con gli olè dei romanisti
(13676 kb)
Coleroso, tirace er bombone"
(3442 kb)
Uscita
(1518 kb)
Pioggia di bomboni con partita in corso
(7670 kb)
Comunicazioni P.S.
(750 kb)
You Tube, entrata nel settore ospiti
Noi non siamo napoletani
Video del settore ospiti dalla tribuna
Esultanza

FOTOCALCIO
Tratto da
                  www.asroma.it
Nonda in
                  azione


VIDEOCALCIO

Il gol di Aquilani
(1160 kb)
Il gol di Nonda
(1383 kb)
Il gol di Okaka
(1529 kb)

VALERIO
ieri l 8 dicembre ero a napoli e dopo la partita come al solito siamo rimasti chiusi dentro lo stadio per ben 2 ore e mezzo. non parlando della 
partita simo stati per ben tutta la partita sommersi da bomboni torce e fumoggeni sono stati anche lanciati lacrimogeni contro i napoletani spavaldi 
perche eravamo in casa loro. non capisco perche quando la roma va bene tutti la seguono invece ieri solo in 500 al san paolo e per ben 2ore e30 chiusi con i napoletani a tirare i bomboni e cercando di entrare nel settore.erano in ben 60 mila i napoletani a sostenere una squadra di c e noi solo in 500 perche? bella domanda sicuramente la risposta:era napoli. LA STESSA COSA VALE PER LECCE quella non e napoli. ieri estata LA TRASFERTA e non una trasferta tranquilla pero in 500 siamo stati a sostenerla e vincenti siamo tornati. e stata un esperienza unica. le guardie hanno caricato un pulman di 
tifosi giallorossi al ritorno al treno BASTARDI e poi si lamentano di noi queste cose non vengono mai dette oppure ci danno la colpa. cmq almeno in casa cerchiamo di essere in tanti e non scordiamoci il ritorno di coppa italia contro IL NAPOLI.

Da Tifonet
partiamo da stazione termini in circa 500-600 ,bel treno non c'e' che dire,sono presenti tutti i gruppi.
arriviamo dopo circa un ora e 20 alla sperduta stazione di giuliano(mi sembra si scriva cosi) dove ci aspetta un vero e proprio esercito composto da polizia carabinieri e g.d.finanza.
riusciamo a riempire circa dieci pullmann e a porte aperte si viaggia destinazione s.paolo
arriviamo nei pressi del s.paolo e i pulmann ci lasciano dentro al parco del museo.
da li parte un corteo a piedi di poche centinaia di metri,tutti compatti con davanti lo striscione bisl al grido di CONTRO IL SISTEMA LA GIOVENTU' SI SCAGLIA.
si sentono dei petardi in lontananza e non e' difficile da intuire che i napoletani si stanno scontrando per giungere a noi.
il corteo giunge senza visite fin dentro lo stadio dove veniamo accolti da fischi,insulti sputi secchi della spazzatura e un povero coniglio bombardato da petardi.
i gruppi sistemano gli striscioni sui seggiolini e da qui in avanti inizieranno cori contro i biancoblu' per tutta la partita.
sono presenti a differenza di quanto qualcuno voglia far credere tutti gli striscioni portanti,da boys a fedayn,ultras romani,bisl,giovinezza e offensiva ultras.
circa al 30 del secondo tempo iniziano gli scontri al di fuori del s paolo tra napoletani e fdo.
i napoletani riescono a forzare il primo cancello che divide la curva a dalla zona cuscinetto.per i successivi 40 minuti si sentiranno scoppiare numerosi bomboni e forti rumori metallici con cui i padroni di casa cercavano di forzare anche la seconda porta che portava al ns settore.
nel settore giallorosso inizialmente i gruppi ripiegano gli striscioni per portarsi nell'anti stadio e cercare lo scontro ma una volta affacciatisi di fuori si rendono conto di essere imposibilitati dal muoversi per l'eccessiva presenza di fdo.
passa il tempo e i napoletani continuano nel loro tentativo di forzare la porta e le fdo dell'ordine pensano bene di chiudere i romanisti nel settore(sequestro di persona?)
si sente fin dentro l'acre odore dei lacrimogeni sparati .
la situazione non cambia fino alle 7 quando anche l'elicottero smette di girare sopra lo stadio e soo intorno alle 7 e 45 le porte vengono riaperte e i romanisi vengono condotti da unenorme spiegamento(mai visto cosi') di forze dell'ordine fino agli autobus.
si viaggia a porte aperte perlomeno sugli autobus dei gruppi ma ad ogni angolo di citta che porta alla tangenziale ci sono camionette e blindati.
veniamo condotti a una stazione (villa...) praticamente in provincia di caserta e dei napoletani non c'e' l'ombra.
il viaggio verso roma e' tranquillo e senza sorprese.
i napoletani ci hanno provato e se ci fossero riusciti avrebbero trovato pane per i loro denti.
mi aspettavo qualcosa di piu' geniale da parte loro e non un tentativo nei pressi dello stadio.

I VOSTRI RESOCONTI....
....E QUELLI DELLA STAMPA
(questi ultimi solo se meritano)

IL MATTINO
VIOLENZA
Assalto ultrà festa rovinata
MAURIZIO CERINO FRANCESCO MAROLDA Non è servito far giocare la partita con il sole. Non è servito perché è successo lo stesso quel che si temeva: tafferugli, scontri, guerriglia sino a sera con il buio complice del tifo delinquente. Ventisette fermati, undici dei quali si sono tramutati in arresto in tarda serata, quattro denunciati a piede libero, più diversi minori non imputabili identificati e poi rilasciati e consegnati alle rispettive famiglie, quindici agenti feriti, due tifosi in ospedale, due auto della polizia bruciate e tre danneggiate, tre moto dei falchi semidistrutte, il commissariato San Paolo preso d’assalto con lanci di bottiglie incendiarie, fumogeni e pietre così come la redazione del quotidiano Cronache di Napoli e, ancora, spari criminali di lanciarazzi ad altezza di divisa e poi cariche e lacrimogeni per riportare la legalità ai confini dello stadio: questo il bilancio grave, gravissimo di una folle giornata di pallone. E se non è stato pure peggio è stato solo perché il servizio d’ordine diretto sul «campo di battaglia» dal vicequestore vicario Antonio De Jesu ha evitato il contatto tra le due tifoserie. Mancato quello scontro vanamente cercato a più riprese, i teppisti napoletani, quasi tutti provenienti dalla curva A, hanno trasferito odio e violenza contro polizia e carabinieri. Attaccando a gruppi, assaltando e ritirandosi con quella tecnica che è propria della guerriglia urbana. Partita a rischio, Napoli-Roma. Violenza annunciata. Odio scritto sui siti dei tifosi e allarmi lanciati dalle due questure. Si sapeva, si temeva. Per questo s’era deciso di farla cominciare alle tre del pomeriggio e non alle ventuno dopo che s’era addirittura pensato di non farla disputare affatto. «La priorità - spiega Antonio De Jesu - era di evitare il contatto tra i gruppi estremi delle due tifoserie. Un piano, questo, che ha avuto successo. Né prima né dopo la partita, infatti, napoletani e romanisti si sono sfiorati, mentre sono stati ricacciati via quei tifosi che a metà match hanno tentato di sfondare i varchi per passare dalla curva A al settore riservato ai tifosi della Roma». Però a fine partita... «A fine gara, falliti i tentativi di contatto con i giallorossi, centinaia di tifosi azzurri hanno sfogato la loro rabbia altrove. Hanno provato ad assaltare il commissariato a Fuorigrotta. Ci sono stati scontri e sono stati respinti, con feriti, fermi e arresti», aggiunge De Jesu alla fine di una giornata che si sapeva sarebbe stata complicata. Blindati i cinquecento e più tifosi della Roma arrivati in treno, bloccati a sorpresa alla stazione di Villa Literno e trasferiti allo stadio in pullman, i problemi sono sorti però già prima della gara tra napoletani e poliziotti. Tafferugli dalle parti della curva B dove gruppi di tifosi scavalcavano con faciltà le barriere-filtro, il vicequestore Francesco Zunino (dirigente del commissariato di Sorrento) ferito da un petardo, un paio di lacrimogeni e due fermi: questo prima di cominciare. Poi, mentre la Roma segnava il suo secondo gol, la pioggia di bombe e di petardi dalla curva A sulla rete di protezione del settore ospiti e il tentativo di sfondare i cancelli per il corpo a corpo con i romanisti. Infine la guerriglia, la follia, la violenza a fine gara con auto bruciate, cariche, feriti e assalti al commissariato dove era stato portato un gruppo di fermati, poi trasferito in una caserma di fronte alla questura per l’identificazione e la contestazione dei reati. Ciò grazie anche alle immagini registrate all’interno dello stadio dalle telecamere dell’impianto di videosorveglianza e all’esterno dagli uomini della Digos aiutati da un elicottero. Era dal 2001, da una partita con la Lazio, che non accadeva più. Certo, nessuno s’era illuso che nella tribù del tifo estremo l’avesse avuta vinta la cultura buona dello sport, ma questo scontro con gli uomini in divisa fa drammaticamente riscoprire a Napoli e al Napoli il fenomeno dell’hooliganismo azzurro. Di quella voglia di scontrarsi con la polizia e i carabinieri che è una malattia moderna del tifo del pallone. Una malattia che al Napoli può fare danni gravi. 
Dopo la partita con la Roma Napoli a ferro e fuoco: 15 feriti 
dal nostro inviato (Il Messaggero)

LUCA LIPPERA 

NAPOLI - I vetri rotti, le auto bruciate, «’e gguardie» assediate dentro. Era Napoli-Roma di Coppa Italia, è stato un altro pomeriggio di follia. Almeno cinquecento ultrà partenopei, dopo la fine della partita di ieri pomeriggio tra gli azzurri e i giallorossi, hanno letteralmente assaltato un commissariato di polizia di fronte allo stadio di Fuorigrotta. Gli agenti, durante un tafferuglio all'esterno del "San Paolo", avevano fermato una dozzina di tifosi locali portandoli in caserma. Non l'avessero mai fatto. Una folla di giovani si è immediatamente radunata davanti all'ufficio e senza pensarci due volte ha tentato l'irruzione all'interno dei locali perché bisognava «libbera' 'a amici». Bilancio finale: quindici poliziotti contusi, altri ventisette arresti tra gli scalmanati, una intera zona della città in stato d'assedio, mentre via Toledo, via Roma e tutto il Centro si godevano l'ultimo ponte pre-natalizio senza accorgersi di nulla. 
Napoli-Roma, vinta dai giallorossi, era ritenuta, per l'ordine pubblico, ad altissimo rischio. Tanto che la partita era stata anticipata dalle 20,30 alle 15. Almeno cinquecento poliziotti presidiavano la zona dello stadio "San Paolo" all'arrivo dei circa settecento sostenitori della Roma. Erano circa le due del pomeriggio. Una cinquantina di ultrà azzurri, appena è stata avvistata la carovana dei "Lupi", hanno cominciato a tirare sassi e bottiglie contro i rivali. Sono bastate un paio di cariche della Celere e il lancio di tre lacrimogeni perché i tifosi partenopei facessero marcia indietro. All'interno del "San Paolo" i romanisti sono stati sistemati in un settore isolato da tutti gli altri. Dalla curva opposta venivano issati striscioni eloquenti ("E adesso bruceremo la Capitale") ma le due tifoserie non sono mai venute a contatto. 
La giornata, insomma, si stava concludendo in modo tutto sommato normale. Il grosso dei napoletani - più di 60 mila tifosi - se ne stava andando a casa civilmente e con filosofia. «'A partita? - parlottavano - 'Na frustrazione è. Altro che...». All'improvviso gli incidenti. Un gruppetto di una ventina di ultrà ha ripreso a lanciare oggetti contro carabinieri e polizia. Ma una dozzina di teppisti, tutti giovanissimi, sono stati fermati e portati nel vicino commissariato per accertamenti. Solita procedura. Sarebbero stati rilasciati, probabilmente, già questa mattina. 
Ma i compagni hanno deciso che l'"onta" dell'arresto non era tollerabile. Si sono radunati al commissariato e hanno fatto partire una fitta sassaiola. Tre finestre della caserma sono andate in frantumi. Alcuni giovani davano fuoco a due volanti e altri ancora cercavano di entrare con i bastoni in mano. La polizia li ha respinti. Ma l'atmosfera era elettrica. I tifosi giallorossi sono rimasti dentro lo stadio fino alle sette e mezzo di sera, quasi tre ore dopo la fine della partita. Soltanto a quel punto polizia e carabinieri li hanno fatti uscire. 
 

 


AGI
Tafferugli allo stadio San Paolo poco prima dell'inizio dell'incontro di calcio Napoli-Roma valido per la Coppa Italia. Gli incidenti sono avvenuti all'ingresso dei tifosi romanisti nel settore dello stadio a loro destinato (tribuna laterale confinante con la curva A). Tra le opposte tifoserie vi e' stato un lancio di oggetti e sono dovute intervenire le forze dell'ordine con cariche di alleggerimento. Due tifosi sono stati fermati ed un poliziotto e' rimasto ferito. 

(ANSA) - NAPOLI, 8 DIC - Momenti di tensione prima di Napoli-Roma, al San Paolo. Due persone sono state fermate ed un agente e' rimasto ferito. Prima dell'inizio della gara di Coppa Italia, alcuni tifosi napoletani, durante il passaggio dei tifosi romanisti diretti nel settore a loro riservato, hanno lanciato oggetti contro i poliziotti che stavano effettuando un cordone di protezione. I poliziotti hanno fatto delle cariche di alleggerimento e sono stati lanciati alcuni lacrimogeni. 

SPR
CALCIO, NAPOLI-ROMA: OTTO FERITI E DIECI FERMATI
Napoli,  18:37
E' di otto feriti fra le forze di polizia e di dieci tifosi napoletani fermati il bilancio degli incidenti avvenuti dopo Napoli-Roma di Coppa Italia. Distrutte due vetture della Polizia. (N.A) (08/12/2005) (Spr)

(ANSA) NAPOLI - Roma batte Napoli 3-0 (2-0). E' di otto feriti fra le forze di polizia e di dieci tifosi napoletani fermati il provvisorio bilancio di incidenti avvenuti nell'immediato dopo partita Napoli-Roma, terminata con la sconfitta dei partenopei. Un'autovettura della polizia è stata distrutta dal fuoco. In seguito al fermo dei supporter azzurri, una folla minacciosa si è radunata intorno al commissariato San Paolo, a Fuorigrotta, dove erano stati portati i fermati. Ci sono stati tafferugli con cariche della polizia e lancio di lacrimogeni, e lancio di oggetti nei confronti degli agenti. I cassonetti dei rifiuti nell'area intorno allo stadio sono stati rovesciati. Alcuni degli otto agenti feriti sono stati portati in ospedale; i sanitari ne stanno valutando le condizioni. 
Le autovetture delle forze dell'ordine incendiate dai tifosi partenopei sono due: una Hyundai grigia parcheggiata nelle vicinanze del commissariato San Paolo e una volante nei pressi della ferrovia Cumana. Risultano danneggiate anche altre vetture parcheggiate nei pressi del commissariato di polizia dove sono avvenuti gli scontri. Ora la situazione si sta normalizzando. Due cronisti di Sky che hanno filmato gli scontri intorno al commissariato flegreo denunciano il sequestro della cassetta con la registrazione da parte della polizia
Calcio: terribile il bilancio del dopo gara di Napoli-Roma 
Quindici poliziotti feriti, ventisette tifosi fermati 
08/12/2005 22:25
Quindici feriti tra le forze dell'ordine e ventisette tifosi fermati: questo è il bilancio degli scontri che si sono verificati dopo l'incontro della gara di andata degli ottavi di Coppa Italia tra Napoli e Roma. I fermati sono tutti ultras del Napoli. I tafferugli erano iniziati prima dell'incontro, ma la polizia era intervenuta con lacrimogeni e cariche. Durante la partita poi c'era stato un lancio di petardi verso il settore ospite. Alla fine della partita che il Napoli ha perso per 3-0 in favore della Roma, i supporter partenopei hanno dato fuoco ad un auto della polizia e rovesciato i cassonetti dei rifiuti intorno allo stadio. La sede della redazione del quotidiano "Cronache di Napoli", che si trova vicino al San Paolo, è stata bersagliata con sassi e lacrimogeni. La guerriglia è proseguita nei pressi del Commissariato San Paolo, dove erano stati portati i tifosi fermati. I supporter giallorossi hanno potuto lasciare lo stadio su un pullman scortato dalla polizia solo tre ore dopo il termine dell'incontro.
CALCIO: 25 FERMATI E 15 FERITI PER INCIDENTI A NAPOLI
Sono venticinque i tifosi napoletani fermati nel corso degli incidenti avvenuti attorno allo stadio San Paolo dopo l'incontro Napoli-Roma di Coppa Italia durante i quali sono rimasti feriti quindici rappresentanti delle forze dell'ordine. I manifestanti attorno al Commissariato di polizia San Paolo hanno bruciato due auto e ne hanno danneggiate altre tre, mentre con sassi e bombe carta hanno infranto due vetrate dello stesso Commissariato. Le indagini proseguono per identificare altri scalmanati. () (AGI)

CALCIO:NAPOLI-ROMA;GUERRIGLIA FUORI LO STADIO,15 FERITI
ANSA 
ULTRA' PARTENOPEI ASSEDIANO COMMISSARIATO POLIZIA, 27 I FERMATI (ANSA) - NAPOLI, 8 DIC - Scene di ordinaria guerriglia al San Paolo di Napoli: e' di quindici feriti, tutti poliziotti, e ventisette ultra' napoletani fermati, il bilancio finale dei tafferugli che hanno segnato la partita di Coppa Italia Napoli-Roma con incidenti prima e dopo il match vinto facilmente dai capitolini che si sono imposti per 3-0.
Doveva essere una festa, con il Napoli che riassaporava l'aria delle grandi occasioni ospitando una delle big del campionato, ed in effetti la folla accorsa allo stadio, piu' di 60.000 spettatori, e' stata pari alle attese. Numeri da partitissima di campionato, altro che la derelitta e snobbata Coppa Italia. Eppure che Napoli-Roma fosse una partita a rischio sotto il profilo dell'ordine pubblico lo si sapeva al punto da disporne l'anticipo per motivi di sicurezza, alle 15 piuttosto che alle 20.30 come previsto inizialmente. Una precauzione che, unita agli appelli del prepartita, non ha impedito ai teppisti di trasformare l'area intorno allo stadio in un teatro di battaglia.
Le prime avvisaglie prima dell'inizio dell'incontro con il lancio di oggetti da parte dei tifosi napoletani contro le forze dell'ordine durante il passaggio dei tifosi romanisti diretti allo stadio. Gli agenti rispondono con cariche di alleggerimento e il lancio di lacrimogeni. Poi al termine di una partita senza storia il fermo di 10 ultra' partenopei diventa il pretesto per 4-500 tifosi azzurri per mettere sotto assedio il commissariato di polizia San Paolo, dove i giovani sono in stato di fermo. Ne scaturisce una battaglia con il lancio di petardi e il tentativo da parte degli ultra' di far irruzione all'interno dei locali di polizia. Si arriva allo scontro, volano lacrimogeni, bottiglie e sassi. A farne le spese, oltre ad una quindicina di poliziotti, il piu' grave dei quali ha riportato la frattura di una mano, anche la vicina redazione di un quotidiano locale, 'Cronache di Napoli', bersagliata dai teppisti con il lancio di sassi e lacrimogeni che hanno costretto i giornalisti ad abbandonare la sede. Due auto della polizia vengono date alle fiamme e altre due danneggiate, una vetrata del commissariato va in frantumi.
In fumo anche cassonetti e campane della raccolta differenziata.
Soltanto poco prima delle 20, a quasi tre ore dalla fine della partita, i tifosi al seguito della Roma, circa cinquecento, possono lasciare lo stadio a bordo di pullman scortati dalla polizia. Attorno ci sono i resti di un campo di battaglia. E' l'ultimo atto dell'ennesimo pomeriggio di follia calcistica. (ANSA).


GAZZETTA.IT
NAPOLI, 8 dicembre 2005 - Ci sono serie che continuano e serie che finiscono: valga da esempio per le prime quella della Roma che da 11 impegni ufficiali riesce ad andare in rete, e per le seconde il Napoli che suo malgrado si imbatte nella prima sconfitta casalinga dopo 25 impegni (20 vittorie e cinque pareggi) con i tre punti in palio (ultimo k.o. l'1-2 col Chieti il 31 ottobre 2004). E c'è anche un ottavo di coppa Italia nettamente sbilanciato, se si parla di prospettive di qualificazione ai quarti (contro la vincente di Fiorentina-Juventus): la Roma infatti passa a Napoli 3-0 e le basterà svolgere diligentemente l'ordinaria amministrazione e nulla più al ritorno per passare il turno.
Dura poco, l'illusione del Napoli di restare dentro la Coppa dei grandi, finora onorata con tre successi e la porta inviolata (1-0 alla Reggina, 2-0 al Pescara, 1-0 al Piacenza). Reja come previsto torna al 4-2-3-1, modulo d'inizio stagione: indisponibile Calaiò, lancia Sosa in avanti con Capparella-Grieco e Pià subito dietro. Ma i suoi, davanti a 60.000 spettatori, reggono l'urto della Roma poco più di mezzora: Briotti soffre molto, troppo le discese di Alvarez e Taddei e non è un caso che le due reti della Roma-2 (senza Totti, Panucci, Cassano, De Rossi...) nel primo tempo, firmate Aquilani e Nonda, nascano proprio dalla fascia destra del centrocampo giallorosso. 
Meriterebbe di accorciare le distanze, il Napoli, nella prima parte della ripresa: ma Pià e Montervino peccano di concretezza e così tocca al neoentrato e giovanissimo Okaka (classe 1989), sotto una pioggia cresciuta gradualmente d'intensità, fissare il risultato sul 3-0 finale al termine di una bella e caparbia azione personale. Mandando a dire che a volte non può bastare un pomeriggio ad annullare due categorie di differenza, e che questa era una di quelle volte. 
Dopo lo scooter dalla tribuna vola giù anche un coniglio vivo 
(Il Tempo)
AL peggio non c’è mai fine... dice. Verissimo. Se i «simpatici» ragazzotti della curva Nord interista riuscirono a buttar giù dal secondo anello di San Siro un motorino, i più fantasiosi «colleghi» napoletani hanno superato ogni immaginazione. Qui il livello di idiozia invade il campo psichiatrico: follia assoluta. Ieri nella tribunetta dei 1000 irriducibili romanisti, è piovuto nientemeno che un coniglio: vivo. Ossia, vivo al momento del lancio, non uno spettacolo bellissimo da vedere dopo l’atterraggio tra i giallorossi atterriti dal gesto: animalesco. Solo una partita? No, quando sugli spalti succedono cose di questo tipo (per non parlare degli incidenti fuori contro i quali nemmeno dispigamenti da «assedio» sembrano poter porre rimedio), lo sport c’entra ben poco. Ma come, non erano i romanisti i «cattivi»? Forse prima di etichettare una tifoseria bisognerebbe passare qualche ora in più all’«interno» di uno stadio e non far guarriglia fuori.Tiz 

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