XI Giornata
RO
MA - UDINESE
0-3
Roma, Stadio Olimpico
10 novembre 2004
ore 20.30

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Tifo Curva Sud:
Rinfrancata dalla prestazione "di cuore" di Milano, la Sud incita a gran voce la squadra, resistendo sino allo 0-2.
Dopo di ciò, rimane disorientata, incerta tra una contestazione appena accennata e l'ironia che la situazione poteva suggerire. Qualunque scelta sarebbe stata impopolare: il sostegno a oltranza strideva con la sconcertante prestazione della squadra, che le tribune hanno iniziato a fishciare sullo 0-2, quando ancora la Sud la incitava; la contestazione poteva sembare fuori luogo, visto il cuore dimostrato a Milano. Conosco bene queste situazioni e quanto sia difficile gestirle...
Voto 6,5
Tabellino partita:
ROMA-UDINESE 0-3 
(primo tempo 0-1)
MARCATORI: Iaquinta al 45' p.t. e al 38' s.t.; Pizarro (rigore) al 15' s.t..
ROMA (4-4-2): Pelizzoli; Sartor, Ferrari, Mexes, Cufré (De Martino dal 30's.t.); Aquilani (Mido dal 1's.t.), Perrotta, De Rossi, Mancini (Scurto dal 22's.t.); Totti, Montella. PANCHINA: Curci, Briotti, D'Agostino, Corvia. All. Del Neri.
UDINESE (3-5-2): De Sanctis; Bertotto, Sensini, Kroldrup; Mauri, Pinzi (Pazienza dal 39's.t.), Pizarro, Muntari (Belleri dal 17's.t.), Jankulovski; Iaquinta, Di Michele (Di Natale dal 30's.t.). PANCHINA: Handanovic, Cribari, Pieri, Fava. All. Spalletti.
ARBITRO: Morganti di Ascoli Piceno.
NOTE - Serata fresca e umida, terreno in ottime condizioni. Espulsi: Sartor al 14' s.t. per fallo ultimo uomo. Ammoniti: De Rossi, Scurto, Muntari e Pinzi per gioco scorretto. Angoli: 8 a 4 per la Roma. Recuperi: primo tempo 2'; secondo tempo 1'. Spettatori paganti 5.894 per un incasso di euro 69.043,00, abbonati 34.496 per una quota di euro 705.263,00.
Tifo Ospiti:
E' mercoledì sera, e quindi  i 50 udinesi valgono senz'altro di più che se fosse domenica. Difficile però dare un giudizio che possa rispecchiare una situazione di... "normalità domenicale", ma devo dire che quei pochi presenti si sono sentiti pochissimo, anche nei lunghi silenzi del secondo tempo. Non so se ci siano ragioni interne, ma mi sembra che la tifoseria udinese sia un po' meno compatta rispetto a qualche anno fa; manca il movimento, manca il folklore. Vincono 3-0 e, a parte i festeggiamenti finali, non sembra che tifino in modo particolarmente accanito.
Voto: 5

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FOTOTIFO
A.
S.
R.
Al 1° gol
Secondo
                  tempo
Al secondo
                  gol
Pischello
                  stoico, sullo 0-2

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VIDEOTIFO
 
Inno Roma
(3965 kb)
Barbera champagne sullo 0-2
(5621 kb)
Udinesi in festa con la squadra
(4453 kb)

FOTOCALCIO
 
 








VIDEOCALCIO

 
Il servizio sulla partita
(1545 kb)
 

ANGELO
…non c’è niente da dire!
RIDICOLI!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

RAFFAELE@DOG
Inizio dicendo che ascoltando l'etere romana, se ne sono sentite di tutti i colori, e qui si capisce chi parla di roma per soldi e chi parla di roma per amore. La cosa più bella che ho sentito, è stata quella di un famoso conduttore romano che affermava che "...l'udinese è la squadra più forte in circolazione, se domani gioca con la juve la massacra". Credo che non sia possibile perdere in quel modo con l'udinese, senza mai tirare in porta, permettere ad un giocatore di avvicinarsi sotto la curva e tirarsi giù i calzoncini senza mai reaggire. Cmq ringraziando il calcio skyfoso, arrivo allo stadio alle 8 e 30 precise, traffico assurdo, ci siamo tutti o quasi, nota positiva e non aver ascoltato lo scempio della formazione,non la sopporto e credo che sia una presa in giro clamoroso qualcuno l'ha capito, è bastato un pareggio strappato con le unghie e un 5-1 col cagliari per far tornare piovre,mazinga zeta, il pappagallo, pulcinella, belli capelli e fenomeni vari, per fortuna in curva molti sono rimasti muti mi hanno detto.
Nota positiva: si è rivisto il lanciacori, non so se era il ragazzo che ha scritto l'email poco tempo fa, cmq bentornato!
all'inizio si tengono cori per molto tempo e in curva c'è molta voglia di riscatto. ce la mettiamo tutta, 0-1, ok è sfortuna il secondo tempo ci rifaremo, alziamo la voce per dare una spinta alla squadra, niente sembrano spaesati, 0-2, iniziamo a essere goliardici, barbera champagne, che sarà sarà, la società dei magnaccioni.
E arriva il momento clou almeno in curva la partita non la seguo più e noto che dei ragazzi, giù alla vetrata in basso facessero una specie di torneo di cariche, da una parte all'altra della vetrata, goliardia al massimo.
Cmq nonostante lo 0-2 la curva continua a cantare a differenza di altri settori che fischiano, 0-3 e scattano i nostri ole ai passaggi dell'udinese, bordate di fischi e il "tifiamo solo la maglia"  che stavolta non viene fischiato... che incoerenza...
Commento non ci sono scuse, la società ogni giorno ci da una brutta notizia e sta tramando qualcosa di strano, i giocatori non c'hanno grinta, cattiveria, allenatore mette fuori rosa l'unico che può darci un aiuto ha cambiato 10 muduli e fa giocare gente come sartor che non faceva manco la panchina con l'ancona! meglio scurto a questo punto.
In conclusione? dobbiamo continuare a fare il tifo perchè se li fischiamo ancora, come dovrebbe essere, andiamo dritti in serie B.

I VOSTRI RESOCONTI....
....E QUELLI DELLA STAMPA 
(questi ultimi solo se meritano)

OLTREICOLORI
GAZZETTA.IT
ROMA, 10 novembre 2004 - Altro che rinascita! La Roma di Del Neri scivola malamente all'Olimpico e incappa in un pesante 0-3 inflittole da un'Udinese che mostra come dovrebbe essere una squadra che ha un modulo e i giocatori adatti a interpretarlo. La formazione di Spalletti ottiene il quarto successo consecutivo, terzo in trasferta, e si insedia al terzo posto, solitario in attesa del derby siciliano, con 18 punti. I giallorossi restano fermi a quota 13, più vicini alla zona retrocessione che a quel quarto posto che Del Neri ha detto essere alla portata dei suoi. Nulla di compromesso, ma il passo indietro inquietante nel gioco, lascia davvero perplessi.
Le squadre si presentano all'Olimpico nelle formazioni annunciate, eccezione fatta per i friulani che, all'ultimo recuperano Pinzi e mandano Pazienza in panchina. Da una parte un 4-4-2, quello giallorosso, che dovrebbe avere nella coppia De Rossi-Perrotta, il motore propulsivo, dall'altra un 3-5-2 che sfrutta a meraviglia gli inserimenti di Jankulowski a sinistra e Mauri a destra sotto l'abile regia di un Pizarro sempre più in forma e determinante.
I padroni di casa provano a pressare in avanti alla ricerca del varco che permetta a Montella, in seconda battuta a Totti, di presentarsi pericolosamente dalle parti di De Santis. Ma è un fuoco di paglia. L'Udinese tiene bene le distanze fra i reparti, pressa alto il portatore di palla e lavora ai fianchi la difesa avversaria. In realtà succede poco fino al 14' quando Muntari pesca un Di Michele solissimo, ma decentrato sulla sinistra, cross al centro che nessun bianconero è pronto a raccogliere. La Roma, però, fa ancora meno e si deve aspettare l 38' per vedere un colpo di testa di Mexes, su angolo di Totti, sfiorare il palo. La difesa giallorossa sembra tranquilla, ma basta un nulla. Quel nulla arriva al 45' quando Iaquinta su punizione, sfrutta un posizionamento errato della barriera, un fallo non visto su Perrotta e, dulcis in fundo, un errore di Pelizzoli. Insomma, fa 0-1 per l'Udinese.
Del Neri getta nella mischia Mido al posto di Aquilani, chiedendo all'egiziano di restare largo a sinistra. L'ex giocatore dell'Ajax ci mette tanta buona volontà, ma è un corpo estraneo e si vede. L'Udinese può gestire e colpire in contropiede. La Roma è pure sfortunata e va vicina due volte al pareggio con Montella prima e De Rossi poi. Al 15' la svolta definitiva: veloce contropiede friulano che smarca Di Michele in area, Sartor atterra l'attaccante rimediando rigore ed espulsione. Pizarro dal dischetto non fallisce. La Roma va in barca, il tecnico ci mette del suo con sostituzioni non sempre comprensibili. Iaquinta firma il terzo gol e la doppietta personale che manda in orbita la sua Udinese.

IL MESSAGGERO
 Come vuole un’orrida tradizione, la Roma infrasettimanale è una schifezza: in campionato pareggio col Lecce e sconfitte con Juve e Udinese; mentre in Champions League, inutile ricordarlo, nessuno in Europa ha fatto peggio. 
Si polemizza in vari modi: con i cortei, gli striscioni, gli scioperi della fame, le molotov, le uova marce. I tifosi della Roma scelgono un modo non aggressivo ma secco, una serie di cori che resteranno nelle orecchie dei milionari romanisti per un pezzo. Si comincia con il solito «A lavorare, andate a lavorare» che è solo un assaggio. Poi si passa a un «Ci avete rotto il c...» già più incisivo. Si prosegue con un irriverente «Olè» ad ogni passaggio dell’Udinese padrona del campo. E si chiude con un provocatorio «Sotto la curva, venite sotto la curva», invito che i nostri eroi astutamente non raccolgono, anche perchè tengono famiglia e in qualche modo vorrebbero tornare a casa prima che faccia giorno. I fischi, comunque, oscurano il cielo e rimbalzano feroci ai quattro angoli della scatola dell’Olimpico. Serviranno? Non è detto. Conoscete una categoria più viziata, cinicamente miliardaria e avulsa dal mondo dei calciatori professionisti? Ecco. Resta il grottesco tre a zero e basta, uno sfregio sull’almanacco. 
Certo che questa volta l’hanno fatta grossa. I giovani sembrano rimasti nel pensionato di Trigoria a giocare con la Playstation; i senatori seduti in branda a leggere il giornale. Poche e confuse idee aggrovigliate nella tonnara di centrocampo come una rete da pesca. Acido lattico fin dentro le orecchie. La Roma avrà anche un futuro stellare, ma il presente, almeno quello di ieri, è orrido. Vincenzo Iaquinta segna due gol: il primo grazie a uno splendido swish di Pelizzoli proteso in tuffo, il secondo grazie a un colpo di genio secco. E in mezzo ci sta il rigore segnato dal puffo cileno David Cortez Pizarro, regista di Valparaiso, un incubo inseguito per tutta la notte. Senza dimenticare la traversa del ghanese Alì Sullev Muntari che ancora traballa dopo il destro con biglietto di sola andata. Hai voglia a spostare Mancini e Aquilani; hai voglia a buttar dentro Hussein Abdelaziz Ahmed Hassam Mido, già stralunato di suo e per di più alla ventisettesima giornata di Ramadam, quarto e ultimo mercoledì di digiuno dall’alba al tramonto. Nel tabellino resterà per lui solo una specie di camposanto islamico. 
E giù altri fischi, tanti. E insulti. E improperi a famiglie, mogli, fidanzate. Roma e Lazio insieme non fanno i punti della Juventus. La Roma da sola ha la peggior difesa del campionato, la banda del buco, il porto delle nebbie, venti gol presi in undici partite, se continua così bisognerà portarsi il pallottoliere (la Roma almeno è prima in qualcosa, e la notte non ci permette di controllare la classifica delle espulsioni...). «Voglio una squadra ricca dalla mentalità povera» aveva detto Del Neri alla vigilia. Beh, ricca di soldoni certo, povera di idee anche. Totti lascia il campo con due occhiaie che sembrano la galleria del Sempione, un condannato alla sedia elettrica sarebbe più allegro. In tribuna è finito anche il Prozac e i tifosi bruciano un po’ di sedili, maglie, striscioni sbagliati dall’inizio. 
Erano dunque sogni a vanvera quelli di Milano. Doveva essere la partita della svolta, invece restano solo luci spettrali a illuminare un prato fradicio di pioggia dove si è appena consumato l’irresistibile testacoda di una squadra sghilemba. Sarà per un’altra volta. Se ci sarà. Magari, per colmo di beffa, con Cassano e Panucci... 

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