ROMA - CHIEVO
0-0
Roma, Stadio Olimpico,
29 maggio 2005
ore 15.00

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Tifo Curva Sud:
Ottima Curva Sud quest'oggi.
Vicina alla squadra, giustamente offensiva con la stirpe Moggi, proiettata alla finale di Coppa Italia. I cori sono continui e si intensificano quando inizia a diluviare. Colorata e con molte bandiere e bandierine mostra la parte migliore di sé in una stagione indubbiamente difficile.
Voto: 8
Tabellino partita:
ROMA-CHIEVO 0-0
ROMA: Curci, Panucci, Xavier, Scurto, Cufrè, Aquilani (12'pt Virga), De Rossi, Perrotta, Montella, Totti, Corvia (43'st Rosi)
Allenatore: Conti
CHIEVO: Marchegiani, Moro, Mandelli, D'Anna, Lanna, Sammarco, Zanchetta, Franceschini (24'st Malagò), Marchesetti (1'st Fusani), (36'st Pellissier), Amauri, Luciano (36'st Pellissier)
Allenatore: D'Angelo
ARBITRO: Morganti di Ascoli Piceno
NOTE: Giornata inizialmente soleggiata, poi pioggia per tutto il secondo tempo, terreno pesante. Spettatori: 55.000, per un incasso di 173.905 euro. Ammoniti: D'Anna, Scurto, Moro. Angoli: 5-4 per la Roma. Recupero: 1', 2'.
Tifo Ospiti:
Circa 500 i tifosi del Chievo che giungono a Roma per la sifda salvezza. Accompagnati da un tamburo tifano per la loro squadra e basta. Li si sente qualche volta: potrebbero fare di più ma il nucleo che canta sempre è ancora molto ridotto per una squadra di serie A. Meritano comunque la sufficienza.
Voto: 6

FOTOTIFO
Punizione della Roma
Punizione del Chievo
Arriva il diluvio
La Tribuna d'Onore si svuota... ci piove dentro: chiedere a Carraro!

VIDEOTIFO
 
Clivensi alla formazione
(3066 kb)
Curva Sud alla formazione
(6523 kb)
Panoramica all'inno
(6521 kb)
Diluvio e Curva Sud
(6005 kb)
Curva Sud
(5879 kb)
Curva Sud, diluvio e olè al gol subito dalla Lazie
(10489)
Discesa clivensi e tifo Curva Nord
(7030 kb)
Squadra Chievo sotto il settore
(2298 kb)
La Roma sotto la Curva Sud al termine
(4348 kb)
Conti sotto la Sud con la bandiera della Roma
(4349 kb)
Clivensi in festa e Chievo sotto il settore
(3037 kb)
Sud in festa al vantaggio del Palermo
(281 kb)
Il giro di campo (Domenica Sportiva)
(3985 kb)
 
Chievo fans (Domenica Sportiva)
(3985 kb)

FOTOCALCIO
Xavier
     

VIDEOCALCIO
Il servizio sulla partita
(1161 kb)
"Sono ottimista.. Francesco è un simbolo... però... speriamo bene, insomma.
Non so cosa dire"
(dichiarazioni di Rosella Sensi alla DS, 1813 kb)
Scivolata di Panucci sotto il diluvio
(2043 kb)

MARCO
meno male che il campionato è finito!!! 
un'altra prestazione indegna, l'ennesima, speriamo anke sia l'ultima!!!!!
ONORE A CHI è STATO SUL CANCELLONE DELLA SUD SOTTO L'ACQUA A FOMENTARCI + KE MAI, DAJE!!!!!!!!!!!!!!!!
 PS
ONORE AI DIFFIDATI 

Da un newsgroup
...le guardie hanno cercato di impedire a Totti e Conti e gli altri di venire sotto la Curva mettendo transenne e spintonandoli cercando quindi di scatenare una guerra in una giornata tranquilla?
Mi è anche sembrato che Totti sia riuscito a passare a
spintoni...quindi l'ordine pubblico e l'incolumità della gente è dovuto a quel gesto. Se non mi sono sbagliato (anche se mi sembra difficile perchè ci vedo bene!) Totti ci ha evitato un dispiacere e eventuali scontri dovuti
all'idiozia dei Puffi Blu.

DAVIDE
ALL'UNA E MEZZA SONO GIA' IN CURVA CHE E' ABBASTANZA PIENA. INCONTRO UN MIO AMICO CHE HA SCAVALCATO DAI DISTINTI E SONO STATO CONTENTO PERCHE' ERA MOLTO CHE NON LO SENTIVO E CON LUI ABBIAMO BEVUTO IN PO'. CURVA SUD BUONA SOPRATTUTTO ALL'INZIO E NEL SECONDO TEMPO POI S'è ROTTO IL MICROFONO ED E' VENUTO UN RAGAZZO COL MEGAFONO SOPRA ALLA VETRATA MA NON SE SENTIVA BENE. 
ALL'INIZIO DOPO QUANDO L'INNO SI ALZERA' ABBIAMO CANTATO ROSSELLA SENSI BLA BLA BLA, CARRARO PEZZI DI MERDA E MOGGI MAGARI MORI OGGI. POI NEL SECONDO TEMPO I CORI STORICI VECCHI CHE E' STATO UNO SPETTACOLO, E POI QUALCHE CORO SPARUTO CONTRO VERONA. NON HO ANCORA CAPITO PERCHE' I FEDAYN CANTANO DA SOLI...BAH. MOLTI CORI CONTRO LE FORZE DEL DISORDINE E PER I 
DIFFIDATI...CORI ANCHE PER LA CURVA SUD...E QUALCUNO PER TOTTI (CHE NON HO CANTATO) E PER BRUNO CONTI. CORI ANCHE PER IL GRANDE CAPITANO AGOSTINO PERCHE' DOMANI E' L'ANNIVERSARIO DELLA SUA MORTE. ALLA FINE LE GUARDIE SONO VENUTE SOTTO LA CURVA E GLI E' ARRIVATO DI TUTTO E CORI CONTRO DI LORO. "PRENDI I BASTONI, PRENDI LE LAME, VIENI A MILANO ANCHE TU...PRENDI LE LAME O 
QUEL CHE VUOI TU...VIENI A MILANO ANCHE TU!"
"IO CHE PORTO RANCORE ALLA GUARDIA E AL QUESTORE, CHE VITA DE ****** DORMIRE 
IN CASERMA, NON PARLI ITALIANO MA SOLO CAMPANO, C'HAI PURE I BAFFONI C'HAI ROTTO I *****, SO CARABINIEEEEERI ***** VEEEEEEEERI" (visto il tenore, è bene precisare che riporto questi cori per dovere di cronaca, n.d.L.)
MILANO STIAMO ARRIVANDO!

Siro82
E' trascorso l'ennesimo anno al fianco della Roma ma ahimè è trascorso anche il primo anno senza la persona che esattamente 365 giorni fa poneva la parola fine alla nostra storia. Il destino ha voluto che questa giornata io la trascorressi su quel solito posto dal quale ho assistito quest'anno a poche gioie e molti dolori. Il calore della curva, nonostante un tremendo acquazzone e la passione per questi colori hanno fatto si che io in quelle 4 ore di stadio stessi tranquillo, beato, contento senza pensare a quel passato che tutt'ora incombe nel mio cuore. Arrivo allo stadio verso le 13:45 e noto che ci sono già moltisime automobili parcheggiate. Arrivo davanti i cancelli, primo filtraggio passo tranquillamente senza che nessuno mi controlli (a volte ti levano il portachiave a cui ci tieni tanto, altre volte neanche ti controllano. Mah....), controllo dell'abbonamento ed arrivo al secondo filtraggio: anche li nessun controllo. Entro allo stadio la curva presenta degli spazi vuoti nelle parti alte ma va via via riempiendosi cosi come il resto dello stadio. Verso le 14:30 circa fanno il loro ingresso i tifosi avversari, la presenza mi sorprende alquanto anche se poi durante la partita non li ho sentiti neanche una volta. Formazione rimaneggiatissima per la Roma tra le cui fila spicca anche Abel Xavier (magari una tagliatina a quei capelli la potresti anche dare. Non è un'offesa ma solo un consiglio). Giusto tributo al nostro Bruno Conti al cui nome scroscia un lungo applauso. Della partita c'è poco da dire, classico biscotto di fine stagione che la Snai pagava pochissimo. Nel primo tempo la curva sembra essere svogliata, si canta poco... pochissimo: i cori più massicci sono contro moggi (noi non vogliamo nessun moggi nella Roma). La partenza della ripresa è a dir poco imbarazzante, quando l'inno s'alzerà... viene terminato da pochissimi ragazzi. Il cielo comincia a farsi grigio e d'un tratto scende il diluvio. Penso tra me:" Ora le prime file saliranno un pò!" Neanche per idea, i ragazzi sotto sembrano come fomentarsi e cominicano a partire forti e compatti i cori: nonostante la pioggia si è cantato e sventolato le bandiere...onore a loro. Termina la partita, dalla curva osservo delle persone che portono degli scatoloni al centro del campo, all'interno ci sono dei palloncini che si vendono negli as roma store e che nel giro di campo i giocatori lanceranno verso gli spalti. Personalmente, è stato un finale imbarazzante: ma perchè è stato fatto?Abbiamo vinto qualcosa e dobbiamo festeggiarla? Forse stavano festeggiando la salvezza matematica ottenuta la scorsa domenica a bergamo. Mah io so solo che l'unico a meritarsi i nostri applausi è stato Bruno Conti, degli altri quest'anno nessuno si è salvato! Quest'altro anno sarò di nuovo al fianco dell' AS ROMA 1927 mentre lei partirà per Siviglia e sarà lontana moltissimi chilometri... dimmi cos'è che mi da coraggio anche se tu nun me voi bene: GRAZIE ROMA! CURVA SUD OLE'


LAURA A.
Ti scrivo per confermare ciò che riporta il trafiletto su Roma-Chievo che proviene da un newsgroup.
E'accaduto proprio cosi, complimenti alla grandissima furbizia delle forze dell'ordine, che non contenti di aver scatenato un putiferio di bottigliette facendo schierare davanti le vetrate numerosi celerini con tanto di cani, (e non ce n'era DAVVERO bisogno... non abbiamo mica vinto la champions league, nessuno aveva la voglia di scavalcare, erano tutti tranquillissimi) hanno tentato, con un vero e proprio muro umano coadiuvato da spintoni e gestacci, di ricacciare l'intera squadra della roma oltre le transenne.... spettacolo davvero squallidissimo! 
Gli animi in sud, già caldi per la celere non avrebbero retto il colpo... e qualcuno già parlava di invasione.... volavano fischi e insulti a tutto spiano... la vera FURBIZIA..... 
Quindi è GRAZIE a Totti, Bruno Conti e molti altri, che hanno inziato a spingere il cordone, che si è evitato forse un episodio molto sgradevole. 
A tal proposito ti porto l'esempio di due domeniche fa, quando in occasione del derby, avvennero scontri nel piazzale antistante l'olimpico, tra chi tentava (come si è sempre fatto) di portare nello stadio gli striscioni fatti con fatica e pazienza durante la notte, e la celere. 
Ecco in questo frangente, il GENIALE speaker dell'olimpico annuncia più o meno con queste parole: "Attenzione si pregano i tifosi della roma di lasciare il piazzale antistante la curva sud e di rientrare nello stadio in maniera pacifica, altrimenti se continueranno gli episodi di violenza, la squadra verà penalizzata con lo 0 a 3 a tavolino". Nel giro di pochissimi secondi, decine e decine di ragazzi sono corsi giù per le scale a cuoriosare o a dare man forte.... ma la cosa ridicola è che NOI DENTRO non avevavmo idea di cosa stesse accadendo sotto finchè quel volpone dello speaker ha fatto questo INTELLIGENTISSIMO annuncio.... 
Mah... sempre peggio.... ma chi prende queste GENIALI decisioni, la laurea in "psicologia delle masse" dove l'ha presa?? Al CEPU con DelPiero??? O con i punti del benzinaio?? 
CIAO!!
Laura A.

UN ULTRA'
Caro Lorenzo,
in moltissime occasioni, negli anni andati, quando nell'ultima di campionato la Roma ha giocato in casa, lo speaker dell'Olimpico annunciava che la squadra avrebbe effettuato un giro di campo e che quindi si doveva evitare l'invasione: il più delle volte la squadra se ne è fregata. Niente giro e niente invasione, quindi. A circa 20 minuti da termine, quando ancora diluviava e quando nulla lasciava presagire l'invasione (anche perchè non c'è, ancora, niente da festeggiare ...) un genio ha ordinato a 2 PS con i cani di posizionarsi al centro della Sud. In quel momento - sono nei distinti Sud - guardavo proprio verso il vecchio ingresso al campo ed ho notato che i 2 PS, visibilmente contrariati, hanno cercato di replicare al genio loro superiore, che comunque gli ha fatto cenno di andare. Appena arrivati là sotto, puntualmente, i ragazzi della Sud hanno tirato di tutto, più per divertimento che per far male ed il lancio è durato parecchi minuti. A quel punto, alcune centinaia di tifosetti occasionali, iniziavano ad accalcarsi verso le ultime file in basso. Subito arrivavano altre decine di PS che si posizionavano lungo tutto il perimetro della Sud. Avrai notato che anche in tutti gli altri settori dello stadio i tifosi si riversavano in basso verso i vetri divisori, ma nessun PS o CC, o GF si è avvicinato verso la Monte Mario o la Tevere, dando per scontato che se qualcuno doveva invadere, per forza avrebbe invaso dalla Sud. Anche quest'anno, poi, lo speaker ha fatto il fatidico annuncio. Commentando con i miei amici, tutti pensavamo - o speravamo - che quelle seghe non avrebbero osato fare il giro d'onore (!!!) e che tutto si sarebbe risolto con la solita farsa. E' andata anche peggio. Roba da serie inferiori. Qualcuno ha portato due scatoloni pieni di quelle pallette da spiaggia color nero, o metallizzato che vendono a 5 € nei Roma Store... I giocatori, sorridenti, contenti e divertiti, hanno iniziato a lanciarli verso il pubblico. Alcuni si accalcavano per prendere quelle pallette e si spintonavano come se si trattasse della maglia di Ago... Giunti sotto la Sud, oltre alle pallette, sono spuntati due palloni da gioco (... come a dire "a voi vi trattiamo meglio") che sono stati tirati verso il pubblico, mi sembra, da Totti e Panucci. Molti intorno a me erano disgustati. Molti adoranti. Il tutto con "Grazie Roma" a palla, diffuso due volte di seguito dagli altoparlanti. Queste scene sono un insulto per chi segue la Roma da sempre e per chi, soprattutto quest'anno, ha avuto modo di incazzarsi di fronte a prestazioni a dir poco squallide e svogliate di tutti i giocatori. I Romanisti non hanno bisogno di questi spettacoli di dubbio gusto. Forse che la Società vuole farsi perdonare in qualche modo? Vedere quei coglioni che scherzavano fra di loro, mentre tiravano le pallette sugli spalti, vedere Xavier che sventolava una bandiera e saltava felice come se avesse vinto un trofeo, mi ha veramente disgustato. Spero che chi ha avuto questa splendida idea si ricordi di ordinare ai giocatori - comunque vada - di andare sotto il settore a noi riservato allo stadio Meazza in una notte prossima a venire ... La stagione, comincia adesso!
Un Ultrà.

I VOSTRI RESOCONTI....
....E QUELLI DELLA STAMPA 
(questi ultimi solo se meritano)

OLTREICOLORI
   
GAZZETTA.IT
ROMA, 29 maggio 2005 - Maurizio D’Angelo ce l’ha fatta. È entrato in corsa a tre giornate dalla fine, ha fatto sette punti e ha salvato il Chievo. Lo 0-0 dell’Olimpico è l’ultimo atto di una stagione tribolata sia per la Roma sia per il Chievo, che si chiude però con un sorriso per entrambe le squadre: la Roma giocherà tra due settimane la finale di coppa Italia, il Chievo giocherà il prossimo anno la quinta stagione di fila in serie A.
All’Olimpico è partita vera praticamente solo nel primo tempo. Al 4’ Chievo vicino al gol con Amauri, che sbaglia un facile tap-in dopo un tiro di Zanchetta non trattenuto da Curci. La Roma replica dieci minuti più tardi con Corvia, che, una volta in area, centra la traversa da posizione leggermente defilata sulla sinistra. Altre due occasioni - una per parte - sul finire della prima frazione. Roma vicina al vantaggio sempre con Corvia dopo un passaggio filtrante di Montella, il Chievo invece sfiora il gol con Amauri dopo un cross di Marchesetti.
Nel secondo tempo è più che altro accademia. Complici i risultati provenienti dagli altri campi - che al Chievo vanno benissimo - e complice pure un acquazzone tropicale che si abbatte sull’Olimpico, Roma e Chievo si accontentano dello 0-0. Un’unica vera occasione per i giallorossi: al 29’ cross teso di Totti, Montella con uno splendido esterno sinistro colpisce il palo a Marchegiani battuto.
Poi la partita regala solo qualche buona giocata individuale: Totti, ad esempio, delizia il pubblico prima con un colpo di tacco poi con un tiro al volo dai 30 metri. La partita scivola via senza emozioni. Al fischio finale baci e abbracci tra i giocatori del Chievo, giro di campo festoso per quelli della Roma. Di facce tristi, all’Olimpico, se ne vedono davvero poche.

ROSELLA SENSI
(DIRE) Roma, 29 mag. - "Avevo dato un appuntamento all'Olimpico per ringraziare i tifosi e i giocatori. Stiamo lavorando, stiamo facendo scelte importanti, sicuramente impopolari. Impopolare lo sono stata per tutto quest'anno e lo saro' ancora". Cosi' l'amministratore delegato della Roma, Rosella Sensi, parla del futuro della squadra giallorossa. Tutti sono in attesa di
conoscere il nome del nuovo allenatore della Roma, ma non e' ancora il momento. "Mi sono presa queste respondabilita' ma non posso darvi risposte, la stagione inizia presto quindi siamo
ottimisti - ha spiegato Rosella Sensi - sono tifosa anch'io e non voglio piu' soffrire come quest'anno. Stiamo lavorando con grande impegno proprio perche' vogliamo lavorare bene e prenderci
qualche soddisfazione che dovevamo gia' prenderci quest'anno.
Sono fiduciosa perche' stiamo lavorando bene e con persone preparate e tra queste voglio ancora ringraziare Bruno Conti. Mi prendo la responsabilita' di non essere popolare, non essere
simpatica, di non rispondere ai tifosi, e di renderli scontenti ancora una volta. Chiedo scusa ma parleremo presto. Meglio dare bene le risposte che darle mezze belle o mezze brutte". Poi
l'amministratore delegato si sofferma sulla questione del tecnico e del nuovo direttore gnerale: "Alcune scelte le stiamo vagliando, per quanto riguarda il progetto e' quello di
incrementare alcune cose e correggerne altre, anche nella comunicazione. Le scelte sono difficili, il presidente e persone preparate nel calcio stanno facendo valutazioni importanti.
Prandelli? Stimo molto la persona, sono stata vicina a lui per il coraggio avuto nell'affrontare i problemi personali. E' sempre stata una persona vicina alla societa' ma con questo non voglio
dire che Prandelli sara' il nuovo allenatore. Credo proprio che arrivera' un nuovo dg, non ne posso piu' di prendermi tutte le responsabilita'. Cosi' almeno diventeremo impopolari in tanti".
Molti si aspettavo oggi l'annuncio del contratto di Totti. "Siamo ottimisti", ha detto Rosella Sensi, che conclude con una battuta sul presidente Franco Sensi: "Ci sono stati tanti equivoci
quest'anno. Io lascio questi equivoci perche' forse alla fine ci porteranno fortuna. Si sono dette tante cose sulle condizioni di salute di mio padre e come ho preso le redini della societa': non ho preso le redini della societa' perche' se mio padre non cammina non vuol dire che non dirige in maniera inequivocabile".

BRUNO CONTI
"Voglio iniziare questa conferenza stampa ringraziando tutti i tifosi. 
Oggi, nonostante la poca importanza della partita, sono venuti in 60 mila all'Olimpico. Sono meravigliosi". Bruno Conti dedica la sua gioia ai 
supporters della Roma, il popolo giallorosso che ogni domenica grida: "La Roma si ama, non si discute". "E' stato un percorso difficile fin qui, ma 
ho preso un impegno e lo rispetterò fino alla fine. Dopo la sconfitta con il Parma ero molto preoccupato, ma, per fortuna, i giocatori hanno 
dimostrato di essere dei veri professionisti. Non voglio fare bilanci finali. Manca ancora la Coppa Italia ed io farei di tutto per regalare ai tifosi questo trofeo. Quando avrò terminato, tornerò ad occuparmi di quello che so fare meglio. L'allenatore della Roma? Ora non ci penso. La 
società sta lavorando bene. Io mi occupo della squadra. Da mercoledì saremo di nuovo tutti a Trigoria per prepararci alla doppia sfida con l'Inter". 
Aquilani è uscito il 1° tempo a causa di un infortunio: "Mi spiace per lui, doveva raggiungere l'under 21 stasera.In questi giorni era stato 
benissimo, eppure ha sentito di nuovo dolore e più forte della prima volta. Speriamo sia recuperabile". Tancredi festeggia lo scudetto della Juve indossando la maglia bianconero: che effetto fa vederlo così? "Io amerò per sempre la Roma e la sua maglia, ma non posso giudicare quello 
che fanno gli altri".

ILROMANISTA
Il feroce sole che fa sudare anche stando fermi nel catino del Foro Italico lascia spazio all'intervallo ad un ammasso nuvoloso che rinfresca tutti, e 
lo farà a maggior ragione con i giocatori in campo che invece nel primo tempo cercavano refrigerio nelle bibite e nel ghiaccio ad ogni sosta forzata. Così nel secondo tempo ci sono condizioni meteorologiche nettamente differenti rispetto al primo, con la pioggia che comincia a cadere prima lieve poi copiosa mentre un vento impetuoso fa volare fogli, cappellini, giornali e dalle file più basse c'è un vero e proprio fuggifuggi: e per vederci chiaro c'è addirittura bisogno dei riflettori. Roma ha risposto con 
la solita passione all'invito della società, stavolta non solo a parole grazie ai prezzi popolari praticati per la sfida che può valere il settimo 
posto: 20890 paganti che sommati ai 34500 abbonati e agli invitati fa arrivare il conto poco al di sotto di quella quota 60.000 che quasi ovunque 
si sognano. Il Chievo si gioca di più e infatti sono più numerosi del solito anche i suoi sostenitori, almeno 500. La curva sud fa capire subito da che 
parte sta, prima con un coro in cui si mette in dubbio l'attendibilità dell'ad Rosella Sensi, poi, immediatamente dopo, con il solito coro, quello un po' troppo definitivo, riservato a Moggi: andava bene per il padre, l'obiettivo di oggi è il figlio. E a fine partita si scongiura l'invasione anche per il 
doppio avviso che ricorda il rischio dello 0-3 a tavolino: così la squadra può fare il suo giro d'onore lanciando minipalloni da calcio alle tribune e finisce con Conti in trionfo sotto la Sud, mentre il Chievo festeggia con i suoi tifosi la salvezza.

Il dopo campionato della Roma ha la faccia trionfante di Bruno Conti, l'espressione disillusa di Montella, il volto implorante dell'amministratore delegato Rosella Sensi. Ognuno si porta stampato il senso della propria esistenza nel momento in cui prende coscienza di ciò che ha fatto e di quello che resta da fare. E in questo senso chi porta sul volto i segni della maggiore preoccupazione è proprio Rosella, che al fischio finale di Morganti raduna la sua squadra (Elena Turra, responsabile della comunicazione, e Daniele Pradé, dirigente plurifunzione) e si avvia verso le forche caudine di telecamere, microfoni e taccuini. Sa di non poter dire ancora nulla, sa di 
aver lavorato per poter portare all'attenzione del pubblico romanista almeno il rinnovo del contratto di Totti e invece niente. Sa di non aver annunci da fare e ne fa quasi motivo d'orgoglio, a sottintendere che sta ancora lavorando per l'obiettivo. Alla fine, tra una gaffe e un sorriso, tra uno «scusate» e un «capitemi», qualcosa dirà: che entro pochi giorni il Progetto sarà svelato nei dettagli, che diversi professionisti stanno lavorando con il presidente e con lei per costituire ogni tassello della nuova Roma, che quest'anno sono stati commessi molti errori che non dovranno essere ripetuti, che è in arrivo un nuovo direttore generale «perché non posso prendermi sempre io tutte le responsabilità ». La lunga giornata di Rosella è cominciata allo stadio, molto presto, in una di quelle giornate di sole e di caldo che a lei di solito piace passare con la zia, la signora 
Fioravanti, al Sunbay di Civitavecchia, a rinforzare l'abbronzatura. Ma quando c'è la Roma non esiste altro «perché io sono tifosa, tifosa vera e soffro come gli altri». Così s'è accomodata sulla sua solita poltrona, qualche fila sotto rispetto a quella del papà, con a fianco il suo accompagnatore e dall'altra parte Elena Turra. Durante il primo tempo ha parlato pochissimo ed è sembrato evidente il senso di disturbo dopo il coro che forse per la prima volta è stato riservato a lei: «Ro-sel-la Sensi bla bla bla», sul motivetto su cui per anni è stato rimproverato a Franco Sensi di fare troppe chiacchiere e pochi fatti. A lei, a dir la verità, si può dire il contrario, che magari parla troppo poco e senza riempire di 
contenuti significativi le sue parole. Ma forse stavolta il senso della contestazione s'è capito immediatamente dopo, quando è partito l'altro coro, più duro, anche stavolta dedicato per la prima volta ad un figlio in vece che al padre, e naturalmente parliamo di Moggi, l'uomo che secondo alcune teorie Rosella vorrebbe portare a Trigoria. E questo bla bla bla la curva lo ritiene davvero insopportabile. Quando poi sull'Olimpico s'è abbattuto una sorta di diluvio universale, e a poco a poco dalle file più basse, Tribuna Autorità compresa, c'è stato il fuggi-fuggi verso zone più coperte, Rosella ha mantenuto la calma, ha lasciato la sua poltrona quasi per ultima e poi 
per prima è tornata a sedersi, stavolta un po' più su, da sola. Il papà era stato invece accompagnato all'interno dello stadio e ha continuato a vedere la partita su uno dei monitor di servizio, andando via poi alla fine, prima 
della festa. Rosella invece s'è goduta fino all'ultimo lo spettacolo del giro di saluto della squadra guidata da Bruno Conti, scatenato con la maglia della Roma numero sette e un bandierone da sventolare sotto la Sud. A quel punto però erano rientrati tutti ai loro posti, tanto che nella confusione ha dovuto cercare Pradé chiamandolo col cellulare prima di onorare l'appuntamento 
con le televisioni. Tra Sky, Rai e sala-stampa, in ordine di apparizione, s'è consumato lo show delle parole. Non sono mancate le gaffes: per dire che Ancelotti non poteva essere considerato l'unico obiettivo ha detto, davanti a lui, «come Ancelotti ce ne sono tanti». Per commentare le notizie e le indiscrezioni che riempiono i giornali di questi giorni, invece, si è rammaricata dicendo «purtroppo questa è la libertà di stampa e non ci posso far niente». Andando al senso delle sue parole ha premesso che non poteva annunciare nulla di concreto: «Chiedo di lasciarci lavorare con serenità. Ci affidiamo a tante persone professionali e professioniste. Quella dell'allenatore non è una scelta facile. Se mi piace Ancelotti? Il mister risponde sul campo 
ma come lui ce ne sono tanti. Vi prego di non fraintendere le mie parole. Ho imparato che per lavorare bene bisogna farlo in silenzio, ma parleremo. Non sto prendendo in giro nessuno. Faccio i complimenti ad Ancelotti, ringrazio 
Bruno Conti che ci porterà a una finale importante, i tifosi e i giocatori». 
Cavallerescamente, Ancelotti ha sottolineato come il basso profilo sia il segno distintivo dei dirigenti che lavorano bene. Facendo capire una volta di più che sta bene a Milano e non si muoverà da lì. Poi in sala-stampa Rosella è andata oltre: «Avevo dato un appuntamento all'Olimpico per ringraziare i tifosi e i giocatori. Stiamo lavorando, stiamo facendo scelte 
importanti, sicuramente impopolari. Impopolare lo sono stata per tutto quest'anno e lo sarò ancora ». Nessuna anticipazione sull'allenatore, dunque: «Mi sono presa queste responsabilità ma non posso darvi risposte, la stagione inizia presto quindi siamo ottimisti, sono tifosa anch'io e non voglio più soffrire come quest'anno. Dovremo evitare di ripetere tutti gli errori commessi quest'anno. Sono fiduciosa perché stiamo lavorando bene e con persone preparate e tra 
queste voglio ancora ringraziare Bruno Conti. Mi prendo la responsabilità di non essere popolare, non essere simpatica, di non rispondere ai tifosi, e di renderli scontenti ancora una volta. Chiedo scusa ma parleremo presto. 
Meglio dare bene le risposte che darle mezze belle o mezze brutte». Per certo arriverà un nuovo direttore generale: «Non ne posso più di prendermi tutte le responsabilità. Così almeno diventeremo impopolari in tanti». Gli chiedono di Prandelli: «Stimo molto la persona, sono stata vicina a lui per il coraggio avuto nell'affrontare i problemi personali. Ma questo non significa che sarà il nuovo allenatore». Non risponde alla domanda se le decisioni saranno prese dalla famiglia in piena autonomia o se saranno figlie di pressioni esterne: «Ci sono stati tanti equivoci di comunicazione quest'anno. Io lascio questi equivoci perché forse alla fine ci porteranno 
fortuna. Si sono dette tante cose anche sulle condizioni di salute di mio padre e come ho preso le redini della società: se mio padre non cammina non vuol dire che non dirige...». Ringrazia ancora, si scusa ancora, non dà appuntamenti: «Non voglio rischiare di non onorare ancora una scadenza. Appena sapremo tutto ve lo comunicheremo. Del resto deve cambiare anche il modo di comunicare della nostra società». Chissà che significa. Magari un giorno si capirà anche questo.
(e magari se invece dei fondi di magazzino dei Roma Store la squadra uscisse - rimanendo al centro del campo - con un bello striscione del tipo "Coppa Italia sarà" saremmo tutti più contenti). 

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