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Dal punto di vista
della promozione la tournée è già un successo. Cresce
la simpatia intorno alla squadra e ai suoi campioni
Anche in
Messico è Tottimania
L’entusiasmo per il capitano e la Roma allarma gli organizzatori: arriva la scorta
dal nostro inviato
UGO TRANI
TORREON - El Siglo
de Torreòn, periodico regionale dello stato di Cohauila, probabilmente
non ha esagerato. Dia historico , il titolo della prima pagina dell’inserto
sportivo. Proprio così. Una giornata che passerà alla storia,
quella di ieri, perché il Santos Laguna può sfidare la Roma.
La festa all’aeroporto di Torrèon, venerdì sera, aveva dato
un senso a quel titolo, stampato il giorno dopo. Duecento persone hanno
accolto la squadra di Capello, cosa che quasi non accade più nemmeno
a Fiumicino quando i giallorossi rientrano nella capitale dopo una vittoria
di prestigio. E molte erano tornate a casa deluse, perché la Roma
era in ritardo e non potevano bloccare per mezza giornata l’areoporto internazionale.
Di giorno qui ci sono quarantacinque gradi, la sera dieci di meno. C’è
sempre il sole, qui le nuvole messicane non fanno da tappo alla vallata
che fa pensare al Far West, non per niente i fumetti di Tex Willer sono
stati ambientati da queste parti.
Più di cinquecento
cowboy messicani hanno intasato il traffico attorno all’aerostazione. Per
aspettare e applaudire la Roma, per vedere da vicino Totti, sceso per ultimo
mano nella mano con Ilary e soffocato da ragazzi e ragazzi al punto di
preoccuparsi per la sua biondina, stretta anche lei in un abbraccio spontaneo.
Francesco, e non solo a Torreòn, è l’immagine di questa Roma.
A Città del Messico, prima di volare a nord, un cameriere ha lasciato
il vassoio con i caffè per andare di corsa dal capitano giallorosso
e chiedergli un autografo sulla spalla della sua camicia bianca. A Torreòn,
nei grandi magazzini, la maglia numero dieci è la più venduta.
Non da oggi. Anche l’anno scorso, durante il mondiale nippocoreano (tra
l’altro il Messico era nel girone dell’Italia), qui era già Tottimania
. Qualche ragazza gli dice che è più fico di Beckham. C’è
chi va oltre: per i messicani ha preso il posto di Maradona. Francesco
in Messico è venuto anche in vacanza, otto giorni a fine giugno.
A sud, nello Yucatan. Davanti all’Atlantico, a Cancun e a Playa del Carmen.
L’entusiasmo dei
messicani per Totti e la Roma ha addirittura allarmato gli organizzatori.
Ecco spuntare, sin dalla prima notte a Città del Messico, cinque
agenti in borghese. All’inizio Capello e i giocatori erano convinti che
fosse una precauzione dovuta alla gran confusione che regna nella metropoli.
I giallorossi, invece, sono scortati giorno e notte. Gli agenti si danno
il turno davanti alle stanze dei giocatori, vigilando quando la squadra
dorme. E durante gli spostamenti, salgono per ultimi sul charter, ma sono
i primi a scendere, è successo proprio a Torrèon, anche perché
mai avevano visto tanto caos all’aeroporto.
Totti meglio di
Bechkam, lo slogan dei messicani. Lo striscione di benvenuto per la squadra
sulla facciata dell’albergo. Capello detto lo stratega e immaginate quanto
ci si specchi il tecnico. Ma anche l’accoglienza riservata a Cassano. Antonio
si è fatto conoscere all’estero con i gol in Champions League. La
verità, però, è un’altra. In Messico sono tanti i
tifosi della Roma, che sanno tanto della squadra di Capello. L’affetto
è sincero. Perché la Roma rappresenta la capitale, perché
i messicani, così cattolici, adorano Roma perché ospita il
Papa. Perché, latini dentro, conoscono e ammirano la storia della
capitale.
A Torreòn,
un’amichevole con la Roma vale più del campionato. Roba da non crederci.
Doveva cominciare ieri anche il Santos Laguna. Per affrontare i giallorossi
ha invece rimandato il debutto a mercoledì. Ed è anche per
questo che la società di Trigoria ha scelto di fare questo viaggio.
Per commercializzare il prodotto Roma, nel centro e nel sud dell’America,
la cosa migliore resta la visibilità. Questa tournèe può
essere fondamentale per il merchandising, visto che il marchio qui è
già conosciuto. Il mercato, in Messico, è ancora in esplorato,
soltanto l’Inter ha già aperto alcune scuole calcio, le prime italiane
qui.
